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fanciulli italiani dormite, eccovi il ciucciotto

La Depressione? E’ una “deliberata politica” UE, dice King

Maurizio Blondet 2 marzo 2016

Non vi capisco, voi che criticate Matteo Renzi. Fa’ al suo meglio il compito per cui è stato messo lì, terzo nella lista dei “messi lì”: cantarvi le canzoncine mentre morite. “Mezzo milione di posti di lavoro in più! Il mio Jobs Act è impressionante! E tasse giù! Deficit in calo! Successo impressionante della lotta all’evasione!”.

Come le favole che si raccontavano ai bambini, perché sprofondassero nel sonno sognando fate e folletti. Solo che quello in cui vi fanno cadere, è il sonno della morte, della grande depressione economica. La disoccupazione giovanile è sul 40%. I nuovi assunti sono i vecchi; il numero degli inattivi, ossia di quelli che hanno rinunciato a cercare, non fa’ che aumentare. Come le tasse, del resto. Ma lui deve cantarvele. Perché ce lo chiede l’Europa.

Non ascoltate, vi prego, il vocione dell’adulto che può svegliarvi. “La depressione in cui vi affondano è una scelta deliberata della UE”. Chi è che parla? E’ Lord Mervyn King, governatore della Banca centrale britannica dal 2003 al 2013, quindi che ha tenuto il timone monetario nel decennio della peggior crisi epocale. Già quando era banchiere centrale, quindi con l’obbligo di mentire, suscitò la mia personale attenzione per una certa tendenza a dire la verità: figurarsi adesso che è in pensione e scrive saggi. L’altra sera, nel presentare il suo ultimo libro alla London School of Economics, ha mostrato un grafico strano.

Che compara la depressione in corso in Grecia con quella che soffrirono gli Stati Uniti nel 1929-39. La depressione in Grecia è peggiore, più profonda e mortale di quella di allora; ancor peggio, mentre negli Usa a cinque anni dalla crisi si notò un lento risalire, a Grecia affonda e affonda. Non può salvarsi, ha spiegato King: La Grecia peggio degli Usa anni 30

La Grecia peggio degli Usa anni 30

“I paesi alla periferia dell’area euro non hanno più nulla per controbilanciare l’austerità. Gli si impone puramente e semplicemente di tagliare la spesa totale, senza alcuna forma di domanda per compensare. Non avrei mai immaginato che avremmo rivisto, in un paese europeo, una depressione più profonda di quella che gli Usa soffrirono negli anni ’30. E’ spaventoso, ed è avvenuto come un atto deliberato di scelta politica, il che lo rende ancora più grave”.

Lord King ha detto chiaro che la zona euro è condannata. Le iniezioni di liquidità della BCE non servono più a niente, ci consegnano a un destino di “salvataggi bancari senza fine, imposizione di austerità e pressioni delle elites “in Europa e Usa” di fare dell’eurozona una zona di trasferimento. Questa è la storia del “occorre più Europa per sanare i difetti dell’UE”: voi vi affidate al governo di Bruxelles rinunciate alle ultime briciole di sovranità, e i paesi favoriti dall’ euro “trasferiranno” i loro surplus ai paesi in deficit, come succede per esempio nella federazione americana col dollaro. Secondo questo sogno, il popolo tedesco dovrebbe cacciare 280 miliardi per appianare i deficit di greci, italiani, spagnoli, irlandesi, portoghesi. E’ un’altra di quelle favolette che vi raccontano mentre vi fanno morire: non solo i tedeschi non lo faranno mai – non essendo la UE una comunità di destino – ma anche questo, allo stato in cui siamo, non servirebbe più. Troppo tardi. 

Per i paesi del Sud, “Se la sola alternativa è l’austerità schiacciante, la continua disoccupazione di massa e l’impossibilità di porre rimedio al problema del debito, allora lasciare la zona euro sarà l’unica strada da seguire per invertire la rotta verso la crescita economica e il pieno impiego”.

Tornare alle monete nazionali. Nessuno dice che sia facile e indolore, ovvio. Ma “ i benefici di lungo periodo superano i costi del breve”. L’alternativa è ascoltare le canzoncine Renzi e Padoan mentre vi strangolano. Sono più bravi di Monti, perché lui non cantava le favole, ci godeva a vedervi morire. In questo eseguono il loro compito molto meglio.

Perché secondo King anche il completamento dell’eurozona come zona di trasferimento non è la soluzione? Perché è tardi. “L’unione monetaria ha creato un conflitto tra le oligarchie centraliste da una parte, e le forze della democrazia a livello nazionale dall’altra”. Non vedete il crescere dei partiti populisti? Per King sono – orrore, orrore – “le forze della democrazia” che si svegliano (non riguarda voi, fanciulli italiani: dormite. Eccovi il ciucciotto, vi diamo le unioni civili, siete contenti no?). 

