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Cala il sipario sulla XVII legislatura

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  10 cose orribili di questa legislatura

di Adriano Scianca

Roma, 28 dic – Cala il sipario sulla XVII legislatura, quella che qualcuno ha definito la peggiore di sempre. Di sicuro in questi cinque anni ne abbiamo viste delle belle (e soprattutto delle brutte). Ecco le 10 cose orribili viste in politica dal 2013 a oggi.

1 – Sarà banale, sarà diventato ormai uno stereotipo, ma servirà un po’ di tempo prima di riuscire a comprendere il significato politico e metapolitico di un personaggio come Laura Boldrini. Raramente un simile concentrato di spirito anti-italiano era riuscito a insediarsi in una posizione istituzionale di simile prestigio. Ora la Laurona (anti)nazionale ha annunciato che farà politica con “Liberi e uguali”: peggio per loro. Gli italiani, dal canto loro, sperano solo di dimenticarsene.

2 – Letta, Renzi, Gentiloni: una legislatura, tre governi, nessun mandato popolare. D’accordo, d’accordo, l’Italia non è una repubblica presidenziale, i semicolti ce l’hanno spiegato in continuazione. Ma va ricordato come il Porcellum, legge elettorale con cui è stato eletto il parlamento appena sciolto, prevedesse l’indicazione obbligatoria del “capo della coalizione”, che per il centrosinistra era Pier Luigi Bersani, uscito vincitore da primarie che, nel linguaggio corrente e nella percezione comune, servivano proprio a designare il candidato premier. Chi tiene tanto alla letteralità costituzionale dovrebbe avere il coraggio oggi di andare in campagna elettorale dicendo che non propone alcun candidato premier e che sarà il Parlamento a decidere, come accadeva nella prima repubblica. Che è passata da un pezzo, anche se i semicolti non se ne sono accorti.

3 – I pasdaran della Costituzione ricordano anche che nella Carta è espressamente vietato il mandato imperativo: una volta eletto, il parlamentare rappresenta la nazione intera e non una parte, quindi può fare ciò che vuole. Bene, ma senza esagerare. La legislatura appena finita ha visto infatti il record dei cambi casacca (546) e il record di voltagabbana (345). Una transumanza continua, al ritmo di 9,5 al mese. Alla Camera un deputato su tre ha cambiato gruppo. Al Senato quasi uno su due.

4 – La XVII legislatura è stata anche quella dei renziani, questa bizzarra popolazione parlamentare composta da un terzo di berlusconismo, un terzo di banalità liberal e un terzo di legami con le banche. Maniche di camicia arrotolate e “ciaone” sparati come se piovesse, li abbiamo visti colonizzare il Pd con l’arrivismo arrogante degli homines novi, salvo poi implodere per via di un costante disastro comunicativo e politico.

5 – Peggio dei renziani, tuttavia, ci sono solo gli antirenziani di sinistra, questo concentrato di sfiga e rancore ben rappresentato dai capelli di Fassina e dalle occhiaie di Civati. Vorrebbero rappresentare la sinistra che non cede sui valori e sono finiti sul carrozzone di D’Alema, che è un po’ come voler rifondare il Partito fascista partendo da Gianfranco Fini. Su tutto ciò che conta, gli antirenziani sono come i renziani, solo che scopano un po’ meno.

6 – Tra le cose a cui non avremmo mai voluto assistere e invece abbiamo dovuto vedere ci sono sicuramente i grillini, sbarcati in Parlamento nel 2013 con una folla spropositata di eletti, si sono distinti per gaffe improbabili, italiano stentato, proposte surreali. Ideologicamente organici alla sinistra, hanno finito per farne qualcuna giusta solo perché Grillo li ha tenuti a freno e per il loro tabù sul voto in comune col Pd, che spesso li ha fatti astenere in alcuni passaggi cruciali.

7 – Tra gli incubi politici degli ultimi anni, non scordiamoci Valeria Fedeli, il primo ministro dell’istruzione della storia politica occidentale a non aver dato neanche l’esame di maturità. Un esempio di protervia e arroganza del potere, che pretende di poter mettere chiunque dovunque, a prescindere non solo dai meriti, ma anche dalla decenza. Una nomina esclusivamente ideologica, che se fosse venuta da destra avrebbe scomodato fior di editorialisti per spiegare le ragioni dell’ignoranza congenita in quella parte politica e che invece è stata accolta con vergognosa accondiscendenza.

8 – E Cecile Kyenge? Ce la vogliamo dimenticare? Il primo ministro per esclusivi meriti epidermici, di cui nessuno aveva sentito parlare prima e nessuno ha sentito parlare dopo, tanta era la statura politica del personaggio. Una mascotte antirazzista e nulla più, una nomina che ha offeso gli italiani, ma che avrebbe dovuto offendere anche gli immigrati, che di sicuro avranno esponenti più preparati e presentabili da proporre, se proprio di questa proposta si avverte il bisogno.

9 – In questi cinque anni abbiamo visto anche la staffetta al Quirinale: via Giorgio Napolitano, su cui ogni parola sarebbe superflua, dentro Sergio Mattarella. Ovvero, il nulla. Un presidente il cui grigiore ben rappresenta il Parlamento che lo ha eletto.

10 – La legislatura appena finita è stata anche quella che ha visto Silvio Berlusconi, eletto senatore nel 2013, decadere da parlamentare in seguito alla condanna definitiva nel processo Mediaset. Ovviamente il leader di Forza Italia non è certo scomparso dalla politica, ma ha continuato a essere presente a esclusiva tutela dei propri interessi. In quest’ottica vanno visti tanto il patto del Nazareno quanto la sua funzione di “tappo” a ogni autentica tentazione sovranista nel centrodestra italiano. Un finale di carriera politica da pompiere e da inciucista, per un politico che nel bene o nel male aveva voluto invece essere un uomo di rottura. Ce lo saremmo risparmiati volentieri.

 Adriano Scianca

Fonte: http://www.ilprimatonazionale.it/

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IL MINISTRO CHE TUTTO IL MONDO C’INVIDIA

FEDELI, LA RENZIANA; 

PRENDE ANCORA A CALCI LA LINGUA ITALIANA!

In un’epoca in cui tutti starnazzano in inglese, noi abbiamo la ministra dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca che parla in un italiano forbito.

Ha detto: “C’è il rafforzamento della formazione per i docenti, che svolgono le funzioni di tutor dedicati all’alternanza, perché offrono percorsi e assistenza sempre più migliori… a studenti e a studentesse”

Abbiamo una grammatica italiana che non perché è difficile deve essere strapazzata. Semmai chi usa l’italiano dovrebbe studiarla o averla studiata, specialmente per un ministro di tale occupazione.

La bestialità della Fedeli mi ha ricordato uno sciocco gioco di parole che facevamo da bambini. Allo stesso modo di “più migliori” neppure si può dire “più maggiore”. Ma il nostro Pierino, compagno di classe, spiegò alla maestra che più maggiore si può dire ed esemplificò: “Mio padre non è più maggiore, è stato promosso colonnello”. Non ridete perché non è il caso. Semmai date mazzate metaforiche a così tanta ministra che tutto il mondo ci invidia.

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Almanacco di giugno 2017

“Vaccinati a morte”

Era La Repubblica a portare avanti l’inchiesta “Vaccinati a morte”, un allarme sulle conseguenze della pratica di vaccinare tanto e con urgenza i militari.

Numerosi studi scientifici, riferiva La Repubblica, dimostravano che, arrivati a cinque vaccini somministrati nello stesso periodo, il sistema immunitario va in tilt e le difese si abbassano di oltre il 70 per cento.

Ad essersi ammalati in questo modo sarebbero stati oltre tremila i giovani sottoposti a troppe vaccinazioni in poco tempo e poi mandati in giro con le difese immunitarie menomate. “L’allarme del Cocer: ‘Troppi vaccini e protocolli inapplicati’”

La Commissione d’inchiesta del Senato aveva individuato: le vaccinazioni fatte con tempi, modalità e controlli sbagliati.

La dottoressa Ferrazin (Aifa) precisava “Vaccini equivalenti per civili e militari”

INCRMINAZIONE PER DISOBBEDIENZA – se sei militare a queste vaccinazioni non puoi opporti o rischi di essere incriminato per insubordinazione.

L’ attenzione si sposta oggi sui nostri figli e domani su tutti noi

Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale PNPV 2017-2019 

Militari: morti sospette, il medico: “La causa è nei vaccini” 

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Un uragano di fuffa

Soltanto pochi giorni fa è nominalmente iniziata la stagione degli uragani 2017 e vi abbiamo dato conto del l’outlook della NOAA orientato verso la probabilità che quella attesa possa essere una stagione piuttosto attiva, ovvero con numero di eventi superiore alla norma.

Ad oggi, ma non è affatto strano, di eventi non se ne vedono, forse anche perché, come commentava anche uno dei nostri lettori, il bacino Atlantico è in fase di raffreddamento sia a nord che a sud (fonte) e potrebbe venir meno uno degli ingredienti principali della ricetta degli uragani. Ad oggi tuttavia questo raffreddamento non riguarda quella che viene definita la Main Developement Region, ovvero l’area dove nascono più frequentemente le tempeste tropicali. Continua QUI

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QUANDO SI DICE POPOLO BUE… 

So che arrivo in ritardo. Ma avendo seguito il panico di massa di Torino da tv estere, segnalo là che l’hanno definito “stampede”.  Nell’estremo Occidente (a noi noto come Far West) i  vaccari (cow boys) chiamano così un fenomeno da loro molto temuto: una mandria di migliaia  di capi, colta da panico insensato e improvviso, si mette tutta al galoppo all’impazzata;  un colpo di pistola, ma anche lo spezzarsi di un grosso ramo secco, l’ululato di un coyote, qualunque altro motivo possono destare l’armento, specie di notte, dormiente in piedi, al più cieco spavento; migliaia di zoccoli e  corpi pesanti quintali si danno al galoppo senza meta; impossibile fermarli e farli tornare alla ragione, dato che bovidi ed equidi, di ragione non  sono dotati; come per la mandria umana, spesso occorre un contro-terrore che gli faccia dimenticare il panico di prima – essendo di corta memoria;  cosa difficile e rischiosa,  perché anche le scariche in aria coi fidi Winchester non bastano a sovrastare il rumore, come di decine di treni, che produce la massa galoppante, muggente e fumante di vapore. Quando i vaccari ci riescono in qualche modo, poi contano i danni,    accampamenti calpestati, cani stritolati, gambe rotte,  mandriani travolti. Continua QUI

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Che cosa sta succedendo veramente nei paesi del Golfo?

Vediamo prima la versione ufficiale dei fatti. Secondo questa versione l’Arabia Saudita, insieme all’Egitto, al Bahrein, agli Emirati Arabi e allo Yemen, hanno improvvisamente deciso di interrompere ogni relazione diplomatica con il piccolo Stato del Qatar. Frontiere chiuse, voli interni cancellati, spazio aereo negato, e al massimo due settimane di tempo per i cittadini catarioti che vivono in Arabia Saudita per rientrare casa loro. Gli emirati arabi addirittura hanno dato ai cittadini del Qatar soltanto quarantott’ore per fare le valigie ed abbandonare il paese.

Il motivo di tutto questo sarebbe, ufficialmente, il fatto che il Qatar “offre supporto a svariati gruppi terroristici come la Fratellanza Musulmana, l’ISIS e Al-Qaeda”.

Ohibò – vien da dire – stai a vedere che di colpo gli arabi si sono resi conto che il terrorismo porta instabilità nella regione, ed hanno deciso di isolare e metterlo sotto accusa il loro principale finanziatore, il Qatar appunto.

Ma le cose non sono così semplici come vorrebbero raccontarcele.

Non soltanto gli stessi sauditi, fino a ieri, sono stati anch’essi finanziatori dell’ISIS, ma andando semplicemente a scavare un po’ più a fondo scopriamo che il Qatar di recente ha detto che “Hezbollah e Hamas sono movimenti legittimi di resistenza”, e che l’Iran “non andrebbe osteggiato, perchè in fondo è una grande potenza islamica”.

Ecco quindi il vero cuore del contendere: il Qatar, nel suo classico doppio gioco che dura da decenni, da una parte ha appena stretto la mano degli altri paese sunniti (al recente meeting voluto da Donald Trump), mentre dall’altra tiene aperti i canali e la simpatia proprio con il mondo sciita che dice di voler combattere.

E ora evidentemente la nuova alleanza firmata a Riad ha deciso che il Qatar deve pagare per questo suo doppio gioco. Il fronte sunnita si compatta, e non è difficile intuire chi ci sia dietro, e chi veramente possa trarre un vantaggio duraturo da una eventuale debacle definitiva dell’Iran.

Massimo Mazzucco

https://www.luogocomune.net/LC/index.php

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LE RINNOVABILI SONO ORO, SONO GOLD (man). 

(credete che i Vampiri dormano?)

Gesù, non ci vuole un’aquila a vedere se nel tuo bagno c’è un Tirannosauro, voglio dire, anche se sei una talpa lo noti, no? Le Rinnovabili, in sé essenziali, sono oggi pastura per squali 100%, e io vi avevo avvisati mesi fa. Ma qualcuno ci va mai su Bloomberg? Lo vedete che 8 su 10 appare una pubblicità pop-up dove Citi, o UBS, o Bank of America, o JP Morgan – i filantropi – si proclamano i sostenitori globali del ‘Verde’ Rinnovabile? Non puzza il Tirannosauro?

Uno dei miei aforismi che dovrebbe essere scritto sui cartelloni in autostrada è: “Ma voi credete che Dracula si faccia scappare gli angioletti dai buchi del mantello?”. Detta come va detta, (patetici grilli a parte) voi credete veramente che il mondo sia diviso fra i cattivi del petrolio e i buoni delle energie verdi? No.

Non esiste divisione da almeno 20 anni, i cattivi non hanno soluzione di continuità, e siccome loro pensano (THINK), vedono le cose quei 20 anni prima di voi ( in altri campi 100 anni prima, vero Sergey Brin-Google?) e ci si fiondano dentro. Infatti che col carbone e petrolio non potessero andare molto avanti, i Vampiri lo capirono ‘da mò’. Ed ecco il risultato: LE RINNOVABILI SONO OGGI 100% IN MANO AI PEGGIORI CEFFI BASTARDI DEL MONDO. Segue QUI

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E Gentiloni in silenzio vara il Ceta, cavallo di Troia del Ttip

Vi accapigliate sul decreto-mostro della Lorenzin sui 12 vaccini? E intanto Gentiloni, in silenzio, fa approvare il Ceta, cioè il Ttip che rientra dalla finestra, senza nemmeno una conferenza stampa. Il governo ha infatti approvato il disegno di legge per la ratifica l’attuazione dell’accordo commerciale Ue-Canada. Il Ttip includeva anche gli Usa, ma si teme che il Ceta euro-canadese ne sia il semplice battistrada. Il cardine è lo stesso: gli Stati non potranno più opporsi al business con iniziative di tutela della salute e del lavoro, sotto pena di sanzioni comminate da un potente tribunale internazionale, privato, al servizio delle multinazionali. Il Ceta è stato firmato lo scorso 30 ottobre a Bruxelles e ratificato dal Parlamento Europeo a febbraio, ora toccherà al Parlamento italiano. Lo ha stabilito il Consiglio dei ministri, riunitosi il 24 maggio «in fretta e furia e senza neanche un minuto di preavviso», scrive Guido Rossi su “L’Intellettuale Dissidente”. «Non è stata convocata neanche l’ombra di una conferenza stampa». Strano, no? «Neanche il più ridicolo e scarso dei media (provare per credere? Fatevi un giro su Google) ha dato questa notizia di epocale importanza». Perché dunque è meglio «farlo passare in sordina», questo accordo potenzialmente epocale voluto dai poteri forti del pianeta? Segue QUI

Schiaffi in faccia per tutti

NON CONOSCONO VERGOGNA !

Mattarella e il PD daranno al MES le chiavi dello Stato. Impariamo cos’è. 

Gentiloni premier e commissariamento del MES. Ecco come i figli della Troika stringono il cappio attorno all’Italia

NO al quarto governo NON eletto dal popolo

Il Patto Cazzaroni

Ecco cosa succede a chiedere aiuto all’ESM: come ricattano la Grecia oggi.

Magaldi: solo teatro, nessuno vuol fare guerra a Bruxelles 

Renzi va a casa per dar posto a Gentiloni, un Renziano, europeista, che segue la linea Monti-Napolitano 

Paolo Gentiloni? Un’ombra agli ordini di Renzi 

Ma Gentiloni non è colui che il 21 marzo 2015 inopinatamente firmò per cedere tratti di mare italiani alla Francia?