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Topi – Pipistrelli – Serpenti

   

Dopo la suina: pecorina per tutti…  

di Marcello Pamio 

Il 25 gennaio 2020, esattamente con la Luna Nuova, ci sarà il capodanno cinese, detto anche Festa di Primavera. Senza ombra di dubbio è la festa tradizionale più importante della Cina. 

Una miliardata di persone festeggeranno l’addio dell’Anno del Maiale (il 2019), per onorare l’entrata nell’Anno del Topo. Secondo l’astrologia orientale il roditore è simbolo di astuzia e intelligenza, e questo fa tirare un sospiro di sollievo, ma dal punto di vista occidentale è l’animale più massacrato nella sperimentazione chimico-farmaceutica, e quel sospiro diventa uno squittoso lamento. 

La baldoria del capodanno però sarà rimandata, per colpa di un paio di altri animali: serpente e pipistrello!  

La città di Wuhan è stata messa infatti in quarantena per un misterioso virus che sta minacciando (non solo) la Cina. 

Dall’aeroporto di Wuhan, collegato direttamente con il mondo intero, e dalla stazione ferroviaria, nessun aereo o treno potrà partire o arrivare nei prossimi giorni. Stiamo parlando di una megalopoli da 11 milioni di abitanti.  

Ufficialmente i morti sarebbero ad oggi 22, su 600 contagiati, anche se l’Imperial College di Londra parla di oltre 4000 persone infette. 

Il Topo quindi è stato obnubilato dal Serpente e dal collega alato Pipistrello, perché, stando alle dichiarazioni ufficiali, il “paziente zero”, il focolaio originario dell’infezione, sarebbe stato uno strisciante rettile squamato che al mercato del pesce di Wuhan avrebbe contagiato il primo uomo. 

Ma esattamente come per la Sars, dove all’epoca un povero zibetto era stato contagiato da un pipistrello, anche oggi in Cina il serpente tentatore sarebbe stato infettato da un pipistrello! 

Questo almeno è quello che ci raccontano.  

Coronavirus  

Il virus responsabile di questa nuova infezione fa parte della famiglia dei coronavirus, la stessa della Sars (Severe Acute Respiratory Syndrome) che ha colpito sempre la Cina allarmando il mondo intero nell’inverno 2002/2003: è un Paramyxovirus del gruppo dei coronavirus. 

Il nome deriva dalla sua forma, perché al microscopio elettronico apparirebbe come una piccolissima mina anti-nave: sferica, con una membrana “corazzata” e irta di “spine” formate da una glicoproteina, usata dal virus per attaccare i recettori delle cellule dell’ospite. 

Di coronavirus se ne conoscono parecchi, suddivisi in tre gruppi in base alle somiglianze del loro patrimonio genetico:  

Gruppo 1: virus della diarrea epidemica suina (PEDV), il virus della peritonite infetta felina (FIPV), quello del cane (CCV) e un virus che colpisce l’uomo (HuCV229E).  

Gruppo 2: vari coronavirus che infettano soprattutto uccelli e pollame.  

Gruppo 3: virus dell’epatite del ratto (MHV), virus bovino (BCV), coronavirus umano OC43 e un virus che provoca nel maiale l’encefalite emoagglutinante.

Stranamente il virus della Sars non appartiene a nessuno dei tre gruppi, per cui i genetisti hanno dovuto assegnargli un gruppo a sé. La mappa genetica dei Sarsa appare in parte quasi identica al coronavirus bovino BCD e al virus avicolo AIBV, «ma il resto del genoma appare molto diverso». 

Secondo il dottor John Tam, il microbiologo dell’Università di Hong Kong che l’ha studiato meglio, la causa sarebbe «una mutazione che ha alterato la preferenza del virus per certi tessuti, così che attacca l’intestino e non solo i polmoni»; secondo altri potrebbe invece trattarsi di ingegneria umana… 

Cosa questa non assurda, se pensiamo che vi sono scienziati in Australia (CSIRO, Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization) che per studiare una malattia dei maiali, innestano frammenti di DNA estraneo, creando veri e propri mostri.

A cosa lavorano infatti al Geelong in Australia, al Lawrence Livermore, a Los Alamos, centro nucleare militare con laboratorio microbiologico? Cosa sperimentano nel centro di Porton Down in Gran Bretagna o nel laboratorio segretissimo di Nes Zyona di Tel Aviv? 

E’ possibile che siano stati creati dei virus in laboratorio?  

Il fatto che sempre più frequentemente certi virus siano capaci di superare la barriera interspecifica (virus che infettavano solo certi animali, ora infettano l’uomo) possono essere il risultato – anziché di un fenomeno “naturale” – di una manipolazione genetica? C’è o non c’è il rischio che “accidentalmente” vengano trasformati in una mutazione “straordinariamente virulenta”, diciamo come il virus Ebola? 

Queste e tante altre domande rimangono prive di risposta! Ma la guerra biologica e il bioterrorismo sono un fatto assodato. 

Il 29 novembre del 2011 il Corsera pubblica un articolo dal titolo: “Creato il virus che può uccidere la metà della popolazione mondiale“. 

I ricercatori dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam (Paesi Bassi) hanno infatti prodotto una variante estremamente contagiosa del virus dell’influenza aviaria H5N1 in grado di trasmettersi facilmente a milioni di persone, scatenando una pandemia. Hanno scoperto che bastano cinque modificazioni genetiche per trasformare il virus dell’influenza aviaria in un agente patogeno altamente contagioso che potrebbe scatenare una pandemia in grado di uccidere la metà della popolazione mondiale. 

Nonostante le polemiche sulla pubblicazioni giunte da tutto il mondo, simili ricerche continuano a ritmo frenetico.  

Sars causata da un conoravirus?  

Il Times di Londra ha pubblicato un articolo secondo il quale gli scienziati all’epoca della Sars “hanno subìto una sconfitta dopo aver scoperto che il coronavirus, incolpato della potenzialmente fatale malattia, non era presente nella maggior parte dei pazienti contagiati”. 

Il 16 aprile del 2003 l’OMS disse ufficialmente che il coronavirus era la causa della Sars. 

Secondo il dottor Frank Plummer, direttore scientifico del Laboratorio Nazionale di Microbiologia del Canada di Winnipeg: “solamente il 40% delle persone con quello che chiamiamo Sars hanno il coronavirus. Non abbiamo trovato nessun altro virus, ma la connessione tra la Sars ed il coronavirus in realtà è molto debole”. 

Il dottor Plummer ha trovato il coronavirus solo in una minoranza dei casi di Sars.

