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Laddove è fondato il nostro passato si vede il nostro futuro

 La Grecia in saldo al 5%, lo Stato non esiste più. E l’Italia?

La Grecia è in saldo, sul web: nel 2018 l’esproprio della ricchezza pubblica e privata diventerà molto più veloce, e aggredirà i rimasugli di patrimonio restanti. «Gli immobili vengono messi all’asta e i compratori stranieri – banche, privati e perfino istituzioni – possono prendersi un’isola, un appartamento, una spiaggia, un’opera antica: qualsiasi cosa».

Il tutto quasi gratis, «a meno del 5% del loro valore». Finiscono all’asta su Internet «perfino le prime case, se superano una determinata superficie». La Grecia di Alexis Tsipras, scrive Maurizio Pagliassotti su “Diario del Web”, è entrata nella “fase laboratorio”: «Vedere cosa succede a un paese lasciato nelle mani dei creditori». Disse Milton Friedman, padre del neoliberismo: «Lo shock serve a far diventare politicamente inevitabile quello che socialmente è inaccettabile».

Il trauma della Grecia risale all’estate del 2015: con la giacca gettata sul tavolo al grido di «prendetevi anche questa», il primo ministro Alexis Tsipras «firmò la resa senza condizioni della sua nazione sconfitta: umiliato di fronte al proprio paese e al mondo da Angela Merkel, volutamente».

Sul tavolo, quella notte, «non finì solo la Grecia, ma la stessa democrazia che l’Occidente ha vissuto in quelli che il grande storico Hobsbawm ha definito “i gloriosi trent’anni”». Il voto greco che rifiutava orgogliosamente il commissariamento della Troika «veniva tradito in cambio di un piano lacrime e sangue, ancor più punitivo perché doveva sanzionare l’ardire di un popolo intero che osava ribellarsi alla volontà suprema dell’Europa finanziaria», Europa che solo in quel caso e per pochi giorni «gettò la maschera della finta solidarietà, dei traditi valori di Ventotene, e si manifestò nella pura essenza del terrorismo finanziario».

Nel nuovo reame globalizzato, dice Pagliassotti, la Grecia è il primo esperimento compiuto di “Stato disciolto”. Ad Atene, «il governo della sinistra, solo pochi anni fa definito estremista, ha assunto il ruolo finale: l’assorbimento del conflitto sociale che si scatena a fronte di una colonizzazione». Sicché, «nella democrazia di facciata del governo Tsipras, i poveri sono sempre più poveri e i ricchi sono sempre più ricchi». 

Eppure la Grecia è un paese «nobile e antico, su cui si fonda l’intera cultura occidentale», ad un passo dalle nostre coste. «Per molti aspetti, laddove è fondato il nostro passato si vede il nostro futuro». Domanda: c’è qualche differenza tra lo Stato greco e gli enti locali italiani, come ad esempio il Comune di Torino? «Entrambi sono assediati dai debiti e dai contratti per mitigare l’impatto della deindustrializzazione globalizzante, entrambi sono sotto il controllo delle banche che dettano i piani di governo: a suon di privatizzazioni, svendite di patrimonio e licenziamenti collettivi».

La trappola del debito, scrive Pagliassotti, è una tagliola entro la quale viene amputata la democrazia: «I piani di rientro sono agende incontrovertibili, totali, spietate», rispetto alle quali «ogni programma elettorale è soccombente». In Grecia, infatti, i commentatori filo-governativi

(secondo cui il 2018 sarà l’anno «dell’ultimo sforzo» per arrivare alla fine del tunnel, cioè del commissariamento da parte dei creditori), plaudono alle norme che restringono la libertà di sciopero: di fatto, in Grecia l’astensione dal lavoro «diventa illegale, perché per la proclamazione degli scioperi dovrà partecipare alle assemblee il 50% degli iscritti ai vari sindacati di categoria». 

E questa, riassume Pagliassotti, è solo l’ultima parte di un processo che ha già pesantemente colpito il welfare, le pensioni, i salari, i beni pubblici e il diritto del lavoro. «Imbarazzante, tra l’altro, l’asse politico tra Alexis Tsipras e Emmanuel Macron: ennesima prova dello sbandamento culturale della sinistra, incapace di inquadrare un orizzonte politico differente da quello dei banchieri». Se anche la Troika levasse le tende, la cosa non salverebbe un paese ormai allo stremo: «Il debito pubblico greco, da “vendere” sul mercato obbligatoriamente a tassi elevati, finirebbe nuovamente all’estero». 

