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L’Ossimoro della decrescita felice

 Il lavoro da casa aiuta l’ambiente
La Decrescita Possibile – Su cosa dovremo “Decrescere”
di Fabio Pipinato 
La “decrescita felice” è una sorta di ossimoro in quanto,
la felicità viene sempre contrabbandata con la crescita, e l’infelicità con la decrescita.
Per certi versi è così basta vedere la crisi del ’29 con famiglie sul lastrico o a quella più recente del 2008 con il fallimento della Lehman Brothers che causò milioni di licenziamenti, sfratti, fallimenti, una paralisi dell’economia e tanta disperazione.

Questo articolo analizzerà su cosa dovremmo “decrescere” e il prossimo articolo si concentrerà su cosa dovremmo invece “crescere”.

Naturalmente sono solo alcuni punti rubati dal web che potrebbero essere dai lettori addizionati o moltiplicati.
Buona lettura…
Energia

In casa consumiamo:

  1. Fuori casa, in hotel o B&B
  2. In ufficio
  3. Una famiglia di 3 persone consuma a casa 3, mentre un ufficio di 10 impiegati 50. Se siamo impiegati di un’assicurazione che, secondo Jacopo Fo, dovrebbe stare più che attenta a come si spendono le risorse, 6, e se lavoriamo in banca, 7.
Gli impiegati di banca costretti a temperature tropicali d’inverno e glaciali d’estate appena tornano a casa consumano 1.
Insomma, il lavoro da casa, aiuta l’ambiente.
Armi
I 131 bombardieri F35 acquistati dall’Italia dagli USA, descritti da Rocco Buttiglione come la madre di tutte le tangenti costano circa 15 mld di Euro.
Solo Mario Monti riuscì, a budget invariato, a farli diminuire a 91 unità.
Ma il problema non sono solo i caccia ma le armi d’uso comune come fucili e pistole che rendono sempre più insicuro il nostro Paese mentre le armi esportate nei Paesi dittatoriali e non solo rendono insicuri i paesi oltremare.
Ne consegue che ad ogni export corrisponda un proporzionale import di migranti che fuggono da quelle terre.
Come sortire dal “progresso scorsoio” descritto da Andrea Zanzotto?
Carne

Mangiare troppa carne fa male all’ambiente e al clima.

Con il 14,5% delle emissioni totali di gas serra, infatti, il settore zootecnico è una delle principali fonti di emissione di gas climalteranti. Un terzo delle terre coltivate in tutto il mondo serve a produrre un miliardo di tonnellate di mangime, soprattutto attraverso monocolture di soia e mais, destinate agli allevamenti intensivi.
Il 23% dell’acqua dolce disponibile sul Pianeta viene usato per l’allevamento. E servono 15.500 litri di acqua per produrre un chilo di carne di manzo.
Per Slow Food non si dovrebbe mangiare più di 500 grammi di carne a settimana per un totale di 30 kg di carne l’anno. Gli europei ne mangiano in media 74 kg, gli statunitensi arrivano a 125 kg l’anno.
Ciò significa che se la nonna prepara il cappone a Natale è maleducato rimproverarla mentre potremmo volerci un po’ più bene durante l’anno perché oltre a far male all’ambiente e al clima ne va anche della nostra salute.
A.A.A. – Auto, Aereo, Allarme clima

A Copenaghen,

negli anni ’70 c’erano 350 mila automobili e 100 mila velocipedi, e la crisi petrolifera portò in piazza i ciclisti a chiedere più spazio e più sicurezza.
Nel 2017 nel centro di Copenaghen circolavano in media 250 mila vetture e 260 mila biciclette.
Ma il sorpasso non bastò.
Il Sindaco ora vuole/pretende una città ad inquinamento 0 per il 2020.
Aereo

Per i voli interni italiani si consiglia “meno aereo e più treno”.

Un esempio è la tratta Milano-Roma, per cui il treno è la soluzione più rapida e sostenibile:
il viaggio dura 1 ora e 06 minuti in meno rispetto all’aereo, l’anidride carbonica risparmiata è 89,3 kg, mentre la quantità risparmiata di benzina è di 33,5 litri.
Una convenienza simile è stata riscontrata per il viaggio in treno da Milano a Zurigo:
si guadagnano 15 minuti rispetto a un viaggio in aereo, mentre si consumano anche 102,2 kg di CO2 e 39,8 litri di benzina in meno.
E-commerce

Lo shopping on line, senza relazioni di piazza, è di una tristezza infinita.
Non solo. L’impatto ambientale è impressionante.
Secondo Gabanelli nell’ultimo anno 22 milioni di italiani hanno comprato scarpe, cellulari, frullatori, libri e cibo per cani rimanendo seduti sul divano:
clicchi, paghi e in pochi giorni il prodotto è recapitato in casa…
In Italia nel 2017 si stima siano stati fatti 150 milioni di ordini, che vuol dire 150 milioni di pacchi spediti, e altrettanti citofoni suonati. Quando lo stesso prodotto è in vendita nel negozio vicino a casa, comprarlo lì.
Eviteremo di vederlo chiudere e sostituito con una sala giochi.
Fumo

Droghe o alcol. La gara su chi fa più male non mi appassiona.

