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Almanacco supplemento di giugno

ANOMALIE DELLA CORRENTE A GETTO
E CAOS METEOROLOGICO

Articolo Nogeoingegneria

Le anomalie climatiche potrebbero avere la loro spiegazione in un’anomalia della corrente a getto. Recenti studi hanno osservato che questa traiettoria è notevolmente cambiata.  

Un aspetto inquietante accompagna questi cambiamenti. E’ noto e documentato lo sforzo di scienziati e militari per impadronirsi del meteo e del clima.

La corrente a getto (“Jet Stream”) circola nella troposfera e sposta le masse d’aria calda o fredda da una parte all’altra del globo terrestre. E’ questo flusso, con le sue variazioni di direzione e intensità, che condiziona fortemente i mutamenti meteoclimatici in ogni angolo del pianeta. Continua QUI Articolo correlato QUI

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“NATO guerrafondaia”: Steinmeier si sveglia. Tardi.

 Articolo Maurizio Blondet  
 
Non è Mosca, ma la NATO che “provoca”. E’ la NATO ad essere “guerrafondaia a ”far tintinnare le sciabole”. L’ha detto (finalmente) il ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, il cui paese è membro centrale della NATO. L’ha detto al Bild am Sonntag. La sua è stata una critica esplicita alla gigantesca esercitazione NATO in corso in Polonia, con la partecipazione di 31 mila uomini di 16 eserciti (fra cui il germanico) il cui scenario consiste nel simulare di “respingere un’aggressione russa” dei paesi baltici e Polonia. Che la grande manovra sia diretta contro Mosca, s’è vantato il presidente polacco Andrzej Duda: “Lo scopo dell’esercitazione è chiaro; ci stiamo preparando per un’invasione”.
 
Proprio questa simulazione è provocatrice e guerrafondaia (warmongering, parola molto forte) da parte dell’Alleanza, ha (finalmente) replicato il tedesco. “Ciò che proprio non si deve fare è infiammare la situazione agitando le sciabole e col bellicismo. Chi crede che una simbolica parata di cingolati sul confine orientale dell’alleanza porti sicurezza, si sbaglia. Saremmo più sensati a non creare pretesti per rinfocolare un vecchio conflitto”. Continua QUI 
Articolo correlato in lingua inglese QUIQUI
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Lo stato non è la soluzione dei problemi. E’ la causa. 


Ma chi è che vorrebbe il disordine sociale? Gli anarchici? Così come dicono tendenziosamente i dizionari col marchio Siae? Ma riflettiamo! A che pro’? A chi giova davvero il disordine, il crimine, la violenza, cioè le cose orribili a cui assistiamo quotidianamente con lo stato, se non proprio allo stato, per farsi passare come deus ex machina? Senza poi parlare del fatto che lo stato stesso, in se stesso, è violenza! E’ esercizio della violenza espressa al suo massimo immaginato, e anche oltre ciò che una mente sana possa immaginare. 
 
Può mai esistere un male più atroce della guerra tra nazioni dove vengono ammazzati milioni di persone, bambini compresi, spesso pure usati come soldati? La guerra è legale, è roba di stato, è lo stato, al di là delle sue ‘belle parole’ stampate! Può mai esistere qualcosa di più abominevole dello sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo? E lo sfruttamento di ogni altra cosa che vive e che non vive? Ma come si può immaginare che l’anarchia sia il corrispettivo di disordine se viviamo quotidianamente con l’esempio più eclatante di disordine e violenza inaudita dovuta a una struttura sociale fondata sulla coercizione e un ordinamento giudiziario punitivo-ricattatorio? Eppure c’è gente che crede ancora che lo stato sia la soluzione dei problemi, e non la vera causa, e che l’anarchia porti al disordine, e non invece alla libera associazione tra individui eguali nei diritti che obbediscono soltanto alla loro umana coscienza, non più viziata, finalmente, dalla cultura attuale competitiva e disumana. 
 
L’errore è dovuto anche al fatto che non esiste in questa società statuale una buona diffusione del pensiero anarchico, lo stato cassa i filosofi anarchici, ancorché eminentissimi, semmai accusa sempre l’anarchia di disordine, per cui la gente pensa davvero, ancora oggi, come nei tempi remoti, che lo stato sia un padre benevolo che risolve tutti i problemi, mentre invece li crea, o per meglio dire, che li fa creare ai suoi stessi sostenitori, ingenui e ignari nel migliore dei casi.

Cloud’s Walden 

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Il magico potere delle parole e perché le parole governano il mondo  Written by Cristina Bassi 

“Senza conoscere la forza delle parole 
è impossibile conoscere di più” Confucio

Sentiamo parole e le pronunciamo ogni giorno semplicemente perché dipendiamo da loro per comunicare. Per questa ragione, le parole svolgono un ruolo molto importante per dare forma alle nostre credenze e alla nostra percezione della realtà.

Si stima che la persona media pronunci più di 7000 parole al giorno. Anche se le sentiamo e le pronunciamo ogni giorno, la più parte di noi non ha nessuna idea di quanto potenti esse siano

Quel che più parte della gente non sa sulle parole, è che hanno proprietà magiche e sono molto efficaci per ingannare la mente. Ciononostante le parole possono anche essere usate per dare potere la mente. In questo articolo dimostrerò come le parole vengono usate per ingannarvi e far si che voi rinunciate ai vostri diritti naturali e poteri spirituali, in favore dello Stato. Ogni volta che rinunciate ai vostri poteri spirituali ai vostri diritti naturali in favore di un ente governativo, state commettendo un peccato contro il Creatore Primo 

Continua QUI

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10 Curiosità che L’utente non può sapere su Computer e Internet 

Mentre la maggior parte di voi hanno familiarità con i computer e il World Wide Web, qui ci sono i 10 fatti più interessanti circa la tecnologia che veramente vi sorprenderà …

I 10 fattori interessanti di Internet:

1. Oltre 400 ore di contenuti viene caricato ogni minuto su YouTube, che è pari a 24.000 giorni di contenuti ogni minuto, pari a 65,7 anni. 

2. Nel 2015, il numero dei messaggi di posta elettronica inviati e ricevuti al giorno è pari a oltre 205 miliardi, il che significa che quasi 2,4 milioni di messaggi di posta elettronica sono stati inviati ogni secondo, e in un anno vengono inviate 74.000 miliardi e-mail.

