Archivi tag: distopia

Il decadimento della verità

 

Due modi in cui il nostro mondo ricorda “1984” 

di: Jon Miltimore 

Erano passati almeno 25 anni da quando lessi “1984” oggi è stata un’esperienza molto diversa.

Quando ho preso il libro 1984 con me in vacanza di recente, non mi aspettavo di leggerlo. A differenza degli altri due libri con me, 12 Rules for Life di Jordan Peterson e The Rational Optimist di Matt Ridley, avevo già letto il classico lavoro di Orwell. O almeno, me lo ricordavo?

Erano passati almeno 25 anni. La maggior parte di ciò che ricordavo sembrava essere frammenti di citazioni e cliché che il mio cervello aveva assorbito dagli articoli di internet e dalla cultura pop. A dire il vero, ero sempre stato più parziale nei confronti di Brave New World. Forse perché la distopia di Huxley era sempre sembrata più leggera e meno malvagia. Meno grintosa.

Orwell era preveggente per osservare come funzionassero gli stati di sorveglianza totalitaria.

Non sono sicuro di quale libro preferisco ora, ma dirò che leggere 1984 oggi è stata un’esperienza molto diversa. Per una mente da adolescente, 1984 è fondamentalmente una profezia allegorica del moderno stato di polizia. Il Grande Fratello sta guardando. Telecamere sono ovunque. I bambini spiano i loro genitori e li denunciano alla polizia per i loro pensieri.

Non intendo sminuire questi temi. Orwell, un socialista di una volta che si è inacidito sulla sua ideologia una volta che l’ha guardata bene, è stato preveggente osservare come funzionerebbero gli stati di sorveglianza totalitaria. (Ricordo che 1984 fu pubblicato due anni prima che la Stasi si formasse).

Filosofia di Orwell

Ciò che mi ha impressionato leggendo il 1984 di oggi è stata la comprensione di Orwell della filosofia che sta dietro il Grande Fratello o, piuttosto, la sua mancanza di filosofia (oltre al nichilismo). La verità, vediamo, non esiste in Oceania, lo stato-nazione totalitario che serve come ambientazione del 1984.

L’assenza di verità è mostrata in vari momenti in vari modi, ma è più famosa quando Winston Smith, il protagonista del libro, riflette che è solo una questione di tempo prima che il Partito insista sul fatto che due più due ne facciano cinque.

“Era inevitabile che prima o poi avrebbero dovuto presentare la richiesta: la logica della loro posizione lo richiedeva”, ci dice Smith. “Non solo la validità dell’esperienza, ma l’esistenza stessa della realtà esterna è stata tacitamente negata dalla loro filosofia. L’eresia delle eresie era di buon senso.”

“La libertà è la libertà di affermare che due più due fa quattro”, ci dice Winston Smith.

“Se questo è concesso, tutto il resto segue”.

Non è solo che il Grande Fratello è ostile alla verità, alla logica o ai fatti (anche se lo è). È quella verità, logica e fatti che in certi momenti inevitabilmente entrano in conflitto con il suo unico obiettivo: il controllo.

Questo ci porta ad una seconda osservazione sull’Oceania. È una terra ricca di politica. È alimentato forzatamente dalle persone. Lo consumano, che lo desiderino o meno. Viene pompato fuori dalle telescreen giorno e notte. Viene da bambini e vicini indottrinati. Alcune persone che recitano i cliché del Partito ci credono, altri no. Ma non si può sfuggire ai dogmi del Partito.

In nessun punto del romanzo questo è dimostrato più accuratamente di quando Winston Smith rivela che anche il sesso era inquinato dalla politica. Ecco come descrisse il suo primo atto d’amore con Julia, la donna che diventa la sua amante:

Ai vecchi tempi, pensò, un uomo guardò il corpo di una ragazza e vide che era desiderabile, e quella fu la fine della storia. Ma al giorno d’oggi non puoi avere puro amore o pura lussuria. Nessuna emozione era pura, perché tutto era mescolato con la paura e l’odio. Il loro abbraccio era stato una battaglia, il culmine di una vittoria.

E’ stato un duro colpo contro il Partito. Era un atto politico.

Decadenza della verità

Nel 1984 vediamo un mondo in cui la politica ha consumato le azioni più intime della vita. Non paragonerei gli Stati Uniti al 1984. Ma io credo che esistano paralleli.

La politica, pochi oggi negherebbero, saturerebbe la maggior parte degli aspetti della nostra vita. È nei nostri sistemi scolastici e nelle nostre scuole. Partite di calcio, film di successo e chiese americane. Non è sempre stato così, e lo sviluppo non è sano.

E poi c’è la questione della verità. L’anno scorso la Rand Corporation ha pubblicato un rapporto. In sostanza, ha affermato che la nostra civiltà soffre di una strana condizione: il decadimento della verità.

Il decadimento della verità è definito come un insieme di quattro tendenze correlate: crescente disaccordo sui fatti e interpretazioni analitiche di fatti e dati; una sfocatura della linea tra opinione e fatto; un aumento del volume relativo e un’influenza risultante, di opinione e di esperienza personale sui fatti; e il declino della fiducia in fonti di informazione fattuale precedentemente rispettate.

Il decadimento della verità potrebbe aiutare a spiegare perché molte persone, anche quelle intelligenti e sensate, sembrano sentirsi come Alice dopo essere caduta nella tana del coniglio.

“Viviamo in un’epoca in cui la sanità mentale è controversa e la pazzia è solo un altro punto di vista”, ha affermato l’economista Thomas Sowell.

Pochi americani oggi negherebbero, credo, che la verità sia sotto attacco. È una delle poche idee su cui sinistra e destra possono essere d’accordo. Il disaccordo sorge su chi sono i più grandi trasgressori della verità.

Questa non è una cosa da poco. Come ha recentemente osservato il presidente della FEE Lawrence Reed, la verità e la libertà sono inseparabili.