Detto ciò la scienza afferma che l’alcol è la sostanza psicotropa che miete più vittime in termini di dipendenza, rispetto a fumo, droghe sintetiche e cocaina.
Le cifre sono spaventose.
In un decennio sono morte 435.000 persone per malattie alcol correlate.
Ma il dato più impressionante è che la metà dei minorenni (54%), per l’Eurispes, ha acquistato alcolici nonostante una legge che lo vieti espressamente.
A condannare l’alcol non si giustificano le droghe e tantomeno quelle leggere che alimenta un mercato criminale da 14 mld. di Euro.
Slot Machine

Queste creano dipendenza e povertà.

Queste macchinette infernali sono distribuite capillarmente in quanto fanno guadagnare mafie e Stato. Creano un introito di 86 miliardi di Euro, (di cui 10 miliardi derivanti dal gioco illegale).
Parliamo della terza impresa del Paese con circa 1.260 Euro di spesa pro capite e una struttura fondata su 400mila slot machine che invadono le città, una ogni 150 abitanti.
Lo Stato ci guadagna molto e si limita a metter il cartello:
“gioca con moderazione”…
A riguardo, alcuni esercenti hanno fatto la scelta etica di farne a meno nonostante significativi guadagni.
I consumatori consapevoli dovrebbero premiare in primis chi rinuncia a questo business rovinafamiglie

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

®wld

Finché c’è Guerra c’è Speranza

«L’arte della guerra» 

In Italia la più grande polveriera Usa

di Manlio Dinucci 

Alla fine della seconda guerra mondiale le truppe alleate occuparono il continente europeo. Francia e Russia le hanno ritirate, Stati Uniti e Regno Unito invece continuano a mantenere parte delle loro forze armate in Europa. In previsione di una guerra mondiale contro Cina e Russia, il Pentagono utilizza da un anno le numerose basi statunitensi in Italia per incrementare in modo massiccio lo stoccaggio di armi in Europa, bombe atomiche incluse. 

Rete Voltaire | Roma (Italia) | 11 settembre 2018

Fonte video: PandoraTV

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Lewis Eisenberg era il presidente del Porto di New York che vendette il World Trade Center appena prima degli attentati dell’11 Settembre per renderne possibile l’organizzazione. Eisenberg è oggi ambasciatore degli Stati Uniti a Roma e sta trasformando la penisola in un arsenale USA. 

L’8 agosto ha fatto scalo nel porto di Livorno la Liberty Passion (Passione per la Libertà) e il 2 settembre la Liberty Promise (Promessa di Libertà), che saranno seguite il 9 ottobre dalla Liberty Pride (Orgoglio di Libertà). Le tre navi ritorneranno quindi a Livorno, in successione, il 10 novembre, il 15 dicembre e il 12 gennaio. 

Sono enormi navi Ro/Ro, lunghe 200 metri e con 12 ponti, capaci ciascuna di trasportare 6500 automobili. Non trasportano però automobili, ma carrarmati. Fanno parte di una flotta statunitense di 63 navi appartenenti a compagnie private che, per conto del Pentagono, trasportano in continuazione armi in un circuito mondiale tra i porti statunitensi, mediterranei, mediorientali e asiatici. 

Il principale scalo mediterraneo è Livorno, perché il suo porto è collegato alla limitrofa base statunitense di Camp Darby. Quale sia l’importanza della base lo ha ricordato il colonnello Erik Berdy, comandante della guarnigione in Italia dello Us Army, in una recente visita al quotidiano «La Nazione» di Firenze. 

La base logistica, situata tra Pisa e Livorno, costituisce il più grande arsenale Usa fuori dalla madrepatria. Il colonnello non ha specificato quale sia il contenuto dei 125 bunker di Camp Darby. Esso può essere stimato in oltre un milione di proiettili di artiglieria, bombe per aerei e missili, cui si aggiungono migliaia di carrarmati, veicoli e altri materiali militari. Non si può escludere che nella base vi siano state, vi siano o possano esservi in futuro anche bombe nucleari. 

Camp Darby — ha sottolineato il colonnello — svolge un ruolo chiave, rifornendo le forze terrestri e aree statunitensi in tempi molto più brevi di quanto occorrerebbe se venissero rifornite direttamente dagli Usa. La base ha fornito la maggior parte delle armi per le guerre contro l’Iraq, la Jugoslavia, la Libia e l’Afghanistan. Dal marzo 2017, con le grandi navi che mensilmente fanno scalo a Livorno, le armi di Camp Darby vengono trasportate in continuazione nei porti di Aqaba in Giordania, Gedda in Arabia Saudita e altri scali mediorientali per essere usate dalle forze statunitesi e alleate nelle guerre in Siria, Iraq e Yemen. 

Nel suo viaggio inaugurale la Liberty Passion ha sbarcato ad Aqaba, nell’aprile 2017, 250 veicoli militari e altri materiali. Tra le armi che ogni mese vengono trasportate via mare da Camp Darby a Gedda, vi sono certamente anche bombe Usa per aereo che l’aviazione saudita impiega (come risulta da prove fotografiche) per fare strage di civili nello Yemen. Vi sono inoltre seri indizi che, nel collegamento mensile tra Livorno e Gedda, le grandi navi trasportino anche bombe per aereo fornite dalla Rwm Italia di Domusnovas (Sardegna) all’Arabia Saudita per la guerra nello Yemen. 

