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Un maiale che pensa di essere più maiale degli altri

-26 Marzo 2019-

La scusante europea a difesa del Copyright non difende il Copyright, ma ammazza la libertà di parola, baluardo di ogni Libertà passata, presente e futura.

Il Re nudo si veste solo con arroganza e idiozia, dimostrando con ciò, che egli riveste un ruolo che non sa assolvere e che la Libertà prospettata in antichità per l’uomo del futuro questa non ci sarà mai, se l’uomo del futuro poi si accompagna con l’uomo senza morale, cosi come si trovato male nel passato dove la morale non ha mai avuto valore, ora si trova male nel presente dove tuttora non vuole riconoscere, che è la moralità delle cose che funge da aggregante sociale semmai ve ne fosse bisogno, la morale con la quale si permetterà di avere una vita nuova con un futuro differente dal presente e con questo poi, avere anche in futuro qualcosa di valore da dare a figli e nipoti.

Questo per qualsiasi persona coerente significa “fare la storia”, mentre per vende se stesso e gli altri per una fetta di mortadella, buona solo se la mangi subito, ma non lo sarà altrettanto se mangiata tra una settimana, quando aprendo la carta che contiene il succulento prodotto non rimetterà più il classico e amabile suo profumo, ma l’odore di acido fenico prevarrà, essendo qualsiasi insaccato un prodotto ottenuto solo con la morte dalla sua materia prima, quanto si prospetta ciò non può che accadere altrimenti!

Allo stesso modo si comportano lor Signori che compongono i ranghi in quel di Bruxelles, i quali sembrano vivere nel mondo delle fiabe, mentre fuori dal Castello tutto brucia e la gente che non ha delegato loro alcunché, arranca nel fango da questi creato e nel quale sono destinati loro stessi a finire, visto che basta loro non essere rieletti per fare la fine di noi tutti! Sembra non vogliano rendersi conto dall’alto della propria superbia, che una volta affossata la Nazione in cui sono nati non potranno riciclarsi in altre, avendo queste che compongono la Comunità, tutte chi prima e chi dopo, dopo l’iniziale fase speculativa arrivare tutte alla stessa medesima fine, perché checché se ne dica, una Comunità è tale finché c’è partecipazione, ma il fine malefico decretato dalla Germania sulla Grecia insegna che è la mancanza di pietà verso il prossimo determina, che se non c’è poi niente in comunione o se preferite in comune, la stessa Comunità decreta la fine della sua stessa esistenza, non essendo capace di saper dare ciò di cui si abbonda in casa a chi non ne ha, pur vivendo come tutti in una casa comune. Una casa povera ovviamente.

Ciò in me non apporta meraviglia alcuna, essendo a conoscenza che le società moderne sono istruite a differenza di quelle medievali, il cui potere dei signorotti dell’epoca poteva avvalersi e prevalere sulla stessa ignoranza denotata dai loro sudditi, viene da se, che nell’era dalla comunicazione ogni comunicazione omessa, nascosta o peggio ancora: censurata, questo crea un ponte mancato su di un fiume che divide i fratelli dai fratelli o fa anche peggio, dividendo i genitori dai figli.

Per questo e non per altro, oggi come oggi in cui qualsiasi opera può racchiudersi in un file, non vede l’autore derubato in caso di pubblicazione fatta da terzi del suo lavoro potendo provare che sia il suo, traendolo facilmente dai file originari sul proprio computer, in quanto il file che è presente nel suo hard disk è stato solo duplicato e non rubato l’originale, inoltre, avendo tutti i file nelle proprietà inseriti nei campi di creazione dove è visibile: l’autore del file, la data e l’ora della creazione del file stesso, il medesimo file seppur duplicato riporta questo nuove informazioni sul file del computer dell’eventuale ladro, il quale non potendo disporre delle stesse proprietà del file originario dimostra che questi non è l’originale ma la copia e trovo giusto che si rimetta all’autore parte dei proventi delle vendite all’autore originario, in quanto oggi il Copyright non ha più senso di esistere essendo stato surclassato, dimostrazione ne sia che la creazione di più e più catene di vendita, garantiscono all’autore del libro o del marchio, un ulteriore guadagno con l’«affiliazione» esterna possibilmente globalizzata, come lo è per esempio l’azienda Mc Donald, presente ormai a livello globale dopo aver dato in gestione il proprio marchio. Ciò dimostra anche ai ciechi che si guadagna molto più con le royalty che non comportano spesa per l’autore, piuttosto che sia l’autore a sobbarcarsi oltre che mettendo a disposizione l’opera d’ingegno anche le relative spese per la riproduzione.

Tutto questo sta a dimostrare che sovente chi dedito alla salvaguardia di diritti altrui, è probabilmente incapace mancando di argomenti validi tangibili per farlo, tanto da peggiorare col suo intervento la situazione e con questo dimostra di non saper salvaguardare neanche i propri di diritti, figuriamoci quelli degli altri!

L’ormai prossimo 26 marzo, la Comunità Europea si appresta a far valere il diritto di Copyright e si assisterà alla moria e conseguente scomparsa nella rete di Blog e siti, la cui unica colpa e informare dove l’informazione manca o vacilla per più motivi o forse è meglio chiamarli in questo caso “interessi privati”, peraltro c’è da scommetterci che, chi incaricato non sa neanche chi è colui a cui pretenderà di farne le parti e come sovente accade in questi frangenti, l’indifeso rimarrà tale e i buoni propositi rimarranno nel cassetto per l’incapacità di renderli tali da chi preposto a tale atto, in cui è prevedibile, esporrà tutta la propria inconsistenza nella valutazione finale, peraltro in una votazione subdola nei fini e farà si, nel caso i chiamati al voto si esprimano per restringere le “libertà” che credevamo ormai acquisite dalla Civiltà a cui apparteniamo, Civiltà di cui sovente questi Signori si riempiono bocca in discorsi inutili, ma che poi nella sostanza, quando questa c’è da metterla in pratica la Civiltà tra i valori esistenziali dell’uomo, stranamente chi poi rappresenta altri non ne da il giusto valore, in quanto probabilmente dimentica che vive in un mondo condiviso, dove peraltro non è l’unico che per sopravvivere alla giornata ha poi bisogno come tutti di nutrirsi, perché parafrasando Orwell, si può essere pure un maiale che pensa di essere più maiale degli altri, ma quando pensa di poter fare a meno di chi accudisce i maiali, per quanto tempo lo stesso soggetto pensa che possa rimanere in vita, pur ritenendosi più maiale degli altri maiali in seno a una qualsiasi fattoria? Possibile che nella sua cupidigia non sappia che egli stesso farà la stessa fine degli altri?

Domenico Proietti

Fonte: https://guardforangels.altervista.org/

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La zona euro sta svanendo rapidamente

SULL’ORLO DELLA RIVOLTA IN EUROPA

Maurizio Blondet 

 

Ho dimenticato di aggiungere: Gèrard Collomb, ministro dell’Interno dimissionario, nel suo discorsetto d’addio: “Sono andato nei quartieri….la situazione è molto, molto degradata. Non si può più lavorare comune per comune. Occorre una visione d’insieme, per ricreare una misura di mixité sociale. Perché oggi si vive fianco a fianco; temo che domani si vivrà faccia a faccia”, uno contro l’altro. 

Insomma un ministro dell’interno (e uno di sinistra) riconosce pubblicamente che in Francia si sono create società parallele ed ostili.

Sembra l’annuncio di una guerra civile. Collomb, come ministro dell’interno, deve avere notevoli informazioni se tira il segnale d’allarme e, contemporaneamente, se ne va. 

Quando la dittatura chiamata UE non ammette la protesta democratica, la schiaccia, la demonizza e la insulta come ha fatto Moscovici, non resta più che la rivolta extraparlamentare, la violenza disordinata e disperata. Come quella che accade in Grecia. Cito: 

GRECIA – IL POPOLO E’ IN RIVOLTA,LA POLIZIA NON OBBEDIRA’ PIU’ AGLI ORDINI DEL GOVERNO… 

La Grecia risulta paralizzata dalla proclamazione di uno sciopero generale contro le riforme imposte al Governo Tsipras dalla Commissione Europea e dalla Troika di Bruxelles. 

Dopo il tradimento degli impegni presi da Tsipras, la Commissione Europea, il FMI ed i conglomerati finanziari sovranazionali, con la collaborazionbe della “Frau” Merkel, si accingono ad asfissiare la popolazione greca con un insieme di provvedimenti che prevedono: taglio delle pensioni , aumento dei contributi e delle imposte, privatizazzione dei servizi pubblici, aumenti delle tariffe, svendita del patrimonio dello Stato, incluse alcune delle migliori isole dell’Egeo che diventeranno proprietà privata di grandi società immobiliari tedesche. 

Come risultato delle proteste, si sono fermati del tutto i trasporti urbani ed extra urbani, protesta dei dipendenti pubblici, in sciopero anche artigiani, commercianti, professionisti, medici, infermieri, farmacisti, notai ed avvocati. Una paralisi completa del paese e, nonostante gli appelli al dialogo lanciati dalle autorità del governo, nessuno si fida più delle promesse ed il governo Tsipiras appare del tutto screditato ed accusato di essersi “venduto” ai potentati finanziari. 

Circola molta rabbia contro il governo della sinistra mondialista, considerata complice della Troika di Bruxelles, si nota un forte astio contro le autorità della Unione Europea che hanno decretato i provvedimenti punitivi emessi nei confronti del paese che avranno l’effetto di una ulteriore caduta del reddito che era già crollato in questi ultimi anni. La polizia teme per l’ordine pubblico e per la possibilità che agitatori si infiltrino all’interno delle proteste. 

Aria di rivolta anche tra le forze di polizia. Uno dei principali sindacati della polizia ellenica, la Poasy, con una lettera resa di pubblico dominio ha proclamato che “…..non obbedirà agli ordini del Governo ma, al contrario, che si riserva di far scattare subito il mandato d’arresto immediato per componenti della Commissione Europea e della BCE che si troveranno sul suolo greco per il reato di ricatto, istigazione multipla a reato contro lo statuto nazionale e, alla sua abrogazione legislativa, violazione ed offesa della sovranita’ popolare mirata al bene comune del popolo greco, ecc..ecc…” In pratica spira un vento di insurrezione anche tra le forze dell’ordine. 

Intanto i sindacati degli agricoltori greci hanno deciso di estendere la loro protesta fino ad Atene, per manifestare contro i piani del governo in materia fiscale e pensionistica. Il piano degli agricoltori è quello di arrivare ad Atene il venerdì prossimo con i loro trattori e scaricare qualche quintale di letame davanti alla sede del Governo. Attive anche le delegazioni di categoria che al momento hanno creato circa 70 blocchi lungo le strade e autostrade greche ed hanno rifiutato l’invito al dialogo lanciato dal ministro dell’Agricoltura di Atene Vangelis Apostolou. Ieri e’ stato chiuso anche il valico di frontiera Ilinden-Exochi, tra Bulgaria e Grecia. 

Frattanto nelle isole dell’Egeo si stanno verificando forti disordini e proteste mentre arrivano ondate di extracomunitari sospinti dalla Turchia che vuole fare pressioni per ottenere i miliardi di aiuti dalla UE (quelli che vengono invece negati alla Grecia). La situazione sta rapidamente collassando con i centri di raccolta al completo, le gente accampata all’aperto senza servizi e senza generi di sostentamento, i cittadini locali in gravi difficoltà che vengono rifiutati dagli stessi centri e dagli ospedali intasati per l’arrivo della massa dei profughi. 

A tutto questo si aggiungono i piani della NATO per militarizzare le isole per causa dell’emergenza profughi e per le tensioni che si registrano ai confini della Turchia. La stessa Turchia che sospinge l’esodo dei profughi verso le isole della Grecia per fare pressioni sulla UE ed invia i suoi aerei militari nello spazio aereo della Grecia, suscitando le proteste delle autorità militari greche. 

In definitiva la Grecia sta subendo pesantemente tutti i contraccolpi di una crisi economica e del fallimento delle politiche dell’ Unione Europea,con il Governo che non ha avuto il coraggio di fare le uniche scelte nette che avrebbero potuto portare il paese fuori dalle secche: uscire dal sistema euro che si è rivelato un cappio al collo del paese ellenico ed accettare le proposte di partnership economica da parte di Russia e Cina che si erano fatte avanti con proposte precise. 

Tutte le voci popolari ad Atene dicono che Tsipras, sottoposto a forti pressioni, si è venduto agli americani, prima ancora che alla Troika di Bruxelles e Francoforte. 

Fonti: TVXS.gr Tanea.gr – Tratto da Controinformazione 

Attenzione , “europeisti” ciechi e sordi, che continuate a fare propaganda per un sistema ormai morto e fallito e sempre più disumano; voi che invece di capire le buone ragioni del populismo, lo bollate di fascismo, xenofobia e nazionalismo – mentre invece è una esigenza di democrazia: 

questo può succedere anche in Francia, dove monta la rabbia e la presa di coscienza del fallimento per cui Macron era stato votato, indurre la Germania ad accettare una riforma monetaria che faccia dell’eurozona una zona monetaria “vera”, che Berlino considera una costruzione a “pagare per le cicale”. Ormai la permanenza di Macron è inutile e dannosa anche per gli “europeisti”, e la sua arroganza psicopatica lo espone alle rivolte e alle jacqueries, che in Francia possono perfettamente assumere la forma di conflitti corpuscolari, zona per zona, di “francesi contro immigrati” come paventa Collombe. 

Può succedere anche in Italia, ovviamente. Se le speranze collettive – anche incaute – suscitate dal governo giallo-verde vengono distrutte perché sabotate dalla UE, dai Moscovici, dagli Oettinger, e tradite con la complicità di voi “europeisti” italiani che tifate per il nemico, 

E sì, tramate contro il governo, come non dico io, ma il vosto giornale Repubblica: “Una rete di protezione sta nascendo quasi naturalmente, in queste ore. Al centro c’è il capo dello Stato, in costante contatto con il presidente della Bce Mario #Draghi e il governatore di Bankitalia Ignazio Visco”. @repubblica. @Quirinale  

Ma cosa credete di avere, se vincete? Che la gente tornerà sconfitta e rassegnata sotto l’imperio della Troika e dei suoi delegati italiani, i Letta e i Monti? La protesta diverrà caos e disordine estraparlamentare ed extrapolitico, come quello che gonfia nelle banlieues francesi, come quello che scoppia in Grecia. 

Moscovici (J) ha detto: mettiamo stampa e giustizia sotto controllo. Per combattere il “fascismo”, ma il fascismo sono loro.

Persino in Germania l’ordoliberismo tedesco fa crescere la povertà e la mancanza di prospettive: 

Giovani che emigrano per lavorare, ponti e strade in dissesto, bilancio statale aiutato dalla politica di Draghi: sembra l’Italia, ma è la Germania

https://www.italiaoggi.it/news/giovani-che-emigrano-per-lavorare-ponti-e-strade-in-dissesto-bilancio-statale-aiutato-dalla-politica-230265 

Lo ha stampato in un libro l’economista Daniel Stelter, che tiene rubrica settimanale per il Wirtschaftswoche e scrive Handelsblatt e la Sueddeutsche Zeitung

“La fine dei giochi è vicina”, comunque vada 

Stelter dice anche: 

“Piaccia o no, il nuovo governo italiano è in una posizione molto più forte di quanto osservatori e politici in Germania sono disposti ad accettare. Già dal 2012, uno studio della Bank of America mostrava che in base alla teoria dei giochi il risultato più probabile era un ricatto riuscito (sic) verso la Germania dell’Italia, seguito dall’uscita dall’euro. Comunque vada, la fine dei giochi sembra vicina. A prescindere da come finirà, l’illusione di aver risolto la crisi della zona euro sta svanendo rapidamente”. 

L’illusione delle Merkel, dei Draghi, dei Moscovici e dei Druncker di tenerci nell’euro usando gli strumenti di tortura applicati con successo alla Grecia, vuol dire: essi sono già resi inutili dal fatto che alle popolazioni che soffrono, la UE ha da dare solo minacce, e nessun aiuto. 

Si può anche prevedere quando scoppieranno e rivolte indomabili della gente a cui sono stati negati i diritti sociali, la democrazia e la speranza – offrendo in cambio precarietà e punizioni. Sarà alla prossima ricaduta nella recessione, la replica del crack del 2008. Inevitabile, perché il capitalismo terminale non ha consentito le riforme contro la speculazione a debito e la regolamentazione della finanza creativa, che l’avrebbe salvato. 

Questa ricaduta e nuova crisi è già annunciata da tutti gli osservatori. Dal Fondo Monetario: 

Fmi: economia mondiale rischia un’altra grande crisi 

I livelli del debito sono superiori a quelli del 2008 e non sono state effettuate le riforme necessarie per mettere al sicuro il sistema bancario: sono due dei fattori che potrebbero far si che l’economia globale sprofondi in un’altra crisi finanziaria dieci anni dopo le turbolenze della grande crisi. 

È il Fondo Monetario Internazionale guidato da Christine Lagarde a dirlo, puntando il dito contro governi e autorità di controllo, rei di non aver attuato tutte le riforme necessarie per proteggere il sistema da comportamenti irrazionali e troppo rischiosi. 

Lo paventa Robert Shiller, Nobel per l’economia: un nuovo 1929: 

Shiller Fears 1929 Redux, Warns “Risk-Taker”-In-Chief Has Enabled Most-Expensive Stock Market Ever  

https://www.zerohedge.com/news/2018-10-03/shiller-fears-1929-redux-warns-risk-taker-chief-has-enabled-most-expensive-stock 

Lo predice JP Morgan. 

JP Morgan prédit une super-crise, les « initiés » sortent du marché action 

Ma soprattutto, lo prevedono senza dirlo gli amministratori delegati e direttori generali delle grandi imprese americane, che si sono dati a vendere le azioni dei loro pacchetti d’investimento personali, in agosto e i settembre, a ritmi mai visti negli ultimi dieci anni. Sono “insider”, iniziati che sanno più di noi. 

CEOs are cashing in on the market boom  

https://money.cnn.com/2018/09/26/investing/insider-selling-stocks-buybacks/index.html 

E quando arriva questo nuovo collasso, le banche centrali e le speculative che le guidano, hanno finito la scatola dei trucchi. La nuova Grande Depressione si abbatte su generazioni che già hanno subito quella del 2008, e non si sono riprese. Cosa credete che faranno? 

