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Buon Ascolto

 

ComiCost in Camera dei Deputati a Roma

 
 
Oggi Mercoledì 29/07/20 ComiCost in Camera dei Deputati a Roma, Dott. Stefano Manera, Avv. Nino Filippo Moriggia ospiti On. Sara Cunial, Gruppo Misto. 
 
CONFERENZA STAMPA Coronavirus e illegittimità dei provvedimenti: il ricorso di Comicost 29 luglio dalle 14.00 alle 15.00 presso la Sala stampa della Camera dei Deputati (in Via della Missione n. 4, Roma) Violazione del principio di ragionevolezza per mancata ponderazione e bilanciamento dei diritti, dei principi, interessi e valori costituzionali, in particolare in riferimento al diritto alla salute contenuto nell’art. 32 della Carta Costituzionale, dell’invalidità del regime sanzionatorio previsto e applicato in virtù dei DPCM impugnati per violazione del famoso principio “nulla poena sine lege, nullum crimen sine lege”. Sono solo alcune delle inadempienze denunciate dal Comitato per le Libertà Costituzionali (COMICOST), presieduto dall’avv. Nino Filippo Moriggia del foro di Brescia e notificate alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell’Interno e al Ministero della Salute un Ricorso Straordinario al Capo dello Stato. Il 29 luglio dalle 14.00 alle 15.00, presso la Sala stampa della Camera dei Deputati (in Via della Missione n. 4, Roma), COMICOST presenterà le motivazioni del ricorso con il qualche si chiede formalmente che venga sollevata la questione di legittimità costituzionale di queste norme. All’incontro interverranno: Avv. Nino Filippo Moriggia, presidente COMICOST che ne illustrerà i principali contenuti; Dott. Stefano Manera, medico anestesista-rianimatore, presenterà il gruppo medico scientifico del Comitato e le sue iniziative.
 
Dott. Pasquale Mario Bacco, medico legale, amministratore delegato di Meleam Spa, ha potuto invece constatare attraverso oltre 7000 esami sierologici ed alcuni esami autoptici che il virus è diventato letale per grave responsabilità del Ministero della Salute e del Governo. Non aver permesso le autopsie e quindi non permettere di comprendere subito le vere cause delle morti è stata una mancanza imperdonabile.
 
L’ OMS avendo seguito mesi prima la casistica cinese ben sapeva quali erano le vere cause dei decessi; lo stesso Ministrero della Sanità, non poteva non sapere. Ora, desecretati i documenti sensibili si potrà finalmente sapere la verità. Prof.re Marco Mamone Capria, PhD., Dipartimento di Matematica, Università degli studi di Perugia, illustrerà aspetti critici dei dati e delle analisi dati forniti da Governo, ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) e ISS (Istituto Superiore di Sanità), in relazione all’emergenza Coronavirus. 
 
Nel suo intervento spiegherà come il Comitato Tecnico-Scientifico (CTS) abbia dato indicazioni largamente arbitrarie, e come alcuni numeri forniti dalle fonti ufficiali siano contestabili e fuorvianti. In complementarità con le altre gravissime negligenze del Governo e dei Ministeri competenti, è verosimile che l’obiettività di certi pareri tecnici sia stata compromessa al fine di fornire una giustificazione “scientifica” del clima di terrore che si è venuto a creare e delle relative misure restrittive, ancor oggi in parte applicate, ma che appaiono sempre più irragionevoli a gran parte della cittadinanza.
 
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=4o6Ym7UePYk&feature=youtu.be

Un silenzio assordante

Un silenzio assordante da parte dei media tutti, eppure la gente è scesa in piazza in tutta la penisola, ma per il governo è invisibile, per le due camere dei non eletti è invisibile, per il Presidente della Repubblica è invisibile e i partiti tutti ci marciano per qualche adesione in più. 

Siamo soli nessuno ci rappresenta; in questo articolo qui pubblicato il 19 cm è ben documentata la deriva che stiamo subendo. 

Ecco il popolo invisibile alla classe politica (non eletta) dominante, alcune e coraggiose piazze dello stivale sono scese in piazza ma, la legge è passata al senato nell’indifferenza assoluta e con la fiducia passerà anche alla camera.

Non ho parole … 

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“Lo standard è l’insulto personale, non la falsità”

Come la legislazione italiana viene vista all’estero

articolo tradotto da: bOiNGbOING

Dopo una serie di cyberbullismo di alto profilo e i conseguenti incidenti di vendetta-porno, la Camera dei deputati italiana ha presentato un disegno di legge che non farà nulla per prevenire questi abusi, e tutto per consentire la dilagante e inspiegabile censura di Internet italiana, senza regola legge o sanzione per abuso.

Secondo la proposta di legge, i “gestori dei siti” e media italiani, tra cui i blogger, giornali e social network sarebbero obbligati a censurare la “presa in giro” in base “alla condizione personale e sociale” della vittima – che è, tutto ciò che personalmente il destinatario si sarebbe sentito offeso. La pena per la mancata adozione di azione è una multa di € 100.000. La verità è che non sia solo una difesa in giacca e cravatta ai sensi della presente legge – lo standard è l’insulto personale, non la falsità.

Cominciamo con quello che questa legge non farà in Italia: non si fermerà il bullismo, molestie o le vendette porno. La maggior parte dei servizi su cui gli italiani si esprimono non sono basati in Italia, o quelli che hanno le loro sedi di vendita in Italia, ecc, questi possono semplicemente spostare i loro uffici piuttosto che affrontare una multa 100.000 € ogni volta che qualcuno insulta qualcun altro in linea.

Ma quello che farà sarà quello di creare uno strumento per facilitare la censura senza processo o penalità per uso improprio. Lo standard proposto nel disegno di legge è semplicemente che la persona sul lato ricevente dell’argomento si sente lesa. Se si pensa all’abuso del copyright: la moltitudine di siti on-line già ricevono milioni di questi, più di quanto potessero eventualmente valutare, e quindi abbiamo un regime di rimozione per violazione che permette ordinariamente di rimuovere il materiale mettendoli in una luce poco lusinghiera.

Un male di questo tipo, rende almeno la censura contingente su qualcosa di specifico e oggettivo: la violazione del copyright, che ha una ricchezza di giurisprudenza con contorni definiti. Tanto che in effetti,  è necessario essere un esperto qualificato per giudicare un reclamo di violazione. Ma almeno si può oggettivamente valutare se una violazione del copyright ha avuto luogo.

Lo standard fissato e proposto dalla legge italiana per i crediti puramente soggettivi da effettuare, consente enormi sanzioni da imporre a coloro che li hanno in discussione prima di intraprendere atti di cancellazione e censura.

Come ogni diritto civile, la legge italiana propone favorendo i ricchi e i potenti, che meglio sono in grado di permettersi un contenzioso civile – si pensi ai vecchi e famigerati abusi delle leggi sulla diffamazione della Gran Bretagna, che corrotte e schermate potenti persone, da decenni hanno impunemente abusato sessualmente dei bambini, un segreto che nessuno ha osato farne un rapporto.

Cosa si può dire di più, se non quello di uno sfogo online sulla giurisdizione italiana sullo discutere di politica e la società civile, il che significa che questa legge in modo sproporzionato interesserà il discorso dell’interesse politico locale, dando i ricchi e ai potenti, al criminale e al corrotto, il potere incontrollato per rimuovere semplicemente il materiale che li offende – indipendentemente dal fatto che il materiale sia vero o falso.

L’esperto di Internet deputato italiano Stefano Quintarelli ha proposto un emendamento che rende la legge marginalmente più sana: sotto la sua modifica, una carenza su un avviso di censura non darebbe automaticamente luogo ad una multa; piuttosto, sarebbe la persona che ha ignorato la denuncia di una parte di ogni eventuale sanzione civile imposta da un tribunale di diritto.

Questo è un passo nella giusta direzione, ma è in realtà solo un cerotto su un abisso di male, legislazione reazionaria. Le persone che sono sinceramente addolorate continueranno a lottare per la giustizia; gli originali cattivi attori  (come i siti di vendette-porno) continueranno impunemente fuori giurisdizione italiana, e il ricco e il potente otterranno una forza-moltiplicatrice per tacere le critiche rivolte loro senza significative penalizzazioni per l’abuso.

Gli anni di Berlusconi hanno dato all’Italia una reputazione di caos politico. Nell’era post-berlusconiana, che speravamo fosse meglio. Con le idee che considerano seriamente un male di questo tipo, la camera dei deputati italiana continua a fare della politica uno scherzo globale.

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