Archivi tag: Controllo sociale

Il primordiale sistema gerarchico

La chiave Omerica e il grande segreto de Il Potere nell’Ombra

di Francisco Callejas 16 giugno 2018 dal Sito Web DondeLaVerdadNosLleva traduzione di Nicoletta Marino  Versione originale in spagnolo 

(nda) premessa: l’articolo è stato copiato in forma integrale senza modifiche volutamente, pertanto, il maiuscolo è stile originale dell’autore nel suo blog

In molte occasioni ti sarai chiesto cosa rende il mondo quello che è. Perché la nostra civiltà si basa sulla menzogna, l’inganno, la violenza e la sofferenza continua?

Il sistema di per sé è una grande menzogna “un grande velo di Iside” socio economico e religioso messo davanti a te per mantenerti sottomesso in maniera continua.

IL SISTEMA GERARCHICO PIRAMIDALE BASATO SULLA SOFFERENZA E L’ABUSO RITUALE SATANICO É UN PERFETTO MECCANISMO DI CONTROLLO SOCIALE.

MA C’É QUALCOSA DI PIU’, IL “DEEP STATE” DI CUI PARLAVA IL COLONNELLO PROUTY.

E’ L’ORGANO SUPERVISORE DEL SISTEMA DEL POTERE MA NON LA FONTE DEL SISTEMA.

PER CONOSCERE LA FONTE E I MOTIVI DELL’AUTENTICO “POTERE OSCURO” BISOGNA SAPER INTERPRETARE I DATI CHE I VASSALLI DEL POTERE OSCURO CI FORNISCONO.

PIU’ ANDIAMO INDIETRO NEL TEMPO E MENO CONTAMINATA É LA FONTE DELL’INFORMAZIONE SIMBOLICA CHE L’ÉLITE HA FILTRATO NELLA “CAPPA ESTERNA” DI QUESTA STRUTTURA PIRAMIDALE CHIAMATA CIVILTA’.

UNA DELLE CHIAVI CHE CI CONDURRANNO AI PADRONI LA TROVIAM NEGLI SCRITTI DI OMERO CONSIDERATO IL PADRE DELLA LETTERATURA OCCIDENTALE.

TI HANNO INSEGNATO CHE OMERO FU UN IMPORTANTE SCRITTORE DELL’ANTICA GRECIA, ANCORA UNA VOLTA…FALSO.

HOMERO É UNO PSEUDONIMO, UN “VELO DI ISIDE” SOTTO IL QUALE AGIVANO LE SOCIETA’ SEGRETE DELL’EPOCA.

LO STESSO É LO PSEUDONIMO SHAKESPEARE.

O GLI STESSI SCRITTI BIBLICI, UN’AUTENTICA FRODE COME ABBIAM RIPETUTO FINO ALLA NAUSEA DANDOVENE PROVE SU QUESTO BLOG.

NON É CURIOSO IL FATTO CHE AL LORO TEMPO “L’ILIADE” E “L’ODISSEA”, ERANO CONSIDERATE COME ‘PROVE’ DI FATTI REALI.

ESPERTI INTELLIGENTI E ALTI RAPPRESENTANTI DELL’EDUCAZIONE DELL’EPOCA CONFERMAVANO LA VERIDICITA’ DI QUEI TESTI COME ‘STORICI’ E COSI LO INSEGNAVANO AL POPOLO.

VI DICE NIENTE TUTTO QUESTO?

E’ LA STESSA COSA CHE STANNO FACENDO ADESSO CON LE RELIGIONI DEL NOSTRO TEMPO.

E QUEGLI ERUDITI PARTE INTEGRANTE DI QUELLE SOCIETA’ SEGRETE NEI SECOLI CHE AFFERMANO CHE ‘CRISTO’ O ‘MOSE‘ SONO STATI PERSONAGGI STORICI.

I TESTI OMERICI COME QUELLI BIBLICI VANNO INTERPRETATI IN CHIAVE SIMBOLICA, NON STORICA.

QUESTE SOCIETA’ SEGRETE CHE DOMINAVANO LA CULTURA E LA POLITICA GRECA CI DICONO CHE ATTRAVERSO DELLO PSEUDONIMO “OMERO” CHE L’EROE ULISSE COMUNICAVA CON GLI SPETTRI CHIAMATI “PSICHE” PER MEZZO DI SACRIFICI DI SANGUE.

IL SANGUE DELLE VITTIME FACEVA SI CHE GLI PSYCHE SI MATERIALIZZASSERO NEL MONDO DEGLI UMANI.

QUESTA AFFERMAZIONE CI PORTA AD UNA CHIAVE CRUCIALE.

COME HO GIA’ DETTO IN UN ARTICOLO, STUDI SCIENTÍFICI RECENTI HANNO RIPORTATO CHE I PROCESSI BIOCHIMICI DEL DNA SONO COORDINATI E TUTELATI DA UNA DETERMINATA FREQUENZA VIBRATORIA CHE É DIVERSA IN TUTTI GLI ESSERI VIVI E CHE DETERMINA LA LORO STRUTTURA GENETICA.

QUESTO SIGNIFICA CHE CAMBIANDO LA FREQUENZA VIBRATORIA MODIFICHIAMO UN EMBRIONE O QUELLO CHE SAREBBE UNA RANA DIVENTA UNA SALAMANDRA.

COME SPIEGA L’ÉLITE NELLA SUA FILOSOFIA ERMETICA, L’ESISTENZA NELLA SUA IMMENSITA’ É IN COSTANTE MOVIMENTO E VIBRAZIONE.

CON UN COLLEGAMENTO ADEGUATO UNA FREQUENZA IMPERCETTIBILE AL NOSTRO MONDO, PUO’ ARRIVARE A MATERIALIZZARVISI.

COME AVVIENE QUANDO CI SI SINTONIZZA SUL CANALE RADIO CON UNA DETERMINATA TRASMITTENTE.

ED É ATTRAVERSO IL SANGUE CON DELLE CARATTERISTICHE DETERMINATE CHE QUESTE ENTITA’ CREATRICI DEL SISTEMA SI COLLEGANO CON LE ÉLITE s CHE LI DIRIGONO.

QUESTO É QUANTO “IL VELO DI ISIDE” CHIAMATO “OMERO” CI ESPONE NELLE SUE OPERE.

ESISTE UN TIPO DI SANGUE, L’RH NEGATIVO, CHE É PIU’ SUSCETTIBILE AD ESSERE “SINTONIZZATO” DA QUESTE ENTITA’.

LA MAGGIORANZA DEI DIRIGENTI MONDIALI SONO RH NEGATIVI.

LA ÉLITE HA SEGUITO SEMPRE UN PROCESSO DI SELEZIONE DEI SUOI INTEGRANTI FIN DALLA SUA CREAZIONE.

OSSERVATE

L’OSSESSIONE PER LA GENETICA CHE HA LA CASTA DIRIGENTE OGGI É UNA REALTA’ NASCOSTA DA DIFFERENTI “VELI DI ISIDE” PER IL CONSUMO DELLA MASSA.

OGGI LO SVILUPPO DI UNA CASTA DIRIGENTE GENETICAMENTE DIVERSA STA AVVENENDO IN MODO COPERTO A DIFFERENZA DI ALTRE EPOCHE, AD UN LIVELLO CHE POSSIAMO DEFINIRE INDUSTRIALE.

NELLO STESSO TEMPO, PER “IL CIRCOLO ESTERNO” DELLA CIVILTA’ SI PROMUOVE LA ANDROGENIZZAZIONE E I METICCI DI MASSA.

PERCHE?

SE CERCHI TROVERAI QUELLO CHE MOLTO CHIARAMENTE HA ESPOSTO L’INIZIATO ALDOUS HUXLEY NELLA SUA OPERA, “UN MONDO FELICE“.

SI CERCA DI SEPARARE LE SOCIETA’ IN CASTE GENETICHE DIVERSE E DI AVERE NELLA CUSPIDE UNA RIDOTTA ÉLITE GOVERNATA DA QUESTI “PSYCHE” OMERICI.

“HOMERO” VIENE DAL TERMINE “HOMERIDAI” CHE SIGNIFICA “FIGLIO DI SCHIAVO”.

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

®wld

INFOSFERA

Ecco come sarà la tv su smartphone, quella vera, con tutti i canali e via 5G

Ve lo spiega Il Sole 24 ore

La tv “normale” su smartphone, con tutti i suoi canali. Finalmente, quella vera. Che funziona bene, su ogni tipo di cellulare. E che è pure super economica. È quella che avremo grazie alla rete 5G: un evoluzione che molti esperti considerano “inevitabile”. Perché la tv normale su 5G significa che avremo una rete unica per tutte le comunicazioni elettroniche wireless: sia quelle televisive sia quelle internet. Leggi QUI 

 “I smart sono loro e i cretini siamo noi” 

E qui spiega Ugo Mattei, giurista e professore di diritto internazionale e comparato all’Università della California di San Francisco e professore di diritto privato all’Università di Torino. 

