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La nuova Internet Police: informazioni che non vogliono che tu veda

 

La “polizia del pensiero” di Internet ora è pienamente attiva, bloccando l’accesso alla conoscenza umana che è fondamentale per il futuro della nostra civiltà

by: Ethan Huff

(Naturale News) Come probabilmente avete notato ultimamente, sta diventando sempre più difficile accedere online a informazioni oneste e veritiere, poiché i signori della tecnologia che vogliono controllarci continuano a imporre ogni sorta di nuove tattiche di censura volte a sradicare fatti e sostituendoli con menzogne ​​e propaganda.

Il loro ultimo obiettivo sembra essere l’ informazione sui vaccini, poiché i militanti di sinistra stanno attivamente facendo pressione su piattaforme di social media come Facebook e Pinterest per limitare tutti i contenuti che in qualche modo suggeriscono che i vaccini approvati dal governo non sono sicuri e inefficaci.

Come rivelato da Barbara Loe Fisher, co-fondatrice del National Vaccine Information Center (NVIC), in un recente articolo, il governo dello “stato profondo” ha attivamente colluso con potenti corporazioni e istituzioni per molti anni per tenere la conversazione lontano dal vaccino scetticismo, usando la coercizione della “polizia del pensiero” se necessario.

Fisher Avverte

“In un futuro molto prossimo potresti non essere in grado di trovare informazioni su scienza vaccinale, politica e legge pubblicate su siti web come NVIC.org e TheVaccineReaction.org o essere in grado di connettersi con noi su piattaforme di social media per avere una conversazione aperta a riguardo”,  .

“Con la cancellazione della neutralità della rete negli Stati Uniti nel 2017, i due decenni di collaborazione tra governi e società e istituzioni politicamente potenti hanno aperto la strada a informazioni censurate sulla salute da censurare come” notizie false “e in silenzio rimosso da Internet se non è conforme alla politica di salute pubblica e alle raccomandazioni governative per l’uso di prodotti farmaceutici e alimentari.”

Per ulteriori notizie sull’assalto di Big Tech alla libertà di parola, assicurati di controllare Censorship.news.

Lo stato profondo sta costruendo un muro elettronico per impedirti di trovare la verità online

Come probabilmente ricorderete, il primo “grande pesce” a cadere è stato Alex Jones di Infowars, che ha visto come il suo impero mediatico veniva sistematicamente rimosso da Apple, Google, Facebook e molte altre piattaforme tecnologiche. E come abbiamo avvertito in quel momento, non si fermerà qui.

Fisher spiega:

“Viene costruito un muro elettronico per impedirti di ottenere le informazioni che desideri, in modo da ottenere solo le informazioni che qualcun altro decide di aver bisogno”. “È iniziata una combustione elettronica dei libri, e le persone vengono silenziosamente introdotte in un Dark Age virtuale. Mentre questa censura sta iniziando con le conversazioni su salute e vaccinazione, non finirà qui”.

Solo pochi giorni fa, il Wall Street Journal (WSJ) ha riferito che Pinterest sta modificando i suoi algoritmi in modo che gli utenti non possano nemmeno eseguire ricerche per contenuti associati alla “vaccinazione”.

Lo scopo di questa censura, spiega l’articolo WSJ, è di arginare la diffusione della “disinformazione”, oltre a dimostrare al mondo che le aziende tecnologiche detengono realmente il “potere … di censurare la discussione sui problemi dei pulsanti”.

Sta già accadendo da molto tempo su piattaforme di sinistra come Web of Trust, Snopes e Wikipedia, che hanno funzionato come attori nell’orchestra di propaganda e bugie. E ora ci sono anche i plugin per i browser che sono progettati per etichettare tutte le notizie false come “verità” e tutte le notizie reali come “disinformazione”.

Ma ora la polizia pensante sta prendendo di mira prendendo di mira i social media, l’ultimo bastione dove la gente comune ha, fino a questo punto, potuto liberamente impegnarsi nella conversazione e nello scambio di informazioni. Una volta che è andato, è Game Over.

Scrive Fisher 

“La nuova Internet Police che sfrega il World Wide Web di informazioni che non vogliono che tu veda o parlino fa parte della più vasta guerra culturale in corso oggi nel nostro paese e in molti paesi”.

“Quando si parla di vaccinazione, la discriminazione e la censura sono giustificate in nome della sicurezza pubblica e del bene più grande”.

Assicurati di leggere il suo pezzo completo a questo link.

Le fonti per questo articolo includono:

GreenMedInfo.com

NaturalNews.com  

WSJ.com  

NaturalNews.com

Fonte: https://www.naturalnews.com/

Noi? Allineati come sempre, ci mancherebbe altro! Siamo una colonia o no? (ndr)

  

Stop alle sperimentazioni fai-da-te. Le cavie le usano solo loro! 

di Marcello Pamio

«L’annuncio di Fabio Franchi su Facebook è delirante e ho attivato i controlli del caso. 

Voglio rassicurare i cittadini dicendo che in Italia non c’è spazio per sperimentazioni fai da te!”

E se lo dice con un tweet il ministro della salute Giulia Grillo, allora c’è da stare tranquilli. Fiuff…stavo proprio per pensar male…  

Come non fidarsi, d’altronde, dell’onorevole pentastellata che nel 2017 attaccava e inveiva contro Beatrice Lorenzin per il decreto poi convertito nella sciagurata legge 119 sull’obbligatorietà dei vaccini e che oggi ne è la sostenitrice più incallita? La coerenza, come sempre, viene prima di tutto. 

La situazione italiota è così allo sbando che ultimamente la Lorenzin sostiene addirittura la Grillo negli attacchi ai cosiddetti no-vax. Della serie: il nemico del mio nemico, è mio amico!

Queste sono le classiche notizie che schiudono il sarcofago dove è conservata la politicamente-nulla Lorenzin, ridestandone momentaneamente la coscienza. Rimane in ibernazione letargica per mesi e poi, di punto in bianco, si sveglia per twittare o postare su Facebook attacchi contro i novax. 