Come la mettiamo? Tante sono le cose che non tornano…  

Dal serpente a Burioni  

Il vaccino non arriverà, scordiamocelo“, parola di Burioni, il quale continua dicendo che non lo convincono “i numeri diffusi dalla Cina. Il virus potrebbe mutare, questo mi preoccupa”. 

Quello che purtroppo non muta mai, è la presenza del vate della vaccinocrazia nei media mainstream. 

La chicca arriva subito dopo: “dovremo imparare la lezione che tanti coronavirus hanno fatto il salto di specie da animale a uomo. E investire per nuovi vaccini, così da essere pronti al prossimo nuovo virus. Il vaccino ora scordiamocelo, arriverà tardi: combatteremo il nemico senza“. 

Et voilà, il leit motiv è sempre lo stesso: investiamo soldi (i nostri soldi) per sfornare vaccini contro qualunque cosa minacci la salute pubblica, poco importa se si tratta di virus inventati.  

Conclusione  

Dicono che la storia docet? Forse, ma bisogna saperla leggere e interpretare correttamente. 

Negli ultimi anni siamo stati letteralmente terrorizzati da infezioni virali pandemiche che avrebbero dovuto decimare la popolazione mondiale. 

Ricordiamo solo le più importanti:  

2001 Mucca pazza 

2002 Sars 

2005 Aviaria 

2009 Suina 

2015 Zika 

2019 Ebola 

Se avessimo dato retta ai media di Regime, avremmo dovuto ingollare e inocularsi di tutto (antibiotici, vaccini, antivirali), per poter camminare con tanto di mascherina sulla faccia, sopra montagne di cadaveri disseminati per le strade delle città. Ma cosa è realmente successo? NULLA di nulla. Cioè non proprio, perché la paura tra i sudditi cresce sempre di pari passo con le quotazioni in borsa delle lobbies della chimica e farmaceutica. Big Pharma sguazza sul panico e grazie alle pandemie fa profitti enormi vendendo centinaia di milioni di dosi di prodotti chimici.  

Fonte: https://disinformazione.it/ 

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Anna Dossena: 

Vi invito a leggere questo articolo e vi ricordo che l’attuale virus è del tipo coronavirus, stessa famiglia SARS. 

Ciò che tutti dovrebbero sapere – ma l’OMS non te lo dice – della protezione naturale dalla nuova epidemia 

LO SAPEVATE? 

La gente di Hong Kong, dell’Asia e di tutto il mondo ha paura del virus SARS (Severe Acute Respiratory Syndrom). Ma questa paura è davvero giustificata? È un fatto scientifico che tutti i virus che sono stati studiati possano essere bloccati da specifici nutrienti essenziali. La sostanza naturale acido ascorbico (vitamina C) è nota per ridurre o bloccare completamente la replicazione di tutti i virus a cui è applicata. Le malattie virali sono essenzialmente sconosciute nel mondo animale, poiché la maggior parte degli animali – contrariamente all’uomo – produce elevate quantità di vitamina C nel loro corpo. Inoltre, tutti i virus si diffondono nel corpo usando gli stessi enzimi (collagenasi) che possono essere parzialmente o completamente bloccati per mezzo dell’amminoacido naturale lisina. Numerose ricerche cliniche documentano anche il ruolo benefico della vitamina A e di altri nutrienti essenziali nel potenziamento del sistema immunitario. 

Il fatto che siano disponibili sostanze naturali per aiutare a proteggere milioni di persone dalla SARS deve essere immediatamente diffuso in tutto il mondo. Queste sostanze naturali non sono solo efficaci ma anche senza effetti collaterali e – soprattutto – disponibili in qualsiasi parte del mondo in questo momento. 

In questa situazione, le persone del mondo guardano verso le organizzazioni responsabili delle problematiche sanitarie globali per chiedere aiuto e consulenza. Ma sono delusi. Il fatto che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) stia fallendo così tanto nella diffusione di informazioni salvavita su misure sanitarie naturali e non brevettabili non è una coincidenza. Riflette il fatto che l’OMS non serve principalmente gli interessi sanitari delle persone in tutto il mondo, ma è apparentemente influenzata dagli interessi dei loro maggiori sponsor aziendali: l’industria farmaceutica. Questo settore degli investimenti si basa sulle vendite di droghe sintetiche brevettabili. 

Il fatto che le informazioni salvavita sulle misure di salute naturale per combattere l’epidemia di SARS siano trattenute dalla gente del mondo è irresponsabile e deve essere immediatamente interrotto. Le persone nel mondo non possono più tollerare il fatto che la loro salute e la loro vita siano sacrificate ai trilioni di dollari di “affari con malattie” basati su farmaci brevettabili. 

Invito ogni persona, ogni operatore sanitario e ogni funzionario del governo a familiarizzare con i fatti scientifici sull’uso delle vitamine nella lotta contro le malattie virali tra cui la SARS. 

®wld 

Il BIDONE SARS la più grande storia di copertura sul pianeta Terra

Ricordate la pandemia che avrebbe spazzato via l’umanità? Siamo ancora qui.  

di Jon Rappoport  1 agosto 2018 

 

Ogni pochi anni si presenta un nuovo virus che, secondo gli esperti, può spazzare via mezzo mondo in sei mesi … e poi non succede. 

 

Potrei darvi diversi esempi In questo pezzo, torniamo alla SARS, la vaga influenza simile a quella che improvvisamente si presentò nel 2003 e stava per decimare la Terra. 

 

Quando la SARS ha colpito, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha messo in guardia il mondo affinché non volasse a Toronto. La città ha perso miliardi di dollari del turismo. 

 

Il leggendario “coronavirus”, propagandato come causa della SARS, era malvagio, nascosto e unico. Così hanno detto dieci laboratori dell’OMS, che hanno rilevato tutte le ricerche ufficiali sulla “peste”. 

 

Ma il 1 ° maggio 2003, il dott. Frank Plummer, capo del laboratorio dell’OMS a Winnipeg, ha fatto un colossale summit sulla SARS in Canada. Stava cercando il coronavirus in una percentuale su zero dei casi SARS. 

 

La settimane prima, Plummer aveva detto che l’ottanta percento dei pazienti mostrava il virus, poi era sceso a sessanta, quaranta, trenta, e ora era ZERO. 

 

Devete capire che anche l’ottanta percento non è sufficiente per chiamare il virus la causa di qualsiasi condizione di malattia. 

 

Ma ZERO? 

 

Sì, hanno tutti la malattia, la stessa malattia che abbiamo dietro il virus. Il virus è presente nella percentuale di casi uguale a ZERO. 

