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WASP: il drone infernale che sputa fuoco

 

Preparati, perché i droni lanciafiamme stanno arrivando e saranno in vendita molto presto  

Di Elias Marat 

Considerando che il calore estremo e crescente è uno dei maggiori problemi che affliggono la società umana oggi, sarebbe sicuro assumere che l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è più fuoco nelle nostre vite.

Ma chi stiamo prendendo in giro? Il fuoco è sempre stato una parte inseparabile di ciò che ci rende umani, sia come mezzo per rendere il cibo commestibile, uno strumento in battaglia o, secondo Sigmund Freud, un elemento che è stato un punto chiave di origine per la maggior parte delle società.

E ora, la società Throwflame – che si autodefinisce il “più antico produttore di lanciafiamme negli Stati Uniti” – spera di estendere il fuoco a quei punti difficili da raggiungere che si accalcano solo per essere bruciati.

E quale modo migliore di farlo se non rilasciando un’unità lanciafiamme completamente funzionale che può essere attaccata da droni volanti?

Secondo The Verge, il TF-19 WASP di Throwflame è una nuova appendice infuocata che consentirà a qualsiasi drone a sollevamento leggero di livello commerciale con una capacità di carico di cinque libbre per sputare fuoco fino a 25 metri di distanza. Il TF-19 sarà inoltre dotato di un serbatoio di carburante da un gallone capace di erogare un getto di fuoco costante per un massimo di 100 secondi, garantendo che tutto ciò che è interessato dalle VESPE venga bruciato nell’oblio.

Cos’altro ti aspetti da un’azienda che si pubblicizza con lo slogan: “Dopo tutto, anche noi amiamo l’odore del napalm al mattino”?

Inutile dire che questa macchina volante infernale che sputa fuoco ha un costo. Il WASP sarà venduto a $ 1,499, un prezzo che può sembrare difficile per alcuni, ma potrebbe essere un furto per alcuni specialisti la cui vocazione si basa sul fuoco.

In un video promozionale rilasciato dalla società, il WASP è visto sparare da un drone DJI S1000 con un controller di volo A2, una batteria LiPo 6S 16.000mAh e un telecomando Tango T / R T, che le stime di Verge “potrebbe facilmente aggiungere altri $ 2,600 al costo “- e questo è senza collegare una fotocamera GoPro in stile opzionale al drone.

Ma il TF-19 non è solo per le cazzate e le risate da solo – Throwflame suggerisce che il drone è la soluzione giusta per una serie di problemi che vanno dagli incendi agricoli controllati alla “rimozione del terreno, rimozione di neve e ghiaccio, incenerimento di erbacce e insetti insidiosi” alveari, eventi pirotecnici e oggetti di scena cinematografici, antincendio e addestramento, (e) gestione delle praterie.”

Tuttavia, il fondatore dell’azienda Quinn Whitehead ha anche ammesso a Gizmodo che circa la metà dei suoi clienti sono acquirenti ricreativi che cercano solo di giocare con il fuoco.

Whitehead ha spiegato:

È sicuramente un concetto unico … ma ogni nuova tecnologia è un po ‘spaventosa all’inizio.

Ripensi a quando i droni sono stati commercializzati e resi popolari – erano abbastanza economici per la persona media da comprare – c’era molta preoccupazione per i problemi di privacy e per le persone che volavano dappertutto, e sciami di droni che bloccavano il sole.

Ma a ben vedere, penso che sia una specie di reazione eccessiva.

Abbastanza giusto, non vedremo volare molto presto droni che sputano fuoco nei nostri parchi locali in qualsiasi momento. Ma ancora una volta, non saremmo sorpresi se i governi federali e locali cambiassero la legge per impedire ai consumatori di soddisfare letteralmente il loro desiderio di far piovere fuoco a loro piacimento.

