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Un film silenzioso in un mondo che urla

IL FILM “OVERCAST – ESPERIMENTI CLIMATICI IN CIELO” ADESSO ONLINE

ARTICOLO NOGEOINGEGNERIA 

CALENDA RIDICOLIZZA L’ESISTENZA DEL POTERE DELLE MULTINAZIONALI E DELLE SCIE DEGLI AEREI 

Molti giornali hanno ripreso il ministro Carlo Calenda che su Twitter sfotte il Governatore della Puglia Michele Emiliano, causa scatenante la vicenda dell’incidente a Baumgarten che ha messo a rischio l’arrivo del gas russo in Italia. 

Emiliano ha attaccato Calenda riferendosi al TAP pugliese : “Il cantiere sembra Auschwitz. Calenda difende le lobby”. 

Il ministro replica all’ex magistrato: “Prossima puntata scie chimiche e Stato Imperialista delle Multinazionali?”  

Ma allora le scie sono reali come le multinazionali? Un collegamento sorprendente. Complimenti Ministro, ha ragione, il Governo (italiano ma non solo) tutela i rilasci degli aerei. C’è qualcosa che non quadra. 

A primavera 2017 con un’ INTERPELLANZA DI URGENZA è stata messo in evidenza proprio l‘impatto del traffico aereo, incomprensibilmente escluso negli Accordi di Parigi COP21.

E quindi Calenda ci ricorda di rivolgerci proprio a loro, ai nostri governanti, ministri, deputati, ma anche ai rappresentanti dell‘informazione mainstream e certo anche ai lettori e a tutti coloro che ‘non credono’ alla realtà dei cieli manipolati. 

Proponiamo la visione del film che segue. 

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IL FILM “OVERCAST” ADESSO ONLINE 

E’ uscito in visione gratuita il film OVERCAST del regista svizzero Matthias Hancke, un documentario su questo fenomeno ormai sulla bocca di tutti e dalla maggior parte ritenuto normale: le scie degli aerei che si allargano fino a diventare coperture nuvolose bloccano l’irradiazione solare, offuscando l’atmosfera. 

Si tratta di una realtà resa accettabile grazie alla sua graduale introduzione. 

L’approccio del film di Hancke è molto lineare, la domanda che si pone è: i rilasci degli aerei – visibili a tutti – sono veramente innocui e normali? 

Uno studio ‘peer review’ firmato tra altri da KenCaldeira e Mick West, (entrambi intervistati da Hancke nel film) afferma che non c’è niente di anomalo o nocivo nei rilasci aerei.

Lo ‘studio’ è uscito in concomitanza con l’uscita del film. Una coincidenza.

Hancke ha dato spazio a voci contrastanti senza mai cercare toni spettacolari, non drammatizza, non fa propaganda. E’ un film silenzioso in un mondo che urla, il racconto dà spazio alla riflessione. Lo spettatore è costretto a formarsi una sua opinione se vuole trovare la sua risposta.

Da molti anni gli scienziati hanno sviluppato la tecnologia base necessaria per il controllo climatico. Lo illustra in forma clamorosa il memorandum della CIA del 1960. In questo e altri ‘progetti ‘ è previsto di disperdere ingenti quantità di prodotti chimici nocivi in atmosfera al fine di riflettere la luce solare nello spazio.

Questa tecnologia nota come geoingegneria è già utilizzata da molti anni, senza il consenso pubblico e senza informazione? Le scie degli aerei e i cieli imbiancati che vediamo oggi sono il risultato di tale programma di geoingegneria? 

Da oltre quindici anni, il fenomeno ha dato origine a dure controversie. 

Attraverso una indagine in prima persona questo documentario racconta quindi il viaggio di ricerca del regista. 

L’obiettivo di OVERCAST era di trovare – una volta per tutte – delle risposte conclusive. Il film mostra i muri di gomma che ci circondano, le risposte degli enti preposti parlano da sè, non richiedono commenti.

Nonostante tutte le difficoltà incontrate, Hancke è arrivato ad un punto di chiarezza importante. 