“La prima vittima sul pendio scivoloso verso la tirannia è la verità”, ha scritto Reed. “Se desideri vivere in libertà, devi prima impegnarti per la verità in tutte le cose.”

Libertà di parola

Il nostro futuro non deve essere così cupo come quello del 1984. Il primo passo per assicurarsi che non lo sia è reclamare il caro principio della libertà di parola, e non strettamente in senso giuridico. Piuttosto, dobbiamo ricordare che la libera espressione delle idee è essenziale e inseparabile dalla ricerca della verità.

Il grande scrittore americano Walter Lippmann spiegò una volta perché la libertà di discussione è essenziale non solo per la libertà, ma per la verità stessa.

“… se davvero desideriamo capire perché la libertà è necessaria in una società civile, dobbiamo cominciare realizzando che, poiché la libertà di discussione migliora le nostre opinioni, le libertà degli altri uomini sono la nostra necessità vitale”, ha scritto Lippman, uno degli editori fondatori di The New Republic. “Questo è il principio creativo della libertà di parola, non che sia un sistema per tollerare l’errore, ma che sia un sistema per trovare la verità”.

La verità non prevarrà in un mondo che impedisce il conflitto di idee sopprimendo la parola.

Se la nostra età sta soffrendo una crisi di verità, forse è perché non stimiamo la verità abbastanza. La nostra società sembra più interessata a sopprimere e nascondersi dalle idee piuttosto che a lottare con loro, che è ciò che richiede una seria ricerca della verità.

Thomas Jefferson scrisse una volta che la verità “non ha nulla da temere” nei conflitti. Ma la verità non prevarrà in un mondo che impedisce il conflitto di idee sopprimendo la parola.

“La libertà è la libertà di affermare che due più due fa quattro”, ci dice Winston Smith. “Se questo è concesso, tutto il resto segue”.

Quando ho letto questa frase, 25 anni fa, non capivo cosa stesse dicendo Orwell. Ora la capisco.

Fonte: https://fee.org/articles/two-ways-our-world-resembles-1984/

®wld

Almanacco di gennaio 2019

Project Soli(tudine)

Di Fiorenzo Fraioli

Questa dittatura distopica viene presentata dagli avatars del M5S come “Nuova Cittadinanza Digitale”: una cosa tanto figa quanto inevitabile, la versione tecnologica del There Is No Alternative. E così sono contento di essere diventato vecchio perché morirò prima di essere costretto a vivere in un mondo in cui, al condizionamento già presente da tempo, ma al quale sono riuscito (quasi) sempre a resistere, si aggiungerà anche il controllo, ancora più pervasivo.

L’anello di raccordo di questa, come di altre tecnologie hardware e software, è il protocollo IPv6 basato sull’uso di indirizzi IP a 128 bit. Un indirizzo IPv6 a 128 bit è anche chiamato UUID (Universal Unique IDentifier) oppure GUID (Global Unique IDentifier) una cosa che noi programmatori usiamo da tempo per generare chiavi indice uniche per la gestione dei database. Seguite questo link per un generatore online di guid. Continua QUI

***********************

Chiesa, Mazzucco, Messora, Fusaro: quante verità oscurate

«È la stampa, bellezza. E tu non puoi farci niente». Lo dice uno straordinario Humphrey Bogart alla fine del film “Deadline” di Richard Brooks (in italiano, “L’ultima minaccia”). Era il 1952: una profezia. Ancora oggi, ufficialmente, le Torri Gemelle sono crollate per colpa dell’impatto con aerei dirottati.

La “demolizione programmata” è stata ormai dimostrata da oltre duemila architetti e ingegneri, eppure per l’11 Settembre la “verità” resta quella palesemente falsa. Grazie a chi? Ai media mainstream, che spacciano “fake news” governative. Il primo a denunciarlo, riguardo al caso delle Twin Towers, in Italia fu Giulietto Chiesa, con il libro “La guerra infinita”, uscito nel 2003 per Feltrinelli (e vendutissimo, nonostante il silenzio di giornali e televisioni).

Ebbe più fortuna mediatica qualche anno dopo Massimo Mazzucco, con il suo esplosivo documentario “Inganno globale”, trasmesso da Mentana in prima serata a “Matrix”, su Canale 5. Un’eccezione, mai più ripetuta. «Arrivato a La7 – dice Mazzucco – Mentana poteva essere “il primo degli ultimi”, dando voce agli esclusi, e invece ha scelto di restare “l’ultimo dei primi”, accodandosi all’ufficialità». In compenso, ormai l’opinione pubblica più disincantata è letteralmente esplosa: milioni di persone, anche in Italia, la verità ufficiale non se la bevono più. Continua QUI

***********************

 

Tutte Storie

di Massimo Lupicino

Claas Relotius, reporter dello Spiegel, era il ragazzo prodigio del giornalismo europeo: “Migliore Reporter Tedesco” nel 2013 e 2016, “Giornalista dell’Anno” per la CNN nel 2014, nel 2017 vince il Premio Europeo “Distinguished Writing Award” per “La storia di Ahmed ed Alin”, due bambini siriani in fuga da Aleppo a causa del perfido Assad. Una storia rivelatasi piena di falsità, persino nella sua declinazione successiva, fatta di ulteriori articoli in cui il giornalista-prodigio, indossate le vesti del filantropo, descrive i suoi tentativi (mai esistiti) di aiutare i bambini in questione.

