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Almanacco di maggio 2016

Per fermare il TTIP

Per tutelare i diritti e i beni comuni
Per costruire un altro modello sociale ed economico
per difendere la democrazia.
Tutte e tutti insieme è possibile

Chiediamo a tutte le donne e gli uomini da sempre attivi in difesa dei diritti e dei beni comuniai sindaciai comitatialle reti di movimentoalle organizzazioni sindacalialle associazioni contadine e consumeristicheagli ambientalisti e al mondo degli agricoltori e delle piccole imprese e a tutti quanti hanno a cuore la democrazia, di costruire assieme a noi una grande manifestazione nazionale a Roma il 7 maggio 2016.

Roma sabato 7 maggio 2016 – ore 14
ritrovo in Piazza della Repubblica L’APPELLO:

Stop TTIP Italia:
diritti come merce di scambio: dobbiamo fermarli e subito,
sabato 7 maggio a Roma dobbiamo essere tanti e uniti

Oltre i due terzi del testo negoziale del TTIP, ben 248 pagine, sono state desecretate e rese pubbliche da Greenpeace. Sono la sostanza della trattativa tra Stati Uniti e Unione Europea al punto in cui si è arrivati durante l’ultimo round negoziale, svoltosi a New York a fine aprile.

Il tutto a pochi giorni dalla grande manifestazione organizzata dalla Campagna Stop TTIP Italia per il prossimo 7 maggio a Roma, e a poche settimane dal prossimo Consiglio Europeo del 13 maggio che tratterà del TTIP e anche del CETA, l’accordo di liberalizzazione con il Canada in via di ratifica al Parlamento europeo.

“L’Unione Europea ha detto di avere ottenuto protezioni per settori sensibili della nostra vita quotidiana” dichiara Monica Di Sisto, tra i portavoce della Campagna Stop TTIP Italia, “come l’agricoltura, il cibo, i prodotti di qualità, ma sono ancora tutti aperti e in molti casi è evidente che li sta solo usando come merce di scambio per quello che vuole davvero: appalti, lavoro senza garanzie e a basso costo, finanza e privatizzazioni senza controllo sulle due sponde dell’Atlantico. Dobbiamo fermarli e subito, il 7 maggio dobbiamo essere tanti e uniti per ottenerlo”.

Nel capitolo sulle misure sanitarie e fitosanitarie, che dovrebbe stabilire gli standard di riferimento per la qualità e la salubrità dei cibi, non c’è alcun riferimento a quel Principio di precauzione che l’Unione Europea dice di voler salvaguardare, ma vengono ben specificati quegli organismi che promuovono gli standard a livello internazionale, come il Codex Alimentarius, che hanno criteri meno rigidi dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare.

“Nella Cooperazione regolatoria” dichiara Elena Mazzoni, tra i coordinatori della Campagna Stop TTIP Italia “emerge come la cosiddetta armonizzazione degli standard e delle normative venga fatta al di fuori degli occhi indiscreti degli organismi democraticamente eletti. A dirigere i giochi la Commissione Europea e le Agenzie federali statunitensi. E senza il minimo accenno, peraltro, al Principio di Precauzione”.

“La documentazione resa pubblica oggi” sottolinea Marco Bersani, tra i coordinatori della Campagna Stop TTIP Italia, “dimostra quello che da tempo la campagna Stop TTIP denuncia: il TTIP è un attacco generalizzato ai diritti e alla democrazia. Se ad oggi era la democrazia a definire i limiti del mercato, con il TTIP sarà il mercato a definire i limiti della democrazia. Per opporsi a tutto questo, tutte e tutti in piazza a Roma il prossimo 7 maggio”.

Per questo, per fermare il TTIP, tutelare i diritti e i beni comuni e costruire un altro modello sociale ed economico, equo e democratico la campagna Stop TTIP Italia, sostenuta da oltre 300 organizzazioni e sindacati e da oltre 50 comitati locali che lottano contro la segretezza e la portata del TTIP,  invita tutti a un grande appuntamento nazionale: sabato 7 maggio 2016 a Roma. Segue QUI  ___________________________________

Ttip, la «Nato economica»

Cittadini, enti locali, parlamenti, governi, interi Stati esautorati dalle scelte economiche, messe nelle mani di organismi controllati da multinazionali e gruppi finanziari, violando i diritti dei lavoratori, la tutela dell’ambiente e la sicurezza alimentare, demolendo servizi pubblici e beni comuni: per tali ragioni, espresse dalla Campagna Stop Ttip promotrice della manifestazione del 7 maggio a Roma, va respinto il «Partenariato transatlantico su commercio e investimenti» (Ttip), negoziato segretamente tra Usa e Ue. Segue QUI

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TTIP, Chevron ha fatto pressioni sull’UE per le clausole ISDS. 

Le rivelazioni del Guardian:

Il Guardian riporta documenti che dimostrano come la multinazionale Chevron abbia fatto pressioni all’UE per garantire agli investitori stranieri “il diritto legale di impugnare” le decisioni dei governi nell’accordo commerciale USA-UE (TTIP) in quanto “deterrente” contro le leggi ambientali.

Attivisti, ambientalisti e sempre più esponenti politici da tempo si sono schierati contro il famigerato meccanismo di risoluzione delle controversie tra investitori e stato, la clausola Transatlantic Trade and Investment Partnership (ISDS) presente nel TTIP, perché darebbe alle multinazionali un potere enorme.

L’atteggiamento di Chevron a Bruxelles conferma tutte queste ipotesi.

Nella settimana in cui i negoziati per il TTIP hanno visto una nuova fase ad Hannover, il quotidiano inglese pubblica un verbale dell’aprile 2014 di una riunione tra anonimi dirigenti Chevron e funzionari della Commissione europea. «L’ISDS è stato utilizzato solo una volta da Chevron, nel suo contenzioso contro l’Ecuador – dicono le carte – Eppure, Chevron sostiene che la mera esistenza di un meccanismo ISDS sia importante, in quanto agisce come deterrente»

Chevron grazie alla famigerata clausola ISDS ha potuto portare il governo di Quito davanti un arbitrato dell’Aia chiedendo 9,5 miliardi di dollari di compensazione. Le popolazioni indigene hanno poi portato la multinazionale di fronte al tribunale chiedendo la stessa cifra per i disastri ambientali che ha causato nel paese. “Il caso di Chevron è spesso usato come un esempio per non fare l’ISDS”, riportano ancora i verbali con un commento dei funzionari dell’UE. “Questa è una percezione sbagliata in quanto il caso dimostra chiaramente l’esatto contrario. L’azienda a Bruxelles ha consegnato un’analisi dettagliata del caso”.

Una delle compagnie petrolifere responsabili dei maggiori disastri ambientali ha fatto pressioni sull’Unione europea per impedire che i governi possano in futuro minacciare i suoi profitti a protezione dell’ambiente. Con il meccanismo ISDS, 47 mila aziende Usa potranno sfidare la legislazione europea in tribunali fatti da arbitri per i loro profitti, come sottolinea un accurato dossier della campagna Stop TTIP Italia. L’Ecuador seppe reagire contro la Chevron riacquistando la sua sovranità con il presidente Correa e da colonia divenne stato. I paesi europei sono destinati a fare il percorso contrario?

