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“sessagesimale”

I segreti di Enki trasmessi ai figli Marduk e Ningishzidda.

Enki impartì la conoscenza dell’astronomia (e di altre scienze) al suo primogenito Marduk. Il famoso ziggurat di Babilonia, costruito dopo che Marduk ebbe ottenuto la supremazia in Mesopotamia, aveva proprio la funzione di osservatorio astronomico (vedi figura sotto).

Enki concesse i “segreti” del calendario, della matematica, e della scrittura a Ningishzidda, suo figlio più giovane, che gli egizi chiamavano Toht. In gli Dei dalle Lacrime d’oro, Zecharia Sitchin ha presentato prove sostanziali a dimostrazione che si trattava dello stesso dio conosciuto in Mesoamerica con il nome di Quetzalcoatl, “Serpente Piumato”.

Il nome di questa divinità, che in sumero significa “Signore dell’Albero della Vita” e/o “dell’Albero Buono”, rifletteva il fatto che fu lui che Enki trasmise la conoscenza medica, incluso il segreto di far rivivere i morti.

Un testo babilonese racconta delle sasperazione di Enki che rinfacciava a Marduk di avergli già insegnato abbastanza, mentre Marduk premeva con insistenza il segreti di resuscitare i morti. Un testo, intitolato “Discesa di Inanna nel Mondo Inferiore”, mette in evidenza proprio questa capacità degli Anunnaki.

In quel testo si racconta che Inanna era stata uccisa dalla propria sorella Ereshkigal e, quando il padre chiese a Enki di riportare in vita la dea, Enki le puntò contro “impulso” e “Lampo”, resuscitandola. Una raffigurazione mesopotamica mostra un uomo steso sul tavolo di un ospedale mentre viene sottoposto a un trattamento di radiazioni (vedi immagine).

Ma anche se la Bibbia cita come un dato di fatto la capacità di resuscitare i morti, mettiamola da parte per un momento. E’ certo che, come afferma il testo di Enmeduranki, anatomia e medicina facevano parte dell’insegnamento riservato ai sacerdoti.

Dal libro del Levitico (Antico Testamento) si evince che la tradizione è proseguita nel tempo: contiene infatti le dettagliate istruzioni che Yahweh dette ai sacerdoti israeliti in materia di salute, diagnosi, cura e igiene. Quelle relative all’alimentazione appropriata (Kosher) e non appropriata derivano certamente più da condizioni di carattere igienico che non da considerazioni di carattere religioso. 

Molti ritengono che l’abitudine di praticare la circoncisione avesse motivazioni sanitarie. Queste istruzioni infatti, non erano dissimili da altre contenute in antichi testi mesopotamici, utilizzati come manuali medici per gli A.ZU e gli IA.ZU, che insegnavano al sacerdote-medico di osservare prima i sintomi, poi di determinare il rimedio da utilizzare e, infine, fornivano un elenco di sostanze chimiche, di erbe e di altri ingredienti farmaceutici con i quali preparare i rimedi.

Non dovrebbe sorprendere di fatto che gli Elohim fossero la fonte di questi insegnamenti, se ricordiamo le imprese mediche, anatomiche e genetiche di Enki e Ninti. Come recita il testo di Enmeduranki la conoscenza della matematica – <<fare i calcoli con i numeri>> – era essenziale per l’astronomia e per il calcolo del calendario, nonché per il commercio e per le attività economiche.

Il sistema numerico sumero viene chiamato sessagesimale, ossia “con base 60”. Quindi se noi diciamo “duecento”, i Sumeri dicevano “2 gesh”, che significa 2×60, ossia 120. Quando nei loro calcoli, il testo diceva “prendi metà” o “prendi un terzo”, si riferiva alla metà o a un  terzo di 60, rispettivamente quindi, 30 e 20.

A noi, che siamo abituati al sistema decimale (legato al numero delle dita) questo sistema può sembrare molto complesso, mentre per un matematico, il sistema sessagesimale è una vera delizia. Il numero 10 è divisibile solo per pochi altri numeri interi (2 e 5). Il numero 100 è divisibile solo per 2,4,5,10,20,25 e50, mentre 60 è divisibile per 2,3,4,5,6,10,12,15,20e 30.

