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I credenti del riscaldamento globale stanno dormendo

 

 Il riscaldamento globale sul ghiaccio

 di Mark Sircus 7 giugno 2018 dal sito DrSircus 

Che cosa meritano le cheerleaders del riscaldamento globale dopo aver sperperato le nostre immaginazioni collettive nella più stupenda menzogna della storia del mondo? 

Mentre le temperature del mondo precipitano, con l’intensificarsi dei cambiamenti climatici, l’umanità si trova di fronte a un folto gruppo di cospiratori che continuano a insistere su qualcosa che non è vero. 

Le notizie false sono all’ordine del giorno e da nessuna parte è più chiaramente dimostrato di quanto non sia nella storia del riscaldamento globale artificiale.  

I veri negazionisti del clima sono quelli che negano la verità del cambiamento climatico, che è la verità di Madre Natura, non una sorta di racconto fantasy politico sostenuto da scienziati che hanno venduto le loro anime al dollaro.  

Non ci può essere più alcun dubbio sul fatto che siamo di fronte a un pianeta che si raffredda, un pianeta che ha improvvisamente accorciato le stagioni di crescita, il che danneggerebbe drammaticamente il settore agricolo.  

E secondo l’ex direttore della CIA, abbiamo anche un raffreddamento globale artificiale, che sta assistendo i cicli solari naturali e le eruzioni vulcaniche in continuo aumento che sta anche guidando il raffreddamento.

Il livello di aggressione sull’immaginazione dell’intelligenza  

L’espressione negativa dell’aggressività a questo livello di consapevolezza è l’uso calcolato dell’immaginazione per asservire gli uomini.  

La guerra psicologica è un esempio, ma oltre a questo, è l’uso armato dell’immaginazione da parte degli uomini che sanno che ciò che le persone pensano di se stessi è ciò che diventano.  

Quindi, non ci può essere maggiore aggressività che manipolare e promuovere consapevolmente uomini e donne ignari nel vedere se stessi o il mondo come qualcosa che essi o non sono, in modo che possano essere sfruttati.

Potremmo anche riportare i Papi sin dal Medioevo e iniziare a credere, come fanno ancora alcune persone, che la terra è piatta…  

Incontro persone perfettamente ragionevoli che sono piuttosto scioccate quando parlo del raffreddamento globale.  

I “poteri che sono“, lo stato profondo in America, le élite globali e tutti i principali sbocchi mediatici del mondo hanno fatto un buon lavoro convincendo centinaia di milioni di persone sul riscaldamento globale “artificiale” e sulla natura malvagia della CO2, ma in realtà il biossido di carbonio è uno dei gas più necessari per la vita e la salute 

Ho detto alla gente di svegliarsi e iniziare a prestare attenzione al prossimo periodo freddo e iniziare a pensare e fare piani per affrontare ciò che è già iniziato. 

Lo faccio da dieci anni mentre la stampa urla “il ghiaccio si sta sciogliendo, il ghiaccio si sta sciogliendo” quando non lo è. I credenti del riscaldamento globale stanno dormendo, ma alcuni di noi devono svegliarsi e prestare attenzione a quello che sta succedendo.

Il governatore del Minnesota ha dovuto aprire gli occhi ed emettere un ordine esecutivo di emergenza a causa della tarda primavera, in cui gli agricoltori “si trovano ad affrontare una stagione di semina in ritardo e abbreviata”.  

Il 1 ° giugno 2018 è il primo giorno di un mese estivo e il suo congelamento a Mosca . Era la prima volta che scendeva sotto lo zero il 1 giugno.

Anche nel centro della capitale, la temperatura è scesa a 6,5 ​​° C rispetto al precedente record di 6,6 ° C, che era la notte più fredda dal 1948, e nei pressi dell’Università Statale di Mosca la temperatura è scesa a 5,5 ° C.

La temperatura più fredda degli ultimi 80 anni era presso la stazione TCAA, a 4,5 ° C, ma il luogo più freddo era nei sobborghi, dove il mercurio scendeva a -1,7 ° C.  

In Canada era più o meno la stessa cosa. Alcune persone che si svegliavano in alcune parti di Terranova hanno avuto una scossa invernale quando hanno guardato fuori dalla finestra e hanno visto il bianco.  

Le aree intorno a Gander e St. John’s hanno una leggera spolverata di neve quando le temperature sono scese a circa -1 ° C, con un vento gelido di circa -7 ° C. Alcuni lo hanno definito uno scherzo crudele sulla primavera

Lo chiamo il volto del raffreddamento globale.

