Archivi tag: Bloomberg

“Mai sprecare una bella crisi”

Tutti spendibili, tranne il primo a sinistra.

Fuori dalla padella UE per cadere nella brace Globale

di Maurizio Blondet

“Draghi vuole un Nuovo Ordine Mondiale che i populisti ameranno odiare”: così suona un articolo di Bloomberg datato 28 giugno, all’indomani del Brexit. Due ore dopo, Bloomberg toglieva dal titolo l’aggettivo “Nuovo”: parlare di Nuovo Ordine Mondiale forse scopriva troppo i giochi.

http://www.bloomberg.com/news/articles/2016-06-28/draghi-wishes-for-a-new-world-order-populists-will-love-to-hate

Come si sa, in quegli ambienti vale il detto: “Mai sprecare una bella crisi”. E il Brexit lo è. I globalizzatori sono dunque all’attacco: mentre gli europeisti (che sembrano essere la cosca perdente) cercano di cavalcare la crisi per instaurare “più Europa”, Draghi e complici puntano al Nuovo Ordine Mondiale.

Ciò sarà venduto al pubblico come “necessario coordinamento fra le banche centrali”, in seguito ad un collasso finanziario globale che è stato già (deliberatamente?) innescato. Di fatto, Draghi, nelle sue dichiarazioni post-Brexit, ha parlato di un coordinamento obbligatorio per tutti gli Stati, coattivo, sovranazionale. Bloomberg è chiaro, fin troppo. Oggi, “le banche centrali [nazionali] sono governate da leggi concepite in patria, che richiedono loro di perseguire certi scopi, a volte espliciti, in genere legati all’inflazione e alla disoccupazione. Per di più, devono rispondere ai legislatori nazionali, eletti”. Il che è un guaio per i banchieri globali. In questa crisi gravissima, invece, “gli obbiettivi a breve termine dovrebbero essere sostituiti dagli obbiettivi globali”.

Obbiettivi globali che comprendono l’aggravamento della disoccupazione, e decretati da un consesso di banchieri centrali irresponsabili verso i governi e i popoli (meno, magari, verso Goldman Sachs di cui, come Draghi, sono impiegati). La crisi ci farà cadere dalla padella dell’euro alla brace della moneta globale governata contro gli interessi dei popoli.
Brandon Smith, notevole economista-blogger, giunge a sostenere che il Brexit sia stato un evento artificiale, per preparare deliberatamente il prossimo collasso – quello vero – che farà implorare i media e i governi e i complici in ogni stato, il governo unico mondiale – proprio come oggi i federalisti eurocratici vorrebbero, pateticamente, non sprecare questa bella crisi per dare tutti i poteri alla Commissione, senza vedere che essi sono stati superati. Ora vige il nuovo progetto.

http://www.alt-market.com/articles/2931-brexit-global-trigger-event-fake-out-or-something-else

Questa ipotesi non manca di indizi. Mette nella giusta prospettiva il fatto che l’uscita del Regno Unito dalla Ue sia stato voluto dalla “gentry e da Buckingham Palace” – per posizionare la City come centrale globale di negoziazione dello yuan – che farà parte del paniere di monete che costituirà la moneta globale digitale, una volta tramontato il dollaro. Il giorno dopo il Brexit, Pechino s’è affrettata ad esprimere il caldo proposito di collaborare, con la sua Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB), di stretto concerto con la Banca Mondiale: la prova, per Brandon Smith, che “i cinesi non hanno mai avuto l’intenzione di fare di fare della AIIB un contro Fondo Monetario o anti-Banca Mondiale. Ho sempre sostenuto che i cinesi lavorano con i globalizzatori, non contro di essi”: parere che personalmente condivido, per quel che vale.

In questa chiave si capisce anche come Toni Blair venga messo sotto accusa dal rapporto emanato dalla ‘gentry” – proprio adesso, dopo 12 anni! – per aver obbedito a Bush jr. e aver commesso crimini di guerra in una guerra criminale in Irak. Personaggi simili non servono più, o hanno ormai una sola utilità marginale: non escluderei che Blair, e persino Bush jr., siano dati in pasto alle folle e tratti in tribunale. Allo stesso modo, la Unione Europea viene abbandonata come un guscio vuoto. Abbiamo sentito Schauble criticare la “commissione e Bruxelles” – manco fosse un blogger, non uno dei creatori di “Bruxelles” e della sua ottusa regolamentazione, che ha aggravato il collasso economico dell’Europa del Sud, e come se la sua cancelliera non fosse l’artefice del colpo finale, con la sua inspiegabile chiamata a milioni di ‘profughi’ perché invadessero l’Europa. Adesso il governo tedesco si disamora dell’Europa; adesso che dovrebbe pagare il conto dell’aver ficcato il naso nei bilanci degli altri stati membri per controllare che li pareggiassero, facendo dell’euro una “vera” moneta comune (con relativi trasferimenti di solidarietà da Berlino a Grecia, Portogallo, Spagna, Italia: è questo “più Europa”), Schauble dice: se alcuni stati membri vogliono perseguire le loro politiche al di fuori delle istituzioni europee, che lo facciano pure. Una UE ridotatad accordi fra governi, adesso gli va benissimo.

