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PROFEZIE DELL’ALTRO SECOLO?

 

Immagine dall’archivio di Terry Gillian, grande genio

 

Ricevo da Anna Dossena e pubblico [11/7, 20:29] 

“Per soffocare in anticipo ogni rivolta, non bisogna essere violenti. 


Renovatio 21 pubblica questo stralcio dal libro di Günther Anders L’uomo è antiquato (1956) 
 
I metodi del genere di Hitler sono superati.
 
Basta creare un condizionamento collettivo così potente che l’idea stessa di rivolta non verrà nemmeno più alla mente degli uomini.
 
L’ideale sarebbe quello di formattare gli individui fin dalla nascita limitando le loro abilità biologiche innate.
 
In secondo luogo, si continuerebbe il condizionamento riducendo drasticamente l’istruzione, per  riportarla ad una forma di inserimento professionale.
 
Un individuo ignorante ha solo un orizzonte di pensiero limitato e più il suo pensiero è limitato a preoccupazioni mediocri, meno può rivoltarsi.
 
Bisogna fare in modo che l’accesso al sapere diventi sempre più difficile e elitario. Il divario tra il popolo e la scienza, che l’informazione destinata al grande pubblico sia anestetizzata da qualsiasi contenuto sovversivo.
 
Niente filosofia. 
 
Anche in questo caso bisogna usare la persuasione  e non la violenza diretta: si diffonderanno massicciamente, attraverso la televisione, divertimenti che adulano sempre l’emotività o l’istintivo.
  • Affronteremo gli spiriti con ciò che è futile e giocoso. 
  • E’ buono, in chiacchiere e musica incessante, impedire allo spirito di pensare. 
  • Metteremo la sessualità al primo posto degli interessi umani.
Come tranquillante sociale, non c’è niente di meglio.
 
In generale si farà in modo di bandire la serietà dell’esistenza, di ridicolizzare tutto ciò che ha un valore elevato, di mantenere una costante apologia della leggerezza; in modo che l’euforia della pubblicità diventi lo standard della felicità umana. 
 
E il modello della libertà. 
 
Il condizionamento produrrà così da sé tale integrazione, che l’unica paura, che dovrà essere mantenuta, sarà quella di essere esclusi dal sistema e quindi di non poter più accedere alle condizioni necessarie alla felicità. 
 
L’uomo di massa, così prodotto, deve essere trattato come quello che è: un vitello…e deve essere monitorato come deve essere un gregge. 
 
Tutto ciò che permette di far addormentare la sua lucidità è un bene sociale, il che metterebbe a repentaglio il suo risveglio deve essere ridicolizzato, soffocato, 
 
Ogni dottrina che mette in discussione il sistema deve prima essere designata come sovversiva e terrorista e coloro che la sostengono dovranno poi essere trattati come tali.” 
 
Günther Anders, “L’uomo è antiquato”, 1956
 

Siamo sulla cuspide di cambiamenti colossali

Brookings: chiunque vincerà la corsa all’IA governerà il mondo

Il Brookings Institution è un think tank di vecchia generazione strettamente allineato con la Commissione Trilaterale che originariamente concepì il Nuovo Ordine Economico Internazionale; oggi questo è noto come sviluppo sostenibile, noto anche come tecnocrazia.
 
L’implicazione di base è che ci sarà un vincitore nell’intelligenza artificiale che governerà il mondo. Non importa davvero chi lo sta controllando, perché tutto il mondo soccomberà. ⁃ Editor TN

Un paio di anni fa, Vladimir Putin ha avvertito i russi che il paese che ha guidato le tecnologie che usano l’intelligenza artificiale dominerà il mondo. Aveva ragione a essere preoccupato. La Russia è ora un giocatore minore, e la gara sembra ora essere principalmente tra gli Stati Uniti e la Cina. Ma non contare ancora l’Unione Europea; l’UE è ancora un quinto dell’economia mondiale e ha sottovalutato i punti di forza. La leadership tecnologica richiederà ingenti investimenti digitali, rapida innovazione dei processi aziendali e sistemi fiscali e di trasferimento efficienti. La Cina sembra avere il vantaggio nel primo, gli Stati Uniti nel secondo e l’Europa occidentale nel terzo. Uno su tre non lo farà, e anche due su tre non saranno sufficienti; chi fa tutti e tre i migliori dominerà il resto.

