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TERRA COME ARMA, GEOENGINEERING COME GUERRA

VIDEOCONFERENZA Laboratorio per l’Alternativa Politico-Culturale AlterLab  Dopocena domenica 20 Ottobre alle ore 21.00.   Dal titolo: ” Pianeta Terra Ultima Arma di Guerra”  Relazione di: Maria Heibel

Ndr: riporto qui solo una parte (interessante) del corposo articolo pubblicato da https://www.nogeoingegneria.com/

 

Cosa si poteva fare per sciogliere i ghiacci? Che tipo di progetti c’erano? E’ una fantasia assurda o ha qualche fondamento?

Dopo la Seconda Guerra Mondiale furono avanzate proposte di fusione delle calotte polari da figure ben note, come il primo direttore generale dell’UNESCO Julian Huxley nel 1946 (bomba nucleare) oppure un alto funzionario presso il US Weather Bureau, l’ingegnere petrolifero russo Petr Mikhailovich Borisov. La sua proposta per scioglierli fu quella di spargere sulla superficie polvere di carbone.

I ghiacciai neri  della Groenlandia  e dell’ Himalaia non possono che suscitare un certa perplessità. Borisov non era considerato uno scienziato pazzo. Il suo lavoro era di grande interesse per il governo sovietico, che stava già finanziando una vasta gamma di ricerche con l’intento di riscaldare l’Artico e tutto questo per il semplice motivo che la Russia ha larghe aree molto fredde. Circa il 63 per cento della Russia è coperta da permafrost, considerato un ostacolo significativo per lo sviluppo della Siberia.

Altro nome di spicco in questo contesto era Harry Wexler, considerato il padre del mondo satellitare, nominato dall’amministrazione Kennedy capo negoziatore statunitense per discutere l’utilizzo congiunto di satelliti meteorologici con l’unica altra potenza spaziale del tempo, l’Unione Sovietica. Il ‘genio Wexler’ della NASA fece delle proposte ben precise su come influenzare clima e meteo. Nel bel mezzo della Guerra Fredda, lui e il meteorologo russo Viktor A. Bugaev posero le basi per un sistema di monitoraggio meteorologico globale.  

Le Proposte di Wexler erano le seguenti:

– AUMENTARE LA TEMPERATURA DELLA TERRA DI 1,7°C iniettando una nube di cristalli di ghiaccio nell’atmosfera polare e facendo esplodere 10 BOMBE NUCLEARI NELL’OCEANO ARTICO;

– DIMINUIRE LA TEMPERATURA DELLA TERRA DI 1,2° C, “lanciando un anello di particelle di polvere intorno all’orbita equatoriale”;

– DISTRUGGERE LO STRATO DI OZONO e di conseguenza aumentare nettamente la temperatura superficiale del pianeta, irrorando diverse centinaia di migliaia di tonnellate di cloro e bromo con aerei stratosferici.

Harry Wexler era più che qualificato per poter parlare autorevolmente di clima, di cambiamento climatico e di climatizzazione e lui non era tanto  preoccupato della travagliata storia delle modificazioni delle nubi (cloud seeding) che influenzavano piogge, grandine, nevi  e nebbie, tempeste etc  a livello locale, ma della manipolazione planetaria (pacifica o ostile è secondario) e degli effetti.

Nei suoi discorsi pubblici sul controllo del clima, sottolineò il ruolo crescente dell’inquinamento e dell’uso di razzi sonda ( per la diffusione di sostanzecon effetti deleteri. Wexler aveva iniziato a mettere in guardia, ma morì all’ improvviso.

Stratega geopolitico e geofisico importante in quei anni  era Gordon MacDonald. MacDonald, membro dell’Organo di Consulenza Presidenziale tracciò possibili scenari futuri nel suo saggio ‘Come devastare l’ambiente” ( dal libro ‘ Unless Peace Comes’ del 1968),  scaricabile in rete e tradotto da noi.

In quegli anni la bomba nucleare veniva considerata efficace per molti usi, tra questi la modifica del  clima e della geofisica della terra. Uno degli usi immaginati era la detonazione sotto le calotte dell’ artico, per fare staccare montagne di ghiaccio.

MacDonald includeva, nel suo abbozzo di  futuri strumenti di manipolazione, l’uso distruttivo delle onde dell’oceano (tsunami),  la fusione o destabilizzazione delle calotte polari (manipolazioni, spostamenti, fusione di enormi superfici di ghiaccio), uragani controllati, la riduzione intenzionale dell’ozono, il raffreddamento e il riscaldamento del pianeta  (raffreddare introducendo materiali nell’alta atmosfera capaci di assorbire i raggi in entrata o riscaldare trattenendo il calore in uscita) … Aveva scritto nel suo saggio:

un meccanismo esiste per modificare catastroficamente il clima della Terra. Il rilascio di energia termica, forse attraverso esplosioni nucleari lungo la base di uno strato di ghiaccio, potrebbe avviare uno scorrimento verso l’esterno della coltre di ghiaccio che sarebbe poi sostenuta dall’energia gravitazionale…

Nella regione artica ebbero luogo numerose esplosioni nucleari. Uno dei più grandi impianti militari per  test nucleari era sull’isola di Novaja Zemlja, dove dal 1955 al 1990 l’Unione Sovietica fece esplodere 88 bombe in atmosfera, 29 sottoterra, e 3 sott’acqua.  Nell’Artico russo , dove le bombe nucleari vennero utilizzate alla fine del 1980 per studi sismici, minerali, e nel tentativo di spegnere incendi di qualche giacimento di petrolio, vi furono decine di esplosioni nucleari. (Fonte).

Scrivevano  Rapetto-di Nunzio:

Oleg Kalugin, alto funzionario del Kgb, nel 1994 racconta a un quotidiano londinese che l’ex Unione Sovietica stava approfondendo la possibilità di realizzare ordigni geofisici in grado di provocare terremoti e onde anomale oceaniche allo scopo di devastare il territorio statunitense. Mitologia di una Guerra fredda che non vuole esser dimenticata? Leggende metropolitane da abbinarsi a quelle dei mangiatori di bambini? E allora che dire delle attività sismiche anomale – rilevate addirittura in Iran – al verificarsi delle esplosioni sperimentali nei test nucleari sotterranei sovietici nel poligono di Semipalatinsk in Kazakhistan?”  

La fantasia agli scienziati non mancava, specie a Edward Teller, padre della bomba termonucleare

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Teller mostrò nel corso degli anni una sorprendente capacità di far rinascere un progetto a lui evidentemente molto caro. Molti ricordano il cosiddetto scudo stellare SDI (1983) passato alla storia come sistema di “guerre stellari” , poi bocciato. L’ SDI si trasformò in seguito in uno scudo per la difesa ambientale (1992)  per poi presentarsi in versione attualizzata come scudo solare (SRM) in cerca di consensi.  La proposta di controllo climatico nel memorandum della CIA nel 1960 venne ripresa in forma  dettagliata  da Teller e Wood nello scudo di  ultima versione, e presentato al seminario annuale sulle emergenze planetarie al centro Majorana di Erice 1997. Il titolo era esplicito: “Effetto serra e glaciazioni. Prospettive per un meccanismo di regolazione dei cambiamenti globali su basi fisiche”.

Nel rapporto del seminario si leggeva, tra l’altro, quanto segue:

suggeriamo l’impiego di scatterers che rimandino indietro nello spazio circa l’uno per cento della radiazione solare che oggi arriva sulla Terra: tanto quanto basterebbe per scongiurare il surriscaldamento globale. D’altra parte quando, come ci si aspetta, arriverà una delle cicliche ere glaciali, un analogo tipo di scatterers potrebbe essere impiegato per impedire l’uscita di quel tre per cento della radiazione termica terrestre necessario per mantenere le nostre temperature medie ottimali e evitare che il nostro pianeta precipiti nel gelo delle glaciazioni….” Troppo freddo  o troppo caldo, il rimedio è offerto. 

E come funzionava?

La proposta era di 1) Rilasciare con razzi, palloni, aerei uno spray di ossidi di zolfo (SO2 o SO3) da disperdere in stratosfera emulando un’emissione simile a quella prodotta dal vulcano filippino Pinatubo; 2) particelle di alluminio allo stato cristallino (Al2O3) da immettere in stratosfera.

Cose grandiose di questo genere furono già fatte in passato. Irrorare  il pianeta  non era una proprosta nuova. Nel 1963, con il  progetto WEST FORD, fu creato una  ‘ciambella’ di particelle  intorno al pianeta, un campo di trasmissione di radioonde artificiali generate da minuscoli dipoli irrorati nello spazio. L’Air Force lanciò un razzo mettendo in circolazione 480 milioni di minuscoli aghi di rame. Visto che le comunicazioni internazionali erano inviate attraverso cavi sottomarini, l’esercito degli Stati Uniti si mostrava preoccupato del fatto che i sovietici (o altri ) potessero tagliare i cavi, pertanto diventava necessario comunicare oltremare solo via ionosfera. Quindi nel mese di maggio 1963 la US Air Force lanciò questi  aghi di rame di minuscola dimensione creando per breve tempo un anello che circondava l’intero globo.

’60 anni dopo, la ciambella-anello  intorno al globo  è diventata un ombrellone e dovrebbe avvolgere il pianeta intero.

Un anno prima delle pubblicazione di Teller e Wood fu presentato nell’agosto del 1996 il documento  Owning the weather in 2025”ovvero essere padroni del clima entro il 2025 (documento tradotto sul sito).

