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La politica emergente sulla geo-ingegneria

LO SCIENZIATO DR. MICHIO KAKU, AMMETTE IL ‘CONTROLLO METEO-CLIMATICO’ DEL GOVERNO ALLA CBS NEWS

Geo-ingegneria, un termine per descrivere l’intervento intenzionale e su larga scala nel sistema climatico della terra. 10 anni fa il concetto di scie chimiche e modificazione del clima è stato liquidato come una congiura, ora sta diventando sempre più una realtà, ogni giorno.

Abbiamo coperto la realtà della geoingegneria in modo approfondito nel corso degli anni, portando avanti le (dis)informazioni da addetti ai lavori, informatori e scienziati, parlando del problema.

Ma oggi c’è ancora di più per noi da prendere in considerazione. I nostri amici oltre a Intellihub segnalati di recente: in una clip recentemente mandata in onda sulla CBS, il fisico Dr. Michio Kaku parla di esperimenti che gli scienziati hanno fatto con la modificazione del clima. Gli esperimenti che egli discute suonano stranamente simile a ciò che sappiamo circa l’impianto HAARP in Alaska. Questi esperimenti sembrano operare nello stesso modo, sparando laser e nanoparticelle verso il cielo.

Più tardi nella conversazione, Michio Kaku parla della profonda opera di modificazione del clima che è stato svolto dai governi per decenni. Molto rapidamente il personale CBS lo interruppe per sottolineare che il governo è coinvolto nella modificazione del clima, è solo “presunto”. (servi zerbini) 

In una nuova ricerca pubblicata negli Atti della National Academy of Sciences , il professor Lupo Kasparian ha detto che i raggi laser creano canali di plasma in aria che causano la formazione di ghiaccio.

Egli ha detto: “Nelle condizioni di una tipica nube di tempesta, in cui il ghiaccio è super raffreddato, convivono acqua e nessuna influenza diretta è dovuta dai canali di plasma, sui processi di formazione di ghiaccio o di precipitazione che potrebbe essere rilevato.

“In condizioni tipiche per sottili nuvole di ghiaccio, cirri, tuttavia, i canali di plasma indotto hanno un sorprendente effetto di moltiplicatore del ghiaccio.

“In pochi minuti, l’azione del laser ha portato ad un forte miglioramento del totale delle particelle di ghiaccio, densità numerica nella camera fino ad un fattore 100, anche se solo su una frazione 10-9 del volume della camera è esposto ai canali di plasma .

“Le particelle di ghiaccio neo-formate hanno rapidamente ridotto la pressione del vapore acqueo a saturazione ghiaccio, aumentando così lo spessore ottico della nuvola fino a tre ordini di grandezza.”

Inoltre, l’anno scorso abbiamo riportato che un servizio meteo leader, sta segnalando che il governo degli Stati Uniti sta aprendo al pubblico, lo studio di registrazione in tempo reale della modifica della Geo-ingegneria. (tutti muti qui)

Modificazione climatica e Geoingegneria sono entrambi argomenti tabù per la maggior parte delle persone, con molti a credere che non esistono tali programmi. Nonostante le montagne di prove prodotte dagli informatori e ricercatori indipendenti, la modificazione del clima è troppo folle per alcune persone da credere.

Il governo è stato chiamato in causa, ma raramente lo ammettono e si rifiutano di intrattenere qualsiasi discussione sull’argomento. I mezzi di comunicazione sono stati complici nel mantenere la maggior parte delle persone nell’incredulità, sulla modificazione climatica e sulla Geo-ingegneria.

Innovativa idea sulla Geo-ingegneria 
Dr. Marvin Herndon, PhD, un chimico nucleare e geochimico. Più noto per sostenere che la composizione del nucleo dell’interno della Terra, è composto da silicio di nichel, e non di metallo, nichel e ferro parzialmente cristallizzato. Ha pubblicato un documento innovativo nel peer -reviewed, rivista del Current Science (Accademia delle Scienze indiana) dal titolo “avvelenamento da alluminio della umanità e della biosfera della terra, per attività di geoingegneria clandestina: implicazioni per l’India.”

