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Il “Wipe Clean” di Hillary

Putin potrebbe distruggere Hillary Clinton … questo Ottobre (2016)  

22 Agosto 2016 dal Sito Web ElRobotPescador traduzione di Nicoletta Marino Versione originale in spagnolo 

Si intensifica sempre di più l’isterica guerra d’informazione sulle elezioni presidenziali degli Stati Uniti, oscurata dalla grande ombra di Putin e dei servizi segreti russi.

L’ultimo capitolo si è svolto quando la leader della Minoranza Democratica della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, Nancy Pelosi, ha detto che degli hackers russi che lavorano per il Governo del loro paese, avevano divulgato mail della candidata democratica per intaccare la sua popolarità (o meglio per affondarla definitamente).

La leader democratica, citando le fonti, ha dato riportato che molto probabilmente la divulgazione delle mail è avvenuta nel mese di ottobre, a pochi giorni dalla data delle elezioni presidenziali che si celebreranno il prossimo 8 novembre.

  Nancy Pelosi

I sospetti devono avere fondamento (perché nel Partito Democratico sanno perfettamente il contenuto presumibilmente polemico di queste mail) visto che la Pelosi e in varie pubblicazioni al servizio del Partito Democratico come Politico, si sono già affrettati ad asserire che i possibili documenti resi pubblici,

“sarebbero testi fabbricati dal Cremlino per dare più opportunità nelle presidenziali al rivale della Clinton: Donald Trump.”

I repubblicani dicono che i Democratici stanno cercando di distrarre il pubblico dalla questione più importante:

il contenuto delle infiltrazioni.

Dicono che i Democratici hanno già cercato di fare la stessa cosa con il primo lotto di 20.000 messaggi di posta elettronica del Comitato Nazionale Democratico (DNC) che è stato reso pubblico a luglio, che ha portato alla rinuncia della presidentessa Debbie Wasserman Schultz dopo aver aver dimostrato che alcuni membri del personale del DNC, avevano favorito la Clinton sul rivale principale, il senatore Bernie Sanders.

Funzionari dell’Intelligence (compreso il Direttore del NSA, Michael Rogers e il direttore dell’Intelligence Nazionale James Clapper), hanno sostenuto per molto tempo che una ampia manipolazione di dati è una possibilità inquietante e che potenzialmente sarà il prossimo fronte che sta germogliando, sia nel campo della ciber-delinquenza che nella guerra digitale.

Lo scorso mese, un gruppo bipartitico composto da 32 esperti di sicurezza nazionale del Gruppo di Sicurezza Nazionale dell’Istituto Aspen, hanno ravvisato uno specifico tipo di falsificazione, affermando che i presunti pirati informatici russi che avevano attaccato il DNC e il Comitato perla Campagna Democratica del Congresso, avrebbero potuto falsificare il contenuto degli archivi e che avrebbero rilasciato e presumibilmente avrebbero voluto vendere come documenti resi pubblici a coloro che avessero aggregato un qualsiasi tipo di informazione false per danneggiare Hillary Clinton.

La rivista americana Forbes afferma che se succedesse tutto ciò, sarebbe molto probabile che i documenti siano stati mail che la Clinton avrebbe cancellato prima di darli all’FBI e poi sono stati recuperati durante il tempo in cui gli hacker hanno avuto accesso ai server dell’account della Clinton.

È così che gli hacker sono divenuti gli unici possessori di queste mail visto che la Clinton ha fatto un “Wipe Clean”, cioè a fatto pulizia (il che rende impossibile recuperare archivi e posta elettronica eliminata) prima di dare i suoi server al Federal Bureaux of Investigations degli Stati Uniti (FBI).

Per questa ragione è possibile che in questo momento gli hacker posseggano mail e testi che nemmeno l’FBI o la Clinton posseggono.

Inoltre, tutto ciò permetterebbe agli hacker di falsificare quei documenti come meglio credono, aggiungendo “la salsa necessaria” come vogliono per demonizzare la Clinton senza che nessuno possa cambiare il contenuto, visto che l’unica maniera di dimostrare che quegli archivi pubblicati sia stati falsati sarebbe rendere pubblici altri presunti archivi originali che contraddicano quelle informazioni.

E questo è impossibile da realizzare…

La ragione? Accettiamo l’ipotesi che i ‘Russi’ manipolino i documenti, come già apparso sui media di informazione al servizio del Partito Democratico.