Il fatto è che il Relotius di bufale ne ha fabbricate tante. Almeno 14 gli articoli già accertati come falsi. E non si parla di inesattezze o di orpelli giornalistici, ma di invenzioni di sana pianta. Come la storia/intervista del prigioniero detenuto “ingiustamente” a Guantanamo: una storia totalmente inventata, a fronte di una intervista mai nemmeno fatta. Continua QUI

***********************

IL CORRIERE HA SPARATO FAKE NEWS. LO DICE UNO DEL CORRIERE.

di Maurizio Blondet

Ivo Caizzi è il corrispondente da Bruxelles per il Corriere della Sera. In un esposto al Comitato di redazione del suo giornale e a tutti i colleghi  (lo postiamo in fondo),  rivela e spiega come

  • Il direttore abbia sparato in prima pagina, il 1 novembre, che contro il governo italiano “era pronta una procedura d’infrazione UE” che invece Caizzi sapeva (ed aveva riferito al giornale)  non esisteva, anzi era tecnicamente impossibile. “Si può aprire la prima pagina del Corriere ccon una “notizia che non c’è” del genere?”, domanda Caizzi ai colleghi.
  • E spiega come la direzione ribaltasse o sminuisse o nascondesse le notizie vere che lui, Caizzi, mandava da Bruxelles, allo scopo evidente di far apparire l’Italia sotto accusa, in  trincea, isolata e in pericolo di punizioni  – un clima  di tragedia che  ha danneggiato le quotazioni del debito italiano, ma che  lui, presente ai fatti, non constatava.
  • Ad esempio, Caizzi spiegava come  “i governi più influenti, Francia e Germania, avevano incaricato di mediare un compromesso con l’Italia – sulla manovra – il presidente dell’Eurogruppo Centeno, che guida l’organo politico che di fatto decide sull’eventuale procedura d’infrazione”,  quindi che la UE aveva scelto la politica del dialogo, e  Il Corriere titolava “La mediazione nell’Eurogruppo per evitare il “processo”  all’Italia”,  come se il processo fosse davvero imminente.
  • Caizzi spiega (e spiega anche a noi adesso) che manda un articolo in cui Moscovici smentisce “le anticipazioni sulla procedura contro l’Italia da parte della Commissione Ue, che anzi Moscovici le bollava come “fake news” e indicava come prioritaria la linea del “dialogo, dialogo, dialogo” con Roma.
  • Caizzi ripete in vari articoli che effettivamente c’è la trattativa fra Italia ed UE, ed è tutt’altro che uno scontro sotto minaccia di procedura d’infrazione..
  • – e il direttore Fontana li pubblica sì, ma all’interno, mentre dà “con risalto” massimo ed “ampio spazio”,   un retroscena che fa apparire Tria isolato e solo davanti ai 18 paesi euro ostili.  Titolo: “la trincea del ministro [Tria] isolato nel confronto con i 18 paesi euro”

Continua QUI

***********************

Beppe Grillo contro gli anti-vaccinisti

Ragazzi, questa notizia è di oggi. Io ve la rilancio, ma sinceramente non ce la faccio a commentare. Fate voi. di Massimo Mazzucco

(da Repubblica.it)

Beppe Grillo e Matteo Renzi hanno firmato un patto trasversale per difendere la scienza dalle divulgazioni di ciarlatani e pseudoscienziati. A promuoverlo è il noto virologo Roberto Burioni. Che sul suo sito scrive: “Oggi è successa una cosa molto importante: Beppe Grillo e Matteo Renzi hanno sottoscritto (insieme a molti altri), un patto a difesa della scienza. Perché ci si può dividere su tutto, ma una base comune deve esserci. La scienza deve fare parte di questa base. Perché non ascoltare la scienza significa non solo oscurantismo e superstizione, ma anche dolore, sofferenza e morte di esseri umani”. Continua QUI

***********************

A Carnevale ogni idiota vale… Grillo-il-coerente, Burioni-l’umile e Renzi-il-genio

di Marcello Pamio

Il fustigatore dei cattivi, il finto guru della blue economy, l’ideatore del Vaffa, il garante del Movimento 5 stelle ha ricevuto l’illuminazione sulla strada di Genova.

Giuseppe Pietro Grillo, dopo i bagordi delle festività e dopo l’Epifania (etimologicamente appunto «apparizione» e «manifestazione») ha compreso che la Scienza, quella con la esse maiuscola, va difesa a spada tratta.
Per fare questo, essendo carnevale, ha tolto la sua maschera per indossarne subito una in tema e si è messo a braccetto con coloro che ha sempre criticato e attaccato.

«Mi impegno – ha proclamato il diversamente-coerente – a non sostenere o tollerare in alcun modo forme di pseudoscienza e/o di pseudomedicina che mettono a repentaglio la salute pubblica».

Basterebbe rivedere i suoi video passati per capire che gli è accaduto qualcosa di grave.

Si può sempre, per amor di dio, cambiare idea, ma in questo caso Grillo ha cambiato anche il DNA…

Quindi l’ex comico ha sottoscritto il «Patto per la Scienza», già firmato dall’ex premier Matteo Renzi e dal virologo Roberto Burioni. Continua QUI

***********************

NEO – Lobotomizzato: segretezza e “dis-illuminazione” 

GordonDuff, redattore capo

di Gordon Duff, VT ​​Sr. Editor, … con NewEastern Outlook, a Mosca

Quando entriamo nel 2019, una cosa sopra ogni altra è chiara, i meccanismi dell’impegno umano, dell’educazione, dei media e delle informazioni, anche quello che passa per contatto umano attraverso i social media e la posta elettronica, sono tutti sottoposti a “algoritmi”, qualunque essi siano.

È stato Snowden a portarlo alla nostra attenzione, da parte del Guardian nel 2014:

“Sempre più, non siamo osservati dalle persone ma dagli algoritmi. Amazon e Netflix tengono traccia dei libri che acquistiamo e dei film che trasmettiamo e suggeriamo altri libri e film basati sulle nostre abitudini. Google e Facebook guardano ciò che facciamo e ciò che diciamo e ci mostrano annunci pubblicitari in base al nostro comportamento.

