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VOLERE E’ POTERE

Riceviamo aiuti da tutti: Albania, Cuba, Russia, Stati  Uniti, e noi siamo ancora qui a parlare di MES. Volere e Potere, basta fare gli struzzi.

Considerato che la guerra è ECONOMICA, e Tedeschi, Austriaci, Olandesi, Fillandesi non hanno intenzione di aiutare coi soldi di tutti e cioè con Eurobond, i paesi più colpiti dell’area Euro come SPAGNA FRANCIA, ITALIA, GRECIA ecc. Soldi che servirebbero a curare malati, a comprare farmaci, a pagare medici, infermieri, sussidi, cassa integrazione, contributi ad aziende e lavoratori, ed attività commerciali oggi chiuse, e ogni misura di sostegno all’economia del nostro paese.

Visto che andiamo tutti a far la spesa, VI IMPLORIAMO di far crollare il fatturato delle aziende tedesche e austriache, i vantaggi saranno enormi…

Il primo è per l’occupazione italiana, in secondo luogo le aziende italiane pagano tasse in Italia, molte multinazionali delocalizzano e non producono nulla in Italia, ma inviano solo i loro prodotti al nostro mercato, cioè non producono posti di lavoro in Italia. Altre tramite un gioco complicato ma legale, pagano poche tasse, avendo sede ad Amsterdam o Paesi Bassi.

Se le aziende tedesche che hanno dipendenti qui in Italia crollano,  altre aziende italiane o di altri paesi assumeranno personale in Italia, quindi tranquilli.

La Germania ha avuto un SURPLUS commerciale da quando è entrata in Europa, vantaggio riconosciuto da tutti gli economisti del mondo.

Questo anche perchè la gran parte dei nostri politici son tutti senza palle.

I vantaggi per le aziende NON GERMANICHE sarebbero enormi,

Vi chiediamo di inoltrarlo a 20 persone, di cui 2 almeno fuori dalla vostra città,

se ognuno di voi ci riesce in 5 minuti siamo a 400, in un ora a 8.000 persone circa, in un giorno raggiungiamo 192.000 contatti, quindi i numeri si fanno importanti.

Rendiamo la Germania innofensiva, senza missili, senza armi, ma con l’arma che è caratteristica di noi italiani e cioè l’intelligenza. Vedi MEUCCI (inventore telefono),  E.FERMI, Cristoforo Colombo,  Leonardo da Vinci.

Cominciamo con il boicottare TUTTI I PRODOTTI ELENCATI DEI COLOSSI DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE tedeschi:

ALDI SUPERMERCATI, LIDL, PENNY, Market e DESPAR,

prodotti:

BALSEN biscotti

YOGURT MULLER
KNORR SUGHI
HARIBO caramelle
Birra Paulaner, Edelweiss, Goldenbrau, Gosser (BAVARIA e Heineken olandesi)
Red bull bevanda austriaca
Henkel group tedesca che detiene:
DIXAN, BIO PRESTO, Perlana, VERNEL, PERSIL ,Pril per lavastoviglie,
Nielsen sapone piatti.
GLISS per capelli,
Antica Erboristeria che è tutto meno che italiana
Breff detergenti prodotti casa
VAPE antizanzare
HERTZ autonoleggio
Ravensburger giocattoli
LOCTITE e colla e Pritt
Schwarkopf shampoo e Neutromed saponi
Continental pneumatici
ROWENTA E VORKERK elettrodomestici
Marchio Bosch e Aeg Cucine

Materiale per bagno edilizia 

Duravit, Grohe e Knauf, Villeroy & Bosch
Wurth viti
Junkers e Vaillant caldaie
Telefunken televisori
Osram e SIEMENS, colossi illuminazione
PUMA e ADIDAS
ESCADA e MONTBLANC
REUSCH e ULHSPORT abbigliamento sport e neve.
LANGE & SONHE orologi
KTM moto
Swaroski gioielli
SCI ATOMIC e il marchio HEAD

Deustche Bank

(per chi tiene i soldi lì ricordiamo che la banca ha varato 20.000 licenziamenti in tutto il mondo, in quanto attraversa una grave crisi di liquidità) Decisamente più sicuro tenere risparmi nelle grosse banche italiane

Sui farmaci, si parla di salute e quindi siamo persone perbene e non ci permettiamo di toccare la Bayer ma se comprate un’aspirina in meno è meglio, per tutti…

DIFENDEIAMO I LAVORATORI E LE AZIENDE DEL NOSTRO PAESE

Non ci rivolgiamo a tutti ma solo AGLI ITALIANI CHE VOGLIONO DIFENDERE IL PROPRIO PAESE, OGGI COME NON MAI.

Trasformazione globale

Wikimedia Commons, Gregory “Slobirdr” Smith 

Aumento della tecnocrazia: l’orso di Troia della trasformazione globale 

Postato da: Patrick Wood

Sì, questo è un gioco di parole tratto dal titolo del mio libro del 2014,

Technocracy Rising: The Trojan Horse of Global Transformation, ma si adatta perfettamente.

Con il coronavirus come fattore scatenante, tutti i mercati azionari globali sono ora entrati in un mercato ribassista, in calo del 20% rispetto ai picchi più recenti. Lo shock finanziario di staccare fino a $ 30 trilioni di dollari in azioni è stato appena avvertito, ma gli analisti stanno già avvertendo di importanti difetti strutturali che potrebbero rivelarsi esistenziali per gli attuali sistemi finanziari ed economici globali.

In altre parole, il collasso del sistema economico esistente lascerebbe un vuoto che alla fine dovrebbe essere colmato, ma la grande domanda è, riempita di cosa?

I tecnocrati sono pronti a rispondere a questa domanda: sviluppo sostenibile, noto anche come tecnocrazia. Lo sviluppo sostenibile è la versione di Technocracy delle Nazioni Unite, originariamente definita come un sistema economico basato sulle risorse che dipende dal controllo totale su risorse, produzione e consumo e in cui l’energia è la valuta principale. I concetti di domanda e offerta vengono eliminati e ogni cosa viene valutata in base all’energia che ha investito nella sua produzione.

Per tutti coloro che pensano che questa sia una follia, considera che questo è esattamente ciò di cui parla la cosiddetta ideologia del New Deal verde. Grazie al persistente incoraggiamento delle Nazioni Unite, il colore “verde” è già stato stampato su ogni nazione sulla terra.

Quando a tutti questi pensatori verdi viene presentato questo vuoto di capitalismo collassato e libera impresa, cosa pensi che richiederanno? Una ricostruzione dello stesso sistema?

Quasi. Daranno invece la colpa al capitalismo e alla libera impresa di ottenere ciò che meritava per “distruggere” il mondo in primo luogo. Dopotutto, credono che sia stato il motore dell’esacerbazione del riscaldamento globale da parte dell’uomo. Il capitalismo diventerà un paria e le richieste di qualcosa di “nuovo” saranno gridate dai tetti delle case (e dai grattacieli).

La ricaduta economica risultante dall’attuale tracollo globale vedrà i governi e le banche centrali spargere carichi di finanziamenti di nuovi incentivi forniti dai contribuenti per riprendersi dalla spirale discendente. Guarda dove vengono spesi i soldi. Sarà per “lavori verdi”, infrastrutture verdi e altri progetti di sviluppo sostenibile.

Proprio come l’11 settembre ha dato vita allo stato di sorveglianza totale, il coronavirus introdurrà un nuovo sistema economico. Mentre ciò sta avvenendo, lo stato di sorveglianza totale sarà ulteriormente rafforzato dalla spesa per l’Internet of Things, i progetti di ingegneria sociale, l’intelligence geospaziale, ecc.

Anche il testo della famosa ballata di Bob Dylan si adatta perfettamente: The Times They Are a-Changin’:

Venite intorno gente
dovunque voi siate
ed ammettete che le acque
attorno a voi stanno crescendo
e accettate che presto
sarete inzuppati fino all’osso.
E se il tempo per voi
significa qualcosa
fareste meglio a cominciare a nuotare
o affonderete come pietre
perché i tempi stanno cambiando.
Venite scrittori e critici
che profetizzate con le vostre penne
e tenete gli occhi ben aperti
l’occasione non si ripeterà
e non parlate troppo presto
perché la ruota sta ancora girando
e non c’è nessuno che può dire
chi sarà scelto
dato che il perdente di adesso
sarà il vincitore di domani
perché i tempi stanno cambiando.
Venite senatori, membri del congresso
rispondete alla chiamata
e non rimanete sulla porta,
non bloccate l’atrio
perché quello che si farà male
sarà colui che ha cercato di impedirci l’ingresso
c’è una battaglia fuori
e sta infuriando
Presto scuoterà le vostre finestre
e farà tremare i vostri muri
perché i tempi stanno cambiando.
Venite madri e padri
da ogni parte del paese
e non criticate
quello che non potete capire
i vostri figli e le vostre figlie
sono al dì la dei vostri comandi
la vostra vecchia strada
sta rapidamente finendo.
Per favore spostatevi dalla nuova
se non potete dare una mano
perché i tempi stanno cambiand
La linea è tracciata
La maledizione è lanciata
Il più lento adesso
sarà in seguito più veloce
e cio che ora è il presente
diventerà passato
L’ordine sta rapidamente
scomparendo.
E il primo di adesso
sarà l’ultimo
perché i tempi stanno cambiando.

