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LE DUE IMMORTALITA’

Ricevo dall’amico Dottor Roberto Slaviero e pubblico.

LE DUE IMMORTALITA’ 

Quando io vidi colui nel gran diserto: 

“Miserere di me“ gridai a Lui. 

“Chiunque tu sii, od ombra od omo certo“ 

Risposemi 

“Non uomo, uomo già fui” 

Questo è il fantastico passo della Divina Commedia di Dante Alighieri, dove lo stesso, nella Selva oscura incontra Virgilio, che lo accompagnerà poi nel viaggio attraverso Inferno e Purgatorio. 

Uomo già fui. 

Scorrendo la Bibbia ebraico – cristiana nella Genesi prima del Diluvio Universale, Dio dice, abbastanza irato con l’uomo, che i sui giorni (giorni dell’uomo) sul pianeta non dureranno più di 120 anni

Infatti i patriarca biblici antidiluviani vivevano molte centinaia di anni. Il grande Enoch fu trasportato in cielo, da VIVO, all’età di 365 anni, Adamo generò Set a 130 anni, Matusalemme visse oltre 1000 anni! 

Insomma a quei tempi si viveva molto (non tutti) e per questo si parlava anche di Immortalità; anche gli antichi Re della Sumeria od antecedenti ad essi si dice vissero migliaia di anni. 

Un altro uomo che salì al cielo SENZA morire fu il profeta Elia, come il patriarca Enoch. Un destino molto particolare lo ebbe Mosè in quanto il Signore non lo lasciò entrare nella Terra promessa!

Il passo si trova nel Deuteronomio (34):

Poi Mosè salì dalle steppe del Moab sul monte Nemon. Mosè, servo del Signore morì in quel luogo, nel paese di Moab … fu sepolto nella Valle, nel paese di Moab… 

Mosè aveva 120 anni quando è morto; gli occhi NON si erano spenti ed il vigore NON gli era venuto meno … nessuno fino ad oggi ha saputo dove sia la sua tomba … 

Qui gatta ci stracova, dopo tutti i servigi fatti al popolo eletto per conto del Signore Dio … muore senza entrare a Gerico? 

Sapete che la più potente bomba made in Usa si chiama MOAB…strani parallelismi a stampo psicotico. 

Vabbè ricapitoliamo; abbiamo Enoch ed Elia che salgono al Cielo da vivi … Mosè chissà e poi abbiamo visto ridursi drasticamente la durata della vita dai patriarchi antidiluviani ad oggi. 

Ma allora di che ..azzo ci parla la nostra scienza moderna che afferma di averci allungato la vita negli ultimi 50 anni?  

Diciamo che dopo 2 guerre mondiali la media di vita era un po’ bassina … logicamente.  

Un altra cosa strana è l’apparizione agli apostoli sulla montagna dove Gesù pregava, di Elia e Mosè (Trasfigurazione 

Ma Elia non è mai morto fisicamente e anche di Mosè si può supporre, come visto sopra…e allora?  

O son tutte fregnacce, per dirlo alla romana o dobbiamo cercare di capire perché al tempo si viveva di più! 

Una cosa che mi ha fatto pensare su questo tema è il ricordo di quando ero da poco farmacista e ricordo che una grave Malattia Autoimmune, l’Artrite Reumatoide veniva curata anche con i Sali di Oro e precisamente con il Sodio Aurotiomalato. 

A tutt’oggi alcuni reparti ospedalieri lo utilizzano ancora (od altri sali aurei, non si sa bene) e ricerche in tal senso, cioè di come prodotti contenenti Oro siano rigeneranti immunitari e cellulari, pare vengono condotte in alcuni centri universitari o cliniche d’avanguardia tra le quali anche quella di Tel Aviv, nell’antica Terra promessa dell’antico popolo eletto.  

Il problema delle terapie con Oro (Crisoterapie) negli anni passati era la ricerca del giusto dosaggio con minimi effetti collaterali.  

Oggi penso che con le diluizioni colloidali e le famose nanotecnologie il problema dei dosaggi sia più facile da gestire. Ma se ne parla molto poco … quasi nulla.  

Mi pare che soprattutto l’ormai famoso traduttore di testi antichi ebraici, Prof Biglino, abbia portato a conoscenza di molti, la storia dell’oro e del perché i famosi Elohim antichi e Semidei dell’antichità’ ne fossero molto interessati.  

Il ricercatore sumerologo Sitchin parlava dell’oro e dell’uso che ne fecero gli antichi Dei in modo diverso; non tanto per l’utilizzo del metallo per la loro salute ed allungamento della vita terrestre, secondo le ricerche e traduzioni di Biglino, quanto più per problemi atmosferici in atto sul famigerato e sconosciuto e forse inventato Pianeta X. 

La seconda ipotesi è più difficile da credere a mio avviso, ma essendo in piena Rivelazione chi lo sa?!  

Da li nacque comunque la schiavitù dell’oro per la razza umana, costretta pare a lavorare nelle antiche miniere … cosa che continua in parte ancor oggi.  

Il nostro corpo contiene circa, a seconda del peso corporeo 0,2-0,3 mg di oro. 

Da dove noi lo estraiamo è difficile da sapersi, per lo più dalle acque credo.

Quindi l’oro è un metallo presente nel nostro corpo come l’argento ad esempio:

Argento ed oro colloidale molto diluito (circa 20 parti per milione) vengono usati in terapie per lo più naturali, 

L’antroposofia Steineriana ha dei preparati a base di oro, usati principalmente per fortificare il cuore-circolo; ed il metallo aurico è considerato il metallo che assorbe e dona l’energia solare … l’energia Cristica quindi!