Chiunque abbia la pretesa di dimostrare che “i Russi” abbiano falsificato quei documenti resi pubblici, producendo gli archivi generali “non falsificati”, evidenzierebbe all’opinione pubblica quanto a sua volta pregiudicherebbe ancora di più la Clinton:

  •         L’FBI teoricamente non dispone di quei documenti originali e non falsificati, per cui non saprebbe come giustificare che all’improvviso li tira fuori.       
  •         Nessuna altra Agenzia Governativa, come la CIA, potrebbe tirar fuori quei presunti documenti, “non falsificati dai Russi” senza dover spiegare dove li ha presi, perché così facendo intensificherebbe l’ombra della vigilanza illegale di massa, in questo caso, sul Partito Democratico.        
  •         E soprattutto, i Democratici stessi e in particolare la Clinton, non potrebbero presentare quei documenti presunti originali, visto che così facendo incorrerebbero nel reato per aver nascosto prove non avendoli presentati all’inizio alla Giustizia e all’FBI.

Quindi tutto lascia presumere in una mossa da maestro di scacchi da parte di Vladimir Putin, sempre più vicino a uno scacco matto verso Hillary Clinton.

Alla Clinton rimane solo l’opzione di denunciare a priori che saranno resi pubblici solo documenti falsificati per dare la vittoria a Trump, “l’agente di Putin”, però senza nessuna possibilità di poter dimostrare che quei documenti sono stati manipolati.

E se non bastasse sulla Clinton pesa il pericolo che quei documenti siano resi pubblici da una fonte dal “prestigio inattaccabile” quale è Wikileaks.

Che le possibilità per cui Hillary Clinton affondi prima di arrivare alle elezioni dovrebbe essere una buona notizia per il mondo… ma non lo è più quando vediamo che l’alternativa alla Clinton è Donald Trump… come minimo, possiamo concludere che il mondo non guadagna molto conil cambio.

COMMENTO: A tutto questo dobbiamo aggiungere le crescenti e apparentemente fondate voci sulla cattiva salute di Hillary Clinton.

E visto che in questo blog ci piace molto fare congetture sui possibili piani e cospirazioni, pensiamo ad una possibile manovra sporca della Clinton per vincere le elezioni:

    utilizzare i suoi mezzi di comunicazione che sono con lei per simulare che i sondaggi la danno per favorita (anche se non è vero) e poco prima delle elezioni realizzare un ‘false flag’ (operatività sotto falsa bandiera) contro se stessa…

Stiamo parlando di un tentativo di assassinio contro la Clinton, dove lei sarà ferita da un proiettile e dal quale guarirà “eroicamente” per “continuare a dirigere il paese con pugno duro.”

Non c’è maggior dimostrazione di forza che apparire,

    “determinata davanti alle camere dopo un vile tentativo di assassinio” (in Spagna si è già utilizzato una volta questo metodo).

Cosa c’è di meglio di un pazzo difensore di Trump, preferibilmente razzista, che cerca di assassinare una “donna innocente” presunta progressista e “amante delle minoranze” come Hillary Clinton?

È possibile che qualcuna delle menti malate che la consigliano stiano già pensando a questo; comunque la formula risulterebbe una delle più vantaggiose per lei.

Così facendo si potrebbero utilizzare gli entusiasmi demenziali di carattere razzista di Trump, sommate alle sue insinuazioni di “sparare alla Clinton” per incolparlo dell’attacco.

Inoltre, questo servirebbe come un chiaro esempio della necessità di compiere “un controllo sulle armi” negli Stati Uniti.

Questo farebbe sì che si collegasse la Clinton con personaggi storici di prestigio della storia americana come i Kennedy (John F. Kennedy e Robert Kennedy), Reagan o lo stesso Abraham Lincoln.

E tutto ciò aggiunto alla campagna che vincola Trump al “nemico russo” e al malvagio furfante Putin.

E in ultimo un vantaggio in più:

    Le possibili dimostrazioni del brutto stato di salute di Hyllary Clinton dovute dai suoi problemi di coagulo e che presumibilmente potrebbero essere sempre più visibili a momenti, sarebbero giustificate dall’attacco ricevuto.

E così ad un certo punto vedremo una Hillary Clinton debilitata, e i mezzi di comunicazione a lei favorevoli vendere così la situazione:

    “ancora soffre delle conseguenze del attacco fanatico avuto” e agli occhi dell’opinione pubblica passerebbe (come cercano di fare i suoi nemici) come una “debolezza che la rende incapace ad essere presidente” mentre sarebbe “la dimostrazione di una forza incrollabile di una donna che sfida il destino e le pallottole e si espone eroicamente agli attacchi”.

Da un paio di settimane iniziamo a temere questo pacchetto di argomentazioni e più concretamente da quando Trump insinuò che:

    “un difensore delle armi potrebbe fermare la Clinton” (come si può essere tanto idiota?),

…e dal momenti in cui iniziò la campagna repubblicana sulla salute di Hillary Clinton.

