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INGERENZE ALBIONESI

Omicidi e stragi, la guerra segreta degli inglesi contro l’Italia

“Colonia Italia”. Giornali, radio e tv: così gli inglesi ci controllano. Le prove nei documenti top secret di Londra. Sono cose che dobbiamo sapere. Quando si pensa alle ingerenze dall’estero nei confronti del nostro paese si pensa sempre agli Stati Uniti d’America. Ma basta aprire una cartina geografica e vedere dov’è l’Inghilterra, un’isola del Nord Europa, e dove sono stati per molti decenni – a ancora oggi – i suoi interessi economici, strategici, militari. In Nord Africa, nel Medio Oriente e in Estremo Oriente.

E cosa c’è tra la Gran Bretagna e i suoi interessi? C’è il Mediterraneo e, al centro del Mediterraneo, l’Italia. Quindi già dai tempi del Risorgimento, l’Italia per la Gran Bretagna era una postazione di fondamentale importanza, attraverso la quale poteva controllare i suoi domini e le sue rotte marittime. Poi l’Italia perde la Seconda Guerra Mondiale e, tra Gran Bretagna e Stati Uniti, c’è una visione molto conflittuale sul problema Italia: per gli Stati Uniti noi eravamo un paese cobelligerante, cioè che si era auto-liberato dal nazifascismo combattendo al fianco degli alleati.

Per la Gran Bretagna invece noi eravamo un paese sconfitto tout-court. Punto e basta. Quindi un paese soggetto ai vincoli, imposti attraverso trattati internazionali, dalle potenze vincitrici alle nazioni sconfitte. Questo ha determinato il corso degli eventi della storia successiva, praticamente fino ai giorni nostri. Al tavolo della pace, quando le grandi potenze vincitrici cominciarono a spartirsi il mondo in aree di influenza, all’interno del campo atlantico la Gran Bretagna pretese e ottenne, dagli Stati Uniti e dall’Unione Sovietica, una sorta di diritto di supervisione sull’Italia.

Quindi l’Italia, dalla Seconda Guerra Mondiale in poi, è paese che appartiene all’area di influenza britannica. C’è una differenza importante tra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. Gli Usa hanno combattuto anche in Italia una guerra contro il comunismo. La Gran Bretagna non ha combattuto solo quella, ma anche una guerra contro l’Italia, in modo particolare contro quella parte della classe dirigente italiana del secondo dopoguerra – penso ai De Gasperi, ai Mattei, ai Fanfani, ai Vanoni fino ad Aldo Moro, sovranista – cioè, che pur nel contesto di un’alleanza internazionale, l’alleanza atlantica, si muoveva con una propria visione sulla base di un proprio interesse nazionale.

Era l’Italia del dopoguerra, uscita a pezzi, che però voleva crescere, riprendersi, ricostruire le proprie istituzioni, il proprio sistema economico. E per poterlo fare aveva bisogno di quella materia prima che è il sangue, l’ossigeno per ogni sistema, e cioè il petrolio, l’energia. Questo è stato all’origine di un conflitto con la Gran Bretagna che dura ancora oggi. La Gran Bretagna, che ha esercitato un controllo pressoché assoluto sul nostro sistema di informazione, ha usato la stampa, i giornali, gli opinion leader, gli intellettuali per orientare l’opinione pubblica e tentare di condizionare le scelte politiche dei partiti e dei governi.

Una di queste grandi scelte su cui la Gran Bretagna ha tentato di condizionarci è stata la politica mediterranea, la politica energetica e petrolifera dell’Italia. De Gasperi, presidente del Consiglio nel 1953, aveva il mandato britannico di sciogliere l’Agip. Mattei, nel 1953, era stato messo alla presidenza dell’Agip per scioglierla. E invece di sciogliere l’Agip lui fondò l’Eni, grazie anche a un decreto di De Gasperi. E dopo aver fondato l’Eni, Mattei cominciò ad attuare una propria politica.

Non era accettata l’Italia di Mattei, dell’Eni, al tavolo delle grandi compagnie internazionali, in modo particolare di quelle britanniche, con pari dignità. Era ammessa a sedersi, tutt’al più, su uno strapuntino, ma Mattei e l’Italia di quegli anni non volevano assolutamente dipendere dal punto di vista energetico dalla Gran Bretagna. Per cui cercarono autonomamente le fonti di approvvigionamento, offrendo ai paesi produttori di petrolio, che erano quasi tutti controllati dalle compagnie britanniche, condizioni più favorevoli.

