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Professor Barbero, la pianti di dire la verità sull’Europa

Oh, Barbero! Che hai fatto

Lo storico piemontese Alessandro Barbero è l’intellettuale italiano oggi maggiormente coccolato dai media. Non è divisivo come Vittorio Sgarbi e Diego Fusaro, non si acconcia da hipster come Massimo Cacciari e non si improvvisa tuttologo di calcio come Mughini. Barbero buca il video con il suo aplomb anglosassone ed i suoi occhiali da secchione; sa catturare l’attenzione anche dello spettatore più pigro grazie ad una voce entusiasta e così “chiara e distinta” da far impallidire le idee di Cartesio. E’ simpatico, Barbero, anche quando ti dice cose che non avresti mai immaginato e ti fa sentire ignorante. 

Non solo. Barbero è riuscito ad imporsi come il conferenziere più amato dagli italiani anche sul web, dove spopolano i suoi video-pipponi lunghi due ore su figure storiche come Carlo Magno e Napoleone. Roba che Paolo Mieli non ci dorme la notte, per l’invidia!  

Ecco perchè il medievalista torinese è riuscito in questi anni ad uscire dalle polverose stanze dell’Accademia per entrare nei salotti buoni della televisione. Non è raro vederlo come conduttore a Rai Storia oppure a fianco di Piegiorgio Odifreddi a riempire i teatri. Insomma, Barbero è uno storico che sembra venire dal mondo anglosassone: uno storico che ce l’ha fatta. 

Eh già, perchè mentre in Italia l’allegra brigata del Ciccap è riuscita a convincerci tutti che al primo potere ed al quarto potere devono sedere solo i positivisti in stile Piero Angela and Son, altrove anche i classicisti, i filosofi e gli storici hanno un ruolo che non rimane relegato ai banchi di scuola. Boris Johnson – pochi lo sanno – è un classicista, Noam Chomsky un filosofo ed un sociologo, Henry Kissinger, uno storico. 

Barbero, dunque, è uno dei pochissimi umanisti che in questo Paese non è costretto a sbarcare il lunario dando ripetizioni di latino agli studenti del ginnasio. 

Fino a quando… 

Fino a quando, poco prima di natale, Massimo Bernardini non ha commesso il passo falso di intervistarlo sulla democrazia. In quel di Reggio Emilia, per l’esattezza al Teatro Asioli di Correggio, il conduttore di Tv Talk ha (mal)pensato di portare Barbero sulla strada dell’europeismo convinto. Un dialogo che nelle intenzioni del giornalista doveva condurre il pubblico emiliano (e come tale di sinistra per definizione) nel petaloso mondo dell’invincibile Europa, dell’euro irreversibile, e dell’antisovranismo militante. 

Qualcosa, però, è andato storto. 

Non senza lo stupore dell’intervistatore e del pubblico, sull’Eurosistema Barbero ha avuto l’ardire di dire la verità. 

Dopo aver chiarito la funzione principale dei parlamenti in una democrazia moderna (legiferare e controllare l’operato dei governi), il dialogo è andato circa così: 

Barbero. “La costituzione vuol dire: eleggiamo un parlamento! dalla rivoluzione francese in poi i popoli hanno voluto le costituzioni ed in esse il ruolo del Parlamento è chiarissimo. Il popolo ha detto eleggiamo un parlamento. Ed il governo? Il governo deve rispondere al parlamento!!! 

Su queste cose c’è una confusione enorme oggi, anche nel nostro Paese. Storicamente, la differenza tra PARLAMENTO e GOVERNO è chiarissima. Il governo prende le deicisioni dopo essere stato nominato da un Presidente della Repubblica (una volta era il Re). Non è un dettaglio da niente… il presidente della repubblica, che è un po’ come l’equivalente del Re, nomina il governo. Ma il governo deve avere l’approvazione del parlamento eletto dal popolo. Il parlamento serve a quello! Quando il parlamento non vota la fiducia, il governo cade. 

Ora, io come molti non ho le idee chiarissime di come funzioni l’Europa, ma non mi sembra proprio che funzioni così… 

Non mi sembra che tutti i giorni la commissione europea prenda le decisioni e debba poi andare tutti i giorni in Parlamento col rischio di cadere perchè ai rappresentanti del popolo non va bene… 

A me non sembra che funzioni così (e se funziona così riesce a non farlo vedere molto bene), e la gente questo lo percepisce”. 

Giornalista. “Però da 40 anni noi stiamo votando direttamente questo Parlamento Europeo. Tutti gli europei votano il parlamento, mandiamo rappresentati dal 1979”. 

Barbero. “Ma – chiedo per sapere… – il Parlamento Europeo, può far cadere il governo europeo?” 

A questo punto, sul teatro Asioli cala il gelo.  

Bernardini non risponde. 

Il pubblico non fiata. 

In pochi secondi, in una riga dattiloscritta, seppur con educazione e attraverso la forma dubitativa della domanda, Alessando Barbero – storico dei media ufficiali – dice quello che tutta la controinformaione degna di questo nome urla da anni fino a farsi uscire le vene dal collo, e cioè che 

L’UNIONE EUROPEA NON E’ UNA DEMOCRAZIA 

Insomma, il Re è nudo, solo che stavolta a dirlo non è stato un bambino, ma uno dei più grandi accademici italiani.

Allora faccio un appello allo stimato storico torinese: professore si fermi qua! 

Professore si fermi ora!

Vuole continuare ad andare da Piero Angela? Vuole rimanere in cima alle classifiche dei libri e pubblicare per Sellerio, Laterza e tutta la compagnia? Vuole continuare ad essere invitato dai media che contano e ad essere osannato nei teatri? 

Allora la pianti di dire la verità sull’Europa. E’ pericolosissimo! A sto punto, non mi stupirei se la sbattessero fuori dall’Università.  Ma cosa le è saltato in mente? Preghiamo. 

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Poi è arrivata Internet

Internet-pericoli e domande dell’era “Zuckerberg” 

Di Roberto Savio November 14, 2019 from OtherNews Website Editore di OtherNews, Roberto Savio italo-argentino 

è un economista, giornalista, esperto di comunicazione, commentatore politico, attivista per la giustizia sociale e climatica e fautore di una governance globale anti neoliberista. Direttore delle relazioni internazionali del Centro europeo per la pace e lo sviluppo. È co-fondatore dell’agenzia di stampa Inter Press Service (IPS) e del suo presidente emerito.

Roma, 14 novembre

Quest’anno il Worldwide Web ha trent’anni. Per la prima volta dal 1435, un cittadino brasiliano potrebbe scambiare opinioni e informazioni con un altro in Finlandia.

Internet, l’infrastruttura di comunicazione per il Web è un po ‘più vecchia.

È stato sviluppato dall’ARPANET, un progetto del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti sotto la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA).

I militari lo progettano per decentralizzare le comunicazioni in caso di attacco militare.

Tale rete ha permesso agli scienziati di comunicare via e-mail nelle università.

Quindi nel 1989 Tim Berners-Lee al CERN in Svizzera ha inventato Hyperlink e Worldwide Web (www – il Web) passando rapidamente dagli scienziati automatizzando la condivisione delle informazioni tra università e istituti di ricerca ai primi siti Web ora disponibili al pubblico.

Nel 2002 i primi siti di social media sono iniziati come siti web specializzati.

  • LinkedIn è stato lanciato nel 2003 (Biblioteca Pleyades nel 2003)
  • FaceBook nel 2004
  • Twitter nel 2006
  • Instagram nel 2010,

…e così via…

La mia generazione ha considerato l’arrivo del Web come una “grande prospettiva” per la democrazia .

Veniamo dall’era di Gutenberg, un’era che nel 1435 cambiò il mondo.

Dai manoscritti redatti dai monaci per essere letti da alcune persone nei monasteri, l’invenzione del tipo mobile riutilizzabile ha fatto sì che in soli 20 anni già otto milioni di copie di libri stampati siano state distribuite in tutta Europa.

Tra le altre cose ha significato anche la creazione di informazioni.

Le persone che fino a quel momento avevano solo un orizzonte scarso al di là dei loro immediati dintorni, potevano improvvisamente accedere alle informazioni sul loro paese e persino sul mondo intero.

Il primo giornale fu stampato a Strasburgo nel 1605.

Da allora fino al 1989, il mondo era pieno di informazioni.

L’informazione aveva un limite molto serio.

Era una struttura verticale. Solo poche persone hanno inviato notizie a un gran numero di destinatari; c’è stato un piccolo feedback. Non era partecipativo, richiedeva ingenti investimenti di avvio, era facilmente utilizzato dai poteri economici e politici.

Nel Terzo mondo, il sistema dei media faceva parte dello Stato.

Nel 1976, l’88% dei flussi di notizie mondiali proveniva da soli tre paesi:

  • gli Stati Uniti
  • il Regno Unito
  • Francia

Sono incluse agenzie di stampa internazionali con sede in questi tre paesi,

  • Associated Press (AP)
  • United Press International (UPI)
  • Reuters
  • Agence France Press (AFP)

I media di tutto il mondo dipendevano dai loro servizi di notizie.