Negli ultimi tre o quattro anni sono stati installati, soltanto nella parte occidentale del mondo, quindi nel nord globale, circa un miliardo e quattrocentomila sensori per l’internet delle cose. Gran parte dei quali sono costruiti nei muri delle case, nei nuovi televisori – in tutti gli apparecchi elettronici che comperiamo – e nelle automobili. Parte di questi sensori, che sono invece fissi, sono inseriti negli spazi pubblici e sono quelli con i quali i nostri meccanismi elettronici si collegano senza che noi lo sappiamo. 

Queste cose vengono chiamate “Smart“, nel senso che noi sentiamo parlare costantemente di “Smart City“, “Smart Card” eccetera. Tutte le volte in cui si sente la parola “Smart” io penso sempre che gli “Smart” siano loro e i cretini siamo noi. Qui la situazione sta diventando davvero molto preoccupante, soprattutto alla luce di quello che è stato detto adesso. C’è in costruzione un gigantesco dispositivo (e qui proprio la parola “Dispositivo” studiata da Foucault è direttamente utilizzabile per parlare dei dispositivi elettronici che noi compriamo). Un gigantesco dispositivo di controllo sociale di tutti quanti, che viene ovviamente sperimentato per fare un passo in avanti in modo da rendere in qualche modo l’umanità coerente con la nuova frontiera…Vedi QUI  

Ugo Mattei: perché non ti fanno più togliere la batteria dallo smartphone (e molto altro)

VEDI ANCHE  

***********************************

 

Mappa cavi sottomarini : Ecco dove passano i dati dei nostri Smartphone

Avete mai pensato a che strada fanno i dati inviati o ricevuti a ogni singolo click che fate dal computer di casa / ufficio o dal vostro smartphone o Tab?

Nonostante l’idea comune che i dati transitino via satellite la maggior parte dei dati che viaggiano nella rete globale attraverso una massiccia rete di cavi ad alta velocità posizionata sui fondali dei mari che ci circondano.

Oggi vi inseriamo un link dove poterte vedere nello specifico quanti cavi sono stesi attorno alla nostra terra e quali continenti collegano.

Alcuni di questi sono stati posizionati ante seconda guerra mondiale e venivano periodicamente utilizzati dalle forze tedesche per ascoltare le telefonate fatte tra USA e Europa.

I cavi, nel tempo, sono stati sostituiti con quelli di ultima generazione a fibra ottica che permetto di viaggiare sulla rete ad altissima velocità.

La mappa che vi proponiamo è interattiva distribuita da CableMap.info 

False Bandiere e violenza reale

Il fallimento delle false bandiere

(seconda parte)

Come con le false bandiere, anche i tentativi falliti sono altrettanto preziosi per stabilire la realtà di questi eventi messi in scena.

Il tentativo dell’assassinio di Reagan e il colpo di stato in Ucraina sono entrambi eccellenti esempi. Il tentativo dell’Ucraina è stato un fallimento, visto che l’obiettivo primario era l’Ucraina orientale (preziosi terreni agricoli), tra cui la Crimea (dove la più grande base navale della Russia si trova a Sebastopoli).

Il bomber di scarpe, e il bomber della biancheria intima (in cui abbiamo una testimonianza esperta, dell’avvocato Kurt Haskell, che ha esposto questa frode) sono due altri esempi recenti.

Questa è un’area che necessita di una ricerca più profonda. I tentativi falliti saranno più facilmente dimenticati, segnalati o non riportati.

Terrorismo reale / Morte vera

Un certo terrorismo è organico, il che significa che non è stato sponsorizzato o creato e controllato dal globalista.

Alcune false bandiere hanno reali vittime. Il perché alcune false bandiere non sembrano avere vere vittime, per definizione significa che non esiste alcuna prova diretta verificabile di morti reali. È importante indagare su quei casi di terrorismo reale e di morti reali da confrontare con gli eventi completamente bloccati.

Fornendo così una linea di base per confrontare gli eventi verificabili conosciuti contro eventi sospetti.

Un esempio eccellente è il massacro della Scuola di Beslan del 2004 in cui i terroristi ceceni hanno preso una scuola elementare con 1000 ostaggi e 300 morti. Poiché questo è successo nell’arco di 3 giorni, c’è molta documentazione di video e immagini di come la tragedia si è svolta.

Il breve video qui sotto è un’ampia prova di ciò che la violenza REALE, l’eroismo, il sangue, l’angoscia e la morte sembrano.

(Guarda il Video QUI)

Anatomia di una falsa bandiera

Analizzando le false flag in diversi componenti, non solo possiamo capire meglio come funzionano, ma perché vengono utilizzati.

Inoltre, ciò facendo sarà dimostrato che le impronte digitali delle false bandiere  mostrano chiaramente un piano più ampio. La falsa bandiera utilizza un piano di azione standard, simile a un piano aziendale o un piano di battaglia.

Lo scopo è quello di esplorare pienamente la scrittura di tutti gli elementi dell’evento. Di seguito è riportato un elenco dei diversi elementi che compongono il piano che sarà seguito da una ripartizione per ciascuna sezione.

Il piano degli eventi per sezioni:

  • Obbiettivo
  • Messa a fuoco
  • Tipo di evento
  • Evento principale
  • Appuntamento
  • Luogo
  • I partecipanti
  • Perpetratore/autore
  • Vittime)
  • Esecuzione di eventi
  • Piani di backup
  • Narrativa ufficiale
  • Copertura

L’obbiettivo

La falsa bandiera inizia con un obiettivo, uno scopo, una ragione per essere.

A volte lo scopo è singolare, ma molte volte ci sono molteplici scopi (che è un segno di avvertimento della pianificazione avanzata e quindi ulteriori prove che un evento particolare è una falsa bandiera).

L’obiettivo primario; eliminare un avversario, oltre ad un programma specifico (controllo delle armi), o giustificare la guerra. Gli eventi più sofisticati sembrano avere sempre obiettivi multipli, o obiettivi secondari.

Gli obiettivi secondari tendono ad essere più psicologici, morbidi e sottili. Queste potrebbero includere la creazione di risposte emotive specifiche, come la paura, la rabbia, l’apatia. In particolare, potrebbe essere scelto un omicidio pubblico per inviare un messaggio, un avvertimento. Quale era il caso negli anni ’60 con JFK, MLK e RFK.

Un altro obiettivo di questi tre assassini dei 60 è stata la guerra del Vietnam, un filo forte che collega i tre omicidi insieme ai responsabili.

Un altro sotto obiettivo potrebbe essere quello di creare una risposta di rabbia, accoppiata da un qualche patriottismo per manipolare la gente nell’accettare la guerra.

Il recente evento di venerdì 13 a Parigi sembra avere almeno 5 obiettivi:

  • giustificare i partecipanti francesi alla guerra per procura in Siria
  • la lista dei diritti di privacy / libertà dei popoli francesi
  • eventuale chiusura di tutti i confini europei
  • impedire eventuali proteste al vertice climatico di Parigi
  • creare sentimenti anti-musulmani, anti-immigrati

Progettazione a lungo termine …

Molti degli ultimi eventi ripresi in massa negli Stati Uniti hanno almeno due obiettivi:

  • ulteriore controllo sul programma delle armi
  • suscitare discordie tra persone di razze diverse e / o religioni

Messa a fuoco

Il focus di un evento è quello che i progettisti desiderano concentrare all’attenzione del pubblico.

Questo non  necessariamente è l’evento stesso. Può essere una vittima, l’autore del reato o altri elementi.

Per il 9/11 il focus dell’evento era il terrorismo, quindi “Osama bin Laden“. Era il cattivo. Era il motivo per cui «o sei con noi o con il terrorista».

Era lo spauracchio di uomo che doveva essere trovato e ucciso. Egli è ciò che giustifica invadere l’Afghanistan, e ottenere quei campi di papavero che nuovamente dovevano ancora produrre. Il passo successivo è toccato a Saddam Hussein, con l’invasione dell’Iraq.

Con gli ultimi sparatori in America è diventato dolorosamente ovvio che il focus degli eventi sta spingendo l’agenda sul controllo delle armi.

Un’altra parte del focus è il pubblico primario o il destinato? Nell’assassinio di JFK l’audience principale non era il popolo americano in sé per sé, ma erano i politici e quelli direttamente coinvolti nella governance. Sia a livello nazionale che internazionale.

Questo è stato un messaggio per gli addetti ai lavori …

  • “Questo è ciò che faremo a coloro che si oppongono”.

Il 9/11 il pubblico di riferimento era il popolo americano.

Tipo di evento

L’importanza del tipo di evento non può essere sottovalutata.

Il livello più semplice che il tipo di evento determina è come viene raggiunto l’obiettivo. Se si tratta di uccidere, sarà un “incidente”, un suicidio (ed), un assassinio, ecc.

Un’altra decisione importante è che l’operazione verrà effettuata in un evento reale pianificato o l’operazione sarà creata da zero? Un’altra decisione critica è determinare il livello di coinvolgimento per il Principale Evento.

Il livello di coinvolgimento definisce chi sono gli attori e se ci saranno ignoti partecipanti; le vittime, le persone entrate nella storia a causa delle circostanze create e degli astanti.

Il livello di coinvolgimento può essere semplice come il perpetratore e la vittima, o un attore con i restanti partecipanti inconsapevoli, o falsamente creato l’intero evento. Quindi il livello di coinvolgimento è su un continuum dal minimo (un attore) al massimo (tutti gli attori).