C’era la famosa regola del fifty-fifty: 50% ai produttori, 50% alle compagnie petrolifere straniere. Questa era una regola imposta dalle “sette sorelle”. Mattei cambiò le regole dello scambio, proponendo il 25% alle compagnie e il 75% ai produttori: i paesi produttori trovarono più conveniente fare affari con l’Italia che non con la Gran Bretagna.

Questo disturbò parecchio gli inglesi. La rivelazione di questo libro è l’esistenza di una vera e propria macchina della propaganda occulta britannica. E questa macchina venne scagliata contro De Gasperi e contro il suo erede politico Attilio Piccioni, attraverso la macchina del fango. De Gasperi venne coinvolto in uno scandalo, il famoso scandalo Guareschi – De Gasperi delle lettere che poi risultarono false, fabbricate dalla propaganda occulta inglese, e Piccioni venne coinvolto in un altro scandalo, quello famosissimo di Wilma Montesi, la ragazza trovata morta su una spiaggia di Tor Vaianica.

Il figlio, Piero Piccioni, venne coinvolto in quello scandalo; e il padre, ministro degli esteri, sodale di De Gasperi e protettore di Enrico Mattei, venne travolto da quell’ondata di fango. Poi lo scandalo si rivelò infondato, perché le responsabilità del figlio di Piccioni non erano quelle che la campagna ispirata dalla macchina occulta britannica gli aveva attribuito, tant’è che Piero Piccioni qualche anno dopo fu prosciolto, risultò innocente.

Questo è solo un esempio di come la Gran Bretagna è intervenuta pesantemente nelle nostre vicende interne, e adesso ho citato due episodi che sono collegati alla guerra specifica energetico-petrolifera. L’Iran di Mohammad Mosaddeq, primo ministro, aveva nazionalizzato il petrolio britannico. La Gran Bretagna reagì imponendo l’embargo, e l’Italia dell’Eni e di De Gasperi violò quell’embargo. Winston Churchill, allora premier britannico – nel libro ci sono dei documenti desecretati inglesi – ordinò ai suoi apparati di “dare una lezione” agli italiani, perché avevano osato violare l’embargo imposto dagli inglesi contro l’Iran.

Sono emersi nuovi documenti sulla guerra scatenata dalla macchina della propaganda occulta contro Enrico Mattei. Attraverso la sua politica, Mattei emarginò progressivamente le compagnie che curavano gli interessi britannici, in aree che gli inglesi consideravano, per importanza – sto citando testualmente un documento – seconde soltanto alla Gran Bretagna stessa. Aree come la Libia, come l’Egitto, come l’Iran, come l’Iraq che per gli inglesi erano di vitale importanza. Mattei andò a ficcare il naso, con la sua politica, in queste zone, disturbando, anzi addirittura emarginando, nel corso degli anni, la presenza britannica.

In questi documenti Mattei venne definito dagli inglesi – cito testualmente – «un pericolo mortale per gli interessi britannici nel mondo».

E c’è un altro documento che fa venire la pelle d’oca. E’ del 1962. Gli inglesi dicono che Mattei «è una verruca, è un’escrescenza da rimuovere in ogni modo». Scrivono: «Abbiamo tentato di fermarlo in tutti i modi e non ci siamo riusciti: forse è giunto il momento di passare la pratica alla nostra intelligence».

Sei mesi dopo, Enrico Mattei morì in un incidente aereo che oggi sappiamo con certezza, anche sul piano giudiziario, essere stato causato da un atto di sabotaggio. Aldo Moro? La vicenda Moro si colloca esattamente nello stesso contesto della vicenda di Enrico Mattei. Aldo Moro è stato l’erede della politica mediterranea di Mattei.

Tra il 1969 e il 1975, Moro è stato l’ispiratore della politica estera italiana. Era ministro degli esteri in diversi governi, e riuscì a mettere a segno ulteriori colpi contro gli interessi inglesi. Certo, non è che gli italiani scherzassero, a loro volta. In Libia, nel 1969, con Moro ministro degli esteri, ci fu un colpo di Stato che rovesciò la monarchia filo-britannica e portò al potere il colonnello Muhammar Gheddafi, addestrato nelle accademie militari italiane.