Il documento parla di applicazioni militari riguardanti modifiche del tempo atmosferico le quali possono creare “fenomeni atmosferici di piccola e media scala” utili a migliorare la posizione tattica delle proprie truppe degradando quella dell’avversario, utili ad innescare violenti temporali attraverso l’inseminazione delle nubi per via aerea, utili a consentire la generazione/dissipazione di nebbia con tecniche di energia diretta, e tanto altro ancora …Questo documento (tradotto) illuminante è ampiamente trattato anche da Umberto Rapetto e il generale Mini.

E per concludere:

Ho trovato recentemente uno studio del 1998 di Jay Michaelson con il titolo: “Geoengineering: A Climate Change Manhattan Project. Geoingegneria: un progetto Manhattan per il cambiamento climatico” pubblicato nello Stanford Environmental Law Journal, vol. 17, No. 73, 1998.  Michaelson sosteneva in questo scritto corposo di 53 pagine la necessità urgente di avviare immediatamente progetti di geoingegneria e proponeva un progetto tanto vasto e segreto quanto lo era il progetto Manhattan.

Coincidenza:  dal 1998 sono stati denunciati – prima in USA/ Canada in seguito in altri paesi del mondo, ormai su tutto il globo – cieli modificati.

Questo studio presentava la prima analisi giuridica, politica e scientifica della geoingegneria.

RIASSUMENDO – COSA FARE

Rosalie Bertell indica  nel caos climatico e meteorologico, oggi definito con la sigla ‘cambiamento climatico’, la più grande minaccia del nostro secolo. Questo caos è determinato dalla manipolazione dei strati atmosferici a mezzo di agenti chimici e impulsi elettromagnetici.

Per oltre 50 anni gli esperimenti sulle modificazioni atmosferiche sono stati fatti o tramite l’aggiunta di reagenti chimici che causano reazioni che possono essere o non essere viste dalla Terra, come le aurore boreali , o campi d’onda che usano il calore o forze elettromagnetiche , o anche esplosioni nucleari nell’atmosfera. Quest’ultime interrompono o alterano il normale moto ondoso delle atmosfere più alte, spesso inducendo modificazioni climatiche nella troposfera.

Gli elementi chimici rilasciati nell’atmosfera comprendono bario clorato, bario nitrato, bario perclorato e bario perossido. Sono tutti infiammabili e distruttivi dello strato di ozono. …Sebbene questi esperimenti facciano chiaramente parte dell’ambizione militare di controllare il clima come arma, non si ha traccia di rapporti pubblici sulle conseguenze sul clima. Viene invece data la colpa dello svuotamento dell’ozono ai deodoranti per il corpo, all’acqua di colonia, agli spruzzatori e distributori di farmaceutici!

Bertell riassume molteplici aspetti della manipolazione.

Appare oggi chiaro che si può ‘pilotare’ la corrente a getto, definendo la linea di demarcazione fra aria calda e aria fredda nelle regioni geografiche; o manipolare le grandi correnti di vapore che spostano la pioggia dai tropici alle zone temperate, causando siccità o inondazioni. Gli episodi naturali di instabilità come monsoni, uragani, tornado, ecc. nellatmosfera possono essere accentuati aggiungendo energia. Liniezione di petrolio nelle placche tettoniche, o la creazione di vibrazioni artificiali con impulsi elettromagnetici possono causare terremoti.

Per Bertell non è la CO2 il problema principale nell’ estremizzazione del tempo atmosferico o del  caos climatico,  ma la guerra contro il pianeta e le guerre in generale.  I più grandi devastatori del pianeta sono le forze militari, sono le guerre, la preparazione alle guerre e non per ultimo  le guerre invisibili e nascoste.

Quindi cosa c’è da fare? La risposta è semplice. La via principale di uscita  dalla devastazione del pianeta e la sua  salvezza è di  uscire dal Sistema Guerra. Stiamo di fronte a rischi inimmaginabili e a guerre ormai “finali” grazie agli strumenti a disposizione. Le guerre devono essere abolite! Devono essere dichiarate quello che sono: Crimini!  Greta di queste cose non ne parla.   

E’ una utopia?

Rosalie Bertell aiuta ad immaginare uno scenario nuovo, senza guerre, senza distruzione.

Ha coniato un nuovo compito per il mondo militare e nuovo concetto di sicurezza, che definisce con il termine di “sicurezza ecologica” un nuovo paradigma che pone in primo piano la cura del pianeta e dei suoi abitanti.  Propone che il ruolo dell’esercito sia di protezione e la difesa dovrà  essere vera difesa, assistenza in caso di crisi ecologiche (e non mancano), l’ impegno deve essere in vere missioni di pace attraverso la diplomazia e il dialogo. Occorrono forti investimenti di risorse finanziarie e umane in tale direzione. Per poter invertire la rotta è necessario sensibilizzare tutti, a tutti i livelli, a questa nuova visione. Penso che molti militari sarebbero ben contenti di operare in questa logica.

Questo significa una inversione totale di rotta, che mette al centro la Terra e la vita.  Questo vuol dire diventare custodi e non più devastatori del pianeta che ci ospita. Vuol dire capovolgere una logica di morte. La nostra epoca richiede agli abitanti della Terra di evolversi moralmente e eticamente, unica via per affrontare le enormi conseguenze e minacce creati da menti immorali. E’ necessario un cambiamento epocale che richiede una nuova scienza con coscienza: a livello individuale e collettivo.

Deve nascere la consapevolezza di essere custodi e non padroni di una complessa, delicata  e meravigliosa rete di relazioni che pervade ogni aspetto della Terra e oltre.

E’ richiesto un salto quantico e cambiamento di paradigma.

Maria Heibel

Fonte articolo intero: https://www.nogeoingegneria.com/

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Risultati immagini per planète terre la nuitAeroporto di Bruxelles, Belgio. Credito fotografico: OceAnne Sansoucis

Fonte https://www.geoengineeringwatch.org/

®wld

Il Progetto Manhattan continua

Un Nuovo Progetto Manhattan (2)

“Il tempo di avere la precipitazione dell’ umidità dell’atmosfera sotto completo controllo è molto vicino …”Nikola Tesla Giugno 1900

Seconda Parte

 (Leggi QUI la prima parte)

Della grande maggioranza delle decisioni di finanziamento di Bush ne beneficiarono i suoi amici e colleghi. Bush stesso in seguito ammise che aveva portato a termine “una scappatoia, una conquista, con cui un piccolo gruppo di scienziati e ingegneri, fuori dai canali prestabiliti, aveva avuto l’autorità e il denaro per il programma di sviluppo di nuove armi”. Anche se la Carnegie Institution credeva di essere tra i primi destinatari dei contratti NDRC, Bush non solo mantenne la sua presidenza, ma la sede della Carnegie Institution divenne quella del NDRC. La Carnegie Institution finì per ottenere circa 3 milioni di dollari in contratti NDRC. Un sacco di sovvenzioni NDRC sarebbero fluite anche al MIT, suo ex datore di lavoro. Infatti, il MIT è stato il principale destinatario accademico dei dollari contrattuali NDRC, rastrellando circa 117 milioni di dollari. Durante la guerra, Raytheon, le cui azioni erano ancora di proprietà di Bush, crebbe di 60 volte nelle vendite. Le connessioni tra la Carnegie Institution, il MIT, Raytheon e il NMP sono una moltitudine. Sebbene Bush si preoccupasse dei conflitti d’interesse e in seguito cercò di legalizzare ufficialmente le sue attività, Roosevelt inizialmente non vide questo come un problema.

A metà del 1941, senza preoccupazioni legali e di finanziamento, il presidente Roosevelt approvò la creazione dell’Office of Scientific Research and Development (OSRD) per la gestione del NDRC. Il NDRC diventò l’unità operativa principale dell’OSRD. Nell’ambito del precedente accordo, il NDRC fu finanziato dal ramo esecutivo. Sotto l’OSRD, il NDRC fu finanziato dal Congresso. Bush rimase il responsabile, assumendo la posizione di Direttore dell’OSRD e Conant diventò presidente del NDRC. Nel 1944, l’OSRD di Bush spese 3 milioni di dollari alla settimana per 6.000 ricercatori in più di 300 laboratori industriali e universitari. 

È interessante notare che il NDRC ha svolto un dettagliato lavoro per l’Office of Strategic Services (OSS). Il NDRC ha servito l’OSS come la fittizia Q Branch, dei film di James Bond, serve il Servizio Segreto Britannico: producendo armamenti non ortodossi e equipaggiamento da spionaggio. Ciò è importante, perché l’OSS è stato il precursore della CIA (Central Intelligence Agency) di oggi e le prove suggeriscono che la CIA è profondamente coinvolta nell’attuale Nuovo Progetto Manhattan. Per ulteriori informazioni sul coinvolgimento della CIA nell’attuale NMP, vedere l’articolo precedente dell’autore “Forging Reality: The New Manhattan Chemtrail Project Information War.”  

La creazione del complesso militare/industriale/accademico non fu l’unica cosa che fece. Nella letteratura storica sulla modificazione del tempo, il nome di Vannevar Bush (pronunciato vuh-nee-ver) viene continuamente fuori. Considerando tutto ciò che è stato svelato qui, in combinazione con il suo ben documentato sostegno alla modificazione del tempo, Vannevar Bush è probabilmente il fondatore del New Manhattan Project. Si potrebbe dire che Vannevar fosse indaffarato come un castoro. Alla fine del 1957, come introduzione al più citato documento di modificazione del tempo, scrisse: 

È del tutto possibile, se fosse abbastanza saggio, che l’uomo potrebbe produrre effetti favorevoli, forse di enorme importanza pratica, trasformando il proprio ambiente rendendolo più salutare per propri scopi. Questa è certamente una questione che dovrebbe essere studiata con diligenza ed energicamente esplorata. I primi passi sono chiari. Al fine di controllare le questioni meteorologiche è necessario comprenderle meglio di quanto facciamo ora. Quando le capiremo pienamente, potremo in futuro, perlomeno, prevedere il tempo atmosferico con certezza, per intervalli ragionevoli di tempo. 