 

E il dottore dice che questo è un insider consumato, il capo principale del laboratorio WHO canadese. Il WHO è l’agenzia, insieme al CDC, che è responsabile di tutte le ricerche sulla SARS. 

 

Giusto per comprendere, la SARS è presumibilmente composta da un elenco di sintomi vaghi – tosse, febbre, affaticamento, infezione polmonare – il coronavirus è l’unica cosa che lega insieme questi casi – E QUANDO QUESTO VIRUS SI E’ RILEVATO SENZA SIGNIFICATO, tutti i casi sono stati lasciati alla deriva, per così dire, entrando nelle fila della normale vecchia influenza e dell’infezione polmonare. 

 

E, il tasso di mortalità della SARS era basso, così basso che l’intera faccenda si rivelò un vero disastro. Un disastro. 

 

Naturalmente, nessuno al CDC o all’OMS ha ammesso questo. Queste persone sono esperti nel “muoversi”. E sono abili nello scrivere la storia per rivedere i fatti e coprire le loro parti posteriori. 

 

Ma un’intera sfilata di finte pandemie – e di terribili allarmi – nel tempo ha raggiunto un obiettivo: condiziona le persone ad accettare la menzogna secondo cui i vaccini sono la soluzione migliore per la malattia.

 

E non è un’impresa da poco. È particolarmente importante quando si considera il fatto che il CDC, che ha il compito di supervisionare la sicurezza e l’efficacia del vaccino, acquisti e venda vaccini per un valore di 4 miliardi di dollari l’anno. Questo è il BUSINESS di cui stiamo parlando e, al fine di promuovere gli affari, le persone PR cucinano tutti i tipi di schemi. 

 

Le pandemie, anche se non saltano fuori, sono una propaganda intelligente.

 

Inoltre, la storia sull’orrore dei GERMI che può causare piaghe in qualsiasi parte del mondo alla goccia di un cappello – l’incessante tamburo di germi, germi e altri germi – oscura ogni sorta di cause ambientali di malattia e morte. Ad esempio, sostanze chimiche tossiche prodotte da importanti e favorite corporazioni. 

 

“It’s the virus” è la più grande storia di copertura sul pianeta Terra.

Non dimenticatelo.

 

Volete conoscere i dati ufficiali sulla SARS? Ebbene: 8000 casi in tutto il mondo, 774 morti, tra il 2002 e il 2003. Nessun caso registrato dal 2004. Di qualsiasi livello, si tratta di un BIDONE. Ma andiamo avanti, leggete i racconti ufficiali e le storie. Vedete se riuscite a trovare una chiara ammissione sull’intera faccenda senza senso. In bocca al lupo. 

 

Ricordatevi, non è importante la pandemia. È l’avvertimento sulla pandemia. Questo è ciò che sposta il prodotto dagli scaffali … 

 

Fonte: https://jonrappoport.wordpress.com/ 

®wld

Yersinia pestis – tertii millennii dirigeretur

Le paure di una nuova PIAGA mortale crescono, in quanto il Malawi diventa l’ultima nazione africana in allerta 

(Natural News)

Il Malawi è l’ultima nazione africana in pericolo nel sperimentare uno scoppio di peste mortale, in quanto la malattia continua a diffondersi in tutta l’isola del Madagascar, i rapporti sono del Daily Mail britannico.

Finora, in Madagascar circa 143 persone sono morte e altre 2.000 sono state infettate dalla malattia a causa di una epidemia verificatosi all’inizio di agosto.

Nonostante i timori che la piaga possa diffondersi, la segretaria sanitaria del Malawi afferma che il suo paese è disposto a gestire la malattia. Ma, i porosi confini tra le nazioni africane stanno alimentando l’epidemia.

Il dottor Dan Namarika, primario funzionario della salute del Malawi, ha detto ai giornalisti che il suo paese sta lavorando insieme al vicino Mozambico per prepararsi al meglio per un possibile focolaio.

“Abbiamo preparati materiali per la prevenzione delle infezioni e gruppi pronti per essere attivati ​​se si dovesse verificare un innesco”, ha detto Namarika.

Oltre al Malawi, anche diversi altri paesi africani sono stati avvertiti che la peste potrebbe diffondersi attraverso i loro confini, tra cui il Sudafrica, la Tanzania, le Seychelles, Mauritius, Kenya, Mozambico, L’assemblea, Comore e Etiopia.

L’ultima volta che la peste si è verificata in Malawi è stato nel 2002, ma le nazioni africane occidentali hanno subito un importante focolaio di Ebola nel 2014.

Le organizzazioni globali della sanità stanno raccogliendo fondi per aiutare a combattere il focolaio, inclusa l’Organizzazione mondiale della sanità, che ha accettato di fornire 3,8 milioni di sterline (circa 5 milioni di dollari), anche se l’OMS sostiene che potrebbero essere necessari sei mesi per controllare la malattia.

Il particolare ceppo di peste che attraversa l’isola al largo della costa africana sud-orientale può essere debellato con gli antibiotici e l’OMS afferma che i suoi soldi andranno verso i medicinali, oltre al personale extra medico, disinfezione delle costruzioni e carburante per le ambulanze.

Ma i numeri di casi stanno aumentando rapidamente, alimentando tra alcuni la credenza che l’epidemia potrebbe fuoriuscire. I casi nel Madagascar sono saliti all’8 per cento in una sola settimana, nonostante gli scienziati lavorino instancabilmente per impedire la diffusione della malattia all’Africa continentale.

Un esperto sanitario, il Prof. Jimmy Whitworth, ha detto al DailyMail che l’attuale epidemia di peste è la “peggiore verificatosi in 50 anni o più”.

Per quanto riguarda l’inizio dell’epidemia, i funzionari sanitari dicono di essere perplessi. Detto questo, alcuni ritengono che sia stata causata dalla peste bubbonica che è comune negli altopiani remoti dell’isola africana. Se la malattia venisse sottovalutata e non trattata, la malattia potrebbe trasformarsi nella forma polmonare, che durante l’epidemia attuale è stata trovata finora in almeno due terzi dei casi documentati.

Come osserva la Daily Mail:

I ratti trasportano i batteri Yersinia pestis che causano la peste, che viene poi passata alle loro pulci.

Gli incendi forestali fanno scappare i ratti verso le comunità rurali, il che significa che i residenti sono a rischio di essere morsi e infettati. I rapporti sui media locali suggeriscono che vi è stato un aumento del numero di incendi nei boschi.

Se le vittime non vengono trattate con antibiotici, il ceppo si diffonderà nei polmoni e lì diventa molto più virulento nella forma polmonare. Una volta che succede, le vittime possono morire entro 24 ore. Inoltre, la malattia viene trasmessa facilmente attraverso starnuti, tosse o sputi. (Relazione informativa: l’aglio uccide la peste bubbonica e altre epidemie di malattie a base patogena)

Il Madagascar sperimenta episodi di peste regolarmente. Cominciano spesso a settembre, con circa 600 casi riportati annualmente.

Ma quest’anno, lo scoppio ha visto la malattia diffusa nelle due città più grandi dell’isola dell’Oceano Indiano, Antananarivo e Toamasina. Questo è significativo perché gli esperti della salute notano che la malattia può diffondersi in forma molto più ampia e molto più rapidamente nelle regioni densamente popolate.

La DailyStar riferisce che lo scoppio di peste nel Madagascar sta diventando così grave, che la polizia locale sta prendendo l’iniziativa e il controllo dei corpi per limitare la diffusione della malattia.

L’assistente dell’OMS Charlotte Ndiaye ha affermato: “Il problema che avete ora tra le comunità in Madagascar è che la maggior parte delle famiglie non vuole restituire il corpo”. “La polizia viene a prendere il corpo. È terribile. È davvero terribile”.

Esplora altre storie su focolai di malattie infettive su Outbreak.news.

Le fonti includono:

DailyStar.co.uk

DailyMail.co.uk

NaturalNews.com

Fonte: https://www.naturalnews.com/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

Siamo nuovamente alla fine di un’epoca

Quadro del ‘300 che raffigura i malati di peste bubbonica in cura presso un istituto ecclesiastico

Raffreddamenti climatici ed epidemie: uno sguardo al futuro

Pubblicato da Alessio  

Tutte le pandemie peggiori sono scaturite a seguito di pesanti stravolgimenti climatici e geologici; per chi volesse avere degli esempi concreti rimando all’articolo “Raffreddamenti climatici ed epidemie: uno sguardo al passato”. Tenendo conto che un nuovo raffreddamento è ormai imminente, cerchiamo di capire quali saranno i rischi dal punto di vista della salute umana. Oltre al freddo intenso, agli eventi meteo estremi, ai terremoti, in questi periodi l’alto bombardamento di raggi cosmici, dovuto alla bassissima attività solare, causa un forte aumento della concentrazione di ioni positivi in atmosfera. Lo scienziato Fred Soyka sostiene che questo fa sì che i batteri diventino altamente virulenti e invasivi. A livello generale si avrà una riacutizzazione di malattie pericolose (già “esplose” in passato) come tifo, colera, tubercolosi; nuovi picchi di malaria e malattie tropicali (Febbre Gialla, Ebola, Dengue, Zyka). Non scordiamoci ad esempio, che la tristemente famosa Peste Nera, nelle sue varianti bubbonica e polmonare, fa ancora registrare più di un migliaio di casi l’anno, (seppur in zone circoscritte del pianeta), rimanendo potenzialmente mortale se non curata per tempo. Come le altre malattie, anche la Peste Nera potrebbe manifestare una nuova fase di espansione.

Tuttavia, il pericolo più grande e ben peggiore per il nostro prossimo futuro, proviene dai super batteri. Gli epidemiologi lo temevano da tempo: il fattore MCR, un meccanismo genetico che protegge i batteri anche dagli antibiotici più potenti, è stato trovato negli Stati Uniti per la prima volta. Anzi due volte: in un campione prelevato da un maiale macellato e, quel che è ancora più preoccupante, nel corpo di un essere umano. In un rapporto pubblicato sul sito della rivista Antimicrobial Agents and Chemotherapy un gruppo di ricercatori del Dipartimento americano della Difesa riporta il caso di una donna di 49 anni che nell’aprile 2016, in Pennsylvania, si è rivolta a una clinica che lavora per l’Esercito americano lamentando quella che sembrava un’infezione all’apparato urinario. Dalle analisi è risultato che la donna era infetta da un ceppo di Escherichia Coli dotato di resistenza a un ampio spettro di farmaci. Gli studiosi hanno scoperto che il batterio in questione è portatore di 15 geni diversi che gli conferiscono resistenza agli antibiotici, raggruppati su due “elementi mobili” che possono spostarsi facilmente da un batterio all’altro. 

“È estremamente preoccupante: potrebbe trattarsi di un evento sentinella“, ha dichiarato Beth Bell, direttrice del Centro per le malattie infettive emergenti, uno dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), il più importante centro di ricerca sulle patologie degli USA, che ha avviato un’inchiesta sul caso assieme ai ricercatori del Dipartimento e alle autorità sanitarie dello Stato. “C’è molto da indagare per capire se e quali altre persone possono essere state esposte all’infezione e rivelarsi portatrici del batterio resistente.” 

Il meccanismo MCR è noto solo dal novembre 2015, quando un gruppo di ricercatori cinesi e britannici ha annunciato di averlo riscontrato su persone, animali e carne in diverse aree della Cina. Da allora è stato trovato in altri 20 paesi del mondo. Il motivo di tanto allarme è che rende il batterio resistente alla colistina, l’antibiotico usato come ultima risorsa contro una vasta famiglia di batteri, i quali hanno già sviluppato resistenza a tutti gli altri farmaci. Finora la colistina ha funzionato perché si tratta di un antibiotico molto vecchio, poco prescritto ai pazienti umani per via dei suoi pesanti effetti collaterali: ecco perché i batteri non hanno avuto modo di adattarsi. Nel frattempo però, proprio per la sua estrema efficacia, la colistina ha cominciato a essere usata in agricoltura per prevenire le infezioni degli animali. Quando si è capito che il farmaco poteva tornare di nuovo utile per la salute umana, era ormai troppo tardi: la resistenza alla colistina si era già sviluppata tra gli animali e sta migrando verso gli esseri umani. 

“Siamo a un passo dal momento in cui infezioni batteriche finora considerate di routine potrebbero diventare incurabili“, dice Steven Roach del Food Animal Concerns Trust, un’organizzazione no-profit.

Inoltre, al Consiglio per la Sicurezza Europea tenutosi a Monaco di Baviera nel novembre 2016, Bill Gates ha ammonito come un’epidemia da super-batteri potrebbe esplodere molto presto, con una pericolosità tale da riuscire a provocare 30 milioni di decessi nel Mondo in meno di un anno. Un ulteriore dato allarmante riguardo i super batteri è che i normali antibatterici di uso quotidiano, potrebbero non essere in grado di sterilizzare questi organismi, e quindi permanere su bicchieri, pavimenti, mani, ecc… Di conseguenza, la malattia diverrebbe molto contagiosa. Dovesse scoppiare una tal epidemia, bisognerebbe fare le scorte di varecchina, in quanto andrebbe utilizzata, seppur diluita, anche per lavarsi le mani. O comunque se non la varecchina, utilizzare disinfettanti potenti e con alta percentuale di principio attivo. 

