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Ermete Trismegisto: un nome avvolto nel mistero

Chi era Ermete Trismegisto?

Detto di aver creato il CorpettoErmetico, una serie di testi sacri che sono alla base dell’ermetismo, Ermete Trismegisto è un nome avvolto nel mistero.

Molti autori lo associano al dio greco Hermes, così come al dio egiziano Thoth. Thoth, ad esempio, era fortemente associato alla conoscenza. Nella mitologia egizia, Toth plaid un ruolo cruciale nel mantenere l’ordine nel cosmo. Thoth era fortemente associato alla magia, alla scrittura e allo sviluppo della scienza.

Nell’antica mitologia greca, Ermes veniva indicato come il Dio della religione e della mitologia. Fu spesso ritratto come emissario e messaggero degli Dei. Hermes è identificato con il dio romano Mercurio.

Un collegamento egiziano

Ermete Trismegisto è spesso menzionato nella letteratura occulta come saggio egiziano, parallelo al dio Toth che creò l’alchimia e sviluppò un sistema di credenze metafisiche che oggi sono conosciute come ermetismo.

Per molti pensatori medievali, Ermete Trismegisto era un profeta pagano che annunciò l’avvento del cristianesimo.

Corpus Hermeticum: prima edizione latina, di Marsilio Ficino, 1471 d.C., un’edizione appartenuta in precedenza alla Bibliotheca Philosophica Hermetica, Amsterdam. Immagine di credito: Wikimedia Commons.

Tavolette di smeraldo e Sir Isaac Newton

Gli studi di alchimia sono stati fortemente collegati a lui, così come la tavoletta di smeraldo, che è stata persino tradotta dal latino all’inglese di Isaac Newton.

Questa è la traduzione di Emerald Tablet di Isaac Newton. È stato scoperto tra i suoi documenti alchemici attualmente ospitati nella King’s College Library, Università di Cambridge.

È vero senza mentire, sicuro e vero.
Ciò che è sotto è come ciò che è sopra e ciò che è sopra è come ciò che è in basso per fare i miracoli di una sola cosa 

E come tutte le cose sono state e sono nate da una con la mediazione di una: così tutte le cose nascono da questa cosa per adattamento. 

Il Sole è suo padre, la luna è sua madre, il vento lo ha portato nel suo ventre, la terra è la sua nutrice.
Il padre di ogni perfezione nel mondo intero è qui. La sua forza o potenza è intera se convertita in terra. 
 

Separa tu la terra dal fuoco, il sottile dal grossolano dolcemente con la grande industria.
Salita dalla terra al cielo e di nuovo scende verso la terra e riceve la forza delle cose superiore e inferiore. 

Con questo mezzo avrai la gloria di tutto il mondo e quindi tutta l’oscurità volerà da te. 

La sua forza è soprattutto forza. Perché sconfigge ogni cosa sottile e penetra in ogni cosa solida.  

Così è stato creato il mondo. 

Da questo sono e arrivano ammirevoli adattamenti in cui i mezzi (o processi) sono qui in questo. Quindi sono chiamato Hermes Trismegist, con le tre parti della filosofia di tutto il mondo
Ciò che ho detto dell’operazione del Sole è compiuto e concluso. 

La filosofia è anche fortemente legata a Ermete Trismegisto.

Tuttavia, a causa della mancanza di prove conclusive sulla sua esistenza, la figura storica è stata costruita fittiziamente dal Medioevo fino ad oggi, specialmente dal risorgere dell’esoterismo.

Gli alchimisti europei consideravano la tavoletta smeraldo come il fondamento della loro arte e della sua tradizione ermetica.

Secondo antiche credenze egiziane, gli dei governavano l’antico Egitto prima dei faraoni mortali. Queste divinità alla fine hanno civilizzato le regole mortali trasmettendo loro la conoscenza.

Il dio egizio Thoth era il dio della saggezza e il patrono dei maghi. Era anche il guardiano e il commesso degli archivi che conteneva la conoscenza degli dei.

Clemente di Alessandria stimò che gli Egizi possedessero quarantadue scritti sacri, che contenevano tutti gli insegnamenti dei sacerdoti egizi. Clemente di Alessandria era un teologo cristiano che insegnava alla Scuola di catechesi di Alessandria

Hermes Trismegistus è stato infine accreditato con decine di migliaia di scritti, che erano reputati di immensa antichità. Per esempio, il Timeo e Critia di Platone descrivono che nel tempio di Neith a Sais si potevano trovare innumerevoli sale segrete che custodivano documenti storici che erano stati tenuti lì per almeno 9.000 anni.

La fusione di due dei 

Alla fine, Hermes, il dio greco, e Thoth, la controparte egiziana, furono uniti come uno, diventando il patrono di Astrologia e Alchimia.

L’Asclepio e il Corpus Hermeticum sono i più importanti dell’Hermetica, gli scritti superstiti attribuiti a Ermete Trismegisto.

Alla fine, durante il Rinascimento, molti studiosi vennero ad accettare che Ermete Trismegisto era un contemporaneo di Mosè. Alla fine, questa idea svanì dopo che fu scoperto che gli scritti ermetici furono scritti non prima del secondo o terzo secolo d.C.

Si crede anche da alcuni autori come Sayyid Ahmed Amiruddin che Hermes Trismegisto sia il costruttore delle piramidi di Giza

Altri studiosi propongono una connessione tra Ermete Trismegisto. E il Profeta Muhammad.

Il Profeta Muhammad, che si ritiene abbia viaggiato nei cieli nella notte di Isra e Mi’raj, possa essere un diretto discendente di Ermete Trismegisto, affermano i genealogisti arabi. Ibn Kathir, uno storico molto influente, esegeta e studioso durante l’era mamelucca in Siria, disse:

“Per quanto riguarda Idris … Egli è nella catena genealogica del Profeta Muhammad, tranne che secondo un genealogista … Ibn Ishaq dice che fu il primo a scrivere con la Penna. Ci fu un intervallo di 380 anni tra lui e la vita di Adamo. Molti studiosi sostengono che fu il primo a parlare di questo, e lo chiamarono Tre Ermi-Ermete [Ermete Trismegisto], “- Ismail ibn Kathir (fonte).

Il corpus ermetico

Si crede comunemente che gli Hermetica siano testi di saggezza greco-egizia risalenti al II secolo dC e forse anche più tardi.

Questi scritti sono spesso presentati come dialoghi in cui un insegnante, solitamente identificato come Ermete Trismegisto, illumina un discepolo. I testi sono considerati la base dell’ermetismo. Discutono del divino, del cosmo, della mente e della natura. Alcuni toccano l’alchimia, l’astrologia e concetti correlati.

https://www.ancient-code.com/who-was-hermes-trismegistus/

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INGERENZE ALBIONESI

Omicidi e stragi, la guerra segreta degli inglesi contro l’Italia

“Colonia Italia”. Giornali, radio e tv: così gli inglesi ci controllano. Le prove nei documenti top secret di Londra. Sono cose che dobbiamo sapere. Quando si pensa alle ingerenze dall’estero nei confronti del nostro paese si pensa sempre agli Stati Uniti d’America. Ma basta aprire una cartina geografica e vedere dov’è l’Inghilterra, un’isola del Nord Europa, e dove sono stati per molti decenni – a ancora oggi – i suoi interessi economici, strategici, militari. In Nord Africa, nel Medio Oriente e in Estremo Oriente.

E cosa c’è tra la Gran Bretagna e i suoi interessi? C’è il Mediterraneo e, al centro del Mediterraneo, l’Italia. Quindi già dai tempi del Risorgimento, l’Italia per la Gran Bretagna era una postazione di fondamentale importanza, attraverso la quale poteva controllare i suoi domini e le sue rotte marittime. Poi l’Italia perde la Seconda Guerra Mondiale e, tra Gran Bretagna e Stati Uniti, c’è una visione molto conflittuale sul problema Italia: per gli Stati Uniti noi eravamo un paese cobelligerante, cioè che si era auto-liberato dal nazifascismo combattendo al fianco degli alleati.

Per la Gran Bretagna invece noi eravamo un paese sconfitto tout-court. Punto e basta. Quindi un paese soggetto ai vincoli, imposti attraverso trattati internazionali, dalle potenze vincitrici alle nazioni sconfitte. Questo ha determinato il corso degli eventi della storia successiva, praticamente fino ai giorni nostri. Al tavolo della pace, quando le grandi potenze vincitrici cominciarono a spartirsi il mondo in aree di influenza, all’interno del campo atlantico la Gran Bretagna pretese e ottenne, dagli Stati Uniti e dall’Unione Sovietica, una sorta di diritto di supervisione sull’Italia.

