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Frida Kahlo

 

La National Music Library of Mexico ha fatto la scoperta dell’unica registrazione conosciuta finora della voce di Kahlo

Come sappiamo bene, negli ultimi anni la figura di Frida Kahlo ha acquisito rilevanza mondiale. Per ragioni che riguardano, ovviamente, le sue qualità artistiche, ma anche per altri fattori legati al mercato dell’arte o della pubblicità, sia il suo lavoro che altri aspetti della sua vita sono ora fonte di interesse e curiosità.

In questo spirito, condividiamo in questa occasione quella che potrebbe essere l’unica registrazione esistente della voce di Kahlo, trovata e recuperata negli archivi della National Music Library del Messico.

La scoperta è stata annunciata ieri in una conferenza stampa diretta da Pável Granados, direttore della National Sound Library, e da Alejandra Frausto, a capo del Ministero della Cultura del governo messicano.

Granados ha annunciato che la registrazione è stata trovata nella collezione di Álvaro Gálvez y Fuentes, soprannominato “El Bachiller”, un annunciatore dell’età d’oro della radio messicana, che era anche uno dei promotori più innovativi ed entusiasti della cultura e educazione in Messico Gálvez y Fuentes ha usato gran parte della sua esperienza nei mass media per promuovere progetti relativi all’accesso di massa all’educazione e alla cultura, così come la sua diffusione attraverso questi canali.

Così, nel 1955, “El Bachiller” presentò sulla stazione radio XEW il programma pilota di un’emissione che sarebbe stata dedicata ai grandi pittori del Messico moderno e che, in quell’episodio, fece di Diego Rivera la sua figura centrale. Gálvez y Fuentes ha pensato di creare un “profilo sonoro” del muralista, per il quale ha convocato diverse persone che lo avevano conosciuto per condividere una sorta di testimonianza sull’artista.

Questa era la voce di Frida Kahlo (una scoperta inaspettata della National Sound Library)

Nel caso di Kahlo, è una registrazione che, tutto sembra indicare, è stata realizzata con un dispositivo portatile e non necessariamente nelle condizioni di uno studio. È importante notare questo dettaglio perché Kahlo era scomparso quando è stato presentato il programma pilota.

Secondo il direttore della Fonoteca Nacional, le ragioni che ci fanno pensare che sia la voce di Frida Kahlo sono, prima di tutto, che Gálvez y Fuentes stesso dice alla fine del programma che è lei. In secondo luogo, l’audio è stato presentato a Guadalupe Rivera, figlia di Diego, una delle poche persone ancora in vita che una volta aveva sentito parlare il pittore. Secondo lei, l’oratore è davvero Kahlo.

La registrazione è stata ascoltata anche da Esteban Volkov, nipote di Leon Trotsky, che ora ha 93 anni e che ha anche conosciuto e ascoltato Kahlo. Nel suo caso, tuttavia, non poteva dire che la voce fosse quella del pittore, perché a suo parere l’intonazione che si ascolta è molto particolare specificarla.

Vale la pena ricordare che il testo letto da Kahlo è una composizione che il pittore ha scritto per celebrare i 50 anni di carriera di Diego Rivera, celebrati nel 1949.

Secondo Granados, la National Sound Library prevede di esaminare attentamente la registrazione per stabilire esattamente che la voce in questione è effettivamente quella di Kahlo.

Tuttavia, per ora questo audio è già stato di interesse mondiale, e certamente non poche persone sorprese da questa donna di “voce melodiosa e calda”, come una volta ha detto il fotografo e scrittore Gisèle Freund su Frida Kahlo, indubbiamente una delle personalità più creative nella storia dell’arte in Messico.

Anche in Pijama Surf: Trotsky, Frida Kahlo e Diego Rivera passeggiano per Coyoacán nel 1938 (VIDEO)

Fonte: https://pijamasurf.com/

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Viva la Vida

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Nemmeno un solo: Perché?