Lord King

Se le elites sovrannazionali provano a forzare un altro passo verso “più Europa”, ossia “i diktat di Bruxelles”, quel che otterranno rischia di essere “una rivolta pubblica”. Il continuo tentativo delle oligarchie tecnocratiche di “trasferire la sovranità, di nascosto, ad un centro non-eletto, è profondamente viziato, e incontrerà la resistenza popolare”.

Avete mai sentito un banchiere centrale ammettere che il processo europeo è profondamente viziato? Tanto di cappello a Lord King.

L’eurocrazia, con la complicità entusiasta della Germania, ha stroncato la volontà popolare in Grecia, punendola in modo disumano per la colpa di essersi lasciata indebitare troppo dalle banche tedesche e francesi. Facile, oltre che disonesto. Ma ora, dice Lord King, 

Alcuni dei nostri assassini

vedete che Irlanda e Spagna sono senza governo, dopo le fresche elezioni, in quanto i loro governi di prima, che obbedivano alla UE imponendo austerità e “compiti a casa”, non sono stati votati dagli elettori. La Commissione Europea come risponde? Che la democrazia non vale, contro i patti firmati – e i governi (quelli appunti che sono decaduti) hanno firmato le più stupide regole sull’austerità. Perché l’oligarchia si sente depositaria della sola cura, anzi della sola verità: Il “triangolo virtuoso di austerità, riforme strutturali e investimenti”.


Che l’Italia abbia bisogno di riforme strutturali è indubbio: ma sono precisamente quelle che Renzi, e prima di lui Monti, e prima ancora Berlusconi, non fanno. E forse non possono fare: dovrebbero rendere efficiente, snello e poco costoso il settore pubblico, vera palla al piede dell’economia, con la sua mentalità di potenza occupante di un popolo straniero; instaurare la legge marziale per percettori di mazzette e gli assentisti; obbligarli a ripetere “o concuorzo” con cui si sono fatti assumere; vietarne la sindacalizzazione; abolire, magari, le Regioni. E chi “riforma” la casta degli insegnanti? (1). Chi ha il coraggio di “riformare” la magistratura? Di mettere le mani nella solidissima associazione a delinquere che si chiama Comune di Roma Capitale, il cui scandalosi furti paghiamo tutti noi a piè di lista? 

Ci salverà la “destra”?

E su questo non me la prendo con Renzi ossia la cosiddetta “sinistra”. Me la prendo con la cosiddetta “destra”. Chi propone Salvini come sindaco di Roma? Irene Pivetti, una (l’ho conosciuta) che da presidente della Camera (dove si è caduta in sindrome anti-berlusconiana, facendosi manipolare da Violante e intortare da Scalfaro e contribuire a provocare la prima crisi di governo anti-Cav, e perdendo la poltrona), ha poi deciso, a quarant’anni, che la sua vocazione era di farsi strada come soubrette televisiva, con le sue gambette ahimè stortignaccole…una fallita in tutti i campi che ha provato, proposta come sindachessa del più difficile comune d’Italia, che richiederebbe le competenze di un amministratore fallimentare, di un superpoliziotto, di un santo guerriero e di un martire, tutte insieme.

Ma probabilmente Salvini ha voluto fare una cosa umoristica, mica ci crede.

E allora vogliamo parlare della Meloni? Quella che davanti a un milione di persone radunatesi per la difesa della famiglia cristiana – una folla che mai ha potuto sognare di vedere ai suoi comizietti – ha annunciato giuliva d’essere incinta di un rapporto extra-matrimoniale, aspettandosi l’applauso? Essa possiede un vero sesto senso per gli umori della folla, ne sente il polso, ecco un vero leader. C’è stato un momento in cui ha proposto come sindaco di Roma Rita Dalla Chiesa, figlia del generale omonimo, oggi presentatrice televisiva: e il bello che la Meloni ha proposto la Rita non solo senza avvertire gli alleati, ma senza nemmeno avvertire la Rita: la quale, assediata dai media, è caduta dalle nubi, s’é persino dichiarata inadatta al compito (il che le fa già onore, in confronto con la Meloncina, di tutto capace). 

Poi s’è capito che la grande politica della Destra aveva sparato il suo nome a casaccio, strumentalizzandolo nelle liti interne del centro-destra. Così la Destra, che ha la maggioranza a Roma, finirà per dare il Comune ai Cinque Stelle o ai Marchini, il “palazzinaro critico”: l’uomo giusto al posto giusto. Quando il meno peggio è effettivamente quello proposto da Berlusconi, Bertolaso, metà poliziotto e metà soccorritore.

Il che è tutto dire. Che cosa suggerisce tutto ciò? Perché vi ho raccontato queste cose della “destra”, che già sapete? Perché dimostrano che non ha – non è – una classe dirigente. Che i voti potenziali della “maggioranza del Paese” siano in mano alla Meloni evoca il detto napoletano, di quella cosa “in mano ai lattanti”. Salvini mi è simpatico, ma non sa alzarsi oltre la felpa del capetto locale. Questa classe politica non ha riserve di personalità indiscusse da proporre. Non hanno che presentatrici televisive e soubrettes fallite da mettere ai posti che contano. Sono la prova vivente del fatto che gli italiani non si sanno auto-governare. Non hanno classe dirigente capace di atti coerenti e coraggiosi, di un progetto politico che non sia dettato da fuori, da Bruxelles. Da Washington, da Berlino. Il coraggio non ce lo si può dare. Ma non si può fare a meno del coraggio, nelle grandi crisi.