A lavoro compiuto il regista ha presentato una lettera aperta ai parlamentari svizzeri, spunto importante per la nostra iniziativa in sede parlamentare. Il film OVERCAST è stato presentato il 20 di marzo 2017 al convegno “Geoingegneria & Disinformazione ”svoltosi presso l’Istituto di Santa Maria in Aquiro, presso il Senato della Repubblica, presente anche il giovane regista. 

E’ un film da far vedere ad amici e parenti, ma soprattutto a chi ci rappresenta, decide e controlla, a chi dovrebbe salvaguardare l’aria che respiriamo, l’ambiente e la nostra salute. Si rivolge a chi, pur avendo qualche dubbio, decide tutto sommato di affidarsi alle rassicuranti argomentazioni ufficiali ma… 

Chi guarda il cielo dopo aver visto il film, lo vedrà con occhi diversi

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Fonte: http://www.nogeoingegneria.com/

L’impegno verde degli unicorni di Wall Street

 Chi comanda davvero? 

By Massimo Lupicino

Sostiene il Mainstream che il mondo va in malora perché gli inquinatori e gli sfasciamondo, forti della loro potenza economica, continuano ad inquinare impunemente. Pur di rovinare il Pianeta con sadico accanimento, i rovinamondo manipolano l’informazione e corrompono le menti dei più deboli, sostenuti dal gotha della finanza, molto vicino agli interessi delle mega-corporations petrolifere, energetiche, chimiche e industriali in generale. Del resto, parliamo di società la cui capitalizzazione in borsa permette di fare attività di lobby come nessun’altra società. Chi si oppone alle mega-corporations in questione, invece, è privo di sostegno e di mezzi economici, e non ha voce in capitolo, schiacciato com’è dal potere economico dei cattivi.

Ma è davvero così?

In Fig.1 possiamo vedere quali sono le società più capitalizzate al mondo, ovvero le più “ricche”, per farla semplice. La classifica è riferita a intervalli temporali di 5 anni e mostra una evoluzione di cui il Mainstream non ama parlare. 

Fig.1. I magnifici 5

 Si scopre, per esempio, che tra il 2001 e il 2011 le società petrolifere erano molto ben rappresentate, con Exxon, Total, Shell e PetroChina. Troviamo anche General Electrics, gigante americano molto legato all’industria dell’energia, della tecnologia e dei servizi. E poi le banche, immancabili, con Citigroup e la China Investment Bank. Nel 2011, però, irrompe Apple che si piazza direttamente al secondo posto della speciale classifica.

I giganti high-tech in questione, non casualmente, sono rappresentati in verde in Fig. 1: sono proprio loro, infatti, a sostenere la narrativa della nuova economia sostenibile salvamondo, a bassa emissione di CO2. Viene da pensare a come si sosterrebbero, i giganti in questione, se qualcun altro non producesse energia elettrica a basso costo per consentire un accesso globale ai loro prodotti, ma questa ovviamente è un’altra storia.

Quel che è certo, è che nel 2016 lo scenario è completamente cambiato. Nessuna società petrolifera, banca, gruppo industriale, grande distribuzione. Solo tecnologici ai primi 5 posti, nell’ordine: Apple, Alphabet (Google), Microsoft, Amazon e Facebook. Definirlo un ribaltone è dire poco. I cosiddetti FANG (Facebook-Amazon-Netflix-Google), del resto, sono stati protagonisti indiscussi della bolla azionaria degli ultimi anni, in cui hanno clamorosamente sovraperformato l’indice di riferimento, l’S&P500 (Fig.2).

 
Fig.2. Performance in borsa dei FANG vs. S&P 500 (fonte)
Particolare non di poco conto, esiste una correlazione strettissima (Fig.3) tra l’incremento di capitalizzazione dei FANG e il Balance Sheet delle 3 più grandi banche centrali al mondo (FED, Bank of Japan, BCE). Cosa vuol dire in parole semplici? Che c’è una probabilità molto alta che i trilioni riversati dalle banche centrali di mezzo mondo sui mercati negli ultimi anni siano finiti per gonfiare, direttamente o meno, proprio le quotazioni delle mega-corporations tecnologiche in questione.
 