Insomma, il clan gemellato Clinton-Bush, è specialista in ‘false flags’…

Bibliografia

Fonte

Articolo correlato: “La Scelta” Tra psico e squilibrio 

“La Scelta” Tra psico e squilibrio

Muoiono in “Strane Circostanze”
varie persone scomode a Hillary
– Lei stessa può essere la prossima –
11 Agosto 2016
dal Sito Web ElRobotPescador
traduzione di Nicoletta Marino
Versione originale in spagnolo

L’informazione che riportiamo è veramente grave:  

sembra che tutti coloro che hanno la possibilità di danneggiare Hillary Clinton finiscono col morire in strane circostanze.  

Infatti, come spiegato dal Web ZeroHedge, possiamo chiamarla teoria della cospirazione, coincidenza o solo sfortuna, però ogni volta che una persona si trova in una posizione per rovinare Hillary Clinton, finisce col morire.  

Come aveva scritto Jim Hoft, del giornale GatewayPundit, il 3 luglio 2016 Shawn Lucas, un seguace del pre-candidato democratico Bernie Sanders, e il produttore Ricardo Villaba, presentarono una denuncia ai servizi della Convenzione Nazionale Democratica e la sua direttrice, Debbie Wasserman Schultz, dove si denunciava la campagna fraudolenta del proprio partito democratico per affondare Sanders e essere in favore della sua rivale Hillary Clinton, questo denunciato poi da documenti di Wikileaks.

Ebbene, Shawn Lucas fu trovato morto dalla moglie all’inizio di agosto, a terra nel bagno di casa sua. Questo è successo il 2 agosto e non si conoscono le circostanze della morte. 

Anche se è certo che Lucas fece solo da passamano per i documenti della denuncia, le morti in strane circostanze di tutte quelle persone che ” danneggiano o possono danneggiare Hillary Clinton” inizia a sembrare un’epidemia.  

Questa strana morte avviene poco dopo la venuta a mancare di un membro del Partito Democratico di 27 anni, Seth Conrad Rich, che fu assassinato per strada l’8 luglio in Washington DC, da una o diverse persone che non gli rubarono nulla di quello che indossava, lasciando anche la sua ventiquattrore, il suo orologio o il cellulare.

Poco dopo la sua morte, crebbero le voci sui social, secondo le quali Rich si sarebbe rivolto alla FBI la mattina del suo assassinio apparentemente con l’intenzione di parlare di agenti speciali che si occupavano di un “caso in corso” che comprendeva la possibile partecipazione della famiglia Clinton.

Ebbene tutti questi sospetti sull’assassinio di Rich hanno iniziato a prendere corpo nelle ultime ore attraverso Julian Assange…

ASSANGE INSINUA CHE RICH RESE PUBBLICHE LE MAIL CHE COMPROMETTEVANO HILLARY CLINTON

Le strane circostanze che circondano la morte del giovane impiegato democratico di 27 anni, a causa di diversi spari per la strada, vicino a casa sua Washington, hanno portato il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, a offrire una ricompensa di 20.000 dollari per informazioni che potessero portare a scoprire i colpevoli.  

 Fonte

La cosa più sorprendente però è il commento di Assange rilasciato ad una televisione olandese dove da ad intendere che Rich fu assassinato perché rese pubbliche le e-mails compromettenti del Partito Democratico e pertanto il suo assassinio ha un movente politico. 

Questo è un estratto dell’intervista di Assange rilasciata a Nieuwsurr:

Assange: coloro che filtrano le informazioni fanno grandi sforzi per ottenere il materiale e questo implica correre sempre gravi rischi.

C’era un ragazzo di 27 anni che lavorava per il Comitato Nazionale Democratico che fu ferito ad una spalla…e fu assassinato per ragioni sconosciute mentre camminava per la strada a Washington.

Intervistatore: ma questa fu solo una rapina, giusto?

Assange: No. Non c’è nessuna prova.

Intervistatore: Cosa sta suggerendo?

Assange: Voglio dire che le nostre fonti corrono dei rischi e che sono preoccupati nel vedere che succedono fatti come questi.

Intervistatore: allora mi sta dicendo che lui era una delle sue fonti?

Assange: Non facciamo commenti su quali sono le nostre fonti.

Intervistatore: Ma allora perché lo insinua?

Assange: Perché bisogna capire che le nostre fonti corrono dei gravi rischi, ed è perciò che vengono da noi così da consentir loro l’anonimato.

Intervistatore: Però colpisce abbastanza il fatto che suggerisca un assassinio…questo è quanto sta facendo ora.