Dalla partecipazione del cattivo (Hinkley, Sirhan Sirhan), per presentare (Oswald, James Holmes, fratelli di Tsarnaev) a l’inesistente (Adam Lanza).

Dalle vittime vere (morti reali), a false morti (attori), tutte fabbricate. È importante evitare l’estereotipizzazione che una falsa bandiera segue solo un formato specifico.

Una buona analogia potrebbero essere i vari tipi di film, essendo loro illusioni reali. Il vecchio film d’azione scolastica in cui tutti i colpi sono fatti con persone reali, in un ambiente reale, con veri e propri oggetti. Allora abbiamo lo scenario comune in cui c’è un mix di azione reale / live e CG. Poi il film in cui tutti i colpi e gli stordimenti speciali sono CG.

E infine il film completo o animazione. Tutti questi tipi di film sono reali. Ognuno di loro ha richiesto persone reali a lavorare su di loro, crearle e produrle. E tutti questi film sono illusioni.

Sono opere di finzione. Sono creazioni deliberate; prodotte, pianificate, dirette e agite per essere registrate (filmate) e distribuite per essere visualizzate. Intrattenere e addestrare (i filmati sono strumenti potenti per il controllo sociale) e naturalmente per fare soldi. Non posso fare a meno di pensare al film “Wag the Dog”.

Le false bandiere sono fondamentalmente le stesse. Sia che ci sia un attore o molti.

Che ci siano morti reali o falsi. O se l’intera false flag sia solo la notizia stessa (della narrativa ufficiale). Ogni tipo di illusione creata è reale. Sono anche assolutamente utilizzati per il controllo sociale, in realtà questo è veramente il loro scopo primario.

Problema-Reazione-Soluzione. Con l’obiettivo di manipolare la maggioranza della popolazione con una soluzione e così controllarla. Come nei film, la false flag sono una produzione deliberatamente pianificata e realizzata. È un’illusione reale.

Un miglior confronto potrebbe essere quello che si svolge sulla scena, dal momento che la “performance” viene eseguita in diretta, in posizione, con un pubblico reale.

Alla fine ci si avvicina alla domanda di “Che cosa è reale?” Può essere semplicemente una questione di prospettiva.

Guardalo da un punto di vista dell’incidente. L’incidente può essere un errore o  “deliberato”. Un classico e diciamo esempio innocuo è dall’icona del ‘film di Natale’. Dove la moglie “accidentalmente” bussa e rompe una lampada dal piedino sexy. Naturalmente il padre sospetta che non sia stato un incidente. Ma lei fece la faccia innocente. Potresti aver assistito ad un incidente deliberato e, a seconda delle circostanze e dell’abilità del perpetratore, che giurando dice essere stato un errore.

Ancora una volta, l’evento è veramente avvenuto, sei stato un testimone oculare. Quindi era “reale”, ma non era un errore, era un’illusione deliberata. E in realtà si potrebbe essere selezionati in modo specifico per assistere all’evento come prova che è stato un errore poiché la maggior parte delle persone si fidano del tuo giudizio e opinione.

Questo ci porta la questione più profonda di questo progetto.

Possiamo dire che molte delle false bandiere siano collegate. Che c’è un gioco segreto e ingannevole molto profondo che vince per il potere e il controllo del mondo. È questo profondo gioco ingannevole che rende difficile analizzare le false bandiere.

Condotta ed errata confusione, disinformazione utilizzata per oscurare ciò che è veramente accaduto.

Evento principale

Il focus di questo articolo è sul piano globale di un evento di false-flag.

Dall’obiettivo, alla pianificazione iniziale, fino alla copertura. Ma normalmente quando qualcuno si riferisce a una falsa bandiera si riferisce al Main Event (Principale Evento); l’eroe girato, in Act tre … il climax.

Il punto cruciale della pianificazione sarà incentrato sull’evento principale. Indipendentemente da quale teoria si accetta di come è stata effettuata l’11/11, c’è un fatto assoluto. Una grande quantità di pianificazione era necessaria per tirarla fuori, anni prima.

A questo livello il “Piano” si fonde su ciò che esattamente saranno le prestazioni. Questo è dove viene creato lo script effettivo. La posizione specifica è selezionata, gli attori scelti, le linee vocali create e le puntate necessarie.

Il tempo e la data sono decisi. Oltre a quanti finanziamenti saranno necessari per una prestazione di successo.

L’evento principale del 9/11 era la caduta delle torri gemelle. Questo era il culmine. Questo era lo shock e lo stupore psicologico del popolo americano, che precedeva lo shock fisico e lo stupore che cadevano sui popoli afghani e iracheni. È l’immagine della torre cadente che viene ancora oggi utilizzata per rafforzare quella paura e la rabbia.

JFK, RFK, MLK l’evento principale era il tiro, ma l’omicidio era solo un obiettivo.

Data/tempo

La data e l’ora sono entrambe decisioni cruciali. Sappiamo che per i seguaci dell’occulto le date sono MOLTO importanti. Vedi Christine Lagarde, Direttore Generale del FMI, Magic of Number 7, per dimostrare l’importanza della numerologia.

Vai al 50mo minuto del suo discorso sulla numerologia.

(questo è il video ma purtroppo è stato rimosso nda)

Il significato esoterico di una data dovrebbe essere esaminato da vicino.

Un altro fattore importante di data e ora è come coincidano con il ciclo di notizie. La data può anche essere critica a seconda di quanto è necessario o richiesto dall’evento principale.

La data può essere un fattore decisivo, specialmente se il tempo è breve, su come / dove è completato l’evento principale. L’attacco dell’11 settembre 2001, la data è normalmente abbreviata all’11 settembre e negli Stati Uniti il ​​numero di emergenza è di 9-1-1. Pertanto ogni volta che 9-1-1 o 911 è menzionato o visto ricorda il 9/11, e il trauma associato.

I recenti attacchi a Parigi avvengono il 11/13/15, che succede semplicemente venerdì 13. Ma sembra che questo sia stato previsto dalla rivista Economist di gennaio 2015 (Rothschild co-owner) con due frecce con i numeri 11.5 e 11.3, gli stessi numeri esatti come la data.

Queste frecce (sotto l’immagine – in basso a destra) si trovano di fronte alla foto “La belle ferronnière” di Leonardo da Vinci, che si trova al Museo del Louvre di Parigi:

Leggi QUI la prima parte

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/

Traduzione e adattamento Nin.Gis.Zid.Da

continua…

 

Qualcosa di più

L’imperativo di sostituire Google e Facebook

Le nazioni stanno iniziando a prendere più seriamente il controllo del loro spazio d’informazione dopo che per anni hanno permesso ai giganti della tecnologia degli Stati Uniti, Google e Facebook, di monopolizzarli e sfruttarli

Il Vietnam, secondo un recente articolo di GeekTime, è l’ultimo paese che ha iniziato a fomentare alternative locali del motore di ricerca e della rete dei mezzi di comunicazione sociali, per riequilibrare il monopolio dell’informazione che oggi hanno nel loro paese i giganti della tecnologia del sud est asiatico.

Google e Facebook – Sono più che Motori di Ricerca e Social Media

I due giganti della tecnologia e altri come loro agli inizi possono essere sembrati ai politici, agli industriali e ai capi militari di tutto il mondo, delle corporazioni meramente opportuniste che cercano guadagni ed espansione.

Indubbiamente, Google e Facebook, tra gli altri, chiaramente sono diventati qualcosa molto più di questo.

Tutti e due hanno lavorato ed è verificabile per il Dipartimento di Stato per la ricerca di obiettivi geopolitici in tutto il mondo, dal collasso del governo della Libia ai tentativi di cambiamento del regime della Siria e l’utilizzo dei social media e della tecnologia dell’informazione di tutto il mondo per manipolare la percezione pubblica e ottenere mete sociopolitiche in nome di Wall Street e Washington per molti anni.

L’utilizzo delle reti sociali per controllare lo spazio di informazione di una specifica nazione, e utilizzarlo come un mezzo per arrivare alla sovversione sociopolitica e anche a un cambiamento di regime ha raggiunto l’apice negli Stati Uniti nel 2011 con la gestione della “primavera araba”.

All’inizio dipinta come manifestazioni spontanee organizzate su Facebook e altre piattaforme di social media, adesso è stato rivelato in alcuni articoli quelli del New York Times, Gruppi di statunitensi che aiutano a fomentare “Rivolte Arabe“, che il Governo degli Stati Uniti aveva addestrato attivisti anni prima delle proteste, con con Google e Facebook partecipando direttamente ai preparativi.

I fronti di opposizione finanziati e appoggiati dalla Fondazione Nazionale per la Democrazia (NED) del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e dalle loro filiali,

  • Casa della Libertà (Freedom House)
  • Istituto Repubblicano Internazionale (IRI – International Republican Institute)
  • Istituto Nazionale Democratico (NDI – National Democratic Institute),

…furono invitati a varie riunioni dove i dirigenti con i loro gruppi di appoggio tecnico di Google e Facebook presentavano loro i piani di gioco da eseguire nel 2011 coordinati agli Stati Uniti e ai mezzi di comunicazione europei che avevano anche assistito alle riunioni.