Prima di ritornare nell’oblio, ecco cos’ha scritto la liceale ex ministro sul caso del dottor Franchi: «Reclutamento di cavie umane, bambini, via facebook, per esperimenti. Non è una news da qualche paese del terzo mondo, ma è tutta made in Italy. Che il protagonista sia un medico no-vax è solo un’appendice della follia in cui sta degenerando il nostro paese», terminando poi con l’auspicio che il ministro «faccia valutare se ci sono gli estremi per un affondamento giudiziario». 

Se parliamo di follia, i neuroscienziati dovrebbero studiare approfonditamente il suo cervello per capire meglio come avviene dal punto di vista neurosinaptico l’involuzione dell’uomo… 

Tornando alla Grillo, non mi risulta che l’attento ministro abbia attivato controlli nei confronti dell’epidemiologo, nonché collaboratore GSK, Pierluigi Lopalco, il quale l’8 febbraio scorso, non da una pagina facebook ma in un congresso all’università di Modena Reggio Emilia, ha dichiarato che «bisogna vaccinare i bambini volontari», e che «il test sui vaccini si fa su decine di migliaia di bambini». (vedi articolo)

Avete capito come funziona il Sistema? In Italia non ci può essere spazio per sperimentazioni fai da te, perché le sperimentazioni su cavie, cioè su neonati “volontari”, le possono fare solo loro negli ambulatori delle ASL!

Per cui se dichiari pubblicamente che i vaccini vengono testati su decine di migliaia di neonati inconsapevoli, anzi “volontari”, va tutto bene, se però hai la sfrontatezza di ironizzare sulle sperimentazioni cliniche, o peggio ancora hai il coraggio di analizzare il contenuto vaccinale, e richiedere la pubblicazione delle analisi di controllo (che ANCORA NESSUNO HA PORTATO ALLA LUCE), allora vieni attaccato, sputtanato dai giornalai, dai servi pennivendoli del Sistema, subendo perfino gli accertamenti dal ministro.

Se ancora non fosse chiaro chi può usare le cavie umane, leggete il titolo del comunicato n.31 di oggi, datato 26 febbraio 2019, del Ministero della salute:

«Test HIV su minori senza consenso dei genitori, sì del garante Infanzia al ministro grillo per collaborazione su nuove regole» 

Fonte: https://disinformazione.it/

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AI – il prossimo passo della civiltà

 L’IA distruggerà la razza umana?  Credito dell’immagine: Shutterstock

Elon Musk avverte: l’Intelligenza Artificiale è altamente probabile che distrugga gli umani

Nonostante il fatto che ci siano molti che accolgono l’intelligenza artificiale dicendo che è il prossimo passo per la nostra civiltà, ci sono molti esperti in materia che hanno emesso un forte avvertimento quando si tratta di AI.

Elon Musk, fondatore di Tesla e SpaceX sostiene che l’Intelligenza Artificiale è altamente probabile che sia una minaccia per le persone.

L’uomo dietro SpaceX e Tesla desideravano che una manciata di grandi aziende finissero per controllare i sistemi di IA con un livello di potenza “estrema”.

Questo, secondo Musk, non è una buona idea e può risultare estremamente pericoloso per la nostra civiltà.

Il Rolling Stone riferisce che dopo aver fatto vedere il documentario sull’intelligenza artificiale al personale di Neuralink, ha detto che “forse c’è una probabilità del 5-10% di successo [di rendere l’intelligenza artificiale sicura]”. 

Mr. Musk avverte che dobbiamo procedere con attenzione quando si tratta di AI, ed è stato detto e chiesto alle compagnie che sviluppano sistemi di IA di rallentare al fine di garantire che non creino involontariamente qualcosa di estremamente pericoloso per gli umani. 

Ha detto a Rolling Stone che “Tra Facebook, Google e Amazon – e probabilmente Apple, – ma sembrano preoccuparsi più della privacy – quando in realtà hanno più informazioni su di te di quanto tu possa ricordare”. 

“C’è molto rischio nella concentrazione del potere. Quindi, se l’AGI [intelligenza artificiale generale] rappresenta un livello estremo di potere, dovrebbe essere controllato da poche persone su Google senza sorveglianza?” 

E probabilmente Musk ha ragione, sai, non possiamo lasciare una tecnologia potenzialmente pericolosa per la civiltà nelle mani di poche aziende, giusto? Questo è il motivo per cui Mr. Musk crede che dovremmo regolare proattivamente lo sviluppo dell’IA.

L’ultima volta che Mr. Musk ha parlato delle minacce che l’Intelligenza Artificiale rappresenta ha detto: “Ho un’esposizione all’IA più all’avanguardia di molti e penso che le persone dovrebbero essere davvero preoccupate. Continuo a far suonare il campanello d’allarme ma fino a quando la gente non vedrà i robot andare in strada a uccidere la gente, non sapranno come reagire perché sembra così etereo”.

Il presidente della Russia, Vladimir Putin condivide, in parte, la sua opinione, ma allo stesso tempo vede l’IA come una “opportunità colossale”

In una dichiarazione agli studenti, il leader russo ha affermato che qualsiasi paese che conduce la ricerca sull’intelligenza artificiale dominerà il pianeta. E avranno un sacco di potenziali vantaggi sia nel bene che nel male.  

Putin non poteva essere più esplicito e assicura che “l’intelligenza artificiale è il futuro, non solo per la Russia ma per tutta l’umanità”. 

Voleva anche, ed era sua intenzione, di avvertire dei possibili pericoli che, come sappiamo, sono difficili da prevedere:

L’intelligenza artificiale offre opportunità colossali, ma anche minacce difficili da prevedere. 

Putin ha avvertito che questa tecnologia aiuterà a progredire nella ricerca medica e in tutti i tipi di industrie, ma il vero timore è che possa anche essere la chiave di volta di una possibile guerra.

Subito dopo le dichiarazioni di Putin, Elon Musk ha usato il suo account Twitter per chiarire che è molto preoccupato, assicurando che tutto ciò ci porterà verso la terza guerra mondiale. 

Fonte:  https://www.ancient-code.com/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da  

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La cancrena sociale  

Armi Autonome – Droni Assassini 

DARKNET – encryptions quantistiche 

Baracuda con le chiavi della vita sulla Terra

Baracuda con le chiavi della vita sulla Terra

2017 YTD RETURN. E CAPITE PERCHE’ TECH-GLEBA CI SARA’. 

2017 YTD RETURN, tre semplici cose. Ma dovete capirle.

Il 2017 è quest’anno, fin lì ci arriva anche Stefano Fassina.