L’abstract è formulato come segue:
“In risposta a una chiamata urgente attraverso un articolo su Science, è stato arduo far capire l’associazione tra, disastri geologici e l’ alta quantità di alluminio trovata, e delle gravi ripercussioni che hanno sulla salute umana nella pianura alluvionale, e descrive le prove di attività di Geoingegneria clandestina che si è verificato per almeno 15 anni, e che è aumentata notevolmente negli ultimi due anni. L’attività di geoingegneria tramite aerei militari ed aviazione civile, specie quest’ultima, col rilascio di sostanze tossiche nell’atmosfera della Terra, dimostrando che l’acqua piovana è piena di alluminio e bario. Inoltre ha provato che le sostanze tossiche, derivano dalla combustione degli avio-mobili. La dispersione clandestina di ceneri leggere e la dispersione di alluminio, sono alla base dell’aumento diffuso e pronunciato di malattie neurologiche, così come lo è l’ indebolimento della biosfera della Terra. Ulteriori studi si stanno svolgendo, per verificare se le prove presentate fin qui, sono la vera causa della alluvione della pianura del Ganga. “ (Fonte) (fonte) Il documento continua a discutere e citare pubblicazioni, che hanno rilevato metalli pesanti come l’alluminio, bario, stronzio, nell’acqua piovana, ceneri e altro ancora. Ad esempio, nel periodo compreso tra il luglio 2011 ed il novembre 2012, 73 campioni di acqua piovana sono stati raccolti e analizzati per l’alluminio e il bario; 71 sono stati raccolti da 60 diversi sedi in Germania, 1 dalla Francia, e 1 dall’Austria. L’ Alluminio è stato rilevato nel 77% dei campioni di acqua piovana, e vi era anche una concentrazione molto elevata di bario ed una concentrazione molto elevata di stronzio.Si discute anche di come queste concentrazioni di metalli non sono il risultato di fenomeni naturali, come le esplosioni vulcaniche, per esempio.

Questa non è l’unica pubblicazione innovativa recente che proviene dal mondo accademico per quanto riguarda questo fenomeno. Qualche mese fa, il Dr. Rose Cairns, PhD, che appartiene alla Università di Leeds School of Earth and Ambient, ha pubblicato un documento nel peer-reviewed, Geophysical Journal dal titolo ”Clima di sospetti: narrazioni del complotto delle ‘scie chimiche’ e la politica internazionale sulla geoingegneria.“ Svolge anche attualmente, attività di ricerca del governo sulla geoingegneria, come parte di un progetto di collaborazione multidisciplinare tra Sussex University, UCL, e dell’Università di Oxford (http://geoengineering-governance-research.org). Il progetto prende in esame le implicazioni sociali, etiche, politiche e sulle proposte di geoingegneria del clima. (Fonte)

Nel suo documento, descrive gli sviluppi nel discorso tradizionale accademico e politico per quanto riguarda la geoingegneria, e come la modifica del clima, anche in discussione da parte dei cittadini del mondo (che usano il termine “scie chimiche”), STA AVENDO EFFETTI ECOLOGICI E SANITARI, DEVASTANTI IN TUTTO IL MONDO. Secondo la sua carta:

“Capire la politica emergente sulla geoingegneria, e prendere sul serio chi sostiene l’importanza della partecipazione del pubblico, richiede una comprensione di tutto il mondo intorno che ruota sul controllo del clima globale – tra cui idee “marginali” come quelle in possesso degli attivisti sulle scie chimiche. Ignorando o respingendo questi discorsi come patologici o paranoici, si ignorano potenzialmente rivelazioni ed intuizioni circa la politica emergente sulla geoingegneria.“ (Fonte)