Volete credere che questi siano capaci dell’atto di audacia di uscire dall’euro, tornare alla moneta nazionale come suggerisce King, tenere il timone nella tempesta monetaria che seguirà, contrastando i nemici interni e le urla dei servi dei poteri esteri? Ci vedete la Meloni? Salvini? Non solo non hanno le competenze, non il coraggio; non hanno la legittimità e il polso per un simile cambio di politica.

E allora non vi lamentate di Renzi. Ascoltate le favole che vi canta mentre state distesi nella bara, sempre più freddi nella deflazione che è il gelo: ripresa, deficit cala, tasse scendono, lavoro! Impressionante il mio successo!

LINK

Note:

  1. Sulla classe insegnante, si veda il saggio di Giovanni Solimine, “Senza sapere. Il costo dell’ignoranza in Italia”. L’Italia sembra non rendersene conto: tutte le statistiche ci ricordano il basso livello di competenze degli studenti e della popolazione adulta, lo scarso numero di laureati e diplomati che il nostrono invecchiato e gracile sistema produttivo non è capace di assorbire, la debole partecipazione dei nostri concittadini alla vita culturale. Un paese povero di risorse materiali e in ritardo dovrebbe investire in formazione più degli altri paesi. Invece continua a non avere una politica della conoscenza, fondamentale per la costruzione del nostro futuro: gli investimenti in istruzione e ricerca ci costerebbero meno di quanto ci costa l’ignoranza. Questo è il paradosso di un’Italia senza sapere. http://www.ibs.it/code/9788858111857/solimine-giovanni/senza-sapere-costo.html

Almanacco di febbraio 2016

Piazza vetra 1956

Quella che si estingue è la mia generazione.
Tante scuse.

Un salto nel passato dell’autore che racconta l’Italia dopo il secondo conflitto mondiale e della responsabilità dei “baby boomer” che hanno ereditato l’Italia dai loro genitori, così ce la racconta Maurizio Blondet che vive nella città dove sono nato io solo 6 anni dopo. In quel tempo abitavo in via Disciplini adiacente piazza Missori e, piazza Vetra era ancora bombardata, piena di macerie, case distrutte dai bombardamenti (vedi immagine sopra). La sua storia non è diversa dalla mia, anche se in quel periodo avevo solo 6 anni, era l’anno 1956: 

Di Maurizio Blondet 22 febbraio 2016

Io – la mia generazione, i baby-boomer – l’abbiamo ereditata, questa società, e come eredi viziati, non siamo stati capaci di mantenerla. Ci siamo lasciti sedurre dalla “rivoluzione culturale”; abbiamo creduto alla “Liberazione sessuale” e alle gioie del “consumismo” e dell’edonismo egoista l’egoismo standard voluto dalla società dei consumi. Abbiamo votato con entusiasmo il divorzio, e poi l’aborto legale: 250 mila bambini in meno l’anno, e dopo quarant’anni, abbiamo il coraggio di stupirci perché ci mancano cinque o se milioni di italiani giovani, e dobbiamo importare giovani dal Nordafrica, come lavoratori di una società in decadenza, che non suscita nei nuovi arrivati nessun orgoglio e nessun desiderio di appartenenza: sfruttati, pagati in nero, certo non ci difenderanno nella guerra prossima ventura. Non sono”I nostri” figli. Non gli abbiamo consegnato alcun mandato.”

L’articolo inizia con la scomparsa di Ida Magli, di seguito la storia: “Non ce l’ho fatta mamma”  

Ida Magli

Ida Magli è scomparsa. Non avrà nemmeno lontanamente gli onori funerari che il Sistema ha tributato ad Umberto Eco. E’ logico: è stata la prima a gridare, inascoltata, che l’Europa burocratica era diventata la prigione dei popoli e stava distruggendo la cultura e la civiltà europee. Leggi QUI l’articolo completo.

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Alcune riflessioni su Umberto Eco appena scomparso:

Umberto Eco: erudito e noioso, stimatissimo solo in Italia

 Umberto EcoTroppo difficile e raffinato, inaccessibile alla massa, a quel volgo profano che, da Orazio in poi, ogni intellettuale d’élite che si rispetti si vanta di odiare e tenere accuratamente a distanza? No, solo troppo noioso. Irrimediabilmente noioso. Talmente noioso da risultare illeggibile, “Il cimitero di Praga”. Raramente, però, compaiono sulla stampa italiana aggettivi così semplici e diretti come “noioso” e “illeggibile” quando un romanzo porta la firma di Umberto Eco; per trovarli bisogna sfogliare le rassegne stampa internazionali. Nel lontano 1995, per citare un esempio che risale a 16 anni fa, in pochi hanno avuto il coraggio di tradurre “boring” con il suo sinonimo italiano, paralizzati da una sorta di timore reverenziale: nelle recensioni italiane a “L’isola del giorno prima” vennero sistematicamente ignorati i commenti poco entusiasti della stampa inglese, e taciute del tutto le spietate e circostanziate diagnosi di “Sunday Telegraph” e “Independent”. Continua QUI

Morto Eco, chi ci salverà da Internet? 

Inclassificabile Eco: è l’aggettivo che più fa onore al genio indiscusso del grande semiologo. La sua morte lascia un vuoto profondo nella cultura italiana e non. Nel suo ultimo discusso intervento, il professore ha messo in guardia contro gli imbecilli di internet: contro il rischio di parlare senza pensare. 

Ironico, poliedrico, curioso di tutto, raffinato semiologo ma anche romanziere di successo, autore multitasking. Insomma: inclassificabile. In un mondo in cui la cultura da un lato si chiude in casellari predefiniti, sempre più specialistici, dall’altro si apre all’orizzonte generalista pressoché sconfinato di internet, “inclassificabile” è l’aggettivo che più fa onore al genio indiscusso di Umberto Eco, che ha attraversato tutta la storia di questi anni senza mai farsi travolgere dall’onda delle correnti alla moda. Imprevedibile Eco: lui che con il “Gruppo 63” decretò la morte del romanzo, è stato lo scrittore di romanzi divenuti best seller. Continua QUI

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 La neolingua: dal “1984” al….2016
Federico Catani – tratto da “Notizie ProVita”, febbraio 2016

“1984” di George Orwell  è un romanzo angosciante e tristemente profetico. La storia si svolge in un futuro prossimo: l‘autore scriveva nel 1948 e l’ha intitolato “1984”, appunto. Londra è la capitale dell‘Oceania, un macrostato retto da un regime totalitario al cui vertice c’è il Grande Fratello, che nessuno ha mai visto, se non nei grandi manifesti affissi ovunque. La società è governata secondo i principi del Socing, il socialismo inglese, che é il Partito unico. Tutti sono costantemente sorvegliati da onnipresenti teleschermi, anche in casa. I teleschermi trasmettono propaganda e vedono e ascoltano ogni movimento e ogni parola, anche durante il sonno: in questo modo il governo può controllare e reprimere facilmente ogni minimo atteggiamento, sebbene inconsapevole, che riveli pensieri contrari all’ortodossia del Partito.

“La neolingua é diventata realtà, e chi controlla i mass media la utilizza per attuare un vero e proprio lavaggio del cervello a tutti, bambini compresi”.

Per plasmare un‘umanità nuova, fedele alle sue direttive, il Grande Fratello introduce una nuova forma di linguaggio, la neolingua. Attraverso un lessico creata ex novo, infatti, è possibile instillare in ogni membro del Partito (cioè in ogni suddito) l’unica verità, quella che il Partito stesso decide di volta in volta. Nella neolingua sono ammessi solo termini che abbiano un significato preciso, privo di potenziali sfumature eterodosse: l’obiettivo é quello dl rendere impossibile un pensiero critico individuale.

Tutte le parole sgradite vengono censurate e catalogate come “psico-reato”: in tal modo diventa impossibile anche solo pensare a un argomento “proibito”. Infatti, se si sono eliminate le parole, non esistono più i concetti atti a mettere in discussione l’operato del Partito. La neo-lingua è particolarmente espressiva nei nomi dei vari dicasteri governativi. Il Ministero dell’Amore  è preposto a imprigionare, torturare, rieducare chiunque mostri il minimo segno di eterodossia; il Ministero della Pace si occupa di guerra; il Ministero dell’Abbondanza stabilisce i razionamenti di cibo; il Ministero della Verità fa propaganda e cancella e riscrive la storia, nell’eventualità in cui non si conformi agli interessi del Partito. Continua QUI

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QUANDO LA DISINFORMAZIONE MEDIATICA NON BASTA PIÙ 

INIZIA LA STAGIONE DELLE BOMBE E DELLE STRAGI 

images (1) Centinaia di migliaia di cittadini europei vivono condizioni di miseria pressoché assoluta, privati di qualsiasi tipo di reddito e soggiogati da una disoccupazione galoppante che spaventa, paralizza e annienta generazioni intere. Di converso esiste una ristretta cerchia di super-privilegiati, composta da proprietari di Tv e giornali, banchieri, grandi industriali e titolari di compagnie di assicurazione, che ingrassa e banchetta proprio sulle disgrazie di una massa piegata e afflitta dalla depressione e dal bisogno. Quindi, alla luce di una premessa semplice e vera come quella appena proposta, non resta che trarne una chiara e solare conseguenza: i molti sfruttati devono combattere come un sol uomo contro i pochi sfruttatori, pianificatori ipocriti di strategie assassine che trovano compimento nello svuotamento del welfare, nella compressione dei salari e nell’aumento della disoccupazione. Detta così sembrerebbe facile…Nei fatti invece i tanti poveri, anziché unirsi per disintegrare e ridurre in cenere i pochi neonazisti che continuamente li bastonano protetti dalle tenebre, si combattono fra di loro. Continua QUI

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Top secret anche per i deputati: non osano divulgare il Ttip

 La parlamentare tedesca Katja Kipping, della LinkeUn covo di Cosa Nostra? No, la stanza super-segreta con gli atti del Ttip, il Trattato Trasatlantico che ridurrà a zero la residua sovranità europea: fine delle tutele su salute, servizi, cibo e lavoro. A dominare saranno le multinazionali, grazie a speciali tribunali che daranno loro ragione, contro gli Stati. E’ sotto choc la deputata tedesca Katja Kipping, della “Linke”, a cui è stato eccezionalmente permesso – insieme ad alcuni colleghi – di varcare le soglie del sancta sanctorum del nuovo super-potere euroatlantico che sta rimpiazzando il Wto. Due ore in tutto, per dare un’occhiata a documenti in gestazione da anni, ai quali lavorano in segreto 1.500 lobbysti. Sconcertante la procedura di accesso ai dati: «Secondo i piani, annunciati dal vice-cancelliere tedesco Sigmar Gabriel, i parlamentari devono prima registrarsi per poter accedere alla stanza, e possono rimanere per solo due ore a leggere i documenti», scritti in inglese (esclusa la possibilità che i parlamentari possano portare con sé consulenti e interpreti). E ancora: «I telefoni cellulari e qualsiasi altro dispositivo elettronico devono essere depositati in una cassetta di sicurezza». Continua QUI

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Verso la battaglia di Berlino: Angela Merkel nel bunker 

Scritto il febbraio 19, 2016 by Federico Dezzani

Aumentano poderose le spinte centrifughe che stanno disintegrando l’Unione Europea: la situazione, come in tutte le fasi che precedono il collasso di un sistema, è ogni giorno più convulsa e concitata, generando una serie di crisi che si susseguono senza soluzione di continuità, dal Portogallo alla Grecia, dall’Italia alla Svezia. L’intera impalcatura europea scricchiola ed è sufficiente un colpo violento per romperne il precario equilibro: ecco perché bisogna tenere gli occhi puntati sulla Germania e sulle imminenti elezioni regionali. Se è ancora possibile tamponare le crisi nell’europeriferia per qualche mese, una forte emorragia di voti per la CDU alla prossima tornata elettorale, seguita dalla caduta di Angela Merkel, sarebbe l’inizio del collasso sistemico. Da quando ha lanciato la politica delle porte aperte a tutti dietro pressioni atlantiche, la cancelliera tedesca vive infatti nel bunker: la battaglia di Berlino incombe. 

Una scommessa clamorosamente errata
È sempre più precario il quadro politico in Europa: a distanza di cinque anni dall’esplosione dell’eurocrisi in tutta la sua virulenza, il malessere economico si è allargato a macchia d’olio, partendo dalla Grecia per estendersi a Cipro, Italia, Slovenia, Spagna e Portogallo, fino ad infettare la Francia, sempre più periferica rispetto al “nocciolo tedesco”. Con un naturale ritardo, dovuto allo sfasamento temporale tra il peggioramento della situazione economica e la sua percezione da parte degli elettori, la crisi si è riversata anche sulla politica: l’ingegnosa idea di creare finti partiti anti-sistema (Syriza, Movimento 5 Stelle, Podemos, etc.) è una difesa tattica, non certo una soluzione strategica. Continua QUI

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il conte Kalergi-Il prototipo dell’oligarca

MATTEO SIMONETTI CI SPIEGA IL PROTOTIPO DELL’OLIGARCA

Matteo Simonetti ha tirato fuori dall’oblio della storia un personaggio misterioso, il conte Kalergi, la cui figura merita di essere analizzata razionalmente e senza paraocchi ideologici, dal momento che proprio il mistero che ha circondato la sua azione culturale e politica ha favorito il fiorire di “leggende nere” e interpretazioni complottistiche. L’analisi di Simonetti – contenuta nel libro “La verità sul Piano Kalergi” (Edizioni Radio Spada, 2015) segue con puntualità l’evoluzione del pensiero politico di Kalergi, evitando in tal modo facili mitizzazioni o demonizzazioni.

In realtà ancor prima che l’analisi del suo pensiero è interessante il ritratto biografico che Simonetti ricostruisce. Il conte Richard Coudenhove- Kalergi nacque a Tokio nel 1894 e visse gli anni più difficili del XX secolo per poi morire in Austria nel 1972: un Austria molto diversa da quella che gli diede nobili natali, non più grande impero, ma pronta diventare piccola marca di confine di una nuova entità super-nazionale che mese dopo mese, un po’ farraginosamente, veniva messa in piedi, la Comunità Economica Europea, oggi trasformatasi nella più pressante struttura della Unione Europea. E’ curioso constatare come l’attuale configurazione della UE trovi nel nobile austriaco (ma discendente per parte di madre da una famiglia di samurai giapponesi) uno degli ispiratori e primi fautori.

Kalergi respirò in famiglia l’aria di cosmopolitismo. Il padre parlava ben sedici lingue. E tuttavia ebbe anche una rigida educazione aristocratica e cattolica. Nel 1915 sposò una attrice di ben tredici anni più grande di lui Ida Roland: a quell’epoca la differenza di età doveva essere ben più notevole di come si possa manifestare oggi. E il connubio è forse indice di una attrazione che più che carnale, fu intellettuale.

Kalergi, pur provenendo dall’ambiente aristocratico tramontato con la Grande Guerra, si mosse con disinvoltura nel “Nuovo Mondo” che sembrava dover nascere con gli enfatici XIV Punti di Wilson. Il conte austro-ungaro-boemo-giapponese con risvolti franco-svizzeri, capì che era tramontata la nobiltà di sangue che affondava le sue radici nel Medio Evo feudale, ma un nuovo elitismo avanzava. Élite venali e oligarchie tecnocratiche rivendicavano ora la loro aspirazione alle egemonia. Alla faccia delle masse, che rapite dalle ideologie totalitarie, si affacciavano alle passioni della politica pretendendo – illuse – di poter essere protagoniste del loro destino. Kalergi la pensava diversamente; questo antenato ed ispiratore della futura “Europa Unita” era un rigoroso elitista. E anche per questo si fece massone.

Dalla frequentazione delle logge scaturì la conoscenza dei più ricchi banchieri: barone Louis de Rotschild finanziamenti, i banchieri Warburg, che furono generosi con lui di finanziamenti, che gli permisero di fondare una associazione “paneuropea” nel 1924 e di indire due anni dopo un Congresso Paneuropeo, per mettere in atto gli ideali che aveva scandito in un opera ideata “Pratkischer Idealismus”. Ad essere affascinati da lui furono eredi senza trono come Otto d’Asburgo, ma anche protagonisti assoluti della scena mondiale come il leader britannico Churchill e buoni comprimari come i cattolici-popolari Schumann e De Gasperi. A dispetto dell’oblio che successivamente avvolse la sua figura Kalergi non fu affatto un parvenu nei salotti che contano e neppure un teorico marginale.

Le sue intuizioni anticiparono gli eventi che si sarebbero concretizzati a cavallo del XX e XXI secolo. Nel 1929 per primo suggerì di sottrarre alle sovranità nazionali di Francia e Germania le risorse del carbone e del ferro e di affidarle a un organismo sovranazionale (rigorosamente non eletto…). Quindi propose una unione doganale e una moneta unica, che sotto un unico conio pressasse le economie agricole dell’Europa Mediterranea, i potenti sistemi industriali di Inghilterra e Germania. Una stramba utopia all’epoca, una drammatica coercizione oggi in atto.

Propose anche di creare un Parlamento Europeo e suggerì una sinfonia di Beethoven come inno che soppiantasse gli inni nazionali. Su tutto il quadro delle sue intuizioni dominava una concezione rigorosamente anti-democratica. La sua avversione alle reali volontà popolari si accentuò dopo il fiasco del “paneuropeismo” come movimento politico. Si convinse allora che l’Europa Unita si sarebbe fatta con metodi oligarchici e decisioni calate dall’alto.

Matteo Simonetti – Europa, inganno e immigrazione 

L’intervento di Matteo Simonetti al convegno “È la stampa, bellezza!“, domenica 24 gennaio 2016 nei pressi di Padova, organizzato da Francesca Salvador (Salus Bellatrix) a cui hanno partecipato, oltre a lui, Giulietto Chiesa, Maurizio Blondet, Bruno Ballardini, Massimo Mazzucco e Fulvio Grimaldi. Nei prossimi giorni saranno disponibili anche gli interventi dei restanti relatori.
Fonte: http://www.byoblu.com/post/2016/01/28/matteo-simonetti-europa-inganno-immigrazione.aspx

Fonte: http://www.luogocomune.net/LC/index.php/16-geopolitica/4335-matteo-simonetti-europa-inganno-e-immigrazione 

‘Piano Kalergi e invasione dell’Europa’ 

~ Conferenza don C. Nitoglia 21-9-2015 ~

NB: il video nonostante il link di appartenenza messo

è stato rimosso.
Lo si può visionare QUI su youtube 

http://www.doncurzionitoglia.com/

Articolo correlato: Il Piano Kalergi

L’élite e la Programmazione

 Élite

Il problema non sono gli immigrati ma la politica che è corrotta.

Oggi è la ricorrenza del quattordicesimo anno 9/11, non è un caso che quest’anno (come sempre negli anni passati) questa ricorrenza venga preparata per creare destabilizzazione e caos tra la popolazione europea, durante l’anno in corso è stata curata nei minimi termini per arrivare ai giorni nostri ben confezionata e pronta da attuare; (certe date e numeri sono un’ossessione per l’élite satanico/massoniche).