Facile previsione: espansione del Pil e ripresa dei contratti di lavoro a prezzi stracciati. La democrazia? Finita, ridotta a un simulacro vuoto. «L’esperimento greco, la palla di cristallo in cui si può vedere il futuro dell’Italia se non vi sarà una drastica inversione politica, è davanti a noi».

Fonte: http://www.libreidee.org/

BLOCKCHAIN – ETHEREUM

 

MACRON, LE PEN PER I POLLI.
BLOCKCHAIN, ETHEREUM PER GLI ALTRI.

di Paolo Barnard

In queste settimane i cervelli Top di JP Morgan Chase, Microsoft, Intel, Accenture, Google, Banco Santander, British Petroleum, Credit Suisse, UBS, Banco Bilbao, ING, Federal Reserve USA, la BCE, la Banca d’Inghilterra, e non proseguo perché la lista è infinita se non con la Banca Centrale della Cina, hanno delegato ai dipendenti Junior, quelli da poco, di seguire cosa fanno in Francia alle urne. I piani alti come sempre si occupano invece di quello che governa il mondo, tu incluso, la tua vita, i tuoi figli e i figli dei tuoi figli.

Non si può dire che al livello del Vero Potere vi sia una priorità in questo momento, ma di certo le priorità non sono gli ‘…on’ francesi e neppure le ‘…pen’. Una cosa che però sta scuotendo tutte le boardrooms dei nostri decisori e padroni (non uno di questi risiede in Italia) è la Blockchain, Ethereum e a latere il mondo Bitcoin. Che significa?

Oh, bazzecole. Significa la fine dopo cinque secoli del sistema bancario e monetario così come lo abbiamo sempre conosciuto. La fine dei pagamenti dalla casa al cinema, alla benzina, alla prostituta con cui vai, alla retta dell’asilo, al libro che compri, ecc., così come li abbiamo sempre conosciuti.

Poi significa un potere di controllo sugli umani calcolabile in 10.000 volte quello denunciato da Edward Snowden.

E vabbè, concediamoglielo, significa anche un paio di vantaggi per tutti, ma proprio in coda.

E’ dura per me stavolta cominciare a spiegare col solito stile della zia Marta, ci provo, ma dopo Ray Dalio, la NGA, gli OLEGs, la Augmented Reality di Facebook, e l’OPA su Saudi Aramco (più molto altro), i giochi CHE CONTANO PER LE NOSTRE VITA oggi si stanno facendo sempre più complessi e diventa sempre più complesso metterveli in mano.

Ogni cosa che compri oggi passa da due vie: A) quella elettronica, con bancomat, carta di credito, assegni, bonifici et al. B) il contante, che viene solo registrato all’emissione dalla banca a te, e di conseguenza nei registi della Banca Centrale. Il sistema A) è rintracciabile, quello B) no. Si è già parlato di eliminare il contate per vari motivi, così l’autorità statale avrà pieno controllo sui pagamenti, e lo si è ventilato per sconfiggere il business del malaffare, mafie ecc. Ma questa ipotesi rimane sempre ancorata all’idea che vi sia un monopolista della moneta, lo Stato il Tesoro e la Banca Centrale insieme, che ad esempio emettono dollari solo elettronici e mai più in biglietti, così ogni pagamento viene registrato da computers per qualsiasi cosa, dal pacchetto di caramelle a quello per 1 kg di cocaina. Quindi si parla di uno Stato, una valuta, e pagamenti tutti rintracciabili elettronicamente dopo aver eliminato il contante.

Ma a un certo punto un anonimo con un nome fittizio giapponese si era inventato un’altra moneta elettronica globale chiamata Bitcoin che poteva essere scambiata senza affatto passare da Stati, Tesoro e Banche Centrali, quindi senza controlli delle Autorità. Fino a pochi anni fa i Bitcoin erano la moneta sfigata dei narcos colombiani, o di altri ceffi che vendevano esplosivi ad Al-Nusra o ai Sauditi (cioè Obama e Renzi), o di altri pochi rari investitori e micro commercianti. Ma poi questa moneta elettronica ha cominciato ad attirare anche i Big della finanza. E perché?