Siamo sulla cuspide di cambiamenti colossali. Ma non devi accettare la parola del signor Putin, né la mia. Questo è ciò che dice Erik Brynjolfsson, direttore della MIT Initiative on the Digital Economy e uno studente serio sugli effetti delle tecnologie digitali:

“Questo è un momento di scelta e opportunità. Potrebbero essere i migliori 10 anni davanti a noi che abbiamo mai avuto nella storia umana o uno dei peggiori, perché abbiamo più potere di quanto non abbiamo mai avuto prima”.

Per capire perché questo è un momento speciale, dobbiamo sapere come questa ondata di tecnologie è diversa da quelle precedenti e come è la stessa. Dobbiamo sapere cosa significano queste tecnologie per persone e aziende. E dobbiamo sapere cosa possono fare i governi e cosa stanno facendo. Con i miei colleghi Wolfgang Fengler, Kenan Karakülah e Ravtosh Bal, ho cercato di sminuire le ricerche di studiosi come David Autor, Erik Brynjolfsson e Diego Comin fino alle lezioni per i laici. Questo blog utilizza il lavoro per prevedere le tendenze nel prossimo decennio.

4 CENNI, 3 FATTI

È utile pensare al cambiamento tecnico come avvenuto in quattro ondate dal 1800, provocato da una sequenza di “tecnologie di uso generale” (GPT). I GPT sono meglio descritti dagli economisti come “cambiamenti che trasformano sia la vita familiare che i modi in cui le aziende conducono affari”. I quattro GPT più importanti degli ultimi due secoli sono stati il ​​motore a vapore, l’energia elettrica, la tecnologia dell’informazione (IT) e artificiale intelligenza (AI).

Tutti questi GPT hanno ispirato innovazioni complementari e cambiamenti nei processi aziendali. I fatti solidi e rilevanti sul progresso tecnologico hanno a che fare con il suo ritmo, i suoi prerequisiti e i suoi problemi:

  • Il cambiamento tecnologico sta diventando più veloce. Mentre il ritmo dell’invenzione potrebbe non aver accelerato, il tempo tra l’invenzione e l’implementazione si è ridotto. Sebbene i ritardi di implementazione medi siano difficili da misurare con precisione, non sarebbe una grossolana semplificazione affermare che sono stati dimezzati con ogni ondata GPT. Sulla base delle prove, il tempo tra l’invenzione e l’uso diffuso è stato ridotto da circa 80 anni per il motore a vapore a 40 anni per l’elettricità e quindi a circa 20 anni per l’IT (Figura 1). Vi sono ragioni per ritenere che il ritardo nell’implementazione delle tecnologie legate all’IA sarà di circa 10 anni. Con l’accelerazione del cambiamento tecnologico e i vantaggi della prima mossa come sempre, la necessità di investimenti grandi e coordinati sta crescendo.
  • Saltare è praticamente impossibile. Mentre una tecnologia per scopi speciali come i telefoni di rete fissa può essere saltata a favore di una nuova tecnologia che fa la stessa cosa, ad esempio, i telefoni cellulari, è difficile per i paesi scavalcare le tecnologie di uso generale. Perché un paese ne superi un altro, deve prima recuperarlo. Il progresso tecnologico è un processo cumulativo. Le innovazioni dei processi aziendali necessarie per utilizzare il motore a vapore erano necessarie per consentire alle aziende di sfruttare l’energia elettrica. Più ovviamente, l’elettricità era un prerequisito per la tecnologia dell’informazione. I regolamenti che facilitano o ostacolano il progresso tecnico, l’istruzione e le infrastrutture e gli atteggiamenti nei confronti del cambiamento sociale che accompagna le nuove tecnologie contano tanto quanto le tecnologie, sottolineando la necessità di politiche complementari che modellano l’economia e la società.
  • L’automazione sta riducendo la quota di lavoro, non lo spostamento del lavoro. Mentre oggi la preoccupazione più comunemente espressa è che la diffusione dell’intelligenza artificiale sostituirà i lavoratori con macchine intelligenti, gli effetti dei precedenti GPT sono meglio sintetizzati riducendo la quota di guadagni della manodopera nel valore aggiunto. Ma l’ evidenza suggerisce anche che dagli anni ’70 l’automazione in economie relativamente avanzate ha messo sotto pressione i guadagni della manodopera. In altre parole, la preoccupazione non dovrebbe essere la disoccupazione diffusa, ma il fatto che i redditi stiano diventando sempre più distorti a favore del capitale sul lavoro. Ciò significa che i paesi che hanno accordi efficaci per affrontare le preoccupazioni distributive hanno un vantaggio rispetto a quelli che non lo fanno.