Alcune agenzie di stampa alternative, come Inter Press Services ( IPS ), sono riuscite a mettere un freno al loro monopolio. Ma ciò che questi media occidentali hanno pubblicato, nel complesso, è stata una finestra di parte sul mondo.

Poi è arrivata Internet e, con essa, è arrivata la comunicazione orizzontale.

Ogni destinatario era anche un mittente.

Per la prima volta dal 1435, i media non erano più l’unica finestra sul mondo.

Le persone che la pensano allo stesso modo potrebbero prendere parte alle interazioni sociali, culturali ed economiche.

Questo cambiamento è stato evidente nella Conferenza mondiale delle donne delle Nazioni Unite a Pechino , 1995.

Le donne hanno creato reti prima della conferenza e hanno presentato un piano d’azione comune.

I governi non erano così preparati, quindi la Dichiarazione di Pechino è stata una svolta, che era del tutto diversa dalle insipide dichiarazioni delle precedenti quattro Conferenze mondiali.

Un altro buon esempio è la campagna per eliminare le mine antiuomo, avviata dall’attivista canadese Jody Williams nel 1992.

Questo presto sbocciò in una grande coalizione di organizzazioni non governative di oltre 100 paesi.

Sotto la crescente pressione la Norvegia decise di presentare la questione alle Nazioni Unite, dove gli Stati Uniti, la Cina e altri produttori di mine antiuomo come l’URSS, cercarono di bloccare il dibattito, dichiarando che avrebbero votato contro di essa.

Agli attivisti non importava, e 128 paesi hanno adottato il Trattato sul divieto delle mine nel 1997 con voto contrario di Stati Uniti, Cina e URSS.

Un vasto movimento globale era più potente del tradizionale ruolo del Consiglio di sicurezza.

Internet era diventato lo strumento per creare coalizioni mondiali.

Questi sono solo due esempi di quanto Internet potrebbe cambiare il tradizionale sistema di sovranità dello stato della Westfalia come definito alla Conferenza di Westfalia nel 1648.

Internet ha attraversato le frontiere nazionali per avviare una nuova era.

Diciamo, per motivi di simbolismo, che Internet ci ha portato dall’era Gutenberg , all’era Zuckerberg , per citare l’inventore di Facebook e un esempio di ciò che è andato storto con questo mezzo …

Internet ci è venuto incontro con una forza senza precedenti.

  • ci sono voluti 38 anni perché la radio raggiungesse 50 milioni di persone

  • la televisione ha impiegato 13 anni
  • il Web a soli 4 anni
  • aveva un miliardo di utenti nel 2005
  • 2 miliardi nel 2011
  • ora ha 3½ miliardi di utenti, 3 miliardi di quelli che usano i social media …

Quindi i due pilastri tradizionali del potere,

  • il sistema politico
  • il sistema economico,

… dovevo anche imparare a usare Internet.

Gli Stati Uniti forniscono un buon esempio.

Tutti i media americani (pubblicazioni nazionali e regionali) prevedono la stampa di 50 milioni di copie al giorno.

I giornali di qualità – sia i fogli conservatori come il Wall Street Journal, sia quelli progressisti come il Washington Post o il New York Times – stampano insieme dieci milioni di copie al giorno.

Trump ha sessantatre milioni di follower su Twitter; leggono i tweet di Trump ma non comprano i giornali.

Il Web ha avuto due sviluppi imprevisti.

  • Uno era il drammatico rafforzamento della società dei consumi. Oggi i budget pubblicitari sono dieci volte più grandi dei budget per l’istruzione e l’educazione dura solo pochi anni rispetto a una vita di pubblicità.

    Con lo sviluppo dei social network, le persone – ora più consumatori che cittadini – sono diventate oggetti per la commercializzazione di beni e servizi e recentemente anche per campagne politiche.

    Tutti i sistemi di informazione e comunicazione estraggono i nostri dati personali, vendendoci come consumatori.

    Ora la TV può vederci mentre la guardiamo.

    Gli smartphone sono diventati microfoni che ascoltano le nostre conversazioni. L’idea di privacy è sparita. Se potessimo accedere ai nostri dati, scopriremmo di essere seguiti ogni minuto della giornata, persino nelle nostre camere da letto.

    Gli algoritmi segreti formano i profili di ognuno di noi.

    Sulla base di questi profili, le piattaforme ci forniscono le notizie, i prodotti e le persone che questi algoritmi credono che ci piaceranno, isolandoci così nelle nostre bolle.

    L’intelligenza artificiale apprende dai dati che accumula.

    La Cina, con 1,35 miliardi di persone, fornirà ai suoi ricercatori più dati di Europa e Stati Uniti insieme. Internet ha dato vita a un’economia estrattiva digitale, in cui la materia prima non è più minerale, ma noi umani.

     

  • L’altro sviluppo che è andato storto è che l’economia estrattiva digitale ha creato ricchezza senza precedenti.

    Jeff Bezos, CEO di Amazon, è stato recentemente divorziato dalla moglie. Nell’insediamento ha ricevuto 36 miliardi di dollari, ma Bezos rimane tra le 10 persone più ricche del mondo.

    Questa è solo una storia di una realtà sempre più triste dell’ingiustizia sociale, in cui 80 delle persone più ricche del mondo detengono la stessa ricchezza di quasi tre miliardi di poveri.

    Un nuovo settore si sta evolvendo, il settore del “capitalismo di sorveglianza”, in cui i soldi non vengono ricavati dalla produzione di beni e servizi, ma dai dati estratti dalle persone.

    Questo nuovo sistema sfrutta gli esseri umani per offrire ai proprietari di questa tecnologia una concentrazione di ricchezza, conoscenza e potere senza precedenti nella storia.

    La capacità di sviluppare il riconoscimento facciale e altri strumenti di sorveglianza non risiede più nei regni della fantascienza. Il governo cinese ha già dato a tutti i cittadini un numero digitale, in cui convergono tutti i loro comportamenti “buoni” e “cattivi”.

    Se un cittadino scende al di sotto di un livello, ai suoi figli non sarà permesso di frequentare una buona scuola e il cittadino stesso, sebbene possa ancora viaggiare in treno, non avrà accesso agli aerei.

    Queste tecnologie saranno presto in uso in tutto il pianeta.

    La città di Londra ora ha 627.000 telecamere di sorveglianza, una per ogni quattordici cittadini; a Pechino è uno per ogni sette.

    Uno studio condotto da The Rand Corporation stima che entro il 2050 anche l’Europa avrebbe una telecamera per ogni sette cittadini.

L’interrelazione tra democrazia e Internet sta ora creando una tardiva consapevolezza nel sistema politico. Il Parlamento europeo ha appena pubblicato uno studio sull’impatto negativo di Internet.

Questi impatti sono:

  1. Dipendenza da Internet


    C’è unanimità tra medici e sociologi che sta arrivando una nuova generazione, una molto diversa dalla precedente.

    Oltre il 90% di quelli di età compresa tra 15 e 24 anni utilizza Internet, contro l’11% per gli over 55. I giovani trascorrono 21 ore settimanali sul PC e 18 ore su uno smartphone.

    Ciò lascia poco tempo all’interazione sociale e culturale.

    Il 4,4% degli adolescenti europei ora mostra un uso patologico di Internet “che influenza la propria vita e la propria salute”. L’American Academy of Psychology ha ufficialmente incluso Internet Addiction come nuovo disturbo.

    Gli studi di risonanza magnetica su quelli con disturbo della dipendenza da Internet (IAD) mostrano che presentano le stesse alterazioni della struttura cerebrale di coloro che soffrono di tossicodipendenza o alcolismo.

  2. Danneggiamento dello sviluppo cognitivo
    Viene dato un avvertimento particolare sui bambini di età inferiore ai due anni. Più di 20 minuti al giorno di utilizzo dello schermo riducono parte del loro sviluppo neurale. Le persone spinte all’isolamento tendono a sviluppare sintomi di angoscia, rabbia, perdita di controllo, ritiro sociale, conflitti familiari e incapacità di agire nella vita reale.

    Gli utenti di Internet nei test erano più veloci rispetto ai non utenti nel trovare i dati, ma erano meno in grado di conservare i dati.

  3. Sovraccarico di informazioni
    La condizione di disporre di troppe informazioni ostacola la capacità di comprendere un problema o di prendere decisioni efficaci, un problema importante per manager, consumatori e utenti dei social media. Secondo Microsoft, l’intervallo di attenzione per un titolo è passato da 12 secondi nel 2000 a 8 secondi nel 2016.

    L’intervallo di attenzione per la lettura è passato da 12 minuti a 8 minuti. Possono essere usati due nuovi termini: uno, il “cervello scoppiettante”, descrive un cervello meno abile ad adattarsi a un ritmo più lento della vita reale e poi c’è “Neuroplasticità”; cioè la capacità di alterare il proprio comportamento dopo una nuova esperienza.

    La frequente immersione nei mondi virtuali può ridurre la neuroplasticità e anche rendere più difficile l’adattamento al ritmo più lento della vita reale. La necessità di competere nella velocità tra i canali dei social media è ben nota.

    Ad esempio, Amazon stima che un secondo di ritardo nelle prestazioni costerebbe 1,16 miliardi di perdite all’anno nelle vendite.