YTD significa Year To Date. Tradotto è: dall’inizio dell’anno (YEAR) alla (TO) data di oggi 29 ottobre (DATE).

RETURN è la percentuale di profitti realizzati da un investitore nelle azioni di un’azienda nel periodo appena citato.

Ora, con questa nozione, prendiamo il settore di cui vi parlo da quasi un anno, perché sta letteralmente cambiando il Pianeta come mai nella Storia: le TECH in Artificial Intelligence.

Il postulato N. 1 che io vado spingendo da tempo, è che gli investitori, cioè soprattutto gli squali della mega-finanza, si stanno buttando sulle aziende TECH perché sanno che esse – grazie all’Artificial Intelligence, ai computer quantistici, a nuovi materiali e farmaci incredibili, e grazie alla robotica o ai Drones commerciali, armi e tanto altro – sono sulla strada per diventare i Padroni Privati della vita sulla Terra con in mano le Chiavi.

Il postulato N. 2 di cui vi avviso, è che se è vero che i barracuda della finanza mondiale si sono gettati in questo settore, essi poi pretenderanno un ricavo alto sugli investimenti, per cui queste Chiavi della vita sulla Terra – ovviamente nei settori cruciali di Salute, Ambiente, Energia, Difesa o Commerci, e non le stupide App per il popolino – avranno prezzi talmente alti da creare un mondo con miliardi di umani in TEC-GLEBA e con un’elite ricca come mai nella Storia.

Ma allora, sto Barnard dice la verità sul lucro della mega-finanza sulle aziende TECH in Artificial Intelligence?

Ok, sopra c’è la foto dello YTD RETURN in queste aziende, cioè della percentuale di profitti realizzati dagli investitori dal primo gennaio 2017 a oggi 29 ottobre 2017. Sono listate le 19 maggiori aziende TECH in Artificial Intelligence, e (IBM a parte) potete capire voi stessi anche solo con uno sguardo, quanto si stanno impennando i profitti di chi ha ficcato milioni in questi colossi.

Dal minor profitto della Cisco Systems (relativamente, perché ha dato un +16,7%), si sale lungo Intel, Alphabet di Google, SAP SE, SoftBank, Oracle, Microsoft, Apple, Baidu, Salesforce, Amazon, Tesla, Facebook, Netflix, Samsung, PayPal, Tencent, e nella stratosfera troviamo Alibaba.

Per darvi un’idea, Jack Ma con sta sua azienda TECH dal nome buffo, Alibaba, ha reso un incredibile YTD RETURN sulle sue azioni del +98,8%.

E QUESTA E’ LA SITUAZIONE AD OGGI, QUANDO ANCORA TUTTA LA NUOVA GENERAZIONE DI TECH IN A.I, QUANTISTICA ecc. CHE RIBALTERA’ IL PIANETA, DEVE ANCORA USCIRE.

Allora, siccome uscirà e di questo esiste la certezza sia scientifica che finanziaria, voi dovete chiedervi due cose: quanto s’impenneranno i YTD RETURNS, dato che vi sarà la frenesia mondiale per acquisire le TECH, le cure, i farmaci, i robot, i Drones commerciali, le armi ecc.; e quanto dovranno pagarle i popoli per garantire quelle impennate nella tasche degli investitori.

Tutto qui.

E la risposta è già oggi sulle pagine dei quotidiani. Gli Stati non possono più spendere, per cui venderete un polmone, e forse ce la farete, con famiglia, per qualche annetto. Questa, badate, è roba confronto a cui il disastro delle Austerità UE vi sembrerà un sorbetto al limone. Fa rima con polmone.

Non fate figli.

MA I RIMEDI CI SAREBBERO:

http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1874

MA PURTROPPO IN ITALIA:

http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1922

Fonte: http://paolobarnard.info/

Un paranoico androide

Getty Images

Come Google ti sta registrando segretamente attraverso il tuo cellulare  monitorando milioni di conversazioni ogni giorno per memorizzare i file audio di carattere personale

di Margi Murphy
22 agosto 2017 
dal sito web TheSun

 Se si esegue il software Android sullo smartphone, Google potrebbe averti registrato ogni giorno – senza che tu lo sappia

UN ANDROIDE PARANOICO

Potresti aver innescato accidentalmente

il dispositivo di ascolto,

consentendogli di registrare tutto quello che dici,

come pettegolezzi, gossip truculenti e altro ancora …

Lo sapevi che Google ti sta registrando senza che tu ne sia a conoscenza e la tua approvazione?

Il gigante tecnologico ha effettivamente trasformato milioni di smartphone degli utenti in dispositivi di ascolto che possono catturare conversazioni intime – anche quando non sei presente in casa dove hai lasciato il tuo smartphone

Se possiedi un telefono Android, è probabile che tu abbia usato Google Assistant (Google Now), simile a quello di Apple

Google dice che si accende e inizia la registrazione solo quando pronunciate le parole “OK Google”.

Ma un’indagine su Sun ha scoperto che l’assistente virtuale è un po’ duro d’udito. In alcuni casi, semplicemente dicendo “OK” nella conversazione, la richiesta fa accendere il telefono che registra circa 20 secondi di audio.

Si accende regolarmente il microfono mentre stai andando sulle tue attività quotidiane.

Ecco come Google Assistant memorizza ciò che stai dicendo 

Una volta effettuata la registrazione di Google, i file audio vengono caricati sui server del computer, spesso chiamati “la nuvola”.

Questi file sono accessibili da assolutamente ovunque nel mondo – a patto che tu abbia una connessione a Internet. Ciò significa che qualsiasi dispositivo firmato nel proprio account Gmail o Google può accedere alla libreria dei tuoi segreti più profondi e più intimi.

Quindi, se sei con un computer portatile in questo momento e sei iscritto a Gmail, puoi ascoltare.

Getty Images  Apple mantiene anche le registrazioni vocali di Siri – ma dice che Sun lo anonimizza dopo 18 mesi

Le registrazioni durano circa 10-20 secondi in media e viene salvata una versione di testo della conversazione.

Il gigante della Silicon Valley afferma nei suoi termini e condizioni che mantiene queste registrazioni, per

“migliorare il riconoscimento vocale nei confronti di tutti i prodotti Google che utilizzano la tua voce”.