Leggi la storia completa qui …

Fonte: https://www.technocracy.news/

L’Italia diventa il primo paese a rendere obbligatorio lo studio del cambiamento climatico nelle scuole

L’Italia adotta studi obbligatori sui cambiamenti climatici per K1-K13

di: Nick Squires

L’Italia è la prima nazione a richiedere studi sui cambiamenti climatici dal K1 al K12. Questa è un’enorme indottrinamento che non ha nulla a che fare con l’educazione ma con la propaganda.

Il corso di studio sulla tecnocrazia del 1934 specificava “un sistema educativo per addestrare indiscriminatamente l’intera generazione più giovane per quanto riguarda tutte le considerazioni diverse dall’abilità intrinseca – un sistema continentale di condizionamento umano”. Siamo arrivati. ⁃ Editor TN

Credo che diventerò il primo paese al mondo in cui lo studio del cambiamento climatico sarà reso obbligatorio nelle scuole, ha annunciato martedì il ministro dell’istruzione.

Secondo una nuova legge, tutte le scuole statali dedicheranno circa un’ora alla settimana alle questioni di sostenibilità e cambiamento climatico dall’inizio del prossimo anno accademico, ha affermato Lorenzo Fioramonti. Ciò equivarrebbe a circa 33 ore all’anno.

“Questo è un nuovo modello di educazione civica incentrato sullo sviluppo sostenibile e sui cambiamenti climatici”, ha detto il ministro a The Telegraph.

“È una nuova materia che verrà insegnata dal primo al terzo grado, dai sei ai 19 anni.”

Il programma si baserà sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, incluso il modo di vivere in modo più sostenibile, come combattere l’inquinamento degli oceani e come affrontare la povertà e l’ingiustizia sociale.

“L’Italia sarà il primo paese al mondo ad adottare questo quadro”, ha affermato Fioramonti.

“Ci sono paesi come il Bhutan che si concentrano sulla felicità e sul benessere piuttosto che sul PIL , ma questa è la prima volta che un paese ha preso l’agenda delle Nazioni Unite e l’ha trasformata in un modello di insegnamento”, ha detto il ministro, che è membro di il Movimento a cinque stelle, che è in coalizione con il Partito Democratico di centro-sinistra.

È stato nominato ministro dell’educazione due mesi fa, quando la nuova coalizione si è formata dopo il crollo del precedente governo, fatto precipitare da Matteo Salvini della Lega ritirando il suo sostegno.

A settembre, quando milioni di scolari di tutto il mondo hanno preso parte alle marce del Venerdì per il futuro, ha espresso critiche dicendo che ai bambini italiani dovrebbe essere permesso di perdere la scuola per il giorno.

Leggi la storia completa qui …

Fonte: https://www.technocracy.news/

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Giappone: nuovo sistema educativo, con solo cinque materie

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Il Giappone rende ufficiale il sistema che forgia Elite s di esseri umani – nuovo sistema educativo

di Gabriel J. Perea R. 04 Giugno 2018 dal Sito Web ElistMopty contributo di Evelyn Lineth Vargas – Psicologa traduzione di Nicoletta Marino Versione originale in spagnolo

Il Giappone rende ufficiale il Sistema che forgia Elites di Esseri Umani. – “Cambiamento Coraggioso” (Futoji no henko) –

In Giappone si sta provando un piano pilot rivoluzionario chiamato “Cambiamento Coraggioso” (Futoji no henko), basato sui programmi educativi:

  • Erasmus
  • Grundtvig
  • Monnet
  • Ashoka
  • Comenius…

E’ un cambiamento di concetti che rompe tutti i paradigmi.

E’ talmente rivoluzionario che forma i bambini com “Cittadini del mondo” e non come giapponesi. Capiranno e accetteranno diverse culture e i loro orizzonti saranno globali, non nazionali.

Pensate che questo cambiamento sta accadendo in uno dei paesi più “tradizionalisti” del mondo.

Il programma di 12 anni si basa sui concetti:

  • Zero materie collaterali
  • Zero compiti
  • E hanno solo 5 materie che sono:
  1. Aritmetica per Affari

Le operazioni di base e l’uso di calcolatrici finanziarie.