Fig.3. Dove finiscono i soldi dei Quantitative Easing? Fonte: zerohedge
Di certo il peso economico dei salvamondo high-tech si fa sentire, anche nella disputa tra produzione di energia fossile e rinnovabile. Solo a titolo di esempio, vale la pena citare la Breakthrough Energy Coalition (BEC), fondata in piena COP21 con l’intento di finanziare progetti per la produzione di energia a zero emissione di CO2. Indovinate un po’ chi fa la parte del leone tra i finanziatori di questa indispensabile iniziativa? Ben tre dei cinque “unicorni” di Wall Street (li chiamano così) in testa alla classifica delle società più ricche nel 2016; nello specifico: Facebook, Amazon e Microsoft.
 
L’impegno verde degli unicorni non ha tanto valore commerciale quanto, piuttosto, di immagine. Gli investimenti nel solare, del resto, hanno prodotto risultati catastrofici negli ultimi anni (SunEdison, First Solar, SolarCity-Tesla solo per fare qualche nome tra i caduti più celebri). Se quindi da una parte la fanfara del catastrofismo climatico puo’ dare una mano a prolungare gli incentivi che hanno tenuto in piedi la baracca fino ad oggi, dall’altra parte mostrarsi verdi, salvamondo ed eco-compatibili ha un valore enorme dal punto di vista del marketing.
 
Sono soldi ben spesi, quindi, quelli del Breakthrough Energy Coalition e delle altre millemila iniziative volte a riversare miliardi o trilioni di dollari in investimenti che in una pura ottica di business sono nella gran parte dei casi catastrofici. Soldi ben spesi solo per i FANG & Friends, naturalmente, perché a fronte di investimenti a loro carico relativamente limitati (il BEC comporta un impegno per “solo” un miliardo di dollari in 20 anni), la parte del leone la fanno i finanziamenti pubblici dei governi ovvero, in ultima analisi, i soldi dei contribuenti, gettati letteralmente nel camino per finanziare progetti energetici senza alcun senso da un punto di vista economico.
 
Ma quel che è ancora più importante, la demonizzazione dei giganti decaduti dell’energia e dell’industria, e la concomitante esaltazione dell’high-tech in ottica salvamondo, hanno un risvolto ancora più pratico. Basti pensare ai tanti gruppi di pressione, lobby ambientaliste in testa, che a gran voce chiedono agli investitori più ricchi e potenti di distogliere i loro investimenti dalle società rovinamondo. L’effetto del tam-tam ambientalista e salvamondista, in ultima analisi, è proprio quello di gonfiare ulteriormente le capitalizzazioni degli unicorni a tutto danno delle altre società quotate in borsa.
 
Proviamo quindi a riassumere.
  • Nonostante la narrativa del mainstream, le società più ricche del mondo oggi sono quelle high-tech, mentre quelle legate all’energia, alle risorse minerarie e all’industria arrancano. 
  • Le stesse società high-tech attraggono la grandissima parte della carta cartamoneta che viene stampata dalle banche centrali nel disperato tentativo di far ripartire l’economia e salvare il debito dei paesi scassati. In altre parole, si stanno ingrassando impunemente grazie a soldi che avrebbero potuto sostenere una ripresa economica vera, piuttosto che l’ennesima gigantesca bolla finanziaria.
  • La narrativa catastrofista e salvamondista è utilizzata dalle stesse società per mere questioni di marketing, per apparire più etiche, belle e oneste rispetto ai rivali tradizionali: brutti, sporchi e rovinamondo per definizione.
  • La demonizzazione degli avversari in ottica salvamondista si associa all’azione di lobby ambientaliste che pretendono il ritiro degli investimenti nelle società energetiche per motivi “etici” con la conseguenza di gonfiare ulteriormente la bolla del tecnologico.
Dulcis in fundo. Forse a qualcuno interessa sapere che il boss di Amazon è casualmente anche il proprietario del Washington Post, quotidiano da cui i giornali mainstream di mezzo mondo scopiazzano, traducono e incollano impunemente una parte significativa dei “loro” articoli. Inutile dire quali siano le posizioni del Washington Post in fatto di Climate Change, vero?
 
Direi che il cerchio si chiude abbastanza bene così.
 
Colgo l’occasione per anticiparvi che del rapporto tra la stampa mainstream e il climatismo catastrofista parleremo molto presto, in un articolo in uscita all’inizio della prossima settimana. Ché saranno pure giorni di vacanza, ma Climatemonitor non va in ferie, neppure quest’anno. Così ci potete leggere anche sotto l’ombrellone.
 