“Ci stiamo immergendo ora in una profonda mini glaciazione”, dice l’astrofisico Piers Corbyn (sotto il video). “E non c’è via d’uscita …” 

Per i prossimi 20 anni diventerà in media più freddo e più freddo, dice Piers Corbyn.

“I livelli di anidride carbonica non hanno alcun impatto – ripeto, “qualsiasi” impatto – sul clima: la teoria della CO 2 è sbagliata sin dall’inizio. 

Il fatto è che il sole regola la temperatura del mare, e la temperatura del mare governa il clima. Il messaggio fondamentale è che il sole sta controllando il clima, principalmente via mare.”

I dati della NASA mostrano che le temperature globali sono diminuite drasticamente negli ultimi due anni. 

Questo rende la NASA un ‘negatore’ del riscaldamento globale? 

Aaron Brown guardò i dati ufficiali della temperatura della NASA e notò qualcosa di sorprendente. 

Da febbraio 2016 a febbraio 2018,

“Le temperature medie globali sono scese di 0,56 gradi Celsius.”

Questo, osserva, è il più grande calo di due anni nel secolo scorso.

“Il Big Chill 2016-2018”, scrive, “era composto da due Little Chills, il più grande calo di cinque mesi di sempre (da febbraio a giugno 2016) e il quarto più grande (da febbraio a giugno 2017) Un evento simile da febbraio a giugno 2018 porterebbe temperature medie globali inferiori alla media degli anni ’80.”

Il forte calo delle temperature alla fine di maggio fa riferimento a uno degli inverni più rigidi della Nuova Zelanda negli ultimi anni, secondo un meteorologo MetService. 

Nel frattempo, in Canada, lo scorso inverno ha consegnato “perdite insostenibili” agli apicoltori dell’Ontario. 

Cattive notizie non solo per gli apicoltori, ma anche per i coltivatori di ortaggi e frutta che dipendono dalle api per l’impollinazione. Un’indagine su quasi 900 apicoltori dell’Ontario ha indicato che il 70% ha subito perdite insostenibili. 

Più del 40% ha dichiarato che il recente lungo inverno freddo che si è esteso alla primavera è stato il motivo principale delle pesanti perdite delle colonie. Vediamo anche che in Quebec la produzione di sciroppo d’acero è crollata dopo primavera insolitamente fredda

In Irlanda sembrano essere circa 3 settimane indietro nella stagione

“Il mio vicino non è stato in grado di arare perché è stato troppo bagnato e il primo taglio di insilato che avrebbe dovuto accadere ormai non è perché non c’è stata abbastanza crescita nell’erba. 

Sembra dubbio che quest’anno ci sarà un secondo taglio, se ci sarà un primo taglio, il che significa che il prossimo inverno l’Irlanda potrebbe avere una crisi alimentare ancora peggiore rispetto a quella dello scorso inverno. 

Abbiamo colpito solo 20 gradi C (68ºF) due volte quest’anno e siamo qui alla fine di maggio con alcuni alberi che stanno appena spuntando “. 

Una tempesta di “violenza senza precedenti” ha provocato una vasta distruzione nelle zone di Bordeaux e Cognac nella Francia occidentale domenica 27 maggio. 

La tempesta ha colpito la zona della Gironda, dove hanno origine molti dei vini rossi più famosi della Francia, e più a nord nelle regioni della Charente e della Charente-Maritime. 

“È uno shock, è stata una tempesta di violenza senza precedenti per 10 minuti”, ha detto domenica alla radio Franceinfo il capo dell’associazione di un viticoltore della zona di Cotes-de-Bourg, Didier Gontier. 

Alcuni viticoltori hanno perso il 100% del loro raccolto

La fine della scienza, la fine della verità, la fine dei “democratici” … 

Tutto questo sembra il periodo più caldo della storia recente? Ai fanatici del riscaldamento globale … 

Questa è una “storia politica”, quindi comprensibile; tuttavia stiamo parlando di clima e clima, non di politica. I politici e persino i Papi sono andati oltre la fine della fantasia. 

Basandosi su un credo che ignora l’influenza del sole sul clima, Al Gore, Obama e Hillary Clinton ne hanno fatto un veloce credo sul pubblico e se l’è cavata.

Tuttavia, ora sono presi in una trappola dalla quale non c’è via di fuga.

Bernie non diventerà mai presidente nel 2020 perché è un democratico e Trump probabilmente sarà un calzolaio perché è stato uno dei pochi politici al mondo ad alzarsi (almeno per metà) alla storia del riscaldamento globale “artificiale” …

Tutto ciò sta accadendo in tempo reale, ma è stato ovvio per gli osservatori più acuti: 

a chiunque capisca quanto sia fondamentale l’attività solare per il clima del nostro mondo.  

https://www.bibliotecapleyades.net/ 

®wld

una “pace educata” banalizzata e strumentalizzata

PEACEDU VS PSYOPS : quando la pace si fa con le parole 

Come fare formazione alla disinformazione…

Vorrei continuare il discorso iniziato nel mio precedente articolo (https://ermeteferraro.wordpress.com/2012/02/04/psy-ops-quando-la-guerra-si-fa-con-le-parole/ ), cercando da un lato di approfondire un aspetto della guerra da cui siamo bersagliati un po’ tutti e, dall’altro, di chiarire quali risposte costruttive e nonviolente può e deve opporre chi, invece, ha come obiettivo la pace.

Devo dire che questa storia delle PsyOps mi ha incuriosito parecchio, ragion per cui ho cercato di capirne qualcosa di più, utilizzando quella ‘rete’ che è uno dei principali strumenti non solo di persuasione occulta di tipo commerciale, ma anche di subdola guerra psicologica.

Da insegnante e da ricercatore/educatore per la pace, ad esempio, m’intriga non poco l’idea stessa di una “Scuola della NATO” (https://www.natoschool.nato.int/index.asp ), nella quale militari di ogni nazionalità possono usufruire di una “offerta formativa” per tutti i gusti… Come spiega la guida di questa nobile istituzione ‘alleata’ – la cui sede si trova ad Oberammergau – la NATO School “…fornisce corsi d’istruzione residenziali in cinque principali discipline: 1) Intelligence; 2) Sorveglianza, Acquisizione e Riconoscimento del Bersaglio (ISTAR); 3) Operazioni Congiunte; 4) Armi di distruzione di Massa (WMD); 5) Politica e Programmi NCO.”

Con una spesa piuttosto modica, è possibile essere ospiti per qualche settimana della discreta ed accogliente struttura della N.S.O., collocata in un ridente villaggio nelle Alpi bavaresi, per approfondire e specializzare le proprie conoscenze, mediante “educazione ed addestramento individuale a sostegno delle operazioni correnti ed in via di sviluppo, della strategia, della politica, dottrina e procedure della NATO”. Devo ammetterlo. La sola idea di un giovane ufficiale turco, inglese o italiano che – da solo o magari anche in compagnia di moglie e figli – se ne vada in trasferta in questa graziosa cittadina della Baviera per svolgervi qualcosa tra un “ritiro spirituale” ed un “training” aziendale, alternando passeggiate nei boschi con dotti seminari sulle armi di distruzione di massa, mi provoca una certa nausea … Innegabilmente, la NATO School ha un piglio molto professionale. 

Facciamo conto che a voi o ai vostri superiori interessi approfondire, metti caso, proprio le PsyOps. Basta consultare la “guida dello studente” sul suo sito per avere tutte le informazioni in proposito. Si viene a sapere, infatti, che per due volte all’anno si tiene il corso denominato “P3-08: Nato Operations Planners’ PsyOps”, la cui durata è di 2 settimane e che è rivolto ad un minimo di 25 ed un massimo di 60 persone, selezionate fra ufficiali e civili ‘equivalenti’.

Ovviamente ai potenziali corsisti sono richiesti precisi “pre-requisiti’ (conoscenza di ottimo livello della lingua inglese, formazione di base sulle tecniche di psy-ops, conoscenza delle direttive NATO, etc.), ma si garantisce il conseguimento di qualificati obiettivi formativi. Fra questi, il “possesso di una sufficiente comprensione della psicologia e della sociologia di base, per essere capaci di adottare questa conoscenza nella pianificazione a livello operativo allo scopo di cambiare atteggiamento o comportamento di un determinato pubblico”. 

Si persegue anche la finalità di: “possedere una migliore conoscenza della misurazione e valutazione del successo…delle attività psicologiche volte ad influenzare atteggiamento o comportamento di un determinato pubblico”. Fra gli altri obiettivi del Corso in questione c’è anche quello di “comprendere organizzazione, integrazione, mancanze, opportunità e requisiti delle PsyOps, a partire da operazioni reali selezionate.” Insomma, bastano due settimane di “full immersion” nello studio dei tanti casi precedenti di guerra psicologica per conseguire una competenza non solo nella loro realizzazione, ma anche nella valutazione del loro impatto e nella correzione degli eventuali ‘punti deboli’.

L’esperienza di uno “psico-guerriero”

Il linguaggio utilizzato è volutamente anodino e lascia intendere che si tratta d’un insegnamento come gli altri, sebbene non riguardi affatto di tecniche e metodologie valutative per l’insegnamento oppure per un trattamento psicologico, bensì quelle utilizzate dai militari per manipolare conoscenze, idee e comportamenti di migliaia di persone. 

Che si tratti di “armi di disinformazione di massa” risulta più evidente se, navigando in Internet, si finisce nel sito un po’ esaltato di un ‘veterano’ delle PsyOps , il maggiore a riposo Ed Rouse, dell’U.S. Army. Questo baffuto ufficiale – che si fa chiamare simpaticamente “Psywarrior” (Psicoguerriero) – chiarisce nelle sue note biografiche di parlare con perfetta cognizione di causa (20 anni d’onorata carriera militare, parecchi dei quali all’interno di quei reparti speciali che si occupano, appunto, di Psy-Ops) ma, con la stessa semplicità, c’informa che sua moglie Sheila è un’avida collezionista di orsacchiotti (teddy bear) e che entrambi si dilettano a fare acquisti nei “mercati delle pulci”… 
 
Questo “Rambo” della guerra psicologica, ormai in pantofole, presenta però in modo molto meno bonario e casalingo l’attività di cui si è occupato a lungo. Sulla homepage del suo sito web (www.psywarrior.com ), ci spiega infatti che nell’arte della guerra (warfare) ci sono essenzialmente due forze: quella fisica e quella morale, che richiedono due distinti approcci. Quello che il mag. Rouse chiama un po’ eufemisticamente “morale” viene considerato “indiretto” ed è sintetizzato dall’anonima citazione che apre la pagina: “Cattura le loro menti e i cuori e le anime seguiranno”
 
Ebbene, quando il nostro Psicoguerriero usa il termine “catturare” non lo fa, ovviamente, nel senso in cui potrebbe usarlo un missionario e neppure come lo farebbe un pubblicitario professionista. E’ lui stesso a darne dimostrazione, squadernando una lunga storia di ciò che è stato nel corso dei secoli la guerra psicologica, da Alessandro Magno all’operazione “Desert Storm”, da Gengis Khan alla guerra nel Vietnam. Soprattutto, il mag. Rouse ci tiene a chiarire il senso di queste operazioni, che così definisce: “…si tratta semplicemente d’imparare tutto sul vostro nemico-bersaglio, quello che credono, ciò che gli piace o non gli piace, i loro punti di forza e di debolezza e vulnerabilità. 
 

Una volta che avete conosciuto ciò che motiva il vostro bersaglio, siete pronti ad iniziare le operazioni psicologiche. […] Una campagna di guerra psicologica è una guerra della mente. Le vostre principali armi sono la vista e il suono….”. La pagina dei “links” che accompagna questa specie di storia della “Psycological Warfare” risulta ancor più istruttiva. Basta, infatti, navigare tra i tanti collegamenti informatici – dal sito del Comando Centrale ( http://www.soc.mil/ ) alle pagine dedicate all’uso dei volantini oppure del Web nella psico-guerra – per farsi un’idea di quanto avesse ragione George Orwell, il profeta dell’attuale, pervasivo, “Big Brother” nel prefigurare una civiltà narcotizzata ed omologata dal potere dominante.

Controinformar e organizzar…

Sì, è vero che oggi non le chiamano più “Psycological Operations”, preferendo ricorrere alla più inoffensiva denominazione di “Information Operations”. Si tratta però d’un caso evidente della orwelliana Neolingua, in quanto si rimuove l’insidiosità del richiamo alla “psiche” per limitarsi a parlare di generica “informazione”. 

Ma è lecito domandarsi che razza d’informazione sarebbe quella il cui proposito – secondo il Mag. Rouse – è così riassunto: “…demoralizzare il nemico, causando dissenso ed agitazione nelle sue fila, mentre allo stesso tempo si convince la popolazione locale ad appoggiare le truppe americane. 
 
Le PsyOps forniscono ai comandanti tattici sul campo anche una continua analisi degli atteggiamenti e comportamenti delle forze nemiche, cosicché possano sviluppare, produrre ed impiegare la propaganda in modo da aver successo…”. Si tratti delle immagini volutamente distorte diffuse negli anni ’60 sul Vietnam oppure dell’ultima campagna propagandistica per giustificare un intervento armato in Siria, le subdole “armi di disinformazione di massa” sono sempre le stesse, ma perfezionate e potenziate dalle moderne tecniche massmediatiche.
 