Con i moderni dispositivi analitici, con una squadra di solida esperienza e di elevate capacità, oggi è possibile fare un lavoro in questo campo che renderà immediati benefici e ci porterà avanti verso una comprensione più approfondita delle estreme possibilità. Con tutti i nostri mezzi cerchiamo di ottenerlo.

Ancora un’altra cosa che Vannevar Bush raggiunse fu di assicurare che i tecnici, come lui stesso, diventassero vitali per pianificare la strategia e le operazioni belliche. Questa era un’idea radicale all’epoca. Come scrive il principale biografo di Bush: “Nel maggio del 1942 il presidente approvò la creazione di un sottocomitato per i suoi nuovi Capi di Stato Maggiore che avrebbero dovuto dedicarsi alle nuove armi. Bush avrebbe presieduto l’organo consultivo formato da tre persone, denominato Joint Committee on New Weapons and Equipment, il cui scopo sincero era la ‘educazione’ dei migliori ottoni militari.” G. Pascal Zachary continua a scrivere: ” Bush è stato il primo civile, al di fuori del Consiglio, ad avere formalmente una linea con i capi militari della nazione.” Questo, insieme a tutte le altre informazioni riportate qui, mostra che Bush aveva i mezzi, la motivazione, l’opportunità, il desiderio e la volontà di fondare il Nuovo Progetto Manhattan. Nessun altro era in grado. 

Come se tutto questo non fosse abbastanza, Bush fu anche coinvolto nella creazione di enormi organizzazioni nazionali postbelliche volte a consentire la ricerca scientifica finanziata da fondi statali e privati, portando così avanti l’eredità dell’OSRD. Queste organizzazioni del dopoguerra sono diventate i veicoli principali per lo sviluppo dei programmi di modificazione meteo dell’America. Questi veicoli erano l’Office of Naval Research (ONR) e la successiva National Science Foundation (NSF).

Il caso curioso di Edward Teller

Edward Teller[/caption]

Edward Teller (1908-2003) è stato uno degli scienziati più famosi del XX secolo. Era famoso perché era un fisico estremamente capace e promosse instancabilmente i suoi progetti. Lavorò come ricercatore capo sull’originale Progetto Manhattan e continuò a sviluppare e promuovere la successiva generazione di bombe nucleari, note come bombe termonucleari (bombe a idrogeno). Egli è stato anche ben noto per lo sviluppo e la promozione della Strategic Defense Initiative: a.k.a. Star Wars. 

Ci interessiamo, in special modo, del signor Teller perché negli anni Novanta è stato un famoso co-autore di una serie di articoli pubblicati dal Lawrence Livermore National Labs, che hanno proposto che la Terra e il suo biota venissero irrorati con alluminio stratosferico. Noi siamo preoccupati non solo perché, all’apparenza, questo proposito è estremamente pericoloso, siamo ancora più preoccupati perché i test di prova di campioni d’aria e di acqua piovana, provenienti da tutto il mondo, hanno mostrato che l’alluminio è l’ingrediente principale delle scie chimiche attuali. E come se non bastasse, le operazioni d’irrorazione chimica a livello nazionale, su larga scala, sono cominciate nello stesso periodo in cui sono stati pubblicati i documenti co-autorali di Teller. 

Teller non ha lavorato al laboratorio MIT Rad. Tuttavia, ha spesso teorizzato su come le bombe atomiche, detonate nell’alta atmosfera, potrebbero influenzare il tempo. Ha anche sostenuto, tra le altre cose, l’utilizzo di esplosioni di bombe nucleari per rimodellare i paesaggi planetari. Incredibilmente, Teller ha anche scritto a proposito di effettuare periodiche esplosioni nucleari sotterranee, per generare una sorta di energia geotermica prodotta dall’uomo. Anche se la maggior parte delle persone di oggi probabilmente lo definirebbero “assolutamente un pazzo fanatico”, a quel tempo, queste attività proposte erano quelle che si chiamavano “ingegneria planetaria”. L’ingegneria planetaria è sinonimo della “geoingegneria” attuale. Un ramo della geoingegneria, chiamato gestione delle radiazioni solari (SRM) oggi suggerisce che i jet spruzzino la Terra con particelle stratosferiche. 

Teller ha scritto e ha parlato della modificazione del tempo innumerevoli volte. Nelle sue memorie, Teller scrive di “mettere miliardi di piccole sfere galleggianti nell’atmosfera”. Abbiamo evidenziato come egli scriveva di spruzzarci con l’alluminio. Nel suo libro The Legacy of Hiroshima  suggerisce la tesi geoingegneristica SRM, che significa nebulizzare scie chimiche. Questi sono solo alcuni esempi. Ce ne sono molti, molti altri.

Nell’esempio riportato di seguito, vediamo come Teller evidenzia gli “inneschi” atmosferici. Sta scrivendo a proposito dell’idea che certi fenomeni atmosferici, relativamente piccoli, in determinati punti nello spazio e nel tempo, possono creare reazioni atmosferiche a catena che portano a grandi fenomeni atmosferici, come le tempeste. È analogo al cosiddetto effetto “farfalla”.  

L’effetto farfalla è il concetto secondo cui il battito delle ali di una farfalla in Cina possa causare una tempesta gigante su Cape Cod. La tesi degli inneschi atmosferici viene citata, ovunque, più e più volte nella letteratura che tratta della modificazione del tempo, nello stesso modo in cui Teller la menziona qui. 

Per controllare il tempo, Teller e i suoi colleghi suggerivano che questi inneschi venissero creati artificialmente e/o manipolati. La tesi dell’innesco atmosferico è centrale per le operazioni del NMP di oggi. I sistemi di modellazione atmosferica dei super-computer NMP di oggi sono progettati per essere in grado di identificare questi inneschi e prevedere i loro risultati. Conoscere i probabili risultati, è il modo in cui le persone che eseguono il NMP riescono a conoscere quando e dove eseguire le manipolazioni atmosferiche. Il Laboratorio Nazionale co-fondato e diretto da Teller (Lawrence Livermore National Labs), è stato all’avanguardia nella modellazione atmosferica dei super-computer fin da subito, e continua ancora oggi. Teller scrive:

Prima che qualunque cosa possa essere controllata, deve essere innanzitutto compresa. Stiamo cominciando ad affrontare una comprensione del tempo atmosferico. Sappiamo che cause molto piccole, possono crescere e dare effetti molto grandi. Una leggera perturbazione delle masse d’aria, sul fronte che separa l’aria calma dei poli dal vento continuo che circonda il globo a latitudini temperate, può innescare un vortice largo mille miglia, e può influire sul clima degli Stati Uniti per un’intera settimana. Possiamo e dobbiamo aumentare il numero e la gamma delle nostre osservazioni meteo. Utilizzeremo satelliti, e altri mezzi, per seguire gli spostamenti delle nuvole e dei venti. Poi, utilizzando computer elettronici migliorati, saremo in grado di prevedere il tempo e di rintracciare l’origine di ogni sviluppo fino al suo innesco originale. 

Quando questo alto grado di comprensione meteorologica venisse raggiunto, potremmo essere in grado di creare noi stessi degli inneschi e realizzare l’antico sogno di fare realmente qualcosa sul tempo. Potremmo cospargere di polvere una nuvola su una posizione strategica [l’accento è dell’autore] o trovare un altro modo per sconvolgere l’equilibrio della temperatura tra le masse d’aria. Potremmo interrompere la siccità. Potremmo regolare la precisa posizione e il tempo in cui sorge un uragano, predeterminando così il luogo in cui i venti distruttivi si disperdono.

Tale nuova padronanza sulla natura ci conferirà delle responsabilità che vanno oltre la nostra attuale capacità di immaginare. Quando la pioggia sarà a servizio dell’uomo, l’uomo deve essere il padrone di se stesso. Il controllo delle nubi porterà conflitto o cooperazione tra le nazioni. La prospettiva può sembrare terrificante, ma a lungo termine questa situazione si verificherà sicuramente, o una situazione simile. La scienza porta progresso; il progresso crea potere; il potere va di pari passo con la responsabilità. Non sfuggiremo a questa responsabilità. 

Come possiamo dedurre dal suo ultimo paragrafo, Teller è stato un sostenitore del governo globale. Lo ha professato apertamente innumerevoli volte, come molti altri colleghi. La minaccia della guerra termonucleare è stata ampiamente utilizzata anche come catalizzatore per il governo mondiale. Le prove suggeriscono che il Nuovo Progetto Manhattan è forse la parte più importante di un governo mondiale autoritario.

Edward Teller è stato anche determinante nella fondazione del Lawrence Livermore Labs e per molti anni ha servito come direttore. Durante la direzione di Teller, il suo diretto superiore era il Generale dell’Esercito Alfred D. Starbird. Questo è importante perché il Lawrence Livermore National Labs (LLNL) ha una lunga storia di sviluppo di modelli atmosferici e di configurazione di super-computer, per funzionare, potenzialmente, come parte del Nuovo Progetto Manhattan. Infatti, nell’articolo “C4: Command, Control, Communications, and Computers of the New Manhattan Chemtrail Project,”, il vostro autore riesamina le prove che suggeriscono che LLNL sia la sede della base di comando principale del NMP. 

