Crea sito

La Fede dei Dati nel truffatore moderno

I dati sono la nostra nuova falsa religione?

 

Nella falsa religione dei dati, l’eresia richiede dati che non vengono raccolti perché potrebbero rivelare realtà poco redditizie non remunerative.

Ecco come inizia ogni truffatore moderno:  diamo un’occhiata ai dati.  Ogni truffatore moderno inizia con un serio appello a  guardare i dati  perché il truffatore ha assemblato i dati per ingrassare le diapositive del truffatore.
Siamo stati indottrinati in una nuova e falsa religione, la  fede dei dati.  Siamo stati indottrinati incessantemente con la convinzione quasi religiosa che “i dati non mentono”, quando la realtà è che i  dati ci fuorviano costantemente perché questo è l’intento.
Nessuno nella  falsa religione dei dati  osserva mai ciò  che non misuriamo  perché ciò svelerebbe verità dirompenti.  Il mio ultimo libro  Will You Be Più ricco o povero ?: Profitto, potere e intelligenza artificiale in un mondo traumatizzato  guarda a tutte le conseguenze che non misuriamo e dato che non lo misuriamo, supponiamo  che non esista.  Questo è il gioco finale della  falsa religione dei daticiò che in realtà è importante non viene misurato e quindi non esiste, mentre ciò che viene misurato è abilmente impacchettato per supportare una narrativa che arricchisce quelli dietro lo schermo di “obiettivi basati sui dati scienza.”
La truffa basata sui dati può essere costruita in vari modi.  Alcuni punti di dati possono essere estrapolati abilmente per “dimostrare” qualche pretesa di egoismo, un po’ di dati possono essere evocati in un modello che proprio per supportare l’opzione di politica più redditizia, i punti di dati scomodi possono essere eliminati di nascosto tramite “filtro” “I trucchi statistici” possono essere invocati (con un’ondata di questa bacchetta magica …) per dichiarare dati semi-casuali “statisticamente significativi”, e così via, in un flusso quasi infinito di trucchi.
Allegato n. 1: il tasso ufficiale di inflazione.  Ecco i dati elevati all’abilità artistica. Come ho spiegato  nell’aggiornamento dell’indice Burrito: Burrito Cost Triple, aumento dell’inflazione ufficiale del 43% rispetto al 2001  (31 maggio 2018), i dati non gestiti da mele a mele mostrano che l’inflazione sta riducendo drasticamente il potere d’acquisto dei salari, una dinamica che non è distribuita in modo uniforme:  L’inflazione non è equamente distribuita: i protetti sono buoni, i non protetti sono servi del debito indeboliti  (25 maggio 2017).
Mentre le statistiche ufficiali sull’inflazione indicano un tasso annuo del 2,5%, le stime non manipolate (ad esempio l’indice Chapwood) rilevano che l’inflazione è a nord del 10% nelle principali aree urbane statunitensi
La borsa dei trucchi degli indovini di dati ufficiali include “aggiustamenti edonici” completamente falsi e inventati che magicamente abbassano il prezzo di beni e servizi del mondo reale.  Le auto sono presumibilmente “più economiche” ora perché sono molto più sicure e affidabili. Forse, ma possiamo essere onesti e ammettere che costano molto di più rispetto a una generazione fa?
I poveri sciocchi che danno centinaia di milioni di dollari ai truffatori del Big Data Marketing apparentemente non capiscono la debolezza della “scienza”.  Mentre Mark, Jesse e io discutiamo nel nostro ultimo Salon,  Algorithmic Guerrilla Warfare, alcuni punti di dati intenzionalmente fuorvianti trasformano l’intera “scienza” del Big Data Marketing nella famigerata “immondizia, immondizia”.
E così eccoci nel mezzo di una pandemia, e le battaglie su “cosa ci dicono i dati” sembrano più guerre di religione che scienza.  Tutti hanno tanta fretta di evocare un profitto redditizio o fare grandi affermazioni per la loro narrativa che  ciò che non stiamo misurando  viene ignorato
Ecco i dati grezzi che vorrei vedere raccolti:
  1. Qual è la percentuale di persone di età inferiore ai 50 anni che non hanno condizioni di salute croniche che risultano positive ai test si ritrovano con sintomi gravi che li rendono inabili per settimane o mesi?
  2. Qual è la percentuale di queste persone più giovani e più sane che presentano sintomi gravi che hanno danni agli organi che non guariscono in pochi mesi?
  3. Qual è la percentuale di persone che avevano anticorpi per il virus che si ritrovano di nuovo con la malattia qualche mese dopo?
La raccolta di questi dati non è banale e quindi potrebbe non essere mai raccolta, in parte perché i risultati potrebbero non supportare le narrative approvate:  qualunque dato non raccogliamo non esiste e non può interrompere i nostri modelli, i nostri centri di profitto, narrazioni, politiche, ecc.
Nella falsa religione dei dati, l’eresia richiede dati che non vengono raccolti perché potrebbero rivelare realtà poco redditizie e non redditizie.  Molto più sicuro bruciare gli eretici sul rogo piuttosto che lasciarli mettere in discussione i contro.
Ti potrebbero interessare:

Le sequoia della politica italiana

 

 Quelli di +Europa hanno già governato. Ecco come andò

di

Il 2011 sembra ieri, ma se da un lato gli italiani hanno una memoria politica cortissima, dall’altro alle elezioni europee di domenica 26 maggio andranno a votare molti giovanissimi, che nel 2011 erano undicenni alle prese con gli insiemi di matematica ed i primi turbamenti ormonali. Dunque, meglio rinfrescare a tutti la memoria. I partiti europeisti che si presentano all’agone politico delle prossime europee fanno proposte, analisi e dichiarazioni come se fossero appena arrivati sulla scena. Invece, dietro il trucco nominalistico di sofistica memoria e l’italica abitudine al trasformismo non solo poggiano i loro culi nei parlamenti di tutta Europa da decenni, ma in Italia hanno proprio governato, e persino senza esserne eletti come maggioranza (!)

La formazione più europeista di tutte, +Europa, che per la prima volta si presenta alle elezioni europee, è rappresentata sui manifesti di propaganda da Emma Bonino, già Minstro per il Commercio Internazionale con Prodi e con Letta Ministro degli Esteri (…), è stata commissaria europea. Deputata all’europarlamento per 4 legislature, è stata nel parlamento italiano per ben 7 legislature. A Palazzo Chigi entrò a 28 anni ed oggi ne ha 71. In pratica stiamo parlando di una sequoia della politica italiana ed internazionale con più poltrone che denti. Roba da far impallidire Andreotti.

Il Segretario nazionale della neonata formazione +Europa è Benedetto Della Vedova. Anche per lui un curriculum politico lunghissimo che parte dai radicali (movimento cuore di +E) e passa per il Governo Monti, il g,Montioverno tecnico voluto da Bruxelles e che arrivò alla maggioranza in parlamento nel novembre del 2011 dopo aver rovesciato il governo precedente con la vetusta tecnica della Rivoluzione Parlamentare. Tecnica usata per la prima volta in Italia da Agostino De Pretis nel 1876 e che consiste nel condizionari i parlamentari a formare governi diversi da quelli indicati dai cittadini col voto.

Della Vedova, oggi leader con la Bonino di +Europa, fu sostenitore di Monti ed eletto nel 2013 tra le fila del suo partito, poi continuò la carriera come sottosegretario agli esteri nei governi europeisti di Renzi e Gentiloni.

Questi i nomi più noti della lista, ma che annovera tantissimi altri politicanti che hanno esercitato già la loro attività come decisori di cose pubbliche, da Pizzarotti a Taradash.

Ebbene, come andò l’italia negli anni di Mario Monti e Letta che governarono grazie all’appoggio ideologico +Europeista?

Secondo diversi media, con l’arrivo dell’austerità voluta dai tecnici, Monti in primis, in Italia aumentarono i suicidi economici. I dati non sembrano confermare questa convinzione, che sarebbe dunque in linea con quanto avveniva purtroppo anche negli anni precedenti. Ciò che è fuori discussione, invece, sono gli altri dati macroeconomici.

Il Prodotto Interno Lordo, cioè la ricchezza del paese, con Monti calò drasticamente fino a far parlare qualche economista di depressione stile 1929.

Se escludiamo il calo del 2008/2009 che riguardò tutte le economie avanzate dell’Occidente causa bolla americana, nel 2012, anno di governo europeista di Monti, mentre tutti i paesi risalivano la china, l’Italia fece un capitombolo a – 2,4 (reale – 2,8 secondo la fonte AMECO)

La produzione industriale risulta essere in calo da anni, e non è questo il momento di andare a vedere il perchè. Ma se il calo era stato contenuto, con una media di circa -1,8, è con Mario Monti ed Enrico Letta che arriva il disastro: -3,6 per cento di produzione industriale con Monti e -2,7 con Letta.

