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I FIGLI DI DIO

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dal Sito Web Mystae ricuperato a traverso il Sito Web WayBackMachine traduzione di Claudiordali Versione originale in inglese

I Vigilanti Sumeri

“… L’uomo e le prime civiltà umane avevano una mentalità profondamente diversa dalla nostra. In effetti, gli uomini e le donne non erano consapevoli come lo siamo noi e non erano responsabili delle loro azioni, quindi non possiamo dar loro alcun credito o colpa per tutto ciò che è stato fatto in tutti questi millenni di tempo. Ogni persona aveva una parte del suo sistema nervoso che era divina e dalla quale prendeva ordini come qualsiasi schiavo; una voce o più voci che, a tutti gli effetti, costituiva ciò che noi chiamiamo arbitrio o volizione e conferiva potere a ciò che veniva comandato, collegandolo alle voci allucinatorie degli altri tramite una gerarchia definita attentamente.” “…La sorprendente corrispondenza, dall’Egitto al Perù, da Ur allo Yucatan, ovunque siano sorte delle civiltà, delle pratiche di morte, delle idolatrie, del governo divino e delle voci allucinatorie, fa da testimone all’idea di una mentalità diversa dalla nostra”. “Gli dèi non erano in alcun modo il “frutto dell’immaginazione” di nessuno: erano la volontà dell’uomo: occupavano il suo sistema nervoso, probabilmente il suo emisfero destro e, attraverso le memorie delle esperienze ammonitrici e ricettive, le trasmutavano in discorsi articolati che quindi “dicevano” all’uomo cosa fare”. “In tutta la Mesopotamia, fin dai primi tempi di Sumer e Akkad, tutte le terre erano possedute dagli dèi e gli uomini erano loro schiavi. I testi cuneiformi non lasciano alcun dubbio. Ogni città stato aveva il suo dio principale, e il re veniva raffigurato nei primi documenti scritti come il ‘fittavolo del dio’.” – Julian Jaynes, Il Crollo del la Mente Bicamerale e l’Origine della Coscienza

“… Gli Accadi chiamarono i loro predecessori Sumeri e parlarono della Terra di Sumer. “Infatti, si trattava della biblica Terra di Shin’ a r : era la terra il cui nome Shumer significava letteralmente la Terra dei Vigilanti. Si trattava infatti dell’egiziana Ta Neter, La Terra dei Vigilanti, il luogo da cui gli dèi vennero in Egitto.” Zecharia Sitchin, Genesis Revisited

“Fu da quel pianeta [Nibiru], che i testi sumeri ripetutamente e insistentemente dichiararono che gli Anunnaki vennero sulla Terra. Il termine significa letteralmente” Quelli che dal Cielo Vennero sulla Terra.” Nella Bibbia si parla di loro come gli Anakim, e nel Capitolo 6 della Genesi sono chiamati anche Nefilim, che in ebraico significa la stessa cosa: Quelli Che Sono Scesi dai Cieli sulla Terra.” Zecharia Sitchin, Genesis Revisited

“Gli Anakim potrebbero essere stati i colonizzatori dei greco micenei, appartenenti alla confederazione dei Popoli del Mare, che causarono all’Egitto molti problemi nel quattordicesimo secolo a.C. I mitografi greci raccontarono del Gigante Anax (“re”), il figlio del Cielo e di Madre Terra che governava Anactoria (Mileto), in Asia Minore. Secondo Apollodoro, lo scheletro di Asterio (“stellato”), il successore di Anax, misurava dieci cubiti, mentre Akakes, il plurale di Anax, era un epiteto comune per gli dèi greci. I commentatori del Talmud di solito riportano che gli Anakim erano alti tremila cubiti.” – Robert Graves e Raphael Patai, I Miti Ebraici

Gli Ntr degli Egiziani

Esistono le prove archeologiche della forte connessione culturale tra Sumer e l’antico Egitto.

“In egiziano, Ptah e gli altri dèi venivano chiamati Ntr, ovvero ‘Guardiano, Vigilante‘.” – Zecharia Sitchin, Guerre Atomiche al Tempo degli Dèi

Durante la favolosa “Prima Volta, o Zep Tepi, quando gli dèi governarono nel loro paese, dissero che si trattava di un’epoca d’oro durante la quale le acque dell’abisso si ritirarono, l’oscurità primordiale fu bandita e all’umanità, emergendo dalla luce, furono offerti i doni della civiltà. Parlarono anche di intermediari tra le divinità e gli uomini, gli Urshu, una categoria di divinità minori il cui titolo significava “i Vigilanti“. Conservarono ricordi particolarmente vividi degli stessi dèi, esseri potenti e meravigliosi chiamati Neteru, che vissero sulla terra con il genere umano ed esercitarono la loro sovranità da Eliopoli e da altri santuari su e giù per il Nilo. Alcuni di questi Neteru erano maschi e possedevano dei poteri soprannaturali che includevano la capacità di apparire come uomini o donne, o come animali, uccelli, rettili, alberi e piante. Paradossalmente, le loro parole e le loro azioni sembravano riflettere le passioni e le preoccupazioni umane. Analogamente, in determinate circostanze potevano ammalarsi, o addirittura morire o essere uccisi.”

“Manda lo scriba Nebseni, la cui parola è verità, dai Vigilanti che portano coltelli assassini, che possiedono dita crudeli e che ucciderebbero coloro che sono al seguito di Osiride.” Che questi Vigilanti non acquisiscano mai il dominio su di me e che io non possa mai cadere sotto i loro coltelli! Chi sono questi Vigilanti? “Sono Anubi e Horus, [quest’ultimo] nella forma di Horus il cieco. Tuttavia, altri dicono che sono i Tchatcha (i principi sovrani di Osiride) che annientano le operazioni dei loro coltelli, e altri dicono che sono i capi della camera Sheniu.

“Possano i loro coltelli non acquisire mai il controllo su di me. Possa io non cadere mai sotto i coltelli con cui infliggono torture crudeli. Poiché conosco i loro nomi e conosco Matchet, che è tra loro nella Casa di Osiride. Spara fuori raggi di luce dai suoi occhi rimanendo invisibile, e va in giro per i cieli avvolto nelle fiamme che escono dalla sua bocca, comandando Hapi, ma rimanendo sempre invisibile. Possa io essere forte sulla terra davanti a Ra, possa arrivare sano e salvo alla presenza di Osiride. O voi che presiedete i vostri altari, non lasciate che mi manchino le vostre offerte, poiché io sono uno di coloro che seguono Nebertcher secondo gli scritti di Khepera. Lasciatemi volare come un falco, fatemi ridere come un’oca, lasciatemi giacere sempre come la dea serpente Neheb-ka.” Il Libro Egiziano dei Morti

“Gli Egiziani scrissero che vennero in Egitto da Ta-Ur, la “Terra Lontana e Straniera” il cui nome Ur significa “la più antica”, ma poteva anche essere il vero nome del luogo, un posto conosciuto dagli archivi mesopotamici e biblici: l’antica città di Ur nel sud della Mesopotamia. Inoltre, gli stretti del Mar Rosso che collegavano la Mesopotamia con l’Egitto, erano chiamati Ta-Neter, il “Luogo degli Dèi”, il passaggio attraverso il quale erano venuti in Egitto. Che i primi dèi vennero dalle terre bibliche di Shem, è ulteriormente confermato dal fatto sconcertante che i nomi di questi antichi dèi erano di origine “semitica” (accadica). Per cui Ptah, che non aveva alcun significato in egiziano, nelle lingue semitiche significava “colui che modellava le cose intagliandole e aprendole”. Zecharia Sitchin, The Wars of Gods and Men

“La leggenda di Votan, che costruì la prima città che fu la culla della civiltà mesoamericana, fu scritta dai cronisti spagnoli dalle tradizioni orali dei Maya. Riportava che l’emblema di Votan era il serpente;” era un discendente dei Guardiani, della razza di Can. “Guardiani” era il significato del termine egiziano Neteru (ossia “dèi”). Studi come quello di Zelia Nuttal (Papers of the Peabody Museum) suggerirono che Can fosse una variante di Canaan, che (secondo la Bibbia) era un membro dei popoli Camiti africani e una nazione alleata degli Egiziani.” – Zecharia Sitchin, When Time Began

 Bene Elohim

Da notare che il plurale Dèi elohim appare nei primi testi ebraici, anche se nei testi moderni viene tradotto come Dio (El).

“… I figli degli dèi (bene ha-elohim’) videro che le figlie degli uomini erano belle…” – Genesi 6: 2.

“I figli di Dio (o fanciulli di Dio, ‘bene elohim‘ e varianti) sono i membri divini del luogo celeste di Dio … Il titolo ‘figli / fanciulli di Dio’ proviene dalla mitologia ugaritica, in cui gli dèi sono collettivamente i ‘figli di El‘ … Il termine figli / fanciulli di Dio si trova anche nelle iscrizioni fenicie e ammonite, dove si riferisce al pantheon delle divinità subordinate, stando quindi a indicare che era diffuso nelle religioni semitiche occidentali.” – The Oxford Companion to the Bible

“I Vigilanti erano” una razza specifica di esseri divini conosciuti in ebraico come nun resh ‘ayin, ‘irin ‘(resh ‘ayin, ‘ir’ al singolare), che significa ‘quelli che guardano’ o ‘quelli che sono svegli’, e che viene tradotto in greco come Egregoroi, egregoris o grigori, che significa “vigilanti“. Questi Vigilanti sono presenti principalmente nelle pagine delle opere pseudepigrafe e apocrife di origine ebraica, come il Libro di Enoch e il Libro dei Giubilei. Secondo la tradizione ebraica, la loro progenie è chiamata nephilim, una parola ebraica che significa “coloro che sono caduti” o “i caduti”, tradotto in greco come gigantez, gigantes o “giganti” – una razza mostruosa presente nella Teogonia dello scrittore ellenico Esiodo (circa il 907 a.C.).” – Andrew Collins, From the Ashes of Angels – The Forbidden Legacy of a Fallen Race (1996) pag. 3.

“L’affermazione (Genesi 6: 1) che i “figli di Dio” sposarono le figlie degli uomini, viene spiegata della caduta degli angeli in Enoch vi-xi, e nei codici, D, E, F e A della Septuaginta, in cui “figli di Dio” viene letto frequentemente con oi aggeloi tou qeou [‘angeli di Dio’]. Sfortunatamente, i codici B e C sono imperfetti in Genesi vi, ma è probabile che anche in questo passaggio si leggano oi aggeloi, in quando rendono costantemente l’espressione “figli di Dio”; cfr. Giobbe 1, 6, ii, 1 xxxviii, 7; d’altro canto, vedere Salmi ii, 1; lxxxviii, e (la Septuaginta). Filone, nel commentare il brano del suo trattato “Quod Deus sit immutabilis“, i, seguì la Septuaginta.”