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Abolizione del Contante (come previsto)

Draghi preme per abolire la banconota da 500€

La Banca Centrale Europea dovrebbe decidere oggi di abolire la banconota da 500 euro, ritenuta troppo utile a criminalità e organizzazioni che finanziano il terrorismo, oltre che essere molto apprezzata in chi deve far circolare denaro sporco o pagare tangenti. Nelle prossime 24 ore dovrebbero conoscersi le modalità con cui l’abolizione verrà messa a punto. Mario Draghi dovrà però vedersela ancora una volta con i tedeschi della Bundesbank, apertamente scettici su tale ipotesi. (www.teleromagna24.it)

La presunta diatriba tra tedeschi e Draghi è una messinscena. Il piano dei ben noti mondialisti assassini procede senza tregua. L’abolizione del denaro contante, già realtà in molti paesi del nord Europa, è da anni uno dei loro obiettivi primari, propinato oggi con la sempre valida scusa della ‘sicurezza‘. La smaterializzazione finale (dopo l’astuta abolizione del controvalore in oro) della forma di pagamento consentirà loro di gestire ancora meglio l’economia in modo occulto e privatistico, permettendogli di imporre un controllo capillare ed esaustivo di tutte le transazioni finanziarie. Il passo successivo consisterà nell’obbligatorietà dell’uso del bancomat wireless oppure del microchip sottopelle. Gli oscuri maneggioni avranno così la possibilità di escludere dalla vita civile chi vorranno (disattivando il chip) impedendogli di muoversi, mangiare, bere.

Ci saranno solo una maggioranza di connessi conformati ed una esigua minoranza in estinzione di disconnessi ribelli, come nei peggiori film di fantascienza. Ovviamente la malavita organizzata non ne verrà per nulla inficiata e potrà continuare a fare affari più e meglio di prima, con il beneplacito delle istituzioni. (http://offskies.blogspot.it/)

Tutte cose che avevo predetto oltre 10 ani fa, la cui filosofia ho sintetizzato nell’articolo su NEXUS 120. Facile spiegare anche perché tutti i movimenti “equo-solidali”, “antipolitici” e “progressisti” invochino il wi-fi libero. E la “lotta al terrorismo globale”, “combattere l’evasione fiscale”. È tutto in mano a banchieri e petrolieri.

Ci possiamo fare ben poco ma il poco è questo: LA PENNA PIÙ VELOCE DEL WESTINIZIARE LO SCOLLOCAMENTO.

https://pianetax.wordpress.com/2016/05/05/abolizione-del-contante-come-previsto/

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CI PAGHERANNO TUTTI IN BIT. CI PIACCIA O NO.

Un lunedì dello scorso aprile un centinaio di altissimi capi di banche d’affari e “delle più grandi istituzioni finanziarie del mondo” si sono riuniti in un ufficio del Nasdaq a Times Square. In gran segreto. Lo scopo: una esercitazione, una simulazione riguardante trasferimenti finanziari con un nuovo metodo. Che ha avuto successo. Come ha notificato giuliva Bloomberg:

“Alla fine della giornata, tutti loro avevano visto qualcosa di straordinario: dollari americani trasformati in veri attivi digitali, utilizzabili istantaneamente fin dall’apertura di una transazione commerciale. Il sistema attuale (di trasferimenti e bonifici, ndr.) complesso, pesante, soggetto ad errori, ci mette dei giorni per trasferire denaro nella città o nel mondo, è sostituito istantaneamente da un nuovo sistema quasi sicuro e che risponde in tempo reale”. Un software “che trasformerà la finanza”, era quello che i massimi capintesta del totalitarismo finanziario. http://www.bloomberg.com/news/articles/2016-05-02/inside-the-secret-meeting-where-wall-street-tested-digital-cash

E’ un incontro che ricorda molto da vicino quello di Jekyll Island, in cui nel 1910 i banchieri d’affari cospirarono per creare la Federal Reserve come loro banca privata di emissione (1).

Il sistema è fondato “sulla tecnologia blockhain”: la stessa su cui si fonda il bitcoin, la cosiddetta criptovaluta digitale, che ci è stata gabellata come la “moneta libertaria” e anarchica, perché esistente “sulla Rete” (cosa di più democratico? Chiedete ai 5 Stelle) sottratta alla dittatura delle banche centrali, le quali non posson svalutarla, eccetera.

Il punto è che il sistema è piaciuto ai signori riuniti a Times Square. I quali dice Bloomberg, “non erano lì solo per parlare della tecnologia”, ma di adottarla e di applicarla nel proprio interesse. Fra di loro c’erano i massimi responsabili di “Nasdaq, Citigroup, Visa, Fidelity, Fiserv e Pfizer”. E’ un’accelerazione decisiva verso l’abolizione completa del contante fisico e la materializzazione del denaro, come denuncia l’economista Michael Snyder (direttore di The Economic Collapse). Continua a leggere QUI

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Unione EuropeaDemocratizzare l’Ue?
Idea morta col tradimento di Tsipras

In Austria il “Partito della libertà” (Fpo) ha ottenuto uno strepitoso risultato elettorale. Il suo candidato per la carica di Presidente Norbert Hofer  ha raccolto il 35,1% dei suffragi, staccando di gran lunga gli sciapi candidati proposti dai partiti etero-diretti dal politburo di Bruxelles, popolari e socialisti in testa. Al ballottaggio il candidato del partito che fu di Jorg Haider dovrà vedersela con il verde Alexander Van der Bellen, fermo al 21,3% dei consensi. E’ molto probabile che il prossimo presidente austriaco sia quindi un acceso nemico dei nazisti tecnocratici che ora devastano il Vecchio Continente secondo le linee dettate dal duo Obama-Merkel. L’Austria è l’ennesima nazione nella quale i cittadini esprimono democraticamente e nelle urne sdegno e indignazione per le pietose condizioni nelle quali versa l’Europa, tenuta in ostaggio da una masnada di impuniti e terrificanti personaggi sprovvisti di qualsivoglia legittimazione dal basso. Ogni volta i pifferai al servizio del sistema ricorrono alle stesse logore immagini per demonizzare l’avanzata dei partiti non funzionali al rafforzamento della dittatura in atto, sempre diffamati e attaccati in automatico poiché presuntivamente “xenofobi e populisti”.

Da Farage in Inghilterra a Marine Le Pen in Francia, da Iglesias in Spagna a Kaczinski in Polonia, da Tsipras in Grecia alla coppia Salvini/Grillo in Italia, dovunque si voti la musica non cambia: o vincono i servi di Mario Draghi (orwellianamente “moderati” e “responsabili”), o i giornali di regime cominciano a lanciare in tutte le lingue del mondo strali contro “l’avanzare del populismo”. Si tratta di un disco che, oggettivamente, ha stancato alquanto. Come avevamo previsto con un certo anticipo, la piroetta con la quale Tsipras si è infine piegato agli ordini piovuti dall’alto ha ucciso nella culla la possibilità di salvare l’Europa “da sinistra”. Alla prova dei fatti le “sinistre alternative”, incapaci di mettere in discussione la moneta unica, finiscono con il legittimare la prosecuzione della status quo. Cosa è cambiato con “Syriza” al potere? Nulla. Rigore, austerità e privatizzazioni continuano a farla da padroni, mentre le condizioni di vita della povera gente diventano di giorno in giorno più drammatiche.