La tendenza all’aumento della disoccupazione risale all’ultimo governo Berlusconi, ma lo scettro spetta ancora una volta a Monti. E’ con lui che abbiamo il più grande (e grave) contributo alla disoccupazione italiana. Con il governo dell’austerità, infatti, la disoccupazione aumentò dell’1,3 in media all’anno e del 3,7 per il settore giovanile. Con Monti e Letta (da aprile 2012 a fine 2013) la disoccupazione giovanile raggiunse il picco della storia superando abbondantemente il 40 per cento. Tanto per fotografare meglio il dato sulla disoccupazione, basta osservare che oggi gli italiani disoccupati sono il 10,8 per cento, mentre con Monti sfioravano il 12. Tra i giovani era disoccupato il 40 per cento, mentre oggi lo è il 32.

“Già, ma Monti fu nominato per risolvere il problema dello spread”. Già mi sembra di sentire la solita solfa europeista sul terrore (immotivato) dello spread. Ma accettiamo la sfida e vediamolo nel dettaglio. Il rapporto deficit/pil prima del governo piùeuropeista era del 116%. Quando Monti si dimetterà, nel 2013, era al 131%. Lo spread tra i titoli di stato italiani btp ed i bund tedeschi aveva sfondato i 500 punti a novembre 2011 ed era stato il dato macroeconomico che aveva convinto i parlamentari italiani a rovesciare il governo politico ed a sostituirlo con quello tecnico di Monti. Monti governò circa un anno e mezzo e per tutti quei mesi lo spread oscillò tra 300 punti ed i 500 punti. Per molti mesi, anzi, per tutto l’inizio del mandato, lo spread “di Monti” sarà più verso quota 500 che 300, ma a luglio 2012 Draghi pronunciò un famoso discorso durante il quale sostenne che i titoli dei paesi in difficoltà sarebbero comunque stati acquistati, ed ecco che allora (e solo allora) lo spread cominciò un lento calo.

Persino l’inflazione non andò bene con quei governi, perchè ci furono tasse per i consumatori (aumento dell’Iva) e gabelle per i risparmiatori (bollo sui depositi).

Secondo molti analisti, e soprattutto secondo i numeri, che non hanno colore, i governi piùeuropeisti della prima metà del decennio sono stati di gran lunga i peggiori della storia Repubblicana. I danni che hanno fatto in termini occupazionali, di relazioni tra gli italiani, di produzione e di welfare li stiamo ancora pagando cari, a cinque anni di distanza. +Europa per entrare nel Parlamento Europeo dovrebbe superare la quota di sbarramento del 4 per cento. E non ce la farà perchè gli italiani sono smemorati si, ma non stupidi.

 

 

®wld

Inflazione & diversi Universi

Strabiliante! Questa è la Terra rispetto al resto dell’Universo

In poche parole, è una delle migliori rappresentazioni grafiche di ciò che veramente c’è là fuori.

“Ci sono più stelle nel nostro Universo che granelli di sabbia su tutte le spiagge della Terra.”

Nella Via Lattea, ci sono da 100 a 400 miliardi di stelle e più di 100 miliardi di galassie nell’Universo – forse fino a 500 miliardi. Se si moltiplicano le stelle delle galassie, nella parte bassa, si ottiene 10 miliardi di miliardi di stelle, o 10 sestilioni di stelle nell’Universo, un 1 seguito da 22 zeri. Nella fascia alta, è di 200 sestilioni.

Le dimensioni dell’universo è al di là del comprensibile, una cosa è certamente vera, abbiamo notevolmente sottovalutato tutto ciò che riguarda l’universo.

I “limiti” dell’universo visibile dalla Terra è di uno sbalorditivo 46.5 miliardi anni luce in tutte le direzioni. Cioè, un diametro di 93 miliardi di anni luce. Un anno luce è pari a 9.46 miliardi di chilometri. Il calcolo è enorme, e tuttavia, è solo la parte dell’universo che possiamo vedere.

L’universo è tutto quello che comprende a noi noto: materia, energia, spazio e tempo. Le scale dell’universo sono così grandi che non possiamo nemmeno immaginarle.

Attualmente, è impossibile sapere l’esatta dimensione dell’Universo. Potrebbe anche essere infinito, anche se non sembra probabile.

Non sapendo che forma ha non aiuta molto dal momento che non siamo in grado di calcolare quale sia la sua dimensione. Inoltre, continua ad espandersi. Sulla dimensione dell’universo, sappiamo solo quello che è visibile dalla Terra.