 

 Il sistema educativo come strumento di controllo del pensiero

di Vicente Berenguer03 Gennaio 2019 dal Sito Web Sott traduzione di Nicoletta Marino Versione originale in spagnolo 

La società grigia nella quale viviamo, Società alienata, robotizzata. Chiunque vada un poco aldilà delle apparenze può percepirlo. Il sistema ha vinto, o almeno vince al momento. Il sistema ha annullato nelle persone la capacità di critica, la capacità di riflettere, e se non cambia nulla la società è perduta.

Perché? Questa è la domanda più basilare che uno può fare, però l’annichilire la riflessione a questo estremo che sentire oggi un “perché” diventa un compito complicato. 

La società non fa domande, le persone non si interrogano, non vanno oltre, non esplorano possibilità e tantomeno le concepiscono nella loro mente:

accettano solo…

Ma niente è per caso e questo annichilirsi del pensiero viene da lontano, viene dal sistema educativo, iniziando certo dalla scuola.

Perché il sistema educativo così come è impiantato (così come lo hanno voluto) oltre ad essere lo strumento che dovrebbe dare cultura ai cittadini con i contenuti, è lo strumento con cui si annulla il pensiero, è la forma con cui si allontanano i bambini, gli adolescenti, gli adulti … dal pensiero, dalla critica, per portare tutti ad accettare quello che si dice loro, ad accettare le norme, ma non li si porta verso un processo di riflessione perché deve essere così… 

Il sistema educativo così come è disegnato è uno dei principali strumenti del sistema dopo l’indottrinamento, dopo la rigidità mentale.  

Non si fomenterà la critica, non si fomenterà la proposizione di soluzioni alternative, non si fomenterà la creatività. 

Si proporranno invece problemi con una unica soluzione:

Il bambino, l’adolescente o chicchessia deve trovare la soluzione che già esiste o la deve memorizare ma non deve mai cercare alternative poiché non esistono, non ci sono né possono esserci alternative o soluzioni proprie.

Pertanto non si tratta di fomentare l’espansione della mente ma di restringerla; non si tratta che la persona mette in questione le norme o quello che si dice, ma si tratta che il tutto sia accettato poiché non c’è alternativa, non c’è altra possibilità a quanto già detto.  

Si tratta quindi di “tagliare le ali” al pensiero fin dalla più tenera età; si tratta di costruire pezzi per il sistema…  

Quindi la creatività, la riflessione e la critica sono soffocate da subito per avere dei cittadini docii e dalla mente semplice, persone che già da aulte saranno incapaci di muovere critica alcuna né di porsi per una questione qualsiasi o norma nemmeno un solo:

Perché?

Il risultato quindi è dato da cittadini che non si fanno domande, perchè nemmeno sanno di cosa si parla e accettano quello che si dice loro. 

E così le cose da contingenti diventano necessarie:

  • È necessario che il modello economico quello che sia poiché non c’è alternativa possibile

  • È necessario che sia gente che viva da re e altre persone che vivano come cani abbandonati poiché così deve essere
  • È necessario che ci governino persone senza scrupoli
  • È necessario che siano rieletti perchè così è la vita e è quello che abbiamo

…e che non ci sono altre possibilità oltre quelle che ci propongono, cioé c’è una sola possibilità.  

Così la massa è una vera massa, una massa malleabile e totalmente indottrinabile, una massa che non fa domande e che non se le pone, una massa superficiale senza una traccia di spirito critico. 

Insomma, una massa come quella che abbiamo… 

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/ 

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i vegan e Il “conformismo culturale”

Il pericolo della dieta vegan! Bambina finita all’ospedale.

E anche stavolta viene fuori che la “dieta vegana” che ha condotto all’ospedale la bambina di due anni di Genova, fatto sbandierato ai quattro venti da tutti i media, era in realtà inesistente perché la bambina non era affatto vegana. Esattamente come già successo in passato. (http://www.vegolosi.it/news/bambina-vegana-genova-la-notizia-non-veritiera-mangiava-formaggio/)

Io conosco almeno una decina di bambini cresciuti con dieta veg e stanno tutti benissimo. Mai sentito, neanche tramite amici di amici di amici di problemi nutrizionali con la dieta vegana per i bambini.