In seguito all’accresciuto transito di armi da Camp Darby, non basta più il collegamento via canale e via strada della base col porto di Livorno e l’aeroporto di Pisa. È stata quindi decisa una massiccia riorganizzazione delle infrastrutture (confermata dal colonnello Berdy), comprendente una nuova ferrovia. Il piano comporta l’abbattimento di 1000 alberi in un’area protetta, ma è già stato approvato dalle autorità italiane. Tutto questo non basta. 

Il presidente del Consiglio regionale toscano Giani (Pd), ricevendo il colonnello Berdy, si è impegnato a promuovere «l’integrazione tra la base militare Usa di Camp Darby e la comunità circostante». Posizione sostanzialmente condivisa dal sindaco di Pisa Conti (Lega) e da quello di Livorno Nogarin (M5S). Quest’ultimo, ricevendo il colonnello Berdy e poi l’ambasciatore Usa Eisenberg, ha issato sul Comune la bandiera a stelle e strisce. 

L’Astra Brahmashirsha il gigantesco messaggero di morte

Antiche e potenti armi nucleari?
Descritte in antichi testi millenari

I testi antichi descrivono le armi potenti che gli dèi usavano sulla Terra migliaia, persino forse decine di migliaia di anni fa. “… Una colonna incandescente di fumo e di fiamma, luminosa più di dieci mila soli, si alzò in tutto il suo splendore. Era un’arma sconosciuta e un fulmine di ferro, un gigantesco messaggero di morte, che ridusse in cenere l’intera razza … “

E se le civiltà antiche avessero interpretato erroneamente i visitatori alieni come “dei”?

Quando diamo un’occhiata alla storia e leggiamo attraverso gli innumerevoli testi antichi lasciati da civiltà diverse in tutto il pianeta, notiamo una grande quantità di informazioni, che menzionano gli dei – che discendevano dal cielo – portando armi potenti sulla Terra, cose che gli antichi non avevano mai visto prima.

Ma queste “antiche armi” sono solo forse parte del folklore e dei miti? Che cosa accadrebbe se questi testi antichi non le descrivessero come mito e leggende, ma le armi reali, portate da civiltà straniere avanzate che furono interpretati come dèi?

Curiosamente, un recente studio – intitolato “Specie Indigene Tecnologiche” presentato da Jason Wright, assistente di astrofisica e astronomia della Pennsylvania State University, suggerisce che il nostro pianeta e altri corpi celesti nel nostro sistema solare siano stati abitati, nel lontano Passato da stranieri antichi. Il professor Wright suggerisce che le descrizioni tecniche extraterrestri potrebbero essere estremamente vecchie, limitando i luoghi che potrebbero ancora essere trovati sotto le superfici di Marte e la Luna, o nel sistema solare esterno.

Se diamo un’occhiata alla mitologia antica greca e indù, le armi degli dei sono degli attrezzi profondamente mortali capaci di incenerire dei nemici e di sottomettere intere civiltà.

L’attrezzo creato dall’antico Dio Hindu Vishnu era il Narayanastra – l’arma personale del Signore Vishnu.

Questa Astra (“arma” in sanscrito) a sua volta spara una potente quantità di missili mortali contemporaneamente. L’intensità della portata aumenta con un aumento della resistenza. L’unico modo di difendersi verso questo missile è quello di mostrarsi totalmente remissivi prima che i missili colpiscano. Questo a sua volta, farà sì che questa arma si arresti risparmiando l’obiettivo.

È interessante notare che se questa arma venisse utilizzata SOLO due volte invece di una, potrebbe allora distruggere entrambi gli eserciti.

Forgiata dal Signore Brahma era il Brahmastra. Questa arma feroce è descritta in un certo numero di purana – un vasto genere di letteratura indiana su una vasta gamma di argomenti – come arma molto distruttiva. Si dice che quando il Brahmastra veniva usato, non c’era né un contrattacco né una difesa che potesse fermarlo.

Il Brahmastra non ha mai perso la sua efficacia e veniva utilizzato con un intento molto specifico contro un nemico o un esercito individuale, in quanto il bersaglio era sottoposto a una distruzione completa.

Tuttavia, forse il dettaglio più importante del Brahmastra era il suo danno collaterale. Secondo i testi antichi, la terra in cui l’arma fu usata, tutta la vita dentro e intorno a essa esistita, diventava BARRATA. Gli uomini e la donna esposti ad essa sono diventati infertili. Dopo l’uso dell’arma, le piogge diminuirono e sulla terra crebbero fessure.

Infatti, il Brahmastra è menzionato negli epici e nei Veda come arma di ultima istanza e non è mai stata usata per combattere.

Nell’antico Mahabharata, si dice che questa arma sia un singolo proiettile carico di tutto il potere dell’universo.

L’evoluzione di questa arma terrificante è l’Astra Brahmashirsha. Si dice che l’astra di Brahmashirsha sia quattro volte più forte del Brahmastra. Nel Mahabharata, si spiega che quando questa arma fu evocata e usata ci sarebbero state fiamme, tuoni e la caduta di mille meteoriti, accompagnati da un gran frastuono e tremolio della terra.