Di Elias Marat | Creative Commons | TheMindUnleashed.com

Fonte: https://www.activistpost.com/

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Sconvolgimenti dei cieli nella “mitologia” del passato

Freddo, fuoco, terremoti e sconvolgimenti dei cieli
al di là di ogni immaginazione

Gli iranici-avestici  della Persia che, com’è noto, sono emigrati dall’Asia Occidentale da una patria lontana, non sono gli unici in possesso di tradizioni arcaiche che riecheggiano la cornice di base del grande diluvio in modi che hanno poche probabilità di essere casuali.

Invero, sebbene più comunemente associati con il diluvio, i familiari temi dell’avvenimento divino e della salvezza di un brandello dell’umanità da un disastro universale, in molte parti del mondo sono anche collegati all’improvvisa avanzata di condizioni climatiche glaciali.

In Sud America, per esempio, gli indios toba della regione del Gran Chaco, che abbraccia i moderni confini del Paraguay, dell’Argentina e del Cile, narrano ancora un antico mito sull’evento di ciò che chiamiamo <<il Grande Freddo>>. A dare il preavviso è una figura eroica semi-divina di nome Asin:

Asin disse a un uomo di raccogliere tutta la legna che poteva e di coprire la sua capanna con uno spesso strato di stoppie, perché stava per arrivare un periodo di grande freddo. Non appena la capanna fosse pronta Asin e l’uomo si chiusero dentro e aspettarono. Quando il grande freddo arrivò, persone tremanti vennero da loro a mendicare un tizzone.

Asin fu inflessibile e diede le braci solo a quelli che erano stati suoi amici. La popolazione moriva di freddo, e pianse per tutta la notte. A mezzanotte erano tutti morti, giovani e vecchi, uomini e donne … questo periodi di ghiaccio d nevischio durò per molto tempo e tutti i fuochi si spensero. Il ghiaccio era spesso come cuoio.  

Come nelle tradizioni avestiche, sembra che il grande freddo fosse accompagnato da una grande oscurità. Per citare un toba anziano, queste calamità furono mandate <<perché quando la terra è piena di gente deve cambiare. La popolazione deve essere ridotta per la salvezza del mondo … Nel caso della lunga oscurità, accade semplicemente che il sole sparì e la popolazione morì di fame. Quando rimasero senza cibo, cominciarono a mangiare i propri figli. Alla fine morirono tutti…>>

Il Popol Vuh maya associa il diluvio a <<molta grandine, pioggia nera e nebbia, e un freddo indescrivibile>>. Narra anche che fu un periodo in cui <<vi era pochissimo chiarore sulla faccia della terra … era celata la faccia del sole e della luna>>.

Altre fonti maya confermano che questi strani e terribili fenomeni si sbatterono sull’umanità <<ai tempi degli antichi. La terra si oscurò … Accadde che il sole era ancora splendente e luminoso. Poi a mezzogiorno si fece buio … La luce del sole tornò solo il ventesimo anno dopo il diluvio>>.

Forse il lettore ricorderà che molti miti di diluvi e di catastrofi contengono riferimenti non solo al sopraggiungere della grande oscurità ma ad altri cambiamenti dall’aspetto dei cieli.

Nella terra del fuoco, per esempio, si diceva che il sole e la luna <<caddero giù dal cielo>> e in Cina che <<i pianeti alterarono il proprio corso. Il sole e la luna e le stelle cambiarono il loro moto>>.

Gli incas credevano che <<anticamente le Ande si spaccarono quando il cielo mosse guerra alla terra>>. I tarahumara del Messico settentrionale conservano leggende della distruzione del mondo incentrate su un cambiamento dell’orbita del sole.

Un mito africano del basso Congo spiega che <<molto tempo da il sole incontrò la luna e le lanciò addosso del fango, rendendola così meno luminosa. Quando ebbe luogo questo incontro si fu una grande inondazione …>>

Gli indiani cahto della California narrano semplicemente che <<il cielo venne giù>> E gli antichi miti greco-romani raccontano che il diluvio di Deucalione fu immediatamente preceduto da terribili eventi celesti. Questi eventi sono vividamente simboleggiati nella storia di Fetonte, il figlio del sole, che approntò il carro del padre ma non riuscì a guidarlo lungo il suo percorso.

Ben presto gli impetuosi cavalli si accorsero che le redini erano in mani inesperte. Impennandosi e scartando, si allontanarono dal percorso abituale; allora tutta la terra si meravigliò al vedere che il glorioso Sole, anziché tenere la propria maestosa e benefica rotta da una parte all’altra del cielo, pareva correre a zigzag verso l’alto per poi precipitare infuriato giù come una meteora.

Questa non è la sede per speculare su che cosa potrebbe aver causato gli allarmanti sconvolgimenti dell’ordine dei cieli legati alle leggende di cataclismi di tutto il mondo. Per i nostri scopi attuali, è sufficiente notare che queste tradizioni sembrano alludere a quello stesso <<scompiglio del cielo>> che accompagnò il funesto inverno e l’avanzata delle cappe di ghiaccio descritti nell’Avesta persiano.

Ma ci sono anche altre connessioni. Il fuoco, per esempio, spesso segue o precede il diluvio. Nel caso dell’avventura di Fetonte con il Sole, <<l’erba si seccò; le messi inaridirono; i boschi andarono in fiamme e fumo; poi al di sotto, la terra nuda si crepò e sgretolò e le rocce annerite si ruppero per il calore>>

Spesso in concomitanza con l’inondazione si fa accenno a vulcanismi e a terremoti, sopratutto nelle Americhe. Gli araucani del Cile spiegano molto esplicitamente che <<l’inondazione fu la conseguenza di eruzioni vulcaniche accompagnate da violenti terremoti>>.

I maya mam di Santiago Chimaltenango sugli altopiani occidentali del Guatemala serbano memorie di un'<<inondazione di pece infuocata>> che, sostengono, fu uno degli strumenti della distruzione del mondo.

E nel Gran Chaco dell’Argentina, gli indios mataco raccontano di <<una nube nera che venne dal sud al tempo del diluvio e coprì tutto il cielo. Fulmini scoccarono e s’udirono tuoni. Eppure le gocce che caddero non sembravano pioggia. Sembravano fuoco …>> 

Tratto dalle mie letture: “Impronte degli dèi” di Graham Hancock p: 259-260-261-262

Nin.Gish.Zid.Da 

Sodoma & Gomorra

Allora il Signore fece piovere dal cielo zolfo e fuoco

Quello che hanno portato alla luce gli archeologi è la prova legittima di quello che racconta la Bibbia! Un’enorme scoperta che tutti i credenti possono visionare in queste foto e video.

Nel corso della storia numerosi archeologi hanno affermato di aver scoperto le antiche città di Sodoma e Gomorra, ma molti di questi risultati non contenevano prove sufficienti.

Dopo dieci anni, ora, uno archeologo Steven Collins (del Trinity Southwest University del New Mexico), crede che la sua squadra abbia scoperto le antiche città con ampie prove a sostegno della sua affermazione. Le sue scoperte sono una miriade di strutture monumentali di città-stato dell’Età del Bronzo, massicci manufatti in cristalli di gesso, cosparsi di zolfo, e da una sostanza che assomiglia a cenere, sostenendo in tal modo l’affermazione biblica che si trova in Genesi 19: 24-25:

“Allora il Signore fece piovere dal cielo zolfo e fuoco su Sodoma e Gomorra; Distruggendo queste città e tutta la pianura, con tutti gli abitanti delle città e quanto cresceva sul suolo.”

In questo VIDEO in lingua inglese c’è un rapporto dettagliato.

(nell’Immagine sopra – si possono vedere le case di Sodoma, pubblicate il 5 giugno 2014 in Popular Archaeology)

Il ritrovamento delle rovine di Sodoma e Gomorra  (video sottotitolato in lingua inglese)

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