Archivi tag: Guerra Fredda

Le lunghe mani del Gruppo Bilderberg

 

L’arrivo di Henry Kissinger e di Mike Pompeo al Montreux Palace per la 67^ riunione annuale del Gruppo Bilderberg.   

Le lunghe mani del Gruppo Bilderberg  

di Manlio Dinucci

Da anni si scrivono molte stupidaggini sul Gruppo Bilderberg, sebbene si possa ricostruirne un’immagine affidabile basandosi sulla documentazione disponibile. Molti ricercatori si sono dedicati all’impresa. Il Gruppo Bilderberg non è affatto un governo mondiale, bensì una rete d’influenza che CIA e MI6 hanno formato per sostenere la NATO. 

Tre italiani sono stati invitati quest’anno alla riunione del gruppo Bilderberg, svoltasi a Montreux in Svizzera dal 30 maggio al 2 giugno. Accanto a Lilli Gruber, la conduttrice televisiva de La7 ormai ospite fissa del Bildelberg, è stato invitato un altro giornalista: Stefano Feltri, vicedirettore del Fatto Quotidiano diretto da Marco Travaglio.

Il «terzo uomo» scelto dal Bildenberg è Matteo Renzi, senatore del Partito Democratico, già presidente del Consiglio.

Il gruppo Bilderberg, costituitosi nel 1954 formalmente per iniziativa di «eminenti cittadini» statunitensi ed europei, fu in realtà creato dalla Cia e dal servizio segreto britannico MI6 per sostenere la Nato contro l’Urss. Dopo la guerra fredda, ha mantenuto lo stesso ruolo a sostegno della strategia Usa/Nato [1].

Alle sue riunioni vengono invitati ogni anno, quasi esclusivamente da Europa occidentale e Stati uniti, circa 130 esponenti del mondo politico, economico e militare, dei grandi media e dei servizi segreti, che formalmente partecipano a titolo personale. Essi si riuniscono a porte chiuse, ogni anno in un paese diverso, in hotel di lusso blindati da ferrei sistemi militari di sicurezza.

Non è ammesso nessun giornalista od osservatore, né viene pubblicato alcun comunicato. I partecipanti sono vincolati alla regola del silenzio: non possono rivelare neppure l’identità dei relatori che hanno fornito loro determinate informazioni (alla faccia della declamata «trasparenza»).

Si sa solo che quest’anno hanno parlato soprattutto di Russia e Cina, di sistemi spaziali, di uno stabile ordine strategico, del futuro del capitalismo. Le presenze più autorevoli sono state, come al solito, quelle statunitensi: Henry Kissinger, «figura storica» del gruppo a fianco del banchiere David Rockfeller (fondatore del Bilderberg e della Trilateral, morto nel 2017); Mike Pompeo, già capo della Cia e attuale segretario di stato [2]; David Petraeus, generale già capo della Cia [3]; Jared Kushner, consigliere (nonché genero) del presidente Trump per il Medio Oriente e intimo amico del premier israeliano Netanyahu.

Al loro seguito Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, che ha ricevuto un secondo mandato per i suoi servigi agli Usa. Per quattro giorni, in incontri segreti multilaterali e bilaterali, questi e altri rappresentanti dei grandi poteri (aperti e occulti) dell’Occidente hanno rafforzato e allargato la rete di contatti che permette loro di influire sulle politiche governative e sugli orientamenti dell’opinione pubblica.

I risultati si vedono.

Sul Fatto Quotidiano Stefano Feltri difende a spada tratta il gruppo Bilderberg, spiegando che le sue riunioni si svolgono a porte chiuse «per creare un contesto di dibattito franco e aperto, proprio in quanto non istituzionale», e se la prende con «i tanti complottisti» che diffondono «leggende» sul gruppo Bilderberg e anche sulla Trilateral [4].

Non dice che, fra «i tanti complottisti», c’è il magistrato Ferdinando Imposimato, presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione (deceduto nel 2018), che riassumeva così il risultato delle indagini effettuate: «Il gruppo Bilderberg è uno dei responsabili della strategia della tensione e quindi anche delle stragi» a partire da quella di Piazza Fontana, di concerto con la Cia e i servizi segreti italiani, con Gladio e i gruppi neofascisti, con la P2 e le logge massoniche Usa nelle basi Nato [5].