Il risultato finale fu quello di armare virtualmente le reti sociali, che agivano come coperchio per quello che fu una serie pianificata da tempo di colpi militari regionali fortemente armata che finalmente buttarono giù i governi di:

  • Tunisia
  • Egitto
  • Libia
  • Yemen,

…con il governo della Siria adesso accerchiato da 6 anni di guerra come risultato.

E’ stato durante il conflitto in Siria che Google è stato di nuovo coinvolto.

Il Guardián, in un articolo del 2012 dal titolo “Siria – E’ possibile cambiare il nome delle strade su Google Maps?”, avrebbe dato questa informazione:

Nella loro lotta per liberare la Siria dalle grinfie del presidente Bashar al-Assad, attivisti antigovernativi si sono imbarcati in un progetto per cancellarlo dalla mappa. Letteralmente…

Su Google Maps, le principali vie di Damasco dedicate alla famiglia Assad sono apparse cambiate con il nome degli eroi della rivolta. La primavera araba prende forma così.

Quando i ribelli contro Gheddafi fecero sparire a Tripoli l’agosto scorso, il nome della piazza principale della città dal servizio di mappe durante la notte – da Piazza Verde, nome datogli dall’antico dittatore, è divenuta “Piazza dei Martiri”.

Il servizio di mappe del gigante di Internet ha una storia importante nelle dispute politiche.

Il monopolio di Google nelle nazioni che non hanno un’alternativa locale, assicura chela percezione pubblica sia influenzata di traverso da questi metodi ingannevoli.

The Independent, in un articolo del 2016 intitolato “Google progetta di aiutare i ribelli siriani a sconfiggere il regime di Assad – Asseriscono così nella posta elettronica filtrata di Hillary Clinton“, continuerebbero a dire altro sull’attività di Google per quanto riguarda la Siria:

Uno strumento interattivo creato da Google è stato disegnato per alimentare i ribelli siriani e aiutarli a distruggere il regime di Assad, così hanno rivelato le mail di Hillary Clinton secondo i rapporti effettuati.

Controllando e monitorando quanti si cancellavano dall’indirizzo della Siria, è stato progettato come dicono i resoconti, un modo per animare più persone a cancellarsi e a dare fiducia all’opposizione ribelle.

E’ chiaro che Google è molto più di solo ricerche in Internet.

Le nazioni sarebbero comunque irresponsabili a permettere che una impresa straniera eserciti un controllo sul suo spazio di informazione – specialmente alla luce degli abusi documentati, verificati – come lo sarebbero se imprese straniere esercitassero un controllo su altri aspetti essenziali dell’infrastruttura nazionale.

Vietnam prende il controllo del suo spazio d’informazione

L’articolo sul GeekTime, condiviso con il Dipartimento degli Stati Uniti NDI su Twitter dal titolo “Si tratta di una campagna del Vietnam per costruire un’alternativa a Facebook per lottare contro le notizie false o è per fomentare la censura?”,

così scrive:

Durante una riunione all’inizio di questo mese, Truong Minh Tuan, Ministro per l’Informazione e le Comunicazioni del Vietnam, ha detto che il governo sta incoraggiando le industrie di tecnologie vietnamite a costruire sostituti locali di piattaforme come Facebook e Google (che sono le più popolari del genere in Vietnam).

L’articolo diceva anche:

Si tratta di una campagna più ampia “per rafforzare la sicurezza cibernetica” e l’integrità dell’informazione del paese.

“Il piano è cercare di abbordare il problema di come su Facebook, le ‘pagine false’ crescevano senza controllo, con un contenuto antigovernativo.” Queste le parole di Taun.”

“Guardando oltre, abbiamo bisogno di reti sociali utili alle società locali che possano rimpiazzare e competere con Facebook.”.

La menzione del NDI all’articolo ha la pretesa di far comprendere che il governo vietnamita ottiene dei guadagni a partire dalle localizzazioni dei motori di ricerca e dei social media – e lo fa.

La localizzazione dello spazio d’informazione del Vietnam, però, non è diversa dalla localizzazione dell’infrastruttura dell’industria della difesa, dell’energia, dell’acqua, delle scuole e della sanità vietnamita.

Tutti dovrebbero essere controllati dal popolo vietnamita non da Washington, Wall Street, o Silicon Valley. Se il governo vietnamita abusa di questa localizzazione o non lo fa, è un problema del popolo vietnamita.

La vera preoccupazione del NDI è che una volta avvenuta quella localizzazione della tecnologia d’informazione in Vietnam, questi effettivi vettori di rivolta sociopolitica saranno chiusi per sempre agli speciali interessi finanziari e corporativi della politica estera degli Stati Uniti come i fronti di lavoro dell’NDI.

Fonte:  http://www.bibliotecapleyades.net/

La fregatura del leviatano

La realtà supera la fantasia

Il Grande Fratello ci Guarda
Libro di Giuseppe Balena

Introduzione

Quando nel lontano 2006 ho deciso di iscrivermi a Facebook non immaginavo che un semplice gesto avrebbe potuto cambiare e influenzare la mia vita e quella di qualche miliardo di persone nel mondo. In quel periodo avevo appena riletto il romanzo 1984 di George Orwell. Una frase di quel libro mi era rimasta conficcata nel cervello e mi aveva sconvolto:

«Fino a che non diventeranno coscienti del loro potere,
non saranno mai capaci di ribellarsi
e fino a che non si saranno liberati,
non diventeranno mai coscienti del loro potere».

Le grandi abilità linguistiche e narrative di Orwell, d’improvviso, avevano proiettato un fascio luminoso e accecante.

Quando decisi di iscrivermi a Facebook, lo feci quasi per scherzo perché in quel periodo se ne parlava tantissimo, ma l’idea di dover condividere pensieri, foto e contatti su una piattaforma mondiale mi aveva fatto riflettere: l’immagine della prima home page del Social proiettata sullo schermo del computer mi fece pensare proprio a quello del Grande Fratello che “comandava” le vite dei personaggi del romanzo.

Ci veniva offerta una grande opportunità e per giunta gratuitamente: rintracciare i nostri amici, chattare, scambiare foto e video e soprattutto divulgare i nostri pensieri in una piazza virtuale di proporzioni imprecisate; in altre parole, il mondo virtuale sulla punta del nostro mouse. Tutto completamente a disposizione… ma cosa c’era da dare in cambio?

Quando un venditore di enciclopedie ci ferma per strada non dice che vuole vendere qualcosa, saluta e mette all’avventore in mano un piccolo regalo in modo tale che si senta obbligato e quindi non possa rifiutare l’offerta che successivamente gli verrà fatta. Piccoli stratagemmi di marketing spicciolo.

Facebook ci metteva in mano uno strumento straordinario e pochi hanno pensato all’inizio cosa in realtà chiedeva in cambio. La “fregatura” non era immediata né evidente, ma c’era: si trattava di barattare la nostra privacy per l’atavica e narcisistica voglia di notorietà e di apparire. Era il sogno di poter allungare all’infinito i famosi quindici minuti di notorietà di cui parlava Andy Warhol.

Ecco perché goliardicamente decisi di iscrivermi a Facebook con il doppio nome di Giuseppe Winston Balena Smith, proprio come il protagonista di 1984. Da allora non l’ho più cambiato.

Il libro che avete tra le mani nasceva inconsapevolmente in quel lontano 2006 e si è sedimentato lentamente negli anni come un puzzle che si ricompone pezzo dopo pezzo. Questo volume ha l’ambizione di analizzare nel dettaglio le azioni manifeste e nascoste “grazie” alle quali si esercita il controllo sociale nei confronti di tutti noi.

L’intento è di tracciare le linee della storia del controllo e della sorveglianza sociale, ma è anche idealmente quello di offrire un indice critico degli strumenti utilizzati nell’epoca in cui viviamo.

Ci sono, poi, i soggetti che, come vedremo, secondo i contesti di riferimento possono essere anche dei calembour: controllori, controllati, controllori, controllati e ibridi.

Il contesto di riferimento, invece, può essere classificato essenzialmente in privato, pubblico o ibrido. Dalla combinazione di questi elementi derivano infinite combinazioni che si manifestano in maniera più o meno palese nel quotidiano e che saranno illustrate e analizzate nel libro. In particolare si porrà l’attenzione sulle tecniche del controllo nella vita quotidiana e come queste siano subdole, invisibili ed enormemente estese.

Il libro propone, in prima battuta, un excursus storico cercando di rintracciare il momento dell’inizio sistematico e le ragioni del controllo sui cittadini.

L’analisi, inoltre, si estenderà da un lato ai soggetti principali che effettuano il controllo e dall’altra alla tipologia dei soggetti controllati, con particolare attenzione poi ai nuovi soggetti spuri e intermedi.

Un passaggio importante e cruciale nella trattazione riguarderà la distinzione e l’applicazione nella pratica dei concetti di controllo e sorveglianza e come questi si siano progressivamente adattati in maniera straordinaria rispetto all’evoluzione storica, sociale, economica, politica e antropologica.

Un ruolo centrale è detenuto dalla tecnologia e in particolare dall’avvento e dal massiccio utilizzo del computer in ambito domestico prima, accompagnato dall’utilizzo di Internet, e dall’irruzione sulla scena dei cellulari e in particolare, poi, degli smartphone e dell’enorme carico di applicazioni che girano sugli stessi.