Nella Trasfigurazione del Vangelo possiamo pensare a questo messaggio ;

“Si trasfigurò davanti a loro (Pietro Giacomo e Giovanni) 

e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime… 

e apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù …” 

Elia e Mosè assieme a Gesù, unico vivente dei tre presenti alla scena, comunicano ai posteri una possibile ’immortalità’ non solo spirituale e definitiva ma anche fisica, intesa come allungamento della vita terrena, attraverso la luce Cristica solare e le sue implicazioni medico corporali (utilizzo e potenziamento dell’elemento solare oro e Ormone D incluso)?  

Infatti come abbiamo visto sopra, Elia non è morto, ma è salito in cielo da vivo e su Mosè abbiamo già detto …

Mi piace pensarlo…diventa tutto più umano, comprensibile e cosmico multidimensionale nello stesso tempo. 

Possiamo anche diversamente pensare che i sopracitati provenissero da, come la chiamo io, l’ISOLA CHE NON C’E’… ovvero territori oltre l’Antartide a noi sconosciuti ed abitati magari!

Parlando di Esplorazioni in Antartide la Treccani riporta: 

“Una quarta, imponente (1946), durante la quale fu ancora sorvolato il Polo Sud, rilevò centinaia di chilometri di coste, scoprendo, fra l’altro, una specie di oasi alle spalle della Terra della Regina Maria, libera dai ghiacci, rivestita di prateria e cosparsa di laghi dalle acque verdi o azzurre; nel complesso furono rilevati almeno 1.600.000 km2 di nuovi territori.”  

http://www.treccani.it/enciclopedia/antartide/ 

Avete capito?  

Oasi di 1,6 milioni di Km (quasi 3 volte la Francia) 

Come mai Google Mapps non ce la fa vedere?  

Eehh eehhh Gattona ci COVA di nuovo!  

Dovremmo entrare nella disputa sulla forma della Terra …. o meglio sulla Stazionarietà o meno della stessa ma … un altra volta … per adesso (dicembre 2018) ci pensano le Iene a mescolare le acque!  

Torniamo all’oro.  

Parrebbe quindi che in una giusta dose l’oro ripristini il sistema immunitario e quindi, quindi spingiamoci con la fantasia finché non ci controllano anche quella, con chip paggi vari e nanotecnologie usate a fini malvagi.  

Immaginatevi la scena antichissima;  

Gli Dei si accorgono che i primi Sapiens attraverso il famoso Serpente, cominciano a sapere troppo e appunto dicono; 

“cacciamoli dall’Eden affinché non mangino anche dall’Albero della Vita e diventino come noi.” 

Due erano gli alberi del Paradiso Terrestre 

  1. -albero della conoscenza del bene e del male 
  2. -albero della vita 

Vi vengono in mente a quell’epoca degli alberi trattati con oro nel terreno, che potenzia gli effetti del loro frutto, che ingerito stimola le cellule staminali, che ringiovaniscono il corpo!? Fantastico!  

Però pensate che tristezza se pochi di voi lo possono mangiare e vivere centinaia di anni e gli altri, con cui avete legami di amicizia, muoiono tutti molto prima di voi. 

Invece di proporre il Trans – umanesimo con connessioni tra le IA ed i nostri cervelli ed il 5G, i comandanti terrestri potrebbero portarci a conoscenza sugli Alberi della Vita, invece di trattarci come omuncoli da spennare e succhiarci le nostre energie vitali attraverso un lento e continuo avvelenamento delle risorse del pianeta insieme all’oscuramento dei cieli per diminuirne la luce, adducendo problemi inventati di riscaldamento fuori controllo? 

Ma dai, che dici! Siamo troppi su questo pianeta.

Va bene cosi, vita abbastanza corta e soprattutto malaticcia! 

Ricapitolando: 

SOLE……LUCE…..ORO E ORMONE D 

SISTEMA IMMUNE…CELLULE STAMINALI 

Tutte fantasie?  

Io sono nato nel 1959 e la Regina Elisabetta è Regina dal 1952 … ok salute di ferro ma … dieta particolare? Beh i soldi poi non mancano e debiti non credo.

Un altro longevo che mi viene in mente e che imperversa da decine di anni speculando su mercati e nazioni è il famoso finanziere ungherese-ebreo Soros.  

Ci ha fatto svalutare la lira di quasi il 30% facendoci entrare zoppi nell’Euro … nato nel 1930; lucidità incredibile, complimenti, ma non beve e non fuma? E tutti sti ricconi del pianeta? Li avete visti personalmente? Dove vivono ste persone?  

Non certo sulle falde dell’Himalaya dove vi sono popolazioni che, come in alcuni altopiani del Perù, raggiungono in buona condizione i 120 anni annunciati dal Dio della Genesi biblica.  

Li, probabilmente, l’ambiente è ancora puro, buona genetica ed alimentazione e poche rotture di balle e tasse da pagare.  

E allora? Cari fratelli nati NOMADI su questo pianeta:

“Per correre in migliori acque alza le vele 

la navicella del mio ingegno, 

Che lascia dietro a se mar si crudele.” 

Cambio di paradigma… Passate alla … Sezione aurea!   

https://it.wikipedia.org/wiki/Sezione_aurea  

Rapporto divino tra Macrocosmo e microcosmo……

I latini usavano dire:

“Aurore aurum in ore habet” 

(Il mattino ha l’oro in bocca) 

Chi viaggia con le scarpe d’oro, può arrivare sino alla fine del mondo…

Fonte: http://olisticoaltapusteria.com/ 

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Bibbia Kolbrin-Il Libro di Enoch-Il Libro dei Giganti

3 testi antichi che mandano completamente in frantumi
la storia così come la conosciamo  

Ci sono numerosi e ‘controversi’ testi antichi che sono stati trovati in tutto il mondo nel corso degli anni. La maggior parte di loro sono fermamente respinti dai tradizionali studiosi in quanto si oppongono a quasi tutto stabilito dagli storici tradizionali. 