Di fronte ad una evidenza tanto tragica, tutti quelli che non intendono rassegnarsi a vivere per sempre sotto il tallone di un manipolo di burocrati autoreferenziali al servizio del binomio Alta Loggia/Alta Finanza, non possono far altro che guardare a quelle forze che offrono il grimaldello della “difesa dell’identità” per smontare il mostro luciferino e mondialista ora dominante. L’avanzare di partiti di “estrema destra”, così bollati da un mainstream servile e senza fantasia, sono diretta conseguenza di due certezze oramai metabolizzate da una fetta rilevante di opinione pubblica continentale: 1) la Ue attuale è una dittatura feroce di stampo tecnonazista; 2) le forze di sinistra “alternativa” non sono in grado di liberare i popoli dalla schiavitù dell’euro. Cosa faranno “gli occulti manovratori” per contenere questa nuova marea montante? Proveranno a metterci il cappello sopra. Fino a quando sarà possibile gestire i diversi parlamenti nazionali architettando da nord a sud governi di “grande coalizione”, le forze cosiddette “antisistema” continueranno ad essere mediaticamente demonizzate e bastonate; quando i “padroni del vapore” si accorgeranno però di avere finito le cartucce di carta, ovvero quando capiranno che la propaganda, per quanto incessante, produce infine risultati perfino controproducenti, avrà allora inizio il piano B.

E cosa prevede il piano B? Prevede la “normalizzazione” di quelle stesse realtà prima violentemente colpite, da dipingere ora come “finalmente incanalate sulla via della maturità politica e della responsabilità, qualità indispensabili per aspirare al governo del Paese”. Che tradotto significa: obbedite pure voi come obbedivano i burattini di prima, divenuti inservibili e perciò scaricati, e così vedrete che tutti ne trarremo gli opportuni vantaggi. Questo tipo di tattica, in Italia, è già partita. Avete notato come i media controllati dai “soliti noti” comincino a veicolare una immagine rassicurante di Luigi Di Maio, già incoronato a reti unificate come sicuro candidato premier del Movimento 5 Stelle? E avete notato come il “Corriere della Sera” di oggi, a pagina 4, definisca “pacato” Norbert Hofer, probabile presidente dell’Austria che verrà? “Pacato” somiglia molto a “moderato”, termiche che nella neolingua usata dai “maghi neri” nascosti nella cabina di comando rappresenta il non plus ultra dell’affidabilità. “Se non puoi batterli, fatteli amici”, recita un vecchio adagio. Questo schema, se applicato con successo, contempla un solo sconfitto: il popolo, da ingannare sempre e comunque senza soluzione di continuità.

Se la memoria avesse un valore, i nuovi politici rampanti scanserebbero come veleno le lusinghe di quelli che prima li calunniavano; così come gli stagionati politicanti, mollati poi come vecchie calzette per fare spazio a più verdi maggiordomi, coltiverebbero un sano senso di rivalsa da indirizzare contro gli inamovibili burattinai anziché puntare il dito nei confronti dei nuovi burattini. Semmai dovesse accadere una cosa del genere – semmai cioè si saldassero le ragioni di vecchie e nuove classi dirigenti allo scopo di respingere gli assalti dei soliti perfidi manipolatori – la politica tornerebbe ad esercitare quel primato che le spetta, lasciando per una volta con le pive nel sacco i plutocrati che, gestendo “gli opposti” con metodo e costanza, restano sempre a galla.

(Francesco Maria Toscano, “L’idea di democratizzare l’Europa è morta con il tradimento di Tsipras, passa per la riscoperta delle singole identità nazionali la sconfitta dei tecno-nazisti di Bruxelles?”, dal blog “Il Moralista” del 26 aprile 2016).In Austria il “Partito della libertà” (Fpo) ha ottenuto uno strepitoso risultato elettorale. Il suo candidato per la carica di presidente Norbert Hofer  ha raccolto il 35,1% dei suffragi, staccando di gran lunga gli sciapi candidati proposti dai partiti etero-diretti dal politburo di Bruxelles, popolari e socialisti in testa. Al ballottaggio il candidato del partito che fu di Jorg Haider dovrà vedersela con il verde Alexander Van der Bellen, fermo al 21,3% dei consensi. E’ molto probabile che il prossimo presidente austriaco sia quindi un acceso nemico dei nazisti tecnocratici che ora devastano il Vecchio Continente secondo le linee dettate dal duo Obama-Merkel. L’Austria è l’ennesima nazione nella quale i cittadini esprimono democraticamente e nelle urne sdegno e indignazione per le pietose condizioni nelle quali versa l’Europa, tenuta in ostaggio da una masnada di impuniti e terrificanti personaggi sprovvisti di qualsivoglia legittimazione dal basso. Ogni volta i pifferai al servizio del sistema ricorrono alle stesse logore immagini per demonizzare l’avanzata dei partiti non funzionali al rafforzamento della dittatura in atto, sempre diffamati e attaccati in automatico poiché presuntivamente “xenofobi e populisti”.

Da Farage in Inghilterra a Marine Le Pen in Francia, da Iglesias in Spagna a 

Norbert HoferKaczinski in Polonia, da Tsipras in Grecia alla coppia Salvini/Grillo in Italia, dovunque si voti la musica non cambia: o vincono i servi di Mario Draghi (orwellianamente “moderati” e “responsabili”), o i giornali di regime cominciano a lanciare in tutte le lingue del mondo strali contro “l’avanzare del populismo”. Si tratta di un disco che, oggettivamente, ha stancato alquanto. Come avevamo previsto con un certo anticipo, la piroetta con la quale Tsipras si è infine piegato agli ordini piovuti dall’alto ha ucciso nella culla la possibilità di salvare l’Europa “da sinistra”. 

Alla prova dei fatti le “sinistre alternative”, incapaci di mettere in discussione la moneta unica, finiscono con il legittimare la prosecuzione della status quo. Cosa è cambiato con “Syriza” al potere? Nulla. Rigore, austerità e privatizzazioni continuano a farla da padroni, mentre le condizioni di vita della povera gente diventano di giorno in giorno più drammatiche.

Di fronte ad una evidenza tanto tragica, tutti quelli che non intendono rassegnarsi a vivere per sempre sotto il tallone di un manipolo di burocrati autoreferenziali al servizio del binomio Alta Loggia/Alta Finanza, non possono far altro che guardare a quelle forze che offrono il grimaldello della “difesa dell’identità” per smontare il mostro luciferino e mondialista ora dominante.

L’avanzare di partiti di “estrema destra”, così bollati da un mainstream servile e senza fantasia, sono diretta conseguenza di due certezze oramai metabolizzate da una fetta rilevante di opinione pubblica continentale: 1) la Ue attuale è una dittatura feroce di stampo tecnonazista; 2) le forze di sinistra “alternativa” non sono in grado di liberare i popoli dalla schiavitù dell’euro. Cosa faranno “gli occulti manovratori” per contenere questa nuova marea montante? Proveranno a metterci il cappello sopra. 

