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Il continente perduto di Kumari Kandam

di Ḏḥwty 06 Agosto 2014dal Sito Web Ancient-Origins traduzione di Nicoletta Marino Versione originale in inglese

La maggior parte delle persone ha familiarità con la storia di Atlantide, la leggendaria città sommersa descritta dall’antico filosofo greco Platone.

Fino ad oggi, l’opinione è ancora divisa sul fatto che questa storia debba essere interpretata letteralmente o presa semplicemente come un racconto morale. Più a est, nel subcontinente indiano, c’è una storia simile, anche se probabilmente meno conosciuta rispetto a quella di Atlantide.

Questo è il ‘continente perduto’ di Lemuria, spesso collegato alla leggenda di Kumari Kandam da persone che parlano la lingua tamil.

Il termine Lemuria ha le sue origini nell’ultima parte del XIX secolo.

Il geologo inglese Philip Sclater è rimasto perplesso dalla presenza di fossili di Lemuri in Madagascar e in India, ma non nell’Africa continentale e nel Medio Oriente.

Così, nel suo articolo del 1864 intitolato “I mammiferi del Madagascar”, Sclater teorizzò che il Madagascar e l’India un tempo facessero parte di un continente più grande e chiamò questa massa continentale mancante “Lemuria”.

La teoria di Sclater fu accettata dalla comunità scientifica di quel periodo come spiegazione del modo in cui, in tempi antichi, i Lemuri avrebbero potuto migrare dal Madagascar all’India e viceversa.

Con l’emergere dei concetti moderni relativi alla deriva dei continenti e delle placche tettoniche, purtroppo, non era più sostenibile la proposta di un continente sommerso di Sclater.

Tuttavia, l’idea di un continente perduto si rifiutava di morire, e alcuni credono ancora che Lemuria fosse un vero continente che nel passato esisteva.

Uno di questi gruppi sono i nazionalisti Tamil

Il termine Kumari Kandam è apparso per la prima volta nel 15 secolo come Kanda Puranam, la versione Tamil dello Skanda Puranam.

Tuttavia, le storie di un’antica terra sommersa nell’Oceano Indiano sono state ritrovate in molte precedenti opere letterarie tamil.

Secondo le storie, c’era una porzione di terra che un tempo era governata dai re Pandiyan e fu inghiottita dal mare.

Quando i racconti su Lemuria arrivarono nell’India coloniale, il paese stava attraversando un periodo in cui il folklore cominciava a permeare la conoscenza storica come fatti.

Di conseguenza, Lemuria fu rapidamente “equiparata” a Kumari Kandam

Bhagavata-Purana, 10° Skanda.

La storia di Kumari Kandam non è considerata solo una “storia”, ma sembra carica di sentimenti nazionalistici.

È stato affermato che i re Pandiyan di Kumari Kandam erano i governanti dell’intero continente indiano e che la civiltà Tamil è la più antica civiltà del mondo.

Quando Kumari Kandam fu sommerso, la sua gente si sparse in tutto il mondo e fondò varie civiltà, da qui l’affermazione che il continente perduto fosse anchela culla della civiltà umana.

Allora, quanta verità c’è nella storia di Kumari Kandam?

Secondo i ricercatori dell’Istituto Nazionale Indiano di Oceanografia, il livello del mare era più basso di 100 metri circa 14.500 anni fa e di 60 metri circa 10.000 anni fa.

Quindi, è del tutto possibile che una volta ci fosse un ponte di terra che collegava l’isola dello Sri Lanka all’India continentale.

Poiché il tasso di riscaldamento globale è aumentato tra 12.000 e 10.000 anni fa, l’innalzamento del livello del mare ha provocato inondazioni periodiche. Ciò avrebbe sommerso gli insediamenti preistorici che si trovavano intorno alle zone costiere basse dell’India e dello Sri Lanka.

Le storie di questi eventi catastrofici potrebbero essere state trasmesse oralmente da una generazione all’altra e infine scritte come la storia di Kumari Kandam.

Un elemento di prova utilizzato per sostenere l’esistenza di Kumari Kandam è il Ponte di Adamo (chiamato anche Ponte di Rama), una catena di banchi calcarei costituiti da sabbia, limo e piccoli ciottoli situata nello stretto di Palk che si estende per 18 miglia dall’India continentale allo Sri Lanka.

Una volta si credeva che questa striscia di terra fosse una formazione naturale, tuttavia, altri sostengono che le immagini scattate da un satellite della NASA raffigurano questa formazione terrestre come un lungo ponte interrotto sotto la superficie dell’oceano.

La posizione del ponte di Adam tra India e Sri Lanka

L’esistenza di un ponte in questo luogo è supportata anche da un’altra antica leggenda.

Il Ramayana racconta

la storia di Sita, la moglie di Rama, tenuta prigioniera sull’isola di Lanka.

Rama commissiona un imponente progetto per costruire un ponte per trasportare il suo esercito di Vanara (uomini scimmia) attraverso l’oceano fino a Lanka.

Come con la maggior parte dei cosiddetti miti, sembra probabile che ci sia almeno un po ‘di verità nelle antiche leggende Tamil di Kumari Kandam, ma quanto deve ancora essere individuato…

Bibliografia

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

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Quando la menzogna diventa la verità

Chi c’è dietro le “fake news”? I media mainstream utilizzano video e immagini falsi 

By Prof Michel Chossudovsky
Global Research, August 01, 2020

Il filmato, che accompagnava il rapporto del 2008 di John Vause della CNN, non aveva nulla a che fare con la Cina. I poliziotti non erano cinesi, ma poliziotti indiani in uniformi cachi dello Stato nord-orientale dell’Himachal Pradesh, in India.
Gli spettatori sono stati portati a credere che le dimostrazioni all’interno della Cina fossero pacifiche e che le persone fossero state arrestate dalla polizia cinese. 

 

Poliziotti cinesi in uniformi cachi?

1′.27-1′.44 “riprese video di” poliziotti cinesi “e manifestanti, compresi i monaci buddisti. I poliziotti cinesi vengono mostrati accanto ai monaci tibetani.

Questi poliziotti cinesi sono della provincia di Gansu o di Lhasa, la capitale tibetana, come suggerito dal John Vause’s Report della CNN? 

RAPPORTO SULLA CINA, 14 MARZO 2008

Screenshot dal video della CNN sopra

Presunti poliziotti cinesi in uniforme cachi che reprimono i manifestanti tibetani in Cina, CNN, 14 marzo 2008 1’38 “, 1’40” (immagine sopra)

Le loro divise color cachi con berretti sembrano portare l’impronta del periodo coloniale britannico. 

Le uniformi color cachi furono introdotte per la prima volta nella cavalleria britannica in India nel 1846.

Khaki significa “polvere” in hindi e persiano.

Inoltre, i poliziotti con uniformi cachi e baffi non sembrano cinesi.

Guarda attentamente.

Sono poliziotti indiani. 

