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L’Ossimoro della decrescita felice

 Il lavoro da casa aiuta l’ambiente
La Decrescita Possibile – Su cosa dovremo “Decrescere”
di Fabio Pipinato 
La “decrescita felice” è una sorta di ossimoro in quanto,
la felicità viene sempre contrabbandata con la crescita, e l’infelicità con la decrescita.
Per certi versi è così basta vedere la crisi del ’29 con famiglie sul lastrico o a quella più recente del 2008 con il fallimento della Lehman Brothers che causò milioni di licenziamenti, sfratti, fallimenti, una paralisi dell’economia e tanta disperazione.

Questo articolo analizzerà su cosa dovremmo “decrescere” e il prossimo articolo si concentrerà su cosa dovremmo invece “crescere”.

Naturalmente sono solo alcuni punti rubati dal web che potrebbero essere dai lettori addizionati o moltiplicati.
Buona lettura…
Energia

In casa consumiamo:

  1. Fuori casa, in hotel o B&B
  2. In ufficio
  3. Una famiglia di 3 persone consuma a casa 3, mentre un ufficio di 10 impiegati 50. Se siamo impiegati di un’assicurazione che, secondo Jacopo Fo, dovrebbe stare più che attenta a come si spendono le risorse, 6, e se lavoriamo in banca, 7.
Gli impiegati di banca costretti a temperature tropicali d’inverno e glaciali d’estate appena tornano a casa consumano 1.
Insomma, il lavoro da casa, aiuta l’ambiente.
Armi
I 131 bombardieri F35 acquistati dall’Italia dagli USA, descritti da Rocco Buttiglione come la madre di tutte le tangenti costano circa 15 mld di Euro.
Solo Mario Monti riuscì, a budget invariato, a farli diminuire a 91 unità.
Ma il problema non sono solo i caccia ma le armi d’uso comune come fucili e pistole che rendono sempre più insicuro il nostro Paese mentre le armi esportate nei Paesi dittatoriali e non solo rendono insicuri i paesi oltremare.
Ne consegue che ad ogni export corrisponda un proporzionale import di migranti che fuggono da quelle terre.
Come sortire dal “progresso scorsoio” descritto da Andrea Zanzotto?
Carne

Mangiare troppa carne fa male all’ambiente e al clima.

Con il 14,5% delle emissioni totali di gas serra, infatti, il settore zootecnico è una delle principali fonti di emissione di gas climalteranti. Un terzo delle terre coltivate in tutto il mondo serve a produrre un miliardo di tonnellate di mangime, soprattutto attraverso monocolture di soia e mais, destinate agli allevamenti intensivi.
Il 23% dell’acqua dolce disponibile sul Pianeta viene usato per l’allevamento. E servono 15.500 litri di acqua per produrre un chilo di carne di manzo.
Per Slow Food non si dovrebbe mangiare più di 500 grammi di carne a settimana per un totale di 30 kg di carne l’anno. Gli europei ne mangiano in media 74 kg, gli statunitensi arrivano a 125 kg l’anno.
Ciò significa che se la nonna prepara il cappone a Natale è maleducato rimproverarla mentre potremmo volerci un po’ più bene durante l’anno perché oltre a far male all’ambiente e al clima ne va anche della nostra salute.
A.A.A. – Auto, Aereo, Allarme clima

A Copenaghen,

negli anni ’70 c’erano 350 mila automobili e 100 mila velocipedi, e la crisi petrolifera portò in piazza i ciclisti a chiedere più spazio e più sicurezza.
Nel 2017 nel centro di Copenaghen circolavano in media 250 mila vetture e 260 mila biciclette.
Ma il sorpasso non bastò.
Il Sindaco ora vuole/pretende una città ad inquinamento 0 per il 2020.
Aereo

Per i voli interni italiani si consiglia “meno aereo e più treno”.

Un esempio è la tratta Milano-Roma, per cui il treno è la soluzione più rapida e sostenibile:
il viaggio dura 1 ora e 06 minuti in meno rispetto all’aereo, l’anidride carbonica risparmiata è 89,3 kg, mentre la quantità risparmiata di benzina è di 33,5 litri.
Una convenienza simile è stata riscontrata per il viaggio in treno da Milano a Zurigo:
si guadagnano 15 minuti rispetto a un viaggio in aereo, mentre si consumano anche 102,2 kg di CO2 e 39,8 litri di benzina in meno.
E-commerce

Lo shopping on line, senza relazioni di piazza, è di una tristezza infinita.
Non solo. L’impatto ambientale è impressionante.
Secondo Gabanelli nell’ultimo anno 22 milioni di italiani hanno comprato scarpe, cellulari, frullatori, libri e cibo per cani rimanendo seduti sul divano:
clicchi, paghi e in pochi giorni il prodotto è recapitato in casa…
In Italia nel 2017 si stima siano stati fatti 150 milioni di ordini, che vuol dire 150 milioni di pacchi spediti, e altrettanti citofoni suonati. Quando lo stesso prodotto è in vendita nel negozio vicino a casa, comprarlo lì.
Eviteremo di vederlo chiudere e sostituito con una sala giochi.
Fumo

Droghe o alcol. La gara su chi fa più male non mi appassiona.

Detto ciò la scienza afferma che l’alcol è la sostanza psicotropa che miete più vittime in termini di dipendenza, rispetto a fumo, droghe sintetiche e cocaina.
Le cifre sono spaventose.
In un decennio sono morte 435.000 persone per malattie alcol correlate.
Ma il dato più impressionante è che la metà dei minorenni (54%), per l’Eurispes, ha acquistato alcolici nonostante una legge che lo vieti espressamente.
A condannare l’alcol non si giustificano le droghe e tantomeno quelle leggere che alimenta un mercato criminale da 14 mld. di Euro.
Slot Machine

Queste creano dipendenza e povertà.

Queste macchinette infernali sono distribuite capillarmente in quanto fanno guadagnare mafie e Stato. Creano un introito di 86 miliardi di Euro, (di cui 10 miliardi derivanti dal gioco illegale).
Parliamo della terza impresa del Paese con circa 1.260 Euro di spesa pro capite e una struttura fondata su 400mila slot machine che invadono le città, una ogni 150 abitanti.
Lo Stato ci guadagna molto e si limita a metter il cartello:
“gioca con moderazione”…
A riguardo, alcuni esercenti hanno fatto la scelta etica di farne a meno nonostante significativi guadagni.
I consumatori consapevoli dovrebbero premiare in primis chi rinuncia a questo business rovinafamiglie

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

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La malattia cumulativa omnidale si sta metastatizzando

Crollo del sistema globale: i geni e la “natura umana” non sono la causa del “caos mondiale”

By Prof. John McMurtry
Global Research, September 06, 2018

Nota dell’autore: il testo di questo articolo è tratto da un dibattito online su Science for Peace, Dipartimento di fisica, Università di Toronto, settembre 2018

C’è una spiegazione popolare per il caos del mondo ora su di noi, e molti scienziati e filosofi lo sostengono. La forma di questa argomentazione è che la crescente crisi globale che affrontiamo fa risalire alla natura umana e ai geni per spiegarla.

L’ormai diffusa categoria scientifica di antropocene per localizzare la crisi globale esprime la stessa idea e gestisce lo stesso diversivo dalla causa comune.

In realtà, nessuno può spiegare a distanza il collasso del sistema globale in corso né l’estrema destabilizzazione climatica che è il principale sintomo noto di esso.

La crisi della vita planetaria su tutti i fronti è limitata a un meccanismo causale molto più specifico: gli assalti cumulativi, montanti e non regolamentati della distruzione industriale privata, dell’inquinamento, dell’esaurimento e dei rifiuti dei consumatori in un periodo relativamente breve dell’epoca dell’antro.

Ma l’argomentazione ” genetica umana” o ” natura umana” oscura questo fatto fondamentale. Non viene da persone stupide, ma è una spiegazione stupida.

L’antico errore della “natura umana” per spiegare le istituzioni cieche della vita

Più esattamente, è un preconcetto duraturo che è stato dominante fin dai tempi antichi. È stato spesso smentito, ma il suo ritorno esprime in un altro modo la cecità vitale istituita dell’era neo-capitalista.

In questa pericolosa congiuntura dell’evoluzione umana e della storia, è un altro ostacolo ideologico a far deragliare l’esame del problema socio-strutturale.

Dobbiamo tenere a mente che la stessa argomentazione sulla “natura umana” è stata a lungo in atto per spiegare la schiavitù come un fenomeno naturale. Socrate, Platone e Aristotele, la più tranchant, concepirono la schiavitù come naturale per gli esseri umani e così immutabile. Erano uomini molto intelligenti, ma lo consideravano un dato di fatto della condizione umana.

Fin dal primo studio di questi filosofi, ho osservato l’argomento riapparire in tempi malvagi per bloccare la comprensione delle persone sull’effettiva causa socio-strutturale dei problemi solubili.

Ad esempio, l’accettazione della guerra e della schiavitù per millenni si è basata su un “argomento di natura umana”. È naturale che alcuni regnino e altri li servano, e le guerre decidono quale gruppo è più adatto a governare.

Di fatto, entrambe le istituzioni non sono affatto espressioni di natura umana, ma istituzioni totalitarie forzate pervasivamente di omicidi di massa e schiavitù in particolari formazioni sociali che servono la sovranità della minoranza ricca e senza lavoro. loro.

Il capitalismo non è naturale o determinato dal gene

Il capitalismo del sequestro monetario è un’estensione storica di queste istituzioni che regna ancora. La sua differenza è che una forma finanziaria de-regolata e iper-aggressiva ha portato le tendenze di uccisione di massa che sono state patogene a senso unico dal momento che la svolta di Reagan-Thatcher contro il diritto pubblico di protezione della vita e di non partigiani governo.

Continua ancora oggi. Ma i danni cumulativi ignorati da tempo hanno raggiunto. L’organizzazione della vita planetaria sta pagando il prezzo in termini di degenerazione e collasso ad ogni livello, arricchendo ulteriormente quelli che guidano la catastrofe globale.

Hanno scure ragioni per scegliere e finanziano tranquillamente l’argomento dei “geni”, “natura umana” e “antropocene” come la ragione del caos crescente.

Eppure questa regola clinicamente folle è assurdamente attribuita a “natura umana” e “geni” anche da coloro che non ne traggono beneficio. Dopo tutto, molte più vittime sono “natura umana” anche con “geni umani” in “l’antropocene”, e solo una minoranza è d’accordo con le politiche, e sempre più aborriscono i leader e il sistema che guidano che insieme producono tali carattere inumano e malgoverno eco-genocida.

Eppure avrete ancora i pensatori più eminenti – anche l’inventore dell’impronta

ecologica – sostengono che il nostro attuale sistema ecocida si basa su un carattere genetico formato nel nostro passato remoto. Pensa che sia indicato dalla massiccia scomparsa di grandi animali da parte della mano umana, ma da allora è stato sapientemente attribuito alla selezione da condizioni ambientali alterate.

L’argomento del “gene” è molto allettante, tuttavia, per la sua semplificazione in “risultati” fissi a una causa. Questa è l’essenza teoretica della “sociobiologia” in generale. esso è stato dominante nell’accademia e nei media legacy come una razionalizzazione apparentemente scientifica di un chiaro disordine sociale.

Tuttavia, finché dura la sua storia di copertura, la crescente crisi del governo privato dei ciechi che distrugge la vita terrestre condivisa non deve essere affrontata o risolta.

La soluzione di Nicer People

Una delle conseguenze indebolibili delle deviazioni del gene della natura umana dal disordine del sistema regnante è che attribuisce l’onere ai singoli esseri umani di risolvere il problema essendo “più gentili” e “più gentili” l’uno con l’altro.

Questo suona sicuramente bene. Tuttavia, rintraccia l’attenzione critica dal disordine dei mercati aziendali alla fine della vita alle personalità di individui che normalmente hanno un tale o nulla a che fare con esso, e di solito sono vittime della sua sistematica spogliazione di istituzioni pubbliche, regolamenti di protezione della vita e basi di reddito.

In effetti, questo disturbo sistemico ha invaso così tanti livelli dell’evoluzione della società che l’insicurezza della vita dei cittadini è stata normalizzata in tutte le fasi del lavoro, dell’ambiente e del futuro, per quanto ci piacciano gli uni gli altri come individui (che io per amore).

Eppure non sono le singole scelte che sono responsabili del sistema che opprime i mezzi di sussistenza della maggioranza, le loro condizioni di vita e il loro futuro, compreso quello dei loro figli. Concentrarsi su di loro è una forma implicita di incolpare la vittima. Il fatto che siano persone più carine è essenzialmente al di là del punto del problema.

In termini logici, questo è un errore di divisione. Deriva falsamente dalle proprietà di un’entità collettiva le proprietà dei singoli membri di esso, rendendole così responsabili del suo peggioramento o miglioramento. “Siamo tutti responsabili, ognuno di noi per questa crisi umana” è un’espressione corale noiosa di questo errore.

Perché rende coloro che lo dicono così, bene, gentile e gentile, possono crogiolarsi nella riflessione del sé virtuoso. Quelli che di fatto stanno guidando la crisi mentre i suoi pianificatori e dirigenti, con oscenamente alti guadagni finanziari e privilegi per farlo, nel frattempo sono rimasti incolpevoli e fuori dai guai.

La domanda di cui bono: chi beneficia e guadagna da questo sistema insano della vita? – è annullato a priori.

Quelli che sostengono in questo modo non sono così carini come sembrano. Si presentano come persone buone agli altri, si ingraziano a chi ha il controllo e evitano di dover affrontare il vero problema. Questo è certamente più facile e più sicuro. Di fatto, può portare un favore dall’alto ai ciucci e al loro “attivismo per la pace” per il “side-tracking” dal vero male e dai suoi principali agenti. 

La cultura del cover-up del sistema omnicidale

Anche l’evitamento autocentrico del sistema omnicidale si colloca perfettamente in linea con la metafisica dell’agenzia atomica della “scelta del libero mercato”. È il singolo consumatore che sceglie il sistema.

Ancora una volta torniamo al carattere umano individuale come responsabile del disordine del sistema – sebbene, in realtà, i desideri del consumatore siano condizionati operativamente in preferenze (perché si spende molto più denaro per pubblicità pervasive che per ricerca o salute); le condizioni di produzione sono escluse norme e diritti commerciali (perché si verificano ‘corsa al ribasso’ e si verificano standard ambientali); e quasi il consumatore o il cittadino scelgono da remoto che le società debbano competere per abbassare le tasse ai ricchi, abolire l’esame pubblico e l’imposizione di diritti ambientali e dei consumatori e far eleggere i loro rappresentanti eletti da lobby e manipolatori monetari invisibili.

Natura umana? I geni? Scelta del consumatore? La cultura del cover-up ha molti livelli.

Tutte le forme di discussione analizzate sopra condividono una caratteristica. Individuano la responsabilità nell’agenzia individuale. Questa è la metafisica dominante della civiltà occidentale, e perché oggi abbiamo un tale problema nel riconoscere il disordine collettivo del sistema.

Infatti, veniamo continuamente fuorviati dalla comprensione e dalla conoscenza del meccanismo causale collettivo del Grande Disordine come sua funzione centrale – per deviare la colpa, la responsabilità e l’azione sociale dal malgoverato ereditario ma cumulativamente patologico dall’alto che minaccia la vita sulla Terra stessa.

Solo un modello diagnostico si adatta a tutti i fenomeni depredatori attraverso gli host di vita biologici, sociali ed ecologici. Non è “natura umana” o “geni” o “antropocene”, o troppo pochi individui “carini / gentili” o “scelta del consumatore”.

Il vero meccanismo causale di tutte le tendenze degenerate a senso unico di questa malattia cumulativa omnidale è un cancro finanziario privato altamente invasivo che si sta metastatizzando tra società e organizzazione della vita globale.

*

Il Prof. John McMurtry è Fellow della Royal Society of Canada e autore dello studio in tre volumi, Philosophy and World Problems dell’UNESCO Encyclopedia of Life Support Systems (EOLSS). Le sue opere sono tradotte in tutti i continenti e il suo ultimo libro è The Cancer Stage of Capitalism: from Crisis to Cure.

La fonte originale di questo articolo è Global Research

Copyright © Prof. John McMurtry, Global Research, 2018
Fonte diretta: https://www.globalresearch.ca/

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Una società profondamente malata

Quattro segni indicano che viviamo una società profondamente malata

by Gary ‘Z’ McGee August 06, 2018
from WakingTimes Website

“Non è una misura di salute per essere ben regolato
ad una società profondamente malata.”

Jiddu Krishnamurti

Cosa rende la nostra società così malata?

  • Come sappiamo per certo che la nostra società è malsana?
  • C’è un modo per ragionare sulla nostra strada in una chiara spiegazione del perché la nostra società non è adatta a esseri umani in buona salute che cercano di evolversi in modo più sano?
  • Si tratta davvero di rispondere a una domanda cruciale: vuoi vivere o vuoi morire?

Come ha affermato famoso Albert Camus,

“C’è solo un serio problema filosofico, e questo è il suicidio: giudicare se la vita è o non vale la pena di vivere equivale a rispondere alla domanda fondamentale della filosofia”.

Sembra estremo, ma per arrivare al nocciolo della questione, dobbiamo fare domande estreme …

Se la tua risposta è “vita”, allora è ovvio che vuoi che quella vita sia il più sana possibile. Se la tua risposta è il suicidio, ovviamente tutte le altre domande sulla sopravvivenza sono irrilevanti e tu ricadrai nell’ipotetico nulla.

Supponiamo che la tua risposta sia “vita”.

Qual è la prossima domanda logica? È ovvio che tutte le domande successive sarebbero:

Cosa devo fare per continuare la mia sopravvivenza?

La prima risposta a questa domanda deve essere:

Ho bisogno di respirare aria pulita.

Dopo di che? Ho bisogno di bere acqua pulita. Quindi, ho bisogno di mangiare cibo sano. E poi, ho bisogno di trovare relazioni umane sane.

Così via…

Questo ci dà una base quadruplice per cominciare a capire perché il sistema è così malsano, mentre forse si fa luce su come possiamo guarire la nostra società profondamente malata.

Scopriamolo …

  1. La nostra società inquina l’aria

“Una cosa è giusta quando tende a preservare l’integrità, la stabilità e la bellezza della comunità biotica.È sbagliato quando tende diversamente.”Aldo Leopold

Quindi, vuoi vivere? Bene, devi respirare aria. E se vuoi vivere sano, devi respirare aria pulita.

La prima fondamentale ragione per cui sappiamo di vivere in una società profondamente malata è quando diventa evidente che la nostra società sta direttamente influenzando la qualità dell’aria in un modo negativo e malsano.

Dimentica il dibattito in corso sui cambiamenti climatici e il riscaldamento globale. La dissonanza cognitiva di alcune persone è così potente che nessuna argomentazione riuscirà a convincerle. Rafforzerà solo la loro posizione testarda.

Concentrati invece sul vero problema; qualcosa su cui tutti possiamo essere d’accordo:

inquinamento …

Non si può negare che l’uso eccessivo di combustibili fossili da parte della nostra società sia un pericoloso inquinante atmosferico.

Basta guardare l’orizzonte in quasi tutte le principali città del pianeta. Se sta danneggiando la qualità dell’aria, allora sta danneggiando la qualità dell’aria ovunque.

Il pianeta è un sistema interconnesso. Tutto è connesso a tutto il resto. Soprattutto quando si tratta del flusso d’aria.

È semplice:

quando la nostra produzione di rifiuti supera la capacità del pianeta di assorbirla in modo sano – vale a dire, in un modo che preservi l’integrità, la stabilità e la bellezza della comunità biotica – allora sappiamo, senza dubbio, che è malsana e che dobbiamo ridimensionarci.

Altrimenti, la nostra salute e la salute del pianeta sono compromesse.

Una società che continua a produrre più rifiuti nell’aria di quanto l’atmosfera possa assorbire in modo sano è una società profondamente malata …

 

 La nostra società inquina l’acqua  “Ci dimentichiamo di questo

il ciclo dell’acqua e il ciclo di vita sono uno.”

Jacques Yves Cousteau

Quindi, hai deciso di voler vivere e ti sei preso cura dell’aria respirabile.

Il prossimo passo, se vuoi continuare a sopravvivere, è trovare acqua pulita. Non è un compito facile in una società malata.

Come previsto, la pipelineKeystone è trapelata. Due volte…!

una volta il 4 maggio 2017 (84.000 galloni di petrolio)

e il 16 novembre 2017 (210.000 galloni)

Poi c’era,

  • il gasdotto dell’Iowa (140.000 galloni) il 31 gennaio 2017
  • Rover Pipeline in Ohio il 10 maggio 2017
  • il Texas Pipeline (oltre 50.000 galloni di petrolio grezzo) il 13 luglio 2017
  • la fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico (400.000 galloni di petrolio)

E questi erano solo alcuni degli sversamenti più grandi del 2017 da soli …

La vera guerra che si combatte su questo pianeta è tra i protettori d’acqua (persone sane) e i mercanti di petrolio (persone malsane):

l’acqua rappresenta la vita e l’olio rappresenta l’entropia.

Ma non è così semplice …

C’è una specie di dinamica yin-yang che sta succedendo qui. Il punto bianco sul lato olio dello yin-yang rappresenta energia e progresso.

Il punto nero sul lato dell’acqua dello yin-yang rappresenta l’inquinamento. Usiamo il petrolio per produrre energia per far avanzare progressivamente le nostre civiltà ma a un costo elevato:

inquinamento rampante e velenoso.

Il problema è che il punto nero sul lato acqua sta andando fuori controllo, causando il collasso ambientale nella migliore delle ipotesi e un ecocidio nel peggiore dei casi.

Se non stiamo attenti, lo yin-yang del nostro mondo sarà una massa nera di entropia oleosa che gira attraverso lo spazio – un guscio bruciato di un pianeta. Qualcosa deve dare.

Il petrolio è stato un boom industrioso per la nostra specie. Nessun dubbio…

Ci ha aiutato a raggiungere molte meraviglie tecnologiche. Ma eravamo ingenui per il suo potere inquinante. A questo punto, l’inquinamento è così brutto che sostituisce il guadagno.

Bruciare petrolio, carbone e gas è semplicemente troppo tossico per noi e per il nostro ambiente.

Non possiamo, in coscienza, continuare a bruciare questa modalità ormai obsoleta di utilizzo dell’energia. Se dovessimo essere una società sana, dovremmo passare al solare, al vento, all’energia elettrica, alle maree e soprattutto alla canapa, altrimenti ci bruceremo.

Una società che continua a utilizzare metodi obsoleti per produrre energia che non possono essere assorbiti dal proprio ambiente in modo sano, è una società profondamente malata …

  1. La nostra società inquina il nostro cibo

“Ho urlato a dio per il bambino affamato, fino a quando non ho capito che Dio era il bambino che mi urlava”. Sconosciuto

Quindi, vuoi ancora vivere, e sei riuscito a respirare aria e bere acqua.

Il prossimo passo è consumare cibo pulito e sano.

Ancora una volta, questo non è un compito facile in una società malata:

… e tutto il resto, la gamma di modi in cui la nostra società è riuscita a distruggere il nostro approvvigionamento alimentare è ridicola.

Sai perché così tanti prodotti a base di pesce vengono etichettati erroneamente? Perché le corporazioni non hanno il coraggio di dirti che i pesci che ti piacciono sono praticamente spariti …

Sì, il 70% delle attività di pesca del mondo è completamente sfruttato, sfruttato eccessivamente o collassato a causa della pesca eccessiva e delle acque più calde. Questo dovrebbe venire come un campanello d’allarme dell’ordine più alto.

Ancora una volta, l’inquinamento umano è la parte più grande del problema. Soprattutto inquinamento plastico …

Ma un’altra parte del problema è,

  • come coltiviamo
  • come lo distribuiamo (o meno)
  • come sprechiamo il nostro cibo

Il completo fallimento del nostro sistema di distribuzione mina la salute della nostra specie.

Impedisce alle persone di prosperare perché stanno spendendo tutta la loro energia vitale semplicemente sopravvivendo.

  • Da una parte dello spettro, abbiamo persone ricche che accaparrano e / o sprecano abbastanza cibo per nutrire un intero paese del terzo mondo
  • dall’altra parte, abbiamo i poveri penny pizzicare per mangiare il “cibo” non più gustoso (ma più economico) mai creato: fast food

Un modo per risolvere almeno in parte questo scoraggiante problema è attraverso l’agricoltura polivalente.

Dove la monocultura riguarda l’industria, la policoltura riguarda la diversità.

La monocultura soffre di una mancanza di biodiversità e di sostanze nutritive nel suolo.

  • La policoltura vive con la biodiversità e reintegra il suolo.
  • La monocultura richiede pesticidi.
  • La policoltura è una funzione del controllo biologico dei parassiti.
  • La monocoltura è innaturale.
  • La policoltura è naturale.
  • La monocultura porta alla malattia e alla carestia.
  • La policoltura porta all’abbondanza e alla permacultura.
  • La monocultura riguarda i soldi per le persone.
  • La policoltura riguarda le persone e il cibo sano rispetto al denaro.

Una società che continua ad inquinare, gestire male, accumulare, avvelenare e distribuire male il proprio approvvigionamento alimentare è una società profondamente malata …

  1. La nostra società crea individui non sani

“Il sistema non riparabile dal sistema.” Tom Morello

Quindi sei riuscito a respirare aria, bere acqua e mangiare cibo.

Ma è sano …?

La domanda “viviamo in una società profondamente malata” si riduce a questa domanda critica:

l’aria, l’acqua e il cibo che consumiamo sono sani?

Altrimenti,

  • È a causa di qualcosa che la nostra società sta facendo nell’aria, l’acqua e il cibo che sta causando di essere malsano?
  • In tal caso, cosa farai, come membro della società, a riguardo?
  • Hai intenzione di ignorarlo e spero che funzioni da solo?
  • Hai intenzione di aspettare che la tecnologia ci metta in salvo in qualche modo?
  • Stai aspettando un eroe per salvare la giornata?

La ragione principale per cui viviamo in una società profondamente malata è perché la maggior parte della gente non fa nulla per il sistema malsano che lo sostiene.

Di conseguenza, viviamo in una società malata che crea individui malsani che creano individui più malsani.

Il ciclo malsano continuerà a ripetersi fino a quando gli individui di mente sana si alzeranno per cambiarlo. Questo è un compito ardentemente erculeo, ma nessun compito è più importante.

La vera salute, anzi l’evoluzione stessa della nostra specie è in gioco …

Quando si tratta di una società che respira aria sporca, beve acqua inquinata, mangia cibo avvelenato e poi continua a fare tutte le cose che causano aria sporca, acqua inquinata e cibo avvelenato, è una società profondamente malata …

https://www.bibliotecapleyades.net/

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La trappola dello spazio sicuro

 Una società adolescente
… è il “Politicamente Corretto” – E se Clint Eastwood
avesse ragione?

di Abel S12
22 Novembre 2016
dal Sito Web Taringa
traduzione di Nicoletta Marino
Versione originale in spagnolo

L’inarrestabile progresso del political correct è un segnale molto potente che ci avverte di quanto sia divenuta infantile la società occidentale, che si riflette con una spavalda chiarezza nelle sue università  luogo da cui proviene

Nel geniale romanzo di Philip Roth, La Macchia umana, la vita del decano universitario Coleman Silk si svolge tra l’interesse per due studenti che hanno saltato tutte le sue lezioni:

“Qualcuno conosce questi studenti? Esistono o sono svaniti come il fumo nero?” domanda in aula.

Coleman sfortunatamente scopre che uno di loro è afro americano e quando arriva a sentire la sua domanda, la interpreta come un attacco razzista.

Anche se le sue parole non avevano intenzioni offensive, visto che non aveva mai visto lo studente, Silk è accusato di razzismo, sospeso come insegnante e licenziato. Nessuna altra Università lgli dà lavoro e la sua economia familiare si deteriora rapidamente.

E’ rifiutato dalla comunità, dagli amici e dai conoscenti e colmo dei colmi sua moglie è colpita da ictus e muore.

Anche se il professor Silk è il personaggio di un romanzo, Philip Roth riflette le esperienze di un’infinità di professori nord americani censurati o espulsi dalla università perché i loro discorsi, o i loro apprezzamenti, turbavano gli studenti sempre più super-protetti e bambineschi.

 Perché non si allineavano con quella che è political correct…

Università o asili nido?

Meno di due anni fa, , secondo quanto ha detto Judith Shulevitz, studenti dell’Università di Brown organizzarono un dibattito aperto sulle aggressioni sessuali.

Immediatamente, un altro gruppo di studenti, che avevano timori che chi sarebbe intervenuto avrebbe esposto certe idee “negative”, protestò con la direzione dicendo che l’università deve essere “uno spazio sicuro” dove niente deve far riaffiorare i traumi delle vittime. 

Le autorità accademiche non cancellarono l’evento, ma misero a disposizione di chi assisteva il proprio “spazio sicuro”:

una sala contigua dove chiunque era presente al dibattito e fosse stato turbato, lì si poteva riprendersi dal turbamento e poi rientrare nel dibattito. 

Il posto era organizzato con quaderni da colorare, giochi con la plastilina, musica rilassante, coperte, biscotti, ciucci e anche un video rilassante in cui si vedono cagnolini che giocano. 

C’era anche personale qualificato per prendersi cura di possibili traumi.

Quando l’evento è finito, due dozzine di persone erano passate per questa sala e una di loro ha detto: 

“mi sentivo bombardata per alcuni punti di vista che erano contro le mie credenze intime”.

Mi sento aggredita dalle tue opinioni così diverse. 

In un’altra occasione, un professore del Columbia College raccomandò la visita ad una interessante mostra sull’arte samurai giapponese.
 
Immediatamente, uno dei suoi studenti ha protestato fortemente tacciando il suo suggerimento di politicamente scorretto perché poteva ferire la sensibilità degli studenti cinesi.
 
Ovviamente, l’obiezione era assurda:
l’invasione della Cina da parte di un esercito imperiale giapponese era finita trent’anni prima.
Eppure per lo studente il tempo trascorso era irrilevante.
 

Seguendo la sua logica, l’arte tedesca offenderebbe la Francia, quella francese la Spagna per l’invasione napoleonica o quella spagnola le Fiandre.

Ho diritto di dire ciò che penso 
 
Un altro caso è quello dell’ex Presidente dell’Università di Harvard, l’economista Larry Summers, che ebbe la disgraziata opportunità di pubblicare uno studio dove parlava del fatto che il coefficiente d’intelligenza degli uomini presenta un fattore di dispersione, una varianza più grande di quella delle donne, pianificando come ipotesi che questo avrebbe potuto influire sull’assegnazione di posti di lavoro su una scala maggiore a minore.
 
Automaticamente fu accusato di essere macista e dopo una campagna durissima contro di lui, Summers fu obbligato a dimettersi nel 2006.
 

No! Noi abbiamo diritto di non essere offesi

 Dall’oscurantismo all’ignoranza 
 

Il calvario di tutti questi professori è un esempio della piaga del politcal correct, una moda che invade i campus universitari del mondo sviluppato, che costituiscono una censura asfissiante e non in poche occasioni, provoca drammi assurdi perfettamente evitabili.

La cosa peggiore, in tutto questo, è che condanna la società all’oscurantismo e all’ignoranza.

Insomma, Summers avrebbe potuto evitarsi il calvario falsificando i risultati della sua ricerca, adattandoli alla “realtà” del political correct, rinunciando semplicemente a ricercare.

Del resto, il professore della Columbia avrebbe dovuto pensare due volte prima di raccomandare mostre d’arte ai suoi studenti visto che avrebbero ferito la sensibilità di qualcuno.

Per quanto riguarda gli studenti dell’Università di Brown, per evitare problemi avrebbero dovuto rinunciare ad organizzare dibattiti aperti.

L’irresistibile progresso del political correct è un segnale molto potente che ci avvisa su come sia diventata infantile la società occidentale, che si riflette con una spavalda chiarezza nelle sue università, luogo da cui proviene.

Tanta assurdità ha portato Richard Dawkins, professore di biologia evolutiva all’Università di Cardiff, ad avvisare i suoi studenti con grande indignazione:

“L’università non può essere uno “spazio sicuro”. Chi lo cerca, vada a casa, abbracci il suo orsetto di peluche e prenda il ciuccetto fino a che si senta pronto a tornare. 

Gli studenti che si offendono quando ascoltano opinioni contrarie alle loro, forse non sono preparati per venire all’università”.

Il political correct è un prodotto di questo pensiero infantile che crede che il mostro scomparirà solo con l’atto di chiudere gli occhi.

Però la maturità personale è proprio il contrario: scoprire il mondo non è sempre bello e buono, prendere coscienza che il male esiste, arrivare ad accettare e adattarsi alle avversità, alla sofferenza. E senza ombra di dubbio, imparare a controbattere i criteri contrari ai nostri.

Le università, sforzandosi di far sentire comodi e al sicuro tutti i loro studenti, per salvaguardarli da un potenziale shock, stanno sacrificando la credibilità e il rigore del discorso intellettuale rimpiazzando la logica con l’emozione e la ragione con l’ignoranza.

Stanno così impedendo che i loro studenti maturino.

La trappola dello “spazio sicuro”

Quando si definiscono come sicuri degli spazi universitari, implicitamente si definiscono insicuri degli altri. E quindi prima o poi dovremo renderli “sicuri”, fino a quando una opinione che sconcerta sarà proibita in tutto il campus.

E se questo è valido per l’università, perché non trasferirlo a tutta la società?

La repressione, così si estende a macchia d’olio, proibendo parole, termini, attitudini, stabilendo una sinistra pulizia del pensiero

Dal punto di vista concettuale, il political correct è incongruente, cade per il suo stesso peso.

Dato che non tutti la pensano allo stesso modo e non possiede la stessa sensibilità, non è possibile separare rigorosamente quello che è offensivo da quello che non lo è, stabilire un confine oggettivo tra ciò che è politicamente corretto da quello che non lo è.

Ci sono persone che non si offendono mai, altre, invece, che hanno la sensibilità a fior di pelle. L’offesa non sta in colui che la dice, ma in colui che la riceve.. In pratica, quindi, è l’autorità che detta ciò che è politicamente corretto da ciò che non lo è.

E lo fa, naturalmente, a favore dell’establishment e dei gruppi meglio organizzati che fanno pressione.

Il political correct è una forma di censura, un intento di sopprimere qualsiasi opposizione al sistema.

Ed è anche poco efficace per affrontare le questioni che pretende di risolvere:

  • l’ingiustizia
  • la discriminazione
  • la cattiveria

Non è altro che un espediente tipico delle menti superficiali che davanti alla difficoltà di affrontare i problemi, la fatica che costa trasformare il mondo, optano con il cambiare le parole, per sostituire il cambiamento reale con quello linguistico.

In forma diretta è stato espresso dal difensore dei diritti civili W.E.B. Du Bois nel 1928.

Dopo essere stato accusato da un giovane esaltato per aver usato la parola “negro”, Du Bois ha risposto: 

“E’ un errore dei giovani confondere i nomi con le cose. Le parole sono solo segni convenzionali per identificare oggetti o fatti: questi ultimi sono quelli che contano.

Ci sono persone che ci disprezzano perché siamo negri; ma non ci disprezzeranno di meno se ci chiamano “uomini di colore” o “afroamericani”. Non è il nome… è il fatto”

Infatti, la discriminazione, il razzismo o un qualsiasi altro problema si risolve cambiando loro il nome. Tuttalpiù si riesce a tranquillizzare la coscienza di alcune persone.

E il risultato è… Donald Trump

Al mondo c’è molta gente che sembra sia priva di maturità emotiva o di incapacità intellettuale di ascoltare un’opinione politica che sia diversa dalle proprie convinzioni senza che la consideri un insulto personale.

Mettere i sentimenti in cima ai fatti, alle ragioni fa sì che una qualsiasi valida opinione possa essere tacciata di essere razzista, sessista, discriminante.

E’ possibile che queste persone che praticano il political correct si sentano meglio, ma il prezzo è che instaurano negli altri la cultura della paura.

Clint Eastwood ha detto:  

“Segretamente, tutti sono stanchi del political correct, dello scontro. Abbiamo una generazione di donnicciole, tutte te la danno per una sigaretta”

Ciononostante non era pienamente cosciente del pericolo che si avvicinava; prima o poi il virulento effetto pendolo inverte le grandezze, la gente è scontenta di tanta censura e per reazione… vota Donald Trump.

Rinunciare ad un discorso libero, ad un pensiero libero per evitare di ferire la sensibilità di alcuni è peggio della stupidità: 

è pericoloso perché mette in discussione i principi della democrazia.

Dobbiamo rispettare tutti per principio. Dobbiamo però esprimere liberamente le nostre idee e argomentazioni.

Se a qualcuno da fastidio e si strappa di dosso gli abiti, è molto probabile che sia una dimostrazione di immaturità, di carattere infantile e intollerante. 

George Orwell lo scrisse nel suo romanzo nel 1984:

 “La libertà è il diritto di dire alle persone quello non vuole sentire.”

Fonte diretta: http://www.bibliotecapleyades.net/ciencia2/ciencia_conscioussociopol327.htm

Tecno-Scimmie

L’invasione delle Tecno-Scimmie. Gli effetti psico-sociali collaterali degli smart-phone e delle nuove tecnologie. 

Il progresso tecnologico umano è il frutto della prodigiosa attitudine della nostra specie a ideare e costruire strumenti per incrementare le nostre capacità naturali motorie, auditive, visive ed espressive. A differenza degli altri animali, l’uomo si è dotato di protesi capaci di aumentare a dismisura il proprio controllo sulla realtà. A partire dai primi tronchi utilizzati come rulli per spostare macigni, passando per la celebrata invenzione della ruota sino ai mezzi di trasporto moderni è stato un progredire di protesi motorie, atte a superare i limiti dati dalla dotazione biologica. Oggi abbiamo aerei, sommergibili e astronavi: protesi motorie. E poi abbiamo occhiali, lenti a contatto e monitor, telecamere, visori a infrarossi: protesi della funzione visiva. L’inventiva e la creatività umana hanno prodotto strumenti musicali e riproduttori di suono come protesi auditive per arricchire la nostra capacità di manipolare e apprezzare il suono. Computer, memory card e schede sd sono l’evoluzione delle prime protesi della memoria: pezzi di corteccia, pietre lisce e tavolette d’argilla usate per scrivere così da ricordare, condividere e diffondere la conoscenza.

Oggi l’immenso numero di protesi tecnologiche umane è una dotazione standard: orologi, telefonini, smart phone, consolle da gioco sono l’armatura minima necessaria per interagire con la nostra realtà, una realtà nuova, totalmente inventata, che gira nei software, si de-materializza nei pixel di foto e filmati, e viaggia costantemente in una nebulosa di dati oltre l’immaginabile. Ma se in passato la tecnologia serviva ad  aumentare la capacità umana di elaborare e gestire la realtà, oggi le nostre sofisticatissime protesi elettroniche sembrano prevalere sull’utilizzatore, che ne dipende in modo passivo e non le utilizza ma ne fruisce in modo superficiale e meccanico. L’essere umano sembra sempre di più un organismo biologico che serve acché le sue protesi funzionino, ne è l’alimentatore mentre non ne è più alimentato, ne è anzi sfruttato ed impoverito.

Tecno-scimmie su Facebook. Per esempio, l’utilizzo di massa di facebook e di altri social-network va ben oltre la funzione di una protesi psicosociale finalizzata ad estendere le proprie comunicazioni e a implementare la capacità umana di interazione. Gli utenti  aprono Facebook preda di una compulsione imponderabile, passano ore a cliccare “mi piace” e ad alimentare il macchinario senza trarne alcun beneficio concreto. Non sanno esattamente cosa stiano facendo, ma lo fanno per ore: la protesi sociale detta loro scelte d’acquisto, influenza la percezione dei rapporti affettivi, li fagocita e li digerisce in un intestino informatico fatto di giochini e di informazioni, assolutamente inutili per chi le acquisisce, ma indispensabili al rafforzamento della protesi tecnologica. Il risultato è un mondo di incompetenti sociali che però hanno 600 “amicizie” virtuali mentre perdono progressivamente le capacità empatiche e comunicative per intraprenderne una davvero autentica.

Impoverimento linguistico da cellulari e smartphone. Ci sono persone che non conoscono il congiuntivo e che ignorano le basi minime dell’interazione umana, persone che però vanno in giro dotate di tecnologie spaziali come touch-screen con wi-fi e telefotocamera dalle quali sembrano letteralmente possedute. Se date un Macintosh a un macaco della savana ottenete lo stesso effetto convulsivo di operazioni ripetute senza senso, di manipolazione continua e scriteriata dell’oggetto tecnologico che purtroppo si osserva guardando umani contemporanei seduti ai tavoli di bar e ristoranti o al cinema. Ovunque, è un pullulare di tecno-scimmie che possiedono una ricchezza lessicale inferiore al T9, il dizionario precariato nelle loro magiche tavolette, e che si baloccano insensatamente con la loro protesi apple. Mentre il loro cervello stalla davanti all’ultima insulsa app acquistata, tipo un simulatore di peti umani (e, purtroppo, non è una battuta)  o l’aggiornamento “Isola dei Famosi”, la loro protesi si arricchisce di un nuovo contenuto utile a sfruttare il suo oramai scimmiesco utilizzatore biologico.

Tecno-scimmia contro homo sapiens. La tecno-scimmia è il modello umano emergente: una sottospecie di homo sapiens asservita alle protesi informatiche. E ne è influenzata a tal punto che persino il suo linguaggio si limita alla sintassi asfittica degli sms e si sostanzia nell’incapacità di comprendere e, meno che mai, di formulare ragionamenti astratti e di riflettere sulla propria realtà e su di sé in modo costruttivo. La tecno-scimmia sbadiglia al primo congiuntivo, sbalordisce davanti a una considerazione originale, ammutolisce annoiata al primo capoverso di un romanzo. Una tecnoscimmia non arriverebbe mai a questo punto dell’articolo che state leggendo, avrebbe già cambiato sito. Viceversa, si eccita sino al parossismo per il nuovo video nonsense su Youtube e sfoggia una cultura enciclopedica su marche di scarpe o sull’intero cast di Amici di Maria De Filippi in n edizioni. Indifferente al valore della reciprocità e dello scambio, la tecno-scimmia passa gran parte del suo tempo ad agghindarsi secondo le istruzioni dei tutorial on-line, spende cifre inverosimili per una t-shirt e trascorre il suo tempo “nei locali giusti”, dove anziché interagire costruttivamente con gli altri, sfoggia la sua protesi tecnologica retroilluminata e mostra agli altri primati presenti fotografie e messaggini.


Lo sfruttamento operato dalla protesi tecnologica sulla mente dell’umano causa un impoverimento della capacità d’iniziativa e della creatività. Tanto esiste una app per tutto, come recita il famoso slogan. Dunque perché la tecno-scimmia dovrebbe impegnarsi attivamente a migliorare la propria vita? Prima o poi farà un semplice download da iTunes e troverà il lavoro (che di solito non ha) o l’occupazione migliore a cui aspira oziosamente come sotto un casco di banane sull’albero che non si prende il disturbo di scalare, l’amore che lamenta di non trovare e gli amici che la deludono (ovviamente su Facebook).

Tecno-scimmie e analfabetizzazione emotiva. Esiste una correlazione tra l’epidemia di tecno-scimmie e il declino della capacità economica del nostro Paese? Tv e cellulari, Internet e quant’altro si comportano sempre di più come dissipatori dell’attenzione e utilizzatori cinici e sfrontati del neurone residuo: l’obiettivo non è certo rafforzare la dotazione biologica intellettuale dell’umano, ma sfruttarla per “fare numeri” e per elevare al massimo grado lo svuotamento delle teste in favore del “riempimento” delle memorie elettroniche che, senza i grandi numeri, non macinerebbero i miliardi che servono alla sua ostinata e vegetale espansione. E poiché non è più l’uomo a usare la tecnologia, ma la tecnologia a usare l’uomo, quello che inquieta è notare che le tecno-scimmie finiscono per adottare nelle relazioni umane lo stesso stile meccanico e anaffettivo previsto dall’interazione con computer e iPhone. Non parlano più con l’amico, ma con la sua protesi informatica, inviando dalla propria comunicazioni generalmente asettiche e comunque emotivamente poverissime. La tecno-scimmia ottimizza propria competenza relazionale sulla base delle macchine e non delle persone: non c’è più spazio per parlare di cosa si provi per l’altro, per capire le emozioni proprie e altrui. Non solo non c’è più lo spazio, ma manca completamente l’abilità di conquistarlo, quella meravigliosa capacità che l’antenato sapiens della tecno-scimmia chiamerebbe empatia.

La mortificazione del corpo.
Lo scenario dell’analfabetizzazione emotiva passa dalla leggerezza con cui le ultime generazioni, vittime del boom di protesi del nuovo millennio, vivono la sessualità e dalla superficialità con cui maltrattano l’unica cosa che possiedono davvero e che non è una protesi: il proprio corpo. Fotografarlo, postarlo, invialo per mms, prostituirlo esibendolo in ammiccamenti da tronisti e corteggiatori di Uomini e donne, emblemi della sottocultura tecno-scimmiesca.
L’abuso del corpo, la sua oggettivazione è forse l’estrema conseguenza della vittoria delle protesi sull’umano. E, purtroppo, è il sintomo di un declino intellettuale che mortifica le emozioni e le banalizza con un commentino su facebook e  con sms di una rozzezza agghiacciante nello stile “Ti amo” “Idem”.

Questo non è uno scenario fantascientifico, ma il racconto di un’invasione psicologicamente e socialmente devastante: quella delle tecno-scimmie.
E non si tratta di un’invasione belligerante, armata e tumultuosa, ma di un dilagare sistemico, incipiente e apparentemente lento dell’apatia, della noia, dell’ozio e della superficialità. Le tecno-scimmie si moltiplicano attraverso tutte le azioni che non compiono, i pensieri abortiti e i sentimenti inespressi. Con inedia, conformismo, passività e a volte e con la prepotenza dell’ignoranza. E non ci sono strumenti elettronici e tanto meno giuridici e istituzionali che possano bloccare questa involuzione. Occorrono invece metodologie psicologiche per promuovere interventi sociali e politici che arginino il degrado. Per bloccare le tecno-scimmie bastano due parole: alfabetizzazione emotiva. Bisogna aiutare le persone a recuperare ciò che la dipendenza dalle protesi elettroniche inibisce ormai sin dall’infanzia: l’empatia, la capacità di riconoscere le proprie emozioni e di comunicarle, la competenza sociale di ascoltare gli altri senza il medium esclusivo di un display. Sarà dura. Le tecno-scimmie odiano gli psicologi.

Fonte originale: http://lifestyle.tiscali.it/socialnews/salute/Secci/15328/articoli/L-invasione-delle-Tecno-Scimmie-Gli-effetti-psico-sociali-collaterali-degli-smart-phone-e-delle-nuove-tecnologie.html

Visto su: http://www.nogeoingegneria.com/motivazioni/sociale/tecno-scimmia-contro-homo-sapiens/

Articolo correlato: Trucioli

Almanacco di gennaio – 2016

Cavallette & Formiche

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“DEMOCIDIO” è un termine ripreso e ridefinito dal politologo R.J. Rummel che si riferisce a “l’omicidio di una persona (o di persone) da parte del loro governo, compreso il genocidio, il politicidio e l’omicidio di massa.”

Rummel ha coniato questo termine per includere molti tipi di omicidio da parte dei governi che non erano già inclusi in altre categorie. Leggi QUI l’articolo scritto del video di Mason Massy James.

*****– Gioele Magaldi –

La massoneria cattiva che minaccia il mondo 

Articoli Correlati: Quello che sui libri di scuola non troverai mai!  Seconda parte QUI Terza parte QUI

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Le veline del regime: 
parlare sempre bene della Corona britannica
di Enrico Galoppini 
Alcuni giorni fa, a “Costume e società” del Tg2, han dato un servizio su una signora italiana che colleziona tutto ciò che ha a che fare con la Regina d’Inghilterra.elisabettaIIUna cosa patetica. Ma niente di nuovo, bfondamentalmente, perché si tratta della pluridecennale propaganda volta a creare consenso intorno a quella “famiglia reale” che, non lo dimentichiamo, è a capo della Chiesa Anglicana, ovvero la prima vera scissione settaria e “particolaristica” che ha preceduto quella di Lutero.

Così come la “rivoluzione” di Cromwell ha preceduto quella Francese, ponendo le basi per la creazione della Banca d’Inghilterra e della Gran Loggia d’Inghilterra, dalle quali gran parte della sovversione moderna ha avuto origine. Continua QUI

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Unione €uropea, free market, 

gesuiti, Vaticano e von Hayek sono la stessa cosa.

Molti analisti e critici della matrice antidemocratica dell’odierna Unione Europea, come il blog orizzonte48 gestito da Luciano Barra Caracciolo, oppure studiosi del calibro di Vladimiro Giacché (ad esempio nel suo ultimo libro Costituzione italiana contro trattati europei, di recente pubblicazione), ne mettono in risalto la natura fondamentalmente ordoliberista, liberoscambista e mercatista, quindi fondamentalmente classista e anticostituzionale. Secondo il blog orizzonte48 l’ordoliberismo è la versione europea del neoliberismo:

“veste €uro-attuale del neo-liberismo che, imperniata sull’obiettivo del lavoro-merce, prende atto dell’ostacolo delle Costituzioni sociali contemporanee (fondate sul lavoro), ed agisce divenendo “ordinamentale”, cioè impadronendosi delle istituzioni democratiche per portarle gradualmente ad agire in senso invertito rispetto alle previsioni costituzionali.”

Segue QUI

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Grottesco ma … non troppo

“collettivismo” – il pretesto di uguaglianza

 L’individuo e il suo futuro

“E’ istruttivo leggere quello che hanno scritto gli autori cento o duecento anni fa sui valori fondamentali, perché allora si può apprezzare quanto è successo alla cultura di una nazione. Si può cogliere l’enorme influenza della propaganda pianificata, che cambia le menti, costruisce un nuovo consenso, esiliando certi dirompenti pensatori ai margini della società. Con grande intento, si può vedere ciò che gli è stato dipinto sopra, al fine di promuovere la tirannia che annuncia un bene maggiore per tutti.” (La metropolitana, Jon Rappoport)

Qui presento diverse dichiarazioni circa l’individuo, sono state scritte nel 19° secolo in America. Gli autori: Ralph Waldo Emerson, Henry David Thoreau, e James Fenimore Cooper erano figure di spicco. Emerson, a suo tempo, era il più famoso.

“Tutta la grandezza del carattere dipende dall’individualità. L’uomo che non ha altra esistenza se non quella di partecipare comunemente in tutto quello che è intorno a lui, non avrà altro che un’esistenza di mediocrità.”- James Fenimore Cooper

“Meno governo abbiamo, meglio è, – con un minor numero di leggi si potrà confidare su di un minore potere. L’antidoto a questo abuso è di [da] un Governo formale”, influenzato da un carattere privato, per far crescere l’individuo -. Ralph Waldo Emerson

“Le generazioni precedenti hanno agito sotto la convinzione di una splendente prosperità sociale che sarebbe stata la beatitudine dell’uomo, cittadini che si sono sacrificati in modo uniforme allo Stato. La mente moderna ha creduto che la nazione sarebbe esistita per l’individuo, per la tutela e l’educazione di ogni uomo. Questa idea, più o meno è stata scritta nelle rivoluzioni e/o movimenti nazionali, ma nella mente del filosofo era molto più precisa; l’individuo è il mondo.”- Ralph Waldo Emerson

“If a man does not keep pace with his companions, perhaps it is because he hears a different drummer. Let him step to the music which he hears, however measured or far away.” — Henry David Thoreau

“Loro [i conformisti] pensano che la società sia più saggia della loro anima, e non sanno che è una sola anima, e che la loro anima, è la più saggia di tutto il mondo … La società è ovunque nella cospirazione contro la virilità di ciascuno dei suoi membri … L’obiettivo è l’uomo, che deve essere un anticonformista … Infine, nulla è sacro, tranne l’integrità della vostra mente.”- Ralph Waldo Emerson

Potete immaginare, oggi, una di queste dichiarazioni farsi largo nelle tradizioni e nelle menti del pubblico, tanto meno nei media mainstream?

Immediatamente, bisognerebbe respingere in forma virulenta l’individualismo illimitato, sulla base del fatto che è comparabile alla brutale avidità, è l’equivalente e (odiato) capitalismo, la disumana indifferenza è uguale alla difficile situazione dei meno fortunati, pari al cinico disprezzo per le esigenze del gruppo.

Gli uomini del 19° secolo che hanno scritto queste affermazioni verrebbero guardati con ostile sospetto, come potenziali criminali, con dei valori potenzialmente anomali “anti-governativi”, che dovrebbero essere messi in una lista, per il fatto che potrebbero avere tendenze terroristiche.

L’analisi contemporanea dell’individuo va ben oltre questo.

Il caso in questione è quello di: Peter Collero, del dipartimento di sociologia, Western Oregono University, ha scritto un libro dal titolo: Il mito dell’individualismo: come le Forze Sociali Formano la nostra vita:

“La maggior parte delle persone oggi crede che un individuo è una persona con un documento d’identità indipendente e distinto. Tuttavia, questo, è un mito.”

Callero sta sostenendo l’assenza di qualsiasi unicità da persona a persona. Sta affermando che non c’è distinzione significativa tra due persone. Tanto per cominciare, non ci sono due persone. Sono un gruppo.

Questo declassamento dell’individuo e del suo spirito umano è notevole, ma questa non è una eccezione. Ci sono molte, molte persone che oggi sarebbero d’accordo (senza capire di che cosa stanno parlando) che l’individuo non esiste. Il perché sul fatto che essi sarebbero d’accordo, è quello che il prendere una posizione opposta, li avrebbe impostati verso un percorso individuale e indipendente, ammettendo la loro autonomia e quindi avrebbero violato un sacro divieto, quello della correttezza politica.

Questi sono gli estremisti del conformismo a cui Emerson si riferiva un secolo e mezzo fa.

Incapaci di partecipare a qualcosa di simile e a un chiaro pensiero, queste persone salutano la bandiera del Collettivo, i quali ammettono allegramente che “ciò che è meglio per tutti.” Tali domande, di “chi si definisce ‘migliore'” e di “chi siano gli ingegneri di questo risultato” sono al di là delle loro capacità di distinguo. Riposano nella vaghezza del loro orgoglio.

Senza rendersene conto, si tratta di strumenti di un programma. Sono fanti in una campagna senza sosta per promuovere il collettivismo (dittatura dall’alto) con il pretesto di uguaglianza.

Ribadendo una delle dichiarazioni di Emerson: “L’antidoto a questo abuso di [da] un governo formale, è, un’influenza di carattere privato, sulla crescita della persona.” Il corollario è: se non c’è una diffusa crescita degli individui e della loro autonomia per pensieri, azioni e una coscienza morale, se non si allargano i propri orizzonti e le sfere d’influenza, a lungo andare sarà il governo ad avere il controllo?

Infatti, l’umiliazione dell’individuo è una intenzionale manovra progettata per mantenere il potere del governo intatto e ampliare la propria gamma.

Considerate questa domanda: se tutta l’opposizione al prepotente e invadente governo illegittimo, sono contenute in gruppi organizzati, e se non emergessero persone indipendenti, “Emerson”, quale sarebbe il risultato?

A lungo termine, questi gruppi potrebbero ristagnare e non riuscire nelle loro missioni. Sarebbero cooptati dal governo. Alla fine, tutti questi gruppi potrebbero essere considerati come “bisogni speciali” casi, che richiedono un “intervento” per “aiutarli”.

Questo è un futuro senza promesse, senza ragione, senza fantasia, senza forza vitale.

È per questo che l’individuo rimane vitale; al di sopra e al di là, attraversando qualsiasi tempesta di propaganda.

Jon Rappoport 

traduzione e adattamento: ningishzidda