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Vedere oltre i cieli geo-ingegnerizzati

 

Wow! Il Sistema Binario del Pianeta X / Nibiru colpirà la Terra nel 2018, Guarda al di là degli specchi e dalle lenti tecniche. Guarda i segni:

Spesso, gli umani preferiscono avere la risposta facile. La risposta soffice e bugiarda che non danneggerà la nostra illusa prospettiva sul mondo. Ma come molti stanno cominciando a capire, il mondo non è come sembra. La Terra sta cambiando. La natura è squilibrata. Il clima sta cambiando e il cambiamento e il ritmo dei grandi eventi si sono intensificati enormemente, così come la manipolazione meteorologica dell’umanità. I nostri cieli vengono spruzzati con prodotti chimici a base di metalli pesanti quasi quotidianamente, gli animali e gli alberi periscono, ma pochi, se non nessuno, nella società dominante se ne accorge,  cercano delle risposte e un motivo sulla verità. 

Ecco un punto di vista alternativo. Causa ed effetto. E’ Assurdo lo so! Qualcosa sta cambiando il nostro pianeta. La TV vuole che tu abbia programmato di credere che i mangiatori inutili, ebbene sì! Noi umani, stanno causando i cambiamenti drammatici visti in tutto il mondo. Certamente il genere umano ha trattato la terra come una propria lettiera personale da quasi due secoli, e la leadership della nostra specie mostra questo piano tutti i giorni. La società si sta rapidamente avvicinando alla data limite del consumismo alimentato dal debito. Non possiamo continuare a inquinare l’acqua, il suolo e l’aria senza ripercussioni nette sulla nostra salute e longevità. Le vite americane sono già in declino. La terra deve essere rispettata se la nostra specie deve sopravvivere su di essa. Ma questa è una logica semplice e ampiamente tabù nei circoli aziendali. 

Cambiare il clima: 

Emigrate While You Still Can! Learn More… 

I terremoti sono aumentati drasticamente dagli anni ’90, come mostra chiaramente la tabella qui sotto, 

 

Gli umani possono causare terremoti con tecnologia e fracking per l’estrazione del gas naturale, tuttavia, la tendenza al rialzo è abbastanza drammatica da suggerire che un fattore esterno sta causando l’impennata dei terremoti globali. Agenzie come USGS sono state prese di volta in volta per censurare le inferme dei terremoti, ridurre i terremoti, cambiare la sismicità e i terremoti sottovalutati in tutto il mondo. È una coincidenza o vogliono coprire l’aumento dell’attività globale dei terremoti?

https://www.nbcbayarea.com/news/local/USGS-M68-Earthquake-Alert-430017183.html  

http://www.thedailysheeple.com/scientific-fraud-why-is-the-usgs-failing-to-report-certain-earthquakes-on-the-west-coast_032016  

Proprio la scorsa settimana ci sono stati potenti terremoti di 7,6 fuori dall’Honduras, 6,0 in Myanmar e oggi, 7,1 in Perù.

Sembra quasi che qualcosa stia influenzando la terra causando un aumento della sismicità. Cosa potrebbe causare un aumento dell’attività dei terremoti in tutto il pianeta

vulcani: 

Anche i vulcani stanno esplodendo a un ritmo senza precedenti, emettendo CO2 e inquinanti che negli anni precedenti hanno effettuato le traiettorie di volo e le condizioni meteorologiche causando evacuazioni di massa come abbiamo visto di recente a Bali, in Indonesia. Il monte Agung sta ancora eruttando e quasi ogni giorno esplode un altro vulcano emettendo fuoco. Oggi, Le Filippine sono allertate dal monte Mayon in piena eruzione e Papua Nuova Guineana fuoriesce una nuova eruzione.

https://www.usnews.com/news/world/articles/2018-01-13/ash-eruption-from-philippines-volcano-triggers-evacuation 

http://www.bbc.com/news/world-asia-42680235  

https://www.express.co.uk/news/world/903787/Bali-volcano-update-Mount-Agung-eruption-latest-news  

Cosa potrebbe scatenare i vulcani in tutto il mondo e causare il picco nella recente attività vulcanica? 

La tendenza al rialzo delle eruzioni vulcaniche non è ampiamente discussa in quanto questo tipo di cambiamento climatico non è definito dagli Umani. Non vogliono che le persone colleghino tutti i punti. Nonostante la mancanza di grafici aggiornati provenienti da fonti tradizionali, le eruzioni continuano ad aumentare. Diavolo, è quasi come se qualcosa di esterno stia influenzando il pianeta. La domanda a cui nessuno vuole rispondere è, che cosa potrebbe essere quel fattore esterno? Quale tipo di firma energetica / magnetica potrebbe influenzare la terra abbastanza da far esplodere così tanti vulcani? La corrente principale può essere desensibilizzata per l’eruzione di vulcani, per i villaggi che sono stati evacuati, per le montagne del Polo Sud che esplodono sotto il ghiaccio, ma la gente deve chiedersi perché? Perché i vulcani stanno eruttando ora? Cosa li sta influenzando? 

Perché? Questa è una domanda che non chiedono. Ma la risposta può essere applicata anche altrove. 

Perché gli animali muoiono a un ritmo senza precedenti? 

Nelle ultime settimane del 2018 il danno morale delle creature marine e degli animali è stato profondo. Qualcosa sta accadendo alla Terra, all’ambiente e proprio sotto i nostri piedi, e … il mainstream corrotto non vuole parlartene. 

Migliaia di stelle marine si riversano a terra nel Regno Unito http://strangesounds.org/2018/01/thousands-of-starfish-wash-up-on-portobello-beach-in-edinburgh-and-gibraltar-point-skegness-in- meno-che-un-settimana-e-che-colpa-forte-winds.html  

I pipistrelli muoiono in Australia http://www.telegraph.co.uk/news/2018/01/09/hundreds-flying-foxes-die-australia-searing-heatwave/  

I delfini si spiaggiano a riva in Brasile https://news.nationalgeographic.com/2018/01/gray-dolphins-dead-brazil-mystery-illness-spd/  

http://www.end-times-prophecy.org/animal-deaths-birds-fish-end-times.html  

Questa è solo la punta dell’iceberg quando si parla della quantità di morti che si verificano in tutto il mondo. Le cose si stanno intensificando a livello globale, sempre più creature stanno soccombendo al clima alterato, le ondate di calore, gli incendi, i cicloni bomba e gli oceani disossigenati. Gli umani potrebbero essere responsabili di tutti questi decessi? O c’è un altro fattore esterno, finora sconosciuto che potrebbe influenzare il pianeta e i suoi abitanti? 

E se quel fattore esterno fosse nello spazio? Vedremo aumentati tempeste su altri pianeti? Noteremmo cambiamenti al sistema solare? La risposta è probabile sì, e i cambiamenti li stiamo notando. Solo di recente le fantastiche immagini provenienti da Giove di epici sistemi di tempeste che attraversano il pianeta. Quello che non è mai stato chiesto è qual è la causa delle tempeste? 