La videocassetta mostrata il 14 marzo 2008 dalla CNN non proviene dalla Cina (provincia di Gansu o Lhasa, capitale del Tibet). Il video è stato girato nello Stato dell’Himachal Pradesh, in India. La videocassetta del movimento di protesta per il Tibet in India è stata utilizzata nel rapporto della CNN sul movimento di protesta per il Tibet in Cina. La CNN ha incasinato i suoi paesi. 

Per il rapporto completo su Global Research, fare clic qui 

2. Copertura della BBC sulla guerra in Libia, 2011 

Piazza Verde Tripoli. Libici festeggiano la “liberazione” e la vittoria delle forze ribelli su Gheddafi sventolando bandiere indiane

Esamina il filmato: non è Green Square e non è la King Idris Flag (rossa, nera verde) dei ribelli libici. 

Esamina il filmato: non è Green Square e non è la King Idris Flag (rossa, nera verde) dei ribelli libici.

È la bandiera indiana (arancione, bianca e verde) e le persone alla manifestazione sono indiani.

Forse non te ne sei nemmeno accorto.

E se l’hai notato, “probabilmente è stato un errore”.

Giornalismo sciatto alla BBC o menzogne ​​e fabbricazioni dirette? Riconosci le bandiere?

Bandiera indiana (vedi a destra)

Bandiera ribelle della Libia (Re Idris a sinistra)

Terroristi “in festa” a Green Square

Non ci sono state celebrazioni. È stato un massacro sponsorizzato dalla NATO che ha provocato diverse migliaia di morti. (2011)

Ma la verità non può essere mostrata sulla televisione di rete. Gli impatti dei bombardamenti NATO sono stati offuscati.

I ribelli sono annunciati come “liberatori”.

I bombardamenti della NATO hanno lo scopo di salvare vite civili sotto il mandato R2P dell’Alleanza. Ma la realtà è diversa: la popolazione civile è terrorizzata dai ribelli sponsorizzati dalla NATO.

Le immagini devono essere cambiate per conformarsi al “consenso NATO”.

La morte e la distruzione sono sostituite da immagini fabbricate di celebrazione e liberazione.

Vedi il rapporto completo su Global Research

3. CNN e BBC l’11 settembre.

Il rapporto sul crollo dell’edificio sette del WTC si è verificato prima del crollo

Fake News sul crollo del WTC Building Seven

La bugia più grottesca riguarda l’annuncio della BBC e della CNN nel pomeriggio dell’11 settembre che il WTC Building Seven (The Solomon Building) era crollato.

Il rapporto della BBC è andato in diretta alle 17:00, 21 minuti prima dell’effettivo verificarsi del crollo, indicando in modo indelebile la presunzione del crollo del WTC 7.

Il presentatore della CNN Aaron Brown ha annunciato che l’edificio “è crollato o sta crollando” circa un’ora prima dell’evento.

Guarda le immagini qui sotto: WTC Building Seven è ancora in piedi. 

“Il conduttore della CNN  Aaron Brown sembra faticare a dare un senso a ciò che sta vedendo un minuto dopo aver annunciato che il WTC Building 7, la cui facciata eretta è chiaramente visibile nella sua vista verso il Trade Center, è o sta crollando”. (vedi sotto) Vedi l’articolo completo su Global Research

4. Gli attacchi terroristici di Bruxelles del marzo 2016.

I media belgi hanno utilizzato il video di un attacco terroristico all’aeroporto di Mosca del 2011

I media di Bruxelles Dernière Heure su  dhnet.be  e La Libre hanno riferito degli attacchi terroristici fornendo un video di sorveglianza aeroportuale con telecamera CC degli attacchi terroristici. 

Il filmato pubblicato era falso, come documentato da un  post sul blog su Media Part

Il video riguarda un attacco terroristico all’aeroporto Domodedovo di Mosca il 24 gennaio 2011 (pubblicato su youtube nel novembre 2013).

Il rapporto di DHnet.be sull’attacco all’aeroporto di Bruxelles ha utilizzato il video dell’attacco a Mosca del 2011 con la data dell’attacco a Bruxelles: (22/03/2016) incollato sul video russo.

 

Di seguito è riportato lo screenshot del rapporto di DH.

 

E lo screenshot di La Libre su  http://lalibre.be,

Ed ecco uno screenshot dell’attacco terroristico del gennaio 2011 all’aeroporto internazionale Domodedova di Mosca pubblicato su youtube nel novembre 2013 seguito dal video completo dell’attacco di Mosca:

 


Secondo  il rapporto della BBC (24 gennaio 2011) (che include il video), l’attacco all’aeroporto di Mosca del 2011 ha   provocato 35 morti.

   

Screenshot del rapporto BBC Report gennaio 2011

Coincidenza? Quello stesso giorno, ci fu un secondo video di sorveglianza falso alla stazione della metropolitana di Bruxelles Maelbeek 
 
L’attacco terroristico nel pomeriggio del 22 marzo 2016 alla stazione della metropolitana di Bruxelles Maelbeek è stato segnalato dai media mainstream, compresa la CNN. 
 
In questi rapporti, le riprese video di un attacco terroristico del 2011 a Minsk, in Bielorussia, sono state utilizzate dalla rete televisiva e dai media online per descrivere ciò che stava accadendo nella stazione della metropolitana al momento degli attacchi.

Secondo l’Indipendent:

Il filmato della CCTV che è stato condiviso dopo gli attacchi di Bruxelles, che si ritiene mostrasse un video dall’interno della stazione della metropolitana di Maelbeek, si è dimostrato falso.

Quando è emersa la notizia della terza esplosione nella capitale belga, che ha preso di mira la stazione situata vicino agli uffici dell’UE, molti hanno iniziato a condividere ciò che credevano fosse il filmato dell’attentato.

Tuttavia si è presto scoperto che il video in realtà proveniva dall’attentato alla metropolitana di Minsk del 2011 che ha ucciso 15 persone e ferito oltre 200 persone.

Il rapporto dell’Independent si basa su un errore. Sono stati i media mainstream a pubblicare i filmati di Mosca e Minsk. È stato grazie a incisivi rapporti sui blog dei social media che è stato rivelato l’uso di video falsi da parte dei media mainstream. 

La domanda più fondamentale: due casi di video falsi:

Possiamo fidarci dei rapporti dei media mainstream sugli attacchi terroristici di Bruxelles?

Confronti: Bruxelles, 22 marzo 2016 contro Minsk, 11 aprile 2011. Stesse riprese video

Ecco uno screenshot di un filmato trasmesso sulla rete TV e su Internet che raffigura l’esplosione nella metropolitana di Bruxelles, 22 marzo 2016

Il presunto filmato della telecamera di sorveglianza CCTV, stazione della metropolitana Brussel Maelbeek (successivamente rimosso). La telecamera di sorveglianza CC è sotto il controllo delle autorità di sicurezza della metropolitana. (screenshot sopra)

Ora confronta quanto sopra con lo screenshot degli attacchi di Minsk dell’aprile 2011 seguito dal video integrale.

 

Full video of the Minsk Attack

 

Leggi l’articolo completo sui video falsi di Bruxelles

 

Osservazioni conclusive

Le bugie e le invenzioni del MSM non sono il risultato di un “giornalismo sciatto”.