Sono sconvolto non tanto dalle notizie insulse, propagandistiche e allarmiste di tv e giornali (ma come, non c’era la lobby veg, la lobby della soya?!?!?), sono sconvolto di più dalle persone comuni che abboccano, soprattutto quelle che hanno già contatti con persone vegane e che dovrebbero essere informate, ma nonostante questo tirano ancora ancora fuori i soliti luoghi comuni, arrivando addirittura a sostenere cose come “ok se tu vuoi mangiare veg, ma imporlo al bambino è un estremismo pericoloso”. 

Anche la dieta onnivora, in quest’ottica è un’imposizione, anche indossare scarpe è un’imposizione, anche stare a tavola a mangiare è un’imposizione. Tutto è un’imposizione, si chiama educazione e porta determinati risultati. Tutto sta nel vedere quale imposizione sia più corretta e salutare. Di certo evitare cibi di origine animale anche per i bambini è una scelta più salutare della dieta onnivora, l’unica differenza è che la dieta veg è ancora vista come un’anomalia alla “normalità”, una normalità che è un concetto ovviamente astratto, semplice frutto di propaganda e conformismo culturale.

Se non bastassero esperienze dirette, rapporti che dimostrano la nocività dei cibi di origine animale, studi di anatomia che provano che l’uomo sia un animale frugivoro (e quindi non si vede perché un bambino umano debba aver bisogno di proteine animali più di un adulto), citerò la posizione ufficiale dell’Academy of Nutrition and Dietetics (ex American Dietetic Association): “le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete vegetariane totali o vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Le diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusa gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia, adolescenza, e per gli atleti.”

Tornando al discorso dell’imposizione, io credo che sia bene dare un’educazione libertaria ai propri figli, ma non penso che questo preveda, per esempio, anche l’evitare di insegnare alla propria prole che uccidere è sbagliato e nemmeno credo che preveda mettergli un pacchetto di sigarette di fianco alla culla perché “la scelta deve essere del bambino”, evidentemente ci sono cose che, a prescindere, è pacifico che vengano insegnate, quindi mi viene da fare un discorso meramente logico: voi conoscete qualche genitore che educa il proprio figlio andando contro quello che lui ritiene giusto? Soprattutto se si parla di valori etici? Voi conoscete un genitore che educa il proprio figlio in modo tale che la sua salute peggiori? Certo, qualcuno ci sarà, ma non credo sia la norma e non credo sia una versione di genitore che ci auspichiamo di incontrare. 

Allora veramente io non capisco come qualcuno, quando è a conoscenza che la scelta veg si basa su un ragionamento profondamente etico e salutista, possa anche solo immaginare che un genitore scelga di non educare il proprio figlio con gli stessi crismi, figuriamoci inalberarsi ed etichettarla come estrema e pericolosa imposizione.

Possibile che il mondo non si scandalizzi se un bambino, ad esempio, viene battezzato o portato a cena al Mc Donald’s, ma salti sulla sedia quando un bambino è cresciuto con una alimentazione vegana? Evidentemente quando si parla di veganismo e alcuni interruttori del cervello si mettono automaticamente su off.

Mi spiace ma credo dovrete farvene una ragione: dietro la scelta veg non c’è alcun estremismo né alcun pericolo. Le uniche cose che il veganismo mette in pericolo sono la sofferenza animale, la distruzione del pianeta, il consumo di proteine animali insalubri, i preconcetti che alcune persone hanno sull’argomento e gli interessi economici che stanno dietro al consumo di prodotti animali e cure per malattie cardiovascolari.

Fonte: http://www.masonmassyjames.it/blog/il-pericolo-della-dieta-vegan-bambina-finita-allospedale/