Non è solo Giove, Marte ha subito enormi tempeste di polvere e condizioni imprevedibili per diversi anni. È come se qualcosa stesse influenzando anche il clima. 

Il mistero della Massiva polvere su Marte

http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-4333218/The-mystery-massive-dust-storms-Mars-deepens.html 

Inoltre, perché quest’anno stanno chiamando epiche tempeste di polvere su Marte. Perché?

https://www.newscientist.com/article/mg23631565-000-mars-overdue-a-planetwide-dust-storm-that-could-harm-the-rovers/ 

Le tempeste giganti causano palpitazioni nel battito cardiaco di Saturno 

https://www.sciencedaily.com/releases/2017/12/171213120050.htm

Ricordate quell’enorme tempesta esagonale su Saturno l’anno scorso? 

Supponi che sia stato causato dal nulla o che un fattore esterno possa aver influenzato il clima di Saturno? 

Quindi, qualcosa sembra influenzare il clima di altri pianeti nel sistema solare, e ha causato enormi tempeste su Marte, Giove e Saturno negli ultimi mesi. Anche questa è colpa l’umanità? 

Segnali di avvertimento: 

Il mainstream non vuole approfondire troppo questo argomento tabù e scoprire la verità. Il mainstream si preoccupa solo quello che riguarda la distrazione, la programmazione e l’intrattenimento, ma anche così sono stati costretti a preparare la mandria umana per un anno difficile. 

Nel 2018, ci viene detto dagli esperti mainstream, di aspettarci: 

1) Un’ondata di enormi terremoti: (avvisandoci schiacciandoci l’occhio senza un motivo apparente) 

https://www.theguardian.com/world/2017/nov/18/2018-set-to-be-year-of-big-earthquakes 

http://time.com/5031607/earthquake-predictions-2018/ 

2) Un rallentamento della rotazione terrestre: (senza nessun motivo esterno continuando a farci l’occhiolino)

https://www.forbes.com/sites/trevornace/2017/11/20/earths-rotation-is-mysteriously-slowing-down-experts-predict-uptick-in-2018-earthquakes/

https://nypost.com/2017/11/21/earths-slowing-rotation-could-cause-huge-earthquakes-in-2018/ 

3) Una mini era glaciale (senza una ragione apparente) 

https://www.express.co.uk/news/science/897472/ice-age-global-warming-climate-change-solar-minimum 

https://globalnews.ca/news/3955038/danielle-smith-what-if-the-earth-is-actually-cooling/ 

4) Un aumento degli asteroidi che si avvicina alla Terra (senza u apparente motivo)

http://www.newsweek.com/record-breaking-2000-new-asteroids-approached-earth-2017-and-astronomers-769236

https://www.outerplaces.com/science/item/17472-potentially-hazardous-near-earth-asteroids-surge-2018 

5) Un aumento delle condizioni meteorologiche estreme

https://www.ctvnews.ca/canada/if-2017-weather-was-a-downer-you-ain-t-seen-nothing-yet-environmental-defence-1.3757008

http://www.bbc.com/news/world-australia-42657234 

6) Guerra / legge marziale (se noi contadini, persone normali, avessimo un nostro bunker privato, un posto per rifugiarci come questi bastardi dell’élite, con rifornimenti di acqua e viveri per anni, saremo anche disposti a sopportare il traffico all’aeroporto e sull’autostrada negli ultimi giorni del mondo. “Forse, il giro di vite e il coprifuoco significano solo una cosa, conflitto, ma significa anche che i nostri ricchi signori stanno correndo verso i loro nascondigli)

Il recente falso allarme hawaiano è probabilmente dovuto a uno scopo molto più profondo 

https://www.washingtonpost.com/news/politics/wp/2018/01/14/the-false-alarm-in-hawaii-revealed-an-abdication-of-leadership-by-trump/?utm_term=.d667a409a71c

La Marcia alla guerra: la massima distrazione da un paradigma implode 

http://www.newshub.co.nz/home/world/2018/01/us-now-closer-to-war-with-north-korea-former-us-general.html

7) Oceani che assurdamente s’innalzano, assurde alte e basse temperature  suggeriscono un’inclinazione o oscillazione 

http://strangesounds.org/2018/01/and-suddenly-the-sea-disappeared-ecuador-major-water-receding-in-santa-elena-frightens-fishermen.html

https://www.livescience.com/61328-ocean-bottom-is-sinking.html

https://globalnews.ca/news/3943105/king-tides-to-hit-vancouver-shores-starting-wednesday-bringing-high-water/ 

Quindi la rotazione della Terra sta rallentando, i terremoti aumenteranno drasticamente, il tempo continuerà a diventare più estremo e ci aspettiamo un avvicinamento degli asteroidi che si avvicinano pericolosamente alla Terra, una possibile mini glaciazione e questo è proprio quello che stanno predicendo! Notate anche che, nella maggior parte di questi articoli, non riescono a dare una ragione per tutto questo sta accadendo ora. Non rispondono mai alla semplice domanda del perché? Perché viene coinvolta la terra? Cosa è cambiato? Cosa potrebbe influenzare il sistema solare e l’ambiente

Non rispondere a quelle domande diaboliche. Basta incolpare l’umanità per tutto. Quel che è peggio, la metà delle specie compra bugie del genere dalla linea di aggancio dei media e dal sommerso.

Causa ed effetto. Forse è meglio non sapere, per molti ancora addormentati, certo! Ma per i negazionisti là fuori vi dico, guardate in alto. Perché questa civiltà sta correndo verso un muro, inquinando la madre terra e vivendo in modo così spericolato potrebbe essere perché alcune delle cabale elitiste conoscevano la nemesi, e il suo profetizzato ritorno al sistema solare per decenni e si sono preparate di conseguenza. 

Una volta che si potrà vedere oltre i cieli geo-ingegnerizzati e guardare i segni rivelatori del vero colpevole, è logico rispondere perché tutte queste cose stanno accadendo per una sola ragione, perchè è un Sistema Binario il Pianeta X / Nibiru.

Fonte: http://beforeitsnews.com 

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da 

Il Sole Nero – Nana Bruna

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Riguardo alla scoperta di Urano e Nettuno e, in seguito, a quella di Plutone (oggi declassato dagli astronomi a Satellite) nel 1930, nel 1972, lavorando alla traiettoria della cometa di Halley, Josep Brady del Lawrance Livermore Laboratory California, si rese conto che l’orbita di Halley era perturbata.

I suoi calcoli lo indussero a ipotizzare l’esistenza del pianeta X a una distanza di 64 UA, con un periodo orbitale di 1.800 anni terrestri. Poiché lui e tutti gli altri astronomi alla ricerca del Pianeta X pensano che abbia un’orbita eliocentrica, ne misurarono la distanza dal Sole considerando metà del suo asse maggiore (vedi figura sotto “a”)

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Ma secondo le prove dei Sumeri, Nibiru orbita intorno al Sole come una cometa, con il Sole a un fuoco stremo, così che la distanza dal Sole corrisponderebbe a quasi tutto l’asse maggiore (vedi figura sopra distanza “b”).