Dai Sumeri abbiamo ereditato il 12 per contare le ore del giorno, il 60 per contare il tempo (60 secondi in un minuto, 60 minuti in un’ora) e il 360 in geometria (360° in un cerchio). Il sistema sessagesimale è ancora l’unico perfetto nelle scienze celesti, nel calcolo del tempo e in geometria (dove la somma degli angoli interni di un triangolo è 180° e quello degli angoli interni di un quadrato 360°.

In geometria teoretica e applicata (come nella misurazioni delle aree) questo sistema faceva sì che fosse possibile calcolare di aree di forme complesse e diverse (vedi figura sotto), il volume di recipienti di ogni tipo (necessari a contenere grano o vino), la lunghezza dei canali o la distanza fra i pianeti.

Quando ebbe inizio una forma di contabilità, veniva usato uno stilo con una punta arrotondata per imprimere sull’argilla umida i numeri che rappresentavano 1,10,60,600, e 3.600 (vedi sotto figura a). Il 3.600 veniva indicato come un grande cerchio: veniva chiamato SAR (Shar in accadico), il numero “principe” o “regale”, il numero di anni terrestri che impiegava Nibiru a completare un’orbita intorno al Sole.

Con l’introduzione della scrittura cuneiforme, a forma angolare, per la quale gli scribi usavano uno stilo a forma di cuneo (vedi figura b), anche i  numerali venivano scritti utilizzando i segni cuneiformi (vedi figura c). Alcuni simboli indicavano frazioni o multipli (vedi figura d); grazie ai segni di addizione, moltiplicazione, sottrazione o divisione, venivano risolti correttamente problemi di aritmetica e algebra che metterebbero in difficoltà molti studenti di oggi.

Questi problemi includevano anche l’elevazione al quadrato, l’elevazione al cubo oppure la radice quadrata dei numeri. Come dimostrò F. Thureau-Dangin in Textes mathematiques Babyloniens, gli antichi usavano forme a due o anche a tre incognite, in uso ancora oggi.

Pur che se è stato chiamato “sessagesimale“, In realtà il sistema di numerazione e la matematica dei Sumeri non si basava semplicemente sul numero 60, bensì su una combinazione di 6 e 10. Mentre nel sistema decimale ogni prodotto si ottiene moltiplicando la somma precedente per 10 (vedi figura sotto a), nel sistema sumero i numeri venivano moltiplicati in maniera alterna una volta per 10, poi per 6, poi di nuovo per 10, poi ancora per 6 e via dicendo (vedi figura b).

Questo metodo ha lasciato perplesso gli studiosi contemporanei. Il sistema decimale è chiaramente legato alle dieci dita della mano umana, quindi l’origine del numero dieci, nel sistema sumero, si può capire; ma da dove arriva il 6, e perché?

Ma gli enigmi non finiscono qui. Fra le migliaia di tavolette matematiche venute alla luce in Mesopotamia, molte avevano tabelle di calcolo già pronte. Stranamente, non partivano dai numeri piccoli (per esempio 1,10,60, ecc.), bensì da un numero, che possiamo solo definire astronomico: 12.960.000.

Un esempio citato da Th. G. Pinches (Some Mathematical Tablets of the British Museum), partiva dai seguenti numeri:

1.   12.960.000   i suoi 2/3      8.640.000

2                     la sua metà     6.480.000

3                     il suo terzo      4.320.000

4                     il suo quarto    3.240.000

e proseguiva fino alla sua <<80ma parte 180.000>>, fino alla <<400ma parte 32.400>>. Altre tavolette continuavano fino a 16.000ma parte (810) e non vi è dubbio che questa serie continuasse fino a 60, la 216.000ma parte del numero iniziale 12.960.000.

Non vi è dubbio che il numero di 12.960.000 era un numero astronomico, legato al fenomeno della precessione terrestre. Il moto processionale è il movimento che la Terra compie per mantenere l’inclinazione dell’asse contrastando l’attrazione gravitazionale esercitata dal Sole e della Luna. Durante tale tragitto si denota un cambio dei cieli, delle posizioni delle stelle e delle costellazioni.