 

4. Più di 317 milioni di nuovi pezzi di malware – virus informatici o altri software dannosi – sono stati rilasciati nel 2014, il che significa circa un milione di nuove minacce sono state rilasciate ogni singolo giorno

5. Oggi circa il 40% della popolazione mondiale ha una connessione a Internet; 20 anni fa, era inferiore all’1%.
6. Google utilizza energia sufficiente per alimentare continuamente 200.000 case, anche se 1,9 MW di pannelli solari producono oltre 3 milioni di kWh di energia pulita ogni anno al suo campus di Mountain View:
7. Alla fine del 2015, 8,1 miliardi di dispositivi – smartphone, tablet, personal computer, televisori, dispositivi TV-attached e dispositivi audio – connessi a Internet. Che viene calcolato a circa quattro dispositivi per famiglia.

 

8. La NASA ha irradiato una rete di successo Wi-Fi che può arrivare fino alla Luna.
9. Il primo nome dei dominio mai registrato era Symbolics.com, il 15 marzo 1985.
10. Scott Fahlman ha inventato la primo emoticon 🙂 – Nel 1982. (Leggi QUI l’articolo intero in lingua inglese)  LINK
Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da 

“La Ue sottrae carisma, e lo distrugge. E’ così che muoiono le democrazie.”

Euro-oligarchia: nel panico, ma incorreggibile

 
L’ultima prova di demenza (per ora) è la minaccia di Jens Stoltenberg, il segretario generale della NATO: anche attacchi di hackers nelle reti occidentali possono far scattare la clausola di difesa reciproca. Insomma tutti noi europei saremo obbligati a scendere in guerra contro la Russia, perché una rivista (Oilprice.com) ha scritto che, forse, Mosca è in possesso di tutte le email che Hillary Clinton ha memorizzato sul suo server privato, e potrebbe girarle a Wikileak: in queste mail – su cui Obama ha vietato all’FBI di procedere fino a dopo le elezioni residenziali – ci sono prove delle porcate che possono rovinare a campagna a Hillary, che è (come ha detto genialmente Donald Trump) una donna “croocked”, parola che significa “stortamente disonesta, tortuosa malandrina”.
Sono nel panico. Tanto che il partito democratico Usa ha accusato i servizi russi di aver violato i suoi server – ciò sarebbe stato appurato da una ditta specializzata, la This’ve – e questa volta il motivo del panico è: adesso i russi sono in possesso del dossier che i democratici hanno messo insieme su Donald Trump e le sue porcherie varie ed eventuali – e certamente l’hanno passato a Donald, che conoscendolo in anticipo lo può controbattere…è incredibile come la classe di potere americana veda giganteggiare Putin all’interno della campagna elettorale presidenziale: una presenza allucinatoria, un incubo-fantasma.

Non c’è male, per un paese di cui la Superpotenza si sforza ogni giorno di dimostrare l’insignificanza. Ma il tema è più generale. L’Impero assiste, e forse provoca, lo sgretolamento del suo principale vassallo – l’Unione Europea – e non riesce a pensare ad altro che ad aggredire il nemico che s’è creato da sé, in base a un progetto di conquista del mondo che si sta sfasciando..

In Europa, il fenomeno è ancora più accentuato, e sconfina nella patologia: gli inglesi stanno per votare la Brexit, probabilmente decretando la fine del progetto di un’Europa anti-nazionale, costruita alle spalle delle nazioni e della democrazia, da tecnocrati-congiurati; ma da Bruxelles e da Berlino non arriva una sola autocritica. Non la minima proposta di riforma, di apertura alle obiezioni, di ripensamento dell’agghiacciante inglobamento di una dozzina di paesi dell’Est, estranei alla mentalità comune. Solo il proposito di “dare all’Inghilterra una lezione durissima, facendole pagare cara l’uscita, nella speranza di dissuadere i cittadini europei dal cercare simili avventure”, secondo il corrispondente a Bruxelles di 24 Ore. E’ il bastone che hanno già usato per la Grecia, ed anche per l’Italia, dandoci governi decisi a Francoforte, Berlino e Bruxelles; sugli inglesi, quasi certamente questa minaccia che si sta decidendo in massa a “uscire”: sanno riconoscere una dittatura quando ne vedono una.

 
Parigi in insurrezione permanente  

La Francia è in stato insurrezionale, ma il Budino dell’Eliseo non si dà per inteso: esegue il programma sul lavoro da svalutare che gli è stato dettato dall’Europa, e non è in grado di capire che quel tempo è passato. Parimenti, tutti i politici europei, dopo aver demandato per cinquant’anni le scelte decisive a Bruxelles, o ancor peggio ai “mercati” –ossia all’economia predatoria – non hanno più la legittimità per dare ordini ai loro popoli.

Non hanno un piano B. Questa crisi potrebbe essere l’occasione per rifondare l’Europa, ma la Merkel con sul volto (secondo uno psichiatra tedesco) “ tutti i segni della depressione” non fa’ che ripetere le stesse minacce di una egemonia tedesca ormai messa in forse, come le impone il dettato di un impero americano in piena confusione allucinatoria. Già basterebbe, come disse Varoufakis ad Evans-Pritchard, che riconoscessero che “la UE di oggi è una casa deformata e mezzo-finita che nessuno ha voluto in questo modo”, sarebbe un segno di resipiscenza e onestà intellettuale. Niente, vogliono più Europa, più deformità.

Non ammettono di aver sbagliato 

E’ sintomatico il fatto che quando lorsignori e i loro media elencano i motivi per cui la Gran Bretagna deve restare in Europa, non sanno pensar ad altro che a motivi economici: se uscite ci perdete, crollerà il Pil, i mercati vi puniranno. Tanto si sono asserviti ai “mercati” (globali per giunta) da non aver più coscienza che la questione è politica, ed esige scelte politiche. Attenzione: non la politica ornamentale, arma di distrazione di massa, dei “diritti civili” ai gay, o la chiacchiera sulla Boschi, nei talk shows; la Politica con la P maiuscola. La cui irruzione terrorizza i tecnocrati e i loro caudatari.

Evans Pritchard, il giornalista del Telegraph che emerge ormai come la guida intellettuale del Brexit, ha già risposto alle obiezioni di tipo economico: “Chiunque creda che sarà facile alla Gran Bretagna svincolarsi dopo 43 anni di avviluppamento negli affari UE, è un ciarlatano o un sognatore”. Ma qui, gli inglesi devono scegliere “se vogliono vivere sotto un regime sovranazionale, governato da un Consiglio Europeo che noi non eleggiamo, e che il popolo britannico non può rimuovere, anche se persiste nell’errore”. Bisogna “restaurare in pieno l’autogoverno di questa nazione”; questa è una scelta “elementare”. Nessuna convenienza economica vale la libertà politica. E’ una frase che, ad un blogger italiano, ricorda quella con cui Churchill criticò il governo britannico che aveva accontentato Hitler a Monaco: “Dovevano scegliere tra la guerra o il disonore. Hanno scelto il disonore, e avranno la guerra”. 


