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Il giorno dopo

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Cacciari: arriva la catastrofe, solo il Pd non lo capisce

«Oggi trionfano quelli che chiamate populisti, ma domani sarà molto peggio: vincerà la destra-destra, quella vera, con conseguenze spaventose per l’Europa». Il filosofo Massimo Cacciari, in prima serata, dipinge così il day-after referendario, parlando ai (pochi) renziani moderati, ancora tramortiti dallo tsunami del 4 dicembre. «Sono anni – dice Cacciari, ospite di Lilli Gruber su La7 – che chiedo inutilmente al Pd di fare qualcosa contro la crisi che sta devastando il tessuto sociale italiano, a cominciare dalla stessa base sociale di quel partito». E invece sono arrivati il beffardo Jobs Act e provocazioni continue contro i sindacati, fino all’harakiri finale: una riforma costituzionale assurda, incomprensibile, respinta a furor di popolo da chi si è sentito essenzialmente preso in giro. E la musica non cambia nemmeno dopo la debacle di Renzi: «Ci risiamo con le polemiche di palazzo, i calcoli, le tattiche. Non una sola parola di vera autocritica, da un partito ormai al governo da quattro anni. Cosa intende fare, il Pd, per rispondere alle drammatiche urgenze degli italiani?». Perdurando l’assenza di risposte, Cacciari vede una strada a senso unico: il legittimo voto di protesta aprirà la strada al livido trionfo di una destra intollerante e reazionaria, di cui avere paura.

cacciariCacciari sa benissimo che il Pd è un fallimento, «e infatti Renzi ha potuto impadronirsene proprio perché in crisi: fosse stato in buona salute, non avrebbe avuto quello spazio». E il Pd «si è rotto fin dall’inizio, una settimana dopo la sua fondazione», a cui il filosofo (già sindaco di Venezia) collaborò, per poi distaccarsene rapidamente. Cacciari si rifiuta di aderire alla lettura dei critici più intransigenti, secondo cui il centrosinistra in Europa (quindi il Pd in Italia) non è stato “un fallimento, frutto di errori”, ma un complice organico, cooptato dalla destra economica per distruggere i diritti sociali, patrimonio storico della sinistra. Demolire il welfare sarebbe stato impossibile, per governi di centrodestra: occorrevano “collaborazionisti” in grado di mobilitare l’elettorato di sinistra per appoggiare tutte le controriforme degli ultimi anni, dai decreti sul lavoro all’agenda Monti, nel quadro di un “format” europeista modellato dalla finanza e dalle multinazionali con l’obiettivo di sterilizzare le pulsioni sociali dei governi, l’istinto democratico di protezione delle comunità nazionali, verso il tramonto storico dei diritti. «Siamo sull’orlo della catastrofe», dice Cacciari, ben sapendo che il voto del 4 dicembre è l’ultimo avvertimento prima del “diluvio” che minaccia di travolgere tutto.

Anziché liquidare il Pd come “gatekeeper”, abbaglio collettivo e specchietto per allodole “di sinistra”, in realtà completamente asservito all’élite, Cacciari insiste sul partito fondato da Veltroni, poi ereditato da Franceschini e Bersani, quindi “occupato militarmente” da Renzi. Nel mirino del filosofo veneziano restano le imbarazzanti nomenclature alla testa di un disegno fallito (o di un grande inganno, a seconda dei punti di vista), ma la prima preoccupazione è per l’elettorato, che rappresenta ancora un patrimonio sociale e culturale che il Pd ha prima congelato, poi illuso, e oggi deluso e tradito. “Smontato” anche quello, secondo Cacciari, cadrà un argine: e i dirigenti del Pd non stanno facendo nulla perché quella diga non crolli. La situazione dell’Italia, sotto il regime Ue, è ormai insostenibile: e dal partito di Renzi, D’Alema e Bersani, non un fiato. I giovani, in massa, hanno votato No al referendum. Ma l’ex Ulivo non ha nulla da dire, di serio, sull’Europa – nulla da proporre, in concreto, per riscrivere (davvero) le regole, costruendo un orizzonte sostenibile, diverso dai salari irrisori, dai lavori precari e neo-schiavistici. Il boato del No ha frastornato tutti, dimissionando Renzi, ma a quanto pare non ha sortito alcun effetto capace di trasformare il Pd in uno strumento socialmente utile.

http://www.libreidee.org/

Controinformazione deviata

Controinformazione deviata: un appello! 

Scritto da MMJ in febbraio 12th, 2016.

Lo scorso 10 Febbraio io, Mason Massy James, Roberto Scalisi (alias Logica convenzionalista) e Fulvio Venanzini abbiamo partecipato ad una diretta web sul canale di Salvo Mandarà.

Nonostante il tempo ci abbia impedito di illustrare in maniera esaustiva, come ci eravamo prefissati, i concetti che volevamo esporre (e speriamo ci sia una seconda occasione per approfondire e completare quanto abbiamo detto), credo che questa diretta abbia segnato un punto di svolta e di rottura nella cosiddetta controinformazione online.

Da troppo tempo quest’ultima, complice l’eccessiva leggerezza con cui si analizzano i fatti e le informazioni da parte di chi si informa, è stata presa d’assalto e infiltrata (consapevolmente o no) da argomentazioni e ideologie tutt’altro che antisistema. La controinformazione online si è trasformata piuttosto in un veicolo dell’informazione mainstream, abilmente camuffata, perciò assimilata come realtà alternativa e di opposizione al sistema.

C’era da aspettarselo. Sarebbe stato ingenuo pensare che il potere non avesse i mezzi e il movente per contaminare internet ed usare la potenza informativa intrinseca a questo mezzo, a suo vantaggio.

Così, attraverso i canali e i personaggi che erano soliti divulgare informazioni contro il sistema, oggi stanno dilagando e prendendo piede ideologie che in realtà sono le stesse con cui abbiamo permesso ad un sistema di consolidarsi, dividerci, farci odiare e continuare indisturbato il suo incessante lavoro di sottomissione e delega al potere.

La controinformazione appare oggi in mano a coloro che ritengono possibile creare gay artificialmente, persone che sostengono che l’omosessualità sia contronatura, che vada fermata o comunque limitata perché l’elite avrebbe interesse a divulgarla per diversi scopi come ad esempio sdoganare la pedofilia, ridurre la popolazione, mercificare il corpo umano. Tutto questo ovviamente in assoluta antitesi con la logica, la biologia, l’antropologia e soprattutto il buonsenso.

Senza argomentare oltre sul fatto che per depopolare la terra ci siano mezzi e tecnologie molto più efficaci e facilmente utilizzabili, l’omosessualità non lede nessuno, gli studi sociali dimostrano che l’adozione da parte di coppie omogenitoriali non dà risultati diversi dalle adozioni etero, non c’è alcuna correlazione tra pedofilia e omosessualità e infine essa è presente nel regno animale e umano da sempre, quindi non può essere certo frutto di una moderna manipolazione delle menti. Il punto infatti di queste tesi non è quello di difendere i bambini e la società da un pericolo (che non esiste). Il punto è fingere di proteggerci da quel pericolo inesistente, con il recondito scopo di alimentare quello status quo e quella divisione che esiste e resiste grazie a millenni di manipolazione sessuale che ci vuole veder scannare e reprimere l’un l’altro su questioni irrisorie.

Non è un caso che gli stessi che propinano queste tesi sono gli stessi che difendono “la famiglia tradizionale/naturale”. Un concetto che non esiste perché la famiglia non è né naturale né tradizionale, è solo un modello sociale. Un modello che è funzionale al capitalismo e all’economia industriale in quanto è la base del classismo, della divisone per sangue delle persone, della continuazione e protezione del patrimonio di generazione e generazione. E’ lo strumento primo di controllo sociale ed è per questo ora che questo modello si sta estendo alle coppie gay: non perché il potere è diventato buono, ma solo per estendere quel dominio ad una parte di popolazione ancora fuori dai giochi ma che ora sta acquisendo quell’accettabilità sociale necessaria per cadere nelle fauci di quella forma di controllo.

Altri controinformatori blasonati sostengono la tesi del piano Kalergi, il ché implicitamente ammette non solo che le migrazioni siano destabilizzanti a prescindere, ma anche che il miscuglio genetico tra razze generi automaticamente un cosiddetto “meticciato” più facilmente dominabile dal potere.

Vedere le migrazioni come fatto aprioristicamente destabilizzante è una semplificazione superficiale e criminale. Superficiale perché non contempla tutti i casi storici in cui le migrazioni non hanno causato destabilizzazione e criminale perché non si prende in considerazione il motivo per cui le migrazioni avvengono, né come i migranti vengono gestiti una volta arrivati, una deumanizzazione del problema agghiacciante oltre che paralizzante dal punto di vista della risoluzione pratica. Se venissero presi davvero in considerazione questi due elementi (il perché i migranti partano e il come vengano accolti), qualsiasi piano Kalergi sarebbe evidentemente impraticabile, perché se si smettesse di martoriare le terre del terzo mondo non ci sarebbero migrazioni di massa; se i pochi migranti che partissero comunque fossero integrati nel rispetto reciproco, non vi sarebbe alcuna tensione sociale e quindi alcuna destabilizzazione economica, culturale o di altro genere (la destabilizzazione sociale che vediamo oggi di certo non è dovuta alla presenza di stranieri, ma ad una programmata diminuzione delle risorse e anzi, questa scusa è stata usata in passato molto proficuamente da svariati totalitarismi, come collante per ottenere il consenso necessario a consolidare posizioni di potere). Sentir dire che non dobbiamo occuparci dei migranti perché non abbiamo le risorse per farlo (e quindi prima gli italiani) o perché non ne siamo responsabili, dalle stesse persone che conoscono le truffe bancarie, il sistema a moneta debito, le guerre inventate dal nulla in medio oriente attraverso false flag, neocolonialismo, lo sfruttamento dei paesi poveri da parte delle multinazionali ecc. è assolutamente inaccettabile!

Il concetto del miscuglio di razze che genera una razza più dominabile svela la natura di chi divulga e vuole che si parli di questi temi piuttosto che delle loro vere soluzioni. La razza è un marker genetico che determina un aspetto estetico non diverso dal gene che fa avere i capelli neri ad una persona e i capelli biondi ad un’altra. Quindi è come se stessimo dicendo che le persone meticce (castani) che vengono fuori dal miscuglio dei biondi con i mori sia più facilmente dominabile. Queste sarebbero dunque le ridicole basi logiche e biologiche del Kalergi e dei controinformatori che lo divulgano, non dissimili alla pseudoscienza della frenologia con cui si pensava di poter capire la psiche criminale di una persona semplicemente osservando l’aspetto del cranio.

Quindi anche qui si può vedere la vera natura della divulgazione di queste tematiche che non è quella di comprendere e infine risolvere il problema per migliorare il mondo in cui viviamo (per tutti!), ma è solo ed esclusivamente quello di identificare un nuovo nemico nello straniero, creando quello strappo sociale che serve al potere per poterci manipolare. Paradossalmente credere a ciò che il piano Kalergi implica, è fare in modo che un piano Kalergi avvenga.

Ancora una volta la razza è usata per dividerci e darci un alibi per non occuparci del vero problema: il senso critico delle persone, come queste vedono se stesse e vedono la società, la responsabilità verso il prossimo e verso se stessi. Tutto questo ci viene precluso in una visione razziale di separazione in cui ce la prendiamo con le pedine piuttosto che con chi le manovra dall’alto. Un perfetto sistema del potere per continuare ad agire indisturbato.

Non esagero se, parlando della diretta a cui abbiamo partecipato, la indico come uno strappo e svolta nella controinformazione. Ne sono esempio le aspre critiche che ci hanno sommersi, nel numero e nella qualità.
Infatti queste critiche sono state portate avanti da pochi individui, ma in maniera determinata, sistematica, all’unisono. Queste critiche si sono basate su etichette politiche, accuse di varia natura; siamo stati chiamati massoni, sinistroidi, tecnocrati, sionisti, adoranti del cornuto ecc. ma ben poche argomentazioni.

Questo è evidentemente frutto di una ideologizzazione delle argomentazioni anche nella controinformazione: le persone non si confrontano più sul merito delle questioni (base imprescindibile di una corretta crescita e comprensione del mondo) ma vogliono dare etichette per permettersi e permettere di non confrontarsi sui temi. Lo stesso meccanismo che usano i convenzionalisti per continuare a credere nelle menzogne del sistema e che lo proteggono da una visione critica delle cose che lo distruggerebbe con uno schiocco di dita.

Alla luce di tutto questo, la nostra apparizione in quella diretta e il presente articolo sono un appello a tutte le persone che hanno a cuore la controinformazione e vogliono davvero cambiare le cose e vedere realizzato un mondo migliore per tutti, in cui i miti che ci hanno separati, imbruttiti, resi vittime e carnefici allo stesso tempo, vengano scacciati via come brutti incubi.
So che siete in molti lì fuori e che in molti avete abbandonato l’attivismo e la controinformazione perché l’avete vista cadere nelle mani sbagliate, nelle mani di coloro che in realtà perpetrano gli stessi meccanismi del potere. Siete molti più di quanti crediate. Il problema è che siete più silenziosi e il vostro silenzio sta lasciando spazio alle urla violente di chi, infiltrando la controinformazione, la sta rendendo strumento del potere. Siamo noi la maggioranza e vi assicuro che è una maggioranza schiacciante, ma sarà tale solo quando tutti inizieremo a parlare insieme.

Visione & Coraggio.

Ecco la diretta integrale:

Ecco alcuni esempi di commenti ricevuti:

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Fonte: Mason Massy James