Fino a quando sarà possibile gestire i diversi parlamenti nazionali architettando da nord a sud governi di “grande coalizione”, le forze cosiddette “antisistema” continueranno ad essere mediaticamente demonizzate e bastonate; quando i “padroni del vapore” si accorgeranno però di avere finito le cartucce di carta, ovvero quando capiranno che la propaganda, per quanto incessante, produce infine risultati perfino controproducenti, avrà allora inizio il piano B.

E cosa prevede il piano B? Prevede la “normalizzazione” di quelle stesse realtà prima violentemente colpite, da dipingere ora come “finalmente incanalate sulla via della maturità politica e della responsabilità, qualità indispensabili per aspirare al governo del Paese”. Che tradotto significa: obbedite pure voi come obbedivano i burattini di prima, divenuti inservibili e perciò scaricati, e così vedrete che tutti ne trarremo gli opportuni vantaggi. Questo tipo di tattica, in Italia, è già partita. Avete notato come i media controllati dai “soliti noti” comincino a veicolare una immagine rassicurante di Luigi Di Maio, già incoronato a reti unificate come sicuro candidato premier del Movimento 5 Stelle? E avete notato come il “Corriere della Sera” di oggi, a pagina 4, definisca “pacato” Norbert Hofer, probabile presidente dell’Austria che verrà? “Pacato” somiglia molto a “moderato”, termiche che nella neolingua usata dai “maghi neri” nascosti nella cabina di comando rappresenta il non plus ultra dell’affidabilità. “Se non puoi batterli, fatteli amici”, recita un vecchio adagio. Questo schema, se applicato con successo, contempla un solo sconfitto: il popolo, da ingannare sempre e comunque senza soluzione di continuità.

Di MaioSe la memoria avesse un valore, i nuovi politici rampanti scanserebbero come veleno le lusinghe di quelli che prima li calunniavano; così come gli stagionati politicanti, mollati poi come vecchie calzette per fare spazio a più verdi maggiordomi, coltiverebbero un sano senso di rivalsa da indirizzare contro gli inamovibili burattinai anziché puntare il dito nei confronti dei nuovi burattini. Semmai dovesse accadere una cosa del genere – semmai cioè si saldassero le ragioni di vecchie e nuove classi dirigenti allo scopo di respingere gli assalti dei soliti perfidi manipolatori – la politica tornerebbe ad esercitare quel primato che le spetta, lasciando per una volta con le pive nel sacco i plutocrati che, gestendo “gli opposti” con metodo e costanza, restano sempre a galla.

(Francesco Maria Toscano, “L’idea di democratizzare l’Europa è morta con il tradimento di Tsipras, passa per la riscoperta delle singole identità nazionali la sconfitta dei tecno-nazisti di Bruxelles?”, dal blog “Il Moralista” del 26 aprile 2016).

http://www.libreidee.org/2016/05/democratizzare-lue-idea-morta-col-tradimento-di-tsipras/

una “rispettabilità” fasulla contro l’anticristo

IL NAZISMO TECNOCRATICO, ANCHE IN AMERICA,  HA LE ORE CONTATE 

Le persone più avvezze, in ogni angolo dell’Occidente, hanno oramai colto come funzioni il “nazismo tecnocratico” oggi dominante. I membri dell’establishment, da Hillary Clinton a Rubio, da Hollande a Sarcozy, per finire a gente come Draghi, Merkel, Schaeuble e Schulz, fanno tutti parte dello stesso occulto circuito di potere – di fatto antiumano e sanguinario – complice e direttamente responsabile di tutti i morti causati dalle guerre infami dichiarate negli ultimi venti anni con la scusa del terrorismo islamico e dei tanti suicidi provocati volontariamente dalla ottusa applicazione di ricette macroeconomiche improntate all’applicazione strumentale dell’austerity.

Le condotte indegne di questa declinante classe dirigente globale, malvagia quanto quella guidata negli anni ’30 dal fuhrer Hitler, verranno precisamente e inconfutabilmente dipinte nel libro il “Nazismo tecnocratico” di prossima uscita. E’ incoraggiante sapere però come il popolo abbia oramai aperto gli occhi. Gli outsider crescono, nonostante il battage mediatico tenti di screditare e ridicolizzare di continuo tutti i candidati che non siano diretta emanazione del “nazismo tecnocratico”.

Questo fenomeno è palese non solo in Paesi piccoli e periferici come la Grecia e il Portogallo, ma anche all’interno di Paesi ricchi e forti dal punto di vista geopolitico come Francia e Stati Uniti d’America. Negli States in particolare la corsa per la conquista della presidenza sta diventando davvero entusiasmante. Trump e Sanders hanno monopolizzato l’attenzione popolare dettando l’agenda della priorità.

Temi come la disuguaglianza economica, la plutocrazia, il lavoro e la globalizzazione vengono ora affrontati in termini realistici, rendendo marginali le discussioni che orbitano intorno a “conquiste cosmetiche” prima sbandierate come chissà quale grande successo. A cosa è servito eleggere un presidente nero, considerato il numero di morti di colore causati dall’utilizzo allegro delle armi da parte della polizia a stelle e strisce sotto la presidenza Obama? Parimenti, a cosa servirebbe adesso eleggere il primo presidente donna, comunque destinata poi sicuramente a servire gli interessi dei pescicani di Wall Street?

I biglietti verdi non conoscono razza né sesso. Paradossalmente, poi, sono proprio le categorie più svantaggiate ad essere facile preda di una triste “sindrome di Stoccolma”. La corsa di Hillary Clinton – demoniaca figura al centro di tutte le peggiori nefandezze consumate negli ultimi tempi – sarebbe già arrivata al capolinea senza il sostegno della comunità afro-americana e di quella ispanica. Questa circostanza sfata un luogo comune.

Non sono le “categorie che soffrono” quelle che votano in favore di candidati “alternativi” rispetto agli schemi imposti del “nazismo tecnocratico”. Anzi, è vero il contrario. I candidati peggiori, seguendo l’esempio di Achille Lauro (armatore napoletano che regalava alla plebe una scarpa prima del voto e le seconda a urne chiuse), comprano il sostegno proprio dei più deboli.

Gli elettori liberi dal bisogno e quelli che intendono conservare ad ogni costo una libertà di azione, di pensiero e di giudizio rivolgono semmai il proprio sguardo verso Bernie Sanders o, al limite, verso Donald Trump. Già, Donald Trump. Quest’ultimo dipinto dalla stampa corrotta e controllata dai nazisti tecnocratici come una specie di anticristo, fumo negli occhi per tutti gli alti papaveri ammantati di una “rispettabilità” fasulla grazie alla prostituzione intellettuale di giornalisti e commentatori a contratto.

Quale colpa porta Trump? Quella di avere detto la verità sui falsi attentati dell’undici settembre? Quella di avere detto che la Merkel è una specie di idiota? Quelle di avere auspicato la fine delle ostilità con la Russia di Putin? Oppure va condannato perché si è dichiarato pronto ad ascoltare in Medio Oriente anche le ragioni dei palestinesi e non solo quelle dei potenti israeliani? Sono queste le colpe di Trump? Ebbene, amici cari, queste non sono colpe ma medaglie sul petto. Le colpe vere – imperdonabili agli occhi di Dio e degli uomini – gravano sulla testa del clan Bush, spregiudicato fino al punto da creare falsi mostri come Bin Laden e Al Baghdadi; e aleggiano pure su quelli come Obama e Clinton, che, pur sapendo, tacciono per pavidità, complicità o interesse.

