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Nietzsche: la degenerazione dell’uomo

La previsione di Nietzsche è stata progressivamente soddisfatta

Il mondo moderno, visto con sospetto, può essere definito come l’ illusione della libertà. La libertà non è mai stata valutata così tanto e non ci siamo mai vantati così tanto di essere liberi, di essere in grado di fare ciò che vogliamo. di una sovrabbondanza di diritti e di agenzia. L’uomo moderno sente con orgoglio che questo è il suo grande successo: essersi liberato dai tiranni, dalla religione, dall’inclemenza della natura. Si sente superiore agli uomini delle altre generazioni, perché crede di essersi liberato dalle sue superstizioni e dalla sua impotenza. Crede di essere libero dagli dei e ora si sta muovendo verso la sua stessa divinità – come è chiaramente il caso delle idee transumaniste – o almeno verso un avvertimento riguardo alla natura e alle necessità. Tuttavia, non è questo un nuovo mito? Un mito in cui i nuovi dei sono scienza, tecnologia, democrazia, società?

Per sostenere l’idea che siamo liberi, la libertà doveva essere ridefinita. Tradizionalmente – nel cristianesimo, nello stoicismo, nel platonismo – la libertà aveva a che fare con la teleologia o con un’armonizzazione con i principi universali. Essere liberi non era solo saper scegliere e autodeterminarsi, era saper scegliere ed entrare in armonia con il bello, il buono o il vero. O era scegliere bene o virtualmente – che aveva a che fare con l’allineamento con la razionalità o l’intelligenza in natura – in modo tale da evitare la sofferenza. Al contrario, c’era anche il modo di desiderare per poter aggiornare la sua essenza o soddisfare la sua vocazione.

Come sappiamo, la scienza e la filosofia moderne hanno rotto con queste idee – dio, anima, essenza, scopo, ecc. – Questo è qualcosa che può essere liberatorio ma anche estremamente pericoloso, come ha avvertito Nietzsche, uno dei principali distruttori di questo vecchio paradigma. Ma anche filosofi come Nietzsche o Heidegger, per i quali la libertà non è essenzialmente morale, né è essenziale nel senso che non si tratta di aggiornare un’essenza, se letti attentamente, si allontanano dall’idea moderna di libertà, o almeno della sua applicazione in massa. La volontà di potere è stata confusa con il libero arbitrio, con l’orgia dei diritti, con il nichilismo del libero mercato. Certamente Nietzsche è stato uno degli autori più travisati, essendo egli stesso autore di “interpretazioni” e “prospettive”. La sua filosofia difende la virtù dell’anti-sistemico, ma per questo permette e persino – con la sua distruttiva veemenza e licenza morale – incoraggia molteplici interpretazioni, cooptazioni, passioni irrazionali attorno al suo lavoro.

Le idee di Nietzsche contengono un seme che, sebbene possa essere una medicina per la condizione che chiama “mandria moralità” (o schiavo), di solito è piuttosto velenoso, una dinamite che prende tutto e lascia il nichilismo, che deserto, quella terra desolata di cui lui stesso era un profeta. A difesa di Nietzsche, lo spiega lui stesso, ripetendo che ciò che vediamo è la degenerazione dell’uomo, e, quindi, questo uomo degenerato, “l’ultimo uomo”, difficilmente potrebbe avere la vitalità e il coraggio per crearsi, per trovato un nuovo sistema di valori. E, come ritiene Nietzsche, se ciò che degenera è solo la mentalità sociale, di massa, essendo entità collettive, spinte dalla maggior parte o dalla maggioranza, allora la globalizzazione, il villaggio globale, è il punto più alto dell’umanità. È il momento in cui il grande, l’eroico, il divino è meno gestitato. (È per un’altra occasione discutere se ciò che Nietzsche chiede non è troppo, anche contro la natura, poiché l’essere umano è stato costituito come un animale sociale e la più significativa dell’esistenza umana sono le relazioni umane, l’amicizia, amore, erotismo. Nietzsche non pensa molto alla compassione e la sua filosofia non edifica per raggiungere la coesistenza. È vero che ciò che Nietzsche vuole non è una società superiore, ma una manciata di uomini superiori – si muove secondo un impulso aristocratico Ma sarebbe necessario considerare se questo è davvero conveniente e sostenibile senza tener conto della ricchezza delle relazioni significative nella coltivazione dell’anima).

Ad ogni modo, è chiaro che l’uomo moderno si allontana da questo uomo veramente libero che potrebbe venire nel “crepuscolo degli idoli”, libero dall’assoluto. Forse l’uomo ha un bisogno interno – ed eterno nella specie – di assoluti – l’homo religiosus non sembra in alcun modo scomparire, e sembra essere il più vicino a un’essenza psichica umana. Certo, ora gli dei sono altri, prendono altri nomi. Jung lo notò dicendo che ora gli dei sono patologie. Roberto Calasso ha portato alla luce magistralmente i sostituti religiosi della modernità, le teologie politiche (la principale, la “Società”), il luogo in cui la mentalità religiosa e del gregge convergono come mai prima nella storia. Ma, in ogni caso, non possiamo smettere di desiderare, di nominare (con altri nomi) i poteri, anche quando li soppiantiamo per oggetti di consumo o dispositivi tecnologici. Ora Agni, osserva Calasso, il fuoco, il messaggero degli dei, è un missile dell’agenzia spaziale indiana.

Nietzsche lo notò chiaramente, perché “il movimento democratico è l’erede del movimento cristiano” e “è comunque una fede metafisica che sta alla base della nostra fede nella scienza”. I grandi successi della società moderna, con cui presumibilmente volevano sbarazzarsi di credenze e metafisica, sono sistemi segreti di credenze e metafisica. La scienza è il nuovo mito, il mito che ha guadagnato trazione e potere, per alleviare la nostra paura del caos e dell’incertezza, per intorpidire i nostri istinti ed evitare l’incontro terribile-numinoso con il mistero. La forza che muove la scienza non sarebbe il desiderio di conoscere la realtà, nemmeno di dominarla, ma di eliminarne il pericolo, di domare l’esistenza.

È possibile che l’uomo moderno, l’uomo tecnologicamente attrezzato, incarni un nuovo e più perfetto animale da gregge, che non solo non sappia che fa parte di un gregge – questo sicuramente esisteva già – ma si vanta anche di avere rilasciato per la prima volta nella storia, di essere il primo animale libero, perché considera che non è determinato dalla società, che sceglie sempre liberamente, che possiede il suo destino. Forse l’uomo può davvero fare ciò che vuole, ma non può desiderare ciò che vuole, come ipotizzava Schopenhauer; non sembra mai voler essere libero (la libertà è la Volontà stessa), forse perché esiste una forza che la determina (e viviamo in un universo deterministico); o, come notò anche il grande maestro di Nietzsche (che in seguito negò), perché la volontà stessa è la negazione dell’individuo, la sua universalizzazione, in qualche modo il suo annientamento. Oppure, senza ricorrere alla metafisica, perché almeno la libertà implica l’abbandono di tutta la sicurezza, lasciando non solo il gregge, la protezione dell’accettazione sociale, ma anche l’abbandono del benessere di sé, la maschera che è la persona.

Sembra che nella società moderna il presagio di Nietzsche si sia consolidato: “questo declino dell’uomo nell’animale della mandria perfetto (o, come si dice, nell’uomo della “società libera”), questa animalizzazione dell’uomo nell’animale nano di pari diritti”. Questo è il dio che non è morto o l’ombra del dio, secondo Nietzsche. E forse gli dei, o il divino stesso non muoiono mai nell’uomo, poiché la sua natura è la possibilità; Come dice Nietzsche, l’uomo è “l’animale non ancora definito”, cioè l’animale che ha un potenziale illimitato e l’infinito, dal momento che Anassimandro, è sempre stato legato al divino. O come sosteneva Kierkegaard, Dio è che tutto è possibile, è un campo di possibilità, un campo fertile di immaginazione e fede. 

Citazioni di Nietzsche tratte da Oltre il bene e il male.

Twitter dell’autore: @alepholo 

Dello stesso autore in Pajama Surf: Freedom, il mito della modernità: siamo davvero più liberi chenel Medioevo o nei tempi antichi? 