La risposta sta non tanto nel volume d’affari del Bitcoin che era patetico, né nel Bitcoin in sé, quanto nel SISTEMA DI CIRCOLAZIONE E REGISTRAZIONE dei pagamenti che sosteneva il Bitcoin. Please welcome:

THE BLOCKCHAIN. E prima di leggere oltre ricordate: sulla Blockchain si stanno avventando come vampiri i cervelli Top di JP Morgan Chase, Microsoft, Intel, Accenture, Google, Banco Santander, British Petroleum, Credit Suisse, UBS, Banco Bilbao, ING, Federal Reserve USA, la BCE, la Banca d’Inghilterra, e la Banca Centrale della Cina.

Perché ve ne parlo? Rileggete le 4 righe sopra. Non ve ne parlo per fare il figo che scrive cose spaziali NO! Ne scrivo perché fra meno di un istante tutto quello che voi spenderete, dal gelato all’auto nuova al capannone per l’azienda, sarà regolato dalla BLOCKCHAIN, e questo se da una piccola parte vi darà dei vantaggi, dall’altra sarà la più massiva e storica inculata monetaria e poi sociale dai tempi dei Babilonesi. E sta arrivando, non è una roba che “fra 60 anni…”.

La Blockchain è una tecnologia, prima di tutto. Un sistema DISTRIBUITO GLOBALMENTE di registrazioni di pagamenti (ledger system) disponibile in teoria alla visione di chiunque. Il fatto cruciale è che questo sistema di pagamenti, al contrario dell’euro, dollaro, yen, renminbi, corona, pesos ecc. non passa da un’autorità centrale come sarebbero le Banche Centrali delle valute che ho citato, ma passa da un network di computers sparsi ovunque, e in mano a chissà chi.

Questo vuol dire che chi usa una moneta digitale come il Bitcoin o la molto più importante Ethereum, grazie alla tecnologia Blockchain non era finora tenuto nelle gabbie nazionali delle singole valute (appunto Stati, Banche Centrali, Tesoro ecc.). Ciò, dissero i sostenitori di Bitcoin o Ethereum, porta il vantaggio che queste monete non sono in mano a dei corrotti o criminali servi del Vero Potere come Greenspan, Bernanke, o Draghi, o Jens Weidmann ecc., che le possono manipolare per fottere intere nazioni o ingrassare gli amici.
  
Poi la piattaforma tecnologica Blockchain è molto più veloce di altri sistemi di pagamento bancari tradizionali. Avete presente il classico bonifico che fate e che deve aspettare 3 giorni? Con Blockchain il numero rimane 3, ma dopo viene la parola minuti.
 
Inoltre, dicono sempre i sostenitori di Blockchain, Bitcoin o Ethereum, essendo appunto la piattaforma tecnologica di queste monete, cioè il Blockchain, rintracciabile ovunque nel mondo, il riciclaggio della Mafie diventa un incubo. Si trattava in sostanza di una molto azzardata, certo, ma rivoluzionaria ‘anarchia della moneta’ finché…
  
E qui cominciano le controverse note di sto mostro Tech che fra dieci minuti te lo ritrovi nel portafoglio. Abbiate la pazienza di arrivare in fondo, giudicherete voi alla fine se le elezioni francesi sono la news o no.
 
Essendo i Nerd (cervelloni) Blockchain e i loro server 10.000 volte più veloci dei politici (cioè dei bolsi Regolamentatori Bancari), ancora non esiste una traccia di regolamentazione internazionale della Blockchain, Bitcoin e Ethereum, per cui la European Banking Authority vi avvisa: “Hey gente, fate pure ma non esiste legislazione che vi protegga i conti correnti sulla Blockchain. Perdi tutto? Cazzi tuoi”. Ma questo è niente.
 
La Blockchain è un prodigio d’informatica fatto di sole 200 linee di codici. Tutto qui. Ci si scambia valore elettronico registrato alla visione di tutti (in teoria) in pc visibili da tutti (in teoria) e quindi… chi cazzo ha più bisogno della banche? Vi rendete conto che la Blockchain stava per spazzare via 500 anni di storia delle banche e il loro business da multi migliaia di miliardi (di furti)? Ripeto: con la Blockchain il computer che registra l’acquisto della tua casa non starebbe più in Unicredit, o BNL, eh no! Sta in un qualsiasi buco del mondo.
 
Poi: come P.B. vi ha mille volte spiegato, il mutuo che hai preso da UBI banca è un affare regolato da Banca d’Italia, sempre, anche il pagamento in contanti del cinema lo è. Ma con Blockchain di nuovo chi ha più bisogno di sti dinosauri? E allora:
 
VI ASPETTATE CHE I MOSTRI DEL DENARO ORTODOSSI SIANO STATI FERMI A GUARDARE LA LORO MISERA FINE?
 