Fonte:  https://www.technocracy.news/

https://www.instagram.com/tv/B9qzGlsoMWc/?igshid=1tft56faog5sf

https://altrarealta.blogspot.com/

 

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“Homo pagans”: Il modello neoliberista è arrivato alla fase finale del suo ciclo vitale

 

L’INIZIO DI UNA RIVOLTA GLOBALE?

Davvero strano, questo momento storico. Accanto alla magniloquente ed ossessiva riaffermazione “urbi et orbi” dei principi base del “politically correct”, consistenti in diritti, uguaglianza, solidarietà e libertà, uno strano ed incontrollabile malessere sembra percorrere da est ad ovest, da nord a sud, l’intero orbe terracqueo. Un incontrollabile succedersi di rivolte ed insurrezioni, come uno strano libeccio di rivolta, soffia dall’America Latina all’Asia, sin dentro alla vecchia ed apparentemente stabile,

Europa. Un vento “strano”, perché mai parte da premesse ideologiche, da precostituite visioni del mondo ma, per lo più, da istanze primarie, che potremmo definire “di stomaco”, frutto di un istintivo sentire.

Tanti casi e contesti differenti, questo è assolutamente vero. Non si può paragonare quanto accaduto in Bolivia con Evo Morales, alla rivolta dei “gilè gialli” d’Oltralpe, né la rivolta di Hong Kong, con quanto accaduto in Libano o in Iraq. Non solo. Qualcuno potrebbe, giustamente, farci notare che, in taluni casi, come in Bolivia o in quel di Hong Kong o per l’attuale contesto iraniano, si può chiaramente avvertire l’influenza della politica statunitense, chiaramente interessata alla destabilizzazione di certi contesti, che vorrebbe ricondurre sotto la propria influenza.

Influenza, non ispirazione e direzione, perché, come abbiamo già accennato, tutte queste rivolte, sono frutto di un istintivo sentire per lo più ispirato da bisogni primari, di natura meramente economica.

Tanto per fare un esempio calzante, l’attuale rivolta iraniana esplode con l’aumento dei prezzi del carburante. A guidare le rivolte di Libano ed Iraq, altrettante motivazioni di natura prettamente economica. Se la destituzione di Evo Morales in Bolivia, è stata ufficialmente guidata da ragioni di ordine politico (accuse di brogli, etc.), in Argentina e Cile, le rivolte sono apertamente ispirate da ragioni economiche.

Dobbiamo allora concludere di trovarci di fronte ad un affastellato di episodi tra loro non connessi e per lo più ispirati da aride motivazioni di ordine economico o cosa? Per cercare di darci una risposta che vada oltre alle solite e superficiali analisi, dobbiamo partire da un rapido risguardo allo scenario macro economico mondiale.

Le probabilità di una recessione negli USA, che andrebbe poi ad estendersi al resto del mondo, sono più elevate degli ultimi dieci anni, almeno a detta della Federal Reserve Bank di New York. E questo, senza voler considerare il rischio di “default” del paese nordamericano, riaffacciatosi dopo quasi 40 anni.

Difatti, stando alle ricerche del Bipartisan Policy Center, a causa dell’ultra elevato debito pubblico (22,4 miliardi di dollari) e di bassissime entrate del bilancio, già a partire dal mese di settembre del 2019 il paese non si sarebbe più potuto permettere di saldare i propri conti. Se, per ora, la catastrofe sembra esser stata rinviata, grazie alla particolare condizione di paese-produttore di una valuta, ad oggi ritenuta al pari di una qualsivoglia fondamentale materia-prima, i problemi, comunque, permangono.

Ben peggiore è la situazione della Cina. La crescita del debito del gigante asiatico, si avvicina al 300% del PIL, un dato questo, in grado di influenzare

negativamente, l’economia dei paesi del mondo intero. Il rischio di un drastico rallentamento dell’economia, dato dal debito pubblico e da quello delle locali aziende private, ha messo in allarme tutte le aziende straniere, pronte a lasciare la Cina, contribuendo così a destabilizzare ulteriormente un quadro, già di per sé intricato e confuso.

L’economia tedesca, uno dei motori trainanti dell’economia europea, è divenuta vulnerabile, e potrebbe, entrando in una ulteriore fase di crisi, impedire il futuro sviluppo di tutto il Vecchio Mondo. A detta di molti esperti, ciò sarebbe dovuto accadere già nel 2018, ma all’epoca mancavano alcuni fattori, come per esempio, l’inasprimento dei controlli delle emissioni di quest’anno.

Il tutto senza voler considerare il problema delle conseguenze di una “brexit” condotta in modo incerto ed approssimativo, sull’intero assetto macro economico europeo. In base a questi scenari, si paventa una pesante ondata recessiva, a livello globale, già per l’anno venturo, senza tener conto del fatto che, l’economia di paesi come l’Italia, si trova già, “de facto”, in uno stato recessivo. Ad ora, i timori dei mercati sono tutti concentrati su un appesantimento delle attuali guerre commerciali, con un calo della domanda e con la riduzione dei prezzi.

Tecnicismi economici a parte, quel che rimane di tutti dati e gli scenari che abbiamo sinora descritto, è la crescente volatilità ed incertezza dello scenario economico mondiale, che trova la sua precisa origine nella crisi del modello neoliberista, arrivata alla fase finale del suo ciclo vitale, caratterizzata da sempre più brevi momenti di euforia dei mercati e sempre più lunghi e profondi momenti di crisi. Il neoliberismo, anziché benessere ed aumento del tenore di vita a livello globale, ha arrecato miseria e sperequazione “urbi et orbi”.

Sotto le spoglie di proteste dalla valenza politica, si cela, invece, il generale malcontento contro un modello che, da qualunque parte adottato, ha comunque portato e sta portando a risultati che lasciano i vari popoli con l’amaro in bocca.

E questo vale dall’Egitto al Libano, dall’Iraq all’Iran, da Hong Kong all’Indonesia, dal Cile all’Argentina sino alla Bolivia, non senza passare per il Vecchio Continente, con i suoi maggiori e più evidenti sommovimenti, in Francia, ma anche in Grecia e Spagna. A ben guardare, però, l’odierna fase del capitalismo è ben peggiore di quelle che l’hanno preceduta nel tempo.

Dal Capitalismo della Rivoluzione Industriale, siamo passati al Produzionismo Taylorista e Fordista, sino ad arrivare all’attuale cosiddetta “Post-Modernità”, imperniata su quello che potremmo definire un modello di Capitalismo “Illusionista”, ovverosia, in grado di determinare nelle masse l’impressione di poter pervenire ad uno stato di benessere economico, grazie alla possibilità offerta a tutti di poter reperire beni di consumo, quali prodotti tecnologici vari (telefonia mobile, connessioni in Rete, etc.) o altri beni di consumo più o meno duraturi, che danno l’illusione di sostituire quelle gravi carenze economiche, quali precarietà lavorativa, bassi redditi etc., che caratterizzano questa fase Tant’è che la ultima e più micidiale crisi finanziaria mondiale è stata proprio causata dalla massiccia ed incontrollata immissione sul mercato di quei titoli “subprime” alla base della bolla speculativa che ha proprio avuto per oggetto l’acquisto di immobili da parte di milioni di risparmiatori Usa.

Punto secondo. Oggi, tutto sembra essere acquistabile con maggior facilità, grazie allo sviluppo di strumenti creditizi prima non concepibili che, con l’illusione di alleviare il costo dell’acquisto di un determinato bene, caricano invece di costi aggiuntivi lo sfortunato consumatore che, in tal modo andrà a sborsare, vita natural durante, cifre esorbitanti rispetto a quanto prospettato. Il nostro consumatore ideale vivrà, pertanto, gravato da tante situazioni debitorie, che andranno intaccando, irrimediabilmente, le sue, già precarie, risorse finanziarie.

“Homo pagans”, questo è l’esatto termine tassonomico, con cui definire l’alienato individuo odierno, costretto a vivere pagando in continuazione, per nulla ricevere in cambio, se non illusioni che, al primo batter d’ali, si dissolveranno come neve al sole. E la gente sta cominciando a non poterne più. In tutto il mondo.

Ci si rivolta nel nome di bisogni elementari, si sentono sempre più attaccati i propri esigui spazi vitali ed un fatto come questo, è molto più pericoloso di una rivolta, all’insegna di una qualsivoglia utopia o narrazione ideologica.

Una rivolta che si è andata propagando come un incendio in tutti i continenti e che potrebbe gettar le basi per nuovi, imprevedibili, sviluppi. A differenza di un a volta, oggi sempre più, i popoli quando si sentono direttamente toccati in quello che è il proprio “particulare”, reagiscono, chiedendo di poter partecipare direttamente a quelle grandi decisioni, da altri prese in loro vece.