Sono intenzionali e intendono fuorviare il pubblico.

I media mainstream usano abitualmente immagini e video falsi nella loro copertura della guerra in Siria.

La campagna contro i media alternativi e indipendenti cerca di limitare la libertà di espressione.

Il Fuoco degli dei

 

Fuoco degli dei, armi mitologiche del passato antico

by Ivan

Armi mitologiche

Una delle storie più conosciute della mitologia greca è la leggenda di Prometheus. Questo potente Titano governò il Regno del fuoco, e in un atto di sfida passò la sua sacra conoscenza all’umanità (nonostante gli ordini di Zeus di mantenere questa conoscenza proibita). Questo strumento di calore ha permesso ai nostri antenati di sopravvivere al freddo, cuocere vasi di argilla, e per piantare chiare foreste. Ha letteralmente aiutato l’umanità a salire dall’età della pietra a un mondo di cultura e tecnologia.

Ma secondo la mitologia indù, questo dono ardente andò ben oltre l’uso primitivo di fusione del metallo e alla cottura della carne. Nelle mani degli dèi, il fuoco era uno strumento profondo e mortale, capace di incenerire i nemici e annientare intere civiltà.

Agneyastra era una di queste armi, creata dal Dio del fuoco Agni. È stato descritto come una fiamma a forma di freccia che richiedeva una grande conoscenza e abilità per poterla usare. La leggenda dice che l’Agneyastra è stata utilizzata dall’eroe Sagara per annientare con le fiamme i suoi nemici.

Un’altra arma, creata dal Dio Vishnu, fu la Narayanastra che lanciava una miriade di missili sui suoi nemici. Si diceva che l’intensità del fuoco aumentava, più un nemico resisteva e diminuìva quando mostrarono la loro sottomissione. Per mantenere un equilibrio, questa arma poteva essere usata una sola volta. Se qualcuno avesse tentato di usarla due volte, avrebbe divorato chi la stava usando e tutto il suo esercito al seguito.

Il Brahmastra (forgiato dal Signor Brahma,) era una delle armi più letali della mitologia. Venivano richiesti giorni di intensa meditazione per attivarla, e quando veniva lanciata, quasi nulla poteva fermarla. Dopo l’impatto, si verificava un potente inferno capace di annientare un’intera nazione. L’arma creava anche gravi danni ambientali (non dissimili alle ricadute radioattive). Dovunque i Brahmastra fossero cadute, la terra circostante sarebbe diventata sterile per tutta la vita biologica.

Infine, c’era l’arma più letale di tutti, il Pashupatastra. Sia Shiva che Kali si diceva che avessero posseduto questo dispositivo, che fu dimesso dal potere e dal pensiero di essere usata. Era vietato l’essere usata contro nemici minori. Questa arma catastrofica è stato detto di essere in grado di distruggere la creazione e sconfiggere tutta la vita. L’eroe indù, Arjuna, ottenne quest’arma da Signore Shiva, ma non la usò mai, aveva paura di distruggere il mondo.

Tutte queste armi potenti suonano in modo poco consono agli strumenti di distruzione di massa che abbiamo oggi. Forse gli dei avevano un messaggio per noi. Non è un caso che Oppenheimer, creatore della bomba atomica, usò questa citazione della mitologia indù “ora sono diventata la morte, il distruttore dei mondi”. Viviamo in un’epoca in cui il fuoco degli dei è ora a nostra disposizione. È possibile che ci fosse un motivo per cui Zeus proibì a Prometeo di condividere questa sacra conoscenza? Possiamo veramente fidarci del fuoco degli dei?

https://www.ancient-code.com

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Antiche Civiltà hanno sperimentato cose incredibili?

I testi suggeriscono che di 12.000 anni fa una bomba atomica è esplosa sulla terra distruggendo la civiltà? 

Questo testo di 12.000 anni fa rivela che in un lontano passato una bomba atomica esplose sulla Terra? 

Più di 12.000 anni fa, un evento incredibile ha lasciato un segno nell’antica civiltà indù. 

Innumerevoli testi antichi descrivono storie affascinanti che molti autori credevano, accadute migliaia di anni fa sulla Terra. Mentre molte antiche civiltà in tutto il mondo hanno lasciato un segno nella storia con innumerevoli scritture, monumenti e oggetti antichi che ci costringono a rivalutare ciò che sappiamo della storia, molti di questi racconti sono percepiti con la nozione di incredulità dagli studiosi mainstream. Alcuni chiamano questi racconti come mitologia, alcuni si riferiscono ad esso come al folklore, ma la verità è che ci sono innumerevoli testi antichi che indicano come antiche civiltà in tutto il mondo abbiano sperimentato cose incredibili, e si sono assicurati di documentarle nel modo migliore possibile. 

Per quanto possa sembrare discutibile, molte persone in tutto il mondo credono che ci sia un’alta probabilità che nel lontano passato, decine di migliaia di anni fa, l’umanità fosse stata visitata da esseri, non della Terra. Molte persone credono ancora che siamo stati visitati ancora oggi, e ci sono ampie prove che suggeriscono che siamo continuamente visitati dalle civiltà, non della Terra. Oggi, le prove delle visite possono essere trovate in innumerevoli immagini, video e registrazioni messe a disposizione del pubblico. Ci sono innumerevoli video e immagini di presunti avvistamenti UFO. Alcuni potrebbero non essere reali, ma alcuni potrebbero essere veritieri. 

Tuttavia, come avrebbe potuto l’umanità antica, migliaia di anni fa, documentare ciò che avevano visto? Immaginate di vivere 10.000 anni fa da qualche parte in India, e alzi lo sguardo verso il cielo e vedi quello che oggi si chiama UFO. Come potresti documentare meglio questa esperienza? 

Le antiche civiltà di tutto il mondo hanno fatto ricorso all’arte rupestre, ai petroglifi, ai geoglifi, all’arte della ceramica e persino alla scrittura. Dagli dei che discesero dal cielo, menzionati in numerose antiche culture in tutto il mondo, a incredibili “dischi” volanti menzionati dagli antichi egizi migliaia di anni fa, prove che suggeriscono che siamo stati visitati da antichi alieni si possono trovare tutt’intorno a noi. 

Possibili prove scritte di antichi contatti alieni e di tecnologie avanzate esistenti sulla Terra migliaia di anni fa possono forse essere trovate se diamo un’occhiata al Mahabharata e al Ramayana. 

Si ritiene che questi antichi testi documentino incredibili tecnologie e storie di ciò che molti credono siano la prova che gli alieni siano tra noi in carne e ossa. 

Il Mahabharata è una delle due grandi epopee sanscrite nell’antica India, l’altra è il Ramayana.

Consiste di 100.000 versi divisi in 18 parti o libri equivalenti a otto volte l’Iliade e l’Odissea combinati.

 Il sacrificio del serpente di Janamejaya. Credito dell’immagine: Wikimedia Commons.  

Questi antichi testi sono più di una narrazione storica.  

È una combinazione di fatti, storie di leggende e miti. 