Google modifica anche i risultati della ricerca Web in base al nostro comportamento precedente. Le app di navigazione per smartphone ci guardano mentre guidiamo e aggiornano le informazioni suggerite sul percorso in base alla congestione del traffico. E l’Agenzia per la sicurezza nazionale, ovviamente, monitora le nostre telefonate, e-mail e luoghi, quindi usa queste informazioni per cercare di identificare i terroristi. ” Continua QUI in lingua inglese.

***********************

 

Tim Ball: nella propaganda del clima, la norma viene promossa come anormale

Inserito da: Dr. Tim Ball 

Quasi ogni giorno ci sono storie sui media su eventi climatici o climatici che creano l’impressione di essere nuove e al di fuori del normale schema. Nessuno di loro lo sono. Sono inganni creati e manipolati da tecnocrati. L’obiettivo è sensazionalizzare la storia, utilizzando un periodo di registrazione che fornisce il risultato desiderato. È nella pratica della politica moderna definita da HL Mencken alcuni anni fa.

“L’obiettivo generale della politica pratica è di tenere la popolazione allarmata, e quindi clamorosa, di essere condotta alla sicurezza, minacciandola con una serie infinita di hobgoblin, tutti immaginari”.

Un semplice trucco con un clima hobgoblin è scegliere un periodo in cui il tuo reclamo è valido.

Il primo esempio importante e classico è stato presentato nel capitolo 8 del rapporto Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) del 1995. Hanno mostrato come prova del riscaldamento causato dall’uomo un grafico della “temperatura superiore dell’atmosfera“. Continua QUI in lingua inglese 

***********************

 

I veicoli Ford dispiegheranno la tecnologia del cancro al cervello con il 5G nei veicoli entro il 2020, friggendoti il cervello mentre guidi

di: Isabelle Z.

(Natural News)

Ford ha annunciato che distribuirà la tecnologia di veicolo-a-tutto (C-V2X) cellulare in tutti i suoi nuovi modelli di auto americani a partire dall’anno 2022 in poi. La tecnologia consentirà ai veicoli di comunicare tra loro e alle infrastrutture di gestione del traffico come i semafori. I pedoni avranno anche la possibilità di trasmettere le loro posizioni alle auto, aumentando apparentemente la sicurezza di escursionisti e ciclisti.

Il produttore di automobili afferma che sarà utile per situazioni come le soste a quattro vie, consentendo ai veicoli di comunicare tra loro su chi ha il diritto di precedenza. Potrebbe anche essere utilizzato per veicoli che sono coinvolti in incidenti per dare all’avanzamento dei veicoli lo stato di avanzamento della situazione in modo che possano evitare il pericolo. I semafori, nel frattempo, sarebbero in grado di inviare segnali di guida per avvisarli quando stanno per diventare rossi o verdi o per fargli sapere se stanno per eseguire un semaforo rosso.

In un post Medio che annunciava la mossa, la Ford Connected Vehicle Platform e il direttore esecutivo del prodotto Don Butler esprimevano l’entusiasmo di Ford per la tecnologia, ma non ha menzionato l’enorme svantaggio di tutta questa connettività.

Butler ha scritto che il tempismo dello sforzo era “perfetto” alla luce della spinta dell’industria cellulare per la costruzione di reti 5G, ma quale prezzo pagheremo tutti per questo? Per tutte le sue maggiori velocità e connettività, il 5G potrebbe mettere a serio rischio la nostra salute. Continua QUI in lingua inglese

®wld  

ASPETTANDO L’ONDA BLU

Perche il crollo degli USA è solo all’inizio e non alla fine

di Umair Haqu edal sito web EudaimoniaAndCo  traduzione di Claudiordali Versione originale in inglese 

SEI MEGATREND  CHE PLASMERANNO IL FUTURO 

Per molte ragioni, il resto del mondo pensa che l’America sia macabra e strana:

     armi, capitalismo, invidia, crudeltà…

Oltre a queste, ce ne è una nuova:

che questo periodo oscuro della storia americana sia         un’anomalia, per cui le cose torneranno alla normalità.

Mi spiace, ma… il crollo americano non è un’anomalia, è l’esatto opposto:

   è il culmine di una serie di tendenze decennali.

Le suddette tendenze, di cui parlerò in questo scritto, non sono finite – per cui il collasso è a malapena iniziato.

Permettetemi di iniziare troncando le vostre speranze. Si parla molto della “Blue Wave” con discorsi entusiasti e pieni di speranza.

Purtroppo, quando guardiamo da vicino l’ondata dei politici che girano per il paese, è fin troppo facile vedere che non c’è nessuna agenda trasformativa che li unisca; la maggior parte di loro rappresenta dei cambiamenti secondari e minori, nessuno ha una New Bill of Rights.

Inoltre, come verranno eletti, faranno subito conoscenza con la realtà della politica americana:

un gruppo di lobby miliardarie che controllano un sistema bipartitico che offre una pallidissima illusione di scelta.

  • Preferiresti avere gli insegnanti armati o l’esercito dentro le scuole?
  • Preferiresti l’avidità di un capitalismo sdolcinato o quella di un capitalismo selvaggio?

E così via…

La Blue Wave ha pochissime possibilità di trasformare l’America; solo Houdini riuscirebbe veramente a trasformare l’acqua in vino.

Quindi il primo e più vecchio megatrend americano, che la democrazia è stata a lungo frantumata, può solo proseguire. (A dire il vero non si è mai trattato di un granché, se si considera l’inconveniente che è stata una nazione segregata fino al 1971, che di solito è una realtà troppo forte per la maggior parte degli americani).

I nobili idealisti della Blue Wave di oggi, saranno gli Obamacrati di domani: dovranno scendere a compromessi e seguire la linea del partito, o si troveranno rapidamente impotenti, senza voce e invisibili.

Per cui, Blue Wave si o Blue Wave no, la scelta è abbastanza irrilevante.

