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ANU – l’antenato degli Anunnaki

Gli Anunnaki erano considerati esseri celesti venuti sulla Terra, migliaia di anni fa.

Anu, la fonte suprema di ogni autorità e l’antenato degli Anunnaki

Anu era una delle più antiche divinità del pantheon sumero, era considerato il padre e il primo re degli dei, ed è indicato come l’antenato degli antichi Anunnaki.

Nella mitologia sumera, An (in Sumerian An = “sky”) o Anu (in accadico) era il dio del cielo, signore delle costellazioni, re degli dei, che viveva con sua moglie, la dea Ki (in sumerico, “Terra” o Antu in accadico), nelle regioni più alte del cielo.

Si credeva che avesse il potere di giudicare coloro che avevano commesso crimini e che aveva creato le stelle come soldati per distruggere i malvagi.

Il suo attributo era la tiara reale.

Il suo servitore e ministro era il dio Ilabrat.

La cosa ancora più importante, è che era era il padre di Enlil, l’antico dio mesopotamico del vento, dell’aria, della terra e delle tempeste. E l’antenato degli Anunnaki, la fonte suprema di ogni autorità.

An, l’Antenato degli Anunnaki: quelli che scesero dal cielo

Allora, chi erano gli antichi Anunnaki?

Il termine ANUNNAKI, se frammentato, si traduce; ANU: “CIELO” – NNA: “Discendere” – KI: “Terra”: “Coloro che sono discesi dal cielo in terra …”

Oggi molti autori sono convinti che non sono né dèi né angeli, ma esseri di un altro pianeta venuti sulla Terra in possesso di uno sviluppo tecnologico e di una conoscenza avanzata della fisica, in grado di manipolare le menti di una razza “inferiore” e trasformarli in un specie schiavi.

Difronte a una civiltà tecnologica come quella degli Anunnaki, l’uomo si inginocchiava considerandoli Dei celesti con poteri per governare il cielo e la terra.

In altre parole, queste “divinità” sono state male interpretate come divinità supreme poiché possedevano una tecnologia che l’uomo primitivo non era in grado di comprendere e capire.

An era una delle divinità più potenti e importanti nel pantheon sumero e gli Dei Anunnaki erano considerati la progenie di An e della sua consorte Ki.

Secondo Black and Green nel loro libro Gods, Demons and Symbols of Ancient Mesopotamia: An Illustrated Dictionary, gli antichi Anunnaki erano proprio questo, la “progenie di An”.

I “sette dei che decretano” possono essere elencati nel gruppo Anunnaki: An, Enlil, Enki, Ninhursag, Nanna, Utu e Inanna.

Quando si menzionano gli Anunnaki, le antiche tavolette sumeriche non fanno riferimento a questi Dei come mere creature eteriche, ma li descrivono come esseri biologici di  arne e sangue, come gli umani.

Quando parliamo di Dei, immaginiamo immagini di nebulosi spiriti celesti che emergono dai confini di un piano di realtà indeterminato.

Tuttavia, questa non è la descrizione che i Sumeri hanno dato agli Anunnaki.

Queste divinità erano reali in ogni singolo modo per gli antichi Sumeri. Gli Dei coesistevano con l’uomo, questi esseri Celesti condividevano le loro vite e coesistevano con l’uomo nelle antiche città della Terra. Erano esseri fisici e palpabili, che mangiavano, dormivano e morivano.

Queste divinità erano visibili agli occhi di chiunque; sono descritti come viaggiatori dei cieli in possenti veicoli aerei, che emettevano un rumore che sembrava un tuono che faceva tremare le montagne, mentre emettevano fuoco.

Anu era una delle più antiche divinità secondo l’antica mitologia sumera. Creditoimmagine

Anu- una delle divinità più antiche del pantheon sumero

Anu era considerato una delle divinità più antiche del pantheon sumero e faceva parte di una triade di grandi dei, insieme a Enlil, dio dell’aria e dell’atmosfera e Enki (anche noto, in accadico, come Ea), dio della terra o delle sue fondamenta.

Era considerato il padre e il primo re degli dei.

Anu è associato al tempio E-anna della città di Uruk (la biblica Erech), nel sud di Babilonia e vi è una buona ragione per credere che questo posto sarebbe il sito originale del culto di Anu.

Il tempio di Anu a Uruk era chiamato E-an-na (‘casa del paradiso’). “In paradiso c’è Anu sul suo trono, rivestito di tutti gli attributi della sovranità: lo scettro, il diadema, il copricapo, il bastone …

Le stelle costituivano il suo esercito.

Simbolicamente, il re ha ricevuto il suo potere direttamente da Anu.

Ecco perché invocavano solo i sovrani e non il resto dei mortali.

Anu era il:

“Padre degli dei” (abû ilâni),

“Padre del cielo” (ab shamê),

“Re dei cieli” (il shamê).

L’equivalente semitico occidentale di Anu sarebbe il dio Ël.

E sembra anche avere equivalenza con il dio Dagon dei filistei e dei fenici.

Astronomicamente Anu era associato alla Via dell’An (o Sentiero di An), una regione del cielo che coincideva con l’equatore.

Più tardi questa regione verrebbe definita come lo spazio tra i due tropici.

Era associato al numero 60, un numero sacro per i Sumeri.

https://www.ancient-code.com/

 Allora, chi erano gli Anunnaki? 

L’albero genealogico degli Anunnaki antichi: 

quelli che scendevano dal cielo

Gli Antichi Anunnaki vengono spesso definiti come gli dei immortali che vivevano sulla Terra durante l’antico tempo Sumero in Mesopotamia

Secondo la mitologia mesopotamica, Anunna o Anunnaki erano, inizialmente, gli dei più potenti e vivevano con Anu in paradiso.

Più tardi, senza aver stabilito un chiaro motivo per questo cambiamento, gli Igigi erano considerati come dei celesti mentre il termine Anunna era usato per designare gli dei dell’Oltretomba, specialmente sette dei che servivano come giudici negli Inferi.

Nel mito di Atrahasis si afferma che, prima della creazione dell’uomo, gli dei dovevano lavorare per vivere.

Quindi, gli Anunna fecero una categoria di dei inferiori, gli Igigi lavorarono per loro, finché non si ribellarono e si rifiutarono di continuare a lavorare.

Quindi Enki creò l’umanità in modo che continuasse a svolgere i compiti che gli dei minori avevano abbandonato e attraverso il culto avrebbe fornito cibo agli dei.

Nell’Enûma Elish, fu Marduk che creò l’umanità e quindi divise l’Anunna tra il cielo e la terra e assegnò loro compiti.

Successivamente, l’Anunna, grata a Marduk, fondò Babilonia e costruì un tempio in suo onore, chiamato Esagila.