“Gli angeli giunsero tardi nella teologia ebraica, generalmente dai miti non ebraici orientali. I primi libri della Bibbia parlano di alcune vaghe creature celesti chiamati malachim (al singolare, malach). Sebbene malach venga solitamente tradotto con angelo, il suo significato letterale è messaggero.” Harry Gersh, The Sacred Books of the Jews

“L’angelo del Signore trovò Agar presso una sorgente nel deserto, presso la sorgente che si trova sulla strada di Shur.” – Genesi 16: 7

“All’inizio gli angeli vengono considerati in modo piuttosto impersonale (Genesi xvi, 7). Sono i vice-reggenti di Dio e vengono spesso identificati negli Autori del messaggio (Genesi xlviii, 15-16). Anche se leggiamo degli “Angeli di Dio” che incontrano Giacobbe (Genesi xxxii, 1) altre volte leggiamo di uno che viene definito “l’Angelo di Dio” per eccellenza, come ad esempio in Genesi xxxi, 11.” – Hugh Pope, The Catholic Encyclopedia

“Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e disse: Abrahamo, Abrahamo!” – Genesi 22: 11

“È vero che, a causa dell’idioma ebraico, questo possa significare non più di “angelo di Dio”, e la Bibbia dei Settanta lo scrive, a piacimento, sia con che senza l’articolo; eppure i tre visitatori di Mambre sembrano essere stati di rango diverso, sebbene San Paolo (Ebrei xiii, 2) li considerasse equamente tutti angeli: come si sviluppa la storia in Genesi xiii, l’oratore è sempre “il Signore”. Così nel racconto dell’Angelo del Signore che fece visita a Gedeone (Giudici vi), il visitatore viene alternativamente definito sia come “l’Angelo del Signore” che come “il Signore”. Allo stesso modo, in Giudici xiii appare l’Angelo del Signore …“ – Hugh Pope, The Catholic Encyclopedia

“Così Manoah prese il capretto e l’offerta di cibo e lo sacrificò su una pietra al Signore. Allora il Signore fece una cosa straordinaria mentre Manoah e sua moglie guardavano: come la fiamma saliva dall’altare verso il cielo, l’Angelo del Signore salì nella fiamma. Al vedere questo, Manoah e sua moglie caddero con la faccia a terra. L’Angelo del Signore non si mostrò più nè a Manoah nè a sua moglie. Solo allora Manoah si rese conto che quello era l’Angelo del Signore. Manoah disse dunque a sua moglie: Moriremo certamente, perché abbiamo visto Dio.” – Giudici 13: 19-22

“Questa mancanza di chiarezza è particolarmente evidente nei vari racconti sull’Angelo dell’Esodo. In Giudici vi, che abbiamo appena menzionato, la Septuaginta è molto attenta nel trasformare la parola ebraica per “Signore” in “l’Angelo del Signore”, ma nella storia dell’Esodo è il Signore che sta davanti a loro in una colonna di nuvola (Esodo xiii 21) e la Septuaginta non effettua modifiche (cfr. anche Numeri xiv, 14 e Neemia ix, 7-20).” – Hugh Pope, The Catholic Encyclopedia

“Il Signore andava davanti a loro, di giorno in una colonna di nuvola per guidarli nella via, e di notte in una colonna di fuoco per far loro luce, in modo che potessero viaggiare di giorno e di notte.” – Esodo 13: 21

“Tuttavia in Esodo xiv 19, la guida viene chiamata ‘l’Angelo di Dio. Quando passiamo a Esodo xxxiii, dove Dio è arrabbiato con il suo popolo perché adorava il vitello d’oro, è difficile non capire che finora è stato Dio stesso a far da guida e che ora si rifiuta di accompagnarli ancora. Dio offre al suo posto un angelo, ma alla richiesta di Mosè Egli dice (14) “La mia presenza ti precederà”, che la Settanta traduce con autoV sebbene il versetto seguente mostri che questa traduzione è chiaramente impossibile, poiché Mosè obietta: “Se la tua presenza non viene con me, non farci partire da qui.” Ma cosa vuol dire Dio con “la mia presenza”? E’ possibile che voglia intendere un qualche angelo di alto rango, come in Isaia lxiii, 9 (cfr Tobia xii, 15)? Non può essere che intenda dire Angelo di Dio (cfr Numeri xx, 16)?” Hugh Pope, The Catholic Encyclopedia

“Egli [il Signore] disse: “Essi sono sicuramente il mio popolo, i figli che non agiranno falsamente”; e così divenne il loro Salvatore. In ogni loro angoscia egli fu angosciato, e l’Angelo della sua presenza li salvò. Nel suo amore e nella sua misericordia li redense; li sollevò e li portò tutti i giorni del passato. Ma essi si ribellarono e addolorarono il suo Santo Spirito; perciò egli divenne loro nemico e combatté contro di loro.” – Isaia 63: 8-10

“Sia il testo masoretico che la Vulgata, in Esodo iii, xix e xx rappresentano chiaramente l’Essere Supremo come appare a Mosè nel roveto e sul Monte Sinai, mentre la versione dei Settanta, pur essendo d’accordo che fu Dio in persona a dargli le Leggi, dice che fu “l’angelo del Signore” ad apparire nel roveto.” Hugh Pope, The Catholic Encyclopedia

“L’Angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco, in mezzo a un roveto. Mosè guardò ed ecco il roveto che bruciava col fuoco, ma il roveto non si consumava. Allora Mosè disse: “Andrò a vedere questo strano spettacolo; perché mai il roveto non si consuma.” Quando il Signore vide che era andato a guardare, Dio lo chiamò dal mezzo del roveto: “Mosè! Mosè!’” – Esodo 3: 2-4

“Ai tempi del Nuovo Testamento prevaleva il punto di vista della Septuaginta, per cui non solo fu l’angelo del Signore ad apparire nel roveto e non Dio, ma l’angelo fu anche colui che consegnò le Leggi (cfr. Galati iii 19; Ebrei ii 2; Atti vii 30).” – Hugh Pope, The Catholic Encyclopedia

“La legge fu promulgata dagli angeli tramite un mediatore.” – Galati 3: 19

“Il personaggio del “l’angelo del Signore” trova una contropartita nella personificazione della Saggezza nel libro della Sapienza e almeno in un brano (Zaccaria iii 1) sembra rappresentare quel “figlio dell’uomo” che Daniele (vii 13) vide davanti “l’Antico dei Giorni”. Disse Zaccaria: “E il Signore mi fece vedere il sommo sacerdote Gesù davanti all’angelo del Signore, e Satana che stava alla sua destra per essere il Suo avversario”. – Hugh Pope, The Catholic Encyclopedia

A differenza dei “messaggeri” che nel Libro della Genesi potrebbero essere scambiati per uomini, l’angelo di Daniele risplendeva nella sua divinità.

“Alzai lo sguardo e davanti a me c’era un uomo vestito di lino, con una cintura d’oro di Ufaz intorno alla vita. Il suo corpo era come il topazio, la sua faccia come un fulmine, gli occhi come torce fiammeggianti, le braccia e le gambe come il bronzo lucidato e il suono della sua voce era come il rumore di una moltitudine.

Soltanto io Daniele vidi la visione, gli uomini con me non la videro, ma un grande terrore piombò su di loro e fuggirono a nascondersi.” Daniele 10: 5-7

“Gli ultimi libri biblici svilupparono l’idea dei malachim [messaggeri], ma fu solo nel Libro di Daniele, scritto nel II secolo a.C., che alcune di queste creature celesti ricevettero dei nomi. Daniele menziona Gabriele (geber significa uomo, El è Dio) e Michele: i successivi libri non canonici costruirono un’intera gerarchia di angeli guidata da Metatron, il principe delle schiere celesti.” Harry Gersh, The Sacred Books of the Jews

“Negli scritti ebraici, il termine “Schiere Celesti” non solo include i consiglieri e gli emissari di Geova, ma anche i luminari celesti; le stelle, che in Oriente si immaginava fossero delle intelligenze animate che determinano la buona e cattiva sorte degli uomini, vengono identificate con i messaggeri e gli angeli personificati che eseguono i decreti divini e la cui predominanza in cielo è in misteriosa corrispondenza e relazione con i poteri e i domini della terra. In Giobbe vengono identificate le Stelle del Mattino e i Figli di Dio; si uniscono allo stesso coro dell’Onnipotente; sono entrambi suscettibili alla gioia; camminano nello splendore e sono soggette ad apparire impure e imperfette agli occhi di Dio.” Albert Pike, Morals and Dogma

“Egli [re Giosia] eliminò i sacerdoti pagani nominati dai re di Giuda per bruciare incenso sugli alti luoghi nelle città di Giuda e nei dintorni di Gerusalemme, e quelli che bruciavano incenso a Baal, al sole, alla luna, alle costellazioni dello zodiaco [Mazzaloth] e a tutti gli eserciti del cielo.” II Re 23: 5

“Puoi far apparire le costellazioni [Mazzaloth] alle loro stagioni [un riferimento ai dodici segni dello Zodiaco] o guidare l’Orsa maggiore [Arturo] con i suoi cuccioli?” Giobbe 38: 32  Arturo è l’Orsa Maggiore e le tre stelle nella sua coda sono i cuccioli.  

La Tradizione Apocrifa

Circa nel 150 a.C., l’autore di 1 Enoc scrisse del suo viaggio incantato in cielo, dove vide gli angeli e la loro gloria.

“E questi sono i nomi dei santi angeli che vigilavano: Uriele, uno degli angeli santi, quello che sta sopra il mondo e sopra il Tartaro. Raffaele, uno degli angeli santi, quello degli spiriti degli uomini. Raguele, uno degli angeli santi vendicatore del mondo e dei luminari. Michele, uno degli angeli santi che era comandato sulla bontà dell’umanità e sul caos. Sarcaele, uno degli angeli santi che era preposto sugli spiriti degli uomini che peccano nello spirito. Gabriele, uno degli angeli santi che era preposto al Paradiso, ai serpenti e ai Cherubini. Remiele, uno degli angeli santi che Dio mise sopra coloro che resuscitano.” 1 Enoc 20: 1-8

I proseliti degli Esseni giurarono di “preservare i libri appartenenti alla loro setta e i nomi degli angeli”. (Flavio Giuseppe, Guerre Giudaiche, Libro 2, Capitolo 8, Verso 7). Il Primo libro di Enoc è stato il primo pezzo di letteratura ebraica che descrive una classe di angeli, i Vigilanti, che sono positivamente malvagi e che conducono i morti in un luogo di tormento eterno.

“E tutti gli angeli eseguiranno i loro compiti e cercheranno di nascondersi dalla presenza del Grande di Gloria, e i figli della terra tremeranno e si agiteranno, e voi peccatori sarete maledetti per sempre e non avrete pace.” – 1 Enoc 102: 3

“Ai tempi antichi, il Libro dei Giubilei era anche conosciuto come l’Apocalisse di Mosè, poiché si pensava fosse stato scritto da Mosè sul Monte Sinai dopo che un angelo gli dettò le storie dei tempi passati. (Tuttavia, gli studiosi credono che l’opera sia stata composta nel II secolo a.C.).” – Zecharia Sitchin, Le Astronavi del Sinai

“Poiché ai quei tempi gli angeli del Signore scesero sulla terra, quelli vennero chiamati i Vigilanti, che dovevano istruire i figli degli uomini e che dovevano portare giudizio e rettitudine sulla terra.” – Il Libro dei Giubilei

“Secondo il Libro dei Giubilei, i Vigilanti sono i figli di Dio (Genesi 6) inviati dal cielo per istruire i figli degli uomini. Caddero dopo essere discesi sulla terra e aver coabitato con le figlie degli uomini, atto per il quale furono condannati (così riporta la leggenda) e divennero degli angeli caduti. Tuttavia, non discesero tutti i Vigilanti: quelli che rimasero in cielo sono chiamati i Vigilanti santi e risiedono nel quinto Cielo. I Vigilanti malvagi vivono nel terzo Cielo o all’inferno.” Gustav Davidson, A Dictionary of Angels

“Diversi frammenti con dei chiari elementi Qumranici (4Q286-287, 4Q385-389, 4Q390…) comparano Belial con gli angeli di MA&+EMOWT (‘ostilità’), mentre il Libro dei Giubilei introduce Mastema/Satana nella sua storia sugli spiriti dei giganti, la progenie dei Vigilanti caduti (Giubilei 10: 8,11, vedi anche 11: 5,11; 17:16; 18: 9,12; 19:28; 48: 2,9,12,15). Notate che secondo i Giubilei, gli angeli di MA&+EMOWT sarebbero gli spiriti dei giganti, la progenie dei matrimoni degli angeli, un decimo dei quali diventeranno i servi di Mastema che condurranno fuori strada e puniranno l’umanità, mentre 4Q390 li rende i responsabili per aver ispirato i figli di Aronne a profanare il Tempio per mezzo di matrimoni illegittimi e atti di violenza.” David W. Suter, Ioudaios Review, Vol. 3.019, Luglio 1993