La realtà della politica americana è semplice: si continuerà ad avere poche possibilità di ottenere l’assistenza sanitaria sul posto di lavoro, l’istruzione superiore, dei mezzi di informazione pubblici, delle reti di sicurezza e il pensionamento, perché non ci sono le capacità per crearli, anche se questo è esattamente ciò che desidera la maggior parte degli americani.

Non solo lo vogliono, ne hanno veramente bisogno.

Le condizioni dell’americano medio sono così disperate che coloro che vivono negli altri paesi ricchi, non riescono nemmeno a comprenderle.

  • Morire per mancanza di insulina?
  • Gli anziani che lavorano da Walmart?
  • I risparmi ammontano a una sola settimana di paga?

Sembra la trama di un film distopico, non la realtà…

Tutto questo mi porta al secondo megatrend. Le entrate americane sono piatte dagli anni ’70, ma durante questo periodo di tempo, i servizi fondamentali per vivere, vale a dire tutte le cose di cui sopra, dalla pensione alla sanità, sono cresciute di prezzo.

Prima salivano piano piano, ora schizzano alle stelle. Naturalmente, questo frantuma le speranze economiche delle persone comuni, ma rende i ricchi molto più ricchi.

Quindi i due grandi megatrend economici americani…

  • faranno aumentare la disuguaglianza
  • faranno aumentare la povertà
  • e faranno crollare il ceto medio

…ma probabilmente faranno ancora più male.

Naturalmente, le persone che dovranno scegliere tra mangiare e curarsi, saranno quelle che godranno di uno standard di vita poverissimo.

Ed ecco il terzo megatrend americano:

    il declino della qualità di vita.

L’America di ieri era una nazione ottimista, magari si faceva troppe illusioni, però c’era la sensazione che alla fine la vita sarebbe migliorata per “tutti”, poiché ogni generazione superava l’ultima.

Ora quella speranza è svanita. La vita non sta migliorando, sta peggiorando di giorno in giorno.

La vita, o come preferite definirla,

  • L’aspettativa di vita? È in calo.
  • La mortalità infantile? In aumento.
  • Solitudine, disperazione e depressione? Stanno raggiungendo il picco.
  • Fiducia, impegni e relazioni? Al tracollo.

La vita in America diventerà sempre più dura, meschina, disgustosa, crudele e triste, poiché una vita decente, almeno per il resto del mondo, è diventata un lusso inavvicinabile.

    Cosa fanno le persone quando le loro vite stanno cadendo a pezzi?

Beh, di solito, la prima cosa che fanno è prendersela l’uno con l’altro. Ormai gli americani lo fanno da così tanto tempo, che è diventato uno stile di vita.

Quindi, ecco il quarto megatrend – ed è di quelli emozionali:

    rabbia, disperazione e ansia come stile di vita.

Gli americani continueranno a prendersela tra di loro, per tutta la rabbia e la disperazione che scaturiscono dal vivere in una società al collasso.

Dopotutto, non hanno più niente da fare: niente assistenza sanitaria psichiatrica, zero educazione universale, zero mezzi di comunicazione efficienti e sono sparite anche le norme di decenza.

Continueranno a farsi del male a vicenda in tutti i modi immaginabili, distruggendosi l’un l’altro, negandosi le proprie pensioni, diventando prepotenti al lavoro, a scuola e nel tempo libero, rifiutandosi di investire nella società, andando in giro con delle mitragliatrici, costruendo dei sistemi per i predatori di domani, sia tipo la Uber che gli hedge funds, proprio perché non hanno modo di aspirare a qualcosa di meglio, dal momento che il sistema politico è a pezzi e l’economia è irreparabile.

Poiché sembra proprio che non ci sia più speranza, anche le società governate dalla rabbia e dalla disperazione rinunciano alla democrazia.

Quindi, è probabile che assisteremo a una costante “baruffa” tra prepotenti e commedianti, che vengono fatti passare per la leadership americana (vedi Marco Rubio). Ho messo “baruffa” tra le virgolette per un motivo. I prepotenti non hanno bisogno della maggioranza e non l’hanno mai avuto; si tratta solo di un mito folle promosso dagli intellettuali americani.

È sufficiente che i fascisti e i tiranni riescano a catturare il 30-40% di una nazione, per portarsi via tutte le istituzioni, le leggi e il futuro, in quanto quel 30% è come una palla da demolizione, che può essere usata per intimidire, spaccare, minacciare e forzare (finché lo scopo è raggiunto e tutto il resto è sezionato).

Quel 30% è formato da una frangia di pazzi che controlla completamente l’America, non solo rendendo impossibile qualsiasi tipo di progresso, ma esigendo un regresso totale:

vietando i libri, togliendo la scienza dalle scuole, inserendo i fondamentalismi religiosi nella vita pubblica, e così via.

Ecco il quinto megatrend, l’autoritarismo.

Mi dispiace dovervi dire che non si fermerà a questo Presidente, ma continuerà in modo da rafforzare e plasmare l’America nell’immediato futuro.

Sono sicuro che da ora, forse troverete tutto alquanto incredibile.

Ma, ora che ci penso…

  • Non eravate voi, che solo due anni fa avevate detto che era una cosa assurda e assolutamente impossibile che l’America sarebbe arrivata al punto in cui è oggi?
  • Non avreste forse riso, se due anni fa qualcuno vi avesse letto i titoli di oggi, e magari avreste urlato: “Ah, Ah, Aha, mettiti a posto, amico. Sei tutto matto!!!!!”?

Ecco il mio sesto megatrend:

     l’ignoranza.

Non sono fallite solo l’economia, la politica, la società e la cultura dell’America: a un livello più profondo, è fallito proprio il pensiero americano.