La reinvenzione del termine Anunna attraverso la sua forma accadica, Anunnaki, sorse nel 1964, dopo la pubblicazione del libro Antica Mesopotamia: Ritratto di una civiltà morta, di AdolphLeo Oppenheim, che rese popolare questo concetto che fu preso da diversi blog e personaggi da il mondo esoterico e portali pseudoscientifici.

L’autore Zecharia Sitchin pubblicò una dozzina di libri conosciuti come Chronicles of the Earth degli anni 70 in cui descriveva dettagliatamente gli Anunnaki.

Nei suoi libri, Sitchin offriva tradotte antiche tavolette d’argilla sumere e testi scritti in una scrittura cuneiforme che descrive gli Anunnaki.

Nel libro il dodicesimo pianeta, Sitchin racconta l’arrivo degli Anunnaki sulla Terra da un presunto pianeta chiamato Nibiru circa 450.000 anni fa: esseri alti circa 3 metri di altezza con pelle bianca, capelli lunghi e barba, che si sarebbero stabiliti in Mesopotamia e questo, grazie all’ingegneria genetica, ha accelerato l’evoluzione del Neanderthal in Homo Sapiens contribuendo con la propria genetica, per il bisogno di schiavi lavoratori.

Secondo gli scritti di Sitchin, la tecnologia e il potere degli Anunnaki è qualcosa che la nostra civiltà non può replicare nemmeno oggi nel 21° secolo.

Sitchin affermò che gli antichi abitanti di Nibiru 450.000 anni fa avevano la capacità di viaggiare nello spazio e utilizzare l’ingegneria genetica e che avrebbero lasciato tracce della loro esistenza in tutta la Terra con piccoli indizi che indicavano una tecnologia ancora sconosciuta che è presente in varie forme come la costruzione di piramidi (egiziane, maya, azteco e cinese), nel sito megalitico di Stonehenge, nello “spazioporto di Baalbeck”, nelle linee di Nazca e in Machu Picchu.

Le teorie sono molte e ciò che alcuni studiosi definiscono mitologia, altre li indicano come viaggiatori interstellari, che vennero sulla Terra migliaia di anni fa.

Ma se gli Anunnaki fossero reali? Chi erano e chi fu tra di loro il primo? Qual è la loro linea di sangue e, possiamo rintracciarli nella storia come specifiche divinità?

Ci sono vari “alberi genealogici” disponibili su Internet che presentano una serie di differenze. Ad esempio, i seguenti tre (immagine sotto) sono alberi genealogici più inclini alla versione mesopotamica, in particolare quella babilonese della linea di sangue Anunnaki, e la prova di ciò è l’inclusione di Tiamat e Marduk.

La “Grande Assemblea degli Anunnaki”, essenzialmente l’Albero genealogico della classe dominante (o “Dèi e Dee” dei testi sumeri) è data da Laurence Gardner, Genesi dei Re GReail, Bantam Press, New York, 1999:

Nella foto qui è la grande assemblea degli Anunnaki antichi. Credito immagine

Una versione leggermente diversa:

Di John D. Croft, CC BY-SA3.0, tramite Wikimedia Commons

https://www.ancient-code.com/

 Secondo Zacharia Sitchin questo è l’Albero Genealogico degli Anunnaki

Gli antichi egizi ereditarono il loro sapere dai Sumeri. Ma se è così, una domanda sorge spontanea: questi ultimi da chi avevano appreso quelle scienze? La tesi di Zecharia Sitchin è semplice, ma sconvolgente: i testi sacri dei popoli antichi vanno letti come resoconti storici. La mitologia non è creazione fantastica, bensì confusa memoria di fatti realmente avvenuti!

Darwin aveva ragione – secondo Sitchin – solo a metà: la selezione naturale produsse, è vero, i primati superiori dai quali discendiamo, ma l’impiegabile salto evolutivo all’Homo Sapiens fu opera di viaggiatori extraterrestri a nostra immagine e somiglianza, che applicarono l’ingegneria genetica al bagaglio cromosomico dei nostri antenati africani.

C’è infatti un altro pianeta nel nostro sistema solare, un pianeta con un’orbita ellittica simile a quella delle comete, che transita tra Marte e Giove ogni 3600 anni. Esseri intelligenti di quel pianeta (i Sumeri li chiamavano Anunnaki, la Bibbia Nephilim) iniziarono a visitare la Terra mezzo milione di anni orsono, e le loro gesta attraverso i millenni sono quelle che leggiamo nell’Antico Testamento, o nel libro di Gilgamesh. Alla luce delle ipotesi dell’autore, tradizioni, leggende e ritrovamenti, da sempre circondati da un alone di mistero, divengono improvvisamente comprensibili.

Gli argomenti del professor Sitchin spaziano dall’esegesi biblica all’astrofisica, dalla linguistica alla storia delle religioni. Il modello metastori-co che ci propone è logico e coerente, e potrebbe persino riconciliare credenti e non credenti sulle origini dell’umanità

Contributo: wlady 

“Segreto delle Stelle Oscure”

 Anton PARCHI
Il segreto delle Stelle Oscure

Anton Parks, autore autodidatta di nazionalità francese, ha scritto il “Segreto delle Stelle Oscure” il primo volume di una trilogia sorprendente, perché inclassificabile: mescolando epica, saga mitologica fantascienza, un libro di eroica fantasia o “storica” nella misura in cui rivela la nostra storia più occulta e misteriosa; cosa stava accadendo sulla Terra prima della venuta dell’uomo? E, ciò che ha preceduto e causato il sorgere della civiltà umana? In realtà significa che le storie sono quasi incomprensibili e a volte contraddittorie (un dio o molti dei) nella Bibbia e altri testi, come i manoscritti della Bibbia slava o i Vangeli di Nag Hammadi del Mar Morto?

Alcuni autori come René Boulay (serpenti volanti e draghi, The Tree Book) o Zecharia Sitchin (Il 12° Pianeta, Louise Courteau Editrice) sono riusciti a decifrare alcuni degli innumerevoli testi in caratteri cuneiformi trovati tra le rovine di antiche civiltà accadiche, sumera e assira e cominciarono a impegnarsi in una grande chiave pubblica spesso increduli per comprendere e visualizzare il lontano passato: sembra chiaro che gli “dei” erano di tipo “rettile” e che in molti millenni avrebbero posto le basi per civilizzare le colonie sulla terra.

Boulay ha recensito nel suo lavoro tutti i testi, cronache storiche e “miti” che si riferiscono ai primi esseri che erano dei dragoni e che hanno portato sulla terra il fondamento della vita intelligente e la civiltà: non i tipi di dinosauri e altre entità sauropodi ricoperti di squame, ma di tipo umanoide con due gambe, due braccia e talvolta ali. Troviamo queste descrizioni nelle cronache cinesi, sumero, indiana (Mahabharata) o egiziana, ma anche su bassorilievi di civiltà del Centro e Sud America. Spesso, queste entità sono descritte come benefiche (soprattutto in Cina). Nell’antica Sumer, dove ci sono benevoli “dei” colonizzatori e considerati protettivi della razza umana come Enki o come il dittatoriale e crudele Enlil. 

L’importanza dei draghi e altri rettili si è diffuso nel Medioevo dove le storie di cavalieri combattono draghi nelle grotte (soprattutto in Inghilterra) o abitanti dei villaggi che beneficiano della generosità e la protezione di questo essere meraviglioso (sud della Francia) e sono stati considerati come storie vere.

Numerosi archeologi e specialisti dei testi sumeri sono rimasti storditi e perplessi per la consistenza della moltitudine di storie che narrano la venuta di questi dei dalle profondità del cosmo nei loro carri di fuoco per creare delle colonie sulla terra. Si sono viste metafore e parabole simboleggiare l’eterna lotta tra i costruttori e gli impulsi distruttivi dell’uomo contro la natura. Altri, come Boulay e Sitchin hanno deciso di non interpretare questi testi, ma prenderli per quello che sono: narrazioni fantastiche di eventi reali, perché incomprensibili per la mente dell’uomo di quel tempo per la potenza della tecnologia che veniva usata.

Anton Parchi continua il lavoro di Sitchin e Boulay e si spinge molto più in là. Egli porta l’esempio della parte inferiore e posteriore del cervello “rettile”, che  è ancora più ampio e più significativo, in quanto ancora oggi sono stati trovati in molti tipi animistici di gruppi etnici, in particolare in Africa (come il Mali), molte chiare allusioni della presenza di questi esseri rettiliani. Senza inoltrarsi nell’intervista dell’intero contenuto di questa trilogia, l’autore, molto vicino alle concezioni gnostiche del mondo, spiega come e perché i poteri molto gerarchici di tipo patriarcale e sistemi di credenze hanno preso le redini della civiltà. E alla fine, i conflitti mortali che abbiamo sempre conosciuto e che sembrano essere intensificati con l’avvento di un Nuovo Ordine Mondiale (introdotto dal discorso di George Bush “padre” l’11 Settembre 1991, o nei 10 anni prima dell’11 settembre) sono solo le conseguenze delle decisioni prese diversi migliaia di anni prima.

Secondo Parks, gli “dei” rettili degli antichi sumeri non sarebbero i nostri creatori come dice Sitchin, ma i nostri “ri-creatori.” Hanno fatto irruzione in qualche banca genetica della vita, trafugato e preso in ostaggio i genomi deviando così la ricerca per servire le proprie ambizioni: il potere.

Come è stato che Anton Parks è venuto a conoscenza di tali informazioni di alta qualità in modo costante? Da dove viene questa visione penetrante della lingua sumera e cronache di questa antica civiltà, emerso dal nulla, come se avesse avuto un salto tecnologico inspiegabile? Proprio questa parte della questione merita un intero libro. Anton è circospetto su questo aspetto del libro, ma è anche misterioso: a partire dall’età di 14 anni, è stato interessato da visioni di mondi, galassie, civiltà e strani esseri. Dopo aver dubitato della sua sanità mentale, si è poi chiesto se non fossero state visioni di un futuro improbabile. E’ stato solo molto più tardi, dopo aver sfogliato i primi libri sulla civiltà sumera, che Anton si è reso conto di quello che ha visto collegando il “reale” alla realtà della storia. Tutto stava prendendo forma e significato!

Incredibile? Forse. Ma per coloro che sono difronte a questo aspetto quasi profetico di iniziazione e sono indifferenti rifiutando di credere alla straordinaria avventura interiore che ha portato Anton Parchi a darci questo account denso e dettagliato, il segreto delle stelle oscure rimane un respiro sull’epica della saga deliziando gli appassionati di misteri. 

La création des Nungal

 

 

Karmaone INTERVISTA ANTON PARCHI

Karmaone: 

Zecharia Sitchin ha presentato gli “Anunnaki” come una singola razza, un gruppo monolitico di diversi clan della stessa famiglia che si opponevano gli uni agli altri, Enki si opponeva a  Enlil, ecc .. Ma quando si legge il suo libro, vediamo che la storia è molto più complessa e che queste entità sono venute sulla terra, o erano interessate ad essa, che rappresentavano diverse razze dissimili, alcune delle quali provengono anche da altre dimensioni: c’è la razza rettile generalmente rappresentata con il termine Gina’abul, tra cui la razza Sutum il Amašutum, il Kingu, la Musgir, etc.

Andando nel dettaglio di questi clan, si può brevemente spiegare le varie razze e se queste creature hanno caratteristiche fisiche diverse dalle nostre e da dove vengono. Qualè lo status degli Anunnaki? Perché le tavolette sumere menzionano specificamente queste entità e da dove viene questo nome, Annunaki.

Anton Parchi: 

Ho rispetto per Zecharia Sitchin, è un pioniere nel campo. Grazie a lui, molte persone hanno avuto familiarità con il mondo mesopotamico. Il suo spirito di deduzione e le interpretazioni hanno spesso portato a conclusioni molto interessanti. Tuttavia, come altri autori hanno collegato gli stessi all’origine di Nungal (NDR: progettisti maschi di razza rettile) Enki (Igigi in accadico)? Hanno interessato i ceppi Kingu Imdugud (Anzu) e Mušgir? Se avessero fatto un po’ di ricerca, avrebbero capito subito che si trattava di elementi separati di una stessa stirpe come gli Anunna, ma per lo più in conflitto tra loro. Altri termini come Amašutum, Mìmínu, ecc … non sembrano essere presenti negli archivi storici, però, ne ho chiaramente data la definizione nel mio libro.