Un’altra arma terribile – che ha lasciato scenari apocalittici – era il Pashupatastra. Pashupatastra è l’arma più distruttiva, potente e irresistibile di tutte le armi menzionate nella mitologia indù. Si dice che questa terribile arma antica sia in grado di distruggere ogni forma di vita.

Una narrazione dalla traduzione di Kisari Mohan Ganguli di Mahabharata riguardo al potere di Pashupatastra:

O tu delle braccia potenti, quell’arma (Pashupatastra) è superiore al Brahma, alla Narayana, all’Indra, all’Agneya e alle armi Varuna. In verità, è in grado di neutralizzare ogni altra arma dell’universo. Fu con quell’arma in tempi antichi che l’illustre Mahadeva aveva bruciato e consumato in un momento la tripla città delle Asura. Con la massima facilità, Mahadeva, usando quella singola freccia, ha raggiunto tale obiettivo. Quell’arma, sparata dalle braccia di Mahadeva, può, senza dubbio, consumare in metà del tempo, con l’innesco di uno scintillio degli occhi, tutto l’universo con tutte le sue creature mobili e immobili. Nell’universo non esiste nessuno che non possa essere ucciso da quell’arma compreso anche le divinità, incapaci di salvarsi.

Guardando la versione tradotta del Mahabharata, molti sono d’accordo che evidentemente descrive di come gli ‘Dei’ usavano armi avanzate sulla Terra decine di migliaia di anni fa. Gli eventi catastrofici che hanno scosso i continenti sono descritti nel modo seguente:

Gurkha, battendo un rapido e potente Vimana, ha lanciato un singolo proiettile carico di tutto il potere dell’Universo. Una colonna incandescente di fumo e di fiamma, luminosa di diecimila soli, si alzò in tutto il suo splendore. Era un’arma sconosciuta e un fulmine di ferro, un messaggero gigantesco di morte, che ridusse in cenere l’intera razza dei Vrishnis e degli Andhakas.

I cadaveri erano così bruciati da essere irriconoscibili. I capelli e le unghie caddero. La ceramica si è rotta senza alcuna causa apparente e gli uccelli sono diventati bianchi. Dopo poche ore, tutte le fonti alimentari sono state infettate …, per sfuggire a questo fuoco; I soldati si gettarono in torrenti per lavare se stessi e tutte le loro attrezzature.

Dopo aver letto quanto sopra, non si nota una somiglianza con le armi che abbiamo oggi? È come se la storia si ripetesse. Questi antichi testi indù descrivono ciò che oggi può essere interpretato come la bomba nucleare.

Le terribili conseguenze descritte dall’uso di armi antiche quali Brahmashirsha Astra, Pashupatastra e Brahmastra sono estremamente simili a quelle dopo la detonazione di una bomba nucleare. Ci sono scienziati che stimano che se ci fosse una guerra nucleare che causi 100 esplosioni nucleari come quelle di Hiroshima sulle città, potrebbero significativamente causare una  perdita di vite in decine di milioni dai soli effetti climatici a lungo termine. L’ipotesi climatologica è che se ogni città avesse un fuoco causato da una esplosione, un’enorme quantità di fuliggine potrebbe essere gettata nell’atmosfera che potrebbe ricoprire la terra, tagliando la luce solare per anni e provocando la rottura delle catene alimentari, in quello che si chiama un inverno nucleare.

Cosa succederebbe se … gli antichi non avessero descritto leggende e miti quando parlavano della Brahmashirsha Astra, del Pashupatastra e del Brahmastra, ma di armi reali portate sulla Terra dagli Dei, che avrebbero potuto essere carne e sangue alieno?

Manoscritto illustrazione della battaglia di Kurukshetra
Credito immagine: WikimediaCommons. 

Chiediti, quali sono le definizioni di “Dio” e quelle di un alieno? Nessuno può dire che questi due termini non possono essere combinati o che un significato simile non li definisca.

Fermiamo l’immagine per un secondo, come se fossimo dei viaggiatori di oggi nell’antico Egitto di 2000-3000 anni fa, arrivando in aerei jet, elicotteri, e con le nostre tavolette, smartphone e armi potenti.

Come interpreterebbero quelle antiche persone in Egitto? Ci considererebbero come uomini comuni?

Credo che ci farà distinguere dal resto, dandoci una nozione di potere, semplicemente perché gli antichi umani allora non avrebbero riconosciuto la nostra tecnologia, non lo avrebbero capito, quindi è molto probabile che gli antichi popoli ci avrebbero categorizzato Come “Dei” che venivano a visitarli dal cielo, in un volare di uccelli con ali scintillanti, producendo fumo, fuoco e rumore estremo durante l’atterraggio … Molto come le descrizioni degli dèi antichi in Mesoamerica e in Asia, quando i serpenti o i Dragoni piumati arrivarono dalle stelle, Creando caos e danni nell’atterraggio.

Curiosamente, il ricercatore scientifico del progetto di Manhattan, il Dott. J. Robert Oppenheimer, che apparentemente aveva familiarità con gli scritti antichi sanscriti sapeva che avevano avuto esplosioni atomiche nel passato lontano sulla Terra.

In un’intervista condotta dopo aver visto il primo test atomico, ha citato la Bhagavad Gita:

“Ora sono diventata la morte, il distruttore dei mondi. Suppongo che tutti ci siamo sentiti così.”

Inoltre, quando uno studente ha chiesto al dottor Oppenheimer se il primo dispositivo nucleare è stato fatto in quel di Alamogordo. Durante il Progetto Manhattan, ha risposto … beh … sì. In tempi moderni, sì, naturalmente.

Ma dove sono le prove se tali armi esistevano nel lontano passato?

Nel Pakistan moderno, nelle vicinanze delle rive del fiume Indus, possiamo trovare uno dei siti archeologici più enigmatici della superficie del pianeta, che una volta apparteneva ad una delle più antiche civiltà del pianeta, la Valle dell’Indo Civiltà- Mohenjo-Daro.

Insieme a Harappa si trovano circa settanta chilometri più a nord-est, Mohenjo-Daro e Harappa sono due delle più antiche città appartenenti alla civiltà della Valle dell’Indo.

È interessante notare che, proprio come l’antica civiltà sumera, la Valle dell’Indo sembrava essere emersa improvvisamente, senza alcuna traccia di una precedente evoluzione prima dell’apparizione di Harappa e Mohenjo-Daro.

Ma se l’apparenza di una tale civiltà sorprendente rimane un mistero, la loro scomparsa è ancora più affascinante fu inizialmente attribuita all’arrivo di persone invasive di origine indoeuropea.

Curiosamente, gli esperti hanno trovato diversi resti scheletrici a Mohenjo Daro. Secondo gli esperti, la morte è arrivata molto rapidamente.

È interessante notare che esiste un cosiddetto epicentro di circa 45 metri di diametro al centro della città in cui il terreno e gli edifici sembrano essere cristallizzati come se fossero esposti ad una fonte di calore massiccia.

Negli edifici situati vicino al centro della città, i ricercatori hanno scoperto che i mattoni delle pareti che si affacciano verso l’esterno e che guardano lontano dall’epicentro sono anch’esse fuse.

Tuttavia, secondo i ricercatori, questo potrebbe essere stato raggiunto solo  esponendo gli edifici ad una temperatura di oltre 1500° C.

Che tipo di armi avrebbe potuto causare tali effetti devastanti sia alle persone che agli edifici circostanti?

È possibile e che, come alcune persone sostengano, Mohenjo-Daro sia stata davvero distrutta da un’esplosione nucleare.

http://www.ancient-code.com/

Traduzione e adattamento: https://ningizhzidda.blogspot.it/

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La legge di Sun Tzu

Sardegna: alla sbarra otto ex comandanti
che hanno guidato il Poligono di Quirra
Veleni Quirra, dopo 2 anni di stop riprende il processo: Comuni non saranno chiamati a risarcire  

di Monia Melis

Alla sbarra otto ex comandanti (generali e colonnelli) che hanno guidato il Poligono tra il 2001 e il 2012 con l’accusa di “omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri”. Emesso il decreto di citazione come responsabile civile per il ministero della Difesa. Ora in tanti chiedono indennizzi, ma soprattutto verità e responsabilità  

Fermi un lungo giro durato quasi due anni. Riprende il processo sui “veleni di Quirra”: al centro c’è il presunto inquinamento causato dalle esercitazioni militari e civili all’interno del Poligono interforze sperimentale del salto di Quirra, nella Sardegna sud-orientale. Qui, dagli anni cinquanta, gli eserciti europei e Nato hanno sperimentato armi, proiettili e missili da guerra sotto la regia della Difesa. Alla sbarra, ed è il primo caso nazionale, ci sono otto ex comandanti (generali e colonnelli) che hanno guidato il Poligono tra il 2001 e il 2012 con l’accusa di “omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri”. In sostanza non avrebbero fatto nulla per evitare “un persistente e grave disastro ambientale con enorme pericolo chimico e radioattivo per la salute”. A rischio allevamenti, pastori, abitanti e dipendenti militari e civili: chi viveva attorno alle aree ad “alta intensità militare” contaminate da sostanze tossiche tra cui il torio. I pascoli erano non solo confinanti ma all’interno del perimetro della base militare.  

Responsabilità civile:
solo della Difesa non dei Comuni 

Oggi la prima decisione del giudice monocratico del tribunale di Lanusei, Nicole Serra: i Comuni non compariranno come responsabili civili, pur avendo autorizzato il pascolo all’interno del poligono militare. Emesso, invece, il decreto di citazione come responsabile civile per il ministero della Difesa, già citato nella fase preliminare dell’inchiesta. Ora in tanti – allevatori soprattutto – chiedono indennizzi, ma soprattutto verità e responsabilità. Sullo sfondo la dismissione progressiva delle servitù militari in Sardegna – con un dibattito continuo tra Regione e governo – resta ancora un’incompiuta. Mentre a La Maddalena, nell’area tutelata da un Parco nazionale, si programma la modifica di un pontile per consentire l’attracco delle portaerei della Marina.  

Danno di immagine sì, risarcimento no  

Lo stop che ha sospeso di fatto il procedimento era arrivato a fine 2014 quando la Regione Sardegna aveva chiesto di essere ammessa come parte civile. Un passaggio che aveva sollevato una questione di legittimità costituzionale sulla richiesta di risarcimento per danno ambientale riservato, secondo il Testo unico ambientale, allo Stato. Da lì il rinvio alla Consulta che solo lo scorso giugno ha sciolto il dilemma e rigettato la questione: il risarcimento eventuale spetta solo al ministero dell’Ambiente e quindi allo Stato. Un risultato quasi scontato per molti legali che seguono la vicenda giudiziaria. Si riprende dunque dopo la sospensione – che ha congelato tutto, termini di prescrizione inclusi – in un clima e una tensione dell’opinione pubblica differente. L’inchiesta e il processo nel tempo avevano infatti scatenato reazioni opposte in Sardegna e diviso soprattutto i due paesi su cui cade la servitù: Perdasdefogu, all’interno, e Villaputzu, nella costa orientale. Tra chi denuncia le morti sospette di tumore e leucemia e chi difende la presenza dei militari in nome dell’economia del territorio e delle buste paga. In mezzo ci sono 12mila e 700 ettari di servitù oltre al tratto di mare in cui si sono sperimentati negli anni razzi terra aria e anticarro – anche i Milan francesi.  

L’inchiesta e il presidio  

L’inchiesta giudiziaria era stata aperta nel dicembre 2010 dall’allora procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, ora trasferito a Tempio Pausania. Tutto è partito dalle morti sospette per tumori e leucemie tra gli abitanti della minuscola frazione di Quirra, a ridosso del distaccamento a mare. L’incidenza più alta era tra i pastori come rivelò un’indagine sul campo dei veterinari della Asl. Ma le prime denunce non formali risalivano ad anni addietro, raccolte dai comitati popolari che censivano malformazioni e malattie della cosiddetta “sindrome di Quirra”. Tra i venti indagati della prima fase anche docenti universitari e tecnici accusati di omissioni, falso ideologico e altro, il rinvio a giudizio – invece – è arrivato solo per le alte sfere militari che hanno guidato il poligono nell’arco di dieci anni: Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi, Valter Mauloni, Carlo Landi, Paolo Ricci, Gianfranco Fois e Fulvio Ragazz. Decine le parti civili: 40 quelle ammesse, tra loro Comuni, parenti di civili e militari morti di leucemia o tumori, comitati e anche gli allevatori in protesta della Coldiretti. FONTE

Mariella Cao:
“Salto di Quirra, il poligono della morte”

FONTE: http://www.nogeoingegneria.com/news/sardegna-alla-sbarra-otto-ex-comandanti-che-hanno-guidato-il-poligono-di-quirra/

Questo per quello che riguarda la Sardegna, in Sicilia c’è il Mous:

“Numerosi esperti internazionali hanno documentato che i fasci emessi dalle parabole del MUOS costituiranno un serio pericolo per la salute delle popolazioni che vivono nei pressi delle infrastrutture militari e per la sicurezza del traffico aereo, civile e militare.” Continua a leggere QUI

QUANTE SONO LE BASI USA IN ITALIA?

“Solo per fare qualche esempio, nelle basi NATO di Aviano nel Friuli e Ghedi in Lombardia, sono presenti novanta testate atomiche e noi sappiamo che un referendum ha stabilito – nel nostro paese – la messa al bando dell’energia atomica per usi civili, figuriamoci per usi militari. Va precisato che le armi nucleari e i vettori custoditi in alcune basi sono nelle condizioni di portare distruzione anche oltre i confini italiani, in altre parole ben al di là di quei limiti che la Costituzione considera come “riferimento” per il concetto di difesa. Sono così violati gli articoli 11 (primo e secondo comma), l’articolo 78 e l’articolo 87 (nono comma), e ci troviamo di fronte ad una deroga al principio del ripudio della guerra ed alle prerogative del Parlamento ed alle procedure costituzionali previste per lo stato di guerra. Va detto in ogni caso, per onestà, che dopo la partecipazione diretta dell’Italia, intesa quest’ultima non come somma indistinta d’individui, bensì come espressione delle congreghe governative rappresentative dei poteri forti (talmente forti da essere totalmente “asserviti agli interessi” dei Padroni d’Oltre Oceano!), alla cosiddetta “Guerra del Kosovo”, essa, da un punto di vista istituzionale è già completamente compromessa, sporcata, infangata dal lordume guerrafondaio tipico d’ogni capitalismo che si rispetti.”  Leggi QUI il corposo articolo

“gli amanti dell’abuso e dell’assassinio.”

-Un altro dei “Mostri” del Nuovo Ordine Mondiale-

Tutti conoscono i nomi di alcuni delle più mostruose corporazioni criminali private che infestano il mondo. A tutte le persone che hanno una certa conoscenza vengono in mente rapidamente i nomi di:

Monsanto nel campo della geo ingegneria  

Blackwater (Academi), nel campo della “sicurezza privata” 

E’ evidente che quando parliamo di “sicurezza privata” ci riferiamo a “eserciti privati di mercenari”. 

Mentre, la maggior parte di voi ha sentito parlare di queste organizzazioni criminali nordamericane, la Blackwater o Academi, molta meno gente ha sentito parlare della società di sicurezza più grande al mondo:

la canadese GARDA

  Alcune settimane fa, degli studenti dell’Università del Québec di Montreal (UQAM) hanno interrotto una riunione del Consiglio dopo aver saputo che gli amministratori pianificavano la firma di un contratto di sette anni e di un valore di 50 milioni di dollari con il gigante della sicurezza privata GardaWorld.

Stephan Cretier

Questi giovani manifestanti si sono dimostrati fastidiosi con l’amministrazione dell’Università che hanno cercato di espellere i capi studenteschi “molesti” e aumentato le misure di sicurezza in un campus che si è caratterizzato per la sua attività politica.

La più grande impresa di sicurezza privata del mondo, Garda, è del tutto disposta a reprimere i capi universitari, delle imprese e politici.

Di fatto, il presidente esecutivo di questa impresa di Montreal, Stephan Cretier, ha definito gli scioperi e le manifestazioni degli studenti del Québec del 2012, come “positive” per gli affari.

“Naturalmente, quando ci sono disordini da qualche parte, come le elezioni egiziane o qui in Québec, o quando avviene uno sciopero violento dei lavoratori, sfortunatamente o in genere, tutto questo è un bene per i nostri affari”.

Un profilo del 2014 della Web Canadian Business, descrive gli affari di Garda come:

“affitto di bande di uomini armati per proteggere i clienti che lavorano in alcuni dei posti più pericolosi della Terra.”

Garda opera in:

Irak
Afganistan
Colombia
Pakistan
Nigeria
Algeria
Yemen
Somalia
Libia,

…e altri posti ancora. 

Creata nel 1995, l’invasione in Irak e in Afganistan della decade 2000, ha permesso la crescita internazionale di Garda.

Ricevendo finanziamenti dal fondo delle pensioni della Cassa di deposito del Québec, Garda è arrivata ad avere nel 2007 circa 5.000 impiegati che lavorano solo in quella regione. (Nel 2015, Garda aveva un totale di 85.000 impiegati in tutto il mondo).

Mentre la militarizzazione statunitense aumenta i suoi guadagni ma ha una brutta immagine, la compagnia canadese è riuscita a sviare le critiche facendosi scudo con un’identità canadese apparentemente nobile.

Quando furono sequestri quattro impiegati di Garda(e poi assassinati) nel 2007, il capo della società sostenne che i suoi soldati privati in Irak:

percepiti in maniera diversa dagli americani visto che sono una società canadese”.

Naturalmente non disse nulla riguardo agli Iracheni uccisi dai suoi mercenari, se si erano sentiti meno aggrediti sapendo che le pallottole che li ferirono o li uccisero provenivano dall’impiegato di una società canadese.

Garda si vide coinvolta alla controversia in Afganistan.

Nel 2012 due dei suoi impiegati britannici furono catturati con dozzine di fucili AK-47 senza licenza e furono incarcerati per tre mesi, mentre due anni più tardi, il capo delle operazioni di Garda in Afganistan, Daniel Ménard, fu incarcerato per tre settimane per imputazioni militari.

Comandante delle forze canadesi in Afganistan tra il 2009 e il 2010, Ménard lasciò l’esercito dopo essere stato sottoposto a corte marziale per aver sparato senza prudenza la sua pistola e per aver mantenuto relazioni sessuali con un suo subordinato.

Nel 2013 Garda ha portato avanti delle operazioni in Nigeria per dare “appoggio logistico” alle società petrolifere internazionali che avevano subito attacchi politici e criminali.


In quell’anno Garda affittò anche una villa a Mogadiscio, in Somalia, per ospitare e proteggere i fornitori di energia e i lavoratori internazionali per lo sviluppo e poterli portare in giro per tutto il paese.

Un resoconto del 2014 del Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite sull’utilizzo dei mercenari, imbastì un processo sul ruolo crescente delle società di sicurezza occidentali nel paese.

Mano a mano che la Somalia, ricostruisca i suoi apparati di sicurezza, il Governo deve garantire che le forze private di sicurezza siano debitamente regolamentate e che non si trasformino in un sostituto della polizia competente e responsabile.

Tutti i Somali hanno diritto alla sicurezza non solo coloro che possono permettersi il lusso di pagare per averla”, ha dichiarato Faiza Patel, presidente del Gruppo di Lavoro dell’ONU, (in una delle abituali dichiarazioni vuote e senza potere, così tipiche degli organismi che collaborano con l’ONU).

L’incursione con più successo della Garda all’estero è avvenuta in Libia, dove ha designato l’ex tenente colonnello canadese Andrew Zdunich come Capo delle sue operazioni.

Ad un certo momento “dell’estate del 2011”, secondo il suo sito Web, Garda ha iniziato ad operare nel paese.

Dopo che il Consiglio Nazionale di Transizione della Libia prese Tripoli (sei settimane prima che Muammar Gheddafi morisse a Sirte il 20 ottobre 2011), i ribelli chiesero aiuto a Garda affinché le sue forze “assediassero la forza pro-Gheddafi di Sirte”, parole di Bloomberg.

La partecipazione di Garda in Libia può aver contravvenuto alle leggi di quel paese, secondo le risoluzioni ONU del 1970 e del 1973.

La risoluzione del 1970 si riferiva a un embargo di armi che obbligava tutti gli stati membro dell’ONU

“a impedire il rifornimento di personale “mercenario armato” in Libia.

La risoluzione del 1973 rafforzò l’embargo di armi, ribadendo il concetto di “personale mercenario armato” in tre punti differenti.


Però è ovvio che contravvenire al diritto internazionale è uno degli aspetti centrali di questo tipo di affari.

Come prima società di sicurezza occidentale che operava ufficialmente nel paese, la pagina web di Garda si descrisse come:

“leader del mercato in Libia” con “più di 3.500 effettivi che davano protezione, formazione e risposta alla crisi”.

“Il piccolo esercito di Garda, formato da ex membri delle sue forze speciali britanniche e da latri soldati specializzati, ottennero una serie di contratti danarosi in Libia, offrendo servizi di sicurezza a un ampio numero di società internazionali del petrolio e ai suoi fornitori di servizi”.

Allo stesso tempo hanno militato come soldati della NATO per la formazione dell’esercito libico, visto che era la prima volta che la NATO aveva un contratto privato per un programma di formazione

Questa società di Montreal proteggeva anche un centinaio di membri del personale della Missione dell’Unione Europea per assistenza alle frontiere (EUBAM) ed equipaggiarono le guardie di frontiera e marittime della Libia con l’intento di ridurre l’arrivo di emigranti africani che cercavano di attraversare il Mediterraneo verso l’Europa.

Il contratto di quattro anni con Grada per EUBAM, ha richiamato l’attenzione agli inizi del 2014 quando 19 casse di armi e munizioni destinate alla compagnia scomparvero all’aeroporto di Tripoli.

Però la società non permise che questa perdita delle armi rendesse più difficile svolgere le proprie funzioni. D’accordo con Intelligence Online, funzionari della società chiesero in prestito, “armi dell’esercito britannico in Libia, per garantire la sicurezza del personale della UE”.

Garda si dedicò a salvaguardare gli interessi britannici in Libia, compresa la protezione dell’ambasciatore Dominic Asquith.

Protezione dei diplomatici a cura di Garda

Visto che è una fonte di lavoro per i membri in pensione delle forze speciali canadesi, britanniche e americane, Garda è riuscita a stabilire dei forti contatti con i circoli politico-militare.

Un ex ambasciatore del Canada negli Stati Uniti e un ex consigliere del Primo Ministro canadese Stephen Harper, Derek Burney, è presidente del Consiglio d’amministrazione internazionale.


La dirigenza di Garda include anche:

L’ammiraglio 4 stelle in pensione Eric T. Olson

Il Segretario del Dipartimento della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, Michael P. Jackson

Il segretario permanente del Regno Unito, in intelligence e sicurezza dell’Ufficio di Gabinetto Sir Richard Mottram

Come riporta Le Soleil, a dicembre Garda ha assunto l’appena pensionato ministro conservatore Christian Paradis:

“per convincere i diversi livelli del governo canadese ad incrementare l’uso nella sicurezza pubblica, del settore privato”.

Come possiamo vedere, questa creatura del capitalismo neo-liberale, oltre ad essere un’arma di aggressione occidentale, è un pericolo gigantesco per la democrazia…un pericolo che non cessa di crescere.  

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Garda è solo uno dei tanti mostri che si affacciano all’orizzonte. Perché per quanto sia una realtà tangibile già oggi, non vi dovete ingannare: il pericolo per il futuro, rappresentato da mostri della sicurezza privata come Garda, è molto più grande di quanto possiamo arrivare a concepire.

Tutto quanto stiamo vedendo attorno a noi fa parte dello stesso gioco.

Siamo immersi in un processo di distruzione dei servizi pubblici, per colpa della crisi economica e di una lenta privatizzazione di tutti questi servizi che è giustificata dalla incapacità dei governi a contenere le spese e affrontare i debiti.

Questa privatizzazione lenta di tutto ciò che è pubblico in effetti vuol dire rubare alla popolazione il controllo su tutto quello che ha creato con i propri sforzi comuni durante decenni, per darlo agli stessi che hanno generato questa crisi.

Parallelamente stiamo vedendo una crescente campagna di svalutazione della politica tradizionale, con l’evidenziazione di innumerevoli casi di corruzione politica.

Anche questo è parte del piano: si cerca di fare in modo che la popolazione, disingannata dalla politica corrotta e dalla sua gestione dei beni pubblici, si consegni nelle mani delle grandi corporazioni affinché si trasformino in salvatori dell’economia mondiale e nei nuovi padroni delle nostre vite.

Se qualcuno non capisce del tutto ciò che significa l’ascesa degli eserciti privati, lo definiremo con una sola parola:

NEO-FEUDALESIMO.

Stiamo vivendo una transizione verso una nuova forma di FEUDALESIMO del secolo XXI… e coloro che sembrano essere contrari a questo processo “difendendo un mondo multi polare” in realtà sono coloro che reclamano la loro parte della torta di questo “Nuovo Ordine Mondiale“. Che nessuno si lasci ingannare.

Se questo continua così, in pochi anni nasceremo direttamente come proprietà di una corporazione privata…

Si avvicinano quindi i tempi buoni per il bullismo, i criminali e gli psicopatici più scalmanati:

“grazie all’ascesa di società come Garda, ci attende un futuro splendido dove saranno ricompensati gli amanti dell’abuso e dell’assassinio.”

Nel mondo, questa sarà la legge che ci attende…

LINK

di Yves Engler
07 Aprile 2016
dal Sito Web DissidentVoice
traduzione da El Robot Pescador
21 Aprile 2016
dal Sito Web ElRobotPescador
traduzione di Nicoletta Marino
Versione originale in inglese
Versione in spagnolo