La rivoluzione di Internet e del Web è abbastanza recente nella storia dell’umanità, ma già forse vecchia se ne si considera l’evoluzione rapidissima.

Vediamone alcune date importanti:

1969: collegamento dei primi computer tra quattro università americane;
1971: la Rete Arpanet connette tra loro 23 computer;
1972: Ray Tomlinson propone l’utilizzo del segno @ per separare il nome utente da quello della macchina;
1980: primo “hack” della storia di Internet e sperimentazione sulla velocità di propagazione delle email;
1982: definizione del protocollo tcp/ip e del concetto di “Internet”;
1983: appaiono i primi server con i nomi per indirizzarsi ai siti;
1984: la Rete conta ormai mille computer collegati;
1985: assegnati i primi domini nazionali;
1987: a Internet sono connessi 10 mila computer. Il 23 dicembre viene registrato il dominio “cnr.it”, il primo con la denominazione geografica dell’Italia, ossia il sito del Consiglio Nazionale delle Ricerche;
1989: sono connessi a Internet 100 mila computer;
1993: apparizione del primo browser pensato per il Web;
1996: sono connessi a Internet 10 milioni di computer;
2000: gli utenti di Internet sono 200 milioni in tutto il mondo;
2008: gli utenti di Internet sono circa 600 milioni in tutto il mondo;
2009: gli utenti di Internet sono circa 1 miliardo in tutto il mondo;
2011: gli utenti di Internet sono circa 2 miliardi in tutto il mondo;
2015: gli utenti di Internet sono oltre 3,3 miliardi in tutto il mondo.

Un nodo cruciale che ha segnato il punto di svolta per l’esercizio del controllo, come vedremo, è stato il passaggio dal cellulare allo smartphone. Il telefono cellulare fu inventato da Martin Cooper, direttore della sezione ricerca e sviluppo della Motorola e fece la sua prima telefonata il 3 aprile 1973. Dopo dieci anni la Motorola decise di produrre un modello in versione commerciale dal costo di 4.000 dollari.

Il primo smartphone, chiamato “Simon”, fu progettato dalla ibm nel 1992 e commercializzato dalla BellSouth a partire dal 1993. Oltre alle comuni funzioni di telefono incorporava il calendario, la rubrica, l’orologio, il block notes, le funzioni email e i giochi, mentre per poter scrivere direttamente sullo schermo era disponibile un pennino. Come si può notare sia per Internet sia per la genesi storica dal cellulare allo smartphone, il tutto si è concentrato a cavallo degli anni Settanta: un’evoluzione vorticosa concentrata in circa quarant’anni di storia.

Se spostiamo poi lo sguardo al mondo dei Social Network, alcune cifre parlano da sole e sono impressionanti:

su Facebook sono attivi circa 500 mila utenti al secondo;
Facebook pubblica circa 41 mila post (messaggi di stato, condivisioni, immagini e così via) ogni secondo, mentre ogni minuto si cliccano 1,8 milioni di “mi piace” e 350 gb di dati passano per i server; ogni dieci secondi vengono caricati su YouTube più di 50 ore di video, in pratica il corrispettivo di circa 40 anni di contenuti al giorno; in un minuto vengono scambiati circa 278 mila messaggi su Twitter; su Instagram vengono postate circa 3.600 foto al secondo.

A questo scenario bisogna aggiungere che il numero dei siti continua a crescere: ne nascono, infatti, ogni minuto in media 571. Per quanto riguarda, invece, la registrazione dei domini, ogni 60 secondi ne vengono approvati in media 70. Sono, invece, circa 204 milioni le email spedite in media ogni minuto.

Ciò che a livello tecnologico oggi diamo quasi per scontato, in realtà ha una vita relativamente recente, sebbene sia stato in parte “profetizzato” da opere letterarie e film. Basti pensare, solo per citare alcuni esempi, a libri come 1984 di George Orwell e Il mondo nuovo di Aldous Huxley o alle pellicole cinematografiche come Minority Report o The Truman Show.

L’altro aspetto correlato al controllo è di natura giuridica e riguarda il deficit nell’ambito della normativa della privacy; ai proclami di tutela giuridica della privacy corrisponde, invece, un’erosione continua e impalpabile della stessa nella vita quotidiana. Da un lato, quindi, si spinge verso misure spesso eccessivamente rigide di tutela della privacy, mentre dall’altro si manifesta una costante e inesorabile strategia del controllo.

Un aspetto cruciale riguarda, quindi, il rapporto tra privacy e controllo; questi due elementi costituiscono un complicato sistema di vasi comunicanti strettamente dipendenti e non sempre o quasi mai in equilibrio.

I dati allarmanti che tracciano poi anche una direzione futura segnalano alcuni pericoli che sarà bene tenere in considerazione: spesso siamo tutti noi a fornire gli strumenti idonei per esercitare un controllo su noi stessi e in questo caso sul banco degli imputati c’è certamente la tecnologia. Pur di avere la comodità di determinati servizi che ci rendono la vita “più tecnologica” rinunciamo spontaneamente alla nostra privacy, forse senza nemmeno accorgercene, prestando il fianco alla possibilità remota o, spesso, alla certezza di essere controllati.

È in corso un avanzamento inarrestabile di questo processo. Il controllo e la sorveglianza sulla popolazione sono essenzialmente fenomeni sociali che incidono però profondamente sulla sfera personale. Si intrecciano, pertanto, una dimensione comunitaria e una individuale, influenzandosi reciprocamente. Basterebbe analizzare, per esempio, le ragioni per le quali ogni utente si iscrive a un Social Network: nella maggior parte dei casi è per spirito emulativo, ossia perché gli amici o i conoscenti l’hanno già fatto o perché se ne parla diffusamente.

Entrano in gioco alcune dinamiche descritte, per esempio, da Gustave Le Bon nel suo saggio Psicologia delle folle:

«Dal solo fatto di essere parte di una folla, un uomo discende da generazioni su una scala di civiltà. Individualmente, potrebbe essere un uomo civilizzato; nella folla diviene “barbaro” in preda all’istinto. […] Un individuo nella folla è un granello di sabbia fra altri granelli di sabbia, mossi dalla volontà del vento».

Le Bon fu il primo a studiare scientificamente il comportamento delle folle, cercando di identificare i caratteri peculiari e le tecniche per guidarle, suggestionarle e controllarle. Applicando un paradigma di studio scientifico derivato dall’approccio clinico, Le Bon ha utilizzato i concetti di contagio e suggestione per spiegare i meccanismi della folla che portano all’emergere dell’emotività, dell’istinto e dell’inconscio, altrimenti repressi nella sfera individuale.

Nella sua opera più famosa ha analizzato il ruolo delle masse in un’accezione negativa: la massa viene intesa come una forza di distruzione, priva di una visione d’insieme, indisciplinata e portatrice di decadenza, esaltando invece la minoranza come forza capace di creare. Nella sua visione la massa, permeata da sentimenti autoritari e d’intolleranza, crea un inconscio collettivo attraverso il quale l’individuo si sente deresponsabilizzato e privato dell’autocontrollo.

Secondo Le Bon, infatti, le folle sono influenzate da fattori che determinano le opinioni e le credenze quali fattori remoti e fattori immediati. I fattori remoti sono: la razza, le tradizioni, il tempo, le istituzioni politiche e sociali, l’istruzione e l’educazione. I fattori immediati, invece, si sovrappongono a quelli remoti e sono contingenti, ossia non stratificati nel corso del tempo e determinano, pertanto, le azioni attive delle folle nell’immediato. Tra questi ultimi, un posto importante è occupato dalle immagini, dalle parole e dalle formule.

Sono proprio questi gli elementi sui quali si fa leva per innescare i meccanismi del controllo. Se proviamo, infatti, ad analizzare le principali forme di controllo, queste si rifanno e utilizzano tali categorie.

La griglia concettuale proposta da Le Bon, dunque, può essere considerata un filtro interpretativo soprattutto della società ipertecnologica in cui stiamo vivendo.

Facebook, per esempio, utilizza proprio le parole e le immagini come elementi fondanti del suo funzionamento. Il controllo tramite le telecamere pubbliche, invece, utilizza le riprese video e quindi le immagini. Il controllo tramite la tecnologia RFID, che avremo modo di analizzare in maniera approfondita, utilizza il concetto di formula, ossia un meccanismo che regola una funzione ben precisa: se dispongo di un dispositivo di qualsiasi natura con un RFID posso pagare istantaneamente passando la mia tessera vicino all’apposito lettore, ma allo stesso tempo saranno facilmente rintracciabili le mie transazioni finanziarie.

Attualizzando il pensiero di Le Bon, dunque, la massa stratifica le proprie opinioni seguendo schemi ben precisi e collaudati che dipendono da fattori endogeni ed esogeni, alcuni standardizzati e altri modificabili.

Con gli studi di Le Bon viene attualizzato e reso moderno il rapporto delle folle con l’entità sovraordinata che dovrebbe gestirle. Una comunità ha una connotazione precisa ed è strettamente legata al concetto di nazione, ossia ha una certa identità che si coagula intorno ai concetti fondanti proprio dello Stato. La folla, invece, non è identitaria e non è facilmente governabile e identificabile dalle strutture statali che seguono invece logiche e dinamiche particolari.