Si menziona anche:

“Questa analisi suggerisce una serie di modi in cui la narrazione delle scie chimiche può contenere importanti intuizioni, e quindi le implicazioni della politica emergente sulla geoingegneria, non può essere scartata a priori come ‘paranoica’ o ‘patologica’. (e no, a sto punto non potete più farlo) (Fonte)

Anche se il dottor Rose non è un sostenitore del “complotto delle scie chimiche,” (dice ma non dice, come sempre. Ma lo dice!) è bello vedere un altro documento pubblicato da un accademico prendendo un punto di vista neutrale, riconoscendo l’importanza di queste affermazioni piuttosto che licenziarle a titolo definitivo. La differenza fondamentale è che la geoingegneria nel regno accademico è strettamente una proposta, e che questi mezzi di clima di ingegneria della Terra non sono ancora operativi. (si, come no?!) Quando si tratta di sostenitori delle “scie chimiche”, credono che siano operativi, così come descritto dall’accademico, all’inizio di questo articolo, insieme a molti altri.

La verità è che sembra che ci sia un enorme quantità di informazioni che suggerisce che questi programmi sono effettivamente operativi. (nessuno lo può negare) Se il loro intento è quello di modificare il clima per combattere gli effetti del riscaldamento globale, o per favorire qualche altro tipo di ordine del giorno, non è ancora chiaro. (E’ CHIARISSIMO!)

Prove che suggeriscono che questi programmi sono già operativi.“Negli ultimi anni c’è stato un calo del sostegno alla ricerca della modificazione del clima, e la tendenza a passare direttamente in progetti operativi.” (hanno fretta) – Meteorological Association mondiale (fonte)

“Oltre ai programmi specifici di ricerca sponsorizzati da agenzie federali, ci sono altre funzioni relative alla modificazione del clima che vengono eseguite in più punti nel ramo esecutivo. Vari comitati consultivi federali e del loro personale, istituito per condurre studi approfonditi e di elaborare relazioni, di dare consigli o raccomandazioni, o per coordinare i programmi di modificazione del clima, sono stati alloggiati e supportati all’interno operativo dei dipartimenti, agenzie o uffici “. (fonte)

“Se la vostra domanda è, “che cosa possiamo fare?” La prima risposta è la CONSAPEVOLEZZA. Diffondere la consapevolezza e rendersi conto che quello che sta succedendo con quello che ci stanno dicendo, SONO DUE COSE DIVERSE. Questo ci aiuta a ottenere un quadro più chiaro di come possiamo andare avanti per DIMOSTRARE e SMASCHERARE, il più GRANDE CRIMINE e la più GRANDE MENZOGNA mai perpetrata al genere umano.”

Postato sul blog di http://www.tankerenemy.com/ in lingua originale QUI
 
Pubblicato da: https://koenig2099.wordpress.com/ in lingua italiana QUI

Si pubblichino, suvvia, le 28 pagine

Giulietto Chiesa: Negli USA si riapre il caso 11 settembre PandoraTV

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11 Settembre: Trump adotta la nuova versione ufficiale. Ed è nuovo anche lui.

Dai giornali americani: “Il genero di Donald Trump pubblica un articolo sui cospirazionisti sull’11 Settembre: ‘Idioti deleteri, scemi e ciarlatani che teorizzano su Internet su come le Twin Towers siano stata ‘in realtà’ distrutte dagli ebrei, dagli Illuminati,o dagli extraterrestri”. Notizia che assume il suo sapore se si viene informati che il genero di Trump (che ha sposato sua figlia Ivanka) si chiama Jared Kushner, e (da Wikipedia) “è cresciuto in una famiglia ebraica nel New Jersey, s’è diplomato alla Frisch School, una jeshiva privata a Paramus, New Jersey, e allo Harvard College nel 2003 con laurea in sociologia”.