Dopo che Sun Online ha presentato esempi di difetti di riconoscimento vocale a Google, un portavoce ha dichiarato:

“Processiamo solo ricerche vocali dopo che il telefono ritiene che venga rilevata la parola” OK Google “. Gli snippet audio vengono utilizzati da Google per migliorare la qualità del riconoscimento vocale in tutta la ricerca”.

Recentemente è stato lanciato un assistente intelligente, Google Home.

Le registrazioni di canzoni fatte dal pubblico per il pubblico aiuteranno la sua intelligenza artificiale che gestisce Google Home, insegnandole come comunicano naturalmente gli esseri umani.

In parole povere:

è una classe di lingua gratuita per il suo software …

Come Google scopre esattamente ciò che conosce di te

  • In primo luogo, devi essere iscritto con tuo account Gmail o Google.
  • Una volta che hai fatto questo, digitare “history.google.com/history” nel tuo browser web.
  • Sarai portato in un hub che contiene l’intera impronta digitale, quindi fai attenzione, potrebbe fare qualche losca lettura.
  • Ciò include le ricerche di Google Maps e i video di YouTube che hai guardato.
  • Fai clic su “Controlli attività” sul lato sinistro della pagina.
  • In “Attività Web e App”, fai clic su “Gestisci attività”.
  • Se Google tiene le schede su di te, ci dovrebbe essere un flusso di pagine web e ricerche mappate che vengono visualizzate in ordine cronologico.
  • È possibile eliminare casualmente le ricerche oppure selezionare tutte le ricerche per farle scomparire.

Ma Google è, innanzitutto, un’azienda pubblicitaria e il suo prodotto più grande è un servizio di mirata pubblicità, che vende ai più grandi marchi del mondo.

Migliaia di ricerche web annuali, dati di posizionamento e di posta elettronica permettono di raggiungere la popolazione con marketing specializzato – e non vi è alcuna ragione per cui non potrebbe fare altrettanto con i tuoi dati vocali.

Quindi, ora per l’importante domanda:

come posso ascoltare i file audio che Google ha dalla mia vita?

Come posso ascoltare l’audio che Google ha registrato dal mio telefono?

È abbastanza facile.

A differenza di Apple, che non pubblica alcun dato vocale che memorizza attraverso Siri, Google è piuttosto trasparente, dandovi l’accesso completo al tuo audio.

  1. In primo luogo, devi essere iscritto al tuo account Gmail o Google.
  2. Una volta che hai fatto questo, digitare “history.google.com/history” nel tuo browser web.
  3. Sarai portato in un hub che contiene l’intera impronta digitale, quindi fai attenzione, potrebbe fare qualche indesiderata lettura.

Visita history.google.com/history  per trovare un hub che è praticamente un racconto sulla tua vita digitale Google 

Puoi controllare l’attività web facendo clic qui Google 

Scorri verso il basso sui controlli attività per trovare la sezione intitolata Voice & Audio Google 

Dovresti vedere un elenco  di tutti i file audio qui 

  • Ciò include le ricerche di Google Maps e i video di YouTube che hai guardato.
  • Sotto la scheda Attività vocale e audio, troverai un elenco di registrazioni in ordine cronologico.
  • Prima di iniziare l’ascolto, potrebbe essere necessario collegare le cuffie.

Potrai ascoltare i suoni della strada mentre hai comprato il giornale o quando hai fatto una piccola conversazione alla fermata dell’autobus.

Ma potrebbero esserci anche un sacco di pettegolezzi che non vorresti che qualcun altro sentisse. Sarete scioccati nell’ascoltare ciò che viene raccolto.

Il Sun Online ha scoperto le registrazioni da quando il proprietario del telefono non era in camera – e ha anche rivelato un interludio romantico tra due colleghi misteriosi.

Come posso spegnerlo?

È possibile impedire a Google di memorizzare tante informazioni in futuro.

Tornare a “Controlli attività” e in “Attività Web e App” dovresti vedere un campo azzurro.

È possibile disattivarlo, ma essendo avvisato. Ufficialmente hai semplicemente “interrotto” le registrazioni – pertanto continua a controllare regolarmente per assicurarti che i termini e le condizioni non cambino in futuro e che tu non venga automaticamente iscritto quando arriva un nuovo aggiornamento di Android.

Gli utenti di iPhone Apple non sono migliori.

Il gigante tecnologico memorizza anche le registrazioni vocali per migliorare il suo assistente Siri, ma non è possibile accedervi.

Apple dice che dopo 18 mesi le registrazioni sono anonime, quindi nessuno potrebbe capire chi sta parlando.

Fonte:  http://www.bibliotecapleyades.net/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

L’impegno verde degli unicorni di Wall Street

 Chi comanda davvero? 

By Massimo Lupicino

Sostiene il Mainstream che il mondo va in malora perché gli inquinatori e gli sfasciamondo, forti della loro potenza economica, continuano ad inquinare impunemente. Pur di rovinare il Pianeta con sadico accanimento, i rovinamondo manipolano l’informazione e corrompono le menti dei più deboli, sostenuti dal gotha della finanza, molto vicino agli interessi delle mega-corporations petrolifere, energetiche, chimiche e industriali in generale. Del resto, parliamo di società la cui capitalizzazione in borsa permette di fare attività di lobby come nessun’altra società. Chi si oppone alle mega-corporations in questione, invece, è privo di sostegno e di mezzi economici, e non ha voce in capitolo, schiacciato com’è dal potere economico dei cattivi.

Ma è davvero così?

In Fig.1 possiamo vedere quali sono le società più capitalizzate al mondo, ovvero le più “ricche”, per farla semplice. La classifica è riferita a intervalli temporali di 5 anni e mostra una evoluzione di cui il Mainstream non ama parlare. 

Fig.1. I magnifici 5

 Si scopre, per esempio, che tra il 2001 e il 2011 le società petrolifere erano molto ben rappresentate, con Exxon, Total, Shell e PetroChina. Troviamo anche General Electrics, gigante americano molto legato all’industria dell’energia, della tecnologia e dei servizi. E poi le banche, immancabili, con Citigroup e la China Investment Bank. Nel 2011, però, irrompe Apple che si piazza direttamente al secondo posto della speciale classifica.

I giganti high-tech in questione, non casualmente, sono rappresentati in verde in Fig. 1: sono proprio loro, infatti, a sostenere la narrativa della nuova economia sostenibile salvamondo, a bassa emissione di CO2. Viene da pensare a come si sosterrebbero, i giganti in questione, se qualcun altro non producesse energia elettrica a basso costo per consentire un accesso globale ai loro prodotti, ma questa ovviamente è un’altra storia.

Quel che è certo, è che nel 2016 lo scenario è completamente cambiato. Nessuna società petrolifera, banca, gruppo industriale, grande distribuzione. Solo tecnologici ai primi 5 posti, nell’ordine: Apple, Alphabet (Google), Microsoft, Amazon e Facebook. Definirlo un ribaltone è dire poco. I cosiddetti FANG (Facebook-Amazon-Netflix-Google), del resto, sono stati protagonisti indiscussi della bolla azionaria degli ultimi anni, in cui hanno clamorosamente sovraperformato l’indice di riferimento, l’S&P500 (Fig.2).

 
Fig.2. Performance in borsa dei FANG vs. S&P 500 (fonte)
Particolare non di poco conto, esiste una correlazione strettissima (Fig.3) tra l’incremento di capitalizzazione dei FANG e il Balance Sheet delle 3 più grandi banche centrali al mondo (FED, Bank of Japan, BCE). Cosa vuol dire in parole semplici? Che c’è una probabilità molto alta che i trilioni riversati dalle banche centrali di mezzo mondo sui mercati negli ultimi anni siano finiti per gonfiare, direttamente o meno, proprio le quotazioni delle mega-corporations tecnologiche in questione.
 
Fig.3. Dove finiscono i soldi dei Quantitative Easing? Fonte: zerohedge
Di certo il peso economico dei salvamondo high-tech si fa sentire, anche nella disputa tra produzione di energia fossile e rinnovabile. Solo a titolo di esempio, vale la pena citare la Breakthrough Energy Coalition (BEC), fondata in piena COP21 con l’intento di finanziare progetti per la produzione di energia a zero emissione di CO2. Indovinate un po’ chi fa la parte del leone tra i finanziatori di questa indispensabile iniziativa? Ben tre dei cinque “unicorni” di Wall Street (li chiamano così) in testa alla classifica delle società più ricche nel 2016; nello specifico: Facebook, Amazon e Microsoft.
 
L’impegno verde degli unicorni non ha tanto valore commerciale quanto, piuttosto, di immagine. Gli investimenti nel solare, del resto, hanno prodotto risultati catastrofici negli ultimi anni (SunEdison, First Solar, SolarCity-Tesla solo per fare qualche nome tra i caduti più celebri). Se quindi da una parte la fanfara del catastrofismo climatico puo’ dare una mano a prolungare gli incentivi che hanno tenuto in piedi la baracca fino ad oggi, dall’altra parte mostrarsi verdi, salvamondo ed eco-compatibili ha un valore enorme dal punto di vista del marketing.
 
Sono soldi ben spesi, quindi, quelli del Breakthrough Energy Coalition e delle altre millemila iniziative volte a riversare miliardi o trilioni di dollari in investimenti che in una pura ottica di business sono nella gran parte dei casi catastrofici. Soldi ben spesi solo per i FANG & Friends, naturalmente, perché a fronte di investimenti a loro carico relativamente limitati (il BEC comporta un impegno per “solo” un miliardo di dollari in 20 anni), la parte del leone la fanno i finanziamenti pubblici dei governi ovvero, in ultima analisi, i soldi dei contribuenti, gettati letteralmente nel camino per finanziare progetti energetici senza alcun senso da un punto di vista economico.
 
Ma quel che è ancora più importante, la demonizzazione dei giganti decaduti dell’energia e dell’industria, e la concomitante esaltazione dell’high-tech in ottica salvamondo, hanno un risvolto ancora più pratico. Basti pensare ai tanti gruppi di pressione, lobby ambientaliste in testa, che a gran voce chiedono agli investitori più ricchi e potenti di distogliere i loro investimenti dalle società rovinamondo. L’effetto del tam-tam ambientalista e salvamondista, in ultima analisi, è proprio quello di gonfiare ulteriormente le capitalizzazioni degli unicorni a tutto danno delle altre società quotate in borsa.
 
Proviamo quindi a riassumere.
  • Nonostante la narrativa del mainstream, le società più ricche del mondo oggi sono quelle high-tech, mentre quelle legate all’energia, alle risorse minerarie e all’industria arrancano. 
  • Le stesse società high-tech attraggono la grandissima parte della carta cartamoneta che viene stampata dalle banche centrali nel disperato tentativo di far ripartire l’economia e salvare il debito dei paesi scassati. In altre parole, si stanno ingrassando impunemente grazie a soldi che avrebbero potuto sostenere una ripresa economica vera, piuttosto che l’ennesima gigantesca bolla finanziaria.
  • La narrativa catastrofista e salvamondista è utilizzata dalle stesse società per mere questioni di marketing, per apparire più etiche, belle e oneste rispetto ai rivali tradizionali: brutti, sporchi e rovinamondo per definizione.
  • La demonizzazione degli avversari in ottica salvamondista si associa all’azione di lobby ambientaliste che pretendono il ritiro degli investimenti nelle società energetiche per motivi “etici” con la conseguenza di gonfiare ulteriormente la bolla del tecnologico.
Dulcis in fundo. Forse a qualcuno interessa sapere che il boss di Amazon è casualmente anche il proprietario del Washington Post, quotidiano da cui i giornali mainstream di mezzo mondo scopiazzano, traducono e incollano impunemente una parte significativa dei “loro” articoli. Inutile dire quali siano le posizioni del Washington Post in fatto di Climate Change, vero?
 
Direi che il cerchio si chiude abbastanza bene così.
 
Colgo l’occasione per anticiparvi che del rapporto tra la stampa mainstream e il climatismo catastrofista parleremo molto presto, in un articolo in uscita all’inizio della prossima settimana. Ché saranno pure giorni di vacanza, ma Climatemonitor non va in ferie, neppure quest’anno. Così ci potete leggere anche sotto l’ombrellone.
 