In questo prestigioso club è stato ammesso ora anche Matteo Renzi. Escludendo che lo abbiano invitato per le sue doti di analista, resta l’ipotesi che i potenti del Bilderberg stiano preparando in modo occulto qualche altra operazione politica in Italia.

Ci scuserà Feltri se ci uniamo così ai «tanti complottisti». 

Si legga Il Gruppo Bilderberg, l’élite del potere mondiale, di Domenico Moro, Aliberti Editore, maggio 2014 (euro 14,50).logge

Abbiamo pubblicato la lista ufficiale dei partecipanti alla riunione 2019 del Gruppo Bilderberg, indicandone le funzioni: «Liste des partecipants àla réunion 2019 du Groupe de Bilderberg», Réseau Voltaire, 1er juin 2019.

L’annuncio di accadimenti politici inaspettati è una peculiarità del Gruppo Bilderberg. Per esempio, Emmanuel Macron, invitatovi nel 2014, annunciò la rottura con François Hollande e nel 2016 il sindaco di Le Havre, Édouard Philippe, comunicò di aver aderito alla formazione politica di Macron. Macron e Philippe divennero rispettivamente presidente della repubblica e primo ministro.  

Manlio Dinucci 

Fonte Il Manifesto (Italia) 

[1] “Quel che non sapete del Gruppo Bilderberg”, di Thierry Meyssan, traduzione di Alessandro Lattanzio, Komsomolskaïa Pravda (Russia), Rete Voltaire, 10 aprile 2011.

[2] Mike Pompeo non risulta sulla lista ufficiale. La sua presenza è stata rivelata dal quotidiano L’Écho: «Mike Pompeo est à la réunion du groupe Bilderberg», Nicolas Keszel, L’Écho, 1° giugno 2019.

[3] In quanto direttore della CIA, David Petraeus ha concepito la fornitura di armi a Daseh attraverso l’operazione Timber Sycamore. Oggi Petraeus continua il traffico come direttore del Global Institute del fondo d’investimento KKR. KKR è diretto da Henry Kravis, ospite immancabile del Gruppo Bilderberg, di cui la moglie è amministratrice. KKR è anche il principale finanziatore di Emmanuel Macron. «Miliardi di dollari in armi contro la Siria», di Thierry Meyssan, Rete Voltaire, 21 luglio 2017, traduzione di Matzu Yagi.

[4] “Sì, il gruppo Bilderberg mi ha invitato alla sua riunione. Vi spiego perché mi interessa partecipare”, Stefano Feltri, 28 Maggio 2019; «Stefano Feltri al Bilderberg, per me è un errore e le spiego perché», Angelo Cannatà, 1 Giugno 2019; «Dentro il Bilderberg: ecco di cosa si discute davvero», Stefano Feltri, 4 Giugno 2019, Il Fatto Quotidiano.

[5] “Terrorismo: il giudice Imposimato accusa il Bilderberg”, Traduzione Alessandro Lattanzio, Rete Voltaire, 1 febbraio 2013. 

L’articolo è su licenza Creative Commons

Potete riprodurre liberamente gli articoli del Réseau Voltaire a condizione di citare la fonte, di non modificarli e di non usarli a scopi di lucro (licenza CC BY-NC-ND). 

®wld

“zaRDoz”

L’articolo qui sotto esposto pubblicato da nogeoingegneria.com, ben si adatta ad un film di fantascienza degli anni 70, diretto da Johon Boorman il film è interpretato da Sean Connery. (breve video)

Il film si ambienta in un ipotetico anno 2293:

La civiltà è gravemente regredita su tutto il pianeta Terra, in balia di orde di Sterminatori che, incitati e armati da una misteriosa divinità chiamata Zardoz, trucidano senza pietà una moltitudine di disgraziati che vivono nel terrore. Zardoz è una contrazione di wiZARD of OZ, il Mago di Oz, personaggio della letteratura infantile che parla con voce contraffatta nascondendosi dietro una maschera.”

Una stretta comunità (“immortale”) vive sotto una cupola chiamata Vortex:

“Il Vortex è una comunità chiusa di “privilegiati” immortali, un ambiente paradisiaco che una barriera invisibile separa dal pianeta devastato e violento.” (Wikipedia)

(Immagine: R. Buckminster Fuller)

 VIVERE IN UNA BOLLA, È IL FUTURO?