E qui le note non sono più controverse, ma c… (finisce per azzi) amari.
 
Ed eccoci alla sfida finale. Ovviamente mentre Blockchain, Bitcoin o Ethereum venivano sviluppati, non è che nelle Banche Centrali (oddio, forse sì in Bankitalia…) stavano a dormire. Questi hanno capito che da lì a poco si prendevano un pilone autostradale in quel posto e andavano a ramengo per sempre, e quindi si sono attrezzati. Tradotto: tutte la maggiori Banche Centrali del mondo hanno oggi già pronte, ai posti, via! le rispettive valute digitali che correranno sulla pista della Blockchain. E ancora…
 
Ovviamente mentre Blockchain, Bitcoin o Ethereum venivano sviluppati, non è che nelle mega banche stavano tutti a farsi le canne… ed eccoli i cari Wall Street and City boys, da JPM a HSBC a Credit Suisse, che si sono super attrezzati anche loro a correre la gara sulla Blockchain, non importa quanti soldi in commissioni ci perderanno. Qui si stanno giocando il culo tutti, lo capite? Ripeto: “Vi rendete conto che la Blockchain stava per spazzare via 500 anni di storia delle banche e il loro business da multi migliaia di miliardi?” Ma di più. Sti giganti mostruosi stanno abbandonando la prima forma di valuta Blockchain, cioè il Bitcoin, e si buttano sul neonato Ethereum, e… e?… su piattaforme Open Source (ahimè caro Giancarlo Algieri di Agorastrea, pioniere di sta roba, ci sono già arrivati sai?).
 
Abbiamo parlato non di teorie di un matto del web, ma di una tecnologia, di valute e di un futuro dei pagamenti che è a 5 minuti dalla nostra vita. Abbiamo detto che questo futuro era nato da indipendente ‘anarchico’, ma gli Stati e le Banche Centrali non sono stati a dormire, e ora se lo pappano, e ci schiaffano sopra i regolamentatori e soprattutto il GRANDE FRATELLO DI TUTTI I GRANDI FRATELLI, quello che sa come hai speso 50c, o se hai passato la paghetta a tuo figlio, o se compri Viagra, o se bevi troppo, o che libri leggi, o se vai a puttane, o se sei in psicoterapia, o se non consumi certi prodotti, che malattie hai su quali farmaci ti appoggi… ecc. La tua privacy di consumatore è polverizzata.
 
Il Blockchain ripreso in mani ortodosse, che appunto per definizione eliminano il contante, rende poi possibile una tassazione spietata poiché lo Stato ha traccia di ogni centesimo che hai speso dando via libera a prelievi immensamente più vessatori degli studi di settore e dell’accertamento presuntivo. I commercialisti diventeranno pazzi a battagliare su prelievi di IVA e ogni altro balzello fiscale esistente perché dall’altra parte avranno tutto registrato su Blockchain in tempo reale, e soprattutto di nuovo la moneta sarà preda della dittatura dei Banchieri Centrali divenuti Banchieri Blockchain Centrali. Infine la Blockchain taglierà di miliardi di dollari i costi operativi delle banche, e indovinate……?
 
Ci guadagneremo noi? Oh, yes, ninna nanna. Intanto il ragazzino Junior di JP Morgan segue la Francia, ma il CEO di JP Morgan, Jamie Dimon, pensa alla Blockchain. Tu mi raccomando, non…
 

Una scelta conveniente

L’attacco di Trump alla Siria per …
EVITARE IL DISASTRO ECONOMICO

da Whitney Webb 7 aprile 2017 dal Sito MintPressNews 

Whitney Webb è un collaboratore MintPress che ha scritto per diversi organi di informazione in inglese e spagnolo. Le sue storie sono state presenti in Zerohedge, Anti-Media, Century filo 21, tra l’altro è un Vero attivista. Attualmente risiede nel sud del Cile.

L’economia degli Stati Uniti sta entrando
in territorio disastroso,
inoltre le migliori banche sono sull’orlo del baratro,
non è una sorpresa l’evidente desiderio di intraprendere
nuove guerre da parte dell’amministrazione Trump.
Senza un nuovo conflitto militare,
l’economia di guerra permanente degli Stati Uniti
rischierebbe di fallire del tutto.

WASHINGTON DC

Ancora prima del presunto attacco di gas a Idlib-Siria, potrebbe essere confermato in modo indipendente, dall’amministrazione Trump, la presa in parola l’accusa degli oppositori del governo siriano.