Si dice che alcuni di questi testi antichi frantumino le credenze tradizionali e i dogmi i quali sono stati considerati solidi fondamenti della società moderna.

In questo articolo, diamo uno sguardo a tre antichi manoscritti / testi che sono straordinari in ogni aspetto e in grado di frantumare la storia tradizionale come lo conosciamo. 

 I 3.600-anni-della Bibbia Kolbrin 

E’ considerata da molti come il primo documento giudaico / cristiano che enuncia la comprensione dell’evoluzione umana, il creazionismo del disegno intelligente. I principi matematici della Kolbrin riflette l’interesse degli antichi Druidi in astronomia e matematica e parlano di cataclismi globali del passato.

Si tratta di un antico testo che secondo molti studiosi, risale agli ultimi 3.600 anni, ma potrebbe essere molto più antico. Gli studiosi ritengono che questo antico manoscritto sia stato scritto nello stesso periodo che è stato scritto e composto l’Antico Testamento.

La Bibbia Kolbrin è stata scritta da diversi autori. Questo antico testo è costituito da due parti che compongono un totale di 11 antichi libri.

Curiosamente, questi antichi testi è creduto per aver descritto la storia della citata creazione umana. È importante sottolineare che esistevano diverse antiche civiltà sulla Terra prima della creazione di Adamo ed Eva.

Alcuni hanno anche classificato la Bibbia Kolbrin  come la prima antidiluviana ‘Bibbia’. L’antico testo descrive – tra le altre cose – gli Angeli Caduti.

Il Libro di Enoch

Da quando si è scoperto il Libro di Enoch, è stato considerato uno dei più controversi antichi testi scoperti sul pianeta. Il Libro di Enoch è un antico manoscritto ebraico-religioso che viene fatto risalire a Enoc, il bisnonno di Noè. Il libro di Enoch è considerato da molti studiosi uno degli scritti apocrifi non canonici più influenti. Si è creduto che abbiano fortemente influenzato le credenze cristiane. 

  • Questo antico testo descrive (nella prima parte) la scomparsa dei Guardiani e, gli angeli che generarono i Nephilim.
  • Il libro si compone di cinque sezioni principali ben distinte (vedi ogni sezione per i dettagli):
  • Il Libro degli osservatori (1 Enoch 1-36)
  • Il Libro delle Parabole di Enoch (1 Enoch 37-71) (chiamato anche le similitudini di Enoch)
  • Il libro astronomico (1 Enoch 72-82) (chiamato anche il Libro dei Luminari celesti o Libro delle illuminazioni)
  • Il libro della Visione dei Sogni (1 Enoch 83-90) (anche chiamato il Libro dei Sogni)
  • La lettera di Enoch (1 Enoch 91-108)

Il Libro dei Giganti 

Questo antico testo sembra risalire a oltre 2000 anni e dimostra – Secondo molti autori – che gli antichi Nephilim erano esseri reali e viene descritto di come sono stati distrutti.

Nelle grotte di Qumran, nei pressi del Mar Morto, alcuni decenni fa, dei ricercatori si sono imbattuti nella scoperta di Rotoli molto antichi. In particolare, il Libro dei Giganti che parla di creature che hanno abitato il nostro pianeta in un lontano passato e di come sono stati distrutti. 

Il Libro dei Giganti – che tra l’altro è incompleto, offre una prospettiva diversa sui Nephilim.

Secondo il testo antico, dei giganti – I Nephilim – divennero consapevoli del fatto che a causa dei loro modi violenti, si trovarono ad affrontare una imminente distruzione. Hanno chiesto ad Enoch di parlare per loro conto a Dio.

Il dettaglio narrato negli antichi testi, è di come i Nephilim – che vissero sulla Terra – abbiano creato il caos e la distruzione.

http://www.ancient-code.com/3-ancient-texts-that-completely-shatter-history-as-we-know-it/

Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Sa 

Articolo correlato: Il libro di bronzo – Colebrook

La “Fine dei Giorni”

IL PASSATO E’ IL NOSTRO FUTURO
(seconda parte)

Di interesse specifico in merito al problema della Fine dei Giorni e del ritorno è l’affermazione attribuita allo stesso Mosè, e rivolta a Dio: << Ai tuoi occhi, mille anni sono come il giorno di ieri che è passato>> (Salmo 90,04). Questa affermazione ha dato origine all’ipotesi (che nacque subito dopo la distruzione del tempio a opera dei Romani) che si trattava di un modo per immaginare l’elusiva Fine dei Giorni messianica: se la Creazione, “l’Inizio”, stando alla Genesi impegnò Dio per sei giorni e un giorno divino dura mille anni, il risultato sono 6000 anni dall’Inizio alla Fine. La Fine di Giorni, perciò, è stata collocata nell’Anno Mundi 6.000.

Applicato al calendario di Nippur che iniziava nel 3760 a.C., significa che la Fine dei Giorni (6000 – 3760 = 2240) ci sarà nel 2240 d.C. Questa terza data per la Fine di Giorni può essere confortante o, al contrario, deludere, dipende dalle aspettative. La bellezza di questo calcolo è che è in perfetta armonia con il sistema sessagesimale sumero. Potrebbe anche dimostrarsi corretto in futuro, ma non credo: di nuovo ci troviamo di fronte a un calcolo lineare – mentre l’unità di tempo utilizzata per le profezie è ciclica.

Se nessuna delle date “moderne” funziona, allora dobbiamo riprendere in esame le vecchie “formule” – fare ciò che è stato detto in Isaia: <<guardare i segni a ritroso>>. Abbiamo allora due scelte cicliche: il Tempo Divino, il periodo orbitale di Nibiru, e il Tempo Celeste, la precessione zodiacale. Quale dei due?