Fonte

Ci troviamo di fronte a una accusa quindi estremamente grave, al momento solo un’insinuazione di Julian Assange, che di fatto, punta direttamente alla testa di Hillary Clinton.

Per capire meglio la stranezza della morte di Rich, teniamo presente che a Washington ci sono stati 77 omicidi solo nel 2016, eppure l’assassinio di Rich è stato l’unico della zona della capitale, il che vorrebbe dire che è una zona tranquilla. 

La Polizia di Washington è stata molto ermetica sulle ricerche per la morte di Rich e ha dichiarato che presumibilmente si era trattato di una rapina. 

Il padre stesso di Seth Rich, Joel Rich, ha scartato la teoria della rapina in una intervista rilasciata alla filiale locale della catena KMTV. 

“Se si tratta di una rapina, è andata male, perché mio figlio portava ancora addosso il suo orologio e i suoi soldi, aveva anche le sue carte di credito, il cellulare e quindi è stato uno sforzo inutile”. 

Però le stranissime morti di Lucas e Rich, non sono state le uniche avvenute ultimamente tra i personaggi scomodi per Hillary Clinton. 

In effetti solo in sei settimane ci sono stati cinque morti… 

1. Shawn Lucas, seguace di Sanders che consegnò i documenti relativi alla denuncia per frode contro la Convenzione Nazionale Democratica.

Shawn Lucas

2. Victor Thorn, investigatore indipendente specializzato nel rivelare affari sporchi della famiglia Clinton, si è sparato, apparentemente un suicidio.

Victor Thorn

3. Seth Conrad Rich, membro dello staff del Partito Democratico, di 27 anni, fu assassinato, presumibilmente, mentre andava a parlare con l’FBI su di un caso in cui erano possibilmente implicati i Clinton.

L’unica cosa chiara riguardo il suo assassinio è che non si è trattato di una rapina.

Seth Conrad Rich

4. John Ashe, funzionario dell’ONU che è morto incidentalmente schiacciando la sua gola da solo mentre faceva sollevamento pesi. Era stato convocato in giudizio per testimoniare contro i Clinton e il Partito Democratico.

Abbiamo Parlato del fatto nell’articolo Ex Funzionario dell’ONU Muore in Strane Circostanze poco prima di Testimoniare contro Hillary Clinton.

John Ashe

5. Mike Flynn, Editore di Big Government della Breitbart News.

L’ultimo articolo di Mike Flynn fu pubblicato il giorno della sua inaspettata morte, e si “Il denaro dei Clinton: Bill e Hillary hanno creato la loro fondazione Cina nel 2014″.

Mike Flynn

E’ una enorme coincidenza che tanta gente indigesta ai Clinton abbia la strana mania di morire in circostanze strane e in uno spazio di tempo così breve.

Anche il famoso attore James Woods, ha commentato su Twitter, che molto ha a che vedere con gli ultimi movimenti di Assange e che curiosamente ha fatto prima che lo stesso Assange offrisse una ricompensa sulla morte di Rich.

James Woods

Dopo il grande danno che Wikileaks ha fatto alla campagna di Hillary Clinton, l’attore si è domandato in pubblico che possibilità ci siano che Assange muoia all’improvviso nelle settimane a venire… evidentemente “in strane circostanze”.

fonte

 E ci sono molte persone che hanno già risposto a Woods dicendo che è molto possibile che Assange muoia prima delle elezioni di novembre. 

 

 

Anche se forse il tema gira contro Hillary Clinton e sarà sotto terra prima delle elezioni viste le voci crescenti sul suo pessimo stato di salute.

Così lo dice la RT:  

La salute di Hillary Clinton è stata oggetto di un’intensa discussione sui social nelle ultime ore specialmente dopo la pubblicazione di alcune foto dove si vede che la aiutano a salire le scale.  

Martin Shkreli, dirigente finanziario e farmaceutico conosciuto come l’impresario più odiato in USA, ha pubblicato su Twitter questa domenica che la candidata presidenziale del Partito Democratico Hillary Clinton soffre, secondo lui, del Morbo di Parkinson.  

“Ho controllato una serie di video e credo che Hillary Clinton presenta i primi sintomi del Morbo di Parkinson. Sembra che prenda L-vodopa (farmaco per il trattamento del Parkinson)”

Però la diagnosi di Morbo di Parkinson è poca cosa se la paragoniamo a altre informazioni sulla sua salute, come quelle che dà Jon Rappoport:

I principali mezzi di comunicazione stanno nascondendo il vero stato di salute di Hillary Clinton.

Certo è che Hillary Clinton ha sofferto di coaguli sanguigni pericolosi. E il trattamento per questo sono i diluenti per il sangue che si somministrano per ridurre la possibilità di un coagulo mortale.