In uno scenario stranamente analogo al 2013, il governo degli Stati Uniti, insieme a molti altri governi pro-intervento che hanno finanziato e armato i ribelli e gruppi terroristici come Al Nusra, hanno chiesto di adottare un’azione contro il governo siriano del-presidente Bashar Assad, nonostante il fatto che il governo siriano per anni sia stato riconosciuto a livello internazionale non in possesso di armi chimiche.

Mercoledì scorso, Nikki Haley, l’ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, ha dichiarato che gli Stati Uniti sarebbero “costretti” ad agire contro Assad se l’ONU non riuscisse a farlo, che è una quasi certezza dato il potere di veto di Cina e Russia al Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Tuttavia, Haley non si è fermato lì, andando a incolpare la Russia e l’Iran per l’attacco a Idlib, nonché affermando,

“La verità è che la Russia, l’Iran e [il presidente siriano Bashar] Assad non hanno alcun interesse nella pace.”

Trump e altri nella sua amministrazione hanno offerto una retorica simile, Trump, ha detto quanto segue in una conferenza stampa Mercoledì:

“il mio atteggiamento verso la Siria e Assad è cambiato molto. Quello che è successo ieri è inaccettabile per me”, aggiungendo che quello che sto per fare o farò “militarmente, non mi piace. Con questo, non sto dicendo che non farò nulla in un modo o in un altro”.

Vice presidente Mike Pence ha detto a Fox News che,

“tutte le opzioni sono sul tavolo”, compresa l’azione militare unilaterale in Siria che mira al regime di Assad”.

Quei “suggerimenti” rivolti, sono diventati realtà molto presto Venerdì mattina, quando gli Usa martedì hanno lanciato 59 missili Tomahawk su di una base aerea siriana dovuto al presunto collegamento dell’attacco di gas a Idlib.

Dopo il lancio dei missili contro il regime di Assad, è diventato chiaro che l’amministrazione Trump, (forse per necessità) non ha alcun interesse per la pace.

Come è stato osservato da politologi e analisti per decenni, gli Stati Uniti sono un’economia di guerra permanente, interamente dipendente dalle spese militari e di difesa al fine di generare una crescita economica.

Questo è quanto ha riferito il belga Kris politologo romano a Sputnik nel 2015:

“l’intera economia degli [Stati Uniti] è costruita sul tema militare – per mantenere la sua crescita economica, gli Stati Uniti hanno bisogno di una guerra ogni 4 anni, altrimenti la crescita economica rallenta, questo, non è un segreto.”

Con segnali di pericoli economici ovunque e sostanzialmente rallentamento della crescita, Trump non ha altra scelta, che quella di coinvolgere gli Stati Uniti in un’altra guerra, al fine di “rendere grande l’America di nuovo.”

Così come Eric Peters (del CIO di hedge fund di primo piano, un fiume di Asset Management) ha detto a metà marzo, le probabilità che Trump riesca nel suo programma di politica interna è

“zero, se non inizia una nuova guerra”.

Lo stato dell’economia degli Stati Uniti e la sua crescita sta andando sempre peggio, la calamità economica appare ancora peggio di quella che si è svolta al momento della crisi finanziaria del 2008.

Il mercato obbligazionario si blocca, il settore della vendita al dettaglio degli Stati Uniti è al collasso e le perdite di subprime sul prestito delle auto sono al loro livello più alto dopo l’ultima crisi.

L’ultimo è particolarmente preoccupante, in quanto questi prestiti auto subprime, come i mutui subprime del 2008, sono stati raggruppati e venduti agli investitori come “titoli“, questo significa che le banche sono quasi nella stessa posizione come lo erano nel 2008 – solo che adesso sono molto più, e molto più grandi.

Combinate questo con la partecipazione record di bassa forza lavoro, record di debito pubblico e la lenta crescita economica e la visone delle cose che cominciano ad essere sempre più fosche.

Anche se le prospettive economiche sono state deboli per qualche tempo, il mercato azionario è stato costantemente illuminato dopo l’ultimo incidente, in gran parte grazie alle politiche emanate delle banche centrali dopo il 2008.

Mentre le scorte sono salite dopo l’elezione di Trump, il cosiddetto “Trump rally” il 21 marzo, ha preso una picchiata, che si è verificato per i titoli (finora) il giorno peggiore dell’anno.

Il mercato deve ancora riprendersi, con gli stock che continuano ad avere complessivamente uno scarso rendimento – scintille preoccupanti da parte degli investitori e anche dei grandi banchieri di vecchia data, in quanto gli investitori hanno ritirato dagli Stati Uniti stock di 14,5 miliardi di dollari in una settimana.

Le cose sono andate sempre peggio dopo l’ultima riunione della Federal Open Market Committee (FOMC), in cui la Federal Reserve ha annunciato che si è concentrata su ciò che si stava sgonfiando, “alcuni membri” del FOMC l’avevano chiamata una bolla azionaria, inoltre avvertono che i prezzi delle azioni sono troppo gonfiati.

La bolla è stata conosciuta per anni, In particolare la Federal Reserve che stampava denaro, “quantitative easing”, ha pompato i prezzi delle azioni e ha portato i mercati nella più grande bolla della storia – quella che si concluderà non appena la bolla scoppierà.

La risposta negativa del settore finanziario è stata immediata.

Martedì scorso, Jamie Dimon – amministratore delegato della banca di JP Morgan Chase – nella sua lettera annuale agli azionisti ha detto che “qualcosa non va” con l’economia degli Stati Uniti.

Il giorno dopo, Mark Cudmore, ex trader FX di Bloomberg, ha dichiarato che,

“E’ ormai una questione non di come ma di quando, i mercati si suddivideranno in una vera e propria ondata di avversione al rischio. Per quanto riguarda i tempi, stiamo discutendo di ore piuttosto che di settimane.”

Quello che sta succedendo è molto vicino alla rottura, verso il basso, Trump ha bisogno di agire rapidamente per stimolare la crescita economica, per timore che la massiccia bolla (crisi creata nel 2008 dalla Federal Reserve), infine, esploda e l’intera economia sbandi andando fuori controllo.

Considerando la dipendenza degli Stati Uniti sulla guerra per la crescita economica, è quindi conveniente che Trump e la sua amministrazione stiano già improntando una nuova guerra non solo contro la Siria, ma anche l’Iran, la Russia e chiunque altro scelgano di indirizzarla.

Trump dovrà scegliere tra il fare “di nuovo grande” l’economia americana con la guerra permanente o attuare le sue promesse di campagna anti-interventiste – non può avere entrambe le cose. Ma le azioni che lui e la sua amministrazione hanno preso finora indicano che la scelta è già stata fatta …

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da 

Ecco chi controlla e ha in mano il debito americano

LINK 

Daniele Ganser: Le vere cause della guerra in Siria.
(Video sottotitolato in lingua italiana)


Distruggere la sovranità della Siria
(Video sottotitolato in lingua italiana)

Riunione di emergenza del consiglio ONU
Dal minuto 5:30 al minuto 20:00,
l’intervento del rappresentante della Bolivia
(in lingua spagnola comprensibilissima)

La sussunzione dell’individuo attraverso la scuola e il denaro

Scuola: serva del sistema e dei potenti

Posted by Federica 

Scuola: Iniziamo con la dichiarazione dell’attore Matt Damon che nel 2015 dichiaro’: “Le scuole pubbliche si stanno convertendo velocemente in centri di indottrinamento”. 

Nel video che segue viene spiegato come funzionano le istituzioni scolastiche e di come queste ci programmino fin dall’infanzia.

La scuola è al servizio del sistema; il suo unico scopo è renderci schiavi mansueti ed obbedienti, privandoci di quella libertà che ci spetta per diritto.

Nota mia:  Interessanti gli ultimi cinque minuti da: 10:54 a 16:00

 http://www.libertadiparola.com/scuola-sistema-controllo/

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Il cartone animato più censurato dal web!

Posted by Federica  

Come mai un cartone animato continua ad essere censurato da internet?

Ecco il cartone che spiega in modo chiaro la storia che ci ha portato ad essere schiavi delle banche e di tutto quello che c’è dietro.

Siamo ancora sicuri di vivere in un paese libero?

http://www.libertadiparola.com/cartoni-animati-censura-web/

La “sintassi” dei valori dominanti

L’insidioso dualismo

I valori dominanti di una cultura tendono a sostenere e a perpetuare ciò che viene premiato da tale cultura e in una società dove è successo e, lo status si misura con la ricchezza materiale e non in contributo sociale, è facile capire perché lo status del mondo è quello che è. 

Si tratta di una distorsione del sistema di valori completamente snaturati dove la priorità della salute personale, sociale è diventata secondaria rispetto all’idea disastrosa di ricchezza artificiale e di crescita illimitata. 

E’ come un virus, questo disturbo permea ogni aspetto del governo, dei media, del divertimento e persino del mondo accademico e insiti nella sua struttura, ci sono dei meccanismi di protezione da tutto ciò che potrebbe interferire. 

I seguaci della religione del mercato monetario, i guardiani autoproclamati dello status quo, sono costantemente alla ricerca di modi per evitare ogni forma di pensiero che potrebbe interferire con il loro credo; il più comune è quello delle dualità proiettate. 

Se non sei un repubblicano, devi essere un democratico, se no sei un cristiano, sarai un satanista e, se pensi che la società possa essere molto migliorata, migliorata fino a considerare di prendersi cura di tutti, sei soltanto un utopista. 

Il dualismo più insidioso è: se non sei per il libero mercato devi essere contro la libertà stessa. 

Ogni volta che senti la parola libertà, ingerenza di governo dette da qualche parte, vogliono dire che ciò blocca la massimizzazione della rendita finanziaria per i detentori del denaro, tutto qua, e ci butterano dentro in un: abbiamo bisogno di più beni per la gente o questa è libertà contro tirannia e così via, ogni volta che la senti puoi decifrarla così e penso che troverai una correlazione uno a uno, ogni volta che la usano. 

Questa in un certo senso potremo chiamarla sintassi, una sintassi che governa comprensioni e valori e, se li governa oltre la loro stessa consapevolezza, così potranno dire: oh, ma io intendevo quello, ma di fatto è ciò che intendono. E’ come parlare secondo grammatica, hanno regole grammaticali senza rendersi conto quali siano. 

E così, come quella che chiamo sintassi dei valori dominanti al di sotto del fenomeno, quindi ogni volta che dicono ingerenza di governo, mancanza di libertà, progresso o sviluppo, tu puoi decodificarle per farle tornare quel significato. 

Ovviamente quando senti la parola libertà, di solito, è insieme alla parola democrazia, è curioso di come oggi le persone sembrino credere di avere realmente un’importante influenza sull’operato dei loro governi, dimenticando che per sua natura il nostro sistema mette tutto in vendita; l’unico voto che conta è quello monetario e non importa quanto gli attivisti protestino su etica e responsabilità. Sul sistema mercato ogni politica, ogni legislazione che consenta ogni governo, è in vendita. 

Ci sono stati salvataggi delle banche da ventimila-miliardi di dollari a partire dal 2007, è una quantità di denaro che avrebbe potuto convertire l’infrastruttura energetica globale a metodi interamente rinnovabili, è andata invece a istituzioni che non fanno niente per aiutare la società, istituzioni che potrebbero essere eliminate domani senza conseguenze. 

Eppure, la cieca convinzione che la politica e i politici, insistano per il benessere comune ancora perdura. Il fatto è che la politica è un affare non diverso dagli altri nel sistema di mercato e questi perseguono innanzitutto il loro interesse.

Spezzone di video trascritto da 2:13:14 a 2:19:37

Tratto da: [FILM COMPLETO] CENSURATO DA TUTTE LE TV ITALIANE!

Dal web …

Scritto da Zret  26 settembre, 2016

Decomposizione

Qualcuno ha scritto ”Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. E’ un consiglio quanto mai inattuale, visto che oggigiorno la stragrande maggioranza degli uomini non vuole alcun cambiamento, anzi moltissimi sono non soddisfatti, ma entusiasti del mondo orribile che è stato costruito. Segue QUI

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28 settembre 2016 Traduzione by NoGeoingegneria 

Ecologisti, per favore sganciatevi dal racket bipolare del Cambiamento climatico!

Il miglior esempio di (…) grossolanità neoliberale è, senza dubbio, il dibattito su come affrontare il cambiamento climatico. I progressisti si sono buttati subito sulla questione argomentando che, se qualcosa si deve fare, questo deve prendere la forma della creazione di un semi-mercato per le esternalità negative (uno schema di scambio per le emissioni), poiché solo i mercati “sanno” quale prezzo assegnare in modo giusto alle cose buone e a quelle cattive.” (Yanis Varoufakis) Segue QUI

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di LIBRE Scritto il 28/9/16 
Non esistono multinazionali innocenti, ricattano il mondo

La Apple ha rubato 13 miliardi di tasse ai cittadini europei secondo la Commissione Ue, ma è solo la punta dell’iceberg. Tutte le multinazionali hanno come ragione sociale l’elusione e l’evasione dalle leggi e dal rispetto dei diritti sociali e delle norme ambientali, esistono precisamente per questo scopo. E tutti i governi che praticano il libero mercato sono con esse complici. Il governo irlandese è sotto accusa perché non faceva pagare tasse solo alla Apple. Se avesse esteso a tutte le aziende il trattamento di favore riservato a quella della Mela, e ricordiamo che la tasse sui profitti in quel paese sono già abbassate ad un ridicolo 12,5%, se tutte le imprese in Irlanda fossero state fisco esenti, la Ue non avrebbe potuto dire nulla. Come non dice nulla sul trasferimento della sede Fca in Olanda e su tanti altri casi simili. Ogni paese Ue può essere un paradiso fiscale per ricchi e multinazionali, purché non faccia favoritismi, il privilegio deve essere uguale per tutti. Per questo il Lussemburgo dell’attuale presidente della Commissione, Juncker, è sotto accusa. Segue QUI

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Maurizio Blondet 28 settembre 2016
CHI HA FAVORITO LA STAMPANTE DI DRAGHI? INDOVINATE….

Sono diciotto mesi che la BCE “crea denaro”, e niente: né rilancio dell’economia, né crescita del credito, né l’auspicato aumento dell’inflazione, che in questa fase è necessario perché l’inflazione è come il lubrificante nel motore. Diciotto mesi di interessi negativi sui depositi, acquisto a manetta di titoli di debito pubblico e privato, rifinanziamento a lungo termine di banche, e la ripresa economica non c’è. O, diciamo, è timida, ineguale (l’Italia resta a zero), insufficiente e imperfetta.  Segue QUI

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di Nino Galloni settembre 28 2016

PONTE, RICATTI E RICOTTE 

L’uscita di Renzi sul Ponte sullo Stretto ha sollevato una rissa di commenti a proposito e a sproposito che sarebbe troppo penoso tentare di riassumere qui.
Tuttavia occorrerebbe almeno soffermarsi su due espressioni del Presidente che mal ne celano i messaggi. Egli infatti ha parlato di Napoli Palermo e di Calabria (da liberare dal suo isolamento).
Perché Napoli Palermo e non Torino Trapani? O, meglio, Pechino Tunisi via Mosca Mazara del Vallo come negli studi dell’Enea, di valenti studiosi, dei seguaci di Lyndon LaRouche? Segue QUI

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di Michele Rallo
Posted on settembre 26, 2016 by il discrimine

Renzi contro l’Europa? Come diceva Totò: “Ma mi faccia il piacere!”

Poveretto, dev’essere proprio allo sbando. Evidentemente i sondaggi per il referendum (quelli veri, quelli che affluiscono al ministero degli Interni) devono essere disastrosi. Disastrosi per lui, s’intende.

Non è servita la militarizzazione della RAI (oramai ridotta ad un megafono della propaganda governativa), non è servita la nuova campagna – inventata di sana pianta – sulle tasse che scendono, non è servito lo scandaloso “aiutino” dell’ambasciatore americano, non è servito nemmeno il servizievole impegno del presidente di Confindustria, giunto al punto di sconfessare praticamente le previsioni (realistiche) del proprio Centro Studi a pro di quelle (fantasiose) del Governo. Segue QUI

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TOPICS:2030 Agenda September 28, 2016

Forget Agenda 21: UN’s 2030 Agenda Will “Transform the World”

By Daisy Luther 

If you think Agenda 21 was bad, you ain’t seen nothing yet. Wait until you learn what the creepily utopian 2030 Agenda has in store for us all.

Once again Germany has stepped forward with their ideas of how to speed up the arrival of a one-world government.

While all eyes were on Obama and his creepily NWO speech, the German Foreign Minister Frank-Walter Steinmeier gave an address which went largely un-noticed. It was a lengthy speech – you can read his entire address here – but these are some takeaway points: Follows HERE

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Daisy Luther
Tuesday, 27 September 2016 00:25

Deutsche Bank Is Going Under: The Real Reason Germans Were Told To Prepare For A National Crisis? 

This article was written by Daisy Luther and originally published at DaisyLuther.com

There is a very real possibility that Deutsche Bank is going down.

If the most prominent bank in Germany fails, the effect on Europe will be profound, and I don’t think the United States will escape the effects. The ripples will turn into a tsunami as they travel across the Atlantic. Already, the bank’s troubles have stressed the American stock market.

Angela Merkel has stated that Deutsche Bank will not be getting a bailout from the European Central Bank – the lender of last resort for European banks.

The Department of Justice recently issued a $14 billion fine to the bank to settle a mortgage-backed securities probe…and the bank has no intention of paying. Follows HERE  (Also read the comments, very interesting)