Guardate, euro-inomani (come vi chiama Fusaro) questo titolo di 24 ore:

  

Il giornale di Confindustria non solo presentisce il collasso; soprattutto, dice che la ricetta per salvarsi è “il piano d’investimenti” – il piano d’investimenti pubblici per il quale la UE ci punisce e sanzione, Moscovici (j) ci chiama fasciti e xenofobi, e Juncker ci vuol torturare per ridurci come la Grecia. Insomma, il governo ha ragione, e la UE torto. Anzi, il piano d’investi,enti pubblici del governo è perfino troppo modesto. 

Fonte: https://www.maurizioblondet.it/ 

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ESAUTORAZIONE di uno Stato sovrano

Perché il ponte Morandi era in mano ai Benetton? Risposte:

Il 7 febbraio 1992, veniva firmato il Trattato di Maastricht, che entrerà in vigore l’anno successivo, nel 1993. Il ’93 è l’anno in cui il governo Ciampi istituisce il Comitato Permanente di Consulenza Globale e di Garanzia per le Privatizzazioni; sempre in quell’anno gli accordi del ministro dell’industria Paolo Savona* con il Commissario europeo alla concorrenza Karel Van Miert e quelli del ministro degli Esteri Beniamino Andreatta con Van Miert, impegnano l’Italia a fare la messa in piega alle aziende di Stato perché divengano appetibili per gli investitori privati”.

A partire dal governo Ciampi del ‘93, come si è detto, le tappe furono serrate: 1) i già citati accordi Italia-Van Miert, che stipulavano la ricapitalizzazione della siderurgia italiana a patto che la si privatizzasse, e l’azzeramento del debito delle aziende di Stato per lo stesso fine, cioè la svendita ai privati. 2) 1997-2000, il grande salto nella svendita dei beni pubblici col centrosinistra, che stabilisce il record europeo delle privatizzazioni (ENI, S. Paolo Torino, Banco di Napoli, SEAT, Telecom, INA, IMI, IRI con SME, Alitalia, ENEL, Comit, Autostrade ecc.)”.

L’Italia doveva farsi la messa in piega, svendersi cioè ai capitali privati, pena l’esclusione dall’euro, come stipulato nero su bianco dagli accordi del Comitato Permanente di Consulenza Globale e di Garanzia per le Privatizzazioni di Ciampi e celebrato poi dal Libro Bianco delle privatizzazioni di Vincenzo Visco”.

E’ così che il ponte Morandi finì poi nelle mani di uno scherano speculatore privato e con termini di concessione scandalosi ma pienamente approvati da Bruxelles nel suo furore d’imporre le privatizzazione all’Italia che ambiva ad entrare nell’Eurozona.

Da allora:

Lo Stato italiano perse ogni possibilità di tutelare l’Interesse Pubblico nella maggioranza degli snodi di sopravvivenza vitali dei suoi cittadini. E qui trovate i veri colpevoli di questa strage, perché…

… è compito dello Stato vigilare in prima istanza, e CON SPESA SOVRANA, sui propri figli e se esso abdica a queste prerogative, la prima colpa di catastrofi come questa è sua, e in particolare della forza sovranazionale che gli impose quella ignobile abdicazioneInfatti…

… i Benetton sono entità speculative private, e quando gli speculatori sono lasciati liberi di agire da uno Stato evirato, non puoi né devi aspettarti alcun riguardo per le vite umane. Gli speculatori privati sono bestie da millenni, e tali rimarranno in eterno. Gli Stati moderni nacquero proprio per controllarli, ma per farlo devono rimanere SOVRANI. Noi fummo evirati quel 7 febbraio 1992. Quindi ripeto con forza…

se lo Stato mette nelle mani di speculatori privati gli snodi di sopravvivenza vitali dei suoi cittadini – come la Sanità o le Infrastrutture essenziali – ma sa di non aver più i mezzi sovrani per COSTRINGERLI all’INTERESSE PUBBLICO esso è scientemente complice della loro immoralità da profitto, e quindi è il primo colpevole dei conseguenti drammi. Ma…

… lo è ancor più lo strapotere a Bruxelles che ve lo costrinse. E allora chi ha uno straccio di morale non si nasconda dietro ai cavilli di certa stampa: la responsabilità materiale e morale per i (tantissimi) morti che sono seguiti a quella CRIMINALE ESAUTORAZIONE di uno Stato sovrano sono solo di chi la volle in Europa, e dei ‘padri’ italiani dell’euro. 

* Paolo Savona a quei tempi fervido architetto del “privato è meglio, lo Stato non spenda”, nonché membro dell’Aspen Institute assieme a John Elkann, Mario Monti, Emma Marcegaglia, Giulio Tremonti, Enrico Letta, Romano Prodi, Giuliano Amato,Corrado Passera, et al.

(I virgolettati sono tratti dal volume Il Più Grande Crimine, Paolo Barnard, 65 note bibliografiche, MABED Ed. 28 agosto 2013, Amazon Media EU S.à r.l.)

www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=2100

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L’Italia a Bruxelles: un’offerta che non dovrebbe rifiutare

  

La roccia populista incontra il difficile posto nell’UE

Di Tom Longo   

Le cose si stanno muovendo rapidamente in Italia. Nel momento in cui provi a scrivere su ciò che sta accadendo, diventa obsoleto con il titolo successivo. Quindi, per questo pezzo voglio fare un passo indietro e guardare l’immagine più grande. 

Perché, una volta che la guardi in questo modo, non guarderai mai più l’Unione Europea allo stesso modo. 

L’UE è oltre ogni limite. Sanno che non possono lasciare che l’Italia lasci l’euro. Le mosse per fermare il Movimento a cinque stelle (M5S) e La Lega dalla formazione di un governo sono state pungenti e condannate al fallimento come i negoziati sulla Brexit.  

E la ragione di ciò è che non puoi governare senza il consenso della gente. La dirigenza dell’UE sta lavorando duramente per demoralizzare i britannici verso l’apparente inevitabilità del tradimento Brexit. George Soros sta ora pagando attivamente una campagna per tenere un secondo referendum. 

Probabilmente non apprezzeranno questo risultato, se dovesse accadere, rispetto a quello del primo.  

In Italia, gestiranno un simile libro di esercizi che hanno corso per demoralizzare la Grecia nei loro colloqui sul debito del 2015, ora che ai due partiti populisti è stato concesso di formare un governo.  

Ma basta guardare alla penisola iberica per vedere quale forte armamento un governo di cartello approvato dall’UE porta nel tempo. In primo luogo, i movimenti di secessione e la soppressione violenta e poi un rovesciamento politico. 

La carriera politica del premier spagnolo Mariano Rajoy è finita. E il motivo è dovuto alla sua brutale repressione sull’indipendenza della Catalogna l’anno scorso, mentre guidava un governo in stile cartello di Vichy. Rajoy non aveva alcun tipo di mandato popolare da governare. Ha semplicemente represso il movimento indipendentista catalano con una violenza sfrenata.  

E quell’incidente, insieme al consenso silenzioso dell’UE, ha posto la Spagna sulla strada che sta percorrendo oggi, respingendo a pieno titolo le richieste di Bruxelles / Berlino per l’austerità del settore pubblico mescolata con il completo rimborso del debito. 

Ma la Spagna non vuole essere governata da Bruxelles più di quanto la Catalogna voglia essere governata da Madrid, specialmente se Madrid è guidata da qualcuno le cui prime lealtà sono a Bruxelles. 

Prossima fermata la Gronda Italica

Con M5S e La Lega che costringono il presidente Mattarella ad accettare la realtà, il leader della Lega Matteo Salvini dimostra di saper suonare la politica populista fino in fondo. 

Questi due partiti euroscettici non possono essere divisi al primo segno di rifiuto delle élite che ogni giorno più italiani si diffidano. La lega ha raddoppiato il suo sostegno in meno di cinque mesi. Ora comanda un blocco di elettori grande quanto M5S. E questo dà loro un mandato ancora più forte per contrastare la corruzione a Roma. 

Ora che Mattarella ha ripiegato, è iniziata la prossima fase di attacco di Bruxelles all’Italia.  

Il presidente europeo Jean-Claude Juncker ha iniziato la pigra narrazione del Club Med prima che il nuovo primo ministro Guiseppe Conte prestasse giuramento. E’ un importante tassello per aiutare la Germania a mantenere la linea sulla rovinosa austerità imposta all’Italia dal 2011, che non ha fatto nulla per aiutare il paese e lo ha solo scavato ancora di più mentre porta il peso della rovinosa politica di immigrazione del cancelliere tedesco Angela Merkel.

Juncker ha detto: 

Ma non posso più accettare che tutto ciò che è sbagliato nel sud Italia è spiegato dal fatto che l’UE, la Commissione europea non farà abbastanza”, ha detto in una sessione di domande e risposte a Bruxelles.

Gli italiani devono prendersi cura delle regioni povere d’Italia. Ciò significa più lavoro, meno corruzione, serietà.

Li aiuteremo come abbiamo sempre fatto. Ma non giocare a questo gioco di carico con responsabilità dell’UE. Un paese è un paese, una nazione è una nazione. Prima i paesi, l’Europa in secondo luogo.

Queste parole provengono dallo stesso uomo che ha detto, “Non ci può essere alcuna opposizione democratica ai trattati europei”. Prima Paese? Penso che Juncker ne abbia avuto uno di troppo prima di passare davanti a quel microfono. 

No. Quello che succederà dopo è che Bruxelles inizierà l’ostruzionismo sulla ristrutturazione del debito e le regole fiscali. Proverà a sembrare che stia negoziando quando davvero non succederà nulla del genere. 

Ci sarà l’inevitabile “vergogna del debito” e il pieno disprezzo culturale. Il nuovo governo deve essere immune a queste tattiche se vogliono sopravvivere e invece attuare il suo programma e lasciare gli stufati di Bruxelles.  

L’Italia, alla fine, sarà costretta a fare ciò che è necessario, innescare il mercato con una nuova moneta nazionale, secondo il piano della coalizione per un Mini-BOT e rendere perfettamente chiaro agli elettori italiani che l’unico modo per riprendere il controllo L’Italia minaccia di bruciare l’intera zona euro lasciandola. 

Ci saranno sfide legali. Dichiarazioni incendiarie di persone come Juncker, politici tedeschi di ogni colore, il presidente della Commissione europea Donald Tusk e il resto. La FISM spargerà il suo sale sulle ferite e la stampa europea dipingerà gli italiani come spacciatori senza scrupoli che mordono la mano che li ha nutriti negli ultimi sette anni. 

Ci saranno mini-panici e quelli veri. Niente di tutto ciò importa. Quando devi dei trillioni bancari, non è un tuo problema.  

È della banca.  

La dura vendita

Per Salvini Lega e Di Maio, leader di M5S, il loro compito è quello di riflettere queste tattiche e amplificarle. L’unica ragione per cui l’UE ha tenuto in vita l’Italia non è per l’Italia ma per se  stessa. L’Italia avrebbe potuto uscire nel 2011 o il debito sarebbe stato svalutato, ma non è stata l’integrità dell’Unione europea a venire prima e Bruxelles ha orchestrato un rovesciamento del governo Berlusconi per far marciare il barattolo fino a oggi. 

Hanno bisogno di ricordare a tutti quello che è successo alla Grecia, che tre anni dopo ha ancora bisogno di ulteriori ristrutturazioni del debito perché in un euro troppo caro la Grecia non sarà mai competitiva sul mercato mondiale. 

Estendi e fai finta. Spruzza e prega 

Salvini, che sarà il nuovo ministro degli Interni in Italia, è l’uomo giusto per chiamare la leadership di Bruxelles i cattivi autocrati che sono. Ora è in una posizione adeguata per invertire le regole sull’immigrazione dell’UE e portarle alla vista degli occhi.  

Ripetutamente. 

La risposta sarà più autocrazia da Bruxelles. Aspettatevi più “panico” del mercato, perché il debito italiano diventa senza risorse quando la BCE smette di comprare per alcuni giorni, come la scorsa settimana. Queste sono tattiche intimidatorie insieme a minacce di azioni legali e simili. 

Ma questo rende semplicemente il suo lavoro e quello di Conte molto più facile da vendere agli elettori di un’Italia indipendente e sovrana. E, inoltre, non dimenticare mai chi è il principale perdente se il debito italiano fallisce?  

Non l’Italia. Possono esserne liberi per la lira sull’euro.  

Il grande perdente è la BCE e l’UE in quanto dovranno affrontare le perdite di aver comprato tutta questa spazzatura pensando di poterla usare come leva futura per far vergognare gli italiani.  

Dall’altro lato il presidente Trump sta stringendo Merkel, Juncker et.al. sulle tariffe. E mentre questo potrebbe dare il risultato positivo di spingere l’UE verso la Russia e la Cina indebolendo la NATO, rafforza anche la mano dei paesi di Visegrad, dal momento che non sono nella zona euro. 

La Polonia, l’Ungheria e il resto beneficeranno tutti delle tariffe in acciaio e alluminio di Trump, poiché gli investimenti si riverseranno e indeboliranno ulteriormente le sfide legali della Merkel su cose come il muro di confine dell’Ungheria e le leggi anti-ONG e le modifiche della Polonia al suo sistema giudiziario.  

Juncker parla di un bel gioco sul “paese prima”, ma solo quando promuove le ambizioni dell’UE. 

Anche se Juncker et.al. sono in grado di rompere gli italiani di nuovo e tenerli legati all’euro, sarà una vittoria di Pirro. Perché in nessun modo la Germania può continuare a sostenere l’intera UE senza una significativa rivalutazione e ristrutturazione dell’intero progetto. 

E quando avranno finito di insultare tutti per vincere la giornata, nessuno vorrà più essere governato da loro. Salveranno l’UE costringendo tutti ad affogarci. D’altra parte, Salvini e gli italiani faranno a Bruxelles un’offerta che non dovrebbe rifiutare:  

Lasciateci andare, diversamente l’Europa accetti la responsabilità per tutti allo stesso modo o facciamo saltare tutto.   

https://www.strategic-culture.org/ 

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Siamo al lupo che si fa guardiano dell’ovile

Terrapiattisti e Salvamondisti  

By Massimo Lupicino

Un recente sondaggio ha rivelato che il 34% dei giovani americani tra 18 e 24 anni non è convinto che la Terra sia rotonda. Il 9%, in particolare, dichiara di aver sempre pensato che il nostro pianeta fosse piatto mentre un altro 9%, pur sapendo che la Terra è sferica, sospetta tuttavia che le cose non stiano davvero così. A questi si somma un 16% che più socraticamente ammette di non sapere quale sia la forma del Pianeta su cui vivono. 

Ad aumentare lo sconforto c’è la constatazione che il terrapiattismo ha più seguaci tra i giovani in età immediatamente post-scolare, piuttosto che tra quelli che la scuola non la frequentano da molti anni: la percentuale dei terrapiattisti tra i trentenni scende infatti al 24%, fino a raggiungere un misero 6% tra gli over-55. 

Questione di fiducia  

La buona notizia, per i padroni del vapore, è che se in tanti credono nel terrapiattismo allora altrettanti possono legittimamente credere che la CO2 sia un veleno, che le ciminiere e le flatulenze bovine siano l’unica forzante climatica del pianeta Terra, o che la guerra in Siria sia scoppiata perché è piovuto poco. 

La cattiva notizia, per gli stessi padroni, è che altrettanto liberamente la gente può credere in tesi diametralmente opposte. Per esempio che la CO2 sia il mattone elementare della vita sulla Terra, che le forzanti climatiche siano innumerevoli o che la Terra se la passi ottimamente dal punto di vista climatico. Oppure, perché no, che si vada verso una glaciazione dalle proporzioni catastrofiche, giusto per rimanere in ambito strettamente climatico.

Detta in altri termini, la gente oggi tende a credere a tutto e al contrario di tutto per il semplice fatto che si è rotto irrimediabilmente il rapporto di fiducia tra i mezzi di informazione “ufficiali” e i fruitori degli stessi. Rottura causata dal diluvio di fake news promosse negli anni proprio dalla stampa mainstream, unitamente alla serie infinita di previsioni mai avveratesi nei termini in cui erano state annunciate.  

Nessuna traccia, oggi, delle armi chimiche di Saddam con cui i media di tutto il mondo hanno giustificato la guerra in Iraq. E nessuna traccia, oggi, di quell’olocausto climatico annunciato da almeno 20 anni dagli stessi media. Solo per fare un paio di esempi.

La soluzione

Nel silenzio compiacente dei media (e con le solite benedette eccezioni), gli spiriti più illuminati di Bruxelles stanno lavorando per salvare dalla perdizione i loro cittadini così evidentemente disorientati. Ché ne va della nostra sicurezza. 

È infatti il Commissario UE alla Sicurezza in persona, a presentare l’imminente stretta sull’informazione che i Salvamondo di Bruxelles stanno cucinando per noi. Con una serie di affermazioni del tipo:

  • La Russia disinforma i cittadini europei per minare la stabilità e la coesione della nostra società.
  • Pertanto si identificheranno i “bots che diffondono disinformazione” e si chiuderanno i loro profili sui social network (fatevi due risate su chi si celava veramente dietro i “bots russi” denunciati dall’autorevolissimo Guardian).
  • Grazie a Facebook e Twitter si selezionerà l’informazione “di qualità” per combattere le fake news (siamo al lupo che si fa guardiano dell’ovile).
  • Una rete di “fact-checkers indipendenti” qualificati con marchio UE vigilerà sulla buona informazione (!)

Ma la frase più bella è questa: L’esecutivo comunitario invita quindi gli stati membri a “prendere in considerazione schemi di aiuti” pubblici “orizzontali per rispondere ai fallimenti di mercato che danneggiano la sostenibilità del giornalismo di qualità”. Che tradotto in altri termini può suonare come: “gli Stati UE sono invitati a finanziare con soldi pubblici i media che non si sostengono commercialmente ma che raccontano la storia giusta”. 

Ovvero, mentre si chiude il becco a chi racconta storie che “minano la stabilità della nostra società“, dall’altra parte si intende sostenere con i soldi dei contribuenti i cantastorie che piacciono agli euro-burocrati: storie che non vendono più, perché nessuno è più disposto a comprarle, ovvero a bersele. In fondo, si tratta semplicemente dell’ultimo passo verso l’agognata trasformazione dei media in organi di propaganda al servizio di un partito unico, globalista e sovranazionale. Una Euro-Pravda declinata in tutte le lingue dell’Unione.

Non hanno studiato.

…O non hanno ancora capito. Al di là dei contenuti francamente grotteschi, propagandistici e illiberali, quello che stupisce in certe proposte è l’evidente inutilità delle iniziative in questione. Eppure la storia dovrebbe aver insegnato qualcosa.

Non risulta, per esempio, che l’Unione Sovietica sia implosa per una eccessiva libertà di informazione o per un scarso controllo della propaganda da parte delle autorità. E allo stesso tempo, vi immaginereste il PCUS nell’atto di diffondere una lista di giornali da non leggere perché “fake news”? Quegli stessi giornali, qualora accessibili, sarebbero diventati immediatamente best-sellers in tutte le province dell’Impero. Ché un censore screditato diventa automaticamente il miglior promoter possibile

http://www.climatemonitor.it/?p=48291  

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Il peso del parlmento europeo sulle vaccinazioni

La UE annuncia piani per affrontare “l’esitazione al vaccino” con finanziamenti da Big Pharma 

di The World Mercury Project Team

I residenti dell’Unione europea (UE) hanno meno fiducia nella sicurezza dei vaccini rispetto alle persone in qualsiasi altra regione del mondo. Dal punto di vista della potente industria farmaceutica e dei suoi politici acquistati, questo crescente scetticismo sull’ortodossia dei vaccini non può consentire di guadagnare ulteriore slancio. Ignorando le massicce proteste dei cittadini e delle autorità municipali, i governi di Francia, Italia e altre nazioni dell’UE hanno iniziato a mettere in atto metodicamente e paternalisticamente nuove leggi sui vaccini che cercano di cancellare qualsiasi capacità residua per i cittadini di pesare informazioni sui rischi e prendere decisioni sui vaccini.

E ora, il Parlamento europeo (l’organo legislativo della UE) ha gettato il suo considerevole peso nella mischia per promuovere il coordinamento a livello UE delle politiche e dei programmi di vaccinazione. Non contenti di lasciare che la politica di vaccinazione rimanga “una competenza delle autorità nazionali”, la commissione parlamentare per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare ha adottato una risoluzione nel marzo 2018 per promuovere politiche più rigorose sia all’interno che all’esterno dell’UE. obiettivo, la Commissione europea (il braccio esecutivo della UE) presenterà, nel 2018, un’azione comune per aumentare la copertura vaccinale e affrontare “l’esitazione nei vaccini”.

Una domanda che si potrebbe legittimamente porre in cambio, tuttavia, è se le massicce pressioni esercitate dall’industria farmaceutica abbiano reso i parlamentari incapaci di imparzialità”.

Secondo un commento alla risoluzione sul British Medical Journal (BMJ), i membri del Parlamento europeo non sono disposti a opporsi a qualsiasi dissenso, definendo i vaccini autorizzati come sicuri e respingendo le informazioni contrarie come “inaffidabili, fuorvianti e non scientifiche”. Uno potrebbe legittimamente rappresentare in cambio, tuttavia, è se le massicce pressioni esercitate dall’industria farmaceutica abbiano reso i parlamentari incapaci di imparzialità.

Spaventati da pharma 

Molti osservatori della politica europea sui vaccini concordano con EURACTIV, una rete mediatica paneuropea indipendente, che ha recentemente osservato, “Big Pharma sta spingendo la sua società civile e rivali senza scopo di lucro in termini di pressioni, accesso e influenza presso … le istituzioni dell’UE. “Ogni anno, la goffa Federazione europea delle industrie e associazioni farmaceutiche (EFPIA) e la sua sussidiaria associazione commerciale Vaccines Europe spendono milioni di euro e tengono centinaia di incontri a porte chiuse con membri della Commissione europea per raggiungere quello che un gruppo di cani da guardia caratterizza come “Posizione influente nel processo decisionale relativo alle politiche farmaceutiche della UE”. L’adesione all’EFPIA si legge come un “chi e coa sono” i più grandi e potenti produttori di vaccini, tra cui GlaxoSmithKline, Sanofi, Pfizer, AstraZeneca, Eli Lilly e altri.

Il registro per la trasparenza dell’UE, un “sistema volontario di registrazione per le entità che cercano di influenzare direttamente o indirettamente il processo decisionale dell’UE”, riferisce annualmente circa 40 milioni di euro in spese di lobby farmaceutica. Tuttavia, una società di marketing e consulenza aziendale stima che l’importo effettivo speso ogni anno dall’industria farmaceutica in attività di lobby è più vicino a circa 90 milioni di euro. Una parte considerevole di questi fondi finanzia i lobbisti a tempo pieno che possono spingere le priorità del settore e assicurare incontri ad alto livello e “a livello di unità” con i decisori e gli operatori a Bruxelles. La maggior parte di questi incontri si svolgono “fuori dalla vista e al di là del controllo”. Il passaggio 55-a-1 della risoluzione sulla politica di vaccinazione del comitato del Parlamento europeo (con solo tre astenuti) suggerisce che questi sforzi di lobbying hanno avuto un successo clamoroso.

Un’industria multimiliardaria 

L’Innovative Medicines Initiative (IMI) fornisce un’altra illustrazione dell’influenza eccessiva dell’industria farmaceutica sui responsabili politici e decisionali europei. L’IMI, che è il più grande partenariato pubblico-privato in Europa, è una joint venture tra l’UE e l’EFPIA che apparentemente mira a “accelerare lo sviluppo di farmaci migliori e più sicuri”. Tuttavia, i rapporti investigativi indicano che “i miliardi già investiti dalla UE nell’IMI è stata effettivamente un enorme sussidio per il settore [farmaceutico] piuttosto che una spinta per la ricerca medica. “Qual è la conclusione più ampia che questi giornalisti traggono da questo esempio?

“Questa acquisizione di finanziamenti UE da parte dell’industria farmaceutica riflette una ripresa parallela della narrativa sulla politica sanitaria della UE, in base alla quale le intenzioni e le motivazioni del settore sono in gran parte indiscusse dai politici” (enfasi aggiunta).

Dissuadere il dissenso mentre si trascurano i problemi di sicurezza

In definitiva, la risoluzione top-down del Parlamento europeo cerca di centralizzare la politica di vaccinazione e di ridurre la capacità dei singoli membri della UE di creare politiche indipendenti, come il Parlamento svedese ha scelto di fare quando ha contrastato la tendenza generale e ha votato per la vaccinazione obbligatoria nel 2017. Del tutto assente dal dibattito ci sono parlamentari abbastanza coraggiosi da parlare agli “inganni statistici” che l’industria del vaccino usa abitualmente per mascherare importanti problemi di sicurezza. Fortunatamente, alcuni membri della comunità scientifica sono ancora disposti a esprimere le domande che devono essere poste e almeno un giornale – The BMJ – è stato disposto a resistere alle pressioni della censura e pubblicare alcune di quelle domande vitali.

La questione vaccinale è familiare ai cittadini degli Stati Uniti, dove le esenzioni religiose e filosofiche alla vaccinazione sono minacciate in quasi tutti i 50 stati. Tre stati – West Virginia, Mississippi e California – ammettono solo esenzioni dal vaccino medico, che secondo quanto riferito sono difficili da ottenere perché i funzionari sanitari sottopongono i dottori a un controllo indebito. Non c’è dubbio che i sostenitori della sicurezza dei vaccini negli Stati Uniti presteranno molta attenzione a ciò che sta traspirando con la politica di vaccinazione europea.

Nella seconda parte, World Mercury Project esaminerà una serie di commenti che il British Medical Journal (BMJ) ha pubblicato in risposta al suo articolo sulla risoluzione di vaccinazione del Parlamento europeo.

Fonte: http://www.collective-evolution.com/

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Magaldi – Nascerà il Pdp, Partito Democratico Progressista

Magaldi: smascheriamo insieme i bari della politica italiana

Smascherare i bari della politica? Facilissimo: basta vedere chi votò per Mario Monti, il devastatore dell’Italia inviato a Roma nel 2011, tramite Napolitano. Una missione speciale, la sua, per conto dei super-poteri oligarchici che hanno fatto dell’Ue una fabbrica di diktat, trasformando i Parlamenti in “bivacchi di manipoli” dormienti, ancora impegnati a recitare la liturgia di una democrazia che ormai non esiste più, non conta, non decide più niente.
 
Se ne vergognano, gli ex sostenitori di Monti? «Certamente se ne vergogna Bersani, che infatti nella sua nuova formazione politica ha inserito un riferimento all’articolo 1 della Costituzione “fondata sul lavoro”, ben sapendo di aver votato a favore della riforma Fornero, massimo attentato politico nella storia recente contro il mondo del lavoro e dei lavoratori».
 

Parola di Gioele Magaldi, autore del bestseller “Massoni” e presidente del Movimento Roosevelt, che ora annuncia un conto alla rovescia: quello della nascita di un nuovo soggetto politico destinato, spera, a sconvolgere la “palude” italiana, intasata di replicanti finto-progressisti e finto-ribellisti, per fornire agli elettori una vera chance di cambiamento in senso sovranistico e democratico, lontano dalla “dittatura” di Bruxelles e dei suoi corifei nazionali.

Berlusconi? Ancora una volta incerto e ambiguo, nell’elogiare – forse in funzione anti-Salvini – la Pax Europea di cui avremmo beneficiato. Niente di più falso, sostiene Magaldi, in collegamento con David Gramiccioli ai microfoni di “Colors Radio”: questa Ue, che doveva unire il continente – accusa il leader del Grande Oriente Democratico – ha letteralmente frantumato l’Europa, provocano una feroce crisi economica e pericolose rivalità tra Stati. Il Pd renziano? Minestra riscaldata: lo stesso Renzi ha commesso errori madornali come quello sul referendum, e il suo destino è comunque segnato.

In ogni caso, aggiunge Magaldi, anche una quota rilevante di elettorato Pd è delusa e disorientata, nonostante l’overdose di camomilla somministrata dal Gentiloni di turno, vero e proprio clone del dimenticabile Enrico Letta.
 
«In Italia – sostiene Magaldi – esistono praterie sconfinate, sul piano politico, per chi voglia provare a cambiare davvero il corso delle cose: manca solo uno strumento chiaro e preciso, finalmente a disposizione degli elettori». Proprio per questo, aggiunge, nascerà il Pdp, Partito Democratico Progressista: un programma netto, destinato a smascherare l’ipocrisia generale e la reticenza dei partiti di oggi, incluso il Movimento 5 Stelle.

«A Roma il movimento di Grillo non ha dato buona prova di sé, e c’è da temere che sarebbe così anche su scala nazionale, se dovesse governare l’Italia». Per un motivo semplice, dice Magaldi: «I 5 Stelle non avevano un vero programma per la capitale, così come non hanno un vero programma per il paese».

 
Per “vero programma”, spiega Magaldi, si intende qualcosa di esplicito e inequivocabile: aprire una vertenza storica con l’Ue, minacciando di sbattere la porta. Obiettivo: ripristinare la democrazia in modo sostanziale, quella dei diritti del lavoro, svuotata dalla tecnocrazia euro-tedesca, che Magaldi definisce “paramassonica”, dettata dalle strutture di potere apolidi che hanno fabbricato l’attuale globalizzione asimmetrica, che concentra i poteri e fa sparire i diritti, spingendo i cittadini verso una precarietà universale, senza speranza.
 
Un esito inaccettabile, da rovesciare a partire dalle fondamenta, riscrivendo le regole: l’economista Nino Galloni è uno dei cervelli del movimento fondato da Magaldi per sollecitare il risveglio della politica italiana, di cui però ancora non si vede traccia. E dunque, se i partiti continuano a dormire, non resta che scendere in campo direttamente: è questo il ragionamento alla base del varo (imminente, pare) del Pdp, aperto a «chiunque ami sinceramente la democrazia, cioè la legittima quota di sovranità assegnata ad ogni cittadino».