Che gli Anunnaki vennero e se ne andarono durante una “finestra” allorché Nibiru arrivò al perigeo (il punto più vicino al sole e quindi anche più vicino alla terra e alla Luna) è talmente ovvio che alcuni dei lettori dei libri di ZS sottraevano semplicemente 3600 da 4000 (data approssimativa dell’ultima visita di Anu sulla terra), il che dava come risultato il 400 a.C.; oppure sottraevano il 3600 dal 3760 (quando ebbe inizio il calendario di Nippur) – come fecero i Maccabei – ottenendo il 160 a.C.

In realtà, come sa ora il lettore (dalle cronache scritte dei libri di ZS), Nibiru arrivò ben prima, nel 560 a.C., circa. Se consideriamo questa “digressione” bisogna tenere in mente che il SAR perfetto (3600) è sempre stato un periodo orbitale matematico, perché le orbite celesti – di pianeti, comete, asteroidi – divergono da un’orbita all’altra a causa dell’attrazione gravitazionale che esercitano i pianeti accanto ai quali passano.

Se prendiamo come esempio la ben nota cometa di Halley, il suo periodo orbitale di 75 anni in realtà fluttua tra i 74 e i 76 anni; quando è comparsa nel 1986, erano trascorsi 76 anni dal suo ultimo passaggio. Se riportiamo lo scarto della cometa di Halley ai 3600 anni di Nibiru, avremo una variante di circa 50 anni. E abbiamo un’altra ragione per chiederci perché mai Nibiru abbia avuto uno scarto così consistente dal SAR previsto: il Diluvio del 10900 a.C. circa.

Nei 120 SAR prima del Diluvio Nibiru orbitò senza causare questa catastrofe. Poi accade qualcosa di anomalo che portò Nibiru più vicino alla terra, il che, unito slittamento della calotta di ghiaccio che copriva l’Antartide, causò di fatto il Diluvio. In cosa consisteva quella anomalia? La risposta può trovarsi nei recessi del nostro Sistema Solare, laddove orbitano Urano e Nettuno – pianeti le cui numerose lune includono alcune che, inspiegabilmente, orbitano in direzione opposta (“retrograda”) – esattamente come Nibiru.

Uno dei grandi misteri del nostro Sistema Solare è il fatto che il pianeta Urano è letteralmente coricato sul fianco: il suo asse nord-sud si trova in posizione orizzontale difronte al Sole (anziché in posizione verticale). Gli scienziati della NASA sostengono che”qualcosa”, molto tempo fa, ha dato uno “spintone” a Urano, ma non provano nemmeno a ipotizzare cosa fu quel “qualcosa”.

Potrebbe essere quel “qualcosa” la misteriosa cicatrice “semi-rettangolare” di una delle Lune di Saturno? Questo solco inspiegabile si trova su Miranda (una delle lune di Saturno), quando nel 1986 il Voyager 2 la scoprì (vedi immagine a lato) – una luna che, sotto molti punti di vista, è diversa dalle altre lune di Urano. Una collisione celeste con Nibiru e con le sue lune avrebbe potuto causare queste anomalie?

Negli ultimi anni gli astronomi hanno appurato che i pianeti esterni più grandi non sono rimasti nella posizione in cui si erano formati, ma si sono spostati verso il margine esterno del Sistema Solare, allontanandosi dal Sole stesso. 

Gli studi sono giunti alla conclusione che questo allontanamento è stato più pronunciato nel caso di Urano e Nettuno (vedi figura a lato) e ciò può spiegare perché lì nulla è accaduto per molte orbite di Nibiru. Si può ipotizzare con una certa ragionevolezza che, durante l’orbita “del Diluvio”, Nibiru incontrò urano che si stava allontanando e che, una delle lune colpì Urano, facendolo coricare; potrebbe anche darsi che “l’arma” sia stata l’enigmatica luna Miranda – una luna di Nibiru – che dopo aver colpito Urano, è stata catturata dalla sua orbita. 

Questo evento avrebbe avuto delle conseguenze sull’orbita di Nibiru, rallentandola a circa 3450 anni terrestri, anziché i normali 3600 anni, causando, quindi, una ricomparsa postdiluviana con schema 7450, 4000 e 550 a.C.

Se ciò è quanto accadde realmente, spiegherebbe il “precoce” arrivo di Nibiru nel 556 a.C. e ci fa pensare che il suo prossimo arrivo sarà nel 2900 d.C. Manca ancora tempo, dunque, per coloro che associano gli eventi cataclismi-ci profetizzati al ritorno di Nibiru (per alcuni si tratta del “Pianeta X“).

Ma è comunque errata l’ipotesi che gli Anunnaki limitarono il proprio andirivieni a una singola breve “finestra” al perigeo del pianeta. Infatti hanno continuato a viaggiare anche in altri periodi. I testi antichi riportano numerosi viaggi degli dèi, senza alcuna indicazione relativa alla prossimità del pianeta.

Esiste anche una serie di storie di viaggi tra la Terra e Nibiru, compiuti da terrestri che omettono qualsiasi relazione relativa alla presenza di Nibiru nei cieli ( se ne parla, invece, quando Anu visitò la Terra nel 4000 a.C. circa). In un caso Adapa, figlio di Enki e di una donna Terrestre, al quale venne data la Sapienza, ma non l’immortalità, compì una breve visita su Nibiru, accompagnato dagli dèi Damuzi e Ningishzidda. Anche Enoch, emulando l’Enmeduranki sumero, compì due viaggi mentre era ancora sulla Terra.

Questo era possibile in almeno due modi, (come da figura sopra), uno per mezzo di una navicella spaziale che accelerava  nella fase di arrivo di Nibiru (dal punto A), che arrivava ben prima del perigeo; l’altro per mezzo di una navicella spaziale che decelera (al punto B) durante la fase di allontanamento di Nibiru, tornando verso il Sole (e, quindi verso la terra e Marte).

