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Liberatori Invasori

Porta Pia e i bersaglieri

Guarda, guarda com’è la vera storia……

Perché il 20 settembre 1870 furono i bersaglieri a varcare la breccia di Porta Pia? Perché avevano incarico, non di conquistare, ma di correre a proteggere il Papa prima che i Romani lo linciassero!

Nel 1870 i romani erano 230 mila, di cui 50 mila disoccupati la metà della popolazione attiva e 30 mila mendicanti. Figuratevi cosa può essere una popolazione composta per un terzo di sacerdoti sanguisughe e nullafacenti, per un terzo di persone che lavorano poco e per un terzo di persone che non lavorano affatto, in un Paese privo d’agricoltura, commercio e industria, che Joyce definiva come uno che per tirare a campare mostra il cadavere della nonna!

L’amministrazione pontificia aveva una quantità enorme di impiegati perché ogni nuovo pontefice doveva sistemare parenti, amici e clienti, senza inimicarsi quelli dei predecessori. Papi, Vescovi e Cardinali provenivano dalle stesse famiglie nobili, ed ognuna raggiunto il ruolo di Papa Re, risucchiava tutto quel che poteva per arricchirsi ulteriormente.

Quanto al popolo, il Vaticano non aveva mai avuto la mano leggera Se con una porgeva il pane, con l’altra teneva la forca, e disponeva di un sistema di polizia feroce, di una censura spietata. Dopo le brutte esperienze delle rivolte medievali, per avere in città una popolazione tranquilla i papi provvedevano, con doni e beneficenze, assistenze e favori, a mantenere gran parte della popolazione senza corrispettivo di lavoro: ne derivò una vita priva di stimoli che i romani hanno sintetizzato bene nel motto «tirare a campare».

In tale situazione era plausibile che all’arrivo degli invasori “liberatori”, il popolo si rivoltasse, cosa che puntualmente accadde!

Già durante l’avanzata dell’esercito piemontese nel regno pontificio, in ogni paese i soldati venivano accolti come “liberatori”. Lo stesso accadde a Roma ove il popolo si armò alla meno peggio e confluì per le strade!

Ancora dopo l’armistizio il segretario di Stato pontificio Giacomo Antonelli chiese al generale nemico di occupare anche la zona dei palazzi vaticani, che le clausole dell’armistizio lasciavano al papa, perché i romani minacciavano di attaccarli.

Non nuovo a tali eventi, giacché fu l’Antonelli che, dopo l’assalto del popolo al palazzo del Quirinale il 25 novembre 1848, spinse il Papa a fuggire a Gaeta, dove venne premiato con la seconda nomina a Cardinale Segretario di Stato.

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