Immagine di copertina: JohnConway

Fonte: https://pijamasurf.com/

Galeno di Pergamo

Ricevo dall’amico Di Val Pusteria Dott.Roberto Slaviero e pubblico

CI FACCIAMO UN “GALENOS?“

Il grande medico greco Galeno, nato a Pergamo nel 129 d.C., è stato un grandissimo del passato ed in campo medico ha raggiunto livelli altissimi per ricerca delle cause delle malattie e per le loro cure; noi farmacisti, a tutt’oggi prepariamo rimedi “galenici” in suo onore!

Ci fu un periodo in cui egli visse a Roma, soprattutto alla corte del grande filosofo ed Imperatore Marco Aurelio e si dice che la soluzione da lui creata per ridurre i dolori, a base di Alcool ed Oppio, il GALENUS, piacesse molto anche all’Imperatore.

Il grande Dio Morfeo, deve il suo nome alla sostanza più presente nell’ oppio, ossia la morfina, potentissimo antidolorifico e induttore del sonno.

Fino a poche decine di anni fa, nelle farmacie si trovava ancora il Laudano, ovvero la stessa cosa inventata da Galeno.

Furono i discepoli di Paracelso a modificare una ricetta del grande medico ed alchimista svizzero, aggiungendoci l’oppio!

Mi ricordo da giovane studente in farmacia, che un giorno mio padre Ettore, farmacista, mi mostrò l’armadietto degli stupefacenti chiuso a chiave e mi fece vedere’ la bottiglia del Laudano. E disse:  guarda bene il tutto ed abbi timore e rispetto per queste sostanze “eroiche”!

Per sostanza eroica, si intende una sostanza che in quantità piccolissime, (pochissimi milligrammi), abbatte anche un elefante! Potenze della natura e per questo da rispettare ed anche da temere.

Castaneda insegna …. Don Juan …

Il problema del dolore fisico in una vita vissuta nella materia, è di vitale importanza, e per questo la Dea Natura ci ha fornito strumenti incredibili per sradicarlo; affinché la nostra anima, leggiadra e volatile, non soffra molto nell’esperienza terrena.

I potenti, negli ultimi secoli hanno usato invece il potere dell’oppio, per rincoglionire e sottomettere le popolazioni. Mi vengono in mente ad esempio i colonialismi britannici in Cina nel 19°  secolo, con le guerre dell’oppio.

Cosa credete che siano andati a fare in Afganistan gli occidentali? A portare forse il pensiero libero contro le barbarità dei talebani? L’Afganistan è il più grande produttore di oppio del mondo!

Oggi lo fanno anche legalmente, soprattutto negli Usa, prescrivendo farmaci a base di oppiacei anche per dolori ridicoli. L’onda lunga made in Usa sta arrivando anche in Europa, anzi è già qui; arriverà anche la Marijuana legale etc. etc.

Obbiettivo è che i coloni (i servi della gleba), vivano rincretiniti e lavorino a basso costo e non si interessino della “cosa pubblica”.

Tornando ai tempi di Galeno, egli studiava le ferite dei Gladiatori per imparare i funzionamenti del corpo umano. Aveva abbracciato la scienza di Ippocrate e la teoria degli umori del corpo, quali causa delle malattie.

Un genio incredibile, che affermava che non si può essere medici, se non ci si intende anche di logica, fisica ed etica!

Pensando al momento in cui viviamo, dove solo il denaro ed il volere delle grosse multinazionali farmaceutiche contano, penso che siamo precipitati proprio negli abissi e sarà dura un giorno rialzarsi!

Il nostro caro Galeno frequentava ai tempi di Roma, ai tempi dell’ Imperatore Lucio Settimio Severo, che fu imperatore dopo Marco Aurelio, dal 193 d.C. fino alla morte, i salotti filosofici e letterari della moglie dell’Imperatore, Giulia Domna.

Altro frequentatore di quei salotti fu lo storico e retore Flavio Filostrato, nato a Lemno nel 172 d.C.

A Filostrato, l’Imperatrice commissionò una ricerca e biografia di un filosofo antico di Tiana nella Cappadocia, nato nell’anno 2 d.C., nella allora provincia romana dell’impero e chiamato Apollonio, (Apollonio di Tiana). Nato più o meno negli stessi anni di Jesus, dotato di poteri straordinari; effettuava miracoli ed opere incredibili. Venne anch’egli a contatto (per un periodo) con gli Esseni, viaggiò in Oriente per molti anni, tra Mesopotamia ed India.

A qualcuno sorse il dubbio … ma non è che la storia sia stata leggermente alterata e forse l’Apollonio e Jesus siano la stessa persona?!

Ma va … era un mago stregone, possedeva le arti magiche.

Qualcun altro dice che avendo frequentato anche Tarso … non è che magari sia il famoso Paolo di Tarso, divenuto in seguito San Paolo!? Pensate un po’ se magari si scoprisse che il Jesus esseno non era della stirpe di Davide … apriti cielo!

Frequentò molto Efeso; li proprio ad Efeso c’è ancor oggi la Casa di Maria (l’ho visitata), dove si dice che Maria e Giovanni evangelista vissero per degli anni dopo la morte di Jesus … forse anche con la Maddalena!

Chi lo sa ragazzi, al tempo non c’era Internet o la Treccani e dopo il Concilio di Nicea nel 325 d.C., l’Imperatore Costantino decretò la religione cristiana, religione dell’Impero.

Le dispute su chi era Jesus Cristus furono terribili e fecero fuori diversi Vescovi, non in linea con il nuovo ordine mondiale di Costantino!

Nel 380 poi con l’Editto di Tessalonica gli Imperatori Graziano,Teodosio I° e

Valentinianio II°, decretarono il Cristianesimo niceno il credo ufficiale dell’Impero, proibendo l’Arianesimo e tutti i culti pagani.

Iniziò cosi una persecuzione feroce contro tutti i culti pagani con la distruzione di molti templi … vi viene in mente qualcosa del recente presente … sempre nelle stesse zone Siriane – mesopotamiche? Non parliamo della eliminazione fisica di migliaia di persone. L’Integralismo di tutti i tipi e soprattutto religioso è una disgrazia per l’umanità  !!

Tornando all’ Apollonio mi ha colpito una cosa in particolare; egli fece voto di silenzio per 5 anni! “Parla prima con gli Dei e dopo parla degli Dei “

Vita ascetica secondo la dottrina pitagorica, spesso scalzo, si cibava di bacche e di piante spontanee. si vestiva di tuniche di lino bianche.

  • Pensate se oggi i nostri politici ed economisti facessero almeno un giorno di silenzio alla settimana … che sollievo!
  • Pensate se ognuno di voi facesse un giorno di silenzio sui social … che sollievo!
  • Pensate se ognuno di voi ritornasse col pensiero alla magia della natura e degli Dei della Natura … che sollievo!

Tornando ai secoli passati, Giulia Domna, Imperatrice e moglie dell’Imperatore Severo, era di origine siriana, di Emesa, figlia di Giulio Bassiano, gran Sacerdote della divinità solare El-Gabal!

Fu quella dinastia che trasferì il culto del Deus Sol Invictus nella corte romana;

l’adorazione del Dio monoteista solare!

L’Imperatore Eliogabalo, nipote  di Giulia Domna, tentò di imporre il culto del Sol Invictus all’Impero. Egli morì molto giovane, assassinato: era tra l’altro un personaggio un po’ spinto … ebbe 5 mogli e 2 mariti …Storia

Comunque la corona solare sulle monete romane coniate durò per molto tempo.

Nel 272 l’Imperatore Aureliano ufficializzò il culto solare di Emesa e costruì un tempio sul Quirinale e creò i sacerdoti Pontifices Solis Invict.

La nascita del 25 dicembre dopo il Solstizio invernale, o meglio la rinascita, dopo che il sole si ferma per circa 3 giorni dal 21 al 24 dicembre, è dovuta a questo culto.

Il Cristianesimo ha seguito tale corso storico, con la nascita di Jesus in quei giorni.

Con Costantino nel 330, il Natale Invitto divenne Natale Cristiano!