Una breve visita sulla Terra, come quella di Anu, poteva verificarsi, combinando “A” per l’arrivo e “B” per la partenza; una breve visita su Nibiru (come quella di Adapa) si poteva verificare usando la procedura inversa – lasciando la terra per intercettare Nibiru nel punto “A” e partendo da Nibiru nel punto “B” per il ritorno sulla Terra, e così via. Quindi il ritorno degli Anunnaki è possibile anche in un periodo diverso da quello del ritorno del pianeta e, in questo caso, abbiamo bisogno dell’altro tempo ciclico: quello zodiacale.

Zecharia Sitchin, nel suo libro “Gli Architetti del Tempo” lo ha chiamato tempo Celeste, che non avanza nella stessa direzione del Tempo Terrestre (il ciclo orbitale del nostro pianeta) e del Tempo Divino (l’orologio del Pianeta degli Anunnaki), al contrario, avanza in direzione opposta, in senso orario. Se l’atteso Ritorno sarà degli Anunnaki e non del loro pianeta, allora dobbiamo cercare la soluzione agli enigmi di uomini e dèi attraverso l’orologio che li ha uniti – lo zodiaco ciclico del Tempo Celeste.

Gli Anunnaki lo inventarono proprio per riconciliare i due cicli; la loro proporzione – 3600 per Nibiru, 2160 per un’era zodiacale – corrispondeva alla proporzione aurea  di 10 : 6. Come ipotizzava l’autore, risultava nel sistema sessagesimale sul quale si fondano astronomia e matematica dei Sumeri (6 x 10 x 6 x 10 ecc.)

Beroso riteneva  che le ere zodiacali fossero punti di svolta negli affari di uomini e dèi sostenendo che il mondo va periodicamente soggetto a catastrofi apocalittiche causate da acqua e da fuoco, la cui comparsa è determinata da fenomeni celesti. Come Manetone, suo omologo in Egitto, anche Beroso divideva storia e preistoria in fasi divine, semidivine e post-divine con un totale di 2.160.000 anni della “durata di questo mondo”. Questo – nemmeno a dirlo – è esattamente mille ere zodiacali: un millennio.

Gli studiosi che esaminano le antiche tavolette di argilla che trattano di matematica e astronomia restano sorpresi nello scoprire che le tavolette partivano dal numero 1296000 – sì, proprio 12.960.000. Sono giunti alla conclusione che questo numero si poteva collegare solo alle ere zodiacali di 2.160, i cui multipli danno 12.960 (se 2.160 x 6) o 129.600 (se 2.160 x60) o 1.296.000 (se moltiplicato per 600); e – meraviglia delle meraviglie – il numero con cui iniziano queste liste antiche, il 12.960.000, è un multiplo di 2.160, cioè 2.160 moltiplicato per 6.000-come i sei giorni divini della creazione.

All’inizio di ogni nuova era si verificava un evento di grande portata; l’Era del Toro segnalò il dono della civiltà al genere umano. L’Era dell’Ariete venne introdotta dall’olocausto nucleare e terminò con la partenza degli dèi. L’Era dei Pesci arrivò la distruzione del Tempio e con l’avvento della cristianità.

Non dovremo forse chiederci se la Fine dei Giorni delle profezie non sia in realtà la fine dell’era zodiacale?

L’espressione usta da Daniele <<tempo, tempi e la metà di un tempo>> era forse una terminologia che faceva riferimento alle ere zodiacali? La possibilità è stata vagliata da Sir Isaac Newron. Meglio noto per la sua formulazione delle leggi naturali che regolano i moti celesti, l’eminente studioso si interessava anche di religione, e scrisse trattati approfonditi sulla Bibbia e sulle profezie bibliche. Lui considerava i moti celesti come “la meccanica di Dio” e credeva fermamente che le scoperte scientifiche, iniziate con Galileo e Copernico e che lui portò avanti, erano destinate a essere fatte esattamente nel momento in cui ciò accadeva: non prima e non dopo. Questa convinzione gli fece prestare particolare attenzione alla “matematica di Daniele” – La Fine dei Giorni. 

Tratto dal Libro “Il Giorno degli Dei” p.305-306-307-308-309310-311

Leggi QUI la Prima parte

Il Sistema Magico Enochiano

La Visione e la Voce

di Sapah Zimii

Tremate voi, O Pilastri dell’Universo, perché l’Eternità è nel travaglio di un Figlio Terribile; essa genererà un universo di Tenebra dal quale balzerà fuori una scintilla che metterà in fuga suo padre.

 La Visione e la Voce, XXX Aethyr

O uomo, chi sei tu che vorresti penetrare il Mistero? Poiché esso è nascosto alla Fine del tempo.

 La Visione e la Voce, XXVIII Aethyr

Aleister Crowley è senza ombra di dubbio uno dei Maghi più geniali e dotati del secolo passato, e forse, di molta della storia umana conosciuta. Solitamente si è abituati ad accostare la sua figura ad un certo tipo di cultura che tende a collocarlo tra personaggi ambigui, ma questo avviene a causa di una certa ignoranza persistente, purtroppo, anche nei circoli iniziatici e soprattutto a mezzo di dosi massicce di disinformazione e controinformazione di stampo cristiano.

Per bilanciare questa situazione tenteremo di analizzare aspetti poco conosciuti della sua Opera che sicuramente, invece, meritano una grande attenzione da parte di ogni serio ricercatore spirituale, e in modo particolare da chi sente dentro sé una certa attrazione verso il Sentiero Magico.

Tra i vari meriti che vanno attribuiti a questo Iniziato c’è, senza dubbio la riscoperta e la totale riattivazione del Sistema Magico Enochiano.
Questo tipo di Magia è ancora oggi poco conosciuto e poco praticato persino nei gruppi magici più organizzati per vari motivi ed uno di questi è probabilmente la sua complessità e il suo retroterra dottrinale che equilibra una sua spaventosa efficacia, tanto da renderlo piuttosto pericoloso per il praticante non totalmente preparato.