Hillary prende il Coumadin, conosciuto anche come warfarina.

Letteralmente parlando si tratta di veleno per i topi. Questa sostanza uccide i topi perché produce emorragie interne.

Quindi il medico che prescrive e il paziente devono prestare molta attenzione alle dosi che somministrano. Secondo la dose prescritta si può provocare un’emorragia interna che minaccia la vita del paziente. E può succedere che si producano piccoli e fatali coaguli di sangue.

Pertanto Hillary è monitorata molto da vicino, diciamo settimanalmente. Eppure le prove non sono matematicamente sicure.

E visto che il Coumadin è altamente tossico, le conseguenze dovute al suo uso continuato sono danni epatici, soprattutto quando il farmaco si somministra per lungo tempo ed è il caso di Hillary Clinton.

Come si può vedere, la Clinton sta giocando alla roulette russa, dice Rappoport.

Realmente, a questi livelli, fa paura pensare a quanto può succedere nel mondo a partire da novembre quando i Nordamericani dovranno scegliere tra

  • una autentica psicopatica come Hillary Clinton
  • un egoista squilibrato come Donald Trump 

E’ fuor di dubbio che il mondo sarebbe molto migliore se i due scomparissero dalla faccia della Terra a sorpresa prima di novembre…

Bibliografia:

“L’unico problema è che gli anni ’60 sono passati…”

Il Moribondo Sogno della globalizzazione

 I Repubblicani impallidiscono al discorso nudo e crudo di Trump,
e i Democratici affermano che appartiene all’epoca degli anni ’60.

Una delle ragioni per cui questa tornata elettorale è tanto rumorosa e imprevedibile è che gli elettori sanno che questa transizione è necessaria, ma sembra che riesce a ottenere l’attenzione delle élite politiche.

Però nel contesto ampio della storia il Partito Democratico si trova in un cattivo stato, peggiore di quello in cui sono i Repubblicani, in declino anche perché cercano di far fronte alla politica odierna, sono rimasti attaccati al passato dove nessun partito politico può sopravvivere.

La differenza più grande trai due partiti è Donald Trump.

L’opinione comune proclama questa disastrosa differenza nel Partito Repubblicano, ma a lungo raggio, sarà molto più svantaggiosa per i Democratici.

Prendiamo in considerazione i grandi avvenimenti nazionali e mondiali del nostro tempo.

Uno è la disintegrazione della “globalizzazione” – l’idea che il libero scambio di denaro, beni, idee e popoli tra le frontiere nazionali avrebbe prodotto una grande nuova era di prosperità ed armonia.

Il Lexus di Tom Friedman vince e tutti vincono. L’albero di ulivo muore e a chi interessa? Siamo troppo ricchi e contenti per notarlo.

E’ evidente che l’era della globalizzazione ha devastato l’economia degli Stati Uniti – e altre economie in tutto il mondo. L’America industrializzata è stata affossata, si sono persi posti di lavoro senza rimpiazzare tutto questo con una economia post industriale sia in qualità che quantità. Un magra crescita economica durata anni ha lasciato la classe media che lottava frustrata e rabbiosa.

La globalizzazione sta morendo, per quanto riguarda la base politica degli Stati Uniti. L’unico politico che ha lanciato un messaggio basato sulla verità profonda era Donald Trump e ha obbligato i Repubblicani ad affrontarlo.

Come alla fine risponderanno a tutto questo continua ad essere una domanda aperta e scoppierà una guerra politica prima che sapremo la risposta.

 Però i Repubblicani adesso stanno lottando con lui in molti ambiti:

  • immigrazione
  • commercio
  • tasse
  • nazionalismo
  • NATO
  • Non i Democratici…

La sua risposta, su concessione di Bernie Sanders, è inserire negli Stati Uniti lo stile europeo del socialismo democratico – tasse da confisca sui nemici della società (produttori), iniziative di ridistribuzione, più potere alla classe influente.

E con Hillary Clinton in cima alla lista, non illudetevi – le élites finanziarie di New York ne usciranno pulite come è successo già negli ultimi otto anni.

Niente di tutto questo è la realtà vera e cioè che la globalizzazione ha dimostrato di essere un disastro.

Prendiamo adesso in considerazione l’immigrazione.

Da poco, i due partiti politici in genere erano a favore di una “soluzione integrale” il che significava essenzialmente amnistia per gli 11 milioni o più di illegali presenti nel paese.

In ultima analisi sarà necessario un compromesso in questo senso. Però a dire il vero, nessuna delle parti parlava seriamente della soluzione del problema dell’affluenza più grande.