Le informazioni più convincenti, che legano Teller al Nuovo Progetto Manhattan, si trovano sepolte in una nota a piè di pagina alle sue memorie. Era un consulente di lunga data alla Mitre Corporation. Ciò è importante perché, com’è stato osservato in precedenza, le prove indicano che la Mitre Corporation è il project manager del Nuovo Progetto Manhattan. 

Infine, attraverso il progetto Polaris, Teller è ancora una volta collegato al NMP. Teller e il LLNL hanno diretto lo sviluppo delle testate nucleari che sono state utilizzate come parte del progetto del Polaris Submarine Launched Ballistic Missile (SLBM). Il successo dello sviluppo della testata Polaris ha svolto un ruolo importante nella crescita iniziale del Livermore. Il capo del programma Polaris era un viceammiraglio della Marina, di nome di William Francis Raborn. William Raborn è stato molto probabilmente determinante per lo sviluppo e la produzione del NMP. Nel 1963 Raborn scrisse, in modo molto chiaro, a proposito dell’energia elettromagnetica utilizzata per controllare il clima. La Marina, attualmente, co-gestisce HAARP, il gigante riscaldatore ionosferico. Raborn era nel consiglio di amministrazione di una società che è andata avanti a costruire HAARP. Non solo questo, ma una testata nucleare Polaris è stata distintamente rilevata in un esperimento, sul campo, del radar OTH e, come abbiamo visto, HAARP è il discendente diretto del radar OTH.

Teller ha adottato precocemente, in modo forte e stabile, la teoria del riscaldamento globale creato dall’uomo. 

La somma di queste prove indica che Edward Teller è stato essenziale allo sviluppo del Nuovo Progetto Manhattan. Infatti, probabilmente, è stato l’unico più importante scienziato nella storia del NPM. 

Durante gran parte dell’arco temporale in cui il NMP si stava sviluppando, Teller fu verosimilmente occupato con la Strategic Defense Initiative (SDI). Molte persone, però, hanno messo in dubbio la validità del progetto SDI. Molte persone informate hanno descritto l’SDI come tecnicamente inesplorabile e potenzialmente inefficace (per non parlare di essere uno spreco). Lo stretto collega di Teller, Glenn Seaborg, fu un critico tagliente. Infatti, molti dei colleghi di Teller dubitarono persino che Teller stesso pensasse che l’SDI fosse realmente fattibile. 

Nel suo libro Teller’s War: The Top-Secret Story Behind the Star Wars Deception  il giornalista William Broad, vincitore del Premio Pulitzer, scrive: “Passando sopra le proteste dei colleghi, Teller ingannò i più alti funzionari del governo degli Stati Uniti riguardo a un problema critico della sicurezza nazionale, aprendo la strada ad un inganno di miliardi di dollari, in cui un sogno di pace nascondeva il programma militare più pericoloso di tutti i tempi”. Il signor Broad continua più avanti: “Si può sostenere che Teller ha mostrato chiari segni di delusione. Il suo continuo sostegno al laser a raggi X [Star Wars], dopo il suo crollo, ha indicato un impegno emotivo così profondo che ha sfidato la logica”. 

Forse la Strategic Defense Initiative era solo una storia di copertura. Forse era solo un modo per deviare l’attenzione del pubblico. Teller era ampiamente conosciuto come una forza estremamente potente. Molti tra gli americani medi erano consapevoli di Edward Teller, e credevano che avesse sempre in mente grandi cose. A molti non piaceva e non si fidavano di lui. Forse l’SDI fu presentato come una copertura per nascondere il coinvolgimento di Teller nel super-segreto Nuovo Progetto Manhattan. In questo modo il pubblico avrebbe pensato che Teller stava dedicando gran parte del suo tempo al SDI e, quindi, avrebbe dimenticato il suo coinvolgimento in un progetto altamente top-secret, utilizzato alla fine contro il popolo americano. 

Il culto di John von Neumann

 John von Neumann[/caption]

Le persone vedevano il famoso fisico del Progetto Manhattan e matematico John von Neumann (1903-1957) come un ‘semidio’. Il fisico vincitore del Premio Nobel, Hans Bethe, si chiese se il cervello di von Neumann indicasse “una specie superiore a quella dell’uomo”. Un altro vincitore del Premio Nobel, Eugene Wigner, notò che von Neumann non era umano, ma un semidio che aveva “fatto uno studio dettagliato sugli esseri umani e poteva imitarli perfettamente”. Il suo biografo Norman Macrae lo definì “un profeta”. 

Queste affermazioni erano giustificate dalle leggendarie capacità scientifiche di von Neumann. Era conosciuto per aver calcolato, a mente, risposte incredibilmente accurate a equazioni matematiche estremamente complesse. Dandogli tempo, carta e matita, non c’era nessun problema che non potesse risolvere. Applicò il suo potere cerebrale a tutto ciò di cui c’era bisogno all’epoca. Sia l’Esercito che la Marina ebbero in grande considerazione Johnny, come una risorsa scientifica inestimabile. Era di modi gentili e universalmente benvoluto.

Johnny fece parte della squadra che inventò un modello moderno di computer matematico. Questo fu inventato e sviluppato a Los Alamos, nel contesto della produzione mondiale delle prime bombe atomiche. Johnny e il suo team crearono modelli matematici, eseguiti su super-computer, che potevano prevedere i risultati di detonazioni nucleari simulate. Johnny successivamente applicò la conoscenza della modellazione computerizzata, raggiunta durante questi esperimenti, alla modellazione atmosferica. 

Poco dopo la guerra, nell’ottobre del 1945, Vladimir Zworykin e la Radio Corporation of America (RCA) pubblicarono “Outline of Weather Proposal.” (Bozza di Progetto del Clima). Questo documento ha richiesto una geoingegneria e un programma globale di controllo del tempo. Von Neumann fu un co-autore. Nel gennaio del 1946, von Neumann e Zworykin si recarono al Weather Bureau e perorarono la loro causa per la modificazione del tempo. 

L’Institute for Advanced Study (IAS) dell’Università di Princeton è stato fondato nel 1930. Come il quartier generale mondiale della RCA, lo IAS fu ubicato a Princeton, New Jersey. Von Neumann era uno dei cinque membri originari. Gli altri membri originari comprendevano Albert Einstein (1879-1955). Nel maggio del 1946, l’Istituto iniziò il suo Progetto di Meteorologia finanziato dall’Office of Naval Research. Il loro Progetto di Meteorologia fu concepito per fare “i primi passi verso il condizionamento del clima, attraverso un intervento razionale e umano”. Johnny fece pressione sugli ammiragli della Marina su come i computer avrebbero potuto rivoluzionare la meteorologia e aiutare a ottenere il controllo del tempo atmosferico. I militari riconoscono un importante sistema di armi quando ne vedono uno, quindi i soldi per il progetto meteorologico di Johnny non furono mai un problema. 

Più tardi, Jule Charney (1917-1981) e Norman Phillips arrivarono allo IAS per contribuire a produrre i primi modelli atmosferici realmente fattibili. Computer più veloci sostituirono l’altra metà dell’equazione. Con il passare del tempo, i modelli diventarono migliori e i computer erano più veloci. Dal 1955 il Weather Bureau [Ufficio Meteorologico] stava emettendo previsioni derivate dai computer. La base per la modellazione atmosferica degli attuali super-computer del NMP era stata posata. Charney e Phillips in seguito andarono via dal MIT.

Von Neumann fu un precursore della teoria moderna del riscaldamento globale creato dall’uomo e un difensore della geoingegneria. Nei primi anni ’50 ipotizzò che l’anidride carbonica rilasciata nell’atmosfera dalla combustione di idrocarburi fossili, come petrolio e gas, avrebbe potuto causare una crescita drammatica della temperatura media della Terra. Forse trascurò di considerare il fatto che solo un 3%, statisticamente insignificante, dell’anidride carbonica atmosferica della Terra è di origine umana. Tuttavia, fece questa congettura. Inoltre pose le basi dell’attuale tesi di Geoingegneria di Gestione della Radiazione Solare (SRM), teorizzando che uno strato di aerosol stratosferici, come quelli creati da un vulcano, avrebbe potuto abbassare la temperatura della Terra riflettendo la luce solare nello spazio. Questi sono i primi esempi sia della teoria moderna del riscaldamento globale creata dall’uomo, che della base della tesi della Geoeingegneria SRM, già nota all’autore. Von Neumann fu probabilmente l’ideatore di entrambe. Egli era anche un sostenitore del controllo globale del clima e del governo globale. È buffo come tutte queste cose vadano di pari passo, vero?

Infine, Von Neumann fu anche uno degli amici e collaboratori di Edward Teller. Lavorò al modello computerizzato per la bomba-H di Teller. 

Ulteriori informazioni su Bernard Vonnegut, Irving Langmuir e la General Electric 

Questa sezione si occupa di Bernard Vonnegut e dei suoi compari, in quanto Bernard Vonnegut ha capitanato i primi esperimenti moderni che hanno coinvolto la manipolazione elettrica di particelle atmosferiche allo scopo di alterare il tempo. Il NMP di oggi si è evoluto in un progetto che coinvolge la manipolazione elettromagnetica delle particelle atmosferiche al fine di modificare il clima. Per ulteriori informazioni sul coinvolgimento di Vonnegut, agli inizi del Nuovo Progetto Manhattan, fate riferimento al precedente articolo dell’autore “Chemtrails Exposed: A History of the New Manhattan Project.”  