Quindi l’Italia, dalla Seconda Guerra Mondiale in poi, è paese che appartiene all’area di influenza britannica. C’è una differenza importante tra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. Gli Usa hanno combattuto anche in Italia una guerra contro il comunismo. La Gran Bretagna non ha combattuto solo quella, ma anche una guerra contro l’Italia, in modo particolare contro quella parte della classe dirigente italiana del secondo dopoguerra – penso ai De Gasperi, ai Mattei, ai Fanfani, ai Vanoni fino ad Aldo Moro, sovranista – cioè, che pur nel contesto di un’alleanza internazionale, l’alleanza atlantica, si muoveva con una propria visione sulla base di un proprio interesse nazionale.

Era l’Italia del dopoguerra, uscita a pezzi, che però voleva crescere, riprendersi, ricostruire le proprie istituzioni, il proprio sistema economico. E per poterlo fare aveva bisogno di quella materia prima che è il sangue, l’ossigeno per ogni sistema, e cioè il petrolio, l’energia. Questo è stato all’origine di un conflitto con la Gran Bretagna che dura ancora oggi. La Gran Bretagna, che ha esercitato un controllo pressoché assoluto sul nostro sistema di informazione, ha usato la stampa, i giornali, gli opinion leader, gli intellettuali per orientare l’opinione pubblica e tentare di condizionare le scelte politiche dei partiti e dei governi.

Una di queste grandi scelte su cui la Gran Bretagna ha tentato di condizionarci è stata la politica mediterranea, la politica energetica e petrolifera dell’Italia. De Gasperi, presidente del Consiglio nel 1953, aveva il mandato britannico di sciogliere l’Agip. Mattei, nel 1953, era stato messo alla presidenza dell’Agip per scioglierla. E invece di sciogliere l’Agip lui fondò l’Eni, grazie anche a un decreto di De Gasperi. E dopo aver fondato l’Eni, Mattei cominciò ad attuare una propria politica.

Non era accettata l’Italia di Mattei, dell’Eni, al tavolo delle grandi compagnie internazionali, in modo particolare di quelle britanniche, con pari dignità. Era ammessa a sedersi, tutt’al più, su uno strapuntino, ma Mattei e l’Italia di quegli anni non volevano assolutamente dipendere dal punto di vista energetico dalla Gran Bretagna. Per cui cercarono autonomamente le fonti di approvvigionamento, offrendo ai paesi produttori di petrolio, che erano quasi tutti controllati dalle compagnie britanniche, condizioni più favorevoli.

C’era la famosa regola del fifty-fifty: 50% ai produttori, 50% alle compagnie petrolifere straniere. Questa era una regola imposta dalle “sette sorelle”. Mattei cambiò le regole dello scambio, proponendo il 25% alle compagnie e il 75% ai produttori: i paesi produttori trovarono più conveniente fare affari con l’Italia che non con la Gran Bretagna.

Questo disturbò parecchio gli inglesi. La rivelazione di questo libro è l’esistenza di una vera e propria macchina della propaganda occulta britannica. E questa macchina venne scagliata contro De Gasperi e contro il suo erede politico Attilio Piccioni, attraverso la macchina del fango. De Gasperi venne coinvolto in uno scandalo, il famoso scandalo Guareschi – De Gasperi delle lettere che poi risultarono false, fabbricate dalla propaganda occulta inglese, e Piccioni venne coinvolto in un altro scandalo, quello famosissimo di Wilma Montesi, la ragazza trovata morta su una spiaggia di Tor Vaianica.

Il figlio, Piero Piccioni, venne coinvolto in quello scandalo; e il padre, ministro degli esteri, sodale di De Gasperi e protettore di Enrico Mattei, venne travolto da quell’ondata di fango. Poi lo scandalo si rivelò infondato, perché le responsabilità del figlio di Piccioni non erano quelle che la campagna ispirata dalla macchina occulta britannica gli aveva attribuito, tant’è che Piero Piccioni qualche anno dopo fu prosciolto, risultò innocente.

Questo è solo un esempio di come la Gran Bretagna è intervenuta pesantemente nelle nostre vicende interne, e adesso ho citato due episodi che sono collegati alla guerra specifica energetico-petrolifera. L’Iran di Mohammad Mosaddeq, primo ministro, aveva nazionalizzato il petrolio britannico. La Gran Bretagna reagì imponendo l’embargo, e l’Italia dell’Eni e di De Gasperi violò quell’embargo. Winston Churchill, allora premier britannico – nel libro ci sono dei documenti desecretati inglesi – ordinò ai suoi apparati di “dare una lezione” agli italiani, perché avevano osato violare l’embargo imposto dagli inglesi contro l’Iran.

Sono emersi nuovi documenti sulla guerra scatenata dalla macchina della propaganda occulta contro Enrico Mattei. Attraverso la sua politica, Mattei emarginò progressivamente le compagnie che curavano gli interessi britannici, in aree che gli inglesi consideravano, per importanza – sto citando testualmente un documento – seconde soltanto alla Gran Bretagna stessa. Aree come la Libia, come l’Egitto, come l’Iran, come l’Iraq che per gli inglesi erano di vitale importanza. Mattei andò a ficcare il naso, con la sua politica, in queste zone, disturbando, anzi addirittura emarginando, nel corso degli anni, la presenza britannica.

In questi documenti Mattei venne definito dagli inglesi – cito testualmente – «un pericolo mortale per gli interessi britannici nel mondo».

E c’è un altro documento che fa venire la pelle d’oca. E’ del 1962. Gli inglesi dicono che Mattei «è una verruca, è un’escrescenza da rimuovere in ogni modo». Scrivono: «Abbiamo tentato di fermarlo in tutti i modi e non ci siamo riusciti: forse è giunto il momento di passare la pratica alla nostra intelligence».

Sei mesi dopo, Enrico Mattei morì in un incidente aereo che oggi sappiamo con certezza, anche sul piano giudiziario, essere stato causato da un atto di sabotaggio. Aldo Moro? La vicenda Moro si colloca esattamente nello stesso contesto della vicenda di Enrico Mattei. Aldo Moro è stato l’erede della politica mediterranea di Mattei.

Tra il 1969 e il 1975, Moro è stato l’ispiratore della politica estera italiana. Era ministro degli esteri in diversi governi, e riuscì a mettere a segno ulteriori colpi contro gli interessi inglesi. Certo, non è che gli italiani scherzassero, a loro volta. In Libia, nel 1969, con Moro ministro degli esteri, ci fu un colpo di Stato che rovesciò la monarchia filo-britannica e portò al potere il colonnello Muhammar Gheddafi, addestrato nelle accademie militari italiane.

E’ vero che Gheddafi cacciò via gli italiani, ma subito dopo nazionalizzò il petrolio, che era controllato dalle compagnie britanniche, espulse dalla Libia le basi militari britanniche e iniziò un rapporto privilegiato con gli italiani, grazie al quale l’Italia conobbe un periodo di grande benessere economico. E poi, negli anni successivi, ci furono altri colpi messi a segno, come in Iraq, dove il regime nazionalista aveva espropriato, nazionalizzato il petrolio controllato dalle compagnie britanniche.

E l’Eni era riuscita a penetrare anche lì, grazie ovviamente ai successori della politica energetica di Mattei, ma soprattutto grazie alla politica estera di Aldo Moro. Tra i documenti di “Colonia Italia“, ce n’è uno che veramente fa venire i brividi, riportato con tutti i suoi riferimenti archivistici, per cui chiunque voglia andare a controllare può farlo. Nel gennaio del 1969, il responsabile della macchina della propaganda occulta a Roma dice: «Attraverso la macchina della propaganda occulta non abbiamo ottenuto grandi risultati contro questa classe dirigente italiana». Quindi invita il suo governo: «Dobbiamo adottare altri metodi». Quali metodi? Questa parte del documento è oscurata ancora oggi.

E’ ancora oggi coperta dal segreto. Io chiedo continuamente agli opinionisti, ai direttori dei giornali, alla stampa: ma perché non chiedete al governo britannico la desecretazione di quella parte del documento, in cui sono spiegati gli “altri metodi” da utilizzare contro l’Italia a partire dal 1969? Nel 1969 ci fu la strage di piazza Fontana e iniziò una stagione di sangue, lo stragismo, il terrorismo, che toccò il suo punto più alto con il sequestro e l’assassinio di Aldo Moro.

E anche qui c’è da dire qualcosa a proposito dell’intervento britannico. Nel 1976 – questo è provato, perché lo dicono gli stessi documenti inglesi desecretati e conservati nell’archivio di Stato di Kew Gardens, a disposizione di tutti – ci fu un tentativo di colpo di Stato organizzato o progettato dagli inglesi nei primi sei mesi del 1976 per bloccare la politica di Aldo Moro.