 Sa’am l’incontro che ha avuto con Ušumgal

Sì, tutti questi ceppi appartenenti ai Gina’abul spesso hanno un fisico diverso. Il Mušgir (litt. “Rettile Furious”), per esempio, sono draghi alati. Si trovano anche nell’Assiro “Pazuzu”. Essi possono muoversi senza problemi dal 1ma al 3za dimensione. Gli alieni Mìmínu sono chiamati “Grigi“. Questo termine è tra i Dogon del Mali e significa “formica”. Per quanto riguarda Kingu, che in accadico viene identificato con Quingu, sono come la radice di questo nome che suggerisce lo stock reale dei Gina’abul. Decomposto in sumerico dà KIN-GU “l’Ordine della terra (o regioni).” I Kingu sono in guerra contro i creatori degli Anunna e degli Ušumgal (Litt. “Grandi draghi”, un termine poi ripreso dai Sumeri per denominare i loro dei e sovrani). I Kingu sono di 3 tipi diversi, bianco (i grandi reali), rosso (il soldato guerriero) e verde (la gente, troppo guerrigliera). Tuttavia, nelle tavolette accadiche ci sono, alcuni Quingu come complici della regina Tiamat (a), e a sua volta in guerra contro gli Anunna …

Queste sono le varie guerre che scandiscono il mondo dei Gina’abul che a vicenda si separavano da questi ceppi. Questa è la guerra che ha portato gli Anunna sulla Terra. E’ per questo motivo che questi forzati esuli saranno nominati in seguito Anunna-Ki (“Anunna sulla Terra”). La stragrande maggioranza delle tavolette sumere si riferiscono alle avventure degli Anunna sul pianeta blu. Si tratta di una sorta di estensione delle odi agli Anunna guerrieri. Queste sono le cronache più o meno dettagliate che raccontano la loro storia istituzionale e soprattutto la loro presa sulla trasformazione genetica del bestiame umano a loro piacere, perché gli Anunnaki sono piuttosto pigri! Da qui il fatto che essi sono considerati “dei” (o addirittura Dio) agli occhi dell’umanità. Ma il vero “Dio” è altrove e i suoi “emissari angelici” non sono lontani …

Chi è interessato agli “angeli” e alle alte frequenze Non deve dimenticare che l’universo, e gli opposti si uniscono sempre per creare un‘unità. In un mondo di separazione, come il nostro guidato dagli angeli è come chiudere gli occhi e credere solo alle società segrete e nel ritorno dei rettili per dare potere a questi …

Questa è solo una parte dell’intervista fatta da Karmaone, puoi leggere QUI il resto, dell‘intervista in lingua francese.

Tratto da: http://www.antonparks.com/main.php?page=girku_tome1

Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da

ANTROPOMORFI (terza parte)

I SAUROIDI

“Questo pianeta è il nostro, siamo noi i veri terrestri, non voi.”

La figura mitologica del Serpente
I nativi americani Hopi raccontano dell’esistenza di una razza di uomini rettile che vivrebbe sottoterra chiamata Sheti o “Fratelli Serpente”, mentre nella mitologia precolombiana, l’Eva primordiale di nome Bachue si trasformò in un grande serpente, a lei ci si riferiva anche come “Il Serpente del Cielo”.

Quetzalcoatl, ovvero il serpente con le piume (anche chiamato Viracocha o Kontiki), era il nome azteco del dio Serpente piumato dell’antica Mesoamerica, una delle divinità più importanti per molte civiltà messicane e centro americane.

La divinità del serpente piumato rivestì una certa importanza, sia nell’arte che nella religione, in gran parte del territorio mesoamericano per quasi 2.000 anni, dall’età pre-classica fino alla conquista spagnola: tra le civilizzazioni che praticavano il culto del serpente piumato ricordiamo, 

  • gli olmechi
  • i mixtechi
  • i toltechi
  • gli aztechi
  • i maya

In Asia, invece, nelle scritture e leggende indiane, i Naga (Devanagari) erano esseri a forma di serpente che si riteneva vivessero sottoterra, pur avendo contatti anche con gli uomini, in alcune versioni, si riferiva che tali esseri avessero vissuto su di un continente che si sarebbe poi inabissato nelle acque dell’Oceano Indiano; i testi indiani riferiscono anche di un’altra razza di uomini serpente chiamata Sarpa (Devanagari). 

Nella cultura cinese, vietnamita, coreana e giapponese, si conoscono le storie dei Long (Yong in Coreano, Ryu in giapponese ) o dragoni, forme a metà tra il piano fisico e il piano astrale, ma raramente descritte in forma umanoide, e che possono assumere una forma tra l’umano e il rettiliano, mentre i Giapponesi raccontavano le storie sui Kappa, un popolo di rettili umanoidi. In Cina, Corea e Giappone, i reami sottomarini erano mitologicamente popolati da Re Dragoni e i loro discendenti sono considerati, ancora oggi umani, discendenti da una razza di dragoni, tanto che questa discendenza viene spesso rivendicata dagli Imperatori Asiatici, che si credeva fossero in grado di mutare volontariamente da una forma umana ad una forma di drago, forma ritenuta, presso le tradizioni asiatiche, migliore rispetto alla forma del diavolo. 

Nel Medio Oriente sono conosciuti i Jinn, uomini serpente o dragoni di cui si parla fin dai tempi più antichi, mentre nella Genesi ebraica, Dio punì il serpente per aver convinto con l’inganno Eva a mangiare il frutto della conoscenza:

«Allora il Signore Dio disse al serpente: poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame, e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita.»

Questo passo della Bibbia suggerirebbe che i serpenti avessero originariamente le gambe.

Nella mitologia sumera il termine Anunnaki (o Anunnaku), ossia “figli di An”, indicava l’insieme degli dèi sumeri ed essi erano costituiti in un’assemblea, presieduta da An, dio del cielo.

Tale assemblea si componeva dei sette supremi, di cui facevano parte i quattro principali dei creatori (An, Enlil, Enki, Ninhursag), con l’aggiunta di Inanna, Utu e Nanna e di 50 dei minori, detti anche Igigi.

Alcuni sostengono, tra cui Zecharia Sitchin, di aver individuato in tavolette sumere il riferimento a una razza aliena (gli Anunnaki) che avrebbe creato la razza umana (mischiando i propri geni con quelli dell’Homo Erectus) allo scopo di utilizzare gli uomini come schiavi in alcune miniere in Africa. Secondo altri, gli Anunnaki però avrebbero sembianze umane (sarebbero discendenti o facente parte della razza aliena Umanoide) e oggi abiterebbero il loro pianeta Nibiru.

Secondo Sitchin le tavolette attesterebbero che il popolo Sumero dalla “Testa Nera” sarebbe stato creato da questi esseri mescolando “l’essenza di vita” di “uomini e bestie” e il “Popolo dalla Testa Nera” sarebbe stato schiavo dei Sumeri, una casta gerarchicamente al di sotto dei loro creatori.

L’esistenza di uomini serpente secondo Sitchin sarebbe provata dalla concezione di regalità e dal suo collegamento alla figura del drago, definita in Babilonia come ‘Sir’ o dragoni (ossia “grande serpente”, dal sanscrito sarpa, parola che originariamente descriveva il grande “Dio-Dragone”, creatore e governatore della antichissima cultura dravidica).

Secondo Laurence Gardner, sarebbe esistita una “Linea del Sangue dei Dragoni”, una variante del Sacro Graal collocata nell’antica Sumeria quando gli Anunnaki sarebbero discesi sulla regione creando una linea di sangue reale attraverso una manipolazione genetica.