“Secondo il Libro dei Giubilei, Enoc… testimoniò che i Vigilanti avevano peccato con le figlie degli uomini; testimoniò contro tutti loro.” Fu per proteggerlo dalla vendetta degli angeli peccatori del Signore, che “venne preso tra i figli degli uomini e fu condotto nel Giardino dell’Eden.” Zecharia Sitchin, Le Astronavi del Sinai

“Io Enoc stavo benedicendo il Signore della maestà e il Re dei secoli, quando i Vigilanti mi chiamarono Enoc lo scriba e mi dissero:” Enoc, scriba della giustizia, vai e narra dei Vigilanti che hanno lasciato l’alto dei cieli, il luogo eterno e santo, e si sono contaminati con le donne e ha fatto come fanno i figli della terra, e hanno preso delle mogli: “Avete fatto una grande distruzione sulla terra: non avrete né pace né perdono per i vostri peccati: nella misura in cui si dilettano coi loro figli, vedranno l’omicidio dei loro cari, e lamenteranno la distruzione dei loro figli e supplicheranno per l’eternità, ma non otterranno né misericordia né pace.” – 1 Enoc 10: 3-8 Come riportato nei Rotoli del Mar Morto:

“…Ai tempi di Iared, duecento Vigilanti “discesero” su “Ardis”, la cima del monte Hermon, un luogo mitico equiparato alle tre vette di Jebel esh Sheikh (2.800 metri), posto nella regione più settentrionale dell’antica Palestina. Ai tempi dell’Antico Testamento, le sue cime innevate venivano venerate come sacre da molti popoli che abitavano la Terra Santa; si pensò anche che si trattasse del sito della Trasfigurazione di Cristo, dove i discepoli videro il loro Signore ‘trasfigurarsi davanti a loro’.

Su quella montagna i Vigilanti fecero un giuramento e si legarono l’un l’altro con “imprecazioni reciproche”, conoscendo apparentemente molto bene le conseguenze che le loro azioni avrebbero avuto sia per loro stessi che per l’umanità. Fu un patto commemorato nel nome dato al luogo della loro “caduta”, poiché in ebraico la parola Hermon, o harem, si traduce con ‘maledizione’.” – Andrew Collins, From the Ashes of Angels – The Forbidden Legacy of a Fallen Race (1996) pagg. 23-24

“Per tempo, ognuno dei 200 prese una moglie terrena. Queste unioni produssero bambini di dimensioni straordinarie, che divorarono rapidamente il cibo di tutto il mondo. Per soddisfare i loro enormi appetiti, i bambini-angelo vagarono per la terra massacrando ogni specie di uccelli, bestie, rettili e pesci. Alla fine, le creature fameliche si divorarono l’un l’altra, strappando la carne dalle ossa dei loro compagni e placando la loro sete con fiumi di sangue. Quando questa ondata di distruzione investì la terra, le angosce dell’umanità arrivarono a quattro potenti arcangeli, Uriele, Raffaele, Gabriele e Michele, che su ordine di Dio diedero vita a una rapida punizione. Prima Uriele scese sulla terra per avvertire Noè dell’imminente diluvio, consigliandogli di costruire un’arca per portare in salvo la sua famiglia e fare un serraglio per le creature. Quindi Raffaele si gettò sul capo dei Vigilanti, lo legò mani e piedi e lo spinse nelle tenebre eterne. Successivamente, Gabriele, incaricato di uccidere la progenie dei dissidenti, incoraggiò i mostruosi bambini angelo a divorarsi l’un l’altro. Alla fine, Michele rinchiuse i restanti Vigilanti, li costrinse ad assistere alla morte della loro progenie e li condannò al tormento eterno. Solo allora i cieli si aprirono e lavarono via le ultime tracce di distruzione che avevano portato gli angeli caduti.” – Cosmic Duality

“Gli altri Vigilanti furono accusati di aver rivelato a una razza mortale la conoscenza di molte arti scientifiche, come la conoscenza delle nuvole o meteorologia, i “segni della terra”, probabilmente la geodesia e la geografia, come anche l’astronomia e i “segni” o passaggi dei corpi celesti, tipo il sole e la luna. Si dice che Semeyaza [il capo dei Vigilanti] abbia insegnato agli uomini come fare “incantesimi e talee”, un riferimento alle arti magiche … Uno di loro, Penemue, insegnava “il dolce e l’amaro”, un chiaro riferimento all’uso di erbe e spezie negli alimenti, mentre istruiva gli uomini sull’uso della “carta e dell’inchiostro”, sottintendendo che i Vigilanti introdussero le prime forme di scrittura. Molto più inquietante era Kisdeja, che si dice abbia mostrato ai figli degli uomini tutte le cattive azioni degli spiriti e dei demoni, e come colpire l’embrione nel grembo materno affinché possa morire.” In altre parole, insegnò alle donne come abortire.” Andrew Collins, From the Ashes of Angels – The Forbidden Legacy of a Fallen Race (1996) pag. 26

“Ho visto i Vigilanti in una visione, in un sogno: dico che due (uomini) stavano combattendo sopra di me, … stavano ingaggiando una bella sfida su di me. Chiesi loro: “Chi siete, chi vi ha autorizzati a stare su di me?” Mi risposero: “Siamo stati autorizzati a dominare tutta l’umanità.” Mi dissero: “Chi scegli fra noi per farti governare?” Alzai gli occhi e guardai. [Uno] di loro aveva un aspetto terrificante, era come un serpente, il suo manto aveva molti colori ed era molto scuro … [Guardai di nuovo], e … il suo aspetto, il suo volto era come quello di una vipera, e vestiva eccessivamente, tutto pieno di occhi …]”

“[Gli risposi] ‘Questo [Vigilante] chi è?’ Mi rispose, ‘Questo Vigilante… e i suoi tre nomi sono Belial, Principe delle Tenebre e Re del Male.’” – “Testamento di Amram” (4Q535, Manoscritto B)

Ad uno ad uno gli angeli del cielo furono nominati da Dio per procedere contro i Vigilanti e la loro progenie, i Nephilim, descritti come “i bastardi, i reprobi e i figli della fornicazione”. Azazel venne legato mani e piedi e gettato per l’eternità nell’oscurità di un deserto chiamato Dudael. Su di lui furono poste “rocce grezze e frastagliate” e qui rimarrà per sempre fino al Giorno del giudizio, quando sarà “gettato nel fuoco” per i suoi peccati. Per aver preso parte nella corruzione dell’umanità, i Vigilanti furono costretti ad assistere al massacro dei loro stessi figli, prima di essere gettati in una specie di prigione celeste, un “abisso di fuoco”.

Sebbene Semeyaza, il capo dei Vigilanti, fu gettato in questo abisso insieme ai suoi fratelli, in altre versioni della storia subisce una punizione più drammatica. Poiché fu tentato da una bella fanciulla mortale di nome Ishtahar, a rivelare il Nome esplicito di Dio in cambio di un’offerta di piacere carnale, egli venne legato e incatenato e poi fu appeso a testa in giù per l’eternità, tra il cielo e la terra, nella costellazione di Orione.” Andrew Collins, From the Ashes of Angels – The Forbidden Legacy of a Fallen Race (1996) pag. 26

“Questi spiriti furono rinchiusi nella terra, ma Mastema persuase Dio a tenerne fuori uno su dieci per tentare l’umanità fino al giudizio e per commettere ogni forma di trasgressione.

“Nel Giorno del Giudizio tutti questi spiriti saranno consegnati al tormento eterno e l’umanità verrà rinnovata nello spirito per le generazioni di Adamo: “E i giorni cominceranno a crescere e aumentare tra i figli degli uomini fino ad arrivare a migliaia di anni …E non ci sarà nessun vecchio … poiché saranno tutti giovani e bambini.”

“L’Albero della Vita, fragrante e meraviglioso da contemplare, tornerà al centro della terra, e la Nuova Gerusalemme sarà costruita da Dio, proprio come descritto nell’Apocalisse.” Chris King, “The Apocalyptic Tradition”

“La corruzione, che è rimasta nel mondo dopo l’imprigionamento dei Vigilanti e la morte della loro progenie Nephilim, deve essere spazzata via da una serie di catastrofi globali, che termineranno nel Diluvio Universale, molto familiare per le tradizioni bibliche. In un racconto drammatico sulla piaga dei Nephilim, questa distruzione di massa viene vista in termini di una conflagrazione onnicomprensiva inviata dagli angeli del paradiso sotto forma di “fuoco, nafta e zolfo”. Nessuno sopravvivrà a questi cataclismi di fuoco e acqua per il “seme” di Noè, dalla cui stirpe nascerà la futura razza umana.” Andrew Collins, From the Ashes of Angels – The Forbidden Legacy of a Fallen Race (1996) pag. 28

“E ora i giganti, che sono il prodotto dello spirito e della carne, saranno chiamati gli spiriti malvagi sulla terra, e la terra sarà la loro dimora. Gli spiriti malvagi precedevano i loro corpi, perché nacquero dagli uomini e le loro origini provengono dai Vigilanti santi: saranno gli spiriti malvagi sulla terra e saranno chiamati spiriti malvagi. [Siccome per gli spiriti del cielo, il cielo è la loro dimora, per gli spiriti della terra che sono nati sulla terra, la terra sarà la loro dimora.] E gli spiriti dei giganti affliggono, opprimono, distruggono attaccano, combattono e distruggono la terra e causano guai: non prendono cibo, ma hanno sempre fame e sete e commettono crimini. Questi spiriti si leveranno contro i figli degli uomini e contro le donne, perché da loro provengono.” 1 Enoc 8: 12

“La spiegazione di questo mito, che è stato un ostacolo per i teologi, potrebbe essere l’arrivo in Palestina di barbari e mandriani ebrei molto alti all’inizio del secondo millennio a.C., e il loro contatto, tramite il matrimonio, con la civiltà asiatica. “Figli di El” in questo senso significherebbe “mandriani adoratori del Dio Toro semita”; “Figlie di Adamo” significherebbe “donne del suolo” (adama), vale a dire, le campagnole di Canaan adoratrici della Dea, note per le loro orge e la prostituzione prematrimoniale. Se così fosse, questo evento storico venne intrecciato con il mito ugaritico di come El sedusse due donne mortali e generò dei figli divini, vale a dire Shahar (‘Alba’) e Shalem (‘Perfetto’). Shahar appare come una divinità alata in Salmi 139: 9, e suo figlio, secondo Isaia 14: 12, era l’angelo caduto Helel.

Le unioni tra dèi e mortali, cioè tra re o regine e popolani, si verificano frequentemente nel mito mediterraneo e mediorientale. Poiché il giudaismo successivo rigettò tutte le divinità tranne il proprio Dio trascendente, e poiché non si sposò mai e non si accoppiò con nessuna femmina, Rabbi Shimon ben Yohai in Genesi Rabba, si sentì obbligato a maledire tutti quelli che leggevano “Figli di Dio” in senso ugaritico. Chiaramente, un tale interpretazione era ancora attuale nel II secolo d.C. Finì solo quando Bene Elohim significò “Dio e Giudice, la teoria secondo la quale un magistrato debitamente nominato tentò una causa e lo Spirito di El lo possedette: ‘Io ho detto, voi siete dèi.’ (Salmi 82: 6)” Robert Graves e Raphael Patai, I Miti Ebraici

Le autorità religiose ebraiche, preoccupate del fatto che il crescente culto degli angeli sarebbe stato una minaccia per il credo di un unico Dio, rimossero le opere come i Libri di Enoc e il Libro dei Giubilei dalla letteratura canonica.

Questi libri ora fanno parte di quella che è nota come letteratura Apocrifa e Pseudepigrafa.

Le misteriose “eggregore” della tradizione magica successiva derivano linguisticamente dai Vigilanti e indicano la continuazione del flusso esoterico di conoscenza.

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

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Il chicanismo intellettuale e le frodi perpetrate sulle generazioni

La Corsa Verso l-Alba della Genesi: il nostro DNA extraterrestre e le vere origini della specie.

Di Will Hart

I misteri della storia antica, come il modo in cui la Grande Piramide è stata costruita e da chi e perché, sono stati ben consolidati negli ultimi quarant’anni. Simili enigmi archeologici disseminano il paesaggio intorno al pianeta e sollevano molte domande difficili sull’origine della civiltà umana.

La serie di libri di Erik Von Daniken, che ha avuto inizio con Chariots of the Gods, ha presentato prove archeologiche mentre raccontava molte tradizioni mitologiche che hanno “divinità” che arrivano sulla Terra da un mondo lontano e portano la tecnologia e le arti della vita civile a tribù primitive umane.

Molti scrittori hanno seguito la guida di Von Daniken e un’intera scuola di pensiero storico alternativo chiamata teoria dell’antico astronauta emersa nel corso degli anni. Questa scuola deve essere distinta da un altro ramo ampiamente definito da scrittori come Graham Hancock, che possiamo riassumere come la scuola della “civiltà perduta”.

Quest’ultimo non figura in questa discussione, né è trattato nel mio libro The Genesis Race perché non affronta mai realmente la questione delle origini ultime dell’Uomo o della civiltà. Anche se si accetta l’idea che l’antico Egitto e Sumer abbiano le loro origini in Atlantide, chi ha creato quella civiltà e da quali precursori?

Le domande essenziali che l’autore ha studiato negli ultimi tre decenni sono: 1) in che modo la vita ha avuto origine ed evoluzione sulla Terra? 2) in che modo la civiltà è improvvisamente emersa dalle primitive radici dell’umanità? A mio parere, sembrava che l’antica teoria dell’astronauta potesse essere sconfitta se la teoria di Darwin si fosse rivelata corretta, che la “scienza ufficiale” afferma di essere stata. Questa premessa può essere giustificata usando diversi argomenti validi.

La teoria dell’antico astronauta comprende generalmente l’idea riassunta nel primo capitolo della Genesi, che indica che gli “dei” hanno geneticamente progettato una razza proto-umana. Il versetto attuale recita: “Facciamo l’uomo a nostra immagine”. Se il darwinismo è accurato, questa affermazione sarebbe falsa e la nozione di intervento cosmico da parte di una razza avanzata andrebbe in pezzi.

La seconda ragione è che la teoria di Darwin non solo è stata applicata alla biologia, ma è anche usata per spiegare l’emergere e lo sviluppo della civiltà umana attraverso un processo chiamato evoluzione culturale.

Al suo centro il darwinismo si basa su un concetto semplice: la vita si evolve lentamente attraverso un processo di adattamenti incrementali a un’ampia varietà di stimoli esterni. Lo ha applicato alla biologia e antropologi, archeologi e storici hanno applicato gli stessi principi alla cultura e alla storia umana. Se questo è corretto, non dovremmo trovare nessuna brusca trasformazione nell’evoluzione umana né biologica né storica.

Ho ragione che se il darwinismo è accurato allora non ci può essere alcuna valida base scientifica per la teoria dell’antico astronauta, che ha posto l’intervento e la metamorfosi a fuoco rapido sia nella sfera biologica che in quella storica. I risultati di questa ricerca sono stati sorprendenti. Il darwinismo non è solo non dimostrato – è stato dimostrato dagli scienziati come fatalmente imperfetto. È qui che inizia il mio libro, The Genesis Race. I capitoli due e tre mostrano chiaramente i difetti nella teoria dell’evoluzione. Ha fallito esattamente dove Darwin temeva potesse – nella documentazione fossile. Qui troviamo – invece di conferma diffusa – un gran numero di link mancanti.

Il pubblico generale è dato a credere che l’unico “anello mancante” nella documentazione fossile esista tra le scimmie e l’uomo. Questo non è vero. La documentazione sui fossili contiene centinaia di lacune tra piante antiche e moderne e specie animali. Darwin si riferì allo scarto che separava le primitive piante non fiorite (gimnosperme) e le piante da fiore (angiosperme) come il “problema abominevole”. Perché? Perché le gimnosperme, come le felci, esistevano da miliardi di anni e esistono ancora oggi. Le angiosperme, come le rose, sono apparse sulla scena circa 150 milioni di anni fa e oggi esistono. Dov’è la prova che mostra la felce evoluta attraverso una serie di cambiamenti lenti e incrementali in una rosa?

Secondo il darwinismo le angiosperme si sono evolute dalle gimnosperme. Se questo è vero, allora dove sono le forme intermedie che collegano i due tipi molto diversi di piante? Non sono stati trovati nei reperti fossili e nessuno esiste oggi. Questo sembra impossibile ed è accettando i principi del darwinismo.

Non c’è alcuna spiegazione scientifica per la mancanza di piante intermedie che collegano i tipi antichi e moderni. In realtà, ci dovrebbero essere milioni di tali fossili poiché si sarebbero evoluti per centinaia di milioni di anni, molto più a lungo delle piante da fiore.

Gli scienziati non hanno nemmeno una spiegazione del perché le ginnaste e le angiosperme esistano fianco a fianco. In qualche modo tutte le piante intermedie che dicono collegano i due regni misteriosamente scomparsi dalla documentazione fossile e si estinsero. La logica imporrebbe che le piante più antiche e antiche (senza fioritura) avrebbero dovuto essere la via dell’estinzione. Questa è in realtà una prova sufficiente per uccidere il darwinismo. La scienza ufficiale vorrebbe farci credere che i soli dissidenti contro il darwinismo sono creazionisti che provengono dai ranghi della destra religiosa. Tuttavia, presento numerosi riferimenti a scienziati in buona fede che sbattono la porta sulla teoria dell’evoluzione naturale di Darwin.

Ciò che è, o dovrebbe essere, di grande interesse per chiunque sia interessato alla ricerca della scienza – come si fa per arrivare alla verità delle origini umane e all’emergere della civiltà – sono le opere di Francis Crick e Fred Hoyle.

Mentre i libri di Von Daniken stavano diventando popolari nella cultura tradizionale, questi due eminenti scienziati hanno scritto libri sulle origini della vita sulla Terra. Entrambi erano molto critici nei confronti del darwinismo e ipotizzavano che la vita non fosse originaria della Terra. Dissero che i semi della biosfera avevano origine nel cosmo.

Nel suo libro Life Itself, Crick – un premio Nobel e co-fondatore della forma della molecola del DNA – sosteneva che una civiltà avanzata trasportasse i semi della vita sulla Terra in una nave spaziale. Hoyle, un astronomo che ha dato al mondo la teoria dello stato stazionario dell’Universo, ha proposto che la vita provenga dalle stelle portate dalle comete o dalle correnti di onde luminose. La cosa sfortunata è che questi rigorosi argomenti scientifici sono stati in gran parte ignorati o completamente ignorati dalla “scienza ufficiale”, e anche trascurati dagli stessi popoli che abbracciavano l’approccio relativamente non scientifico, ma popolare di Von Daniken. (Erik ha fatto in modo che le persone facessero domande e riflettessero).

Voglio chiarire cosa intendo con questa affermazione. Von Daniken affermò che stava presentando una teoria, ma il titolo del suo primo libro terminò con un punto interrogativo. Una nuova teoria viene normalmente offerta presentando argomenti contro la teoria attualmente accettata, come hanno fatto Crick e Hoyle, e viene presentata assertivamente con misure uguali di umiltà e sicurezza che non finiscono in un punto interrogativo. Il suo approccio un po ‘insicuro e acritico ha caratterizzato gran parte della letteratura “dell’antico astronauta”, che la scienza ufficiale trova facile smascherare.

Ecco perché The Genesis Race inizia con una seria critica del darwinismo. Questo è seguito da diversi capitoli che riesaminano il racconto della genesi umana e della prima storia trovata nella Bibbia. Un’analisi rivoluzionaria dei primi tre capitoli mostra chiaramente che ci sono stati due eventi di creazione della vita (e dell’umanità) sulla Terra. Mostra anche la storia data nella Bibbia concorda con le scoperte della paleontologia e dell’antropologia. Nel primo capitolo scopriamo che una prima razza proto-umana è stata creata e vissuta nel deserto, come altri animali, come cacciatori-raccoglitori. Ad essi fu dato “ogni cosa verde da mangiare” dagli dei e la Genesi 1 terminò con quell’alleanza.

Tuttavia, nel secondo capitolo ci viene detto che Adam è stato creato per essere un giardiniere ed Eva è presa dalla costola di Adamo e gli “dei” danno loro l’abbigliamento e l’autoconsapevolezza. Il resoconto cronologico della Creazione nel secondo capitolo è completamente diverso da quello del primo capitolo della Genesi.

Questo è un punto critico. Non solo i due racconti differiscono completamente, ma troviamo che Adam non deve vivere nella natura selvaggia come un animale ma è destinato a essere un guardiano e un contadino. Se i due account vengono confrontati fianco a fianco la differenza è ovvia: Adamo ed Eva non sono equivalenti alla razza creata in Genesi 1; e Genesi 2 e 3 non sono una dettagliata delucidazione degli eventi descritti nel primo capitolo, che è normalmente implicita o insegnata nelle lezioni di Bibbia della Chiesa.

Ciò che i primi tre capitoli della Genesi descrivono in realtà sono: 1) la creazione di una razza proto-umana, i pre-Neanderthal e Neanderthal che vivono come cacciatori-raccoglitori in uno stato innocente come descritto nel capitolo 1, seguito da, 2) la genesi del moderno Homosapiens (Adamo) adatto alla rivoluzione agricola. Questa è esattamente la storia data in Genesi e concorda con tutto ciò che la scienza moderna stabilisce sulla cronologia della preistoria umana.

Questa è una revisione radicale che dà un sostegno molto più forte alla versione biblica della genesi umana e al come e perché la rivoluzione agricola ha avuto luogo. Chiarifica anche a chi si riferisce il “noi” quando Dio viene improvvisamente definito “una pluralità” che interviene e altera geneticamente la vita sulla Terra, la Razza Genesis; e prepara il terreno per una presentazione dell’enigmatico reperto archeologico e ulteriori prove che supportano ulteriormente la teoria dell’intervento di una razza extraterrestre tecnologicamente avanzata.

L’archeologia non ha mai nemmeno affrontato tutte le questioni sollevate dall’improvvisa comparsa dell’agricoltura e delle civiltà altamente avanzate in Mesopotamia e in Egitto nel 3° millennio aEV, per non parlare delle risposte più critiche.

Dal punto di vista del pensiero archeologico e antropologico convenzionale, le origini dell’umanità e l’emergere della civiltà dall’età della pietra rimangono enigmatiche. Abbiamo prove incontrovertibili che i nostri antenati non avrebbero potuto costruire la Grande Piramide con gli strumenti e i metodi che possedevano. Tuttavia, la scienza ufficiale semplicemente ignora o cerca di spiegare molte domande serie e questioni come il modo in cui la Grande Piramide – la più grande struttura in pietra di precisione del mondo – è stata costruita usando solo pietre martello, corde, manodopera e slitte.

Tuttavia, ci sono altri problemi che devono essere affrontati e la ricerca genetica di oggi sta gettando nuova luce su questo campo. Le implicazioni di alcune importanti scoperte recenti sembrano essere sfuggite all’attenzione di molti investigatori indipendenti. Gli archeologi e gli antropologi affermati hanno ignorato o inveito contro i risultati di questi controversi studi sul DNA. Mi riferisco a studi genetici sull’origine del cane addomesticato e alla dieta dei nostri antenati paleolitici e del neolitico antico.

Puoi chiedere che cosa hanno a che fare le abitudini alimentari del cane e dell’età della pietra con la risoluzione degli enigmi dell’antico passato dell’umanità? La risposta è tutto Fino a poco tempo fa si credeva che i cani (Canis familiaris) provenissero da una varietà di cani selvatici come lupi, coyote, dingo, sciacalli, ecc. Ma l’ultima ricerca sul DNA mostra che il lupo da solo è la razza ancestrale di tutti i cani.

Questo pone una serie di problemi molto difficili. Il primo cane sarebbe stato un lupo mutante. Tuttavia, i lupi sono estremamente sensibili all’idoneità e alla forza genetica di ciascun membro del branco. Stanno costantemente testando e stabilendo un rigoroso ordine gerarchico sociale e solo gli alpha si riproducono. Quindi, come mai un mutante sarebbe sopravvissuto e riprodotto dato il rigore del comportamento del branco? Nessun lupo in cattività ha prodotto mutanti vitali e i genetisti ci dicono che i mutanti sono normalmente inadatti e non sopravvivono.

Siamo di fronte a un vero enigma. Se poniamo l’idea che le prime tribù umane siano intervenute e abbiano generato lupi nei cani, ci troviamo di fronte a uno scenario altrettanto impossibile. Come potevano gli uomini primitivi sapere che era possibile allevare selettivamente un animale selvatico in uno che possedeva solo quei tratti benefici per loro? Prendiamo per scontate le caratteristiche dei cani, tuttavia ci presentano un mistero profondo. Un cane è l’incarnazione di quei tratti del lupo che le persone trovano utili, attraenti e sicuri. In che modo gli umani dell’età della pietra geneticamente analfabeti hanno raggiunto questa impresa di ingegneria genetica?

Questo problema è aggravato quando ci troviamo di fronte alle prove delle nostre prime civiltà che mostrano che i saluti, i levrieri e il segugio del faraone erano già stati allevati nell’antica Sumeria e in Egitto. Com’è possibile che i nostri antenati, emersi di recente dall’età della pietra, abbiano potuto ingegnerizzare con successo linee purosangue all’inizio della civiltà? Inoltre, i cani non sono solo caratterialmente diversi dai loro progenitori selvatici, ma differiscono anche dal punto di vista fisiologico.

Un maschio alfa e una femmina selvatici si riproducono solo una volta all’anno, mentre i cani possono riprodursi in qualsiasi momento. I lupi perdono i loro cappotti invernali, i cani no. Queste caratteristiche fisiologiche divergenti richiedono tempo per sviluppare, infatti, molte generazioni. Di nuovo, come hanno fatto i nostri antenati all’inizio della civiltà a realizzare questo?

Questo mistero è sottolineato dal fatto che la maggior parte delle moderne razze di cani sono state originate migliaia di anni fa. La scienza non ha nemmeno affrontato la maggior parte di questi problemi e tanto meno gli esperti hanno spiegato in modo soddisfacente come i lupi sono diventati cani – 100.000 anni fa – né hanno mostrato le transizioni passo dopo passo. I cani di razza appaiono all’improvviso nel registro archeologico come per magia. Questo vale anche per l’agricoltura e le nostre principali colture di cereali e leguminose. Grano, mais, fagioli e riso rappresentano una seconda serie di enigmi genetici.

Le ricerche sulle abitudini alimentari delle tribù dell’età della pietra in tutto il mondo mostrano che i nostri antichi antenati cacciatori-raccoglitori vivevano su piante a foglia verde e carni magre. Questo ha perfettamente senso perché questi cibi erano prontamente disponibili, richiedevano poca o nessuna elaborazione e il gioco selvaggio poteva essere cotto su un fuoco aperto. Il problema con i nostri raccolti di grano, e sono la base della civiltà, è che i semi di erba selvatica sono così minuscoli che il costo / beneficio della loro raccolta non era favorevole a questo. Richiedono anche la raccolta, la trebbiatura e la tecnologia di cottura dal momento che devono essere ampiamente bolliti. Questa era la tecnologia Stone Age Man che mancava.

Il motivo per cui i chicchi devono essere cotti è che l’intestino umano non è adatto a digerire i cereali selvatici. Ciò rende molto chiaro che l’uso di semi di erba selvatica come fonte primaria di cibo è di origine recente. I nostri antenati paleolitici non sussistevano su di loro. Ancora una volta, questo pone una serie di problemi formidabili che devono essere studiati rigorosamente. Se i nostri antenati non raccoglievano e mangiavano cereali selvatici, come potevano aver addomesticato e allevato le specie selvatiche così in fretta?

Senza molte generazioni di sperimentazioni per tentativi ed errori – culminati in un vasto corpo di conoscenze agronomiche e pratiche agricole che avrebbero incluso la genetica e l’allevamento – è quasi impossibile capire come è stata realizzata la rivoluzione agricola. La scienza ufficiale cerca di spiegare l’evoluzione dei cacciatori-raccoglitori nomadi in contadini sedentari, coltivando colture, affermando di aver scoperto le colture abbastanza per caso. Ci è stato detto che accadde quando un abitante primitivo lanciò una piantina contenente semi nel mucchio della spazzatura e notò che germogliava.

Ma quel banale racconto non può spiegare come abbiano scelto le migliori specie selvatiche da utilizzare come base per la rivoluzione agricola. Ci sono migliaia e migliaia di potenziali piante selvatiche che potrebbero essere trasformate in colture agricole. In che modo le persone con poca esperienza con le erbe selvatiche sono state in grado di scegliere le migliori varietà da allevare? Questo rappresenta un salto di qualità. Quello che ci viene chiesto di credere è che i nostri antenati, senza molta esperienza nella fase seminale della civiltà, sono stati in grado di selezionare e allevare le migliori varietà di specie di erba selvatica.

Come sappiamo che questo è vero? Perché coltiviamo ancora le colture che presumibilmente hanno selezionato anche dopo 5000 anni di continuo sviluppo tecnologico e agricolo. Ci viene chiesto di sospendere l’incredulità e accettare che abbiano costruito anche la più grande costruzione di pietra progettata con precisione e che il mondo abbia mai visto – la Grande Piramide di Giza – usando solo strumenti manuali primitivi e un lavoro massacrante. Ovviamente c’è qualcosa di sbagliato in questa immagine.

È logico supporre che i nostri antenati terrestri avrebbero (o avrebbero) gettato insieme la rivoluzione agricola e poi le intere civiltà di Sumer e dell’Egitto dall’intero tessuto? No non lo è; e nemmeno queste supposizioni rappresentano una solida scienza.

Per quelli di noi nel campo della storia alternativa, una delle domande più fondamentali che dobbiamo stupire sul pubblico e sulla “scienza ufficiale” è chiedere dove sono gli antecedenti e i precedenti? Mostraci le lente fasi di sviluppo darwiniano che la storia ufficiale presuppone. Come si può spiegare l’apparizione improvvisa di colture alimentari geneticamente modificate e tecniche ingegneristiche avanzate all’inizio della civiltà umana?

Abbiamo bisogno di una documentazione dettagliata e di prove incontrovertibili e dovrebbe essere abbondante e priva di collegamenti mancanti poiché si suppone che si tratti di eventi verificatisi migliaia e non decine o centinaia di milioni di anni fa, come nel caso dell’evoluzione biologica.

Da dove i nostri antenati del Paleolitico acquisiscono le conoscenze e le capacità per allevare piante selvatiche in colture alimentari mentre costruiscono anche città pianificate? Come riuscirono a ottenere un comando rigoroso dei principi dell’ingegneria civile esposti in Sumeria e nella civiltà Harrappan della Valle dell’Indo? In che modo gli umani passavano da capanne di fango e collezionavano piante frondose alla costruzione di ziggurat, sciacquavano gabinetti, bagni pubblici (Mohenjo Daro), facevano il pane nei forni e inventavano la metallurgia dei processi all’apparenza da un giorno all’altro? In parole povere, dov’è la dimostrazione – i collegamenti mancanti – a dimostrare che le teorie (scientifiche ufficiali) sono confermate nella documentazione archeologica e soddisfano semplici standard di logica e buon senso?

Passando a ciò che i nostri antenati in Sumer, Messico, Egitto e Perù hanno da dire sulle origini dell’agricoltura e della civiltà, troviamo una storia molto diversa. Secondo gli antichi documenti, le tradizioni scritte e orali, nessuna delle prime civiltà affermò di averlo inventato. Ciò che è di profondo interesse è che sono in accordo unanime nel sostenere che le “arti” hanno dato le arti della civiltà.

È molto diverso dalla natura umana dare credito a qualcun altro per tutto ciò che abbiamo inventato o raggiunto. Gli antichi egizi lasciarono copiosi documenti di ogni aspetto della loro cultura in una vasta collezione di opere d’arte, geroglifici e testi. Tuttavia, non troviamo alcun riferimento nella loro storia di 3000 anni su come o perché “hanno” costruito le piramidi. Che strano scambio di documentazione per una razza così comunicativa, supponendo che abbiano effettivamente costruito le piramidi. Avrebbero omesso ogni riferimento ai loro monumenti più importanti?

Sembra una supposizione assurda, eppure gli egittologi ci sorvolano mentre non dicono nulla sulla mancanza di mummie nel presunto scenario delle “piramidi-come-tombe” che abbracciano senza arrossire.

Questi sono tutti indizi, pezzi di un vasto puzzle planetario, che raccontano la storia della Genesis Race. I riferimenti a questi “dei” che arrivarono sulla Terra per elevare l’uomo sono descritti nella Bibbia e in altri testi e tradizioni antichi. I loro documenti megalitici si trovano in Egitto, Messico, Perù e Cina.

Le teorie sulla “scienza ufficiale” basate su Darwin, riguardanti l’origine dell’Uomo e la civiltà umana, portano a una serie di intellettuali vicoli ciechi. Se esaminiamo attentamente la documentazione, scopriamo che la civiltà si basa su cinque invenzioni primarie: 1) Agricoltura, 2) Urbanizzazione, 3) Scrittura, 4) La ruota e 5) Processo metallurgico.

Ora, cosa succede quando proviamo a scoprire le origini di queste invenzioni chiave nel record archeologico e storico? Troviamo antropologi e storici che ipotizzano che l’agricoltura sia stata scoperta per caso quando i nostri primitivi antenati hanno gettato le piante nel mucchio della spazzatura e hanno notato che i semi hanno prodotto nuove piante. Ovviamente questo non spiega cosa li abbia motivati ​​a piantare e raccogliere semi di erba selvatica (non hanno quasi mai mangiato) e come hanno imparato a riprodurre selettivamente e ad addomesticare (alterare) queste piante geneticamente.

Bene, spazzano via queste domande con la stessa logica. Anche questo era probabilmente un processo fortuito che si è evoluto in una serie di benevoli e felici coincidenze. Ci viene dato di immaginare che il primo animale addomesticato, un esempio di perfetta riproduzione selettiva, abbia avuto luogo anche quando le tribù paleolitiche, attraverso tecniche sconosciute, addomesticò una linea di lupi mutanti. Poi apprendiamo che anche la metallurgia di processo è il risultato di un incidente, quando qualcuno lasciò cadere un pezzo di malachite in un fuoco da campo e osservò con attenzione che mentre si scioglieva produceva rame.

In breve, il paradigma fondamentale “scienza ufficiale” ha formulato sul modo in cui la vita umana ha avuto origine e su come abbiamo creato la civiltà poggia su una serie di incidenti “miracolosi” e di conoscenze e abilità impossibili! Gli egittologi vorrebbero farci credere che le tribù primitive che vivevano lungo il Nilo in capanne ovali che usavano mattoni di fango per costruire mastabas per millenni furono improvvisamente in grado di effettuare operazioni avanzate di cava, scalpellini, architettura e ingegneria aziendale.

Naturalmente, non possono spiegare come questi popoli primitivi costruirono una piramide massiccia e di precisione costruita usando solo martelli tondi, slitte di legno e lavoro umano. Gli egiziani non avrebbero potuto costruirlo, non lo hanno costruito e non hanno mai affermato che fossero i creatori della piramide. Semplicemente non è possibile scavare, sollevare, trascinare e trasportare blocchi di granito da 70 tonnellate a 500 miglia dalla cava di Assuan a Giza e fino a 150 piedi verticali e posizionarli precisamente nella Camera del Re, come sostengono gli egittologi.

Ho ripetutamente sfidato gli egittologi e i loro compagni irrazionali e non scientifici a dimostrare come i blocchi di granito nella Camera del Re possano essere estratti e sollevati dal letto della cava e trasportati usando gli strumenti ei metodi primitivi che sostengono siano stati usati. Non può essere fatto! Inoltre, quest’autore afferma di poter dimostrare che qualsiasi accademico – matematico, antropologo e / o professore di ingegneria – che crede e insegna queste assurdità agli studenti è lunatico che gestisce i manicomi – le nostre istituzioni scientifiche e le università.

Questo è certamente un atto di accusa serio e audace, eppure deve essere fatto perché è vero ed è giunto il momento di esporre il chicanismo intellettuale e le frodi perpetrate su generazioni. Non sto facendo queste affermazioni per creare una polemica, ma per risolvere un dibattito di lunga data che ha profonde implicazioni poiché comporta l’eliminazione delle menzogne ​​e l’accesso ai fatti storici. Come posso fare accuse così forti con totale fiducia?

In primo luogo, l’autore ha studiato i problemi ingegneristici in modo approfondito ed estensivo confrontando la costruzione di monumenti moderni usando la tecnologia più avanzata per la costruzione della Grande Piramide usando strumenti e metodi primitivi. In secondo luogo, ho esaminato il recente record di test condotti da egittologi e altri che cercavano di dimostrare che potevano estrarre, spostare e sollevare blocchi di pietra usando nient’altro che antichi strumenti e tecniche. Entrambi gli studi hanno prodotto gli stessi risultati: la Grande Piramide non avrebbe potuto essere costruita con martelli di pietra, slitte e rampe.

Un test girato da Nova è stato organizzato dall’egittologo Mark Lehner e ha coinvolto importanti esperti in vari campi. Il team si mise alla cava, spostò e sollevò un obelisco da 35 tonnellate. Hanno fallito miseramente ad ogni passo. Il maestro scalpellino non poteva estrarre il blocco usando gli strumenti primitivi che gli erano stati dati. Fu chiamato un elevatore per estrarre il blocco e sollevarlo su un camion a pianale; sentendo la sconfitta non hanno mai nemmeno provato a trasportarla con una mazza di legno. Il blocco era metà del peso di uno di quelli usati nella Camera del re.

Una squadra giapponese finanziata da Nissan condusse un altro serio test nel 1978. Partirono per costruire un duplicato su piccola scala della Grande Piramide usando anche gli strumenti e le tecniche primitive che gli egittologi rivendicano per gli antichi. Questo gruppo era sicuro di poter dimostrare come è stato fatto. Tuttavia, quando hanno cercato di estrarre i blocchi hanno scoperto che i martelli non erano all’altezza del compito. Hanno fatto intervenire martelli pneumatici. Quando hanno cercato di traghettare i blocchi attraverso il fiume su una chiatta primitiva, sono affondati. Hanno chiamato un moderno rimorchiatore per chiedere aiuto.

Poi hanno caricato un blocco su una slitta solo per scoprire che è caduto ostinatamente nella sabbia quando hanno cercato di trascinarlo sul sito. Hanno chiamato camion e caricatori. Il colpo di grazia finale è stato consegnato quando sono stati costretti a chiamare elicotteri per sollevare e posizionare i blocchi in posizione. Anche usando la tecnologia moderna, la squadra giapponese ha trovato, con il loro imbarazzo totale, che non potevano portare l’apice della loro minuscola replica alta 60 piedi insieme. Hanno sofferto una sconfitta amara e abbastanza umiliante nel deserto egiziano impietoso. La loro replica della Grande Piramide si è rivelata uno scherzo.

Dovremmo credere che gli uomini utilizzino strumenti marginalmente migliori delle attrezzature dell’età della pietra, estraggono, sollevano e trasportano milioni di blocchi di pietra per formare una tomba da 4 milioni di tonnellate progettata con precisione. Queste sono sciocchezze! Lo scenario convenzionale non è solo una proposizione assurda che può essere mantenuta solo usando il fumo e gli specchi intellettuali, è assolutamente sciocco. La vera domanda è: come mai qualcuno che abbia avuto qualche buon senso non lo ha mai creduto?

Ci sono, naturalmente, molti altri problemi con lo scenario di strumenti e metodi primitivi e la Grande Piramide. Per iniziare, Mark Lehner ha incaricato una società di ingegneria di studiare il sito. Hanno scoperto che la base di 13 acri era stata livellata con una precisione pari a quella raggiunta dai laser moderni. Dobbiamo credere che una lastra di pietra calcarea di 13 acri sia stata progettata con quel grado di precisione usando martelli arrotondati per sbricciolare la roccia fino a renderla quasi perfettamente piatta?

Inoltre, il Passaggio Discendente era in realtà la fase successiva di questo imponente progetto di costruzione. Anch’esso doveva essere scavato in una solida base rocciosa. I problemi con questa fase del progetto sono molteplici. Il passaggio era solo di circa 3 a 4 piedi, abbastanza grande da ospitare un lavoratore alla volta. Fu scavato a 150 piedi sottoterra mantenendo un angolo preciso di 26 gradi e una deviazione trascurabile da un lato all’altro e dal basso verso l’alto per tutta la sua lunghezza. Poi è stato aperto in diverse stanze e in un altro passaggio. Come?

Perché gli antichi scavavano un tunnel dritto sotto una tomba da 4 milioni di tonnellate e in che modo il passaggio era diretto e vero? Gli ‘ingegneri’ egiziani non avevano altro che corde nei loro strumenti. L’autore può anche provare queste sole due fasi – livellando la base e scavando il passaggio discendente – avrebbe richiesto metà del tempo che gli egittologi hanno assegnato all’intero progetto di costruzione. In realtà, non includono mai nemmeno queste due fasi nei loro calcoli.

Ma abbiamo altri pesci importanti da friggere. Durante decenni di ricerche l’autore ha notato alcune curiose somiglianze tra Sumer, l’Egitto e la Valle dell’Indo – i siti delle nostre prime civiltà – che non si sommano. Come tutti sappiamo ora, le rovine di Sumer si trovano nell’odierna Iraq. I nostri libri di storia e antropologia ci dicono regolarmente che l’agricoltura e la civiltà sono state date alla luce in valli fluviali benigne e altamente fertili. Ma quando ci fermiamo a esaminare da vicino questi luoghi, scopriamo che sono alcuni dei luoghi più caldi, più secchi e più inospitali del pianeta.

Le temperature in questi luoghi per 6 mesi all’anno sono in genere tra 35-48 gradi Celsius. È vero che le pianure alluvionali e  quelle alluvionali del Nilo, del Tigri-Eufrate e degli antichi fiumi Indù erano fertili. Ma ci vuole una conoscenza agronomica e idrologica considerevole per saperlo e per convertire le paludi e controllare le inondazioni per trasformare queste zone umide in terreni agricoli produttivi. La domanda è: in che modo i nostri antichi antenati, così recentemente emersi dallo stile di vita dei cacciatori-raccoglitori, acquisirono così rapidamente questa conoscenza e svilupparono queste abilità?

Quando guardiamo fuori dagli ziggurat dell’antica Sumer, le piramidi sabbiose dell’Egitto o le città in rovina della Valle dell’Indo, non vediamo pianure fruttate ma vaste, vesciche, distese desertiche. Non è difficile immaginare i nostri primitivi antenati che stendono i loro progetti per la civiltà mentre guardano con gli occhi al sole e decidendo che è qui che si costruiscono le prime città e i grandi monumenti e si coltiva il primo vero terreno coltivato?

Lo scenario fa pensare alla mente e ci fa uscire dal cancello dalle comode fantasie dipinte dalla “scienza ufficiale”. Qualcosa comincia a puzzare o il naso dell’autore è troppo sensibile? Mi sembra di percepire l’aroma sottile di troppi scheletri ed enigmi – essendo stato spinto frettolosamente in troppi armadi e catacombe ammuffite – che si alzavano da pietre e ossa antiche …

Dobbiamo esaminare diversi altri articoli che non superano il test dell’odore. Sumer, l’Egitto e la Valle dell’Indo condividono alcune altre caratteristiche critiche in comune che li rendono luoghi improbabili per i popoli primitivi di aver sviluppato le nostre prime civiltà. Dovremmo aspettarci di trovare civiltà in evoluzione dove le persone hanno accesso immediato a un’ampia varietà di risorse. Lo scenario più logico sarebbe nelle valli fluviali vicino a montagne boscose ricche di minerali.

Questa è un’aspettativa logica dal momento che le persone avevano bisogno di acqua, combustibile (legna) per fare fuochi, manici di attrezzi e materiali da costruzione, nonché rame, oro e argento per realizzare gioielli e strumenti e così via. Ci aspetteremmo di trovare questa associazione non solo per stabilire che hanno accesso immediato a queste risorse necessarie, ma anche per essere stati coinvolti in un lungo periodo di estrazione, elaborazione e utilizzo di queste risorse.

Sfortunatamente, Sumer, la culla della civiltà, mancava completamente di foreste, minerali e persino pietre. Questo è un fatto curioso, illogico. In che modo questa strana tribù, parlando una lingua strana e chiamandosi ‘la gente dalla testa nera’, ha inventato la civiltà nel mezzo di una desolata distesa deserta del deserto? Anche l’Egitto era privo di foreste, così come la Valle dell’Indo. Il punto non è che la civiltà fosse o sia impossibile in queste aree, ma che si suppone che abbia avuto origine in questi ambienti aspri e desertici privi di molte risorse di base.

Eppure troviamo che i Sumeri ingegnosamente estraggono rame e stagno e creano la prima lega, il bronzo, nelle fornaci intorno al 3000 a.C. Nella successione al fuoco rapidamente hanno inventato la ruota, il carro, la barca a vela, la scrittura, le città, la specializzazione del lavoro, l’ingegneria civile e così via. Apparentemente, le tribù della Valle dell’Indo e del Nilo sarebbero presto seguite. Hanno fatto tutto questo mentre la maggior parte delle tribù del mondo vivevano ancora come cacciatori-raccoglitori, un altro fatto che demolisce le teorie dei darwinisti culturali. Non si può spiegare la radicale partenza dalla norma umana da parte di diverse tribù senza invocare qualche forma di razzismo o deviazioni genetiche inspiegabili.

Gli altri aspetti curiosi che troviamo in comune tra le “prime” civiltà della Terra sono che nessuno di loro ha affermato di aver inventato l’agricoltura, le leggi, la moralità o gli altri principali strumenti di civiltà.

I Sumeri sostenevano di dovere tutto agli “dei” (Annunaki) che erano discesi dai cieli sulla Terra per creare e insegnare all’umanità le arti della vita civile. Gli antichi egizi si riferivano ai Nefertu che regnarono su di loro durante lo Zep Tepi (prim tempo) per migliaia di anni fino a quando non consegnarono i regni ai faraoni umani.

La nostra vera storia umana, tramandata dai nostri antenati, è molto più eccitante e incredibile di quanto la scienza “ufficiale” del nutrimento abbia esercitato forza su di noi per molte generazioni. L’umanità è davvero sulla soglia di un risveglio in una nuova alba; il momento delle profonde rivelazioni sulla verità delle nostre stupefacenti origini e della nostra storia è a portata di mano.

Questo articolo è stato pubblicato su New Dawn 81.

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La storia della narrazione umana potrebbe non essere come viene raccontata

 

Zecharia Sitichin aveva ragione riguardo gli Anunnaki e un pianeta extra nel nostro sistema solare?

di Arjun Walia   

La storia antica è piena di strane storie documentate, che sfortunatamente continuiamo a ignorare, ma stiamo migliorando e la mente umana collettiva si sta aprendo a nuove spiegazioni per la natura della realtà e una miriade di altri argomenti, come per esempio, la storia umana. 

Molte “leggende” del nostro mondo antico sembrano essere in fase di riscoperta, un grande esempio sarebbe la correlazione tra le antiche credenze spirituali orientali e la fisica quantistica, con la sua forte correlazione e dipendenza dalla coscienza. Un altro esempio potrebbero essere le antiche pratiche sanitarie, comunemente chiamate medicina naturopatica. L’esempio in questo articolo si occupa di antiche tradizioni di esseri appartenenti ad altri mondi, ed è ancora più interessante a causa della moderna rivelazione di UFO che stiamo vedendo e l’evidenza che suggerisce che alcuni di loro potrebbero essere extraterrestri è piuttosto affascinante, almeno per quelli che hanno avuto il tempo di guardare. 

Quando si contempla specificamente gli extraterrestri, ci sono molti esempi tra cui scegliere. Che siano gli Uomini delle stelle a parlare delle storie dei Nativi del Nord America, o i presunti incontri moderni con diversi tipi di esseri extraterrestri, credetemi, non c’è differenza. 

Forse una delle storie più famose viene dal lavoro di Zecharia Sitchin, un uomo e autore di molti libri che propongono una spiegazione per le origini umane che coinvolgono gli antichi astronauti. Il famoso ricercatore Jim Marrs nel suo libro, Our Occulted History, descrive bene il lavoro di Sitchin e le sue scoperte, 

“In diversi racconti incisi permanentemente nelle loro tavolette d’argilla, gli antichi scribi sumerici fornivano maggiori dettagli sulla fonte della loro conoscenza. Hanno scritto che 432.000 anni prima del Grande Diluvio, gli Anunnaki arrivarono e insegnarono loro le basi della civiltà … Secondo le interpretazioni di Zecharia Sitchin e molti altri, il termine Anunnaki significa “quelli che sono venuti dai cieli sulla Terra”. Nella narrativa di Sitchin, questi erano astronauti del pianeta Nibiru che hanno viaggiato attraverso la fascia degli asteroidi e inizialmente sono sbarcati nel Golfo Persico.” 

Marrs, continua descrivendo come una volta lì, cominciarono a colonizzare e cercare l’oro, oltre a manipolare il DNA dei “primitivi” sulla Terra, che alla fine divennero i re e le famiglie aristocratiche sulla Terra, che alla fine portarono alla devastazione e guerra in tutto il mondo. 

Storie di altri esseri del mondo sono presenti anche in molte leggende africane della creazione, come il popolo Zulu, che significa “cielo”. La loro connessione con le storie di Zecharia Sitchin è piuttosto affascinante, poiché le storie di questi “Dei” hanno gli stessi aspetti attribuiti agli Anunnaki nelle tavolette sumeriche. Se vuoi ascoltare alcuni esempi di storie, basta digitare su Google Credo Mutwa. Anche il ricercatore sudafricano Michael Tellinger lo descrive abbastanza bene, questo è un altro estratto dalla nostra storia occulta. 

“La maggior parte della mitologia africana parla delle stesse cose, gli dei del cielo, l’abelungu che discese dal cielo. Hanno creato il popolo, per estrarre l’oro. Credo Mutwa (e uno sciamano africano) ci dice che Abantu in Zulu significa i figli di Antu. Antu è la dea sumera dell’Abzu, da cui proviene l’oro. Lord Enki è anche conosciuto come Enkei come il creatore-dio, l’uomo di medicina sumero. Ha clonato una specie. Il suo simbolo è sul simbolo medico, caduceo. Questo è uno dei più antichi simboli sulla terra codificati con così tanta conoscenza e informazione che possiamo dedicare solo una conferenza su di esso.” 

Un altro esempio potrebbe essere Quetzalcoatl, considerato un racconto mitico. Il cronista spagnolo, Juan de Torquemada, afferma che Quetzalcoatl era “un uomo dalla carnagione chiara e rubiconda con una lunga barba”. Il ricercatore Graham Hancock lo descrive come segue

“Una persona misteriosa … un uomo bianco con un possente corpo, fronte ampia, occhi grandi e una barba fluente. Era vestito con una lunga veste bianca che arrivava fino ai piedi. Condannò i sacrifici, ad eccezione di frutta e fiori, ed era conosciuto come il dio della pace. Quando si parla di guerra, si dice che si sia tappato le orecchie con le dita”. (Fonte) 

Ora, è importante tenere presente che ci sono qui molte più storie in molti periodi di tempo. La Mesopotamia sembra davvero un luogo in cui il contatto extraterrestre si stava verificando frequentemente, e stiamo vedendo cosa potrebbe aver avuto luogo. Ci sono storie di contatti amichevoli tra varie tribù del Nord America, e ci sono diversi tipi di esseri, descrizioni diverse, eppure tante somiglianze. 

Ad essere onesti, come disse una volta l’Astronauta Story Musgrave, “ci sono probabilmente trilioni di razze diverse là fuori che fanno viaggi tra le stelle”. 

“C’è un altro modo, che si tratti di wormhole o di spazio di warping, che ci sia un modo per generare energia in modo da poterlo estrarre dal vuoto, e il fatto che siano qui ci mostra che hanno trovato un modo.”

Jack Kasher , Ph.D, Professore emerito di fisica, Università del Nebraska. 

La storia della narrazione umana potrebbe non essere come viene raccontata, il modo in cui viene detto ora è abbastanza noioso, secondo me, siamo bloccati sul creazionismo e sull’evoluzione come le nostre uniche due opzioni quando potrebbe essere qualcosa di molto più grande e più complesso e selvaggio, con un po’ di mix di tutto, forse. L’unica certezza è che ciò che ci viene insegnato non sembra adattarsi a tutte le strane scoperte che sono state fatte negli anni di giganti e strani teschi umanoidi / corpi

Il nostro mondo è intriso di segretezza, e quelle che vengono percepite come le idee più “stravaganti”, in molti casi, di solito hanno la massima validità. La verità non si ferma, è sempre lì. Tuttavia, la percezione umana della verità e la reazione ad essa determinano ciò che creiamo come verità. Se tutti crediamo che qualcosa lo sia, lo potrebbe essere? Ma quelle sono discussioni più profonde, il punto è che ci sono verità che rimangono, quando l’umanità sceglierà di accettarle così da poter passare da quelle che non risuonano, è una storia diversa, ma stiamo facendo un buon lavoro di ricerca. 

Secondo Sitchin, circa mezzo milione di anni fa questi esseri Anunnaki vennero sulla Terra perché il nostro pianeta e il loro pianeta si trovavano nelle immediate vicinanze. 

Il lavoro di Sitchin è stato criticato e respinto dal mondo accademico tradizionale, allo stesso modo quello della parapsicologia. Ad esempio, un professore di statistica presso la UC Irvine ha pubblicato un documento che mostra che gli esperimenti parapsicologici hanno prodotto risultati molto più forti di quelli che mostrano una dose giornaliera di aspirina per aiutare a prevenire un attacco di cuore. 

Quando spingi i confini delle credenze, non importa quanti ricercatori, studiosi e accademici sono d’accordo con te, ci sarà sempre il grande che non lo fa e quella è la persona che otterrà la maggior pubblicità per screditarti, al fine di mantenere una sorta di status quo. Questo è quello che è successo a molte persone, incluso Sitchin, ma c’è una ragione per cui milioni di persone sono così affascinati da tutte le connessioni fatte da lui, e da coloro che hanno seguito il suo lavoro o fanno ricerche in un’area simile. 

Ad esempio, Paul Von Ward, un importante autore, ricercatore e psicologo ha scritto, 

“Anche se non sono d’accordo con la sua cosmologia … la sua delucidazione dei dettagli storici e la loro connessione ad altri campi della conoscenza si alzano sotto una revisione comparativa con il lavoro di altri studiosi. Il suo sommario di informazioni relative agli “antichi dei” conosciuti in Sumeria come gli Anunnaki presenta una miscela coesiva e difendibile di materiale testuale e interpretazione giudiziosa”. 

Un autore che ha studiato più di trecento traduzioni di antichi scritti mesopotamici e vedici, scrive CL Turnage, 

“Dopo aver studiato la teoria di Sitchin, ho iniziato la mia personale contemplazione dell’epopea biblica pre-biblica dell’Enuma Elish. Fu da uno studio di questa narrazione che Sitchin divenne consapevole del pianeta Nibiru e del suo insediamento all’interno del nostro sistema solare. Questo racconto è stato originariamente scritto su sette tavolette d’argilla, ognuna corrispondente a un giorno della creazione … Dopo il mio studio di queste cronache, sono d’accordo con le scoperte di Sitchin.”

Nondimeno, i fatti affascinanti rimangono inspiegabili a meno che non prendiamo una prospettiva extraterrestre. Prendiamo ad esempio che i Sumeri antichi stavano descrivendo accuratamente i pianeti Urano, Nettuno e Plutone … Questi pianeti non possono nemmeno essere visti senza un telescopio.

Il decimo pianeta  

Questo tipo di cose è stato abbastanza popolare in certi punti della storia umana. Nel 1981 gli scienziati stavano contemplando la possibilità di prove strane che suggerivano un ulteriore corpo solare nel nostro sistema. 

Il libro di Marrs continua descrivendo un articolo di Hugh McCann, uno scrittore per il Detroit News all’epoca, 

“Se le nuove prove dell’US Naval Observatory di un decimo pianeta nel sistema solare sono corrette, potrebbe provare che i Sumeri … erano molto più avanti rispetto all’uomo moderno in astronomia”. 

I Sumeri lo chiamavano il 12° pianeta, ma contano la luna e il sole, quindi ha un senso. 

Il 30 dicembre 1983, il Washington Post aveva un titolo in prima pagina che diceva: 

“Un corpo celeste grande quanto il pianeta gigante Giove e possibilmente così vicino alla Terra che lo farà parte di questo sistema solare, è stato trovato nella direzione della costellazione di Orione da un telescopio orbitante a bordo dell’IRAS (Infrared Astronomical Satellite) statunitense. Così misterioso è l’oggetto che gli astronomi non sanno cosa sia …” 

Ciò che viene in mente sono le recenti dichiarazioni dell’astronauta dell’Apollo 15 Al Worden, 

“Noi Siamo gli alieni, ma pensiamo che siano qualcun altro, ma siamo noi che siamo venuti da qualche altra parte. Perché qualcun altro doveva sopravvivere, e hanno preso una piccola astronave spaziale e sono venuti qui, sono atterrati e qui, hanno iniziato la civiltà, questo è quello che credo. E se non mi credi, vai a prendere libri sugli antichi Sumeri e vedi cosa hanno da dire a riguardo, te lo diranno subito “. 

I suoi commenti differiscono in modo significativo dal dott. Edgar Mitchell, che ha affermato di “essere abbastanza privilegiato per essere presente sul fatto che non siamo soli in questo pianeta” e che “siamo stati visitati molte volte”. 

Il nostro mondo è intriso di segretezza, pensi che se un tale corpo nel nostro sistema solare fosse scoperto che avremmo persino sentito qualcosa a riguardo? Molto probabilmente no. 

Un grande esempio è la recente rivelazione di UFO da parte del governo degli Stati Uniti attraverso le To The Stars. Puoi leggere di più su questo in dettaglio nell’articolo collegato sotto. 