Almanacco di febbraio 2017

COME SI MUOVEREBBE LA NUOVA MONETA NAZIONALE NEL CASO DI EUROBREAK (TU CHIAMALA, SE VUOI, LIRA)? E COME SI MUOVEREBBERO LE ALTRE? 

Ieri il sempre ottimo e preciso Ingegner Caustico ha dato una sua valutazione sul valore di una nuova ipotetica valuta nazionale. Possiamo chiamare questa nuova moneta Lira, Fiorino, Ducato, Zecchino, Baiocco, Meneghino, Grosso , come vogliamo, ma, comunque, non avrebbe nulla a che fare con la gloriosa Lira ereditata dal regno di Sardegna, poi dal Regno d’Italia e diventata la moneta della neonata Repubblica democratica. Si tratterebbe di un’unità di misura monetaria nuova, che partirebbe da una parità iniziale con l’Euro.

Per analizzare la nuova moneta parto da un punto di vista completamente diverso: i saldi commerciali. Utilizzo questo punto di partenza perché: Continua QUI

IL CREPUSCOLO DEL LAGER EUROPEO

Il lager europeo, per fortuna, sta per esplodere. Il 2017 decreterà senza ombra di dubbio la fine di questa indegna e malvagia impalcatura comunitaria, governata da un manipolo di assassini in guanti bianchi. Merkel, Draghi, Juncker e Moscovici sono oramai entrati nei panni “dell’ultimo giapponese”, strenui difensori di un sistema di potere già morto e sepolto. Il vento del cambiamento non si può arrestare, favorito anche dalla miopia di personaggi di rara stoltezza che continuano a chiedere “sacrifici” e “aggiustamenti dei conti” mentre la casa brucia. Non bisogna avere pietà per i burocrati europei caduti in disgrazia, da processare in maniera inflessibile per “genocidio” appena le condizioni storiche e i rapporti di forza lo permetteranno (cioè presto). Parimenti non bisogna sottovalutare il ruolo svolto dalla grande stampa nel puntellare e difendere i moderni “nazisti tecnocratici”, protetti oltremisura e senza vergogna da una informazione completamente e spudoratamente asservita ai potenti. Le patetiche grida di dolore che i maggiordomi dell’oligarchia finanziaria come Laura Boldrini lanciano all’indirizzo dei nuovi media fanno sorridere. Smascherato e delegittimato da una impetuosa crescita della consapevolezza di massa, il circuito mainstream non trova di meglio da fare che organizzare crociate contro le presunte “notizie-bufala”, rievocando comicamente atmosfere degne del “ministero della Verità” immaginato dal genio di George Orwell. Continua QUI

Anche l’India costringe Apple a produrre in loco (Noi, no).

Apple produrrà gli IPhone a Bangalore, la Silicon Valley indiana. Motivo: superare i dazi all’importazione che mantengono scarsissima la quota di mercato per gli smartphone della multinazionale di Cupertino – 2,7% – laddove Samsung ha il 24, la cinese Lenovo il 9,5; senza contare i produttori locali cresciuti dietro la protezione dei dazi, Micromax col 16,7% del mercato, Intex 10,8 %, Lava col 4,7 per cento. Ciò, in un mercato non ancora giunto a maturità, mentre le vendite Apple stanno rallentando in Cina. Apple non solo assumerà lavoratori indiani, ma dovrà utilizzare il 30 per cento di componenti fabbricati in loco, come è prescritto dalle leggi indiane per potere vendere manufatti esenti da dazi perché considerato prodotti nazionali.

Dunque anche la Federazione indiana, come già la Cina, e prima ancora Giappone e Corea, si servono del protezionismo strategico per far crescere le loro economie ed accaparrasi competenze e know how, obbligando le multinazionali, se vogliono vendere nel loro territorio, a produrre nel territorio. Anche il Brasile ha obbligato a produrre IPad localmente.  Continua QUI

Al voto a Strasburgo le leggi che i robot e le intelligenze artificiali dovranno rispettare

Il Parlamento Europeo si appresa a chiedere di disciplinare a favore del genere umano il dirompente avvento dei robot e delle intelligenza artificiali: per una volta, impedire i danni anziché affannarsi poi a ridurli e tamponarli. Ad esempio, se i robot distruggono i posti di lavoro e rendono inutili le nostre braccia ed i nostri cervelli bisogna contemplare l’eventualità che siano proprio i robot a sostenere il welfare ed e generare il nostro reddito: di qui, la richiesta che il Parlamento Europeo si appresta a votare perché sia tenuto sotto costante controllo l’impatto di robot ed intelligenze artificiali sul sistema sociale e fiscale, prendendo in considerazione un reddito universale di base finanziato attraverso le tasse pagate sui robot e sul loro lavoro.

Il rapporto Delvaux sulle norme di diritto civile nel campo della robotica (é il nome della deputata lussemburghese che ha svolto il ruolo di relatrice) é stato approvato a metà gennaio dalla commissione Giuridica e sarà votato mercoledì 15 febbraio dall’assemblea plenaria del Parlamento Europeo. E’ pubblicato per intero in fondo a questo post: vale davvero la pena di leggerlo essendo il il testo più interessante, completo e lungimirante cui ho avuto l’onore di contribuire in questi due anni e mezzo al Parlamento Europeo. Continua QUI

Le elites EU al massacro delle colonie europeriferiche: il caso Business Insider Italia, che ben spiega il rischio Mediaset diventata francese

Business Insider è una rivista online fondata nel 2009 dal proprietario di Doubleclick, il programma per ottimizzare pubblicità durante la navigazione internet (…). In pratica doveva occuparsi di divulgare notizie trovate sul web, con attenzione particolare ai movimenti societari e della Tech Economy, connotandosi come una “news agency” diciamo alternativa. Oggi ha circa 70 milioni di visitatori, fa profitti (pochi, ma li fa) ed ha il suo principale bacino di utenza in inglese.

Almeno fino a qualche mese fa.