Una prospettiva, questa, che potrebbe far saltare tutti i bei piani di certi signori. La tanta profetizzata “liquidità” di Zigmunt Baumann, sta invece trasformandosi in una molto più pericolosa “volubilità”, che potrebbe portare il povero, alienato, “homo pagans”, ad una nuova ed inedita trasformazione antropologica, da elemento passivo a soggetto attivo, nel nome di un’inedito recupero della propria sovranità spirituale, politica ed economica.

E’ inutile che Lor Signori si nascondano dietro a certe foglie di fico: le loro uguaglianza, solidarietà e libertà fanno il paio con omologazione, standardizzazione ed indiscriminato sfruttamento, all’insegna del liberismo economico.

I popoli stanno incominciando a capire, cercare di modificare il corso della Storia con parole d’ordine buoniste e facendo orecchie da mercante, come se nulla fosse, non salverà questo Sistema dalla sua prossima, ventura, fine.

UMBERTO BIANCHI

Pubblicato da Giuseppe Turrisi a 23:31:00 Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest

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Poi è arrivata Internet

Internet-pericoli e domande dell’era “Zuckerberg” 

Di Roberto Savio November 14, 2019 from OtherNews Website Editore di OtherNews, Roberto Savio italo-argentino 

è un economista, giornalista, esperto di comunicazione, commentatore politico, attivista per la giustizia sociale e climatica e fautore di una governance globale anti neoliberista. Direttore delle relazioni internazionali del Centro europeo per la pace e lo sviluppo. È co-fondatore dell’agenzia di stampa Inter Press Service (IPS) e del suo presidente emerito.

Roma, 14 novembre

Quest’anno il Worldwide Web ha trent’anni. Per la prima volta dal 1435, un cittadino brasiliano potrebbe scambiare opinioni e informazioni con un altro in Finlandia.

Internet, l’infrastruttura di comunicazione per il Web è un po ‘più vecchia.

È stato sviluppato dall’ARPANET, un progetto del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti sotto la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA).

I militari lo progettano per decentralizzare le comunicazioni in caso di attacco militare.

Tale rete ha permesso agli scienziati di comunicare via e-mail nelle università.

Quindi nel 1989 Tim Berners-Lee al CERN in Svizzera ha inventato Hyperlink e Worldwide Web (www – il Web) passando rapidamente dagli scienziati automatizzando la condivisione delle informazioni tra università e istituti di ricerca ai primi siti Web ora disponibili al pubblico.

Nel 2002 i primi siti di social media sono iniziati come siti web specializzati.

  • LinkedIn è stato lanciato nel 2003 (Biblioteca Pleyades nel 2003)
  • FaceBook nel 2004
  • Twitter nel 2006
  • Instagram nel 2010,

…e così via…

La mia generazione ha considerato l’arrivo del Web come una “grande prospettiva” per la democrazia .

Veniamo dall’era di Gutenberg, un’era che nel 1435 cambiò il mondo.

Dai manoscritti redatti dai monaci per essere letti da alcune persone nei monasteri, l’invenzione del tipo mobile riutilizzabile ha fatto sì che in soli 20 anni già otto milioni di copie di libri stampati siano state distribuite in tutta Europa.

Tra le altre cose ha significato anche la creazione di informazioni.

Le persone che fino a quel momento avevano solo un orizzonte scarso al di là dei loro immediati dintorni, potevano improvvisamente accedere alle informazioni sul loro paese e persino sul mondo intero.

Il primo giornale fu stampato a Strasburgo nel 1605.

Da allora fino al 1989, il mondo era pieno di informazioni.

L’informazione aveva un limite molto serio.

Era una struttura verticale. Solo poche persone hanno inviato notizie a un gran numero di destinatari; c’è stato un piccolo feedback. Non era partecipativo, richiedeva ingenti investimenti di avvio, era facilmente utilizzato dai poteri economici e politici.

Nel Terzo mondo, il sistema dei media faceva parte dello Stato.

Nel 1976, l’88% dei flussi di notizie mondiali proveniva da soli tre paesi:

  • gli Stati Uniti
  • il Regno Unito
  • Francia

Sono incluse agenzie di stampa internazionali con sede in questi tre paesi,

  • Associated Press (AP)
  • United Press International (UPI)
  • Reuters
  • Agence France Press (AFP)

I media di tutto il mondo dipendevano dai loro servizi di notizie.

Alcune agenzie di stampa alternative, come Inter Press Services ( IPS ), sono riuscite a mettere un freno al loro monopolio. Ma ciò che questi media occidentali hanno pubblicato, nel complesso, è stata una finestra di parte sul mondo.

Poi è arrivata Internet e, con essa, è arrivata la comunicazione orizzontale.

Ogni destinatario era anche un mittente.

Per la prima volta dal 1435, i media non erano più l’unica finestra sul mondo.

Le persone che la pensano allo stesso modo potrebbero prendere parte alle interazioni sociali, culturali ed economiche.

Questo cambiamento è stato evidente nella Conferenza mondiale delle donne delle Nazioni Unite a Pechino , 1995.

Le donne hanno creato reti prima della conferenza e hanno presentato un piano d’azione comune.

I governi non erano così preparati, quindi la Dichiarazione di Pechino è stata una svolta, che era del tutto diversa dalle insipide dichiarazioni delle precedenti quattro Conferenze mondiali.

Un altro buon esempio è la campagna per eliminare le mine antiuomo, avviata dall’attivista canadese Jody Williams nel 1992.

Questo presto sbocciò in una grande coalizione di organizzazioni non governative di oltre 100 paesi.

Sotto la crescente pressione la Norvegia decise di presentare la questione alle Nazioni Unite, dove gli Stati Uniti, la Cina e altri produttori di mine antiuomo come l’URSS, cercarono di bloccare il dibattito, dichiarando che avrebbero votato contro di essa.

Agli attivisti non importava, e 128 paesi hanno adottato il Trattato sul divieto delle mine nel 1997 con voto contrario di Stati Uniti, Cina e URSS.

Un vasto movimento globale era più potente del tradizionale ruolo del Consiglio di sicurezza.

Internet era diventato lo strumento per creare coalizioni mondiali.

Questi sono solo due esempi di quanto Internet potrebbe cambiare il tradizionale sistema di sovranità dello stato della Westfalia come definito alla Conferenza di Westfalia nel 1648.

Internet ha attraversato le frontiere nazionali per avviare una nuova era.

Diciamo, per motivi di simbolismo, che Internet ci ha portato dall’era Gutenberg , all’era Zuckerberg , per citare l’inventore di Facebook e un esempio di ciò che è andato storto con questo mezzo …

Internet ci è venuto incontro con una forza senza precedenti.

  • ci sono voluti 38 anni perché la radio raggiungesse 50 milioni di persone

  • la televisione ha impiegato 13 anni
  • il Web a soli 4 anni
  • aveva un miliardo di utenti nel 2005
  • 2 miliardi nel 2011
  • ora ha 3½ miliardi di utenti, 3 miliardi di quelli che usano i social media …

Quindi i due pilastri tradizionali del potere,

  • il sistema politico
  • il sistema economico,

… dovevo anche imparare a usare Internet.

Gli Stati Uniti forniscono un buon esempio.

Tutti i media americani (pubblicazioni nazionali e regionali) prevedono la stampa di 50 milioni di copie al giorno.

I giornali di qualità – sia i fogli conservatori come il Wall Street Journal, sia quelli progressisti come il Washington Post o il New York Times – stampano insieme dieci milioni di copie al giorno.

Trump ha sessantatre milioni di follower su Twitter; leggono i tweet di Trump ma non comprano i giornali.

Il Web ha avuto due sviluppi imprevisti.

  • Uno era il drammatico rafforzamento della società dei consumi. Oggi i budget pubblicitari sono dieci volte più grandi dei budget per l’istruzione e l’educazione dura solo pochi anni rispetto a una vita di pubblicità.

    Con lo sviluppo dei social network, le persone – ora più consumatori che cittadini – sono diventate oggetti per la commercializzazione di beni e servizi e recentemente anche per campagne politiche.

    Tutti i sistemi di informazione e comunicazione estraggono i nostri dati personali, vendendoci come consumatori.

    Ora la TV può vederci mentre la guardiamo.

    Gli smartphone sono diventati microfoni che ascoltano le nostre conversazioni. L’idea di privacy è sparita. Se potessimo accedere ai nostri dati, scopriremmo di essere seguiti ogni minuto della giornata, persino nelle nostre camere da letto.

    Gli algoritmi segreti formano i profili di ognuno di noi.

    Sulla base di questi profili, le piattaforme ci forniscono le notizie, i prodotti e le persone che questi algoritmi credono che ci piaceranno, isolandoci così nelle nostre bolle.

    L’intelligenza artificiale apprende dai dati che accumula.

    La Cina, con 1,35 miliardi di persone, fornirà ai suoi ricercatori più dati di Europa e Stati Uniti insieme. Internet ha dato vita a un’economia estrattiva digitale, in cui la materia prima non è più minerale, ma noi umani.

