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Neuralink: La connessione uomo-computer

 

L’attesa è finita: ecco la presentazione Neuralink

La connessione uomo-computer sarà capace di leggere e scrivere una enorme mole di informazioni. Nella presentazione Neuralink la prima, importante visione. 

di Gianluca Riccio

Nella presentazione Neuralink, la startup di Elon Musk che aveva annunciato una conferenza stampa dopo due anni di silenzio, ha illustrato i suoi piani per collegare il nostro cervello a un computer.

Nell’evento annunciato qualche giorno fa è stato mostrato il progetto di una connessione cervello-computer. È discreta, sicura e attivata con una procedura indolore, paragonata a quelle attuate per correggere la vista.

Neuralink ha descritto il minirobot che come una “macchina da cucire” può impiantare connessioni ultrasottili nel nostro cervello. La società conta di iniziare i test su persone in carne e ossa nella prima metà del prossimo anno.

Cosa farà il sistema Neuralink

La connessione uomo-computer sarà capace di leggere e scrivere una enorme mole di informazioni. La sfida più complessa sarà però quella che dovranno vincere gli scienziati di Neuralink per aderire alle visioni di Elon Musk.

È complicato star dietro alla mente creatrice di Tesla motors, The Boring Company, SpaceX e Hyperloop.

L’idea di inserire un dispositivo nella nostra testa che ci permetta di comunicare a velocità inimmaginabili con un computer apparteneva fino a poco fa (salvo che per i transumanisti) al dominio della fantascienza.

Nel suo romanzo del 1984 “Il neuromante” lo scrittore William Gibson ebbe l’idea di quello che chiamò “Microsoft”. Era una minuscola cartuccia inserita in uno slot e connessa al nostro cervello che forniva all’istante conoscenze, ad esempio un nuovo linguaggio.

Nella presentazione Neuralink (cui Musk non ha presenziato) i vertici della società hanno tenuto a precisare che occorrerà molto tempo prima di poter offrire un servizio commerciale,ma sono pronti a parlare pubblicamente del loro lavoro.

“Vogliamo abbandonare questa modalità ‘stealth’ tenuta per due anni e continuare a costruire nel modo tradizionale. Comprese le pubblicazioni scientifiche.” È quanto riferisce Max Hodak, Presidente Neuralink e uno dei fondatori.

“Il signor Musk si è attivato per aiutarci a vincere tutte le sfide ingegneristiche che Neuralink deve affrontare,” gli fa eco Shivon Zilis, progettista. La società conta attualmente 90 dipendenti ed ha ricevuto fondi per 150 milioni di euro.

Il viaggio di Neuralink sarà lungo, ma Musk ha già individuato alcune destinazioni d’uso per questo legame cervello-computer. In campo medico le applicazioni che richiedono una tempistica relativamente più breve. Ridare mobilità alle persone amputate, ridare vista, parola e udito a chi li ha persi. Sarebbero già traguardi straordinari.

Ahia

Le (fastidiose, più che) dolenti note del sistema sono nella procedura di installazione. Occorre attualmente che un chirurgo pratichi un piccolissimo foro sul cranio (spero senza un trapano a manovella) per impiantare le connessioni. Nessun dolore, spiegano alla presentazione Neuralink, ma qualche vibrazione minima basta e avanza definire spiacevole la cosa. La prossima versione dovrebbe adoperare un raggio laser per praticare all’istante incisioni grandi come un capello (gli elettrodi sono grandi un quarto di capello) in modo del tutto istantaneo e indolore.

 

Un piccolo processore sulla superficie del cranio che cattura informazioni da elettrodi e le invia ad un computer.

Per il programma di test saranno coinvolti i neurochirurghi della Stanford University e di altre istituzioni mediche qualificate. Jaimie Henderson, professore di neurochirurgia a Stanford, specialista nel trattamento dell’epilessia ed esperto di stimolazione cerebrale profonda è consigliere scientifico di Neuralink.

La dimostrazione

Nella presentazione Neuralink la visita ai laboratori ha mostrato alla stampa un sistema connesso a cavie e capace di leggere informazioni da 1500 elettrodi. È un numero 15 volte maggiore degli attuali sistemi: è già un avanzamento enorme.

Ovviamente gli scienziati raccomandano cautela. I risultati eccellenti sui topi necessitano di ulteriori test sull’uomo per determinare le reali potenzialità della tecnologia.

Successivamente alla creazione della ‘sede dell’inserimento’ un piccolo robot gestirà i sottilissimi e flessibili collegamenti. Un po’ come una macchina da cucire, posizionandoli uno ad uno in prossimità dei neuroni ed evitando qualunque vaso sanguigno.

 

Ecco il piccolo robot che “cucirà” le connessioni cervello-computer.

La capacità di catturare informazioni da un gran numero di cellule e inviarle wireless ad un computer per analisi è un passo epocale per migliorare la conoscenza del nostro cervello:

Le connessioni

Sono realizzate come una sorta di sottile sandwich di materiale isolante, che incorpora sensori messi in fila come minuscole perle. Questi ‘legami’ possono essere posizionati in diverse aree e a diversa profondità a seconda della tipologia di applicazione. Le prime zone del cervello interessate dai test saranno quelle preposte a linguaggio, movimento, udito o vista.

Le prime perplessità scientifiche risiedono proprio nelle caratteristiche plastiche di questi collegamenti. I “cavi” dovrebbero restare in sede per un dato periodo (in un ambiente salino come quello del cervello, che deteriora molti tipi di plastica).

Non è l’unico dubbio, purtuttavia, ma è chiaro che una ricerca così rivoluzionaria non può che incontrare enormi perplessità, forse resistenze, prima di essere introdotta alla società.

Fonte: https://www.futuroprossimo.it/

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Ipotesi di Simulazione

 

Gli scienziati affermano: stiamo vivendo una simulazione al computer

Postato da: Dan Falk

La mente dei Technocrati che è affidata a tali vane speculazioni non dovrebbe mai essere attendibile per fornire soluzioni scientifiche che potenzialmente interessino tutta la società. È tempo che le persone razionali “dicano semplicemente no” ai loro piani e ai loro sogni. ⁃ Editor TN

E se tutto intorno a noi – la gente, le stelle in alto, il terreno sotto i nostri piedi, persino i nostri corpi e le menti – fosse un’illusione elaborata? E se il nostro mondo fosse semplicemente una simulazione iper-realistica, con tutti noi solo personaggi in una specie di sofisticato videogioco?

Questo, naturalmente, è un concetto familiare di libri e film di fantascienza, tra cui il film di successo del 1999 “The Matrix”. Ma alcuni fisici e filosofi dicono che è possibile vivere davvero in una simulazione, anche se questo significa mettere da parte ciò che sappiamo (o pensiamo di sapere) sull’universo e sul nostro posto in esso.

“Se viviamo in una simulazione, allora il cosmo che stiamo osservando è solo un piccolo pezzo della totalità dell’esistenza fisica”, ha detto il filosofo di Oxford Nick Bostrom in un articolo del 2003 che ha iniziato la conversazione su ciò che è diventato noto come ipotesi di simulazione. “Mentre il mondo che vediamo è in un certo senso ‘reale’, non si trova al livello fondamentale della realtà”.

Simulare mondi e esseri

Rizwan Virk, fondatore del programma PlayLabs del Massachusetts Institute of Technology e autore di “The Simulation Hypothesis”, è tra coloro che prendono sul serio l’ipotesi della simulazione. Ricorda di aver giocato a un gioco di realtà virtuale così realistico che ha dimenticato di trovarsi in una stanza vuota con un auricolare acceso. Ciò lo portò a chiedersi: siamo sicuri di non essere radicati in un mondo creato da esseri più tecnologicamente esperti di noi stessi?

Quella domanda ha senso per Rich Terrile, un informatico del Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, in California. Dettagliate come sono, le migliori simulazioni di oggi non coinvolgono le menti artificiali, ma Terrile pensa che la capacità di modellare gli esseri senzienti potrebbe presto essere alla nostra portata. “Siamo all’interno di una generazione di essere quegli dei che creano quegli universi”, dice.

Non tutti sono convinti. Durante un dibattito del 2016 all’American Museum of Natural History di New York, la fisica della Harvard University Lisa Randall ha detto che le probabilità che l’ipotesi della simulazione sia corretta sono “effettivamente zero”. Per i principianti, non ci sono prove che il nostro mondo non sia la matrice di stelle e galassie che sembra essere. E si chiede perché gli esseri avanzati si prenderebbero la briga di simulare l’Homo sapiens. “Perché simularci? Voglio dire, ci sono così tante cose da simulare”, ha detto. “Non so perché questa specie più alta dovrebbe disturbarsi con noi.”

Echi di Genesi

Eppure, c’è un anello familiare all’idea che c’è un simulatore, o un creatore, che si preoccupa per noi. Allo stesso modo, l’idea che un essere superiore forgia un universo simulato paragona la nozione di una divinità che crea il mondo – per esempio, come descritto nel Libro della Genesi.

Alcuni pensatori, incluso Terrile, accolgono l’analogia con la religione. Se l’ipotesi della simulazione è corretta, dice, “c’è un creatore, un architetto – qualcuno che ha progettato il mondo”. È un’idea antica riformulata in termini di “matematica e scienza piuttosto che solo fede”.

Ma per altri studiosi, incluso il fisico dell’Università del Maryland, Sylvester James Gates, la somiglianza tra l’ipotesi della simulazione e la credenza religiosa dovrebbe essere presa come un avvertimento che siamo fuori strada. La scienza, come ha detto in una recente intervista radiofonica, ci ha portato “lontano da questa idea che siamo burattini” controllati da un’entità invisibile. L’ipotesi della simulazione, ha detto, “inizia a sembrare una religione”, con un programmatore che sostituisce dio.