Ambrose Evans-Pritchard

Noi possiamo a buon diritto parafrasare: abbiamo barattato la sovranità per il benessere economico; abbiamo ottenuto la servitù e la più grave recessione dagli anni ’30, milioni di disoccupati, una generazione perduta per il lavoro, la perdita di mercati internazionali che si è accaparrata Berlino, l’annullamento del 25% delle nostre industrie – proprio come in una guerra.

“Da sei anni nella crisi dell’eurozona, e non c’è ombra di unione fiscale: niente eurobonds, nessun fondo di riscatto hamiltoniano dei debiti, nessuna messa in comune del debito pubblico, e nessun trasferimento dei bilanci” dai paesi attivi ai passivi: tutte le cose normali e obbligatorie di una unione monetaria, a cui la Germania si oppone con pietrificata ostinazione. E’ questo che ha decretato la rovina dell’euro, moneta “comune” che comune non è, ma è il marco tedesco gestito come vogliono solo i tedeschi. Un colossale fallimento, anzi un crimine economico, dice Evans-Pritchard: ma “nessuno è mai stato chiamato a rispondere per gli errori di progettazione e arroganza dell’euro, o per la contrazione monetaria e fiscale che ha trasformato la recessione in depressione, e ha portato a livelli di disoccupazione giovanile in Europa, che nessuno avrebbe mai pensato possibile o tollerabile in una società civile moderna”. Non c’è stata alcuna commissione di verità e riconciliazione per il più grande crimine economico dei tempi moderni. Non sappiamo esattamente chi era responsabile perché il potere è stato esercitato attraverso un gioco oscuro delle élite a Berlino, Francoforte, Bruxelles e Parigi”.

E’ appunto qui che si vede che la mancanza di democrazia ha anche rovinato l’economia, ci ha dato “un altro decennio perduto…Il Progetto ha svuotato il sangue vitale delle istituzioni democratiche, ma non ha saputo sostituirle con nulla di legittimo o che si possa amare. La Ue sottrae carisma, e lo distrugge. E’ così che muoiono le democrazie. Sono lentamente dissanguate da ciò che le rende democratiche, da un processo graduale di degrado interno e crescente indifferenza”.

“C’è forse stata una vera valutazione di come leader democraticamente eletti in Grecia e Italia siano stati sbattuti fuori dal governo e rimpiazzati da tecnocrati UE, magari non con un colpo di stato in senso legale ma certo con metodi furfanteschi? Con quale autorità la Banca Centrale Europea ha scritto lettere segrete ai governanti di Spagna e Italia nel 2011 ordinando loro di cambiare le loro leggi su lavoro, la previdenza sociale, e la politica fiscale, puntando loro alla tempia la pistola dell’acquisto dei titoli pubblici?”. Avete capito: Evans-Pritchard sta difendendo noi; difendendo quella nostra sovranità che noi non abbiamo difeso, ben contenti che “l’Europa” ci liberasse dal Cav. Anche a costo dello spread al 400 per cento, creato apposta da Draghi, Merkel e Sarko, e di un paese stroncato da Mario Monti..

Che vergogna.

“La UE ha superato la linea fatale – continua il nostro – quando ha contrabbandato il Trattato di Lisbona, attraverso la congrega dei funzionari, dopo che il testo era già stato rigettato dagli elettori francesi e olandesi per referendum. Una cosa è far avanzare il progetto di nascosto col metodo Monnet; un’altra indire un plebiscito e poi infischiarsi dei risultati”. Ancora una volta, è un appello allo spirito civico di inglesi, di europei liberi, offeso e violato dalla “congrega”.

Chiudono la prigione e buttano la chiave

Quanto resti di questo spirito nel Regno Unito, è più che dubbio. Contrariamente agli strilli della propaganda, i bookmakers danno per certa la vittoria del “restare”. C’è chi si consola: anche in caso di sconfitta del Brexit, esso ha mostrato che la UE è mortale, che può finire se i suoi cittadini lo decidono per referendum. E’ un ottimismo perlomeno eccessivo: come abbiamo visto, durante tutta la campagna contro il Brexit, Bruxelles, Berlino, Francoforte, Parigi (e Roma) non hanno offerto la minima autocritica, riconosciuto alcun errore, proposto un briciolo di riforma.
Se vincono loro, non sarà consentito più alcun referendum a nessuno dei popoli. La UE, prigione dei popoli, chiuderà il portone e loro butteranno via la chiave.Evans-Pritchard l’ha previsto: “la mia esperienza concreta, e cinque anni a fare il lavoro a Bruxelles, mi dicono che lorsignori si impadronirebbero in trionfo della decisione britannica di restare, giudicandola un atto di sottomissione per paura. Intascherebbero il voto; a parte che troppo è già avvenuto, che non può essere perdonato”.

E c’è anche una conseguenza peggiore, se vince la viltà contro la dignità, se l’economia sulla Politica. Alcuni titoli:

“John Kerry: la pazienza Usa verso Russia e Siria sta finendo. Assad must go. “

“La NATO intima alla Russia di ritirare le truppe dall’Ucraina”.

“Truppe tedesche sono giunte il 14 giugno nel nord della Siria, e hanno preso posizione presso la città strategica di Manbij. L’esercito francese sta allestendo una base militare presso Kobani”.

Abbiamo scelto il disonore e avremo la guerra.

 http://www.maurizioblondet.it/euro-oligarchia-nel-panico-incorreggibile/

Il crepuscolo della politica

Nessuno affronta davvero la crisi, così gli elettori non votano

Fino a ieri, la maggioranza votava per il meno peggio. Oggi, in assenza di vere alternative ai gestori della crisi, l’elettore medio non se la sente più di rassegnarsi all’impossibilità di soluzioni: quasi un cittadino su due, infatti, preferisce restare a casa piuttosto che accordare ancora una volta – a candidati deludenti – la solita mezza fiducia, concessa con estrema riluttanza. E’ il dato forse più sostanziale che emerge dalla tornata amministrativa del 5 giugno 2016, tra l’atteso successo dei 5 Stelle a Roma, il pareggio Sala-Parisi a Milano, la riconferma di De Magistris a Napoli, l’erosione del consenso di Fassino a Torino. La partita è gigantesca e si chiama crisi. Il primo orizzonte a oscurarsi è quello nazionale, precariamente presidiato da Matteo Renzi, ma in realtà lo spettacolo va in onda in mondovisione tra l’Europa del Brexit, il martirio a rate della Grecia, la guerra in Siria, i profughi, la devastazione economica indotta dal regime di austerity varato dall’Unione Europea attraverso l’Eurozona e le sue politiche volutamente recessive, a partire dalla prescrizione suicida del pareggio di bilancio. 
 

