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Il giorno più buio dell’anno

Questo 22 dicembre in gran parte del mondo (e 21 in alcune parti dell’America e del Pacifico) si celebrano il solstizio d’inverno e il solstizio d’estate

Questo 22 dicembre alle 04:19 il tempo universale è il solstizio d’inverno nell’emisfero settentrionale e il solstizio d’estate nell’emisfero meridionale. Nel nord è il giorno più buio dell’anno, tradizionalmente associato alla morte del sole e alla sua rinascita. A sud, il massimo splendore.

Storicamente questa è stata una delle date più importanti nel calendario religioso per molte culture tradizionali che governano le loro festività con un calendario lunisolare, collegato ai processi della natura. Alcune persone hanno suggerito che il solstizio fosse l’ispirazione per porre il Natale in date vicine, sostituendo in modo sincrono le feste romane come i saturnali e le celebrazioni del Sole Invictus a Roma. La data segna anche l’ingresso del sole nella costellazione del Capricorno, governata da Saturno. Il filosofo neoplatonico Porfirio, il primo attivista del vegetarismo e dei diritti degli animali, scrisse su questo:

I romani celebrano i loro Saturnali quando il sole è in Capricorno, e in questa festa i servi indossano le scarpe di coloro che sono liberi e tutte le cose sono distribuite in comune tra loro; il legislatore che suggerisce con questa cerimonia, che quelli che sono servi nel presente, saranno successivamente rilasciati dalla celebrazione di Saturnalia e dalla casa attribuita a Saturno, cioè Capricorno; quando rivivranno nel segno e si spoglieranno delle vesti materiali della generazione, torneranno alla loro incontaminata felicità, alla fonte della vita.
I solstizi insieme agli equinozi segnano i quattro assi dell’anno solare e le stagioni come li conosciamo in Occidente. Allo stesso modo, è tradizionalmente un momento celebrato dalle cosiddette culture pagane, per le quali la natura non è una massa inerte, ma un’incarnazione dello spirito e dell’intelligenza divina del cosmo. Oltre a questo, da una prospettiva cronobiologica o anche da una sensibilità poetica alla luce, come ripetiamo sempre in queste date, il solstizio consente di riconnettersi con ritmi e processi naturali. In questo caso, il processo simbolico che incarna il solstizio per tutta la natura è la morte e la rinascita. Una sensazione che Albert Camus una volta espresse quando disse: “Nel pieno inverno ho trovato un’estate invincibile in me”. Ed è che il solstizio è, dopo tutta la festa del trionfo della luce, ciò che i romani chiamavano Sol Invictus.

D’altra parte, questo solstizio coincide con il 600° anniversario della morte di Je Tsongkhapa, il lama “della valle della cipolla”, fondatore dell’ordine gelug del buddismo tibetano, che ha tra i suoi monaci più illustri niente di meno che oggi Dalai Lama Oggi in varie parti del mondo i tibetani celebrano ciò che considerano il “parinirvana” di Tsongkhapa che fa offerte, recita preghiere, volteggia in cerchio con stupa e altri.