Una vasta collezione di discorsi didattici scritti in una lingua meravigliosa, che alimentano tutta la mitologia indù e creano una delle principali religioni mondiali: l’induismo. 

Tra questi testi storici, vediamo una storia di un evento devastante che si è verificato migliaia di anni fa. Questo evento, incomparabile a qualsiasi altro storico anche nella storia antica, sembra molto familiare agli eventi che hanno scosso la storia moderna: l’uso di bombe atomiche. 

Lo storico Kisari Mohan Ganguli, sostiene che il Mahabharata e il Ramayana sono pieni di descrizioni di grandi olocausti nucleari che sembrano avere proporzioni incredibilmente più alte di quelle di Hiroshima e Nagasaki.  

Curiosamente, quando uno studente chiese al Dr. Oppenheimer se il primo ordigno nucleare esploso fosse quello di Alamogordo. durante il Progetto Manhattan, ha risposto … Beh. Nei tempi moderni, , certo 

Quindi, cosa dice quel testo antico? E come si può essere sicuri che descriva effettivamente un evento nucleare, che si è svolto sulla Terra migliaia di anni fa? 

 Un’illustrazione manoscritta della Battaglia di Kurukshetra, combattuta tra i Kaurava e i Pandava, registrata nell’epopea di Mahabharata. Credito dell’immagine: Wikimedia Commons. 

L’antico testo indù, il Mahabharata:  

“Gurkha, vola con un Vimana veloce e potente,
lanciato come un singolo proiettile
carico del potere dell’universo.
 

Una colonna incandescente di fumo e fiamme,
brillante come diecimila soli,
è aumentato con tutto il suo splendore. 
 

Era un’arma sconosciuta,
un fulmine di ferro,
un gigantesco messaggero di morte,
che ha ridotto in cenere
l’intera razza dei Vrishnis e degli Andhaka. 
 

I cadaveri erano così bruciati
da essere irriconoscibili. 

Capelli e unghie cadevano;
Le ceramiche si sono rotte senza causa apparente,
e gli uccelli diventarono bianchi. 
 

… Dopo poche ore
tutti i prodotti alimentari erano infetti …
… per sfuggire a questo fuoco
i soldati si gettarono nei torrenti
per lavarsi togliendosi il loro equipaggiamento.”

Un secondo passaggio:  

“Dense frecce fiammanti,
come una grande doccia,
emesso sulla creazione,
che comprende il nemico.
Una densa oscurità si insinuò rapidamente sui padroni di Pandava.
Tutti i punti di orientamento erano persi nell’oscurità.
Il vento feroce cominciò a soffiare
Le nuvole ruggirono verso l’alto,
inondando di polvere e ghiaia. 

Gli uccelli gracchiarono follemente … gli stessi elementi sembravano disturbati.  Il sole sembrava oscillare nei cieli La terra tremò, bruciato dal terribile calore violento di quest’arma.  

Gli elefanti hanno preso fuoco
e correvano avanti e indietro in delirio …
su una vasta area,
altri animali si accasciarono a terra e morirono.
Da tutti i punti cardinali, 
le frecce fiammanti piovevano continuamente e ferocemente.”- Il Mahabharata 

Il testo sopra descritto descrive un evento violento e terribile, che molti autori sostengono, può essere paragonato solo a una bomba nucleare che esplode sulla Terra. 

Tuttavia, ci sono molti altri riferimenti nel Ramayana che sembrano molto simili a quelli descritti nel testo sopra.  

Ma ci sono prove, oltre ai testi che sostengono la teoria che un ordigno nucleare è detonato sulla Terra migliaia di anni fa?  

Secondo i teorici degli antichi astronauti, c’è.  

Le prove, si noti che i teorici degli antichi astronauti, sono state trovate nel 1992, quando i ricercatori hanno scoperto nel Rajasthan, a 16 chilometri a ovest di Jodhpur, uno strato di cenere radioattiva, che copre un’area di circa otto chilometri quadrati.  

La radiazione era presumibilmente così intensa che oggi contamina ancora l’area.  

Gli antichi siti archeologici di Harappa e Mohenjo-Daro sono trattati come un altro importante elemento di prova: lì gli esperti hanno scoperto scheletri sparsi in tutta la zona quasi come se un evento improvviso ed estremamente distruttivo fosse avvenuto lì, devastando intere città.  

“(Era un’arma) così potente che potrebbe distruggere la terra in un istante Un grande suono in ascesa con fumo e fiamme E su di esso vi si trovava la morte …” – Il Ramayana

Quindi cosa è successo veramente migliaia di anni fa? Che cosa ha documentato l’uomo antico in questi antichi testi? È davvero possibile che un ordigno simile a una bomba atomica sia esploso sulla Terra, circa 12.000 anni fa?

Il Mahabharata e il Ramayana descrivono davvero le armi nucleari? Se sì, da dove venivano queste armi? Gli dei?

Se una bomba atomica è realmente esplosa in passato, avrà lasciato la prova visibile di un cratere? I teorici degli antichi astronauti dicono di sì e indicano un cratere con 2154 metri di diametro, situato a 400 chilometri da Mumbai. 

La data in cui il cratere si è formato, secondo gli esperti, va da 12.000 a 50.000 anni fa. 

Credito immagine in evidenza: Shutterstock 

https://ancient-code.com/  

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Mohenjo-Daro “Il luogo della morte”

“Le Sette città Rishi”

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Un assordante silenzio

Inquinamento ambientale: i dati di una strage

La letteratura scientifica e gli studi sull’impatto ambientale, sanitario e sul clima del trasporto aereo (ignorando la realtà di modificazioni intenzionali delle condizioni atmosferiche) sono a disposizione da diversi decenni. Sono sempre più numerosi i dati che evidenziano la sinergia tra gli effetti generati dall’inquinamento atmosferico in quota. Le emissioni degli aerei hanno conseguenze pesanti su clima e meteo e sull’inquinamento della biosfera. E’ un argomento volutamente escluso da circa venti anni. Politici e movimenti ambientalisti mantengono un assordante silenzio. Tutti trascurano l’apporto del traffico aereo all’inquinamento atmosferico. Perché?

I numeri dell’inquinamento ambientale globale 

L’inquinamento di suolo, aria e acqua fa 9 milioni di morti premature l’anno. Tre volte il numero di vittime di Aids, malaria e della tubercolosi messe assieme.

(Rinnovabili.it) – Più letale di guerre, omicidi e conflitti armati. Più pericoloso di malaria, AIDS e tubercolosi messe insieme. L’inquinamento ambientale è un killer che non ha rivali. Ogni anno la contaminazione di aria, acqua, suolo e luogo di lavoro uccide almeno nove milioni di persone nel mondo e, come tutti i sicari a pagamento, alla fine ci presenta il conto: 4.600 miliardi di dollari solo nel 2015.