Quel progetto venne sottoposto all’attenzione degli alleati francesi, tedeschi e americani. I francesi aderirono immediatamente, perché l’Italia era un concorrente temibile anche per i francesi, non solo per gli inglesi, mentre americani e tedeschi si mostrarono molto più scettici, e dissero agli inglesi: «Ma voi siete pazzi! Un colpo di Stato in Italia, a parte i contraccolpi negativi nell’opinione pubblica per l’alleanza atlantica, in Italia c’è una sinistra forte, c’è una organizzazione sindacale molto radicata, cioè ci sarebbe una reazione e quindi un bagno di sangue!» Gli inglesi allora misero da parte il progetto di un colpo di Stato vero e proprio, classico.

Però c’è un altro documento, pubblicato nel libro. Scrivono: «Visto che non è possibile attuare un colpo di Stato militare classico, per l’opposizione di Germania e Stati Uniti, passiamo al piano-B». Qual era questo piano-B? Purtroppo, anche in questo caso, come nel documento che ho citato prima, c’è soltanto il titolo. E il titolo è agghiacciante.

Testualmente: “Appoggio a una diversa azione sovversiva per bloccare Aldo Moro”. Quale poteva essere questa “azione sovversiva” naturalmente io non lo so, perché anche questa parte del documento è ancora oggi secretata, protetta dal segreto. A suo tempo venne oscurata persino agli americani e ai tedeschi.

E anche in questo caso non mi trattengo dal chiedere agli opinionisti italiani, alla stampa italiana: siamo in un paese in cui rivendichiamo tutti i giorni verità e giustizia; beh, quando ci troviamo di fronte a documenti di questo tipo, ma che ci vuole a chiedere agli inglesi di desecretare anche questo documento per capire quale poteva essere la “diversa azione sovversiva” contro Moro?

Magari non c’entra nulla con il sequestro e l’assassinio di Aldo Moro, le cui responsabilità  ovviamente ricadono sulle Brigate Rosse italiane. Magari, attraverso la desecretazione di quel documento, scopriamo che la diversa azione sovversiva con cui gli inglesi volevano bloccare Aldo Moro era soltanto una scampagnata della regina Elisabetta in Italia… Ci sono due documenti drammatici, che segnano due fasi drammatiche della nostra storia: piazza Fontana e l’assassinio di Aldo Moro. Entrambi questi documenti sono incompleti.

Sono ancora oggi secretati. E visto che la Gran Bretagna è un paese nostro amico, addirittura nostro alleato, sarebbe utile per noi sapere se questo paese amico ha avuto un qualche ruolo, oppure no, nella strage di piazza Fontana e nell’assassinio di Aldo Moro. Allo stato delle nostre ricerche, ho ragione di ritenere che oggi il controllo britannico sul nostro paese sia ancora più forte di prima.

(Giovanni Fasanella, dichiarazioni rilasciate a Claudio Messora il 12 novembre 2015 per la video-intervista “I documenti Uk che fanno gelare il sangue, da Enrico Mattei ad Aldo Moro”, pubblicata su “ByoBlu” per presentare il libro “Colonia Italia”, Chiarelettere – 483 pagine, euro 18,90 – che Fasanella ha scritto insieme a Mario José Cereghino. Il possibile ruolo occulto della Gran Bretagna nella “sovragestione” dell’Italia è tornato drammaticamente in primo piano nel febbraio 2016 con l’uccisione al Cairo del giovane Giulio Regeni, ingaggiato in Egitto da una Ong collegata all’università di Cambridge; secondo molte fonti indipendenti, tra cui l’ex inviato di “Panorama” Marco Gregoretti, il lavoro di Regeni sarebbe stato utilizzato dall’Mi6, il controspionaggio inglese.

La stessa intelligence britannica, sempre secondo Gregoretti, avrebbe “sacrificato” Regeni, utilizzando killer egiziani, per creare un incidente diplomatico tra Italia ed Egitto in vista di un possibile intervento militare italiano in Libia. E Fulvio Grimaldi, ex giornalista Rai, segnala che l’Italia, tramite l’Eni, ha raggiunto un accordo strategico con l’Egitto per lo sfruttamento di un immenso giacimento di gas, nel Mediterraneo, in acque egiziane, fatto che ha sicuramente irritato e preoccupato gli inglesi).

Fonte attiva: http://www.libreidee.org/

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I ricercatori scoprono la tomba del ‘dio-re’ Maya del 4° secolo

Gli archeologi del Guatemala hanno fatto un’incredibile scoperta in quanto hanno scoperto la tomba di un «dio-re» Maya nel Guatemala

Dopo aver scavato la tomba, i ricercatori hanno scoperto una stupefacente maschera di giada usta per la sepoltura e un’insieme di manufatti diversi che si credono risalenti tra il 300 e il 350 d.C.

La scoperta la rende la più antica e nota tomba reale che è mai stata scoperta nella regione nord-occidentale del paese di Petén.

Gli archeologi ritengono che questa sepoltura, iscritta come sepoltura 80, potrebbe appartenere al famoso re Te’ Chan Ahk, membro di una delle più antiche dinastie reali Maya, il Wak fondato nel II secolo d.C.

La possibile tomba è stata identificata grazie alla maschera di giada posta sulla testa dell’uomo e destinata a rappresentarlo come dio del grano.

Secondo i ricercatori, i re Maya erano regolarmente ritratti e rappresentati come Dei del Mais. Questa linguetta sulla fronte presenta un simbolo unico la “Croce Greca” che significa negli antichi Maya “Giallo” e “Prezioso”. Questo simbolo è associato anche al Dio del Mais.

Le principali colture degli antichi Maya erano il mais, i fagioli, la squash, l’avocado, il peperoncino, l’ananas, la papaya e il cacao.

“I Maya hanno venerato i loro divini governanti e li hanno trattati come anime viventi dopo la morte”, ha dichiarato il co-regista David Freidel, professore di antropologia nelle arti e delle scienze presso l’Università di Washington a St. Louis.

“La tomba di questo re ha contribuito a rendere l’acropoli e il il palazzo reale terra santa, un luogo di maestosità, all’inizio della storia della dinastia Wak – centopiedi. È come gli antichi re Sassoni in Inghilterra sepolti in Old Minster, l’originale chiesa sotto la cattedrale di Winchester”.

Il sito archeologico di Waka in Perù ‘si trova a circa 70 chilometri a ovest del famoso sito archeologico di Tikal. Si ritiene che durante il periodo classico questa città reale abbia dominato importanti rotte commerciali che si dirigevano verso nord e a sud e da est verso ovest. Era situato in un incrocio commerciale.

 I ricercatori hanno scoperto un gran numero di manufatti durante la ricerca della tomba.

Oltre alla maschera del governatore, gli archeologi hanno scoperto 22 vasi di ceramica, conchiglie di spondylus, ornamenti di giada e un ciondolo a conchiglia a forma di coccodrillo.

I resti del re e alcuni ornamenti, come la maschera, vennero verniciati in rosso luminoso.

Negli anni ’60 gli archeologi di Tikal hanno trovato un manufatto simile a quello che hanno scoperto, una maschera di colore verde, la prima tomba reale Maya, risalente al primo secolo d.C.

I primi insediamenti Maya risalgono al 1800 a.C, o all’inizio di quello che si chiama Pre-classico o Periodo Formativo. I centri più piccoli dei Maya coprivano meno di un chilometro quadrato. Tikal, il più grande, copriva 123 chilometri quadrati.

La città isola di Tayasal è considerata l’ultimo Regno indipendente dei Maya esistito fino al 1696.

Fonte:  https://www.ancient-code.com/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da 

5.000 anni fa, gli antichi egiziani hanno navigato in America ecco la “prova

Coca e tabacco trovati nelle antiche mummie egiziane: è questa l’evidenza definitiva dei viaggi transoceanici di 5.000 anni fa?

E se l’antica civiltà egiziana fosse molto più avanzata di quanto abbiamo mai immaginato? Dopo tutto, sono i legittimi proprietari di alcune delle strutture più antiche e impressionanti sulla superficie del pianeta.

È difficile credere che avrebbero potuto costruire navi potenti che avrebbero permesso loro di viaggiare in altri continenti?

Secondo l’analisi del DNA eseguita su antiche mummie egizie, questo non può essere ancora solo una pazza cospirazione.

il Dr. Svetla Balabanova è rimasto colpito e incredulo quando ha visto i risultati delle sue analisi.

Il prestigioso esaminatore medico tedesco era stato incaricato ad analizzare diverse mummie nel tentativo di cercare tracce di droga usate dai governanti dell’antico Egitto.

Quello che ha trovato è stato considerato un epocale cambiamento nella storia.

Dopo aver analizzato diverse antiche mummie egiziane, i ricercatori hanno scoperto la presenza di alti livelli di cocaina, nicotina e tetraidrocannabinolo in corpi conservati per migliaia di anni.

Con rigore scientifico, il Dr. Balabanova ha ripetuto più volte le prove e ha inviato campioni ad altri laboratori per test indipendenti.

Tutte le analisi successive hanno confermato i risultati iniziali.