Il fatto che Nibiru stia tornando verso il suo perielio giustifica forse il fatto che l’orbita calcolata da Brady (1.800 anni) è l’esatta metà del periodo orbitale di 3.600 anni terrestri, che i Sumeri attribuiscono a Nibiru?

Brady è giunto a diverse conclusioni che corroborano in pieno i dati sumeri: il pianeta ha un’orbita retrograda fortemente inclinata rispetto a tutti gli altri pianeti (eccezion fatta per Plutone).

Per un certo periodo gli astronomi si sono chiesti se Plutone potesse essere causa delle perturbazioni delle orbite di Urano e Nettuno. Ma nel giugno del 1978 James W. Christie dell’U.S. Naval Observatory. Washington, D.C., scoprì che Plutone ha un satellite (chiamato Caronte) e che Plutone è molto più piccolo di quanto non si pensasse il che lo escludeva quale causa delle perturbazioni.

Inoltre, l’orbita di Caronte attorno a Plutone ha anche rivelato che il pianeta, è inclinaro come Urano. Questa scoperta ha rafforzato il sospetto che una singola forza esterna – un invasore – abbia colpito Urano, abbia colpito e spostato Plutone, causando l’orbita retrograda di Tritone (satellite di Nettuno).

Incuriositi da queste scoperte due colleghi di Christie, dell’U.S. Naval Observatory – Robert S. Harrington (che ha collaborato con Christie all’identificazione di Caronte) e Thomas C. Van Flandern – effettuarono una serie di simulazioni al computer, giungendo alla conclusione che doveva esserci un “invasore”, un pianeta grande da due a cinque volte la Terra in un’orbita inclinata, con un semiasse di <<meno di 100 UA>> (<<Icarus, vol. 39, 1979).

Questo rappresentava un altro passo avanti nella conferma, da parte della scienza moderna, delle conoscenze degli antichi. Il concetto di un invasore, causa di tutte le anomalie del sistema solare, concordava pienamente con la narrazione sumera di Nibiru; e la distanza di 100 UA (unità astronomiche), se raddoppiata a causa della posizione focale del Sole, collocherebbe il pianeta X esattamente laddove i Sumeri lo avevano collocato.

Nel 1981, con in mano i dati di Giove e Saturno forniti dal Pioneer 10 e 11, Van Flandern e quattro colleghi dell’U.S Naval Observatory riesaminarono le orbite di questi due pianeti e quelli degli altri pianeri esterni.

Parlando all’American Astronomical Society, Van Flandern presentò nuove prove, basare su complesse equazioni gravitazionali, del fatto che un corpo grande almeno il doppio della Terra è in orbita intorno al Sole a una distanza di 2,5 miliardi di chilometri oltre Plutone, con un periodo orbitale di 1000 anni.

Il Detriit Nwes del 16 gennaio 1981 pubblicò la notizia in prima pagina, insieme alla raffigurazione sumera del sistema solare, ripresa da Il Pianeta degli Dei, e a un sunto della tesi principale del libro (vedi immagine sotto).

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Anche la NASA si mise alla ricerca del Pianta X sotto la direzione di John D. Anderson del JPL (allora sperimentatore della meccanica celeste delle sonde Pioneer). In un comunicato del 17 giugno 1982 dell’Ames Research Center intitolato I Pioneer possono trovare il Decimo Pianeta, (oggi nono pianeta per il declassamento di Plutone), la NASA divulgò la notizia che le due sonde erano sulle tracce del pianeta X.

<<Persistenti irregolarità>> nelle orbite di Urano e Nettuno fanno pensare che realmente vi si trovi un oggetto misterioso, ben al di là dei pianeti più esterni>>, recitava il comunicato NASA. Poiché le sonde Pioneer viaggiavano in direzione opposta, sarebbero state in grado di determinarne la distanza: se una di loro avesse avvertito una forza di attrazione più forte, allora il corpo misterioso sarebbe stato vicino e avrebbe dovuto essere un pianeta; se entrambe le sonde avessero avvertito la stessa forza di attrazione, allora il corpo celeste si sarebbe trovato fra 75 e 170 miliardi di chilometri di distanza e avrebbe potuto essere una “stella scura” o una “nana bruna”, ma non un altro membro del sistema solare.

Tratto da alcuni spunti del libro “L’altra Genesi“. p: 366-367-368-369 di Zecharia Sitchin 1991 (Genesis Revisited)

Articolo di settembre 2015: Anni di Censura sul ‘Pianeta Alato’

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Articolo correlato da Redazione Segnidalcielo

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Se una Stella Nana Bruna, ovvero un “piccolo” sistema stellare, dovesse spingersi verso le zone poste all’interno del nostro Sistema Solare, ci troveremmo di fronte ad un problema inaffrontabile. Il pianeta orbitante nella zona più estrema di questa Stella Oscura arriverebbe, di logica conseguenza, a spingersi decisamente a ridosso delle orbite a noi circostanti, forse proprio tra Marte e Giove, influenzando cosi, con il suo potente effetto “magnetico-gravitazionale”, i pianeti della parte interna del sistema solare compresa la Terra.

L’allarmante cambiamento climatico che degenera senza tregua è reale; il global warming è legato a qualcosa di “estremo” proveniente dallo Spazio, un nodo da sciogliere ben più grande del semplice aumento della quantità di biossido di carbonio concentrato nell’atmosfera terrestre. L’intero Sistema Solare sta mutando in perfetta sintonia col pianeta Terra.

I Sumeri e gli egiziani credevano che il pianeta Nibiru avesse un’orbita ellittica e non una normale orbita orizzontale. Anche il popolo Maya ha predetto l’esistenza di Nibiru, ma come una energia oscura sotto forma di un pianeta che si avvicinerà alla Terra in un lontano futuro.

Il corposo e interessante articolo continua QUI nel sito segnidalcielo.it

La misteriosa Luna di Marte Phobos

Phobos: L’ultimo avamposto oltre la Terra 

Nel 1960, il Dr. S. Fred Singer, consigliere speciale del presidente Eisenhower sugli sviluppi spaziali ha detto: “Phobos, è generalmente accettato come un corpo celeste, ma potrebbe essere verosimilmente un satellite artificiale lanciato tempo fa da una avanzata civiltà marziana.”

Nel nostro sistema solare, ci sono tre lune che hanno causato un bel dibattito tra i ricercatori negli ultimi due decenni: La Luna della Terra, la Luna di Marte Phobos e la luna di Giove Europa.

La Luna della Terra, negli ultimi cinquanta anni è stata fortemente messa in discussione, a causa dei numerosi misteri dietro di essa. Il Dr. Robert Jastrow, primo presidente della Commissione, del Lunar Exploration della NASA ha chiamato la luna la “Rosetta di pietra dei pianeti.” Molte persone sono convinte fermamente che la nostra Luna sia in realtà un hardware ingegnerizzato con uno strato di spessore esterno di 3 miglia composto di polvere e rocce. La Luna, sotto questo strato, si ritiene che abbia un solido guscio di circa 20 miglia fatto di materiali altamente resistenti, come il titanio, l’uranio 236, mica, nettunio 237. Sicuramente, elementi che non ci si aspetterebbe di trovare “dentro” la luna. Robin Brett, uno scienziato della NASA forse ha descritto la luna nel modo più accurato possibile, quando ha detto che: “sembra più facile spiegare la non esistenza della luna che la sua esistenza.”