  1. Lettura

Iniziano aleggere un foglio al giorno del libro che ogni bambino sceglie finiscono a leggere un libro a settimana.

  1. Educazione Civica

S’intende il rispetto totale delle leggi, del valore civile, l’etica, il rispetto delle norme per la convivenza, la tolleranza, l’altruismo e il rispetto per l’ecologia e l’ambiente.

  1. Informatica

Office, Internet, reti e affari on line.

  1. Lingue

4 o 5 Alfabeti, Culture, Religioni, tra queste qulla giapponese, latina, inglese, tedesca, cinese, araba; con viviste per soacializzare con lo scambio tra famiglie durante l’estate.

Quale sarà il risultato di questo programma?

Giovani che a 18 anni parlano 4 lingue, conoscono 4 culture, 4 alfabeti.

  • Sono esperti nell’uso di computer e cellulari come strumenti di lavoro.
  • Leggono 52 libri ogni anno.
  • Rispettano la legge, l’ecologia e la convivenza.
  • Maneggiano l’aritmetica per gli affari e la finanza a menadito.

I nostri figli competiranno con loro!

E chi sono i nsostri figli?

  • Ragazzi che sanno di più sui gossip di moda, che sanno e conoscono i nomi e la vita degli artisti famosi, ma niente di storia, letteraturaa o matematica, tra tutto il resto…
  • Ragazzi che parlano solo spagnolo più o meno,che hanno una pessima ortografia, che odiano leggere libri, chenon sanno fare una somma, che sono esperti nel “copiare” durante gli esami e burlarsi delle norme sotto gli occhi dei loro genitori ed educatori.
  • Ragazzi che passano più tempo guardando e imparando le stupidità in Internet, la televisione o le partite e gli idoli del calcio, piuttosto che studiare o leggere senza quasi comprendere ciò che leggono e perciò credono che un giocatore di di calcio è più importante di uno scienziato.
  • Ragazzi che sono definiti “uomini video” giacché non sono sociali in maniera adeguata ma sono resi stupidi, zombi dall’iPhone e Android, dai tablets, dallo skate, Facebook, Instagram, le chat; dove parlano solo delle stesse stipidaggini di cui parlavamo prima o con i giochi informatici, in un chiaro isolamento che conosciamo come autismo cibernético che attenta alla libertà, all’educazione, contrario all’autostima, all’autonomia, contro il rispetto per i loro genitori o per il prossimo, contro l’ambiente, la solidarietà, la cultura e promuovono un egoismo allarmante lasciando una società cieca e senza una meta e guradano un governo ch mente per rubare a piene mani…!!!

Credo che abbiamo molto lavoro da fare…!

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

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Almanacco di luglio 2019

 

I fans di Jovanotti saranno cavie umane da 5G

Dopo il Festival di San Remo, Matera capitale europea della cultura e gli stadi di calcio di Roma e Udine, prosegue la colonizzazione tecnologica dei più rilevanti eventi d’intrattenimento d’Italia attraverso la sperimentazione del pericoloso 5G, introdotta senza valutazioni preliminari sui rischi per umanità ed ecosistema. Alla viglia dell’unica tappa nel Lazio del Jova Beach Party, la TIM ha infatti ufficializzato l’introduzione di test dell’Internet delle cose nel tour estivo di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. Il 5G sarà sperimentato su 15 spiagge italiane, da Viareggio a Barletta, da Vasto a Policoro, cominciando oggi a Marina di Cerveteri (Roma) con droni in aria, giochi e video in Virtual Reality a ridosso del monumento naturale della palude di Torre Flavia. Segue QUI

 

 

 

Punch Hawaiian: Il Drone di dimensioni come un campo da calcio diffonderà 5G verso le isole Hawaii – Azione urgente necessaria   

By B.N. Frank 

L’ industria delle telecomunicazioni non ha fornito prove scientifiche che il 5G sia sicuro e molte ricerche hanno dimostrato che non lo è (vedi 1, 2). Medici, funzionari eletti, ambientalisti, esperti di sicurezza, la US Navy, società di servizi pubblici e altro hanno cercato di fermare la distribuzione 5G per una serie di motivi convincenti. Poche persone si stanno iscrivendo ad esso dove è già stato installato e gli utenti si lamentano che il 5G sta facendo surriscaldare i loro telefoni e modem. Indipendentemente da ciò, le società di telecomunicazione e i sostenitori continuano a promuoverlo e installarlo ovunque sia possibile – sopra e sotto.  Continua QUI in lingua inglese. 