Nessuno, tra i principali candidati italiani delle amministrative, ha declinato in modo chiaro, a livello locale, l’opprimente quadro sovranazionale, da cui dipende anche la sofferenza quotidiana dei Comuni, a prescindere dal colore politico dei suoi amministratori di turno. Si preferisce affidarsi a storie più comode da raccontare, operazioni-trasparenza contro piccole cupole di potere, l’orgoglio degli sfidanti, la freschezza dei più giovani, l’entusiasmo degli esordienti contro il cinismo dei reggenti di lungo corso. Nulla, comunque, che abbia un’attinenza diretta e frontale col nocciolo del problema: e cioè la revoca – storica – di sovranità democratica, che condanna anche gli enti locali a fare i conti col poco che resta, tagliando servizi e spremendo i contribuenti a suon di imposte. Era il tema attorno a cui il “Movimento Roosevelt” creato da Gioele Magaldi aveva provato a lanciare, per Roma, la candidatura rivoluzionaria di un economista prestigioso ed “eretico” come il keynesiano Nino Galloni. Tesi: impossibile governare una città col vincolo del 3% sulla spesa, impossibile investire sul futuro e sul benessere collettivo se prima non si respingono al mittente tutti i diktat dell’Ue che, a cascata, dal governo centrale ricadono sui Comuni.

Lo scenario post-elettorale resta dunque intermedio e transitorio, anche a prescindere dai ballottaggi: neppure dagli “spareggi”, infatti, potrà scaturire un’opzione alternativa di politica economica. In generale, si osserva un lento declino del gruppo oggi al potere – rappresentato dal Pd – che sconta le inevitabili difficoltà di un governo allineato a Bruxelles, cioè a Berlino. Nella capitale, a sparigliare le carte è ovviamente l’eredità del caso-Marino, in una città che comunque aveva vissuto una sostanziale alternanza, da Veltroni ad Alemanno – così come Milano, passata dalla Moratti a Pisapia. Torino resta un caso diverso, forse più interessante, perché dall’avvento del gruppo post-Pci, guidato da Castellani e poi Chiamparino, l’ex città Fiat era sempre rimasta compatta attorno alla sua compagine di potere, fino ad accettare un candidato come Fassino, proveniente dalla preistoria della Prima Repubblica. Anche oggi Fassino arriva primo, ma – questa la novità – dovrà affrontare i rischi del ballottaggio. Non che la sfidante grillina intavoli un’alternativa strutturale, naturalmente: ancora una volta, il sistema euro-catastrofico non è in discussione. In compenso, si sgretola il fronte dei supremi guardiani di quel sistema, la ex sinistra cooptata dai super-poteri europei per far digerire agli italiani la grande crisi in programma, la fine dei diritti sociali, la disoccupazione come nuova normalità. Quel sistema sta franando, e lo dimostra la vastissima diserzione delle urne. Ma nessuna vera alternativa è ancora in campo. 

NIENTE di BUONO

Famiglia, tradizioni e cristianità contro  il capitalismo e lo sfruttamento.  Scritto da MMJ

 

Tra poco arriva la Pasqua. È importante dirlo perché le feste come questa, o ad esempio il Natale, ci ricordano l’importanza della famiglia, delle tradizioni, della cristianità che difendono i veri valori e soprattutto sono un baluardo contro il capitalismo e lo sfruttamento.

Ricordatevelo e siatene fieri mentre regalate ovetti di cioccolata Nestlé, fatti con olio di palma e il regalino dentro (per cui NON si è disboscato, NON si ha contribuito all’estinzione di molte specie e alla diminuzione degli spazi degli aborigeni, il giochino dentro NON è stato prodotto in qualche fabbrica del terzo mondo, di certo NON da un lavoratore sfruttato e con materiali sostenibili).

…Mentre affettate l’agnellino (che è solo un animale, NON una vita, quindi va benone etichettarlo, trasportarlo, farlo a pezzi e usarlo a nostro piacere, e così fare per tutte le altre specie non umane, pagando altri perché lo facciano, in altri luoghi nascosti alla nostra vista).

…Mentre ringraziate Gesù, Dio e felici di avere la fortuna di essere tutti cristiani e quindi di condividere certi valori (perché è evidente che essere cristiani oggi NON permette che ci siano discrepanze di valori e anzi, è garanzia che siamo tutti d’accordo su tematiche importanti, d’altronde è una delle religioni più diffuse al mondo NON perché ha usato violenza e si è imposta con la politica e sterminando le altre religioni, ma perché è l’unica vera e, il suo credo, seppur implichi una sudditanza a un entità con cui bisogna per forza essere d’accordo qualsiasi cosa faccia e dica, senza mai metterla in dubbio, NON crea una base psicologica di adesione e sottomissione all’autorità e quindi ci mantiene liberi nel corpo e nell’anima).

…Il tutto mentre vi godete le poche ore libere con i vostri cari sperando che non diano di matto (perché il resto delle ore è portato via dal sistema di sfruttamento del lavoro che ovviamente NON è sostenuto e difeso dalla visione classista della società che dà l’istituzione della famiglia stessa, anzi, questa NON è per niente la base legale per la protezione del patrimonio di padre in figlio e NON replica al suo interno i crismi autoritaristici del sistema.) LINK 

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Sospeso da Goldman Sachs: ha fatto donazione a Trump 

di Maurizio Blondet 

Si chiama Luke Thorburn, ed è l’unico addetto del colosso bancario d’affari ad aver dato un contributo alla campagna del candidato: per 534,58 dollari. Si tenga conto che gli altri dipendenti di Goldman Sachs hanno fatto donazioni per oltre 199 mila dollari a Marco Rubio, 99 mila per Hillary Clinton (le contribuzioni alle campagne dei candidati devono essere pubblicamente dichiarate) . Siccome era l’unico, di lui ha parlato il New York Times: così la banca se n’è accorta, ed ha preso le misure.