Ovunque si fa un gran parlare degli immigrati che arrivano in Europa, giornali media televisivi (fino alla nausea) e anche il web ci mette del suo. Ovunque si sentono vuoti e banali slogan ipocriti di come accoglierli e di integrarli alla popolazione europea. Emblematico è l’esempio caritatevole della cancelliera di ferro Merkel, che appena poco tempo fa ha fatto piangere una bambina palestinese in televisione che voleva restare in Germania, la voleva cacciare amorevolmente con la scusa che non si può ospitare tutti. Oggi invece, ha cambiato registro, di profughi ne vuole ospitare cinquecentomila ogni anno ma, per il momento solo siriani, mah … chi o cosa le ha fatto cambiare idea?

Comunque tuttavia, bisogna comprendere che questi eventi non capitano per caso, sono stati ben programmati nel tempo, portando la democrazia a suon di bombe, rivoluzioni colorate e destabilizzazione economica ben programmata, specialmente per svolgere un forte spostamento delle popolazioni per farle confluire in Europa che alla fine culminerà portando gli europei a combattere nelle strade contro gli emigranti; un fatto epocale di questa entità destabilizzante, un esodo biblico mai successo prima in passato. Culture, religioni e modi di vita completamente diversi, voluti e tenuti appositamente distinti nelle loro nazioni di appartenenza dallo sfruttamento coloniale del passato con la dittatura e la guerra nel presente.

Le guerre civili in Europa sono una manna per l’élite, la loro agenda sta correndo velocemente per far rispettare rigorosamente i loro obiettivi di un Super Stato Orwelliano, dove non ci sarà più nessuna possibilità per noi cittadini di potersi ritrarre. Una dittatura che abbiamo già sperimentato in passato con il nazismo, fascismo, comunismo e altre forme dittatoriali ingannevoli fatte passare per democrazia, cessioni di sovranità a favore di banchieri prezzolati, trattati emanati e mai conosciuti dal popolo (ma nemmeno dai politici), vedi Maastricht, Lisbona, solo per elencarne alcuni.

Le élite (nell’ombra) lavorano sempre allo stesso modo, è un leitmotiv già sperimentato, quando si tratta di rimodellare intere nazioni e addirittura interi continenti secondo i loro desideri messi in agenda. Le élite che sono nascoste nell’ombra dei capitali economici mondiali, sono sicuri di una possibile guerra civile che si potrebbe sviluppare nelle nazioni per via del crescente numero di immigrati. Questo è solo un nuovo modo di portare avanti il sistema che in passato è stato usato con le crociate cattoliche romane, oggi lo stesso modello di crociate viene usato contro l’Afghanistan, l’Iraq, la Siria e molti altri paesi.

Tutti i leader sanno che tutte queste guerre portate in quei paesi, dove sono stati sostenuti attivamente o passivamente porteranno ad un sistema globale, questo è in effetti lo scopo delle élite. Quindi limitiamoci nei beceri slogan contro persone di altre nazioni. Il problema non sono i profughi e gli immigrati delle popolazioni colpite, ma i nostri leader corrotti fino al midollo; sono i massoni di alto livello, persone sataniche deviate, grandi holding del potere mediatico e dell’alta inventata finanza che ha sfruttato e impoverito quei paesi. In tutto questo il popolo non c’entra se non per essere vessato, circuito e obnubilato dalla loro propaganda mediatica, quello che interessa alla élite è il sistema globale da tenere sotto controllo, appiattendo la cultura, la storia, la religione e l’identità dei popoli tutti di questa astronave Terra che sta andando alla deriva.

wlady

http://ningizhzidda.blogspot.it/

IMPOSIZIONE & CONTROLLO

La Segreta Guerra del Contante: 

In discussione al Bilderberg è il controllo del capitale e, l’abolizione del contante. 

di Mac Slavo

Secondo alcuni, una guerra nascosta e molto tranquilla sul contante è iniziata. State in guardia sui vostri conti bancari, carte di debito e oro …

Il mondo delle élite si incontrano in segreto questa settimana nel corso della riunione del Bilderberg, fissato in un Hotel di lusso a Talfs-Buchen, Austria. 

Giornalisti investigativi hanno confermato che le discussioni private tra i potenti top broker di tutto il mondo includono accordi per limitare e sanzionare la valuta – e/o in ultima analisi anche vietare – il contante.

Leggi l’elenco dei partecipanti … il vero potere e la ricchezza si stanno muovendo e agitando con i loro motori. Con banchieri, grandi azionisti e finanzieri tutti presenti, l’ordine del giorno è abbastanza in linea con le recenti relazioni, come AHTF che da tempo è stato segnalato.

L’esperto dice “Vietare il denaro contante”, l’unica soluzione per i problemi di mercato e degli interessi negativi

I contrassegni bancari saranno portati in negativo: “i banchieri faranno pagare gli interessi bancari solo per il fatto di depositare i fondi c/o l’agenzia”

Il divieto: Le Casse Bancarie vieteranno le cassette di sicurezza dove depositare contanti e metalli preziosi. Paul Joseph Watson di Infowars, ha dato un avvertimento tramite il video qui sotto:

 
E’ in corso un colpo di Stato sul denaro contante:

“Il potente Gruppo Bilderberg, discuterà la possibilità di imporre più controlli sul capitale per i cittadini medi, mentre il presidente del gruppo HSBC, sarà presente alla conferenza, è disposto a pagare più di $ 40 milioni di dollari per gli illeciti di denaro sporco che coinvolge i trafficanti di armi, aiutandoli ad evitare di pagare copiose e ricche tasse.