“un velo calato sui voli aerei”

 IL MODO MIGLIORE PER RISCALDARE IL PIANETA?
VOLARE IN AEREO 

L’articolo del Dr. Peter Kalmus, scienziato dell’atmosfera presso il Jet Propulsion Laboratory, si rivolge a tutti, ma soprattutto a chi promuove misure contro il surriscaldamento del pianeta. Peter Kalmus ha smesso di viaggiare in aereo. Durante la lettura dell’articolo bisogna ricordare che il testo definitivo dell’accordo scaturito dalla Conferenza sul clima di Parigi COP21 esclude dalle misure di contenimento della CO2 (Ndr: IL CO2 E UN NECESSARIO CHIARIMENTO ) il trasporto marittimo e aereo, una misura in linea con enti ed istituzioni pubbliche che non tengono conto dell’inquinamento atmosferico causato dal traffico di aerei e navi civili e militari. Tutti a far finta di niente.

Ancora nel 1999 nel rapporto dell’IPPC leggiamo preoccupazioni sulle emissioni degli aerei. L’invito a spostare il traffico dall’aria ai binari è chiaro.

Da quell’anno cala un velo. Le emissioni in troposfera non risultano più un problema. Dal 2002 in poi gli aeroporti militari aprono al traffico civile e ospitano le compagnie dei voli a basso costo. Esplodono i voli low cost, aumenta il traffico in cielo, perché costa meno spostarsi con l’aereo che con i mezzi di terra. I cieli cambiano, mostrando sempre più intense velature artificiali.

Su questi nuovi fenomeni i meteorologi ci rassicurano con un vocabolario aggiornato.

Kalmus può sembrare una mente ingenua, un uomo che sogna. Invece è senza ombra di dubbio uno scienziato sincero e coerente, qualità piuttosto rara e non soltanto in ambito scientifico.

Kalmus in questo suo racconto traccia un cambiamento rivoluzionario per i nostri tempi e scopre lungo la strada una nuova qualità della vita, grazie alla decisione di non prendere più aerei per viaggiare.

Pubblicazioni e dati del Dr. Peter Kalmus qui: https://science.jpl.nasa.gov/people/Kalmus/kalmus_cv.pdf

LINK

Il grande evento europeo

di http://movisol.org

Nei primi rapporti riservati ai governi furono proposte le seguenti soluzioni:

  • stendere tappeti neri sulle calotte polari; 
  • sbarrare lo Stretto di Bering (soluzione considerata dalle Amministrazioni Kennedy, Nixon, Carter e dal PCUS di Breznev);
  • produrre grandi quantitativi di anidride carbonica;
  • disperdere polveri metalliche in atmosfera;
  • lanciare satelliti dotati di specchi per respingere la luce solare; 
  • fondere i ghiacci della Groenlandia per mezzo di reattori nucleari.

DOSSIER COP21 – I

GHIACCI POLARI SEMPRE IN OTTIMA SALUTE

Alla vigilia della conferenza di Parigi COP21, dopo qualche giorno torniamo a parlare di ghiacci polari, in questo caso quelli artici, visto che sono considerati il vero ago della bilancia climatica, che tra l’altro secondo alcuni catastrofisti, più per fede che per dati oggettivi, avrebbero già dovuto essersi sciolti completamente o quasi qualche tempo fa. Un breve esempio di propaganda catastrofica possiamo sentirla in questo filmato.

 

Intanto in Lombardia cercano di mitigare (in occasione della conferenza di Parigi) il presunto riscaldamento con la geo-ingegneria (naturalmente per il nostro bene). Queste brevi sequenze sono state riprese con un telefonino alle ore 16:00 nella zona di Bergamo; ma non fatevi forviare dai complottismi, sono solo scie di condensa…

Una popolazione debole è una popolazione controllabile.

(Omnia munda mundis; coinquinatis autem et infidelibus nihil mundum, sed inquinatae sunt eorum et mens et conscientia.)
 
Il “Troll” ha questo compito, abbassare le difese immunitarie di discernimento sulla popolazione non solo nella carta stampata e televisiva/giornalistica ma trova il suo terreno fertile anche nel WEB.