Formalmente, la banca non l’ha punito per aver scelto Trump, ma per un altro motivo. Ha scoperto che Luke Thorburn ha con altri un sito, che si chiama “Make Christianity Great Again”, e si propone come un’organizzazione di cittadini che intende “portare Dio al centro delle nostre vite”. Il motto – che evoca quello di Trump, Make America Great Again, appare sui cappellini che l’organizzazione vende per 14.99 http://makechristianitygreatagain.com/ 

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Investimento milionario per la pubblicità dell’olio di palma su tv e giornali per frenare l’emorragia di consumatori che dicono no ai prodotti con l’olio tropicale.

Gli spot dell’olio di palma sulle reti televisive Rai e Mediaset sono iniziati il 28 febbraio 2016 e proseguiranno per tre settimane. Il budget rimane una notizia riservata ma deve ammontare a qualche milione di euro, visto che il programma prevede anche due settimane di inserzioni a tutta pagina sui giornali e altre tre settimane di banner in rete (vedi video sotto). Rispetto alla campagna realizzata nei mesi di settembre/ottobre 2015, promossa solo da Aidepi (Associazione delle industrie del dolce e della pasta Italiane che raggruppa le maggiori aziende italiane di prodotti da forno, gelati, snack, merendine), questa volta il promotore è la nuova associazione “Unione italiana (http://www.oliodipalmasostenibile.it/) per l’olio di palma sostenibile“.

Il numero di aziende sostenitrici e di gruppi industriali è aumentato a dismisura rispetto all’iniziativa dell’autunno. Nella lista troviamo: Ferrero, Unilever, Nestlé e Unigrà, Aidepi, Assitol (Associazione italiana dell’industria olearia che raggruppa le principali aziende del settore che producono olio extravergine di oliva, olio di semi e margarine), Associazioni Prodotti e Preparazioni alimentari aderenti ad Aiipa (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari). Si tratta di una santa alleanza che riunisce buona parte delle aziende alimentari che usano olio di palma. Questo elemento deve fare riflettere perché dimostra che gli alimenti contenenti l’olio tropicale sono migliaia e che l’invasione si è estesa a tutti i livelli. La stima di 12 grammi di palma al giorno presenti nel piatto degli italiani (dato fornito dalle stesse aziende) è inquietante. Per un ragazzo arrivare al limite non è difficile, bastano mangiare a colazione 5 biscotti tipo Molinetti Mulino Bianco Barilla (ognuno contiene circa 2.5 g di palma e 0,4 g di burro).
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IL FIGLIO DEL CAPITANO MERYLL, AL SECOLO PAOLO MIELI, CONTINUA LA SUA SOLITARIA BATTAGLIA CONTRO L’AVANZARE DEL “COMPLOTTISMO”

A pagina 42 del Corriere della Sera di oggi è pubblicato un lungo articolo di Paolo Mieli che, prendendo a pretesto l’uscita di un saggio di Vladimiro Satta, cerca maldestramente di “smontare” alcune ricostruzioni storiche proditoriamente definite “dietrologiche” proprio dal figlio del “capitano Meryll”.

La sortita di Mieli ha tutta l’aria di essere una “excusatio non petita”, essendo il nostro un noto tessitore di trame lavorate quasi sempre al riparo di occhi indiscreti. Quelli come Mieli, abituati da anni a manovrare masse rese idiote da una disinformazione scientifica, tremano all’idea che una nuova ondata di consapevolezza possa far crollare il vergognoso castello di menzogne costruito nel tempo da uomini “cerniera” fra mondo dei servizi e sistema mediatico. Fortunatamente, però, grazie all’esplosione di internet, molti cittadini hanno ora strumenti utili per demistificare e denunciare le manipolazioni interessate che il modello “mainstream”, per conto di una oligarchia finanziaria feroce, continuamente promuove. Continua a leggere QUI

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Ma i poveri sono bestie, come suggerisce Eugenio Scalfari? 

I tempi attuali hanno questo di particolare: dovremo viverli sino in fondo e berne la coppa sino alla feccia. Uno dei maestri residui del pensiero italiano (un altro, celebratissimo, è crepato recentemente), il nababbo Eugenio Scalfari, nei giorni scorsi se ne è uscito con tale argomentazione: i poveri soddisfano esclusivamente i loro istinti e voglie primari; non ne hanno di secondari: la ricerca di Dio, ad esempio; collezionare ceramiche Ming; leggere trattati di socialisti tedeschi dell’Ottocento; scrivere per il teatro; occuparsi di lirica et cetera. Il loro mondo (il mondo dei poveri) è chiuso, basico, animale. I poveri, ne consegue, dei bruti. Ovviamente Scalfari ha ragione. Tutta la mia famiglia, ad esempio, in particolar modo i miei ascendenti diretti (nonni materni e paterni), son lì a confermare le sue tesi. Aggiungo di più. I poveri, quelli veri, quelli che ben presto popoleranno la nazione, sono pure brutti, sporchi e cattivi.

Brutti poiché le privazioni imbruttiscono; e un lavoro non intellettuale (lavoro intellettuale: scrivere articoli da quattro soldi con l’aria condizionata, i piedi sul tavolo e le sfogliatelle alla propria destra, ad esempio) non regala tempo per curarsi la barba Villaggio in Fantozzi come un orticello (altro esempio). In quanto brutti i poveri attirano altri brutti: ne nascono, a meno di un terno secco cromosomico, figli brutti. I poveri sono sporchi, poi, perché quando si è brutti, con un lavoro di merda, e la mattina ci si sveglia con una donna laida, grassa e sboccata al fianco (è un esempio pure questo) si va in depressione, e, in depressione, come tutti sanno, non si ha mica voglia di farsi la doccia, profumarsi con essenze che nemmeno si è in grado di comprare o tagliarsi i baffi in maniera cool. Va da sè che un tizio che è brutto, con una moglie brutta, e figli brutti, senza una lira, con un lavoro merdoso e le ascelle che gli puzzano, si incattivisca ogni giorno che passa. Continua a leggere QUI

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A BRUXELLES E A FRANCOFORTE HANNO VOLUTO LA DISTRUZIONE DELL’ITALIA. CON LA COMPLICITÀ DEI NOSTRI POLITICI (di Giuseppe PALMA) 

Volete sapere la verità su cosa è accaduto esattamente in questi anni? Bene, allora Vi presento la mia prima opera narrativa, un racconto.