Una nuova era sta per aprirsi, ma per chiudere definitivamente la vecchia l’oblio non basta. Una volta raggiunte le vette del potere, i rappresentanti del mondo nuovo organizzino una nuova Norimberga, in grado di chiudere i conti con un passato finalmente bollato per l’eternità con il marchio della più ignobile infamia. Solo sradicando in profondità il nazismo tecnocratico non correremo il rischio di vederlo subito riemergere sotto mentite spoglie.

Francesco Maria Toscano

Fonte link diretto: http://www.ilmoralista.it/2016/03/09/il-nazismo-tecnocratico-anche-in-america-ha-le-ore-contate/

Nota:
Interessanti commenti e riflessioni da leggere all’interno del “link diretto” originale postato sopra. 

L’Europa di Cameron

British Prime Minister David Cameron, right, takes his seat with European Council President Donald Tusk, left, during a bilateral meeting on the sidelines of an EU summit in Brussels on Thursday, Feb. 18, 2016. European Union leaders are holding a summit in Brussels on Thursday and Friday to hammer out a deal designed to keep Britain in the 28-nation bloc.  (Olivier Hoslet, Pool Photo via AP)

Scritto da MMJ in febbraio 19th, 2016.

Due pesi e due misure!
Mentre per tutti i paesi europei la norma è adeguarsi ai diktat di Bruxelles per rimanere in europa, in questi giorni il primo ministro Cameron ha scritto una lettera a Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, elencando le richieste perché il suo paese possa continuare a far parte dell’Unione Europea.

Tra le sue belle richiestine abbiamo:

1. Applicare una legislazione differenziata (cioè più elastica) alle banche e agli organismi finanziari. Non sia mai che non si perda il dominio finanziario da parte della City.

2. Proteggere i paesi che non usano l’euro come moneta. Qui il paradosso è che la moneta unica si è scelta per essere forti e competitivi secondo le leggi assurde del mercato, ma l’Inghilterra chiede appunto che chi non aderisca all’euro sia protetto da questa maggioranza eurofila.

3. Che la competizione entri nel DNA dell’Europa. Quindi, nonostante si chieda nel punto precedente di non farsi schiacciare da una regola inerente al mercato, qui si chiede di esasperare quella regola e quindi via al mercato sempre più libero, con sempre meno vincoli.

4. Mantenere la sovranità del regno unito. Anche qui, in completa deroga a quello che accade negli altri paesi che devono accettare e sottomettersi alle decisioni del consiglio europeo (organo non eletto, ricordiamolo), si chiede che l’Inghilterra possa recedere dagli impegni quando ci sia una maggioranza compatta di parlamentari che lo richiede. La ciliegina sulla torta è che la motivazione addotta è quella di poter lavorare alla creazione di un’unione ancora più stretta con gli altri paesi dell’Unione Europea. (!?)

5. Più controllo sull’immigrazione: tra le altre cose si chiede che gli immigrati possano accedere al Welfare solo dopo essere stati residenti almeno 4 anni. Mi sembra giusto: dopo esser fuggito da una guerra o dalla povertà, dimostri di aver vissuto 4 anni senza sussidi e quindi puoi accedere ai sussidi. Non fa una piega.

Aggiunge anche che, quando un nuovo stato entra a far parte dell’unione, i suoi cittadini non abbiano immediatamente diritto alla libertà di movimento negli altri paesi finché l’economia del loro paese non si è “allineata” con quella del resto dell’UE. Perché a noi non frega se sono stranieri, mica siamo razzisti, a noi frega se sono poveri!

Questo dovrebbe far capire chi comanda davvero in Europa e quali sono gli orizzonti che ci aspettano.

http://www.masonmassyjames.it/blog/leuropa-di-cameron/

Aristoi-Oligoi

Francia, presentata proposta di legge per l’uscita dalla Nato

Tre deputati del partito comunista francese chiedono che la Francia riacquisti “la propria sovranità in conformità agli interessi del popolo”.

Si allarga a geometria variabile in Europa il fronte anti Nato. Presentata in Francia dai deputati Jean-Jacques Candelier, Patrice Carvalho e Gaby Charroux del partito comunista francese,
all’opposizione del governo Valls, una proposta di legge che chiede all’Assemblea Nazionale l’uscita della Francia dalla Nato.

Continua QUI 

http://it.sputniknews.com/

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“A” Intorno all’anno 2001 

 2016: un’osservazione dall’alto della tempesta

by

Il 2016 si preannuncia un anno movimentato: la tensione internazionale, in progressivo aumento sin dal 2011, difficilmente decrescerà ma, al contrario, toccherà lo zenit in coincidenza con l’elezione del nuovo inquilino della Casa Bianca che, imprimendo una svolta militare alla situazione mediorientale, incendierà probabilmente le polveri.

“B” Anni 2011/2015

L’elaborazione di qualche carta è utile a comprendere la strategia di fondo delle oligarchie euro-atlantiche che, abbandonati i sogni di egemonia globale di inizio millennio, hanno ripiegato sino all’attuale ipotesi di un conflitto militare per impedire che il vuoto lasciato dietro di sé sia colmato da Russia e Cina.

“C” anno 2016

 Ecco alcuni piani e avvenimenti possibili suddivisi in A-B-C 

http://federicodezzani.altervista.org/ 

Nb: interessanti commenti all’interno dell’articolo.

http://ningizhzidda.blogspot.it/

Almanacco gennaio 2016 – Supplemento

‘Piano Kalergi e invasione dell’Europa’ 

~ Conferenza don C. Nitoglia 21-9-2015 ~

Questa sera invece di guardare la televisione prenditi mezzora per ascoltare questo video, indipendentemente dalla cultura che hai, il video è abbastanza esaustivo ma se vuoi approfondire leggi l’articolo qui sotto.

Articolo correlato: Il Piano Kalergi

(David Icke 2015) L’Eterno Dominio 

– Geopolitica & Geo-ingegneria –

Non essere prevenuto guarda il video. David Icke potrà essere discutibile ma quello che dice è incontrovertibile realtà! 

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Italians Blow Chemtrails ‘Secret War’ Lid Off With Film (Video)

Scie chimiche la “Guerra Segreta”

“La Xylella causata dalle scie chimiche?”  Ipotesi shock di Adriana Poli Bortone  

L’ex ministro all’Agricoltura avanza dubbi sulla diffusione della malattia collegandola al tema- molto discusso- delle scie chimiche.

La colpa di Xylella sono le scie chimiche? La domanda shock è di Adriana Poli Bortone, ex sindaco di Lecce e ministro dell’agricoltura che affida a Facebook i suoi dubbi aprendo scenari a dir poco inquietanti.

“Gli USA confessano di usare scie chimiche sul territorio italiano. Se la notizia fosse confermata avremmo tutto il diritto di chiedere se la diffusione della xylella sul territorio pugliese e salentino in particolare non sia attribuibile anche a questo fenomeno.