Questa sezione è basata principalmente su un libro molto istruttivo e ben scritto, intitolato The Brothers Vonnegut: Science and Fiction in the House of Magic  di Ginger Strand. 

Vonnegut arrivò al MIT sia, dapprima, come studente universitario che, successivamente come laureato. Per la sua tesi di laurea “Impianto a punto di congelamento”, progettò un dispositivo per misurare l’esatto punto in cui l’acqua, con altre sostanze disciolte, si congela. Questo lavoro era rilevante per la formazione di un nucleo nelle nuvole e quindi per la modificazione del tempo. 

Durante la Seconda Guerra Mondiale, prima di diventare direttore del progetto di sghiacciamento dei velivoli del dipartimento meteorologico del MIT, lavorò presso il Dipartimento di Ingegneria Chimica del MIT, dove sviluppò fumi per il Servizio di Guerra Chimica del governo statunitense. Vonnegut ottenne l’autorizzazione dal distretto di Manhattan per poter utilizzare dei traccianti radioattivi, al fine di misurare le penetrazioni dei fumi tedeschi. Fu durante questo periodo che incontrò il primo scienziato industriale ad avere vinto il Premio Nobel, Irving Langmuir, che lavorava anche sui fumi. Questi programmi di fumo del MIT sono stati effettuati con la partecipazione della General Electric. 

Vonnegut si avvicinò sia a Langmuir che al suo assistente Vincent Schaefer per discutere dello sghiacciamento degli aeromobili. Nel 1946 Vonnegut, Langmuir, Schaefer e la General Electric avrebbero continuato a implementare l’era scientifica della modificazione del tempo. In precedenza, l’8 maggio 1945 (V.E. Day, (Victory in Europe)) a New York, Langmuir, era stato reclutato dall’esercito per condurre una ricerca sulla modificazione climatica. 

Langmuir fu uno dei primi scienziati a condurre esperimenti sui gas ionizzati che chiamò “plasmi”. Inventò il campo della fisica del plasma. Ciò è rilevante per il NMP di oggi perché, come parte del Progetto, l’energia elettromagnetica è, al momento, utilizzata per trasformare vaste porzioni della nostra atmosfera in plasma. In precedenza, Tesla aveva teorizzato su come l’elettrificazione dell’atmosfera e la formazione di plasmi atmosferici avrebbero potuto portare ad una modificazione del tempo atmosferico.

Le principali agenzie governative che lavorarono con G.E. alla modificazione climatica furono i Corpi di Segnalazione dell’Esercito e l’Ufficio di Ricerca Navale. I dipendenti della G.E. erano semplicemente dei consulenti e dovettero “astenersi dall’affermare qualsiasi controllo o direzione sul programma di volo. La responsabilità del Laboratorio di Ricerca della GE [fu] limitata esclusivamente al lavoro di laboratorio e alle relazioni”.

Per inciso, la General Electric e il MIT hanno storicamente avuto un rapporto professionale molto stretto. Willis R. Whitney, fondatore dei G.E. Labs, fu membro della classe di laurea MIT del 1890 e successivamente un professore del MIT. L’uomo che ha chiesto a Whitney di organizzare i G.E. Labs, Elihu Thompson, fu presidente in carica del MIT dal 1920 al 1923. Karl Compton, che ricoprì il ruolo di Presidente del MIT e Presidente della MIT Corporation, è stato consulente del Laboratorio di Ricerca G.E. negli anni ’20. Ci sono molti altri esempi. 

Alfred Lee Loomis: padre delle armi psicotroniche e degli aspetti principali del Nuovo Progetto Manhattan

 Alfred Lee Loomis (1887-1975)[/caption]

Il più interessante è stato tenuto per ultimo. 

Alfred Lee Loomis fu un avvocato di Wall Street e un banchiere, trasformatosi poi in scienziato. Per acquisire una comprensione dell’uomo, si può leggere un’eccellente biografia scritta dalla figlia del famoso scienziato del Progetto Manhattan, James B. Conant. Il libro è intitolato Tuxedo Park: A Wall Street Tycoon and the Secret Palace of Science That Changed the Course of World War II di Jennet Conant. Questo libro fornisce la maggior parte delle informazioni qui presentate. Come accennato in precedenza, Loomis diresse il Comitato per le Microonde, fu co-fondatore del Rad Lab e propose per primo il concetto di LORAN, che si è evoluto negli attuali riscaldatori ionosferici. Era un membro a vita della MIT Corporation. Alfred Lee Loomis non deve essere confuso con un altro importante scienziato del MIT Rad Lab, il cui nome era Francis Wheeler Loomis. I due non erano imparentati. Loomis, tuttavia, era cugino primo e amico stretto del segretario di guerra Henry ‘Skull & Bones’ Stimson, precedentemente menzionato. 

Alfred Loomis possedeva diverse case in una comunità esclusiva a nord di New York, chiamata Tuxedo Park. Trasformò una di queste case, chiamata Tower House, in un laboratorio. Lo chiamava il Loomis,Laboratory e lavorava lì, divertendosi, con gli scienziati famosi di tutto il mondo. 

Nel 1930 Loomis si interessò alle onde cerebrali. Fu ispirato da uno psichiatra tedesco di nome Hans Berger (1873-1941). Loomis pubblicò il suo primo articolo su questo argomento nel giugno del 1935. Il suo lavoro andò avanti con esperimenti condotti presso il Loomis Laboratory, notando: “… la presenza molto precisa di treni di cambiamenti potenziali ritmici, a seguito di suoni sentiti da un soggetto umano durante il sonno”. Utilizzando le tecniche elettroencefalografiche, che aiutò a sviluppare, il signor Loomis rilevò diversi modelli di onde cerebrali e attribuì questi schemi a diversi stati di coscienza del sonno. Più tardi, tra il 1937 e il 1939, Loomis lavorò presso i Loomis Labs con un famoso medico della Harvard Medical School, che si chiamava Hallowell Davis (1896-1992), e sua moglie, Pauline Davis. Il trio consolidò la ricerca iniziale sulle onde cerebrali e continuò lo sviluppo dell’elettroencefalogramma. Oggi abbiamo una precisa conoscenza di come, esattamente, differenti frequenze elettromagnetiche ci influenzino.

Tutto questo lavoro sulle onde cerebrali è importante, in quanto i riscaldatori ionosferici usati oggi come parte del Nuovo Progetto Manhattan, che si sono evoluti dal LORAN di Loomis, possono produrre frequenze che influenzano i nostri stati d’animo, pensieri e funzioni corporee. Le antenne che possono produrre questi tipi di segnali elettromagnetici sono conosciute come “armi psicotroniche”. Loomis è responsabile della ricerca che ha aiutato a stabilire un fondamento per la seconda, molto probabile, agenda del NMP (il controllo mentale) e la tecnologia per compierla! Per ulteriori informazioni sulle armi psicotroniche e sulla relativa rilevanza per il NMP, vedere l’articolo precedente dell’autore “Other New Manhattan Chemtrail Project Agendas.”  

Egli fu anche interessato all’energia idroelettrica. Loomis era avidamente interessato alle nuove tecnologie che avrebbero consentito di trasmettere efficacemente l’energia generata nelle centrali idroelettriche (dighe) a città lontane. Come banchiere di Wall Street, gli era molto familiare il valore di queste tecnologie. Infatti, dopo la guerra, fece una fortuna enorme finanziando le utenze pubbliche. Questo è significativo, perché la produzione di energia idroelettrica sarebbe diventata un importante catalizzatore per l’industria convenzionale della modificazione del tempo. Per ulteriori informazioni sulla modificazione del tempo e sulla produzione di energia idroelettrica, fate riferimento all’articolo precedente dell’autore “Cui Bono? New Manhattan Chemtrail Project Motives.” 

Loomis fu anche un fondatore fiduciario della Rand Corporation. Questo è importante, perché la Rand Corporation ha molte connessioni con il NMP. Infatti Loomis fu persuaso ad essere coinvolto nella formazione della Rand Corporation da un uomo di nome Rowan Gaither (1909-1961), che a sua volta era stato invitato dall’Aviazione ad organizzare la società. Più tardi nel 1958, Rowan Gaither diventò uno dei cinque membri del primo Consiglio d’amministrazione della Mitre Corporation. Al momento della fondazione della Mitre, la Rand Corporation (insieme al MIT e alla Ford Foundation) era uno dei gruppi rappresentati in modo sproporzionato. Abbiamo rilevato la presenza dominante della Mitre Corporation nel Progetto Manhattan. 

Dopo la guerra, Loomis si impegnò nel finanziamento e nella costruzione di osservatori astronomici come il National Center for Atmospheric Research’s High Altitude Observatory. Questo è importante, in quanto l’astronomia è rilevante per il Nuovo Progetto Manhattan e il National Center for Atmospheric Research (NCAR) ha molte connessioni con il NMP. 

Il figlio di Loomis, Henry Loomis (1919-2008) è diventato membro del consiglio di amministrazione della Mitre Corporation nel 1976.

Conclusioni  

“Roosevelt mi ha chiamato nel suo ufficio e ha detto: “Che cosa succederà alla scienza dopo la guerra?” Ho detto, “Sta per fallire.” Disse: “Cosa faremo?” E gli ho detto: “Faremo meglio a fare qualcosa alla svelta.” – Vannevar Bush

Dopo che le potenze dell’Asse furono sconfitte, il nostro complesso militare/industriale/accademico voleva nuovi nemici. Nuovi nemici giustificavano la sua esistenza. Senza un nuovo nemico sarebbero cessati i finanziamenti. Uno dei nuovi nemici che rivendicarono fu il clima: in particolare la minaccia del catastrofico riscaldamento globale causato dall’uomo. Il loro profeta von Neumann aveva detto così. Non si fecero da parte con dignità. Rimasero gelosamente e disonorevolmente aggrappati al potere, dichiarando guerra a Madre Natura. Dopo la seconda guerra mondiale, Vannevar Bush e i suoi compari spesero il loro capitale politico recentemente accumulato costruendo (tra le altre cose): un progetto globale di modificazione del tempo, un governo ombra degli Stati Uniti e un governo mondiale autoritario. Il riscaldamento globale fu semplicemente la comoda bugia di cui avevano bisogno.