Chi è abituato a leggermi sa benissimo che scrivo saggi (e ne ho scritti davvero tantissimi), ma questa volta la verità Ve la racconterò con un’opera narrativa, in modo tale che tutti – ma proprio tutti – possano capire cosa è accaduto…

Le donne e gli uomini nati dalla fine degli anni Settanta in avanti sono stati lasciati soli: lo Stato italiano, tradendo la Costituzione e le intenzioni dei Padri Costituenti, ha sottoscritto – da Maastricht a Lisbona – Trattati capestro che hanno ridotto alla disperazione e alla fame almeno una generazione. E in tutto questo la fa da padrone uno strumento di morte e schiavitù, l’€uro, una moneta completamente sbagliata che impone la svalutazione del lavoro a vantaggio esclusivo del capitale internazionale e dei mercati finanziari. Continua a leggere QUI

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Italiani in libia

Non dobbiamo invadere la Libia

di stefano.dandrea

Non dobbiamo aggredire la Libia, sia con il “consenso” del governo di unità nazionale fantoccio, sia senza il consenso del fantomatico fantoccio.
Il terrorismo mediatico che paventa attacchi dell’IS è pura propaganda atlantista e guerrafondaia: vuole spingerci a compiere un atto che oltre ad essere contrario alla Costituzione è folle sotto il profilo della razionalità.

L’IS ha compiuto l’attentato contro la Francia perché quest’ultima lo aveva già bombardato e ha fatto saltare un aereo russo, perché la Russia aveva già bombardato l’IS. L’IS non ha nessun interesse a procurarsi da solo altri nemici, visto che già combatte, su vari fronti, numerose guerre da posizione isolata.

Se aggrediremo la Libia, l’IS diverrà uno dei paladini del “patriottismo libico” (sia pure nella cornice della ideologia “internazionalista” dell’IS), sentimento che si diffonderà nei cittadini libici e nelle tribù contro i membri del governo fantoccio che eventualmente darà il consenso all’aggressione o comunque contro le forze politiche che accetteranno di allearsi con gli invasori per tentare di ottenere il potere o briciole di potere.

Ovviamente, dopo che avremo invaso la Libia, l’IS compirà attentati in Italia. LINK 

Nin.Gish.Zid.Da

Putin: è iniziata …

Putin: è iniziata – Russia è in guerra con la NATO 

Secondo il rapporto, Putin ha detto ai suoi alti funzionari della difesa: “Ho ordinato [si] di agire in forma estremamente dura e devono essere immediatamente distrutti gli eventuali obiettivi che minacciano le forze russe o le nostre infrastrutture a terra.”

Ciò significa che la Russia potrebbe potenzialmente utilizzare le armi nucleari nei loro paesi contro la NATO-alleati e i loro arsenali in Siria, potenzialmente innescando uno scenario da terza guerra mondiale.

Il rapporto di Whatdoesitmean.com:

Difronte a queste ultime mosse di guerra della Federazione, in questo questo rapporto di battaglia siriana, viene spiegato e, dimostrato che aerei americani, francesi e britannici, distribuiti in questa zona di guerra sono caccia a reazione il cui scopo di combattimento è aria-aria, questi aerei a reazione da combattimento non sono stati approntati per colpire gli aggressori a terra per attaccare le forze terroristiche dello stato islamico, ma a minacciare i caccia-bombardieri russi che stanno attaccando sul terreno i loro obiettivi. Chi conosce la psicologia del Presidente Putin, sa che è sempre meglio colpire per primo, piuttosto che per secondo.

Questo rapporto continua dicendo che, la cosa ancora più preoccupante sono gli esperti del Mod, e che il regime di Obama, si starebbe anche preparando a scatenare una guerra totale nel Levante, combinando 20.000 soldati americani e la NATO, con 80.000 soldati arabi sunniti da parte delle nazioni di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, il Qatar e Giordania unendo anche le forze militari turche che hanno già invaso l’Iraq.

E’ in questo rapporto che sta sostenendo il presidente Obama all’interno del Congresso degli Stati Uniti per giustificare questa mossa di guerra totale, il ​​disegno di legge Kaine-Flake al Senato (il disegno di legge Rigell-Welch in casa) ha sostenitori bipartisan sia alla Camera che al Senato che abroga la precedente autorizzazione di guerra in Iraq e autorizza tre anni di conflitto, con la possibilità di ri-autorizzarla.

Oggi Il ministro della Difesa Sergey Shoigu segnala che 4.000 sortite di forze aerospaziali hanno distrutto più di 8.000 postazioni delle strutture dello Stato islamico terroristiche, anche se questi barbari continuano a detenere il 70% del territorio della Siria, tuttavia, puri numeri di forze militari non possono in alcun modo sconfiggerli-perché questa guerra non è solo contro gli uomini, ma contro una ideologia mentale-religiosa che li controlla.

Nello spiegare questa mentalità-religiosa, questo rapporto continua dicendo che, si deve rilevare che la rivista on-line di questi terroristi dello stato islamico è chiamato Dabiq e definisce la loro visione, e che questo titolo non è un caso in quanto è una città nel nord della Siria attualmente in loro possesso in cui, secondo la profezia islamica, “gli eserciti di Roma saranno sconfitti in massa per soddisfare gli eserciti dell’Islam”.

Commenti confidenziali su questa diffusa islamica mentalità-religiosa, fatta dal generale comandante delle Operazioni Speciali in Medio Oriente Michael K. Nagata, ha sottolineato ancora più concretamente che l’Occidente sta dicendo ai loro popoli di questa grave minaccia: “non abbiamo sconfitto l’idea, ma non l’abbiamo nemmeno compresa l’idea.”

Inoltre, sulla relazione dello Stato Islamico, va notata la cupa affermazione, che questi tipi di Califfati non possono esistere come movimenti sotterranei, perché l’autorità territoriale è un loro requisito. Anche togliendo loro il comando dal territorio, e tutti quei giuramenti di fedeltà, non sono più vincolanti per i regimi di Obama e i suoi alleati arabi sunniti, non garantirà quasi sicuramente la loro protezione e esistenza.

Quanto al motivo del perché il regime di Obama e i suoi alleati stiano sostenendo il mondo musulmano sunnita, dove vengono abbracciati i “valori di Hollywood”, per quanto riguarda l’aborto, l’adulterio e l’omosessualità, sarebbe come aspettarsi le teste mozzate nel più breve tempo possibile, così come se ci si convertisse al cristianesimo, questo rapporto continua dicendo che, va notato che alcuni in Occidente stanno cominciando a vedere il pericolo, in fin dei conti nelle nazioni in cui questi musulmani sunniti sono presenti in enormi

maggioranze, si ha la necessità di chiedere giustamente: dove sono gli ebrei? Dove sono andati tutti i cristiani?