Le antiche mummie egiziane avevano livelli elevati di cocaina, nicotina e tetraidrocannabinolo. Ma da dove gli antichi egiziani ottennero questi prodotti?

Nonostante la ricerca e le prove, la comunità scientifica rimase scettica, accusando i ricercatori che gli avevano scoperti di incompetenza.

Iniziarono affermando che le mummie erano false finché non si dimostrasse che fossero autentiche.

Poi hanno continuato a sostenere che erano contaminate fino a quando che era impossibile dimostrare la contaminazione dello stelo interno di un capello.

Hanno poi sostenuto che gli esperimenti non erano riproducibili, finché, un gruppo indipendente di esperti non trovasse tracce di cocaina e nicotina in altre mummie egiziane in un museo britannico.

Infine, hanno finito per difendere l’indifendibile: che il tabacco e la coca non provenivano dall’America del Sud, ma erano specie molto rare di origine africana.

Ma nessuna prova della coltivazione di coca o tabacco era mai stata trovata in Africa, in Europa o in Asia prima di Cristoforo Colombo.

Quello che le mummie ci dicono è una storia inverosimile per la storia come l’abbiamo appresa a scuola. La coca e il tabacco sono indubbiamente originari del Sud America.

Gli Egiziani hanno apparentemente avuto la capacità di costruire la Piramide, ma non avevano capacità navali sufficienti per attraversare l’Oceano Atlantico. Come possiamo spiegare questi risultati controversi?

È possibile che gli antichi egiziani abbiano viaggiato in qualche modo nel continente americano migliaia di anni fa?

O potrebbe essere sufficiente la prova che una civiltà altamente avanzata esisteva sulla Terra migliaia di anni fa? Una civiltà che aveva conoscenze e tecnologie che non avevano allora né gli egiziani, né i greci né i romani?

Comunque sia, molti autori concordano sul fatto che si tratta di una prova irrefutabile che gli antichi Egizi avessero contatti con prodotti che hanno avuto origine nell’altra metà del globo; sul continente americano

Ma cosa accadrebbe se ci dovessimo sbagliare? Per tutti coloro che sono interessati a vedere un altro lato di questa storia, consiglio di leggere un articolo che è stato pubblicato per la prima volta nel numero di New Dawn Magazine 156, maggio / giugno 2016. Essa si oppone fondamentalmente a tutto ciò dichiarato in questo scritto.

Per quelli di voi che non possono leggere l’attuale l’articolo della rivista c’è un’alternativa.

Immagine esposta: Il papiro di Ebers

Fonte: Droghe americane nelle mummie egiziane

Il mistero delle mummie della cocaina

Fonte articolo: https://www.ancient-code.com/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

Agli albori della creazione dell’uomo

 Il Culto del Serpente 

 di Katrina Sisowath  03 Dicembre 2014  dal Sito Web Ancient-Origins  traduzione di Nicoletta Marino  Versione originale in inglese  Versione in spagnolo 

Nella mitologia, il serpente simboleggia la fertilità e la procreazione, la saggezza, la morte e la resurrezione (perché cambia la sua pelle, il che non è affine alla rinascita) e nelle prime scuole di mistica, il simbolo della “Parola” è stato il serpente. 

La ‘luce’ che apparve fu metaforicamente definita come il serpente chiamato ‘Kundalini’, arrotolato alla base della colonna vertebrale che rimane latente in una persona addormentata. 

La divinità o il risveglio di una divinità e le abilità latenti vennero con i rituali e gli insegnamenti portati dagli uomini serpente.

Per comprenderli, bisogna tornare ai “serpenti” originali. 

  • In Cina, erano una coppia, un maschio e una femmina, con teste umane e corpi di serpente chiamati Fu Xi e Nu Wa; essi crearono gli esseri umani.
  • In Sumeria, fu l’Anunnaki Nin-Khursag e suo marito Enki ai quali fu dato l’incarico di creare lavoratori. Enki è conosciuto da noi come il serpente della Genesi – che ci diede la capacità di pensare, ragionare e per questo fu maledetto da suo fratello Enlil.
  • Per gli Indù, a crearci fu il serpente cosmico Ananta.

Quindi, se agli albori della creazione dell’uomo ci sono un paio di esseri somiglianti a serpenti che ci hanno creato, allora coloro che avevano il loro culto, devono essere loro discendenti diretti, sia per linea di sangue o per via spirituale.

Fu Xi y Nu Wa, I serpenti mitci Che crearono gli esseri umani nella mitologia cinese Wikipedia

Il serpente che segue era figlio di Enki, Ningizzidda, conosciuto dai Sumeri, dagli Egizi e dai Tibetani. 

Secondo Zecharia Sitchin, egli dimorava a Magan, o quello che noi conosciamo come Egitto, i teorici credono che egli fosse Thoth che formò una scuola di misteri propagando le idee di auto miglioramento e dell’illuminazione, promuovendo le opere e la filosofia di suo padre.

Se Enki e Ningizzidda governarono in Egitto come si afferma, allora quella scuola sarebbe stata il faro che attraeva tutti coloro che desideravano acquisire conoscenze, supportati dal potere e della forza di Magan.

C’è qualche prova per questa teoria? 

Nel Concilio di Nicea fu affermato:

‘Il potere degli dei è venuto dall’Egitto’.

Ci fu una grande fratellanza bianca (chiamata così per i loro abiti), una prominente scuola di misteri a Karnak.

Un suo ramo si trasformò nell’egizio Therapeutate che in Giudea erano conosciuti come gli Esseni. Gesù, essendo un Esseno, è stato con tutta probabilità iniziato in Egitto in questa scuola di misteri, salendo i livelli fino a che divenne un ‘Maestro’

Il dio sumero Ningizidda, rappresentato come un serpente dalla doppia testa che si avvolge in una forma a doppia elica (rappresenta la dualità della natura), affinacato da due grifoni (Wikipedia)

E venne il momento in cui Anunnaki persero il controllo della Terra e della sua popolazione, che si espanse rapidamente, con gli uomini sparsi dappertutto che formarono le proprie colonie e le strutture sociali.

Coloro che seguirono l’ideologia del serpente si sono premurati di mantenere la supremazia, mentre affrontavano il cambiamento costante di nuove religioni e di possibili minacce nei confronti delle loro terre che erano ricche. 

Così, per proteggersi e per animare le persone a seguire il loro sistema di credo, inviarono emissari (‘gli Illuminati‘) e dappertutto troviamo racconti su di loro. 

Ai semplici cacciatori e pescatori sembravano dei

Non vennero a conquistare le terre, ma ad aiutare la gente, insegnando loro a coltivare, a curare i malati e i feriti, a leggere le stelle.

Numerose culture antiche di tutto il mondo adoravano il serpente, un essere come,

  • Quetzalcóatl, Cihuacohuatziti e Cihuacohuatl in México e Perú
  • Rey Naga dell’India e i suoi figli Nagin
  • Po Nagar in Vietnam, che fu la loro prima imperatrice 

…e le divinità serpente che erano belle donne associate agli alberi e ai laghi.

La dea serpente in Egitto, Wadjet, era la protettrice della terra, dei re e delle partorienti.

Per i Minoici, la dea serpente era A-sa-sa-ra-me e era come l’ittita Ishassara, la Khmer Apsara e la cananea Asera. 

Anche l’Irlanda, la Scozia e l’Inghilterra precristiane adoravano il serpente. 

La dea serpente minoica  (Wikimedia Commons)

Una figura proveniente da fuori, senza dubbio, non bastava a consolidare la posizione del culto del serpente, soprattutto quando si trovava di fronte a nuove religioni e regni che andavano acquisendo potere politico e militare

A tal fine, si organizzarono matrimoni politicamente vantaggiosi con le emergenti famiglie che governavano.

Un principe o una principessa serpente sposandosi portavano alla famiglia affari, ricchezza, conoscenza su come formare una società coerente e i segreti noti solo a chi professava il culto che poi sarebbe stato trasmesso ai futuri figli.

Era questo pozzo di conoscenze che dava alla nuova famiglia regnante un vantaggio sul proprio popolo e permetteva loro di reclamare “Divinità” – o superiorità su tutti gli altri. 

Indubbiamente la maggior parte di questi matrimoni non si concludeva felicemente. 

  • Il Re Dwuttabaung di Birmania aveva come moglie una principessa Naga. La capitale della Birmania, Pagan, aveva consulenti e assistenti Naga. Secondo alcune versioni, dopo una discussione con la sua sposa, si dice che egli sarebbe stato ucciso dai Naga.
  • Nel Laos si racconta la storia del principe Naga, Phangkhi, che si innamorò di una principessa Khmer, Aikham. Volendo guardarla, ma senza essere visto, si trasformò in uno scoiattolo, ma sfortunatamente fu catturato e mangiato.
  • Suo padre, il re del Naga mosse guerra al regno per vendicarsi e catturò la principessa. Il Re Phadaeng, anche lui innamorato di lei, andò a salvarla ma senza successo perché il re si trasformò in Re Fantasma e continuò ad assediare la capitale del re Naga.
  • In Cambogia, fu Soma, la figlia del re Naga, che fu catturata dal sacerdote Kaundinya Brahmán, che poi la sposò. Suo padre aspirò l’acqua di una terra paludosa creando per la coppia il paese di Kampuchea.