 Bush e suoi colleghi cavalcano una mostruosa creazione dopo la guerra.[/caption]

È molto interessante come questa storia, e tutti i nomi qui elencati, siano nuovi alla maggior parte delle persone. Tutto era, perlopiù, nuovo anche per l’autore. Si potrebbe pensare che la storia del più grande sforzo scientifico, nella storia dell’uomo, dovrebbe avere un po’ più di riconoscimento. Si potrebbe pensare che questo racconto monolitico, così importante per la nostra specie, avrebbe dovuto essere conosciuto ovunque. Dove sono i Media Tradizionali? Dove sono stati tutti questi anni? Dove sono oggi mentre flotte di jumbo jet gettano regolarmente megatoni di rifiuti tossici nella nostra atmosfera? Sono stati occupati ad affermare che le scie chimiche non esistono e che chiunque altro lo suggerisca è solo un pazzo teorico di una cospirazione. Si rimane sbalorditi che un ‘nessuno’ giornalistico, come il vostro autore, abbia scoperto così tanto. Il tempo dimostra che questo lavoro è corretto. Siete pregati di salire a bordo di questo treno, in modo che giustizia possa essere fatta il più rapidamente possibile. Voi siete i Nuovi Media. Vi preghiamo di condividere queste informazioni in lungo e in largo. Grazie.  

Bibliografia (in ordine di prima apparizione)

October 15 2017 – Trigger Event for the US Dollar? (Ad)

My Inventions: The Autobiography of Nikola Tesla a book by Nikola Tesla, published by SoHo Book

Tesla: Inventor of the Electrical Age a book by W. Bernard Carlson, published by the Princeton University Press, 2013

U.S. patent #4,686,605 “Method and Apparatus for Altering a Region in the Earth’s Atmosphere, Ionosphere, and/or Magnetosphere” by Bernard J. Eastlund, assigned to APTI Incorporated, 1987

U.S. patent #4,712,155 “Method and Apparatus for Creating an Artificial Electron Cyclotron Heating Region of Plasma” by Bernard J. Eastlund and Simon Ramo, assigned to APTI Incorporated, 1987

U.S. patent #5,038,664 “Method for Producing a Shell of Relativistic Particles at an Altitude Above the Earth’s Surface” by Bernard J. Eastlund, assigned to APTI Incorporated, 1991

Scientists Against Time a book by James Phinney Baxter, published by the Massachusetts Institute of Technology Press, 1968

Tuxedo Park: A Wall Street Tycoon and the Secret Palace of Science that Changed the Course of World War II a book by Jennet Conant, published by Simon and Schuster, 2003

The Making of the Atomic Bomb a book by Richard Rhodes, published by Simon and Schuster, 2012

“Celebrating the History of Building 20” a report

LORAN: Long Range Navigation a book by J.A. Pierce, A.A. McKenzie, R.H. Woodward, and the Massachusetts Institute of Technology Radiation Laboratory Series Board of Editors, published by McGraw Hill, v4, 1948

“An Introduction to Loran” a paper by Jack A. Pierce, published by the Institute of Electrical and Electronics Engineers, 1990

Alvarez: Adventures of a Physicist a book by Luis W. Alvarez, published by Basic Books, 1987

The Education of a College President a book by James R. Killian, Jr., published by the Massachusetts Institute of Technology Press, 1985

The Jasons: The Secret History of Science’s Postwar Elite a book by Ann Finkbeiner, Pblished by Penguin Books, 2006

Endless Frontier: Vannevar Bush, Engineer of the American Century a book by G. Pascal Zachary, published by the Massachusetts Institute of Technology Press, 1999

M.I.T. in World War II Q.E.D. a book by John Burchard, published by John Wiley and Sons, 1948

“Final Report of the Advisory Committee on Weather Control” a report by the Advisory Committee on Weather Control, published by the University Press of the Pacific, 2003

The Legacy of Hiroshima a book by Edward Teller and Allen Brown, published by Doubleday and Company, 1962

Edward Teller: The Real Dr. Strangelove a book by Peter Goodchild, published by the Harvard University Press, 2004

Teller’s War: The Top-Secret Story Behind the Star Wars Deception a book by William J. Broad, published by Simon and Schuster, 1992

Adventures in the Atomic Age: From Watts to Washington a book by Glenn T. Seaborg w/ Eric Seaborg, published by Farrar, Straus, and Giroux, 2001

John von Neumann: The Scientific Genius Who Pioneered the Modern Computer, Game Theory, Nuclear Deterrence, and Much More a book by Norman Macrae, published by the American Mathematical Society, 1999

The Brothers Vonnegut: Science and Fiction in the House of Magic a book by Ginger Strand, published by Farrar, Straus, and Giroux, 2015

Adventure into the Unknown: The First 50 Years of the General Electric Research Laboratory a book by Laurence A. Hawkins, published by William Morrow and Company, 1950

MITRE The First Twenty Years: A History of the MITRE Corporation (1958-1978) a book by the Mitre Corporation, published by the Mitre Corporation, 1979

Links PeterAKirby.com 

FONTE http://www.activistpost.com/2017/03/chemtrails-exposed-truly-a-new-manhattan-project.html

PRIMA PARTE

VEDI ANCHE

UNA COSPIRAZIONE MONOLITICA E SPIETATA

Fonte Articolo: http://www.nogeoingegneria.com/

IL DELIRIO TECNOCRATICO

L’ USO PERVERSO DELLA SCIENZA – GIOCARE CON IL PIANETA

TEST NUCLEARI E IL DELIRIO TECNOCRATICO DEI SCIENZIATI
Test Nucleari: giocare col plutonio

di Paolo Cortesi

Fatti e cifre … terrificanti

Tra il 1945 ed il 1993, le cinque potenze nucleari dichiarate (USA, URSS, Gran Bretagna, Francia e (Cina) fecero esplodere 2031 testate sperimentali. I test avvennero in cima a torri, su chiatte, sospesi a palloni aerostatici, sganciati da aerei, lanciati da razzi fino alla quota di 480 chilometri sulla superficie terrestre; sott’acqua a 60 metri di profondità; in pozzi e sotto terra, fino a più di 240 metri sotto il suolo e in tunnel orizzontali. Circa il 25% dei test fu realizzato nell’atmosfera. I 511 test atmosferici raggiunsero una potenza totale di 438 megatoni, pari a 29.000 bombe come quelle di Hiroshima. Più di metà del valore complessivo dei megatoni fu concentrato in un periodo di sedici mesi, da settembre 1961 al dicembre 1962.

In totale, gli americani seguirono (1954/1993) 215 test nell’atmosfera e 812 sottoterra; i russi rispettivamente 207 e 508; la Gran Bretagna 21 e 24; la Francia 45 e 147 (tra cui quelli nell’oceano); la Cina 23 e 16. Alla fine del 1958, gli esperimenti nucleari avevano prodotto sul pianeta circa 65 chili di stronzio 90, con una radioattività totale di 8,5 milioni di curie; la radioattività del cesio 137 alla stessa epoca ammontava a 15 milioni di curie. Il fallout degli esperimenti americani e britannici, di grande potenza e, tutti senza eccezione, in località nei pressi dell’equatore si sono distribuiti uniformemente sopra l’intero globo. Tra il 1952 ed il 1957, gli USA eseguirono 90 test nel poligono nucleare del deserto del Nevada. Quelle esplosioni rilasciarono una quantità di iodio 131 superiore di dieci volte a quella che si sprigionò dalla centrale di Cernobyl. Gli stessi test esposero mediamente ogni cittadino statunitense ad una radiazione pari a 2 rad; sono solo 0,24 rad annuali quelli provenienti dalla radioattività naturale. Alcuni medici hanno calcolato che circa 10.000 tumori alla tiroide saranno causati da questa pioggia contaminante invisibile.

Le esplosioni nucleari diffondono nell’aria atomi di plutonio 239 ed uranio 235, due materie che sono la cosa terrena più vicina alla dannazione eterna. Il plutonio è centomila volte più velenoso del cianuro di potassio, un solo grammo disperso nell’ambiente spegne ogni forma di vita in un’area di 500 metri quadri; un milionesimo di grammo uccide un uomo. I periodi di dimezzamento del plutonio 239 e dell’uranio 235 sono rispettivamente di 24.400 anni e 720 milioni di anni: il più breve di questi tempi supera abbondantemente tutta la durata della civiltà umana, dalle sue origini pi` remote ad oggi. La bomba H presenta un nuovo pericolo; produce importanti quantità di carbonio 14. I neutroni liberati al momento dell’esplosione bombardano l’azoto dell’aria, esattamente come le radiazioni cosmiche, formando carbonio 14. Fra 5.600 anni, ci sarà ancora sulla terra la metà del carbonio 14 prodotto dagli attuali esperimenti.