Dal settembre 2015 è stata acquistata per la quasi totalità dal gruppo tedesco Axel Spinger, la casa editrice tedesca famosa per i suoi collegamenti passati (?) con il servizio segreto germanico post seconda guerra mondiale (vedasi il caso della spia del BND/Servizi Segreti della Repubblica Federale Tedesca Horst Mahnkes, ex nazista che proveniva dalla redazione di Axel Springer Verlag [capo redattore della rivista Kristall], senza dimenticare che W. Schauble fu a capo delle spie tedesche del BND) oltre che per le testate che solo apparentemente sono scandalistiche (la Bild tedesca per esempio), ma che invece parlano alla pancia della gente indirizzandola, parlo della popolazione germanofona di ceto medio-basso. A questo si aggiunga la proprietà di testate primarie e mainstream come Die Welt, giornale della destra conservatrice tedesca. Continua QUI

“l’ovile di Facebook”

  Così Facebook ha fregato Google (e ci ha chiusi nel suo recinto)

Partiamo da un assioma che è difficile mettere in discussione: lasciando da parte i fanboy, le passioni e le opinioni personali (che in quanto opinioni al momento non ci interessano) ci sono sostanzialmente 5 aziende (che io chiamo le 5 Sorelle) che stanno costruendo tecnologicamente il nostro presente e gettando i ponti per il nostro futuro e sono, in rigoroso ordine alfabetico, Amazon, Apple, Facebook, Google e Microsoft.

La seguente digressione marchettosa è utile ai fini del post, e quindi mi verrà concessa: scrivevo nel mio libro sul Web 3.0 e sulle tecnologie di domani: “Ci sono delle realtà nel nostro mondo che sono in grado di cambiare la vita di tutti noi. Non solo delle realtà, anche delle persone.

Persone come Bill Gates (Microsoft) o Steve Jobs (Apple), hanno cambiato le nostre vite. Per sempre

Questi imprenditori, anche se chiamarli imprenditori mi sembra riduttivo visto l’influenza che hanno avuto sulla vita della comunità, insieme a gente come Sergey Brin e Larry Page (Google), Jeff Bezos (Amazon) e Mark Zuckerberg (Facebook) hanno modificato non solo la nostra quotidianità, ma anche i nostri modi di pensare e di approcciarci al resto del mondo”.

Amazon – Jeff Bezos
Amazon ha del tutto cambiato il modo di concepire lo shopping, l’acquisto, il mercato e tutto quello che è “comprare”. In pochi anni è diventato di fatto il più grande negozio del pianeta, il servizio di logistica più importante di sempre (e qua sta la sua vera forza) e un servizio di cloud e di hosting senza precedenti.

Microsoft – Bill Gates
Microsot, l’eterna “data per morta”. Microsoft, l’odiata progenitrice di Windows che gira su tutto. Microsoft, l’azienda che per tutti si sarebbe dovuta estinguere presto. Microsoft, la “madre delle schermate blu”.
Microsoft… l’azienda tecnologica che l’8 aprile ha compiuto 40 anni. Da 40 anni leader del mercato dell’innovazione. Ho detto tutto.

Apple – Steve Jobs
Il Sogno. Apple è il sogno.
“Il Macintosh è più di un computer: è uno stile di vita”. Steve Wozniak.

Apple crea una tecnologia che ha una caratteristica mai avuta prima: è bella, talmente bella da diventare di moda. Apple non solo produce hardware ottimo ma lo rende di moda. E vince. Tutto.

Ok, la doverosa digressione era d’obbligo ma adesso passiamo ai veri protagonisti di questo post, ovvero Google e Facebook.

Brin e Page hanno messo insieme due cose assolutamente geniali con Google, ovvero un indice di tutti i siti presenti in rete ordinato, completamente automatizzato e un modello di business perfetto.

Google nasce come “banale” motore di ricerca e diventa una galassia di servizi: innovazione dopo innovazione Big G cambia il nostro modo di vivere giorno dopo giorno.

Mappatura
Google sponsorizza dei satelliti geostazionari, come GeoEye 1 che gira sopra alle nostre teste a 680 Km di altezza. Attraverso questo tipo di controllo globale ha mappato la Terra (Maps), il cielo (Sky), i mari (Oceans), la Luna (Moon) e addirittura Marte (Mars).

Ricerca
Ognuno di noi fa decine di query su Google ogni giorno, chi più chi meno superiamo mediamente le dieci.

Quando abbiamo bisogno di qualcosa lo cerchiamo su Google, sempre che non sia qualcosa di verticale come ad esempio alberghi, oggetti da acquistare o ristoranti… li entrano altri fattori e Google lo sa bene.

Acquisizioni

Google ha comprato colossi incredibili che gli permettono di tenere un piede dentro alle principali innovazioni oggi presenti sul pianeta. Ha comprato Motorola (per poi rivenderla svuotata dei brevetti) e ha comprato nel 2013 Boston Dynamics ovvero una delle più evolute realtà robotiche presenti al mondo.
E non ci dimentichiamo che ha comprato e reso planetario il successo di YouTube quando nessuno, nessuno, cedeva nei video come settore di mercato concorrenziale e tremendamente penetrante.
Ricordo che ai tempi sentivo gente dire “i video sono morti”. Seeee, morti.

Android
Google è proprietaria di Android, il sistema operativo che gira sulla maggior parte dei dispositivi mobili presenti oggi sul mercato. Non va solo sui cellulari ma anche su orologi e su ogni dispositivo possa portare dentro un processore.
Android è stato fondato da una compagnia di sviluppatori capitanata da Andy Rubin che oggi, guarda caso, è a capo della divisione robotica di Google, ovvero di Boston Dynamics.

In questo scenario che ha del fantascientifico Google si pone come leader innovatore praticamente incontrastato di fronte a una Apple che dalla scomparsa di Steve Jobs è diventata muscolare ma poco innovativa (più ram e processori più veloci non sono innovazione) e alle altre che per quanto leader nei loro settori non brillano per innovazione pura. Tranne… tranne Facebook.

Credits: Charis Tsevis (mikeshouts.com)

L’UNIVERSO DI ZUCKERBERG

Facebook nasce quasi per caso dal gioco, brutale e del tutto fuori luogo, di un ragazzino di Harvard che decide di costruire un sito per mettere a confronto musi di animali con volti di donne: il ragazzino di chiama Mark Zuckerberg e si appresta a cambiare il mondo indossando delle ciabatte Adidas.

Facebook cresce, supera il miliardo di utenti, viene quotato in borsa, passa il miliardo e 500 milioni di utenti superando il numero di abitanti dell’India e piazzandosi dietro solo alla Cina. Facebook non è più un gioco ma un sistema complesso di “controllo delle masse” dove controllo sta per misurazione delle attività delle persone e gusti delle stesse.

FB sa tutto, di tutti: sa con chi parliamo, cosa diciamo, quando, cosa ci piace, di cosa parliamo e con chi, da cosa siamo influenzati. Facebook sa tutto ma non gli basta.

Nel 2013 compra Instagram (qualche filtro fotografico senza un modello di business per la cifra di un miliardo di dollari circa) e un annetto dopo sconcerta il mondo comprando Whatsapp per qualcosa come 19 miliardi di dollari, soldi sufficienti a comprare la portaerei Ronald Regan.

Abbiamo capito, il valore per Facebook sono le persone, il numero enorme di persone, di fatto tutte le persone. Ma per farci cosa?

Il valore sono gli esseri umani, tipo Matrix, i dati che le persone generano e continueranno a generare sempre di più. Il valore sono i gusti degli individui e le loro relazioni, Facebook l’ha capito prima degli altri e lo sfrutta come nessun altro.

Mentre Google fatica a mantenere in crescita il proprio modello di business a causa dell’idiosincrasia che le persone mostrano verso ogni forma di pubblicità (anche se il fatturato di Big G rimane enormemente superiore a quello di FB) Facebook si proietta nel futuro, passando anche dall’Internet delle cose.

Cosa vuol dire Internet delle cose?

Mark Zuckerberg. Credits: wsj.com

E’ un’evoluzione di Internet in cui le cose, gli oggetti anche di uso comune, sono in grado di interagire tra loro ed accedere alla Rete e a tutti i dati in essa contenuti, per poter acquisire “l’intelligenza” necessaria a svolgere compiti complessi.

Anche qua, come avrete capito, è tutta questione di protocolli e di linguaggi: se le cose saranno in grado di parlarsi e di sentirsi tra loro lo dovranno fare nella stessa lingua, ma una volta raggiunto un accordo (e qua si parla più di politica economica che non di tecnologie), il pianeta sarà una vera e propria selva di sensori e dispositivi che parleranno tra loro.

Da questo universo tracciato, mappato tecnologicamente, potremo estrapolare ogni forma di informazione, di scienza e di applicativo.

E chi fornisce la piattaforma per fare si che tutto si parli e tutto comunichi formando la più grande intelligenza artificiale collettiva? Ma guarda un po’, Facebook.

“Durante la conferenza di apertura dell’F8, l’evento dedicato agli sviluppatori in corso a Fort Mason, Ilya Sukhar ha annunciato il rilascio di Parse per l’Internet of Things. Parse è la piattaforma mobile di Facebook dedicata a chi vuole sviluppare app senza curarsi degli aspetti più tecnici come storage, backend, server, cloud, analytics e dopo smartphone e tablet è già aperta da tempo ad accessori come Arduino. Il passo alla domotica, quindi, è più breve di quanto si possa pensare.”
(fonte)

Quindi FB non si limita a far parlare zii e cucini ma fa parlare ogni oggetto presente su questo pianeta con tutti gli alri e se pensate che questo pianeta conta circa 8 miliardi di device connessi a Internet allora beh, il chiacchiericcio delle cose diventa Big Data.

Nel mentre succede anche che il social blu pensa di uscire dai proprio confini, quei enormi confini da un miliardo e mezzo di utenti, con una piattaforma chiamata Atlas che serve a fare pubblicità sugli utenti Facebook fuori da Facebook, ovvero stai sul social blu che sa tutto di te, esci e vai su siti affiliati i quali sanno tutto di te, grazie a quello che gli dice FB.

Forte, eh?

FACEBOOK È “IL NUOVO GOOGLE”

Qualcuno mi ha detto che sì, tutto questo è vero, ma oggi Google grazie ad Android sa dove siamo tutti noi in ogni momento. Verissimo, ma lo saprà anche FB quanto tutti i dispositivi parleranno e comunicheranno attraverso di esso.

Qualcuno mi ha detto che Google ha un piede in tutte le tecnologie più impattanti del prossimo futuro. Vero, ma FB sta lavorando esattamente in questa direzione e questa, quindi, è innovazione.

Qualcuno mi ha detto che su Google Plus le community hanno altri gradi di interazione. Probabilmente è vero, ma alla casalinga di Voghera (che è la discriminante per il successo di una piattaforma rispetto a un’altra) non interessa molto Google Plus.

Qualcuno mi ha detto che le persone sono su Facebook solo per cazzeggiare mentre su Google ci sono servizi utili. Si, vero, ma FB è stata la prima azienda a trasformare il cazzeggio in una fonte di business.

Qualcuno mi ha detto che le 5 Sorelle si spartiranno il mondo tecnologico da brave appartenenti a un cartello con Google=Hub, Facebook=Piazza, Amazon=Market place, Apple=Piattaforma Microsoft=Office e SO.

Probabilmente anche questo è vero ma mi pare che la battaglia per la conquista del mondo digitale sia decisamente aperta e aspra e che specialmente penda sempre da qualche parte, non sia mai bilanciata.

Facebook ha miliardi di conversazioni al giorno da leggere, guardare, monitorare, misurare. Facebook ha monetizzato il cazzeggio. Facebook è nei tuoi messaggi privati, qualunque cosa usi.

Facebook permetterà il passaggio di danaro attraverso Messenger (l’avevo dimenticata, ma Mark no…. ecco cosa se ne fa di Messenger oltre che Whatsapp).

Facebook permetterà alle cose di comunicare tra loro attraverso di lui, divenendo di fatto un Hub come non si è mai visto prima.
Facebook permetterà ai siti partner di guadagnare sulla sua stessa mole di dati e sulla conoscenza degli utenti.

Non lo so cosa accadrà tra 5 anni, giuro che non lo so come non lo sa nessuno, ma quello che so è che in questo momento, nel preciso momento in cui scrivo, Facebook è certamente la piattaforma e l’azienda che maggiormente sta correndo per innovare, in alcuni casi inseguendo gli altri ma pur sempre correndo più veloce.

Direi che ‘sti ragazzi ci sanno fare, no ? 

RUDY BANDIERA 

FONTE

Pubblicato su: http://www.nogeoingegneria.com/ 

http://ningizhzidda.blogspot.it/