E’ vero che Gheddafi cacciò via gli italiani, ma subito dopo nazionalizzò il petrolio, che era controllato dalle compagnie britanniche, espulse dalla Libia le basi militari britanniche e iniziò un rapporto privilegiato con gli italiani, grazie al quale l’Italia conobbe un periodo di grande benessere economico. E poi, negli anni successivi, ci furono altri colpi messi a segno, come in Iraq, dove il regime nazionalista aveva espropriato, nazionalizzato il petrolio controllato dalle compagnie britanniche.

E l’Eni era riuscita a penetrare anche lì, grazie ovviamente ai successori della politica energetica di Mattei, ma soprattutto grazie alla politica estera di Aldo Moro. Tra i documenti di “Colonia Italia“, ce n’è uno che veramente fa venire i brividi, riportato con tutti i suoi riferimenti archivistici, per cui chiunque voglia andare a controllare può farlo. Nel gennaio del 1969, il responsabile della macchina della propaganda occulta a Roma dice: «Attraverso la macchina della propaganda occulta non abbiamo ottenuto grandi risultati contro questa classe dirigente italiana». Quindi invita il suo governo: «Dobbiamo adottare altri metodi». Quali metodi? Questa parte del documento è oscurata ancora oggi.

E’ ancora oggi coperta dal segreto. Io chiedo continuamente agli opinionisti, ai direttori dei giornali, alla stampa: ma perché non chiedete al governo britannico la desecretazione di quella parte del documento, in cui sono spiegati gli “altri metodi” da utilizzare contro l’Italia a partire dal 1969? Nel 1969 ci fu la strage di piazza Fontana e iniziò una stagione di sangue, lo stragismo, il terrorismo, che toccò il suo punto più alto con il sequestro e l’assassinio di Aldo Moro.

E anche qui c’è da dire qualcosa a proposito dell’intervento britannico. Nel 1976 – questo è provato, perché lo dicono gli stessi documenti inglesi desecretati e conservati nell’archivio di Stato di Kew Gardens, a disposizione di tutti – ci fu un tentativo di colpo di Stato organizzato o progettato dagli inglesi nei primi sei mesi del 1976 per bloccare la politica di Aldo Moro.

Quel progetto venne sottoposto all’attenzione degli alleati francesi, tedeschi e americani. I francesi aderirono immediatamente, perché l’Italia era un concorrente temibile anche per i francesi, non solo per gli inglesi, mentre americani e tedeschi si mostrarono molto più scettici, e dissero agli inglesi: «Ma voi siete pazzi! Un colpo di Stato in Italia, a parte i contraccolpi negativi nell’opinione pubblica per l’alleanza atlantica, in Italia c’è una sinistra forte, c’è una organizzazione sindacale molto radicata, cioè ci sarebbe una reazione e quindi un bagno di sangue!» Gli inglesi allora misero da parte il progetto di un colpo di Stato vero e proprio, classico.

Però c’è un altro documento, pubblicato nel libro. Scrivono: «Visto che non è possibile attuare un colpo di Stato militare classico, per l’opposizione di Germania e Stati Uniti, passiamo al piano-B». Qual era questo piano-B? Purtroppo, anche in questo caso, come nel documento che ho citato prima, c’è soltanto il titolo. E il titolo è agghiacciante.

Testualmente: “Appoggio a una diversa azione sovversiva per bloccare Aldo Moro”. Quale poteva essere questa “azione sovversiva” naturalmente io non lo so, perché anche questa parte del documento è ancora oggi secretata, protetta dal segreto. A suo tempo venne oscurata persino agli americani e ai tedeschi.

E anche in questo caso non mi trattengo dal chiedere agli opinionisti italiani, alla stampa italiana: siamo in un paese in cui rivendichiamo tutti i giorni verità e giustizia; beh, quando ci troviamo di fronte a documenti di questo tipo, ma che ci vuole a chiedere agli inglesi di desecretare anche questo documento per capire quale poteva essere la “diversa azione sovversiva” contro Moro?

Magari non c’entra nulla con il sequestro e l’assassinio di Aldo Moro, le cui responsabilità  ovviamente ricadono sulle Brigate Rosse italiane. Magari, attraverso la desecretazione di quel documento, scopriamo che la diversa azione sovversiva con cui gli inglesi volevano bloccare Aldo Moro era soltanto una scampagnata della regina Elisabetta in Italia… Ci sono due documenti drammatici, che segnano due fasi drammatiche della nostra storia: piazza Fontana e l’assassinio di Aldo Moro. Entrambi questi documenti sono incompleti.