Il rapporto continua: ci sono nazioni come il Giappone e Israele (per esempio) che non permettono l’immigrazione nei loro paesi da popoli di fede musulmana, si sono protetti dall’islamica distruzione a differenza degli Stati Uniti, dove l’imam americano molto influente all’interno dell’università. Il professore Yasir Qadhi, è stato descritto dal New York Times nel saggio del Magazine 2011 come “uno dei religiosi conservatori più influenti dell’Islam in America”, questo è quanto ha detto ai suoi seguaci: “i cristiani sono” per necessità e per definizione … il più cattivo di tutti i mali. Come tutti i “non credenti” e “politeisti,” i cristiani sono “sporchi”. Sono “najusa” (feci, urine) – “una sostanza impura molto sporca.”

Questa relazione si conclude: E’ con queste nazioni occidentali, come gli Stati Uniti, che si lasciano continuamente invadere da questi terroristi dello stato islamico e dei loro sostenitori, più attacchi contro di loro sarebbe auspicabile, soprattutto se visti alla luce di segnalazioni provenienti dalla Germania, dove oggi oltre 400 di questi terroristi sono presenti nel loro paese “pronti ad attaccare da un momento all’altro“, e le nuove segnalazioni provenienti dal Midwest Stato americano del Missouri dove sospetti terroristi islamici la scorsa settimana hanno acquistato oltre 150 telefoni cellulari, inoltre sono stati anche rubati serbatoi di propano.

Fonte Originale:

http://www.anonymousmags.com/putin-it-has-begun-russia-is-at-war-with-nato/

Traduzione e adattamento NinGish.Zid:da

Almanacco di dicembre 2015

Preparazione alla terza World War 

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UE: come si decidono le sanzioni alla Russia. Renzi non ostante. 

di Maurizio Blondet

Prima di tutto una correzione al troppo esultante titolo ““L’Italia blocca l’estensione delle sanzioni UE alla Russia”.

In realtà, l’Italia è uno dei cinque stati che al vertice di Antalya, a metà novembre, al margine del G20 e sui ordine degli Usa, ha votato il prolungamento delle sanzioni alla Russia – insieme a Germania e Francia e Spagna. Anzi, il prolungamento delle sanzioni era stato deciso già molti mesi prima in sedi riservatissime, nemmeno dai governi europei, se il 3 giugno 2015 il Financial Times poteva già profetizzare: “Importanti funzionari sono fiduciosi che l’intero pacchetto di sanzioni sarà esteso a gennaio 2016 (…) questa decisione sarà un colpo per Mosca, che contava su Francia, Italia e Spagna invocassero misure per almeno alleviare le sanzioni in qualche aspetto, come riflesso di una situazione più calma in Ucraina” (Donbass). Leggi QUI l’articolo.

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Nota di Vatic:  

Per molti di noi gli strumenti che vengono usati per la soppressione e lo spopolamento, non è una novità, è un fatto normale per questi psicopatici. Ma questo non dimostra chi, cosa, quando e dove. Quindi leggete e fatevi voi una riflessione. Credo che sia stato largamente dimostrato che le cellule tumorali siano contenute nella dispersione che avviene con la Geo-Ingegneria alias scie chimiche. Il cancro e i tumori è ora ad un tasso di livello più alto che mai. È solo una coincidenza o c’è una connessione? Leggi e decidi da solo.

INDAGINE: Tre giorni prima della morte del dottor Bradstreet trovato morto in un fiume, agenti del governo degli Stati Uniti, hanno fatto irruzione nella sua struttura di ricerca per prelevare documenti e materiali svolti alla sua ricerca del trattamento sul cancro, chiamato GcMAF. L’articolo che segue QUI è in lingua inglese.

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A condannare il mondo non sono le azioni dei cattivi, ma il silenzio dei buoni!

Di veritanwo

Mi capita spesso di trovarmi a parlare con persone che vivono totalmente immerse nel mondo patinato descritto dai mass media, che non riescono a comprendere le grandi menzogne e inganni globali, ad iniziare dal funzionamento del sistema monetario, gestito in quasi tutti i mondo da banchieri privati, che hanno indebitato praticamente tutte le nazioni, assumendo il controllo del mercato.

E’ una condizione che conosco molto bene, visto che fino ad alcuni anni fa, anche io ero in quel modo. Seguivo con attenzione il dibattito politico italiano, leggevo i quotidiani, seguivo i talk show e mi schieravo dalla parte dei vari commedianti. Continua a leggere QUI

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Pubblicità progresso

Grazie all’assiduo aiuto di amici e sostenitori nella battaglia per denunciare e fermare l’ingegneria del clima, è stato installato un altro cartellone che invita a prendere coscienza del problema, indicando il sito geoengineeringwatch.org come fonte per reperire tutte le informazioni utili. Quest’ultimo cartellone è in New Mexico, lungo la strada I-25, nel tratto tra Santa Fe ed Albuquerque. Continua a leggere QUI

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La Geo-ingegneria sta diventando un business globale, mentre i media tradizionali e i governi continuano a negare la verità Articolo in lingua inglese QUI

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Forze armate russe stanno dimostrando la loro prodezza come forza moderna in Siria 

Secondo l’analista Blake Franko, il dispiegamento di un limitato contingente russo in Siria nella sua guerra contro il Daesh, ha effettivamente preso due piccioni con una fava; la mossa dimostra l’impegno di Mosca a sostenere i suoi alleati siriani, e allo stesso tempo serve a dimostrare l’abilità dei soldati russi nei confronti dell’Occidente. Continua a leggere QUI l’articolo in lingua inglese.

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I segreti dell’antica Archeologia nascosta,  c’è forse qualcosa che non ci viene detto? 

Strutture megalitiche; Sculture e vari oggetti che semplicemente non abbiamo mai letto e/o sentito parlare, di segreti e conoscenze nascoste.

Non prendete per buona la mia parola, ma se avete dei dubbi fate la vostra ricerca e cercate di dare una risposta alle vostre domande. Tutto è a portata di un clic.

L’autore ci scrive dicendoci che non possiede la maggior parte di questi video, li ha solo combinati tutti insieme, aggiungendo il suono per un migliore intrattenimento. LINK

http://ningizhzidda.blogspot.it/

“a pochi secondi prima della mezzanotte”

Alla base dei veri sentimenti ci dovrebbe essere l’obiettivo di cercare il dialogo in tutti i rapporti possibili. Almeno questo non ci porterebbe alla guerra, quella guerra che ormai imperversa in ognuno di noi. La nostra guerra diventa inevitabile finché rimaniamo divisi con gli altri ma, sopratutto con noi stessi.