Poi è arrivato l’Editto di Tessalonica e tale culto venne bandito … unica religione, il Cristianesimo niceno!

La magia dei culti pagani faceva vivere le persone con meno problemi e sensi di colpe a mio parere e forse più libere …

Vabbè … attendiamo l’evento finale dell’Apocalisse già in atto … l’oggetto trascendentale della fine del tempo avviato dall’Onda Temporale zero!

Allora ragazzi … ci facciamo un Galenus per rincoglionirci e non capire nulla del mondo … o ci facciamo un Gin Tonic … più spumeggiante  e forse più stimolante sul pianeta … guardate l’impero inglese … chi ha inventato il Gin Tonic?

Gli ascetismi ed integralismi  eccessivi a me non piacciono … la matrix terrestre è assai più interessante, se vissuta senza paure e timori vari!

A voi la scelta ed auguri … molti integralisti rimarranno stupiti delle rivelazioni finali, credo non manchi molto visto l’andazzo!

In bocca al lupo!

Fonte: http://olisticoaltapusteria.com/

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Citazioni errate nell’interpretazione

 

“Sii il cambiamento che desideri vedere nel mondo” – Attribuito erroneamente, abusato e oscenamente sottovalutato

Caitlin Johnstone, Ospite
Waking Times

(La frase virgolettata nel testo sopra – e nel mio Logo ndr) Indica una citazione di Mahatma Gandhi.

Le probabilità sono che la prima cosa che salta nella tua mente è il famoso, “Sii il cambiamento che desideri vedere nel mondo.” È una buona citazione. È abbastanza conciso da adattarsi a un adesivo per paraurti, e risuona profondamente con qualcosa dentro di noi che ci dice che indica qualcosa di vero e prezioso.

Ma, come in molte altre citazioni di sticker paraurti che vediamo fluttuare oggi, queste parole non sono mai state pronunciate dalla persona a cui sono state attribuite. Ciò che Gandhi in realtà ha detto è stato questo:

“Se potessimo cambiare noi stessi, cambierebbero anche le tendenze nel mondo. Quando un uomo cambia la propria natura, cambia anche l’atteggiamento del mondo nei suoi confronti”.

Oof. Questo è un po’ più conflittuale rispetto alla versione divulgata, non è vero? Cambia la mia natura? Pensavo che stessimo parlando di qualcosa di leggero e facile, come non indossare pellicce o comprare chicchi di caffè del commercio equo e solidale.

Ecco come “essere il cambiamento che desideri vedere nel mondo” tende a essere interpretato oggi. È una frase che è così rigurgitata nella nostra società che ora è cliché e quasi priva di significato, qualcosa che si vede su portachiavi economici al centro commerciale e scruta senza leggerla veramente, ma immagina di capire perché l’hai visto tante volte in passato. Se premuto per davvero pensarci, la maggior parte delle persone dirà che significa qualcosa come fare i cambiamenti nel mondo che vuoi vedere. Se non ti piace l’agricoltura industriale, diventa un vegano. Se non ti piace la povertà, fai volontariato in una mensa per i poveri.

Ma non è quello che dice la citazione. Non è niente di simile a quello originale di Gandhi. Non è nemmeno quello che dice la versione adesiva del paraurti.

Anche se guardi la versione divulgata della citazione, guardala davvero con occhi nuovi che non l’hanno vista rigiocamente rigurgitata dai liberali aziendali e intonacata sui prodotti K-Mart, ti viene in mente lo stesso messaggio dell’originale. Non dice “Fai il cambiamento che desideri vedere nel mondo”. Non dice “Attiva il cambiamento che desideri vedere nel mondo”. Dice “Sii il cambiamento che desideri vedere nel mondo. “Non si riferisce a un semplice cambiamento nel comportamento o nello stile di vita, sta dicendo cambiare chi sei come persona. Sta dicendo cambiare la tua stessa natura per cambiare il mondo.

Questa è notte-e-giorno diversa dall’interpretazione convenzionale. L’interpretazione convenzionale della citazione esiste come una plateale vana che le persone prendono in giro gli hippy e i New Age per l’uso eccessivo. Una comprensione profonda e viscerale di quella stessa frase, tuttavia, trasmette più saggezza di tutti i testi religiosi del mondo messi insieme. È una chiamata a una trasformazione più reale del parto. Più esistenzialmente conflittuale di una diagnosi terminale del cancro.

La prima sfida della citazione è di farti riflettere seriamente su quali cambiamenti di fatto vuoi vedere nel mondo. La maggior parte delle persone non arriva mai così lontano. Pochi hanno davvero pensato a quale tipo di mondo vorrebbero vedere in un modo positivo che immagina realmente come sarebbe il mondo. La maggior parte delle persone pensa solo in termini di piccole battaglie partigiane che stanno vedendo attualmente: sanità universale, politiche di immigrazione, controllo delle armi, politiche di austerità, aborto, problemi LGBTQ, brutalità della polizia, ecc. Poche persone arrivano fino a sedersi e a contemplare profondamente una visione positiva per il tipo di mondo che vorrebbero aiutare a creare.

Quando faccio un inventario dei cambiamenti che desidero vedere nel mondo, so che voglio vedere le persone che scelgono costantemente la salute rispetto all’illusione della sicurezza.

Voglio che facciano scelte con il più alto interesse di tutti gli interessati rispetto al proprio interesse personale, anche se queste scelte li fanno sentire esposti o vulnerabili perché sembrano andare contro le loro finanze o il pensiero di gruppo tribale, o sono al di fuori della loro zona di comfort.

Voglio che le persone siano collaborative piuttosto competitive.

Voglio che le persone inizino a fidarsi del fatto che i passaggi appariranno di fronte a loro mentre forgiamo un percorso su una nuova rotta sconosciuta piuttosto che ritirarsi sulle autostrade ben battute perché sono familiari anche se sappiamo già che guidano nel modo sbagliato.

Voglio vedere la gente rinunciare al proprio tribalismo e abbracciare il proprio umanesimo.

Voglio vedere le persone che si amano abbastanza profondamente da amare gli altri in modo significativo e con occhi chiari.

Voglio che le persone si elevino al di sopra delle narrative in competizione e facciano le loro distinzioni in base alle azioni e alla realtà piuttosto che alle storie dei manipolatori o delle loro stesse manipolazioni interne.

Voglio che le persone abbiano la saggezza di riconoscere dove hanno potere e privilegio e usarle coraggiosamente, e dove sono impotenti, così possono costringere coloro che sono al potere a cambiare immediatamente la nostra traiettoria suicida.

Voglio che la gente dica la verità, anche se all’inizio è solo per se stessi.

Voglio che le persone scelgano la vita sulla morte, ogni volta, senza esitazione, e voglio che cerchino sempre le loro soluzioni nella vita e nella guarigione e nell’armonia e rifiutino le soluzioni offerte dalla morte, dalla distruzione, dalla manipolazione, dal sabotaggio e dal caos.

Questi sono solo i miei desideri personali per il mondo. Dopo averli scoperti, la prossima sfida posta da “Sii il cambiamento che desideri vedere nel mondo” è molto più seria e, se intrapresa, rimarrà davanti e al centro della tua attenzione per il resto della tua vita.

Osservando i cambiamenti che desidero vedere nel mondo, cerco di essere qualcuno che sceglie costantemente di premere il pulsante “salute” anche se mi spaventa, o altri, o entrambi.

Cerco di essere qualcuno che sceglie sempre il massimo interesse piuttosto che manipolarlo leggermente, così ne ricavo un po’ di più o sembro un po’ più cool.

Cerco di dire la verità anche quando la mia tribù mi sta urlando per stare zitta, ma cerco di avere la saggezza per farlo solo quando giova a tutti e non solo per cercare il dramma o l’attenzione.

Cerco di trascinarmi attraverso la vita usando la mia bussola interiore perché so per certo che i miei vecchi sentieri non hanno mai portato a nulla di buono.

Cerco di non manipolare gli altri, e cerco di non manipolarmi per fingere a me stesso che non sto manipolando gli altri.

Cerco di amare le parti di me che vedo negli altri, specialmente quelle parti che mi fanno rabbrividire, ma anche io cerco di amarmi abbastanza da allontanarmi da qualcuno i cui schemi mi fanno male.