Gli intellettuali non riescono a spiegare il declino, gli esperti non lo prevedono, i guru non lo capiscono, e i leader non lo risolvono. Questo perché le idee americane sono diventate delle ideologie – tipo il capitalismo, l’individualismo, l’aggressività, la crudeltà, il razionalismo, l’egoismo e l’avidità – che ormai sono obsolete.

Magari in futuro saranno ancora necessarie, anche se ne dubito, ma al momento sono inutili, perché questa epoca della storia umana ha bisogno di ciò che è più vero in noi, vale a dire l’empatia per la sofferenza, il rispetto per la differenza, il coraggio di stare in piedi senza niente e l’intimità fra di noi.

Ma poiché queste sono delle qualità che devono essere allevate, evocate e coltivate, e non possono essere “monetizzate”, “catturate”, imbottigliate e fabbricate, il pensiero americano non riesce a produrle, proprio come tutti gli hedge fund, gli algoritmi e i mercati azionari del mondo non riescono a produrre neppure un barlume di sanità, grazia e saggezza.

Per cui, il pensiero americano continuerà a pensare che non potrà peggiorare tutti gli anni, come è successo nell’ultimo decennio e in ogni frangente, continuerà a rendersi dolorosamente conto di sbagliarsi.

In America, il collasso è appena iniziato…

Il problema non è se il cuore, la mente e lo spirito in frantumi degli americani riusciranno a contenere il diluvio, ciò non è possibile, ma se almeno fossero finalmente in grado di imparare a vedere l’ovvio quando arriva, potrebbero evitare che li colpisca come un treno merci…

http://www.bibliotecapleyades.net/

®wld

Una nuova trasformazione culturale e antropologica

 

Clonazione umana e mind uploading: un viaggio tra scienza, etica ed effetti collaterali nascosti 

di Enrica Perucchietti 

Clonazione umana: un passo più vicini con la clonazione scimmie 

Nei giorni scorsi è stata data la notizia della clonazione di due scimmie che ha avuto forte risonanza e ha destato clamore. Si tratta della clonazione di due femmine di macaco dalla coda lunga, avvenuta poche settimane fa nei laboratori del Chinese Academy of Science Institute of Neuroscience di Shanghai, in Cina. 

Negli anni Novanta, da quando nacquero la pecora Dolly e il topo Cumulina, gli scienziati non hanno mai smesso di clonare gli animali, riuscendoci con ben 25 specie. Non è neppure la prima volta in assoluto che un primate viene clonato: c’era già stata Tetra, la scimmia nata attraverso la tecnica della scissione embrionale. 

Perché tutto questo clamore, dunque? Da un lato perché a pubblicare il lavoro del team di Qiang Sun è la prestigiosa rivista scientifica «Cell»: un fatto che conferisce autorevolezza alla ricerca, e allo stesso tempo chiarisce la risoluzione di problemi tecnici che finora avevano fatto fallire gran parte dei precedenti tentativi di clonazione di primati non umani e che sembravano pertanto precludere la strada successiva

La clonazione delle due femmine di macaco ha infatti riproposto quello che potrebbe essere il passo successivo, ossia la clonazione degli esseri umani, con i problemi di costi, le controindicazioni ma soprattutto con le sue problematiche etiche.

Clonazione umana: quando gli scienziati guardano alle controindicazioni fisiche 

Ne avevamo avuto un assaggio quando nel 2002 i raeliani, tramite Brigitte Boisselier, presidente di Clonaid, sostennero di aver clonato una bambina, chiamata Eva. L’annuncio bufala venne accolto con scetticismo ma permise di proporre il tema all’interno e fuori dalla comunità scientifica. 

Venne infatti ricordata l’alta incidenza di aborti e di decessi dopo la nascita, oltre che di difetti genetici e di altri problemi di salute nei soggetti animali clonati. La stessa pecora Dolly risultò invecchiare più velocemente rispetto alle sue coetanee. Da tempo il suo creatore, l’embriologo scozzese Ian Wilmut, ha messo in guardia sui pericoli della clonazione (gigantismo, problemi polmonari e disfunzioni del sistema immunitario, obesità, disfunzioni cardiache e polmonari, ecc.;).

Wilmut aveva infatti catalogato i problemi che presentano i cloni arrivando a chiedersi «se ne esista uno interamente normale». Da qui il suo appello contro la clonazione umana: «Nessuno dovrebbe neppure provare a clonare un bambino […] Ci sono abbondanti prove che la clonazione può andare e va male e non c’è motivo di credere che gli stessi problemi non si presentino clonando l’uomo». 

 

 Clonazione umana: scenari futuri al confine con l’etica

Il passaggio alla clonazione umana non è scontato ma date le derive del “progresso” scientifico e tecnologico va preso in considerazione e andrebbe richiesta maggiore trasparenza in questo campo, ponendosi inoltre dei paletti, dei limiti oltre i quali non si dovrebbe eticamente andare, nel rispetto cioè dei princìpi di precauzione, responsabilità e tutela della vita, intesa sempre come fine della ricerca, e mai unicamente come mezzo.

Quali potrebbero essere invece i benefici nel campo medico? La clonazione apre nuovi scenari per la cura di molte malattie umane gravi ad esempio del sistema nervoso (Alzheimer, Parkinson, Ictus). 

Molti in questi giorni hanno però paventato scenari da fantascienza per la possibilità teorica di un distorto utilizzo di queste nuove conoscenze. Clonare un essere umano è inutile e scientificamente immotivato, se non fosse che potrebbe divenire “utile” per motivi non etici, che vanno presi in considerazione, quale la possibilità di avere cloni umani intesi come riserve di organi. Non solo.

La clonazione umana è stata talvolta proposta per migliorare le qualità genetiche dell’umanità: clonando ad esempio individui di grande successo nello sport, nella musica, nelle arti, nella scienza, nella letteratura, e nella politica. E già questo modo di pensare potrebbe condurre a scenari distopici, perché alla base vi è un’idea di distinzione/suddivisione in caste tra persone più o meno capaci e quindi tra coloro che meritano di essere colonati/di sopravvivere e chi viene inteso come normale e quindi ipoteticamente in futuro anche “sacrificabile”. Stiamo camminando sul filo di un rasoio.