  4. Effetti dannosi nella conoscenza e credenza
    Il fatto che i social media tendano deliberatamente a riunire utenti con visioni, gusti e abitudini simili, sta frammentando la società in modo negativo per la democrazia, dando luogo a sistemi chiusi che non consentono punti di vista alternativi. Gli adolescenti non discutono più argomenti significativi. Vanno nel loro mondo virtuale e se incontrano qualcuno di un altro gruppo, tendono a insultarsi a vicenda.

    Internet è pieno di notizie false e informazioni fuorvianti e gli utenti hanno grandi difficoltà a distinguere le informazioni “accurate” da quelle “imprecise”.

    Le camere dell’eco sembrano essere molto più pervasive e possono unire quelle con posizioni politiche e ideologiche più estreme e partigiane, minando quindi le possibilità di discorso e tolleranza civili, sostenendo la radicalizzazione.

  5. Danneggiamento dei confini pubblici / privati
    Internet offusca la distinzione tra privato e pubblico . La vita privata diventa pubblica. Ciò è particolarmente negativo per gli adolescenti che perdono il concetto di privacy, ad esempio inviando foto private su Internet.

    Un’osservazione importante è che ora gli adolescenti ottengono la loro educazione sessuale dalla pornografia, in cui le donne sono sempre un oggetto per soddisfare le fantasie sessuali degli uomini.

    Questo a sua volta sta creando una mancanza di rispetto per le donne e una nuova generazione che rischia, per nuove ragioni, di tornare a una società patriarcale.

    Le violazioni di gruppo delle ragazze adolescenti sono chiaramente il risultato di questa tendenza.

  6. Danneggiare le relazioni sociali
    Internet è chiaramente uno strumento potente per creare nuove comunità. Tuttavia, se usato negativamente, può anche danneggiare le comunità, a causa della migrazione a Internet di molte attività umane come shopping, commercio, socializzazione, tempo libero, attività professionali e interazione personale.

    Quella migrazione crea comunicazione impoverita, inciviltà e mancanza di fiducia e impegno.

  7. Danneggiare la democrazia


    Internet è stato uno strumento potente per la partecipazione e quindi per la democrazia.

    Tuttavia, lo studio rileva con preoccupazione che anche un numero crescente di attività sono dannose per la democrazia.

    Questi includono:

    1. L’incivilità di molti discorsi politici online
    2. Polarizzazione politica e ideologica, unicamente possibile utilizzando Internet
    3. Disinformazione e, in particolare, notizie false
    4. Manipolazioni degli elettori attraverso la profilazione basata sulle informazioni raccolte sui social media

    Sappiamo tutti cosa è successo alle elezioni americane con i dati di Cambridge Analytica , raccolti da Facebook, e in che modo migliaia di utenti e bot falsi sul web ora interferiscono pesantemente nelle elezioni.

Dovremmo aggiungere a questo studio alcune altre considerazioni.

  • Il primo è che ora la finanza è ora gestita anche da algoritmi.

    Gli algoritmi non solo decidono quando vendere o acquistare azioni, ma ora decidono anche dove investire.

    Il Exchange Exchange Traded Funds (ETFs) il mese scorso ha raggiunto quota 14.400 miliardi di dollari, più di quello negoziato dagli umani.

    Questa tendenza continuerà con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e presto i finanziamenti diventeranno ancora più disumanizzati. Anche quando gli utenti di Internet si investono, anche loro saranno diretti da macchine e algoritmi.

     

  • Una seconda considerazione è che i giovani leggono sempre meno. Leggere un libro è molto diverso dallo scorrere uno schermo. Stiamo sperimentando una riduzione progressiva dei livelli di cultura. Non è raro avere studenti universitari che commettono errori di grammatica e ortografia. Ricordiamo che quando Internet era ancora nuovo, i suoi sostenitori ci dicevano:

non è importante saperlo, piuttosto è importante saperlo trovare.

Siamo sempre più dipendenti dai motori di ricerca, impariamo sempre meno e non siamo in grado di connettere quei dati in un sistema logico olistico personale.

È chiaramente necessario un regolamento per ridurre gli aspetti negativi di Internet e rafforzare i valori positivi.

I proprietari delle piattaforme di social media sono ora sottoposti a un maggiore controllo, quindi hanno intrapreso la strada dell’autoregolamentazione. Twitter, ad esempio, ha deciso che non può essere utilizzato per scopi politici.

Zuckerberg è un esponente dei miti del mercato che ci dicono che le buone notizie prevarranno automaticamente sulle notizie false .

Tranne che le piattaforme aiutano gli utenti a leggere e trovare solo ciò che vogliono, per mantenere la nostra attenzione, fornendoci ciò che è sorprendente, insolito e provocatorio.

Questo non è un mercato libero …

L ‘”era Zuckerberg” sta chiaramente creando una generazione completamente diversa, molto diversa dalle generazioni dell’era Gutenberg.

Questo solleva molte domande,

dalla privacy alla libertà di espressione (ora in mani private), da chi regolerà, cosa regolare e come.

Un bambino di cinque anni è ora molto diverso da un bambino di cinque anni di Gutenberg. Siamo in un periodo di transizione.

Il significato della democrazia sta cambiando. Le relazioni internazionali si stanno allontanando dalla ricerca di valori comuni attraverso il multilateralismo, verso una marea di visioni nazionaliste, xenofobe ed egoiste del mondo.

Termini come,

pace, cooperazione, responsabilità, partecipazione e trasparenza,

… stanno diventando obsoleti.

Ciò che è chiaro è che l’ attuale sistema non è più sostenibile . ..

Le politiche scompaiono dal dibattito, ora indicate solo come “politiche”.

Visione e paradigmi stanno diventando scarsi.

Oltre a tutto ciò, si profila la minaccia del cambiamento climatico; ma lo scorso anno le emissioni tossiche dei cinque maggiori paesi sono aumentate del 5%.

I giovani sono in gran parte assenti dalle istituzioni politiche, come dimostra il voto su BREXIT a cui ha partecipato solo il 23% della fascia di età 18-25 anni.

In questo preciso momento abbiamo grandi manifestazioni in tredici paesi in tutto il mondo.

In quelle strade partecipano i giovani, dimostrando spesso rabbia, frustrazione e violenza.

Se non riusciamo a riportare la comunicazione orizzontale su Internet e non la liberiamo dalla frattura commerciale dei giovani, il futuro è appena roseo.

Tuttavia, come dimostrano chiaramente le marce contro i cambiamenti climatici, se i giovani vogliono cambiare il mondo, i valori e la visione torneranno.

È evidente che Internet può essere uno strumento molto potente.

Ma chi risolverà questi fallimenti?

Internet diventerà uno strumento di partecipazione?

Come sarà fatto?

Queste sono domande che le istituzioni politiche, se si preoccupano davvero della democrazia, devono rispondere al più presto.

L ‘”era Zuckerberg” deve fare questa scelta adesso, tra qualche anno sarà già troppo tardi …

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

 

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Nietzsche: la degenerazione dell’uomo

La previsione di Nietzsche è stata progressivamente soddisfatta

Il mondo moderno, visto con sospetto, può essere definito come l’ illusione della libertà. La libertà non è mai stata valutata così tanto e non ci siamo mai vantati così tanto di essere liberi, di essere in grado di fare ciò che vogliamo. di una sovrabbondanza di diritti e di agenzia. L’uomo moderno sente con orgoglio che questo è il suo grande successo: essersi liberato dai tiranni, dalla religione, dall’inclemenza della natura. Si sente superiore agli uomini delle altre generazioni, perché crede di essersi liberato dalle sue superstizioni e dalla sua impotenza. Crede di essere libero dagli dei e ora si sta muovendo verso la sua stessa divinità – come è chiaramente il caso delle idee transumaniste – o almeno verso un avvertimento riguardo alla natura e alle necessità. Tuttavia, non è questo un nuovo mito? Un mito in cui i nuovi dei sono scienza, tecnologia, democrazia, società?

Per sostenere l’idea che siamo liberi, la libertà doveva essere ridefinita. Tradizionalmente – nel cristianesimo, nello stoicismo, nel platonismo – la libertà aveva a che fare con la teleologia o con un’armonizzazione con i principi universali. Essere liberi non era solo saper scegliere e autodeterminarsi, era saper scegliere ed entrare in armonia con il bello, il buono o il vero. O era scegliere bene o virtualmente – che aveva a che fare con l’allineamento con la razionalità o l’intelligenza in natura – in modo tale da evitare la sofferenza. Al contrario, c’era anche il modo di desiderare per poter aggiornare la sua essenza o soddisfare la sua vocazione.

Come sappiamo, la scienza e la filosofia moderne hanno rotto con queste idee – dio, anima, essenza, scopo, ecc. – Questo è qualcosa che può essere liberatorio ma anche estremamente pericoloso, come ha avvertito Nietzsche, uno dei principali distruttori di questo vecchio paradigma. Ma anche filosofi come Nietzsche o Heidegger, per i quali la libertà non è essenzialmente morale, né è essenziale nel senso che non si tratta di aggiornare un’essenza, se letti attentamente, si allontanano dall’idea moderna di libertà, o almeno della sua applicazione in massa. La volontà di potere è stata confusa con il libero arbitrio, con l’orgia dei diritti, con il nichilismo del libero mercato. Certamente Nietzsche è stato uno degli autori più travisati, essendo egli stesso autore di “interpretazioni” e “prospettive”. La sua filosofia difende la virtù dell’anti-sistemico, ma per questo permette e persino – con la sua distruttiva veemenza e licenza morale – incoraggia molteplici interpretazioni, cooptazioni, passioni irrazionali attorno al suo lavoro.

Le idee di Nietzsche contengono un seme che, sebbene possa essere una medicina per la condizione che chiama “mandria moralità” (o schiavo), di solito è piuttosto velenoso, una dinamite che prende tutto e lascia il nichilismo, che deserto, quella terra desolata di cui lui stesso era un profeta. A difesa di Nietzsche, lo spiega lui stesso, ripetendo che ciò che vediamo è la degenerazione dell’uomo, e, quindi, questo uomo degenerato, “l’ultimo uomo”, difficilmente potrebbe avere la vitalità e il coraggio per crearsi, per trovato un nuovo sistema di valori. E, come ritiene Nietzsche, se ciò che degenera è solo la mentalità sociale, di massa, essendo entità collettive, spinte dalla maggior parte o dalla maggioranza, allora la globalizzazione, il villaggio globale, è il punto più alto dell’umanità. È il momento in cui il grande, l’eroico, il divino è meno gestitato. (È per un’altra occasione discutere se ciò che Nietzsche chiede non è troppo, anche contro la natura, poiché l’essere umano è stato costituito come un animale sociale e la più significativa dell’esistenza umana sono le relazioni umane, l’amicizia, amore, erotismo. Nietzsche non pensa molto alla compassione e la sua filosofia non edifica per raggiungere la coesistenza. È vero che ciò che Nietzsche vuole non è una società superiore, ma una manciata di uomini superiori – si muove secondo un impulso aristocratico Ma sarebbe necessario considerare se questo è davvero conveniente e sostenibile senza tener conto della ricchezza delle relazioni significative nella coltivazione dell’anima).

Ad ogni modo, è chiaro che l’uomo moderno si allontana da questo uomo veramente libero che potrebbe venire nel “crepuscolo degli idoli”, libero dall’assoluto. Forse l’uomo ha un bisogno interno – ed eterno nella specie – di assoluti – l’homo religiosus non sembra in alcun modo scomparire, e sembra essere il più vicino a un’essenza psichica umana. Certo, ora gli dei sono altri, prendono altri nomi. Jung lo notò dicendo che ora gli dei sono patologie. Roberto Calasso ha portato alla luce magistralmente i sostituti religiosi della modernità, le teologie politiche (la principale, la “Società”), il luogo in cui la mentalità religiosa e del gregge convergono come mai prima nella storia. Ma, in ogni caso, non possiamo smettere di desiderare, di nominare (con altri nomi) i poteri, anche quando li soppiantiamo per oggetti di consumo o dispositivi tecnologici. Ora Agni, osserva Calasso, il fuoco, il messaggero degli dei, è un missile dell’agenzia spaziale indiana.

Nietzsche lo notò chiaramente, perché “il movimento democratico è l’erede del movimento cristiano” e “è comunque una fede metafisica che sta alla base della nostra fede nella scienza”. I grandi successi della società moderna, con cui presumibilmente volevano sbarazzarsi di credenze e metafisica, sono sistemi segreti di credenze e metafisica. La scienza è il nuovo mito, il mito che ha guadagnato trazione e potere, per alleviare la nostra paura del caos e dell’incertezza, per intorpidire i nostri istinti ed evitare l’incontro terribile-numinoso con il mistero. La forza che muove la scienza non sarebbe il desiderio di conoscere la realtà, nemmeno di dominarla, ma di eliminarne il pericolo, di domare l’esistenza.

È possibile che l’uomo moderno, l’uomo tecnologicamente attrezzato, incarni un nuovo e più perfetto animale da gregge, che non solo non sappia che fa parte di un gregge – questo sicuramente esisteva già – ma si vanta anche di avere rilasciato per la prima volta nella storia, di essere il primo animale libero, perché considera che non è determinato dalla società, che sceglie sempre liberamente, che possiede il suo destino. Forse l’uomo può davvero fare ciò che vuole, ma non può desiderare ciò che vuole, come ipotizzava Schopenhauer; non sembra mai voler essere libero (la libertà è la Volontà stessa), forse perché esiste una forza che la determina (e viviamo in un universo deterministico); o, come notò anche il grande maestro di Nietzsche (che in seguito negò), perché la volontà stessa è la negazione dell’individuo, la sua universalizzazione, in qualche modo il suo annientamento. Oppure, senza ricorrere alla metafisica, perché almeno la libertà implica l’abbandono di tutta la sicurezza, lasciando non solo il gregge, la protezione dell’accettazione sociale, ma anche l’abbandono del benessere di sé, la maschera che è la persona.

Sembra che nella società moderna il presagio di Nietzsche si sia consolidato: “questo declino dell’uomo nell’animale della mandria perfetto (o, come si dice, nell’uomo della “società libera”), questa animalizzazione dell’uomo nell’animale nano di pari diritti”. Questo è il dio che non è morto o l’ombra del dio, secondo Nietzsche. E forse gli dei, o il divino stesso non muoiono mai nell’uomo, poiché la sua natura è la possibilità; Come dice Nietzsche, l’uomo è “l’animale non ancora definito”, cioè l’animale che ha un potenziale illimitato e l’infinito, dal momento che Anassimandro, è sempre stato legato al divino. O come sosteneva Kierkegaard, Dio è che tutto è possibile, è un campo di possibilità, un campo fertile di immaginazione e fede. 

Citazioni di Nietzsche tratte da Oltre il bene e il male.

Twitter dell’autore: @alepholo 

Dello stesso autore in Pajama Surf: Freedom, il mito della modernità: siamo davvero più liberi chenel Medioevo o nei tempi antichi? 

Immagine di copertina: JohnConway

Fonte: https://pijamasurf.com/

Almanacco di settembre 2019

 

di Marcello Pamio

Prima di godersi il quadro geopolitico generale che lentamente sta prendendo forma è necessario fare un saltino indietro di qualche mese, ed esattamente dal 30 maggio al 2 giugno all’hotel Montreux Palace di Vaud in Svizzera. Nella cittadina elvetica affacciata sul lago di Ginevra, si è svolto l’annuale incontro segreto del Gruppo Bilderberg.

Quest’anno tra gli ospiti italiani, a parte l’immarcescibile Lilli Gruber, ha fatto la sua apparizione anche il figliol prodigo Matteo Renzi, il quale è stato invitato dall’élite per ricevere ordini sul prossimo governo italiano e sulla crescente e pericolosa ondata di populismo in Italia.

Ma andiamo per ordine: alle ultime elezioni parlamentari del 4 marzo 2018, il popolo ha votato e in cattedra sono saliti due partiti agli antipodi: Lega e Movimento 5 stelle!

Tutto ovviamente secondo copione, tutto secondo la scriteriata legge elettorale, che impedisce de facto un governo stabile.

Ma il Sistema forse non aveva calcolato l’inarrestabile consenso popolare ottenuto da Matteo Salvini, dettato solo da un profondo malessere generale: della serie la gente iniziava ad avere le palle piene di un Sistema parassitario e mafioso. Così sempre più persone hanno iniziato a seguirlo e soprattutto a credergli. In pratica si stava alimentando un sentimento nazionalista (definito dai media sovranismo), cosa pericolosissima per il Sistema! Pericolo che doveva essere fermato quanto prima.

Anche perché la massoneria franco-tedesca (rappresentata dalla doppia M: Merkel-Macron) non poteva permettere che l’Italia tornasse ad essere la locomotiva economica quale era prima dell’euro; dovevano impedire che tornasse a competere con le loro industrie.

A febbraio 2019 al G7 a Davos, Giuseppe Conte (uomo vicino al vaticano) viene pizzicato dalle telecamere a chiedere aiuto alla Merkel. Quindi abbiamo il premier di uno stato “democratico” che chiede aiuto alla massoneria tedesca, proprio quella che sta affossando l’Italia!

Ma tutti i sondaggi continuavano ad essere a favore di Salvini, mentre i pentastellati perdevano punti costantemente, per cui necessitavano interventi anche dall’interno…

Inizia così il boicottaggio del M5S: politica di totale ostruzionismo nei confronti delle proposte leghiste, come la chiusura dei porti, flat tax, grandi opere, ecc.

L’operazione chirurgica della «Sea Watch» è un esempio illuminante per chi ha ancora il cervello funzionante. Il Sistema ha pagato una squinternata ragazza tedesca per compiere una missione che diventerà la testa di ariete per la distruzione del nemico leghista: doveva prelevare immigrati dalle coste libiche (come fanno tutte le ong) per trasportarli in Italia in barba alle leggi nazionali e internazionali. Doveva proprio violare le leggi, per scatenare la reazione di una parte del governo…

Oggi sappiamo – come ha rivelato l’ex capo dei servizi segreti tedesco Maassen – che la comandante Carola è stata inviata (e pagata) dalla Germania per volontà della stessa Merkel.

Stiamo parlando di un gravissimo incidente diplomatico, di cui nessuno però ha sottolineato la portata, forse perché non viviamo in un paese democratico e sovrano.


I capetti del M5S sapevano benissimo di andare contro gli interessi degli italiani e dello Stato, ma stavano eseguendo gli ordini che arrivano dall’alto. In premio avrebbero ricevuto potere, soldi e qualche poltroncina…

Ricordiamo che il M5S è nato all’ombra del giustizialismo di Tangentopoli, è il topolino partorito dalla Piramide: il classico movimento «anti-sistema» creato dal Sistema stesso, nato con lo scopo di assorbire e convogliare la rabbia, il malcontento sempre più crescente tra milioni di italiani.

Proprio per questo compito furono cooptati Beppe Grillo e la Casaleggio associati.

Era cruciale incanalare il malessere della gente, dando l’illusione del “cambiamento”…

Non ha molto senso a questo punto sapere se Salvini era consapevole o meno di tutto questo diabolico disegno, perché TUTTI fanno parte del meccanismo.

Va detto a onore del vero che la governance del paese era sempre più difficile a causa dei conflitti interni tra le forze politiche (Lega e M5S), per non parlare delle contromanovre e boicottaggi degli stellini: ma può essere questa una valida motivazione per far cadere il governo?

Ovviamente Salvini ha ricevuto ordini ben precisi di togliersi di mezzo al momento opportuno!

Ma mentre il Movimento di Grillo ha ricevuto ordini dalla cricca europea, dalla massoneria che gestisce la finanza internazionale, Salvini da chi li ha ricevuti? Sicuramente non dalla medesima parte, perché egli era inviso proprio per quello che stava smuovendo a livello di pancia degli italiani, quindi cosa rimane? Forse l’America di Trump.

Possiamo dire qualsiasi cosa su The Donald, ma non che con la sua elezione presidenziale non si siano scompigliate tutte le carte del gioco della politica e dell’economia.

Non erano mai venuti fuori così tanti scandali di pedofilia come in questo periodo, e non può essere una banale coincidenza. Piaccia o non piaccia The President è consigliato da personalità potenti e molto astute…

Trump infatti non doveva essere eletto perché il «Deep State» («Potere profondo», il «Sistema», il «Governo ombra») che comanda da decenni aveva puntato su Hillary Clinton.

La Clinton è una marionetta del Sistema, mentre Trump no, per questo è pericolosissimo.

Tornando in Europa, il 22 gennaio 2019 sempre la cricca franco-tedesca ha firmato un trattato di cooperazione tra i due paesi, detto «Trattato di Aquisgrana», proprio per consolidare gli impegni europeisti e contrastare l’America.

La risposta minacciosa della Casa Bianca non si è fatta attendere: dazi all’industria automobilistica tedesca Volkswagen che potrebbero costare all’azienda qualcosa come 2,5 miliardi di euro all’anno, e dazi ai vini francesi. Mossa a dir poco geniale!

A ottobre c’è anche la Brexit che metterà a dura prova non solo Francia e Germania ma l’intera unità d’Europa! Boris Johnson sembra mettercela tutta per portare fuori dalla gabbia europea il Regno di Sua Maestà, e nonostante il fortissimo ostruzionismo interno, dovrebbe farcela!

Qui da noi la goccia che ha fatto traboccare il vaso governativo, togliendo una volta per tutte il velo di Maya dell’illusione, è stata il voto in Europa del M5S a favore di Ursula von der Leyen a Presidente della Commissione Europea. La candidata guarda caso proprio della Merkel e Macron.

L’unica spiegazione plausibile del perché il Movimento ha appoggiato la tedesca, era perché doveva farlo. Punto.

Arriviamo ai primi di settembre con la ridicola votazione interna al Movimento, mediante la «Piattaforma Rousseau», un programma privato gestito e controllato da Grillo e Casaleggio.

Il risultato era scontato e infatti quasi l’80% dei votanti “avrebbe” detto SI al tradimento degli ideali grillini con l’unione tra i due partiti che più si odiavano. Ma gli ordini sono ordini e pur di spegnere il risveglio delle coscienze del popolo italiano bisognava che passasse il SI.

Sicuramente hanno “ritoccato” i risultati (per giunta arrivati dopo ben 1 ora dal termine, cosa questa assurda per una consultazione elettronica, ma aveva bisogno di un po’ di tempo per “correggere” gli errori…) perché moltissimi grillini non erano e non sono d’accordo!

Ma grazie a questa falsa votazione, il M5S è riuscito ad evitare al popolo sovrano nuove elezioni e far tornare al governo (senza che nessuno li abbia votati, come gli ultimi 4 governi) il PD, cioè il partito più indecente che ci sia, quello delle banche, dell’immigrazione di massa, delle massonerie, corporazioni e cooperative. Il partito collegato a Renzi, uomo gestito dal Gruppo Bilderberg

Va detto a questo punto che a livello geopolitico europeo è in atto una guerra senza frontiere tra vari gruppi di Potere…

Un centro è certamente rappresentato dalle massonerie franco-tedesche, quelle che hanno strutturato a loro immagine e somiglianza la carta e i diritti dell’Unione europea.

Poi c’è la City di Londra e l’America che rappresentano due potenti centri nevralgici (la City, Wall-Street e la massoneria RSAA), ultimo ma non per importanza, il polo vaticano dei gesuiti.

Non è a caso che tutti i politicanti alla fine devono sempre passare a ricevere il consenso dalla «monarchia assoluta» gesuitica…

Quindi tedeschi e francesi vogliono a tutti i costi mantenere il controllo sull’Europa, aprendo la strada alla ricchissima Cina. E non a caso la «Via della seta» è un progetto multimiliardario finanziato dai cinesi, ma anche da vari paesi tra cui l’Italia. Si tratta di un corridoio commerciale, appoggiato anche dal nuovo governo PD-M5S, che spalancherebbe le porte al mondo «Made in Cina». Ma all’America una simile apertura non va giù, e proprio per questo stanno lavorando anche sotto banco, per impedirne la realizzazione.

La clessidra che scandisce il tempo a disposizione del “governo della vergogna” è stata girata, e tra scandali internazionali come spygate, pedofilia, pedosatanismo e altri…ne vedremo delle belle prossimamente su questo canale…

Fonte: https://disinformazione.it/2019/09/11/breve-analisi-della-situazione-geopolitica/

I voltagabbana. E se li minacciassero?

Questo pezzo è ironico e vietato ai cretini. Dunque, non leggetelo. Inoltre, essendo ironico, è tutta fuffa, ricco di suggestioni non comprovate. Insomma, dai, siccome non avete senso dell’umorismo, evitatelo.

Fatta la doverosa premessa, andiamo all’allegra ipotesi bufalara. Tutto parte da una riflessione facebookiana di qualche tempo fa che riguardava la possibilità che la piattaforma Rousseau non potesse esprimere la reale posizione politica degli iscritti al Movimento 5 Stelle, ipotizzando dunque la sua “manipolabilità”. 

L’articolo continua QUI

La democrazia sta per collassare 

di Gianluca Riccio 

Negli anni ’80 scovò la tendenza degli elettori a votare qualcuno solo per il suo aspetto. Oggi scruta nel futuro della democrazia. E non la vede più.

La democrazia potrebbe essere in dirittura d’arrivo, rimpiazzata da una rete globale di stati autoritari.


Shawn Rosenberg, uno stimato psicologo all’Università della California ha disorientato la platea dell’ultimo meeting della Società Internazionale di Psicologia Politica tenutosi a Lisbona.

Il professore 68enne non è nuovo ad analisi del genere: negli anni ’80 un suo studio mostrò come molto elettori scelgano i candidati solo sulla base del loro aspetto. Secca dirlo, sollevò molte polemiche ma aveva ragione.

Questa volta Rosenberg ha presentato uno studio ancora più articolato che spazia tra la neurologia e la geopolitica, passando per la futurologia. Se disponessi di sole 6 parole potrei riassumere con un concetto molto semplice: la democrazia sta divorando sé stessa, e presto terminerà il suo pasto.

In ultima istanza, nel suo studio Rosenberg ha predetto la fine imminente della democrazia. L’articolo continua QUI

 

Ivrea: Non fanno entrare le bimbe a scuola ma la mamma non si arrende Fonte 

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LA MANTIDE RELIGIOSA

 

“La mantide religiosa è famosa perché la femmina spesso divora il maschio durante il rapporto sessuale, mentre quest’ultimo prosegue imperterrito nell’accoppiamento. La parte sadica è che le mantidi non si preoccupano di uccidere le loro prede prima di mangiarle: non appena l’insetto abbraccia lo sfortunato amante, inizia a nutrirsene incurante. Anche se si tende ad essere meno solidali verso gli invertebrati, la brutalità delle abitudini alimentari della mantide è degna di nota ed è rinomata come killer spietata in moltissime culture del mondo.”Fonte

La democrazia non esiste: è il tempo di essere pragmatici – Alberto Micalizzi 

Fonte: https://www.byoblu.com/

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PRIMA SONO VENUTI PER ASSANGE …

 

Più incursioni della polizia mentre la guerra sul giornalismo si intensifica in tutto il mondo

Di Caitlin Johnstone

La polizia federale australiana ha condotto due raid su giornalisti e sequestrato documenti in incidenti presumibilmente non correlati nel giro di soli due giorni.

Ieri l’AFP ha fatto irruzione nella casa della giornalista di News Corp Australia Annika Smethurst, alla ricerca di informazioni relative al suo rapporto investigativo lo scorso anno che hanno messo in evidenza il fatto che il governo australiano ha discusso la possibilità di darsi poteri senza precedenti per spiare i propri cittadini. Oggi hanno fatto irruzione nel quartier generale di Sydney dell’Australian Broadcasting Corp, sequestrando informazioni relative a un rapporto investigativo del 2017 sui possibili crimini di guerra commessi dalle forze australiane in Afghanistan.

In un terzo episodio, anche apparentemente non correlato, un altro giornalista australiano ha rivelato ieri che il Dipartimento per gli affari interni ha avviato un’indagine sulla sua relazione su una storia di richiedenti asilo che potrebbe portare a un caso criminale AFP, dicendo che è sotto pressione per rivelare il suo fonte.

AFP: Sono ancora sconcertato dal potere di questo mandato. Consente all’AFP di “aggiungere, copiare, eliminare o alterare” il materiale nei computer dell’ABC. Tutti gli australiani, per favore pensateci: da questo momento, l’AFP ha il potere di cancellare materiale nei computer dell’ABC. Australia 2019.

– John Lyons (@TheLyonsDen), 5 giugno 2019

“Perché l’AFP ha improvvisamente deciso di eseguire questi due raid dopo le elezioni?” Ha twittato l’editor politico australiano David Speers durante il raid di Sydney. “Le nuove prove sono appena emerse in entrambe le storie di Annika Smethurst e ABC ?!”

Perché davvero?

“Se queste incursioni non sono collegate, come riferito dall’AFP, si tratta di una coincidenza straordinaria”, ha twittato la corrispondente politica del capo della Conversazione , Michelle Grattan. “AFP ha bisogno di spiegare al più presto i tempi così lunghi dopo le storie. Non può essere così inefficiente! Deve essere una spiegazione – il che rende la rivendicazione “non connessa” ancora più strana. “

Strano davvero.

È vero che l’AFP ha formalmente negato che ci fosse qualche collegamento tra i due raid, ed è infatti difficile immaginare come i due potrebbero essere collegati oltre alla loro condivisione di un tema comune di denuncia del malaffare che il governo voleva mantenere segreto. Se è vero che non sono collegati, allora cosa è cambiato? Cosa potrebbe essere cambiato nel mondo per innescare questa improvvisa escalation dell’assalto del governo australiano alla stampa libera?

Bene, se come ho suggerito di recente non pensi in termini di singole nazioni separate, non è difficile pensare ad almeno una cosa che è cambiata.

L’Assange Effect sta prendendo piede in tutto l’impero centralizzato degli Stati Uniti. #auspol

La polizia federale australiana fa irruzione nella casa del giornalista di News Corp per presunta perdita di sicurezza nazionale https://t.co/LntOZRpwA1 via @abcnews

– Caitlin Johnstone (@caitoz) 4 giugno 2019

“La criminalizzazione e il crollo del giornalismo sulla sicurezza nazionale si sta diffondendo come un virus”, ha scritto oggi su Twitter WikiLeaks in risposta al raid della ABC. “Il precedente di Assange sta già avendo effetto. I giornalisti devono unirsi e ricordare che il coraggio è anche contagioso “.

“Le accuse di arresto e spionaggio contro Assange erano solo l’inizio, come molti nei media, anche quelli che odiano Assange, temevano”, ha twittato il direttore del consorzio News Joe Joe in risposta al raid della News Corp. “La casa di un giornalista australiano mainstream è stata perquisita mercoledì. mattina dalla polizia a causa di una storia su cui ha lavorato. “

“Notizie vergognose dall’Australia, quando la polizia fa irruzione negli uffici e nelle case dei giornalisti”, ha twittato il leggendario giornalista australiano John Pilger. “Un mandato consente loro di aggiungere, copiare, cancellare o modificare i file del computer in ABC. L’assalto a Julian Assange è stato un chiaro avvertimento per tutti noi: era solo l’inizio. “

Se ci pensate, sarebbe stato molto meno inquietante dell’alternativa se ci fosse una connessione tra i due raid, perché l’alternativa è molto più sinistra: che l’atteggiamento del governo australiano nei confronti della stampa libera è cambiato. E forse lo ha fatto, come l’Australia ha fatto per decenni, in linea con il comportamento del resto dell’impero centralizzato USA.

In un articolo per il Consortium News intitolato “Dopo l’attacco di Espionage Act di Assange, la polizia si muove contro altri giornalisti per pubblicare materiale classificato”, Joe Lauria ci ricorda che l’Australia non è la prima nazione all’interno dell’alleanza del potere occidentale ad assistere a tale escalation dal paradigma. spostamento carcere di Julian Assange nel Regno Unito.

Dopo l’accusa di spionaggio di #Assange, la polizia si sposta su più giornalisti per pubblicare materiale classificato https://t.co/9sfnYoaMB2

– Notizie del Consorzio (@Consortiumnews) 5 giugno 2019

“La polizia di Parigi ha arrestato due giornalisti che stavano coprendo le proteste della Vest gialla il 20 aprile”, scrive Lauria. “Uno dei giornalisti, Alexis Kraland, ha detto che è stato arrestato dopo aver rifiutato di essere perquisito e aver consegnato la sua telecamera alla polizia della stazione ferroviaria Gare du Nord. Il più grande sindacato di giornalismo in Francia ha chiesto spiegazioni alla polizia “.

“E il 10 maggio a San Francisco, la polizia ha usato le mazze per abbattere la porta, ha fatto irruzione nella casa di Bryan Carmody, un giornalista freelance, per ottenere, mentre era ammanettato, rivelare la sua fonte che gli ha fatto trapelare un rapporto della polizia sulla morte improvvisa il difensore civico eletto della città “, ha aggiunto Lauria. “La polizia ha portato via computer, fotocamere, telefoni cellulari e appunti.”

Quindi stiamo già vedendo uno schema. Puoi scegliere di ignorarlo o di respingerlo con una storia piacevole, oppure puoi riconoscere che sembriamo nel bel mezzo di un arresto rapido e inarrestabile della stampa libera nel mondo occidentale.

Non ci deve necessariamente essere una cospirazione pianificata centralmente dietro questa tendenza; può semplicemente essere il risultato naturale di un impero in difficoltà, visto che avrà bisogno di molta più guerra, menzogne ​​e inganno per evitare di collassare e rispondere di conseguenza. Una volta superata la linea di Assange, avrebbe potuto semplicemente essere un precedente per gli altri governi all’interno dell’impero per iniziare a fare cose che avrebbero già voluto fare comunque.

PRIMA SONO VENUTI PER ASSANGE …

Secondo raid della polizia federale australiana sui giornalisti australiani! 

Stessa ragione!

Per intimidire i whistleblowers / giornalisti dall’esporre le azioni sbagliate del Governo

Questo esattamente come la persecuzione di Julians!

Per coprire i crimini di guerra! https://t.co/vgU6OKQIrT

– Mrs Christine Assange (@AssangeMrs), 5 giugno 2019

Julian Assange è il punto di un punto interrogativo alla fine di una questione storicamente importante che ci viene richiesta in questo momento. Questa domanda si legge come segue: l’umanità desidera creare una società basata sulla verità e che detiene il potere di rendere conto o vuole l’esatto opposto?

Finora, la risposta generale di consenso a questa domanda è andata in qualche modo sulla falsariga di “In realtà stiamo bene con un tuffo a capofitto nella distopia orwelliana, grazie.” Ma come le implicazioni di questa risposta diventano più chiare e limpide, possiamo ancora vedere alcuni sussulti nell’altra direzione prima che sia troppo tardi.

Nota dell’autore:
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Fonte: https://www.activistpost.com/

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L’omicidio di Julian Assange

Julian Assange viene lentamente assassinato da “Her Majesty’s Prison Service” nella prigione di Belmarsh nel sud-est di Londra. La prigione è famosa per tenere persone che non sono mai state accusate di un crimine indefinitamente. Viene anche chiamata la versione inglese di Guantanamo, e tipicamente usata per detenere i cosiddetti terroristi, così chiamati dalla polizia britannica e dai servizi segreti e pubblicizzati dal MSM e dallo stabilimento britannico. Terroristi che diventano terroristi con continue e ripetute accuse, dalla propaganda dei media, ma non necessariamente dal fatto.

Ricorda, se una bugia viene ripetuta abbastanza spesso diventa la verità nelle menti indecenti degli ascoltatori. Il suo indottrinamento del pubblico per demonizzare qualcuno o un gruppo di persone, o un paese, che potrebbe diventare pericoloso per gli sforzi viziosi e criminali dell’impero. Questo è quello che stanno facendo con Julian Assange. Esattamente lo stesso principio viene applicato, anche se su scala diversa, contro il presidente Putin e contro la Russia e la Cina. E sembra funzionare in una società occidentale, sottoposta al lavaggio del cervello, gestita dalla loro leadership vassallica statunitense senza spina dorsale.