Ogni casa zodiacale misura 2160 anni, quindi l’intero cielo processionale è di 25.920 anni. Il numero 12.960.000 rappresentava 500 cicli processionale completi. Era incredibile scoprire che i Sumeri non solo erano a conoscenza del fenomeno della precessione, ma anche che il passaggio da una casa zodiacale a un’altra richiedeva 2160 anni; era ancora più incomprensibile che avessero scelto quale base della loro matematica un numero che rappresentasse cinquecento di questi cicli processionali completi (ciascuno dei quali, ricordiamo, era di 25.920 anni).

E’ vero che l’astronomia, oggi, accetta l’esistenza del fenomeno e dei periodi calcolati da Sumer, ma è altrettanto vero che non vi è scienziato oggi, o nei tempi passati, in grado di confermare per esperienza personale, il passaggio anche di una sola casa. Tutti gli scienziati, messi insieme, non hanno ancora assistito a un ciclo completo: però i Sumeri ne erano a conoscenza e lo hanno riportato sulle tavolette.

Tratto dalle mie letture “L’altra Genesi” di ZS

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Enki: “Colui che conosce i segreti”

L’EMBLEMA DEI SERPENTI INTRECCIATI

Nella narrazione biblica di Adamo ed Eva nel giardino dell’Eden, l’antagonista del Signore, che aveva causato ai due la “conoscenza” (la capacità di procreare) era il Serpente, Nahash in ebraico.

Il vocabolo ha altri due significati: “Colui che conosce i segreti” e “Colui che conosce il rame”. Questi altri significati u giochi di parole, li ritroviamo anche nell’epiteto sumero BUZUR, che sta a indicare Enki, che significava “Colui che svela i segreti” e “Colui che è delle miniere di metallo”.

Sitchin, nei precedenti scritti nei suoi libri, ha ipotizzato che, nella versione sumera originale, il “serpente” altri non fosse che Enki. Il suo emblema erano due serpenti intrecciati; era anche il simbolo del suo “centro di culto”. Eridu (a), in generale di domini in Africa (b) e, in particolare, delle piramidi (c). (vedi immagine sotto):

I tre emblemi di Enki

Inoltre appariva sui sigilli cilindrici nelle raffigurazioni sumere relative agli eventi narrati nella Bibbia. 

Che cosa rappresentava l’emblema dei serpenti intrecciati, ancora oggi simbolo della medicina e della guarigione? La scoperta, da parte della scienza moderna, della struttura a doppia elica del DNA, l’immagine, ci offre la risposta.

I serpenti intrecciati emulavano la struttura del codice genetico, la conoscenza segreta che consentì a Enki di creare Adamo e successivamente, di garantire ad Adamo ed Eva la capacità di procreare.

L’emblema di Enki, quale segno di guarigione, venne invocato da Mosè quando fece un nahash nehashet – un “serpente di rame” – per bloccare un’epidemia che mieteva vittime tra gli israeliti.

La presenza del rame nei tre significati della parola e nella creazione del serpente di rame da parte di Mosè avevano forse una qualche relazione con proprietà sconosciute del rame, sua nella genetica sia nella guarigione?

Esperimenti recenti, condotti nelle università del Minnesota e di St. Luis fanno pensare che le abbia. Hanno dimostrato, per esempio, che il radionucleide 

rame-62 è un “emettitore di positroni”, viene utilizzato nella risonanza magnetica per eliminare l’attività funzionale del cervello, mentre altre composti di rame possono veicolare farmaci alle cellule viventi, incluse quelle del cervello.

Estratto dalle mie letture: “L’altra Genesi” di Zecharia Sitchin (1991 Genesis Rivisited). Un libro dedicato alla moglie, Frieda (Rina) Regenbaum che l’ha incoraggiato a “smettere di parlare e di iniziare a scrivere”  dei Nefilim  

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La versione di Beroso sul pianeta chiamato “Nibiru”

L’accesso di Beroso alle tavolette d’argilla sumere

Si deve presumere che fra i testi fondamentali che sono stati copiati e ricopiati, Beroso abbia avuto tra le mani una versione del racconto di Madrduk, Tiamat e della battaglia celeste mentre redigeva la sua Babyloniaca in tre volumi.

