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Gli psicopatici del futuro: la guerra di tutti contro tutti

    

L’onnipotenza sta arrivando e il mondo non è pronto

Postato da: Phil Torres via Nautilus  

Questo articolo solleva interessanti preoccupazioni sulla capacità della violenza di essere proiettata da qualsiasi parte del mondo verso qualsiasi obiettivo. Gli psicopatici del futuro useranno la tecnologia per interrompere il funzionamento dello stato-nazione. I tecnocrati costruiscono perché possono, non perché è necessario farlo. Etica e moralità non sono una considerazione. ⁃ Editor TN 

In The Future of Violence , Benjamin Wittes e Gabriella Blum discutono di uno scenario ipotetico inquietante. Un attore solitario in Nigeria, “sede di numerose attività di spamming e frodi online”, inganna donne e ragazze a scaricare malware che gli consente di monitorare e registrare la loro attività, ai fini del ricatto.

La vera storia riguardava un uomo californiano che l’FBI alla fine catturò e mandò in prigione per sei anni, ma se fosse stato altrove nel mondo avrebbe potuto cavarsela. Molti paesi, come notano Wittes e Blum, “non hanno né la volontà né i mezzi per monitorare il crimine informatico, perseguire i criminali o estradare sospetti negli Stati Uniti”.

La tecnologia, in altre parole, consente ai criminali di colpire chiunque ovunque e, a causa della democratizzazione, sempre più su vasta scala. Le tecnologie biologiche, nano e cyber emergenti stanno diventando sempre più accessibili. Lo scienziato politico Daniel Deudney ha una parola su ciò che può derivare: “onnivolenza”.

Il rapporto tra assassini e uccisi, o “rapporto K / K”, sta diminuendo. Ad esempio, lo scienziato informatico Stuart Russell ha descritto in modo vivido come un piccolo gruppo di agenti malintenzionati possa impegnarsi nell’onnipotenza: “Un quadricottero molto, molto piccolo, un diametro di un pollice può portare una carica a forma di uno o due grammi”, dice. “Puoi ordinarli da un produttore di droni in Cina. Puoi programmare il codice per dire: “Qui ci sono migliaia di fotografie dei tipi di cose che voglio prendere di mira”. Una carica a forma di un grammo può fare un buco in nove millimetri di acciaio, quindi presumibilmente puoi anche fare un buco nella testa di qualcuno. 

Puoi inserirne circa tre milioni in un semirimorchio. Puoi guidare su I-95 con tre camion e avere 10 milioni di armi che attaccano New York City. Non devono essere molto efficaci, solo il 5 o il 10% di loro deve trovare l’obiettivo. ”I produttori produrranno milioni di questi droni, disponibili per l’acquisto proprio come con le pistole ora, sottolinea Russell,“ tranne milioni di le pistole non contano se non hai un milione di soldati. Hai solo bisogno di tre ragazzi per scrivere il programma e lanciarlo. ”In questo scenario, il rapporto K / K potrebbe essere forse 3 / 1.000.000, assumendo una precisione del 10 percento e una sola carica da un grammo per drone.

Attenzione: questo video è drammatizzato e non è mai successo!  

È completamente — e terribilmente — senza precedenti. Il terrorista o psicopatico del futuro, tuttavia, non avrà solo Internet o i droni – chiamati “macelli” in questo video del Future of Life Institute – ma anche biologia sintetica, nanotecnologia e sistemi di intelligenza artificiale avanzati. Questi strumenti rendono banale il caos che attraversa i confini internazionali, il che solleva la domanda: le tecnologie emergenti renderanno obsoleto il sistema statale?

È difficile capire perché no. Ciò che giustifica l’esistenza dello stato, sosteneva il filosofo inglese Thomas Hobbes, è un “contratto sociale”. Le persone rinunciano a certe libertà in cambio della sicurezza fornita dallo stato, per cui lo stato agisce come un “arbitro” neutrale che può intervenire quando le persone ottengono nelle controversie, punire le persone che rubano e uccidono e far rispettare i contratti firmati dalle parti con interessi in conflitto.

Il problema è che se qualcuno ovunque può attaccare chiunque altro, allora gli stati diventeranno – e stanno diventando – incapaci di adempiere al loro dovere primario di arbitri. È una tendenza verso l’anarchia, “la guerra di tutti contro tutti”, come diceva Hobbes, in altre parole una condizione per tutti coloro che vivono nella costante paura di essere danneggiati dai loro vicini. Infatti, in un recente articolo, “The Vulnerable World Hypothesis”, pubblicato su Global Policy, il filosofo di Oxford Nick Bostrom sostiene che l’unico modo per difendersi da una catastrofe globale è quello di impiegare un sistema di sorveglianza universale e invasivo, quello che lui chiama un ” Panopticon ad alta tecnologia.”

Distopico del suono? Lo fa sicuramente per me. “La creazione e il funzionamento del Panopticon ad alta tecnologia richiederebbe ingenti investimenti”, scrive Bostrom, “ma grazie al calo dei prezzi delle telecamere, della trasmissione dei dati, dell’archiviazione e dell’informatica e ai rapidi progressi nell’analisi dei contenuti abilitati per l’IA, potrebbe presto diventare tecnologicamente fattibile e abbordabile”. Bostrom è ben consapevole degli aspetti negativi: gli attori corrotti in uno stato potrebbero sfruttare questa sorveglianza per fini totalitari o gli hacker potrebbero ricattare vittime ignare. Tuttavia, il fatto è che potrebbe ancora essere un’opzione migliore rispetto a subire una catastrofe globale dopo l’altra.

In che modo le società possono contrastare l’onnivolenza? Una strategia potrebbe essere una macchina superintelligente – in sostanza, un algoritmo estremamente potente – che è specificamente progettata per governare in modo equo. Potremmo quindi mettere l’algoritmo in carica politica e, nella misura in cui governa come qualcosa di simile a un “re filosofo”, non preoccuparci costantemente del fatto che i dati raccolti vengano usati o abusati. Certo, questa è una proposta fantastica. Anche l’uso nel mondo reale dell’intelligenza artificiale nel sistema giudiziario è pieno di problemi. Ma a questo punto, abbiamo un’idea migliore per prevenire il collasso del sistema statale sotto il peso di un ampio potenziamento tecnologico?   

Addestrati per diventare dipendenti

Il rapporto agghiacciante rivela che solo una manciata di mega corporazioni controlla il destino del mondo

Isaac Davis, scrittore

 
Tante storie di fantascienza distopiche presentano una società privata onnisciente e onnipotente come autorità dominante in un mondo tirannico e senz’anima. Secondo un nuovo studio, questa visione del futuro non è poi così immaginaria, poiché le società transnazionali (TNC) stanno crescendo a un ritmo allarmante, consolidando rapidamente il controllo sui principali settori e creando un nuovo tipo di super-governance nel nostro mondo.Diretto da Carl Folke et al. dello University of Beijer Institute of Ecological Economics, Royal Swedish Academy of Sciences, Stoccolma, Svezia, lo studio del 2019 si è concentrato principalmente sull’influenza che le multinazionali hanno sulla biosfera e sui problemi critici che circondano la sostenibilità, ma ha anche rivelato quanto sia dipendente il mondo su TNC.

Da anni sappiamo che solo una manciata di aziende mediatiche dominano oltre il 90% dei media che consumiamo, offrendo l’illusione della scelta, ma questo paradigma si estende ad altri settori critici.

“Lo puoi vedere nell’ambiente, dove solo 100 aziende sono responsabili di oltre il 70 percento delle emissioni mondiali di gas serra.
Puoi vederlo nella tecnologia, dove le gigantesche aziende tecnologiche godono del dominio monopolistico sulla ricerca, sui social e altro ancora.
Le compagnie farmaceutiche sono così potenti da generare intere crisi sanitarie; le compagnie energetiche sono così potenti da poter prevedere le crisi climatiche con decenni di anticipo.
La comunicazione della scienza stessa non è toccata da questi fenomeni di consolidamento e controllo delle imprese.” [Fonte]
Citando la tendenza al dominio di un numero relativamente piccolo di aziende, lo studio osserva:

Il consolidamento tra le società, in base al quale un numero limitato di società controlla un’ampia quota di mercato della produzione o delle vendite complessive per un determinato prodotto o tipo di prodotto (ovvero, oligopolio o, al limite, monopolio), è una caratteristica ben nota e prevedibile di sviluppo economico.

Circa il 10% delle società mondiali genera l’80% di tutti i profitti a livello globale.

Una manciata di società transnazionali (TNC) nel settore dell’informatica controlla il 90% o più della quota di mercato globale di motori di ricerca, sistemi operativi e social media.

Tre società di investitori gestiscono oltre il 90% di tutte le attività gestite in fondi azionari passivi e anche i rivenditori, che formano l’interfaccia tra i consumatori e le catene di approvvigionamento globali, mostrano livelli elevati di concentrazione.

Tale posizione dominante è variamente spiegata dall’aumento della percentuale di rendimenti dalla crescita al capitale piuttosto che dal lavoro, dalla capacità dei TNC di navigare opportunisticamente nei sistemi di regolamentazione attraverso più giurisdizioni e dalla loro capacità di creare barriere all’ingresso per le piccole imprese.

Molte persone oggi stanno finalmente iniziando a capire il danno causato all’ambiente dai TNC e il rapporto si è concentrato sul consolidamento di agricoltura e silvicoltura, frutti di mare, prodotti chimici per l’agricoltura, miniere e combustibili fossili. Abbiamo avvertito per anni dell’impatto che un’azienda come la Monsanto può avere, ma questo rapporto ci mostra il quadro agghiacciante e più ampio.

Pensieri finali

Mentre il mondo si sveglia per il nuovo futuro che stiamo creando, la nostra interconnessione e interdipendenza sta raggiungendo livelli irreali. Noi esseri umani siamo programmati per metterci a nostro agio con ciò che ci circonda e siamo facilmente addestrati per diventare dipendenti. La tirannia della convenienza sta creando un pericoloso squilibrio in questo mondo e una manciata di cosiddette super corporazioni stanno abilmente sfruttando queste tendenze e posizionandosi per un dominio estremo sull’ambiente e sulla nostra capacità di sostenerci.

Circa l’autore

Isaac Davis è uno scrittore di personale per WakingTimes.com. lui è un diretto sostenitore della libertà e di una società volontaria. È un avido lettore di storia e appassionato di diventare autosufficiente per liberarsi dalla matrice di controllo. Seguilo su Facebook, qui.

Questo articolo (Chilling Report rivela che Just a Handful of Mega Corporations Control the Fate of the World) è stato originariamente creato e pubblicato da Waking Times ed è pubblicato qui sotto una licenza Creative Commons con attribuzione a Isaac Davis e WakingTimes.com. Può essere ripubblicato liberamente con l’attribuzione corretta, la biografia dell’autore e questa dichiarazione sul copyright. 

 

3 TECNOLOGIE SPAVENTOSE

 

3 TECNOLOGIE SPAVENTOSE CHE NON DOVREMMO REALIZZARE

Sorridete! Non ci sono soltanto tecnologie che possono avere una ricaduta negativa. Ci sono anche quelle spaventose che possono avere una ricaduta letale.

di Gianluca Riccio

Tra (quasi) tutte le tecnologie future e spaventose che potrebbero causare un impatto negativo sul mondo, ce ne solo alcune assolutamente terrificanti che non vorremmo mai veder realizzate. Eccone alcune (in ordine sparso):

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Nanotecnologia da guerra

Niente potrebbe causare la fine dell’umanità più rapidamente che una nanotecnologia molecolare trasformata in arma. È una minaccia che può contare su due fattori devastanti: la crescita esponenziale e la replicazione incontrollata. Un governo cinico, un soggetto non governativo o perfino un gruppo terroristico può realizzare macchine microscopiche in grado di replicarsi consumando rapidamente le risorse del pianeta. Aggeggi minuscoli che con la ferocia di un incendio trasformino la terra in una melma grigia.

Robert Freitas, esperto e teorico di nanotecnologia, ha speculato su diverse possibili varianti di nanotecnologia letale. Delle macchine aerovore potrebbero catturare tutta la luce solare, altre sarebbero ghiotte di carbonio, o di biomasse, o potrebbero “cibarsi” di particolari organismi.

Nello scenario peggiore, quello detto della “ecofagia globale”, in soli 20 mesi il pianeta sarebbe distrutto completamente. In questo poco tempo a disposizione l’uomo dovrebbe contrastare macchine in apparenza inarrestabili, individuando il modo di interrompere la loro replicazione.

Per questo la nanotecnologia, conclude l’esperto, va regolata severamente imponendo una moratoria sul suo utilizzo a scopi militari.  

2

Macchine senzienti

È opinione comune che l’umanità assisterà prima o poi alla nascita di macchine dotate di coscienza artificiali. Bisogna però premunirsi con buon anticipo, per considerare tutte le possibili conseguenze anche etiche del caso. Un tema affrontato brillantemente anche nella serie tv “Westworld”, se avete presente di cosa parlo.

Già nel 2003 il filosofo Thomas Metzinger osservò che sarebbe tremendamente crudele sviluppare un software in grado di soffrire.

“Cosa direste se qualcuno venisse fuori e dicesse ‘ehi, voglio creare bambini geneticamente disturbati! Per ragioni di progresso abbiamo bisogno di persone senza qualche pezzo, o con specifici deficit emozionali o cognitivi.’. Lo trovereste assurdo o no?”. Di più. Lo troveremmo pericoloso. Una macchina senziente, se davvero senziente, può davvero soffrire ogni genere di deficit. E senza avere alcun comitato etico, alcuna rappresentanza in sua difesa.

Secondo il futurologo Louie Helm, una delle cose migliori di un computer è che puoi fargli fare cose noiosissime senza annoiarlo. Da quando abbiamo deciso di utilizzare una AI al posto di quella umana per alcuni compiti, potrebbe essere immorale programmarla di proposito per essere autocosciente. Intrappolare una coscienza in una macchina e poi forzarla a lavorare per te somiglia molto, molto da vicino alla schiavitù peggiore mai vista.

Senza contare che una ipotetica intelligenza artificiale generata in modo da ricreare la struttura biologica del cervello il risultato di una buona programmazione potrebbe constare nel fatto che questa intelligenza perderebbe il senno se sottoposta a un carico ingiusto e notevole per la sua psiche.

Questo è un motivo per prestare molta attenzione allo sviluppo di tecnologie spaventose basate su intelligenze artificiali che abbiano la vocazione di acquisire una coscienza

 3

Lettori della mente

Il pericolo di tecnologie spaventose legate a questa possibilità naturalmente esiste in caso di macchine in grado di leggere pensieri e ricordi di una persona a distanza e senza il suo consenso. Questo sarà davvero molto difficile finchè il cervello umano non sarà connesso in rete o con una qualsivoglia forma di comunicazione.

Lo sviluppo del mind reading procede veloce, purtuttavia. Lo scorso anno un team olandese ha usato scansioni del cervello e machine learning per determinare quali lettere una persona stesse osservando in quel momento. La rivoluzione schiude il potenziale di ricostruire pensieri umani ad un livello di dettaglio mai visto: sarà possibile sapere cosa guardiamo, cosa pensiamo, cosa ricordiamo. Ecco. Ora immaginate una cosa del genere utilizzata da un qualsiasi regime totalitario e ripensate al concetto di “processo alle intenzioni”. FONTE 

Fonte: http://www.nogeoingegneria.com/

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Quando la fantascienza diventa realtà 

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La dicotomia di Lucy

Zeta Reticuli Guarire il passato per cambiare il futuro della terra

Zeta Eeticuli

 Zeta Reticuli -Trasformazione e Risveglio” 

“Cercano la profondità dell’anima, cercano la comunione.” – Whitley Strieber

Gli inizi della civiltà Zeta Reticuli possono essere fatti risalire durante il periodo dell’Inception del pianeta Apex,avvenuto nel sistema Lirano da parte dei Fondatori. Il loro è stato uno sviluppo unico e toccante, che ha avuto una rilevanza significativa per l’evoluzione del pianeta Terra.

Il pianeta Apex lasciò che la polarità, espressa attraverso un’estrema individualità, facesse a pezzi i suoi abitanti. La loro evoluzione tecnologica avvenne rapidamente, superando lo sviluppo spirituale che impediva loro di coesistere pacificamente nel mondo. Questo squilibrio di energia causò la distruzione virtuale del pianeta Apex. Dal punto di vista di un osservatore dello spazio, il mondo Apex venne annullato. Dal punto di vista degli abitanti di Apex, si verificò una storia diversa.

Il pianeta Apex divenne estremamente tossico. L’inquinamento e le radiazioni ad alto livello resero inabitabile la superficie del pianeta.

Gli Apexiani sopravvissuti alla catastrofe si isolarono sottoterra.1 Divenne imperativo che all’interno di questa nuova società sotterranea avvenisse subito l’integrazione, per timore che si ricreasse il ciclo di distruzione. Riconoscendo la sua importanza, decisero di forzare l’integrazione (fusione) attraverso una ristrutturazione totale della loro realtà.

1 – Questo isolamento sotterraneo ha prodotto varie fazioni di Apexiani. Quello esplorato nel presente capitolo è la razza più benevola. Quelle che erano più orientate negativamente (e che hanno aiutato a creare il caos sul pianeta Apex) alla fine lasciarono il pianeta dopo migliaia di anni e si stabilirono nelle aree di Sirio e Orione, in particolare a Betelgeuse. Gli esseri negativi che hanno interagito con la Terra sono stati etichettati come i Siriani e i Grigi negativi; hanno le loro motivazioni per le interazioni con la Terra.

Mentre il pianeta Apex si avvicinava alla sua distruzione, la mentalità e l’intelletto erano così sviluppati che la cosa divenne evidente nelle forme fisiche degli Apexiani. I crani erano notevolmente aumentati di dimensione nel corso di pochissime generazioni. Il parto naturale ebbe sempre meno successo perché i crani non passavano tanto facilmente dal canale uterino.

Le femmine non riuscirono semplicemente ad adattarsi alla rapidità della crescita cranica. Anticipando quella che avrebbe potuto diventare una crisi della specie, gli ingegneri genetici iniziarono a studiare tecniche di clonazione che avrebbero potuto eventualmente sostituire il processo di nascita. Per gli Apexiani questa mossa salvò la loro specie, poiché dopo che la superficie del pianeta divenne inabitabile, gli Apexiani si ritrovarono sterili.

Quando si resero conto di essere sterili, gli Apexiani decisero di usare la cosa a loro vantaggio. Non volevano più il tipo di civiltà che avevano un tempo; volevano

ricominciare daccapo. Così decisero di controllare scrupolosamente la genetica della loro futura società. Gli ingegneri genetici iniziarono a lavorare sullo sviluppo della nuova razza. Questa razza (così credevano) doveva essere l’aspetto integrato del loro passato.

La prima priorità fu quella di alterare geneticamente le strutture cerebrali per influenzare l’espressione emotiva. Evitarono le passate espressioni di passione e caos; ora volevano ordine. I loro cervelli vennero quindi alterati per produrre una risposta chimica coerente agli stimoli esterni. Raggiunsero il distacco dalla loro struttura egoica.

Attraverso generazioni di manipolazioni neurochimiche, gli Apexiani divennero una mente di gruppo. Le espressioni individualistiche di cui un tempo furono molto fieri, erano ora sparite.

La combinazione delle radiazioni planetarie con gli effetti della loro clonazione, iniziò a produrre una razza con poca varianza fisica da una persona all’altra. Al fine di utilizzare l’ambiente sotterraneo del pianeta in modo più efficiente, i loro corpi furono creati più piccoli di statura. In adattamento all’assenza di luce ultravioletta e luce solare naturale, i loro occhi cominciarono a rispondere a frequenze differenti dello spettro visivo.

Le pupille mutarono fino a coprire l’occhio intero e gli occhi si ingrandirono per fare in modo che la luce sia raccolta in più spazio.

In risposta alla mancanza di cibo fresco, per nutrirsi i loro corpi si adattarono all’assorbimento di certe frequenze di luce. La loro pelle divenne foto termica, fotovoltaica e sensibile alle fonti di luce nelle caverne sotterranee. Le piante recuperate e i minerali luminiferi sotterranei, li aiutarono nel loro nutrimento. Molti dei loro organi, tipo quelli del sistema digestivo e riproduttivo, cominciarono così ad atrofizzarsi.

La trasformazione subita toccò ogni aspetto del loro essere. Fu la nascita di una nuova civiltà.

La forza e la vibrazione delle precedenti esplosioni atomiche degli Apexiani, alla fine piegarono lo spazio attorno al pianeta Apex, per cui emersero “dall’altra parte” della porta dimensionale. Durante l’isolamento sotterraneo, che durò migliaia di anni, gli Apexiani non avevano idea che il loro pianeta avesse cambiato posizione nello spazio tempo.

Fu solo in seguito a quando emersero dalle generazioni di superficie del pianeta, che scoprirono che il campo stellare si era spostato drammaticamente. Fu allora che conobbero l’estensione delle loro azioni. Il pianeta Apex aveva spostato la sua posizione (rispetto al tempo e allo spazio) nel cosmo. Ora esisteva “leggermente” fuori dimensione rispetto ai mondi cui erano abituati. Per capire cosa fosse successo e usare la conoscenza a loro vantaggio, iniziarono a padroneggiare la scienza della curvatura del tempo e dello spazio.

Il giorno in cui finalmente emersero sulla superficie del pianeta, erano diventati una nuova specie. Proprio come la fenice che rinasce dalle ceneri, erano riusciti a produrre una trasformazione dalla distruzione. Non erano più Apexiani. Ora assunsero una nuova identità, quella del Popolo Unico che Riflette il Tutto.

Dal punto di vista della Terra, questo Popolo Unico ora cosi possono chiamare Zeta Reticuli.1 Il loro pianeta, attraverso lo spostamento di dimensione, si è inserito nelle vicinanze di Zeta Reticuli 1 e Zeta Reticuli 2 nel gruppo stellare Reticulum Rhomboidalis. 3

1 – Come affermato nella nota 27, c’erano molte fazioni di Apexiani che si rifugiarono sottoterra. Mentre erano lì, diverse fazioni si svilupparono nelle razze benigne di Zeta Reticuli. Queste entità benigne sono quelle trattate nel Capitolo 9. La fazione discussa nella nota 27 può essere considerata la Zeta Reticuli negativa, che dopo il passaggio nel sistema stellare Reticulum, lasciò il pianeta Apex originale e colonizzò un altro pianeta nel sistema di Zeta Reticuli. Nell’aspetto sono quasi identici; possono essere differenziati solo dalla loro vibrazione o comportamento, che è intrinsecamente negativo per natura. Può essere che quando si vedono versioni contraddittorie di Zeta Reticuli, gli umani interagiscano effettivamente con loro da diversi punti evolutivi nella loro linea temporale storica, anche se provengono tutti dal futuro della Terra. Le manifestazioni più negative potrebbero essere il loro passato, mentre alcune delle interazioni più innocue potrebbero verificarsi da un successivo stato evoluto. Quando arrivarono dagli umani nel presente, si presume che provenissero da un singolo punto nel tempo. Se effettivamente stessero venendo sulla Terra da vari punti del loro sviluppo, si spiegherebbe l’ampia gamma di esperienze documentate di abduzione condotte dagli stessi esseri.

2 – Il Webster Dictionary definisce la parola “reticolare” con “tipo una rete, complicato”. Alcuni potrebbero sicuramente attestare che la psiche degli esseri di Zeta Reticuli è davvero complicata!

3 – Uno dei casi più famosi di abduzioni UFO che supporta l’origine di questi esseri, è il caso di Betty e Barney Hill. Nel 1961, durante il suo rapimento, a Betty Hill fu mostrata la mappa di un gruppo di stelle. Anni dopo disegnò questa mappa mentre era sotto ipnosi. A quel tempo, non c’era alcun riferimento a questo gruppo stellare sulle carte conosciute. Da allora si scoprì che il disegno di Betty corrispondeva a un gruppo di stelle appena scoperto nell’emisfero australe della Terra. Il gruppo di stelle ReticulumRhomboidalis (la Rete Romboidale) ospita il gruppo di stelle ora etichettato come Zeta Reticuli 1 e 2.

Da quella base iniziarono a ristabilire le loro connessioni con i Fondatori della Vita. Continuano ancora fino ad oggi a realizzare i desideri dei Fondatori riguardo all’evoluzione galattica. Quello che hanno appena cominciato a capire è che stanno portando avanti la loro stessa evoluzione.

Oggi, gli Zeta Reticuli hanno bisogno di trovare un modo per rafforzare la loro linea genetica, al fine di creare un futuro per la loro razza. Dopo generazioni di clonazioni, eseguite usando lo stesso materiale genetico, sono diventati fortemente ibridi e stagnanti nella loro crescita evolutiva.

La loro razza sta morendo, ma la loro anima sovrannaturale continua a incarnarsi nella fisicità. Si stanno deliberatamente sottraendo al passaggio verso la quinta densità, per lasciare indietro un loro seme che possa continuare a riprodursi geneticamente. Ciò aiuterà l’intera galassia nella propria evoluzione.

Rendendosi conto della loro situazione, chiamarono i Fondatori.

I Fondatori introdussero i Reticuli su un pianeta diverso, che possedeva un pool genetico proveniente da molte specie umane fin dal principio delle razze Lirane. Invece di continuare ad andare di civiltà in civiltà, per raccogliere materiale genetico, ora potevano averlo tutto in un solo posto. Quel pianeta era la Terra.

I Reticuli furono principalmente attratti dalla Terra negli anni ’40, quando il pianeta iniziò a possedere la tecnologia per autodistruggersi. Sono abbastanza consapevoli che il loro passato rappresenta la possibilità futura della Terra. A causa della loro capacità di viaggiare nel tempo, avrebbero potuto raccogliere il materiale genetico da qualsiasi periodo nel passato della Terra.

Tuttavia, avevano bisogno del materiale genetico di un periodo specifico della nostra storia sulla Terra, quando la civiltà si trovò sull’orlo della distruzione e della trasformazione. Questo li avrebbe potuti aiutare nel loro processo d’integrazione. In un certo senso, è il loro modo per cambiare il loro passato. Interagendo con la Terra di oggi, guariscono il loro passato e cambiano il loro futuro.

Portano avanti questo programma genetico ancora oggi sulla Terra. Poiché questo pianeta non ha ancora compreso o abbracciato l’idea della scelta dell’anima, la maggior parte degli individui che partecipano a questo programma genetico si considerano delle vittime. Ci sono migliaia di storie di addotti terrorizzati, che sono tormentati da esperienze ricorrenti di extraterrestri che li strappano dai loro letti caldi. 4

4 – Sebbene la maggior parte dei rapimenti siano effettuati dagli Zeta Reticuli, ci sono alcuni incidenti isolati di altri gruppi che utilizzano lo scenario delle abduction per i loro scopi. Ad esempio, i Siriani orientati negativamente, gli Orioniani e quelli chiamati “Grigi”, usano molto spesso dei metodi di terrore. È essenziale che gli umani imparino a differenziare il contatto benigno di Zeta Reticuli dalle interazioni più malevole. [OCR editor: gli zeta benigni sono delle memorie distorte impiantate dal governo e dagli esseri rettiliani, dalle mantidi e dai nordici per coprire i veri abusi che si verificano con il fenomeno delle abduction. Questo libro è pieno di razionalizzazioni e disinvolte disinformazioni. Fate le vostre debite ricerche prima di credere a tutto quello che c’è scritto.]

Le esperienze di terrore si verificano perché l’umanità non è ancora disposta ad affrontare la propria ombra che si riflette nello specchio rappresentato dai Reticuli.

I Reticuli cercano principalmente delle specifiche caratteristiche umane che furono impiantate dalla loro razza eoni fa. Una di queste caratteristiche è la variabilità della reazione agli stimoli esterni. Per riapprendere questo, devono campionare e studiare le reazioni neurochimiche umane a una miriade di stimoli.

 Il loro metodo più comune di studiare queste secrezioni neurochimiche, è impiantando una sonda organica. Queste sonde vengono inserite nella testa dell’addotto attraverso il naso, gli occhi o le cavità dell’orecchio. Queste sonde assorbono e catalogano i dati neuro chimici e vengono rimosse periodicamente per lo studio e quindi reinserite. Se un individuo muore, la sonda organica può essere assorbita naturalmente dal corpo.

Non solo stanno cercando informazioni biologiche negli umani, ma stanno anche cercando l’apprendimento emotivo. Sono passati eoni da quando furono genitori di bambini. L’abilità del nutrimento umano, per loro è affascinante. Quando cominceranno a modificare le loro strutture neurochimiche, saranno di nuovo in grado di rispondere maternamente alla loro progenie.

Questo è uno dei motivi principali per cui le donne vengono rapite e chiedono di tenere i bambini ibridi. Queste femmine umane stanno aiutando a risvegliare l’istinto materno e procreativo degli Zeta Reticuli.

L’umanità non li sta solo aiutando -loro stanno anche giocando un ruolo vitale per la Terra. I Fondatori sono ben consapevoli che l’umanità della Terra dovrà integrarsi su più livelli altrimenti lo scenario del conflitto continuerà. I Reticuli riflettono sulla razza umana una delle idee più fondamentali che ha sempre negato: l’unità. Gli umani riflettono sui Reticuli la loro individualità, che li terrorizza.

Se il divario creato dalle paure dell’umanità potesse essere colmato, la trasformazione avverrebbe più intensamente e profondamente.

I Reticuli stanno attualmente acquisendo materiale genetico dai volontari che, a livello di anima, hanno accettato di far parte del risveglio della Terra e della nascita di una nuova civiltà. In questa fase del gioco, la paura degli addotti è ancora necessaria. Sulla Terra la paura è l’ostacolo principale alla crescita. Se l’umanità riuscisse a superare la paura, raggiungerebbe molti obiettivi che attualmente sembrano fuori portata.

Verrà fatto attraverso la consapevolezza, non attraverso la convalida del vittimismo. I Reticuli devono anche affrontare la loro paura (che ancora negano) e superarla. Senza quella paura, la crescita sarebbe minima. A volte le più grandi barriere producono i più grandi traguardi.

Uno di questi traguardi è la creazione di una nuova razza ibrida che possegga le qualità integrate degli Zeta Reticuli e degli umani della Terra.

Saranno unificati e diversi. Saranno ricchi di umorismo e fluidi con le loro emozioni. Saranno soprattutto gli araldi incondizionatamente amorevoli che ci ricondurranno alla Fonte del Tutto.

Fonte dal pdf: https://www.bibliotecapleyades.net/

®wld

La Maya dell’illusione

 

La realtà è un ologramma?

Jonathan Davis, Ospite  di Waking Times 

Potresti essere consapevole del fatto che il miliardario tecnologico Elon Musk di Tesla e SpaceX sta ora pubblicamente affermando la sua convinzione che è matematicamente impossibile in un senso pratico, che non stiamo vivendo una simulazione al computer. La sua logica è sorprendentemente ragionevole. Nel 1972 abbiamo avuto Pong, una simulazione rudimentale del tennis da tavolo. Ora abbiamo giochi che sono vicini al fotorealistico. Se seguiamo questo corso, creeremo simulazioni che sono indistinguibili dalla realtà, anche se ci vorranno ancora alcune migliaia di anni, accadrà. Quindi se accadrà … come facciamo a sapere che non è già successo? Come sappiamo che stiamo vivendo nella realtà di base e non siamo già in una simulazione? 

C’è una possibilità su un miliardo di essere nella realtà di base. – Elon Musk 

Recentemente, un team di scienziati giapponesi ha anche annunciato di aver trovato “prove ancora più chiare” che l’universo è un ologramma. Sebbene questo possa essere il tentativo più recente di dimostrare la teoria dell’universo olografico tra numerosi altri, la scienza è rimasta perplessa dalla natura inconsistente della realtà da molto prima che esistesse la teoria olografica – per non parlare dei mistici e dei filosofi che hanno suggerito la stessa cosa (in termini meno riduzionisti) per migliaia di anni. 

Dall’antico est all’ovest moderno 

Il misticismo orientale ha a lungo sostenuto la prospettiva che la nostra realtà fisica sia davvero la maya dell’illusione. Il filosofo-filologo buddista del primo secolo Aśvaghoṣa ha affermato che “tutti i fenomeni del mondo non sono altro che la manifestazione illusoria della mente e non hanno alcuna realtà, mentre il mistico sufi del 13° secolo Rumi ha suggerito che” questo posto è un sogno. Solo un dormiente lo considera reale. Salta avanti fino agli anni 60, e un’ondata di misticismo orientale precipitò sulla riva della cultura occidentale grazie a personaggi pubblici come Alan Watts. Forse tra tutti, la sua è la resa più accattivante e poetica del soggetto. Per la piena esperienza, dai un’occhiata a questo bellissimo nuovo cortometraggio di Aaron Paradox.

  Kensho dal paradosso di Aaron

Enigma Quantistico

Dall’emergere della meccanica quantistica negli anni Venti, la scienza ha lottato per riconciliare l’enigma della realtà non essendo più in grado di identificarsi come qualcosa di permanente o fisso, ed è stato con l’impermanenza che i primi echi della filosofia orientale hanno cominciato a manifestare il disagio. Tra le mura della scienza. Neils Bohr, uno dei padri famoso della teoria dei quanti, ha detto:

Tutto ciò che chiamiamo reale è fatto di cose che non possono essere considerate reali. Se la meccanica quantistica non ti ha profondamente scioccato, non l’hai capita. – Neils Bhor

Questo sentimento fu chiaramente compreso dal fisico Henry Stapp che disse: “Non esiste un mondo fisico sostanziale nel senso comune di questo termine. La conclusione qui non è la conclusione debole che potrebbe non esserci un mondo fisico sostanziale, ma piuttosto che non esiste sicuramente un mondo fisico sostanziale” Einstein descriveva persino la realtà e una “illusione ottica della coscienza” e affermava che “la realtà è semplicemente un’illusione, anche se molto persistente”.

Mentre la filosofia orientale si diffondeva nel mondo occidentale con l’influenza di figure come Alan Watts e Frijof Capra, autore di The Tao Of Physics (1975), la domanda cominciò a diffondersi sul fatto che i fisici quantistici osservassero effettivamente i fenomeni con microscopi elettronici che avevano già osservato migliaia di anni prima tramite la mediazione. Ciò che è stato ancora meno noto è che i fondatori della fisica quantistica erano in realtà studenti dei testi vedici, e non stavano solo osservando accidentalmente la somiglianza. Lo stavano cercando e l’hanno trovato. Neils Bhor ha dichiarato che sarebbe “andato nelle Upanishad per fare domande”. Werner Heisenberg ha condiviso che “la teoria dei quanti non sembrerà ridicola alle persone che hanno letto il Vedanta; e Irwin Schrödinger pensava che “l’unità e la continuità del Vedanta si riflettono nell’unità e nella continuità della meccanica ondulatoria. Questo è del tutto coerente con il concetto Vedanta di All in One.” 

Non sei una goccia nell’oceano. Sei l’intero oceano in una goccia. -Rumi-

Dalla storia recente al futuro non troppo lontano

Negli anni 90, l’attore comico “oscuro poeta” Bill Hicks ha aiutato a risvegliare una generazione con affermazioni come la sua notizia positiva: “Oggi un giovane uomo acido ha capito che tutta la materia è solo energia condensata a una vibrazione lenta, siamo tutti una coscienza che sta vivendo noi stessi soggettivamente. Non esiste una cosa come la morte, la vita è solo un sogno e noi siamo l’immaginazione di noi stessi … ecco Tom con il tempo”, così come il suo bellissimo riff di Just A Ride. Poi, alla fine degli anni 90, avevamo The Matrix. Come nessun altro mezzo di informazione prima di esso, The Matrix è stata una svolta della cultura pop che ha causato la vera domanda se la realtà sia effettivamente reale da considerare almeno una volta dalle decine di milioni di persone che ora lo hanno visto.

Negli anni successivi al nuovo secolo, la scienza ha acquisito il coraggio di esplorare apertamente argomenti come la teoria dell’universo olografico, la relazione tra coscienza e materia e persino il soggetto un tempo vietato delle sostanze psichedeliche come medicine. Potremmo assistere ad un cambio generazionale sul tipo di scala a cui si riferiva Thomas S Kuhn quando ha coniato l’espressione “cambio di paradigma” nel suo libro seminale del 1972, The Structure Of Scientific Revolutions

Una verità scientifica non trionfa convincendo i suoi avversari e facendoli vedere la luce, ma piuttosto perché i suoi avversari alla fine muoiono e cresce una nuova generazione che gli è familiare. – Max Planck, uno degli altri padri della fisica quantistica 

Questo cambiamento di paradigma porterà a una piena riunificazione della scienza e dello spirito? Lo spero a nome di coloro che cercano la verità tanto al di fuori dei limiti del riduzionismo razionale come al suo interno, lo spero davvero. So che se fossi uno scienziato, avrei intenzione di riprendere le idee di Nicola Tesla, (noto per aver studiato i testi vedici); un uomo che ama Copernico, è nato almeno cento anni prima del suo tempo.

l’autore  

Jonathan Davis è uno scrittore australiano che si concentra sullo sciamanesimo e sulle modalità alternative di guarigione.

Questo articolo (Is Reality a Hologram?) È stato originariamente pubblicato su Uplift Connect e qui viene ripubblicato con il permesso.

La lotta contro l’irrilevanza


Yoshi Sodeoka
 

Perchè la Tecnologia favorisce la Tirannia 

dal sito web TheAtlantic 

traduzione di Claudiordali  

Versione originale in inglese   

“Le rivolte populiste non verranno inscenate contro l’élite economica che sfrutta le persone, ma contro l’élite economica che non ha più bisogno di loro.

Questa potrebbe essere una battaglia persa.

È molto più difficile lottare contro l’irrilevanza che contro lo sfruttamento.”

Fonte

L’intelligenza artificiale

potrebbe cancellare i molti vantaggi pratici della democrazia

ed erodere gli ideali di libertà e uguaglianza.

Se non prendiamo provvedimenti per fermarla, 

concentrerà ulteriormente il potere 

in un élite ancora più piccola …

Questo articolo è stato adattato dal
libro di Yuval Noah Harari

21 Lessons for the 21st Century.

1. La Paura Crescente dell’Irrilevanza

Non c’è nulla di inevitabile nella democrazia.

Tutti i successi che le democrazie hanno ottenuto durante il secolo scorso o più, sono dei punti di riferimento nella storia. Le monarchie, le oligarchie e le altre forme di dominio autoritario, sono state le forme di governo di gran lunga più comuni.

L’emergere delle democrazie liberali è associato agli ideali di libertà e uguaglianza che possono sembrare ovvi e irreversibili, ma che tuttavia sono molto più fragili di quanto crediamo. 

Il loro successo nel XX secolo è dipeso da condizioni tecnologiche uniche, che ora potrebbero rivelarsi effimere. 

Nel secondo decennio del XXI secolo, il liberalismo ha iniziato a perdere credibilità. Le domande sulla capacità della democrazia liberale di provvedere alla classe media, sono diventate più forti; la politica è diventata più tribale e, in sempre più paesi, i leader mostrano un debole per la demagogia e l’autocrazia. 

Le cause di questo cambiamento politico sono complesse, ma sembrano essere intrecciate con gli attuali sviluppi tecnologici. La tecnologia che ha favorito la democrazia sta cambiando e man mano che l’intelligenza artificiale si svilupperà, potrebbe cambiare ulteriormente. 

La tecnologia dell’informazione sta continuando a balzare in avanti; la biotecnologia sta iniziando a fornire una finestra sulle nostre vite interiori – ovvero le nostre emozioni, i nostri pensieri e le nostre scelte

Insieme, l’infotech e la biotech creeranno degli sconvolgimenti senza precedenti nella società umana, erodendo il libero arbitrio e, se possibile, sovvertendo i desideri umani. 

In tali condizioni, la democrazia liberale e l’economia di libero mercato potrebbero diventare obsolete

Le persone comuni magari non capiscono l’intelligenza artificiale e la biotecnologia in tutti i dettagli, ma possono percepire che il futuro sta passando vicino a loro.

Nel 1938, le condizioni dell’uomo comune in Unione Sovietica, in Germania e negli Stati Uniti, possono essere state cupe, ma gli è stato costantemente detto che lui era la cosa più importante al mondo e che lui era il futuro (a condizione, ovviamente, che si trattasse di un “uomo comune” piuttosto che, tanto per dire, di un ebreo o di una donna).

Guardava i manifesti della propaganda, che in genere raffiguravano minatori e operai siderurgici in pose eroiche, e riusciva a vedersi in loro:

“Sono in quel poster! Sono l’eroe del futuro!”

Nel 2018 la persona comune si sente sempre più irrilevante.

Un sacco di termini misteriosi vengono espressi con entusiasmo nei ted Talks, presso le think tank dei governi e durante le conferenze high-tech – globalizzazione, blockchain, ingegneria genetica, intelligenza artificiale, apprendimento automatico – e le persone comuni, sia uomini che donne, potrebbero sospettare che nessuno di questi termini abbia a che fare con loro.

Nel XX secolo, le masse si ribellarono contro lo sfruttamento e cercarono di tradurre il loro ruolo vitale nell’economia e nel potere politico. 

Ora le masse temono l’irrilevanza e si disperano per usare il loro restante potere politico prima che sia troppo tardi. La Brexit e l’ascesa di Donald Trump possono quindi dimostrare una traiettoria opposta a quella delle rivoluzioni socialiste tradizionali. 

Le rivoluzioni in Russia, in Cina e a Cuba, furono fatte da persone che erano vitali per l’economia ma mancavano di potere politico; nel 2016 Trump e la Brexit sono stati sostenuti da molte persone che godevano ancora di potere politico, ma che temevano di perdere il loro valore economico.

E’ facile che nel XXI secolo, le rivolte populiste non saranno inscenate contro un’élite economica che sfrutta le persone, ma contro un’élite economica che non ha più bisogno di loro. Questa potrebbe essere una battaglia persa.

È molto più difficile lottare contro l’irrilevanza che contro lo sfruttamento.

Le rivoluzioni, nel campo della tecnologia dell’informazione e della biotecnologia, sono ancora agli inizi e la misura in cui sono responsabili dell’attuale crisi del liberalismo, è discutibile. La maggior parte delle persone a Birmingham, Istanbul, San Pietroburgo e Mumbai sono solo vagamente consapevoli, se non lo sono del tutto, riguardo l’ascesa dell’IA e del suo potenziale impatto sulle loro vite. 

Tuttavia, è indubbio che le rivoluzioni tecnologiche che stanno prendendo piede nei prossimi decenni, metteranno a confronto l’umanità con le prove più difficili che abbia mai affrontato.

2. Una nuova classe inutile?

Iniziamo con il lavoro e il reddito, perché a prescindere dal fascino filosofico della democrazia liberale, questa ha guadagnato forza in gran parte grazie a un vantaggio pratico:

L’approccio decentralizzato al processo decisionale, che è caratteristico del liberalismo – sia in politica che in economia – e ha permesso alle democrazie liberali di superare gli altri stati e di assicurarsi una crescente affluenza al loro interno.

Il liberalismo ha riconciliato il proletariato con la borghesia, i fedeli con gli atei, i nativi con gli immigrati e gli europei con gli asiatici, promettendo a tutti una fetta più ampia della torta.

Con una torta in costante crescita, ciò era possibile. Inoltre, la torta potrebbe ancora continuare a crescere.

Tuttavia, la crescita economica potrebbe non risolvere i problemi sociali che ora vengono creati dalle disruption tecnologiche, perché tale crescita è sempre più basata sull’invenzione di tecnologie sempre più dirompenti. 

La paure delle macchine che ha spinto le persone a uscire dal mercato del lavoro, ovviamente non è niente di nuovo e in passato tali timori si sono rivelati infondati, ma l’intelligenza artificiale è diversa dalle vecchie macchine

In passato, le macchine competevano con gli esseri umani principalmente nelle abilità manuali. Ora stanno cominciando a ompetere con noi nelle abilità cognitive. Inoltre, non conosciamo alcun terzo tipo di abilità – al di là di quella manuale e di quella cognitiva – in cui gli uomini saranno sempre in vantaggio

Almeno per qualche altro decennio, l’intelligenza umana supererà di gran lunga l’intelligenza dei computer in numerosi campi. Quindi, man mano che i computer si impossesseranno di più processi cognitivi di routine, per gli esseri umani continueranno a comparire nuovi lavori creativi. 

Molti di questi nuovi posti di lavoro dipenderanno probabilmente dalla cooperazione, piuttosto che dalla competizione tra gli uomini e l’IA. I team costituiti da umani e intelligenza artificiale, probabilmente saranno superiori non solo a quelli formati da uomini, ma anche ai computer che funzionano per loro conto.

Tuttavia, la maggior parte dei nuovi posti di lavoro richiederà presumibilmente alti livelli di competenza e ingegno, pertanto, potrebbe non fornire una risposta al problema dei lavoratori non qualificati disoccupati o dei lavoratori occupabili solo a salari estremamente bassi.

Inoltre, poiché l’IA continua a migliorare, anche i lavori che richiedono un’elevata intelligenza e creatività potrebbero gradualmente scomparire. Il mondo degli scacchi è un esempio di come potrebbero andare le cose.

Per numerosi anni dopo che il computer Deep Blue sconfisse Garry Kasparov nel 1997, i giocatori di scacchi continuarono a prosperare; l’intelligenza artificiale veniva usata per addestrare i prodigi e le squadre composte da uomini e computer si dimostrarono superiori ai computer che giocavano da soli.

Tuttavia, negli ultimi anni i computer sono diventati così bravi a giocare a scacchi, che i loro collaboratori umani hanno perso valore e potrebbero ben presto diventare del tutto irrilevanti. 

Il 6 dicembre 2017, è stato raggiunto un altro importante traguardo quando il programma AlphaZero di Google ha sconfitto il programma Stockfish 8. 

Stockfish 8 aveva vinto un campionato mondiale di scacchi per computer nel 2016. Aveva accesso a secoli di esperienza umana accumulata negli scacchi, oltre a decenni di esperienza con i computer.

Al contrario, ad AlphaZero i suoi creatori umani non insegnarono alcuna strategia di scacchi, nemmeno le aperture standard. 

Usò, piuttosto, i più recenti principi di apprendimento automatico per insegnare a sé stesso giocando contro sé stesso. Tuttavia, su 100 partite che il debuttante AlphaZero giocò contro Stockfish 8, ne vinse 28 e ne pareggiò 72 – non perse neanche una volta. 

Dato che AlphaZero non aveva imparato nulla da nessun individuo , molte delle sue mosse e strategie vincenti sembrarono essere non convenzionali per l’occhio umano. 

Potrebbero essere descritte come creative, se non addirittura geniali. 

Riuscite a immaginare quanto tempo AlphaZero spese per imparare gli scacchi da zero, preparare la partita contro Stockfish 8 e sviluppare il suo istinto geniale? Quattro ore 

Per secoli, gli scacchi erano considerati una delle glorie che incoronavano l’intelligenza umana. AlphaZero passò dall’assoluta ignoranza alla padronanza creativa in quattro ore, senza l’aiuto di alcuna guida umana. 

Là fuori, AlphaZero non è l’unico software immaginativo che esiste. 

Uno dei modi per catturare gli imbroglioni negli odierni tornei di scacchi, è quello di monitorare il livello di originalità che i giocatori esibiscono. Se giocano una mossa eccezionalmente creativa, i giudici spesso sospettano che non possa essere una mossa umana, per cui deve essere la mossa di un computer. 

Almeno negli scacchi, la creatività viene già considerata il marchio di fabbrica dei computer piuttosto che degli umani! Quindi, se gli scacchi fossero il nostro canarino nella miniera di carbone, saremmo stati debitamente avvertiti che il canarino sta morendo. Quello che sta accadendo oggi ai team di IA e umani negli scacchi, potrebbe in futuro accadere ai team di IA e umani nel campo della polizia, della medicina, delle banche e in molti altri campi.

Per di più, l’IA gode di abilità unicamente non umane, che fanno la differenza tra l’intelligenza artificiale e un lavoratore umano di un solo tipo, piuttosto che semplicemente del suo grado. Le due abilità non umane particolarmente importanti in possesso dell’IA, sono la connettività e l’aggiornabilità.

Ad esempio, molti conducenti non hanno familiarità con tutte le modifiche delle normative sul traffico delle strade che guidano, per cui spesso le violano.

Inoltre, poiché ogni guidatore è un’entità a sé, quando due veicoli si avvicinano allo stesso incrocio, a volte i conducenti sbagliano a comunicare le loro intenzioni e si scontrano.

Al contrario, le auto a guida autonoma conoscono tutte le regole del traffico e non le violeranno mai apposta, e inoltre potrebbero essere tutte collegate tra loro. Quando due di questi veicoli si avvicinano allo stesso incrocio, non sono realmente due entità separate, ma parti di un singolo algoritmo. 

Le probabilità che possano comunicare male tra loro e scontrarsi, saranno quindi di gran lunga inferiori. 

Allo stesso modo, se l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) identificasse una nuova malattia, o se un laboratorio producesse una nuova medicina, non riuscirebbe ad aggiornare immediatamente tutti i medici che ci sono nel mondo. 

Eppure, anche se dovessero esserci miliardi di medici di IA nel mondo – ognuno dei quali monitora la salute di un solo essere umano – si riuscirebbe ad aggiornarli tutti in una frazione di secondo e tutti quanti potrebbero comunicare tra loro le valutazioni della nuova malattia o medicina. 

Questi potenziali vantaggi di connettività e aggiornabilità sono così grandi, che almeno in alcune linee di lavoro potrebbe essere sensato sostituire tutti gli esseri umani con i computer, anche se individualmente alcuni esseri umani svolgono ancora un lavoro migliore delle macchine. 

Le stesse tecnologie che potrebbero rendere 

economicamente irrilevanti miliardi di persone, 

potrebbero anche renderle più facili

da monitorare e controllare.

Tutto ciò porta a una conclusione molto importante: 

La rivoluzione dell’automazione non consisterà in un singolo evento spartiacque, dopo il quale il mercato del lavoro si stabilizzerà con un nuovo equilibrio.

Si tratterà, piuttosto, di una cascata di disruption sempre più grandi.

I vecchi posti di lavoro scompariranno e nasceranno quelli nuovi, ma anche i nuovi lavori cambieranno rapidamente e svaniranno. Le persone non dovranno riqualificarsi e reinventarsi una sola volta, ma molte volte.

Proprio come nel XX secolo, quando i governi istituirono dei sistemi educativi di massa per i giovani, nel XXI secolo dovranno istituire dei massicci sistemi di rieducazione per gli adulti.

· Ma sarà abbastanza? Il cambiamento è sempre stressante e il mondo frenetico degli inizi del XXI secolo ha prodotto un’epidemia globale di stress.

· Con l’aumento della volatilità del lavoro, le persone saranno in grado di farle fronte? Entro il 2050, potrebbe emergere una classe inutile, il risultato non solo di una carenza di posti di lavoro o di una mancanza di istruzione pertinente, ma anche di un’insufficiente capacità mentale nel continuare ad apprendere nuove abilità. 

3. L’Ascesa della Dittatura Digitale

Poiché molte persone perdono il proprio valore economico, potrebbero anche perdere il loro potere politico. 

Le stesse tecnologie che potrebbero rendere economicamente irrilevanti miliardi di persone, potrebbero anche renderle più facili da monitorare e controllare. 

L’IA spaventa molte persone perché non credono che rimarrà obbediente. La fantascienza offre varie possibilità che i computer e i robot sviluppino una loro coscienza e, poco dopo, tentino di uccidere tutti gli umani. Tuttavia, non c’è una ragione particolare per credere che l’intelligenza artificiale svilupperà la coscienza man mano che diventerà più intelligente. 

Al contrario, dovremmo temere l’intelligenza artificiale perché probabilmente obbedirà sempre ai suoi padroni umani e non si ribellerà mai. L’intelligenza artificiale è uno strumento e un’arma diversa da tutte le altre sviluppate dagli esseri umani; quasi certamente permetterà ai già potenti di consolidare ulteriormente il loro potere. 

Consideriamo la sorveglianza. Numerosi paesi in tutto il mondo, tra cui diverse democrazie, sono impegnati a costruire dei sistemi di sorveglianza senza precedenti.

Ad esempio, Israele è un leader nel campo della tecnologia di sorveglianza e nella parte di Cisgiordania in suo possesso, ha creato il prototipo funzionante di un regime di sorveglianza totale. 

Già oggi, ogni volta che i palestinesi fanno una telefonata, postano qualcosa su Facebook o viaggiano da una città all’altra, vengono probabilmente monitorati da microfoni, telecamere, droni o software spia israeliani. 

Gli algoritmi analizzano i dati raccolti, aiutando le forze di sicurezza israeliane a individuare e neutralizzare quelle che considerano potenziali minacce.

I palestinesi possono amministrare alcune città e villaggi in Cisgiordania, ma gli israeliani comandano il cielo, le onde radio e il cyberspazio. Pertanto, con enorme sorpresa, pochi soldati israeliani controllano in modo efficace i due milioni e mezzo di palestinesi che vivono in Cisgiordania.

In un caso avvenuto nell’ottobre 2017, un lavoratore palestinese ha postato, sul suo account privato di Facebook, un’immagine di sé stesso sul posto di lavoro, accanto a un bulldozer. Vicino all’immagine ha scritto, “Buongiorno!” 

L’algoritmo di traduzione di Facebook ha commesso un piccolo errore durante la traslitterazione delle lettere arabe. Invece di Ysabechhum (che significa “buongiorno”), l’algoritmo ha identificato le lettere come Ydbachhum (che significa “fa loro del male”).

Sospettando che l’uomo potrebbe essere un terrorista che intende usare il bulldozer per andare addosso alle persone, le forze di sicurezza israeliane lo hanno rapidamente arrestato. Lo hanno rilasciato dopo aver capito che l’algoritmo aveva commesso un errore. 

Ciò nonostante, il post offensivo di Facebook è stato rimosso – è sempre meglio stare attenti. Quello che i palestinesi stanno vivendo oggi in Cisgiordania, potrebbe essere solo una primitiva anteprima di ciò che, in definitiva, sperimenteranno miliardi di persone in tutto il pianeta. 

Il conflitto tra democrazia e dittatura

è in realtà un conflitto tra 

due diversi sistemi di elaborazione dati.

L’intelligenza artificiale 

può recare beneficio alla seconda. 

Eppure, queste tattiche dure possono non rivelarsi necessarie, almeno per la maggior parte del tempo.

La facciata del libero arbitrio e della libertà di voto, in alcuni paesi potrebbe rimanere in vigore, sebbene il popolo eserciti un controllo sempre più minore. Tanto per essere sicuri, i tentativi di manipolare i sentimenti degli elettori non sono nuovi.

Tuttavia, una volta che qualcuno (a San Francisco, a Pechino o a Mosca) acquisisce la capacità tecnologica di manipolare il cuore umano – in modo affidabile, economico e su larga scala – la politica democratica si trasformerà in uno spettacolo di burattini ricco di emozioni. 

È molto improbabile che, nei prossimi decenni, dovremo affrontare la ribellione delle macchine senzienti, ma potremmo avere a che fare con orde di robot che sanno come premere i nostri pulsanti emotivi meglio di quanto faccia nostra madre e che usano 

questa strana abilità, per volontà di una élite umana, per cercare di venderci qualcosa – sia che si tratti di un’auto, di un politico o di un’intera ideologia.

I bot potrebbero riuscire a identificare le nostre paure più profonde, il nostro odio e le nostre voglie, per poi usarle contro di noi. 

Abbiamo già avuto un assaggio di tutto ciò nelle recenti elezioni e nei referendum in tutto il mondo, quando gli hacker hanno imparato come manipolare i singoli elettori analizzando i loro dati e sfruttando i loro pregiudizi. 

Anche se i thriller di fantascienza sono attratti dalle apocalissi drammatiche fatte di fuoco e fumo, in realtà potremmo trovarci di fronte a una banale apocalisse solo facendo clic su … 

L’impatto più grande e più spaventoso della rivoluzione IA, potrebbe essere sulla relativa efficienza delle democrazie e delle dittature. Storicamente, le autocrazie hanno affrontato degli handicap paralizzanti concernenti l’innovazione e la crescita economica.

Verso la fine del XX secolo, di solito le democrazie superavano le dittature perché erano molto più brave nell’elaborare le informazioni. 

Tendiamo a pensare al conflitto tra democrazia e dittatura, come a un conflitto tra due diversi sistemi etici, ma in realtà è un conflitto tra due diversi sistemi di elaborazione dati. 

La democrazia distribuisce il potere di elaborare le informazioni e prendere le decisioni tra molte persone e istituzioni, mentre la dittatura concentra le informazioni e il potere in un unico posto. 

In base alla tecnologia del XX secolo, era inefficiente concentrare troppe informazioni e potere in un unico posto. 

Nessuno ha la capacità di elaborare tutte le informazioni disponibili abbastanza velocemente e prendere le decisioni giuste. Questa è una delle ragioni per cui l’Unione Sovietica ha preso delle decisioni di gran lunga peggiori rispetto agli Stati Uniti e perché l’economia sovietica è rimasta molto indietro rispetto all’economia americana. 

Tuttavia, l’intelligenza artificiale potrebbe ben presto far oscillare il pendolo nella direzione opposta

L’IA consente di elaborare centralmente enormi quantità di informazioni. In effetti, potrebbe rendere i sistemi centralizzati molto più efficienti dei sistemi diffusi, perché l’apprendimento automatico funziona meglio quando la macchina ha più informazioni da analizzare. 

Se ignoraste tutte le norme sulla privacy e concentraste tutte le informazioni relative a un miliardo di persone in un unico database, vi potreste ritrovare con algoritmi di gran lunga migliori rispetto a quando rispettavate la privacy dell’individuo e nel vostro database avevate solo delle informazioni parziali su un milione di persone. 

Un governo autoritario che ordina a tutti i suoi cittadini di sequenziare il loro DNA e condividere i loro dati medici con un’autorità centrale, otterrebbe un immenso vantaggio in genetica e nella ricerca medica, rispetto alle società in cui i dati medici sono strettamente privati. 

Il principale handicap dei regimi autoritari del XX secolo – il desiderio di concentrare tutte le informazioni e il potere in un unico luogo – potrebbe diventare il loro vantaggio decisivo nel XXI secolo.

 

Yoshi Sodeoka

Ovviamente, le nuove tecnologie continueranno a emergere e alcune di esse potrebbero incoraggiare la distribuzione piuttosto che la concentrazione delle informazioni e del potere.

La tecnologia blockchain e l’uso delle criptovalute abilitate da essa, vengono attualmente pubblicizzate come possibili contrappesi al potere centralizzato.

Tuttavia, la tecnologia blockchain si trova allo stato embrionale e non sappiamo ancora se effettivamente controbilancerà le tendenze centralizzanti dell’IA.

Ricordatevi che anche Internet, nei primi periodi, venne pubblicizzato come la panacea libertaria che avrebbe liberato le persone da tutti i sistemi centralizzati, ma ora è pronto a far diventare l’autorità centralizzata più potente che mai.

4. Il Trasferimento dell’Autorità alle Macchine

Anche se alcune società restassero apparentemente democratiche, la crescente efficienza degli algoritmi trasferirebbe sempre più autorità dagli individui alle macchine in rete.

Potremmo rinunciare volontariamente ad avere autorità sulle nostre vite, perché l’esperienza ci insegnerà a fidarci più degli algoritmi che delle nostre sensazioni, perdendo completamente la nostra capacità di prendere molte decisioni da soli.

Basti pensare al modo in cui, in soli due decenni, miliardi di persone si sono fidate dell’algoritmo di ricerca di Google per uno dei compiti più importanti di tutti:

trovare informazioni pertinenti e affidabili.

Poiché ci affidiamo sempre più a Google per ottenere le risposte, la nostra capacità di individuare le informazioni diminuisce in modo indipendente.

Già oggi, la “verità” viene definita dai migliori risultati di una ricerca su Google. Questo processo ha influenzato anche le nostre abilità fisiche e lo spazio di navigazione.

Le persone non solo chiedono a Google di trovare delle informazioni, ma anche di farsi portare in giro. 

Le auto a guida autonoma e i medici IA potrebbero rappresentare un’ulteriore erosione:

Anche se queste innovazioni mettono fuori uso gli autisti e i medici, la loro maggiore importanza risiede nel continuo trasferimento di autorità e responsabilità alle macchine.

Gli esseri umani sono abituati a pensare alla vita come a un dramma dove bisogna prendere sempre delle decisioni.

La democrazia liberale e il capitalismo del libero mercato vedono l’individuo come un agente autonomo che fa costantemente delle scelte sul mondo. 

Le opere artistiche – che si tratti di commedie di Shakespeare, di Jane Austen o di pellicole hollywoodiane – di solito ruotano attorno all’eroe che deve prendere una decisione cruciale.

Essere o non essere? Ascolto mia moglie e uccido re Duncan, o ascolto la mia coscienza e lo lascio vivere? Sposo il Sig. Collins o il Sig. Darcy?

Anche le teologie cristiane e musulmane si concentrano sul dramma del processo decisionale, sostenendo che la salvezza eterna dipende dal fare la scelta giusta.

Che cosa accadrà a questa visione della vita, quando ci affideremo all’IA per farle prendere sempre più decisioni al nostro posto? Già adesso ci fidiamo di Netflix per consigliarci i film da vedere e Spotify per scegliere la musica che ci deve piacere. Perché la disponibilità dell’IA dovrebbe fermarsi qui?

Ogni anno milioni di studenti universitari devono decidere cosa studiare. Si tratta di una decisione molto importante e difficile, da prendere con la pressione di genitori, amici e professori che hanno interessi e opinioni diverse.

Viene anche influenzata dalle paure e dalle fantasie individuali degli studenti, plasmate a loro volta dai film, dai romanzi e dalle campagne pubblicitarie.

Complicando le cose, uno studente non sa veramente cosa ci vuole per avere successo in una determinata professione e non necessariamente sa quali siano davvero i suoi punti di forza e le sue debolezze.

Non è così difficile vedere come l’intelligenza artificiale un giorno possa prendere delle decisioni migliori delle nostre, riguardo la carriera e forse anche le nostre relazioni. Ma una volta che inizieremo a contare sull’intelligenza artificiale per decidere cosa studiare, dove lavorare, con cui uscire o addirittura chi sposare, la vita umana cesserà di essere il dramma delle decisioni e la nostra concezione della vita dovrà cambiare. 

Le elezioni democratiche e il libero mercato potrebbero non avere più senso. Così pure la maggior parte delle religioni e delle opere d’arte. 

Provate a immaginare Anna Karenina che tira fuori il suo smartphone e chieda a Siri se dovrebbe restare sposata con Karenin o fuggire con il conte Vronsky. Oppure, immaginate la vostra commedia preferita di Shakespeare, con tutte le decisioni cruciali prese da un algoritmo di Google.

Amleto e Macbeth avrebbero una vita molto più confortevole, ma, 

  • · Che tipo di vite sarebbero quelle?
  • · Ci sono dei modelli che diano un senso a tali vite?
  • · I parlamenti e i partiti politici riusciranno a superare queste sfide e prevenire gli scenari più tetri?

Al momento attuale ciò non sembra possibile … 

La disruption tecnologica non è nemmeno uno dei punti principali dell’agenda politica. Durante la corsa presidenziale degli Stati Uniti del 2016, il principale riferimento alla tecnologia dirompente riguardava la debacle della posta elettronica di Hillary Clinton e nonostante tutti i discorsi sulle perdite dei posti di lavoro, nessuno dei due candidati ha affrontato direttamente l’impatto potenziale dell’automazione. 

Donald Trump ha avvisato gli elettori che i messicani avrebbero preso i loro posti di lavoro e che gli Stati Uniti avrebbero dovuto costruire un muro sul confine meridionale. Non ha mai avvertito gli elettori che gli algoritmi avrebbero svolto il loro lavoro e neppure ha suggerito di costruire un firewall attorno alla California.

Quindi cosa dovremmo fare?

Per cominciare, dobbiamo mettere una priorità molto più alta sulla comprensione di come funziona la mente umana, in particolare su come coltivare la saggezza e la compassione.

Se dovessimo investire troppo nell’IA e troppo poco nello sviluppo della mente umana, l’intelligenza artificiale molto sofisticata dei computer potrebbe servire solo a potenziare la naturale stupidità degli esseri umani e a nutrire i nostri impulsi peggiori (che forse sono anche i più potenti), tra cui l’avidità e l’odio.

Per evitare un simile risultato, per ogni dollaro e ogni minuto che investiamo nel miglioramento dell’IA, dovremmo saggiamente investire un dollaro e un minuto nell’esplorazione e nello sviluppo della coscienza umana.

Più in pratica e più nell’immediato: se vogliamo impedire la concentrazione di tutta la ricchezza e potere nelle mani di una piccola élite, dobbiamo regolamentare la proprietà dei dati ..

Nei tempi antichi, la terra era il bene più importante, quindi la politica era la lotta per il controllo della terra. Nell’era moderna, le macchine e le fabbriche sono diventate più

importanti della terra, quindi le lotte politiche si sono concentrate sul controllo di questi mezzi vitali di produzione.

Nel XXI secolo, come beni più importanti, i dati eclisseranno sia la terra che i macchinari, quindi la politica sarà la lotta per controllare il flusso dei dati.

Sfortunatamente, non abbiamo molta esperienza su come regolamentare la proprietà dei dati, che è intrinsecamente un compito molto più difficile di regolamentare i terreni o le macchine. I dati sono ovunque e in nessun luogo allo stesso tempo, possono spostarsi alla velocità della luce e se ne possono creare infinite copie.

I dati raccolti sul mio DNA, sul mio cervello e sulla mia vita appartengono a me, al governo, a una società o al collettivo umano

La corsa per l’accumulo dei dati è già partita e attualmente è guidata da giganti come Google e Facebook e, in Cina, da Baidu e Tencent.

Finora, molte di queste aziende hanno agito da “mercanti dell’attenzione”: catturano la nostra attenzione dandoci gratuitamente, 

  • · le informazioni 
  • · i servizi 
  • · l’intrattenimento 

…per poi rivenderla agli inserzionisti.

Eppure, la loro vera attività non è solo la vendita di annunci pubblicitari. Catturando la nostra attenzione riescono ad accumulare immense quantità di dati su di noi, che valgono più di qualsiasi introito pubblicitario.

Non siamo i loro clienti – siamo i loro prodotti

Per le persone comuni sarà molto difficile resistere a questo processo. Al momento, molti di noi sono felici di regalare il nostro bene più prezioso – i nostri dati personali – in cambio di servizi gratuiti di posta elettronica e video divertenti sui gatti.

Inoltre, se in seguito la gente comune decidesse di provare a bloccare il flusso dei dati, è probabile che abbia dei problemi a farlo, specialmente perché potrebbe aver fatto affidamento sulla rete per farsi aiutare a prendere delle decisioni persino sulla salute e la sopravvivenza fisica.

La nazionalizzazione dei dati da parte dei governi potrebbe offrire una soluzione; certamente frenerebbe il potere delle grandi multinazionali, ma la storia ci suggerisce che non è necessariamente meglio essere nelle mani di governi strapotenti.

Quindi, faremmo meglio a chiedere ai nostri scienziati, ai nostri filosofi, ai nostri avvocati e persino ai nostri poeti, di rivolgere la loro attenzione a questa domanda importante:

Come si regola la proprietà dei dati?

Attualmente, gli esseri umani rischiano di diventare simili agli animali domestici. 

Abbiamo allevato delle docili mucche che producono enormi quantità di latte, ma che sono anche di gran lunga inferiori ai loro antenati selvaggi. Sono meno agili, meno curiose e meno intraprendenti.

Ora stiamo creando degli esseri umani addomesticati che producono enormi quantità di dati e funzionano come chip efficienti in un enorme meccanismo di elaborazione dati, ma che difficilmente massimizzano il loro potenziale umano.

Se non stiamo attenti, finiremo con gli umani declassati che usano a malo modo i computer per devastare se stessi e il mondo.

Se trovate che queste prospettive siano allarmanti – se non vi piace l’idea di vivere in una dittatura digitale o in una forma socialmente degradata di società – allora il contributo più importante che possiate dare, è trovare dei modi per evitare che troppi dati vengano concentrati in pochissime mani e anche trovare dei modi per mantenere l’elaborazione distribuita dei dati più efficiente rispetto all’elaborazione centralizzata. 

Non sarà un compito facile, ma la sua risoluzione potrebbe essere la migliore salvaguardia della democrazia e di noi stessi … 

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/ 

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Il dogma post-moderno della ‘parità’

 

 TESTE QUOTE

posted by Francesco Carraro

Notizie dal futuro. E non sono buone. La Royal Academy of Arts di Londra, in occasione della mostra ‘Renaissanse nude’ (sui nudi del Rinascimento) del marzo 2019, applicherà la parità di genere, esponendo tanti quadri di nudo maschile quanti quadri di nudo femminile. Se la prima vostra reazione è un cenno di assenso, siete perduti. Se, invece, è un moto di ripulsa, siete normali. Questo post è destinato ai secondi. Vi capisco. Comprendo la vostra frustrazione, ma è il momento di ragionare a sangue freddo. Perché succede? Questo dobbiamo chiederci. Perché, sempre più spesso, ci imbattiamo in notizie che ci fanno dubitare della residua sanità mentale dell’essere umano? Perché idiozie così palesi, persino pacchiane nella loro irragionevolezza, fanno breccia anche presso istituzioni di altissima levatura culturale e intellettuale, come la Royal Academy, o politica, come il Parlamento italiano, dove ancora riecheggiano le risate suscitate dalle ossessioni da dizionario della sua ex presidente, anzi presidentessa?

Andiamo subito al sodo: il motivo apparente di tali iniziative – e cioè la tutela del cosiddetto sesso debole – non c’entra nulla con le iniziative stesse. È un’esca. Una foglia di fico destinata a celare l’obbiettivo principe; che non è la protezione delle donne, ma la manipolazione delle menti. Imporre l’ossessione per la cosiddetta parità di genere, fino a derive deliranti come la galleria rinascimentale del sessualmente corretto, serve a compartimentare i cervelli. Propiziare, cioè, nuove logiche binarie di ragionamento simili all’idioma basico delle macchine informatiche costituito solo da due elementi: zero e uno, alternati all’infinito e miscelati in smisurate combinazioni. Fatte tutte, però, di zero e di uno. E se la perversione – tale può definirsi la mania ossessivo compulsiva dei feticisti paritari – è giunta al punto da colonizzare le sale di una pinacoteca o le aule di un’assemblea elettiva o le redazioni di un giornale, allora possiamo ben dire che il processo è in fase talmente avanzata da risultare irreversibile. La riprova sta proprio nell’aver traguardato la soglia del ridicolo senza far ridere nessuno. E nell’averlo fatto da un pulpito di autorevolezza indiscussa come le cattedre di un’accademia reale. Che deve dire l’uomo della strada? Gli viene il dubbio di essere lui quello ‘sbagliato’. Se una decisione tanto cretina la prende un consesso di geni, allora forse la decisione non è così cretina. Magari, bisogna solo adeguarsi. E pensarci due volte prima di violare il dogma post-moderno della ‘parità’.

Una medesima funzione di ingessatura cerebrale la svolgono i comandamenti del politicamente consentito: rieducare la nostra naturale ritrosia al pensiero unico, le nostre umanissime tendenze all’anarchia e all’indisciplina, attraverso dosi massicce di conformismo perbenista e convenzionalmente accettabile. Completano l’opera il depauperamento lessicale, l’imbarbarimento sintattico e l’anoressia concettuale provocati da quei killer del linguaggio che sono i social network e i semplificatori seriali della ‘intelligenza’ digitale. Volendo sintetizzare in uno slogan, potremmo dire: meno pensieri per tutti. Anzi, per tutte. Anzi, per tutti. Anzi, per tutte. Anzi per tutti. Anzi, per tutte…

Francesco Carraro
www.francescocarraro.com

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