L’immigrazione di massa legale o illegale aiuterebbe a risolvere l’imminente disastro della Previdenza Sociale da una parte e i Democratici hanno intravisto nell’immigrazione di massa una via per dominare il partito poiché i nuovi arrivati erano propensi a votare per i Democratici.

Opinione comune era che i Repubblicani potessero far fronte a questo fatto inevitabile solo abbracciando il punto di vista democratico, il che significava non essere più Repubblicano.

Però, con la globalizzazione morente, il nazionalismo torna a galla e il nazionalismo odia l’immigrazione massiva poiché una nazione senza frontiere non è realmente una nazione. Trump adesso ha rafforzato questa nuova coscienza del discorso repubblicano.

Ancora una volta non sappiamo il risultato finale, però almeno avremo a che fare apertamente con i Repubblicani.

La maggioranza dei Repubblicani non sono nazionalisti. Non lo sono stati da quando il partito è stato forgiato nuovamente tra le calde fiamme del Vietnam. Però afferrarsi alle politiche dell’immigrazione globale quando la globalizzazione sta morendo non è probabile che sia un potente punto di vista.

O considerare politica estera la post Guerra Fredda degli Stati Uniti. Un disastro come il paese sa bene. Però, nuovamente, prima del Signor Trump, nessuna delle parti potrebbe essere costretta a affrontare questa evidente verità.

Democratici come Hillary Clinton non hanno voluto rinunciare al proprio impulso wilsoniano di sentire che si utilizza bene la forza statunitense per tranquillizzare sulle ferite e sui danni dell’umanità in spazi lontani del globo (nuovamente la globalizzazione).

E i Repubblicani erano affascinati dall’idea neoconservatrice che gli Stati Uniti fossero i primi del globo mostrando i muscoli dappertutto (con un pochino di nazione wilsoniana che fa bene il percorso).

Nessuna delle due parti potrebbe accettare la realtà che la Guerra Fredda sia terminata e lo sforzo posteriore alla stessa per guidare il mondo come ai tempi della Guerra Fredda è fallito. Gli elettori però lo sapevano.

E’ quindi arrivato Trump e adesso tutti sanno che il paese si trova a fare i conto con tutto questo. Ancora una volta non sappiamo quale sarà il risultato finale, sappiamo però che succederà.

Considerate anche il ruolo e la funzione della NATO nel mondo dopo la Guerra Fredda.

Queste sono tutte le realtà che il paese deve affrontare e al momento si stanno confrontando solo con il Partito Repubblicano. E’ vero che molti cani sciolti repubblicani di alto livello hanno lottato contro queste realtà fondamentali, ma la cintura si accorcia anche per loro.

La maggior parte dei Democratici continuano ad ignorare volutamente queste realtà attaccati come sono alla morente era della globalizzazione. Nessuno rappresenta tutto questo in maniera più efferata di Hillary Clinton.

Jann Wenner del Rolling Stones ha recentemente scritto che lei era:

“Una degli studenti universitari degli anni ’60 che si dedicò alle cause del tempo appassionatamente e continua a farlo ancora adesso.”

L’unico problema è che gli anni ’60 sono passati…LINK

 di Robert W. Merry
25 Aprile 2016
dal Sito Web WashingtonTimes
traduzione di Nicoletta Marino
Versione originale in inglese
Versione in spagnolo

Robert W. Merry, da molto tempo giornalista
e direttore esecutivo a Washington,
è l’autore di libri sulla storia degli Stati Uniti e politica estera.

una “rispettabilità” fasulla contro l’anticristo

IL NAZISMO TECNOCRATICO, ANCHE IN AMERICA,  HA LE ORE CONTATE 

Le persone più avvezze, in ogni angolo dell’Occidente, hanno oramai colto come funzioni il “nazismo tecnocratico” oggi dominante. I membri dell’establishment, da Hillary Clinton a Rubio, da Hollande a Sarcozy, per finire a gente come Draghi, Merkel, Schaeuble e Schulz, fanno tutti parte dello stesso occulto circuito di potere – di fatto antiumano e sanguinario – complice e direttamente responsabile di tutti i morti causati dalle guerre infami dichiarate negli ultimi venti anni con la scusa del terrorismo islamico e dei tanti suicidi provocati volontariamente dalla ottusa applicazione di ricette macroeconomiche improntate all’applicazione strumentale dell’austerity.

Le condotte indegne di questa declinante classe dirigente globale, malvagia quanto quella guidata negli anni ’30 dal fuhrer Hitler, verranno precisamente e inconfutabilmente dipinte nel libro il “Nazismo tecnocratico” di prossima uscita. E’ incoraggiante sapere però come il popolo abbia oramai aperto gli occhi. Gli outsider crescono, nonostante il battage mediatico tenti di screditare e ridicolizzare di continuo tutti i candidati che non siano diretta emanazione del “nazismo tecnocratico”.