Mind uploading e utero artificiale: il futuro distopico è già qui 

Si tratta di preoccupazioni etiche di certo non infondate, se consideriamo ad esempio le ricerche nel campo dell’ectogenesi, cioè dell’utero artificiale o del trasferimento di mente di cui abbiamo parlato ampiamente in opere quali “Utero in affitto” e Il mito dell’immortalità. Per quest’ultimo in particolare, il mind uploading, si sono paventati gli stessi benefici medici nel campo della clonazione. 

Chi ci dice che non si raggiungeranno presto, invece, scenari distopici come quelli immaginati dalla letteratura cyberpunk o ucronica come Non lasciarmi del premio Nobel Kazuo Ishiguro o da film come The Island con cloni umani che fungano da donatori di organi?

Pensate che immaginare in futuro la clonazione umana come sfruttamento di forza lavoro o riserva per trapianti sia così folle? 

Considerando che la bioetica latita e ha permesso anche aberrazioni nel campo scientifico, dovremmo chiederci quante possibilità ha l’idea della clonazione umana, citando la Finestra di Overton, di penetrare nel tessuto dell’opinione pubblica e diventare prima accettabile per poi essere legalizzata e concretizzarsi. Pensiamo ai precedenti. Anche questo significa avere memoria. E chiediamoci: può rappresentare una minaccia per il futuro dell’uomo? 

Dietro il mantra del progresso, l’uomo abbatte la Natura, e si trasforma in macchina…

Dietro il mantra del progresso, l’uomo moderno “fabbrica” (non potendo “creare”) imitazioni illegittime e parossistiche del creato, spacciandole per autentiche e giuste (da qui la retorica vittimistica del politicamente corretto e del pensiero unico). Fabbrica scenari virtuali in cui imprigionare i suoi accoliti, offrendo per il futuro una menzognera immortalità sia essa raggiungibile attraverso il mind uploading o tramite la donazione di organi da cloni. Legittima queste imitazioni con una filosofia fintamente antropocentrica, in cui i valori classici dell’Umanesimo vengono portati alle loro estreme conclusioni finendo di fatto per essere negate e sparire all’orizzonte come in un sofisticato gioco di prestigio.

E se ogni uomo fa la storia con le proprie intenzioni e i propri atti, vedremo come siamo sull’orlo di una nuova trasformazione culturale e antropologica, una vera e propria rivoluzione che intende snaturare l’Uomo della e dalla propria umanità per renderlo una “macchina”, un automa spersonalizzato in cerca di un’immortalità fisica tanto illusoria quanto mendace, oppure un essere da sfruttare, a cui sia stata strappata la sua umanità e il suo valore in quanto uomo. 

L’atteggiamento demiurgico, persino prometeico, di abbattere la natura, riscrivere i confini di ciò che è “umano” per modificare, migliorare e aumentare le proprie capacità è un atteggiamento tipicamente moderno all’insegna dell’idea visionaria di “evoluzione”.

Ricorda il Nulla descritto da Michael Ende ne La storia infinita, un’entità fluida in continua espansione, che avanza inghiottendo porzioni sempre maggiori del regno mitico di Fantàsia. «Il Nulla dilaga, poiché esso è la disperazione che ci circonda»: il non-luogo di Ende è effetto e causa della passività, è un vuoto simile al mito del progresso/evoluzione che divora oggigiorno porzioni sempre maggiori della nostra cultura e tradizione. Il progresso fine a se stesso dilaga e nel suo movimento di corrosione antropologica consuma tutto ciò che è “natura” e tutti i nostri valori.

 

Transumanesimo: oltre la Natura, verso il giorno in cui noi non potremo più dirci umani… 

Ci troviamo di fronte alla radicalizzazione di un pensiero moderno degenere in cui la tecnologia diventa un servizio per appagare i desideri dei ricchi (perché solo i ricchi potranno permettersi di downloadare la propria memoria, farsi clonare o usare cloni e chimere per l’espianto di organi o ancora fabbricarsi figli in uteri artificiali). 

Le nuove tecnologie hanno acquisito un tale potere di suggestione e di condizionamento che sono destinate a modificare i rapporti sociali e politici secondo il volere stabilito dall’alto. Questo cambiamento è già in atto. 

Per ottenere il cittadino perfetto del futuro, gli architetti del mondialismo e della globalizzazione delle menti stanno creando l’Uomo nuovo, dopo aver smantellato, livellato, spersonalizzato e svuotato quello vecchio. Per farlo non basta la manipolazione mentale ormai capillare e sistematica: si deve abolire la Natura

L’Uomo nuovo deve essere padrone del suo destino, vincitore della Natura che per millenni lo ha frenato. La Natura è solo un’invenzione e le sue leggi possono essere violate dalla cultura, dal progresso scientifico, dall’arguzia dell’Uomo. Ecco perché la modernità rispolvera quali suoi eroi i vari Prometeo e Lucifero: l’idea di fondo è che il progresso abolirà definitivamente la Natura, aprendo la strada al Transumanesimo.

E arriverà presto un giorno in cui noi non potremo più dirci umani.