Sono ancora oggi secretati. E visto che la Gran Bretagna è un paese nostro amico, addirittura nostro alleato, sarebbe utile per noi sapere se questo paese amico ha avuto un qualche ruolo, oppure no, nella strage di piazza Fontana e nell’assassinio di Aldo Moro. Allo stato delle nostre ricerche, ho ragione di ritenere che oggi il controllo britannico sul nostro paese sia ancora più forte di prima.

(Giovanni Fasanella, dichiarazioni rilasciate a Claudio Messora il 12 novembre 2015 per la video-intervista “I documenti Uk che fanno gelare il sangue, da Enrico Mattei ad Aldo Moro”, pubblicata su “ByoBlu” per presentare il libro “Colonia Italia”, Chiarelettere – 483 pagine, euro 18,90 – che Fasanella ha scritto insieme a Mario José Cereghino. Il possibile ruolo occulto della Gran Bretagna nella “sovragestione” dell’Italia è tornato drammaticamente in primo piano nel febbraio 2016 con l’uccisione al Cairo del giovane Giulio Regeni, ingaggiato in Egitto da una Ong collegata all’università di Cambridge; secondo molte fonti indipendenti, tra cui l’ex inviato di “Panorama” Marco Gregoretti, il lavoro di Regeni sarebbe stato utilizzato dall’Mi6, il controspionaggio inglese.

La stessa intelligence britannica, sempre secondo Gregoretti, avrebbe “sacrificato” Regeni, utilizzando killer egiziani, per creare un incidente diplomatico tra Italia ed Egitto in vista di un possibile intervento militare italiano in Libia. E Fulvio Grimaldi, ex giornalista Rai, segnala che l’Italia, tramite l’Eni, ha raggiunto un accordo strategico con l’Egitto per lo sfruttamento di un immenso giacimento di gas, nel Mediterraneo, in acque egiziane, fatto che ha sicuramente irritato e preoccupato gli inglesi).

Fonte attiva: http://www.libreidee.org/

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“gli amanti dell’abuso e dell’assassinio.”

-Un altro dei “Mostri” del Nuovo Ordine Mondiale-

Tutti conoscono i nomi di alcuni delle più mostruose corporazioni criminali private che infestano il mondo. A tutte le persone che hanno una certa conoscenza vengono in mente rapidamente i nomi di:

Monsanto nel campo della geo ingegneria  

Blackwater (Academi), nel campo della “sicurezza privata” 

E’ evidente che quando parliamo di “sicurezza privata” ci riferiamo a “eserciti privati di mercenari”. 

Mentre, la maggior parte di voi ha sentito parlare di queste organizzazioni criminali nordamericane, la Blackwater o Academi, molta meno gente ha sentito parlare della società di sicurezza più grande al mondo:

la canadese GARDA

  Alcune settimane fa, degli studenti dell’Università del Québec di Montreal (UQAM) hanno interrotto una riunione del Consiglio dopo aver saputo che gli amministratori pianificavano la firma di un contratto di sette anni e di un valore di 50 milioni di dollari con il gigante della sicurezza privata GardaWorld.

Stephan Cretier

Questi giovani manifestanti si sono dimostrati fastidiosi con l’amministrazione dell’Università che hanno cercato di espellere i capi studenteschi “molesti” e aumentato le misure di sicurezza in un campus che si è caratterizzato per la sua attività politica.

La più grande impresa di sicurezza privata del mondo, Garda, è del tutto disposta a reprimere i capi universitari, delle imprese e politici.

Di fatto, il presidente esecutivo di questa impresa di Montreal, Stephan Cretier, ha definito gli scioperi e le manifestazioni degli studenti del Québec del 2012, come “positive” per gli affari.

“Naturalmente, quando ci sono disordini da qualche parte, come le elezioni egiziane o qui in Québec, o quando avviene uno sciopero violento dei lavoratori, sfortunatamente o in genere, tutto questo è un bene per i nostri affari”.

Un profilo del 2014 della Web Canadian Business, descrive gli affari di Garda come:

“affitto di bande di uomini armati per proteggere i clienti che lavorano in alcuni dei posti più pericolosi della Terra.”

Garda opera in:

Irak
Afganistan
Colombia
Pakistan
Nigeria
Algeria
Yemen
Somalia
Libia,

…e altri posti ancora. 

Creata nel 1995, l’invasione in Irak e in Afganistan della decade 2000, ha permesso la crescita internazionale di Garda.

Ricevendo finanziamenti dal fondo delle pensioni della Cassa di deposito del Québec, Garda è arrivata ad avere nel 2007 circa 5.000 impiegati che lavorano solo in quella regione. (Nel 2015, Garda aveva un totale di 85.000 impiegati in tutto il mondo).

Mentre la militarizzazione statunitense aumenta i suoi guadagni ma ha una brutta immagine, la compagnia canadese è riuscita a sviare le critiche facendosi scudo con un’identità canadese apparentemente nobile.

Quando furono sequestri quattro impiegati di Garda(e poi assassinati) nel 2007, il capo della società sostenne che i suoi soldati privati in Irak:

percepiti in maniera diversa dagli americani visto che sono una società canadese”.

Naturalmente non disse nulla riguardo agli Iracheni uccisi dai suoi mercenari, se si erano sentiti meno aggrediti sapendo che le pallottole che li ferirono o li uccisero provenivano dall’impiegato di una società canadese.

Garda si vide coinvolta alla controversia in Afganistan.

Nel 2012 due dei suoi impiegati britannici furono catturati con dozzine di fucili AK-47 senza licenza e furono incarcerati per tre mesi, mentre due anni più tardi, il capo delle operazioni di Garda in Afganistan, Daniel Ménard, fu incarcerato per tre settimane per imputazioni militari.

Comandante delle forze canadesi in Afganistan tra il 2009 e il 2010, Ménard lasciò l’esercito dopo essere stato sottoposto a corte marziale per aver sparato senza prudenza la sua pistola e per aver mantenuto relazioni sessuali con un suo subordinato.

Nel 2013 Garda ha portato avanti delle operazioni in Nigeria per dare “appoggio logistico” alle società petrolifere internazionali che avevano subito attacchi politici e criminali.


In quell’anno Garda affittò anche una villa a Mogadiscio, in Somalia, per ospitare e proteggere i fornitori di energia e i lavoratori internazionali per lo sviluppo e poterli portare in giro per tutto il paese.

Un resoconto del 2014 del Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite sull’utilizzo dei mercenari, imbastì un processo sul ruolo crescente delle società di sicurezza occidentali nel paese.

Mano a mano che la Somalia, ricostruisca i suoi apparati di sicurezza, il Governo deve garantire che le forze private di sicurezza siano debitamente regolamentate e che non si trasformino in un sostituto della polizia competente e responsabile.

Tutti i Somali hanno diritto alla sicurezza non solo coloro che possono permettersi il lusso di pagare per averla”, ha dichiarato Faiza Patel, presidente del Gruppo di Lavoro dell’ONU, (in una delle abituali dichiarazioni vuote e senza potere, così tipiche degli organismi che collaborano con l’ONU).

L’incursione con più successo della Garda all’estero è avvenuta in Libia, dove ha designato l’ex tenente colonnello canadese Andrew Zdunich come Capo delle sue operazioni.

Ad un certo momento “dell’estate del 2011”, secondo il suo sito Web, Garda ha iniziato ad operare nel paese.

Dopo che il Consiglio Nazionale di Transizione della Libia prese Tripoli (sei settimane prima che Muammar Gheddafi morisse a Sirte il 20 ottobre 2011), i ribelli chiesero aiuto a Garda affinché le sue forze “assediassero la forza pro-Gheddafi di Sirte”, parole di Bloomberg.

La partecipazione di Garda in Libia può aver contravvenuto alle leggi di quel paese, secondo le risoluzioni ONU del 1970 e del 1973.

La risoluzione del 1970 si riferiva a un embargo di armi che obbligava tutti gli stati membro dell’ONU

“a impedire il rifornimento di personale “mercenario armato” in Libia.

La risoluzione del 1973 rafforzò l’embargo di armi, ribadendo il concetto di “personale mercenario armato” in tre punti differenti.


Però è ovvio che contravvenire al diritto internazionale è uno degli aspetti centrali di questo tipo di affari.

Come prima società di sicurezza occidentale che operava ufficialmente nel paese, la pagina web di Garda si descrisse come:

“leader del mercato in Libia” con “più di 3.500 effettivi che davano protezione, formazione e risposta alla crisi”.

“Il piccolo esercito di Garda, formato da ex membri delle sue forze speciali britanniche e da latri soldati specializzati, ottennero una serie di contratti danarosi in Libia, offrendo servizi di sicurezza a un ampio numero di società internazionali del petrolio e ai suoi fornitori di servizi”.

Allo stesso tempo hanno militato come soldati della NATO per la formazione dell’esercito libico, visto che era la prima volta che la NATO aveva un contratto privato per un programma di formazione

Questa società di Montreal proteggeva anche un centinaio di membri del personale della Missione dell’Unione Europea per assistenza alle frontiere (EUBAM) ed equipaggiarono le guardie di frontiera e marittime della Libia con l’intento di ridurre l’arrivo di emigranti africani che cercavano di attraversare il Mediterraneo verso l’Europa.

Il contratto di quattro anni con Grada per EUBAM, ha richiamato l’attenzione agli inizi del 2014 quando 19 casse di armi e munizioni destinate alla compagnia scomparvero all’aeroporto di Tripoli.

Però la società non permise che questa perdita delle armi rendesse più difficile svolgere le proprie funzioni. D’accordo con Intelligence Online, funzionari della società chiesero in prestito, “armi dell’esercito britannico in Libia, per garantire la sicurezza del personale della UE”.

Garda si dedicò a salvaguardare gli interessi britannici in Libia, compresa la protezione dell’ambasciatore Dominic Asquith.

Protezione dei diplomatici a cura di Garda

Visto che è una fonte di lavoro per i membri in pensione delle forze speciali canadesi, britanniche e americane, Garda è riuscita a stabilire dei forti contatti con i circoli politico-militare.

Un ex ambasciatore del Canada negli Stati Uniti e un ex consigliere del Primo Ministro canadese Stephen Harper, Derek Burney, è presidente del Consiglio d’amministrazione internazionale.


La dirigenza di Garda include anche:

L’ammiraglio 4 stelle in pensione Eric T. Olson

Il Segretario del Dipartimento della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, Michael P. Jackson

Il segretario permanente del Regno Unito, in intelligence e sicurezza dell’Ufficio di Gabinetto Sir Richard Mottram

Come riporta Le Soleil, a dicembre Garda ha assunto l’appena pensionato ministro conservatore Christian Paradis:

“per convincere i diversi livelli del governo canadese ad incrementare l’uso nella sicurezza pubblica, del settore privato”.

Come possiamo vedere, questa creatura del capitalismo neo-liberale, oltre ad essere un’arma di aggressione occidentale, è un pericolo gigantesco per la democrazia…un pericolo che non cessa di crescere.  

*****


Garda è solo uno dei tanti mostri che si affacciano all’orizzonte. Perché per quanto sia una realtà tangibile già oggi, non vi dovete ingannare: il pericolo per il futuro, rappresentato da mostri della sicurezza privata come Garda, è molto più grande di quanto possiamo arrivare a concepire.

Tutto quanto stiamo vedendo attorno a noi fa parte dello stesso gioco.

Siamo immersi in un processo di distruzione dei servizi pubblici, per colpa della crisi economica e di una lenta privatizzazione di tutti questi servizi che è giustificata dalla incapacità dei governi a contenere le spese e affrontare i debiti.

Questa privatizzazione lenta di tutto ciò che è pubblico in effetti vuol dire rubare alla popolazione il controllo su tutto quello che ha creato con i propri sforzi comuni durante decenni, per darlo agli stessi che hanno generato questa crisi.

Parallelamente stiamo vedendo una crescente campagna di svalutazione della politica tradizionale, con l’evidenziazione di innumerevoli casi di corruzione politica.

Anche questo è parte del piano: si cerca di fare in modo che la popolazione, disingannata dalla politica corrotta e dalla sua gestione dei beni pubblici, si consegni nelle mani delle grandi corporazioni affinché si trasformino in salvatori dell’economia mondiale e nei nuovi padroni delle nostre vite.

Se qualcuno non capisce del tutto ciò che significa l’ascesa degli eserciti privati, lo definiremo con una sola parola:

NEO-FEUDALESIMO.

Stiamo vivendo una transizione verso una nuova forma di FEUDALESIMO del secolo XXI… e coloro che sembrano essere contrari a questo processo “difendendo un mondo multi polare” in realtà sono coloro che reclamano la loro parte della torta di questo “Nuovo Ordine Mondiale“. Che nessuno si lasci ingannare.

Se questo continua così, in pochi anni nasceremo direttamente come proprietà di una corporazione privata…

Si avvicinano quindi i tempi buoni per il bullismo, i criminali e gli psicopatici più scalmanati:

“grazie all’ascesa di società come Garda, ci attende un futuro splendido dove saranno ricompensati gli amanti dell’abuso e dell’assassinio.”

Nel mondo, questa sarà la legge che ci attende…

LINK

di Yves Engler
07 Aprile 2016
dal Sito Web DissidentVoice
traduzione da El Robot Pescador
21 Aprile 2016
dal Sito Web ElRobotPescador
traduzione di Nicoletta Marino
Versione originale in inglese
Versione in spagnolo
 

IL VENTO DEL MALE

Chi ha rilasciato i demoni?

Articolo di: Event Horizon Chronicle 21 novembre 2015 Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da

Purtroppo, i recenti, sanguinosi, falsi attacchi bandiera a Parigi e Mali potrebbero essere solo il primo di una serie di brutti eventi che sarà presente nei prossimi giorni, settimane e mesi.

In realtà, ci si potrà trovare davanti a qualcosa di molto peggio. Vorrei che non fosse così, ma il mondo è arrivato ad un passo pericoloso e coloro che con malevolenza governano la Terra, sono molto malevoli. Essi sono spietati, il loro fine è ambizioso, crudele, malvagio e senza cuore; uccidono e mutilano, senza avere rimorsi.

I principali centri malevoli delle tenebre sono ben noti: il Pentagono, la Cia (Langley, in Virginia del Nord), la NSA (Laurel, Maryland), Wall Street, Washington, DC, la City di Londra, Bruxelles, il Vaticano, Tel Aviv, Riyadh, Qatar. I legami delle organizzazioni terroristiche conosciute come ISIS / ISIL e al-Qaeda per la CIA e il Pentagono sono ben note. Ci sono anche i legami importanti con l’Arabia Saudita, Israele, Turchia e Qatar. Senza il sostegno della Turchia, Qatar, Israele, Arabia Saudita e gli USA questi gruppi non sarebbero apparsi.

Significativamente, a dispetto degli inviti ripetuti dai russi ai militari USA di unire le forze con i militari russi nel distruggere le forze ISIS in Siria, i militari USA hanno rifiutato di farne una causa comune con i russi.

La conclusione è ovvia: gli USA (e i suoi alleati) sostengono l’ISIS.

Pertanto, al fine di eliminare completamente ISIS e dei gruppi affini come al-Qaeda, i russi, e ora in ultima analisi i francesi, stanno andando alla radice del problema. Washington DC. Il Pentagono. La CIA. Riyadh. Tel Aviv.

Considerazioni: nell’attacco mortale al ristorante La Belle Équipe nel cuore di Parigi, i due tiratori erano alla guida di una Mercedes nere con vetri oscurati. Sono stati descritti come bianchi, sbarbati, molto muscolosi e con una professionale calma. Hanno fatto le loro cose mortali per sei minuti e poi sono saliti in macchina andandosene.

Un testimone oculare ha detto: “Sembravano soldati o mercenari, hanno agito e portato a termine il tutto come una operazione militare.”

La mia ipotesi migliore è che probabilmente erano “soldati o mercenari” – probabilmente lavorano per agenzie come la CIA, MI6 e Mossad. La NATO/sio-nazi Axis.

Dubito che conosceremo mai la completa verità di quello che è successo a Parigi il 13 novembre, ma non dubito nemmeno per un minuto che sono state coinvolte agenzie di intelligence statali. Non è stata un’operazione portata avanti da dilettanti.

E’ chiaramente evidente che era destinata a scuotere violentemente e a stupire i francesi e il resto del mondo, e promuovere un programma politico di guerra, caos e confusione per un controllo di carattere autoritario politico e sociale, che non si è fatto attendere, visto che la Francia è ora pronta ad instaurare la legge marziale. Così come lo sta facendo il vicino Belgio, facendo circolare e mettendo in scena (anche lì) le minacce di attacchi terroristici.

Nel frattempo, c’è stato un violento assalto terrorista nel paese africano del Mali, anche questo dai cosiddetti terroristi musulmani. E, come a Parigi, lo svolgersi della storia ha sollevato domande sul probabile stato di coinvolgimento delle agenzie di intelligence.

Altre considerazioni: alcuni testimoni sull’attacco in Mali hanno detto che i tiratori sono arrivati ​​in una macchina con targa diplomatica. Un testimone ha detto che ha sentito gli uomini armati parlare in inglese. Di quale paese è la targa della macchina diplomatica? Forse quella di un paese di lingua inglese?

L’attacco è stato attribuito ad un gruppo affiliato di al-Qaeda nel Mali, ma visto che al-Qaeda è una creazione della CIA, la trama è sicuramente molto più spessa di quanto viene presentata dai media mainstream.

La mia migliore ipotesi è che, come a Parigi, l’attacco al Mali ha probabilmente avuto il coinvolgimento della CIA, MI-6, il Mossad, ecc e La NATO/sio-nazi Axis.

Come mai?

Perché è quello che fanno. Sono specializzati in sanguinosi, falsi attacchi di bandiera. Con il continuo e massiccio collasso del sistema globale, basato sullo schema del debito economico, le cosiddette classi dirigenti stanno per tirare fuori tutte le loro alternative per mantenere il loro potere politico ed economico.

Stanno chiaramente indicando che essi sono disposti a uccidere le persone sulla scena internazionale, utilizzando le loro pedine mercenarie terroristiche, al fine di seminare il panico, confusione, paura e discordia. Stanno quindi utilizzando il conseguente caos per imporre leggi draconiane, facendo avanzare un governo autoritario, fomentando una guerra aperta.

Essi non cambieranno. Questo è il loro gioco.

Il pericolo è che la crisi economica mondiale si sta aggravando e i mostri che tirano le fila dei gruppi terroristici iper-violenti e dei mercenari “pistoleri a noleggio”, ricorreranno ancora in più spettacolari falsi attacchi di bandiera.

Sto pensando di nuovo della copertina della rivista The Economist, nel gennaio di quest’anno, che chiaramente ha descritto il lancio di un grande razzo USA che usciva dalla testa di Winston Churchill e un fluttuante fungo nucleare che dalla parte superiore della testa usciva da David Cameron. 

Churchill se n’è andato da lungo tempo da questo mondo, e la sua presenza è plausibilmente un’allusione della seconda guerra mondiale, un dato che è relativo al fungo nucleare accanto al razzo. La seconda guerra mondiale si è conclusa con due formazioni di nuvole a forma di fungo causate dalle bombe atomiche. Dobbiamo forse comprendere che la prossima guerra inizierà con funghi atomici?

È questo che ci sta dicendo e coprendo l’Economist all’inizio di quest’anno? Esso mostra in maniera visibile un jihadista con un fucile d’assalto, e ora abbiamo visti i jihadisti con fucili d’assalto (o uomini armati che a noi sono stati fatti credere e passare per jihadisti).

Così il fungo nucleare apparirà presto? E se sì, dove?

Amburgo? Mannheim? Bordeaux? Strasburgo? Manchester? Liverpool? Indianapolis? Piccola roccia? Las Vegas? Boise?

La copertina dell’Economist ha anche il simbolismo che chiaramente allude al panico della Federal Reserve Bank. Data la situazione critica del commercio globale e il rapido indebolimento dell’economia USA, il panico della Federal Reserve Bank non è molto lontano.

In parole povere, ci troviamo in acque terribili. Storicamente, in passato, gli imperi hanno fatto sempre ricorso alla guerra per mantenere il loro potere economico per il controllo politico e militare. Il problema è che in epoca moderna i maggiori e probabili combattenti sono fortemente armati nuclearmente.

E questo è un grosso problema. 

Fonte: http://eventhorizonchronicle.blogspot.it/

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Le armi del terrore

In questo video sotto esposto, che ha una durata di circa quattro ore, Biglino, attraverso l’analisi diretta di quanto riportato dai testi ebraici (…) Traduce quello che legge nell’Antico Testamento, tralasciando volutamente gli aspetti inerenti alla fede, riservati alla sensibilità personale (…)

Il video, nel suo intero, vale la pena di sentirlo, ma non è questo a cui mi riferisco nell’avere postato questo video, ma, la similitudine con eventi che sono successi nel non molto lontano passato (2024 a.C.) sulla penisola del Sinai.

Al minuto-H: 2:45:30 al minuto-H. 3:03:00 viene spiegato quello che è successo con la distruzione di “Sodoma & Gomorra”. Quando il passato ha il volto del presente …

Fonte Video: Altrogiornale.org