Questo fenomeno è palese non solo in Paesi piccoli e periferici come la Grecia e il Portogallo, ma anche all’interno di Paesi ricchi e forti dal punto di vista geopolitico come Francia e Stati Uniti d’America. Negli States in particolare la corsa per la conquista della presidenza sta diventando davvero entusiasmante. Trump e Sanders hanno monopolizzato l’attenzione popolare dettando l’agenda della priorità.

Temi come la disuguaglianza economica, la plutocrazia, il lavoro e la globalizzazione vengono ora affrontati in termini realistici, rendendo marginali le discussioni che orbitano intorno a “conquiste cosmetiche” prima sbandierate come chissà quale grande successo. A cosa è servito eleggere un presidente nero, considerato il numero di morti di colore causati dall’utilizzo allegro delle armi da parte della polizia a stelle e strisce sotto la presidenza Obama? Parimenti, a cosa servirebbe adesso eleggere il primo presidente donna, comunque destinata poi sicuramente a servire gli interessi dei pescicani di Wall Street?

I biglietti verdi non conoscono razza né sesso. Paradossalmente, poi, sono proprio le categorie più svantaggiate ad essere facile preda di una triste “sindrome di Stoccolma”. La corsa di Hillary Clinton – demoniaca figura al centro di tutte le peggiori nefandezze consumate negli ultimi tempi – sarebbe già arrivata al capolinea senza il sostegno della comunità afro-americana e di quella ispanica. Questa circostanza sfata un luogo comune.

Non sono le “categorie che soffrono” quelle che votano in favore di candidati “alternativi” rispetto agli schemi imposti del “nazismo tecnocratico”. Anzi, è vero il contrario. I candidati peggiori, seguendo l’esempio di Achille Lauro (armatore napoletano che regalava alla plebe una scarpa prima del voto e le seconda a urne chiuse), comprano il sostegno proprio dei più deboli.

Gli elettori liberi dal bisogno e quelli che intendono conservare ad ogni costo una libertà di azione, di pensiero e di giudizio rivolgono semmai il proprio sguardo verso Bernie Sanders o, al limite, verso Donald Trump. Già, Donald Trump. Quest’ultimo dipinto dalla stampa corrotta e controllata dai nazisti tecnocratici come una specie di anticristo, fumo negli occhi per tutti gli alti papaveri ammantati di una “rispettabilità” fasulla grazie alla prostituzione intellettuale di giornalisti e commentatori a contratto.

Quale colpa porta Trump? Quella di avere detto la verità sui falsi attentati dell’undici settembre? Quella di avere detto che la Merkel è una specie di idiota? Quelle di avere auspicato la fine delle ostilità con la Russia di Putin? Oppure va condannato perché si è dichiarato pronto ad ascoltare in Medio Oriente anche le ragioni dei palestinesi e non solo quelle dei potenti israeliani? Sono queste le colpe di Trump? Ebbene, amici cari, queste non sono colpe ma medaglie sul petto. Le colpe vere – imperdonabili agli occhi di Dio e degli uomini – gravano sulla testa del clan Bush, spregiudicato fino al punto da creare falsi mostri come Bin Laden e Al Baghdadi; e aleggiano pure su quelli come Obama e Clinton, che, pur sapendo, tacciono per pavidità, complicità o interesse.

Una nuova era sta per aprirsi, ma per chiudere definitivamente la vecchia l’oblio non basta. Una volta raggiunte le vette del potere, i rappresentanti del mondo nuovo organizzino una nuova Norimberga, in grado di chiudere i conti con un passato finalmente bollato per l’eternità con il marchio della più ignobile infamia. Solo sradicando in profondità il nazismo tecnocratico non correremo il rischio di vederlo subito riemergere sotto mentite spoglie.

Francesco Maria Toscano

Fonte link diretto: http://www.ilmoralista.it/2016/03/09/il-nazismo-tecnocratico-anche-in-america-ha-le-ore-contate/

Nota:
Interessanti commenti e riflessioni da leggere all’interno del “link diretto” originale postato sopra. 

L’albero genealogico degli Aristocratici

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Uno studio genealogico dimostra che Hillary Clinton e Donald Trump sono cugini alla lontana – discendenti da famiglie reali.

di John Vibes 25 Agosto 2015 dal Sito Web TheAntiMedia traduzione di Nicoletta Marino Versione originale in inglese Versione in spagnolo

Secondo lo studio, il loro 19° bisnonno era il re Edoardo III d’Inghilterra. L’albero genealogico dei due personaggi è composto da una lunga linea di aristocratici.

globalelite216_02_smallQuesto studio conferma che molte delle famiglie che dominano la politica e l’economia attuale, hanno vincoli di sangue che risalgono ai signori feudali del Medio Evo.