La luna di Giove Europa è un altro corpo/satellite misterioso. Secondo i ricercatori, il posto migliore per cercare la vita extraterrestre è lì. Secondo le dichiarazioni del dottor Kevin Mano, un astrobiologo al Jet Propulsion Laboratory della NASA, dichiara che la ricerca di vita aliena potrebbe rivelarsi fecondo nella prossima missione prevista per Europa, una delle lune di Giove, la quale luna potrebbe contenere la prova finale dimostrando che non siamo soli nell’universo.

Durante un evento alla Royal Institution, il Dott Mano delinea che la nostra comprensione degli oceani della Terra è passata per un lungo cammino, il che ci insegna di come oceani alieni su altri pianeti o la luna, potrebbero rivelarsi (all’interno del nostro sistema solare) ambienti potenzialmente abitabili e, la migliore delle ipotesi sarebbe la Luna di Giove, Europa.

E mentre le due precedenti lune sono davvero interessanti, la luna più misteriosa nel nostro sistema solare rimane senza dubbio Phobos, compagna anomala di Marte. In realtà, molti scienziati considerano Phobos come un satellite artificiale, che in poche parole, non dovrebbe trovarsi lì nell’orbita di Marte.

Ci sono molte cose che sono totalmente strane quando si guarda Phobos. Prima di tutto, la luna è vuota, non è un oggetto celeste solido, come molti scienziati credevano in passato. Infatti, secondo una ricerca effettuata da parte dell’Agenzia spaziale europea, l’interno di Phobos è pieno di’ cavernose stanze geometriche … pareti ad angolo retto … e pavimenti – rilevabili tramite la semi-regolare struttura dei ritorni, echi radar interni … segnali riflessi rilevati dalla struttura marziana … “in altre parole, non è la tipica struttura che ci si aspetta di trovare in una luna. È un dato di fatto, l’origine di Phobos rimane ancora un mistero e molti credono che questo piccolo satellite marziano sia infatti stato messo in orbita da ‘qualcuno’ in un lontano passato.

Phobos è rimasto un mistero fin dalla sua scoperta nel 1877, e ancora oggi, non siamo ancora sicuri di che cosa sia fatta la luna. Phobos è una delle la lune più vicine al suo pianeta in tutto il sistema solare, orbita da Marte sulla sua superficie ad una distanza di soli 6000 chilometri, un fatto che ha causato a mettere in discussione ai numerosi scienziati la sua origine e lo scopo.

L’anno scorso, la NASA Mars Atmosphere and Volatile missione Evolution (MAVEN) ha realizzato numerosi approcci vicino a Phobos:

“la NASA ha spiegato che tra i dati restituiti della navicella spaziale, c’erano immagini spettrali di Phobos nell’ultravioletto”. “Le immagini permetteranno agli scienziati Maven di valutare meglio la composizione di questo oggetto enigmatico, la cui origine è sconosciuta.”

Secondo la NASA, “il confronto tra le immagini e gli spettri della superficie di Phobos, i dati di asteroidi e meteoriti, aiuteranno gli scienziati e Maven a capire se la luna sia un asteroide che è stato catturato” o un corpo costruito appositamente in orbita attorno a Marte.”

È interessante notare che gli studi precedenti hanno scoperto che ci sono prove di molecole organiche sulla superficie di Phobos, aggiungendo ancora più mistero a questo enigmatico satellite marziano.

Senza aggiungere altro abbiamo due dettagli molto interessanti su Phobos: Prima di tutto, nessun altra luna nel sistema solare è nota per avere al suo interno una simile anomalia piena di ‘stanze cavernose geometriche … pareti ad angolo retto … e pavimenti, ed è una delle prime lune a mostrare le prove di molecole organiche sulla sua superficie.

Ma il mistero dietro Phobos è molto più enigmatico di quanto chiunque potesse immaginare. Infatti, quando la navicella Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) ha mappato la piccola luna di Marte, Phobos, e ha inviato le sue incredibili immagini della piccola luna a forma di patata, gli ufologi della Terra hanno avuto una giornata campale nel parlare della misteriosa struttura che era chiaramente visibile sulla superficie di Phobos. Nelle immagini, c’era in bella vista, tutto solo, un grande oggetto rettangolare senza dubbio simile ad un monolite artificiale. Nulla nelle vicinanze ha una forma o dimensioni simili, quindi la domanda è: di che cosa si tratta? Qual è il suo scopo? E chi lo mise lì?

Le voci circa l’oggetto è diventato così intenso che famoso che “Buzz” è entrato nel dibattito. Buzz Aldrin, il secondo uomo a camminare sulla superficie della luna, ha sorpreso molti dicendo: “Dovremmo visitare la luna di Marte, c’è un monolite lì, una struttura molto particolare su questo oggetto a forma di piccola patata che ruota attorno a Marte una volta ogni sette ore. Quando le persone hanno compreso di cosa si stava parlando, hanno cominciato a fare domande del tipo: “Chi lo ha messo lì? Chi ha messo quella cosa là? “Be ‘, l’universo lo ha messo lì, o se si preferisce, Dio ha messo lì’.

È interessante notare che la teoria della luna di Marte Phobos potrebbe, infatti, essere un antico satellite Alieno menzionato più di 50 anni fa. Nel 1960, il Dr. S. Fred Singer, consigliere speciale del presidente Eisenhower sugli sviluppi spaziali, ha fatto notizia quando ha commentato Phobos dicendo: La luna di Marte Phobos, generalmente accettato come un corpo celeste, in realtà può essere un satellite artificiale lanciato tempo fa da una avanzata civiltà marziana.

Secondo rense.com, il Dr. Singer ha sostenuto una tesi fatta dall’astrofisico sovietico Sklovskij. L’annuncio dello scienziato russo (con partì accese discussioni tra gli astronomi) sostiene che Phobos è vuoto e che sia un satellite artificiale, dimostrando così l’esistenza di una civiltà marziana. Sklovskij ha basato la sua decisione su un lungo studio dell’orbita peculiare di Phobos, notata anche da altri astronomi. L’affermazione russa e i calcoli fatti con i precedenti astronomi dimostrano che Phobos non può assolutamente essere una luna ordinaria.

Tre anni dopo l’incredibile dichiarazione del Dr. Singer, Raymond H. Wilson Jr., capo di Matematica Applicata presso la NASA ha dichiarato che “Phobos potrebbe essere una colossale base orbitante intorno a Marte.

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Vedi anche: Pdf 

Articolo Correlato QUI

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.da

“IPOTESI NIBIRU”

Dove si trova il Pianeta X Nibiru? L’inutile eterna ricerca del pianeta sfuggente.