Ma, in sostanza, da dove proviene questo Sistema di Magia?
Si tratta di un episodio abbastanza unico nella storia della Magia moderna (almeno di quella documentata) che si focalizza in un chiaro intervento da parte di Forze Esterne, aliene, se vogliamo, al nostro Piano Dimensionale che tentano di mettersi in contatto con un Operatore terrestre con vari mezzi.

Breve storia del Sistema Magico Enochiano

Siamo nel Sedicesimo secolo e la persona coinvolta è John Dee, matematico, astrologo e mago alla corte della regina Elisabetta I.

Intorno al Marzo del 1581 e.v. Dee fu afflitto da strani incubi notturni, accompagnati da rumori nella stanza. Questo stimolò la sua curiosità, e lo indusse a tentare una comunicazione con le Entità che, credeva, stavano cercando di contattarlo. Sembra che inizialmente si cimentò lui stesso nella canalizzazione di questi Enti, ma successivamente preferì affidarsi ad altri Medium; il termine medium purtroppo oggigiorno è legato alla letteratura spiritica che ne ha usato in modo distorto il significato; qui intendiamo solamente colui che è soggetto alla visione, cioè un individuo che, già internamente predisposto, viene messo in condizione, a mezzo di rituali cerimoniali, di diventare Veggente, cioè di avere una Visione. La lingua inglese ha un termine molto adeguato e bello per questo ruolo operativo: skryer.

Tecniche che sfruttavano questo tipo di operatività per entrare in contatto con Divinità o Esseri extra-dimensionali erano note ed utilizzate sin dai tempi antichi quando venivano addestrate a questo compito speciali sacerdotesse o, in molti casi, i bambini.

In ogni caso il primo Veggente fu un certo Barnabas Saul, che usò per la Visione un cristallo procuratogli da Dee stesso. La loro collaborazione andò avanti pochi mesi.

Tuttavia un anno dopo l’inizio dei fenomeni, e cioè nel Marzo del 1582 e.v., si presentò alla porta di Dee un uomo che si faceva chiamare Edward Kelley; così ebbe inizio la storia di questo tanto discusso Sistema.
La loro collaborazione andò avanti per anni e portò a risultati assolutamente aldilà di ogni aspettativa. Le prime istruzioni che ricevettero furono incentrate su come realizzare alcuni talismani in grado di far funzionare al meglio le tecniche che si apprestavano ad eseguire; furono date indicazione anche per ottimizzare la Visione con l’uso di cristalli e di uno specchio di ossidiana (questi strumenti sono visibili ancora oggi in una sezione del British Museum).

Dopo le istruzioni preliminari si presentarono a Kelley una serie di Entità definite angeliche (da qui poi il termine Enochiano, in riferimento agli angeli che comunicarono in origine con Enoch). Il punto cruciale delle Comunicazioni fu la dettatura di una serie di Chiamate che avrebbero potuto mettere in contatto gli Operatori direttamente con gli abitanti del Piano Dimensionale desiderato (Aethyr è il termine tecnico utilizzato). Queste Chiamate dovevano essere talmente potenti da essere comunicate lettera per lettera all’incontrario, perché altrimenti, dettate normalmente, avrebbero scatenato forze incontrollabili.
Un’altra loro particolarità era quella di non essere composte in nessuna lingua umana conosciuta: si trattava di una lingua completamente nuova, chiamata appunto Angelico o Enochiano, che tuttavia possedeva una grammatica ed una sintassi propria!

Nei mesi successivi avvennero comunicazioni e visioni che formarono le fondamenta di un dottrina complessa con una certa vena apocalittica.

Dopo la morte dei due Maghi elisabettiani il sistema sembrò sparire soltanto per essere riscoperto successivamente da un certo Meric Casaubon che, pubblicò nel 1659 e.v. gli scritti di Dee in un corposo volume dal titolo “True and Faithful Relation of what passed for many years between Dr. John Dee and some spirits”. In realtà Casaubon con la pubblicazione di questo materiale voleva dimostrare come la pratica della Magia potesse portare alla perdizione. Fu soltanto per merito suo, invece, che questo corpus di scritti giunse quasi inalterato ad Elias Ashmole, un Massone[1] che per primo lo rimise in pratica; successivamente, al termine dell’800, fu inserito nel corso d’istruzioni della Golden Dawn, il gruppo magico operativo guidato da MacGregor Mathers che rivoluzionò e rivalutò la Magia portandola ad essere la Scienza e l’Arte che oggi conosciamo ed utilizziamo. Naturalmente all’interno della Golden Dawn l’Enochiano subì grosse modifiche e fu adattato ad un utilizzo rituale codificato che fu opera sostanzialmente dei suoi grandi Iniziati.

Qui incontriamo Aleister Crowley, che entrò nell’Ordine nel novembre del 1898 e.v. , il quale riuscì con il suo ingegno a utilizzare e riconfigurare tutto il materiale in suo possesso per ottenere quello che nessun altro prima di lui aveva osato: l’esplorazione completa di tutti i Trenta Aethyr della Cosmogonia Enochiana a mezzo delle Chiamate ricevute da Dee, che mai prima di allora erano state utilizzate in questo modo.

foto di Sapah Zimii

Gli strumenti operativi di John Dee conservati al British Museum

La Visione e la Voce

Il lavoro di esplorazione degli Aethyr da parte di Crowley culminò nella stesura di un particolareggiato diario intitolato “The Vision and the Voice” (classificato nei testi dell’Astrum Argentinum come Liber 418), che rappresenta probabilmente uno dei testi più belli, più ispirati e più complicati di tutta la letteratura crowleyana.