Due premi Nobel a confronto: Müller vs. Teller

In questo desolante panorama di demenza si levano ogni tanto voci, purtroppo isolate, che denunciano chiaramente tutta la micidiale pericolosità di esperimenti i quali in realtà non sono altro che simulacri di quella guerra che le superpotenze non potranno mai combattere senza sterminarsi a vicenda. Hermann Müller, premio Nobel 1946 per la medicina, ha reso noti per esempio senza mezze misure i gravissimi danni genetici causati dalle radiazioni provenienti dalle esplosioni sperimentali. Per questa sua decisa critica, il professor Müller ha dovuto affrontare la censura ed il sabotaggio da parte della Commissione per l’Energia Atomica (AEC), che gli vietò di presentare la sua relazione alla Conferenza di Ginevra per la pace (1955). Questi ostacoli però non gli hanno impedito di far conoscere al pubblico la verità sui test nucleari: “Qualsiasi dose di radiazioni è geneticamente indesiderabile -scriveva Müller in quegli anni – Gli esperimenti atomici in corso provocheranno certamente un danno alle generazioni future. Non solo: ogni radiazione assorbita aumenta le probabilità di un individuo di morire in anticipo sul termine assegnategli dalla Natura. In questo senso si può affermare che le esplosioni sperimentali hanno danneggiato sinora almeno trecentomila persone. La percentuale, se riferita a tutta la popolazione mondiale, è piccola, ma la cifra è enorme. Quanto al danno genetico, non è necessario pensare a mostri con due teste: è certo, però, che nei prossimi duemila anni nasceranno individui più deboli, meno longevi, affetti da deformità più o meno accentuate, da malattie in parte nuove. Riprendere gli esperimenti nucleari è equivalso a sparare a raffica alle generazioni future”.

Queste coraggiose ed oneste dichiarazioni venivano rilasciate nel periodo in cui il Servizio di Sanità Pubblica degli USA garantiva che il fallout era “nei limiti della sicurezza” ed Edward Teller amava ripetere che la ricaduta di pulviscolo radioattivo esponeva allo stesso danno biologico causato da una sigaretta fumata ogni due mesi.

Nel 1963, l’incalzante aumento della radioattività costrinse le potenze nucleari al trattato Limited Test Ban (LTBT) che proibiva le esplosioni sperimentali nell’atmosfera, negli oceani e nello spazio cosmico, limitandole al sottosuolo, per ridurre il danno planetario del fallout di scorie radioattive. Il trattato non serviva affatto a limitare l’uso delle armi nucleari, anzi ne incoraggiava la proliferazione con l’alibi che, sottoterra, le bombe non presentavano rischi per la popolazione. Tutta la faccenda era cosi grave; gestita dai politici e dai militari-scienziati, i quali potevano eludere le proteste della gente. Il LTBT fece scatenare una serie apocalittica di esplosioni sotterranee sempre più potenti e sempre più numerose. Fino al 1983, i test nucleari seguirono il ritmo forsennato di uno alla settimana. Nel solo 1968, gli USA eseguirono ben 55 esplosioni sotterranee, i russi 18.

Delirio tecnocratico

Degli effetti disastrosi dei test sotto il suolo parlerò più avanti nel corso di questo capitolo. Ora vorrei esaminare il delirio tecnocratico nucleare delle due superpotenze negli anni Cinquanta e Sessanta. Si tratta di storia recente, è solo l’altro ieri, eppure pochissimi sembrano ricordarsene, come se l’immaginario collettivo volesse rimuovere un terrore troppo opprimente. La storia dell’umanità ha conosciuto ombre e orrori agghiaccianti, ma la storia dei test nucleari non ha neppure la cupa grandezza di un titanismo diabolico, ma piuttosto è una lunga parentesi di imbecillità generale, di cretineria feroce, qualcosa di paragonabile alla crudeltà laboriosa di un pazzo assassino.

Gli scienziati giocavano alle divinità, si sentivano onnipotenti e fremevano d’orgoglio contemplando le colossali bolle di fuoco nei cui vortici, a dieci milioni di gradi, si plasmava la materia come nel caos primigenio. A spese dell’intero genere umano, su cui piovevano tonnellate di scorie radioattive, i tecnocrati potevano far scoppiare a dozzine le loro bombe, disponendo di finanziamenti statali enormi. Alla fine del 1955, gli USA investivano 12.000 milioni di dollari nell’industria atomica, che impegnava 130.000 tecnici ed aveva 10 stabilimenti per la produzione di uranio arricchito13. Per tentare di dare una parvenza di umanità a questo abisso di follia, fu diffusa e imposta tramite una propaganda martellante la vergognosa menzogna dell’atomo di pace. Si diceva che l’energia nucleare sarebbe stato un potentissimo alleato dell’uomo, uno strumento benefico di straordinaria efficacia per domare la natura e migliorare la vita. L’uso militare – si diceva – era solo un aspetto dolorosamente necessario, tragicamente inevitabile (ma perché?) di quella che era “una meravigliosa risorsa costituente patrimonio comune dell’umanità”; “una vera e propria rivoluzione scientifica e industriale, non meno profonda di quella che si determinò nell’Ottocento, forse capace di liberare l’uomo dal bisogno”. “Oltre che per la produzione di forza motrice in quantità sufficiente per tutte le esigenze e ad un costo irrisorio, l’utilizzazione dell’energia atomica si dimostra ancora più promettente per fugare lo spettro della fame”.

Ciascuna delle affermazione precedenti racchiuse tra virgolette è falsa. E nessuna delle previsioni citate si è avverata. Questa visione pacifica, persino idilliaca, dell’energia atomica è irreale, lo è sempre stata e gli addetti ai lavori lo hanno sempre saputo, anche se il solo supporto era un’eresia, l’affronto al dogma della bontà sublime della scienza tecnocratica. Troppi interessi legavano fin dagli inizi delle ricerche atomiche gli scienziati al potere, ed il potere, nella storia della tecnologia nucleare, si è sempre espresso militarmente. Di solito, la costruzione della prima bomba atomica è presentata come la conseguenza di un uso perverso della scienza. È ormai popolare la leggenda di una amara rassegnazione degli scienziati del Progetto Manhattan alle tragiche ragioni belliche: per mettere fine alla guerra, fu inevitabile usare la bomba A. Un necessario fine giustificò un terribile mezzo. Tutto ciò è falso: la bomba atomica fu entusiasticamente, caparbiamente voluta dai fisici atomici. Nel bei mezzo della discussione se impiegare o no un ordigno che, in un attimo, avrebbe spazzato via migliaia di persone, quel brav’uomo mite e sorridente di Enrico Fermi sbottò infastidito: “Lasciatemi in pace coi vostri rimorsi di coscienza! È una fisica così bella!”. Questo è il livello di sensibilità morale dello scienziato tecnocrate: non dimenticatelo mai.

(A proposito del delirio dei tecnocrati si consulti la scheda sulla nocività dello stronzio-90 vista dalla Società Chimica Americana e da un tecnocrate)

Test atomici e terremoti

 

Foto: La prima bomba atomica 1945

II 23 settembre 1969, la Cina fece esplodere una bomba termonucleare sotterranea in un poligono nella parte occidentale del paese. Il 28 settembre, un terremoto colpì lo stato di Vittoria, nell’Australia sud-orientale. Le scosse furono accompagnate da una serie di boati e da apparizioni di luci verdi nel cielo. Il 28 e 30 maggio 1970 vi furono test nucleari, ed il 31 maggio la città di Chimbote, in Pergrave;, fu devastata da un terremoto che uccise 60.000 persone. Il 27 luglio 1976, gli USA fecero esplodere una carica da 20-150 chilotoni nel sottosuolo del Nevada. Il giorno seguente, la città di Tang-shan (Cina) e 800.000 persone furono distrutte da un sisma che fu valutato di magnitudine 8,2 nella scala Richter.

Il 13 e 15 settembre avvennero test nucleari sotterranei, il 16 settembre un terremoto (7,7 Richter) rase al suolo la città iraniana di Tabas, con 25.000 morti. Il 5 novembre 1988 la Francia realizzò nelle acque dell’atollo di Mururoa un’esplosione nucleare di 50 chilotoni. Il giorno successivo, un violento terremoto (7,6 Richter) sconvolse la provincia cinese dello Yunnan, facendo circa 600 vittime. Il 24 novembre dello stesso anno, la Francia eseguì un’identica esplosione. Un terremoto (6 Richter) colpì il Canada e gli Stati Uniti del Nord-Est il giorno seguente; mentre il 26 novembre ancora una volta una provincia cinese, Qin-ghai, fu scossa da un sisma. E ancora: il 4 dicembre 1988, l’URSS fece detonare una bomba nucleare di potenza stimata fra i 20 ed i 150 chilotoni in una base del circolo polare artico. Il 7 dicembre, l’Armenia fu squassata da un terremoto (6,9 Richter) che uccise 60.000 persone e lasciò mezzo milione di senzatetto. Il 22 gennaio 1989, una esplosione sperimentale (20-150 chilotoni) fu effettuata nel Kazakistan nordorientale; il giorno successivo il terremoto nel Tajikistan sovietico fece più di 200 morti. Il 23 giugno 1992, gli americani fecero scoppiare l’ennesima bomba nucleare sotterranea; il 28 giugno, due terremoti di insolita violenza (7,4 e 6,5 Richter) colpirono il sud della California.

Curiose coincidenze? Per molti sismologi la risposta è sicuramente sì. Riley Geary, del Caltech, dichiara che i dati non rivelano un legame tra esplosioni e sismi17, e per Robert-Carmichael, geologo della lowa University, l’ipotesi di un nesso causale tra bombe sotterranee e terremoti, è “una frode scientifica, paragonabile alla magia o all’ astrologia”.