La domanda che uno si fa è: quando potrebbe cominciare tale pandemia? 

Di sicuro prima o poi, che sia tra 1, 10, 100 anni uscirà fuori; il super-batterio avente il meccanismo MCR già c’è ed è in circolazione. Manca la causa scatenante. Causa che probabilmente sarà lo sconquasso geo-climatico in arrivo; una volta iniziato in maniera netta, aspettiamoci di pari passo l’esplodere di un’epidemia da super-batteri. Purtroppo questa è una previsione molto plausibile e se così sarà, bisognerà prendere tutti i provvedimenti necessari: lavarsi spesso le mani con la varecchina, disinfettare sempre tutto dopo ogni utilizzo (indumenti, piatti, bicchieri, pentole), evitare luoghi affollati, tenere a distanza persone malate di cui non si conosce la causa ecc.. 

Facendo dei confronti temporali, l’epidemia di peste nera arrivò in Europa (Costantinopoli) nel 1347, 14 anni dopo la sua nascita in Cina, e impiegò circa 1 anno a diffondersi in tutto il Vecchio Continente. Bisogna ricordare come al tempo i trasporti non solo erano molto più lenti di oggi, ma le persone viaggiavano molto meno, quasi per nulla. Per un abitante di Roma era già tanto, nell’arco della sua vita, esser riuscito a vedere il mare del litorale romano. Purtroppo viviamo in un mondo globalizzato ed interconnesso, grazie ai trasporti sempre più rapidi. Di conseguenza, una simile malattia oggi come oggi ci metterebbe pochissimo a fare il giro del Mondo.

Concludendo, statisticamente così come il clima segue dei cicli, anche le pandemie sembrano seguirli. Il clima freddo, le carestie, le epidemie e le guerre/rivolte associate, ciclicamente determinano il crollo di civiltà. Ad esempio, quanto accadde nel 1300 minò pesantemente la solidità della società feudale; così, nel ‘400 ci fu l’avvento dell’Umanesimo, nel ‘500 il Rinascimento e con la scoperta dell’America, ci fu una prima rivalutazione del ruolo dell’uomo nella società e nell’Universo. Poco dopo il minimo di Maunder, si ebbe la Rivoluzione Francese, cosa che sancì definitivamente la fine della società feudale, segnando il passaggio di potere dalla monarchia per diritto divino a quello dell’oligarchia massonico-finanziaria. (per chi volesse approfondire, invito a leggere “Il Misogallo” di Vittorio Alfieri). Cosa simile, ma più rapida ed irruenta, si ebbe nel V e nel VI secolo d.C., quando tra le cause principali della caduta dell’Impero Romano d’Occidente, ci fu ancora una volta un serio raffreddamento climatico, con conseguente carestia e sviluppo di una pandemia di Peste (la fase peggiore si ebbe a seguito dell’eruzione del Llopango) Il gelo e la mancanza di terreni coltivabili, spinsero le popolazioni nord-europee a spostarsi verso sud e ad invadere i territori dell’Impero Romano. 

Oggi siamo nuovamente alla fine di un’epoca…

Alessio  

Fonte: https://www.attivitasolare.com/

Un assordante silenzio

Inquinamento ambientale: i dati di una strage

La letteratura scientifica e gli studi sull’impatto ambientale, sanitario e sul clima del trasporto aereo (ignorando la realtà di modificazioni intenzionali delle condizioni atmosferiche) sono a disposizione da diversi decenni. Sono sempre più numerosi i dati che evidenziano la sinergia tra gli effetti generati dall’inquinamento atmosferico in quota. Le emissioni degli aerei hanno conseguenze pesanti su clima e meteo e sull’inquinamento della biosfera. E’ un argomento volutamente escluso da circa venti anni. Politici e movimenti ambientalisti mantengono un assordante silenzio. Tutti trascurano l’apporto del traffico aereo all’inquinamento atmosferico. Perché?

I numeri dell’inquinamento ambientale globale 

L’inquinamento di suolo, aria e acqua fa 9 milioni di morti premature l’anno. Tre volte il numero di vittime di Aids, malaria e della tubercolosi messe assieme.

(Rinnovabili.it) – Più letale di guerre, omicidi e conflitti armati. Più pericoloso di malaria, AIDS e tubercolosi messe insieme. L’inquinamento ambientale è un killer che non ha rivali. Ogni anno la contaminazione di aria, acqua, suolo e luogo di lavoro uccide almeno nove milioni di persone nel mondo e, come tutti i sicari a pagamento, alla fine ci presenta il conto: 4.600 miliardi di dollari solo nel 2015.

I numeri arrivano dalla Commission on Pollution and Health del Lancet, che coinvolge oltre 40 scienziati provenienti da diversi Paesi nel mondo. I ricercatori hanno analizzato i dati del Global Burden of Disease,  il mega progetto che annualmente valuta, su scala mondiale e con dettaglio nazionale, l’impatto delle malattie (burden of diseases) in termini di mortalità, disabilità e determinanti. Da questo patrimonio di informazioni, la Commissione ha potuto determinare i costi sanitari, e quelli economici più in generale, dell’inquinamento ambientale. Ha dimostrato così, numeri alla mano, che il Pianeta sta affrontando oggi una “minaccia profonda e pervasiva” che danneggia in maniera incontrovertibile salute e benessere.

Una minaccia da cui nessuno è al sicuro anche se ad esser più colpiti sono i paesi in via di sviluppo.

Molte delle morti connesse all’inquinamento ambientale, a livello globale, provengono da nazioni in rapida crescita: in India, Pakistan, Cina, Bangladesh, Ciad Madagascar e Kenya l’avvelenamento dell’aria, dell’acqua e della terra è la causa principale di un quarto di tutte le morti premature. L’India da sola conta fino a 2,5 milioni di vittime l’anno. Anche le nazioni ricche hanno parecchio lavoro da fare. Stati Uniti e Giappone sono nella top ten internazionale per le morti connesse agli inquinanti moderni, quali lo smog e contaminanti chimici.

L’inquinamento è una delle grandi sfide esistenziali dell’antropocene, l’epoca dominata dall’uomo”, spiegano gli autori. “Mette in pericolo la stabilità dei sistemi terrestri di supporto e minaccia la sopravvivenza della società umane”.

Analizzando le diverse componenti dell’inquinamento ambientale, quello atmosferico si conferma come il più letale con 6,5 milioni di morti l’anno  nel mondo. Segue quello idrico con 1,8 milioni di decessi annui e l’inquinamento legato all’ambiente di lavoro, con 0,8 milioni di morti annui.

>Leggi anche L’inquinamento atmosferico uccide come una guerra mondiale<<

E a preoccupare sono soprattutto i trend futuri dal momento che la situazione globale appare oggi più complessa di quanto ci si fosse aspettato. L’attuale cifra di nove milioni è quasi certamente sottovalutata,  – spiegano i ricercatori – probabilmente di diversi milioni”.

Questo perché gli scienziati scopro ogni giorno nuovi legami tra inquinamento e malattie, come la recente connessione tra smog e patologie quali demenza, diabete e malattie renali. Il report stima perdite economiche di 4.600 miliardi di di dollari l’anno nel mondo, pari a oltre il 6% del PIL globale. Questi costi sono così massicci che possono trascinare in basso l’economia dei paesi che stanno cercando di crescere”. 

FONTE http://www.rinnovabili.it/ambiente/inquinamento-ambientale/ 

VEDI ANCHE

Isde: “Grave l’inquinamento da traffico aereo

Sette giorni di smog modificano il Dna 

Bruxelles annacqua l’impegno sulle emissioni dell’aviazione 

INTERPELLANZA URGENTE AL MINISTRO DELL’AMBIENTE

COMUNICATO STAMPA ON. SERENA PELLEGRINO: GRUPPO LAVORO SU INQUINAMENTO GAS SCARICO AEREI 

AEREI E NAVI EMETTONO DI TUTTO – MA TUTTI A FAR FINTA DI NIENTE 

VELATURE: E NON CHIAMATELE PIU’ INNOCUE!

Fonte: http://www.nogeoingegneria.com/

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Una foto delle pesanti alluvioni in India di quest’anno, apportate da un Monsone eccezionalmente forte 

Raffreddamenti climatici ed epidemie: uno sguardo al passato

Pubblicato da Alessio

Vediamo in questo post quali sono le cause delle epidemie durante le fasi di raffreddamento climatico. In particolare riporto sotto due periodi di tempo molto interessanti per capire i meccanismi scatenanti queste “bombe batteriologiche”.

Quando durante la Piccola Età del Ghiaccio (1250-1850) l’attività solare scese nel Minimo di Wolf dal 1280 al 1350, la Radiazione Cosmica crebbe enormemente, parallelamente all’arrivo del raffreddamento climatico. 

Si sviluppò una crisi tettonica in Cina e uno spaventoso aumento delle alluvioni in quella stessa nazione ed in generale in tutto l’emisfero nord.

Ecco quanto avvenne : il 1333 iniziò con una devastante siccità nella Cina sud-orientale, nell’area compresa tra i fiumi Xiang e Hoai. Come conseguenza, i raccolti avvizzirono, il bestiame morì di fame e seguì la carestia. Il numero dei morti di fame lievitava sempre più e la gente invocava gli dei per la pioggia. Furono ascoltati, si scatenarono rovesci torrenziali che decimarono 400.000 persone. Mentre si cercava di riprendersi un violento terremoto causò il crollo della vicina montagna di Tsinceheou, uccidendone molti altri. L’anno seguente la situazione deteriorò ulteriormente. La città di Canton, capitale dell’Impero Cinese, fu spazzata da terribili inondazioni. Nel contempo la città di Tche fu soggetta ad una grave siccità dalla quale scaturì la Peste, la cui falce sterminò 5 milioni di persone. Mesi dopo la stessa regione venne investita da uno spaventoso terremoto che fece crollare le montagne dando origine a crateri inondati. Uno di essi era largo almeno 160 chilometri e vi annegarono migliaia di persone nel “cratere” formato dal terremoto. Nel 1336 la Cina Meridionale fu colpita da una sorprendente alternanza di siccità e inondazioni. L’effetto combinato portò ad una delle peggiori carestie per un totale di almeno 4 milioni di morti. A ciò fecero seguito invasioni di locuste, inondazioni intermittenti, e scosse di terremoto che si perpetuarono per sei giorni.

Nel 1339 la routine non era cambiata. Si ebbe il crollo della montagna di Hong-Tchang, a causa di un diluvio devastante. Nel PienTcheou, dopo tre mesi di pioggia battente, si verificarono inondazioni mai viste che spazzarono via parecchie città. Dal 1340 al 1343 la Cina fu ripetutamente colpita da frequenti e catastrofiche scosse di terremoto. Il ’44 vide anche un’enorme tsunami che distrusse la città di Ven-Tcheou mentre nel ’45 seguirono altre inondazioni e carestie a KiTcheou. Questa fase si concluse nel ’46 con l’inondazione di Canton, con altre carestie e scosse di terremoto.

Dal punto di vista delle piogge, la Cina non fu un evento isolato sotto questo Grande Minimo; grandi quantità di pioggia devastarono anche l’Europa. Nella primavera del 1315, freddo e piogge torrenziali hanno decimato raccolti e bestiame in tutta Europa. Tuttavia, quanto avvenne in Cina fu qualcosa di incontrollabile; la crisi tettonica e le tremende inondazioni furono una della cause dirette della nascita della Peste che portò un vero e proprio olocausto epidemico sulla popolazione europea, non molti anni dopo. La facilità con cui il batterio si propagò, oltre al “terreno fertile” portato dai terremoti e dal cambiamento del clima, fu anche un effetto della Radiazione Cosmica. La Peste Nera nacque così in Cina nel 1333, e nel giro di pochi anni raggiunse l’Europa; qui, tra il 1347 e il 1350 (in poco più di tre anni), sterminò 75 milioni di persone, circa un terzo della popolazione europea.

In marrone scuro, le zone d’Europa maggiormente colpite dalla Peste nel 1300.

Andando ancor più indietro nel tempo, va menzionata l’eruzione del Llopango nel 536 d.C. in El Salvador (America Centrale). Gli storici di quel tempo raccontano che il Sole assunse un colore bluastro , tanto da non gettare più ombre sul terreno. Le conseguenze furono davvero terribili. A causa del freddo, i campi non producevano più cibo per sostentare la popolazione e iniziò la carestia (addirittura il grano faceva fatica a maturare nella campagna romana, nel mezzo del Mediterraneo). Si moriva di fame e di epidemie, in particolare sotto la scure impietosa della peste: a causa sua nell’impero romano d’Oriente morì un quarto della popolazione. Il fenomeno colpì il mondo intero e portò al sovvertimento degli ordini sociali. Nella Gran Bretagna e in Irlanda l’agricoltura fu devastata, e Bulgari e Avari furono costretti a invadere i Balcani per sopravvivere. La neve arrivò persino nella fertile Mesopotamia. Proprio in questi anni si assistette al declino di due grandi potenze: gli abitanti di Teotihuacàn, la città-Stato dei Maya, e la dinastia cinese Wei. Gli scritti affermano che sotto la dinastia Wei morì il 75% della popolazione per fame e terribili epidemie. Ma ci sono tracce di stravolgimenti climatici anche nel Nord America e in Perù.

Come possiamo vedere dai fatti sopra citati, le pandemie si sviluppano attraverso cause ricorrenti, con schemi ripetitivi: i frequenti terremoti, oltre a provocare morti (i cadaveri sono potenziali veicoli di malattie), lasciano molte persone senza un riparo, costrette a vivere all’addiaccio.

Contemporaneamente il clima “impazzisce”; da inverni molto freddi si passa a primavere estremamente siccitose, seguite da estati alluvionali ed insolitamente fredde. Dopo mesi di siccità, si scatenano piogge torrenziali, le quali scaricano in pochi giorni/settimane il quantitativo di pioggia dell’intero anno. Agricoltura che passa da un deficit idrico ad uno shock idrico improvviso. Una vera e propria “mazzata” per le piante.

Le pesanti alluvioni, unite all’intensa attività sismica, sporcano le falde acquifere, che diventano impure. La carenza di cibo, il freddo e l’umidità, unite allo shock psichico conseguente le catastrofi naturali (parenti e conoscenti morti, casa distrutta dall’acqua o dal terremoto) determinano un crollo delle difese immunitarie nelle persone. Virus e batteri, nel frattempo, grazie alle radiazioni ionizzanti dei raggi cosmici, diventano particolarmente attivi ed aggressivi. Sviluppano mutazioni tali da essere più contagiosi e con sintomatologia più pericolosa. Entrando in contatto con gente psico-fisicamente debole, trovano terreno fertile per espandersi e produrre una vera e propria pandemia.

Gli aumentati episodi di El Nino, poi, aumentano l’immissione di umidità nell’aria e le precipitazioni, favorendo il moltiplicarsi di insetti ed altri animaletti (topi, zanzare, cavallette, cimici…) i quali fanno da veicolo per le infezioni, oltre che essere particolarmente dannosi per le coltivazioni. La fase Enso positiva favorisce inoltre cambiamenti nella composizione chimico-fisica dei bacini idrici, determinando fenomeni di eutrofizzazione delle acque e lo sviluppo di patogeni dannosi per la flora.

Detto questo si evidenziano cicli ricorrenti nello sviluppo di epidemie, paralleli ai cicli di raffreddamento climatico. Ricordo che già a temperature inferiori a 10 C° l’organismo umano soffre, e si ha un primo calo netto delle difese immunitarie. Infine il principale nemico per la salute sono gli sbalzi termici, i quali aumentano di parecchio nelle fasi di cambiamento climatico.

Nel prossimo articolo esamineremo quali saranno i rischi per il futuro, analizzandone la pericolosità ed il possibile sviluppo temporale.

Alessio

Fonte: https://www.attivitasolare.com/

Almanacco di agosto 2017

La nostra era verrà definita l’epoca della grande cecità

Spesso usiamo metafore che hanno a che fare con gli occhi, come “l’uomo non riesce a vedere oltre il suo naso” e tante altre. Ma nel caso della geoingegneria e di chi se ne occupa in senso ‘teorico’ queste metafore non bastano più. Pare addirittura che si tratti di una cognizione dissociativa, qualcuno ama definire con questi termini la condizione di chi guarda e non vede, ascolta ma non sente, si accorge ma non comprende.

L’articolo dell’ETC-Group che segue ne è un chiaro esempio, ma per ironia della sorte lo è anche il libro, molto pubblicizzato, dal quale abbiamo ‘rubato’ il titolo per presentare il lavoro dell’ETC.

All’interno dell’articolo:
Cambiamento climatico, i fumo e specchi
Cos’ è la geoingegneria?
Perché la geoingegneria è così pericolosa?
Tecniche di geoingegneria Rimozione dell’ effetto serra
Fertilizzazione dell’oceano (OF)
La risalita delle acque profonde
Cattura e stoccaggio del carbonio (CCS)
L’ uso della cattura e dello stoccaggio del carbonio (CCUS)
Cattura diretta di aria (DAC)
Miglioramento del clima (EW) 
Biochar (carbone vegetale)
Controllo delle radiazioni solari
Iniezioni di gas pressurizzato nella stratosfera (SAI)
Sbiancamento delle nuvole marine (MCB) o miglioramento della riflessività delle nuvole
L’ assottigliamento delle nuvole cirro
Creazione di Alto-Albedo e Sbiancamento delle Foreste Innevate
Modifica del clima
La governance della geoingegneria
Ma non dovremmo almeno fare esperimenti per saperne di più?
Per prima cosa politiche e precauzioni
 

Leggi QUI i vari inserti sopra menzionati

Fonte: http://www.yabasta.it/spip.php?article2312

Le emissioni degli aerei influiscono su monsoni e ozonosfera   
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L’epidemia di influenza del 1918 è stata causata dai vaccini
Pochissime persone sanno che la peggiore epidemia che ha mai colpito l’America, l’influenza spagnola del 1918, è il risultato di una massiccia campagna di vaccinazione a livello nazionale (e mondiale).
I medici hanno detto alla gente che l’influenza è stata causata da germi. I virus non erano noti in quel momento altrimenti sarebbero stati accusati. Germi, batteri e virus, insieme ai bacilli e ad alcuni altri organismi invisibili sono i capri espiatori, che i medici amano biasimare per le cose che non capiscono.Se il medico fa una diagnosi e un trattamento sbagliato e uccide il paziente, può sempre accusare i germi e dire che il paziente non ha avuto una diagnosi precoce e che si è rivolto a lui troppo tardi.

Se ritorniamo indietro a quel periodo storico, all’influenza del 1918, vedremo che ha colpito improvvisamente subito dopo la fine della prima guerra mondiale quando i nostri soldati tornavano a casa d’oltremare.