Demistificarle non è certo semplice e richiede una grande e continua attenzione da parte di chi vorrebbe fare contro-informazione, ma è ovviamente handicappato dalle scarse forze disponibili e dall’assenza di risorse finanziarie che possano minimamente contrapporsi a quelle che muovono le operazioni di guerra psicologica. Va detto però, onestamente, che nessuna propaganda o campagna mediatica potrebbe funzionare se non ci fossero moltissimi operatori dell’informazione disposti a farsi assoldare. 
 
Altrettanto onestamente, poi, va riconosciuto che, purtroppo, dagli anni ’70 ad oggi si è costruito ben poco in ambito della ricerca sulla pace e della formazione alla risoluzione nonviolenta dei conflitti. I “peace studies” e la stessa educazione alla pace sono stati troppo spesso ridotti ad ambiti di ricerca e formazione puramente accademica. 
 
Viceversa, la rete delle organizzazioni pacifiste e nonviolente si è oggettivamente indebolita ed ha perso il suo carattere internazionalista e globale, pur partendo da azioni locali e specifiche. La stessa idea di “alternativa nonviolenta” si è a poco a poco sbiadita, confinando Gandhi, Luther King – ma anche il nostro Capitini – nella soffitta un po’ polverosa degli eventi celebrativi e delle tesi di laurea. Per quanto mi riguarda, mi sono occupato sia dei rischi che corre in Italia una “peace education” banalizzata e strumentalizzata (E. Ferraro, Educazione o maleducazione alla pace?, Napoli 2008 – http://www.peacelink.it/pace/docs/2873.pdf ), sia della riscoperta della Nonviolenza (E. Ferraro, Nonviolenza qui e ora, Napoli 2010 – http://forummediterraneoforpeace.it.forumfree.it/?t=50946838, sia delle caratteristiche e delle potenzialità ancora poco valorizzato dell’ecopacifismo (E. Ferraro, Ecopacifismo: visione e missione, Napoli 2011 – http://www.vasonlus.it/per-la-stampa/gli-editoriali/968-ecopacifismo-libia
 
Ma il mio punto di partenza, all’inizio degli anni ‘80, era stato proprio quello della comunicazione nonviolenta e della formazione ad una lingua di pace. Il mio opuscolo (E. Ferraro, Grammatica di Pace – Otto Tesi per l’Educazione Linguistica Nonviolenta, Torino, Satyagraha,1984 – http://www.libreriauniversitaria.it/grammatica-pace-otto-tesi-educazione/libro/9788876900198 ) cercava, infatti, di proporre un percorso educativo che raggiungesse innanzitutto i giovani, per formarli ad un linguaggio che servisse a risolvere nonviolenta-mente i conflitti e non a coltivarli. 
 
Dopo una lunga stagione di disinteresse per la comunicazione pacifica e pacifista – fatta eccezione per alcune interessanti esperienze proprio negli USA con le opere sulla N.V.C. di Marshall Rosemberg (http://www.nonviolentcommunication.com/aboutnvc/aboutnvc.htm ), devo dire che, finalmente, qualcosa sembra muoversi anche nel nostro Paese. Proprio in questi giorni, infatti, ci si presentano almeno due occasioni di formazione in questa auspicabile direzione. 
 
La prima, organizzata dal Centro Studi Difesa Civile di Roma, è un “Corso di Comunicazione Costruttiva”, che si svolgerà alla Casa per la Pace di Impruneta (FI) dal 20 al 21 febbraio (http://www.pacedifesa.org/canale.asp?id=498 ). La seconda è un “training alla nonviolenza”, promosso dal Centro per la Nonviolenza nei Conflitti di Napoli (www.cenocon.it ), che affronterà in più incontri, da marzo a maggio, le relazioni interpersonali ed il metodo per renderle più empatiche e nonviolente. 
 

Il vero problema, allora, è quello di mettere insieme tante esperienze e percorsi e farli interagire, per organizzare una rete di controinformazione e comunicazione e per la trasformazione nonviolenta dei conflitti. E’ un obiettivo davvero ambizioso, ma proprio per questo penso che dobbiamo darci da fare, al più presto. Prima che il Grande Fratello ed i suoi accoliti del “Ministero della Verità” riescano davvero a convincerci tutti che, secondo la logica del “bispensiero”: ”WAR IS PEACE,” “FREEDOM IS SLAVERY,” “IGNORANCE IS STRENGTH”….. (“La guerra è pace”, “La libertà è schiavitù”, “L’ignoranza fa la forza”)

© 2012 Ermete Ferraro (www.ermeteferraro.wordpress.com )