Cerco di fare distinzioni in base a ciò che vedo fare alle persone piuttosto che a ciò che sento sentirmi dire, e cerco di integrare i miei pensieri e le mie azioni il più possibile.

Cerco di usare il mio potere e il mio privilegio per il più alto interesse di tutti, ma mi rifiuto di assumermi la responsabilità per cose al di fuori del mio controllo, e mi impegno a mantenere quelli che hanno quel potere da rendere conto.

Cerco sempre di dire la verità, anche se è solo per me stesso a volte perché in quel caso non ho abbastanza potere e privilegio per parlarne senza essere punito ingiustamente. Ma se è nel più alto interesse prendere punizioni ingiuste, allora lo scelgo.

Scelgo la vita, ogni volta, senza esitazione, e voglio guarire qualsiasi blocco in me o fuori di me che sia resistente a trasformare ogni atomo del mio essere verso la vita e la guarigione.

Certo che mi manca molto, ma spero di continuare a notare quando fallisco e correggo il corso ogni volta che è necessario, perché ottenere questo diritto è molto più importante per me che sentirmi giusto. Voglio questo più di quanto voglio la storia di aver già questo. Voglio cambiare il mondo più di quanto voglio la storia di cambiare il mondo.

Fondamentalmente, voglio questo più di quanto io voglia “me”, più di quanto voglio la personalità che io considero come “me”. Intere parti della mia identità sono dovute morire per trasformarsi in qualcosa di più sano e più agile, e ci saranno molte altre parti di me che devono morire in futuro, e ne sono felice. Lo accolgo con un profondo respiro di trepidazione perché non è facile, e nel momento prima di lasciarmi andare mi sembra di morire davvero, ma so che deve succedere, e più lo faccio, più positivamente mi rinforzo per ottenere come la mia riluttanza viene annullata con curiosità su ciò che si manifesterà nello spazio che ho creato. E so che in ogni caso è meglio dell’alternativa, che è una morte lenta e reale attraverso la stagnazione.

Oltre l’adesivo del paraurti, sono abbastanza sicuro che Mahatma abbia avuto qualcosa di davvero enorme. Sono abbastanza sicuro che questo è il modo in cui lo aggiustiamo. Ricorda quell’altra castagna trita, La preghiera della serenità. “Dio, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso, e la saggezza di conoscere la differenza”, un altro detto che ha eroso nella superficialità ma contiene una profonda saggezza se la prendi come la tua chiamata. Se tutti noi abbiamo preso individualmente la responsabilità sincera per l’unica cosa che possiamo realmente cambiare – noi stessi – allora gli effetti a catena non sono quantificabili.

E, inevitabilmente, cambiamo il mondo.

Fonte: https://www.wakingtimes.com/

 

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L’anima individuale è un sogno deterministico, di cui non ha controllo.

 

 Foto di dominio pubblico

Gli Umani sono fatti di particelle provenienti da lontane galassie – siamo visitatori Extragalattici della Via Lattea

Magari non ci pensiamo spesso, ma condividiamo una relazione molto speciale con lo spazio…

Molti anni fa, il famoso astronomo e cosmologo Carl Sagan (1934-1996) disse che siamo fatti di polvere da stelle

Oggi sappiamo che è vero. Gli astronomi hanno scoperto che gli umani sono fatti di particelle che provengono da galassie lontane.

Ciò significa che siamo i visitatori extragalattici di quella che pensiamo sia la nostra galassia, la Via Lattea.  

“L’azoto nel nostro DNA, il calcio nei nostri denti, il ferro nel nostro sangue e il carbonio nelle nostre torte di mele, sono state creati all’interno di stelle collassanti.
Siamo fatti di stelle”, disse Carl Sagan.

E’ da molto tempo che gli astronomi sono consapevoli che gli elementi sono stati forgiati nelle stelle che si spostavano da una galassia all’altra, ma trovare il nostro posto nell’universo non è stato facile.

Mentre stavano eseguendo delle simulazioni al computer, gli astrofisici della Northwestern University di Evanston, Illinois – scoprirono che più della metà della materia nella Via Lattea veniva trasportata attraverso i venti intergalattici.

Di conseguenza, ognuno di noi, in parte è fatto di materia extragalattica.

“Dato che una buona quantità di materia di cui siamo formati potrebbe provenire da altre galassie, potremmo considerarci dei viaggiatori spaziali o extragalattici.

È probabile che gran parte della materia della Via Lattea si trovasse in altre galassie, prima di essere espulsa da un vento potente, viaggiare attraverso lo spazio intergalattico e alla fine trovare la sua nuova casa nella Via Lattea”, disse Daniel Anglés-Alcázar, del dipartimento di astrofisica della Northwestern University.

Secondo Daniel Anglés-Alcázar, la metà degli atomi intorno a noi, incluso quelli nel sistema solare, nella Terra e in ognuno di noi, non proviene dalla nostra galassia ma da altre galassie distanti fino a un milione di anni luce.

Anche se nella ricerca volta a determinare il ruolo degli umani sul pianeta Terra, si guarda maggiormente ai libri di storia e alle scoperte archeologiche, ci sono alcuni che guardano le stelle e cercano nel Cosmo le risposte sull’umanità…

 

 

Ad esempio, il dottor Ellis Silver, rinomato ambientalista ed ecologista, ha avanzato una teoria controversa in cui insinua che gli umani si siano evoluti da qualche altra parte nella galassia; per cui siamo degli alieni che vivono su questo pianeta.

Come menzionato in un nostro precedente articolo, le argomentazioni di Silver si basano principalmente sulla nostra fisiologia che lui considera sorprendentemente inadatta e mal equipaggiata per l’ambiente terrestre.

Silver pensa che l’umanità possa essersi evoluta su un altro pianeta e che poi sia stata portata qui come una specie altamente sviluppata.

Inutile dire che la controversa teoria di Silver ha fatto nascere molti dibattiti.

Ora che sappiamo che siamo fatti di stelle, e che le particelle del nostro corpo provengono da galassie lontane, possiamo guardare il cielo riflettendo di più sul nostro ruolo nell’Universo; tuttavia, non abbiamo ancora risolto il mistero del nostro DNA codificato e neppure conosciamo l’identità del “programmatore“…

di Cynthia MacKanzie
dal Sito Web MessageToEagle 
traduzione di Claudiordali  
 

 

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Dio gioca a dadi? Il nostro inconscio decide cosa fare prima che lo sappiamo?

Una delle grandi domande nella storia dell’umanità è quella che riguarda la libertà o il determinismo dell’esistenza umana e dell’universo. Ci sono diversi modi per capire questa domanda. Si suggerisce che l’intero universo è concatenato dalla causalità al punto che se in un dato momento del tempo conoscessimo le posizioni e le velocità di tutte le particelle nell’universo, potremmo calcolare il loro comportamento in qualsiasi altro momento nel tempo. Ciò ha causato a Laplace di dire a Napoleone che non ha visto la figura di Dio in nessun punto del suo sistema: “Non ho bisogno di questa ipotesi”. Una volta che l’universo fu messo in moto, o nelle parole di Stephen Hawking, una volta che il fuoco era stato soffiato alle equazioni, la partecipazione di Dio non era necessaria. L’universo funzionava da solo, come un perfetto orologio svizzero. Da qui la famosa frase di Einstein, “Dio non gioca a dadi”, l’universo è razionale ed è governato da leggi esatte che rendono possibili le previsioni e in definitiva determinano i nostri destini individuali.  
 
Einstein trovò una certa calma nella visione deterministica dell’universo e in uno dei suoi scritti cita Schopenhauer: “Un uomo può fare quello che vuole ma non può volere ciò che vuole”, una frase piuttosto enigmatica che servì Einstein come consolazione, perché secondo lui, lo faceva rilassare e prendere le cose con umorismo, perché alla fine non era responsabile della sua vita, c’era una “volontà”, cieca ma perfettamente intelligente, (la natura stessa, il “Dio di Spinoza”) spostando il cosmo legittimamente. Schopenhauer in The World as Will and Representation ha scritto: “Nessun uomo può fare diversamente come ha fatto e nessuna verità è più certa di questo, che tutto ciò che accade, sia piccolo che grande, necessariamente avviene completamente.” Lo stato delle cose è determinato da ciò che è appena accaduto, dice Schopenhauer, così che tutti gli eventi, dopo tutto, erano già determinati dal primo evento nella catena causale. Perché quel primo stato di cose, arbitrariamente stipulato, avrebbe irrevocabilmente determinato e fissato nella sua origine lo stato che lo ha successo, sia nell’insieme sia nei più piccoli dettagli, questo secondo farebbe lo stesso con il prossimo e così via, per secoli a venire … “Se vuoi mantenere un universo completamente causale, senza il possibile intervento di una divinità o di un’intelligenza trascendente, in un certo modo devi abbandonare l’idea di libertà.  
 
Un’altra lettera per la visione deterministica della realtà viene mischiata dagli esperimenti di Benjamin Libet. Nel suo famoso studio del 1983, Libet ha chiesto a diversi volontari di premere un pulsante nel momento desiderato, osservando un orologio speciale che permetteva loro di osservare il tempo con grande precisione. Comunemente le persone pensavano che stavano decidendo di premere il pulsante 200 millisecondi prima che le loro mani si muovessero – tuttavia, gli elettrodi hanno rivelato che l’attività nel cervello che controlla il movimento si verifica 350 millisecondi prima che venga presa una decisione, che Suggerisce che la nostra mente inconscia è responsabile e “decide” quando premere il pulsante. Alcune persone hanno visto questo esperimento come la prova che non siamo liberi, c’è una determinazione elettromagnetica nei nostri atti di cui non siamo a conoscenza. Il libero arbitrio sarebbe un’illusione post-hoc generata dal cervello.  
 
Lo stesso Libet credeva nell’esistenza di una forma di libero arbitrio. “Il processo di volatilità inizia nel cervello inconsciamente”, scrive, “ma la funzione cosciente potrebbe ancora controllare il risultato, può porre il veto all’atto”. Qui potremmo avere una regressione infinita, perché potremmo dire che anche il veto è iniziato inconsciamente. Ma l’idea di Liber è più sottile, sarebbe un’interazione tra le iniziative deterministiche che sorgono nel cervello e la libera possibilità di eseguirle o di porre il veto su di loro.  
 
Il ruolo della coscienza libera sarebbe, quindi, non iniziare un atto volontario, ma controllare se l’atto si verifica o meno. Possiamo quindi vedere iniziative inconsce per atti volontari come “ribollire nel cervello”. La coscienza volitiva seleziona quindi quale di queste iniziative avanza verso l’atto e che veto e abortisce, senza che l’atto accada.  
 
Libet ha notato che questa intima combinazione di bisogno e libertà, senza cancellarsi l’un l’altro, si adatta alla comprensione della libertà del teismo. L’individuo è soggetto a impulsi che nascono senza essere in grado di controllarli, per esempio, i cosiddetti impulsi della “carne”, ma ha la facoltà di non perseguirli, una capacità che si sviluppa come parte della coltivazione della moralità. Ciò coincide con la nozione che il mondo sia stato creato liberamente da una divinità e che l’uomo sia libero, essendo l’immagine della divinità, ma d’altra parte non è un sovrano completo del mondo, perché il suo essere è stato dato a lui e le leggi del mondo in cui esistono sono state stabilite indipendentemente dalla loro volontà. Non è una questione di pura libertà incondizionata, come vorrebbero alcuni idealisti tedeschi, ma di una libertà che si esercita all’interno di un quadro prestabilito. Un esempio utile potrebbe essere un gioco, ci sono alcune regole che il giocatore deve seguire, alcune che sono addirittura impossibili da violare, ma all’interno di quel quadro ha la capacità di eseguire determinati atti liberamente  
 
Un’altra critica che è stata fatta ai deterministi che interpretano l’esperimento di Libet come la prova che il libero arbitrio non esiste è molto semplice. Questa conclusione dipende dalla premessa che sappiamo cos’è la coscienza e quindi possiamo dire, alla luce dell’esperimento, che le nostre decisioni sono inconsce. Ma la verità è che la scienza non ha una definizione soddisfacente di coscienza. Non sappiamo cosa sia la coscienza, il cosiddetto duro problema della scienza. Sebbene sia fuori controllo, non si può escludere che gli stessi strumenti di misurazione abbiano una qualche forma di coscienza, secondo la nozione di panpsichismo, o che siano influenzati dalla coscienza della persona esperta.
 
“Come possiamo stabilire che questi eventi accadono millisecondi prima delle loro controparti coscienti se non sappiamo in cosa consista questa controparte conscia? Come possiamo quindi tradurre quegli eventi neuronali in termini di coscienza?”, Commenta Roberto Calasso in Incompatible News. In altre parole, l’esperimento parte dal presupposto che la coscienza è un evento che si traduce in segnali elettrici che possono essere misurati e solo quello. Qualcosa che non è stato dimostrato molto meno.
 
In contraddizione con l’idea di Einstein. Stephen Hawing ha detto che Dio gioca a dadi. Hawking sottolinea che, nel caso del principio di indeterminazione, almeno era ancora possibile prevedere una combinazione di posizione e velocità (un calcolo di probabilità). Ma con ciò che è stato scoperto intorno alla fisica dei buchi neri, anche questo scompare. Una teoria suggerisce che l’informazione di una particella che cade in un buco nero può essere persa – e quindi non siamo in grado di calcolare la posizione o la velocità di un’altra particella con cui è intrecciata – che rovina la nozione di universo prevedibile e deterministico. Secondo Hawking: “Einstein aveva doppiamente sbagliato … Non solo Dio gioca a dadi, ma a volte ci confonde gettandoli dove non possiamo vederli”. A sua difesa, va detto che Einstein era consapevole di questi problemi e credeva che l’apparente casualità dell’universo fosse solo un comportamento statistico non fondamentale per le leggi dell’universo e che avrebbe dovuto essere spiegato in futuro con una teoria delle variabili nascoste (il fisico David Bohm ha postulato un’interessante alternativa che, tuttavia, non è stata accettata dalla comunità scientifica).
 
Una famosa interpretazione della meccanica quantistica suggerisce che ciò che realmente esiste non sono particelle con una determinata posizione e velocità, ma piuttosto ondate di probabilità dalle quali si originano casualmente – o da un processo misterioso – o dalla realtà che sperimentiamo. Finché non viene fatta un’osservazione, tutti gli stati si sovrappongono. Ancora più radicale, la “teoria dei multiversi” suggerisce che con ogni decisione o misura viene creato un universo parallelo. 
 
Una soluzione interessante a questo problema è postulata dal Vedanta. Il mondo è governato dal karma, equivalente alla causalità, con l’aggiunta dell’intenzione mentale. Ogni evento che viviamo è il risultato dei nostri atti precedenti, ai quali siamo soggetti da un tempo immemorabile. Ma il mondo stesso è un’illusione. L’individuo non è chi pensa di essere. Vive avvolto nella maya, l’illusione di essere un’anima individuale in un corpo. In realtà non è il karma o la causalità che lo lega, ma la sua ignoranza. Una volta che si risveglia alla conoscenza della sua vera natura, il sogno della causalità viene annullato. Questo risveglio è codificato nel riconoscimento della frase della Upanishad: Tat tvam asi, tu sei quello. Vale a dire, l’essere che pensa che esista in un corpo nella realtà è tutto, nulla esiste al di fuori di esso. Il mondo è un sogno. Dal punto di vista dell’anima individuale è un sogno deterministico, di cui non ha controllo. Dal punto di vista dell’Atman, il mondo è il suo sogno, e il momento in cui riconosce questo si risveglia.

 

In una seconda parte di questo articolo, che dovrebbe rimanere incompiuta proprio a causa della complessità del problema, considereremo la nozione indù del tempo come un “lancio di dadi”.

Fonte: https://pijamasurf.com/

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L’intuizione è la più alta forma di intelligenza, secondo lo psicologo
Di Mayukh Saha / Teoria della verità
 

Secondo Gerd Gigerenzer, che lavora presso l’Istituto Max Planck per lo sviluppo umano, la vera intuizione sta avendo l’istinto necessario per capire su quali conoscenze dobbiamo concentrarci e su cosa possiamo permetterci di dimenticare.

Nel suo lavoro “Gut Feelings: The Intelligence of the Unconscious”, Gerd spiega come l’intuizione e la razionalità possano andare di pari passo usando se stesso come esempio. Mentre è immerso nella sua ricerca, spesso ha una sensazione che di solito porta avanti perché sa solo che gli darà la risposta. Ma controlla anche due volte usando formule scientifiche per capire le ragioni dietro le sue intuizioni. Ma quando si tratta di questioni personali, si dedica esclusivamente a ciò che la sua intuizione gli dice.

Allora, dove sta l’intuizione? Non è stato formalmente riconosciuto come intelligenza. Cosa significa questo per una persona che ha un’intuizione più acuta?

L’intuizione è una forma di intelligenza, ma ha bisogno di andare insieme ad altri fatti. Chi possiede già la curiosità intellettuale e è disposto a lavorare sodo per imparare di più è sicuramente intelligente. Non puoi semplicemente sederti e aspettare che la conoscenza ti colpisca. È necessario guidare l’esplorazione di un argomento e esaminarne tutti gli aspetti. Quando la tua intuizione ti dà una sensazione allora, quella è sicuramente una forma di intelligenza e molto importante per quello.

Un modo per capire l’intuizione è guardarla come se avesse una comprensione dell’intelligenza collettiva. Se guardiamo al modo in cui il world wide web viene messo insieme, l’organizzazione dei siti dipende dall’intuizione, in modo che gli utenti siano in grado di comprendere meglio il loro funzionamento e possano facilmente orientarsi. Ci sono voluti anni per sviluppare questo concetto di rimozione di informazioni non necessarie per essere compreso. Internet era un tempo abbastanza caotico prima.

Secondo Theo Humphries, affinché un progetto sia vero basato sull’intuizione, deve essere capace di essere compreso anche quando non ci sono tutorial. Gli utenti devono essere in grado di capirlo perché deve far parte dell’intelligenza collettiva che tutti condividiamo.

Quando l’intuizione e la disciplina vanno di pari passo, si ottengono risultati straordinari. Le basi di ogni argomento devono essere apprese, la logica deve essere ricercata e la tua intelligenza deve essere esercitata affinché la tua intuizione sia veramente potente. Più studi, più intensa sarà la tua intuizione. Non puoi semplicemente oziarti in giro e poi essere offeso quando gli altri non si fidano del tuo istinto, perché sono solo un colpo nell’oscurità.

Molti di noi avrebbero sentito parlare della teoria di Einstein sull’intuizione. Credeva che l’intuizione fosse un dono e la razionalità un servitore. La società tende a lodare il servo ma dimentica che il dono esiste. Ci sono momenti in cui la tua razionalità ti può condurre lungo la strada sbagliata, quindi avrai bisogno della tua intuizione per riportarti in carreggiata. Se senti che qualcosa non va, è la tua mente intuitiva che ti avverte che devi pensare in un modo diverso.

Coloro che sono intelligenti prestano attenzione a questi avvertimenti. I migliori tra noi usano questo istinto per correre grandi rischi e sono quelli che hanno veramente successo. Disciplinare il tuo intuito è la chiave.

Credito immagine: 123RF

 

Meditazione & Consapevolezza

La meditazione non è il paradiso di pace e tranquillità che alcuni promettono. 

Negli ultimi anni, la meditazione ha guadagnato terreno nella cultura occidentale, in una certa misura perché è stata presentata come una sorta di “antidoto” ad alcuni degli effetti più dannosi dello stile di vita prevalente nelle nostre società.

La fretta in cui viviamo, il desiderio di avere tutto sotto controllo, l’ossessione di essere sempre impegnati sono alcune delle situazioni proprie del nostro modo di vivere in Occidente che conducono a stati come irrequietezza, rabbia o ansia. Di fronte a tutto ciò, la meditazione è stata offerta come una sorta di rifugio di pace e tranquillità, un metodo che, si dice, ci permette di rimanere calmi anche nel mezzo della tempesta delle nostre vite.

Ma è reale o è solo un modo piacevole per presentare la pratica della meditazione? La meditazione porta necessariamente o automaticamente a stati mentali o benessere pacifici?

Secondo i risultati di uno studio recentemente pubblicato, almeno 2,5 persone su 10 che meditano regolarmente affermano che questa attività ha causato emozioni come angoscia o paura.

La ricerca è stata condotta da un team guidato da Marco Schlosser, uno psichiatra collegato all’University College di Londra e, in termini generali, consisteva nel sondaggio di 1232 persone che affermavano di aver meditato almeno una volta alla settimana negli ultimi due mesi. Oltre alle domande sugli stati emotivi, il questionario distribuito tra i volontari includeva anche domande sul tipo di meditazione praticata e sulle condizioni per eseguirlo.

Durante l’analisi dei risultati, Schlosser ei suoi colleghi hanno scoperto che circa il 25% di detta popolazione aveva “esperienze spiacevoli” che si riferivano specificamente alla meditazione, tra cui quella di provare emozioni come angoscia, paura e altre associate a disturbi psicologici.

Secondo lo studio, questa esperienza negativa con la meditazione era ancora più probabile nelle donne, persone religiose, persone che, prima di meditare, avevano pensieri negativi ricorrenti e persone che avevano frequentato un ritiro il cui unico scopo era quello di meditare.

Infine, i risultati suggeriscono un’altra associazione tra il tipo di pratica praticata e questa esperienza negativa. Sembra che le forme di meditazione considerate “decostruttiviste” (come la meditazione Zen o Vipassanā) siano più inclini a “risvegliare” il lato oscuro di una persona, rispetto ad altre forme di pratica come la consapevolezza.

Su quest’ultimo punto, Schlosser nota che la meditazione in cui invita a considerare l’impermanenza di tutte le cose (la sua transitorietà, la transitorietà del mondo) può condurre alcune persone a uno stato mentale disturbante, dominato da pensieri di paura e annientamento. A questo proposito, il ricercatore chiede se la meditazione è davvero su questo o se è in grado di generare sofferenza inutile nel professionista.

Tuttavia, varrebbe la pena di porre questa domanda: quei pensieri “negativi” che i volontari hanno detto di aver provato, erano una conseguenza della meditazione o erano già lì prima? E in questo senso, di fronte a ciò che è dentro di noi, a quelli che ci costituiscono come persone ed è espresso quotidianamente nelle nostre azioni e nelle nostre decisioni, cosa è meglio, sapendolo o ignorandolo?

Va detto, infine, che ci sono molti sistemi di pensiero che parlano di “morire prima di morire” per rinascere in questa stessa vita. Questa è una considerazione in cui le stesse scuole filosofiche come le religioni o le correnti spirituali coincidono. Forse l’angoscia non è piacevole, ma è necessaria. La paura che in Occidente di solito dobbiamo morire (che evitiamo a tutti i costi, con distrazioni di ogni genere) ci impedisce di renderci conto che spesso l’angoscia che ci sveglia è il fuoco che lo spirito ha bisogno per purificare la sua visione e guardare con chiarezza il valore autentico della vita.

Il decadimento della verità

 

Due modi in cui il nostro mondo ricorda “1984” 

di: Jon Miltimore 

Erano passati almeno 25 anni da quando lessi “1984” oggi è stata un’esperienza molto diversa.

Quando ho preso il libro 1984 con me in vacanza di recente, non mi aspettavo di leggerlo. A differenza degli altri due libri con me, 12 Rules for Life di Jordan Peterson e The Rational Optimist di Matt Ridley, avevo già letto il classico lavoro di Orwell. O almeno, me lo ricordavo?

Erano passati almeno 25 anni. La maggior parte di ciò che ricordavo sembrava essere frammenti di citazioni e cliché che il mio cervello aveva assorbito dagli articoli di internet e dalla cultura pop. A dire il vero, ero sempre stato più parziale nei confronti di Brave New World. Forse perché la distopia di Huxley era sempre sembrata più leggera e meno malvagia. Meno grintosa.

Orwell era preveggente per osservare come funzionassero gli stati di sorveglianza totalitaria.