La verità è che tutto ciò che riguarda l’universo e di conseguenza all’interno IT è un mistero.

Se l’universo ha circa solo 13,8 miliardi di anni, come possono esistere oggetti più distanti da esso? Non è possibile che si sia spostato più velocemente della velocità della luce, giusto? La risposta sta nell’inflazione dell’Universo. In cosmologia fisica, inflazione cosmica, l’inflazione cosmologica, o semplicemente inflazione, è una teoria di esponenziale espansione di spazio nell’universo primordiale. L’epoca inflazionistica è durato dal 10-36 secondi dopo l’ipotizzata singolarità del Big Bang a volte tra il 10-33 e 10-32 secondi dopo la singolarità.

Secondo gli esperti, l’inflazione è l’origine di tutto: dello spazio stesso, di tempo e di tutte le leggi fisiche, tra cui il limite della velocità della luce. Tutto è creato dall’inflazione stessa. Quindi il rigonfiamento dell’universo non è soggetto al limite della velocità della luce. L’inflazione crea un nuovo spazio tra gli oggetti e le distanze.

Finora gli astronomi hanno usato modelli diversi per determinare le dimensioni del cosmo. Un modello suggerisce che se l’universo si sta espandendo alla velocità della luce durante l’inflazione, la sua dimensione deve essere di 10 ^ 23 volte più grande l’universo visibile.

Ci sono altri modelli basati sulla curvatura dell’universo per determinare le dimensioni: se l’universo fosse chiuso (come se fosse una sfera), piano o aperto. In questi ultimi due casi, l’universo dovrebbe essere infinito.

E se ci fossero diversi universi, e non uno solo? Beh, sarebbe strabiliante!

http://www.ancient-code.com/ 

“La disuguaglianza”

La disuguaglianza peggiora sempre di più
Come possiamo mettere fine a tutto ciò?

“Una società con una estrema crescita e estrema diseguaglianza non può sostentarsi per sempre”, scrive Eskow.
“La diseguaglianza interferisce con la crescita economica, ruba alle persone l’opportunità (e con essa la speranza), condanna milioni di persone alla povertà o a condizioni vicine alla povertà e offende quella parte dello spirito umano che cerca l’equità e l’uguaglianza.

Il 1 luglio (2016), all’inizio del fine settimana del Giorno dell’Indipendenza, abbiamo appreso che la diseguaglianza di entrate in questo paese è peggiorata rispetto al mese scorso. La diseguaglianza economica provoca delle cicatrici per tutta la vita e anche per dopo.

Questa è una delle ragioni per cui il Presidente Obama nel 2013 ha detto che,

“l’aumento della diseguaglianza…sfida l’essenza di ciò che siamo in quanto popolo.”

Però questa sfida è diventata più grande ancora.

Gli studi pionieristici sulla diseguaglianza dell’economista Emanuel Saez hanno contribuito a riconfigurare il dibattito.

In una pubblicazione di luglio (U.S. Top One Percent of Income Earners Hit New High in 2015 Amid Strong Economic Growth), Saez ha riscontrato che il divario tra l’1% e il restante 99%, nel 2015 è peggiorata.

I guadagni dell’1% di cui sopra hanno raggiunto quest’anno “un nuovo livello”. L’aumento delle entrate dell’1% del 7.7% è stato quasi il doppio rispetto a tutti gli altri.

Saez ha controllato i dati di diversi anni ed ha riscontrato che:


“Le entrate (secondo l’inflazione) della parte superiore dell1% delle famiglie sono aumentate da $ 990,000 nel 2009 a $1.360,000 nel 2015, una crescita del 37%…(mentre) le entrate della parte inferiore del 99% delle famiglie sono aumentate solo del 7,6% – a partire da $ 45,300 del 2009 a $ 48.800 del 2015. ”
Saez aggiunge che: 

“Il risultato è che l’1% delle famiglie ha preso il 52% della crescita totale delle entrate reali a famiglia tra il 2009 e il 2015.”

E conclude:
“Questo recupero irregolare sfortunatamente è pari all’ampliamento a lungo raggio della diseguaglianza dal 1980, quando l’1% delle famiglia ha iniziato a essere soggetto di quella parte sproporzionata della crescita economica.”

Il 1980 è stato l’anno in cui Ronald Reagan assunse il suo incarico annunciando una nuova era di conservatorismo economico degli Stati Uniti.

Il messaggio di questi numeri non può essere più chiaro di così:
E’ ora che si ponga fine a questa era. Il nostro esperimento di 35 anni di economia conservatrice è fallito.