I numeri arrivano dalla Commission on Pollution and Health del Lancet, che coinvolge oltre 40 scienziati provenienti da diversi Paesi nel mondo. I ricercatori hanno analizzato i dati del Global Burden of Disease,  il mega progetto che annualmente valuta, su scala mondiale e con dettaglio nazionale, l’impatto delle malattie (burden of diseases) in termini di mortalità, disabilità e determinanti. Da questo patrimonio di informazioni, la Commissione ha potuto determinare i costi sanitari, e quelli economici più in generale, dell’inquinamento ambientale. Ha dimostrato così, numeri alla mano, che il Pianeta sta affrontando oggi una “minaccia profonda e pervasiva” che danneggia in maniera incontrovertibile salute e benessere.

Una minaccia da cui nessuno è al sicuro anche se ad esser più colpiti sono i paesi in via di sviluppo.

Molte delle morti connesse all’inquinamento ambientale, a livello globale, provengono da nazioni in rapida crescita: in India, Pakistan, Cina, Bangladesh, Ciad Madagascar e Kenya l’avvelenamento dell’aria, dell’acqua e della terra è la causa principale di un quarto di tutte le morti premature. L’India da sola conta fino a 2,5 milioni di vittime l’anno. Anche le nazioni ricche hanno parecchio lavoro da fare. Stati Uniti e Giappone sono nella top ten internazionale per le morti connesse agli inquinanti moderni, quali lo smog e contaminanti chimici.

L’inquinamento è una delle grandi sfide esistenziali dell’antropocene, l’epoca dominata dall’uomo”, spiegano gli autori. “Mette in pericolo la stabilità dei sistemi terrestri di supporto e minaccia la sopravvivenza della società umane”.

Analizzando le diverse componenti dell’inquinamento ambientale, quello atmosferico si conferma come il più letale con 6,5 milioni di morti l’anno  nel mondo. Segue quello idrico con 1,8 milioni di decessi annui e l’inquinamento legato all’ambiente di lavoro, con 0,8 milioni di morti annui.

>Leggi anche L’inquinamento atmosferico uccide come una guerra mondiale<<

E a preoccupare sono soprattutto i trend futuri dal momento che la situazione globale appare oggi più complessa di quanto ci si fosse aspettato. L’attuale cifra di nove milioni è quasi certamente sottovalutata,  – spiegano i ricercatori – probabilmente di diversi milioni”.

Questo perché gli scienziati scopro ogni giorno nuovi legami tra inquinamento e malattie, come la recente connessione tra smog e patologie quali demenza, diabete e malattie renali. Il report stima perdite economiche di 4.600 miliardi di di dollari l’anno nel mondo, pari a oltre il 6% del PIL globale. Questi costi sono così massicci che possono trascinare in basso l’economia dei paesi che stanno cercando di crescere”. 

FONTE http://www.rinnovabili.it/ambiente/inquinamento-ambientale/ 

VEDI ANCHE

Isde: “Grave l’inquinamento da traffico aereo

Sette giorni di smog modificano il Dna 

Bruxelles annacqua l’impegno sulle emissioni dell’aviazione 

INTERPELLANZA URGENTE AL MINISTRO DELL’AMBIENTE

COMUNICATO STAMPA ON. SERENA PELLEGRINO: GRUPPO LAVORO SU INQUINAMENTO GAS SCARICO AEREI 

AEREI E NAVI EMETTONO DI TUTTO – MA TUTTI A FAR FINTA DI NIENTE 

VELATURE: E NON CHIAMATELE PIU’ INNOCUE!

Fonte: http://www.nogeoingegneria.com/

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Una foto delle pesanti alluvioni in India di quest’anno, apportate da un Monsone eccezionalmente forte 

Raffreddamenti climatici ed epidemie: uno sguardo al passato

Pubblicato da Alessio

Vediamo in questo post quali sono le cause delle epidemie durante le fasi di raffreddamento climatico. In particolare riporto sotto due periodi di tempo molto interessanti per capire i meccanismi scatenanti queste “bombe batteriologiche”.

Quando durante la Piccola Età del Ghiaccio (1250-1850) l’attività solare scese nel Minimo di Wolf dal 1280 al 1350, la Radiazione Cosmica crebbe enormemente, parallelamente all’arrivo del raffreddamento climatico. 

Si sviluppò una crisi tettonica in Cina e uno spaventoso aumento delle alluvioni in quella stessa nazione ed in generale in tutto l’emisfero nord.

Ecco quanto avvenne : il 1333 iniziò con una devastante siccità nella Cina sud-orientale, nell’area compresa tra i fiumi Xiang e Hoai. Come conseguenza, i raccolti avvizzirono, il bestiame morì di fame e seguì la carestia. Il numero dei morti di fame lievitava sempre più e la gente invocava gli dei per la pioggia. Furono ascoltati, si scatenarono rovesci torrenziali che decimarono 400.000 persone. Mentre si cercava di riprendersi un violento terremoto causò il crollo della vicina montagna di Tsinceheou, uccidendone molti altri. L’anno seguente la situazione deteriorò ulteriormente. La città di Canton, capitale dell’Impero Cinese, fu spazzata da terribili inondazioni. Nel contempo la città di Tche fu soggetta ad una grave siccità dalla quale scaturì la Peste, la cui falce sterminò 5 milioni di persone. Mesi dopo la stessa regione venne investita da uno spaventoso terremoto che fece crollare le montagne dando origine a crateri inondati. Uno di essi era largo almeno 160 chilometri e vi annegarono migliaia di persone nel “cratere” formato dal terremoto. Nel 1336 la Cina Meridionale fu colpita da una sorprendente alternanza di siccità e inondazioni. L’effetto combinato portò ad una delle peggiori carestie per un totale di almeno 4 milioni di morti. A ciò fecero seguito invasioni di locuste, inondazioni intermittenti, e scosse di terremoto che si perpetuarono per sei giorni.

Nel 1339 la routine non era cambiata. Si ebbe il crollo della montagna di Hong-Tchang, a causa di un diluvio devastante. Nel PienTcheou, dopo tre mesi di pioggia battente, si verificarono inondazioni mai viste che spazzarono via parecchie città. Dal 1340 al 1343 la Cina fu ripetutamente colpita da frequenti e catastrofiche scosse di terremoto. Il ’44 vide anche un’enorme tsunami che distrusse la città di Ven-Tcheou mentre nel ’45 seguirono altre inondazioni e carestie a KiTcheou. Questa fase si concluse nel ’46 con l’inondazione di Canton, con altre carestie e scosse di terremoto.

Dal punto di vista delle piogge, la Cina non fu un evento isolato sotto questo Grande Minimo; grandi quantità di pioggia devastarono anche l’Europa. Nella primavera del 1315, freddo e piogge torrenziali hanno decimato raccolti e bestiame in tutta Europa. Tuttavia, quanto avvenne in Cina fu qualcosa di incontrollabile; la crisi tettonica e le tremende inondazioni furono una della cause dirette della nascita della Peste che portò un vero e proprio olocausto epidemico sulla popolazione europea, non molti anni dopo. La facilità con cui il batterio si propagò, oltre al “terreno fertile” portato dai terremoti e dal cambiamento del clima, fu anche un effetto della Radiazione Cosmica. La Peste Nera nacque così in Cina nel 1333, e nel giro di pochi anni raggiunse l’Europa; qui, tra il 1347 e il 1350 (in poco più di tre anni), sterminò 75 milioni di persone, circa un terzo della popolazione europea.