La ricerca di questo enigmatico corpo celeste iniziato quasi un secolo fa, (e che fino ad oggi i ricercatori non hanno ancora presentato le prove della scoperta di Nibiru o Pianeta X), è uno degli oggetti celesti che si pensa risiedere all’interno del nostro sistema solare.

Sebbene sia stato affermato che il pianeta è stato effettivamente scoperto nel 1930, i ricercatori credono ancora che il misterioso pianeta potrebbe essere da qualche parte là fuori, ancora in attesa di essere scoperto. 

Per decenni, gli esperti astronomi hanno lasciato aperto il dibattito sull’esistenza del Pianeta X, un grande corpo celeste che presumibilmente orbita attorno al bordo esterno del nostro sistema solare, ma finora non è stato trovato un solo corpo celeste che si adatta alle descrizioni del Pianeta X Nibiru.

Nonostante l’assenza di prove inconfutabili che dimostrino l’esistenza di tale pianeta, la ricerca dell’enigmatico corpo celeste è durata per decenni, lasciando la speranza ai ricercatori di tutto il mondo che un giorno, il misterioso pianeta salirà dalle ombre per dimostrare di essere più di un mito moderno.

Nel 1846, l’astronomo francese Urbain Leverrier ha osservato perturbazioni inspiegabili nell’orbita di Urano, perturbazione che si è rivelata per effetto gravitazionale di un altro pianeta. Questo, quando (grazie a Leverrier), è stato trovato un nuovo pianeta nel nostro sistema solare, quel pianeta è Nettuno.

Dopo alcuni anni, disturbi simili sono stati rilevati anche nell’orbita di Nettuno, i ricercatori hanno pensato che queste perturbazioni potrebbero essere causate anche dall’orbita di un altro pianeta. Il Pianeta X era il termine introdotto da Percival Lowell, un milionario degli Stati Uniti e appassionato dello spazio, che è morto senza trovare il presunto pianeta. Tuttavia, nel 1930, Clyde Tombaugh William ha avvistato un oggetto celeste che ha creduto spiegasse le perturbazioni dell’orbita di Nettuno, questo è quando scoprì Plutone.

Nel 2008, i ricercatori astronomi giapponesi hanno annunciato che secondo i loro calcoli, ci dovrebbe essere un pianeta “sconosciuto”, ad una distanza di circa 100 AU (unità astronomiche), che ha una dimensione fino a due terzi del pianeta Terra. Si pensa che questi calcoli possano sostenere l’ipotesi dell’esistenza di Nibiru o Pianeta X.

Le agenzie di stampa di tutto il mondo sono state molto interessate a questo misterioso corpo celeste alle frontiere esterne del nostro sistema solare. Secondo il Washington Post scrive quanto segue:

“Un corpo celeste presumibilmente grande come il pianeta gigante Giove, è possibile che sia molto vicino alla Terra, rendendolo parte del nostro sistema solare, il corpo celeste è stato trovato nella direzione della costellazione Orione da un telescopio a infrarossi orbitante a bordo di un satellite astronomico USA … Gerry Neugebauer, chief scientist IRAS ha detto: ‘Tutto quello che possiamo dire è che non sappiamo di cosa si tratta’”.

Ma il Washington Post, non è stata l’unica agenzia di stampa a scrivere dell’enigmatico corpo celeste.

Secondo il rapporto delle US News mondiali, il Pianeta X o Nibiru esiste, ecco cosa dice l’articolo:  

“L’attrazione della luce solare, sta misteriosamente influenzando le orbite di Urano e Nettuno, è una forza invisibile che gli astronomi sospettano possa essere il Planet X – il 10° residente del nostro sistema solare. L’anno scorso, il satellite astronomico a infrarossi (IRAS), gravitava in un’orbita polare a 560 miglia dalla Terra, il satellite ha rilevato il calore di un oggetto distante circa 50 miliardi di miglia che è ora oggetto di intensa speculazione.” 

Inoltre, un articolo pubblicato su Newsweek il 13 luglio del 1987, la NASA ha rivelato che potrebbe esserci un decimo pianeta che orbita intorno al nostro Sole. Secondo il ricercatore e scienziato John Anderson della NASA, il Planet X potrebbe in realtà essere là fuori, ma non in prossimità dei nostri pianeti. L’articolo di Newsweek afferma: 

“se John Anderson ha ragione, due degli enigmi più intriganti della scienza spaziale potrebbero essere risolti: che cosa ha causato irregolarità misteriose nelle orbite di Urano e Nettuno nel corso del 19° secolo? E che cosa ha ucciso i dinosauri 26 milioni di anni fa?” 

È interessante notare che Robert Sutton Harrington, un astronomo americano che lavorava presso la United States Naval Observatory (USNO). ha scritto un articolo molto interessante nel 1988 sull’Astronomical Journal. Harrington ha ipotizzato che un pianeta tre o quattro volte le dimensioni della Terra potesse esistere, la sua posizione sarebbe di tre o quattro volte più lontano dal Sole di Plutone. Secondo modelli matematici che sono stati presentati, si ritiene che il Pianeta X o Nibiru, ha un’orbita ellittica estrema di 30 gradi.

Harrington è diventato un credente nell’esistenza del Pianeta X oltre Plutone e si è impegnato nelle ricerche di esso, con risultati positivi provenienti dalla sonda IRAD nel 1983. 

Tuttavia, la ricerca del Pianeta X ha continuato a crescere paventando ogni sorta di teorie, molte delle quali fanno parte della pseudoscienza. Molti credono che il pianeta X sia a tutti gli effetti Nibiru, il pianeta della razza extraterrestre chiamata con il nome Anunnaki, venuta sulla Terra in un lontano passato e avviato così la civiltà come la conosciamo.

I Teorici degli Antichi Astronauti credono che l’orbita di Nibiru intorno al sole possa essere estremamente ellittica, e in base ai testi, si trovi ben oltre l’orbita di Plutone. Per completare la sua orbita dall’apogeo al perigeo intorno al Sole impiega circa 3600 anni. Nibiru si crede possa essere il pianeta natale degli Anunnaki.

L’avvicinarsi di Nibiru verso i pianeti del nostro sistema solare potrebbe rappresentare una minaccia enorme viste le sue caratteristiche gravitazionali. Secondo gli antichi testi cuneiformi, che si ritiene essere alcuni degli scritti più antichi e conosciuti fino ad oggi, tornano indietro di almeno 6.000 anni.

Questi scritti spiegano la storia di una razza di esseri chiamati Anunnaki. Gli Anunnaki vennero sulla Terra da un pianeta del nostro sistema solare chiamato Nibiru. Purtroppo, molte persone non ne hanno mai sentito parlare, perché, secondo la scienza ufficiale il pianeta chiamato Nibiru non esiste. Tuttavia, secondo Sitchin, la presenza di Nibiru è molto importante per il passato e il futuro dell’umanità.

Secondo una teoria denominata ‘ipotesi Nemesis’, il pianeta supposto, che si trova oltre l’orbita di Plutone e le sue lune, è, infatti, una stella scura in orbita intorno alla nube di Oort, che fondamentalmente trasforma la nostra Stella in un sistema binario, che è, (se esiste) il misterioso oggetto celeste. Questa teoria è stata esclusa da numerosi astronomi e indicata come impossibile.