Harvard, e sia pure lo Harvard College è un nome prestigioso di una difficile università. Notizia che assume tutto il suo sapore quando si viene informati (cito da Wiki): “secondo il giornalista Daniel Golden, Kushner e sua fratello Joshua Kushner vi sono stati ammessi nonostante le modeste credenziali accademiche dopo che suo padre ha fatto una donazione di 2,5 milioni di dollari all’università”. Un professore ha descritto l’ammissione di Jared “una scelta insolita per Harvard”, essendo il ragazzo “per nulla al vertice della sua classe”. Papà Kushner, Charles, un immobiliarista di lusso (ha l’ufficio a 666 Fifth Avenue) che ha fatto la ricca donazione, “è stato arrestato per evasione fiscale e donazioni elettorali illegali”.

Questo per sfatare al mito, diffuso tra i goy, che “gli ebrei siano più intelligenti della media”. Jared è la prova incarnata che esistono ebrei stupidi, anche con laurea ad Harvard. E conferma la sua stupidità col farsi saltare i nervi nel mezzo di una finissima operazione di depistaggio in corso nella Washington che conta: la minaccia o decisione di render pubbliche le 28 pagine del rapporto del Congresso Usa sugli attentati dell’11 Settembre, che a suo tempo George Dubya Bush fece segretare, e che provano che fu l’Arabia Saudita, e specificamente la famiglia reale Saud, ad architettare il mega-attentato e pagare la compagnia di attentatori guidata da Mohamed Atta e il suo gruppo di piloti della domenica. Segreto di Pulcinella, perché quelle 28 pagine (sulle oltre 800 del Rapporto della Commissione) sono sì “classificate”, ma qualunque senatore Usa ha potuto leggerle, se voleva. Molti le hanno lette e già da anni vanno sussurrando che incastrano i sauditi. L’ex senatore Bob Graham, che co-presiedeva quella Commissione, lo disse quasi subito.
Poi, per 15 anni, silenzio.

E’ stato proprio Trump, il suocero, a tirar fuori di nuovo le 28 pagine. A febbraio, durante un comizio in South Carolina, ha detto: se mi fate presidente scoprirete chi ha tirato giù davvero il World Trade Center…potete scoprire che sono stati i sauditi, OK?”. Allora parve un colpo quasi diretto a Jeb Bush, il fratello del presidente segretatore, che difatti s’è subito ritirato dalla corsa.

I ‘grandi’ media, che di solito hanno irriso come buffonesche le altre uscite di Trump, questa invece non l’hanno lasciata cadere. Anzi l’hanno ripresa e amplificata, e i politici più in vista l’hanno avallata: il candidato Bernie Sanders (J) ha dichiarato: “Era tempo che si guardasse al coinvolgimento saudita nell’11 Settembre”…La tesi è salita alla luce mediatica sempre pù accreditata, fino alla consacrazione definitiva della trasmissione “60 Minutes” della CBS, il più ufficioso e mainstream dei talk, ed anche uno dei più ebraici (tale è il conduttore, il celebre Dan Hewitt) che ha invitato l’ex senatore Bob Graham, il quale ha confermato: sì, sono stati i sauditi. Adesso tutti i media invocano la pubblicazione delle 28 pagine; la casa regnante saudita minaccia che se quelle pagine vengono rese pubbliche, svenderà i 750 miliardi di Buoni del Tesoro americano che detiene; insomma questa sta per diventare la nuova versione ufficiale: “Sono stati i sauditi”.

Il tutto in coincidenza non casuale col fatto che i rapporti fra i Saud e Washington sono al punto più basso: i monarchi detestano Obama per la pacificazione con l’Iran e per non aver “esportato la democrazia” in Siria rovesciando Assad, e se la sono legata al dito per la nascente industria dello shale oil, che renderebbe gli Usa meno dipendenti dal greggio del Golfo; e Washington ha motivi di vendetta per i conati di politica indipendente dal Protettore che il principino ereditario, “l’impulsivo” Bin Salman, ha provato a mettere a segno di testa sua. Obama, in visita a Ryad, ha consigliato ai Saud e agli emiri del Golfo di introdurre ‘riforme democratiche’ nei loro possedimenti (il che è quasi una minaccia di “esportarvela”) e di ridurre il loro “settarismo”, ossia annacquare la dose di fanatismo nel wahabismo.

Insomma: la nuova versione ufficiale è pronta per l’accettazione generale, dal Presidente ai politici ai media: “I mandanti sono stati i sauditi”. Ma allora perché il genero si scaglia contro gli “idioti scemi e ciarlatani” che non l’accettano? Forse perché l’operazione di revisione della versione ufficiale di prima è comunque un’operazione ad alto rischio. Risveglia cani che dormono: i segugi cacciatori della ‘verità sull’11 settembre’, che raccolte decine di prove del coinvolgimento israeliano nell’attentato, s’erano assopiti per stanchezza. E adesso, svegli, latrano in coro: “No, è stata la Cia col Mossad”.

L’assopimento è scusabile. Son passati 15 anni. La versione ufficiale di prima (“E’ stato Bin Laden”) è stata difesa dai media in modo da almeno, scoraggiare e demoralizzare le critiche dei “complottisti”. Chi oggi ha, poniamo, 25 anni, allora ne aveva dieci: allora non ne capì molto, ed oggi è per lui storia antica. Proprio per loro rievoco qui i tre o quattro fatti accertati, che saranno seppelliti dalla nuova versione ufficiale, se si affermerà.

Larry Silverstein (J) , immobiliarista, amico personale di Netanyahu, il 24 luglio 2001 rileva dal proprietario (la New York Port Authority) l’intero complesso del World Trade Center. E’ un contratto d’affitto per 99 anni, per il quale Silverstein s’impegna a pagare 3,2 miliardi di dollari; naturalmente a rate. Paga la prima (essenzialmente con prestiti bancari) e intanto assicura il complesso di grattacieli con 23 compagnie di assicurazione, per un totale di 3,55 milioni.

Dopo l’attentato e il crollo delle Twin Towers, Silverstein chiederà agli assicuratori il doppio – 7,1 miliardi – pretendendo che i sinistri sono stati due, due essendo gli aerei che hanno colpito le Towers. Ne nacque una battaglia legale, assai complessa, in cui 10 assicuratori poterono dimostrare che il sinistro era stato uno; altri dieci dovettero anno sostenuto che la IM accettare la tesi dei due sinistri. Alla fin fine, Silverstein ha incassato 4,577 miliardi di dollari.

Secondo alcuni, non senza l’aiuto del giudice Alvin Hellerstein (J), davanti al quale sono passate quasi tutte le cause legali concernenti l’11 Settembre. Il figlio di Hellerstein ha fatto alyah in Israele, abita fra i coloni fanatici nei Territori Occupati, ed è l’avvocato che rappresenta la ICTS ( International Consultants on Targeted Security) la ditta israeliana che gestisce la sorveglianza degli aeroporti, fra cui quelli dove l’11 settembre sono passati i pretesi attentatori islamici.

ZIM Shipping: grossa compagnia di navigazione cargo, per metà posseduta dallo Stato d’Israele, aveva 250 dipendenti, per sistemare i quali aveva preso in affitto l’intero sedicesimo piano e parte del 17mo della Torre 1. Il 4 settembre 2001, la compagnia trasloca con tutto il personale in una nuova sede, a Norfolk Virginia; per risparmiare, aveva poi spiegato la ditta.

I cospirazionisti han sostenuto che la ZIM in realtà aveva pagato l’affitto della North Tower fino alla fine del 2001, quindi non aveva risparmiato nulla; torme di debunker si sono lanciati a smentire questa circostanza, dicendo che i cospirazionisti se l’erano inventata. Alla fine, questi hanno obbligato la New York Port Authority, in forza del Freedom of Information Act, ad esibire il contratto d’affitto che la ZIM aveva firmato: e così s’è scoperto di peggio. Ossia che la ditta aveva firmato nel 1996 un contratto decennale d’affitto, che spirava nel febbraio 2006. Ossia poteva stare lì altri quattro anni e mezzo.

Invece se ne va il 4 settembre 2001. E la ZIM non aveva interrotto il contratto, né aveva cercato di subaffittare quello spazio che abbandonava, quindi in teoria avrebbe dovuto continuare a pagare l’affitto fino al 2006; si stima, sugli 8 milioni di dollari. Per fortuna sua, la distruzione della Torre Nord l’ha liberata da quell’impegno. Una armatrice preveggente e fortunata.

Gli Israeliani Danzanti. Il giorno 11 settembre, una cameriera segnò alla polizia dei giovanotti che, sul tetto di un furgone parcheggiato al Liberty State Park di Jersey City, “esultavano” , “saltavano su e giù di gioia”, e si fotografavano a vicenda con le Torri in fiamme sullo sfondo, facendo il gesto di “V” con le dita. Fermati col loro furgone, sono risultati israeliani, di nome Sivan e Paul Kurzberg, Yaron Shmuel, Oded Ellner e Omer Marmari.

Lavoravano (illegalmente) per l’agenzia di traslochi Urban Moving Systems, a cui apparteneva il furgone; al momento del fermo, hanno farfugliato scuse come “Non siamo noi i vostri nemici, i vostri nemici sono anche i nostri: gli arabi”. Naturalmente anche su questo evento si sono lanciati i “debunker” per cercre di farlo svanire, di dimostrare che è “un mito complottista”. Ma non è un mito che il proprietario della Urban Moving System, di nome Dominik Suter, israeliano, appena quei suoi lavoranti (tutti ex militari israeliani) sono stati presi, è fuggito in Israele; e in gran fretta, lasciando anche i computer accesi negli uffici; e ricercato dall’FBI, non è più tornato.

Israeliani danzanti, alla tv israeliana

Israeliani danzanti, alla tv israeliana

I cinque ragazzoni sono stati detenuti a lungo dal FBI. Poi sono stati espulsi per aver lavorato in Usa senza permesso, e quindi sottratti a ulteriori indagini, da Michael Chertoff, che il giorno 11 Settembre era il capo della divisione penale nel Dipartimento della Giustizia, e si trovava in New Jersey: qui avocò a sé tutte le prime indagini sull’attentato e guidò le polizie (locale e federale) dove era opportuno. Ne 2005 Chertoff fu elevato da Bush a ministro: capo del nuovo ministero della sicurezza interna, Department of Homeland Security. Michael Chertoff è figlio del rabbino Gherson Baruk, e di Livia Eisen, israeliana, hostess della compagnia di bandiera El Al, e divenuta famosa a suo tempo per aver sventato un dirottamento aereo da parte di palestinesi. 

Michael_Chertoff,_official_DHS_photo_portrait,_2007

Chertoff

Philip Zelikow (la cui identità J è negata da alcuni, sostenuta da altri) è stato il capo del ‘transition team” di Bush jr.; dopo il mega-attentato Bush l’ha nominato direttore esecutivo della Commissione senatoriale sull’11 Settembre: quella dove sono le 28 pagine. In quella veste, è stato lui che ha deciso quali informazioni sulle indagini e d’intelligence passare ai senatori della Commissione, e quali non far loro vedere; anzi, secondo il giornalista Philip Shenon del New York Times, è stato lui, Zelikov, a scrivere, se non ampie parti del Rapporto della predetta Commissione, almeno la “scaletta” di esso, prima ancora che la Commissione si radunasse effettivamente.

Zelikow

Zelikov, che si è auto-definito “un esperto nella creazione e mantenimento di mitologie pubbliche”, nel 1998 scrisse (con Ashton Carter, il ministro della Giustizia l’11 Settembre, e l’ex capo della Cia nonché J John Deutsch) un articolo su Foreign Affairs, la rivista del Council on Foreign Relations, dal titolo: “Catastrophic Terrorim”, in cui speculava sulle conseguenze politiche di un attentato grosso come quello di Pearl Harbor, per esempio la distruzione del World Trade Center. Una vera profezia.

https://www.foreignaffairs.com/articles/united-states/1998-11-01/catastrophic-terrorism-tackling-new-danger

Nel 2004, Zelikow ha riconosciuto pubblicamente che le guerre ingaggiate nel mondo islamico dagli Usa non erano la risposta ad una minaccia contro gli Usa, ma “Per la sicurezza di Israele; una minaccia che non osa dire il suo nome, perché francamente gli europei non sono molto preoccupati di questa minaccia, e quanto al governo americano, non la dichiara troppo, perché non è una causa popolare”.

http://www.vdare.com/articles/philip-zelikow-and-the-iraq-threat-that-dare-not-speak-its-name

Difficile essere più espliciti di così.

Chi vuole, può controllare ciò che ho rapidamente riportato su “history commons”, sito collettivo che titanicamente raduna, in ordine cronologico, tutte le prove della versione ’non ufficiale”, con a fianco le fonti. Fatelo prima che scompaia.

http://www.historycommons.org/project.jsp?project=911_project

La nuova versione ufficiale è vantaggiosa per tutti. Il senatore Chuck Schumer, J, democratico di New York, ha fatto passare una legge su misura, secondo cui “l’immunità diplomatici di cui godono i capi politici stranieri non si applica se la nazione che guidano ha ucciso cittadini americani sul suolo americano”: così le famiglie delle vittime dell’11 Settembre potranno trascinare in giudizio i Saud par farsi pagare profumati risarcimenti. Soldi li hanno.

Washington potrà operare un “cambio di regime” a Ryad, magari tramite i classici bombardamenti. Anche se non credo: i Saud “faranno le riforme” (come Renzi o Monti) , e pagheranno una multa colossale di decine di miliardi alla giustizia federale Usa, come già ha dovuto fare Volkswagen.

Il furgone dei danzanti

Il New York Times ha già preconizzato come andrà a finire nel suo editoriale del 22 aprile: “Il ristabilimento delle relazioni, ora rotte, con l’Arabia Saudita, richiede che tutti i fatti siano conosciuti”. Si pubblichino, suvvia, le 28 pagine.  

Anche l’Establishment, specie quello repubblicano, ha cessato di essere terrorizzato da Trump, e non cercherà più di sbarragli il passo verso la Casa Bianca con tutti mezzi e colpi bassi possibili. E’ molto tranquillizzato. Donald ha persino detto che tutta la storia degli israeliani danzanti è un mito complottista. Antisemita.

“Mister Trump ha riconosciuto la necessità di rimodellare il suo personaggio, e che la sua campagna deve cominciare collaborare con l’Establishment politico; poiché è vincente, non è interessato a cambiare le regole”, ha detto Paul Manafort, il manager della sua campagna, lobbista di grandi qualità (faceva lobby anche per i Saud, pensate).

E i media? Ormai non vedono più in Donald Trump l’impresentabile pagliaccio, il ridicolo rozzo sessista, razzista, politicamente scorretto; di colpo ravvisano in lui  le doti intellettuali dell’Uomo di Stato,  la dignità, l’eleganza, la allure adeguata al prossimo inquilino della Casa Bianca. Anche la Botteri, nel suo piccolo, comincia a descrivercelo nella nuova veste dignificata di Statista.  Un nuovo presidente per una nuova versione ufficiale: cosa volete di più?

Link alla fonte: http://www.maurizioblondet.it/11-settembre-trump-adotta-la-nuova-versione-ufficiale-ed-anche/