In Africa, l’antico dio egiziano Sobek veniva riprodotto come un uomo con la testa di coccodrillo, mentre nel Mali si trova ancora oggi una popolazione, i Dogon, che possiede un mito di fondazione che comprende un uomo rettile: i Dogon dicono di discendere dal dio Amma, proveniente dalla stella Po Tolo (Sirio B).

In Europa, il primo re mitico di Atene, Cecrope, era mezzo uomo e mezzo serpente e nella mitologia greca, avevano servitori serpenti i Titani e i Giganti e, talvolta, i Giganti stessi venivano raffigurati in forma “anguiforme”, ossia con le gambe formate da terminazioni serpentiformi, come il gigante Klyteros, raffigurato nel fregio della Gigantomachia sull’Altare di Pergamo.

Anche il vento Borea (Aquilone per i Romani) veniva descritto in questa forma. Si narra, ad esempio, che al matrimonio di Giove e Giunone ci fu una gara tra tutte le gerarchie divine nell’offrire alla coppia i doni più preziosi. La Terra non aveva voluto essere da meno e regalò degli alberi da frutto molto particolari: infatti ogni primavera sui loro rami nascevano delle mele d’oro.

Questi alberi erano custoditi in un meraviglioso giardino affidato a quattro ninfe, le Esperidi, le quali avevano posto a guardia del cancello d’entrata un drago con cento teste. Ogni volta che qualcuno si avvicinava al giardino con l’intenzione di rubare i pomi, le teste del drago iniziavano a gridare con cento tonalità diverse facendo fuggire via anche il più coraggioso degli uomini.

Ma una delle dodici fatiche date a Ercole da Euristeo chiedeva proprio di rubare quelle mele, ed Ercole grazie al consiglio di Prometeo di farsi aiutare da Atlante e grazie ad Atlante stesso, riuscì ad uccidere il drago e a rubare le mele; infine Era pose il drago nel cielo nella costellazione del Dragone in modo che tutti potessero ricordarlo.

Nei bestiari e nelle leggende greche ed europee, il basilisco (dal greco βασιλίσκος basilískos, “piccolo re” da βασιλεύς basiléus, “re”; in latino rēgulus) è una creatura mitologica citata anche come “re dei serpenti”, che si narra abbia il potere di uccidere con un solo sguardo diretto negli occhi.

Secondo Solino e la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, il basilisco sarebbe un piccolo serpente, lungo meno di venti centimetri e nonostante questo sarebbe la creatura più mortale in assoluto. È infatti velenosissimo ed è in grado di uccidere con il solo sguardo.

Secondo alcune leggende medioevali, se un cavaliere cercava di colpire il basilisco con la lancia, il veleno vi si infiltrava immediatamente uccidendo cavallo e cavaliere. Il basilisco vivrebbe nel deserto da lui stesso creato, perché ha la capacità di seccare gli arbusti oltre che con il contatto, con il solo sguardo. A Plinio si rifece Isidoro da Siviglia, che lo definiva come il re dei serpenti, i quali lo temono per il suo soffio velenoso e per il suo sguardo mortale.

Alessandro Neckham attorno al XII secolo, fu il primo a riferire la teoria secondo la quale non era lo sguardo del basilisco a uccidere direttamente, ma la corruzione dell’aria che esso provocava. Viene chiamato “re” a causa della cresta a forma di mitra che ha sulla testa oppure, secondo Plinio, a causa di un marchio biancastro sulla sommità del capo.

Nell’iconografia dell’arte occidentale vi sono, inoltre, rappresentazioni di una donna con una coda di serpente, qualche volta con piedi da rettile, come nel quadro il Giudizio Universale di Hieronymus Bosch, tanto che nel Medioevo il Diavolo veniva spesso raffigurato con caratteristiche rettiliformi, così come i demoni nella maggior parte dell’iconografia.

Una leggenda: Rettiliani e Draconiani
Supponiamo che sul pianeta Terra in un periodo compreso tra i 245 e i 65 milioni di anni fa (probabilmente tra i 160 – 115 milioni di anni), in piena “Era dei Dinosauri” e tra le variegate razze di Sauri che popolavano il pianeta, si sia sviluppata una razza intelligente, capace di dar vita ad una prima civiltà terrestre.

Supponiamo, inoltre, che attorno a 65 milioni di anni fa un cataclisma di proporzione gigantesche abbia scosso l’intero pianeta, sterminando i Dinosauri e costringendo questa civiltà ad abbondare il pianeta e a trasferirsi verso altri sistemi solari. Infine, supponiamo che comunque, non tutte le forme di vita scomparvero, poche sopravvissero e tra queste, anche alcuni superstiti di questa civiltà di Sauri intelligenti che, per vivere all’inverno nucleare che seguì, si rifugiarono nel sottosuolo, contribuendo poi milioni di anni dopo, ad alimentare il mito della Terra Cava o del regno perduto di Agharti.

Secondo la tradizione induista, esiste un grande regno sotterraneo, dove dimorerebbe il Re del Mondo, colui che da Shamballah (in sanscrito “Città degli Smeraldi”), la capitale di questo grande luogo mitico, domina le menti dei grandi, dei re, degli imperatori e dei capi di stato di tutto il mondo.

Qui vivono esseri superiori, da tempo immemorabile, esseri capaci di cose inaudite, in grado di usare ancora quell’energia che noi, uomini di superficie, abbiamo ormai dimenticato ad usare, un’energia che, volendo, può essere ancora risvegliata, in quanto è presente ancora in tutti noi, ma è “addormentata”.

La capitale di questo regno, che dovrebbe trovarsi in profondità sotto il deserto del Gobi, in Asia, è solo il centro dato che dovrebbe estendersi, attraverso un’immensa rete di gallerie, sotto tutta la superficie del globo, collegando tra loro i diversi continenti. Agharti è questo, un’estesissima rete di gallerie sotterranee abitate da questi esseri, terrestri, che ancora oggi vivono nelle profondità della Terra e che per comodità chiameremo i Rettiliani, dato che è un termine comune agli studiosi di questa teoria.

Ma la razza dei Sauri che era fuggita dalla Terra, si evolse in modo se stante, i “Draco o Draconiani” (gli alieni Sauroidi), andando alla conquista del Cosmo. Per milioni di anni vagarono nella Galassia, entrando in contatto con altre civiltà, sfamando la loro voracità attraverso la conquista e nel predominio dei mondi altrui.

Infine, stabilirono la loro nuova patria nel sistema solare della stella Thuban, nella costellazione del Dragone, da qui continuarono le loro scorribande galattiche arrivando a conoscere le entità luciferine, che divennero ben presto un fedele alleato. Da questa ricostruzione è facile capire come nel loro lungo peregrinare, milioni di anni fa, le due razze entrarono in contatto, più o meno quando i Sauri si erano già da tempo insediati tra i pianeti della costellazione di Orione e, ancor prima, avevano preso contatti con la razza degli Horus, con la quale iniziarono un importante collaborazione futura.

Dapprima, questo vampirismo dei Luciferini iniziò in modo subdolo e silenzioso, poi quando i Sauroidi si evolsero tanto da arrivarne a scoprirne la presenza, iniziarono uno scambio di informazioni, sino a stipulare un patto di mutuo soccorso reciproco.

I Sauri avevano bisogno di acquisire maggiore conoscenza del creato e dell’Universo, sfamando la loro voracità di conquista grazie ad un maggiore sapere, mentre il Luciferino trovava in esso una forza impressionante e un contenitore dove vivere e nel quale sarebbe stato in grado di trarne molta energia, seppur per un tempo limitato (il mito del “Frutto della Conoscenza” di cui i Serpenti furono i portatori e che poi doneranno anche all’Uomo attuale, ovvero la “Conoscenza Luciferina”).

Ma quando entrambi scoprirono che nella Galassia (e in tutto l’Universo) erano stati creati esseri intelligenti dotati di una energia inesauribile, un energia eguagliabile a quella di Dio, decisero di cambiare i piani e di andare a sfruttarla per altri scopi e a loro vantaggio.

Trovata una variante ibrida dell’Uomo (Giganti o Nephilim) su un pianeta meraviglioso e dal quale curiosamente provenivano (l’Eden o la Terra), dopo aver compreso che non era possibile assoggettarlo al proprio volere, decisero di comune accordo con altre razze aliene, che nel frattempo si erano unite al progetto, di creare un contenitore più piccolo in grado di contenere ugualmente quell’energia per poi sfruttarla.

Fu così che apparve sulla scena l’attuale Essere Umano, sintesi di una operazione genetica che vide l’unificazione del genoma alieno, con quello dei Giganti e delle scimmie. Tutta questa parte è approfondita in diversi studi paralleli e analoghi, ma già è possibile trarre molti spunti di riflessione.

I Sauroidi, che nella mitologia sono i Serpenti, concessero all’uomo nel Giardino dell’Eden (il pianeta Terra), il “Frutto della Conoscenza”, in realtà questo frutto è ciò che portavano dentro di se da molto tempo, la “Conoscenza Luciferina”, questa entità di luce generata dalla stessa materia di cui sono formate le stelle. In questo ritorno al pianeta di origine, ma che da tempo avevano dimenticato, ripresero contatti anche con la razza dei Rettiliani, rimasta nel sottosuolo Terrestre e che aveva visto svilupparsi in superficie, la venuta dei mammiferi e delle altre forme ibrido-umane.

Superata una prima diffidenza iniziale che spesso è sfociata anche in aperti conflitti, attualmente è in atto un programma di riunificazione, dato che gli obbiettivi finali e le origini sono comuni.

I Sauroidi continuano a vivere in varie colonie, la principale si trova su Thuban nella costellazione del Dragone, le altre a Bellatrix nella costellazione di Orione, Zeta Reticoli in quanto fondatori del “Nuovo Ecosistema Alieno” che coinvolge la razza dei Grigi, e su Sirio, in un pianeta esterno al sistema binario, il quale è occasione di scontro e di veri e propri conflitti con la razza degli Umanoidi.


La costellazione del Dragone
Il Dragone (in latino Draco) è una costellazione settentrionale, è una delle 88 moderne costellazioni ed era anche una delle 48 elencate da Tolomeo.

Quella del Dragone è una delle costellazioni più grandi della volta celeste, si presenta completamente circumpolare fino alle latitudini temperate boreali, come le regioni del Mediterraneo. Il gruppo della testa è rappresentato da quattro stelle, tra cui le più luminose chiamate Eltanin e Rastaban, la prima stella riveste una grande importante storica, poiché fu misurando la parallasse di questo astro che James Bradley scoprì nel 1725 il fenomeno dell’aberrazione della luce, che costituisce una delle prime prove della rotazione della Terra attorno al Sole.

Inoltre tra 1.5 milioni di anni, la stella che attualmente si trova a 148 anni luce da noi, transiterà a soli 28 anni luce, a questo punto sarà la stella più brillante del cielo (ovviamente dopo il Sole), arrivando a rivaleggiare con Sirio. Il resto della costellazione si snoda attorno al polo nord celeste, insinuandosi tra l’Orsa Maggiore e quella Minore, circondando quest’ultima sui lati est, sud ed ovest.

Circa 2.700 anni fa, il polo nord celeste si trovava in direzione di questa costellazione e in particolare nella parte della coda, all’altezza della stella Thuban, che all’epoca era considerata la Stella Polare.

Thuban (α Draconis/ Alpha Draconis) è una stella della costellazione del Dragone (Draco, in latino), nell’emisfero boreale e in buone condizioni atmosferiche è individuabile dato che si trova immediatamente sopra l’asterismo del Grande Carro dell’Ursa Major.

Per la precessione degli equinozi, Thuban è stata la stella di riferimento del polo nord dal 3.942 a.C., prendendo il posto di θ Bootis fino al 1.793 a.C., quando venne soppiantata da κ Draconis; il momento in cui è stata più vicina al polo nord è stato nel 2.787 a.C., quando si è trovata a soli 2 gradi e mezzo dal polo. Nonostante la vicinanza al polo è stata usata come punto di riferimento fino circa al 1.900 a.C. quando la più brillante Kochab (β Umi) entrò nella zona del polo nord, allentandosi lentamente negli ultimi 4.800 anni.

Arriverà al massimo di lontananza dal polo nord intorno nel 10.000 d.C., per poi riavvicinarsene gradualmente e tornare ad essere la stella polare nel 20.346 d.C. Thuban, attualmente, ha finito la fusione dell’idrogeno ed è passata alla fusione dell’elio, è quindi una stella gigante brillante circa 250 volte più del Sole e distante circa 300 anni luce, inoltre è una stella binaria, con un periodo di orbita di 51 giorni e la compagna è probabilmente una nana rossa o bianca.

Poche indicazioni abbiamo sui pianeti che compongono questo sistema solare, anche perché la stella essendo una gigante ha inglobato molti di essi durante la sua espansione.

Attualmente presenta pochi mondi, il primo è un gigante roccioso, grande la metà del nostro Giove dove vivono i Sauroidi. Il pianeta, che si trova ad una considerevole distanza dalla stella, ne subisce comunque tutti gli effetti, in quanto il pianeta è arido e caldo e i Sauri vivono nel sottosuolo, ancora ricco di materie prime e in parte di acqua. La sua superficie è per buona parte interamente ricoperta di rocce, mentre vaste aeree sono soggette a continue e spettacolari eruzioni vulcaniche.

