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Scielti per Voi, buon fine settimana

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La piccola Greta e i grandi gretini dell’ambientalismo malthusiano 

Di Marceello Pamio

Da settimane i media mainstream hanno acceso e puntato i riflettori su una sconosciuta ragazzina svedese, spuntata letteralmente dal nulla.

Nessuno l’aveva mai vista. Di punto in bianco….puff….esce dal cilindro, viene invitata a parlare al vertice sul clima delle Nazioni Unite e poi al Forum di Davos, oggi addirittura è stata candidata al Premio Nobel.

Tutte cose normali per una qualsiasi ragazza di 16 anni, vero?

Ma i suoi discorsi hanno emozionato e toccato le corde profonde dell’anima, appassionando gli ambientalisti di tutto il mondo, così è stata presa come modello da stimare ed emulare.

Se non bastasse per capire il quadro, persino Sergio Mattarella l’ha elogiata, e il diversamente-sobrio Jean-Claude Junker le ha fatto il baciamano.

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Da agosto 2018, ogni venerdì mattina, invece di andare a scuola Greta si piazza davanti al Parlamento svedese con il cartello “Sciopero scolastico per il clima”, e in pochissimo tempo è diventata la più giovane ambientalista europea e promotrice delle marce degli studenti per il clima.

Il suo motto è: «non mi fermerò. Non fino a quando le emissioni di gas serra non saranno scese sotto il livello di allarme».

La realtà è che Greta Thunberg è stata fatta diventare un simbolo.

Da una parte sicuramente c’è lo sfruttamento in una «campagna di pubbliche relazioni» in vista dell’uscita del nuovo libro della madre, la cantante d’opera svedese Malena Ernman

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che sta strumentalizzando la povera figlia affetta dalla Sindrome di Asperger. Conosciamo anche il nome dello stratega della campagna di PR, Pubbliche Relazioni, Ingmar Rentzhog, un esperto di marketing e pubblicità. Dall’altra però Greta fa comodo anche al Sistema…

Quello che Greta non dice…

La giovane svedese è portatrice sana di cose ovvie e assolutamente scontate.
Il punto non è quello che Greta dice, ma quello che non dice!

Non è un po’ strano che nonostante attacchi i Poteri Forti, venga appoggiata dagli stessi, cioè dai circoli malthusiano-globalisti, e dalla dittatura europea? Gli stessi circoli che vogliono austerità, deflazioni, disoccupazioni di massa, depopolazione e gli stessi che stanno creando il problema climatico!

Global Warming

L’immensa grancassa di Poteri Forti sta tambureggiano l’allarme del Riscaldamento Globale, attribuendone la causa SOLO alla produzione industriale e ai consumi umani!

Il Global Warming è un fatto accertato e la causa dell’effetto serra è il cancro chiamato uomo, per cui la “soluzione” è quella di aderire immediatamente ai vari Protocollo di Kyoto ecc. che impongono la riduzione delle emissioni industriali, costi quel che costi.

Nessuno sta negando l’ovvietà: basta aprire la finestra per capirlo.

Il pianeta sta certamente vivendo un periodo di riscaldamento globale, e il nostro stile di vita, improntato esclusivamente al consumismo sfrenato, è follia allo stato puro! Questi sono dati oggettivi e inoppugnabili, ma quello che si vuole sottolineare è che il Global Warming (non è solo causa dell’uomo) è usato dall’élite dominante come un Cavallo di Troia per scopi tutt’altro che ambientalistici o naturalistici: fomentare e instaurare il terrore nella popolazione (paura di allagamenti, nubifragi, tornado, uragani, ecc.), far passare leggi sempre più repressive, spingere l’acceleratore della riduzione della popolazione, impedire a paesi emergenti di uscire dal loro baratro, ecc.

La storia docet

Anche perché a proposito di riscaldamento, va detto che nel 1719 una canicola eccezionale, che sarà difficile attribuire all’industria umana, fece morire non i 15.000 anziani francesi deceduti nel 2013, ma oltre 450.000 persone. I sudditi del Re Luigi XV erano allora solo 22 milioni.

Per lo più i morti erano bambini colpiti da diarrea perché le falde, prosciugate per metà, erano infette. Altre dissenterie canicolari si produssero nel 1706 e nel 1747 e ciascuna fece oltre 200.000 morti.

Quindi prima della grande industrializzazione, prima che le attività dell’uomo liberassero anidride carbonica nell’aria, vi sono stati periodi molto più caldi dell’attuale. Come la mettiamo?

Sono banali esempi, che insegnano come la storia dell’umanità sia costellata da periodi caldissimi (e periodi freddissimi) indipendentemente dall’uomo.

Cambiamento climatico o guerra climatica?

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È l’inventore anche del buco dell’ozono, provocato a suo dire dal gas CFC, il cui brevetto della Dupont scadeva casualmente quando si scoprì il buco…

Lovelock è profondamente inserito nelle centrali di potere che protraggono l’impero britannico, anche perché egli è un uomo del liberismo secondo Adam Smith e seguace di progetti di riduzione della popolazione secondo Malthus*.

Quello che Lovelock adombra è il progetto di un governo autoritario mondiale con la scusa del controllo del riscaldamento globale.

Oggi ha 99 anni ed è ancora membro del The Optimum Population Trust, un think tank che promuove la riduzione della popolazione umana nel mondo, e della Royal Society of Edinburgh, società filosofica che promuove le azioni adatte ridurre dell’80% le emissioni di gas di carbonio.

Infine ha lavorato a stretto contatto con l’americano John Holdren, il fisico aeronautico diventato un fondamentalista della denatalità (consigliere del presidente Obama).

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Holdren già nel 2009 proponeva di spargere milioni di tonnellate di particolato nell’alta atmosfera onde formare una nube capace di respingere i raggi solari…

Ricordo che l’ambientalismo catastrofico, l’effetto serra e il buco dell’ozono sono mossi da interessi costituiti potenti e dalle ideologie della crescita zero, teleguidati dalle Fondazioni Rockefeller.  

«Alla ricerca di un nuovo nemico che ci unisse, giungemmo all’idea che l’inquinamento, la minaccia del riscaldamento globale, mancanza d’acqua, la carestia e cose del genere fossero adatte»
Così riporta una pubblicazione del Club di Roma**.
Il controllo del clima è una priorità per il Sistema.

Ecco cos’è riportato in un documento sugli armamenti futuribili della Us Air Force dal titolo Air Force 2025: «la modificazione del clima offre nel quadro bellico un ampio ventaglio di opzioni per sconfiggere o coercire un avversario. Negli Stati Uniti la modifica del tempo atmosferico diverrà parte della sicurezza nazionale con applicazione all’interno e all’estero».

Controllare il clima rientra nella guerra militare, e quindi per gli Stati Uniti d’America una priorità per la sicurezza nazionale.

Geo-ingegneria climatica

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Quali sono le cose che Greta e tutti gli ambientalisti malthusiani non denunciano nel cambiamento climatico che stiamo vivendo? Nessuno di loro ha il coraggio di tirare in ballo le scie chimiche (chemtrails) e le ingerenze dei potenti campi elettromagnetici usati nei vari programmi militari come HAARP. Irrorare quotidianamente, spruzzando sostanze tossine e metalli pesanti nei cieli non ha ripercussioni nel clima globale?

Riscaldare la ionosfera (progetto HAARP) con quantità abnormi di energia non ha ripercussioni nel clima globale?

Come mai nessuno denuncia la guerra climatica in atto? Non lo sanno, non sono coscienti, oppure fanno parte del giochetto?

Queste sono le cose da denunciare al mondo, da gridare in faccia ai potenti della Terra, non le fregnacce messe in circolazione dal Sistema stesso.
Per questo motivo Greta è diventata la paladina ambientale, l’eroina dei più deboli e indifesi, ma anche dei potenti della Terra…

*Thomas Malthus

Il reverendo Thomas Robert Malthus oltre due secoli fa elaborò una teoria che pone in relazione la crescita della popolazione con lo sviluppo economico.
Il pastore anglicano, oltre ad essere economista e demografo britannico, sosteneva che la tendenza della popolazione di un paese è di crescere a tasso geometrico (1-2-4-16-32), mentre l’offerta di cibo segue un tasso aritmetico (1-3-5-7-11).

Quindi per evitare bassi livelli di vita o di assoluta povertà la strategia è di limitare il numero delle nascite!

Malthus, al soldo della Compagnia delle Indie Orientali, si mise a capo dell’ideologia del limite delle risorse a fronte della crescita demografica.

Successivamente la sua visione è stata fonte di ispirazione di moltissimi personaggi della politica, economia e finanza. Per esempio negli anni Trenta, la politica del genocidio che sottende l’ideologia dei «limiti delle risorse», fu riformulata nel corso di un incontro tra Adolf Hitler e Lord Lothian (Philip Kerr) il capo della Tavola Rotonda, la formazione più direttamente impegnata a sostenere la scalata al potere di Adolf Hitler in Germania. Il resto è storia…

** Il Club di Roma fu fondato durante alcuni incontri tenutisi a Villa Serbelloni, proprietà della Fondazione Rockefeller a Bellagio, sul Lago di Como.

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Con il libro: «I limiti dello sviluppo» il Club propose nel 1972 le sue strampalate teorie ambientali che sollevarono una tempesta. Purtroppo il testo e le successive edizioni esercitarono una notevole influenza sul nascente movimento ambientalista italiano…

Il vero scopo del Club di Roma era – ed è – quello di organizzare la propaganda sulla crisi ambientale e sfruttare quest’ultima per giustificare la centralizzazione del potere, la soppressione dello sviluppo industriale sia in Occidente che nel Terzo Mondo ed il controllo della popolazione mediante l’eugenetica.

Fonte: https://disinformazione.it/

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CLIMA, METEO, INQUINAMENTO

Forse è bene dare una ripassata ad alcuni termini.

Non userò definizioni che solo io riesco a trovare…. ma riporterò testualmente ciò che viene scritto su Wikipedia: (ndr articolo interessante da leggere) Leggi QUI l’intero articolo

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Urgente è cambiare il modello economico. La salvaguardia del pianeta verrà poi da sè.

di Davide Gionco

Chissà perché nel giro di pochi giorni tutti i giornali e i telegiornali, e di consenguenza anche la gente sui social media (che dai primi dipendono) hanno iniziato a parlare di ambiente.

La cosa è molto sospetta. La prima cosa che viene da chiedermi è quali siano dei poteri forti del mondo, senza il permesso dei quali giornali e tv non si occupano mai di un certo argomento.

L’attuale presidente della RAI Marcello Foa ci ha spiegato bene i meccanismi che portano alla diffusione simultanea di notizie sui mass-media mainstream. L’articolo continua QUI

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Il Giudizio Universale di Greta. Siamo tornati al Medioevo

di Gianmarco Landi

La Globalizzazione sta assumendo contorni di idiozia inquietanti, ed è assolutamente agghiacciante il clamore giornalistico al servizio di una colossale bugia planetaria propalata oggi da un’eroina dei media, una ragazzina di 16 anni. Greta, purtroppo, è affetta da sindrome di Asperger e me ne duole, ma il punto non è questo; è che una ragazzetta incompetente, portata alla ribalta dal mainstream, che ha costruito il personaggio, non può certo indirizzare l’Umanità, quando invece pare che così debba essere! Tutti gli ambientalisti, i radical chic, i liberal glamour e i sinistroidi del Mondo, con Greta hanno trovato la loro giusta dimensione perché, proprio come lei, credono acriticamente ad un allarmismo apocalittico di antico richiamo all’umanità peccaminosa tardo medievale. L’articolo continua QUI 

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Il riscaldamento globale è un “imbroglio e truffa” gestito da scienziati corrotti, avverte il co-fondatore di Greenpeace

(NaturaleNews)

Sebbene l’organizzazione oggi sia tra le più schiette quando si tratta di scatenare l’isteria di massa sul “riscaldamento globale” e sul “cambiamento climatico”, la sua homepage ha attualmente un pop-up che esorta i visitatori a firmare una petizione per “Dillo al Congresso” spingere per un New Deal verde”- Greenpeace non è stato sempre un sostenitore spudorato della scienza spazzatura.

Infatti, il co-fondatore di Greenpeace Canada, Patrick Moore, ha recentemente versato i fagioli durante un’intervista su Breitbart News Tonight di SiriusXM, spiegando che non solo il riscaldamento globale è completamente falso , ma che viene utilizzato anche dagli ingegneri sociali di tutto il mondo – incluso Greenpeace – per spaventare il pubblico nel rinunciare ai propri diritti e alle proprie libertà. L’articolo continua QUI in lingua inglese

 

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LE SCIE DEGLI AEREI MINACCIANO LA TERRA

SCIE AEREI E SHUTTLE METTONO IN PERICOLO LA TERRA

Questo articolo non è recente ma molto attuale 

05.02.2007

Uno scienziato atmosferico canadese avverte che le emissioni aerei, gli aerei di linea e i lanci degli shuttle stanno indebolendo la stratosfera e distruggendo lo strato di ozono della Terra – minacciando tutta la vita sul pianeta.

Era uno di quei messaggi che i telefoni sono noti per consegnare – il tipo di chiamata che fa svanire il sonno e rende peggiori i sintomi dell’influenza. Ma questa volta l’intero pianeta era in gioco.

Un preoccupato scienziato canadese di nome Neil Finley era in linea per informarmi che il traffico dei jet ad elevata altitudine, i lanci degli shuttle e le scie aerei stanno minacciando di distruggere non solo lo scudo terrestre che protegge dalle radiazioni – ma la stessa stratosfera.
Questa non era esattamente una novità. Ken Caldeira – lo scienziato dei laboratori Lawrence Livermore che lavoravano sulla bomba atomica, quello che aveva diretto le simulazioni informatiche di Edward Teller per lo “schermo solare” atmosferico – mi aveva detto che un programma che coinvolgeva l’erogazione di milioni di tonnellate di agenti chimici in grado di riflettere la luce del sole in alto verso la stratosfera poteva “distruggere lo strato di ozono”.

La novità era uno scienziato atmosferico che esprimeva preoccupazione per le scie degli aerei. Dillo di nuovo?

ARCHI CHIMICI 

Come ha raccontato Finley, il 16 giugno 2006, mentre guidava nella Statale 1 vicino a Victoria (British Columbia), “Mi fermai per vedere una piatta nuvola bianca, incredibilmente bianca, incredibilmente ampia. Era sconvolgente da vedere”. La luce solare riflessa da quella enorme nuvola innaturale attraverso la sua sfumata visiera solare “occultava” il sole, come ha detto lui, in strisce prismatiche: “tutto rosa, verde e viola”. Una tale “birifrangenza”, ha spiegato Finley, “non si verifica mai con il vapore acqueo, perché la separazione dei colori si ha solo in un sistema di rifrazione cristallino”. 

Tali interferenze prismatiche con lunghezze d’onda luminose avvengono solo con “materiale solido estremamente, estremamente fine”, ha spiegato di nuovo Finley. Queste fini particelle sospese “generano campi di interferenza attorno ad ogni particella, cambiando il colore della luce”.

Finley ha detto che si stava riferendo specificamente agli agenti chimici rilasciati artificialmente nel cielo da “aviocisterne”. Mentre il vapore acqueo che si solidifica in cristalli di ghiaccio ad elevate altitudini può predisporre dei “pareli” (cerchi luminosi) attorno al Sole e un’occasionale aureola attorno alla luna, gli oleosi colori dell’arcobaleno visti molto più comunemente nelle scie dei jet e nelle nuvole artificiali sono firme chimiche, ha riferito.

LO STRATO DI OZONO DELLA TERRA
SI STA ANCORA SFALDANDO

 Questi agenti chimici al cloro che sono immessi direttamente nello strato di ozono da aerei di linea, cisterne chimiche e altri aerei militari che volano oltre i 13 kilometri – insieme a quasi continui lanci di razzi a propellente solido dalle basi dell’Aviazione di Cape Canaveral e Vandenberg si stanno masticando bene lo strato di ozono rimanente della Terra.


Dopo anni di fuorvianti resoconti dei media che acclamano lo “strato dell’ozono in guarigione”, siamo ancora “sulla cuspide” del recupero dell’ozono, dice Elizabeth Weatherhead, ricercatrice atmosferica all’università del Colorado e principale autrice del più recente studio sull’ozono.

La Associated Press e la CBS News ora confermano che lo schermo solare della Terra “è pronto” per il recupero di cui hanno parlato a lungo. Non fosse che, come avviene, il rapido riscaldamento da effetto serra continui ad alterare le temperature atmosferiche e gli schemi di circolazione, il rapido aumento del gas metano dovuto a miliardi di mucche e a megaton di permafrost in liquefazione, il notevole aumento nelle emissioni di ossido nitroso causato da oltre 5 milioni di voli annui di jet ad elevata altitudine, e una proiezione di 1468 lanci in orbita di razzi tra il 1998 e il 2010 aggiunti ai 3147 lanci già effettuati dal 1991 al 1997… “influenzano il risultato”.

Indovinate cosa?
Lo scorso inverno, lo strato protettivo di ozono sull’Artico è calato ai più bassi livelli che si registrino. Ad elevate altitudini, il 50 % dello strato protettivo è stato distrutto.

NUVOLE DI GHIACCIO

Mentre i crescenti gas serra nell’aria catturano più calore nell’atmosfera inferiore, la luce solare riflessa nello spazio dalle nuvole artificiali create da scie aerei, gas di scarico e lanci di razzi a propellente solido sta causando un raffreddamento della stratosfera superiore (tra i 14 e i 26 km sopra la Terra).

Le nuvole di ghiaccio invernali sulla stratosfera intrappolano ampie quantità di agenti chimici che assorbono l’ozono – e stanno aumentando in dimensioni e frequenza. Dalla fine del novembre 2005 alla fine del febbraio 2006 ci sono state le nuvole di ghiaccio distruggi-ozono che sono durate per i periodi più lunghi mai registrati.

A fine marzo, quando la perdita di ozono era al suo massimo, le nuvole di ghiaccio si sono estese sopra il Regno Unito e l’Europa giungendo fino all’Italia settentrionale – friggendo forme di vita esposte sotto di loro.

Il 26 aprile 2005, gli scienziati hanno dichiarato ad un meeting a Vienna che “la vita atmosferica di questi componenti [che riducono l’ozono] è estremamente lunga e le concentrazioni rimarranno ad alti livelli di pericolosità per un altro mezzo secolo”.
Come spiega il professor John Pyle, “Pensavamo che le cose avrebbero iniziato ad andare meglio per via della graduale eliminazione dei CFC e di altri agenti chimici secondo il protocollo di Montreal, ma non è successo. I livelli di inquinamento si sono stabilizzati ma i cambiamenti nell’atmosfera hanno reso più semplice lo svolgimento delle reazioni chimiche che permettono agli inquinanti di distruggere l’ozono. Con questi cambiamenti, che è probabile continuino e peggiorino, mentre aumenta il riscaldamento globale, l’ozono sarà ulteriormente ridotto, anche se il livello di inquinamento sta calando”. 

DANNI DA RADIAZIONE

Per ogni 1 % di diminuzione nei livelli di ozono, circa l’1 % in più di raggi ultra-violetti raggiunge la superficie della Terra. Una riduzione del 1 % nell’ozono porta ad un aumento del 3 % in alcune forme di cancro non-melanoma della pelle. Il programma ambientale delle Nazioni Unite stima che per ogni 1 % di riduzione dello strato di ozono c’è un aumento dal 2 % al 3 % nei cancri della pelle. Questo aumento può causare persino cataratte — anche se vengono portati occhiali da sole. Poiché alcune specie sono più vulnerabili di altre, un aumento nell’esposizione ai raggi UV ha il potenziale di causare un cambiamento nella composizione delle specie e ridurre la diversità negli ecosistemi. Un eccesso di radiazioni UV diminuisce la fotosintesi nelle piante e riduce la dimensione e la produzione del grano [winter wheat, quello che si pianta in autunno e raccoglie in primavera, ndt] e di altre colture.

Oltre metà di tutti i nuovi cancri sono cancri della pelle. Una persona muore di melanoma ogni ora. Oltre 1 milione di nuovi casi di cancro alla pelle sono stati diagnosticati negli Stati Uniti durante il 2004. L’incidenza del melanoma è più che triplicata tra i Caucasici tra il 1980 e il 2003.

NIENTE PLANCTON, NIENTE UMANI

Le microscopiche piante che sono il fondamento di tutta la vita negli oceani sono state fatte morire di fame mentre il riscaldamento globale blocca il rifornimento vitale di nutrimenti dal mare profondo.

Ora, il flusso in aumento di radiazioni solari mediante i buchi lasciati dai lanci di razzi e dai voli di linea sta friggendo il plancton oceanico che fornisce la maggior parte dell’ossigeno, mentre spinge enormi quantità di carbonio fuori dall’atmosfera. “Ridurre le popolazioni di fito-plancton del mondo influirebbe significativamente sul ciclo di carbonio del mondo”, avverte il Guardian, lasciando più carbonio nell’aria.

Nel novembre 2005, la fame dalla mancanza di plancton ha portato, di conseguenza, ad un collasso catastrofico della vita di pesci e uccelli sulla costa litorale lungo il Pacifico nord-occidentale dell’America e nel Mare del Nord.

LE SCIE DEGLI AEREI MINACCIANO LA TERRA

La saga delle (cosiddette) scie chimiche è iniziata nell’agosto 1997, quando l’anziano dottor Edward Teller presentò un documento preparato dall’Accademia Nazionale delle Scienze del governo statunitense nel 22esimo seminario internazionale sulle emergenze planetarie (Sicilia). Teller ha dichiarato che gli “aumenti nella temperatura media mondiale dell’ampiezza attualmente prevista potrebbero essere eliminati impedendo a circa l’1 % della radiazione solare in arrivo” di raggiungere la Terra. “Il costo totale di una tale operazione di miglioramento sarebbero probabilmente, al massimo, di 1 miliardo di dollari all’anno”. Ma le scie stanno devastando l’atmosfera.

Le osservazioni radar riferite dai controllori del traffico aereo che monitorano le cisterne dell’aviazione statunitense e i perduranti pennacchi chimici su Edmont (Canada) e in ogni principale aeroporto degli Stati Uniti hanno riferito specificamente altitudini inusitate per questi agenti chimici sparsi a 37.000 piedi – proprio al principio della stratosfera, che fino a poco tempo fa iniziava a circa 13 kilometri sopra la superficie terrestre.

Le 7-10 tonnellate di ossido d’alluminio che Teller ha sollecitato siano aggiunte al carburante dei jet come “scudo solare” protettivo vengono rilasciate in uno strato di ozono che, se compresso al livello del mare, non sarebbe più spesso della punta di una valvola (approssimativamente 0.1 pollici).

Esattamente come previsto dai modelli di Caldeira, le scie stanno riflettendo abbastanza luce solare da questo pianeta verso l’atmosfera superiore per raffreddare la stratosfera e formare gigantesche nuvole di ghiaccio che concentrano megaton di agenti chimici a lunga durata in grado di distruggere l’ozono. Finley ha scoperto che ad un calo della temperatura di 3 gradi Fahrenheit ad un’altitudine di 40 km risulta in “un raffreddamento del 10 % circa nella stratosfera”.

IN SALITA

 Dopo un anno o due, ha detto Finley, milioni di tonnellate di ossido di alluminio in scie aerei e gas di scarico da razzi a propellente solido cadono verso il basso formando un nuovo strato di confine tra la troposfera e la sovrastante stratosfera. Secondo Finley, questi depositi di ossido di alluminio stanno permettendo alla troposfera dove viviamo, e dove si forma il clima, di spingersi più in alto verso una stratosfera indebolita.

Le nuvole da tempesta hanno delle sommità tipicamente piatte, come delle incudini, perché urtano la base della stratosfera. Mentre si indebolisce la stratosfera, le sommità si estendono e crescono. E mentre le correnti ascensionali praticano fori verso l’alto da 13 a 14 a 15 chilometri, altra umidità viene aspirata verso l’alto, dove, ha spiegato Finley, “la grandine dovuta a temperature incredibilmente basse diventa una cosa dalle dimensioni di palle da baseball in grado di uccidere” – proprio come la terribile grandine che ha martellato l’Arizona, rimuovendo la vernice dalle auto e causando inondazioni lampo verso la fine di luglio 2006.


Durante gli ultimi tre decenni, i ricercatori hanno misurato un raffreddamento nella stratosfera e un riscaldamento della troposfera inferiore. Questi cambiamenti potrebbero influenzare la quota della tropopausa, il confine tra la troposfera e la stratosfera. Un tale cambiamento potrebbe, di conseguenza, modificare la quota delle correnti entro la troposfera, come di quelle associate alle tempeste, e potenzialmente modificare l’intensità delle stesse. E’ possibile anche che alteri la posizione delle correnti a getto planetarie e dunque il moto dei sistemi climatici. [www.msc-smc.ec.gc.ca]
La troposfera, in estensione verso l’alto, è invasiva della stratosfera specialmente nei caldi tropici, ha aggiunto Finley, “dove si formano tifoni ed uragani”.

Comparando lo strato di ozono stracciato da scie chimiche e shuttle ad “un pneumatico che viene eroso fino al cerchio della ruota”, Finley ha messo in guardia che uno “scoppio” atmosferico potrebbe essere fatale alla vita sulla Terra.

LE SCIE DEGLI AEREI: UN DETONATORE DI DINAMITE 

Il raffreddamento della stratosfera che risulta dalla luce solare riflessa non è la sola minaccia atmosferica posta dalle scie chimiche, le cui microscopiche particelle irritanti sono anche connesse a gravi influssi sulla salute umana a terra. Secondo il Centro per lo Spazio e i Sistemi Missilistici dell’Aviazione Usa al Commando Materiali, “In tutto il mondo l’uso dei CFC negli ultimi decenni è risultato nell’introduzione di circa 25 milioni di tonnellate di CFC nell’atmosfera”.

Ma mentre la radiazione ultra-violetta dalla luce solare spezza queste molecole di cloro, circa 300.000 tonnellate di atomi di cloro sono liberate nella stratosfera ogni anno.
Ora ecco il Comma 22 della perdita di ozono: la distruzione dell’ozono atmosferico risulta in una non-perdita del cloro richiesto per causare la distruzione. Questo significa che le stesse molecole di cloro sono disponibili per ricominciare il ciclo di distruzione!

“E l’insieme di oltre mezzo secolo di emissioni di cloro accumulate è enorme”, ha osservato Finley.

Questo allarmato scienziato atmosferico ha avvertito che riattivando questa riserva atmosferica di cloro che riduce l’ozono, l’ossido di alluminio trovato nei test di laboratorio sulla pioggia radioattiva delle scie chimiche sta agendo “come un detonatore di dinamite”.

William Thomas
Fonte: http://www.willthomas.net/
tradotto da MARZIAN per www.comedonchisciotte.org

FONTE http://italia.pravda.ru/science/05-02-2007/4625-0/

William Thomas è giornalista investigativo, specializzato nella pubblicazione di notizie non riportate dai media mainstream. Durante e dopo la guerra del Golfo, aveva svolto servizio in Bahrain, in Arabia Saudita e nel Kuwait come membro di una squadra di pronto intervento ambientale. E’ autore di vari libri, alcuni sui telefoni cellulari e altri pericoli elettromagnetici.

ULTIME NOTIZIE 

Nuovi pericoli per l’ozono

Sono sostanze chimiche non incluse nel trattato delle Nazioni Unite per la protezione dello strato di ozono. E lo stanno distruggendo.

Lo strato di ozono che circonda e protegge la Terra è più a rischio di quanto pensassimo. Stando a uno studio appena pubblicato suNature Geoscience dai ricercatori della University of Leeds, infatti, diverse sostanze chimiche non incluse nel protocollo di Montreal, il trattato siglato dalle Nazioni Unite per proteggere l’ozono, le cosiddette “very short-lived substances” (Vsls) stanno pericolosamente aumentando, mettendo a repentaglio la “buona salute” della nostra atmosfera. .. la presenza sempre maggiore di diclorometano rende la situazione molto più incerta”. Anche perché il diclorometano, stando all’analisi degli scienziati è almeno quattro volte più pericoloso dei clorofluorocarburi in termini di danneggiamento dello strato di ozono e influenza sul clima. … Articolo integrale https://www.galileonet.it/2015/02/nuovi-pericoli-per-lozono/

Nuovi gas serra minacciano lo strato di ozono http://www.greenstyle.it/tre-nuovi-gas-serra-minacciano-lo-strato-di-ozono-92322.html

Fonte: LINK