     

  • L’altro sviluppo che è andato storto è che l’economia estrattiva digitale ha creato ricchezza senza precedenti.

    Jeff Bezos, CEO di Amazon, è stato recentemente divorziato dalla moglie. Nell’insediamento ha ricevuto 36 miliardi di dollari, ma Bezos rimane tra le 10 persone più ricche del mondo.

    Questa è solo una storia di una realtà sempre più triste dell’ingiustizia sociale, in cui 80 delle persone più ricche del mondo detengono la stessa ricchezza di quasi tre miliardi di poveri.

    Un nuovo settore si sta evolvendo, il settore del “capitalismo di sorveglianza”, in cui i soldi non vengono ricavati dalla produzione di beni e servizi, ma dai dati estratti dalle persone.

    Questo nuovo sistema sfrutta gli esseri umani per offrire ai proprietari di questa tecnologia una concentrazione di ricchezza, conoscenza e potere senza precedenti nella storia.

    La capacità di sviluppare il riconoscimento facciale e altri strumenti di sorveglianza non risiede più nei regni della fantascienza. Il governo cinese ha già dato a tutti i cittadini un numero digitale, in cui convergono tutti i loro comportamenti “buoni” e “cattivi”.

    Se un cittadino scende al di sotto di un livello, ai suoi figli non sarà permesso di frequentare una buona scuola e il cittadino stesso, sebbene possa ancora viaggiare in treno, non avrà accesso agli aerei.

    Queste tecnologie saranno presto in uso in tutto il pianeta.

    La città di Londra ora ha 627.000 telecamere di sorveglianza, una per ogni quattordici cittadini; a Pechino è uno per ogni sette.

    Uno studio condotto da The Rand Corporation stima che entro il 2050 anche l’Europa avrebbe una telecamera per ogni sette cittadini.

L’interrelazione tra democrazia e Internet sta ora creando una tardiva consapevolezza nel sistema politico. Il Parlamento europeo ha appena pubblicato uno studio sull’impatto negativo di Internet.

Questi impatti sono:

  1. Dipendenza da Internet


    C’è unanimità tra medici e sociologi che sta arrivando una nuova generazione, una molto diversa dalla precedente.

    Oltre il 90% di quelli di età compresa tra 15 e 24 anni utilizza Internet, contro l’11% per gli over 55. I giovani trascorrono 21 ore settimanali sul PC e 18 ore su uno smartphone.

    Ciò lascia poco tempo all’interazione sociale e culturale.

    Il 4,4% degli adolescenti europei ora mostra un uso patologico di Internet “che influenza la propria vita e la propria salute”. L’American Academy of Psychology ha ufficialmente incluso Internet Addiction come nuovo disturbo.

    Gli studi di risonanza magnetica su quelli con disturbo della dipendenza da Internet (IAD) mostrano che presentano le stesse alterazioni della struttura cerebrale di coloro che soffrono di tossicodipendenza o alcolismo.

  2. Danneggiamento dello sviluppo cognitivo
    Viene dato un avvertimento particolare sui bambini di età inferiore ai due anni. Più di 20 minuti al giorno di utilizzo dello schermo riducono parte del loro sviluppo neurale. Le persone spinte all’isolamento tendono a sviluppare sintomi di angoscia, rabbia, perdita di controllo, ritiro sociale, conflitti familiari e incapacità di agire nella vita reale.

    Gli utenti di Internet nei test erano più veloci rispetto ai non utenti nel trovare i dati, ma erano meno in grado di conservare i dati.

  3. Sovraccarico di informazioni
    La condizione di disporre di troppe informazioni ostacola la capacità di comprendere un problema o di prendere decisioni efficaci, un problema importante per manager, consumatori e utenti dei social media. Secondo Microsoft, l’intervallo di attenzione per un titolo è passato da 12 secondi nel 2000 a 8 secondi nel 2016.

    L’intervallo di attenzione per la lettura è passato da 12 minuti a 8 minuti. Possono essere usati due nuovi termini: uno, il “cervello scoppiettante”, descrive un cervello meno abile ad adattarsi a un ritmo più lento della vita reale e poi c’è “Neuroplasticità”; cioè la capacità di alterare il proprio comportamento dopo una nuova esperienza.

    La frequente immersione nei mondi virtuali può ridurre la neuroplasticità e anche rendere più difficile l’adattamento al ritmo più lento della vita reale. La necessità di competere nella velocità tra i canali dei social media è ben nota.

    Ad esempio, Amazon stima che un secondo di ritardo nelle prestazioni costerebbe 1,16 miliardi di perdite all’anno nelle vendite.

  4. Effetti dannosi nella conoscenza e credenza
    Il fatto che i social media tendano deliberatamente a riunire utenti con visioni, gusti e abitudini simili, sta frammentando la società in modo negativo per la democrazia, dando luogo a sistemi chiusi che non consentono punti di vista alternativi. Gli adolescenti non discutono più argomenti significativi. Vanno nel loro mondo virtuale e se incontrano qualcuno di un altro gruppo, tendono a insultarsi a vicenda.

    Internet è pieno di notizie false e informazioni fuorvianti e gli utenti hanno grandi difficoltà a distinguere le informazioni “accurate” da quelle “imprecise”.

    Le camere dell’eco sembrano essere molto più pervasive e possono unire quelle con posizioni politiche e ideologiche più estreme e partigiane, minando quindi le possibilità di discorso e tolleranza civili, sostenendo la radicalizzazione.

  5. Danneggiamento dei confini pubblici / privati
    Internet offusca la distinzione tra privato e pubblico . La vita privata diventa pubblica. Ciò è particolarmente negativo per gli adolescenti che perdono il concetto di privacy, ad esempio inviando foto private su Internet.

    Un’osservazione importante è che ora gli adolescenti ottengono la loro educazione sessuale dalla pornografia, in cui le donne sono sempre un oggetto per soddisfare le fantasie sessuali degli uomini.

    Questo a sua volta sta creando una mancanza di rispetto per le donne e una nuova generazione che rischia, per nuove ragioni, di tornare a una società patriarcale.

    Le violazioni di gruppo delle ragazze adolescenti sono chiaramente il risultato di questa tendenza.

  6. Danneggiare le relazioni sociali
    Internet è chiaramente uno strumento potente per creare nuove comunità. Tuttavia, se usato negativamente, può anche danneggiare le comunità, a causa della migrazione a Internet di molte attività umane come shopping, commercio, socializzazione, tempo libero, attività professionali e interazione personale.

    Quella migrazione crea comunicazione impoverita, inciviltà e mancanza di fiducia e impegno.

  7. Danneggiare la democrazia


    Internet è stato uno strumento potente per la partecipazione e quindi per la democrazia.

    Tuttavia, lo studio rileva con preoccupazione che anche un numero crescente di attività sono dannose per la democrazia.

    Questi includono:

    1. L’incivilità di molti discorsi politici online
    2. Polarizzazione politica e ideologica, unicamente possibile utilizzando Internet
    3. Disinformazione e, in particolare, notizie false
    4. Manipolazioni degli elettori attraverso la profilazione basata sulle informazioni raccolte sui social media

    Sappiamo tutti cosa è successo alle elezioni americane con i dati di Cambridge Analytica , raccolti da Facebook, e in che modo migliaia di utenti e bot falsi sul web ora interferiscono pesantemente nelle elezioni.

Dovremmo aggiungere a questo studio alcune altre considerazioni.

  • Il primo è che ora la finanza è ora gestita anche da algoritmi.

    Gli algoritmi non solo decidono quando vendere o acquistare azioni, ma ora decidono anche dove investire.

    Il Exchange Exchange Traded Funds (ETFs) il mese scorso ha raggiunto quota 14.400 miliardi di dollari, più di quello negoziato dagli umani.

    Questa tendenza continuerà con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e presto i finanziamenti diventeranno ancora più disumanizzati. Anche quando gli utenti di Internet si investono, anche loro saranno diretti da macchine e algoritmi.

     

  • Una seconda considerazione è che i giovani leggono sempre meno. Leggere un libro è molto diverso dallo scorrere uno schermo. Stiamo sperimentando una riduzione progressiva dei livelli di cultura. Non è raro avere studenti universitari che commettono errori di grammatica e ortografia. Ricordiamo che quando Internet era ancora nuovo, i suoi sostenitori ci dicevano:

non è importante saperlo, piuttosto è importante saperlo trovare.

Siamo sempre più dipendenti dai motori di ricerca, impariamo sempre meno e non siamo in grado di connettere quei dati in un sistema logico olistico personale.

È chiaramente necessario un regolamento per ridurre gli aspetti negativi di Internet e rafforzare i valori positivi.

I proprietari delle piattaforme di social media sono ora sottoposti a un maggiore controllo, quindi hanno intrapreso la strada dell’autoregolamentazione. Twitter, ad esempio, ha deciso che non può essere utilizzato per scopi politici.

Zuckerberg è un esponente dei miti del mercato che ci dicono che le buone notizie prevarranno automaticamente sulle notizie false .

Tranne che le piattaforme aiutano gli utenti a leggere e trovare solo ciò che vogliono, per mantenere la nostra attenzione, fornendoci ciò che è sorprendente, insolito e provocatorio.