Il testo fu pubblicato inizialmente nel 1911 e.v. come supplemento della rivista “The Equinox”, che era l’organo ufficiale dell’Ordine dell’Astrum Argentinum, di cui Crowley era divenuto Capo, dopo la sua uscita dalla Golden Dawn. Negli anni successivi, tuttavia, continuò a rifinirlo e ad ampliarne le note fino ad arrivare ad una versione definitiva nel 1920 e.v., pubblicata postuma dal suo discepolo Karl Germer nel 1952 e.v..

Negli anni ’70 anche Israel Regardie si cimentò in una ripubblicazione del testo, aggiungendo, però, molte altre note personali.
Crowley iniziò la pratica dell’esplorazione degli Aethyr già nel 1900 e.v., in Messico, seguendo le istruzione del suo grado all’interno della Golden Dawn. All’epoca era ancora molto giovane, sebbene avesse già raggiunto il grado di Adeptus Minor all’interno dell’Ordine, un grado molto elevato che prevede una intensa preparazione, una notevole pratica ed una grande esperienza nella Magia.

Tuttavia riuscì a lavorare solo con il Trentesimo e il Ventinovesimo Aethyr, che sono i più esterni a contigui al nostro Piano spazio-temporale e si rese presto conto che con quel grado e con quella preparazione non sarebbe riuscito a penetrare gli Aethyr successivi, più sottili e maggiormente difesi da Guardiani.
Bisogna assolutamente spiegare che per effettuare questo tipo di lavoro magico occorre essere padroni delle tecniche di Viaggio Astrale, cioè di separazione del Corpo Sottile dal Corpo Fisico e questo Corpo Sottile deve essere addestrato a spostarsi ed interagire con esseri e oggetti indipendentemente dalla sua controparte fisica.

Crowley non riprese questo tipo di operatività sino al 1909 e.v., ben nove anni dopo i primi esperimenti! In questi nove anni si era dato molto da fare ed aveva raggiunto notevoli traguardi iniziatici, ma soltanto in questo anno, improvvisamente, vagando nel deserto insieme al suo amico e discepolo Victor Neuburg (Frater Omnia Vincam) sentì la necessita di riprendere il discorso lasciato in sospeso.

Nella sua autobiografia (Confessions) afferma che improvvisamente mentre si trovava ad Aumale, in Algeria, una Mano scagliò una saetta nel suo cuore per fargli capire che doveva riprendere l’esplorazione interrotta. E’ un modo di dire tipico di Crowley, sempre molto attento ai messaggi che i Maestri Segreti, nei quali aveva riposto la propria vita, gli inviavano spesso sotto forma di segni o sensazioni.

Casualmente aveva con sé i suoi taccuini magici, dove erano annotate le Chiamate, e anche le sue due precedenti operazioni condotte in Messico.
Iniziò così una delle sue più grandi avventure magiche, nel deserto nei dintorni di Bou Saâda, dove per un periodo di circa quattro settimane camminò ed esplorò l’Universo Enochiano al ritmo di un Aethyr al giorno, in alcuni casi anche due.

Si rese conto solamente in anni successivi di avere un particolare legame con questo tipo di Magia in quanto, indagando le sue incarnazioni passate, scoprì di essere una reincarnazione di Edward Kelley,
Vediamo ora dalle stesse sue parole come procedeva per ottenere la Visione:

“… Avevo con me un grande topazio dorato (sistemato in una Croce del Calvario di sei quadrati[2], fatta in legno, e dipinta di vermiglio), incisa con una Croce Greca di cinque quadrati e provvista di una Rosa con 49 petali.

Di solito tutto questo era tenuto in mano. Dopo aver scelto un posto tranquillo, tale da non essere disturbato, prendevo questa pietra e recitavo la Chiamata Enochiana; una volta certo che le forze invocate erano presenti, disponevo il topazio in modo che fungesse in modo non dissimile dallo specchio nella favola di Alice.”

Continua inoltre spiegando meglio alcuni dettagli riguardo l’esperienza del Viaggio e della Visione:

“Avevo imparato a non preoccuparmi di viaggiare in qualsiasi posto desiderato con il corpo astrale. Avevo realizzato che lo spazio non era una cosa in sé, ma semplicemente una conveniente categoria (una delle molte) riferendoci alla quale noi possiamo distinguere tra un oggetto ed un altro. Quando dico di trovarmi in un determinato Aethyr, intendo semplicemente nello stato caratteristico e peculiare della sua natura. I miei sensi ricevevano quindi le impressioni sottili che erano allenati a registrare, divenendo così conscio dei fenomeni di quei mondi, così come gli uomini normali lo sono di questo. Voglio ricordare che quanto ho visto e sentito è stato ripetuto a Frater O.V. che scriveva le mie parole e occasionalmente osservava fenomeni che lo colpivano in modo particolare…”

Sempre nelle sue Confessions riporta come inizio a comprendere l’universalità delle sue visioni:

“Quando raggiunsi Bou Saàda e arrivai al Ventesimo Aethyr, cominciai a capire che queste visione erano, per così dire, cosmopolite. Esse riconducevano tutti i sistemi e le dottrine magiche in un’armoniosa relazione. Il simbolismo dei culti asiatici; le idee dei Cabalisti, ebrei e greci; gli arcani degli gnostici; il pantheon pagano, da Mithra a Marte; i misteri dell’antico Egitto; le iniziazioni di Eleusi; la saga Scandinava; rituali druidici e celtici; tradizioni messicane e polinesiane; il misticismo di Molinos non meno che quello dell’Islam, tutto al proprio posto, senza la minima tendenza al contrasto.”

Questa dettagliata sintesi di tutte le tradizioni avveniva in armonia con l’incedere di un nuovo Potere, un’Energia di carattere universale che già da qualche anno coinvolgeva non soltanto l’Iniziato che stava lavorando con questo sistema magico, ma il mondo intero… l’avvento dell’Eone di Horus. 