In molti vedono in Fuller il padre del movimento per la sostenibilità abitativa. Nel 1960 Fuller progettò una cupola di due miglia di diametro per racchiudere il centro di Manhattan in un clima controllato. Calcolò che il suo costo sarebbe stato ammortizzato nel giro di dieci anni, semplicemente risparmiando sui costi di rimozione della neve. Il progetto si rivelò impraticabile, ma qualcuno pensa che oggi, con le nuove tecnologie, sarebbe possibile realizzare qualcosa di simile.

In risposta alla qualità dell’aria cattiva che colpisce molte città dei paesi in via di sviluppo come l’India e la Cina, lo studio di architettura internazionale Orproject propone ad esempio la costruzione di un parco all’interno della città come una sorta di mega serra con orto botanico. Si tratta del “Bubbles Biodiversity Parks” ed è stato recentemente premiato.

Mi chiedo però se creare un luogo dove rifugiarsi dall’inquinamento urbano sia la soluzione giusta.
Un progetto che non risolve le cause dell’inquinamento ma di certo fa riflettere molto sul futuro di alcune città. E Fuller è stato un precursore non soltanto di un concetto abitativo ma di una riflessione, quella sulla sostenibilità delle nostre città, che oggi è di grandissima attualità. ARTICOLO INTEGRALE

(Immagine: R. Buckminster Fuller)

Scrive Mario Giuliacci su questo progetto: No, non è fantascienza: più semplicemente è un ambizioso progetto degli anni ’60, poi mai realizzato. Nell’intento del suo progettista, R. Buckminster Fuller, la cupola (nell’immagine) avrebbe regolato le condizioni meteo e limitato le concentrazioni di inquinanti in un’ampia fetta di Manhattan compresa tra la 62-esima e la 22-esima. Se costruita, sarebbe stata alta circa un chilometro e mezzo e in superficie avrebbe avuto un diametro di circa 3 chilometri, avvolgendo così più o meno 9 chilometri quadrati di tessuto cittadino.

Più di recente una soluzione simile è stata ipotizzata per proteggere la città di Pechino dagli eccessivi picchi di smog: una società inglese, la Orproject, ha infatti studiato per la capitale cinese un sistema costituito da una serie di cupole di ETFE (particolare materiale plastico già utilizzato per la piscina olimpica di Pechino 2008) dotate di filtri a energia solare la cui funzione sarebbe proprio quella di ripulire l’aria all’interno delle cupole. FONTE

Fuller nacque il 12 luglio 1895.

Cupole geodetiche

Fuller è famoso principalmente per le sue cupole geodetiche, che sono parte anche delle moderne stazioni radar, di edifici civili e tensostrutture. La loro costruzione si basa sull’estensione di alcuni principi base dei solidi semplici, come il tetraedro, l’ottaedro e solidi con numero di facce maggiore che possono considerarsi approssimazione della sfera. Le strutture così concepite sono estremamente leggere e stabili. La cupola geodetica è stata brevettata nel 1954, ed è stata una parte fondamentale del processo creativo di Fuller teso all’esplorazione della natura per inventare nuove soluzioni di design.

Un nuovo stato allotropico del carbonio, quello dei (fullereni), e una particolare molecola di quell’allotropo (buckminsterfullerene) hanno ricevuto il suo nome. Tale stato ed il suo nome, è legato al fatto che il carbonio a livello molecolare assume in natura, nei fullereni, una struttura cava, sferica o cilindrica, del tutto analoga alle sue strutture.

In epoca di Guerra Fredda furono installate numerosissime cupole geodetiche di protezione alle grandi antenne Radar del “NORAD” in zone artiche; le cupole erano standardizzate al massimo per essere installate da personale non specializzato in zone impervie ed in condizioni atmosferiche estreme, in due o tre giorni.

Fuller documentò la sua vita ogni 15 minuti dal 1915 al 1983. Chiamò questi documenti “Dymaxion Chronofile”, come naturale cronologia della sua vita come “progetto”. Si ritiene che la sua sia la vita maggiormente documentata della storia. FONTE

Leggi anche: