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La dittatura del clima e le sante alleanze tra lobbisti e salvamondisti

Lobbisti Salvamondisti 

By Massimo Lupicino

I sacerdoti della religione globalista non fanno che spergiurare che il Global Warming è questione “esclusivamente scientifica” appellandosi, tra le altre cose, alla balla spaziale sul 97% di consensus, una delle più grandi fake news del 21° secolo. A riportarci alla realtà ben diversa dei fatti è il Washington Times, gemello povero ma bello del più noto “Post”, con un articolo che non ha avuto nessuna risonanza sulla stampa mainstream. Per ovvie ragioni, come si capirà dal resto di questo pezzo.

Santa Alleanza

Ricordate la delegazione di volenterosi americani anti-CO2 che si è presentata recentemente alla COP23 di Bonn in antitesi al loro stesso presidente rovinamondo? Ne abbiamo parlato più volte su questo Blog grazie alle ottime e puntuali cronache di Donato Barone. Bene, è forse interessante sapere che due dei volenterosi delegati in questione, Jay Insley e Jerry Brown (rispettivamente governatori di Washington e della California) fanno parte della cosiddetta US Climate Alliance: associazione di 15 stati americani nata con splendido tempismo il giorno stesso in cui Trump ha cestinato l’accordo di Parigi, con il proposito di portare avanti ad ogni costo l’agenda climatista dell’amministrazione precedente. L’associazione in questione è formata dai governatori di 14 stati + Porto Rico, e ama definirsi con involontaria ironia “bi-partisan”, per la presenza di ben 2 governatori repubblicani su 15, per altro in stati di rigoroso rito liberal come Massachussets e Vermont.

Che la causa del Climate Change trovi a tempo di record soluzioni originali a qualsiasi incidente politico non deve ovviamente sorprendere: sono salvamondo, e in quanto tali sono dotati di super-poteri. Ma la cosa realmente interessante è il modo in cui quei super-poteri sono acquisiti e utilizzati.

Lobbismo Verde

La pubblicazione di una serie di email ottenute attraverso regolare richiesta dal Competitive Enterprise Institute, mostra uno spaccato molto interessante dell’attivismo climatico americano. In particolare, il quadro che emerge è quello di governatori che in cambio della disponibilità a spendersi per la causa climatista ne ricavano benefici molto materiali, ad esempio sotto la forma di attivisti climatici messi a disposizione gratuitamente per sostenere le attività dell’Alleanza Climatica stessa: un vero e proprio ufficio-ombra gentilmente offerto da gruppi di attivisti a loro volta foraggiati da entità dotate di disponibilità economiche non indifferenti. Tra le tante associazioni della galassia climatista citate nelle email in questione si segnalano:

  • Climate Nexus, progetto sponsorizzato da Rockefeller Philantropy Advisors;
  • RhodiumRhodium Group di Trevor Houser, già consigliere speciale di Hillary Clinton per Clima ed Energia; Group di Trevor Houser, già consigliere speciale di Hillary Clinton per Clima ed Energia;
  • Climate Registry e Under-2 Coalition, a loro volta partecipati da molti degli stessi Stati appartenenti alla Climate Alliance, in un curioso gioco di scatole cinesi;
  • Georgetown Climate Centre

I benefici forniti ai governatori in questione paiono non limitarsi alla fornitura materiale di uffici, centri di ricerca e staff a titolo gratuito e al di fuori di ogni contabilità, ma includono persino servizi di pubbliche relazioni finalizzati a promuovere storie politiche di “leadership” da pubblicare sul megafono giornalistico liberal per eccellenza: il New York Times.  

Quello che emerge è una forma pura e semplice di lobbismo climatico: ovvero l’esistenza di un gruppo di pressione ambientalista estremamente organizzato, ramificato e sovra-nazionale che si alimenta di donazioni molto generose da parte di entità riconducibili all’ambiente finanziario, molte delle quali amano dare di sè una immagine “filantropica”. In un articolo correlato Delingpole menziona tra i generosi donatori in questione la già citata Fondazione Rockefeller (recentemente impegnata in una battaglia “etica” contro la stessa Exxon che pure aveva attivamente sostenuto per decenni), gestori di hedge-fund miliardari come Tom Steyer e gli immancabili mega-gruppi della Silicon Valley: i nuovi padroni del vapore.  

Volendo riassumere in poche parole, la narrativa ambientalista si configura come uno dei tanti mezzi attraverso i quali alcune lobby finanziarie particolarmente esposte sul business del “verde” proteggono i loro investimenti. Contribuendo a tenere alta la tensione sul catastrofismo attraverso l’influenza sui media, per esempio. O, più semplicemente, aiutando quei politici che promettono di potare avanti le politiche più redditizie per le lobby in questione. Un mero finanziamento politico mediato (e occultato) attraverso la galassia dell’attivismo climatico e ambientalista.

C’è chi può  

Ben inteso: il lobbismo non è un crimine, o per lo meno non lo è negli Stati Uniti, dove questo fa parte a pieno titolo della lotta politica e sottende in gran parte al finanziamento della politica stessa. È altrettanto vero che in termini di etica politica non è uno spettacolo bellissimo quello dei governatori americani più o meno liberal che corrono dietro alle sirene climatiste in cambio di benefici materiali e di immagine, che si tratti di interviste compiacenti su giornali di area, o di comparsate ben pubblicizzate presso eventi planetari come le COP climatiche. Ma fa parte del gioco, decisamente: la politica è anche questo.

Il problema, semmai, è di opportunità. Come si chiede lo stesso Washington Times, immaginate cosa succederebbe se si scoprisse che qualche politico dispone di benefici materiali o di immagine messi generosamente a disposizione da una compagnia petrolifera in cambio di un impegno a perorare le sue cause: opinionisti scatenati, VIPs sdegnati, starlette inorridite, concertoni di protesta, manifestazioni di piazza, flash-mobs, sponsor in fuga, scomuniche papali e chi più ne ha più ne metta.

Ecco, il punto è proprio questo: c’è chi può e c’è chi non può. Da una parte, le poche voci scientifiche contrarie alla narrativa devono ricorrere, a mo’ di disclaimer, a pietose postille in cui giurano di non ricevere fondi da industrie minerarie o dell’energia. Mentre dall’altra parte c’è chi di fondi ne riceve tanti e generosi, in cambio di benefici politici significativi e per giunta in un contesto di sostanziale anonimato: gli è concesso, perché la loro causa è giusta, mentre quella degli altri è sbagliata. Ché alla fine della fiera è il Marchese del Grillo a celarsi sotto le sembianze solo in apparenza ascetiche delle vestali del Climate Change, con il suo intramontabile:

 Fonte: climatemonitor.it

Jørgen Randers, professore di strategia climatica alla BI Norwegian School of Economics, è uno dei sostenitori di una sorta di “dittatura climatica”. Vede la Cina come un modello. Immagine: Wikipedia Commons  

Europa – La dittatura del clima si propone di risolvere il riscaldamento globale

by Bjørn Lomborg November 05, 2017  from Technocracy Website 

La tecnocrazia sta affondando i suoi denti di ferro nei sistemi politici esistenti, cercando di trasformare l’intero mondo in una dittatura scientifica basata sulle risorse. 

Questa visione dall’Europa dovrebbe essere un campanello d’allarme per gli americani! Questo è un articolo da leggere.

L’ambientalista di spicco propone una dittatura climatica perché la democrazia non è disposta a fare le sue politiche.  

Il coraggio di questa discussione è sbalorditivo. È ancora più sbalorditivo è il quotidiano svedese che porta oggi questa ampia intervista senza dichiarare chiaramente il punto di vista come estremo e irragionevole.

Invece, hanno seriamente chiesto al loro analista politico di capire se una dittatura climatica sia davvero necessaria e finisca con la conclusione di “sì, forse”.

L’affermazione arriva da Jørgen Randers, professore di strategia climatica alla BI Norwegian Business School. 

La sua principale rivendicazione è il coautore del libro Limits to Growth del 1972, che spaventò una generazione a far credere che avremmo esaurito tutte le risorse e ucciso l’umanità con un inquinamento atmosferico soffocante. 

La rivista Time ha messo in risalto la storia del suo libro del 1972, “The Worst Is Yet To Be?” E comincia così:

“Le fornaci di Pittsburgh sono fredde, le linee di montaggio di Detroit sono ancora a Los Angeles, alcuni disperati e magri sopravvissuti da una pestilenza stanno disperatamente strisciando al centro delle strade, cortili e campi periferici, sperando di raccogliere qualcosa per la sussistenza.  

Gli uffici di Londra sono bui, le sue banchine deserte. Nelle terre agricole dell’Ucraina, i trattori abbandonati sono sparpagliati sui campi: non c’è carburante per loro. Le acque del Reno, del Nilo e del fiume giallo odorano di sostanze inquinanti.

Fantastico? No, solo triste inevitabilità se la società continua la sua attuale dedizione alla crescita e al “progresso”.

Certo, i loro scenari di paura erano quasi completamente sbagliati. Puoi leggere di più nel mio articolo sugli affari esteri e il mio breve riassunto in Project Syndicate di seguito.

Ora il professor Randers – correttamente – ci dice che la democrazia non vuole e non è in grado di pagare gli importi esorbitanti che lui e molti altri ambientalisti ci chiedono di pagare.

I sondaggi sulla disponibilità a pagare per le politiche climatiche mostrano che la maggior parte delle persone negli Stati Uniti è disposta a pagare $ 180 per nucleo familiare o $ 70 per persona. In Cina, la disponibilità media a pagare è di $ 30 per persona all’anno. (Preferirebbero usarlo per educazione, salute, alleviamento della povertà, ecc.)  

Tuttavia, le attuali promesse di Parigi costeranno ad ogni americano $ 500 all’anno, $ 600 ad ogni europeo e $ 170 ai cinesi. 

Certo, è improbabile che la maggior parte degli americani e degli europei elegga un leader che in realtà li farà incorrere in un costo molto più alto di quello che la maggior parte delle persone è disposta a pagare.  

Inoltre, queste promesse non “risolveranno” il riscaldamento globale – anzi, insieme realizzeranno quasi nulla: 

Secondo la stima dell’ONU, il trattato di Parigi ridurrà le emissioni meno dell’1% di quanto sarebbe necessario per mantenere l’aumento della temperatura sotto i 2° C e tuttavia costerebbe $ 1-2 trilioni all’anno entro il 2030, principalmente in una crescita ridotta del PIL.

Quindi Parigi consegnerà molto meno di quello che la maggior parte della gente si aspetta, ma costerà molto di più di quanto la maggior parte della gente sia disposta a pagare.  

Naturalmente, la maggior parte delle persone intelligenti sarebbe contro il pagamento di un sacco di denaro per ottenere poco o nulla. Se non altro, questo suggerisce che la democrazia funziona bene.  

Ma Randers, invece, accetta questa riluttanza a spendere fortune con pochi benefici come argomento per porre fine alla democrazia: 

‘se la gente non vuole la mia preferita soluzione, allora le persone sono stupide, non dovrebbero essere autorizzate a decidere il loro destino, e dovremmo invece installare una dittatura climatica’.

L’argomento sembra letteralmente voler dire: se non posso ottenere quello che voglio in democrazia, voglio ottenerlo con una dittatura.  

Questa non è una buona argomentazione. È anche incredibilmente costosa: vanno osservati i costi per ottenere quel tipo di politiche sul clima che Randers e molti altri stanno sostenendo. 

Se la UE adempie alla promessa di ridurre le emissioni dell’80% nel 2050 (che è la più ambiziosa politica climatica del mondo oggi), la media dei migliori modelli sottoposti a peer review mostra che il costo sarebbe di almeno $ 3 trilioni all’anno e più probabilmente raddoppierà tale cifra, ovvero $ 6.000 per ogni cittadino della UE all’anno. Certo, pochi voteranno per questo.  

Inoltre, chiedere una dittatura trascura una delle ragioni principali della democrazia:

“come fai a garantire che il dittatore faccia ciò che è giusto per te?” 

Nel corso della storia, molti hanno chiesto dittature, ma quando l’hanno ottenuta, si è scoperto che il dittatore non ha fatto ciò che speravano – e poi come si cambia il leader? 

Guarda la Cina, che purtroppo è considerata da molti ambientalisti un ideale verde. Ottiene l’86% della sua domanda totale di energia primaria da combustibili fossili (dati dell’Agenzia internazionale dell’energia, ultimi dal 2014, estrapolati al 2017).

Come può essere ultra-verde? Ottiene solo il 12% da fonti rinnovabili (l’ultimo 2% dal nucleare).

Fonte

Anche nel 2040, con tutti i suoi obiettivi parigini, l’IEA ha stimato che la Cina otterrà il 16% della sua energia totale da fonti rinnovabili (e la maggior parte sarà ancora idroelettrica e biomassa, con solo il 4,2% da eolico e solare fotovoltaico).

Come può essere vista come ultra-verde? 

Va ricordato che, la Cina ha ottenuto una quota maggiore della sua energia totale da fonti rinnovabili (soprattutto perché era incredibilmente povera) “ogni anno del secolo scorso” di quanto non sarà nel 2040. 

Ma il fatto più deprimente è che invece di concentrarsi su queste politiche incredibilmente inefficaci che costeranno una fortuna ma che fanno ben poco per sistemare il clima, ci sono molti altri modi che farebbero molto più bene. 

  • In primo luogo, dovremmo aumentare la spesa per la ricerca e lo sviluppo ecologico – se riusciremo a innovare il prezzo dell’energia futura verde e affidabile al di sotto dei combustibili fossili, tutti cambieranno.
  • In secondo luogo, dovremmo concentrarci su un adattamento economico ed efficace, che a lungo termine eviterà la maggior parte dei danni aggiuntivi dovuti agli impatti climatici a costi molto bassi.
  • Terzo, dovremmo riconoscere che la principale vulnerabilità per il clima è la povertà: se sei povero, sarai molto più colpito dai cambiamenti climatici (e, ovviamente, colpisci più duramente e anche più o meno ogni altra sfida).

Quindi, se solleviamo persone dalla povertà, probabilmente li aiuteremo molto di più contro i futuri danni causati dal clima – e li aiuteremo molto, per molto più tempo.

Non sorprende che quando l’ONU ha chiesto a quasi 10 milioni di persone in tutto il mondo su cosa volessero concentrarci, hanno chiesto educazione, salute e nutrizione.

E ha posto il clima in fondo alla lista delle priorità. 

Aumentare la ricerca e lo sviluppo in campo verde, l’adattamento e concentrarsi maggiormente sulla riduzione della povertà è qualcosa a cui la maggior parte delle persone voterebbe. È efficiente, moralmente buono e molto, molto più economico.

E (anche se non posso credere di doverlo sottolineare) potremmo mantenere la nostra ‘democrazia’ … 

Fonti

Citazione:

“Il vantaggio è che una volta presa una decisione, tutto procede rapidamente, non c’è opposizione che ritorni indietro”, 

…è rappresentativo dell’argomento di Jorgen Randers, ma in realtà proviene dallo stesso articolo di Anders Wijkman, che è il portavoce del Club di Roma, di cui Randers è membro del comitato esecutivo.

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

Una dipinta realtà: la CO2. Tutto qui

 

Il cosiddetto “cambiamento climatico”: non è la CO2 il problema!

By Nogeoingegeria

AllaCOP23 di Bonn c’è qualche cosa che non va  ha commentato nel suo blog il Colonello Guido Guidi. E ha ragione. Mentre le previsioni catastrofiche invadono nuovamente e puntualmente il mainstream – CO2..a livelli mai raggiunti da 3 milioni di anni etc etc – la COP pare che non abbia nulla di rilevante da offrire per contrastare il pericolo planetario proclamato.  Qualcosa non va di certo. Se il problema fosse davvero la CO2, ci sarebbero molte possibilità di rimediare, di facile applicazione e perfino senza effetti collaterali. La messa in atto potrebbe piuttosto avviare un ampio risanamento di molte situazioni, come evidenziano le proposte di: riforestazione, agricoltura bio e realmente sostenibile, cambiamenti di stile di vita delle persone ispirate dal senso di responsabilità verso l’ambiente e verso sé stessi (un effetto collaterale sarebbe un aumento di benessere generale), abbassamento dell’inquinamento adoperando molteplici tecnologie che lo permettono etc etc. Questa lista di proposte è senza dubbio da completare ed è uno sforzo che merita di essere fatto. Proveremo in un secondo momento a stilare questo elenco, magari chiedendo aiuto ai lettori del blog. L’apparato propagandistico è funzionante in direzione opposta ad un risanamento e non ci sono segnali di cambiamento di rotta per salvare il mondo e noi stessi. Comprate, consumate, divertitevi! Consumate più che potete e riempite questo meraviglioso mondo di spazzatura a tutti i livelli!

La messa in scena dei vari COP pare che abbia soprattutto la funzione di gettare fumo negli occhi, dando l’occasione per campagne ben orchestrate mainstream sul ‘grande impegno’ dei migliaia di scienziati, politici e lobby presenti, ‘allarmati’ dallo stato delle cose. I risultati di questi incontri sono sempre stati scarsi e lo saranno anche a Bonn (VEDI QUI ). E’ stato denunciato da chi era presente agli incontri in passato il carattere ipocrita e di ‘greenwashing’. Le sigle esposte sono veri e propri inganni e celano spesso l’antitesi di quanto promettono. 

In concomitanza con la COP23 si è visto un incremento delle divulgazioni e pubblicizzazioni di una misura ‘forse necessaria’ per salvare il mondo minacciato dalla CO2. La Geoingegneria sta entrando nelle teste dell’uomo comune e entro il 2018 sarà sulla bocca di tutti, promette qualcuno. E qualcuno saprà unire i puntini tra ‘modelli’ presentati e cieli reticolati? 

Le critiche di esperti rispetto alle operazioni ‘proposte’ non mancano. Ma nonostante la pericolosità della ‘cura chemioterapica’, le irrorazioni in atmosfera saranno presto una realtà ufficializzata?

L’operazione sarà resa obbligatoria in seguito ad un disastro ambientale di grande impatto. Diranno ‘IT MUST BE DONE’, così è stato pronosticato da Pat Mooney (coordinatore dell’ETC-Group) in un’intervistanel 2012

Il cosiddetto “cambiamento climatico”: non è la CO2 il problema!

Traduzione Nogeoigegneria 

Un commento della Prof.ssa.Dr. Claudia von Werlhof, presidente del “Movimento Planetario per la Madre Terra”, Innsbruck.

Motivata dalla lettura di “Dose giornaliera” del 7 di novembre (ndr articolo che definisce i ‘negazionisti’ del cambiamento climatico e critici della tesi CO2 come causa del GW una setta) vorrei far riflettere:

E’ sorprendente quanta gente, gente anche molto critica, abbocca e ci casca e prende per oro tutto ciò che viene dall’alto – da Al Gore all’IPCC (Intergovernmental Panel of Climate Change in tedesco spesso definito ‘Consiglio globale del clima’), dai Verdi fino alla Merkel, dall’ultimo vertice sul clima a Parigi a quello attualmente in Bonn, e perfino dal Papa: tutti sostengono che la CO2 industriale sia la causa di un cosiddetto cambiamento climatico, e distruggerà la terra se non si interviene su di esso. Come è possibile che queste persone trovano così facilmente credito? Perché non ci si chiede il motivo per cui all’unisono, proprio tutti – e Trump si unirà prima o poi – fanno queste affermazioni? Perché non ci si chiede quale progetto ci sta dietro? Perché non si ascoltano gli scienziati che la vedono in modo diverso? Nessuno ha un’idea di come la Terra realmente “funziona”? La realtà è dipinta così: la CO2 è inquinamento atmosferico, è sporcizia. Tutto qui.

In realtà il cosiddetto riscaldamento globale e cambiamento climatico è un aumento di meteo estremo: fluttuazioni oltre la norma delle temperature e oltre le stagioni, aumento di catastrofi ‘naturali’ come i tsunami, terremoti oltre i sei gradi della scala Richter, periodi di siccità per anni, incendi che devastano peggio di guerre con le bombe, ma anche ondate di freddo fuori stagione o regioni, ripetersi di inondazioni record, tempeste di grandi dimensioni anche fuori dai tropici, aumento di attività vulcanica e cambiamenti delle correnti oceaniche, nonché il rapido scongelamento dei poli e dei ghiacciai – ed è proprio lì dove accade un riscaldamento che conta il doppio o più del presunto incremento delle altre temperature.

Come potrebbe tutto questo derivare dalla CO2 industriale, presente in atmosfera ben al di sotto dello 0,5% – e peraltro giù, vicino alla terra?

Non deriva da questo. Questi cambiamenti provengono da decenni di geoingegneria militare, dalla seconda guerra mondiale.

La convenzione ENMOD delle Nazioni Unite (Environemental Modification – Modificazione Ambientale) ha identificato il problema dell’utilizzo di tecnologie ambientali già nel 1977 in seguito alla guerra del Vietnam, dove molte delle tecniche erano già state implementate. E da allora, naturalmente, sono proseguiti gli esperimenti e le innovazioni, dalla distruzione dello strato di ozono e di altre parti dell’atmosfera, con i test delle bombe atomiche o razzi nello spazio, allo sviluppo di armi “al plasma” alle tecnologie di “guerra meteorologica” a “Armi energetiche dirette” simili al laser, tutte leggibili in Rosalie Bertell: War Planet Earth, 3a edizione 2016.

Si tratta di sviluppare armi ambientali per nuove guerre, “e i militari sono 50 anni più avanti di noi” (Bertell).

Strano quanto a lungo regge il mito della CO2, lasciando non riconosciuti gli inquinatori o recentemente perfino invitandoli a continuare ufficialmente con la distruzione della terra – con il loro presunto “salvataggio” via geoingegneria! Quest’ultima appare improvvisamente in un abito “civile” e come una “nuova” geoscienza. Questo è stato propagandato sempre più sfacciatamente da Parigi nel 2015 e prevede attualmente di spruzzare sul pianeta presumibilmente bollente niente meno che acido solforico, per raffreddarlo come se fosse scoppiato un super-vulcano e come propagandato dal noto geoingegnere di Harvard, David Keith. Lui stesso ammette che questa potrebbe essere la fine della vita sulla terra, ma lo lasciano fare …?

Dettagli disponibili sul sito web del movimentoplanetario per la Madre Terra che abbiamo elaborato per buone ragioni 7 anni fa. Strano davvero in che modo persone che hanno a cuore il bene della terra possono lasciarsi ingannare così completamente.

Come è spiegabile tutto questo, a parte la generale mancanza di conoscenza del pianeta terra come essere cosmico e l’essere in vendita della scienza e della politica di oggi? Sono venduti anche i movimenti sociali e le ‘Alternative’ o hanno disimparato a usare il loro cervello?

Originariamente pubblicato da: https://kenfm.de/tagesdosis/

VEDI ANCHE

BIOSFERAE GEOINGEGNERIA: LE IMPROBABILI RAGIONI DI UNA CONVIVENZA IMPOSSIBILE

LA CO2 COME CAPRO ESPIATORIO E LA VIA VERSO UN ‘MONDO NUOVO’ (1)

CO2 PETROLIODEL FUTURO. VOLTIAMO PAGINA!? 

Scrive RosalieBertell: “Nell’ambito degli Accordi di Vladivostock, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica presero la decisione congiunta di sciogliere la calotta polare artica.  Non si tratta di un accordo bilaterale registrato dell’ONU, perciò non divenne mai accessibile a coloro i quali – più tardi – furono messi in allarme dal rapido scioglimento dei ghiacci e delle nevi polari, e dalla situazione degli orsi polari che ne è risultata. Per il pubblico, lo scioglimento della calotta polare artica è diventato un segnale forte e inquietante del cambiamento climatico, talmente forte che negli Stati Uniti ai media è stato richiesto di non parlare mai di orsi polari! A causa del segreto militare la gente è stata indotta a pensare che il controllo industriale delle emissioni di CO2 riporterebbe tutto a posto nell’Artico! “VEDI QUI

Neve nera al Polo Nord

Fonte: http://www.nogeoingegneria.com/

Poesia e Arte in Cielo

Il tramonto di Milano: un quadro da sogno o incubo?

Il cielo: un quadro di Van Gogh o l’urlo di Munch?

Di Nogeoingegneria

Mentre la Stampa minimizza la mano criminale dell’uomo che brucia la terra in Piemonte, il tramonto di ieri sera a Milano è stato esaltato un ‘quadromeraviglioso’  e ha trovato unacopertura mediatica impressionante.

Non c’entrerebbe l’inquinamento, ma si tratterebbe di condizioni particolari di sole, di vento e di nubi, che ci regalano ‘poesia in cielo’. ‘Le emissioni carboniose (ed altro) degli incendi devastanti non c’entrano nulla’, assicurano i luminari dei nostri istituti: ’e’ solo una questione di vapore acqueo’, come altre volte, in altri casi dubbi…

E come dubitarne.

Mario Tozzi, sulla Stampa, commenta gli incendi in Piemonte: ‘Sappiamo che le condizioni meteorologiche particolari di questo ottobre 2017 hanno contribuito in maniera fondamentale al ripetersi e al propagarsi degli incendi. E ormai conosciamo il ruolo cruciale che il cambiamento climatico gioca nell’innescare e far perdurare condizioni favorevoli ai roghi’.

‘Quasi tutti gli incendi sono dolosi (raramente colposi)’, scrive Tozzi QUI.  Ci è o ci fa?

Il tramonto infuocato di Milano

Come non tener conto del dramma di questi giorni, e aspettare le interpretazioni delle misurazioni di venti e correnti?  Qualcuno le ha fatte ?

Centinaia di immagini sono state scattate e faranno il giro del mondo: uno spettacolo unico, certo, ma le spiegazioni scientifiche non sono poi così poetiche o romantiche…

Non è probabile che c’entri  (oltre alle manipolazioni atmosferiche), l’inferno della Valle di Susa e del Piemonte?

E’ stato chiesto se il cielo al tramonto osservato il 29/10/2017, non sia inquinamento o se non si tratti di scie degli aerei: la copertura con strati nuvolosi artificiali, infatti, era evidente da diversi giorni.

Inoltre, il Corriere della Sera ha notato ’Sciee dune rosso fuoco’, un fenomeno atmosferico  eccezionale, quello delle ‘nubi lenticolari’ e di ‘strati di nubi ondulate’.

‘NO’, ha risposto al Corriere della Sera Maurizio Mugeri, fisico dell’atmosfera presso l’Università di Milano: ‘erano nubi troppo alte, che stazionavano verso il limiti della stratosfera e l’inquinamento, in questo caso, non è la causa del loro effetto spettacolare’: ‘si è creata una condizione particolare dovuta alla diffusione del vapore acqueo’ – precisa Maugeri – per cui la luce del sole, al tramonto, attraversando i cristallini, produceva colori e disegni straordinari simili alle nubi lenticolaro, che, però, in genere, si presentano separate. L’inquinamento agisce a livelli più bassi e, poi, negli ultimi giorni, una ventilazione discreta sulla Val Padana ha abbassato i livelli inquinanti, quindi non può generare conseguenze simili“.

La scienza ha parlato e la rassicurazione è servita.

Tempo fa

‘La magia’ del tramonto rosso fuoco che aveva ‘incantato’ il Salento qualche tempo fa, era stata così spiegata, qualche giorno dopo, dagli esperti del laboratorio Aerosol & Clima dell’Università del Salento: il colore rosso, assunto dal cielo il 30 agosto scorso, era dovuto alla presenza di particelle carboniose, secondo loro prodotte dagli incendi in Canada! Le misure LIDAR effettuate nel corso del 31 agosto 2017 dal dr. Salvatore Romano, presso il laboratorio Aerosol & Clima dell’Università del Salento, avevano rilevato il sopraggiungere nel Salento di uno strato di particelle atmosferiche carboniose, a circa 18 km dal suolo, dovuto al trasporto, in Sud Europa, del fumo prodotto dagli incendi verificatasi intorno al 14 agosto addirittura nel Nord America (1)

La NASA afferma,  che gli agenti inquinanti sono fattori determinati per ottenere un super tramonto.

Ma davvero a Milano non c’entravano nulla con il tramonto spettacolare? 

(1) http://www.leccenews24.it/attualita/8203-il-tramonto-rosso-fuoco-incanta-il-salento-ma-gli-esperti-rompono-la-magia-dovuto-agli-incendi-in-canada.htm

IL PIEMONTE NELFRATTEMPO CONTINUA A BRUCIARE

Fonte: http://www.nogeoingegneria.com

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Derelitti

Posted By Massimo Lupicino 

Vi ho sbirciati in posti che mi ero ripromesso di non frequentare, come fa un guardone consapevole della sua debolezza e della somma inutilità del gesto. E vi ho visti.

Vi ho visti rabbiosi, lividi, stupefatti e mortalmente offesi dalla sola idea che qualcuno la possa pensare diversamente da voi.

Vi ho visti pavoneggiarvi nel citare a sproposito altisonanti leggi della fisica, ed essere spernacchiati nel vostro stesso campo da forumisti di passaggio, radiati con effetto immediato dalla comunità, immagino per lesa maestà climatista.

Vi ho visti inveire contro chi si è permesso di raccontare altre storie rispetto a quelle che più vi piacciono. Storie comunque referenziate e argomentate, a differenza di quelle che amate leggere e sentire ripetere dalla gran parte dei media.

Vi ho visti insultare persone per nome e cognome, talvolta vostri colleghi ben più noti e titolati di voi, spargendo escrementi nel ventilatore, insinuando in modo volgare e basso.

Vi ho visti definire Christy un dilettante, una macchietta, un non-scienziato. Dall’alto delle vostre cattedre virtuali fatte di sproloqui e di invettive su siti più o meno desolati della provincia dell’Impero Climatista. E che cosa sarà mai l’onorificenza per “Eccezionale merito Scientifico” conferita dalla vostra (altrimenti) amata NASA allo stesso Christy, al cospetto della vostra manciata di “like” sui social network?

Vi ho visti irridere rispettati e stimati scienziati italiani del clima, che ai benpensanti come voi piace chiamare in altri contesti “cervelli in rientro”. Liquidandoli come “astrologi”, negando loro la dignità stessa di scienziato o ricercatore. Titoli che invece vengono generosamente riconosciuti a venditori di olio di serpente che impazzano sui media ma che si comportano come chi la scienza non l’ha mai frequentata in vita sua, nemmeno su Second Life.

Vi ho visti diffidare i pochi forumisti che vi leggevano dal frequentare siti pericolosi, accusati di diffondere fake news. Come si faceva molti anni addietro con quei libri sconvenienti che poi gli stessi censori andavano a leggersi di nascosto, abbandonandosi a pensieri impuri.

Vi ho visti, non mi siete piaciuti, ma sono contento che esistiate. Perché “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Lo dice l’Articolo 21 della Costituzione italiana. E non c’è narrativa pelosa sulle fake news o sull’hate speech che tenga, a fronte di questo diritto. Specie quando la narrativa in questione sembra nata dall’esigenza di chiudere la bocca a qualcuno, magari per lasciare qualcun altro libero di inveire ed insultare a difesa della causa “giusta”.

Vi ho visti, non mi siete piaciuti, ma vi voglio bene. Perché siete dei derelitti, esattamente come il sottoscritto, nel momento in cui andate a sbirciare in casa altrui per poi parlarne male in casa propria, e diffidare altri dal fare la stessa cosa. E quindi, a mo’ di ramoscello d’olivo, vi dedico anche una canzone (una cover in realtà) che vi piacerà, perché è seria come le vostre cause e compunta come le vostre sembianze quando ci annunciate come intendete salvare il mondo. A pensarci bene sembra scritta proprio per voi, anzi, per noi: You’re my Ramshackle, and I’ll love you clean” recita il ritornello, che mi piace tradurre: “Sei il mio derelitto, e ti vorrò bene, se ti dai una ripulita” (in calce il testo completo, con traduzione ;-))

Allora, ce la diamo, questa ripulita?

Fonte: http://www.climatemonitor.it/

Uragani, un soggetto mondiale dominante dei nostri tempi

La NASA ha mostrato accidentalmente nelle immagini satellitari LE PROVE della Manipolazione Meteo su grandi dimensioni

È forse una enorme cospirazione? O è possibile che la NASA stia giocando con il nostro tempo sulla Terra?

Molte persone sarebbero probabilmente d’accordo che stiamo guardando una complessa massa di uragani, mentre altri ritengono che le prove siano proprio davanti a noi.

Quest’anno la stagione degli uragani caraibici ha trasformato ‘il tempo’ in un soggetto dominante mondiale.

Danni catastrofici si sono verificati nei Caraibi, dove isole intere furono spazzate via dall’incredibile potere di madre natura. Tuttavia, è questo il lavoro di madre natura, o c’è qualcosa che sta accadendo?

Da decenni vengono formulate e circolano su internet “teorie di cospirazione” sul controllo del tempo, e così le voci sul controllo del tempo da parte del governo sono diventate popolari.

Ciò è stato considerato come un’impresa impossibile, invece oggi è possibile grazie agli sforzi della geoingegneria, in dieci anni hanno dato la possibilità di controllare il tempo: dando luogo a due vie, una che può distruggere il nostro pianeta, l’altra che lo può aiutare.

L’ingegneria climatica comunemente indicata come geoingegneria, nota anche come intervento sul clima, è un ‘intervento’ deliberato e fatto su larga scala nel sistema climatico della Terra allo scopo di influenzare negativamente il riscaldamento globale.

Quindi dove è quella prova? Dove posso vedere con i miei occhi che il nostro tempo viene in realtà manipolato?

Beh, guarda tu stesso

Situato appena fuori dalla costa africana. Cambiare il tempo è diventata realtà per l’umanità, ma sembra che questa realtà non siano in grado di controllarla, vero?

Appena fuori dalla costa australiana, queste immagini mostrano quanto possano essere cattive. L’immagine di cui sopra spiega in modo perfetto quello che Dane Wigington, ha scritto per Wakeup-World e Davide Wolfe, la descrizione di come “molte varianti impattano sulle radiofrequenze”

Queste immagini mostrano la costa della California. Forse è il momento di interrompere i progetti di modifica del tempo prima di sconvolgere il clima della Terra per sempre

Fuori la costa occidentale dell’Africa. Siamo in pericolo e stiamo per perdere il controllo?

Un’altra immagine dalla costa occidentale dell’Africa.

Controllo del tempo fuori dalla costa spagnola. Stanno cambiando il tempo, e non certo per il bene della popolazione umana.

Sopra, un’altra immagine ripresa fuori dalla costa africana.

Le regioni costiere dell’Africa sono una zona calda per gli sforzi fatti dalla  geoingegneria del tempo, anche se vengono riferiti dai media mainstream come nient’altro che il risultato di “polvere” nell’aria, nella nota Dane Wigington cita un estratto da un articolo di Fox9 News:

“Adesso, gran parte del Golfo del Messico e dalle parti dei Caraibi sono leggermente più calde delle normali temperature dell’oceano che normalmente aiuterebbero allo sviluppo tropicale.

“Ma c’è molta polvere e aria secca nell’atmosfera e le tempeste sono soffocanti prima ancora di iniziare”.

Dane indica come le trasmissioni delle radiofrequenze possono alterare le formazioni cloud e che è il risultato della “spruzzatura di metalli pesanti veicolati elettricamente da conduttori elettrici”. Ora prova ad immaginare e indovinare tutto quello che respiriamo.

HAARP è veramente responsabile dei cambiamenti climatici? nell’immagine sopra, Dane sottolinea chiaramente che l’insieme enigmatico di nuvole si è formato vicino a una stazione HAARP, che ha generato eventuali altri modelli di nuvole agglomerandoli in una sola unica nuvola. 

Infine guarda questo video e prova a darti delle risposte:

Fonte e riferimenti: DavidWolfeWakeup-WorldFox9 News

Link diretto: https://www.ancient-code.com/

 

Traduzione e adattamento: https://ningizhzidda.blogspot.it/

VELATURE – ECCOLE DI NUOVO

Dopo una giornata di cielo libero da nubi, pioggia, grandine grande come palline da golf, con temperature sotto i 15°, ecco le famose velature, al satanico “Lucifero” non sono bastati i 38/42° (di giorno e di notte senza escursione termica), ci stiamo preparando ad un nuovo forno a microonde?

Questa mattina alle ore 7:00 il cielo era completamente terso e senza una nuvola, un azzurro che ricordo solo negli anni passati della mia gioventù, inoltre la notte completamente sgombra da nuvole, “velature” e inquinamento luminoso, ho visto dopo molto tempo il firmamento pieno di stelle e la luna raggiante (non più velata) al centro di esso.

Queste sono fotografie fatte dal mio portatile questa mattina; non mi stancherò mai di fotografare lo scempio che viene perpetrato ormai da oltre 15 anni, da quando è stato firmato quel fatidico documento.

Sullo sfondo di questa fotografia sono visibili i cumulonembi naturali sotto attacco da quelle che oggi vengono definite “velature”, (velature non esistenti in natura) partorite dalla mente compiacente di chi è complice volontario/involontario della élite votata alla satanica “Geoingegneria”

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 Il regime di Geoingegneria solare progettato 
per bloccare il tuo sole – Di Matt Landman

 “Un gruppo di scienziati del clima sta attualmente sostenendo una mossa preventiva contro i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale, anche se probabilmente non hai mai sentito molto a questo proposito. Il piano è quello di bloccare il sole, simile a quello di imitare un’eruzione vulcanica, per questo motivo è chiamato Effetto del Monte Pinatubo che verrebbe attuato con una campagna di iniezione aerosolica già in atto per velare la LUCE del SOLE.”

“Le basi ingenue di questo approccio sono TRE assimilazioni e costituiscono quanto segue:”
“1) Conosciamo tutto quello che c’è da sapere sul riscaldamento globale

2) Possiamo risolvere il problema

3) Dovremmo risolvere il problema 

Continua QUI all’interno del blog”

Spedizioni difficoltose

Per ridere, per passione, per riflettere

Author: Guido Guidi

Arctic Expedition Cancelled Due to Excess “Climate Change” https://t.co/4SvjTkIql5 pic.twitter.com/vKK1K6lVNk  

 — Watts Up With That (@wattsupwiththat) 15 giugno 2017

Anno diverso, spedizione diversa, stessa identica sorte degli impavidi esploratori dell’Antartide che rimasero miseramente bloccati (e dovettero essere salvati) nel tentativo di dimostrare quanto poco ghiaccio c’era. Questa volta, piuttosto che rischiare un’altra magra figura, preferiscono rinunciare al programma di ricerca. Vedersela con condizioni di ghiaccio estreme (e inattese ?!?) avrebbe allungato troppo il programma. Quindi tutti a casa e lo scioglimento dei ghiacci lo documenteranno un’altra volta.

Per Passione:

Protagonista la Natura! Una fantastica danza di colori al tramonto, tra nubi temporalesche e le “nuove” Asperitas (ex Ungulatus Asperatus) inserite nell’International Cloud Atlas nel marzo del 2017. Nella seconda parte del video, con l’unzoom, i flash dei fulmini dentro la banda delle precipitazioni completano uno spettacolo già di per se imperdibile.

Per riflettere:

Strategie per il #Clima devono basarsi su #Scienza, non Ideologia
Ernesto Pedrocchi, già prof di energetica @polimihttps://t.co/lFWcP4Ub3lpic.twitter.com/DjyeIKJKFE 
— RiEnergia (@RiEnergia) 14 giugno 2017
Ernesto Pedrocchi, già ospite di CM dopo la COP22 di Marrakesh, in un breve ma esauriente punto di situazione sulla bagarre climatica, tra rinunce, ritiri, salti in lungo e, soprattutto, fiumi di disinformazione.

Buona giornata.

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Gli scienziati accusano il “cambiamento climatico”  per il troppo ghiaccio che ha arrestato la spedizione artica 

Pubblicato da Enzo Ragusa
Di Michael Bastasch  
 
Gli scienziati che hanno annullato la loro spedizione in Artico, a causa delle condizioni sfavorevoli alla navigazione per la presenza del ghiaccio troppo spesso, hanno avuto come scusante il “cambiamento climatico” per motivare il fallimento del loro progetto di ricerca.
 
 “Stiamo svolgendo uno studio sul cambiamento climatico su larga scala ma che purtroppo non possiamo portare avanti, il cambiamento climatico ci ha costretti ad annullare lo studio”, ha dichiarato David Barber, scienziato dell’Università di Manitoba, che ha condotto la spedizione told The Guardian.
 
La spedizione di Barber si è conclusa alla fine di maggio, dopo aver trovato ghiaccio con oltre 25 metri di spessore sulla costa settentrionale di Terranova. La spedizione è stata così costretta a tornare indietro dopo aver speso centinaia di migliaia di dollari per un progetto di quattro anni per studiare gli effetti del riscaldamento globale sulla Baia di Hudson.
 
Ora, Barber e gli altri ricercatori hanno accusato un ritardo sulla loro sfortunata spedizione a causa del riscaldamento globale o cambiamenti climatici, come li chiamano.
 
Le loro prove? Non molte, tranne le opinioni di alcuni scienziati coinvolti – almeno, Guardian non ha presentato alcuna prova. Il documento accusa il cambiamento climatico.
 
È interessante notare che Guardian ha accusato un simile evento già nel 2013 come un avvenimento del “tempo” e non del “cambiamento climatico”. Quell’anno, una nave rompi ghiaccio di nazionalità russa, che trasportava scienziati, è rimasta bloccata nel ghiaccio marino antartico.
 
“Non è qualcosa che ci aspettavamo di vedere e neppure qualcosa che abbiamo mai visto prima”, ha detto Barber. “Nell’alto Artico, il cambiamento climatico sta causando l’assottigliamento del ghiaccio e in futuro sarà sempre meno. ”Quello che avviene è l’aumento della mobilità del ghiaccio”.
 
Gli scienziati hanno poi studiato il ghiaccio attorno a loro mentre erano bloccati. Hanno notato la presenza di molto ghiaccio pluri-annuale più comune nelle vicinanze del Polo Nord. Tuttavia, ciò che è accaduto agli scienziati potrebbe essere un evento correlato al tempo.
 
Adesso si aspettano di ripartire per la spedizione all’inizio di luglio, ma il loro studio sarà senza dubbio ritardato.
 
Non è la prima volta che gli scienziati sono stati ostacolati dal ghiaccio marino glaciale artico. Nonostante il declino complessivo del ghiaccio marino, dalla fine degli anni Settanta, la Sfida della Polar Ocean Challenge si è trovata imprigionata nel ghiaccio spesso nel luglio 2016.
 
 
Enzo 

Chi detiene il monopolio sulla verità detiene il monopolio sull’inganno

Demistificare il dibattito sul cambiamento climatico

di Wayne Hall

Traduzione di NoGeoingegneria

Giusto poche settimane prima di lasciare l’ufficio e consegnarlo al suo (da sinistra, ecologisti, liberali) disprezzato successore  Donald Trump, il presidente Obama ha fatto un gesto molto pubblicizzato, vietando la perforazione di nuovi giacimenti di idrocarburi nelle acque statunitensi degli oceani Atlantico e Artico.

La sua presidenza quindi si è conclusa con una nota altisonante, paragonabile al modo in cui era iniziato, quando aveva fatto, altrettanto ampiamente pubblicizzata (e in pratica totalmente ignorata da lui stesso)  la promessa di disarmo nucleare.

I sostenitori di sinistra del gruppo Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) criticano questo tipo di ipocrisia, che in effetti è un’ipocrisia relazionata al “greenwashing”, ma quanti di loro sanno riconoscere l’ampiezza di questa ipocrisia?

Fa qualche differenza per la credibilità della politica climatica stabilità se la minaccia che si suppone di dover affrontare sia la minaccia del riscaldamento globale o la minaccia di una nuova era glaciale?

Quarant’anni fa era la nuova era glaciale e non il riscaldamento globale  al centro delle preoccupazioni ufficiali (e dei media).

Il “New York Times” del 18 luglio del 1970 riferiva che:

“Gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica stanno supportando indagini su larga scala per determinare perché il clima artico sta diventando sempre più freddo, perché di recente parti del ghiaccio marino del mare artico sono diventate minacciosamente più spesse  e se la portata di tale copertura di ghiaccio contribuisce alla comparsa di ere glaciali“

Tutte le grande associazioni sul clima di quel periodo approvarono la teoria del raffreddamento globale, tra cui il National Center for Atmospheric Research, il Climate Research Unit dell’Università di East Anglia, il National Academy of Sciences, National Aeronautics and Space Administration. Anche la CIA aveva rilasciato dichiarazioni con linee simili.

Un rapporto su un quotidiano del 1973 dice che:

“un gruppo di scienziati, riuniti sotto gli auspici della National Science Foundation, ha ancora una volta messo a punto un avvertimento che il mondo potrebbe essere vicino alla fine dell’attuale periodo di inter-glaciale e che la calotta di ghiaccio dell’Artico ha iniziato quello che potrebbe rivelarsi un anticipo inarrestabile su Nord America ed Europa. I 46 scienziati che si sono riuniti presso la Brown University, Providence, Rhode Island, per un simposio sul tema “La fine del presente interglaciale” hanno convenuto che vi sono evidenze di un inquietante raffreddamento delle temperature in tutto il mondo negli ultimi due decenni”.

Un rapporto 1974 dell’oceanografo e paleontologo James D. Hays ha rivelato che  “il sospetto, che gli inverni sono semplicemente sempre più freddi, non è più solo un sospetto tra i climatologi. Negli ultimi 30 anni la neve permanente sull’isola di Baffin si è ampliata. La banchisa in Islanda sta aumentando in inverno  e diventando un serio pericolo per la navigazione. Gli armadilli, amanti del calore, che migrarono verso nord nel Midwest nella prima metà di questo secolo si stanno ormai ritirando al sud, verso il Texas e Oklahoma. Raccolti cattivi  russi sono in aumento.”

“The Canberra Times” del novembre 1974 riferì: “Una nuova era glaciale potrebbe stringere il mondo durante il ciclo di vita di questa generazione (…) Un documentario su un canale  televisivo principale (BBC) dimostra che gli scienziati internazionali hanno cambiato idea circa la velocità con la quale  la “macchina del tempo” del mondo può cambiare marcia. ‘La minaccia di una nuova era glaciale deve ora essere messa accanto ad  una guerra nucleare come probabile fonte di morte e miseria globale per l’umanità’, dice lo scrittore scientifico  Nigel Calder. (…) “Gli ultimi studi dimostrano che le ere glaciali sono molto più frequenti di quanto gli scienziati pensavano una volta – e la prossima sembra essere in ritardo. Secondo una teoria, “Toronto, Leningrado e Glasgow dovrebbero ormai essere scomparse sotto strati di ghiaccio spesso”..

Scettici del Cambiamento Globale,  propagandato dal mainstream, interpretano dati retrospettivi di questo tipo come prova di dolo perenne e / o ingenuità degli “allarmisti del cambiamento del riscaldamento / climatici globali”, ma un’altra interpretazione è possibile, ed è stata presentata dal ricercatore Dylan Jones:

“Un insieme di prove punta verso una realtà in corso, una  campagna clandestina di modificazione  del clima, a partire , per lo meno, dal 1970, di proporzioni senza precedenti e di massima audacia e arroganza. L’obiettivo principale è quello di convertire il ghiaccio artico in acqua di disgelo, aprendo le sue vaste risorse di petrolio, gas e minerali e  alterare il clima globale ad uno più favorevole per le zone temperate settentrionali e meno favorevoli per zone equatoriale e semi-tropicali. Fino al 1975 l’establishment scientifico sembrava preoccupato che la terra stava entrando in una età glaciale a lungo termine. Questo può essere stato un vero e proprio problema, ma potrebbe essere anche stato un mezzo per ottenere sostegno“.

In altre parole, l’idea che l’Artico stava diventando più freddo (troppo freddo) avrebbe potuto essere studiata per sostenere l’idea di aver bisogno di un programma di modifica del clima per riscaldarlo.

Ma c’erano anche altri modi  per convincere i politici della necessità per la modifica del clima, altri approcci possibili e altri argomenti, e sono stati debitamente messi in lista. Dr. Edward Teller invitò una sottocommissione (Preparedness Subcommittee) del Senato degli Stati Uniti  ad “immaginare un mondo … in cui  (i sovietici) possono cambiare le precipitazioni sulla Russia … e influenzare le precipitazioni nel nostro paese in modo negativo.”

Dr. Henry G. Houghton del Massachusetts Institute of Technology, rabbrividì al “pensare alle conseguenze di una scoperta russa per primi di un metodo fattibile di controllo del tempo. … A meno che non rimaniamo davanti alla Russia nella ricerca della meteorologia le prospettive di accordi internazionali in materia di controllo del tempo saranno davvero scarse. Una modifica sfavorevole del nostro clima nelle vesti di uno sforzo pacifico per migliorare il clima della Russia potrebbe seriamente indebolire la nostra economia e la capacità di resistere “.

Sono stati proposti un certo numero di progetti specifici  per alleviare il duro clima russo,  con conseguenti vantaggi per l’agricoltura, la navigazione, e lo sfruttamento delle risorse. Questi includono la rimozione della calotta artica, lo sbarramento dello Stretto di Bering, e la deviazione dei fiumi siberiani. Questi programmi  potrebbero chiaramente influenzare il clima di altre parti del mondo, inclusi gli Stati Uniti e i loro alleati. Perfino cambiamenti marginali della temperatura e piovosità potrebbero drasticamente danneggiare l’agricoltura, il trasporto, e in effetti l’intera economia. Le operazioni militari sarebbero anche esse influenzate se i confini della banchisa, le stagioni liberi dai ghiacci per le basi navali, la frequenza di nubi oscuranti, ecc. fossero alterati. Questo tipo di cambiamenti climatici sono chiaramente gravi potenziali minacce alla sicurezza nazionale, e hanno conseguenti implicazioni per la pianificazione militare.

In buona sostanza la storia è che industriali, scienziati ed altri con interessi acquisiti in tali progetti sono stati alla ricerca di modi per riscaldare l’Artico per oltre 100 anni, a partire dal 1877, quando il geologo Nathaniel Shaler di Harvard propose di deviare l’acqua atlantica calda nell’Oceano Artico.

Nel 1962 il  meteorologo del MIT, Harry Wexler ha proposto 3 progetti per l’aumento della temperatura della Terra di 1,7 ° C.

(1) detonare 10 bombe all’idrogeno nel Mar Glaciale Artico per inviare cristalli di ghiaccio nell’atmosfera polare

(2) distruggere lo strato di ozono utilizzando aeri e spruzzare cloro o bromo nella stratosfera.

(3) lanciare particelle di polvere nell’orbita equatoriale per diffondere (disperdere) la luce solare e per riscaldare le regioni polari.

Le idee di Wexler hanno cominciato a guadagnare accettazione nel 1970, momento in cui nessuno “importante” gli avrebbe dato di pazzo. Ma dopo la sua prematura scomparsa, nello stesso anno, il problema di come riscaldare il pianeta subiva un’inversione. E’ stato allora presentato come imperativo assolutamente indispensabile trovare modi per raffreddare il pianeta e preservare l’atmosfera dal riscaldamento. Tenete a mente che l’obiettivo dichiarato della conferenza COP21 sui cambiamenti climatici a Parigi nel 2015 era di limitare la temperatura globale media di salire di 2° C. Ciò sarebbe compatibile con  le proposte di Wexler del 1962 per determinare un aumento della temperatura di 1,7° C.

SCIE DI CONDENSAZIONE  

Groenlandia paese delle meraviglie

Uno dei metodi di modificazione del clima proposto era il dispiegamento di scie di condensazione aeree.

Una giustapposizione di estratti dai seguenti due documentari getta una luce sulla ambigua, anzi contraddittoria, natura delle dichiarazioni ufficiali sugli effetti delle scie di condensazione degli aerei sulle temperature globali, e sui progetti concreti estrapolati da questi effetti.

(Della Commissione europea)  Il traffico aereo è aumentato considerevolmente negli ultimi anni e l’impatto del trasporto aereo sui cambiamenti climatici sta causando crescente preoccupazione. ‘Le emissioni sono in aumento del 4-5 per cento anno l’ anno, e questo è quello che stiamo vedendo in questo momento. E se di anno in anno si hanno 4-5 per cento di crescita delle emissioni, significa in quindici anni un raddoppi ‘. Per la Commissione europea è urgente agire, dal momento che l’aviazione, a differenza di altri mezzi di trasporto, non è tassata per il carburante, per cui vi è uno scarso incentivo di tagliare le emissioni di CO2. ‘Non possiamo continuare ad avere successo in un settore e neutralizzare quel risultato positivo per gli sviluppi in altri settori, e l’aviazione è uno degli esempi più eclatanti.

Il commissario europeo per l’ambiente vuole che l’aviazione faccia uno sforzo per la lotta contro i cambiamenti climatici. La Commissione propone pertanto di includere il trasporto aereo nel sistema di scambio dei diritti di emissione di CO2 che l’Unione europea ha messo a punto per raggiungere gli obiettivi del protocollo di Kyoto.

‘Per affrontare questo problema in maniera più efficiente, dobbiamo includere le emissioni del trasporto aereo nel nostro riuscito sistema di scambio delle emissioni.’ La Commissione europea considera il sistema di scambio delle quote di emissioni il modo più efficace per controllare le emissioni prodotte dal trasporto aereo, meno costoso per esempio di una tassa sul carburante. Introducendo il settore aereo nel sistema di scambio di emissioni dell’UE si prevede di realizzare significativi risparmi di CO2. Entro il 2020, questo risparmio potrebbe raggiungere 180 milioni di tonnellate all’anno, il doppio delle emissioni di gas serra emesse dall’Austria ogni anno. Con questo provvedimento, l’Europa compie un ulteriore passo cruciale verso la prevenzione di un’altra catastrofe climatica globale.

E la BBC: 

Quando l’aereo solca l’atmosfera superiore, sopra i 26.000 piedi (8000 metri), lascia spesso bianche, luminose striature dietro di sè. Queste lunghe striature bianche, chiamate “scie” o scie di condensa sono causate da acqua e fuliggine dai motori a reazione del velivolo. L’acqua calda e il gas di scarico lasciando il motore incontrano l’aria a circa – 40 ° C. Questa è una reazione esplosiva.

Un cirro naturale circola circa 26.000 piedi e riflette alcuni dei raggi del sole nello spazio, producendo un raffreddamento della terra sottostante. Quando una scia di condensa si disperde, diventa un cirro artificiale chiamato “contrail cirrus”. Più riflessiva di un cirro naturale, può estendersi ad una zona grande 60.000 miglia  (sic). Ora, sempre più scienziati ritengono che questi cirri artificiali influenzano la temperatura del pianeta. Gli attacchi dell’11 settembre 2001 a New York, hanno dato loro la possibilità di provare questa teoria. Gli aeroplani degli Stati Uniti erano rimasti a terra per tre giorni interi. Quindi niente scie di aerei per tre giorni. Una volta che tutti i dati erano analizzati, c’è stato un aumento della temperatura. Un lieve aumento, ma un aumento comunque. Ciò suggerisce che le scie raffreddano il pianeta.

La dottrina che l’aumento delle emissioni di anidride carbonica stanno riscaldando il pianeta è diventata “ufficiale” nei media nel 1966, quando Gordon MacDonald – Presidente del nuovo ICAS (Institute for Climate and Atmospheric Science) aveva scelto un gruppo di esperti di meteo e cambiamenti climatici e ha dichiarato: “L’anidride carbonica rilasciata nell’atmosfera dall’inizio della rivoluzione industriale ha prodotto un aumento della temperatura media della bassa atmosfera di pochi decimi di gradi Fahrenheit”.

Se le nuvole artificiali, derivanti dalle emissioni degli aeromobili, contribuiscono, come sostenuto dalla Commissione Europea, al riscaldamento globale, è possibile che il riscaldamento dell’atmosfera sia parte di uno scenario globale di

  1. Creazione o intensificazione del ‘riscaldamento globale’
  2. Successiva presentazione di una ‘soluzione’ al riscaldamento globale?

Secondo Dane Wigington di “Geoengineering Watch” le emissioni di aeromobili possono avere entrambi gli effetti, di raffreddamento locale e di riscaldamento globale (ndr: lo disse anche Edward Teller). Dane però vuol far comprendere di non aver mai presentato l’ingegneria del clima come una mitigazione efficace o accettabile per il sistema di sopravvivenza della Terra, l’idea di raffreddamento locale introduce agli scenari dei geoingegneri.

E, come Dylan Jones fa notare: “L’obiettivo dichiarato della recente Conferenza sui Cambiamenti Climatici di Parigi (2015) di limitare l’aumento della temperatura media globale a 2° C, sembrerebbe essere in sintonia con le proposte di Wexler di realizzare aumenti di temperatura di 1.7° C. Forse è questo il punto in cui le proposte future dellageoingegneria ufficiale per il raffreddamento del pianeta saranno messe in atto al fine di mantenere questo valore ottimale per la modificazione dell’Artico e per il Capitalismo delle Catastrofi”.

La confusione sul riscaldamento globale è perpetuata dalla promozione di una controversia bipolare sulla estensione  (a) nella realtà e (b) dell’origine antropica. Anche in questo caso c’è da quotare Dylan Jones: “Entrambi, i  propugnatori del riscaldamento globale di origine antropica e gli scettici, sono finanziati e controllati nelle loro alte sfere dalla stessa fonte. Entrambe le parti sono tenute in perenne conflitto ed ignoranza su questa verità scomoda. Big Oil e la mafia del clima sono la stessa cosa. Giusto quando chiamano l’un l’altro bugiardi sono onesti. L’obiettivo è quello di impedire la presa di coscienza  pubblica il più a lungo possibile sulle vere cause  di un mondo che si riscalda, trasferendo il senso di colpa e il costo sulle masse ignare, mentre traggono profitto dalle conseguenze di un artico in scioglimento e di crisi in tutto il mondo. Per quanto catastrofe e tassazione di carbonio premono forte, è importante riconoscere che, come sempre, i costi delle imposte che gravano sulle imprese sono passati ai poveri. La ricchezza è re-distribuita in forma piramidale”.

Analisti economici non coinvolti nel dibattito sul clima hanno fatto osservazioni che, data la relativa volontà, potrebbero essere elaborati in critiche e interventi completi, e politicamente potenti. Yanis Varoufakis per esempio, nel suo articolo “Erratic Marxist” diceva: “Il miglior esempio di sporcizia neoliberista è il dibattito su come affrontare il cambiamento climatico. I neoliberali si sono affrettati a sostenere che, se qualcosa deve essere fatto, si deve assumere la forma di un quasi-mercato per i “mali” (ad esempio, un sistema di scambio di emissioni), dato che solo i mercati “sanno” come valutare  appropriatamente buoni e cattivi.

Tra i “sei pilastri” nel programma dell’associazione di cittadini DiEM25 di Varoufakis il punto 5 sul “Green Investment” propone: “Canalizzare investimenti su larga scala in energia verde e pratiche sostenibili, che assicurano la sovranità tecnologica dell’Europa”.

L’opposizione alla “rozzezza neoliberista” è una motivazione sufficiente a consentire al DiEM25 di rifiutare la (molto reale) resistenza della mafia climatica (che comprende la maggior parte degli ecologisti normalmente non  identificati come mafiosi) verso le idee formulate nel presente articolo? Ha il DiEM25 per lo meno la capacità di opporsi in modo inequivocabile al mercato delle emissioni?

Potrebbe la conclusione di J. Marvin Herndon, che le ceneri leggere provenienti da centrali elettriche a carbone siano l’ingrediente principale utilizzato in programmi clandestini di modifica del clima, essere utilizzata per rafforzare le posizioni degli avversari favorevoli all’uso di combustibili fossili per la produzione di energia?

Finora gli ecologisti (meno quelli del Cipro) si sono mostrati non più disposti di quanto lo sono gli scettici del clima, di esaminare (o tollerare) le scoperte del Dr. Herndon.

La Sinistra, ecologisti e liberali affrontano la prospettiva di una presidenza Donald Trump con estrema ostilità, dipingendo il nuovo presidente repubblicano (ed è plausibile) come uomo sotto controllo delle lobby del petrolio e del carbone con zero preoccupazione per la devastazione ambientale che quelle lobbies sembrano ora voler proseguire e accelerare. Resta il fatto che la prima analisi pubblica senza censure dopo l’elezione di Trump di alcuni dei fattori toccati in questo articolo è stato ospitato da una organizzazione situata esattamente nel campo cambiamento-climatico-scettico  pro-Trump. Mi riferisco al dossier di Jim Lee ” Geoingegneria, Weather Modification e Weaponizing Nature“, letto il 3 dicembre 2016 alla 3° Conferenza  di Freedom Force International a Phoenix, Arizona. Jim Lee afferma di aver convinto delle proprie posizioni lo scettico del cambiamento climatico di alto profilo, “Lord” Christopher Monckton. Ma Christopher Monckton ritrae i cambiamenti climatici di origine antropica come fabbricazione ideologica dell’IPCC? Adotta ora la posizione di Jim Lee che il riscaldamento globale realmente esistente, parzialmente o totalmente, sia un risultato di modificazione del clima? Non penso.

Per dare l’ultima parola a Dylan Jones: “la follia dell’uomo sembra certamente assumere la forma di una fiducia cieca in leader mondiali indegni di fiducia, corrotti e compromessi dalla struttura di potere aziendale e della sua oligarchia bancaria globale, insieme formano un unico consorzio psicopatico.

La natura di questa follia sta in un disinteresse spensierato verso il crimine contro il pianeta, effettuato con la combustione sfrenata di combustibili fossili, con l’inquinamento dell’atmosfera, delle forniture dell’acqua, decimando le foreste, e gli innumerevoli altri peccati di cui  Big Oil, e implicitamente l’umanità stessa, è colpevole?

Oppure sta nell’ignoranza di una marcia verso il consolidamento finale di un stato di polizia tiranno planetario, effettuato dalla mafia del clima? Là dove una tassa globale del carbonio, imposta all’umanità per il suo ruolo presunto nel riscaldamento globale antropogenico (AGM), formerebbero una pietra angolare.

I seguaci di ogni campo, i sostenitori AGW da un lato e gli scettici, dall’altro, remano perennemente uno contro l’altro.

Chi detiene il monopolio sulla verità detiene il monopolio sull’inganno. Ciò che è stato raggiunto alla fine è l’ultima truffa, riuscendo a recintare persone in tutto il mondo in due campi mettendo uno contro l’altro”.

La fonte originale di questo articolo è Global Research

Copyright © Wayne Sala, Global Research, 2017

http://www.globalresearch.ca/demystifying-the-climate-change-debate/5566164

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HARRY WEXLER: DISTRUGGERE L’OZONO STRATOSFERICO PER RISCALDARE LA TERRA

POLO NORD – NUOVO MEDIO ORIENTE

WHAT CAUSED JANUARY’S FREAK WEATHER

Fonte diretta: http://www.nogeoingegneria.com/