Particolare di un Naga, uno dei tanti forgiato in legno o in pietra  che si trovano in tutta l’Asia

  • A Giava c’è una storia che conserva una certa similitudine con la Sirenetta. E’ la storia di Lara Nyai Kidul, che era sposata con un re umano. Era così bella che le altre spose contattarono una maga perché la facesse diventare brutta. Disperata, lei si lanciò nell’oceano, e una dea ebbe pietà di lei e la trasformò in un essere metà umano e metà serpente e la incoronò Regina dell’Oceano.
  • In India, gli esseri serpenti erano conosciuti come Nagin – i figli del re Naga. Diverse famiglie reali affermano che il loro lignaggio discendeva dalla endogamia di Nagin, anche i Manipur, gli Yadavas e i Pallavas.
  • In Grecia, l’esempio più famoso è Alejandro Magno, la cui madre era una entusiasta partecipante dei riti orfici, e a volte ballava con i serpenti attorcigliati al suo corpo. Nella pittura affresco “Zues che seduce Olimpia”, di Giulio Romano, Zeus ha il capo e il busto umano ma la coda di un serpente.

Zeus che seduce Olimpia, Giulio Romano, 1526 Palazzo del Té, Mantova, Italia (Wikipedia)

  • In Francia, troviamo la storia di Melusina – metà umana e metà pesce (o serpente), tradita dal marito che mancò alla parola d’onore alla sua richiesta di non molestarla mentre eseguiva un bagno rituale.

Perché gli esseri serpente che erano conosciuti per la loro bellezza e portavano vantaggi finivano i matrimoni in un brutto modo.

Forse la principessa serpente aveva nostalgia della sua casa. 

Oppure perché si trovava ad essere dipendente dalla volontà di suo marito per assicurarsi di essere bene accolta nella società in cui arrivava e si trovava di frequente con molte censure, sospettata viste la sua influenza straniera e a forti gelosie. 

Incapace di trovare amicizie, era condannata all’ostracismo e arrivava a vacillare l’affetto di suo marito nei suoi riguardi , coloro che cercavano di farla decadere, attaccavano.

In molti casi, la principessa tornava a casa sua lasciando i suoi figli. In altri lei o suo marito morivano.

Però, i suoi figli la ricordavano, quelli che erano nati con una forza e una intelligenza più forte di quella di coloro che li circondavano, permettendo così alla famiglia di avanzare la pretesa che gli dei avevano concesso loro il diritto divino a governare, essendo i figli una prova di superiorità, favorita dagli dei. 

Bibliografia  

 
Articolo correlato: la nostra specie Homo Sapiens

Piramidi & Serpenti

L’eredità di Sumer

Tutti i segni, tutti i misteri, tutte le eredità del passato, provengono da Sumer.

La scrittura Vinca e Sumer

La cultura Vinca fu una cultura preistorica che si sviluppò nella penisola Balcanica tra il VI e il III millennio a.C. Nel VI millennio a.C. questa cultura occupava la zona delimitata dai Carpazi a nord, dalla Bosnia a ovest, dalla pianura di Sofia a est e dalla valle di Scopije a sud.

  • La cultura toccò il corso del Danubio, nelle attuali Serbia, Romania, Bulgaria e Macedonia. 
  • Esempi di scrittura Vinca furono trovati nel 1875, nel 1908, e nel 1961 in varie zone della Romania e della Serbia, vengono datate al V millennio a.C.
  • Gli studiosi ritengono questa scrittura precedente al cuneiforme anche se non tutti identificano i segni Vinca come una vera e propria scrittura.

  • Gli assiriologi tacciono sul legame tra scrittura Vinca e lingua sumera! Esiste invece traccia del farro che i sumeri conoscessero la scrittura Vinca Una tavoletta BILINGUE cuneiforme e Vinca! 
  • Lista di segni Vinca come ritrovati su diversi manufatti. Guardate cosa succede se specchiamo verticalmente i segni:

  • Confrontiamo i segni Vinca con la parte bassa della tavoletta sumera: 

  • Non solo alcuni simboli Vinca sono uguali ai pittogrammi sumeri del VI millennio!!!

Le Tavole Tartaria

  • Considerate a lungo un mistero, le tavole Tartaria sono tre reperti di piccole dimensioni con segni simili a pittogrammi, datate alla cultura Vinca.
  • Rinvenute in Romania 

  • Le tavole Tartaria sembrerebbero la più antica testimonianza della cultura Gheto-Dacia, l’antico popolo da cui ha avuto origine la cultura rumena. Il contenuto della placca orizzontale è stato decifrato usando la lingua sumera!!! 

BAB-SARRU/RABU-DU-KI-USU-GIRA-PATESI-III-BANSUR-MU-NANNAR-RABU/ZU-II-DINGIR-IIDINGIRANA 

La Porta del grande re, che conduce i 4 distretti del paese ai potenti Dei della Luna e del Fuoco, dei principi che servono il grande tavolo per le offerte dedicate alla triade sacra e al rinomato Dio della Luna del Nord, colui che fa abbondare cibo e bevande dopo la scomparsa dei due Dei e delle due Dee

  • La tavola rotonda invece è stata decifrata così:

4 NUN KA SA UGULA PI IDIM KARA I

Dei 4 capi (principi), per il viso del Dio Aue, uno, il più anziano (in virtù) della sua profonda saggezza è stato bruciato

I 10 Pianeti – Sumer e Perù

  • Il sigillo sumero VA243 mostra una stella con 11 corpi celesti – secondo Zacharia Sirchin sono il Sole con i 9 pianeti del Sistema Solare più Nibiru e la Luna

  • Secondo Sitchin NIBIRU AVREBBE UNA ORBITA MOLTO ELITTICA che lo fa passare all’altezza della fascia degli asteroidi, dividerebbe quindi il Sistema Solare in due zone: Una composta da 5 pianeti: Plutone-Urano-Nettuno-Nettuno-Saturno-Giove 
  • Una composta da 4 pianeti: Marte-Terra-Mercurio-Venere

  • Ma il sigillo VA243 non è l’unico reperto a mostrare questa situazione, anzi, la testimonianza più dettagliata sta in Perù!!
  • Nel muro di CORICANCHA, il tempio del Sole di Viracocha, sta un pannello dorato che mostra un ‘uovo’, una orbita ellittica che divide due zone: Una con 5 pianeti e una con 4 pianeti!!! 

  • Gli studiosi ci dicono che quella ellisse è ‘l’uovo primordiale’ da cui escono le stele, l’uomo e la donna, e tutti gli elementi presenti nel pannello. Ma non spiegano perché nell’ellisse è presente UN ALTRO PIANETA.  

Questo è l’intero pannello:

Ma dal pannello del Coricancha notiamo anche un altro particolare: è diviso in due registri – quello alto tutto con elementi ‘terreni’.

E cosa vediamo in basso (registro terreno) a sinistra?

Ma perché gli assiriologi ci dicono che i 7 pallini sono le Pleiadi? Nella cultura sumera non esiste nessun riferimento alle Pleiadi. Se i pallini nel Corichancha si trovano nel registro ‘terreno’ allora ha ragione Sitchin nel dire che erano la rappresentazione del pianeta Terra??!!

Ricordiamoci che nella tavola accadica WAK8535 compaiono 7 pallini in fila con la scritta:

IL DIO ENLIL VIAGGIA TRA I PIANETI

I sette pallini rappresentano la terra
perché la Terra è il 7° pianeta arrivando
dall’esterno del Sistema Solare.
Sia il sigillo VA243, sia il pannello dei
Coricancha ci confermano che nell’antichità
il Sistema Solare era conosciuto nella sua interezza,
compreso NIBIRU.

Piramidi e Serpenti

Il sito archeologico di Giza (Egitto) mostra 3 piramidi disposte in questa maniera:due in linea retta e una spostata leggermente a sinistra. Il sito di Teotihuacan (Messico) ci mostra 2 piramidi e un tempio (il piccolo tempio di Quetzalcoatl) allineate allo stesso modo. 

Nella provincia di Xian’yan (Cina) sono sparse decine di piramidi, alcune delle quali sono disposte allo stesso modo. Tutti e 3 questi posti sono legati

univocamente tramite le loro divinità al serpente, o ai serpenti, spesso intrecciati a un bastone o tra di loro.

Ma quale è l’origine del serpente? perché lo troviamo in Egitto, in Cina, e in Messico?