Nel Novecento, in particolare, le folle si sono sostituite progressivamente alle comunità. In questo passaggio e in questa mutazione genetica della società risiede il seme del cambiamento anche delle forme di controllo esercitate dal Leviatano.

Uno schema, evidenziato nel libro La società postpanottica di Massimo Ragnedda, può riassumere in maniera esaustiva i punti chiave che hanno determinato i passaggi verso la situazione attuale:

Premodernità Modernità Postmodernità
Autocentrato Eterocentrato Extracentrato
Capo tribù, famiglia o signore feudale Stato nazione Multinazionali
Norme e sanzioni imposte dalla tribù Norme e sanzioni imposte dallo Stato Norme imposte dalle multinazionali e sanzionate dagli Stati
Soggettivo Oggettivo Virtuale
Personificato dal capo tribù Personificato dallo Stato Avvicinamento virtuale dello Stato al cittadino ma in mano alle multinazionali
Evidente e assoluto Evidente ma non assoluto Non evidente ma potenzialmente assoluto
Autarchico e legittimo Centrale e legittimo Decentrato e illegittimo
Tradizione (sguardo orientato al passato) Giurisprudenza (sguardo orientato al presente) Previsione (sguardo orientato al futuro)

La postmodernità è lo scenario nel quale germogliano e crescono in maniera impressionante il controllo e la sorveglianza delle persone. L’epoca verso la quale stiamo correndo in maniera folle e spesso sconsiderata è l’immediata conseguenza della modernità e della sua crisi. Questo concetto risulta centrale: la postmodernità nasce già intrinsecamente nella sua essenza come involuzione della modernità e come decadenza culturale, politica, sociale ed economica di essa.

La cornice di riferimento è la nascita di quella che Bauman ha definito come “società liquida”.

L’elemento fondamentale è l’incertezza. Questo sistema crea effetti particolari e unici: la globalizzazione, l’industria della paura, lo smantellamento delle sicurezze e una vita liquida sempre più frenetica e costretta ad adeguarsi alle attitudini del gruppo per non sentirsi esclusi. Dai rifiuti industriali si passa così ai rifiuti umani.

L’esclusione sociale elaborata da Bauman non si basa più sull’estraneità al sistema produttivo o sul non poter comprare l’essenziale, ma sul non poter comprare per sentirsi parte della modernità. Secondo Bauman il povero, nella vita liquida, cerca di standardizzarsi agli schemi comuni, ma si sente frustrato se non riesce a sentirsi come gli altri, cioè se non riesce a sentirsi accettato nel ruolo di consumatore. In tal modo, in una società che vive per il consumo, tutto si trasforma in merce, incluso l’essere umano. La società, pertanto, crea i rifiuti dai prodotti in eccesso e i rifiutati come individui di scarto per il mancato processo di omologazione.

Ecco che avanza il postmodernismo caratterizzato da un’economia estesa globalmente, invasa dalla pubblicità e della televisione che agiscono come fattori condizionanti e costellata da un enorme flusso di notizie ormai incontrollabili provenienti dal Web.

Cerchiamo di fare uno sforzo di immaginazione: in questa cornice appena descritta proviamo a dipingere un quadro di una società a metà strada tra il romanzo 1984 e la pellicola Minority Report, entrambi nella doppia versione romanzata e cinematografica.

Proviamo a immaginare una vita senza privacy, una vita trasparente dove ognuno può sapere tutto di ogni singolo individuo. Un incubo dove tutto viene tracciato e registrato da quando uno mette il piede fuori dal letto fino a quando lo rimette dentro. In mezzo un’intera giornata dove ogni azione, o quasi, lascia una traccia indelebile. Il cellulare, il navigatore satellitare, il computer, le telecamere, il bancomat: ogni singolo momento è monitorato.

Qualcuno potrebbe scandalizzarsi, gridando all’esagerazione. È curioso invece notare come ci siano alcune situazioni reali che, spesso, vanno ben oltre quelle prospettate nelle trame narrative di Orwell o Huxley.

Tutto questo non può essere vero perché in fondo la nostra vita negli ultimi quarant’anni è sicuramente migliorata: questo scenario può essere solo frutto della fantasia, non può essere la realtà.

Invece, non è così: la realtà potrebbe superare la fantasia.

FONTE https://www.macrolibrarsi.it/speciali/introduzione-il-grande-fratello-ci-guarda-libro-di-giuseppe-balena.php

Giuseppe Balena nato a Matera nel 1975. Vive e lavora a Ferrandina (MT) come giornalista, scrittore e comunicatore web. Laureato nel 2001 in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Bari. Da luglio 2015 è redattore per la rivista «Mistero» dell’omonima trasmissione televisiva di Italia Uno. Già redattore per testate giornalistiche cartacee e online.

Fonte attiva diretta: http://www.nogeoingegneria.com/

Almanacco di gennaio 2017

INDIA: LA “MANINA” USA DIETRO LA GUERRA AL CONTANTE

Di Maurizio Blondet

raghuran-rajanEsiste un segretariato dell’ONU, United Nations Capital Development Fund (UNCPD) di cui pochissimi conoscono l’esistenza. Ma lo conoscono bene Master Card Foundation e la Bill and Belinda Gates Foundation, perché ne sono divenuti i più generosi donatori. Il motivo: l’UNCPD è la centrale ideologica occulta del progetto di abolizione mondiale del contante. E’ l’ente – con Bill Gates e le finanziarie che emettono carte di credito, come Master Card – del crudele esperimento sociale che ha luogo in India, la prima cashless society a spese di un miliardo di poveri, che non hanno, ne possono avere, un conto in banca. Ricostruire chi e come ha indotto quell’esperimento in corpore vili, è un istruttivo compendio dei metodi con cui gli interessi americani si impongono dietro le quinte. Continua QUI

Bauman: addio umanità, schiavizzata da un’élite di parassiti

timthumb-php«Le opere di Bauman, che, per quanto fortunate editorialmente, sono state cibo per pochi, purtroppo, sono un tesoro cui attingere per comprendere le ingiustizie del tempo presente, denunciarle, e se possibile, combatterle». Così Angelo d’Orsi ricorda su “Micromegaall’indomani della sua scomparsa, il grande sociologo polacco Zygmunt Bauman, massone progressista e celebrato teorico della “società liquida”: «Il messaggio che ci affida è appunto di non smettere di scavare sotto la superficie luccicante del “mondo globale”, come ce lo raccontano media e intellettuali mainstream, che non solo hanno rinunciato al ruolo di “legislatori”, trasformandosi compiutamente in meri “interpreti”, ossia tecnici, ma sono diventati laudatores dei potenti».

Nato a Poznan nel 1925, Bauman aveva attraversato il “tempo di ferro e di fuoco” dell’Europa fra le due guerre, «tra nazismo, stalinismo, cattolicesimo oltranzista, antisemitismo». Di origine ebraica, «si era allontanato dalla sua terra, per sottrarsi proprio a una delle tante ondate di furore antiebraico, che da sempre la animano». Era stato comunista militante, poi allontanatosi dal marxismo canonico, fino alla “scoperta” di un grande italiano, Antonio Gramsci, «che lo aveva aiutato a leggere il mondo con occhi nuovi», rispetto alla vulgata marxista-leninista e alle scienze sociali angloamericane. Continua QUI

PIG PHARMA

 pigLa crociata forcaiola contro chi mette in discussione l’utilità dei vaccini ha raggiunto il diapason con la decisione del ministro Lorenzin di rendere gratuite le salvifiche punture esentandole dal ticket. È davvero un mistero questa faccenda. Solo pochi giorni fa avevano spiegato che non c’è alcuna emergenza vaccini, benché taluni scrivano libri e tengano convegni per arruolare altre truppe da mandare al fronte contro i malnati-genitori-obiettori-di-coscienza. Ma prescindiamo. Nonostante il fenomeno sia evidentemente montato ad arte e mediatico, la ministra ci è cascata.

In un periodo in cui cade a tocchi la sanità pubblica e i partiti (soprattutto di sedicente sinistra) non vedono l’ora di smantellarla per consegnarla al lucro speculativo del privato, ecco che – tra tutte le prestazioni ben più importanti e necessitanti di uno sgravio di prezzo – i palazzi del potere ci regalano i vaccini per i bambini. Ma l’ha detto la comunità scientifica internazionale, sapete. Eh, sì! Amici miei, parliamo di roba grossa, cioè dei detentori di quelle conoscenze esoteriche su come va il mondo; autori autorevoli e autoritari con i quali non possiamo metterci a discutere perché la scienza non è democratica. E noi siamo dei cretini di ritorno senza diritto di parola. Continua QUI

Meningite: epidemia di un business…

Marcello Pamio – 9 gennaio 2017

Toscana sempre sul podio

Nella nota regione rossa del piddì accadono le cose più incredibili: dal burattinaggio dell’ex premier, ai bambini vegani malnutriti (che vegani non lo sono mai) tutti ricoverati al Meyer di Firenze, per arrivare alle stranissime epidemie di meningite…

Andiamo per ordine altrimenti non è possibile seguire il filo rosso.

Menarini Industrie

A Firenze ha sede la Menarini Industrie Farmaceutiche Riunite.

Anche se pochi la conoscono stiamo parlando della prima azienda farmaceutica italiana con 16.600 dipendenti, 14 stabilimenti produttivi nel mondo e vendite in 100 Paesi.

Il fatturato della società gestita della famiglia Aleotti supera i 3,3 miliardi di euro all’anno.

La famiglia ha avuto qualche problema giudiziario, visto che il tribunale di Firenze ha condannato a 10 anni e 6 mesi Lucia Aleotti, presidente della società, e a 7 anni e sei mesi il fratello Alberto Giovanni, vicepresidente, a conclusione del processo che li vedeva a giudizio per accuse di frode fiscale, riciclaggio e corruzione. Alla società infine sono stati confiscati oltre un miliardo di euro. Continua QUI

Disastro Minniti-Gentiloni in Libia:  una politica estera allo sbando

by Federico Dezzani

 ed-img8974887-675x423-220x150Ma per l’Italia è preferibile un governo nel pieno dei poteri o il vuoto istituzionale? A giudicare dai primi passi in politica estera del governo Gentiloni, sembrerebbe più conveniente un esecutivo vacante: i danni inflitti al Paese sarebbero minori. Tipico è il della Libia, dove il “governo-fotocopia” di Matteo Renzi, indissolubilmente legato all’era di Barack Obama ed incapace di adeguarsi ai mutamenti in corso, si ostina ad appoggiare l’effimero governo d’unità nazionale di Faiez Al-Serraj, un fantoccio angloamericano che controlla a stento qualche palazzo di Tripoli. L’insediamento di Trump, isolazionista ed interessato a trovare un modus vivendi con la Russia, spianerà al generale Khalifa Haftar che, sostenuto da Mosca e dal Cairo, si candida a diventare il nuovo dominus della Libia, relegando così ai margini l’Italia. Continua QUI

LA CIA E’ DIVENTATA UNA AGENZIA DI BARZELLETTE

cia Cosa succede nel mondo? Il 2016 ha lasciato in eredità alcuni importanti cambiamenti geopolitici che il 2017 necessariamente consoliderà. La vittoria dei sostenitori dell’uscita della Gran Bretagna dalla Ue e la sorprendente sconfitta del candidato dell’establishment Hillary Clinton a vantaggio dell’istrionico Donald Trump provano l’avvenuto mutamento di equilibri che sembravano granitici. Il vecchio sistema, quello che ha costruito, diretto e pianificato una globalizzazione affamante e assassina è all’angolo, ma non ancora sconfitto.

Troppi sono i segmenti di potere che resistono con le unghie e con i denti affinché nulla cambi. Il mondo di oggi, fondato su un libero commercio che alimenta diseguaglianze insostenibili, è perfettamente funzionale agli interessi di una élite apolide che controlla in maniera soffocante il sistema finanziario, il flusso delle notizie e i servizi segreti.

A proposito, avete notato come la Cia abbia divulgato un risibile resoconto in grado di svelare le pressioni e le influenze degli hacker russi finalizzate a favorire l’elezione di Trump? La Cia, istituzione che da sempre fomenta in ogni angolo del pianeta insurrezioni contro i rappresentanti di Paesi che perseguono politiche contrarie agli interessi americani, ha il coraggio di puntare il dito contro qualche “smanettone” presuntivamente affascinato da Putin.

Ma vi rendete conto della spregiudicatezza di una operazione di bassa cucina partorita da una agenzia di intelligence che nel recente passato, in combutta con gli 007 inglesi, costruiva di sana pianta allarmi inesistenti riguardanti le famose “armi di distruzioni di massa” nella immaginaria disponibilità del pericolosissimo Saddam? Con buona pace del direttore della Cia John Brennan, non è Trump che “mette in pericolo la sicurezza degli Usa”; sono semmai alcuni riservati cenacoli massonici sovranazionali, legati a doppio filo proprio alle principali agenzie di intelligence, a minare la stabilità del mondo intero.Continua QUI

L’impero atlantico della menzogna, un esercito di professionisti mercenari dell’informazione

di Marcello D’Addabbo

0-21158In Germania il caso Ulfkotte è ormai esploso in tutta la sua enormità. Nei talk show risuonano le parole del corrispondente esteri del più prestigioso quotidiano tedesco, “Frankfurter Allgemeine Zeitung«per diciassette anni sono stato pagato dalla CIA, io e altri centinaia abbiamo lavorato per favorire la Casa Bianca»

Questo è l’inquietante quadro descritto nel libro che Udo Ulfkotte ha da poco pubblicato in patria dal titolo eloquente: Giornalisti comprati. Il libro descrive il controllo dei media tedeschi, e occidentali in genere, attraverso una fitta rete di corruzione e di pressioni esercitate da parte degli americani mediante apparati di intelligence, ambasciate Usa, fondazioni, lobby e istituzioni atlantiste (sono citate tra le tante il Fondo Marshall, l’Atlantic Bridge e l’Istituto Aspen). Continua QUI

La verità dei media alternativi di internet che nessuno vuole ascoltare (parte 2)

comp-1_000005Nella prima parte di questo articolo la veritàche nessuno vuole ASCOLTARESU GLI ALTERNATIVI MEZZI DI INTERNET (I), abbiamo spiegato le ragioni per le quali i media alternativi sono diventati un meccanismo di controllo psicologico, appositamente progettato per incanalare gli individui “pericolosi per il potere”, cioè coloro che non seguono le correnti di pensiero del sistema maggioritario.

Inoltre abbiamo indicato la più che possibile esistenza di una rete globale coordinata di media alternativi e diretti dagli Stati Uniti e gli anglo – sassoni mondiali in generale, la cui funzione principale sarebbe di generare la corrente principale , il “pensiero alternativo” controllato, che riunisce gli individui sparsi che cercano risposte, qualcosa che potrebbe essere descritto come un enorme “gregge alternativo , ” guidato da pastori eretti in “guru verità e risveglio”. Continua QUI a leggere l’articolo in lingua spagnola.

Come i globalisti predicono il tuo comportamento

by Brandon Smith

crystalball1I globalisti sembrano avere un’ossessione globale per la raccolta dei dati. Come abbiamo visto con le rivelazioni provenienti da più governi delatori, l’istituzione passa la maggior parte del suo tempo, energia e manodopera nella raccolta di informazioni non solo su minacce note per la loro supremazia, ma le informazioni di tutti attraverso protocolli di sorveglianza FISA-based. Questo perché l’istituzione vede ogni individuo come una potenziale minaccia.

Così, il sistema, senza mandato, è programmato per raccogliere dati da ovunque, non necessariamente da analizzare sul posto, ma da analizzare successivamente nel caso in cui una persona specifica sale a un livello che pone danno alla legittima struttura di potere globalista.

C’è stato un tempo non molto tempo fa, quando questo concetto è stato considerato dal mainstream “teoria della cospirazione”, ma con esposizioni multiple da Wikileaks a Edward Snowden è ormai risaputo che il governo (e i globalisti) spia su di noi in massa. Tuttavia, non credo che molte persone capiscano le implicazioni e/o più usi per questa completa e spettrosa sorveglianza. Questo è il motivo per cui a volte si sente dire che “se non stai facendo niente di male, allora non hai niente di cui preoccuparti …” Continua QUI l’articolo in lingua inglese.

l’Apatia del Cittadino

Perché Non Serve un Presidente  

di Gary ‘Z’ McGee
Traduzione di Anticorpi.info
 

“E’ risaputo che chiunque brami di governare la gente sia anche – ipso facto – inadatto a farlo. Quelli che riescono a farsi eleggere non dovrebbero in alcun caso governare.”
Douglas Adams
 

Per quanto competente, degno o saggio possa essere, a nessun essere umano dovrebbe essere permesso di avere il ‘potere’ di cui attualmente gode un presidente. Il potere può spezzare le personalità più forti. 

L’ironia qui è che nessuno che insegua una simile carica dovrebbe essere eletto, in quanto è molto probabile che sia una persona corrotta o corruttibile. Inebriati dai privilegi del potere, dalla bramosia di controllo, coloro che sgomitano per ottenere il potere sono anche i meno adatti a gestirlo. Matematico. 

Certo, lì fuori potrebbero esserci delle eccezioni. Ma è altamente improbabile. Potrebbe esserci un Harry Potter disposto a distruggere la Bacchetta di Sambuco per sfuggire alla corruzione del suo potere. Ma è molto difficile. Chi riesce a superare i luoghi comuni dell’eroismo mitologico comprende che il cosiddetto ‘potere’ è semplicemente una responsabilità troppo gravosa da gestire, sia per i singoli individui che per gruppi di individui. 

Ciò premesso, vado ad elencare sette buone ragioni per cui non abbiamo bisogno di un presidente. 

1 – Il Potere Corrompe

“Il potere corrompe. Il potere assoluto corrompe assolutamente” Lord Acton 

E’ questa, la principale ragione per cui un presidente non ci serve. Semplicemente, l’uomo medio non è in grado di gestire il potere. Come osservò Abraham Lincoln: “Quasi tutti gli uomini sopportano le avversità, ma se vuoi scoprire il vero carattere di un uomo, dagli il potere.” 