Sì, quello che sta succedendo a Julian Assange potrebbe accadere a qualsiasi giornalista che rivela la scomoda verità sull’impero e le macchinazioni criminali dei suoi seguaci, qualunque giornalista – o non giornalista, informatore, a tale proposito – chiunque osi alzarsi verso l’AngloSionista atrocità possono finire a Guantanamo o Belmarsh che è considerata una prigione di tipo A per uomini adulti, vale a dire, una prigione “seria”, dove detenuti “pericolosi” sono detenuti fino a quando il servizio carcerario di Sua Maestà ritiene necessario, e si tengono i trattamenti dei prigionieri segreto e includere la tortura.

Il caso di Julian Assange va ancora più lontano che infrangere tutte le regole della libertà di parola “democratica”. Il modo in cui viene trattato è una grave infrazione ai Diritti Umani. I governi statunitense e britannico intendono mettere a tacere e punire un campione di libertà di parola, torturandolo perché il mondo lo veda, e soprattutto come deterrente per i potenziali informatori e altri sostenitori della libertà di parola.

Julian Assange è stato condannato a una pena detentiva “provvisoria” di 50 settimane per aver saltato la cauzione, quando ha cercato e ottenuto un rifugio nel 2012 nell’ambasciata ecuadoriana. E perché ha saltato la cauzione? Perché stava per essere estradato in Svezia neofascista, che agendo in nome di Washington, lo accusò di stupro fasullo e accuse di cattiva condotta sessuale, da dove sarebbe stato probabilmente estradato negli Stati Uniti – dove avrebbe potuto affrontare un tribunale di canguri e un finto processo con possibile condanna a morte o detenzione indefinita a Guantanamo.

Ecco perché è saltato su cauzione e perché è scappato all’ambasciata ecuadoriana, perché l’ingiustizia occidentale era già stata giocata con falsa propaganda, per tutti, ma ciechi e indottrinati, per vedere. Rafael Correa, allora Presidente dell’Ecuador, vide la verità dietro a tutto e concesse asilo a Julian, e in seguito gli diede la cittadinanza ecuadoriana – che nel 2018 fu revocata dal traditore e successore fascista di Correa, l’impiantista statunitense Lenin Moreno, che, come premio, si dice, ha ottenuto un prestito del FMI di 4,2 miliardi di dollari USA per aiutare il governo a portare avanti il ​​suo programma di riforma economica neoliberale, il che significa annullare molti dei programmi sociali di miglioramento dell’eguaglianza economica per la popolazione ecuadoriana, attuati durante la presidenza Correa. 

Bene, quanto può essere malato? – Sfortunatamente, agire patologicamente o anche psicopaticamente nel mondo di oggi è pienamente accettato. È la nuova normalità. Ciò significa che viviamo in una società quasi malata, corrotta e completamente sottoposta al lavaggio del cervello, per essere precisi, la società occidentale. “Quasi-terminale” significa che c’è solo una scarsa speranza di guarigione per l’assoluta mancanza di coscienziosità della società occidentale. La speranza del risveglio delle persone occidentali sta svanendo, mentre scivola sempre più in profondità in un abisso senza fondo.

Julian Assange fu accusato per la prima volta da Washington di false accuse di pirateria informatica e cospirazione per frodare gli Stati Uniti. Di fatto, si tratta della pubblicazione 2010 di Wikileaks del famigerato video che circolava il mondo un milione di volte, raffigurante il mirato, dannoso “omicidio collaterale” di civili innocui da parte dell’equipaggio di un elicottero dell’esercito americano – e di altri dati di atti atroci dell’esercito americano rivelati da Chelsea Manning e pubblicati da Wikileaks. Chelsea Manning è stata ed è lei stessa al servizio di pene detentive.

Nonostante il fatto che questo piccolo video sia stato visto in tutto il mondo probabilmente da più di un miliardo di persone, nessuno è salito sulle barricate – in un’infinita dimostrazione di massa – per fermare lo stato canaglia e la macchina per uccidere gli Stati Uniti d’America dal crimini quotidiani e mortali. Nessuno. E l’uccisione continua. E Washington sta facendo del suo meglio per zittire ogni rivelazione futura delle loro atrocità, facendo tacere Julian Assange e intimidendo qualsiasi potenziale futuro rivelatore di verità.

Ora hanno 50 settimane, mentre è nascosto in una prigione britannica simile a Guantanamo, per ucciderlo lentamente a nome di e come un piccolo favore a Washington, così non deve essere estradato e gli Stati Uniti sono risparmiati dall’essere esposti al processo di canguro che Julian avrebbe altrimenti ricevuto. Se muore di morte “naturale” in una prigione britannica, Trump può lavare le sue mani insanguinate in innocenza, e quelli del Congresso che vogliono mandare uno squadrone della CIA per uccidere Assange – Ti prendo in giro, non si vergognano di dirlo apertamente – sarà anche in grado di imbiancare le loro menti criminali e sanguinose. Nessuno saprà mai cosa è realmente accaduto dietro le mura della prigione di Sua Maestà. – Ci saranno alcune fiammate nei media – e poi tutto si calmerà. Come di solito. Il fondatore di Wikileaks se ne andrà – e tutti i potenziali informatori e giornalisti che cercano la verità saranno in guardia. Obiettivo raggiunto.

Nel frattempo e per raggiungere quell’obiettivo, Julian è molto probabilmente torturato, possibilmente fisicamente e psicologicamente. Julian Assange ha subito “un’esposizione prolungata alla tortura psicologica”, ha detto l’esperto di torture delle Nazioni Unite, Nils Melzer, in un’intervista alla BBC, e ha esortato la Gran Bretagna a non estradare Assange a Washington. Secondo il tenente colonnello in pensione USAF, Karen Kwiatkowski, potrebbe essere stato drogato con farmaci psicotropi, come il 3-quinuclidinil benzilato, noto come BZ che produce allucinazioni, confusione mentale e perdita di memoria. Questo potrebbe essere stato il motivo, il motivo per cui non è stato in grado di parlare chiaramente e di partecipare a un’udienza della Corte svedese – e doveva essere trasferito nell’ala dell’ospedale del carcere di Sua Maestà a Belmarsh. Una delle poche immagini emerse al momento del suo trasferimento all’ospedale era uno di uno zombi.

Speriamo solo di sbagliarmi completamente in questo scenario – e che la pressione della gente (a questo punto sarebbe un miracolo) preda Julian sciolto dalle letali zanne dell’impero e dei suoi seguaci.

Il mondo occidentale continua a guardare – peggio ancora, sostengono persino il servizio carcerario di Sua Maestà, a cui è sottoposto Julian Assange. Hanno in gran parte applaudito il brutale arresto britannico di Julian Assange, quando la polizia lo ha trascinato fuori dall’ambasciata ecuadoriana in un furgone e in custodia cautelare, e ore dopo è stato condannato a 50 settimane con un’accusa fasulla per aver saltato la cauzione.

Cosa si può dire – non è detto meglio che da Paul Craig Roberts,

” Se il mondo rappresenta l’omicidio giudiziario USA / Regno Unito / svedese di un uomo innocente, il mondo non merita di esistere un altro secondo”. – Amen.

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Questo articolo è stato originariamente pubblicato su New Eastern Outlook.

Peter Koenig è un economista e analista geopolitico. È anche un esperto in risorse idriche e ambientale. Ha lavorato per oltre 30 anni con la Banca Mondiale e l’Organizzazione Mondiale della Sanità in tutto il mondo nei settori dell’ambiente e dell’acqua. Tiene lezioni in università negli Stati Uniti, in Europa e in Sud America. Scrive regolarmente per la ricerca globale; ICH; RT; Sputnik; PressTV; Il 21 ° secolo; Telesur; Il Blog di Saker, il New Eastern Outlook (NEO); e altri siti internet. È autore di Implosion – An Economic Thriller su War, Environmental Destruction e Corporate Greed – fiction basato su fatti e su 30 anni di esperienza della World Bank in tutto il mondo. È anche un co-autore di The World Order and Revolution! – Saggi dalla resistenza. È un ricercatore associato del Centro di ricerca sulla globalizzazione.

L’immagine in evidenza è da Media
La fonte originale di questo articolo è Global Research
Copyright © Peter Koenig, Global Research, 2019

 

Almanacco di luglio 2018

LA CHIESA CONDANNA SALVINI, MA CON CHE FACCIA? (mettere preti, immobili e miliardi dove stanno le preghiere)   
 
 
La Chiesa di Bergoglio si cucia la bocca prima di condannare Salvini, ipocriti. 
 
E’ facile sparare su Matteo Salvini il “razzista”, il “sorridente sui cadaveri color scuro”, perché Matteo Salvini è in effetti colpevole di ambiguità umanitaria. Primo, non ha mai preso chiare distanze dal razzismo becero e disumano a cui il suo trionfo ha dato la stura in Italia. Chi non vive sui Social non immagina l’orda di bruti e soprattutto brute fasci-nazi-razzisti che dilaga là fuori al grido “Non toccate Salvini” e il porcile agghiacciante che arrivano a pronunciare su quella che è una tragedia storica. Secondo, il leader leghista si contenta di risbattere il problema là dove si è originato, e non ha neppure l’ombra di un disegno politico sistemico di cui l’Italia si faccia portavoce nel G7 per fermare gli immensi flussi (fra 12 anni 1,3 miliardi d’indiani avranno la metà dell’acqua per vivere, e dove vanno?). Questo è meno che umano nel momento in cui Salvini non dice che i migranti, soprattutto quelli economici, hanno crediti di trilioni di dollari e di centinaia di milioni di vittime verso le nostre società, perché sulle loro risorse è stato creato tutto ciò che abbiamo, e ancora accade. Sarebbe gradito che un Paolo Becchi suggerisse a Matteo Salvini di rimediare con urgenza a entrambi i punti, mentre giustamente ferma gli arrivi caotici in Italia
 
Ma che a crocifiggere il leghista sia la Chiesa è molto oltre l’inaccettabile. 
 