Secondo John Matese, Patrick Whitman e Daniel Whitmire della University of Louisiana a Lafayette, il corpo celeste situato nel nostro Sistema Solare nella nube di Oort è, infatti, un ipotetico gigante gassoso. Tuttavia, nel 2014, la NASA ha annunciato che l’indagine WISE aveva escluso qualsiasi oggetto con le caratteristiche di Tyche, indicando che Tyche come ipotizzato da Matese, Whitman, e Whitmire non esiste.

Ivan è uno scrittore freelance, redattore capo di ancient-code.com, scrive anche per EWAO, condivide le sue conoscenze online sulle origini antiche.

Storia, Archeologia, Spazio e misteri del mondo sono alcuni dei temi di cui scrive. 

http://www.ancient-code.com 

Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da

‘mezzo milione di anni fa’

Disco alato

Un solo codice genetico per tutte le forme di vita terrestri Il ruolo chiave del ‘molibdeno’

I Nefilim sulla Terra, potevano essersi evoluti su un altro pianeta, esseri che, verosimilmente, non dovevano essere molto diversi da noi?

E potevano avere, mezzo milione di anni fa, le capacità per compiere viaggi interplanetari? La prima domanda ne implica un’altra, più generale: c’è vita, come noi la conosciamo, da qualche parte nell’universo, al di fuori del pianeta Terra? Gli scienziati oggi sanno che esistono innumerevoli galassie come la nostra, che contengono innumerevoli stelle come il nostro Sole e una serie infinita di pianeti con milioni di possibili combinazioni di temperatura, atmosfera ed elementi chimici: esistono quindi innumerevoli possibilità di vita nell’universo.

Si è scoperto, inoltre, che lo spazio interplanetario non è vuoto. Esso contiene, per esempio, molecole d’acqua, retaggio di quelle che si presume siano state nuvole di cristalli di ghiaccio che dovevano avvolgere le stelle nei primi stadi del loro sviluppo. Tale scoperta sembra confermare i riferimenti dei testi mesopotamici alle acque del Sole che si mescolavano con le acque di Tiamat.

Sono state anche trovate molecole di base della materia vivente “fluttuanti” nello spazio interplanetario ed è stata sfatata la convinzione che possa esservi vita solo a certe particolari condizioni di temperatura e atmosfera. Si credeva, inoltre, che l’unica fonte di energia e di calore disponibile per gli organismi viventi fosse il Sole, ma anche questa teoria cadde quando la navetta spaziale Pioneer 10 scoprì che Giove, molto più lontano dal Sole rispetto alla Terra, era un pianeta talmente caldo che doveva per forza avere delle fonti proprie di energia e di calore.

Un pianeta che contiene molti elementi radioattivi non soltanto genera da sé il proprio calore, ma manifesta anche un’intensa attività vulcanica; e questa attività vulcanica produce un’atmosfera. Se il pianeta è grande abbastanza da esercitare una forte attrazione gravitazionale, conserverà la sua atmosfera praticamente per sempre.

A sua volta, l’atmosfera crea una sorta di “effetto serra”: protegge il pianeta dal freddo dello spazio esterno e impedisce la dispersione del calore interno al pianeta; si tratta di un effetto simile a quello dei vestiti che indossiamo, che ci riparano dal freddo perché non lasciano disperdere il calore del corpo. Era proprio questo che avevano in mente gli antichi autori dei testi che descrivevano il Dodicesimo Pianeta come «avvolto da un alone», un’espressione che dunque non ha più soltanto un valore puramente poetico.

Il Dodicesimo Pianeta era sempre definito un pianeta “radiante”, “il più luminoso degli dèi”, e nelle raffigurazioni appariva appunto come un corpo che emanava raggi. Esso era dunque in grado di produrre da sé il proprio calore e lo tratteneva grazie al suo mantello atmosferico. Gli scienziati sono giunti all’inaspettata conclusione che non solo è possibile che la vita si sia evoluta sui pianeti più esterni (Giove, Saturno, Urano, Nettuno), ma che anzi è più che probabile che sia cominciata proprio là. Quei pianeti, infatti, sono formati dagli elementi più leggeri del sistema solare, hanno una composizione più simile a quella dell’universo in generale e contengono nella loro atmosfera grandi quantità di idrogeno, elio, metano, ammoniaca, e probabilmente neon e vapore acqueo – tutti elementi necessari per la produzione di molecole organiche.

Per la vita, quale noi la conosciamo, l’acqua è essenziale. I testi mesopotamici non lasciano dubbi sul fatto che il Dodicesimo Pianeta fosse un pianeta ricco d’acqua. Nell’Epica della Creazione l’elenco dei 50 nomi del pianeta ne comprendeva un buon gruppo che esaltava proprio il suo carattere “acquatico”. Sulla base dell’epiteto A.SAR (“re d’acqua”), “che stabilì livelli d’acqua”, il pianeta era chiamato A.SAR.u (“maestoso, luminoso re d’acqua”), A.SAR. U.LU.DU (“maestoso, luminoso re d’acqua la cui profondità è abbondante”), ecc.

I Sumeri erano certi che il Dodicesimo Pianeta fosse un pianeta lussureggiante di vita, tanto che uno dei suoi epiteti era NAM.TIL.LA.KU, “il dio che mantiene la vita”. Era anche il “dispensatore di vegetazione”, «creatore di cereali ed erbe che fa germogliare la vegetazione … che aprì i pozzi, distribuendo le acque dell’abbondanza», l'”irrigatore di Cielo e Terra”.

La vita, dunque, sostengono gli scienziati, non si formò sui pianeti terrestri, con i loro pesanti componenti chimici, ma nelle regioni più esterne del sistema solare. Da qui il Dodicesimo Pianeta venne poi in mezzo a noi, presentandosi come un pianeta rossastro, luminoso, che generava e irradiava calore proprio, che traeva dalla sua stessa atmosfera gli ingredienti necessari per la chimica della vita.

Se un problema esiste, è quello della comparsa della vita sulla Terra. Il nostro pianeta si è formato circa 4 miliardi e mezzo di anni fa e secondo gli scienziati le prime, più semplici forme di vita si trovavano già sulla Terra dopo poche centinaia di milioni di anni dalla sua formazione. Sembra davvero troppo poco. Parecchi elementi indicano anche che le più antiche e semplici forme di vita, risalenti a più di 3 miliardi di anni fa, contenevano già molecole di origine biologica, invece che non-biologica. In altre parole ciò significa che la vita presente sulla Terra così poco tempo dopo la sua formazione discendeva da altre forme di vita precedenti e non dalla combinazione di gas e sostanze chimiche inerti.

Non resta, quindi, che prendere atto del fatto che la vita, che non poteva evolversi facilmente sulla Terra, in effetti non è qui che ebbe origine. In un articolo pubblicato sulla rivista scientifica «Icarus» (settembre 1973) il Premio Nobel Francis Crick e il dr. Leslie Orgel avanzarono l’ipotesi che «la vita sulla Terra possa essere nata da minuscoli organismi provenienti da un pianeta lontano».