Chi, o cosa, è l’entità divina che potrebbe aver creato un universo simulato? Una possibilità, sostenitori dell’ipotesi della simulazione, è che si tratta di una razza di esseri avanzati – alieni spaziali. Ancor più inclinazione alla mente è la possibilità che siano i nostri discendenti – “i nostri sé futuri”, come dice Terrile. Cioè, gli esseri umani che vivono centinaia o migliaia di anni nel futuro potrebbero sviluppare la capacità di simulare non solo un mondo come il nostro, ma i corpi e le menti degli esseri al suo interno.

Leggi la storia completa qui …

Fonte: https://www.technocracy.news/

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Il 2019 secondo Isaac Asimov

 

 Le sconcertanti predizioni di Isaac Asimov per l’anno 2019

dal Sito Web PijamaSurf 

traduzione di Nicoletta Marino  

Versione originale in spagnolo  

Versione similare in inglese 

Nel 1984, anno emblematico, il veggente Isaac Asimov ha fatto un esercizio di profezia per l’anno 2019 e i suoi pronostici sono stati sorprendentemente avvenuti.

Isaac Asimov è uno degli autori più celebri della fantascienza, in particolare di quella detta “epoca d’oro del genere” cioè la seconda metà del XX secolo, quando visse in concomitanza con scrittori come

  • Ray Bradbury
  • Stanisław Lem
  • Ursula K. Le Guin,

…fra i tanti.

Asimov fu un autore il cui stile si basò soprattutto sulla sua conoscenza enciclopedica, che nel caso delle sue opere letterarie, fu fondamentale per immaginare universi interi, panificati fino al minimo dettaglio, che anche se con una fantasia tra le più stravaganti, offrono al lettore le verosimiglianza e lo sconcerto necessario per rendere piacevole la lettura.

Questa erudizione, che si espresse nello scrivere quasi 500 libri con diverse satire, rese Asimov anche un lucido intellettuale, capace di capire il divenire umano e le contraddizioni della nostra natura e della nostra storia.

Con questo spirito, nel 1964 lo scrittore inviò un articolo a The New York Times dal titolo “Visita La Fiera Mondiale del 2014”, dove aveva immaginato come sarebbe stato il mondo 50 anni dopo.

19 anni dopo, all’inizio del 1984 (altro anno emblematico per la fantascienza) Asimov ripeté questo esercizio di immaginazione profetica, questa volta per la rivista The Star (Isaac Asimov wasasked by ‘The Star’ 35 Years ago to Predict the World of 2019 – Here is what heWrote), e descrisse il mondo come egli supponeva avrebbe potuto essere nel 2019.

Lo scrittore iniziò le su predizioni con una premessa necessaria, che col senno di poi si dimostrò vera:

Gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica avrebbero evitato di fare una guerra nucleare, poiché questo avrebbe voluto dire avere una situazione di “miseria globale”.

Dopo questo punto, si dedicò ad altri due assi che a suo parere avrebbero dominato il futuro:

  • la “computerizzazione” della vita
  • l’utilizzo dello spazio esterno

“I computer sono diventati essenziali ai governi delle nazioni industrializzate e per l’industria mondiale, e adesso stanno iniziando a trovare il loro posto nelle case”, scrisse Asimov con una notevole perspicacia, notando già in quell’anno che quei dispositivi sarebbero divenuti indispensabili per l’essere umano.

Asimov intese questa dipendenza dai computer come un effetto della complessità acquisita dalle società moderne a cui il sistema computerizzato offre una certa possibilità di ordine o almeno di non cadere nel caos.

Per questo secondo lo scrittore nel futuro delle società

“richiederanno con veemenza i computer come adesso fanno per le armi”.

Comunque, l’autore di “Io, Robot” intravide anche il fatto che detta tendenza informatica avrebbe trasformato radicalmente l’idea di lavoro con la quale l’essere umano aveva vissuto negli ultimi anni e di conseguenza, informatizzare la vita, “avrebbe distrutto le nostre menti”

…in particolare quelle di coloro che per molti anni si erano sforzati di trovare un equilibrip nel lavoro realizzato che giustamente i computer avrebbero rotto.

Per quanto riguarda il lavoro, Asimov seppe intravedere che i computer e l’informatica “rendono automatici” diversi processi dell’esistenza, che per il loro carattere meccanico e routinario possono essere realizzati da macchine e robot.

In questo senso, lo scrittore suppose che molti lavori relativi all’assemblaggio o ripetitivi, sarebbero scomparsi. In cambio, per questo contesto sarebbe stata necessaria una ampia educazione dei processi computerizzati.

Quindi per Asimov questo sarebbe stato uno dei cambiamenti fondamentali per il modo di educare le nuove generazioni, una specie di “alfabetizzazione computerizzata” alla quale avrebbero aspirato intere popolazioni.

In questo senso, lo scenario sarebbe simile a quello della Rivoluzione Industriale del secolo XIX e la necessità che portò con sé di una grande quantità di persone educate in maniera elementare, minimo col saper leggere e scrivere, il che diede luogo alla nascita della nozione di educazione pubblica.

Insomma, per Asimov la particolarità del secolo XXI sarebbe stato un adattamento più rapido, forse più rapido di quanto la società sarebbe stata capace di realizzare, il che avrebbe diviso la popolazione in due grandi gruppi:

  • coloro che avrebbero potuto essere educati secondo le esigenze della nuova società computerizzata
  • e coloro che no…

I primi, avrebbero trovato posto nel mondo, ma per gli altri, la “transizione” tra

le forme di organizzazione sociale sarebbe stata doloroso e angusta.

Più precisamente, Asimov nello scenario di questa transizione intravide queste possibilità: (le citazioni sono testuali):  

Primo:

La popolazione continuerà a crescere per alcuni anni da adesso in poi, il che renderà la transizione ancora più difficile.

I governi non potranno ignorare il fatto che nessun problema fintanto che gli stessi si acutizzeranno ad una velocità più grande di quella con cui possono risolversi.Sotto questo aspetto, Asimov considerava il fatto che nel 2019 sarebbero esistite misure per controllare il tasso di nascite del mondo per raggiungere così una certa stabilità nella crescita della popolazione. 

Secondo:

Le conseguenze della irresponsabilità umana in termini di spreco e contaminazione diventeranno sempre più evidenti e intollerabili; i tentativi per risolvere questa situazione saranno sempre più estenuanti.

C’è da sperare che per il 2019 i progressi tecnologici ci diano gli strumenti per accelerare il processo secondo cui si trasformerà il deterioramento dell’ambiente.

Terzo:

Ci sarà una cooperazione sempre più grande tra le nazioni e i gruppi all’interno delle nazioni, non per un suggerimento repentino di idealismo o di decenza, ma per la nuda certezza che qualcosa meno di questo significherebbe la distruzione di tutti noi.E sebbene questo ultimo punto sembrerebbe positivo, per Asimov presupponeva anche un’opportunità per alimentare i conflitti tra le nazioni.

Insomma,

“la sconfitta dovuta alla sovrappopolazione, la contaminazione e la militarizzazione”,

…furono i tre principali rischi che l’autore della Trilogia della Fondazione

 presupponeva che sarebbero avvenute nell’anno in cui ci troviamo.

Però, Asimov fu ottimista almeno per un aspetto:

l’educazione.

Non grazie alla scuola, ma soprattutto grazie all’ubiquità dei computer.

Secondo lui, dal momento che in ogni casa ci sarebbe stato un computer, specialmente i membri più giovani della famiglia avrebbero potuto imparare da soli e secondo il loro ritmo tutto quello che volevano, spinti solo dalla loro curiosità.

Per questo fatto, è possibile dire che lo scrittore ebbe ragione anche se in parte, poiché sebbene i dispositivi sui quali contiamo oggi in effetti ci permettono di accedere a grandi branche della conoscenza, l’uso che se ne fa nella gran parte non è proprio a questo fine.

Con lo stesso tono ottimistico Asimov scrisse:

Fintanto che i computer ei robot faranno il lavoro nella società – poiché così il mondo nel 2019 sembra che sempre più possa “guidarsi da solo” – sempre più esseri umani si ritroveranno a vivere una vita fatta di ozio.

Asimov ebbe lo stesso sogno di Bertrand Russell agli inizi del secolo XX e quello degli utopisti inglesi del secolo precedente:

le macchine ci “libereranno” dal lavoro per permettere che l’essere umano raggiunga la sua realizzazione.La cosa certa è che una rivoluzione tecnologica dopo l’altra, ogni progresso significa per la stragande maggioranza della popolazione umana più e più lavoro, non “una vita piena di ozio”… 

Finalmente, sul punto “dell’utilizzo dello spazio”, Asimov auguro all’essere umano di ritornare sulla Luna, non solo in una missione comandata dal governo statunitense ma con un gruppo internazionale.

Allo stesso tempo, lo scrittore presupponeva che il proposito di questo nuovo allunaggio non sarebbe stato solo un’esplorazione ma un vero e proprio sfruttamento del suolo lunare:

si sarebbe trovata una zona che avrebbe permesso l’estrazione di minerali che poi sarebbero trasformati in ceramica, metalli e calcestruzzo.Secondo Asimov, l’estrazione sulla Luna sarebbe stato il primo passo per la sua colonizzazione.

In un primo momento che oggi sembra molto fantasioso, lo scrittore immaginò anche che sul satellite naturale della Terra si sarebbe costruito un impianto di raccolta di energia solare, che si sarebbe inviata sul nostro pianeta sotto forma di microonde.

Sebbene con questi pronostici Asimov si sbagliò sui suoi doni da profeta, sulla loro necessità di fondo, è possibile che non si sia sbagliato.

In effetti:per lo scrittore la colonizzazione della Luna o l’impianto di raccolta di energia solare, non erano essenziali o capricci della nostra specie, ma erano una risposta alla reale necessità di energia che si sarebbe presentata sul pianeta Terra.

Una specie di crisi per cui l’unica soluzione sarebbe stato il lavoro congiunto e in condizioni pacifiche tra tutte le nazioni del mondo.

In caso contrario, il fantasma della guerra, sarebbe apparso immediatamente il fantasma della guerra.

L’energia sarebbe stata molto necessaria per tutti e data unicamente se le nazioni sarebbero rimaste in pace e lavorassero insieme, allora quella guerra diverrebbe impensabile per richiesta del popolo.

Il testo di Asimov è comunque più lungo e si può trovare nella lingua originale qui

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

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La Maya dell’illusione

 

La realtà è un ologramma?

Jonathan Davis, Ospite  di Waking Times 

Potresti essere consapevole del fatto che il miliardario tecnologico Elon Musk di Tesla e SpaceX sta ora pubblicamente affermando la sua convinzione che è matematicamente impossibile in un senso pratico, che non stiamo vivendo una simulazione al computer. La sua logica è sorprendentemente ragionevole. Nel 1972 abbiamo avuto Pong, una simulazione rudimentale del tennis da tavolo. Ora abbiamo giochi che sono vicini al fotorealistico. Se seguiamo questo corso, creeremo simulazioni che sono indistinguibili dalla realtà, anche se ci vorranno ancora alcune migliaia di anni, accadrà. Quindi se accadrà … come facciamo a sapere che non è già successo? Come sappiamo che stiamo vivendo nella realtà di base e non siamo già in una simulazione? 

C’è una possibilità su un miliardo di essere nella realtà di base. – Elon Musk 

Recentemente, un team di scienziati giapponesi ha anche annunciato di aver trovato “prove ancora più chiare” che l’universo è un ologramma. Sebbene questo possa essere il tentativo più recente di dimostrare la teoria dell’universo olografico tra numerosi altri, la scienza è rimasta perplessa dalla natura inconsistente della realtà da molto prima che esistesse la teoria olografica – per non parlare dei mistici e dei filosofi che hanno suggerito la stessa cosa (in termini meno riduzionisti) per migliaia di anni. 

Dall’antico est all’ovest moderno 

Il misticismo orientale ha a lungo sostenuto la prospettiva che la nostra realtà fisica sia davvero la maya dell’illusione. Il filosofo-filologo buddista del primo secolo Aśvaghoṣa ha affermato che “tutti i fenomeni del mondo non sono altro che la manifestazione illusoria della mente e non hanno alcuna realtà, mentre il mistico sufi del 13° secolo Rumi ha suggerito che” questo posto è un sogno. Solo un dormiente lo considera reale. Salta avanti fino agli anni 60, e un’ondata di misticismo orientale precipitò sulla riva della cultura occidentale grazie a personaggi pubblici come Alan Watts. Forse tra tutti, la sua è la resa più accattivante e poetica del soggetto. Per la piena esperienza, dai un’occhiata a questo bellissimo nuovo cortometraggio di Aaron Paradox.

  Kensho dal paradosso di Aaron

Enigma Quantistico

Dall’emergere della meccanica quantistica negli anni Venti, la scienza ha lottato per riconciliare l’enigma della realtà non essendo più in grado di identificarsi come qualcosa di permanente o fisso, ed è stato con l’impermanenza che i primi echi della filosofia orientale hanno cominciato a manifestare il disagio. Tra le mura della scienza. Neils Bohr, uno dei padri famoso della teoria dei quanti, ha detto:

Tutto ciò che chiamiamo reale è fatto di cose che non possono essere considerate reali. Se la meccanica quantistica non ti ha profondamente scioccato, non l’hai capita. – Neils Bhor

Questo sentimento fu chiaramente compreso dal fisico Henry Stapp che disse: “Non esiste un mondo fisico sostanziale nel senso comune di questo termine. La conclusione qui non è la conclusione debole che potrebbe non esserci un mondo fisico sostanziale, ma piuttosto che non esiste sicuramente un mondo fisico sostanziale” Einstein descriveva persino la realtà e una “illusione ottica della coscienza” e affermava che “la realtà è semplicemente un’illusione, anche se molto persistente”.

Mentre la filosofia orientale si diffondeva nel mondo occidentale con l’influenza di figure come Alan Watts e Frijof Capra, autore di The Tao Of Physics (1975), la domanda cominciò a diffondersi sul fatto che i fisici quantistici osservassero effettivamente i fenomeni con microscopi elettronici che avevano già osservato migliaia di anni prima tramite la mediazione. Ciò che è stato ancora meno noto è che i fondatori della fisica quantistica erano in realtà studenti dei testi vedici, e non stavano solo osservando accidentalmente la somiglianza. Lo stavano cercando e l’hanno trovato. Neils Bhor ha dichiarato che sarebbe “andato nelle Upanishad per fare domande”. Werner Heisenberg ha condiviso che “la teoria dei quanti non sembrerà ridicola alle persone che hanno letto il Vedanta; e Irwin Schrödinger pensava che “l’unità e la continuità del Vedanta si riflettono nell’unità e nella continuità della meccanica ondulatoria. Questo è del tutto coerente con il concetto Vedanta di All in One.” 

Non sei una goccia nell’oceano. Sei l’intero oceano in una goccia. -Rumi-

Dalla storia recente al futuro non troppo lontano

Negli anni 90, l’attore comico “oscuro poeta” Bill Hicks ha aiutato a risvegliare una generazione con affermazioni come la sua notizia positiva: “Oggi un giovane uomo acido ha capito che tutta la materia è solo energia condensata a una vibrazione lenta, siamo tutti una coscienza che sta vivendo noi stessi soggettivamente. Non esiste una cosa come la morte, la vita è solo un sogno e noi siamo l’immaginazione di noi stessi … ecco Tom con il tempo”, così come il suo bellissimo riff di Just A Ride. Poi, alla fine degli anni 90, avevamo The Matrix. Come nessun altro mezzo di informazione prima di esso, The Matrix è stata una svolta della cultura pop che ha causato la vera domanda se la realtà sia effettivamente reale da considerare almeno una volta dalle decine di milioni di persone che ora lo hanno visto.

Negli anni successivi al nuovo secolo, la scienza ha acquisito il coraggio di esplorare apertamente argomenti come la teoria dell’universo olografico, la relazione tra coscienza e materia e persino il soggetto un tempo vietato delle sostanze psichedeliche come medicine. Potremmo assistere ad un cambio generazionale sul tipo di scala a cui si riferiva Thomas S Kuhn quando ha coniato l’espressione “cambio di paradigma” nel suo libro seminale del 1972, The Structure Of Scientific Revolutions

Una verità scientifica non trionfa convincendo i suoi avversari e facendoli vedere la luce, ma piuttosto perché i suoi avversari alla fine muoiono e cresce una nuova generazione che gli è familiare. – Max Planck, uno degli altri padri della fisica quantistica 

Questo cambiamento di paradigma porterà a una piena riunificazione della scienza e dello spirito? Lo spero a nome di coloro che cercano la verità tanto al di fuori dei limiti del riduzionismo razionale come al suo interno, lo spero davvero. So che se fossi uno scienziato, avrei intenzione di riprendere le idee di Nicola Tesla, (noto per aver studiato i testi vedici); un uomo che ama Copernico, è nato almeno cento anni prima del suo tempo.

l’autore  

Jonathan Davis è uno scrittore australiano che si concentra sullo sciamanesimo e sulle modalità alternative di guarigione.

Questo articolo (Is Reality a Hologram?) È stato originariamente pubblicato su Uplift Connect e qui viene ripubblicato con il permesso.

La lotta contro l’irrilevanza


Yoshi Sodeoka
 

Perchè la Tecnologia favorisce la Tirannia 

dal sito web TheAtlantic 

traduzione di Claudiordali  

Versione originale in inglese   

“Le rivolte populiste non verranno inscenate contro l’élite economica che sfrutta le persone, ma contro l’élite economica che non ha più bisogno di loro.

Questa potrebbe essere una battaglia persa.

È molto più difficile lottare contro l’irrilevanza che contro lo sfruttamento.”

Fonte

L’intelligenza artificiale

potrebbe cancellare i molti vantaggi pratici della democrazia

ed erodere gli ideali di libertà e uguaglianza.

Se non prendiamo provvedimenti per fermarla, 

concentrerà ulteriormente il potere 

in un élite ancora più piccola …

Questo articolo è stato adattato dal
libro di Yuval Noah Harari

21 Lessons for the 21st Century.

1. La Paura Crescente dell’Irrilevanza

Non c’è nulla di inevitabile nella democrazia.

Tutti i successi che le democrazie hanno ottenuto durante il secolo scorso o più, sono dei punti di riferimento nella storia. Le monarchie, le oligarchie e le altre forme di dominio autoritario, sono state le forme di governo di gran lunga più comuni.

L’emergere delle democrazie liberali è associato agli ideali di libertà e uguaglianza che possono sembrare ovvi e irreversibili, ma che tuttavia sono molto più fragili di quanto crediamo. 

Il loro successo nel XX secolo è dipeso da condizioni tecnologiche uniche, che ora potrebbero rivelarsi effimere. 

Nel secondo decennio del XXI secolo, il liberalismo ha iniziato a perdere credibilità. Le domande sulla capacità della democrazia liberale di provvedere alla classe media, sono diventate più forti; la politica è diventata più tribale e, in sempre più paesi, i leader mostrano un debole per la demagogia e l’autocrazia. 

Le cause di questo cambiamento politico sono complesse, ma sembrano essere intrecciate con gli attuali sviluppi tecnologici. La tecnologia che ha favorito la democrazia sta cambiando e man mano che l’intelligenza artificiale si svilupperà, potrebbe cambiare ulteriormente. 

La tecnologia dell’informazione sta continuando a balzare in avanti; la biotecnologia sta iniziando a fornire una finestra sulle nostre vite interiori – ovvero le nostre emozioni, i nostri pensieri e le nostre scelte

Insieme, l’infotech e la biotech creeranno degli sconvolgimenti senza precedenti nella società umana, erodendo il libero arbitrio e, se possibile, sovvertendo i desideri umani. 

In tali condizioni, la democrazia liberale e l’economia di libero mercato potrebbero diventare obsolete

Le persone comuni magari non capiscono l’intelligenza artificiale e la biotecnologia in tutti i dettagli, ma possono percepire che il futuro sta passando vicino a loro.

Nel 1938, le condizioni dell’uomo comune in Unione Sovietica, in Germania e negli Stati Uniti, possono essere state cupe, ma gli è stato costantemente detto che lui era la cosa più importante al mondo e che lui era il futuro (a condizione, ovviamente, che si trattasse di un “uomo comune” piuttosto che, tanto per dire, di un ebreo o di una donna).

Guardava i manifesti della propaganda, che in genere raffiguravano minatori e operai siderurgici in pose eroiche, e riusciva a vedersi in loro:

“Sono in quel poster! Sono l’eroe del futuro!”

Nel 2018 la persona comune si sente sempre più irrilevante.

Un sacco di termini misteriosi vengono espressi con entusiasmo nei ted Talks, presso le think tank dei governi e durante le conferenze high-tech – globalizzazione, blockchain, ingegneria genetica, intelligenza artificiale, apprendimento automatico – e le persone comuni, sia uomini che donne, potrebbero sospettare che nessuno di questi termini abbia a che fare con loro.

Nel XX secolo, le masse si ribellarono contro lo sfruttamento e cercarono di tradurre il loro ruolo vitale nell’economia e nel potere politico. 

Ora le masse temono l’irrilevanza e si disperano per usare il loro restante potere politico prima che sia troppo tardi. La Brexit e l’ascesa di Donald Trump possono quindi dimostrare una traiettoria opposta a quella delle rivoluzioni socialiste tradizionali. 

Le rivoluzioni in Russia, in Cina e a Cuba, furono fatte da persone che erano vitali per l’economia ma mancavano di potere politico; nel 2016 Trump e la Brexit sono stati sostenuti da molte persone che godevano ancora di potere politico, ma che temevano di perdere il loro valore economico.

E’ facile che nel XXI secolo, le rivolte populiste non saranno inscenate contro un’élite economica che sfrutta le persone, ma contro un’élite economica che non ha più bisogno di loro. Questa potrebbe essere una battaglia persa.

È molto più difficile lottare contro l’irrilevanza che contro lo sfruttamento.

Le rivoluzioni, nel campo della tecnologia dell’informazione e della biotecnologia, sono ancora agli inizi e la misura in cui sono responsabili dell’attuale crisi del liberalismo, è discutibile. La maggior parte delle persone a Birmingham, Istanbul, San Pietroburgo e Mumbai sono solo vagamente consapevoli, se non lo sono del tutto, riguardo l’ascesa dell’IA e del suo potenziale impatto sulle loro vite. 

Tuttavia, è indubbio che le rivoluzioni tecnologiche che stanno prendendo piede nei prossimi decenni, metteranno a confronto l’umanità con le prove più difficili che abbia mai affrontato.

2. Una nuova classe inutile?

Iniziamo con il lavoro e il reddito, perché a prescindere dal fascino filosofico della democrazia liberale, questa ha guadagnato forza in gran parte grazie a un vantaggio pratico:

L’approccio decentralizzato al processo decisionale, che è caratteristico del liberalismo – sia in politica che in economia – e ha permesso alle democrazie liberali di superare gli altri stati e di assicurarsi una crescente affluenza al loro interno.

Il liberalismo ha riconciliato il proletariato con la borghesia, i fedeli con gli atei, i nativi con gli immigrati e gli europei con gli asiatici, promettendo a tutti una fetta più ampia della torta.

Con una torta in costante crescita, ciò era possibile. Inoltre, la torta potrebbe ancora continuare a crescere.

Tuttavia, la crescita economica potrebbe non risolvere i problemi sociali che ora vengono creati dalle disruption tecnologiche, perché tale crescita è sempre più basata sull’invenzione di tecnologie sempre più dirompenti. 

La paure delle macchine che ha spinto le persone a uscire dal mercato del lavoro, ovviamente non è niente di nuovo e in passato tali timori si sono rivelati infondati, ma l’intelligenza artificiale è diversa dalle vecchie macchine

In passato, le macchine competevano con gli esseri umani principalmente nelle abilità manuali. Ora stanno cominciando a ompetere con noi nelle abilità cognitive. Inoltre, non conosciamo alcun terzo tipo di abilità – al di là di quella manuale e di quella cognitiva – in cui gli uomini saranno sempre in vantaggio

Almeno per qualche altro decennio, l’intelligenza umana supererà di gran lunga l’intelligenza dei computer in numerosi campi. Quindi, man mano che i computer si impossesseranno di più processi cognitivi di routine, per gli esseri umani continueranno a comparire nuovi lavori creativi. 

Molti di questi nuovi posti di lavoro dipenderanno probabilmente dalla cooperazione, piuttosto che dalla competizione tra gli uomini e l’IA. I team costituiti da umani e intelligenza artificiale, probabilmente saranno superiori non solo a quelli formati da uomini, ma anche ai computer che funzionano per loro conto.

Tuttavia, la maggior parte dei nuovi posti di lavoro richiederà presumibilmente alti livelli di competenza e ingegno, pertanto, potrebbe non fornire una risposta al problema dei lavoratori non qualificati disoccupati o dei lavoratori occupabili solo a salari estremamente bassi.

Inoltre, poiché l’IA continua a migliorare, anche i lavori che richiedono un’elevata intelligenza e creatività potrebbero gradualmente scomparire. Il mondo degli scacchi è un esempio di come potrebbero andare le cose.

Per numerosi anni dopo che il computer Deep Blue sconfisse Garry Kasparov nel 1997, i giocatori di scacchi continuarono a prosperare; l’intelligenza artificiale veniva usata per addestrare i prodigi e le squadre composte da uomini e computer si dimostrarono superiori ai computer che giocavano da soli.

Tuttavia, negli ultimi anni i computer sono diventati così bravi a giocare a scacchi, che i loro collaboratori umani hanno perso valore e potrebbero ben presto diventare del tutto irrilevanti. 

Il 6 dicembre 2017, è stato raggiunto un altro importante traguardo quando il programma AlphaZero di Google ha sconfitto il programma Stockfish 8. 

Stockfish 8 aveva vinto un campionato mondiale di scacchi per computer nel 2016. Aveva accesso a secoli di esperienza umana accumulata negli scacchi, oltre a decenni di esperienza con i computer.

Al contrario, ad AlphaZero i suoi creatori umani non insegnarono alcuna strategia di scacchi, nemmeno le aperture standard. 

Usò, piuttosto, i più recenti principi di apprendimento automatico per insegnare a sé stesso giocando contro sé stesso. Tuttavia, su 100 partite che il debuttante AlphaZero giocò contro Stockfish 8, ne vinse 28 e ne pareggiò 72 – non perse neanche una volta. 

Dato che AlphaZero non aveva imparato nulla da nessun individuo , molte delle sue mosse e strategie vincenti sembrarono essere non convenzionali per l’occhio umano. 

Potrebbero essere descritte come creative, se non addirittura geniali. 

Riuscite a immaginare quanto tempo AlphaZero spese per imparare gli scacchi da zero, preparare la partita contro Stockfish 8 e sviluppare il suo istinto geniale? Quattro ore 

Per secoli, gli scacchi erano considerati una delle glorie che incoronavano l’intelligenza umana. AlphaZero passò dall’assoluta ignoranza alla padronanza creativa in quattro ore, senza l’aiuto di alcuna guida umana. 

Là fuori, AlphaZero non è l’unico software immaginativo che esiste. 

Uno dei modi per catturare gli imbroglioni negli odierni tornei di scacchi, è quello di monitorare il livello di originalità che i giocatori esibiscono. Se giocano una mossa eccezionalmente creativa, i giudici spesso sospettano che non possa essere una mossa umana, per cui deve essere la mossa di un computer. 

Almeno negli scacchi, la creatività viene già considerata il marchio di fabbrica dei computer piuttosto che degli umani! Quindi, se gli scacchi fossero il nostro canarino nella miniera di carbone, saremmo stati debitamente avvertiti che il canarino sta morendo. Quello che sta accadendo oggi ai team di IA e umani negli scacchi, potrebbe in futuro accadere ai team di IA e umani nel campo della polizia, della medicina, delle banche e in molti altri campi.

Per di più, l’IA gode di abilità unicamente non umane, che fanno la differenza tra l’intelligenza artificiale e un lavoratore umano di un solo tipo, piuttosto che semplicemente del suo grado. Le due abilità non umane particolarmente importanti in possesso dell’IA, sono la connettività e l’aggiornabilità.

Ad esempio, molti conducenti non hanno familiarità con tutte le modifiche delle normative sul traffico delle strade che guidano, per cui spesso le violano.

Inoltre, poiché ogni guidatore è un’entità a sé, quando due veicoli si avvicinano allo stesso incrocio, a volte i conducenti sbagliano a comunicare le loro intenzioni e si scontrano.

Al contrario, le auto a guida autonoma conoscono tutte le regole del traffico e non le violeranno mai apposta, e inoltre potrebbero essere tutte collegate tra loro. Quando due di questi veicoli si avvicinano allo stesso incrocio, non sono realmente due entità separate, ma parti di un singolo algoritmo. 

Le probabilità che possano comunicare male tra loro e scontrarsi, saranno quindi di gran lunga inferiori. 

Allo stesso modo, se l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) identificasse una nuova malattia, o se un laboratorio producesse una nuova medicina, non riuscirebbe ad aggiornare immediatamente tutti i medici che ci sono nel mondo. 

Eppure, anche se dovessero esserci miliardi di medici di IA nel mondo – ognuno dei quali monitora la salute di un solo essere umano – si riuscirebbe ad aggiornarli tutti in una frazione di secondo e tutti quanti potrebbero comunicare tra loro le valutazioni della nuova malattia o medicina. 

Questi potenziali vantaggi di connettività e aggiornabilità sono così grandi, che almeno in alcune linee di lavoro potrebbe essere sensato sostituire tutti gli esseri umani con i computer, anche se individualmente alcuni esseri umani svolgono ancora un lavoro migliore delle macchine. 

Le stesse tecnologie che potrebbero rendere 

economicamente irrilevanti miliardi di persone, 

potrebbero anche renderle più facili

da monitorare e controllare.

Tutto ciò porta a una conclusione molto importante: 

La rivoluzione dell’automazione non consisterà in un singolo evento spartiacque, dopo il quale il mercato del lavoro si stabilizzerà con un nuovo equilibrio.

Si tratterà, piuttosto, di una cascata di disruption sempre più grandi.

I vecchi posti di lavoro scompariranno e nasceranno quelli nuovi, ma anche i nuovi lavori cambieranno rapidamente e svaniranno. Le persone non dovranno riqualificarsi e reinventarsi una sola volta, ma molte volte.

Proprio come nel XX secolo, quando i governi istituirono dei sistemi educativi di massa per i giovani, nel XXI secolo dovranno istituire dei massicci sistemi di rieducazione per gli adulti.

· Ma sarà abbastanza? Il cambiamento è sempre stressante e il mondo frenetico degli inizi del XXI secolo ha prodotto un’epidemia globale di stress.

· Con l’aumento della volatilità del lavoro, le persone saranno in grado di farle fronte? Entro il 2050, potrebbe emergere una classe inutile, il risultato non solo di una carenza di posti di lavoro o di una mancanza di istruzione pertinente, ma anche di un’insufficiente capacità mentale nel continuare ad apprendere nuove abilità. 

3. L’Ascesa della Dittatura Digitale

Poiché molte persone perdono il proprio valore economico, potrebbero anche perdere il loro potere politico. 

Le stesse tecnologie che potrebbero rendere economicamente irrilevanti miliardi di persone, potrebbero anche renderle più facili da monitorare e controllare. 

L’IA spaventa molte persone perché non credono che rimarrà obbediente. La fantascienza offre varie possibilità che i computer e i robot sviluppino una loro coscienza e, poco dopo, tentino di uccidere tutti gli umani. Tuttavia, non c’è una ragione particolare per credere che l’intelligenza artificiale svilupperà la coscienza man mano che diventerà più intelligente. 

Al contrario, dovremmo temere l’intelligenza artificiale perché probabilmente obbedirà sempre ai suoi padroni umani e non si ribellerà mai. L’intelligenza artificiale è uno strumento e un’arma diversa da tutte le altre sviluppate dagli esseri umani; quasi certamente permetterà ai già potenti di consolidare ulteriormente il loro potere. 

Consideriamo la sorveglianza. Numerosi paesi in tutto il mondo, tra cui diverse democrazie, sono impegnati a costruire dei sistemi di sorveglianza senza precedenti.

Ad esempio, Israele è un leader nel campo della tecnologia di sorveglianza e nella parte di Cisgiordania in suo possesso, ha creato il prototipo funzionante di un regime di sorveglianza totale. 

Già oggi, ogni volta che i palestinesi fanno una telefonata, postano qualcosa su Facebook o viaggiano da una città all’altra, vengono probabilmente monitorati da microfoni, telecamere, droni o software spia israeliani. 

Gli algoritmi analizzano i dati raccolti, aiutando le forze di sicurezza israeliane a individuare e neutralizzare quelle che considerano potenziali minacce.

I palestinesi possono amministrare alcune città e villaggi in Cisgiordania, ma gli israeliani comandano il cielo, le onde radio e il cyberspazio. Pertanto, con enorme sorpresa, pochi soldati israeliani controllano in modo efficace i due milioni e mezzo di palestinesi che vivono in Cisgiordania.

In un caso avvenuto nell’ottobre 2017, un lavoratore palestinese ha postato, sul suo account privato di Facebook, un’immagine di sé stesso sul posto di lavoro, accanto a un bulldozer. Vicino all’immagine ha scritto, “Buongiorno!” 

L’algoritmo di traduzione di Facebook ha commesso un piccolo errore durante la traslitterazione delle lettere arabe. Invece di Ysabechhum (che significa “buongiorno”), l’algoritmo ha identificato le lettere come Ydbachhum (che significa “fa loro del male”).

Sospettando che l’uomo potrebbe essere un terrorista che intende usare il bulldozer per andare addosso alle persone, le forze di sicurezza israeliane lo hanno rapidamente arrestato. Lo hanno rilasciato dopo aver capito che l’algoritmo aveva commesso un errore. 

Ciò nonostante, il post offensivo di Facebook è stato rimosso – è sempre meglio stare attenti. Quello che i palestinesi stanno vivendo oggi in Cisgiordania, potrebbe essere solo una primitiva anteprima di ciò che, in definitiva, sperimenteranno miliardi di persone in tutto il pianeta. 

Il conflitto tra democrazia e dittatura

è in realtà un conflitto tra 

due diversi sistemi di elaborazione dati.

L’intelligenza artificiale 

può recare beneficio alla seconda. 

Eppure, queste tattiche dure possono non rivelarsi necessarie, almeno per la maggior parte del tempo.

La facciata del libero arbitrio e della libertà di voto, in alcuni paesi potrebbe rimanere in vigore, sebbene il popolo eserciti un controllo sempre più minore. Tanto per essere sicuri, i tentativi di manipolare i sentimenti degli elettori non sono nuovi.

Tuttavia, una volta che qualcuno (a San Francisco, a Pechino o a Mosca) acquisisce la capacità tecnologica di manipolare il cuore umano – in modo affidabile, economico e su larga scala – la politica democratica si trasformerà in uno spettacolo di burattini ricco di emozioni. 

È molto improbabile che, nei prossimi decenni, dovremo affrontare la ribellione delle macchine senzienti, ma potremmo avere a che fare con orde di robot che sanno come premere i nostri pulsanti emotivi meglio di quanto faccia nostra madre e che usano 

questa strana abilità, per volontà di una élite umana, per cercare di venderci qualcosa – sia che si tratti di un’auto, di un politico o di un’intera ideologia.

I bot potrebbero riuscire a identificare le nostre paure più profonde, il nostro odio e le nostre voglie, per poi usarle contro di noi. 

Abbiamo già avuto un assaggio di tutto ciò nelle recenti elezioni e nei referendum in tutto il mondo, quando gli hacker hanno imparato come manipolare i singoli elettori analizzando i loro dati e sfruttando i loro pregiudizi. 

Anche se i thriller di fantascienza sono attratti dalle apocalissi drammatiche fatte di fuoco e fumo, in realtà potremmo trovarci di fronte a una banale apocalisse solo facendo clic su … 

L’impatto più grande e più spaventoso della rivoluzione IA, potrebbe essere sulla relativa efficienza delle democrazie e delle dittature. Storicamente, le autocrazie hanno affrontato degli handicap paralizzanti concernenti l’innovazione e la crescita economica.

Verso la fine del XX secolo, di solito le democrazie superavano le dittature perché erano molto più brave nell’elaborare le informazioni. 

Tendiamo a pensare al conflitto tra democrazia e dittatura, come a un conflitto tra due diversi sistemi etici, ma in realtà è un conflitto tra due diversi sistemi di elaborazione dati. 

La democrazia distribuisce il potere di elaborare le informazioni e prendere le decisioni tra molte persone e istituzioni, mentre la dittatura concentra le informazioni e il potere in un unico posto. 

In base alla tecnologia del XX secolo, era inefficiente concentrare troppe informazioni e potere in un unico posto. 

Nessuno ha la capacità di elaborare tutte le informazioni disponibili abbastanza velocemente e prendere le decisioni giuste. Questa è una delle ragioni per cui l’Unione Sovietica ha preso delle decisioni di gran lunga peggiori rispetto agli Stati Uniti e perché l’economia sovietica è rimasta molto indietro rispetto all’economia americana. 

Tuttavia, l’intelligenza artificiale potrebbe ben presto far oscillare il pendolo nella direzione opposta

L’IA consente di elaborare centralmente enormi quantità di informazioni. In effetti, potrebbe rendere i sistemi centralizzati molto più efficienti dei sistemi diffusi, perché l’apprendimento automatico funziona meglio quando la macchina ha più informazioni da analizzare. 

Se ignoraste tutte le norme sulla privacy e concentraste tutte le informazioni relative a un miliardo di persone in un unico database, vi potreste ritrovare con algoritmi di gran lunga migliori rispetto a quando rispettavate la privacy dell’individuo e nel vostro database avevate solo delle informazioni parziali su un milione di persone. 

Un governo autoritario che ordina a tutti i suoi cittadini di sequenziare il loro DNA e condividere i loro dati medici con un’autorità centrale, otterrebbe un immenso vantaggio in genetica e nella ricerca medica, rispetto alle società in cui i dati medici sono strettamente privati. 

Il principale handicap dei regimi autoritari del XX secolo – il desiderio di concentrare tutte le informazioni e il potere in un unico luogo – potrebbe diventare il loro vantaggio decisivo nel XXI secolo.

 

Yoshi Sodeoka

Ovviamente, le nuove tecnologie continueranno a emergere e alcune di esse potrebbero incoraggiare la distribuzione piuttosto che la concentrazione delle informazioni e del potere.

La tecnologia blockchain e l’uso delle criptovalute abilitate da essa, vengono attualmente pubblicizzate come possibili contrappesi al potere centralizzato.

Tuttavia, la tecnologia blockchain si trova allo stato embrionale e non sappiamo ancora se effettivamente controbilancerà le tendenze centralizzanti dell’IA.

Ricordatevi che anche Internet, nei primi periodi, venne pubblicizzato come la panacea libertaria che avrebbe liberato le persone da tutti i sistemi centralizzati, ma ora è pronto a far diventare l’autorità centralizzata più potente che mai.

4. Il Trasferimento dell’Autorità alle Macchine

Anche se alcune società restassero apparentemente democratiche, la crescente efficienza degli algoritmi trasferirebbe sempre più autorità dagli individui alle macchine in rete.

Potremmo rinunciare volontariamente ad avere autorità sulle nostre vite, perché l’esperienza ci insegnerà a fidarci più degli algoritmi che delle nostre sensazioni, perdendo completamente la nostra capacità di prendere molte decisioni da soli.

Basti pensare al modo in cui, in soli due decenni, miliardi di persone si sono fidate dell’algoritmo di ricerca di Google per uno dei compiti più importanti di tutti:

trovare informazioni pertinenti e affidabili.

Poiché ci affidiamo sempre più a Google per ottenere le risposte, la nostra capacità di individuare le informazioni diminuisce in modo indipendente.

Già oggi, la “verità” viene definita dai migliori risultati di una ricerca su Google. Questo processo ha influenzato anche le nostre abilità fisiche e lo spazio di navigazione.

Le persone non solo chiedono a Google di trovare delle informazioni, ma anche di farsi portare in giro. 

Le auto a guida autonoma e i medici IA potrebbero rappresentare un’ulteriore erosione:

Anche se queste innovazioni mettono fuori uso gli autisti e i medici, la loro maggiore importanza risiede nel continuo trasferimento di autorità e responsabilità alle macchine.

Gli esseri umani sono abituati a pensare alla vita come a un dramma dove bisogna prendere sempre delle decisioni.

La democrazia liberale e il capitalismo del libero mercato vedono l’individuo come un agente autonomo che fa costantemente delle scelte sul mondo. 

Le opere artistiche – che si tratti di commedie di Shakespeare, di Jane Austen o di pellicole hollywoodiane – di solito ruotano attorno all’eroe che deve prendere una decisione cruciale.

Essere o non essere? Ascolto mia moglie e uccido re Duncan, o ascolto la mia coscienza e lo lascio vivere? Sposo il Sig. Collins o il Sig. Darcy?

Anche le teologie cristiane e musulmane si concentrano sul dramma del processo decisionale, sostenendo che la salvezza eterna dipende dal fare la scelta giusta.

Che cosa accadrà a questa visione della vita, quando ci affideremo all’IA per farle prendere sempre più decisioni al nostro posto? Già adesso ci fidiamo di Netflix per consigliarci i film da vedere e Spotify per scegliere la musica che ci deve piacere. Perché la disponibilità dell’IA dovrebbe fermarsi qui?

Ogni anno milioni di studenti universitari devono decidere cosa studiare. Si tratta di una decisione molto importante e difficile, da prendere con la pressione di genitori, amici e professori che hanno interessi e opinioni diverse.

Viene anche influenzata dalle paure e dalle fantasie individuali degli studenti, plasmate a loro volta dai film, dai romanzi e dalle campagne pubblicitarie.

Complicando le cose, uno studente non sa veramente cosa ci vuole per avere successo in una determinata professione e non necessariamente sa quali siano davvero i suoi punti di forza e le sue debolezze.

Non è così difficile vedere come l’intelligenza artificiale un giorno possa prendere delle decisioni migliori delle nostre, riguardo la carriera e forse anche le nostre relazioni. Ma una volta che inizieremo a contare sull’intelligenza artificiale per decidere cosa studiare, dove lavorare, con cui uscire o addirittura chi sposare, la vita umana cesserà di essere il dramma delle decisioni e la nostra concezione della vita dovrà cambiare. 

Le elezioni democratiche e il libero mercato potrebbero non avere più senso. Così pure la maggior parte delle religioni e delle opere d’arte. 

Provate a immaginare Anna Karenina che tira fuori il suo smartphone e chieda a Siri se dovrebbe restare sposata con Karenin o fuggire con il conte Vronsky. Oppure, immaginate la vostra commedia preferita di Shakespeare, con tutte le decisioni cruciali prese da un algoritmo di Google.

Amleto e Macbeth avrebbero una vita molto più confortevole, ma, 

  • · Che tipo di vite sarebbero quelle?
  • · Ci sono dei modelli che diano un senso a tali vite?
  • · I parlamenti e i partiti politici riusciranno a superare queste sfide e prevenire gli scenari più tetri?

Al momento attuale ciò non sembra possibile … 

La disruption tecnologica non è nemmeno uno dei punti principali dell’agenda politica. Durante la corsa presidenziale degli Stati Uniti del 2016, il principale riferimento alla tecnologia dirompente riguardava la debacle della posta elettronica di Hillary Clinton e nonostante tutti i discorsi sulle perdite dei posti di lavoro, nessuno dei due candidati ha affrontato direttamente l’impatto potenziale dell’automazione. 

Donald Trump ha avvisato gli elettori che i messicani avrebbero preso i loro posti di lavoro e che gli Stati Uniti avrebbero dovuto costruire un muro sul confine meridionale. Non ha mai avvertito gli elettori che gli algoritmi avrebbero svolto il loro lavoro e neppure ha suggerito di costruire un firewall attorno alla California.

Quindi cosa dovremmo fare?

Per cominciare, dobbiamo mettere una priorità molto più alta sulla comprensione di come funziona la mente umana, in particolare su come coltivare la saggezza e la compassione.

Se dovessimo investire troppo nell’IA e troppo poco nello sviluppo della mente umana, l’intelligenza artificiale molto sofisticata dei computer potrebbe servire solo a potenziare la naturale stupidità degli esseri umani e a nutrire i nostri impulsi peggiori (che forse sono anche i più potenti), tra cui l’avidità e l’odio.

Per evitare un simile risultato, per ogni dollaro e ogni minuto che investiamo nel miglioramento dell’IA, dovremmo saggiamente investire un dollaro e un minuto nell’esplorazione e nello sviluppo della coscienza umana.

Più in pratica e più nell’immediato: se vogliamo impedire la concentrazione di tutta la ricchezza e potere nelle mani di una piccola élite, dobbiamo regolamentare la proprietà dei dati ..

Nei tempi antichi, la terra era il bene più importante, quindi la politica era la lotta per il controllo della terra. Nell’era moderna, le macchine e le fabbriche sono diventate più

importanti della terra, quindi le lotte politiche si sono concentrate sul controllo di questi mezzi vitali di produzione.

Nel XXI secolo, come beni più importanti, i dati eclisseranno sia la terra che i macchinari, quindi la politica sarà la lotta per controllare il flusso dei dati.

Sfortunatamente, non abbiamo molta esperienza su come regolamentare la proprietà dei dati, che è intrinsecamente un compito molto più difficile di regolamentare i terreni o le macchine. I dati sono ovunque e in nessun luogo allo stesso tempo, possono spostarsi alla velocità della luce e se ne possono creare infinite copie.

I dati raccolti sul mio DNA, sul mio cervello e sulla mia vita appartengono a me, al governo, a una società o al collettivo umano

La corsa per l’accumulo dei dati è già partita e attualmente è guidata da giganti come Google e Facebook e, in Cina, da Baidu e Tencent.

Finora, molte di queste aziende hanno agito da “mercanti dell’attenzione”: catturano la nostra attenzione dandoci gratuitamente, 

  • · le informazioni 
  • · i servizi 
  • · l’intrattenimento 

…per poi rivenderla agli inserzionisti.

Eppure, la loro vera attività non è solo la vendita di annunci pubblicitari. Catturando la nostra attenzione riescono ad accumulare immense quantità di dati su di noi, che valgono più di qualsiasi introito pubblicitario.

Non siamo i loro clienti – siamo i loro prodotti

Per le persone comuni sarà molto difficile resistere a questo processo. Al momento, molti di noi sono felici di regalare il nostro bene più prezioso – i nostri dati personali – in cambio di servizi gratuiti di posta elettronica e video divertenti sui gatti.

Inoltre, se in seguito la gente comune decidesse di provare a bloccare il flusso dei dati, è probabile che abbia dei problemi a farlo, specialmente perché potrebbe aver fatto affidamento sulla rete per farsi aiutare a prendere delle decisioni persino sulla salute e la sopravvivenza fisica.

La nazionalizzazione dei dati da parte dei governi potrebbe offrire una soluzione; certamente frenerebbe il potere delle grandi multinazionali, ma la storia ci suggerisce che non è necessariamente meglio essere nelle mani di governi strapotenti.

Quindi, faremmo meglio a chiedere ai nostri scienziati, ai nostri filosofi, ai nostri avvocati e persino ai nostri poeti, di rivolgere la loro attenzione a questa domanda importante:

Come si regola la proprietà dei dati?

Attualmente, gli esseri umani rischiano di diventare simili agli animali domestici. 

Abbiamo allevato delle docili mucche che producono enormi quantità di latte, ma che sono anche di gran lunga inferiori ai loro antenati selvaggi. Sono meno agili, meno curiose e meno intraprendenti.

Ora stiamo creando degli esseri umani addomesticati che producono enormi quantità di dati e funzionano come chip efficienti in un enorme meccanismo di elaborazione dati, ma che difficilmente massimizzano il loro potenziale umano.

Se non stiamo attenti, finiremo con gli umani declassati che usano a malo modo i computer per devastare se stessi e il mondo.

Se trovate che queste prospettive siano allarmanti – se non vi piace l’idea di vivere in una dittatura digitale o in una forma socialmente degradata di società – allora il contributo più importante che possiate dare, è trovare dei modi per evitare che troppi dati vengano concentrati in pochissime mani e anche trovare dei modi per mantenere l’elaborazione distribuita dei dati più efficiente rispetto all’elaborazione centralizzata. 

Non sarà un compito facile, ma la sua risoluzione potrebbe essere la migliore salvaguardia della democrazia e di noi stessi … 

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/ 

®wld

Come in un volo aereo di linea commerciale

La normalizzazione della follia

di Julian Rose

Sono seduto nella sala partenze dell’aeroporto di Cracovia, in attesa del volo per Edimburgo. Di fronte c’è una giovane donna con un cellulare rosa appoggiato al cavallo delle sue gambe e una bottiglia di plastica di Coca Cola in piedi nello stesso posto. Il primo, lentamente sta distruggendo il suo cervello e la sua capacità riproduttiva e il secondo lentamente sta distruggendo il suo intestino e il sistema nervoso.

Ha delle estensioni per le orecchie che provengono dal suo cellulare e indossa un’espressione vacua sul suo viso, un po’ dimessa. Ignara senza dubbio, che sta riducendo costantemente la sua aspettativa di vita.

È un posto abbastanza affollato. La consueta schiera di società globali dominanti mostra le ultime novità nei corridoi sterili illuminati dal neon che sono diventati l’ambiente stereo tipico degli aeroporti internazionali di tutto il mondo. Ogni prodotto confezionato e esposto viene visualizzato come “irresistibile”.

L’aria in questo posto è “condizionata”, ma così è tutto. Compreso il mucchietto di smog elettronico di microonde che assicura che il cervello di nessuno stia funzionando come dovrebbe. Siamo tutti anestetizzati.

L’elettricità prodotta è l’energia dominante qui, ronzante e continua attraverso i punti di forza di centinaia di elettrodomestici, schermi e hotspot Wi-Fi. Aeroporti come questo simboleggiano la normalizzazione della follia. I meno moderni totem techno-dipendenti della moderna era guidata dai computer, che strisciano avanti e indietro nella loro omogeneizzazione della diversità planetaria.

La signorina di fronte scruta lo schermo del suo cellulare. All’improvviso un piccolo barlume di un’espressione le anima il viso. Qualcuno le sta mandando un messaggio. Mi chiedo cosa dice? Forse “Come stai tesoro? Sono appena tornato a casa e ho trovato il tuo fratellino giocare a ‘giochi di guerra 3’ nella sua nuova App. Papà sta falciando il prato – di nuovo! Buon volo e non dimenticarti di mandarci un messaggio quando arrivi! Luv, mamma. “La sua faccia ritorna neutrale e sostituisce il telefono nella sua originale posizione di vita.

Fuori dalla finestra, vari e diversi veicoli robotici manovrano intorno agli acri di asfalto che formano i terminal degli aeroporti internazionali. Non un albero in vista. A pochi posti di distanza da me, un bambino è seduto sulle ginocchia della madre, meditando meditabondo su qualunque cosa si tratti di quei bambini. All’improvviso un bel sorriso illumina il suo volto. Un’aura sottile di redenzione si blocca nell’aria – e per un solo istante – la gioia pura penetra nel piccolo spazio in cui questa bambina emana il suo momento di piacere non trattato. Com’è bello vedere e sentire il potere dello spirito umano emergere in mezzo a questo inquieto luogo di cemento, fili, vetro e plastica.

In precedenza, sulla sicurezza, sono stato messo da parte per aver avvisato la macchina a raggi X. Un agente di sicurezza prende un paio di pinzette con una linguetta all’estremità e scansiona le mie mani e polsi. Che strano, penso, essere qui a scansionare … fino a quando mi ricordo che sempre più mortali ora hanno delle patatine ai polsi che senza dubbio allertano la macchina scanner. Mi viene in mente che forse sono stato “scheggiato” inconsapevolmente e sono costantemente monitorato dall’ufficio di investigazione centralizzato del fratello maggiore. Non è impossibile con qualsiasi mezzo, ma più probabilmente il motivo per cui il semaforo rosso si è acceso, è stato un pezzo di acciaio inserito nella gamba inferiore dal chirurgo osseo polacco che ha riparato la mia caviglia rotta un anno fa.

Circa trenta minuti dopo, a bordo dell’aereo, il lato umano della vita riesce a intervenire ancora una volta, questa volta nella forma dell’amministratore di volo; un’anima gioviale con un ampio accento scozzese e un sorriso scintillante. Le risate scoppiano mentre spiega perché, a causa dei passeggeri in arrivo che si eccitano, c’è una mancanza di panini a bordo per il viaggio di ritorno. Il vivace maggiordomo, ben oltre le fasi successive della sua carriera professionale, mi ha ricordato il lattaio che una volta ho assunto per consegnare il mio latte non pastorizzato e panna a Guernsey agli abitanti del South Oxfordshire. Era un Glasgowiano (di Glasgow) e quasi nessuno capiva una parola che stava dicendo – incluso me – così forte era il suo accento.

Ma ringraziamo Dio per il fatto che questi individui eccentrici rimangono in libertà nella società dominata dalle imprese, politicamente corrette e standardizzate. Non tutto è perduto, nonostante tutti i tentativi fatti per condurci alla sottomissione a un’esistenza di realtà virtuale senz’anima. Infatti, sempre più ci sono segni di una nuova vita che sta crescendo dove potrebbero essercene meno, come in un volo aereo di linea commerciale tra Cracovia ed Edimburgo. Ci sono sempre alberi che, dato solo il minimo barlume di luce, riescono a crescere attraverso il cemento progettato per tenerli fuori. Quelli in grado di essere ‘umani’ rappresentano probabilmente la maggioranza su questo pianeta; ma le pressioni per conformarsi all’agenda orwelliana cyborgiana sono implacabili – e il calore del cuore è spesso la prima vittima in questa spinta al dominio da parte di un “nuovo ordine mondiale” industriale guidato dai banchieri.

Il volo è tranquillo, per fortuna. Le persone si sistemano nelle solite occupazioni che preoccupano i passeggeri stipati come sardine in rumorosi e distintamente primitivi tubi di alluminio pressurizzati di due centimetri, proiettati nell’atmosfera superiore grazie a enormi volumi di cherosene sintetizzato.

Scendiamo sull’asfalto dell’aeroporto di Edimburgo e ci fermiamo al portellone. Tutti balzano in piedi come se rispondessero ai ritornelli di God Save the Queen. C’è la solita cavalcata sconveniente verso il punto di uscita del passeggero, con i telefoni cellulari ancora una volta in vigore; twittare e twittare come uno stormo di uccelli spaventati.

Ma poi qualcosa di decisamente diverso: i passaggi verso le formalità doganali sono completamente privi di pubblicità. Non c’è il solito ronzio elettromagnetico frenetico; niente musica prodotta in serie. La gente sembra rallentare. Al controllo dei passaporti un silenzio quasi palpabile riempie la sala. Le coppie sono prese insieme, passando senza intoppi attraverso i cancelli. Si può quasi toccare il senso di qualcosa di reale. Si può quasi sentire l’odore del “groviglio delle isole”. Quasi percepiscono gli altopiani non così lontani; i laghi, il mare, le alghe, l’erica e l’orgoglioso pifferaio nella valle.

Per coloro che conoscono queste parti, un piccolo brivido passa lungo la spina dorsale. Non sentiamo il lontano ritornello di cornamuse che ci chiama di nuovo alle armi? Antica e antica terra di aspre e aspre colline di granito, punteggiata da torrenti montani a cascata. Il paesaggio ossessionante e quasi senza alberi, devastato dall’uomo in passato, ma che trasuda ancora un potere magnetico irresistibile.

Uscendo da Edimburgo e percorrendo un sentiero attraverso i desolati altipiani verso le Western Isles, Jadwiga dichiara che la scena è “Un triste tipo di bellezza.” “Qui puoi vedere l’orgoglio di coloro che si sono trattenuti e che si sono rifiutati di essere “sviluppati” “pensò. “Una bellezza terribile”, io, uno scozzese, a forza dei miei antenati del clan Rose of Kilravock. E mentre viaggiamo, così questa piccola storia di umanità e disumanità si ferma. La morale, se dovessi chiamarla, è questa: dove l’uomo ha, per qualsiasi ragione, fallito nell’installare gli attributi laceranti e tormentosi della modernità, così vive invitando i nostri sensi più profondi a risorgere e riprendere a respirare. Suona, pifferaio alle porte dell’alba!

Fonte: https://www.activistpost.com/

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Schermi & schermi – dannosi in modi diversi

Il brevetto US 6506148 B2 conferma la manipolazione del sistema nervoso umano attraverso il computer e la TV  

 
È difficile trovare informazioni su un solo “Hendricus G. Loos”, nonostante abbia depositato molteplici domande di brevetto, con successo, per gli apparati che si occupano della manipolazione del sistema nervoso umano per tenerlo sotto controllo attraverso uno schermo di computer o un televisore. In un  estratto, spiega quanto segue,
 
“Gli effetti fisiologici sono stati osservati in un soggetto umano in risposta alla stimolazione della pelle con campi elettromagnetici deboli che sono pulsati con certe frequenze vicino a ½ Hz o 2,4 Hz, tali da eccitare una risonanza sensoriale. Molti monitor per computer e televisori, quando si visualizzano immagini pulsate, emettono campi elettromagnetici pulsati di ampiezza sufficiente a causare tale eccitazione. È quindi possibile manipolare il sistema nervoso di un soggetto pulsando le immagini visualizzate su un monitor del computer o sul televisore. Per quest’ultimo, l’immagine che pulsa può essere inserita nel materiale del programma, oppure può essere sovrapposta modulando un video flusso, sia come segnale RF che come segnale video. L’immagine visualizzata sul monitor di un computer può essere pulsata in modo efficace da un semplice programma per computer. Per alcuni monitor, i campi elettromagnetici pulsati capaci di eccitare le risonanze sensoriali nei soggetti vicini possono essere generati anche se le immagini visualizzate sono pulsate con intensità subliminale.”
 
L’attenzione a questo proposito, viene spiegato dalla domanda sul brevetto, che anche un impulso molto debole può avere effetti negativi sul sistema nervoso umano.
 
Prosegue poi descrivendo che la variabilità e la forza degli impulsi possono essere controllati tramite un software e spiega come, per quanto riguarda il monitor di un computer, DVD, videocassette e altro, e anche come può essere controllato a distanza da un’altra posizione.
 
Forse la parte più preoccupante è questa,
 
“Alcuni monitor possono emettere impulsi di campo elettromagnetico che eccitano una risonanza sensoriale in un soggetto vicino, attraverso impulsi di immagine che sono così deboli da essere subliminali. La sfortuna in tutto questo è che apre un modo per un’applicazione subdola dell’invenzione, in cui le persone sono esposte inconsapevolmente alla manipolazione del loro sistema nervoso per gli scopi di qualcun altro. Tale applicazione non sarebbe etica e naturalmente non è sostenuta. Viene menzionato qui per avvisare il pubblico della possibilità di abusi nascosti che possono verificarsi mentre si è online, o mentre si guarda la TV, un video o un DVD.”
 

L’applicazione è piena di esempi citati che il “sistema nervoso di un soggetto può essere manipolato attraverso impulsi di campo elettromagnetico emessi da un vicino monitor CRT o LCD che visualizza immagini con intensità pulsata”.
 
Il nostro sistema nervoso controlla fondamentalmente tutto nel nostro corpo, incluso il cervello. È una rete di nervi e cellule che trasportano messaggi da e verso il cervello e il midollo spinale a varie parti del corpo, e non è un segreto che il governo degli Stati Uniti, tra gli altri, abbia una lunga storia di sperimentazione sugli esseri umani per scopi di controllo mentale. La televisione potrebbe essere una tattica del controllo mentale? Spiegherebbe perché così tante persone credono alle storie e alle spiegazioni degli eventi presentati loro dai media mainstream, istantaneamente, senza nemmeno metterle in discussione.
 
In alcuni casi, siamo fatti per idolatrare ciò che vediamo in TV, come celebrità, e imitare comportamenti e desideri.
 
A volte, una prospettiva supportata da prove, che neutralizza completamente la storia e le informazioni che riceviamo dai media mainstream, viene gettata nel “regno della cospirazione”. Questo è pericoloso, abbiamo raggiunto un punto in cui le nostre televisioni stanno facendo il pensiero per noi? Potrebbero usare le tecniche di impulso descritte sopra per influenzare i nostri pensieri, comportamenti e percezioni?
 
Dato ciò che sappiamo sui nostri governi e le azioni non etiche che hanno intrapreso nel corso della storia, non è assolutamente fuori questione.
 
C’è un motivo per cui aeroplani e ospedali vietano l’uso dei telefoni cellulari, perché le loro trasmissioni elettromagnetiche interferiscono con i critici dispositivi elettrici. Il cervello non è diverso, è un organo bioelettrico estremamente complesso e genera campi elettrici. Gli scienziati possono effettivamente controllare la funzione cerebrale con la stimolazione magnetica transcranica (TMS), una tecnica che utilizza potenti impulsi di radiazione elettromagnetica irradiata nel cervello di una persona per inceppare o eccitare particolari circuiti cerebrali.
 
Questo è lo stesso tipo di cose descritte nel brevetto, quindi fino a che punto i nostri monitor e schermi televisivi lo fanno? Questo è il motivo per cui, ad esempio, quando qualcuno accende la sua Playstation Sony, lo schermo avverte di leggere le importanti informazioni sulla salute prima di giocare. La ricerca ha anche dimostrato che le trasmissioni cellulari semplici possono influenzare in modo significativo le onde cerebrali di una persona, il che a sua volta porta ad effetti sul loro comportamento.
 
“Le radiazioni elettromagnetiche possono avere un effetto sul comportamento mentale quando trasmettono alla frequenza appropriata.” – James Horne, del Centro di ricerca sul sonno dell’Università di Loughborough (fonte)
 
Non solo questo, ma centinaia di scienziati si sono uniti e stanno attualmente creando consapevolezza e petizioni alle Nazioni Unite sugli effetti e sulla salute delle radiazioni elettromagnetiche. Sono stati collegati al cancro e hanno dimostrato di manipolare il nostro DNA. Puoi leggere di più su questo qui.
 
L’iniziativa è stata avviata dal Dott. Martin Blank, Ph.D., del Dipartimento di Fisiologia e Biofisica Cellulare presso l’Università della Colombia, che si è unito a un gruppo di scienziati di tutto il mondo per fare un appello internazionale alle Nazioni Unite sui pericoli associati con l’uso di vari dispositivi di emissione elettromagnetica, come telefoni cellulari e WiFi.
 
“Senza mezzi termini stanno danneggiando le cellule viventi nei nostri corpi e uccidendo molti di noi prematuramente”, ha detto il dottor Martin Blank, del Dipartimento di Fisiologia e Biofisica Cellulare della Columbia University, in un video messaggio.
 
“Abbiamo creato qualcosa che ci sta danneggiando e sta andando fuori controllo. Prima della lampadina di Edison c’era poca radiazione elettromagnetica nel nostro ambiente. I livelli oggi sono molto più alti dei livelli di fondo naturali e stanno crescendo rapidamente a causa di tutti i nuovi dispositivi che emettono questa radiazione.”
 
Questa informazione ha un effetto separato sul corpo dal controllo della mente, ma è comunque importante menzionarlo e attirare la luce.
 
Non solo i nostri dispositivi elettronici controllano, guardano e registrano tutto ciò che facciamo, possono anche influenzare il nostro comportamento, le nostre percezioni, i nostri pensieri e sentimenti su larga scala, ma chi sa davvero se “i poteri che stanno” usando questi dispositivi per il controllo della mente, nello stesso modo in cui li usano per la sorveglianza.
 
Non fraintendermi, non è difficile vedere come le multinazionali usano la televisione per influenzare il nostro comportamento e le nostre percezioni, ma forse loro, e altre autorità, stanno cambiando le cose, come menzionato sopra, e manipolano il nostro sistema nervoso per il loro personale guadagno, facendolo consapevolmente.
 
Chamath Palihapitiya, vicepresidente per la crescita degli utenti su Facebook prima di lasciare la compagnia nel 2011, ha dichiarato: “I cicli di feedback a breve termine, guidati dalla dopamina, che abbiamo creato stanno distruggendo il modo in cui funziona la società. . . . Nessun discorso civile, nessuna cooperazione, disinformazione, menzogna. “Quindi, stiamo anche vedendo un tipo simile di cose”.
 
Quando si tratta di controllo mentale, il progetto MK ultra è stato il bambino della CIA. Si crede comunemente che sia stato solo l’LSD ad essere utilizzato su soggetti umani, ma quello era solo un programma. Come la Corte Suprema degli Stati Uniti ha portato alla luce nel 1985, MK ultra consisteva in 162 diversi progetti segreti finanziati indirettamente dalla CIA e contratti in diverse università, fondazioni di ricerca e istituzioni simili. “La maggior parte dei record MK Ultra erano in realtà stati distrutti e non sono mai stati visti.
 
Forse la programmazione televisiva faceva parte del programma MK Ultra?
 
Commenti conclusivi
 
È difficile capire l’idea che potremmo essere manipolati e usati così tanto, ai fini del profitto, del controllo e di altri programmi, ma è una realtà che dobbiamo affrontare. Ci sono esempi illimitati di ciò nel corso della storia fino ai giorni nostri, e tutti gli aspetti della vita umana sembrano essere controllati da un gruppo selezionato di pochissime persone dalla salute, alla finanza, all’istruzione, all’intrattenimento, al grande cibo e molto altro. Siamo diventati strumenti per il loro uso, ei nostri pensieri, comportamenti e percezioni, per la maggior parte, sembrano essere gli stessi. Se si è un po’ diversi, o non ci si adatta veramente al fotogramma, uno può essere immediatamente etichettato diventando così un “emarginato sociale”.
 
Non ho alcun dubbio che la nostra televisione e altri dispositivi elettronici abbiano effetti dannosi sulla salute e che possano influenzare il nostro sistema nervoso in molti modi diversi. La scienza su questo è chiara, ma ciò che non è così chiaro è l’idea che ci siano altri che usano queste tecniche, consapevolmente, per controllare le nostre menti.
 
Basandomi su tutte le mie ricerche sul controllo della mente e sulle azioni intraprese dai nostri governi e fino a che punto li hanno portati, sarei sorpreso se la televisione non fosse parte del programma MK ultra.
 
Tutto sommato, è più auspicabile passare meno tempo davanti al tuo schermo e più tempo con un libro o passare del tempo fuori all’aperto, o con la famiglia e gli amici. Quello che c’è di sicuro è che i nostri schermi sono dannosi per la nostra salute in molti modi diversi.