  L’Eone di Horus

Si è già visto come Dee e Kelley avessero notato una certa tendenza apocalittica nelle comunicazioni angeliche ottenute ed il motivo iniziatico di questo risiede nel principio dei cicli temporali. Ormai è noto a tutti come gli indù dividano il tempo cosmico in diversi cicli temporali l’ultimo dei quali sarebbe il famoso Kali Yuga, nel quale la nostra civiltà si troverebbe in pieno.

Ebbene simili divisioni temporali non sono patrimonio esclusivo della cultura orientale, ma anche i saggi occidentali avevano una visione circolare del Tempo, partendo sempre dal presupposto di un’Età Aurea, che avrebbe lentamente degradato e perduto i suoi valori fino a scendere nella corruzione di una Età del ferro.

L’apocalisse adombrata ai maghi elisabettiani era proprio la svolta temporale verso un’epoca diversa, che gli antichi non esitarono a definire Oscura.
Nell’Occultismo dell’Ottocento questo sentore era molto grande e questo probabilmente spiega anche il grande diffondersi di movimenti e grandi Iniziati che si manifestarono sulla nostra Terra in questo periodo. Tra questi naturalmente vi era Crowley, anche se inizialmente non poteva sapere nulla sul grande ruolo che lui stesso avrebbe giocato in tutto questo.

Senza entrare troppo nel dettaglio, perché la vicenda richiederebbe una trattazione a sé e si allontanerebbe troppo dal presente articolo, basti dire che nel 1904 e.v. qualcosa accadde… Nelle parole allegoriche di Crowley “il mondo fu distrutto dal Fuoco”.

In parole semplici i moderni studiosi di Magia vedono nell’Equinozio di Primavera del 1904 e.v. il momento in cui è avvenuto un cambio sostanziale nelle Energie che permeano l’Aura del Pianeta, un cambiamento in armonia con le antiche dottrine dei cicli temporali, ma interpretate alla luce di conoscenze gnostiche.
Crowley riprese un tipo di suddivisione temporale settenario, detto eonico, in cui gli ultimi due Eoni passati e quello che si stava per manifestare erano simbolicamente rappresentati dalle energie delle divinità egizie Iside, Osiride e Horus. In questa data avvenne la cosiddetta instaurazione dell’Eone di Horus. La successione eonica spesso viene legata al fenomeno astronomico della Precessione degli Equinozi.

In ogni ciclo temporale, tradizionalmente, le formule di approccio alla sacralità cambiano in base alle forze predominanti sul Pianeta e chiaramente qui il passaggio stava dalla Formula di Osiride e delle divinità-schiave a quella di Horus, il Figlio Vendicatore.

Considerazioni più tecniche e precise su cosa questo significhi dal punto di vista pratico per chi si incammina in un percorso spirituale le rimando a successive trattazioni e mi riporto rapidamente sul tema enochiano.
Si dice infatti che questo tipo di magia sia estremamente adatta a questo periodo storico/eonico, anzi che le stesse Forze che reggono il Sistema siano forse identiche a quelle che reggono l’Eone.

In ogni caso, come chiunque può capire leggendo anche solo qualche capitolo del testo de “La Visione e la Voce”, l’esperienze vissute da Crowley erano completamente in armonia verso questa nuova interpretazione iniziatica del mondo, di più, lo stavano gradualmente preparando ad esserne il primo portavoce, facendogli conseguire un grado iniziatico elevatissimo, aldilà di ogni immaginazione, aldilà dell’Abisso…

L’esplorazione degli Aethyr costituì infatti una vera e propria ascesa spirituale per Crowley fino ad arrivare ad un punto cruciale per l’evoluzione di ogni Mago, il limite per ogni essere umano incarnato, aldilà del quale si trascende la condizione umana e si risiede al pari dei cosiddetti Maestri Segreti.
Si può citare il noto autore Kenneth Grant che nella sua opera “Aleister Crowley e il dio occulto” ci fornisce una sintetica definizione del termine “Abisso”:

“Il divario tra il reale e l’irreale, cioè tra il fenomeno e noumeno. Attraversare l’Abisso è l’evento più critico sul Sentiero Spirituale e fare il Giuramento dell’Abisso è la più grave responsabilità che sia mai possibile assumersi. Solamente l’abolizione totale dell’ego, o limitata coscienza individuale, rende possibile un attraversamento coronato da successo”.

Crowley in una sua lettera del 1947 e.v. affronta la questione partendo da un altro punto di vista, forse più chiarificatore:

“A proposito della questione sulla Divinità, è veramente difficile rispondere… Tutto dipende dalla definizione della parola Dio, ma io baso la mia affermazione sul fatto che esistono esseri di una intelligenza e di un potere estremamente superiore a qualunque altra cosa possiamo concepire come umano. […]

Dobbiamo entrare in contatto con queste intelligenze, o dobbiamo sviluppare qualità della nostra mente che siano di questo genere. L’esistenza dell’universo stesso è la prova che dobbiamo farlo. Per semplificare, la Magia è il modo per entrare in contatto con questi Esseri, e il Misticismo il modo per sviluppare la mente sino a uno stato equivalente.”

Lui stesso era riuscito attraverso la Magia ad ottenere un Contatto con queste Intelligenze e per mezzo del Misticismo ad elevare la sua Mente ad un grado tale da trascendere la coscienza umana.

Ecco in estrema sintesi un’avventura spirituale eccezionale, conservata integralmente nello stupendo documento che è il Liber 418, più conosciuto come “La Visione e la Voce”, il resoconto di come un essere umano attraverso l’esperienza e la pratica della Magia Enochiana sia riuscito a raggiungere i vertici dell’Iniziazione.

[1] Fondatore tra l’altro del famoso Ashmolean Museum di Oxford.

[2] Si tratta di riferimenti tecnici a precise istruzioni operative della Magia Enochiana.

Fonte: http://www.arcadia93.org/lavisioneelavoce.html 

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