Praticamente è un ambiente simile ad un Inferno, deserto e caldissimo, ma base ideale per lo svernamento di questa razza che comunque è riuscita a creare nelle viscere del pianeta, un intricato complesso di città altamente funzionale e sofisticato, sfruttandone ogni proprietà geotermica. Seguono piccoli pianeti, residui di giganti gassosi, nutrite fasce di asteroidi e meteore.

Altre fonti di sostentamento, invece, provengono da un pianeta ancora più esterno, un tempo ricoperto di ghiacci mentre attualmente ricoperto da un vasto oceano allo stato liquido, con un clima temperato ai poli e caldo umido all’equatore, nel quale vivono moltissime specie animali.

Da questo mondo, i Sauri, prelevano l’acqua di cui hanno bisogno e il cibo ittico che vi viene coltivato, nonché viene utilizzato, addirittura, come un vero e proprio luogo di villeggiatura per le classe più abbienti.

Chi sono i Sauroidi
I Sauroidi (anche se spesso vengono erroneamente chiamati “Rettiloidi”) sono in realtà anfibi, tra i quali non è evidente la presenza di sessi e se ne possono riconoscere di due tipi.

Il primo è alto circa 2,80 m, ha cinque dita nelle mani e nei piedi, più sull’avambraccio distante dalla mano, un’unghia rostrata simile al dito che i gatti hanno nelle zampe posteriori, ma con una struttura chitinosa molto dura. La pelle, che sembra sempre umida e traslucida, è di colore verde-marrone e vista da vicino, appare dotata di scaglie, le quali se esaminate attentamente, si rivelano più morbide del previsto.

Sul torace, alcuni esemplari, presentano inoltre un piumaggio, raro da vedersi, perché spesso ricoperto da una tuta o divisa che indossano, questo piumaggio dal colore cangiante con alcune striature azzurre e verdi, si confonde perfettamente con le scaglie presenti. Sembra che questo piumaggio sia presente in un alcune razze di alto lignaggio, probabilmente denotano l’appartenenza ad una casta altolocata o di regnanti.

La pelle diventa progressivamente rossa nella zona ventrale e nei polpastrelli delle mani, in quelle zone si fa addirittura più sottile e si può veder scorrere una linfa rossa all’interno di un intricato quanto mai affascinante sistema sanguigno, soprattutto quando l’alieno sembra comportarsi in modo collerico. Le dita delle mani e dei piedi sono abbondantemente palmate.

Il cranio sui lati destro e sinistro è caratterizzato dalla presenza di due superfici cornee, tondeggianti e poco sporgenti, mentre al centro esiste una struttura più morbida, sotto la quale si vede pulsare la linfa; questa struttura sembra una spina dorsale in rilievo e percorre, bene in evidenza, tutta la lunghezza della testa, del collo, del dorso e della grossa coda.

Disponiamo di pochi dati anatomici sulla lingua, che sembra, però, anch’essa tozza e bifida.

Gli occhi sono dotati di una sotto-palpebra (membrana nittitante) che scorre in diagonale, dal basso verso l’alto e dal naso verso l’esterno. Le pupille sono verticali e le iridi cambiano di colore, dal giallo verde al rosso vivo, a quanto pare secondo l’umore. L’orecchio esterno è inesistente, mentre l’orecchio interno sembra chiudibile a comando.

L’aspetto generale viene descritto come quello di un “drago” o a volte, come quello di un “coccodrillo in piedi”, anche se il viso (o muso?) è arrotondato come quello di un serpente, con labbra sottili e narici poste in fondo al setto nasale, ma laterali, piuttosto che frontali come le nostre. La grossa e tozza coda viene utilizzata come terzo punto di appoggio quando il Sauroide sta fermo sulle due corte e tozze gambe.

Altre volte, viene utilizzata come vera e propria arma per attaccare il nemico, soprattutto nelle battaglie agonistiche per la supremazia del più forte. Ci sono rapporti su “draghi” di varie dimensioni e pare che queste dipendano dall’età, cioè che essi continuino a crescere sempre, senza un vero e proprio limite massimo. Il secondo tipo è rappresentato da Sauroidi senza coda, alti circa 2 m, con pelle traslucida, occhi a palla che conferiscono rigidità allo sguardo (perciò li chiameremo “Rane”) e denti verticali, lunghi e sottili, che ricordano i fanoni delle balene.

Sulla testa hanno come dei piccoli corni che, da lontano, ricordano una capigliatura a spazzola; non si tratta tuttavia di capelli, ma di molte escrescenze cornee ravvicinate.

Questi esseri sono talmente simili l’uno all’altro da rendere impossibile l’identificazione di differenze, anche quando se ne vedono diversi contemporaneamente. Sono caratterizzati da un abito simile alla divisa dei militari nazisti dell’ultima guerra mondiale, spesso presentando dei simboli simili a quelli dell’alfabeto runico e, anche tra di loro, non si nota la presenza di sessi.

Conosciamo poco della loro dieta, anche se è ben nota la loro voracità, alcuni sostengono che i Sauri userebbero gli umani anche come cibo. Fortemente indipendenti e autoritari, soggetti a colleriche reazioni, da sempre si sono imposti una guida o re supremo, definito anche “Re del Mondo”, colui che ha la facoltà di imporre le sorti a tutta la popolazione e prendere le decisioni più importanti, soprattutto riguardo le conquiste da intraprendere su altri mondi (stessa carica di “Re del Mondo” è comune anche nei Rettiliani terrestri).

Comune a molte razze aliene è la struttura piramidale, dove al vertice si trova questo Re e a scendere tutto un intricato sistema di sottocomandanti, una componente strutturale simile al nostro feudalesimo medievale con al comando una sorta di “Barone”. Tutti i “Baroni” formano una “Suprema Casta o Consiglio”, seconda carica più importante dopo quella del “Re”.

Ogni “Barone” comanda un proprio territorio, non solo nel pianeta-capitale, ma anche negli altri pianeti colonizzati sparsi per la Galassia. Sotto di lui e ai suoi servigi, si trova una popolazione composta da funzionari, amministratori, sacerdoti, istruttori, scienziati, ginnasti, operai e schiavi che compongono il tessuto sociale.

Ogni baronia è fortemente autarchica e il suo potere è dovuto non solo allo sfruttamento delle risorse, sia planetarie o sauriane (nel nostro caso si direbbe in materie prime e umane), ma anche alla capacità di conquista di altri mondi e lo sfoggio di potenza e autorevolezza, con la conseguente capacità distruttiva e di saccheggio più totale.

Interferenze con l’Uomo

Grande capacità dei Sauroidi, durante le adduzioni, è quella di manipolare il tempo, creando quella condizione meglio conosciuta come “missing time”.