In marrone scuro, le zone d’Europa maggiormente colpite dalla Peste nel 1300.

Andando ancor più indietro nel tempo, va menzionata l’eruzione del Llopango nel 536 d.C. in El Salvador (America Centrale). Gli storici di quel tempo raccontano che il Sole assunse un colore bluastro , tanto da non gettare più ombre sul terreno. Le conseguenze furono davvero terribili. A causa del freddo, i campi non producevano più cibo per sostentare la popolazione e iniziò la carestia (addirittura il grano faceva fatica a maturare nella campagna romana, nel mezzo del Mediterraneo). Si moriva di fame e di epidemie, in particolare sotto la scure impietosa della peste: a causa sua nell’impero romano d’Oriente morì un quarto della popolazione. Il fenomeno colpì il mondo intero e portò al sovvertimento degli ordini sociali. Nella Gran Bretagna e in Irlanda l’agricoltura fu devastata, e Bulgari e Avari furono costretti a invadere i Balcani per sopravvivere. La neve arrivò persino nella fertile Mesopotamia. Proprio in questi anni si assistette al declino di due grandi potenze: gli abitanti di Teotihuacàn, la città-Stato dei Maya, e la dinastia cinese Wei. Gli scritti affermano che sotto la dinastia Wei morì il 75% della popolazione per fame e terribili epidemie. Ma ci sono tracce di stravolgimenti climatici anche nel Nord America e in Perù.

Come possiamo vedere dai fatti sopra citati, le pandemie si sviluppano attraverso cause ricorrenti, con schemi ripetitivi: i frequenti terremoti, oltre a provocare morti (i cadaveri sono potenziali veicoli di malattie), lasciano molte persone senza un riparo, costrette a vivere all’addiaccio.

Contemporaneamente il clima “impazzisce”; da inverni molto freddi si passa a primavere estremamente siccitose, seguite da estati alluvionali ed insolitamente fredde. Dopo mesi di siccità, si scatenano piogge torrenziali, le quali scaricano in pochi giorni/settimane il quantitativo di pioggia dell’intero anno. Agricoltura che passa da un deficit idrico ad uno shock idrico improvviso. Una vera e propria “mazzata” per le piante.

Le pesanti alluvioni, unite all’intensa attività sismica, sporcano le falde acquifere, che diventano impure. La carenza di cibo, il freddo e l’umidità, unite allo shock psichico conseguente le catastrofi naturali (parenti e conoscenti morti, casa distrutta dall’acqua o dal terremoto) determinano un crollo delle difese immunitarie nelle persone. Virus e batteri, nel frattempo, grazie alle radiazioni ionizzanti dei raggi cosmici, diventano particolarmente attivi ed aggressivi. Sviluppano mutazioni tali da essere più contagiosi e con sintomatologia più pericolosa. Entrando in contatto con gente psico-fisicamente debole, trovano terreno fertile per espandersi e produrre una vera e propria pandemia.

Gli aumentati episodi di El Nino, poi, aumentano l’immissione di umidità nell’aria e le precipitazioni, favorendo il moltiplicarsi di insetti ed altri animaletti (topi, zanzare, cavallette, cimici…) i quali fanno da veicolo per le infezioni, oltre che essere particolarmente dannosi per le coltivazioni. La fase Enso positiva favorisce inoltre cambiamenti nella composizione chimico-fisica dei bacini idrici, determinando fenomeni di eutrofizzazione delle acque e lo sviluppo di patogeni dannosi per la flora.

Detto questo si evidenziano cicli ricorrenti nello sviluppo di epidemie, paralleli ai cicli di raffreddamento climatico. Ricordo che già a temperature inferiori a 10 C° l’organismo umano soffre, e si ha un primo calo netto delle difese immunitarie. Infine il principale nemico per la salute sono gli sbalzi termici, i quali aumentano di parecchio nelle fasi di cambiamento climatico.

Nel prossimo articolo esamineremo quali saranno i rischi per il futuro, analizzandone la pericolosità ed il possibile sviluppo temporale.

Alessio

Fonte: https://www.attivitasolare.com/

Non sapevate le ultime di Bill Gates? Adesso lo sapete!

Le ultime mosse della Fondazione Bill Gates: cacciata dall’India trova rifugio in Italia

 Di Gino Favol 

La fondazione di Bill Gates, e di sua moglie Melinda, si è recentemente “scontrata” con il governo indiano. Materia del contendere: alcuni programmi vaccinali nel Paese. Ma l’ente caritatevole sembra aver trovato subito una nuova casa…(NDR: NOTA IMPORTANTE vedi 1)   

Forse non tutti sanno che Bill Gates, il noto miliardario fondatore di Microsoft, ha dato vita a una fondazione umanitaria che porta il suo nome. Per essere precisi, il suo nome è Bill & Melinda Gates Foundation (BMGF). Nata nel 2000, pare che oggi sia la più grande fondazione privata al mondo. Con una dotazione complessiva di 43,5 miliardi di dollari, finanzia in tutto il mondo programmi sanitari per ridurre il divario tra Paesi ricchi e poveri. In particolare, è stata impegnata negli ultimi anni nel contrasto di malattie molto gravi come malaria, poliomielite, tubercolosi e HIV. Recentemente, però, pare che il governo indiano abbia rifiutato alcuni dei programmi della Fondazione. Un contrasto che appare inspiegabile, viste le emergenze sanitarie che colpiscono alcune zone del Paese. La BMGF sembra però godere di immutata stima nel nostro Paese. Dove lancia nuovi progetti e programmi di ricerca

L’India rompe con la Fondazione di Bill Gates

«A me non sembra di certo così». In questo modo risponde Nachiket Mor, direttore della Fondazione in India, a chi gli chiede conto della preoccupazione del Paese asiatico nei confronti delle azioni della BMGF. Eppure che ci siano problemi l’ha detto Reuters. Che qualche mese fa titolava: “L’india taglia alcuni legami finanziari con la Gates Foundation sull’immunizzazione”. 

La questione sarebbe sorta intorno all’Immunization Technical Support Unit (ITSU) un programma di “immunizzazione” del governo di Nuova Delhi, che prevede la vaccinazione di 27 milioni di bambini, ogni anno. Il programma è stato ampiamente finanziato dalla fondazione di Bill Gates. Soumya Swaminathan, funzionario del Ministero della Salute indiano, ha spiegato che il governo avrebbe da quel momento in poi finanziato di tasca propria lo ITSU. La ragione? «C’era la percezione che se un’agenzia esterna avesse finanziato l’operazione, ci sarebbe potuta essere un’influenza da parte sua». 

Il problema pare sia dovuto al fatto che la Fondazione abbia dei conflitti di interessi. «Questo perché – scrive Reuters – la Fondazione finanzia anche la GAVI, l’alleanza globale per i vaccini, che conta su alcune grosse compagnie farmaceutiche tra i propri partner». 