IL SERPENTE VENIVA DA SUMER!!

I serpenti intrecciati erano il simbolo di Ningishzidda adorato in Egitto come THOT, adorato in Messico come KUKULCAN e il serpente singolo era il simbolo di suo padre ENKI, adorato in Cina come FUXI!

Il Video che ho trascritto qui è stato creato da:

 Alessandro Demontis
Per approfondimenti visita il sito:
“Shirine of the Lord Ningishzzidda”
http://gizidda.altervista.org

Articolo correlato: Alla ricerca di Planet 9 di Tommaso Maccacaro che nel suo articolo su altrogiornale.org ci dice che:

“Si può quindi dire che vi sono alcune evidenze – certamente non conclusive – a favore dell’esistenza di Planet X (che ora dovremmo chiamare Planet 9); che le ricerche osservative condotte finora non hanno dato esito positivo ma che vi sono ancora margini per poterlo individuare.”

Metalli Divini

Sud Africa, trovata una metropoli di 200.000 anni realizzata dagli Anunnaki?

METALLURGIA

L’uso dei metalli da parte dell’uomo è iniziato con l’oro ed è continuato con argento e rame – metalli che si trovano allo stato puro in natura. Reperti archeologici indicano che l’uso di “pietre tenere” (ossia i metalli), martellandole e dando loro forme utili, cominciò nel vicino Oriente nel IV millennio a.C.; l’uso di metalli puri si trasformò in metallurgia nel IV millennio a.C. con l’introduzione della lega di rame e stagno chiamata bronzo; i progressi tecnologici nella lavorazione dei minerali metallici introdussero l’Età del Ferro nel II millennio a.C. 

A differenza dell’archeologia, le antiche credenze in tutto il mondo, che trattano la successione delle età dei metalli (a partire dall’Età dell’Oro), assegnavano invariabilmente a queste tre ère una ben maggiore antichità.

Anche le narrazioni sumere degli Anunnaki, che descrivono il loro arrivo sulla terra alla ricerca di oro e la creazione di Bad-Tibira come centro metallurgico nell’Edin, fanno risalire questi eventi a un periodo precedente il Diluvio.

Anche nella Bibbia si trovano riferimenti all’uso del metallo prima del Diluvio: osservando ad esempio che uno dei fiumi dell’Eden scorreva da dove <<giungeva il buon oro>> e notando che Tubalkain (della stirpe esiliata di Caino) era <<il fabbro, padre di quanti lavorano l’oro, il rame e il ferro>>. (Genesi 4,22). 

Secondo le iscrizioni sulle mura del tempio a Edfu, in Egitto, il dio Horus donò ai suoi sostenitori umani armi di “ferro divino” forgiate in una fonderia che lui aveva creato in quel luogo.

Attività estrattiva delle miniere

Pur se in linea di massima viene considerata parte integrante dell’argomento metalli e metallurgia, l’estrazione mineraria svolse un ruolo importante negli affari degli Anunnaki, come è descritto chiaramente nell’Epica di Atra-Hasis e in altri testi citati da ZS.

Essendo stati costretti a lavorare nelle miniere per estrarre l’oro di cui avevano bisogno, gli Anunnaki assegnati a tale lavoro si ribellarono, l’ammutinamento sfociò nella creazione di un “Lavoratore Primitivo” – l’Homo Sapiens – affinché lavorasse al posto loro.

Oro (Gush.kin, Ku.gi).

“L’Oro Lucente estratto dalla Terra”; anche Zu.ab. “Ciò che brilla proviene dalle profondità primordiali”, da cui deriva probabilmente (H) Zahab, “oro”): minerale prezioso e lucente che si trova sia sotto forma di filoni nelle viscere della Terra, sia come pepite nei letti dei fiumi o come granelli mescolati all’acqua di mare.

E’ il metallo più malleabile e duttile conosciuto: può essere allungato, ridotto in fili sottilissimi, in lamine, in fogli, in grani o polvere (oggi persino essere ridotto ai suoi atomi). Si può fondere, colare, forgiare, martellare e si può legare ad altri metalli; non è corrosivo ed è un perfetto conduttore elettrico.

Primo metallo noto al genere umano, sin dall’inizio venne considerato proprietà degli dèi che lo usavano per comunicare con l’umanità (il bastone d’oro che Viracocha consegnò in Perù; i Cherubini d’oro sull’Arca dell’alleanza per ascoltare Yhaweh). 

Sia nel Vecchio sia nel Nuovo Mondo, le dimore divine e i Sancta Sanctorum erano interamente rivestiti del prezioso metallo a formare recinti d’oro, decorati con emblemi d’oro, oggetti rituali in oro e perfino utensili in oro.

Secondo i testi sumeri, gli Anunnaki estraevano l’oro dall’Africa sud-orientale (Arali, “luogo dei filoni lucenti”), dalle miniere dell’Ab.zu (“Profonda sorgente primordiale”). I testi attribuivano la decisione degli dèi di creare l’uomo alla necessità di avere dei lavoratori primitivi in grado di sostituire gli Anunnaki nelle miniere, dopo l’ammutinamento di questi ultimi, stufi delle condizioni proibitive in cui erano costretti a lavorare.

Quando il Diluvio distrusse tutto, emerse una nuova fonte di oro, pronta per essere raccolta: le pepite che abbondavano sul terreno esposto proprio dalle acque del Diluvio in Sud America, dando origine agli insediamenti e alle operazioni che ebbero come centro Tiahuanacu. Ciò spiega la quantità incredibilmente vasta di oro e manufatti d’oro razziata dai conquistadores spagnoli nelle terre andine del Sud America, i cui indigeni non erano assolutamente in grado di estrarre dalle miniere.

Lo Stagno (An.na):

metallo che, a differenza dell’oro, argento o rame, si trova molto raramente allo stato puro in natura. Veniva ricavato da un minerale, la cassiterite (ossido di stagno), seguendo un processo di estrazione complesso, composto da numerosi fasi: il minerale veniva combinato con il carbonio in apposite fornaci in grado di raggiungere temperature elevate; lo stagno fuso veniva raccolto e purificato attraverso un ulteriore processo di fusione.

E’ un metallo estremamente utile perché, mescolato in piccole porzioni al rame (poco più del 10%), forma una lega – il bronzo – che acquista una resistenza straordinaria. Nonostante la complessità dei processi metallurgici che hanno consentito il passaggio alla cassiterite al bronzo, a Sumer (dove lo stagno veniva chiamato An.na, “Pietra Celeste”) “L’età del Bronzo” risale al 3600 a.C., e da lì si diffuse poi lentamente, nell’arco di parecchi secoli, in tutto il Vicino Oriente.

Questa impresa dei Sumeri è ancora più importante se si considera il fatto che, mentre il rame si poteva ricavare dalle fonti del Vicino Oriente, relativamente poco distanti (Cipro, Creta), i minerali di stagno si trovavano in terre più lontane: nel subcontinente indiano e nel Lontano Oriente, nelle Isole Britanniche (Cornovaglia) o in Sud America (nei pressi del Lago Titicaca).

Nel libro Gli Dei dalle Lacrime d’Oro di ZS, viene citato un testo sumero in cui Inanna parla della presenza di stagno nel suo dominio nella Valle dell’Indo e fornisce la prova che gli Anunnaki ricavavano lo stagno a Tihuanacu in Bolivia – ancora oggi principale fonte mondiale di stagno. ZS si è chiesto persino se il nome della città derivi dalla parola accadica per stagno – Anaku – così che Ti-anaku significava letteralmente “Città dello stagno”

Ferro: Età del ferro (An.ta):

il passaggio dal bronzo al ferro, quale metallo più robusto per armi e utensili, richiedeva importanti progressi tecnologici, che andavano dall’estrazione mineraria, alla separazione delle scorie, alla raffinazione, alla fusione, alla colatura.

Prove archeologiche indicano che il cambiamento si verificò nell’antico Vicino Oriente nel 1200 a.C. circa. Prove testuali, tuttavia, suggeriscono una precoce familiarità con il ferro: leggende egizie di Horus e Seth in battaglia – molto prima dell’era faraonica – descrivono Horus che donava ai suoi seguaci umani <<armi che vennero forgiate>> (ossia fatte di ferro).

La Bibbia, nel capitolo 4 della Genesi racconta che Tubalkain, discendente di Caino, era un “fabbro, padre di quanti lavoravano il rame e il ferro”, presumibilmente già prima del Diluvio. Nel Deuteronomio, la Terra promessa è descritta – all’epoca dell’Esodo, nel XV secolo a.C. – come un <<paese dove le pietre sono ferro e dai cui monti scaverai il rame>>. 

Fonte: 

Le Cronache Terrestri Rivelate di Zecharia Sirchin 2009

p: 104-163-186-187-230

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L’Età dell’Oro, dell’Argento, del Bronzo e l’eroica età del Ferro  

Dov‘è finito tutto l’Oro del Mondo?  