A quanto pare è stato proprio così. Secondo lo storico Alessandro Polistore, una delle fonti che hanno permesso di risalire ai Frammenti di Beroso, nel Libro I Beroso scrisse (fra le altre cose):

Ci fu un tempo in cui non esisteva nient’altro che le tenebre e un abisso di acque in cui vivevano le più orrende creature … Quella che esercitava il comando su di loro era una femmina di nome Thallath, che in caldeo significa “il mare” … Belus (= “il Signore”( venne e fece a pezzi la femmina; da una metà formò la terra e dall’altra i cieli: nello stesso tempo distrusse le creature dell’abisso …

Questo Belus, che gli uomini chiamano Deus, divise le tenebre e separò i Cieli dalla terra, e mise ordine nell’universo … Formò anche le stelle, il Sole e la Luna, insieme ai cinque pianeti.

Beroso aveva avuto accesso a una copia completa e intatta della V Tavoletta dell’Enuma Elish?

SINOSSI DELLA QUINTA TAVOLETTA
 
Ninmah scende sulla terra con un gruppo di infermiere, distribuisce i semi per coltivare le piante dell’elisir, da Notizie ad En-lil del loro figlio Ninurta, nato fuori dal vincolo nuziale.
Nell’Abzu En-ki stabilisce la sua dimora e i luoghi di estrazione mineraria, nell’Eden, Enlil costruisce attrezzature spaziali e altri impianti.
 
I Nibiruani sulla terra (Gli Anunnaki) sono seicento, trecento “Igigi” sono addetti su Lahmu (Marte).
Esiliato per aver stuprato Sud. (il primo stupro della storia che si conosca)  Enlil viene a conoscenza delle armi nascoste.
Sud diventa sposa di Enlil, con il nome di Nin-lil, genera un figlio “Nannar”.
Ninmah si unisce a Enki nell’Abzu, da alla luce solo figlie femmine, Ninki invece la sposa di Enki, giunge portando con se il loro figlio Marduk.
 
Mentre Enki ed Enlil procreano ancora, si formano vari clan sulla terra, e tormentati dagli stenti, gli Igigi organizzano un ammutinamento contro Enlil. In battaglie aeree Ninurta sconfigge il loro capo Anzu, ma anche gli Anunnaki, incitati ad estrarre più oro, si ammutinano, Enlil e Ninurta denunciano gli ammutinati, così Enki suggerisce di creare artificialmente i lavoratori primitivi, (Lulu Amelu).

Questa interessante domanda ne fa sorgere un’alta più generale: dove, in qual biblioteca e fra quale collezione di tavolette Beroso si è seduto a copiare i testi e a scrivere i suoi tre volumi?

La risposta potrebbe essere contenuta nella scoperta fatta negli anni 50 che una collinetta di nome Sultantepe, a poche miglia da Haran (ora in Turchia), era effettivamente il sito di un’importante scuola scrittoria e biblioteca, dove furono trovate molte tavolette che fino ad allora si consideravano perdute.

Articolo correlato:  ANALISI ASTRONOMICA DELL’ENUMA ELISH

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La settima Stazione: la Terra

Il potere del sette

La nostra vita quotidiana è regolata dalla settimana fatta di sette giorni, un numero dispari che non concorda né con il nostro sistema decimale (= in base dieci, come il numero delle dita in due mani), né con il sistema sessagesimale sumero (= in base sessanta) che usiamo tuttora in geometria, astronomia e nella misurazione del tempo.

Questa scelta insolita è spiegata dal racconto biblico della Creazione, che ha coperto un arco di tempo di sette giorni (compreso quello finale di riposo e di revisione). Questo sette biblico è a sua volta spiegato dalle sette tavolette dell’Enuma Elish, l’epica mesopotamica della Creazione.

Ma perché il testo è inciso in sette tavolette? Il numero sette (compreso il diciassette e il settanta) compare in quasi tutti i più importanti eventi, comandamenti e profezie della Bibbia, per un totale di circa seicento volte.

E’ anche il numero chiave nel Nuovo Testamento, compreso il profetico libro dell’Apocalisse, come pure i libri pseudepigrafici (come le sette classi di angeli nel libro di Enoch).

Lo stesso discorsi vale per la tradizione egizia, a partire dalle questioni degli dèi: la prima dinastia divina era costituita da sette dèi (da Ptah a Horus), e in tutto ci furono 49 )= 7×7) sovrani divini e semi-divini fino a quando ebbe inizio il regno dei faraoni. Le origini in Mesoamerica sono attribuite a sette tribù, e così via.

In realtà il stette cominciò a essere considerato un numero potente dagli Anunnaki che giunsero sulla Terra da Nibiru. Nippur, il centro di controllo della missione, era la settima città sulla terra.

C’erano sette saggi e i “sette che giudicano”. Gli Ziggurat avevano sette piani e le stelle venivano localizzate con lo “stilo di sette numeri”. Un dio aveva la “settuplice arma” e c’erano sette “armi del terrore“. La liberazione del Toro celeste diede avvio a sette anni di carestia; quando si inaugurava un tempio, venivano pronunciate sette benedizioni. Eccetera, eccetera.

Si ipotizza che l’origine di tutto ciò sia la posizione della terra come settimo pianeta dal punto di vista degli Anunnaki. Secondo la mappa <<Enlil passò accanto a sette pianeti>> per raggiungere la Terra, cominciando a contare da Plutone (oggi declassificato a poco più di un asteroide e/o satellite), proseguendo con Nettuno e Urano come secondo e terzo, Saturno e Giove come quarto e quinto e la Terra come settimo.

Il simbolo celeste della Terra era quindi costituito da sette punti, come si possono vedere sui monumenti assiri (insieme ai simboli della Luna, di Nibiru e del Sole, e delle divinità a essi associati.  

  

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Anunnaki: Il segreto del Pentagono

Il Segreto del Pentagono – Gli Anunnaki stanno tornando. 

Secondo una recente intervista di un insider del pentagono, gli Anunnaki potrebbero tornare sulla Terra. Secondo Stan Dayo, intorno al Pentagono si vocifera che gli dei sumeri stiano tornando sulla Terra. 

 I legami delle Comete ISON e Encke con gli Anunnaki 

 La domanda che ci si deve chiedere è perché a questi due oggetti celesti sono stati dati due nomi così particolari come ISON e Encke. La parola “a” è associata con la parola An (pronunciato “on”), come uno dei leader più importanti degli Anunnaki Anu (On-nu), Il prefisso per ISON è Iside, cxome lo stesso personaggio folcloristico Inanna, la Dea sumera Ishtar. Quindi se scomponiamo la parola ISON, avremmo IS + ON, ottenendo il nome anunnako Ishtar.

Per quello che riguarda la Cometa Encke e per chi ha fatto ricerche e studiato gli Anunnaki, sa che la derivazione del suo nome è assimilabile a Enki (come nella Cometa Encke), il dio sumero che poi fu denominato Ea (proprio la denominazione che viene dato al nostro pianeta Terra). Enki è stato una divinità scientifica legata all’acqua, sia quella di mare che quella di fiume e/o di lago (acqua dolce), è stato l’intelligenza della creazione.

Western Ski UFO, o più precisamente il cielo occidentale si riferisce agli Anunnaki?

Molti scienziati e astronomi stanno scrutando il cielo occidentale e le sue anomalie che chiamano UFO, in quella parte di cielo non ci sono tanti pianeti o stelle. Anomalie che portano a credere la presenza di un UFO che eventualmente potrebbe essere anche una nave Pleiadiana o arturiana, ma potrebbe anche essere un eventuale ritorno degli Anunnaki.

Ci sono in tutto il mondo diversi rapporti e video di questo UFO che cambia colore e dimensione. Inoltre anche varie forme di geometria sacra sono state rilevate di questo UFO e i colori cambiano in modo intermittente.

Se questo è veramente un UFO Anunnaki, aspettiamoci da tutti i governi mondiali la loro versione di una nuova stella che si è inserita nel nostro firmamento, per coprire il fatto che non siamo soli in questo universo o galassia.

Certamente per alcune persone, questo evento sarà difficile da assimilare. Altri negheranno ciò che sta accadendo, ma per coloro che hanno la capacità di guardare fuori dagli schemi, sanno che esistono queste possibilità evitando l’oppressione e la paura.

Sistemi di controllo

I governi raramente e quasi mai ci dicono la verità, coprendo le loro tracce con la scusa della segretezza nazionale, informazioni “riservate” e/o un eventuale “rischio per la sicurezza”, quindi è molto probabile che la maggior parte dei governi mondiali sono a conoscenza del ritorno Anunnaki, ma la paura di divulgare questa informazione al popolo farebbe crollare i loro sistemi di schiavitù economica e le religioni del mondo che conosciamo. 

 Una riflessione viene dalla Bibbia cristiana Diodati. 

 In Genesi 1:26 viene affermato: “E Dio disse: Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza …” Bisognerebbe chiederci perché si dice “Facciamo l’uomo a ‘nostra’ immagine”. Se ci fosse veramente un Dio, allora dovremmo leggere, “E Dio disse, permettetemi di fare l’uomo a ‘mia’ immagine”

E’ possibile che la Bibbia sia stata scritta dagli Anunnaki e progettata per controllare l’uomo attraverso la paura? Dopo tutto la religione è uguale a sottomissione per la conformità del controllo, che altro non è che lo stesso modello adottato da tutti i governi.

Per onor di cronaca, la versione della Bibbia di Re Giacomo è stata curata da Sir Francis Bacon, che era un massone del 33° grado. A questo livello della Massoneria, c’è un motto “ordo ab chao” il cui significato è “ordine del caos”. La Bibbia nel capitolo dell’Apocalisse finisce con caos. 

 Schiavi dell’oro 

 Nel racconto sumerico, Enki ha disobbedito a suo padre Anu, perché amava le sue creazioni umane, invece di esserne distaccato, per questo motivo di disobbedienza/tradimento Enki e Anu sono stati in guerra avversi l’uno all’altro. Enki era uno “dei creatori” del genere umano che ha manipolato il nostro DNA per farci lavorare come schiavi degli Anunnaki nelle miniere d’oro sparse in tutto il nostro pianeta. Questo è probabilmente il motivo per cui la Chiesa Cattolica Romana è in possesso di tanto oro. Secondo una fonte, si stima che l’RCC possieda 60.350 tonnellate d’oro.

Se guardate attentamente sul retro del dollaro $, potreste notare al vertice della piramide raffigurata un occhio “occhio che vede tutto”. E’ possibile che l’ente (o enti) al vertice della piramide siano gli Anunnaki che ci hanno tenuti in schiavitù economiche per migliaia di anni?

Indipendentemente da tutto questo che gioca fuori, le persone si stanno risvegliando dalla tirannia e l’oppressione di tutti i governi, rendendosi conto che gli attuali modelli di vita sono insostenibili attraverso la moneta a corso forzoso compreso il nostro attuale sistema di schiavitù economica.

Concludendo, ci sono diverse migliaia di leader mondiali che ci stanno mantenendo in schiavitù economica, nel mentre, consapevolmente, stanno inquinando le nostre forniture d’acqua, aria e cibo. I media main stream continuano a giocare il più possibile la carta della paura, sponsorizzata dalla sfornata propaganda dello stato.

Non possiamo più sostenere e tollerare l’odio verso gli altri paesi, etnie o razze, perché è questo che ci impedisce di progredire come civiltà. Tutti noi possiamo svegliarci da questo torpore e risorgere elevandoci sopra questo abominevole progetto, potrebbe accadere durante la notte, ma non dobbiamo dimenticare che la base della piramide è fatta di tutti noi e dobbiamo unirci.

Gli Hopi credevano che noi saremmo stati quelli che stavano aspettando. In altre parole, abbiamo il potere di cambiare le cose e cambiarle adesso in questo momento, senza l’aiuto degli Anunnaki o di qualsiasi altra razza di extraterrestri benevoli. Ma prima, dobbiamo unirci come una globale comunità.

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