I due scienziati cominciarono i loro studi mossi dal comune senso di disagio nei confronti delle teorie correnti circa l’origine della vita sulla Terra. Come mai esiste un solo codice genetico per tutte le forme di vita terrestri? Se la vita ebbe inizio dal cosiddetto “brodo” primordiale, come ritengono quasi tutti i biologi, allora avrebbero dovuto svilupparsi organismi con codici genetici diversi. Inoltre, come mai l’elemento molibdeno svolge un ruolo chiave nelle reazioni enzimatiche necessarie per la vita, quando il molibdeno è in realtà un elemento molto raro? E perché elementi che sono più abbondanti sulla Terra, come il cromo e il nichel, hanno invece scarsa rilevanza nelle reazioni biochimiche?

La strana teoria proposta da Crick e Orgel non affermava solo che la vita sulla Terra poteva essersi originata da un organismo proveniente da un altro pianeta, ma anche che si sarebbe trattato di un’operazione volontaria – che, cioè, esseri intelligenti di un altro pianeta avrebbero volutamente gettato il “seme della vita” dal loro pianeta verso la Terra con una nave spaziale, con il preciso scopo di avviare la catena vitale sulla Terra.

Senza conoscere i dati forniti dal presente libro, dunque, questi due eminenti scienziati sono arrivati molto vicino alla verità. Non si trattò, tuttavia, di una premeditata opera di “inseminazione”, bensì del prodotto di una collisione celeste. Un pianeta vitale, il Dodicesimo Pianeta con i suoi satelliti, entrò in collisione con Tiamat e la divise in due, “creando” la Terra con una delle due metà.

Durante tale collisione il suolo e l’aria del Dodicesimo Pianeta, che contenevano in sé i semi della vita, “fecondarono”, per così dire, la Terra e le fornirono le prime forme di vita biologicamente complesse la cui presenza non può essere altrimenti spiegata. Ma quando cominciò la vita sul Dodicesimo Pianeta? Anche se la sua origine fosse anteriore a quella della Terra solo dell’1 %, risalirebbe comunque a 45 milioni di anni prima. Persino con un margine così modesto, esseri evoluti quanto l’uomo potevano già vivere sul Dodicesimo Pianeta quando sulla Terra cominciavano appena ad apparire i primi piccoli mammiferi.

Fatte le debite proporzioni, dunque, era certamente possibile che gli abitanti del Dodicesimo Pianeta fossero in grado di viaggiare per lo spazio mezzo milione di anni fa.

http://ningizhzidda.blogspot.it/

Il Messaggio di Cydonia

Foto,Contributo del blog “esoterya

Oggi i fisici ritengono che l’universo comprenda un numero di dimensioni molto maggiore delle quattro (tre spaziali e uno temporale) che conosciamo e percepiamo con i sensi. L’unica via per poter cominciare a visualizzare il concetto di universo multidimensionale è quella analogica.

Una delle migliori analogie è quella di un mondo immaginario chiamato Flatlandia, un luogo bidimensionale abitato da esseri bidimensionali, dove esiste solo la lunghezza e larghezza, non un su e un giù – un po’ come un foglio di carta.

Proviamo a immaginare come gli abitanti di Flatlandia percepirebbero un oggetto tridimensionale che interagisse con il loro mondo. Per esempio, se per il loro mondo passasse una sfera i flatladiani vedrebbero solo la sua sezione: dapprima apparirebbe un punto, che poi diverrebbe un cerchio che cresce finché il diametro maggiore della sfera sia passato, per poi diminuire ancora di dimensioni e infine svanire.

(Certamente un simile fenomeno <<paranormale>> provocherebbe non poca costernazione tra i flatladiani e probabilmente susciterebbe accesi dibattiti nelle società colte e sarebbe liquidato come illusione ottica dagli <<scettici>> locali.)

L’analogia con una ipotetica Flatlandia ci permette di capire che gli eventi che si svolgono nelle dimensioni superiori oggi riconosciute dalla fisica teorica sarebbero visibili nel nostro mondo tridimensionale, anche se la causa rimarrebbe al di là della portata dei nostri sensi e anche dei nostri strumenti più sofisticati.

I fisici trafficano con queste dimensioni <<extra>> a causa di determinati fenomeni associati con la fisica nucleare, anche se il numero di dimensioni che costituiscono l’universo è oggetto di discussione. Queste iperdimensioni non possono essere osservate direttamente, dal momento che noi con tutti i nostri dispositivi di misurazione siamo legati all’universo tridimensionale, ma possono essere intese matematicamente.

L’oppinione di Hoagland è che alcuni rapporti geometrici nel complesso di Cydonia (Cydonia Mensae è una regione di Marte situata alle coordinate 33° Nord e 13° Ovest. È un buon esempio di pareidolia nella topografia di Marte.) sono riferimenti a questa matematica iperdimensionale.

La chiave geometrica è l’uso ripetuto dell’angolo di 19,5 gradi. Per esempio, due facce della Piramide D & M (collina pentagonale su Marte) formano un angolo di 19,5 gradi con le linee di latitudine di Marte e questo angolo ricorre nella posizione dei ponticelli nella stessa regione.

Secondo Hoagland – e altri che la pensano come lui – 19,5 gradi (più precisamente 19,47) è un dato significativo, perché è la costante tetraedrica, si riferisce cioè al tetraedro, il più semplice dei solidi regolari, con quattro facce di triangoli equilateri, compresa la base triangolare.

Se questa forma viene inserita in una sfera, per esempio un pianeta, con un angolo in corrispondenza con uno dei poli, gli altri tre angoli toccheranno la superficie ciascuno a una latitudine di 19,5 sull’emisfero opposto. Questo è un fatto.

E’ stato osservato che tutti i pianeti del sistema solare quando è possibile vedere la superficie – Venere, per esempio, è sempre coperta di nubi – c’è invariabilmente una forte perturbazione, in corrispondenza di un’emissione di energia, a una latitudine di 19,5 gradi a nord o a sud dell’equatore. La macchia rossa di Giove si trova in quella posizione. Su Marte, il Monte Olimpo, il vulcano più grande che si conosca nel sistema solare (560 chilometri di diametro) si trova a 19,5 gradi a nord. Sulla terra, questa è la posizione delle Isole Hawaii, fortemente vulcaniche, e del più grande vulcano del pianeta, il Mauna Loa.

Si ritiene che il fenomeno dei 19,5 gradi sia legato alla rotazione dei pianeti, essendo in effetti un'<<ombra>> di forze potentissime di dimensioni più alte. In altre parole, il sito dei 19,5 gradi è un punto in cui affiorano le altre dimensioni, manifestandosi nel mondo tridimensionale come una rivelazione di forze iperdimensionali. E’ per questo, afferma Hoagland, che l’angolo di 19,5 gradi ricorre con tanta frequenza a Cydonia.