Il Sud Africa è conosciuto come il più grande paese produttore di oro al mondo. La più grande zona di produzione d’oro del mondo è il Witwatersrand, la stessa regione dove l’antica metropoli si trova. Infatti nelle vicinanze di Johannesburg, una delle città più note del Sud Africa, è anche un luogo chiamato “Egoli”, che significa la città d’oro. (Continua QUI l’interessante articolo) 

Nin.Gish.Zid.Da 

La misteriosa Piana di Giza

Oggi, nonostante il fatto che solo pochi conoscono la vasta città sotterranea,
in passato era ben conosciuta e documentata.

C’è un’incredibile città “perduta” sotto le Piramidi di Giza

C’è un’incredibile città “perduta sotterranea che si trova sotto le piramidi di Giza, e nonostante il fatto che solo oggi pochi conoscono, è stata estremamente ben documentata in passato.

La misteriosa Piana di Giza è ancora più sbalorditiva quando ci si rende conto che l’antica città di Memphis (l’odierna Giza) è piena di passaggi sotterranei, colonne, con un sistema di caverne e camere, dove si trova tra le loro mura manufatti storici di immenso valore datati migliaia di anni fa migliaia. Tuttavia, le autorità egiziane non sono disposte a rivelare al grande pubblico ciò che si trova al di sotto della piana di Giza, come molte altre scoperte fatte nel corso degli anni in Egitto.

C’è una storia del tutto perduta e ignorata dagli studiosi tradizionali quando si tratta di civiltà dell’antico Egitto e le enigmatiche Piramidi, che a detta di molti precede la civiltà egizia stessa. Per comprendere la misura (parziale) di quello che ci hanno insegnato a scuola della storia sul nostro pianeta, dobbiamo capire che innumerevoli scoperte sono state completamente ignorate dagli studiosi tradizionali.

Una di queste scoperte ha avuto luogo in Egitto, dove un imponente sistema di tunnel sotterranei con camere e sale è stato scoperto sotto la superficie della Piramide. Una vera storia di quello che è accaduto sotto la sabbia migliaia di anni fa, non è presente negli insegnamenti tradizionali del nostro passato sulla civiltà e, la riflessione sulle innumerevoli scoperte effettuate negli ultimi decenni indicano chiaramente che la storia così come la conosciamo è solo parziale.

Al fine di comprendere l’enigmatica ‘città’ sotterranea situata sotto la Piana di Giza, ci si avventura fuori dal distretto dell’Oasi del Fayum, che si trova a poche miglia al di fuori di Memphis. È degno di nota ricordare che in passato, il Lago Moeris delimitava l’Oasi del Fayum e proprio sulle sue sponde si trova l’enigmatico labirinto descritto da Erodoto come “una meraviglia senza fine.”

Si dice che il misterioso ‘labirinto’ di dimensioni impressionanti, conteneva fino a 1500 camere e una pari quantità di camere sotterranee che al filosofo greco non è stato consentito di ispezionare. Secondo i custodi del Labirinto, “i passaggi erano sconcertanti e intricati”, creati al fine di mantenere sicuri nei numerosi sotterranei gli innumerevoli testi antichi e pergamene.

In realtà, questo antico complesso, ha impressionato Erodoto in modo tale che si sentiva in dovere di parlare della misteriosa struttura:

“Ho visto dodici palazzi regolarmente disposti, che comunicavano gli uni con gli altri, intervallati da terrazze e disposti intorno dodici padiglioni. E’ difficile credere che sono opera dell’uomo, le pareti sono ricoperte da figure scolpite, e ogni costruzione è squisitamente costruita di marmo bianco e circondato da un colonnato. Presso l’angolo dove finisce il labirinto, c’è una piramide, duecentoquaranta piedi di altezza, con grandi figure scolpite di animali su di essa e un passaggio sotterraneo che l’attraversa. Mi è stato detto che è molto credibile che passaggi sotterranei siano collegati a questa piramide con le piramidi di Memphis.

In realtà, l’antica Memphis (Giza) ha un sistema sotterraneo gigantesco che si combina con una serie di intricati passaggi artificiali, fiumi sotterranei e gallerie. Mentre questi sono stati descritti migliaia di anni fa, le cavità sotterranee gigantesche sono state mappate nel 1978 con il georadar grazie ad esplorazioni guidati dal Dr. Jim Hurtak, che si dice essere entrato in enormi camere che sono più grandi delle più grandi e moderne cattedrali erette dall’uomo.

Tuttavia, in aggiunta a quanto sopra, ha parlato anche delle giganti metropoli sotterranee collocate al margine di Giza, datate almeno 15.000 anni.

È interessante notare, ci sono numerosi autori antichi che hanno sostenuto la documentazione di Erodoto ‘di passaggi sotterranei che collegano le principali piramidi. E’ importante ricordare che Giamblico, noto anche come Giamblico Chalcidensis, o Giamblico di Apamea, un filosofo neoplatonico siriano che ha registrato informazioni su di un ingresso attraverso il corpo della Sfinge che conduce all’interno della Grande Piramide di Giza:

Oggi, questo ingresso ostruito da sabbie e detriti ma, può ancora essere rintracciato tra le zampe anteriori del colosso accovacciato. In precedenza era chiuso da un cancello di bronzo la cui segreta serratura poteva essere aperta solo dai Magi. L’ingresso è stato sorvegliato e tenuto nascosto al pubblico, e una sorta di timore religioso ha mantenuto la sua inviolabilità, meglio di quello che avrebbe fatto una protezione armata. Nel ventre della Sfinge sono state scavate delle gallerie che conducono alla parte sotterranea della Grande Piramide.

Queste gallerie attraversano abilmente tutto il percorso fino alla Piramide che, se ci si avventura sempre più in questa rete di gallerie senza una guida, inevitabilmente ci si ritrova al punto di partenza.

Antica Sala Egiziana delle annotazioni degli antichi codici

Crantore (300 a.C.), ha affermato che in Egitto una serie di pilastri sotterranei contengono una documentazione preistorica scritta sulla pietra, Crantore ha sostenuto con grande fermezza gli scritti di Erodoto.

Tuttavia, ancor più, interessante è il fatto che scritti su antichi sigilli cilindrici sumeri sono la documentazione degli Anunnaki dove la loro dimora segreta è stata descritta come: 

“Un luogo sotterraneo … dove si entra in un tunnel, il suo ingresso è nascosto dalla sabbia e da quello che chiamano Huwana … che ha denti come quelli di un drago, il suo volto, quello di un leone”. Questi estremamente antichi testi, frammentati in diversi pezzi, registrano, inoltre, che “gli [Huwana] non sono in grado di andare avanti, n’è indietro”, ma possono essere attaccati da dietro, così facendo, “la dimora segreta degli Anunnaki” poteva essere violata. (Fonte

Sorprendentemente gli antichi testi sumerici hanno relativamente fornito una buona descrizione sulla testa di leone della Sfinge di Giza, un monumento che precede sicuramente le civiltà dell’Antico Egitto ed è stata edificata per proteggere le Piramidi e le innumerevoli camere e gallerie situate sotto Giza. 

Tuttavia, troviamo molte e vaste più prove sulle camere sotterranee negli scritti di Plinio nello storico primo secolo romano, dove ha documentato che sotto la potente Sfinge si trova una “tomba di un principe di nome Harmakhis che contiene un grande tesoro Sorprendentemente Nascosto. “La Grande Sfinge una volta era chiamata “la Grande Sfinge Harmakhis che ha fatto la guardia fin dai tempi dei seguaci di Horus”. 

Un’ulteriore prova a sostegno dell’esistenza delle volte sotterranee è documentata dallo storico romano del IV secolo Ammiano Marcellino che ha documentato l’esistenza di passaggi che portano all’interno della Grande Piramide di Giza: 

“Le iscrizioni che gli antichi asserivano sono state incise sulle pareti di alcune gallerie sotterranee e passaggi, sono stati costruiti in profondità nell’interno e al buio per preservare la saggezza antica dal Diluvio.” 

Altre prove si trovano in un manoscritto documentato dallo scrittore arabo Altelemsani e conservata al British Museum. Altelemsani ha documentato l’esistenza di una vasta camera sotterranea quadrata situata sotto terra, tra la Grande Piramide e il fiume Nilo. Altelemsani ha scritto che c’era qualcosa di enorme che bloccava l’ingresso dal fiume Nilo. 

Altelemsani ha scritto: 

“… Nei giorni di Ahmed Ben Touloun, una squadra è entrata nella Grande Piramide attraverso il tunnel e ha trovato in un lato della camera un calice, un bicchiere di rara fattura e consistenza. Mentre stavano per uscire, hanno perso un componente della squadra, sono ritornati indietro a cercarlo, in quel mentre, il disperso è andato incontro alla squadra e ridendo disse: “Non cercatemi e non seguitemi”, e poi si precipitò all’interno della piramide. I suoi amici hanno percepito che era incantato, qualcosa lo aveva stravolto. 