Continua a leggere QUI  Articolo correlato QUI
 

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Chi e perché ha organizzato la tragica farsa di Barcellona

C’è una sola cosa che mi sento di dirvi senza timore di smentita: anche dopo la peggior notte di bisboccia, il mattino dopo ho sempre fornito versioni dell’accaduto più lineari e credibili di quelle degli inquirenti spagnoli. Sempre. Magari sbiascicando ma mai inondando di cazzate il mio interlocutore come il fiume in piena di non-sense che arriva a getto continuo dalla Catalogna. Riassumo, per quanto sia riuscito a capirci qualcosa, per sommi capi. Attorno alle 5 del pomeriggio di ieri, un furgone entra nella rambla all’altezza di Plaza de Catalunya e falcia 13 persone, lasciandone ferite sul selciato oltre un centinaio. Schiantatosi contro un chiosco, dal van esce una persona con una camicia bianca a righe azzurre, qualcuno dice che stia ridendo e si dilegua.
Prima certezza. chi guidava il furgoncino della strage, l’esecutore materiale, è sparito. In compenso, fioccano i comprimari come in un film di Woody Allen: prima è un solo complice, con il quale il guidatore fuggitivo si sarebbe asserragliato in un ristorante turco con alcuni ostaggi, pare il personale. Balla. Poi, gli attentatori diventano quattro: uno in fuga, due arrestati e un morto. Poi, altro colpo di scena: nella migliore tradizione, dentro il furgone viene trovato un passaporto, spagnolo ma con identità araba: si tratterebbe di un cittadino di origine maghrebina ma residente a Marsiglia. Et voilà, compare all’orizzonte la pista del radicalismo francese. Continua a leggere QUI

Win-win

INTERESSI PRIVATI & PUBBLICI VIRTUOSI TRAFFICANTI
La paura delle pandemie non era fondata! 
OMS sotto accusa VIDEO

di http://www.dionidream.com/
Negli ultimi anni il mondo è stato terrorizzato ben 4 volte a causa di incombenti malattie virali che avrebbero potuto mettere fine all’umanità: epidemia SARS, mucca pazza, aviaria e suina. E’ un fatto che le previsioni dei catastrofisti non si sono realizzate: il pianeta l’ha vissuta come una comune influenza. Gli Stati hanno però acquistato milioni di dosi di vaccino pandemico, rimaste per lo più inutilizzate. L’hanno fatto su indicazione dell’OMS.

Al Consiglio d’Europa di Strasburgo, la Commissione Sanità ha accusato l’OMS di avere creato una “falsa pandemia”, che ha trasformato una comune influenza in un business miliardario – diffondendo ingiustificata paura nella popolazione e nei governi di tutto il mondo che, per prepararsi e difendersi da quella che sembrava una imminente emergenza sanitaria, hanno speso un patrimonio.

I media, con toni preoccupati, trasmettevano immagini di uomini protetti da tute integrali che si muovevano tra animali malati, infondendo preoccupazione nell’opinione pubblica.

In realtà si sarebbe trattato di vere e proprie montature, tanto che la verità è emersa, anche se i media occidentali si sono ben guardati dal parlarne, così come i politici e le altre istituzioni sono rimasti in silenzio. La TV svizzera invece ha confezionato questo servizio, che vi consigliamo di visionare. Segue QUI

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LETTERA A PAOLO MIELI
di Gabriella Lesmo
Postato su: http://www.luogocomune.net/

Preg.mo Signor Paolo Mieli

Ho letto il Suo editoriale comparso sul “Corriere” del 20 ottobre, dal titolo “Cinque stelle, la malattia pericolosa dei complottisti anti-vaccini” in cui Lei attribuisce a costoro la responsabilità della ondata anti-vaccini che starebbe travolgendo l’Italia e scatenerebbe un’epidemia prossima ventura di malattie come il tetano, la poliomielite, l’epatite B, la difterite e la pertosse.

Non commento le Sue opinioni politiche, ma non posso tacere sulle affermazioni che riguardano i vaccini, essendo Medico, Specialista in Pediatria e Anestesia e Rianimazione, nonché madre di un ragazzo con la vita rovinata da una reazione avversa alle vaccinazioni anti-infettive eseguite per obbligo di legge.

Con tutto il rispetto, l’articolo dimostra quanto profonda sia la disinformazione. Infatti, non possono verificarsi epidemie di tetano in quanto il tetano non è malattia infettiva e, propriamente, nemmeno epidemie di epatite B, che si trasmette per via parenterale e venerea. Circa la utilità delle vaccinazioni ricordo solo, per brevità, che la malattia invasiva da Haemophilus B, di per sé rara negli Stati Uniti con 1,73 casi ogni 100.000 bambini di età inferiore ai 5 anni, lo è ancor più nel nostro paese. Inoltre essa è più rappresentata negli over 65 che in età pediatrica. Da ultimo, il vaccino anti-Haemophilus B non protegge dalle infezioni invasive di ceppi non tipizzabili, che risultano essere più frequenti. […]

Il vaccino anti-pneumococcico contiene solo alcuni sierotipi di pneumococchi e risulta scarsamente immunogeno, specie nel bambino piccolo. Segue QUI

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Il seguente articolo, tratto da L’Espresso, al di là della notizia gravissima e dei personaggi e aziende coinvolte che dovrebbero far drizzare i capelli in testa anche al più cauto dei lettori, svela un problema enorme ed intrinseco del sistema in cui viviamo: l’incentivo economico.

Dato ormai per scontato, nonostante l’infinita letteratura storica e di psicologia sociale urli la sua insensatezza e follia, il sistema in cui viviamo è basato sulla competizione e sul guadagno economico. Solo a fronte di questi due elementi si ha lavoro, inteso in senso lato, come creazione di organizzazioni, fatti, eventi, prodotti e soprattutto soluzioni.

Venduto come soluzione migliore e mai messo in discussione, questo cardine svela, di volta in volta, i suoi retroscena più sanguinosi e assurdi.
Finché sarà l’incentivo economico a muovere QUALSIASI azione nella società, non ci sarà mai fine alle tragedie come quella descritta in questo articolo, non ci sarà mai spazio alle vere soluzioni ai problemi della nostra società che si trovano su un binario diverso rispetto a quello su cui “i soldi” si muovono.

Consideriamo che, per una notizia come questa che leggiamo, ce ne sono innumerevoli altre che non abbiamo letto o che ancora devono venire alla luce.
Nel caso specifico parliamo di persone che per un guadagno personale mettono a rischio migliaia di vite con la complicità di esponenti politici e mass media, un entourage di elementi che si uniscono e agiscono all’unisono contro di noi, alle nostre spalle, usando il potere dei vari sistemi che noi stessi supportiamo ogni giorno quando votiamo, accendiamo la tv o facciamo compere.

In questo sistema, il “complotto” non può considerarsi una stortura, un evento infausto che capita raramente. Possiamo dire che il “complotto” diventa endemico, intrinseco ed inevitabile, questo perché esso altro non è che la rete di rapporti indissolubili che si crea laddove c’è sete di potere. Ogni volta sulla nostra pelle. Segue QUI

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