Non sono sicuro di quale libro preferisco ora, ma dirò che leggere 1984 oggi è stata un’esperienza molto diversa. Per una mente da adolescente, 1984 è fondamentalmente una profezia allegorica del moderno stato di polizia. Il Grande Fratello sta guardando. Telecamere sono ovunque. I bambini spiano i loro genitori e li denunciano alla polizia per i loro pensieri.

Non intendo sminuire questi temi. Orwell, un socialista di una volta che si è inacidito sulla sua ideologia una volta che l’ha guardata bene, è stato preveggente osservare come funzionerebbero gli stati di sorveglianza totalitaria. (Ricordo che 1984 fu pubblicato due anni prima che la Stasi si formasse).

Filosofia di Orwell

Ciò che mi ha impressionato leggendo il 1984 di oggi è stata la comprensione di Orwell della filosofia che sta dietro il Grande Fratello o, piuttosto, la sua mancanza di filosofia (oltre al nichilismo). La verità, vediamo, non esiste in Oceania, lo stato-nazione totalitario che serve come ambientazione del 1984.

L’assenza di verità è mostrata in vari momenti in vari modi, ma è più famosa quando Winston Smith, il protagonista del libro, riflette che è solo una questione di tempo prima che il Partito insista sul fatto che due più due ne facciano cinque.

“Era inevitabile che prima o poi avrebbero dovuto presentare la richiesta: la logica della loro posizione lo richiedeva”, ci dice Smith. “Non solo la validità dell’esperienza, ma l’esistenza stessa della realtà esterna è stata tacitamente negata dalla loro filosofia. L’eresia delle eresie era di buon senso.”

“La libertà è la libertà di affermare che due più due fa quattro”, ci dice Winston Smith.

“Se questo è concesso, tutto il resto segue”.

Non è solo che il Grande Fratello è ostile alla verità, alla logica o ai fatti (anche se lo è). È quella verità, logica e fatti che in certi momenti inevitabilmente entrano in conflitto con il suo unico obiettivo: il controllo.

Questo ci porta ad una seconda osservazione sull’Oceania. È una terra ricca di politica. È alimentato forzatamente dalle persone. Lo consumano, che lo desiderino o meno. Viene pompato fuori dalle telescreen giorno e notte. Viene da bambini e vicini indottrinati. Alcune persone che recitano i cliché del Partito ci credono, altri no. Ma non si può sfuggire ai dogmi del Partito.

In nessun punto del romanzo questo è dimostrato più accuratamente di quando Winston Smith rivela che anche il sesso era inquinato dalla politica. Ecco come descrisse il suo primo atto d’amore con Julia, la donna che diventa la sua amante:

Ai vecchi tempi, pensò, un uomo guardò il corpo di una ragazza e vide che era desiderabile, e quella fu la fine della storia. Ma al giorno d’oggi non puoi avere puro amore o pura lussuria. Nessuna emozione era pura, perché tutto era mescolato con la paura e l’odio. Il loro abbraccio era stato una battaglia, il culmine di una vittoria.

E’ stato un duro colpo contro il Partito. Era un atto politico.

Decadenza della verità

Nel 1984 vediamo un mondo in cui la politica ha consumato le azioni più intime della vita. Non paragonerei gli Stati Uniti al 1984. Ma io credo che esistano paralleli.

La politica, pochi oggi negherebbero, saturerebbe la maggior parte degli aspetti della nostra vita. È nei nostri sistemi scolastici e nelle nostre scuole. Partite di calcio, film di successo e chiese americane. Non è sempre stato così, e lo sviluppo non è sano.

E poi c’è la questione della verità. L’anno scorso la Rand Corporation ha pubblicato un rapporto. In sostanza, ha affermato che la nostra civiltà soffre di una strana condizione: il decadimento della verità.

Il decadimento della verità è definito come un insieme di quattro tendenze correlate: crescente disaccordo sui fatti e interpretazioni analitiche di fatti e dati; una sfocatura della linea tra opinione e fatto; un aumento del volume relativo e un’influenza risultante, di opinione e di esperienza personale sui fatti; e il declino della fiducia in fonti di informazione fattuale precedentemente rispettate.

Il decadimento della verità potrebbe aiutare a spiegare perché molte persone, anche quelle intelligenti e sensate, sembrano sentirsi come Alice dopo essere caduta nella tana del coniglio.

“Viviamo in un’epoca in cui la sanità mentale è controversa e la pazzia è solo un altro punto di vista”, ha affermato l’economista Thomas Sowell.

Pochi americani oggi negherebbero, credo, che la verità sia sotto attacco. È una delle poche idee su cui sinistra e destra possono essere d’accordo. Il disaccordo sorge su chi sono i più grandi trasgressori della verità.

Questa non è una cosa da poco. Come ha recentemente osservato il presidente della FEE Lawrence Reed, la verità e la libertà sono inseparabili.

“La prima vittima sul pendio scivoloso verso la tirannia è la verità”, ha scritto Reed. “Se desideri vivere in libertà, devi prima impegnarti per la verità in tutte le cose.”

Libertà di parola

Il nostro futuro non deve essere così cupo come quello del 1984. Il primo passo per assicurarsi che non lo sia è reclamare il caro principio della libertà di parola, e non strettamente in senso giuridico. Piuttosto, dobbiamo ricordare che la libera espressione delle idee è essenziale e inseparabile dalla ricerca della verità.

Il grande scrittore americano Walter Lippmann spiegò una volta perché la libertà di discussione è essenziale non solo per la libertà, ma per la verità stessa.

“… se davvero desideriamo capire perché la libertà è necessaria in una società civile, dobbiamo cominciare realizzando che, poiché la libertà di discussione migliora le nostre opinioni, le libertà degli altri uomini sono la nostra necessità vitale”, ha scritto Lippman, uno degli editori fondatori di The New Republic. “Questo è il principio creativo della libertà di parola, non che sia un sistema per tollerare l’errore, ma che sia un sistema per trovare la verità”.

La verità non prevarrà in un mondo che impedisce il conflitto di idee sopprimendo la parola.

Se la nostra età sta soffrendo una crisi di verità, forse è perché non stimiamo la verità abbastanza. La nostra società sembra più interessata a sopprimere e nascondersi dalle idee piuttosto che a lottare con loro, che è ciò che richiede una seria ricerca della verità.

Thomas Jefferson scrisse una volta che la verità “non ha nulla da temere” nei conflitti. Ma la verità non prevarrà in un mondo che impedisce il conflitto di idee sopprimendo la parola.

“La libertà è la libertà di affermare che due più due fa quattro”, ci dice Winston Smith. “Se questo è concesso, tutto il resto segue”.

Quando ho letto questa frase, 25 anni fa, non capivo cosa stesse dicendo Orwell. Ora la capisco.

Fonte: https://fee.org/articles/two-ways-our-world-resembles-1984/

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Tic-Tac il battito della Vita e della Morte

Tic-Tac il battito della Vita e della Morte

di Elva Thompson dal sito Web di HeartStarBooks versione spagnola  

Il Costante Moviment

Una delle più preziose comprensioni che mi è stata insegnata in questa vita … è che nulla è costante.

Tutto è in movimento dal più piccolo atomo alla cima più alta della montagna – tutta la materia fisica vibra con l’interruttore on-off della creazione e della distruzione – il dentro e il fuori chiamato vita.

Immagina come sarebbe se potessimo vedere il pianeta da una prospettiva energetica e vedere le trilioni di pixilazioni pulsanti – l’energia pulsante vibrante di tutte le cose viventi nella danza della vita e della morte – e i lampi dei pensieri umani mentre avanti e indietro … nel mondo invisibile che crea la nostra realtà fisica.

  

L’orologio della vita e della morte fa Tic-Tac

Il ticchettio della vita e della morte è fondamentale in ogni livello della vita in questa dimensione … niente vita fisica per sempre … solo la forza primaria che tiene tutto insieme è infinita, eterna e non può essere distrutta.

L’interruttore di accensione e spegnimento della Dualità, è in costante oscillazione tra le polarità del felice e del triste.

Tutto può essere buono nelle nostre vite e poi improvvisamente, ci troviamo inaspettatamente di fronte a tragedia e perdita. In un attimo tutto cambia … non si torna indietro.

Le nostre vite sono capovolte a tutti i livelli e ci troviamo di fronte a un trauma emotivo:

negazione, shock, incredulità, rabbia, solitudine e dolore.

Molte persone non si riprendono dai colpi della vita e rimangono bloccati nella depressione e nella disperazione.

Il perché – le domande sono per sempre con noi. E cosa abbiamo per conforto in questi momenti?

Che il dio di qualsiasi cosa, sa cosa è meglio per noi – solo il bene si chiama – e Dio ha le sue ragioni …

  • E’ questo il miglior uomo che può fare di fronte al disastro?
  • E se la tragedia non avesse niente a che fare con una figura di fantasia chiamata dio … e il giudizio di Dio è una schifezza totale?

Una trama inventata per controllarci e per tenerci nell’ombra del mondo infestato dall’ignoranza e dalla brutalità …  

Cosa succede se 

Cosa succede se … quello che ci succede nella vita è il risultato del nostro stesso pensiero.

E se inconsapevolmente risuonassimo la nostra programmazione difettosa, ereditiamo il pregiudizio e l’odio nello specchio cosmico insieme a disprezzo, risentimento, invidia, gelosia e semplicemente non bontà … tutte le bombe a tempo elettromagnetico che tornano a perseguitarci in questa vita e forse anche nel prossimo – Matrix non ha fretta.

Forse è il momento di monitorare il nostro modo di pensare … e di porre la domanda: chi sta parlando  

I pensieri sono i Semi e la tua mente è il giardino

I nostri pensieri sono vivi – sono cariche energetiche – nutrimento o velenoso non ha importanza per Matrix.

I semi di qualunque intenzione vengono piantati nel nostro giardino mentale elettromagnetico – la “parte invisibile della nostra realtà” … e danno frutti in base alla loro risonanza.

Molte persone sagge hanno dichiarato attraverso i secoli che ciò che semini – raccogli.

Questa è la Legge Cosmica del Ritorno – di Causazione ed Effetto … ciò che emetti fisicamente, mentalmente e spiritualmente torna indietro attraverso lo specchio.

La sfortuna è una forma-pensiero della nostra creazione – non esiste il caso – e la fortuna della donna favorisce chiunque abbia una forte concentrazione e intenzione.

‘Il caso è solo un nome per la legge non riconosciuta’.

fonte

Molti di noi sono così pesantemente condizionati da non rendersi conto che i nostri pensieri creano la nostra realtà, quindi continuiamo con lo stesso comportamento – con gli stessi schemi mentali che hanno portato fallimento, perdita, dramma e conflitto nelle nostre vite.

E quando la vita ci colpisce ancora e ancora, incolpiamo le circostanze o altre persone per le nostre disgrazie, ma non guardiamo mai a noi stessi … vero?

Invece accumuliamo il debito energetico …   

Il debito elettromagnetico

Il debito energetico è reale tanto quanto il debito fisico, e con le divisioni ingegnerizzate nella società quasi tutti sul pianeta moriranno con un bilancio negativo – le fitte di colpa e coscienza irrisolte che non sono state messe a riposo.

L’ufficio elettromagnetico di “affari incompiuti” ci segue nella morte … e il debito diventa dovuto nella nostra prossima incarnazione.

Il sistema di debito elettronico tra anime continua a ripetersi finché non smettiamo di creare una carica negativa sul bilancio … perdonare e porgere l’altra guancia … che in questa dimensione sacrificale è quasi impossibile.

Questo è il significato della frase:

incatenato alla ruota della rinascita – round and round gira l’allegro umano,

… e in ogni round veniamo manipolati, costretti a infrangere le Leggi della Vita e paghiamo per essa con miseria … e il collegamento delle nostre anime al prossimo round ….

Il concetto di Legge del Ritorno o Karma è riassunto in modo bello nel poema chiamato “The Cup” di Swami Vivekanander  

La coppa  

“Questa è la coppa, la coppa assegnata sin dall’inizio.

Conosco mio figlio, quanta parte di questa bevanda scura è la tua infusione – di colpa e passione molto tempo fa – negli anni profondi di ieri, lo so.

Questa è la tua strada, una strada dolorosa e drear. Ho fatto le pietre che non ti danno mai riposo; Metto il tuo amico in modi piacevoli e chiaro e lui, come te, verrà al mio petto, ma tu, figlio mio, devi viaggiare qui.

Questo è il tuo compito, non ha né gioia né grazia, ma non può essere battuto da nessuna altra mano. Ti chiedo di chiudere gli occhi e vedere la mia faccia. “

 “Ogni causa ha il suo effetto; 

ogni effetto ha le sue cause; 

tutto accade secondo la legge; 

Il caso è solo un nome per la Legge non riconosciuta; 

ci sono molti piani di causalità, 

ma nulla sfugge alla Legge. “

Il Kybalion  

La scienza perduta della metafisica

Un tempo le sette leggi spirituali che governano questo costrutto tridimensionale erano conoscenze comuni – ma con la distruzione della nostra storia orale tribale e del linguaggio sonoro – il divieto del nostro linguaggio e stile di vita cerimoniale – abbiamo perso le sacre informazioni delle Ere – ha perso le istruzioni originali che ci sono state fornite da Source Creator.

Purtroppo, in questa età così veloce di tutto ci sono pochi sciamani che ci hanno lasciato da insegnarci su realtà elementali, altri stati dell’essere … e la capacità di vedere eventi futuri e passati.

La conoscenza dei mondi nascosti ci è stata rubata – accumulata nelle scuole misteriose e nelle congreghe dell’élite. Le religioni accuratamente realizzate hanno usurpato la nostra realtà spirituale … e l’hanno sostituita con una menzogna per la quale gli uomini sicuramente moriranno.

Ma, la Metafisica – la prima Scienza della Causalità e degli Effetti – non si trova da nessuna parte nel curriculum dello status quo e, di conseguenza, siamo stati accecati dalla nostra connessione spirituale con il Tutto.   

Tesla disse che se vogliamo scoprire i segreti della vita dobbiamo pensare in termini di energia, frequenza e vibrazione.

Vedere noi stessi come forme d’onda che vibrano in un mare di energia elettromagnetica e connesso alle forme d’onda della Vita Unica è molto difficile da fare per la maggior parte di noi … perché nel nostro stato “civilizzato”, il lato energetico della nostra natura è alieno per noi … ne sappiamo molto poco … e lo temiamo perché è sconosciuto.

Ma lo sciamano sapeva che tutta la vita era connessa nei cinque poteri in movimento.

Conosceva le direzioni, le geometrie, i suoni, i colori e i profumi dei mondi spirituali della terra, dell’acqua, del fuoco e dell’aria.

Era libero di viaggiare oltre questo mondo di limiti … e poiché era parte del Tutto, poteva modellare il cambiamento in qualsiasi forma lui / lei desiderava.

… ma la coscienza sconnessa della mente dell’alveare prende in giro cose che non riescono a capire e la chiamano falso e superstizione …   

La disconnessione

Siamo come una specie staccata dal nostro campo sorgente – la nostra ghiandola pineale e i chakra della corona sono disattivati ​​- l’osso atlante C1 è sublussato.

Lentamente ma sicuramente siamo geneticamente modificati attraverso nanoparticelle, OGM e Dio sa ‘cos’altro‘ in un villaggio spiritualmente morto … un bruto meccanizzato.

Qualunque cosa sia a capo di questo piano sta cercando di portarci da qualche parte … e io non voglio andare … quindi … è il momento di diventare lo spettatore invece del visto … e accadere alle cose invece che alle cose che ci stanno succedendo ….

È tempo di affrontare il lato oscuro delle nostre vite … rispolverare le forme di pensiero del passato abbandonate – cercare di rimediare a torti sbagliati e riparare ponti mentre nella vita … perché nessuno può promettere domani.

L’uomo può solo leggere il futuro 

attraverso le cause che portano agli effetti. 

Cerca te stesso nella causa 

e sicuramente troverai gli effetti.

Thoth l’Atlantideo

Fonte:   https://www.bibliotecapleyades.net/

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