Il nostro modo di interagire con gli altri è offuscato da preoccupazioni meramente egoistiche, piuttosto che da risposte motivate e considerate. Una risposta motivata richiede comunque una pausa. Riflettere su cosa sta veramente succedendo e in quella pausa, riflettere e riordinare il nostro sé emozionale. Cogliere l’attimo e rallentare le cose che stanno accadendo. Guardarsi allo specchio è doveroso, mettersi nei panni dell’altra parte, parte che non è altro che noi riflessa.

Il novanta per cento delle volte, né l’accusatore né l’accusato, ha riflettuto nemmeno un momento su quello che è il suo stato emotivo. Sulla base di questi elementi i partecipanti (idealmente entrambi), non faranno mai un passo indietro per accedere a questo spazio riflessivo – questo territorio non partigiano – portandoli troppo spesso fuori controllo nell’eseguire le cose.

Una corsa sanguinosa che porta Tizio ad essere irrazionale verso Caio, portandolo a sua volta una disarmonia con un forte senso di sospetto. Questo sospetto, a sua volta, diventa terreno fecondo e fertile per le differenze apparentemente inconciliabili. Le differenze inconciliabili portano di fatto ad una guerra, “a pochi secondi prima della mezzanotte”.

Non bisogna andare molto lontano per cercare conferme che siamo sull’orlo di un grande conflitto mondiale. C’è una vastità di divisioni ingegnerizzate che si celano dietro questo stato di cose terribili. Nessuno di noi può facilmente affrontare questa situazione. Nonostante è visibile la follia che tutti i giorni si manifesta sulla scena mondiale, irritazione e nervosismo sono alla base di queste irragionevolmente provocate manifestazioni facendoci sentire in trappola.

Alla fine, tutti noi, inconsapevolmente/irragionevolmente, ci stiamo avviando verso la follia della guerra, se non saremo in grado di sciogliere quelle linee tossiche di divisione che ci separano profondamente, mettendo uomo contro uomo, paese contro paese, fede contro fede. L’empatia a cui ormai siamo devoti, ci ha messo davanti una realtà completamente illusoria, illusione che ci fa percepire una reale paura, non essendo altro che una falsità che si accumula come il grasso nelle pareti di una arteria, invece di dissolversi.

La divisione e il conflitto, è benzina che alimenta i falsi demoni predatori che usano lo spauracchio della guerra, paura che viene esercitata sui comuni mortali. Questi demoni, morirebbero di fame se togliessimo loro ciò che li alimenta, sarebbero definitivamente sconfitti e consegnati agli annali della storia.

In questo delicato momento di bellicismo assoluto fatto di provocazioni, dovremmo raddoppiare i nostri sforzi, tutti insieme, esternamente e interiormente per debellare definitivamente quello che sta nutrendo questo cancro del ‘dividi e impera’, non c’è un noi e un loro, ci siamo solo noi esseri umani. Ci sono delle forze immonde che sono disposte a terminare la vita sulla Terra, solo per il gusto del loro insaziabile ego.

La nostra realtà emotiva, non è estranea ed ermeticamente sigillata in una camera; alla fine, non ci sarà un noi e un loro, ci siamo solo noi.

Questo breve excursus è l’introduzione a due articoli molto significativi di quello che può essere la manipolazione della nostra emotività sui fatti mondiali del passato e su quelli che si stanno delineando all’orizzonte.

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Libia primo atto:

Libia: dieci cose su Gheddafi che non vogliono farti sapere

Siovhan Cleo Crombie per urbantimes

libia-rolando-segura-Che cosa pensi quando senti il nome del Colonnello Gheddafi? Un tiranno? Un dittatore? Un terrorista? Beh, un cittadino della Libia potrebbe anche non essere d’accordo, ma vogliamo che sia tu a decidere.

Per 41 anni, fino alla sua morte, nell’Ottobre del 2011, Muammar Gheddafi ha fatto delle cose davvero sorprendenti per il suo Paese e ha cercato ripetutamente di unire e rendere più forte il continente africano.

Così, nonostante ciò che puoi aver sentito per radio o visto attraverso i media o la televisione, Gheddafi ha fatto cose rilevanti, che poco si addicono all’immagine di quel “feroce dittatore” dipinto dai media occidentali.

Ecco dieci cose che Gheddafi ha fatto per la Libia che probabilmente non conosci…Continua a leggere QUI

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 Libia Secondo atto:

“L’IS è in Libia, minaccia l’Italia”. Tutto vero, lo dice l’US.

Di Maurizio Blondet

isis-ital-3La notizia-bomba l’ha data il Wal Street Journal (di Rupert Murdoch), quindi c’è da preoccuparsi davvero: “Lo Stato Islamico ha rafforzato la sua presa nella sua roccaforte di Sirte in Libia”. I guerriglieri del Califfo sono cresciuti “da 200 a circa 5 mila”, sono “volonterosi combattenti”, e lo hanno assicurato al giornale (di Murdoch) persone “dell’intelligence libica”. Anzi, il “capo dell’intelligence militare per la regione che include la Sirte. Il quale risponde al nome di Ismail Shoukry, e dichiara: “Loro hanno esplicitato le loro intenzioni. Vogliono portare la loro lotta a Roma”.


Ecco, ci siamo: l’ISIS minaccia direttamente Roma. Vedete com’è difficile la “lotta al terrorismo globale” o  “lotta globale al terrorismo” annunciata ed iniziata nel 2001 da Bush jr.: appena l’ISIS viene schiacciato in Siria, ecco che riappare in Libia. Con la nuova filiale, ampliata e rinnovata. Un miracolo. E’ come un fungo, l’ISIS. Sempre più vicino all’Italia. Anzi, di più, dice il giornale di Murdoch: l’ISIS in Libia “ha cercato reclute che abbiano le conoscenze tecniche per far funzionare i vicini impianti estrattivi petroliferi”.

Quindi succhiano il petrolio anche da lì, e lo vendono (a chi? Le navi di Bilal Erdogan arriveranno?); diventano autosufficienti finanziariamente, e possono procurarsi armi (americane) e addestratori (Cia) per attaccare l’Italia. Essi infatti vogliono conquistare l’Italia, centro della cristianità.

Non è che scherziamo sopra questa minaccia. No, è da prendere sul serio. Soprattutto perché lo Stato Islamico ha postato questo tipo di mappe sui suoi siti. (vedi mappa sopra). Continua a leggere QUI

http://ningizhzidda.blogspot.it/

Articolo correlato: Io Non Ci Credo