 ______________________________________

di Enrica Perucchietti: laureata col massimo dei voti alla Facoltà di Lettere e Filosofia, vive e lavora a Torino come giornalista e scrittrice. È autrice di numerose pubblicazioni. Per Uno editori: “NWO – New World Order“, “Utero in affitto” e “Le origini occulte della musica. VOL 1-2-3

https://unoeditori.com/blog/clonazione-umana-e-mind-uploading-un-viaggio-tra-scienza-etica-ed-effetti-collaterali-nascosti-n104

Armi Autonome – Droni Assassini

I’inquietante video sotto esposto mostra uno sciame di droni con intelligenza artificiale che effettuano omicidi di massa senza aver ricevuto ordini umani

Di Matt Agorist

Immagina un mondo in cui le persone che possiedono una certa ideologia politica possano essere ricercate e sommariamente sopresse con precisione chirurgica usando microdroni autonomi e senza danni collaterali. Anche se questo può sembrare un ottimo modo per eliminare organizzazioni terroristiche come ISIS o Al-Qaeda, potrebbe anche essere usato da loro per spazzarci via.

Come sottolinea il Future of Life Institute, le armi autonome selezionano e coinvolgono obiettivi senza l’intervento umano. Potrebbero includere, ad esempio, quadricotteri armati che possono cercare ed eliminare persone che soddisfano determinati criteri predefiniti, senza però includere missili cruise o droni pilotati a distanza per i quali gli umani prendono tutte le decisioni di strategia. La tecnologia dell’Intelligenza Artificiale (AI) ha raggiunto un punto in cui il dispiegamento di tali sistemi è – praticamente se non legalmente – fattibile in anni, non in decenni, e la posta in gioco è alta: le armi autonome sono state descritte come la terza rivoluzione nella guerra, dopo la polvere da sparo e armi nucleari.

In questo momento esiste tutta la tecnologia per assemblare queste macchine che realizzerebbero assassinii autonomi. Tuttavia, per quanto riguarda il pubblico, non è ancora stato implementato al punto che vediamo nel video minaccioso sotto il quale è stato creato dal Future of Life Institute per sensibilizzare a questa realtà distopica che invade la realtà.

Se il video sopra ti ha fatto sentire a disagio, dovrebbe. Conoscendo l’orribile lunghezza a cui i governi e le organizzazioni terroristiche andranno ad attuare la loro volontà, l’idea di spazzare via facilmente i nemici politici è come un sogno ad occhi aperti per l’élite guerrafondaia.

In effetti, queste armi sono state a lungo i sogni anelati dei guerrafondai e sono delineati nei loro stessi documenti che dettagliatamente spiegano come flotte di robot “possono stare nella tasca di un soldato” e armi che possono “mirare a specifici genotipi”. Il Progetto per il Nuovo Secolo Americano, il think tank neocon fondato da William Kristol e Robert Kagan nel 1997 descrissero queste armi nel loro rapporto, scritto nel settembre 2000, intitolato Rebuilding America’s Defenses.

Sulla terra, lo scontro a braccio combinato di massicce forze armate può essere sostituito dai proiettili di forze molto più leggere, più furtive e ad alta intensità di informazione, aumentate da flotte di robot, alcune abbastanza piccole da stare nelle tasche dei soldati … e avanzate forme di guerra biologica che possono essere “indirizzati” a genotipi specifici potendo trasformare la guerra biologica dal regno del terrore in uno strumento politicamente utile.

I brulicanti droni – come nella finzione ritratta nel video qui sopra – sono reali. Infatti, lo scorso anno come riportato dal TFTP, il segretario alla Difesa Ashton Carter ha rivelato l’esistenza di micro-droni che possono essere lanciati dai lanciafiamme dei caccia F-16 e F/A-18 viaggiando alla velocità del suono. Quando i droni vengono rilasciati, piccole eliche forniscono loro la propulsione di cui hanno bisogno per ritrovarsi e creare uno sciame.

Mentre l’idea di uno sciame di micro-robot dispiegati e armati  da uno dei governi più distruttivi nella storia del mondo è inquietante e terrificante, i burocrati guerrafondai alla DC, si stanno davvero dando delle pacche sulla schiena e hanno rilasciato il video dei loro robot per giustificare ancora una volta di più l’approprazione indebita – rubando – i soldi delle tasse dei contribuenti per costruirli.

Dopo il rilascio del video, il segretario alla Difesa Ashton Carter ha richiesto 902 milioni di dollari di finanziamento per SCO nel 2017 – quasi il doppio di ciò che ha ricevuto quest’anno e 18 volte in più di quando ha iniziato – e l’ha ottenuto.

Se pensavi che il finto video sopra fosse spaventoso, aspetta di vedere questo video molto reale qui sotto.

Dato che il governo degli Stati Uniti non rivela mai tutto ciò su cui sta lavorando, possiamo tranquillamente supporre – date le informazioni che hanno già rilasciato – che al momento esista una versione di questi robot assassini. Questo deve essere fermato.

La buona notizia è che il resto del mondo è d’accordo sul fatto che consentire al governo di usare i soldi delle tasse e sviluppare dei macelli autonomi, che potrebbero potenzialmente spazzare via l’umanità, è generalmente una cattiva idea e stanno prendendo provvedimenti per fermarlo.

Il Comitato internazionale per il controllo degli armamenti dei robot chiede alla comunità internazionale un trattato contro i sistemi d’arma autonomi.

Dato il rapido ritmo sullo sviluppo della robotica militare e i pericoli che questi pongono alla pace e alla sicurezza internazionale e ai civili in conflitto, chiediamo alla comunità internazionale un trattato giuridicamente vincolante per proibire lo sviluppo, la sperimentazione, la produzione e l’uso di sistemi autonomi d’arma in tutte le circostanze.

Human Rights Watch è un’altra organizzazione che chiede misure preventive per fermare le macchine …

Lo sviluppo di armi completamente autonome – “robot assassini” – che possano selezionare e coinvolgere obiettivi senza l’intervento umano devono essere fermati per prevenire un futuro di guerra e di polizia al di fuori del controllo e della responsabilità umana.

Human Rights Watch indaga su questi e altri sistemi di armi problematiche e lavora per sviluppare e monitorare gli standard internazionali per proteggere i civili dalla violenza armata.

Fonte: https://www.activistpost.com/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da