Questi vuoti di tempo, che possono variare da pochi secondi a qualche minuto, sono tipici di quelle adduzioni dove si rende necessaria un interruzione temporale, in grado di creare un buco quantico e nel quale l’alieno può agire indisturbato. Comune a molti addotti è la visione, nelle paralisi apparenti o nei sogni, di serpenti viscidi dallo strano comportamento, di solito di colore marrone, spesso anche di draghi dalle fattezze possenti e dagli occhi rossi, sino ad arrivare alla visione indistinta di ombre o di aloni olografici in movimento.

Spesso nei ricordi più vividi è sovente rammentare un respiro pesante, profondo e rumoroso, accompagnato da sibili e grugniti.

Artefice sin dai primi tempi del vasto progetto di manipolazione genetica su vasta scala, è la razza che per prima arrivò sulla Terra, dopo averla abbandonata milioni di anni prima per motivi di sopravvivenza, nel quale attuò un iniziale piano di nuova conquista e ricerca insieme alla razza aliena degli Horus, a quel tempo all’interno dei vertici della “Gerarchia Superiore”.

Non è un caso che la figura del Serpente o del Drago, sia presente insieme a quella dell’Aquila o del Falco (ma anche del Leone o gli Uomini Pesce), in quanto erano le principali divinità presenti in quel periodo sul nostro pianeta e direttamente responsabili di quanto è stato realizzato.

Durante i vari millenni di permanenza sulla Terra sono cambiate molte cose, non soltanto il progetto di ibridazione umano-aliena per il controllo futuro delle Anime, ma anche la composizione gerarchica delle varie razze aliene. Un tempo potenti e temuti, persero ben presto potere per essere declassati anche da altre civiltà più recenti, ritenuti troppo collerici, voraci e pericolosi, fu necessario ridimensionare il loro potere, per meglio contenere la loro “fame”.

Inoltre, il grande errore imputato ai Sauri fu quello di aver concesso ai Luciferini di entrare all’interno dei contenitori umani, regalando, involontariamente, quello che comunemente nelle nostre religioni è meglio conosciuto come il “Frutto della Conoscenza”.

Il passaggio dei Luciferini, dal Sauroide all’Umano, dette una spinta a quest’ultimo in fatto di intelligenza, portandolo ben presto ad una maggiore consapevolezza di se, attuando, al tempo stesso, un forte parassitaggio condizionando il comportamento umano (vedi la religione, la politica, l’economia).

I Sauri, inoltre, non sono stati da meno in tutta questa operazione, intervenendo molto spesso di persona sulla Terra, portando e regalando importanti conoscenze all’Uomo. E’ molto probabile che questo sviluppo dell’Uomo, sia stato deciso per avere esseri viventi più “svegli e meno dormienti”, in grado di regalare molta più energia, rispetto ad un soggetto più spento o peggio ancora ridotto ad un automa.

Sia i Luciferini che i Sauri, hanno bisogno di grandi risorse energetiche per sopravvivere che solo gli umani sono in grado di dare, per questo sono stati tra i primi a creare i macchinari necessari per strappare le Anime dagli addotti ed immetterli per breve tempo all’interno dei loro corpi per auto-rigenerarsi.

La sua invadenza, non solo nelle gerarchie aliene è ovviamente opprimente, ma anche sulla civiltà umana, perché non a caso il Serpente nella nostra cultura è associato al diavolo e di quanto più malefico possa esistere.

In lui si ritrova uno dei tanti demoni che vogliono rapirci l’Anima, che vivono negli inferi, profusori di versi aberranti, affamati di potere ma anche della nostra carne, del nostro sangue, nonché della nostra energia animica.

Nelle ricostruzioni delle adduzioni, la parte mistico-religiosa di questo essere ha assunto componenti più scientifiche, facendo notare la sua vera natura, la tecnologia che dispone, le grandi capacità tattiche, ma anche una frustrazione latente dovuta ad un ridimensionamento del suo potere, che spesso l’ha portato in aperto contrasto e in lotta con le altre razze.

Infondo si considera padrone di questo mondo, perché qui è nato, ed aspetta un passo falso delle altre razze aliene per riscattare questo diritto.

E’ ovvio pensare che considera l’Uomo di sua esclusiva proprietà, prospettando per lui un futuro di schiavitù a livello sociale ed energetico.

Moderne teorie cospirazioniste
Alcune teorie della cospirazione hanno sostenuto la presenza sulla Terra di stirpi di “rettiliani” di origine extraterrestre, in alcuni casi in grado di mutare la propria forma.

Secondo tali teorie sarebbero per esempio rettiliani gli alieni provenienti dalla costellazione del Drago, che sarebbero le “eminenze grigie”, i padroni nascosti degli alieni più famosi, i cosiddetti Grigi, provenienti dal sistema di Orione, Zeta Reticuli e Bellatrix.

Di extraterrestri rettiliani racconta Herbert Schirmer, che sostiene di essere stato rapito ad Ashland nel 1967 da esseri umanoidi, alti tra 1,4 e 1,8 m, rivestiti da una tuta aderente, con testa sottile e allungata e pelle grigio-bianca; la bocca sarebbe stata simile ad una fenditura e non si sarebbe mossa mentre parlavano e i loro occhi sarebbero stati inclinati. Sulle tute Schirmer avrebbe visto un emblema a forma di “serpente alato”.

Secondo sempre Schirmer tali esseri proverrebbero da un’altra galassia e sarebbero provvisti di basi sul nostro pianeta.

John Rhodes raccolse insieme le testimonianze dei presunti contatti tra esseri umani e rettiliani umanoidi, ha fondato nel 1997 un apposito centro di ricerca ed è apparso in televisione e alla radio per illustrare le sue scoperte e le presunte prove scientifiche di sostegno alle sue teorie.

Rhodes afferma che i rettiliani umanoidi discenderebbero dai dinosauri e sarebbero quindi un sottoprodotto dell’evoluzione terrestre. Rhodes per avvalorare le proprie tesi cita le teorie di Dale Russel degli anni ottanta, relative alla descrizione di quale sarebbe potuta essere l’evoluzione dei dinosauri in una specie intelligente. Secondo Rhodes l’attenzione umana sarebbe intenzionalmente spostata dai mondi sotterranei allo spazio profondo, proprio allo scopo di mantenere segreti gli argomenti riguardanti le dimore dei popoli sotterranei e le loro antiche civiltà.

Secondo David Icke, come pubblicato nel suo libro “The Biggest Secret: The Book That Will Change the World” (in italiano “Il più grande segreto: Il libro che cambierà il mondo”) gli umanoidi rettiliani sarebbero una forza occulta che manipolerebbe e controllerebbe l’umanità.

La razza sarebbe costituita da esseri alti 2,13 m e bevitori di sangue e proverrebbe dal sistema stellare Alpha Draconis.

Antropomorfi, prima parte QUI

Antropomorfi, seconda parte QUI

Tratto da: http://www.bibliotecapleyades.net/ 

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