Eppure altri dati, del tutto scientifici, indicano che questo legame è molto più che una fantasia o una superstizione. Il professor Gary T. Whiteford, docente di geografia all’Università di Brunswick in Canada, ha scoperto che i terremoti con magnitudine da 6 a 6,5 Richter sono più che raddoppiati da quando hanno avuto inizio i test nucleari sotterranei. Infatti, tali sismi furono 1.164 fra il 1900 ed il 1949; sono saliti a 2.844 tra il 1950 ed il 1988. Un significativo aumento è registrato anche per i sommovimenti tellurici di magnitudine compresa tra 6,5 e 7 Richter: furono 1.110 nel periodo 1900-1949; se ne contarono 1.465 tra il 1950 ed il 1988. Tali incrementi si sono verificati in tutte le zone particolarmente sismiche del globo. Ad esempio: la percentuale di tutti i terremoti (superiori o pari a 5,8 Richter) nelle Isole Aleutine era di 3,31 nel tempo precedente gli esperimenti nucleari americani nel Nevada. Tale percentuale salì fino al valore di 12,57 nel periodo dei test. Le isole Salomone e Nuova Bretagna (Oceano Pacifico) erano sismicamente tranquille nella prima metà del nostro secolo: la percentuale dei terremoti era di 2,98. Nell’epoca delle bombe nucleari francesi a Mururoa questo valore è quasi quintuplicato: 10,08. Anche l’isola di Vanuatu ha pagato un pesante tributo alla grandeur nucleare francese. La sua percentuale di terremoti era di 3,36 nell’arco di tempo 1900-1949; nel periodo seguente contrassegnato dai test, tale cifra è balzata a 9,30. Nell’isola Novaya Zemlya non avvennero mai violenti terremoti nel primo cinquantennio del secolo; da quando vi fu costruita una base per esperimenti nucleari sovietici, si sono avute sei scosse telluriche di grandezza pari o superiore a 5,8 Richter.

In una visione globale si può rilevare che, nei primi cinquanta anni di questo secolo, sono stati registrati 3,419 terremoti di magnitudine uguale o superiore a 6 Richter, con una media di 68 all’anno. Dal 1950 al 1989, i terremoti in questione sono stati 4.963, con una media di 127 all’anno: il valore è quasi raddoppiato.

Il professor Whiteford ha compiuto inquietanti scoperte a proposito dei cosiddetti “terremoti assassini” (killer quakes), cioè sismi che provocano almeno 1.000 vittime. “Nel corso di 37 anni di sperimentazione nucleare, venti dei trentadue terremoti assassini, ovvero il 62,5%, avvennero lo stesso giorno o entro quattro giorni dal test”. Dati allarmanti provengono anche da uno studio di due scienziati giapponesi, Shigeyoshi Matsumae e Yoshio Kato, della Tokai University di Tokio: “Fenomeni anomali meteorologici, terremoti e la variazione dell’asse terrestre sono notevolmente correlati ai test atmosferici e sotterranei. Essi hanno causato un aumento della temperatura dell’esosfera terrestre da 100 a 150 gradi, che cresce in modo abnorme immediatamente dopo un test nucleare. Ad esempio, è stato scoperto che la temperatura assoluta salì da 70 ad 80 gradi dopo un test sovietico che fu rilevato dalla stazione d’osservazione da Uppsala, il 23 agosto 1975. Similmente, un continuo e drastico rialzo della temperatura fu osservato in occasione di una fitta serie di sei esplosioni sperimentali avvenute tra il 18 ed il 29 ottobre 1975”. E concludono: “La temperatura dell’atmosfera è cambiata dai test nucleari, un cambiamento che neppure il sole potrebbe produrre. Si può facilmente immaginare quali effetti abbia tutto ciò sulle condizioni meteorologiche della terra”.

Ovviamente, il potere negò sempre che le esplosioni atmosferiche potessero avere simili conseguenze:
“Due scienziati dell’Ufficio Meteorologico di Washington hanno portato a termine una loro inchiesta sugli effetti delle esplosioni delle bombe A sull’evoluzione del tempo. Essi escludono che le particelle radioattive liberate dall’esplosione possano comportarsi, nella libera atmosfera, come nuclei di condensazione, e quindi non si può avere un aumento della piovosità. Essi non ammettono minimamente che i residui delle esplosioni proiettati nell’alta atmosfera possano portare ad una diminuzione d’intensità nella radiazione solare e tanto meno che gli scoppi possano influenzare dinamicamente l’oceano d’aria”.

È fin troppo facile supporre che il potere negherebbe ogni credibilità ad altre gravissime conclusioni cui giunge lo studio di Matsumae e Kato. Tipo: “Le esplosioni nucleari spostano l’asse di rotazione terrestre”. I due ricercatori nipponici notano infatti che test nucleari di almeno 150 chilotoni fanno slittare sensibilmente la posizione dell’asse polare. Questo spostamento provoca una variazione nella durata della rotazione del nostro pianeta, che è nell’ordine del centesimo di secondo, ma rivela come l’intervento umano possa interferire con realtà vecchie di milioni di anni e di dimensione planetaria.

Le osservazioni scientifiche di ricercatori indipendenti dimostrano chiaramente che le esplosioni nucleari sperimentali hanno causato danni rilevanti all’equilibrio della struttura stessa del nostro pianeta. Diversi scienziati, tuttavia, lo escludono, soprattutto per il motivo che le energie sviluppate dagli scoppi termonucleari sarebbero troppo esigue e troppo brevi.

Eppure i fatti sono ben evidenti. Come si può negare un legame causale quando, anche all’analisi statistica, esso è più che verosimile? Come interpretare questa miopia scientifica?
Prima di tutto, occorre non tenere in alcun conto le opinioni di chi ha interesse a negare i pericoli nucleari. Non si può prestare nessuna fiducia, ad esempio, a quei due scienziati dell’Ufficio Meteorologico di Washington citati poc’anzi, perché essi lavoravano per lo stesso governo che voleva a tutti i costi i test nucleari. Essi non esponevano un parere motivato da ricerche scientifiche libere, ma servivano a tranquillizzare l’opinione pubblica.

L’ubriacatura atomica,
lo stronzio 90 e la biotecnologia

Solo oggi, a distanza di quasi mezzo secolo, possiamo accedere ad una quantità di documenti prima top-secret che mostravano tutta la allucinante pericolosità dei cosiddetti esperimenti. Ma come spiegare le teorie rassicuranti di scienziati non governativi? Credo che in questi casi si debba tener presente la formazione accademica di questi studiosi. La loro cultura è sempre stata tecnocratica. Essi sono stati educati nella fede ad alcuni assiomi tecnocratici: la scienza e la tecnologia sono benefiche, la ricerca scientifica giustifica e deve ammettere ogni esperimento, la santa causa del progresso assolve ogni peccato e merita ogni sacrificio. Per questi “tecnocrati in buona fede”, gli allarmi degli scienziati ambientalisti sono una snobistica forma di oscurantismo, che esagera, demonizza, fraintende, enfatizza, sparge sfiducia e discredito.

Gli scienziati tecnocrati non hanno categorie mentali capaci di considerare, ad esempio, la sottomissione alla grandezza del pianeta di cui sono ospiti. Per costoro, le astrazioni teoriche del calcolo sono altrettanti lasciapassare per le avventure più rischiose, per le decisioni più arbitrarie:
accadde cinquant’anni fa con l’ubriacatura atomica; sta accadendo oggi con il nuovo gingillo tecnocratico, la biotecnologia.

Gli scienziati di Los Alamos che giocavano con le bombe atomiche negli anni Quaranta avevano ideato una simpatica espressione per definire il loro lavoro: stuzzicare la coda del dragone. Essi erano consapevoli del mostruoso potere distruttivo che manipolavano, eppure tutto questo non li atterriva; anzi ci scherzavano sopra, sicuri che la loro scienza avrebbe tenuto a bada ogni dragone. I risultati di questa superbia idiota sono gli orrori nucleari con cui tutti devono convivere da decenni e per chissà quanto tempo ancora.

I tecnocrati non sanno vedere al di là delle loro teorie; non possono capire nulla che non sia compreso nei loro libri; non sono in grado di prevedere niente che non sia previsto nei simboli delle loro formule. Ciò che essi ancora non sanno, deve inevitabilmente adattarsi agli schemi delle loro conoscenze, anche quando si imbattono in realtà e fenomeni mai esistiti prima in natura. Come possono escludere certe conseguenze di certi esperimenti, se in tutta la storia della terra non è mai successo quello che essi vogliono fare? Come potevano garantire che lo stronzio 90, distribuito su tutto il pianeta dalle esplosioni nucleari, “non poteva destare preoccupazioni”, se lo stronzio 90 non esisteva sulla terra prima dei test. Se io mi portassi a casa un animale sconosciuto, e aspettassi immobile di vedere se è mansueto o feroce, sarei saggio o imbecille? Se mangiassi un fungo sconosciuto e aspettassi tranquillo di morire avvelenato o sopravvivere, sarei saggio o cretino? Questo è stato, per decenni, il modulo di pensiero degli scienziati tecnocrati. E c’è il serio timore che si continui così; anche per la biotecnologia. Fermiamoli, finché siamo in tempo.

FONTE http://www.minerva.unito.it/Chimica&Industria/MonitoraggioAmbientale/A2/TestNucleari3.htm

DOCUMENTARIO

Il film mostra i vari test nucleari più famosi, partendo da “the gadet”(il primo) fino alla “bomba tsar” (non l’ultimo, ma il più potente ordigno mai fatto esplodere dall’uomo). Bombe e scienziati, con un Edward Teller molto orgoglioso del suo operato.

Fonte: