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BAMBINI: unici e irripetibili

 Dedicato ai miei nipoti, nonno wlady 

CONOSCERE PER VIVERE  

Cari bambini che state andando a scuola, tutti nasciamo in un mondo già fatto, ed è naturale che per viverci dentro dobbiamo conoscerlo bene. 

La nostra adolescenza e la nostra giovinezza vengono in gran parte spese a capire dove siamo ospitati. Infatti, tutto quanto sfugge alla nostra comprensione rimane estraneo alla vita e non possiamo giovarcene. Non solo: se questa curiosità non viene nutrita, se ignoriamo il Sapere, rischiamo di prendere in continuazione fischi per fiaschi, cioè di essere puntualmente delusi nelle aspettative. 

Quindi la conoscenza è fondamentale alla nostra esistenza. 

Il mondo si svela piano piano e, di concerto, noi ci sveliamo a noi stessi e miglioriamo. Purtroppo nella nostra caotica, massificata, e spesso confusa società, molte cose ci distraggono, ci assordano, lasciandoci di rado soli con noi stessi.  

Ci riconosciamo in gruppo, insieme andiamo a scuola, ai concerti, alle feste, in vacanza. Così, col tempo, abbiamo l’impressione di esistere solo in funzione di come gli altri ci vedono e ci giudicano.  

E questo non va bene perché nel fondo può catturarci uno strano senso di vuoto, di solitudine, di smarrimento. Insomma ogni tanto bisognerebbe guardarsi allo specchio e riconoscersi per unici e irripetibili, diversi dagli altri.  

L’uomo per questo, ha inventato uno strumento preziosissimo: la scrittura. Chi scrive altro non fa che verbalizzare ciò che ha dentro, non fa che mettere ordine nei suoi pensieri e nei suoi sentimenti. Non fa cioè che immagazzinare informazioni dentro una originale visone del mondo.  

Scrivere ci fa crescere, e anche leggere ci fa crescere, perché gli scrittori offrono altri sguardi sul nostro vivere. Si va più lontano con la scrittura se contemporaneamente si legge qualche libro. Così, conoscendo meglio noi e quel che ci circonda, si vive con più distacco e con più passione.

BAMBINI  

I bambini li stanno facendo diventare antipatici per la prosopopea retorica e demagogica da cui vengono letteralmente soffocati. Ad accarezzarne uno per strada si rischia il linciaggio, tranne poi vederli diventare grandi e pronti a loro volta al linciaggio.  

Diventano antipatici come l’erbetta dei prati che non si può più calpestare: inavvicinabili come la Gioconda; protetti come i panda; sott’olio come i carciofini. Guai a chi lancia loro qualche urlaccio di contadina memoria, gui a turbarne l’equilibro scontentandoli. 

Li spingono a guardarti dal basso in alto con occhi quasi di sfida, e alla fine il modo migliore per non creare loro problemi è far finta di non vederli.  

I bambini in quanto tali, sono oggi una categoria interclassista, la loro condizione di possibile vittime della crudeltà adulta cancella ogni differenza: il poverissimo niño brasiliano, l’affamata creatura africana, il ragazzino per bene che va in piscina appartengono alla stessa specie da proteggere perché i loro nemici sono tanti e vestono panni diversi a seconda del luogo nel quale vivono.  

Questo è vero, ma una visione così riduttiva e generalizzata dalla questione (non certo nuova), invece di promuovere soluzioni concrete, non fa che aprire le inutili porte del cuore e dar voce ai sentimenti più lacrimevoli e ipocriti, a innondare la televisione di vuoti appelli a mielose trasmissioni interrotte con la pubblicità dei giocattoli e delle costosissime scarpe da tennis perché i genitori, catturati dalla paura del senso di colpa, vengano presi dall’impulso di far contenti i loro piccoli acquistando per loro qualcosa di utile e piacevole.  

Tutti i bambini sono buoni e bravi, anche quelli viziati, quelli dispettosi, quelli stupidi. Sono innocenti per definizione. Anche questo è vero. Però c’è da chiedersi quale pedagogia è possibile quando viene svuotato il senso della responsabilità personale e della diversità tra individui.  

Quante volte infatti, oggi, un genitore che assiste a una malefatta del figliuolo se ne sta zitto e va a cercare le colpe in sé stesso, nel suo rapporto con il consorte e con la prppria famiglia? 

Sembra che non veda l’ora di colpevolizzarsi per continuare ad inseguire una prospettiva diversa, una impossibile svolta nella propria vita e quella di chi gli sta intorno.  

L’enfatizzazione, in realtà, rimove ogni conflitto, giacché da sola basta a mettere a posto la coscienza. Commuoversi davanti a un appello per la condizione di schiavi cui sono realmente ridotti molti bambini del pianeta soddisfa e tranquillizza gli animi. 

Alcuni adirittura, organizzando concerti e trasmissioni, simposi e convegni, guadagnano fama e soldi nel cercare di commuovere il prossimo sul ricattatorio tema dei bambini. Che lontani dalle nostre lacrime continuano imperterriti a morire di fame, a essere trattati come cavalli da soma, a essere brutalizzati dall’orrore del turismo sessuale. 

Ogni giorno nel mondo 8 mila bambini muoiono di fame 

Ogni giorno nel mondo scompaiono 22mila bambini 

Nel mondo sono più di 220 milioni i bambini abusati sessualmente, senza parlare del traffico di organi che va oltre ogni immaginazione.

Tratto dalle mie letture di Vincenzo CeramiPensieri Così

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Un numero crescente di genitori ha ammesso ai ricercatori di aver perso il controllo delle abitudini online dei propri figli.

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Il 2019 secondo Isaac Asimov

 

 Le sconcertanti predizioni di Isaac Asimov per l’anno 2019

dal Sito Web PijamaSurf 

traduzione di Nicoletta Marino  

Versione originale in spagnolo  

Versione similare in inglese 

Nel 1984, anno emblematico, il veggente Isaac Asimov ha fatto un esercizio di profezia per l’anno 2019 e i suoi pronostici sono stati sorprendentemente avvenuti.

Isaac Asimov è uno degli autori più celebri della fantascienza, in particolare di quella detta “epoca d’oro del genere” cioè la seconda metà del XX secolo, quando visse in concomitanza con scrittori come

  • Ray Bradbury
  • Stanisław Lem
  • Ursula K. Le Guin,

…fra i tanti.

Asimov fu un autore il cui stile si basò soprattutto sulla sua conoscenza enciclopedica, che nel caso delle sue opere letterarie, fu fondamentale per immaginare universi interi, panificati fino al minimo dettaglio, che anche se con una fantasia tra le più stravaganti, offrono al lettore le verosimiglianza e lo sconcerto necessario per rendere piacevole la lettura.

Questa erudizione, che si espresse nello scrivere quasi 500 libri con diverse satire, rese Asimov anche un lucido intellettuale, capace di capire il divenire umano e le contraddizioni della nostra natura e della nostra storia.

Con questo spirito, nel 1964 lo scrittore inviò un articolo a The New York Times dal titolo “Visita La Fiera Mondiale del 2014”, dove aveva immaginato come sarebbe stato il mondo 50 anni dopo.

19 anni dopo, all’inizio del 1984 (altro anno emblematico per la fantascienza) Asimov ripeté questo esercizio di immaginazione profetica, questa volta per la rivista The Star (Isaac Asimov wasasked by ‘The Star’ 35 Years ago to Predict the World of 2019 – Here is what heWrote), e descrisse il mondo come egli supponeva avrebbe potuto essere nel 2019.

Lo scrittore iniziò le su predizioni con una premessa necessaria, che col senno di poi si dimostrò vera:

Gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica avrebbero evitato di fare una guerra nucleare, poiché questo avrebbe voluto dire avere una situazione di “miseria globale”.

Dopo questo punto, si dedicò ad altri due assi che a suo parere avrebbero dominato il futuro:

  • la “computerizzazione” della vita
  • l’utilizzo dello spazio esterno

“I computer sono diventati essenziali ai governi delle nazioni industrializzate e per l’industria mondiale, e adesso stanno iniziando a trovare il loro posto nelle case”, scrisse Asimov con una notevole perspicacia, notando già in quell’anno che quei dispositivi sarebbero divenuti indispensabili per l’essere umano.

Asimov intese questa dipendenza dai computer come un effetto della complessità acquisita dalle società moderne a cui il sistema computerizzato offre una certa possibilità di ordine o almeno di non cadere nel caos.

Per questo secondo lo scrittore nel futuro delle società

“richiederanno con veemenza i computer come adesso fanno per le armi”.

Comunque, l’autore di “Io, Robot” intravide anche il fatto che detta tendenza informatica avrebbe trasformato radicalmente l’idea di lavoro con la quale l’essere umano aveva vissuto negli ultimi anni e di conseguenza, informatizzare la vita, “avrebbe distrutto le nostre menti”

…in particolare quelle di coloro che per molti anni si erano sforzati di trovare un equilibrip nel lavoro realizzato che giustamente i computer avrebbero rotto.

Per quanto riguarda il lavoro, Asimov seppe intravedere che i computer e l’informatica “rendono automatici” diversi processi dell’esistenza, che per il loro carattere meccanico e routinario possono essere realizzati da macchine e robot.

In questo senso, lo scrittore suppose che molti lavori relativi all’assemblaggio o ripetitivi, sarebbero scomparsi. In cambio, per questo contesto sarebbe stata necessaria una ampia educazione dei processi computerizzati.

Quindi per Asimov questo sarebbe stato uno dei cambiamenti fondamentali per il modo di educare le nuove generazioni, una specie di “alfabetizzazione computerizzata” alla quale avrebbero aspirato intere popolazioni.

In questo senso, lo scenario sarebbe simile a quello della Rivoluzione Industriale del secolo XIX e la necessità che portò con sé di una grande quantità di persone educate in maniera elementare, minimo col saper leggere e scrivere, il che diede luogo alla nascita della nozione di educazione pubblica.

Insomma, per Asimov la particolarità del secolo XXI sarebbe stato un adattamento più rapido, forse più rapido di quanto la società sarebbe stata capace di realizzare, il che avrebbe diviso la popolazione in due grandi gruppi:

  • coloro che avrebbero potuto essere educati secondo le esigenze della nuova società computerizzata
  • e coloro che no…

I primi, avrebbero trovato posto nel mondo, ma per gli altri, la “transizione” tra

le forme di organizzazione sociale sarebbe stata doloroso e angusta.

Più precisamente, Asimov nello scenario di questa transizione intravide queste possibilità: (le citazioni sono testuali):  

Primo:

La popolazione continuerà a crescere per alcuni anni da adesso in poi, il che renderà la transizione ancora più difficile.

I governi non potranno ignorare il fatto che nessun problema fintanto che gli stessi si acutizzeranno ad una velocità più grande di quella con cui possono risolversi.Sotto questo aspetto, Asimov considerava il fatto che nel 2019 sarebbero esistite misure per controllare il tasso di nascite del mondo per raggiungere così una certa stabilità nella crescita della popolazione. 

Secondo:

Le conseguenze della irresponsabilità umana in termini di spreco e contaminazione diventeranno sempre più evidenti e intollerabili; i tentativi per risolvere questa situazione saranno sempre più estenuanti.

C’è da sperare che per il 2019 i progressi tecnologici ci diano gli strumenti per accelerare il processo secondo cui si trasformerà il deterioramento dell’ambiente.

Terzo:

Ci sarà una cooperazione sempre più grande tra le nazioni e i gruppi all’interno delle nazioni, non per un suggerimento repentino di idealismo o di decenza, ma per la nuda certezza che qualcosa meno di questo significherebbe la distruzione di tutti noi.E sebbene questo ultimo punto sembrerebbe positivo, per Asimov presupponeva anche un’opportunità per alimentare i conflitti tra le nazioni.

Insomma,

“la sconfitta dovuta alla sovrappopolazione, la contaminazione e la militarizzazione”,

…furono i tre principali rischi che l’autore della Trilogia della Fondazione

 presupponeva che sarebbero avvenute nell’anno in cui ci troviamo.

Però, Asimov fu ottimista almeno per un aspetto:

l’educazione.

Non grazie alla scuola, ma soprattutto grazie all’ubiquità dei computer.

Secondo lui, dal momento che in ogni casa ci sarebbe stato un computer, specialmente i membri più giovani della famiglia avrebbero potuto imparare da soli e secondo il loro ritmo tutto quello che volevano, spinti solo dalla loro curiosità.

Per questo fatto, è possibile dire che lo scrittore ebbe ragione anche se in parte, poiché sebbene i dispositivi sui quali contiamo oggi in effetti ci permettono di accedere a grandi branche della conoscenza, l’uso che se ne fa nella gran parte non è proprio a questo fine.

Con lo stesso tono ottimistico Asimov scrisse:

Fintanto che i computer ei robot faranno il lavoro nella società – poiché così il mondo nel 2019 sembra che sempre più possa “guidarsi da solo” – sempre più esseri umani si ritroveranno a vivere una vita fatta di ozio.

Asimov ebbe lo stesso sogno di Bertrand Russell agli inizi del secolo XX e quello degli utopisti inglesi del secolo precedente:

le macchine ci “libereranno” dal lavoro per permettere che l’essere umano raggiunga la sua realizzazione.La cosa certa è che una rivoluzione tecnologica dopo l’altra, ogni progresso significa per la stragande maggioranza della popolazione umana più e più lavoro, non “una vita piena di ozio”… 

Finalmente, sul punto “dell’utilizzo dello spazio”, Asimov auguro all’essere umano di ritornare sulla Luna, non solo in una missione comandata dal governo statunitense ma con un gruppo internazionale.

Allo stesso tempo, lo scrittore presupponeva che il proposito di questo nuovo allunaggio non sarebbe stato solo un’esplorazione ma un vero e proprio sfruttamento del suolo lunare:

si sarebbe trovata una zona che avrebbe permesso l’estrazione di minerali che poi sarebbero trasformati in ceramica, metalli e calcestruzzo.Secondo Asimov, l’estrazione sulla Luna sarebbe stato il primo passo per la sua colonizzazione.

In un primo momento che oggi sembra molto fantasioso, lo scrittore immaginò anche che sul satellite naturale della Terra si sarebbe costruito un impianto di raccolta di energia solare, che si sarebbe inviata sul nostro pianeta sotto forma di microonde.

Sebbene con questi pronostici Asimov si sbagliò sui suoi doni da profeta, sulla loro necessità di fondo, è possibile che non si sia sbagliato.

In effetti:per lo scrittore la colonizzazione della Luna o l’impianto di raccolta di energia solare, non erano essenziali o capricci della nostra specie, ma erano una risposta alla reale necessità di energia che si sarebbe presentata sul pianeta Terra.

Una specie di crisi per cui l’unica soluzione sarebbe stato il lavoro congiunto e in condizioni pacifiche tra tutte le nazioni del mondo.

In caso contrario, il fantasma della guerra, sarebbe apparso immediatamente il fantasma della guerra.

L’energia sarebbe stata molto necessaria per tutti e data unicamente se le nazioni sarebbero rimaste in pace e lavorassero insieme, allora quella guerra diverrebbe impensabile per richiesta del popolo.

Il testo di Asimov è comunque più lungo e si può trovare nella lingua originale qui

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

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Tra Storia, Scienza e Conoscenza

Gli scienziati confermano: “Le persone assorbono energia dagli altri” 

di Ivan

Uno studio condotto da scienziati dell’Università di Bielefeld ha dimostrato come le piante possano estrarre una fonte alternativa di energia da altre piante.

Questa scoperta, dicono gli esperti, potrebbe avere un impatto importante sul futuro della bioenergia e su come la intendiamo, e infine, fornendo prove che dimostrino che anche le persone hanno la “capacità” di attingere energia dagli altri allo stesso modo.

In altre parole, significa che le persone possono assorbire energia dagli altri che li circondano.

Quindi la prossima volta, quando incontrerai qualcuno di nuovo e proverai quella sensazione come se fossi circondato da energia negativa, potresti effettivamente essere sopra qualcosa. 

Il professor Dr. Olaf Kruse e il suo team di ricerca biologica hanno scoperto che l’alga verde Chlamydomonas Reinhardtii, non solo si impegna nella fotosintesi ma “si nutre di una fonte alternativa di energia”, il che significa che ha l’abilità di attirarla da altre piante.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications.

Come spiegato dallo psicologo e dall’energia curativa del Dr. Olivia Bader-Lee, i fiori hanno bisogno di acqua e luce per crescere e le persone non sono così diverse dalla vita che ci circonda. I nostri corpi fisici sono come spugne e possiamo assorbire dall’ambiente. 

Il dott. Bader-Lee afferma che: “questo è esattamente il motivo per cui ci sono alcune persone che si sentono a disagio in gruppi specifici in cui c’è una miscela di energia ed emozioni”. 

Come notato dal Dr. Kruse, le piante si impegnano nella fotosintesi del biossido di carbonio, dell’acqua e della luce. 

Gli esperti sono riusciti a mostrare attraverso una serie di esperimenti, coltivando Chlamydomonas reinhardtii, che, di fronte a una carenza di energia, queste piante a cellula singola assorbivano energia dalla cellulosa vegetale adiacente. 

L’alga può secernere enzimi che “digeriscono” la cellulosa e scomporla in componenti più piccoli.

Successivamente, i componenti vengono trasportati nelle cellule e trasformati in una fonte di energia, consentendo all’alga di continuare a crescere.

il professor Kruse afferma che: “Questa è la prima volta che un tale comportamento è stato verificato in un organismo vegetale”. 

“Che le alghe possano digerire la cellulosa contraddice ogni precedente libro di testo. In una certa misura, ciò che stiamo vedendo sono piante che si nutrono di altre piante”. 

Poiché questo è stato osservato per la prima volta nel reinhardtii di Chlamydomonas, i ricercatori stanno espandendo il loro studio e cercando meccanismi simili in altri tipi di alghe. 

I ricercatori osservano che i risultati preliminari indicano che questo è il caso. 

Bader-Lee ha affermato: “Nel prossimo futuro, quando gli studi sull’energia saranno più avanzati  alla fine lo vedremo tradotto anche agli esseri umani”. 

“L’organismo umano è simile a una pianta, ha la capacità di attingere l’energia necessaria per alimentare gli stati emotivi e questo può essenzialmente eccitare le cellule o causare aumenti nel cortisolo e catabolizzare le cellule a seconda dell’innesco emotivo.”  

Gli umani sono come le piante, e lo stesso accade con il corpo umano 

Il Dr. Bader-Lee crede che lo stesso possa essere applicato agli umani. 

il dott. Bader-Lee spiega che “nei prossimi anni quando gli studi sull’energia saranno più avanzati, si avrà la possibilità di vedere nel tempo che questo sarà tradotto anche per gli umani”.

“L’organismo umano è molto simile a una pianta, che prende l’energia necessaria per nutrire gli stati emotivi e questa essenza può energizzare le cellule o causare un aumento di cortisolo e catabolizzare le cellule a seconda dell’innesco emotivo”. Fonte: Comunicazioni della natura 

Riferimento: le persone possono attingere energia da altre persone nello stesso modo in cui le piante fanno / MICHAEL FORRESTER, 2012. 

Fonte: https://www.ancient-code.com/ 

 

La NASA farà un grande annuncio dopo che l’intelligenza artificiale di Google cacciando il pianeta alieno lo ha scoperto  

La NASA è pronta a tenere un ‘importante conferenza stampa dopo che il suo telescopio per la caccia al pianeta, e che ha collaborato con l’Intelligenza Artificiale di Google, ha fatto un grande passo avanti. 

L’agenzia ha scritto sul loro sito web: la NASA ospiterà una teleconferenza multimediale alle 13:00 EST giovedì 14 dicembre, per annunciare l’ultima scoperta fatta dal suo telescopio spaziale Kepler. 

Il telescopio spaziale Kepler della NASA è uno degli strumenti più rispettati e usati dagli astronomi per la caccia dei pianeti,alla ricerca di una vita aliena e di mondi simili alla Terra. 

Il Kepler Space Telescope è stato lanciato nello spazio nel 2009 quando gli astronomi non erano a conoscenza del numero di pianeti extrasolari che esistevano altrove nel cosmo. Con sorpresa di molti, in quasi nove anni, ha dimostrato che i pianeti sono molto comuni nell’universo e che ogni stella può avere almeno un pianeta in orbita attorno a essa. 

Di recente, la NASA ha fatto un nuovo passo avanti, uno che è abbastanza significativo da meritare una conferenza stampa importante.

Nonostante il fatto che sulla stampa siano state fornite pochissime informazioni sulla natura della scoperta, gli scienziati ritengono che sia molto probabilmente legato ai mondi extraterrestri alieni in orbita a stelle lontane, e una delle nostre migliori possibilità di trovare pianeti simili alla Terra. 

in un comunicato stampa rilasciato di recente, i funzionari della NASA hanno scritto: “la scoperta è stata fatta da ricercatori che hanno utilizzato l’apprendimento automatico di Google. L’apprendimento automatico è un approccio all’intelligenza artificiale e dimostra nuovi modi di analizzare i dati di Kepler”. 

Secondo la NASA, la scoperta è stata fatta in collaborazione con l’Intelligenza Artificiale di Google, che è stata citata in giudizio da esperti per analizzare le informazioni raccolte da diversi telescopi. 

La NASA spera che, usando l’Intelligenza Artificiale, possa combattere attraverso diverse scoperte e identificare i possibili pianeti extrasolari più rapidamente, e speriamo di trovare un altro pianeta altrove nell’universo che possa supportare la vita così come la conosciamo. 

Secondo la NASA, quattro ingegneri e scienziati prenderanno parte alla conferenza stampa, tra cui Paul Hertz, che guida la divisione di astrofisica della Nasa, un ingegnere informatico esperto di Google e due scienziati. 

Recentemente, il telescopio ha iniziato a lavorare sul suo nuovo progetto chiamato K2, il cui obiettivo principale è quello di cercare gli esopianeti, cercando e analizzando anche diversi fenomeni cosmici.

Ciò significa che un’enorme quantità di informazioni deve essere elaborata dagli astronomi, che hanno scoperto che il nostro universo pullula di pianeti che potrebbero, almeno teoricamente, supportare la vita aliena. 

Molte simili scoperte pionieristiche sono state annunciate in conferenze stampa analoghe tenute dalla NASA in passato.

Questo è il motivo per cui molte persone si aspettano che l’ultima scoperta della NASA sarà di grande importanza.

Nonostante molti si aspettino che la conferenza stampa faccia un annuncio relativo agli esopianeti, molti credono che la NASA possa annunciare la scoperta della vita aliena. 

Questo, tuttavia, è altamente improbabile.

L’audio e le immagini della teleconferenza verranno trasmesse in streaming all’indirizzo: https://www.nasa.gov/live  

Fonte: https://www.ancient-code.com/

 

 

L’enigmatica “città” antica di Midas, costruita dai Frigi quasi 3000 anni fa

È una città antica di 3.000 anni, non è una città. Si dice che sia l’eterno luogo di riposo di Re Mida, il personaggio mitico ricordato nella mitologia greca per la sua capacità di trasformare in oro tutto ciò che toccava.

Situato nella provincia turca di Eskisehir, c’è un sito archeologico soprannominato Yazilikaya, che letteralmente significa roccia incisa. Tuttavia, è indicato anche come la città di Midas. 

Si crede che i Frigi lo abbiano costruito tra l’VIII e il VII secolo aC, sebbene gli archeologi sospettano che potrebbe essere molto più antico. 

La cosa più curiosa è che, sebbene sia chiamata una città, non c’erano mai case lì. 

Piuttosto, era un antico centro religioso dell’epoca. 

Guardando indietro nella storia 

I frigi erano un antico popolo indo-europeo che, secondo Erodoto, abitava il sud dei Balcani. 

Nell’VIII secolo, emigrarono in Anatolia, dove fondarono la loro capitale a Gordio (in cui secoli dopo ebbe luogo il famoso episodio del taglio del nodo gordiano di Alessandro Magno). 

Il più antico re mitico dei Frigi era Midas, un personaggio dal quale non ci sono prove archeologiche, ma che appare nei miti greci più tardi come l’uomo che tutto ciò che toccava, trasformato in oro. 

Tuttavia, ci sono riferimenti a un re che “si adatta alle sue descrizioni” in fonti assire dell’VIII secolo aC, che lo ritraggono come un alleato di Sargon II nel 709 aC. 

È interessante notare che i re frigi successivi furono chiamati Mida o Gordia, il che potrebbe indicare che Midas potrebbe essere stato un titolo e non un nome. 

Intorno allo stesso tempo, i Frigi costruirono la loro capitale a Gordio e installarono il loro centro religioso a Yazilikaya. 

Non si sa per certo se quando sono arrivati, le grotte, le gallerie e le scalinate erano già lì. 

Gli studiosi non sono in grado di verificare che fosse già un luogo sacro quando i frigi arrivarono lì, o se quell’aspetto fosse dato dai nuovi abitanti. 

I fatto è che l’hanno trasformato in una sorta di santuario e hanno cominciato ad adornarlo con nuove costruzioni, scavando e inscrivendo nuovi elementi nelle rocce circostanti.

Phrygia Yazilikaya and the cave houses in ancient Midas City, Eskisehir, Turkey. Image Credit: Shutterstock

 La tomba di ‘Midas’ 

Uno dei monumenti più famosi del sito è la cosiddetta Tomba di Midas.

È un monumento, che non è mai stato dimostrato essere una tomba, ed è composto da una facciata scavata nella roccia alta 20 metri e larga 16. 

Presenta una porta falsa, oggi parzialmente distrutta dai saccheggiatori, che devono aver pensato che qualcosa doveva esserci dietro, e un’iscrizione nella parte superiore, perfettamente leggibile e consistente in una dedica

Scritto in antico frigio, dice l’iscrizione; “Da Ates, figlio di Arkias, a Mida”.

Sulle pareti della nicchia inferiore, c’è anche una piccola iscrizione che dice Matar (madre) e probabilmente si riferisce alla dea Cibeles, la cui immagine potrebbe essersi trovata una volta lì. 

Solo una leggenda?  

Ciò a cui il mondo fa riferimento Midas rimane un mistero oggi.

Se prestiamo attenzione alle fonti, Midas fu sepolto sotto un enorme tumulo vicino a Gordio.

È interessante notare che gli scavi effettuati negli anni ’90 non hanno trovato una sola traccia di sepolture lì, né in nessun altro posto nella zona per quella materia.

Tuttavia, una delle cose più affascinanti e strane è che, se sali fino al punto più alto della città, vedrai centinaia di scale scavate nelle rocce circostanti, che portano a vicoli ciechi o semplicemente scompariranno sotto il terra. 

Gli archeologi hanno trovato un numero di altari sparsi e troni a gradoni. 

Molti studiosi ritengono che questi siano percorsi cerimoniali, che hanno svolto un ruolo importante nel culto religioso dell’area.

Le scale che sono state costruite conducono letteralmente nel punto di terra verso tunnel e camere sotterranee, interconnesse tra loro, che alcuni archeologi ritengono siano state usate come “cisterne” per immagazzinare l’acqua, anche se diversi autori ritengono di avere una ragione diversa e più profonda.

La maggior parte di questi passaggi sono bloccati da terra e rocce che si sono accumulate nel corso dei secoli e non sono mai state scavate.

Città sotterranee?

The ancient ‘tunnels’ which lead to the underground. Image Credit: Shutterstock

Nonostante il fatto che ci siano numerosi autori che credono possa esserci un qualche tipo di collegamento con le numerose città sotterranee trovate in Turchia negli ultimi decenni, non dimentichiamo che i Frigi, come molte altre antiche culture, credevano che i loro dei vivessero all’interno del montagne, o all’interno della Terra, e le gallerie che portavano dentro erano passaggi per il divino mondo sotterraneo 

Fonte: https://www.ancient-code.com/ 

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

Paracelso – “Theatrum Alchemiae”

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Il principe dei medici e dei filosofi del fuoco
Grande fisico paradossale
Il trismegisto della Svizzera
Primo riformatore della filosofia alchemicha
Adepto in alchimia, Cabala e Magia
Fedele naturalista
Maestro dell’elisir della vita e della pietra filosofale
Grande sovrano dei segreti alchemici

Philippus Aurelius Teophrastus Bombastus von Hoenheim nacque in Svizzera nel 1493, medico eccelso ed alchimista di prim’ordine, dotato di una forte personalità e di un’altrettanta forte arroganza. Era talmente pieno di sé che gli inglesi inventarono il termine bombastic per definire le persone arroganti. Si autodefinì Paracelso, ovvero più grande di Celso (massima autorità medica nel 1° secolo d.C.)

Tuttavia tale pomposità trovava valido motivo di essere nei suoi studi, tra i tanti scritti lasciati troviamo appunti che tuttora lasciano sorpresi e perplessi. Il suo libro Chirurgia minore è il precursore della moderna medicina, e su molti dei suoi libri troviamo concetti ed insegnamenti innovativi.

Paracelso era figlio di un gran maestro dell’ordine Teutonico e valente medico, tanto che Paracelso avrà sempre parole di grande rispetto nei suoi confronti. Dopo un primo periodo di studi con il padre, fu seguito da Tritemius, abate di Spanheim, e grande Cabalista, per poi imparare la medicina e la chimica da Sigismund Figger. Per tutti i suoi maestri Paracelso avrà sempre parole di lode. Si recò poi in Germania ed Ungheria per imparare i segreti dei metalli dai minatori. Nonostante le difficoltà perseguì il suo scopo con tenacia. La sua ricerca lo porterà in Russia alla ricerca delle miniere dei Tartari. Sarà fatto prigioniero dal Khan dove apprenderà altri segreti. Sarà inviato da quest’ultimo al seguito di una spedizione diplomatica a Costantinopoli dove incontrerà un Arabo che gli insegnerà i segreti della pietra filosofale, all’epoca aveva 28 anni. Nonostante la moltitudine di libri non vi è nessuno scritto di Paracelso su questo viaggio, documentato però da Van Helmont.

In Turchia Paracelso esercitò come chirurgo presso l’armata Imperiale eseguendo operazioni straordinarie, il suo libro la Grande Chirurgia stampata in folio ne è una prova schiacciante.

In Europa all’epoca si usavano le pratiche Galvaniche e Arabiche, i metodi usati erano quelli del salasso, lo spurgo, il rigurgito, i lavaggi, ecc. Nulla potevano queste pratiche contro un disturbo venereo che colpì l’Europa. A Bologna Jon Carpus, illustre chirurgo e anatomista, eccelleva nella tecnica della salivazione indotta col mercurio. Paracelso apprese le proprietà del mercurio e riuscì a preparare delle pillole. La cura diveniva meno aggressiva di quella usata da Carpus, in questo modo fu in grado di curare la scabbia, la lebbra, le ulcere, il morbo Napoletano e persino la gotta.

La sua fama aumentò rapidamente, tanto che gli fu offerta la cattedra di medicina all’università di Basilea. Al suo discorso pubblico di fronte all’università disse “Sappiate dottori, che la mia barba ha più esperienza di tutte le vostre università, il più sottile capello della mia nuca ne sa più di tutti voi, le fibbie delle mie scarpe sono più sapienti dei vostri sapienti più famosi.” E’ facile immaginare l’indignazione che provocò, alla sua prima lezione si fece portare un vaso in ottone e dopo averlo riempito di zolfo e salnitro vi appiccò il fuoco bruciando i libri di Galeno e Avicenna. A causa del suo carattere focoso, le sue lezioni pian piano furono disertate dagli studenti, e Paracelso iniziò a bere, tanto che ben presto lo additarono come ubriacone. Dopo tre anni lasciò la cattedra per riprendere i suoi vagabondaggi. Non smise mai di bere, eppure pur essendo ubriaco riusciva a compiere operazioni chirurgiche di tale bravura e precisione da rasentare l’impossibile.

Morì a Salisburgo, vicino al caminetto dell’osteria il Cavallo Bianco. In tutta la sua vita aveva pubblicato si e no quattro libri. Il suo servitore Oporinus rimase al suo fianco per anni nella speranza di carpirne i segreti, ed alla morte di Paracelso fu sorpreso di trovare tanti manoscritti, poiché non lo aveva mai visto scrivere una parola. E la sorpresa fu ancora maggiore quando si rese conto che tali scritti avevano un’eleganza ed una forma di linguaggio che non sembrava possibile fossero stati scritti da un ubriacone.

Eppure nell’Archidoxa Medicinae tratta dei fondamenti e delle massime che riguardano la chimica, tanto che sono considerate a tutt’oggi tra le più illuminanti nel campo chimico. Nella prefazione si legge “Era mia intenzione pubblicare tutti e dieci i volumi dell’Archidoxa, ma poiché ritengo che il genere umano non sia ancora maturo a sufficienza per i tesori offerti nel decimo libro, ho pertanto deciso di tenerlo nascosto nel mio occipite e di non riportarlo alla luce finché non vi decidiate ad abiurare Aristotele, Avicenna e Galeno e giurare fedeltà al solo ed unico Paracelso”

La grandezza di Paracelso fu quella di affrontare la ricerca della conoscenza con mente aperta e spirito indagatore, rifuggendo quelle che erano le schematiche dell’epoca. Usava l’oppio in alcune delle sue terapie somministrando pastiglie che lui chiamava laudanum, ovvero la sua medicina più lodevole.

Si narra che fosse riuscito a concepire la vita in vitro, i suoi studi erano un misto di scienza e alchimia, come si evince dai suoi appunti “Se la fonte di vita, chiusa in un’ampolla di vetro sigillata ermeticamente, viene seppellita per quaranta giorni in letame di cavallo e opportunamente magnetizzata comincia a muoversi e a prendere vita. Dopo il tempo prescritto assume forma e somiglianza di essere umano, ma sarà trasparente e senza corpo fisico. Nutrito artificialmente con arcanum sanguinis hominis per quaranta settimane e mantenuto a temperatura costante prenderà l’aspetto di un bambino umano. Chiameremo un tale essere Homunculus, e può essere istruito ed allevato come ogni altro bambino fino all’età adulta, quando otterrà giudizio ed intelletto.”

Nei resoconti di Oporinus spiega che il suo padrone era un giorno senza un soldo ed il giorno successivo ne aveva in grande abbondanza. Si faceva prestare i soldi da amici e conoscenti per restituirli il giorno dopo con l’aggiunta di stravaganti interessi. Nella sua conoscenza di alchimia e chimica sembra difatti che vi fosse anche la pietra filosofale, sicuramente era in grado di trasmutare gli elementi, pur senza avere cognizione dei numeri atomici che accompagnano le formule chimiche moderne. Nel suo Theatrum Alchemiae fa riferimento ad un tesoro nascosto sotto un albero.

Ad ucciderlo più che la sua passione per l’alcool fu la delusione di aver incontrato una platea di menti ottuse tra i grandi dottori e i grandi sapienti dell’epoca. Forse lo consolerebbe sapere che a distanza di 500 anni non è cambiato nulla.

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