Dopo aver appreso di strani avvenimenti sotto la Piramide, Ahmed Ben Touloun espresse il desiderio di vedere il calice di vetro. Durante l’esame, è stato riempito con acqua e pesato, poi svuotato e ri-pesato. Lo storico ha scritto che era “risultato essere dello stesso peso, sia vuoto come quando era pieno d’acqua.” (Fonte

È interessante notare che nel corso del 10° secolo, uno scrittore di nome Masoudi ha affermato che le avanzate statue meccaniche erano a guardia delle gallerie sotterranee situate sotto la Grande Piramide di Giza. La sua descrizione, di mille anni fa, può essere paragonata oggi a un robot computerizzato. Secondo Masoudi, questi robot sono stati programmati per distruggere tutti gli intrusi “ad eccezione di quelli che con il loro comportamento erano degni di essere ammessi”.

Egli scrisse: “… resoconti scritti di saggezza e acquisizioni nelle diverse arti e le scienze erano nascosti in profondità, per rimanere a testimonianza e beneficio di coloro che potrebbero in seguito capire …”.

Masoudi ha asserito: “… ho visto cose che non posso descrivere per la paura di persone che possano mettere in dubbio la veridicità e la mia intelligenza … ma, quelle cose io le ho viste …”.

Secondo Erodoto, gli antichi sacerdoti egizi parlavano di un un lungo tempo passato e della creazione di camere sotterranee create dai costruttori originali dell’antica Memphis. È interessante notare che queste storie sono state confermate quando le grandi cavità sono state scoperte nel corso di un sondaggio condotto di Giza nel 1993.

I rapporti che sostengono l’esistenza di vaste camere è stato documentato da un articolo di giornale chiamato “Mistero in galleria in Sphinx”:

“I restauratori che con difficoltà hanno riparato la Sfinge hanno scoperto un antico passaggio che conduce nelle profondità nel corpo del misterioso monumento. Il direttore e archeologo degli antichi scavi di Giza, il signor Zahi Hawass, ha detto che non vi era alcuna controversia, limitandosi a dire che il tunnel era molto vecchio. Tuttavia, ciò che è sconcertante è: chi ha costruito il passaggio e Perché? Inoltre, dove porta …? Il signor Hawass ha detto che aveva intenzione di rimuovere le pietre che bloccano l’ingresso. I cunicoli segreti del tunnel nel lato nord della Sfinge, circa a metà strada tra le zampe tese della Sfinge e la coda.” (Fonte)

Nel 1935, storie incredibili sono emerse dopo che ha avuto luogo un progetto di compensazione durato un decennio. Un articolo pubblicato lo stesso anno da Hamilton M. Wright ha descritto l’esistenza delle aree sotto Giza. Queste informazioni, come molte altre scoperte, vengono ancora negate dalle autorità egiziane, nonostante numerose evidenze dimostrano la loro esistenza.

L’articolo diceva:  

“… Abbiamo scoperto un sottopassaggio utilizzato dagli antichi Egizi di 5000 anni fa. Si passa sotto la strada rialzata che porta tra la seconda Piramide e la Sfinge. Essa fornisce un mezzo per passare sotto la strada rialzata dalla Piramide di Cheope alla Piramide di Chefren. Da questa strada sotterranea, abbiamo portato alla luce una serie di colonne che scendono più di 125 piedi, con ampi spazi e camere laterali … “. ( Fonte )

L’esistenza sotterranea di ampie camere a Giza è estremamente ben documentata, anche se solo un paio di persone in tutto il mondo sanno della sua esistenza. I rapporti dei media nel 1930 hanno descritto le camere sotterranee e i passaggi situati tra il tempio del “Sole” situato sull’altopiano e il tempio della Sfinge nella valle di Giza.

Situato a metà strada tra la Grande Sfinge e la grande piramide, sono state scoperte quattro enormi colonne verticali, ciascuna circa di otto piedi quadrati, che conducono in camere interne attraverso un solido calcare.

“… Si chiama” Campbell Tomb “in massoneria e nel gergo rosacrociano, e” quel complesso colonnato “, ha detto il dottor Selim Hassan,” termina in una camera spaziosa, al centro della quale c’è un altra colonna che scendeva in una costruzione capiente fiancheggiata da sette camere laterali … “.

Secondo i rapporti, all’interno delle segrete stanze c’erano enormi sarcofagi sigillati in basalto e granito, alti 18 piedi.

Nel 1935, quando il dottor Selim Hassan stava esplorando la zona che ha scritto:

“… Speriamo di trovare alcuni monumenti importanti dopo l’eliminazione di questa acqua. La profondità totale di queste serie di colonne è più di 40 metri o più di 125 piedi … Nel corso dei lavori, aprendo la parte meridionale della strada sotterranea, è stata trovata un bellissimo testa di una statua molto espressiva in ogni dettaglio della faccia…”. (Fonte)

La Cappella delle offerte, Enoch, e i conti preistorici

In aggiunta a quanto sopra, il dottor Selim Hassan ha anche riferito la scoperta di tre corti interne ed esterne e una camera che ha chiamato la ‘Cappella delle offerte,’ tagliata in uno sperone di roccia massiccia trovato tra la tomba di Campbell e la Grande Piramide. Rapporti indicano che al centro della cappella ci sono tre montanti verticali decorati posizionati in una disposizione a forma triangolare. I pilastri sono punti estremamente importanti nel rapporto in quanto la loro esistenza si crede sia stata registrata nella Bibbia.

Si ritiene che Ezra, lo scrittore della Torah,
ha avuto conoscenza dell’esistenza dei passaggi e delle grandi camere sotto Giza ancor prima di scrivere la Torah.

È interessante notare che i rapporti delle ‘sofisticate macchine meccaniche’ scoperte a Giza, insieme ad una città sotterranea precedentemente sconosciuta, si trovano scritte in un articolo dell’Espresso della Domenica del 7 Luglio 1935.

Tuttavia, nonostante ampi testi antichi che documentano l’esistenza di vaste gallerie, camere e passaggi sotto Giza, le autorità egiziane hanno a lungo negato l’esistenza di questi, insieme ad una serie di altre scoperte incredibili fatte in Egitto.

Secondo i rapporti, ‘l’inaccessibile’ città sotterranea è possibile accedervi dall’interno della Sfinge (ma pure da altre parti), da scale scavate nella roccia, che conducono al sistema di caverne sotto il letto del fiume Nilo. L’enorme, complesso, di sistema sotterraneo sotto la Piana di Giza si estende ad est, e porta verso Il Cairo.

In un articolo scritto nel 1972 è stata fatta la seguente dichiarazione: 

“Nessuno dovrebbe prestare attenzione alle pretese assurde per quanto riguarda gli interni della Grande Piramide o i presunti passaggi e templi scavati sotto la sabbia, la zona delle Piramidi è stata fatta da coloro che sono in connessione con i cosiddetti segreti dei culti misterici o da società Egiziane e Orientali.

Queste cose esistono solo nella mente di coloro che cercano di attirare le persone in cerca di mistero, e più si negano l’esistenza di queste cose, tanto più il pubblico è portato a sospettare che stiamo deliberatamente cercando di nascondere ciò che costituisce uno dei grandi segreti d’Egitto. E’ meglio per noi ignorare tutte queste affermazioni che semplicemente vengono negate. Tutti i nostri scavi nel territorio della Piramide non sono riusciti a rivelare eventuali passaggi sotterranei o sale, templi, grotte, o qualcosa del genere ad eccezione di quello del tempio adiacente alla Sfinge. “(Fonte)

Testi storici documentano la vasta quantità di scavi effettuati nel corso del 20° secolo e delle incredibili scoperte sconvolgenti che sono state tenute lontane dalla società. Come abbiamo accennato in articoli precedenti, vi è un modello specifico e rigoroso implementato nella società di oggi, dove solo alcune informazioni vengono rilasciate al mondo, mentre la maggior parte sono tenute bloccate lontano da occhi indiscreti, quasi come se ci fosse in funzione un livello nascosto di censura, specificamente progettate per proteggere le parti della storia che appartiene al genere umano, una specie con una grande amnesia.

Riferimenti:

http://www.bibliotecapleyades.net/

http://www.burlingtonnews.net/tunnels.html

http://www.sacred-texts.com/earth/osgp/osgp10.htm

Gaston Maspero, dagli albori della civiltà, 1901.

Fonte Link e immagini: http://www.ancient-code.com/there-is-an-incredible-lost-underground-city-beneath-the-pyramids-of-giza/ 

Traduzione e adattamento: https://ningizhzidda.blogspot.com/

 

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