Nel 2014 il Ministro delle Finanze Vaticane, Cardinale George Pell, disse che “… abbiamo scoperto centinaia di milioni di euro nascosti in conti dimenticati di cui non avevamo rendicontazione”. E questi sono solo gli spiccioli di Papa Bergoglio.
 
Secondo l’International Business Times, il Vaticano gestisce strumenti d’investimento per 6 miliardi di euro; ha 700 milioni investiti sulle Borse; tiene 20 milioni di dollari in oro alla Federal Reserve in USA. 
 
Il gioielliere Bulgari a Londra paga l’affitto alla Chiesa di Roma in uno dei palazzi meglio prezzati del mondo a New Bond Street. L’investment bank Altium Capital idem, nella prestigiosa St James’s Square. Secondo il Consiglio d’Europa il merchant banker dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA), Paolo Mennini, nel 2012 da solo gestiva 680 milioni di euro per i Cardinali, i quali solamente dallo IOR ricevono dividendi per 60 milioni annui. 
 
I valori delle proprietà immobiliari usate per profitto commerciale e speculativo dalla Santa Sede sono impossibili da calcolare, ma ecco un’idea: il Sole24Ore ha stimato che la sola ‘agenzia immobiliare’ vaticana chiamata APSA, diretta fino al 2016 dal Cardinale Domenico Calcagno, gestisce 10 miliardi di euro in immobili commerciali (esclusi quindi chiese, canoniche, seminari ecc.) che, si ribadisce, è solo una vaga idea del totale in mano alla Santa Sede nel mondo. 
 
Allora, è accettabile che le ‘belle anime’ cattoliche italiane, di cui l’innominabile Catto-Sinistra è pregna, si permettano di tuonare dalle pagine ad esempio di Famiglia Cristiana contro Salvini perché “ha mosso critiche al mondo cattolico che accoglie i migranti”? Accoglie i migranti? Ah, davvero? E come li accoglie? Con quanti denari concretamente sborsati fra i sopraccitati miliardi che tengono in speculazioni finanziarie e di Borsa? Può la Santa Sede mostrarci le cifre? In quanti immobili milionari che posseggono li hanno accolti, quanti sono stati allestiti per loro? Può la Santa Sede, che millanta di “accogliere”, fornirci le mappe? Ma con che inguardabile faccia questi ipocriti intimidiscono con l’abietta superstizione del senso di colpa il Salvini e i suoi elettori? 
 
Allora, Papa Bergoglio, prima di condannare i peccatori, veda di mettere le gabbane dei suoi preti, i miliardi delle vostre speculazioni e le migliaia di proprietà dove stanno le vostre parole. E se proprio dovete sdoganare la politica leghista sulla tragedia dei migranti come politica criminale contro gli innocenti – che non è, perché al peggio è gretta insensibilità dettata da meschina ignoranza personale o da vere difficoltà economiche – ecco chi davvero ha fatto in epoca contemporanea una politica criminale di massa contro gli innocenti, col crocifisso al collo: 
 
(da un mio articolo di 2 anni fa): “Nel 2012 persino JP Morgan ha dovuto prendere le distanze dallo IOR per sospetti di riciclaggio in armi. Vatileaks, scatenato da Gianluigi Nuzzi, già 3 anni fa rivelava il marciume criminale delle finanza vaticane. Mentre l’adorato Papa Francesco scalava in diligente silenzio i ranghi della Chiesa in Argentina, la P2 con lo IOR e Calvi erano i maggiori canali di forniture di missili Exocet proprio alla Giunta di Buenos Aires (30.000 morti), oltre ad armare criminali di massa e torturatori in Guatemala, Perù, Equador e Nicaragua. E scrive Vittorio Cotesta nel libro Global Society, Cosmopolitanism and Human Rights: “Uno dei maggiori obiettivi di questo network (IOR ecc. nda)… è di sostenere i golpisti che gli Stati Uniti e il Vaticano usano per schiacciare la Teologia della Liberazione”. Papa Francesco ne fu complice ideologico e, in due casi, anche fisico fino al 2013.”
 
Sono l’ultimo a sostenere Matteo Salvini in Italia, ma odio gli ipocriti. Creano molta più sofferenza dei razzisti, perché sono loro che al temine di epoche di disgustoso finto buonismo (vero PD?) tradiscono i popoli sui diritti fondamentali e li spingono all’aspetto più deteriore del Populismo, quello di rabbia cieca e poi infine anche disumana. Fonte

 

GIUDICE GIULIANO AMATO, ECCO QUAL E’ LO STATO RAZZISTA 

 
In Israele sorge un razzismo simile a quello del nazismo ai suoi inizi”. A dirlo non è un suprematista ariano, ma Zeev Sternhell, una delle grandi figure della cultura ebraica: membro dell’Accademia ebraica, docente all’università ebraica di Gerusalemme, storico di valore mondiale – i suoi saggi sulla storia dei fascismi europei sono fonti di riferimento esemplari sul tema. Adesso, in un intervento su Le Monde, Sternhell si domanda: quando precisamente questo stato “nato nel 1948, fondato sulle rovine dell’ebraismo … Leggi tutto

 

L’alleanza del Wifi, è in arrivo al tuo vicinato: Wireless 5G

Proprio come ogni nuova tecnologia pretende di offrire lo sviluppo più avanzato; che la loro definizione di progresso curerà i mali della società o faciliterà la vita eliminando la fatica di apparecchi antiquati, la Wifi Alliance è stato organizzato come una rete wireless in tutto il mondo per collegare “tutti e tutto, ovunque” in quanto prometteva “miglioramenti in quasi ogni aspetto della vita quotidiana“. 
 
L’Alleanza, che non ha pretese di potenziali problemi di salute o ambientali, ha ulteriormente proclamato (e potrebbe essere corretto) che ci sono ” più dispositivi wifi che persone sulla terra” . È l’esposizione inevitabile alle tecnologie wireless ubiquitarie in cui si trova il problema. 
 
Poco dopo la scoperta dei xray del 1895, la nuova tecnologia in erba non era priva di rischi per la salute di ustioni e perdita di capelli. Eppure l’uso della radiazione elettromagnetica (EMR) si è evoluto a un ritmo esponenziale drammatico dal giorno di Marie Curie in un settore onnipotente da mille miliardi di dollari creando un mondo totalmente dipendente dalle sue pericolose applicazioni wireless.  

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Guerra al cancro: quanti morti dal 1950 ad oggi?

 
di Marcello Pamio 
 
Quando nel 1971 il Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon firmò il «National Cancer Act», si diede ufficialmente inizio alla «guerra al cancro».
Una guerra violenta, combattuta a colpi di gas vescicanti e napalm in vena. Potremo dire senza sbagliare, l’unica vera guerra mondiale perché portata avanti da tutti i paesi del globo.
L’America è sempre stata la direttrice, e non a caso dopo Nixon tutti i presidenti che seguirono fecero lo stesso, e tra questi si distinse Barack Obama che arrivò a paragonare il conflitto alle «Missioni Apollo» della NASA. Infatti secondo lui, con il «Cancer Moonshot Initiative» l’America sfida il cancro: sarà come conquistare la Luna!

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 Lettera dalla Spagna nell’anno 2050

La tecnocrazia in Europa è garantita, come è chiaramente inteso da molti osservatori.
 
Questo scenario di un futuro disumanizzato in Spagna, è stato descritto da un Professore di Diritto Costituzionale dell’Unione Europea che vive a Santiago de Compostela. 
 
Attratte nell’illusione, 
 
“Il sovraccarico di informazioni unito a una miriade di insiemi di dati,in assenza di una guida ufficiale hanno reso le persone incapaci di discernere il vero dal falso, il giusto dallo sbagliato, mentre il reale e la realtà sono spariti dalla mente pubblica decenni fa.”
 
 
Nell’anno 2050, la Spagna, un tempo un orgoglioso impero globale composto da persone tutte di un pezzo, è diventata la copia perfetta di Bruxelles. 
 
Pochi paesi hanno trasformato la loro antropologia in modo così rapido e completo. La modernizzazione, la tecnocratizzazione e l’europeizzazione sono state spinte così drammaticamente da farla sembrare uno stato super-vassallo dell’Unione Europea. 
 
La ricerca della democrazia ha da tempo lasciato il posto alla ricerca della conformità. La cultura spagnola è piatta come una lastra di vetro. 
 
Gli spagnoli sono diventati “i Prussiani del Sud”, in contrasto con i loro ex cugini italiani, portoghesi e latino-americani.