Questo non è un mercato libero …

L ‘”era Zuckerberg” sta chiaramente creando una generazione completamente diversa, molto diversa dalle generazioni dell’era Gutenberg.

Questo solleva molte domande,

dalla privacy alla libertà di espressione (ora in mani private), da chi regolerà, cosa regolare e come.

Un bambino di cinque anni è ora molto diverso da un bambino di cinque anni di Gutenberg. Siamo in un periodo di transizione.

Il significato della democrazia sta cambiando. Le relazioni internazionali si stanno allontanando dalla ricerca di valori comuni attraverso il multilateralismo, verso una marea di visioni nazionaliste, xenofobe ed egoiste del mondo.

Termini come,

pace, cooperazione, responsabilità, partecipazione e trasparenza,

… stanno diventando obsoleti.

Ciò che è chiaro è che l’ attuale sistema non è più sostenibile . ..

Le politiche scompaiono dal dibattito, ora indicate solo come “politiche”.

Visione e paradigmi stanno diventando scarsi.

Oltre a tutto ciò, si profila la minaccia del cambiamento climatico; ma lo scorso anno le emissioni tossiche dei cinque maggiori paesi sono aumentate del 5%.

I giovani sono in gran parte assenti dalle istituzioni politiche, come dimostra il voto su BREXIT a cui ha partecipato solo il 23% della fascia di età 18-25 anni.

In questo preciso momento abbiamo grandi manifestazioni in tredici paesi in tutto il mondo.

In quelle strade partecipano i giovani, dimostrando spesso rabbia, frustrazione e violenza.

Se non riusciamo a riportare la comunicazione orizzontale su Internet e non la liberiamo dalla frattura commerciale dei giovani, il futuro è appena roseo.

Tuttavia, come dimostrano chiaramente le marce contro i cambiamenti climatici, se i giovani vogliono cambiare il mondo, i valori e la visione torneranno.

È evidente che Internet può essere uno strumento molto potente.

Ma chi risolverà questi fallimenti?

Internet diventerà uno strumento di partecipazione?

Come sarà fatto?

Queste sono domande che le istituzioni politiche, se si preoccupano davvero della democrazia, devono rispondere al più presto.

L ‘”era Zuckerberg” deve fare questa scelta adesso, tra qualche anno sarà già troppo tardi …

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

 

®wld

Il male Trionfa

   

L’unica cosa necessaria per il trionfo del male è che gli uomini buoni non facciano nulla  (Edmund Burke)

di Alan Adaschik

Nel giugno del 1991, David Rockefeller, fondatore della Commissione Trilaterale, in un discorso a quell’organizzazione disse:

“Siamo grati al Washington Post, al New York Times, al Time Magazine e ad altre grandi pubblicazioni, i cui registi hanno partecipato alle nostre riunioni e hanno rispettato la loro promessa di discrezione per quasi quarant’anni.Sarebbe stato impossibile per noi sviluppare il nostro piano per il mondo se fossimo stati soggetti alle luci intense della pubblicità durante quegli anni.Ma il mondo è ora molto più sofisticato e pronto a marciare verso un governo mondiale.La sovranità sovranazionale di un’élite intellettuale e dei banchieri mondiali è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale praticata nei secoli passati”.

Questa citazione è sbalorditiva …

Rockefeller e i suoi compari , si sono presi la responsabilità di creare un governo mondiale popolato da banchieri non eletti, e questo governo governerà le nazioni del mondo, compresi gli Stati Uniti.

Il problema con questo è duplice.

  • Nessuno in una di quelle riunioni era autorizzato a rappresentare gli Stati Uniti in tale impresa
  • David Rockefeller non aveva certo l’autorità di subordinare le nostre leggi a quelle di un governo mondiale

Pertanto, David Rockefeller stava agendo in contrasto con le leggi di questa nazione e alle spalle di oltre 300 milioni di americani.

Per quanto assurdo sia, ciò che è ancora più assurdo sono i magnati dei media degli Stati Uniti, che hanno assistito a questa parodia, in violazione dei valori di base della loro professione, non sono riusciti a denunciare queste azioni al popolo americano.

È chiaro che David Rockefeller crede che lui e i suoi compari siano qualificati per essere dittatori del mondo. Apparentemente, il signor Rockefeller ha dimenticato che, negli ultimi 100 anni, i banchieri centrali sono stati in prima linea negli eventi mondiali.

L’esame di ciò che è accaduto a causa delle loro decisioni, rivela che il loro governo è stato una tragedia in corso per l’umanità e hanno portato miseria e morte a milioni e milioni di persone.

Per esempio:   

°   Nel 1913, il governo degli Stati Uniti fu rovesciato in concomitanza con l’approvazione del Federal Reserve Act.

Ciò ha messo una cabala di banchieri internazionali a capo del nostro sistema monetario, e questo li ha posizionati per frodare il popolo americano con trilioni di dollari di denaro non acquisito.

Per facilitare questo crimine, i banchieri hanno imposto un’imposta sul reddito al popolo americano, o hanno pensato di averlo fatto. Ma questa imposta sul reddito non è mai stata adeguatamente ratificata dagli Stati ed è stata giudicata incostituzionale dalla nostra Corte Suprema.

Tuttavia, nonostante ciò, i banchieri hanno comunque implementato l’imposta sul reddito.

°   Nel 1917, gli Stati Uniti entrarono nella prima guerra mondiale, perché i banchieri centrali avevano stretto un accordo con l’Inghilterra, per cui avrebbero portato gli Stati Uniti in guerra dalla parte dell’Inghilterra, se gli inglesi avessero aiutato i sionisti a creare una patria per gli ebrei in Palestina dopo la guerra.

Avendo avuto modo di vincere la prima guerra mondiale, l’Inghilterra accettò la proposta sionista, invece di accettare la proposta di pace della Germania del 1916.

Il risultato finale di questo accordo fu che l’America entrò nella prima guerra mondiale e combatté dalla parte sbagliata del conflitto.

Per questo motivo, la guerra continuò per altri due anni, costando la vita a 5,5 milioni di persone in più e sprecando altri 100 miliardi di dollari.

Se l’America non fosse entrata in guerra o fosse entrata in guerra dalla parte della Germania, l’Inghilterra sarebbe stata costretta ad accettare la proposta di pace tedesca, ponendo fine alla guerra senza la perdita di una sola vita americana e portando la pace con onore a tutti gli interessati.

°   Nel 1929, una Grande Depressione attanagliò il mondo.

Quando la Federal Reserve Act è stata approvata 16 anni prima, la ragione principale per l’approvazione di questa legislazione incostituzionale era che la FED aveva promesso che avrebbe smorzato i cicli economici ed eliminato le depressioni.

Secondo Ben Bernanke, ex presidente della FED, la FED ha causato deliberatamente la Grande Depressione, e lo hanno fatto in modo da poter acquistare banche fallite per pochi centesimi sul dollaro.

A seguito della Grande Depressione, le fortune andarono perdute, le vite rovinate e ne seguirono i suicidi, tutto in modo che la FED potesse trarre profitto dalla miseria che avevano deliberatamente causato.  

°   La seconda guerra mondiale iniziò nel 1939.

I semi di questo conflitto furono piantati dalla prima guerra mondiale. Alla fine della prima guerra mondiale, attraverso il rilascio della dichiarazione Balfour, il popolo tedesco venne a conoscenza dell’accordo concluso tra l’Inghilterra e i sionisti, per portare l’America in guerra dalla parte dell’Inghilterra.

Prima della guerra, gli ebrei furono accettati e integrati nella società tedesca, ma la Dichiarazione Balfour cambiò questo, e così fecero i termini umilianti del Trattato di Versailles, che puniva severamente la Germania nonostante il fatto che i tedeschi offrissero le fazioni in guerra, la pace con onore tre anni prima.

Aggiungendo carburante ai fuochi dell’antisemitismo tedesco, in una conferenza mondiale di ebrei tenuta ad Amsterdam nel 1933, gli ebrei del mondo dichiararono guerra alla Germania.

Infine, al fine di creare un ambiente ostile per gli ebrei in Europa, in modo che emigrassero in Israele, i sionisti aiutarono e contribuirono a finanziare l’ascesa al potere di Adolph Hitler.
°   Nel 1948, con l’aiuto dell’Inghilterra, la Nazione di Israele fu fondata in Palestina.

Affinché ciò accadesse, molti palestinesi dovevano essere costretti a trasferirsi dalle terre in cui vivevano i loro antenati per generazioni.

Gli ebrei e i palestinesi hanno vissuto fianco a fianco per secoli prima che fosse istituito lo stato di Israele. Tuttavia, lo stato ebraico significava cittadinanza di seconda classe per i cittadini arabi in Israele.

Questi sviluppi hanno instillato odio per gli ebrei all’interno del popolo arabo e questa animosità ha dato origine ai conflitti arabo-israeliani e alla nostra attuale guerra al terrorismo.

Poiché gli Stati Uniti sono diventati alleati di Israele, il popolo arabo ora ci odia tanto quanto odiano Israele. La storia si è ripetuta.

Per la seconda volta stiamo combattendo dalla parte sbagliata di un conflitto e invece di vincere la pace, abbiamo assicurato che la guerra sarà lo status quo.

Per quanto negativo sia quanto sopra, organizzare questi eventi non è la cosa peggiore che i banchieri centrali abbiano fatto.

La popolazione mondiale ammonta attualmente a 7,6 miliardi di persone.Gli scienziati hanno calcolato che la popolazione sostenibile per un pianeta delle nostre dimensioni è di circa 3 miliardi di persone.Pertanto, il mondo ha 4,6 miliardi di persone in più di quanto sia considerato sicuro dagli scienziati.

Questo stato di cose è allarmante perché la situazione è tale che potrebbe non essere più possibile per l’umanità alterare il destino che la nostra grandezza ci porterà.

100 anni fa, avevamo abbastanza tempo per salvare il nostro pianeta, ma questo non è mai successo.

Non è mai successo perché la leadership necessaria per affrontare questo problema non c’era. I banchieri centrali erano incaricati e la loro unica preoccupazione era fare tutto il possibile per guadagnare di più. A loro importava meno di fare ciò che era necessario per salvare l’umanità. Il loro credo era di più era meglio! Più persone, più consumi, più edifici, più produzione, più calcestruzzo, più sfruttamento delle risorse e più denaro per loro. Oggi, molte persone pensano ancora che le cose appena elencate siano desiderabili.

Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità…

I segni del collasso ambientale ci circondano e più di ogni altra cosa accelera questa tragedia a un ritmo sempre crescente.

Il nostro stile di vita è in grave pericolo. Eppure i politici e una manciata di scienziati compromessi stanno ancora ingannando la gente pensando che non ci sia pericolo e che ci sia rimasto molto tempo.

Il presidente Donald Trump è il miglior esempio che abbiamo di questo.

I banchieri centrali, più di qualsiasi altro gruppo di persone sono posizionati dove possono fare la differenza, ma i loro cervelli guidati dall’avidità non sono in grado di cambiare, quindi continuano a guidarci nella direzione sbagliata.

Premi avanti a tutta velocità con crescita e sviluppo!

Sfortunatamente, la scritta è sul muro. Se non inizieremo presto a fare sacrifici, sarà troppo tardi. Il punto di svolta arriverà, se non lo ha già fatto, e il futuro che abbiamo lasciato in eredità ai nostri figli sarà quello del desiderio, della sofferenza e della miseria.

I banchieri centrali sono le uniche persone che dispongono delle risorse e dei mezzi per affrontare questi problemi.

Ci hanno deluso, e ora che siamo nelle ultime ore del tempo “buono e abbondante” sulla terra, sono le persone peggiori da avere mentre affrontiamo un futuro in cui non ci sarà abbastanza per andare in giro.

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

®wld

Men in Black del Governo Ombra

 

L’NSA Whistleblower parla di Julian Assange e del “governo ombra”

Di Arjun Walia 

  • I fatti: William Binney, dipendente di lunga data della NSA di alto rango, condivide le sue opinioni sull’arresto di Julian Assange e che ha davvero il controllo.
  • Rifletti su: Perché continuiamo a credere che un presidente possa apportare cambiamenti? Perché continuiamo a eleggere e votare senza affrontare la vera questione alla base delle decisioni prese in politica? Perché non rivolgersi al governo segreto e alla sua stretta di mano sulla politica? 

Ancora oggi, se dici alla maggior parte delle persone che esiste un “governo invisibile” o un governo ombra di portata internazionale, potrebbero chiamarti un teorico della cospirazione o darti uno sguardo divertente. Ciò è in gran parte dovuto alla mancanza di istruzione, in particolare di autoistruzione, di una popolazione che è formata per andare a scuola, trovare lavoro e “godersi” la vita. Certo, va tutto bene e dandy, ma negare e condannare un pensiero o un’idea senza alcuna indagine è sicuramente l’apice dell’ignoranza. Non solo è l’apice dell’ignoranza, ma impedisce anche all’umanità di andare avanti. Affinché possiamo andare avanti, dobbiamo identificare correttamente i nostri problemi e non aiuta quando i problemi più importanti che devono essere identificati non sono nemmeno creduti a causa del lavaggio del cervello di massa e della mancanza di istruzione. Nessuno pensa da solo, invece si basano semplicemente sui media dell’establishment, che non è stato altro che un’enorme macchina di propaganda sin dal suo inizio.

L’idea di un governo ombra non deriva solo dalle dichiarazioni di numerosi politici globali e “leader mondiali”, è stata dimostrata da cambiamenti politici e decisioni che non sono a favore delle persone o del pianeta, che rivelano come le nostre agenzie di regolamentazione federali sono gestite da interessi canaglia. Il CDC e le “Spider Papers” sono uno dei tanti grandi esempi, insieme a più informatori di più agenzie.

I partiti politici non supportano più il popolo ed è difficile dire se lo abbiano mai fatto davvero. Il governo e la politica sono ora semplicemente, come ha sottolineato il presidente Theodore Roosevelt, “strumenti di interessi corrotti che li usano nel martialling [sic] per servire i loro scopi egoistici”. Ha affermato che “Dietro il governo apparente si trova in trono un governo invisibile a causa di nessuna fedeltà e nessuna responsabilità nei confronti della gente. Distruggere questo governo invisibile, confondere la cattiva alleanza tra affari corrotti e politica corrotta è il primo compito della statualità del giorno”.

Questo è il potere invisibile che esiste oggi. Roosevelt non è stato l’unico, nel suo discorso di addio, il presidente Eisenhower ha avvertito dell’ascesa del potere mal posto che “esiste” e “persisterà” all’interno del complesso industriale militare.

Non molto tempo fa, il presidente Vladimir Putin ha spiegato come, dopo essere stato eletto un presidente negli Stati Uniti, “uomini in giacca e cravatta scura” entrano e fondamentalmente gestiscono lo spettacolo. (fonte)

Secondo il presidente Woodrow Wilson:

Da quando sono entrato in politica, ho avuto le opinioni degli uomini principalmente confidate in privato. Alcuni dei più grandi uomini degli Stati Uniti, nel campo del commercio e della produzione, hanno paura di qualcuno, hanno paura di qualcosa. Sanno che esiste un potere da qualche parte così organizzato, così sottile, così attento, così interconnesso, così completo, così pervasivo, che è meglio che non parlino al di sopra del loro respiro, quando ne parlano viene emessa una condanna. (La nuova libertà, un appello all’emancipazione delle generose energie di un popolo, scritto nel 1913)

Sembra che John F. Hylan, sindaco di New York City dal 1918 al 1925 avesse ragione nel dire che “la vera minaccia della nostra Repubblica è il governo invisibile, che come un polpo gigante si estende sulle gambe viscide delle nostre città, stati e nazione“.

Alla fine della giornata, se segui i soldi, non è difficile capire chi sia questo “governo invisibile” a cui molti hanno fatto riferimento. Una cosa è abbastanza chiara, non sembra che abbiano troppa preoccupazione per l’umanità o il pianeta Terra. Ci sono così tante prove che mostrano che l’élite finanziaria globale (vari membri di grandi politiche, corporazioni, Hollywood, famiglie reali, persone in posizioni di grande potere, il Vaticano, ecc.) Sono impegnate in alcuni comportamenti molto psicopatici. Ma sei davvero sorpreso? Guarda il mondo, i suoi sistemi e tutti gli aspetti che circondano l’umanità … è davvero un riflesso dei “leader” psicopatici. Ed è un riflesso del fatto che siamo totalmente ignari di esso a causa del lavaggio del cervello di massa. Tuttavia, in molti casi, sosteniamo e difendiamo questi sistemi e non accettiamo altro … Ci rifiutiamo di riconoscere cose che qualsiasi persona abbastanza intelligente dovrebbe essere in grado di vedere con un po’ di indagine.

Questo è il motivo per cui ho sentito il bisogno di condividere l’intervista qui sotto di William Binney. Binney è un ex funzionario dell’intelligence di alto livello presso la National Security Agency, che è diventata informatore dopo oltre 30 anni con l’agenzia. Ha emesso un fischio, come ha fatto Edward Snowden, dopo l’11 settembre sui programmi di raccolta e sorveglianza dei dati di massa dell’agenzia, insieme a J. Kirk Wiebe e Edward Loomis, altri due impiegati dell’agenzia.

Da allora, è stato abbastanza schietto e ha contribuito a far luce su molte altre questioni. Ha anche affermato che i programmi di sorveglianza dell’NSA non hanno nulla a che fare con la sicurezza della popolazione, ma sono piuttosto mezzi per continuare ulteriormente il “controllo totale della popolazione”. (Fonte)

Ciò avrebbe senso e confermerebbe anche tutte le prove che dimostrano le connessioni tra le organizzazioni terroristiche e il complesso industriale governativo / militare, comprese le prove che dimostrano il loro coinvolgimento nel finanziamento, nel sostegno e nella creazione di queste organizzazioni. Nonostante tutto, sostengono di “inseguire” gli stessi terroristi che sostengono in nome della democrazia.

Nell’intervista che segue, Binney fa riferimento anche al governo ombra per quanto riguarda Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, in particolare per quanto riguarda il suo recente arresto e detenzione.

Di seguito una citazione dell’intervista:

Per me, questa è semplicemente una continuazione dell’acquisizione del mondo da parte dei governi ombra del mondo e delle loro relazioni a livello internazionale. Sono sempre lì, non vengono votati dentro e fuori. Controllano tutte le informazioni che vengono fornite al presidente, ad esempio, per prendere decisioni. Possono personalizzare ciò che vogliono che faccia lui focalizzando alcune informazioni su di lui e tenendone gli altri lontani come il blocco dell’ombra. Non permettono ad altre opinioni di arrivare a lui in modo che non abbia l’opportunità di vedere un’altra visione. Hanno la maggior parte dei media mainstream chiusi e fanno quello che vogliono e che fanno adesso, ma è un po ‘come il chiodo nella bara che dice: “se mai fai qualcosa che espone tutti i crimini che stiamo commettendo o la criminalità che stiamo facendo dietro le quinte, se mai lo farai, arriveremo a te.”

Nell’intervista menziona anche come usano la “sicurezza nazionale” come scusa per fare tutto in segreto, e come è diventato un nome usato per giustificare segreti che sono molto poco etici e sbagliati.

E c’è il pericolo molto grave che un’annunciata necessità di maggiore sicurezza venga colta da coloro che sono ansiosi di espandere il suo significato fino ai limiti della censura e dell’occultamento ufficiali. Che non intendono permettere nella misura in cui è sotto il mio controllo. – JFK (fonte)

C’è un sacco di buon cibo per pensare, quindi assicurati di dare un’occhiata all’intervista.

Il messaggio è per tutti gli altri nel mondo, o sei conforme a ciò che ti diciamo di fare, o ti faremo questo.

The Takeaway

L’influenza del “governo segreto” è esattamente il motivo per cui vediamo così tanti presidenti che parlano contro certe cose durante le loro campagne, e poi all’improvviso fanno un centottantottesimo grado di ribaltare le loro promesse una volta che sono in carica. I presidenti, insieme ad altri politici, sono probabilmente ricattati, estorti, sottoposti a lavaggio del cervello o tenuti lontani da certe narrazioni e prospettive. Molti di loro non sono stati altro che marionette per l’élite globale. Alcuni lo fanno volentieri, altri inconsapevolmente. Se una cosa è vera sulla politica globale, è che ciò che ci viene presentato è lontano dalla verità per quanto riguarda ciò che sta realmente accadendo dietro le quinte.

Arjun Walia – Mi sono unito al team CE nel 2010 poco dopo aver finito l’università e sono stato grato per il fatto che sono stato in grado di farlo da allora poiché Ci sono molte cose che accadono sul pianeta che non risuonano con me, e io volevo fare quello che potevo per svolgere un ruolo nella creazione del cambiamento. È stato grandioso apportare cambiamenti nella mia vita e creare consapevolezza e non vedo l’ora di altri progetti che vadano oltre la consapevolezza, entrino in azione e attuazione. Quindi rimanete sintonizzati [email protected]

Questo articolo proviene da Evoluzione collettiva.  

Fonte: https://www.activistpost.com/ 

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La teta y la Luna

 

Gruppo Bilderberg 2019: Lilli Gruber, Matteo Renzi e Stefano Feltri tra gli ospiti… 

 Marcello Pamio

Ogni anno, tra maggio e giugno, il Gruppo Bilderberg si riunisce in qualche prestigiosissimo albergo europeo per decidere le sorti del globo, dal punto di vista economico, finanziario e politico.

Il «Bilderberg Group» è una conferenza “non ufficiale” che prevede circa 130 invitati, tra personalità influenti e potenti dell’economia, media, politica, tecnologia, banchieri, intelligence, Segretari di stato, primi ministri, ecc. Tutti in forma privata, dicono. 

Il nome deriva dal loro primo incontro che risale al 1954, avvenuto nell’Hotel de Bilderberg in Oosterbeek nei Paesi Bassi. 

Si tratta di una creatura della Guerra Fredda, o per meglio dire, del RIIA britannico, del Royal Institute of International Affaire, un istituto nato il 30 maggio 1919 a Londra, come capitolo locale della Round Table fondata invece con proiezioni transnazionali. 

Il RIAA è noto anche come Chatam House, con sede al numero 10 di St. James Square a Londra, nel 1979 contava su un Consiglio di 33 persone alla guida di circa 3000 membri. 

L’idea della nascita del Gruppo Bilderberg venne a Joseph Retinger, che al tempo si occupava della crescita dell’anti-americanismo in Europa Occidentale. Personaggio chiave della politica mondiale per quasi mezzo secolo, Retinger manteneva strette relazioni con il Colonnello House, con la potentissima famiglia ebraica Warburg, con i banchieri internazionali Lehman, Baruch. Era anche membro della Pilgrim’s Society e del CFR statunitense (il corrispondente del RIIA negli Stati Uniti, detto anche «governo ombra»). 

L’influenza di Joseph Retinger sui circoli mondialisti era tale da meritarsi il soprannome di «His Grey Eminence», Sua Eminenza Grigia! 

Lo scopo iniziale del Bilderberg era quello di rinforzare l’unità dei Paesi Occidentali contro la «minaccia comunista», ma poi con il collasso del Patto di Varsavia, il gruppo, con a capo l’America, si è concentrato sul rafforzamento e sviluppo della globalizzazione. 

Dall’11 settembre 2001, a seguito degli attacchi su New York, è diventato di primaria importanza lo «scontro tra civiltà» o «scontro di religioni». 

Quest’anno la nazione scelta è la Svizzera, per la precisione all’Hotel Montreux Palace di Vaud, a Montreux una cittadina affacciata sul lago di Ginevra, e il periodo va dal 30 maggio al 2 giugno. 

Non poteva mancare ovviamente Lilli Gruber, la «rossa col gomito appoggiato» (come la definiva Giorgio Gaber) ospite fisso da molto tempo, ma la grandissima novità è che tra gli invitati c’è Matteo Renzi! 

Avete letto bene, il Mr. Bean della politica italiana è stato invitato alla riunione, e questo fa ben sperare, perché se sono arrivati a invitare nullità politiche simili, allora il Gruppo è spacciato e ha i giorni contati! 

Gli argomenti chiave della discussione saranno i seguenti:

  1. Un ordine strategico stabile
  2. Cosa dopo l’Europa?
  3. Cambiamenti climatici e sostenibilità
  4. Cina
  5. Russia
  6. Il futuro del capitalismo
  7. Brexit
  8. L’etica dell’intelligenza artificiale
  9. La militarizzazione dei social media
  10. L’importanza dello spazio
  11. Cyber terrorismo

Sotto l’elenco completo di tutti i partecipanti, ma in sintesi, come ogni anno i media non mancano mai, e infatti tra gli invitati figurano personaggi del «Financial Times», «The New York Times», «The Washington Post», «Bloomberg», «The Economist», «L’Echo». Per l’Italia Stefano Feltri, vice-caporedattore de «Il Fatto Quotidiano»…

Tra i pezzi da novanta il Segretario Generale della NATO, il CEO della Microsoft, il vice direttore della Roche, il CEO della Goldman Sachs e di altre banche e assicurazioni, il presidente del World Economic Forum, il governatore della Banca d’Inghilterra e addirittura il consulente capo del Presidente degli Stati Uniti d’America!

Il tutto questo, riuscite ad immaginare Matteo Renzi che tra i corridoi dell’albergo cerca di far ridere il decrepito Henry Kissinger mentre lo spinge sulla sua sedia a rotelle? Oppure mentre cerca di comunicare in un anglotoscano da film comico, con il direttore della Sicurezza Nazionale americano?
Queste sono le cose che rendono stupenda la vita….
 

Elenco completo dei partecipanti al meeting: 

IL COLLEGIO

Castries, Henri de (FRA), Chairman, Steering Committee; Chairman, Institut Montaigne

Kravis, Marie-Josée (USA), President, American Friends of Bilderberg Inc.; Senior Fellow, Hudson Institute
Halberstadt, Victor (NLD), Chairman Foundation Bilderberg Meetings; Professor of Economics, Leiden University
Achleitner, Paul M. (DEU), Treasurer Foundation Bilderberg Meetings; Chairman Supervisory Board, Deutsche Bank AG
 

I PARTICIPANTI 

Abrams, Stacey (USA), Founder and Chair, Fair Fight

Adonis, Andrew (GBR), Member, House of Lords
Albers, Isabel (BEL), Editorial Director, De Tijd / L’Echo
Altman, Roger C. (USA), Founder and Senior Chairman, Evercore
Arbour, Louise (CAN), Senior Counsel, Borden Ladner Gervais LLP
Arrimadas, Inés (ESP), Party Leader, Ciudadanos
Azoulay, Audrey (INT), Director-General, UNESCO
Baker, James H. (USA), Director, Office of Net Assessment, Office of the Secretary of Defense
Balta, Evren (TUR), Associate Professor of Political Science, Özyegin University
Barbizet, Patricia (FRA), Chairwoman and CEO, Temaris & Associés
Barbot, Estela (PRT), Member of the Board and Audit Committee, REN (Redes Energéticas Nacionais)
Barroso, José Manuel (PRT), Chairman, Goldman Sachs International; Former President, European Commission
Barton, Dominic (CAN), Senior Partner and former Global Managing Partner, McKinsey & Company
Beaune, Clément (FRA), Adviser Europe and G20, Office of the President of the Republic of France
Boos, Hans-Christian (DEU), CEO and Founder, Arago GmbH
Bostrom, Nick (UK), Director, Future of Humanity Institute, Oxford University
Botín, Ana P. (ESP), Group Executive Chair, Banco Santander
Brandtzæg, Svein Richard (NOR), Chairman, Norwegian University of Science and Technology
Brende, Børge (NOR), President, World Economic Forum
Buberl, Thomas (FRA), CEO, AXA
Buitenweg, Kathalijne (NLD), MP, Green Party
Caine, Patrice (FRA), Chairman and CEO, Thales Group
Carney, Mark J. (GBR), Governor, Bank of England
Casado, Pablo (ESP), President, Partido Popular
Ceviköz, Ahmet Ünal (TUR), MP, Republican People’s Party (CHP)
Champagne, François Philippe (CAN), Minister of Infrastructure and Communities
Cohen, Jared (USA), Founder and CEO, Jigsaw, Alphabet Inc.
Croiset van Uchelen, Arnold (NLD), Partner, Allen & Overy LLP
Daniels, Matthew (USA), New space and technology projects, Office of the Secretary of Defense
Davignon, Etienne (BEL), Minister of State
Demiralp, Selva (TUR), Professor of Economics, Koç University
Donohoe, Paschal (IRL), Minister for Finance, Public Expenditure and Reform
Döpfner, Mathias (DEU), Chairman and CEO, Axel Springer SE
Ellis, James O. (USA), Chairman, Users’ Advisory Group, National Space Council
Feltri, Stefano (ITA), Deputy Editor-in-Chief, Il Fatto Quotidiano
Ferguson, Niall (USA), Milbank Family Senior Fellow, Hoover Institution, Stanford University
Findsen, Lars (DNK), Director, Danish Defence Intelligence Service
Fleming, Jeremy (GBR), Director, British Government Communications Headquarters
Garton Ash, Timothy (GBR), Professor of European Studies, Oxford University
Gnodde, Richard J. (IRL), CEO, Goldman Sachs International
Godement, François (FRA), Senior Adviser for Asia, Institut Montaigne
Grant, Adam M. (USA), Saul P. Steinberg Professor of Management, The Wharton School, University of Pennsylvania
Gruber, Lilli (ITA), Editor-in-Chief and Anchor “Otto e mezzo”, La7 TV
Hanappi-Egger, Edeltraud (AUT), Rector, Vienna University of Economics and Business
Hedegaard, Connie (DNK), Chair, KR Foundation; Former European Commissioner
Henry, Mary Kay (USA), International President, Service Employees International Union
Hirayama, Martina (CHE), State Secretary for Education, Research and Innovation
Hobson, Mellody (USA), President, Ariel Investments LLC
Hoffman, Reid (USA), Co-Founder, LinkedIn; Partner, Greylock Partners
Hoffmann, André (CHE), Vice-Chairman, Roche Holding Ltd.
Jordan, Jr., Vernon E. (USA), Senior Managing Director, Lazard Frères & Co. LLC
Jost, Sonja (DEU), CEO, DexLeChem
Kaag, Sigrid (NLD), Minister for Foreign Trade and Development Cooperation
Karp, Alex (USA), CEO, Palantir Technologies
Kerameus, Niki K. (GRC), MP; Partner, Kerameus & Partners
Kissinger, Henry A. (USA), Chairman, Kissinger Associates Inc.
Koç, Ömer (TUR), Chairman, Koç Holding A.S.
Kotkin, Stephen (USA), Professor in History and International Affairs, Princeton University
Kramp-Karrenbauer, Annegret (DEU), Leader, CDU
Krastev, Ivan (BUL), Chairman, Centre for Liberal Strategies
Kravis, Henry R. (USA), Co-Chairman and Co-CEO, Kohlberg Kravis Roberts & Co.
Kristersson, Ulf (SWE), Leader of the Moderate Party
Kudelski, André (CHE), Chairman and CEO, Kudelski Group
Kushner, Jared (USA), Senior Advisor to the President, The White House
Le Maire, Bruno (FRA), Minister of Finance
Leyen, Ursula von der (DEU), Federal Minster of Defence
Leysen, Thomas (BEL), Chairman, KBC Group and Umicore
Liikanen, Erkki (FIN), Chairman, IFRS Trustees; Helsinki Graduate School of Economics
Lund, Helge (GBR), Chairman, BP plc; Chairman, Novo Nordisk AS
Maurer, Ueli (CHE), President of the Swiss Federation and Federal Councillor of Finance
Mazur, Sara (SWE), Director, Investor AB
McArdle, Megan (USA), Columnist, The Washington Post
McCaskill, Claire (USA), Former Senator; Analyst, NBC News
Medina, Fernando (PRT), Mayor of Lisbon
Micklethwait, John (USA), Editor-in-Chief, Bloomberg LP
Minton Beddoes, Zanny (GBR), Editor-in-Chief, The Economist
Monzón, Javier (ESP), Chairman, PRISA
Mundie, Craig J. (USA), President, Mundie & Associates
Nadella, Satya (USA), CEO, Microsoft
Netherlands, His Majesty the King of the (NLD)
Nora, Dominique (FRA), Managing Editor, L’Obs
O’Leary, Michael (IRL), CEO, Ryanair D.A.C.
Pagoulatos, George (GRC), Vice-President of ELIAMEP, Professor; Athens University of Economics
Papalexopoulos, Dimitri (GRC), CEO, TITAN Cement Company S.A.
Petraeus, David H. (USA), Chairman, KKR Global Institute
Pienkowska, Jolanta (POL), Anchor woman, journalist
Pottinger, Matthew (USA), Senior Director, National Security Council
Pouyanné, Patrick (FRA), Chairman and CEO, Total S.A.
Ratas, Jüri (EST), Prime Minister
Renzi, Matteo (ITA), Former Prime Minister; Senator, Senate of the Italian Republic
Rockström, Johan (SWE), Director, Potsdam Institute for Climate Impact Research
Rubin, Robert E. (USA), Co-Chairman Emeritus, Council on Foreign Relations; Former Treasury Secretary
Rutte, Mark (NLD), Prime Minister
Sabia, Michael (CAN), President and CEO, Caisse de dépôt et placement du Québec
Sanger, David E. (USA), National Security Correspondent, The New York Times
Sarts, Janis (INT), Director, NATO StratCom Centre of Excellence
Sawers, John (GBR), Executive Chairman, Newbridge Advisory
Schadlow, Nadia (USA), Senior Fellow, Hudson Institute
Schmidt, Eric E. (USA), Technical Advisor, Alphabet Inc.
Scholten, Rudolf (AUT), President, Bruno Kreisky Forum for International Dialogue
Seres, Silvija (NOR), Independent Investor
Shafik, Minouche (GBR), Director, The London School of Economics and Political Science
Sikorski, Radoslaw (POL), MP, European Parliament
Singer, Peter Warren (USA), Strategist, New America
Sitti, Metin (TUR), Professor, Koç University; Director, Max Planck Institute for Intelligent Systems
Snyder, Timothy (USA), Richard C. Levin Professor of History, Yale University
Solhjell, Bård Vegar (NOR), CEO, WWF – Norway
Stoltenberg, Jens (INT), Secretary General, NATO
Suleyman, Mustafa (GBR), Co-Founder, Deepmind
Supino, Pietro (CHE), Publisher and Chairman, Tamedia Group
Teuteberg, Linda (DEU), General Secretary, Free Democratic Party
Thiam, Tidjane (CHE), CEO, Credit Suisse Group AG
Thiel, Peter (USA), President, Thiel Capital
Trzaskowski, Rafal (POL), Mayor of Warsaw
Tucker, Mark (GBR), Group Chairman, HSBC Holding plc
Tugendhat, Tom (GBR), MP, Conservative Party
Turpin, Matthew (USA), Director for China, National Security Council
Uhl, Jessica (NLD), CFO and Executive Director, Royal Dutch Shell plc
Vestergaard Knudsen, Ulrik (DNK), Deputy Secretary-General, OECD
Walker, Darren (USA), President, Ford Foundation
Wallenberg, Marcus (SWE), Chairman, Skandinaviska Enskilda Banken AB
Wolf, Martin H. (GBR), Chief Economics Commentator, Financial Times
Zeiler, Gerhard (AUT), Chief Revenue Officer, WarnerMedia
Zetsche, Dieter (DEU), Former Chairman, Daimler AG
 

Fonte: https://disinformazione.it/  

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