Il Potere ‘sano’ autorizza gli altri; non ha bisogno di barricarsi dietro le proprie esclusive facoltà, ma rinuncia ad esse. Si diffonde. Espia se stesso. Autorizza gli altri. 

Non ci serve un presidente potente, ma molti leader che abbiano compreso la natura del potere. Non abbiamo bisogno di un presidente per le stesse ragioni per cui non abbiamo bisogno di leader intenti a fare proseliti. Abbiamo bisogno di leader che allevino nuovi leader di caratura superiore. Sia dannata l’Autorità; sia dannata la Gerarchia. L’unica cosa che conta è la prevenzione della corruzione del potere, perché la corruzione conduce sempre alla tirannia. 

Viene concesso troppo potere ai presidenti. Questa è la linea di fondo. E alla lunga tale potere finisce per danneggiare la gente. Ed infatti eccoci qui: alla fine siamo scivolati in un contesto storico in cui la corruzione dilaga all’interno di un sistema elefantiaco e malsano basato sulla vessazione e l’inganno. E le urne elettorali traboccano dei voti miopi delle persone prone. 

2 – La Presidenza, Legittima il Potere Obsoleto dello Stato

“La Grande Menzogna è che questa sia civiltà. Non c’è alcunché di civile. E’ letteralmente il sistema più brutalizzante ed assetato di sangue mai imposto su questo pianeta. Questa non è civiltà, questa è la Grande Menzogna. Oppure, ammesso e non concesso che questa sia civiltà, allora la Grande Menzogna è stata far credere che la civiltà sia per noi un beneficio.” John Trudell 

Lo stato: una massa di paranoia ed ignoranza che nel tempo si è coagulata nella più mostruosa egregora mai concepita dal pensiero umano. Lo stato: miliardi di persone impegnate a sgomitare tra loro in mezzo alle miserie della violenza gerarchica. Lo stato: un’entità inquietante che ha un solo modo di rapportarsi ai cittadini: bastone e carota. Lo stato: il concetto di potere che si dilata, ingrassa e prolifica sull’inganno (disumano) della mercificazione umana. O, come affermò Nietzsche:

“Si chiama Stato il più gelido di tutti i mostri. Esso è gelido anche quando mente; e questa menzogna gli striscia fuori di bocca: Io, lo Stato, sono il popolo”. Friedrich Nietzsche 

Purtroppo, la dilatazione dello Stato ha comportato l’erosione delle libertà individuali. Una struttura piramidale che ha neutralizzato il potere e la libertà individuale, la cui tutela dovrebbe venire prima di qualsiasi altra cosa. Questo significa che è necessario un crollo sistematico, dall’alto verso il basso. Il crollo inizierà quando la maggioranza riuscirà a superare una serie di concetti obsoleti, tra cui quello secondo cui avremmo bisogno di un presidente. 

3 – L’Anarchia è Preferibile a Qualsiasi Altra Forma di Governo

“Le persone per bene non hanno bisogno di leggi che le obblighino ad agire in modo responsabile, mentre quelle malvagie trovano sempre un modo per aggirare le leggi.” Platone 

L’anarchia non gode di una buona reputazione. Ciò è dovuto in larga parte alle false accuse inventate e diffuse dagli statalisti con il cervello ridotto in pappa dalla propaganda.

L’anarchia è semplice come il buon senso. Letteralmente significa: nessun padrone, nessun governante. Non significa: nessuna regola. Significa attenersi semplicemente alle leggi naturali (legge cosmica, buon senso, principio di non-aggressione, ecc), piuttosto che obbedire a miriadi di regole e leggi concepite da esseri umani fallibili.

La cieca obbedienza è il problema, il bug che si manifesta in qualsiasi governo che cada tra le grinfie corrotte dello statalismo. La cieca fedeltà ad un presidente non può che rappresentare un ostacolo per qualsiasi essere umano che cerchi di affrancarsi dalla tirannia di governanti e padroni. 

4 – La Democrazia Orizzontale E’ Preferibile alla Democrazia Rappresentativa

“Nulla è più difficile del modificare l’ordine delle cose; chi ci prova si troverà contro tutti coloro che traggono profitto dal vecchio sistema.” Machiavelli 

Il nostro non è un problema di contrapposizione tra democratici e repubblicani. Quella è solo una trappola fatta di fumo e specchi; l’ennesimo espediente finalizzato a mantenere le persone divise, così da rafforzare il ruolo del governo ogni volta che assume decisioni sbagliate. 

No. Il vero problema non è la fazione opposta, ma il sistema stesso. La vera battaglia da combattere è quella contro un sistema corrotto, non contro i nostri pari. Questo tipo di lotta richiede una tattica diversa. Lo scopo qui non è vincere, ritirarsi oppure ottenere vendetta, ma creare qualcosa di differente. 

Contribuendo alla propaganda bipartisan non facciamo che peggiorare le cose. La vera democrazia, la democrazia orizzontale, non funziona in questo modo. Come ebbe a dire JFK: Non cerchiamo la risposta repubblicana o la risposta democratica, ma la risposta giusta. E la risposta ‘giusta’ non può che prefiggersi di smarcare la libertà individuale dallo schematismo del bipartitismo rappresentativo. 

5 – Abbiamo Bisogno di Leader Virtuosi, Non di Gente Assetata di Potere

“Sei un discepolo perché i tuoi occhi sono ancora chiusi. Il giorno che li aprirai, vedrai che non vi è alcunché che tu possa imparare da me o chiunque altro. A cosa serve un maestro? A mostrarti l’inutilità di averne uno.” Anthony de Mello 

Dare il buon esempio sarà sempre preferibile a far valere le leggi con la forza. Solo gli esempi virtuosi sono in grado di alimentare la fioritura dello spirito umano. Mentre la tirannia ostacola questo processo. I veri leader non hanno bisogno di seguaci. Non hanno neanche bisogno del potere. Si limitano a fornire un esempio virtuoso e a scivolare fuori dalle lusinghe del potere come un serpente scivola fuori dalla propria stessa pelle. 

Ora come ora il profilo tipico di chiunque cerchi di diventare presidente, è sempre contraddistinto da una marcata vocazione autoritaria. E questo è un altro grande motivo per cui non abbiamo bisogno di un presidente. 

6 – Il Potere del Presidente Rispecchia l’Apatia del Cittadino

“La scomparsa del senso di responsabilità è la più vasta conseguenza della sottomissione all’autorità.”Stanley Milgram 

Una comunità auto-governata tende ad essere attiva. Una comunità sottomessa ad una gerarchia di potere tende ad essere apatica, politicamente miope e civilmente inerte. Abbiamo un’intera nazione che ormai si è abituata ad interpretare il ruolo della vittima imprigionata in una feroce spirale di dipendenza ed obbedienza. 

Avere una cittadinanza sveglia è quasi impossibile in queste condizioni di barbarie culturale e mediatica. Dobbiamo avere il coraggio di ribaltare la situazione, capovolgere la potenza dinamica, riprenderci il potere che ci fu sottratto da questo obsoleto sistema di comando. E’ assurdo sperare che dopo aver consegnato il nostro potere nelle mani di qualcuno, costui un giorno ce lo restituisca volontariamente. 

7 – La Nostra Evoluzione è Ostacolata dalle Obsolete Forme di Governo.

“Che cos’è questa rivoluzione interiore? Questa rivoluzione frantuma le vecchie e ripetitive e mortifere strutture di pensiero e di percezione in cui l’umanità si ritrova intrappolata. Una tale rivoluzione richiede un continuo svuotamento delle vecchie strutture di coscienza e la nascita di una vita ed intelligenza fluida. Questa intelligenza ristruttura tutto il nostro essere-corpo, la nostra mente, la nostra percezione. Questa intelligenza libera la mente dalle vecchie strutture radicate nella coscienza umana.” Adyashanti 

Libera evoluzione significa rivoluzione sana. All’esperienza umana deve essere concesso di fluire e rifluire attraverso il tempo tra gli errori ed i tentativi. Se i tentativi e gli errori si trasformano in leggi e controllo, è una rovina per l’evoluzione umana. Come intuì James Russell Lowell: “Il tempo rende rozze le cose vecchie.” 

Dunque spetta a noi ricordare gli errori dei nostri antenati per non ripeterli; imparare da essi ed usarli come pietre miliari da cui ripartire per raggiungere qualcosa di più sano. Questo può voler dire contrapporre l’anarchia alla cosiddetta ‘morale’ dello Stato, ed un appassionato amore per la libertà alle costrizioni dello status quo. 

Un giorno Aldous Huxley disse che “la più importante delle lezioni insegnate dalla Storia, è che l’umanità non impara niente dalle lezioni della Storia.” Ci conviene tenere bene a mente questo concetto e darci da fare affinché tali strutture obsolete cessino di ostacolare la buona salute e l’evoluzione della nostra specie. Il concetto mal concepito secondo cui avremmo bisogno di un Presidente, fa parte di quelle strutture obsolete, strutture da accatastare e dare alle fiamme. Burn, Baby Burn! E già che ci siamo, gettiamo nella pira anche la Corona imperiale inglese. 

Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito Waking Times

Link diretto: http://www.wakingtimes.com/2016/08/30/7-reasons-not-need-president/ 

Traduzione a cura di Anticorpi.info

Fonte: LINK