Poche settimane dopo, la Fondazione aveva dovuto interrompere le proprie linee di finanziamento con un ente simile, sempre in India (il Public Health Foundation of India, PHFI). Un provvedimento del governo Modi, infatti, bloccava tutti i contributi stranieri nelle ong indiane. Circa 11mila organizzazioni venivano colpite dal giro di vite. Ma è stato fatto notare che il PHFI era la più grande tra gli enti coinvolti. Ed era appunto finanziata da un colosso come la Bill Gates Foundation.

Bill Gates Foundation e la controversia Gardasil

La Fondazione era stata al centro delle polemiche già qualche anno fa, in India, proprio a causa di un programma di vaccinazione. Nel 2009, nelle scuole tribali del distretto di Khammam, venivano somministrate 16mila dosi di vaccino Gardasil, impiegato per l’HPV (Human Papilloma Virus). Mesi dopo le vaccinazioni, le ragazze coinvolte mostravano diversi disturbi di salute: attacchi epilettici, gravi dolori addominali, mal di testa, sbalzi di umore. Alcune di loro sono purtroppo decedute prematuramente. 

L’investigazione successiva ha però dimostrato che le morti “non erano direttamente connesse con la vaccinazione”.

La Bill Gates Foundation in Italia 

Questa estate a molti sarà balzato agli occhi l’attivismo della Fondazione nel nostro Paese. In particolare, evidenziamo due notizie. La prima notizia è che a giugno è stata resa pubblica l’apertura di un centro sperimentale facoltà di Medicina di Terni. Il progetto prende il nome di “Target Malaria”. Al suo interno viene ricreato un clima tropicale, adatto per ospitare una specie di zanzara creata in laboratorio e geneticamente modificata. L’obiettivo, spiegano i promotori, è “di sviluppare nuove tecnologie genetiche per l’eliminazione delle sole specie di zanzare che trasmettono la malaria”. Il laboratorio è finanziato proprio dalla Bill & Melinda Gates Foundation. 

Anche la seconda notizia d’interesse riguarda la sanità nel nostro Paese. A luglio veniva infatti presentato presso l’Università di Siena l’IFGH, l’Institute for Global Health. Si tratta, si legge in un comunicato, di un “progetto strategico internazionale dell’Ateneo dedicato ai temi della salute pubblica”. L’obiettivo? Sviluppare vaccini e farmaci “per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive”.  

Per raggiungere il suo scopo, l’IFGH ha dato vita a partnership e relazioni con altri enti di ricerca, università, ong e aziende. In particolare, viene sottolineata la collaborazione proprio con la Bill & Melinda Gates Foundation. Trevor Mundel, presidente della divisione per la Salute Globale (Global Health Division) della Fondazione, è intervenuto direttamente alla presentazione del progetto.  

Forse che, dopo il niet dell’India, la BMGF abbia trovato “asilo” in Italia?

FONTE https://www.ambientebio.it/societa/le-ultime-mosse-della-fondazione-bill-gates-cacciata-dallindia-trova-rifugio-italia/

Nasce all’Università di Siena l’Institute for Global Health, un progetto strategico internazionale dedicato alla salute pubblica

Si è tenuto questa mattina all’Università di Siena, presso il Santa Chiara Lab, l’evento inaugurale dell’Institute for Global Health (IFGH), il progetto strategico internazionale dell’Ateneo dedicato ai temi della salute pubblica, dello sviluppo di vaccini e di farmaci per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive. Obiettivo è la creazione di un centro di eccellenza dedicato all’alta formazione, anche attraverso processi di capacity building e technology transfer, coinvolgendo i migliori ricercatori, docenti e manager farmaceutici attivi a livello mondiale. 
 
A questo proposito, molte sono le partnership e le reti con istituzioni di ricerca internazionali, università, organizzazioni no profit e industrie a cui l’IFGH ha dato già vita. Tra queste, in particolare la collaborazione con la Bill & Melinda Gates Foundation, il cui presidente (Global Health Division), Trevor Mundel – che fa parte del collegio dei docenti – è intervenuto alla presentazione pubblica del progetto. 
 
Con grande soddisfazione, il rettore dell’Ateneo, Francesco Frati, ha evidenziato che “l’Institute for Global Health si propone come la naturale evoluzione della solida tradizione che la ricerca nell’ambito della salute pubblica ha presso l’Università di Siena. Il suo scopo – ha spiegato il rettore – è concentrare le migliori iniziative e i programmi di alta formazione, definendo una strategia unica che consenta di mettere a frutto sinergie internazionali e attrarre investimenti mirati. Grazie alle nostre competenze scientifiche e di didattica intendiamo offrire a studenti di tutto il mondo occasioni formative per dare impulso alla ricerca innovativa e allo sviluppo di competenze elevate nelle discipline della vaccinologia e della salute pubblica”. 
 
Nell’ambito della nuova iniziativa, è stato anche presentato il master in “Public Health, Pharmaceutical Biotechnology and Clinical Development”, organizzato in collaborazione con la coreana Incheon National University, alla presenza del suo rettore, il professor Dong-Sung Cho. Le lezioni del master, per il quale è stato recentemente firmato dalle due Università un accordo in Corea, partiranno nei prossimi mesi e si svolgeranno presso i due Atenei. 
 
L’Institute for Global Health, che ha sede nel Santa Chiara Lab, sarà presieduto dal professor Emanuele Montomoli e diretto dalla professoressa Sue Ann Costa Clemens, fondatori del progetto. Le iniziative di collaborazione internazionale che prevederanno il coinvolgimento di corsi di dottorato dell’Università di Siena, incubate dall’IFGH, verranno coordinate dal professor Pietro Lupetti, delegato del rettore e anch’egli fondatore dell’Institute. 
 
Tra le attività dell’IFGH, oltre ai master e ai dottorati, saranno attivati programmi di formazione e aggiornamento specifici, destinati a professionisti dei settori vaccinologico e farmaceutico, che saranno svolti anche all’estero, con particolare riguardo all’approfondimento di tematiche di interesse per i Paesi in via di sviluppo. 
 
Il sito della iniziativa è consultabile al link: www.ifgh.org 
 
Nella foto, da sinistra: Pietro Lupetti, Sue Ann Costa Clemens, Trevor Mundel, Francesco Frati, Dong-Sung Cho, Emanuele Montomoli  
 
FONTE (1) NOTA Svelato il rapporto che evidenzia l’occultamento delle morti infantili post vaccinali Due medici a Nuova Delhi hanno esposto un tentativo da parte di un produttore multinazionale di farmaci di nascondere morti improvvise nei neonati dopo la somministrazione del vaccino. Jacob Puliyel, un pediatra presso l’ospedale di Santo Stefano e C. Sathyamala, un epidemiologo, hanno riportato la loro scoperta nella rivista peer reviewed Indian Journal of Medical Ethics. Vedi anche: WHO eliminated death as a consequence of pentavalent vaccine; UK seeks to mandate vaccines
 
 
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Ashoka – 226 a.C.

I Nove Sconosciuti di Ashoka

Kerry Sullivan ha una Laurea in Scienze e Arti e attualmente è uno scrittore indipendente che approfondisce argomenti su temi religiosi e politici della storia.

In India c’è una legenda che tutti conoscono su un’organizzazione segreta che si suppone abbia una grande quantità di conoscenze avanzate.

Si crede che fu formata più di 2000 anni fa. C’è un forte sospetto sul fatto che i Nove Sconosciuti manipolino le tendenze politiche e sociali per ottenere obiettivi personali.

Un’organizzazione così segreta, però, è una realtà o semplicemente una leggenda?

Storia dell’Origine

La società dei Nove Sconosciuti fu formata poco dopo il 226 a.C. dall’imperatoreAshoka

Nipote del leggendario imperatore Chandragupta che unificò il subcontinente indiano, Ashoka era ansioso di mantenere l’eredità di suo nonno e di mantenere l’impero.

Nella regione tra Calcutta e Madras, i Kalingan resistettero al dominio imperiale, scatenando una guerra totale. Le forze di Ashoka, in numero superiore, uccisero più di 1.000.000 guerrieri di Kalinga e deportarono dalla regione più di 150.000 abitanti.

Nonostante avesse vinto la guerra, Ashoka era terrorizzato dalla carneficina che una tale vittoria portava con sé.

Da allora giurò di non utilizzare più la violenza.

  Un bassorilievo dell’India che potrebbe rappresentare  Ashoka al centro. Amaravati, distretto di Guntur, India. (CC BY SA 3.0) 

L’imperatore Ashoka è più conosciuto per la sua conversione al buddismo e per i suoi sforzi per diffondere la religione pacifica in tutta l’India, la Malesi, Cylon e l’Indonesia.

I suoi sforzi contribuirono all’espansione posteriore del buddismo verso la Cina, il Nepal, il Tibet e la Mongolia. Ashoka fu in vegetariano convinto ma non obbligò nessuno a farlo. In effetti era molto tollerante con le altre religioni.

Egli proibì comunque l’uso dell’alcool.

La cosa più importante fu:

“rinunciare all’idea di cercare di integrare le persone ribelli, dichiarando che l’unica vera conquista era quella di guadagnare i cuori degli uomini attraverso l’osservanza delle leggi sul lavoro e la pietà perché la sacra Maestà desidera che tutti gli esseri vivi godano della sicurezza, della pace e della felicità e di essere liberi per vivere a loro piacimento.”

Pauwels y Bergier

L’imperatore mise molto impegno in questa missione in cui cercò di impedire ai suoi simili di mettere la propria intelligenza al servizio del male, soprattutto quello che riguardava la guerra.

Il compito di prendere, conservare e mantenere tutta la conoscenza era troppo grande perché un imperatore lo facesse da solo, e non era meno importante, rispetto ai compiti necessari a governare un impero.

Fu così che Ashoka convocò nove delle menti più brillanti dell’India di quel tempo. Per ragioni di sicurezza, l’identità di questi uomini non fu mai resa pubblica.

Tutti insieme, questi geni formarono una società segreta che fu conosciuta come i Nove Sconosciuti.

L’inviato di Ashoka dichiara la pace.Esempio dalla storia delle Nazioni di Hutchinson. (Dominio pubblico) 

L’organizzazione riunì tutte le conoscenze scientifiche possibili, da scienze naturali a psicologia, fino alla composizione della materia

Con il timore che se gli uomini ordinari avessero ricevuto la conoscenza scientifica l’avrebbero utilizzata per distruggersi, fu permesso solo ai nove uomini di studiare e sviluppare le teorie scientifiche e la tecnologia.

Per svolgere meglio questo compito di enormi proporzioni, ognuno dei nove uomini fu incaricato di tenere un libro in particolare che egli avrebbe dovuto aggiornare, rivedere e in ultima istanza perfezionare la conoscenza.

Quando uno dei nove non poteva portare a termine il suo compito – per il desiderio di ritirarssi, per la precarietà della sua salute o per morte – l’incarico passava a un nuovo eletto.

Il numero dei membri della società è stato sempre di nove

Si suppone quindi che la società dei Nove Sconosciuti ha vissuto da oltre 2000 anni.

Il Libro del 1923 

Le congetture sul contenuto di ognuno dei nove libri varia molto.

Talbot Mundy, una scrittore inglese ha pubblicato un libro dal titolo The Nine Unknown Men nel 1923 e conteneva una lista dei nove libri.

Questa lista è stata accettata da tutti.

1) Propaganda: Il primo libro riguardava le tecniche di propaganda e di guerra psicologica. “La più pericolosa di tutte le scienze è quella di manipolare l’opinione delle masse poiché permetterebbe a qualsiasi persona di governare il mondo intero”. Questo secondo Mundy.

2) Fisiologia: Il secondo libro riguarda la fisiologia e spiega come uccidere una persona solo toccandola, conosciuto come “il tocco della morte” e si può seguendo semplicemente un impulso nervoso. Si dice che l’arte marziale dello judo sia il risultato “di elementi fuoriusciti” dal secondo libro.

3) Microbiologia: Il terzo volume riguarda la microbiologia e la biotecnologia.

4) Alchimia: Il quarto libro riguarda l’alchimia e la trasmutazione dei metalli. Secondo un’altra leggenda, in periodi di grande siccità, templi religiosi e organizzazioni di aiuto ricevettero grandi quantità di oro da una “fonte segreta

5) Comunicazione: Il quinto libro riguardava uno studio di tutti i mezzi di comunicazione, terrestre ed extraterrestre. Si deduce che i nove uomini sconosciuti sapessero della presenza extraterrestre.

6) Gravità: Il sesto libro riguarda i segreti della gravità e le istruzioni reali su come utilizzare gli antichiVimanas vedici, (come Vaiminika Shastra nella tecnologia aerospaziale).

7) Cosmogonia: Il settimo libro riguarda la settima cosmogonia e le materie dell’universo.

8) Luce: L’ottavo libro riguarda la luce compresa la velocità e la forma in cui utilizzarla come un’arma.

9) Sociologia: Il nono e ultimo libro riguarda la sociologia. Comprende regole per l’evoluzione delle società e i meodi per predire la loro decadenza.

(Mundy riassunto da Ancient Explorers)

Mito o Realtà? 

Sono stati reali i Nove Uomini Sconosciuti?

Ashoka avrebbe potuto sicuramente chiedere a nove uomini dall’identità sconosciuta di riunire la conoscenza scientifica soprattutto per quello che riguardava la la sua applicazione alla guerra. Quello è stato un tempo molto frammentario e si sa di altri imperatori che hanno avuto l’idea di una simile iniziativa.

Quegli uomini possono aver studiato le tattiche belliche di diversi imperi ed essersi esercitati fabbricando armi, l’uso dei cavalli/elefanti e forse anche l’uso della polvere da sparo.

Un gruppo antico, però, che vive in segreto per più di 2000 anni, mentre controlla gli avvenimenti mondiali dalle selve remote dell’India senza una minima quantità di armamentari moderni, di infrastrutture o tecnologia, è difficile da credere.

Per molti, la leggenda è solo una leggenda…

Fonti 

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/