E’ un indizio lasciato per condurci a comprendere la causa iperdimensionale delle emissioni planetarie di energia responsabili della macchia rossa di Giove e del Monte Olimpo di Marte. Questo a sua volta ci permette di avvicinarci alla fisica iperdimensionale.

Hoagland sostiene che se riuscissi a imbrigliare l’energia generata da dimensioni superiori, avremmo una fonte illimitata di potenza e la possibilità di sviluppare tecnologie come i meccanismi di propulsione antigravitazionali e i viaggi interstellari. Queste tecnologie, aggiunge, risolveranno molti problemi del mondo e instaureranno, secondo le sue parole, un <<nuovo ordine mondiale>>.

Qui però sorgono le difficoltà.Già nella sua conferenza alle Nazioni Unite, dove parla a lungo dell’importanza dei 19,5 gradi e della geometria tetraedrica, Hoagland ammette che all’affioramento delle energie planetarie in questi punti erano già arrivati anni prima i matematici che si occupavano di iperdimensioni. Il Messaggio di Cydonia, in pratica, non fa che ripetere una cosa che gli scienziati terrestri sapevano già da anni.

Fatto più importante, Hoagland ed Erol Torun ricavarono numerose conclusioni significative dalla latitudine di Cydonia. Una delle loro affermazioni chiave è che la latitudine della piramide D & M – 40.868 gradi nord -non era stata scelta soltanto perché racchiudeva importanti concetti matematici (essendo la tangente esponenziale  e diviso pi), ma anche perché gli stessi concetti si ripresentao nella geometria di altri punti caratteristici di Cydonia.

Il complesso, concludevano, è quindi <<autoreferenziale>>, il che significa che la matematica degli <<edifici>> si riferisce alla posizione del complesso sul pianeta, dimostrazione che niente di tutto ciò è una semplice coincidenza.

Tratto dalle mie letture: “Il Complotto Stargate

di Linn Picknett & Clive Prince p. 109-110-111  

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La NASA conferma che la Terra sperimenterà 15 giorni di buio completo in Novembre 2015

Washington DC conferma che questa non è un’esercitazione, – La Nasa ha confermato che la Terra sperimenterà 15 giorni di buio totale che avrà inizio tra il 15 novembre e il 29, 2015. Secondo la NASA, questo evento inatteso, potrebbe verificarsi.

Gli astronomi della NASA hanno indicato che il mondo rimarrà in completa oscurità a partire Domenica 15 Novembre, 2015 alle 03:00 e si concluderà il Lunedì, 30 novembre, 2015 04:45. Secondo i funzionari, (il blackout di novembre sarà causato da un evento astronomico tra Venere e Giove)

Charles Bolden, che è stato nominato a capo della Nasa dal Presidente Obama, ha pubblicato un documento di 1000 pagine che spiega l’evento alla Casa Bianca.

Secondo il rapporto, il 26 ottobre 2015 Venere e Giove saranno impegnati in un stretto parallelismo, separati solo da un grado. Venere passerà a sud-ovest di Giove, causando il brillamento di Venere, facendolo diventare 10 volte più luminoso di Giove. La calda luce sprigionata dal brillamento di Venere riscalderà i gas su Giove causandole una reazione gassosa. 

La reazione gassosa rilascerà una quantità senza precedenti di idrogeno nello spazio. Il gas d’idrogeno si interporrà tra il Sole e la Terra alle ore 02:50 circa. La quantità di idrogeno rilasciato, venendo in contatto con la superficie del Sole, causerà una massiccia esplosione sul Sole stesso, in un istante innalzerà la temperatura a 9.000 gradi Kelvin.

Il Sole tenterà di contenere l’esplosione emettendo calore dal suo nucleo, (vedi diagramma sopra)

Per attenuare il calore sviluppatosi sul Sole lo farà diventare di colore bluastro. una volta che il Sole avrà raggiunto il colore bluastro, ci vorranno circa 14 giorni per ripristinare la sua normale temperatura sulla superficie, restituendo al Gigante Rosso il suo colore naturale.

Mentre la superficie del Sole si sta raffreddando, la sua luce si autoregolerà, ma ovunque ci vorranno 7-8 minuti e mezzo a seconda della rotazione della Terra perché la luce dal Sole arrivi alla Terra. Purtroppo la gente non conoscerà l’evento fino alle 02:58 del 15 novembre.

Bolden ha tenuto una conferenza con l’Amministrazione di Obama per discutere ulteriori dettagli della “manifestazione sul Blackout”. Secondo Bolden, non ci si aspetta alcun effetto importante sull’evento del Blackout. L’unico effetto che questo evento avrà sulla Terra è un aumento di 6 – 8 gradi di temperatura. la calotta polare sarà in gran parte influenzata da questo. Nessuno dovrebbe preoccuparsi più di tanto. Questo evento potrebbe essere simile a quello che in inverno succede in Alaska.

Inoltre Boleden ha aggiunto, l’unico altro effetto che tutti avranno sarà quello di un “venerdì nero” da ringraziare.

Con i 15 Giorni di Buio che verranno, potremmo solo immaginare cosa accadrà sulla Terra durante quel periodo !!!!. LINK

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Ho tradotto e pubblicato il citato sopra articolo, perché ne ho visto una analogia con la “Profezia Hopi” che loro chiamano “Il Purificatore – Il Messaggero Fiameggiante”. “Questo evento ci avrebbe detto che i tempi finali sono molto vicini. Quindi la Stella Blu Kachina sarebbe apparsa fisicamente nei nostri cieli e avrebbe significato che siamo nei tempi finali”. (Hopi Prophecy).

La profezia Hopi descrive eventi che non possono venire assolutamente trascurati e che coincidono con diverse teorie e scoperte astronomiche. Oggi la NASA per conto dei suoi portavoce ci racconta questo parallelismo tra Venere e Giove, vero o meno che sia poco importa, importa in vero, che parla del nostro Sole come una stella che si ammanta di blu per via dell’eccessivo calore.

La Blu Kachina pare non essere affatto una cometa, (come in passato si pensava) ma un enorme pianeta blu con caratteristiche simili a Nettuno e Urano; un pianeta con numerosi satelliti e polveri, che orbita molto distante dalla propria stella rossa (Red Kachina) e che potrebbe quindi attraversare le regioni vicine alle orbite di Marte e di Giove. Come si può notare, Giove è sempre al centro della scena.

“Poiché le stelle e le costellazioni del cielo non faranno più brillare la loro luce; il Sole si oscurerà mentre sorge, la Luna non farà più risplendere il suo chiarore” (Isaia 13,10 – Bibbia).

Le anomalie nel nostro sistema solare stanno aumentando. Il Sole è più irrequieto di quanto si credesse: turbolenze di un’intensità mai vista finora sono state osservate per la prima volta nella zona compresa fra la superficie della stella e la sua atmosfera. A catturarne le immagini è stata la sonda Iris della Nasa. Lanciata il 27 giugno 2013, Iris ha il compito di osservare una zona del Sole impossibile da studiare nel dettaglio dai telescopi a Terra: quella compresa tra la superficie e la parte più esterna dell’atmosfera solare, detta corona.

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