 

Nessuna frode scientifica

di Pier Giuseppe Pelicci, Pier Paolo Di Fiore 

Negli scorsi giorni una serie di articoli ha riferito della richiesta di archiviazione delle indagini condotte dalla Procura di Milano in merito a presunte frodi scientifiche che hanno coinvolto, fra gli altri, gli oncologi Pier Giuseppe Pelicci e Pier Paolo Di Fiore. Riportiamo qui sotto la loro dichiarazione affidata a Scienza in rete.

Nel gennaio 2016 abbiamo ricevuto un’informazione di garanzia dalla Procura di Milano per alcune ipotesi investigative concernenti possibili condotte di falsificazione di dati in ambito scientifico. Dieci giorni fa circa abbiamo letto su una testata nazionale che i Pubblici Ministeri titolari dell’indagine hanno richiesto, al Giudice delle Indagini Preliminari (GIP), la completa archiviazione dell’inchiesta. Nelle motivazioni, riportate dai media, i PM affermano che avrebbero sostanzialmente “accertato” quella che loro definiscono una “frode scientifica” ma che non esisterebbe in Italia una legge che consenta di perseguire questo tipo di illeciti. Segue QUI

 

 

  

Scam Green New Deal distrutto da un nuovo studio scientifico sul riscaldamento globale

Inserito da: Tyler Durden 

AOC, Justice Democrats, New Green Deal, zeloti e tecnocrati di tutto il mondo, digrignano i denti per questa nuova ricerca. Gli scienziati hanno concluso che ” il cambiamento climatico antropogenico non esiste nella pratica”. Editor TN Editor

Un nuovo studio scientifico potrebbe svelare precisi e profondi presupposti fondamentali alla base della controversa legislazione sul clima e di iniziative come il New Deal verde, ovvero il grado in cui il “cambiamento climatico” è guidato da fenomeni naturali rispetto a problemi creati dall’uomo come impronta di carbonio . Scienziati in Finlandia hanno trovato “praticamente nessun cambiamento climatico antropogenico [causato dall’uomo] ” dopo una serie di studi.

“Durante gli ultimi cento anni la temperatura è aumentata di circa 0,1 ° C a causa dell’anidride carbonica. Il contributo umano era di circa 0,01° C”, i ricercatori finlandesi affermano senza mezzi termini in una serie di articoli.

Questo è stato collaborato da un team della Kobe University in Giappone, che ha promosso la teoria dei ricercatori finlandesi: “Nuove prove suggeriscono che particelle ad alta energia provenienti dallo spazio conosciute come raggi cosmici galattici influenzano il clima della Terra aumentando la copertura nuvolosa, causando un ‘ effetto ombrello”, “lo studio appena pubblicato ha trovato, una sintesi della quale è stata pubblicata sulla rivista Science Daily. I risultati sono estremamente significativi dato che questo “effetto ombrello” – un evento del tutto naturale – potrebbe essere il principale fattore del riscaldamento del clima e non i fattori causati dall’uomo.Continua QUI in lingua inglese. 

 

  

Il ministro del Regno Unito ribadisce che Assange non verrà estradato in nessun paese con pena capitale

Assange sta scontando una pena di 50 settimane in Gran Bretagna per aver saltato la cauzione dopo aver trascorso sette anni nell’ambasciata ecuadoriana a Londra per scappare da quello che ha definito un caso politicamente motivato contro di lui. Il fondatore di WikiLeaks affronta l’estradizione negli Stati Uniti per presunti attacchi informatici, accuse che lui nega.

Il ministro di Stato britannico per l’Europa e le Americhe, Alan Duncan, ha riaffermato che il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, non verrebbe estradato “dovunque potrebbe essere condannato a morte”, riporta l’agenzia indipendente spagnola EFE.

Il comunicato ha citato Duncan nel suo discorso durante una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri ecuadoriano Jose Valencia, secondo cui un accordo rilevante sull’estradizione di Assange è stato concluso all’inizio di questo mese e che Londra è preoccupata per la sua salute.

Continua QUI in lingua inglese

 

Paul Krugman, premio Nobel per l’Economia nel 2008, mostra sul New York Times quanto e attraverso quali sistemi l’agenda politica degli straricchi – volta, molto banalmente, a tutelare i loro interessi di classe, per esempio a ottenere tasse più basse tagliando sui servizi sociali – venga imposta all’opinione pubblica e spacciata per l’unica strategia “responsabile”. I desideri dei più ricchi vengono trasformati in “quello che è giusto fare”, anche quando in realtà danneggiano non solo le persone meno abbienti, ma anche l’economia di un Paese nel suo insieme. Ecco perché ridurre l’eccesso di ricchezza è anche un modo per ottenere un sistema politico più sano. 

Di Paul Krugman, 22 giugno 2019 

Tra un paio di giorni parteciperò a una conferenza all’Istituto di politica economica sul “disturbo da ricchezza eccessiva” – ovvero i problemi e i pericoli che nascono dall’estrema concentrazione di reddito e ricchezza ai vertici della società. Mi è stato chiesto di tenere un breve discorso introduttivo, concentrandomi sulle distorsioni create da un’elevata disuguaglianza nella politica e nella strategia dei governi, e ho cercato di mettere ordine nei miei pensieri. Quindi ho pensato che avrei potuto mettere nero su bianco questi pensieri, per dare loro una diffusione più ampia.

Mentre il dibattito pubblico si è concentrato sull’ “uno per cento”, quello che è veramente in discussione qui è il ruolo dello 0,1 per cento, o forse dello 0,01 percento – il vero ricco, non “l”impiegato di Wall Street da 400.000 dollari all’anno” memorabilmente ridicolizzato nel film omonimo. Si tratta di un gruppo molto piccolo di persone, ma che esercita un’enorme influenza sulla politica. Come si esercita questa influenza? La gente parla spesso dei contributi alle campagne elettorali, ma questi sono solo uno dei canali esistenti. In effetti, identificherei almeno quattro modi in cui le risorse finanziarie dello 0,1% distorcono le priorità della politica. Segue QUI

 

 

   

Yahvè SpA: chi domina il mondo, oltre la geopolitica visibile 

Data fatidica, il 14 luglio: nel 1789 a Parigi veniva assaltata la Bastiglia, evento culminante della Rivoluzione Francese che segnò la fine dell’Ancien Régime, il sistema plurisecolare dell’assolutismo monarchico. Solo tre anni fa, invece – ma sempre in Francia, e sempre il 14 luglio – il killer franco-tunisino Mohamed Lahouaiej-Bouhle faceva strage a Nizza col suo camion, travolgendo i passanti sulla Promenade des Anglais: 86 morti e 302 feriti. Ovviamente l’attentatore era già stato segnalato alla polizia, come poco di buono. E ovviamente nessuno aveva pensato di controllare e sgomberare il suo camion bianco, fermo da giorni su quel lungomare divenuto “off limits” in vista della festa nazionale francese. E ancora: l’assassino – prima di essere freddato dalle forze dell’ordine, come d’abitudine, prima che potesse parlare – aveva anche avuto cura di lasciare a disposizione dei poliziotti i suoi documenti, ben in vista nell’abitacolo del veicolo. Un caso da manuale, secondo Gioele Magaldi, autore del saggio “Massoni”: un messaggio intimidatorio rivolto alla massoneria progressista, che considera proprio il 14 luglio la prima pietra miliare verso la conquista della democrazia, almeno in Occidente. Segue QUI 

 

 

 Ai Limiti della Docenza

A me i famosi “competenti” di cui tanto si parla ricordano più il cugino Gastone che Archimede Pitagorico. Lo scandalo dei concorsi truccati all’Università di Catania, il concorsone a Preside bloccato dagli studi legali e l’ancor più recente arresto del giudice Francesco Bellomo, dimostrano ancora una volta di che pasta siano fatti i famosi “competenti” del Belpaese e quanto sia aleatoria la loro pretesa di essere riconosciuti come tali. Nonostante le numerose evidenze di un culturame profondamente malato, i colpi di coda delle èlite intellettuali sono sempre più violenti e frequenti. Ma non fermeranno la tendenza in atto. 

 
Ai travasi di bile su twitter, da qualche tempo si sono aggiunti persino libri tematici nel tentativo di dimostrare che la critica pop alla cultura ufficiale si basa su atteggiamenti psicotici, su invidia, sulla diffusione dei social. La loro preoccupazione è grande, ed è giusto che sia così, perché l’impero che hanno ereditato sta per vacillare. In Italia ci sono persino politici che difendono con le unghie e con i denti le loro rendite di posizione elitaria nelle università e tra gli editori, pur affermando di rappresentare la midle class, o addirittura il proletariato. 
 
La realtà – per lor signori inaccettabile – è che i social media non c’entrano proprio un bel nulla con l’attacco alla loro credibilità
 
Segue QUI
 

Il Podio

 

 Il mito delle lauree scientifiche

Una cosa è il rispetto per una metodologia ed un oggetto di studio; un’altra la mitizzazione, il feticismo, la radicalizzazione. Tra i tanti “intoccabili” della cultura occidentale c’è la scienza, tirata sempre in ballo come la panacea di tutti i mali. Peccato che i più grandi scienziati (e non a caso erano i più grandi) abbiano spesso considerato la scienza un pezzo di strada e non LA strada.

Spesso, addirittura, i primi ad aver sottolineato i limiti della scienza furono proprio gli scienziati, scettici dei successi che essi stessi ottenevano. Un caso degno di nota fu Blaise Pascal, matematico fancese inventore della calcolatrice (la pascalina verrà usata in Francia fino alla fine del Settecento). Secondo Pascal la scienza non poggiava su principi primi validi e chiari, non si occupava del senso della vita e si scontrava con l’esperienza che ne smentiva puntualmente le leggi.

A mitizzare la scienza, invece, ci pensano purtroppo gli omuncoli contempranei della disciplina, quelli che non scoprono mai un tubo, ma che sono bravissimi a vendere la scienza sotto forma di inutili aggeggi tecnologici, corsi e scranni accademici. Il corollario di leggende metropolitane che girano attorno alla scienza porta ad esempio a pensarla come la soluzione per la ricchezza di una nazione: non la forza (Usa), non l’unità (Giappone), non la produttività (Cina), ma la “scienza” sarebbe il segreto della grandezza economica di una nazione. Allora conviene dare un’occhiata a questa tabella, che mostra la formazione di laureati in materie scientifiche in Europa.

 

L’occhio non può che cadere su due dati: l’Italia è sotto la media europea in quanto al numero di laureati in materie scientifiche e la Germania è in testa. Tuttavia, i più accorti avranno anche subito notato che vi sono paesi molto meno produttivi di noi, come Spagna e Portogallo che registrano un dato migliore del nostro, e, soprattutto, che la Grecia ricopre la fascia alta della classifica e siede sul podio con Germania e Svezia. A cosa è servito alla Grecia laureare molti più concittadini in discipline scientifiche di paesi come Italia o Austria o Danimarca? A giudicare dall’economia della Grecia direi un tubo.

 

E che dire poi del fatto che l’Italia “produce” più laureati scientifici dell’Olanda e del Belgio? Qual è, tra Olanda e Italia, il paese con minor disoccupazione e più alti redditi?

A quanto pare neppure la nobile statistica riesce a rendere ragione dei fatti economici i quali, alla faccia dei Boldrin e dei Bagnai (due facce della stessa medaglia positivista), non sono scienza.

Fonte: http://micidial.it/

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BAMBINI: unici e irripetibili

 Dedicato ai miei nipoti, nonno wlady 

CONOSCERE PER VIVERE  

Cari bambini che state andando a scuola, tutti nasciamo in un mondo già fatto, ed è naturale che per viverci dentro dobbiamo conoscerlo bene. 

La nostra adolescenza e la nostra giovinezza vengono in gran parte spese a capire dove siamo ospitati. Infatti, tutto quanto sfugge alla nostra comprensione rimane estraneo alla vita e non possiamo giovarcene. Non solo: se questa curiosità non viene nutrita, se ignoriamo il Sapere, rischiamo di prendere in continuazione fischi per fiaschi, cioè di essere puntualmente delusi nelle aspettative. 

Quindi la conoscenza è fondamentale alla nostra esistenza. 

Il mondo si svela piano piano e, di concerto, noi ci sveliamo a noi stessi e miglioriamo. Purtroppo nella nostra caotica, massificata, e spesso confusa società, molte cose ci distraggono, ci assordano, lasciandoci di rado soli con noi stessi.  

Ci riconosciamo in gruppo, insieme andiamo a scuola, ai concerti, alle feste, in vacanza. Così, col tempo, abbiamo l’impressione di esistere solo in funzione di come gli altri ci vedono e ci giudicano.  

E questo non va bene perché nel fondo può catturarci uno strano senso di vuoto, di solitudine, di smarrimento. Insomma ogni tanto bisognerebbe guardarsi allo specchio e riconoscersi per unici e irripetibili, diversi dagli altri.  

L’uomo per questo, ha inventato uno strumento preziosissimo: la scrittura. Chi scrive altro non fa che verbalizzare ciò che ha dentro, non fa che mettere ordine nei suoi pensieri e nei suoi sentimenti. Non fa cioè che immagazzinare informazioni dentro una originale visone del mondo.  

Scrivere ci fa crescere, e anche leggere ci fa crescere, perché gli scrittori offrono altri sguardi sul nostro vivere. Si va più lontano con la scrittura se contemporaneamente si legge qualche libro. Così, conoscendo meglio noi e quel che ci circonda, si vive con più distacco e con più passione.

BAMBINI  

I bambini li stanno facendo diventare antipatici per la prosopopea retorica e demagogica da cui vengono letteralmente soffocati. Ad accarezzarne uno per strada si rischia il linciaggio, tranne poi vederli diventare grandi e pronti a loro volta al linciaggio.  

Diventano antipatici come l’erbetta dei prati che non si può più calpestare: inavvicinabili come la Gioconda; protetti come i panda; sott’olio come i carciofini. Guai a chi lancia loro qualche urlaccio di contadina memoria, gui a turbarne l’equilibro scontentandoli. 

Li spingono a guardarti dal basso in alto con occhi quasi di sfida, e alla fine il modo migliore per non creare loro problemi è far finta di non vederli.  

I bambini in quanto tali, sono oggi una categoria interclassista, la loro condizione di possibile vittime della crudeltà adulta cancella ogni differenza: il poverissimo niño brasiliano, l’affamata creatura africana, il ragazzino per bene che va in piscina appartengono alla stessa specie da proteggere perché i loro nemici sono tanti e vestono panni diversi a seconda del luogo nel quale vivono.  

Questo è vero, ma una visione così riduttiva e generalizzata dalla questione (non certo nuova), invece di promuovere soluzioni concrete, non fa che aprire le inutili porte del cuore e dar voce ai sentimenti più lacrimevoli e ipocriti, a innondare la televisione di vuoti appelli a mielose trasmissioni interrotte con la pubblicità dei giocattoli e delle costosissime scarpe da tennis perché i genitori, catturati dalla paura del senso di colpa, vengano presi dall’impulso di far contenti i loro piccoli acquistando per loro qualcosa di utile e piacevole.  

Tutti i bambini sono buoni e bravi, anche quelli viziati, quelli dispettosi, quelli stupidi. Sono innocenti per definizione. Anche questo è vero. Però c’è da chiedersi quale pedagogia è possibile quando viene svuotato il senso della responsabilità personale e della diversità tra individui.  

Quante volte infatti, oggi, un genitore che assiste a una malefatta del figliuolo se ne sta zitto e va a cercare le colpe in sé stesso, nel suo rapporto con il consorte e con la prppria famiglia? 

Sembra che non veda l’ora di colpevolizzarsi per continuare ad inseguire una prospettiva diversa, una impossibile svolta nella propria vita e quella di chi gli sta intorno.  

L’enfatizzazione, in realtà, rimove ogni conflitto, giacché da sola basta a mettere a posto la coscienza. Commuoversi davanti a un appello per la condizione di schiavi cui sono realmente ridotti molti bambini del pianeta soddisfa e tranquillizza gli animi. 

Alcuni adirittura, organizzando concerti e trasmissioni, simposi e convegni, guadagnano fama e soldi nel cercare di commuovere il prossimo sul ricattatorio tema dei bambini. Che lontani dalle nostre lacrime continuano imperterriti a morire di fame, a essere trattati come cavalli da soma, a essere brutalizzati dall’orrore del turismo sessuale. 

Ogni giorno nel mondo 8 mila bambini muoiono di fame 

Ogni giorno nel mondo scompaiono 22mila bambini 

Nel mondo sono più di 220 milioni i bambini abusati sessualmente, senza parlare del traffico di organi che va oltre ogni immaginazione.

Tratto dalle mie letture di Vincenzo CeramiPensieri Così

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