Questo modo di fare e dire è molto di più che casuale, non certamente come facciamo noi. (…)

“E’ quindi ironico che i rappresentanti di HSBC facciano parte degli esaminatori al Bilderberg che è incentrato e, si sta muovendo verso l’abolizione del contante, imponendo controlli sui capitali dei cittadini comuni, tutto questo in nome per fermare le frodi fiscali consentendo un maggiore controllo statale sulle finanze delle persone.”

“Durante la conferenza, il Gruppo Bilderberg cercherà di avere il consenso per impostare delle restrizioni economiche sull’energia verde, sotto la giustificazione di fermare i finanziamenti ai gruppi di terrore come l’ISIS. Inoltre, il Bildemberg, discuterà per instaurare nuovi controlli sulla vendita di metalli preziosi in tutta Europa.”

“Numerose voci influenti hanno recentemente spinto per l’eliminazione fisica totale del contante sotto la giustificazione di prevenire il corrente collasso economico bancario. (corsivo mio: vedi la corsa dei cittadini greci agli sportelli bancari di questi giorni per prelevare il più possibile prima del collasso bancario, oggi 19 giugno hanno già ritirato €. per oltre un miliardo di euro).

La segretezza dei banchieri si chiama “too big to jail” (che in parole povere vuol dire troppo grandi per fallire e finire in galera), una cosa che non è certamente buona per la gente comune.

Se il denaro verrà criminalizzato, ognuno di noi sarà costretto ad essere messo sulla griglia di partenza, colstringendoci essenzialmente ad una moneta digitale da parte di un sistema controllato e guardato a vista dall’inizio alla fine da parte del servizio bancario.

Gli addetti ai lavori avranno quindi una totale ed enorme potenza, informazioni e profitto da ogni transazione.

Questo, è sicuramente il marchio della bestia … un mondo in cui gli uomini liberi sono fuorilegge, invece del rispetto che è l’unica forma accettabile di pagamento.

LINK dell’articolo in lingua inglese 

Ps: Cordialissima “giornalista” Signora Lilly Gruber ci faccia sapere se ci siamo sbagliati, saremo ben lieti di essere smentiti, formalizzando doverose scuse. Siamo certi che Lei ci illuminerà!

https://ningizhzidda.blogspot.com/

“correlazione”

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DAVID DeGRAW: 20 Giugno Manifestazione Mondiale Presso le Banche Centrali
L’attivista e scrittore David DeGraw, intervistato da Lee Camp, propone una massiva protesta mondiale presso tutte le banche centrali sottolineando che è lì che risiede il vero potere da combattere mentre la politica elettorale è solo uno show, uno scherzo, un intrattenimento e i politici non sono altro che burattini tirati dai fili della finanza.

Nel momento in cui queste banche centrali possono stampare trilioni di dollari dal nulla, la povertà diventa palesemente un crimine e ogni problema sociale non risolto dai politici per mancanza di fondi, appare per quello che è: una bugia colossale che inchioda la loro complicità al sistema bancario.

Quindi è ora di riportare l’attenzione verso i banchieri centrali, verso il sistema finanziario e quello della creazione della moneta, puntare l’indice contro questi squali spietati, piuttosto che perdere tempo ed energie ad eleggere il pupazzo che ci piace di più, o meglio, quello che ci fa meno schifo degli altri.

Una protesta simile sarebbe un forte messaggio ai poteri forti che griderebbe chiaro il fatto che abbiamo compreso il loro sporco gioco sulla nostra pelle.

Guardate il video e per maggiori informazioni vi rimando all’articolo di Salvo Mandarà che ha tradotto quello originale di David DeGraw, da lì potete avere tutte le info per la manifestazione e rimanere aggiornati.


 http://www.masonmassyjames.it/

 Jade Helm e i metodi stalinisti utilizzati per l’asservimento dell’America

Ogni rivoluzione di successo segue tre fasi:
(1) Conquistare i cuori e le menti della gente.
(2) Resistere all’autorità illegittima attraverso la disobbedienza civile.
(3) Tenersi in tutti i modi fuori dalla guerra.

L’America viene trascinata nella terza fase da parte delle forze di occupazione che hanno dirottato il nostro governo. Jade Helm ne è un esempio di come ha trascinato l’America nella terza fase prima che la gente abbia avuto la possibilità di costruire una coalizione di successo attraverso il completamento delle prime due fasi.

Questa è la strategia che Stalin ha impiegato per schiavizzare un intero popolo e, infatti la storia si sta ripetendo. 

Leggi QUI la versione originale delle tre fasi in lingua inglese postata sul sito: http://www.pakalertpress.com/

http://ningizhzidda.blogspot.it/