Riflettiamo: nel tempo e’ stata distrutta la nostra agricoltura a partire dalla eliminazione del tabacco (la cui coltivazione e’ stata spostata in altre parti del mondo), della vite, ora dell’ulivo secondo una volontà’ precisa da parte dell’Europa che, guarda caso, proprio in coincidenza con la sciagura xylella concede alla Tunisia l’importazione di quantità’ esponenziali di olio, il Ministero dell’Agricoltura italiano fa un bel piano di eradicazione degli alberi (per fortuna bloccato dalla procura di Lecce), i terreni “infetti” vengono dichiarati inedificabili per 15 anni , i referendum sulle trivellazioni vengono pressoché’ eliminati.

Dalla somma di queste circostanze potrebbe venire un totale devastante. È’ fantapolitica pensare che il nostro territorio, ricco di gas nel sottosuolo e di petrolio anche nel nostro mare, per volontà’ di poteri forti sia destinato non più’ al turismo ed alla agricoltura identitaria, ma alla trivellazione “legalizzata”? Sarà’ fantapolitica, ma mi incomincia a sorgere il dubbio che xylella faccia rima con trivella”.

Una posizione decisamente “sui generis” quella della senatrice leccese che mostra di dar credito alle teorie “complottiste” più oltranziste dando spazio anche all’ironia degli internauti.

Fonte: http://www.leccesette.it/dettaglio.asp?id_dett=32837&id_rub=130

“complottiste” più oltranziste dando spazio anche all’ironia degli internauti? Come questi? o questi? Ricordati che Il “Troll” ha questo compito, abbassare le difese immunitarie di discernimento sulla popolazione non solo nella carta stampata e televisiva/giornalistica ma trova il suo terreno fertile anche nel WEB. 

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Che cosa si nasconde dietro la strage degli olivi salentini?

Trivelle e banditi alle Tremiti: a chi diamo il nostro mare?  

bank-chartpiena risoluzione 

 Da 37 a 4 banche in 20 anni: il grafico. 

 Scritto da MMJ in gennaio 19th, 2016.

“Se vi stavate chiedendo come alcune banche si siano insignite del fregio ‘troppo grandi per fallire‘, ecco un buon punto di partenza per capire. Questo grafico ci mostra come, nel corso degli ultimi due decenni, 37 banche si siano magicamente trasformate in sole 4 mega-banche. Questi colossi bancari, finora, sono stati immuni da qualsiasi conseguenza delle loro tremende decisioni che pongono l’intera economia mondiale in pericolo.” link

In realtà qui non stiamo assistendo a nulla di nuovo.
Già le crisi dei primi del ‘900, sistematicamente concepite ed esasperate dai grossi magnati finanziari, diedero vita negli USA al rastrellamento dell’oro, all’acquisto di moltissimi piccole banche da parte di giganti bancari e infine diedero la giusta scusa perché si creasse la Federal Reserve, ovvero la prima banca centrale privata che innescò i fraudolenti moderni meccanismi monetari basati sul debito.

La stessa cosa è avvenuta in tutti i settori imprenditoriali poiché il commercio, la competizione e la libera impresa generano automaticamente una lotta economica in cui la grande impresa ingloba la più piccola, con il risultato di creare oligarchie invincibili.

Se questo può tradursi in un pessimo affare per i consumatori (che vedono disattesa la promessa di ottenere prezzi e prodotti migliori grazie alla competizione) e per i lavoratori (le grandi corporazioni hanno più margine di influenza sulle trattative salariali, più capacità di sostenere cause giudiziarie e multe, più possibilità di delocalizzare), la cosa diventa tragica per tutti quando si guarda a settori chiave come l’informazione (negli USA 6 corporation detengono il 90% dei mass media) e appunto la finanza poiché si rende palese che le nostre vite dipendono da sempre meno persone che hanno capacità e libertà di manovra praticamente illimitate.

Quindi oggi non stiamo vedendo nulla di nuovo: è solo un meccanismo che sta dando i suoi frutti. E sono avvelenati.

LINK  

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I delitti britannici. Altro che Litvinenko. 

 di Maurizio Blondet 22 gennaio 2016

 I telegiornali della sera ne parlano; è una grossa notizia:  “Probabilmente” l’ex agente del Kgb Alksandr Litvinenko, avvelenato nel 2006 con qualche goccia di polonio radioattivo nella tazza di tè di un albergo di Londra, è stato ucciso su mandato di Putin. Così ha decretato un giudice inglese. Il quale dice di aver visto “prove segrete” che indicano la responsabilità del capo del Cremlino.

Una accusa per credere alla quale, bisogna credere nell’alta moralità storica degli inglesi. Naturalmente il primo a credere all’alta moralità british è il premier David Cameron, che a Davos per il World economic forum ha tuonato: “Questa sentenza conferma quello che abbiamo sempre creduto: si tratta di un omicidio spaventoso commissionato da uno Stato. Ora Londra irrigidirà la sua linea con Mosca”. Alcuni titoli dai giornali britannici: Continua QUI

Curiosità ma … non troppo

Carte di credito, specchietti… 5 cose estinte nel 2025

Carte di credito, specchietti retrovisori, postini, cavi e cavetti, perfino la proprietà privata: fra 10 anni saranno ricordi o al massimo cimeli

a cura di Redazione Blitz 

ROMA – Carte di credito di plastica? Nel 2025 saranno al massimo un articolo di modernariato: e non perché nel frattempo il contante avrà riconquistato le sue secolari prerogative. Semplicemente non serviranno più perché tutti i pagamenti verranno effettuati premendo un tasto sullo smartphone. L’obsolescenza di ciò che ci circonda dipende dalla velocità con cui le conquiste tecnologiche fanno presa sulle nostre abitudini e comportamenti.

E riguarda anche le persone (le funzioni che esercitano, s’intende): come i postini. Un cimelio saranno anche gli specchietti retrovisori o il groviglio di cavi e cavetti che infesta gli angoli delle nostre case. Tra le cinque cose che non vedremo più nel 2025, la speciale classifica dal Sole 24 Ore (ed è tutto dire) comprende, a mo’ di provocazione, anche l’attuale concetto di proprietà privata, sostituito dall’arrembante tendenza giovane di condividere, affittare e consumare ogni cosa giusto il tempo che ne abbiamo voglia o necessità invece che acquistarlo, occupare un garage, affollare gli scaffali in salotto (si pensi a Netflix o al car-sharing).

Carte di credito di plastica. Apple Pay, Android Pay e Samsung Pay, società che stanno implementando sistemi di pagamento digitali sempre più efficienti si incaricheranno di cancellare dalla faccia della Terra le piccole carte di credito attraverso le quali attingiamo alle nostre riserve vitali, i soldi. Tecnologia mobile o “wearable” saremo ancora più immuni da frodi e furti, semplici dati biometrici sostituiranno codici e password. Il fruscio del denaro contante echeggierà dalla notte dei tempi…

Specchietti retrovisori. Lasciamo perdere che già oggi molti automobilisti lo considerano tutto sommato un accessorio come un altro. E che già sono realtà sperimentali le auto che si guidano da sole. Lo specchietto retrovisore ha i giorni contati: telecamere posizionate alla bisogna vedranno per noi trasmettendo su un video frontale quello che accade dietro, di lato, fuori dalla nostra vista. Nel 2018 sarà obbligatoria negli Stati Uniti l’installazione di sistemi video che riprendano ogni fase della manovra e la trasmettano all’interno dell’abitacolo.

Postini. Sì, le mail hanno provocato l’estinzione di una civiltà che comunicava per corrispondenza. Ma per pacchi, plichi, cartoni…? Niente paura, un drone sta già sorvolando il tuo indirizzo.

Cavi e cavetti. Nel paradiso wireless che ci attende non li rimpiangerà nessuno, la nostalgia ne sarà impermeabile: con Bluetooth,  Wi-fi, la tecnologia NFC (Near Field Communication) e chi più ne ha… non ci ricorderemo nemmeno di aver abitato un’esistenza in una jungla di cavi, riduttori, doppie spine e ciabatte.

Proprietà privata. Dal momento che si tratta di una provocazione (motivata e intrigante), facciamo parlare Enrico Marro del Sole 24 Ore che l’ha proposta.

Però quella della “sharing economy” è la direzione in cui già adesso stanno nuotando i nativi digitali, quelli che negli Stati Uniti chiamano “millennials”. Non hanno più i film in Dvd o la musica su Cd, ma le loro wishlist su Netflix o Spotify. Spesso non comprano ma si abbonano. Non muoiono più dal desiderio di possedere le colossali automobili-portaerei del vecchio sogno americano, così costose e inquinanti, ma sono per il car sharing. Magari da utilizzare con Uber. (Enrico Marro, Il Sole 24 Ore) 

Fonte

http://ningizhzidda.blogspot.it/

“Dal Web”

http://www.maurizioblondet.it/stoltenberg-vuole-la-nato-in-guerra/di Maurizio Blondet 16 novembre 2015

Tutto come da programma: il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha addirittura sollecitato Parigi ad invocare l’articolo 5, che obbliga i paesi membri dell’alleanza a scendere in guerra a fianco di uno di loro che sia aggredito. Stoltenberg obbedisce come sempre ad ordini americani. Se del “governo” americano non è certo. E‘ certo invece che William Kristol, il guru dei neocon, esige dalle colonne del Washington Post l’invio di truppe di terra: mai sprecare un bell’attentato-strage. Segue l’articolo QUI

https://jonrappoport.wordpress.com/

 Every television newscast: staged reality

by Jon Rappoport
November 16, 2015

Focus on the network evening news. This is where the staging is done well.

First, we have the image itself, the colors in foreground and background, the blend of restful and charged hues. The anchor and his/her smooth style.

Then we have the shifting of venue from the studio to reporters in the field, demonstrating the reach of coverage: the planet. As if this equals authenticity.

Actually, those reporters in the field rarely dig up information on location. A correspondent standing on a rooftop in Cairo could just as well be positioned in a bathroom in a Las Vegas McDonald’s. His report would be identical. Continue HERE

http://www.imolaoggi.it/2014/11/13/dite-addio-a-liberta-di-navigazione-e-di-parola-obama-sta-per-distruggere-internet/

Dite addio a libertà di navigazione e di parola. Obama sta per distruggere Internet.

13 nov – Il presidente americano vuole regolamentare internet come servizio pubblico. Forse non c’è un presidente che ha fatto di più per distruggere tutto ciò che Barack Obama ha distrutto, dalla pace nel mondo ai diritti costituzionali degli americani. E, come ricorda Martin Armstrong sul suo blog, rimarrà in carica altri due anni, un lasso di tempo sufficiente per strascinare il paese in una Terza Guerra Mondiale e ridurre la Costituzione a carta straccia. Segue QUI

http://vaticproject.blogspot.it/2015/11/paris-attack-like-mumbai-and-gladio.html

“… 5. Nelle mani degli Stati di oggi c’è una grande forza che crea il movimento del pensiero nel popolo, questa è la stampa. …. Stampa che permette di esprimere e creare malcontento. … questo strumento mediatico è caduto nelle nostre mani. Attraverso la stampa abbiamo acquisito il potere di influenzare le masse, pur rimanendo noi stessi in ombra, grazie alla stampa abbiamo l’oro nelle nostre mani ….” – Protocolli dei Savi di Sion, scritte 1897

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PARIS ATTACK LIKE MUMBAI AND GLADIO ATTACKS – UPDATED BOOM! CIA Director Met with French Security Chief and Mossad Before Paris Attacks

Posted by Vatic Master 2015-11-16 

Vatic Note:  Boy,  I could not write a vatic note as extensive in analysis as this article and I tell you, it was riveting to say the least.   This was big and he or she shows just how extensive, and long term planning this was.  This is an ongoing project with various intel agencies across Europe, the USA, and Mossad.

They really want us to start WW III against the Muslims and have us kill each other off, so they don’t have to do it after the war, like they did in Russia and post WW II Europe,  and they are willing to kill people to do it.  Both Christians and Muslims should join together and fight these satanist Khazars.   They are the real threat to the globe.

Anyway, you read and see what you think.   This above was my reaction to all of this below.  This is excellent research by the author and is very educational. Check out the dates, times, who was involved, and how many countries were involved.  That includes Mossad and even NATO,  as well.  I then follow up with another article showing again, the involvement of mossad and others in this Paris scheme and it had no connection to Muslims at all.

It was the French and Israel governments and the second article shows it included French Intel personnel.  This is truly a MUST READ all the way through.   If Gladio is real, then treason is the call and everyone involved should be arrested, tried and if convicted receive the death penalty. Continue HERE

  http://www.zengardner.com/knees-jerking-yet-let-dose-truth-set-free/

Are your Knees Jerking Yet? Let a Dose of Truth Set you Free

by Vivek Chaturvedi – Nov 16, 2015
Contributor, ZenGardner.com 

Greetings my fellow worlders….

What a time eh? I mean really, what a time.

The mess that is the middle east finally festers into the “situation” in Paris, and I use those inverted commas with due fore-thought.

To beLIEve the script is to buy the story-line and this is an old, old story line. So old in fact, that if you really dared to catch the visible string and started pulling, your MIND would unravel. The depth of deceit, the time-line, the events that you THOUGHT or rather were made to beLIEve shaped your history and therefore your present and thus your and mine, OUR collective future, more so in the last 4-500 years are ALL a fabric of lies. Continue HERE

“Fermateli prima che sia troppo tardi”

Vedi cosa ci hanno tolto? Chi glielo ha permesso? 

“2022 I Sopravvissuti” è un film di fantascienza del 1973 di Richard Fleischer tratto dal romanzo di Harry Harrison, con l’interpretazione magistrale di Edward G. Robinson e Charlton Heston. Possiamo dopo 42 anni dall’uscita della pellicola, collocare questa ipotesi non tanto peregrina nell’attuale era in cui viviamo. Ci sono quasi tutti i film dell’epoca in rete, ma questo solo qualche spezzone o per chi è interessato a visionarlo (nonostante quasi mezzo secolo) può averlo solo a pagamento.

Così è l’introduzione di Wikipedia:

2022: i sopravvissuti è un film di fantascienza del 1973 per la regia di Richard Fleischer. È tratto dal romanzo distopico di Harry Harrison, Largo! Largo! del 1966 e ispirato a una ricerca fatta dal Massachusetts Institute of Technology su richiesta del Club di Roma (fondato quattro anni prima dall’italiano Aurelio Peccei, assieme a premi Nobel, leader politici e intellettuali), i risultati della quale furono pubblicati nel libro Rapporto sui limiti dello sviluppo (The Limits to Growth, 1972)[1] che costituì il primo studio scientifico[2] a documentare l’insorgere della questione ambientale in termini globali.

È l’ultimo film in cui recita Edward G. Robinson, che morì di cancro nel gennaio del 1973.

Una cosa che non va sottovalutata in questa presentazione di Wikipedia è il coinvolgimento del “Club di Roma” nella questione ambientale.

Ma andiamo avanti con la missione del Club di Roma” sempre da Wikipedia:  

“La sua missione è di agire come catalizzatore dei cambiamenti globali, individuando i principali problemi che l’umanità si troverà ad affrontare, analizzandoli in un contesto mondiale e ricercando soluzioni alternative nei diversi scenari possibili. In altre parole, il Club di Roma intende essere una sorta di cenacolo di pensatori dediti ad analizzare i cambiamenti della società contemporanea.”

La trama del film è in questi termini (nota bene che va preso in seria considerazione il periodo in cui è stato pensato tutto questo, quasi mezzo secolo fa):  

«Nell’ipotesi che l’attuale linea di sviluppo continui inalterata nei cinque settori fondamentali (popolazione, industrializzazione, inquinamento, produzione di alimenti, consumo delle risorse naturali) l’umanità è destinata a raggiungere i limiti naturali dello sviluppo entro i prossimi cento anni.» (Donella Meadows, Fondazione Rockefeller.)”

“Anno 2022: la Terra è devastata dall’inquinamento e dalla sovrappopolazione. La natura incontaminata non esiste praticamente più e il clima è stravolto in senso torrido. Le stagioni si sono ridotte a una perenne estate che dura tutto l’anno, con anche 32º di temperatura all’ombra. New York City, dove si svolge la storia, è un formicaio di 40 milioni di abitanti pressati in fatiscenti condomini, il dominio tecnologico e il consumismo sono tramontati perché gli oggetti che hanno prodotto stanno cadendo a pezzi, per mancanza di ricambi; manca pure la corrente elettrica, per la crisi energetica causata dalla mancanza di petrolio; il cibo e l’acqua sono razionati.”

Conoscete bene questo scenario che si sta delineando in questi tempi, il 2022 o “2025 possedere il tempo come moltiplicatore di forza” non sono così molto lontani da noi, dove per alimentarci dovremo ricorrere (come riportato nel film) al Soylent prodotto con i cadaveri di chi ha deciso (sopprimendosi volontariamente) di morire.

Leggendo in rete i vari scenari che si stanno delineando sull’umanità, non ho potuto fare a meno di risalire nel tempo a quando (allora) la fantascienza era relegata ad una mera nicchia del mercato del divertimento ben orchestrato dalla compagine Hollywoodiana. 

Sembra che ora questi scenari catastrofici stiano accelerando; i quattro elementi fondamentali per la vita così come la conosciamo si sono alterati notevolmente: il mare e gli oceani sono in grave sofferenza dove si sta estinguendo la fauna ittica, la Terra sta mutando si sta desertificando, anche in paesi e nazioni che non lo si sospettava, un esempio è l’Amazzonia che comprende nove nazioni dell’America Latina, l’aria, a causa della geo-ingegneria per contenere la CO2, fa più danni che benefici, rendendo il terreno coltivabile sterile, avvelenando vegetazione e animali comprese le nostre alleate api; gli umani si ammalano di nuove patologie un tempo sconosciute.

Un’altra piaga in questi tempi che ci sta affliggendo è la transumanza degli esseri umani come se fossero dei veri ovini, caprini, bovini che dalla valle salgono all’alpeggio, solo che non sono animali, sono esseri umani cinicamente sloggiati, sradicati e sacrificati, togliendoli dal loro abitat naturale per interessi geopolitici, economici, guerre eterodirette pensate a tavolino da parte della élite che si nasconde dietro tante note sigle umanitarie, ecco alcuni link molto interessanti; “Le migrazioni di massa e l’ente miliardario che le “promuove” (Oim) NON SENTITE IL BISOGNO DI 120 MILIONI DI IMMIGRATI? http://www.ecplanet.com/node/4751 giusto per citarne alcuni.

Questo è un mio commento fatto sul blog “Stampa Libera”:

Il vero problema non sono gli immigrati che in tutto il mondo hanno sempre fatto le transumanze (noi stessi le abbiamo fatte in passato e continuiamo a farlo), il vero problema dicevo, è volere legare il lavoro alla massa di emigranti, perché noi demograficamente per molteplici motivi, inquinamento, infertilità dovuta all’avvelenamento dell’aria, dell’acqua e dei cibi, e diciamolo pure anche economica non facciamo più figli.

Il lavoro ci è stato inculcato come sistema per poter vivere e autofinanziarci nel consumismo sfrenato. Adesso parlano (ipocritamente) di decrescita, continuando a parlare di lavoro. Basterebbero solo tre ore al giorno, la tecnologia e le macchine ce lo permettono, ma no’ ci ci vogliono schiavi legati ad amenità di nessuna importanza, produrre, produrre, produrre, per avere un sostentamento minimo alla sopravvivenza e (come dice l’articolo) lavorare fino a 77 anni. l’ONU ci racconta molte balle, i politici (tutti), ci raccontano balle, la stessa chiesa ci prende in giro.

Oggi possiamo vivere tutti, in tutto il mondo senza combattere fare guerre, alimentarci, vestirci e nutrirsi con quello che Gaia ha sempre fatto in milioni di anni, debellare malattie, percorrendo questo nuovo millennio come una nuova età dell’oro.

Questo genocidio infinito è voluto dalla Confraternita che ha sempre odiato l’essere umano, sono passati attraverso i secoli, passandosi il testimone; una Cabala luciferina (non nel senso di luce) malefica, sadica, di demiurghi oscuri che hanno creato con il supporto degli umani gli imperi di terrore che hanno dilaniato il mondo, imperi che sono caduti per dare spazio ad altri imperi che a sua volta sono caduti a causa di guerre, genocidi, omicidi, stragi, volti sempre a dilaniare e sopprimere l’umanità in nome del “dio” emergente; tutto è iniziato la prima volta con l’arma del Diluvio. 

Ebbene smettiamola di guardare il nostro telefonino, alla veicolata televisione, i film Hollywoodiani che sono le loro profetiche armi raffinate come il film che ben ci illumina di quello che 43 anni dopo sembra avverarsi, oltre alla scuola che oggi vogliono far diventare gender. “Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” così scriveva Mohandas Karamchand Gandhi; nessuno meglio di te sa che ti stanno mentendo e, ricordati che tutti gli imperi sono sempre caduti inesorabilmente, da Babilonia fino ai giorno nostri.

Il film che vi consiglio di vedere, finisce con questa frase urlata:  

“Fermiamoli prima che sia troppo tardi” 

wlady