Le cifre di Saez comprendono un leggero premio di consolazione pari al99%. L’entrata pro-medio è aumentata di un 3,9% l’anno scorso, l’incremento maggiore in 17 anni. E’ un miglioramento naturalmente ma non è sufficiente.

Il 99% è stato sottoposto per decadi al ristagno dei salari e la sua entrata è stata congelata essenzialmente durante la crisi finanziaria del 2008 e del 2013.

Una società con un’estrema diseguaglianza crescente non può essere così per sempre. La diseguaglianza interferisce con la crescita economica, ruba alle persone l’opportunità ( e insieme la speranza), condanna milioni alla povertà o a condizioni molto vicine all’impoverimento e offende quella parte dello spirito umano che cerca costantemente equità e uguaglianza.

Una società come la nostra dove la disuguaglianza è estrema è continuamente instabile specialmente quando il suo sistema politico dà agli individui molto ricchi e alle corporazioni un eccessivo controllo sul governo – andando avanti così e amplificando la propria ricchezza e potere.

Avremo bisogno di anni di lavoro per riparare al danno economico causato da questi livelli di diseguaglianza.

Ed è importante ricordare che sebbene ci basiamo su molte di queste statistiche economiche a base trimestrale o annuale, i danni umani durano molto di più.

I lavoratori che sono sottoposti a un periodo di mancanza di lavoro o a una caduta della loro remunerazione di solito sono costretti a vedere diminuiti i guadagni per il resto della loro vita lavorativa. Questo effetto è molto pronunciato tra i nuovi laureati, che si sono laureati in uno dei peggiori mercati del lavoro della storia.

Le loro entrate con tutta probabilità saranno le stesse per tutta la loro carriera. Mentre allo stesso tempo hanno dovuto farsi carico del grande peso del debito di studio il più costoso di tutta la storia.

Le entrate minori sono legate a una maggiore mortalità infantile, ad una speranza di vita più breve e a una salute mentale e fisica alla pari tra genitori e figli.

I danni economici si trasferiscono di generazione in generazione attraverso i bambini. La povertà può infliggere un danno permanente sulla salute e sulla capacità di guadagnare di un bambino.

La mobilità economica in questo paese è molto bassa; le entrate dei genitori hanno un’enorme influenza sul potere d’acquisto dei ragazzi, e gli studi hanno dimostrato in maniera consistente che gli Statunitensi hanno una crescita minore verso l’alto rispetto ai residenti del Canada.

Che possiamo fare per ridurre la diseguaglianza e curare alcune delle sue ferite profonde e durature?

Eccovi una lista parziale:
Possiamo aumentare i fondi per i programmi contro la povertà che distribuiscono alimenti, rifugi e altri servizi direttamente ai poveri.


Possiamo migliorare il nostro sistema educativo e concedere iscrizioni gratuite presso l’università pubblica a tutti gli studenti che lo meritano.

Possiamo iniziare a affrontare l’ingiustizia razziale sistematica che priva le comunità di colore dei mezzi economici.

Possiamo aumentare il salario minimo che è rimasto molto al di sotto dell’inflazione (e anche molto più indietro della produttività) dal 1968 ($15 l’ora…)

Dobbiamo anche rafforzare il movimento operaio.

Un recente studio del Fondo Monetario Internazionale (FMI) riporta che

“Una diminuzione della densità sindacale va di pari passo con l’aumento delle diseguaglianza delle entrate più alte” e che “che l’apporto sindacale ha molta importanza sulla distribuzione delle entrate”.

Bisogna dare un’assicurazione sulla salute a tutti e essere sicuri che tutti i lavoratori statunitensi abbiano accesso ai programmi di vacanze pagati e altri benefici che già esistono in paesi sviluppati.

Dobbiamo ampliare le iniziative per le imprese di proprietà dei lavoratori.

E soprattutto dobbiamo fare tutto questo con rapidità prima che la diseguaglianza delle entrate – e la perdita della democrazia che va di pari passo – diventi così alta e quindi diventi irreversibile.

Il 4 luglio è arrivato ed è passato.

Però le cicatrici della diseguaglianza continuano privando milioni di noi della libertà di scelta, di crescita e anche di vita.

Il nostro lavoro è appena iniziato…

LINK

di Richard Eskow
06 Luglio 2016
dal Sito Web OurFuture
traduzione di Nicoletta Marino
Versione originale in inglese
Versione in spagnolo