Matteo? Sacrificabile

Se il progetto è quello indicato d a Bloomberg – salto nella globalizzazione totalitaria – si capisce anche l’imprevista pugnalata di Draghi al Montepaschi, a cui ha richiesto, ordinato, di liberarsi di 10 miliardi di crediti inesigibili: certo con ciò ha precipitato il fallimento della banca (del PD), e magari il collasso del sistema bancario italiano, il più fragile, e non può non averlo fatto apposta. Con ciò ha decretato anche la disfatta di Matteo Renzi.

Deliberatamente ha pugnalato alla schiena il giovine rottamatore, come già fece con il vecchio Berlusconi.

Come Blair, come Juncker e Schulz, simili personaggi non servono più. Sono spendibili, come l’Europa che ormai ha esaurito il suo compito di fase intermedia verso la globalizzazione.

Anche Matteo Renzi sarà dato in pasto alle folle inferocite, e ai suoi sicari di partito….C’è il rischio che l’Italia si trovi nel collasso del suo sistema bancario senza un governo funzionante, e magari – il che è lo stesso – con un governo grillino eletto a furor di popolo. Ma chi dice che è un “rischio”? Lo sarà per chi ha perso il lavoro nei passati otto anni di depressione mai curata, chi s’è visto pignorare la casa, ed ha i figli disoccupati da sempre. Ma per lor-signori le grandi recessioni hanno un altro significato: non perdono mai il lavoro, né la villa, né lo yacht, loro. “ Mai sprecare una bella crisi”.

Aggravarla, cioè, non alleviarla– così sospetta Brandon Smith. Non a caso Soros continua a dire che sta per arrivare la catastrofe. Non a caso il Fondo Monetario e la Banca dei Regolamenti Internazionali hanno “lanciato l’allarme” prevedendo un crash colossale nel 2016. Queste previsioni non le sbagliano mai, perché sono loro che pongono le condizioni perché esplodano, sostiene Brandon Smith. Per quel che vale, tenderei a condividere.

“gli amanti dell’abuso e dell’assassinio.”

-Un altro dei “Mostri” del Nuovo Ordine Mondiale-

Tutti conoscono i nomi di alcuni delle più mostruose corporazioni criminali private che infestano il mondo. A tutte le persone che hanno una certa conoscenza vengono in mente rapidamente i nomi di:

Monsanto nel campo della geo ingegneria  

Blackwater (Academi), nel campo della “sicurezza privata” 

E’ evidente che quando parliamo di “sicurezza privata” ci riferiamo a “eserciti privati di mercenari”. 

Mentre, la maggior parte di voi ha sentito parlare di queste organizzazioni criminali nordamericane, la Blackwater o Academi, molta meno gente ha sentito parlare della società di sicurezza più grande al mondo:

la canadese GARDA

  Alcune settimane fa, degli studenti dell’Università del Québec di Montreal (UQAM) hanno interrotto una riunione del Consiglio dopo aver saputo che gli amministratori pianificavano la firma di un contratto di sette anni e di un valore di 50 milioni di dollari con il gigante della sicurezza privata GardaWorld.

Stephan Cretier

Questi giovani manifestanti si sono dimostrati fastidiosi con l’amministrazione dell’Università che hanno cercato di espellere i capi studenteschi “molesti” e aumentato le misure di sicurezza in un campus che si è caratterizzato per la sua attività politica.

La più grande impresa di sicurezza privata del mondo, Garda, è del tutto disposta a reprimere i capi universitari, delle imprese e politici.

Di fatto, il presidente esecutivo di questa impresa di Montreal, Stephan Cretier, ha definito gli scioperi e le manifestazioni degli studenti del Québec del 2012, come “positive” per gli affari.

“Naturalmente, quando ci sono disordini da qualche parte, come le elezioni egiziane o qui in Québec, o quando avviene uno sciopero violento dei lavoratori, sfortunatamente o in genere, tutto questo è un bene per i nostri affari”.

Un profilo del 2014 della Web Canadian Business, descrive gli affari di Garda come:

“affitto di bande di uomini armati per proteggere i clienti che lavorano in alcuni dei posti più pericolosi della Terra.”

Garda opera in:

Irak
Afganistan
Colombia
Pakistan
Nigeria
Algeria
Yemen
Somalia
Libia,

…e altri posti ancora. 

Creata nel 1995, l’invasione in Irak e in Afganistan della decade 2000, ha permesso la crescita internazionale di Garda.

Ricevendo finanziamenti dal fondo delle pensioni della Cassa di deposito del Québec, Garda è arrivata ad avere nel 2007 circa 5.000 impiegati che lavorano solo in quella regione. (Nel 2015, Garda aveva un totale di 85.000 impiegati in tutto il mondo).

Mentre la militarizzazione statunitense aumenta i suoi guadagni ma ha una brutta immagine, la compagnia canadese è riuscita a sviare le critiche facendosi scudo con un’identità canadese apparentemente nobile.

Quando furono sequestri quattro impiegati di Garda(e poi assassinati) nel 2007, il capo della società sostenne che i suoi soldati privati in Irak:

percepiti in maniera diversa dagli americani visto che sono una società canadese”.

Naturalmente non disse nulla riguardo agli Iracheni uccisi dai suoi mercenari, se si erano sentiti meno aggrediti sapendo che le pallottole che li ferirono o li uccisero provenivano dall’impiegato di una società canadese.

Garda si vide coinvolta alla controversia in Afganistan.

Nel 2012 due dei suoi impiegati britannici furono catturati con dozzine di fucili AK-47 senza licenza e furono incarcerati per tre mesi, mentre due anni più tardi, il capo delle operazioni di Garda in Afganistan, Daniel Ménard, fu incarcerato per tre settimane per imputazioni militari.

Comandante delle forze canadesi in Afganistan tra il 2009 e il 2010, Ménard lasciò l’esercito dopo essere stato sottoposto a corte marziale per aver sparato senza prudenza la sua pistola e per aver mantenuto relazioni sessuali con un suo subordinato.

Nel 2013 Garda ha portato avanti delle operazioni in Nigeria per dare “appoggio logistico” alle società petrolifere internazionali che avevano subito attacchi politici e criminali.


In quell’anno Garda affittò anche una villa a Mogadiscio, in Somalia, per ospitare e proteggere i fornitori di energia e i lavoratori internazionali per lo sviluppo e poterli portare in giro per tutto il paese.

Un resoconto del 2014 del Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite sull’utilizzo dei mercenari, imbastì un processo sul ruolo crescente delle società di sicurezza occidentali nel paese.

Mano a mano che la Somalia, ricostruisca i suoi apparati di sicurezza, il Governo deve garantire che le forze private di sicurezza siano debitamente regolamentate e che non si trasformino in un sostituto della polizia competente e responsabile.

Tutti i Somali hanno diritto alla sicurezza non solo coloro che possono permettersi il lusso di pagare per averla”, ha dichiarato Faiza Patel, presidente del Gruppo di Lavoro dell’ONU, (in una delle abituali dichiarazioni vuote e senza potere, così tipiche degli organismi che collaborano con l’ONU).

L’incursione con più successo della Garda all’estero è avvenuta in Libia, dove ha designato l’ex tenente colonnello canadese Andrew Zdunich come Capo delle sue operazioni.

Ad un certo momento “dell’estate del 2011”, secondo il suo sito Web, Garda ha iniziato ad operare nel paese.

Dopo che il Consiglio Nazionale di Transizione della Libia prese Tripoli (sei settimane prima che Muammar Gheddafi morisse a Sirte il 20 ottobre 2011), i ribelli chiesero aiuto a Garda affinché le sue forze “assediassero la forza pro-Gheddafi di Sirte”, parole di Bloomberg.

La partecipazione di Garda in Libia può aver contravvenuto alle leggi di quel paese, secondo le risoluzioni ONU del 1970 e del 1973.

La risoluzione del 1970 si riferiva a un embargo di armi che obbligava tutti gli stati membro dell’ONU

“a impedire il rifornimento di personale “mercenario armato” in Libia.

La risoluzione del 1973 rafforzò l’embargo di armi, ribadendo il concetto di “personale mercenario armato” in tre punti differenti.


Però è ovvio che contravvenire al diritto internazionale è uno degli aspetti centrali di questo tipo di affari.

Come prima società di sicurezza occidentale che operava ufficialmente nel paese, la pagina web di Garda si descrisse come:

“leader del mercato in Libia” con “più di 3.500 effettivi che davano protezione, formazione e risposta alla crisi”.

“Il piccolo esercito di Garda, formato da ex membri delle sue forze speciali britanniche e da latri soldati specializzati, ottennero una serie di contratti danarosi in Libia, offrendo servizi di sicurezza a un ampio numero di società internazionali del petrolio e ai suoi fornitori di servizi”.

Allo stesso tempo hanno militato come soldati della NATO per la formazione dell’esercito libico, visto che era la prima volta che la NATO aveva un contratto privato per un programma di formazione

Questa società di Montreal proteggeva anche un centinaio di membri del personale della Missione dell’Unione Europea per assistenza alle frontiere (EUBAM) ed equipaggiarono le guardie di frontiera e marittime della Libia con l’intento di ridurre l’arrivo di emigranti africani che cercavano di attraversare il Mediterraneo verso l’Europa.

Il contratto di quattro anni con Grada per EUBAM, ha richiamato l’attenzione agli inizi del 2014 quando 19 casse di armi e munizioni destinate alla compagnia scomparvero all’aeroporto di Tripoli.

Però la società non permise che questa perdita delle armi rendesse più difficile svolgere le proprie funzioni. D’accordo con Intelligence Online, funzionari della società chiesero in prestito, “armi dell’esercito britannico in Libia, per garantire la sicurezza del personale della UE”.

Garda si dedicò a salvaguardare gli interessi britannici in Libia, compresa la protezione dell’ambasciatore Dominic Asquith.

Protezione dei diplomatici a cura di Garda

Visto che è una fonte di lavoro per i membri in pensione delle forze speciali canadesi, britanniche e americane, Garda è riuscita a stabilire dei forti contatti con i circoli politico-militare.

Un ex ambasciatore del Canada negli Stati Uniti e un ex consigliere del Primo Ministro canadese Stephen Harper, Derek Burney, è presidente del Consiglio d’amministrazione internazionale.


La dirigenza di Garda include anche:

L’ammiraglio 4 stelle in pensione Eric T. Olson

Il Segretario del Dipartimento della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, Michael P. Jackson

Il segretario permanente del Regno Unito, in intelligence e sicurezza dell’Ufficio di Gabinetto Sir Richard Mottram

Come riporta Le Soleil, a dicembre Garda ha assunto l’appena pensionato ministro conservatore Christian Paradis:

“per convincere i diversi livelli del governo canadese ad incrementare l’uso nella sicurezza pubblica, del settore privato”.

Come possiamo vedere, questa creatura del capitalismo neo-liberale, oltre ad essere un’arma di aggressione occidentale, è un pericolo gigantesco per la democrazia…un pericolo che non cessa di crescere.  

*****


Garda è solo uno dei tanti mostri che si affacciano all’orizzonte. Perché per quanto sia una realtà tangibile già oggi, non vi dovete ingannare: il pericolo per il futuro, rappresentato da mostri della sicurezza privata come Garda, è molto più grande di quanto possiamo arrivare a concepire.

Tutto quanto stiamo vedendo attorno a noi fa parte dello stesso gioco.

Siamo immersi in un processo di distruzione dei servizi pubblici, per colpa della crisi economica e di una lenta privatizzazione di tutti questi servizi che è giustificata dalla incapacità dei governi a contenere le spese e affrontare i debiti.

Questa privatizzazione lenta di tutto ciò che è pubblico in effetti vuol dire rubare alla popolazione il controllo su tutto quello che ha creato con i propri sforzi comuni durante decenni, per darlo agli stessi che hanno generato questa crisi.

Parallelamente stiamo vedendo una crescente campagna di svalutazione della politica tradizionale, con l’evidenziazione di innumerevoli casi di corruzione politica.

Anche questo è parte del piano: si cerca di fare in modo che la popolazione, disingannata dalla politica corrotta e dalla sua gestione dei beni pubblici, si consegni nelle mani delle grandi corporazioni affinché si trasformino in salvatori dell’economia mondiale e nei nuovi padroni delle nostre vite.

Se qualcuno non capisce del tutto ciò che significa l’ascesa degli eserciti privati, lo definiremo con una sola parola:

NEO-FEUDALESIMO.

Stiamo vivendo una transizione verso una nuova forma di FEUDALESIMO del secolo XXI… e coloro che sembrano essere contrari a questo processo “difendendo un mondo multi polare” in realtà sono coloro che reclamano la loro parte della torta di questo “Nuovo Ordine Mondiale“. Che nessuno si lasci ingannare.

Se questo continua così, in pochi anni nasceremo direttamente come proprietà di una corporazione privata…

Si avvicinano quindi i tempi buoni per il bullismo, i criminali e gli psicopatici più scalmanati:

“grazie all’ascesa di società come Garda, ci attende un futuro splendido dove saranno ricompensati gli amanti dell’abuso e dell’assassinio.”

Nel mondo, questa sarà la legge che ci attende…

LINK

di Yves Engler
07 Aprile 2016
dal Sito Web DissidentVoice
traduzione da El Robot Pescador
21 Aprile 2016
dal Sito Web ElRobotPescador
traduzione di Nicoletta Marino
Versione originale in inglese
Versione in spagnolo