Per esempio, secondo i ricercatori di genealogia britannici di Burkes Peerage, la maggior parte dei presidenti della storia degli Stati Uniti provenivano da un gruppo selettivo con un lignaggio reale.

Senza andare molto lontano, nelle elezioni del 2004 George Bush e John Kerry, candidati alla presidenza, risultavano cugini lontani della Regina d’Inghilterra.

Appartenevano anche alla stessa società segreta presso l’Università di Yale: Skull and Bones.

globalelite217_02Altri studi recenti, hanno concluso che, ad eccezione di Martin Van Buren, tutti i Comandanti in Capo degli Stati Uniti, compreso l’attuale presidente Barack Obama, erano discendenti di un re inglese medievale.

globalelite217_03***

NOTA

Tutto ciò dimostrerebbe molte cose.

  • La prima è che nessuno arriva a governare un paese così grande come gli Stati Uniti, per caso o per meriti propri.
  • La seconda è che il dominio dell’aristocrazia e della nobiltà propri dell’antico regime, continuano ad esistere, in forma occulta agli occhi della gente. In fondo gli Stati Uniti continuano a essere dominati in una qualche forma dalla corona britannica.
  • E la terza è che i politici progressisti e quelli conservatori, in fondo in fondo sono la stessa cosa e servono gli stessi interessi.

E tutto questo, senza voler entrare in teorie da cospirazione che vedendo quanto sopra, hanno una base reale…

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Con il TPP Obama espande il moderno commercio degli schiavi 

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 di Kit Daniels 14 Dicembre 2015 dal Sito Web Infowars traduzione di Nicoletta Marino Versione originale in inglese Versione in spagnolo

Il Presidente sta invitando i paesi commercianti di schiavi a aderire all’accordo di commercio TPP

Non molto tempo dopo che la Casa Bianca aveva invitato la Tailandia a aderire all’Associazione Trans-Pacifica (TPP), la AP ha riportato che il paese aveva una mano d’opera composta da schiavi per inviare agli Stati Uniti i gamberetti.

Ed è poco probabile che la multimilionaria industria di schiavi di Tailandia impedirà loro di unirsi al TPP considerando che Obama ha previamente eliminato dal TTP una disposizione contro la schiavitù ed anche permesso che il Vietnam si unisca all’associazione nonostante il suo commercio di schivi fiorente.

“Per… 16 ore, il nr. 31 e sua moglie erano nella fabbrica di loro proprietà con le mani doloranti nell’acqua gelata” ha rivelato la AP.

“Strappavano gli intestini, le teste, le code e il guscio del gambero destinati ai mercati di oltremare e anche ai negozi alimentari e ai buffet di tutti gli Stati Uniti”

“Dopo aver venduto alla Grande Fabbrica Peeling, erano alla mercé dei loro capi tailandesi insieme ad un centinaio di altri emigranti birmani.”

Di recente nel mese di ottobre l’amministrazione Obama ha invitato la Tailandia a aderire a TPP “a braccia aperte.”

“Gli Stati Uniti avrebbero dato il benvenuto alla giunta del governo della Thailandia a braccia aperte con il desiderio di vedere il paese partecipe del patto commerciale dell’accordo Trans Pacifico con a capo gli Stati Uniti senza aspettare il ritorno di un governo democratico nel paese.” Così ha detto il nuovo ambasciatore statunitense in Thailandia secondo riportato dal Bangkok Post.

La Thailandia è stata sotto una dittatura militare con gravi restrizioni alla libertà di espressione dal 2014, e se questo non ha fermato la Casa Bianca dall’invitare il paese ad aderire al TPP, non lo farà nemmeno la schiavitù in Thailandia.

Ricordiamo che fu il Presidente Obama che silenziosamente ritirò dal TPP una disposizione contro la schiavitù in giugno, mentre attaccava pubblicamente la bandiera della Confederazione come un “simbolo della schiavitù.”

“La disposizione che proibisce che praticano la schiavitù di far parte di importanti accordi commerciali con gli Stati Uniti, fu scritta dal senatore Bob Menéndez (democratico del New Jersey),” informazione del Huffington Post di maggio.

“Di fronte all’insistenza della Casa Bianca, Menéndez accettò di modificare il suo linguaggio per dire che dal momento in cui un paese sta prendendo misure “concrete” per ridurre la tratta delle persone e il lavoro forzato, allora può entrare a far parte di un accordo commerciale.”

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