Ancora una volta, la storia degli Anunnaki potrebbe essere vera, ma è stato tanto tempo fa, e se quel pianeta esiste, forse anche le cose sono cambiate. Stiamo esaminando, semmai, un piccolo racconto di contatti extraterrestri che si è verificato nella storia di questo pianeta.  

Se vuoi leggere altri nostri articoli sull’argomento UFO / Extraterrestri, puoi cliccare qui.

Nibiru il pianeta invisibile

Il cataclisma Nibiru, gli Anunnaki e il Pianeta X 

Nibiru è il nome di un corpo celeste della mitologia babilonese. Secondo la loro mitologia, Nibiru era un possente oggetto celeste associato al dio Marduk. 

Nibiru significa “luogo dell’attraversamento” o “luogo di transizione”.

In molti testi babilonesi, è identificato con il pianeta Giove, sebbene sulla tavoletta 5 dell’Enûma Elish sia associato alla stella polare. 

Gli antichi Anunnaki sono l’anello mancante nella nostra storia amnesica?   

Negli ultimi due decenni, è stato ipotizzato che Nibiru sia un pianeta in orbita attorno al nostro Sole al di là di Nettuno e che attraversa le orbite del resto dei pianeti. Tuttavia, nonostante queste affermazioni, la comunità scientifica nega categoricamente l’esistenza di un tale pianeta e ha fatto molteplici dichiarazioni al riguardo. 

In un articolo scritto da Skeptical Inquirer, Morrison ha scritto che per gli astronomi “affermazioni persistenti su un pianeta vicino ma invisibile sono semplicemente assurde“. 

Questo odio nei confronti di “Nibiru” potrebbe derivare dal fatto che in numerose occasioni si è affermato che un pianeta canaglia su un’orbita di 3.600 anni sta per entrare nel sistema solare interno e passando vicino alla terra causerebbe una catastrofe sul nostro pianeta.

Circa otto anni dopo, il mainstream degli astronomi si sono entusiasmati di un pianeta che non riescono a vedere. 

Vi ricordate il caloroso iteresse riguardo al Pianeta nove?  

Gli astronomi del Caltech Mike Brown e Konstantin Batygin hanno fatto un’esclamazione esplosiva nel 2016: basandosi sul movimento orbitale degli oggetti nella fascia di Kuiper, una regione al di là di Nettuno che ospita Plutone e altri corpi ghiacciati, ci deve essere qualcosa di molto più grande la fuori, nascosto (salvo per i suoi sottili strattoni gravitazionali) dal resto del sistema solare: un pianeta invisibile.  

Dopo che furono fatte le affermazioni, la comunità scientifica mantenne la calma e curò (il più possibile) la ricerca di Mike Brown e Konstantin Batygin, nonostante l’improbabilità.  

Come spiegato dallo Scientific American, “i migliori modelli di Brown e Batygin mettono questo oggetto misterioso a una decina di volte la massa terrestre, forse 20 volte più distante dal sole di Nettuno e attualmente alla deriva attraverso quella che potrebbe essere un’orbita di 20.000 anni in una zona di cielo vicino alla costellazione di Orione. Brown e Batygin lo chiamavano Planet Nine.” 

Ma non dimentichiamo come sono stati scoperti alcuni dei pianeti più importanti del nostro sistema solare: tutto è iniziato con un’idea. 

E, curiosamente, l’idea che i pianeti sconosciuti esistano lontano dal sole non è qualcosa di nuovo. In realtà, tali affermazioni possono essere fatte risalire al 1800 e incoraggiato le scoperte di entrambi Plutone e Nettuno. 

 

Parlando del pianeta ‘invisibile’, Batygin ha detto: 

“Cerco di non essere religioso riguardo ai miei risultati. È importante mantenere un occhio scettico.” 

“Ma, mi sento più a mio agio di quanto non facessi due anni fa perché la teoria regge ancora magnificamente. Più guardiamo, più vediamo un sistema solare, più ci rendiamo conto che non ha senso senza il Planea Nove.” 

I forum scientifici mettono in guardia su una strategia comune per confondere e nutrire il mito dell’esistenza di questo pianeta, consistente nel relazionare il pianeta Nibiru con qualsiasi commento su Pianeta X, Pianeta Nove o sul pianeta nano Eris.  

Molti autori convinti che il pianeta mitologico degli antichi Sumeri sia il vero punto verso l’idea che Nibiru sia già visibile e/o che la NASA nasconda l’informazione, dando come prova un effetto ottico che si verifica nelle fotocamere di bassa qualità quando si fotografa il Sole (mai visto ad occhio nudo). 

Su Google, YouTube e altri social network troviamo una miniera di informazioni sul Planeta X, alias Nibiru, anche se senza riferimenti scientifici. Ma non dimentichiamo che quello che un giorno è stato un puro mito per l’astronomia, può trasformarsi anni dopo in una realtà, e il Planeta Nove di Brown e Batygin ne è la prova.  

Ritornando a Nibiru …  

Uno degli argomenti tipici per spiegare la mancanza di visibilità del pianeta mitologico è che: “L’occhio umano può vedere solo i colori che si trovano nello spettro della luce visibile, cioè quando l’emissione di luce ha una lunghezza d’onda di 400 – 700 nm. D’altra parte, la luce a infrarossi ha una lunghezza d’onda più lunga, quindi abbiamo bisogno di una fotocamera in grado di rilevare la luce a infrarossi, presumibilmente ciò che emette Nibiru.”  

Tuttavia, allo stesso tempo, si afferma che Nibiru è un pianeta (quindi deve riflettere la luce visibile del Sole) e non una stella che emette luce. 

Ma vuol dire che anche se non l’abbiamo individuato, non è lì? Beh, non proprio, voglio dire, guardando indietro il pianeta Nove e la sua confusione. Non possiamo individuarlo, eppure ci sono prove che suggeriscono che esiste.  

Tuttavia, la prova che Nibiru sia reale è scarsa e si basa principalmente su antichi testi mitologici e sulla traduzione di testi mesopotamici da parte dei famosi teorici dell’antico astronauta di Zecharia Sitchin.  

Il Cataclisma di Nibiru è una presunta disastrosa collisione tra la Terra e il massiccio pianeta, che si dice sia la dimora degli antichi Anunnaki.  

La controversa teoria appare per la prima volta nel 1995 quando è stata presentata da Nancy Lieder, fondatrice del sito web ZetaTalk. 

La presunta orbita di Nibiru. 

Tuttavia, l’autore che rese famoso Nibiru nella cultura moderna fu l’antico astronauta di Zecharia Sitchin e le sue interpretazioni sulla mitologia babilonese e sumerica, sebbene abbia negato qualsiasi legame tra il suo lavoro e varie affermazioni di una futura apocalisse.  

Nel libro di Sitchin *Il Dodicesimo Pianeta*, l’autore passa attraverso la sua interpretazione di antichi testi religiosi mesopotamici, su come un pianeta gigante (chiamato Nibiru o Marduk) passa dalla Terra ogni 3.600 anni, permettendo ai suoi abitanti senzienti di interagire con l’umanità. 

Sitchin identificò questi esseri con gli Anunnaki nella mitologia sumera e affermò che essi erano i primi dei dell’umanità, gli esseri alieni che ci crearono.  

Come spiegato da Sitchin, Nibiru (indicato come “il dodicesimo pianeta” da quando Sitchin sosteneva, l’interpretazione data dal dio Sumero del Sistema Solare contò tutti e otto i pianeti, oltre a Plutone, il Sole e la Luna) era la casa di una razza extraterrestre tecnologicamente avanzata chiamata Anunnaki nel mito sumerico, che Sitchin afferma e chiama Nephilim in Genesi.  

Sitchin ha scritto che si sono evoluti dopo che Nibiru è entrato nel nostro sistema stellare, e sono venuti sulla Terra circa 450.000 anni fa, alla ricerca di minerali, in particolare l’oro, che hanno trovato e estratto in Africa. Sitchin afferma che questi “dei” erano gli operai della spedizione coloniale sulla Terra dal pianeta Nibiru.   

https://ancient-code.com/ 

*Il Dodicesimo Pianeta* e/o “Il Pianeta Degli Dei” – QUI il pdf del libro 

Nella bacheca del blog a destra la quarta voce: “Cerca nel blog” digitando la parola NIBIRU potrai trovare altri argomenti inerenti 

Ultimo articolo correlato su Nibiru: Planet X / Nibiru Segni sfacciati della sua venuta 

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Ipostasi degli Arconti

 

Gli Arconti; I Divini Creatori del Cosmo e dell’Umanità

Nell’antichità ci si riferiva all’Arcano o agli Arconti come ai servitori del Demiurgo, il dio creatore che si frapponeva tra la razza umana e un Dio trascendente che poteva essere raggiunto solo attraverso la conoscenza della vera natura dell’umanità come divina, portando alla liberazione della scintilla divina all’interno l’umanità dai vincoli dell’esistenza terrena.

L’arconte è anche la parola greca che significa “sovrano”, che veniva anche spesso usato nei tempi antichi come il titolo di un certo ufficio pubblico in un governo. 

Se diamo un’occhiata agli Arconti da un punto di vista gnostico, capiremo che in questo contesto erano considerati gli angeli e i demoni del vecchio testamento. 

Ipostasi degli Arconti: i creatori divini dell’universo e dell’umanità 

I governanti prepararono i piani e dissero: “Venite, creiamo un uomo che sarà suolo dalla terra”. Hanno modellato la loro creatura come un tutt’uno con la terra. Ora il corpo […] dei governanti […] hanno […] femmina […] è con la faccia di una bestia. Avevano preso un po’ di terra dalla terra e modellato il loro uomo dopo il loro corpo e dopo l’immagine di Dio che era apparso loro nelle acque. Dissero: “Veniamo, lasciateci prendere per mezzo della forma che abbiamo modellato, in modo che possa vedere la sua controparte maschile […], e possiamo afferrarla con la forma che abbiamo modellato” – non capendo la forza di Dio, a causa della loro impotenza. Gli soffiarono in faccia, e l’uomo venne per avere un’anima e rimase per terra molti giorni. Ma non potevano farlo alzare a causa della loro impotenza. Come venti tempestosi, persistevano nel soffiare, cercando di catturare quell’immagine, che era apparsa loro nelle acque. Senza conoscere l’identità del suo potere. (Fonte 

Chiamata anche The Reality of the Rulers, l’Ipotesi degli Arconti è un’esegesi – un’interpretazione critica di un testo religioso – sul Libro di Genesi 1-6 ed esprime la mitologia gnostica dei creatori divini del cosmo e dell’umanità.   

Credito d’immagine: Klaus Wittman. Pubblicato con permesso. 

Il libro della Genesi è il primo libro della Bibbia ebraica (il Tanakh) e l’Antico Testamento cristiano.

Questo antico testo era venerato tra molti altri dalla biblioteca di Nag Hammadi. La biblioteca di Nag Hammadi chiamata anche “Manoscritti di Chenoboskion” o “Vangeli gnostici” è una raccolta di numerosi testi cristiani e gnostici trovati nell’alto Egitto nel 1945. 

Si ritiene che la Realtà dei sovrani sia stata scritta durante il terzo secolo d.C. I ricercatori credono che sia nato da un periodo tradizionale nello gnosticismo quando si trasformava da uno stato puramente mitologico in una fase filosofica.

La scrittura è presentata come un’istruzione sul tema dei dominatori (arconti) del mondo menzionati da San Paolo.

L’intenzione espressa di questo scritto è di insegnare la verità sui poteri che hanno autorità su questo mondo. 

La storia inizia con il vanto del demiurgo, l’arconte supremo, in parole attribuite al Dio della Bibbia: “Io sono quello che sono, Dio non è nulla separato da me” 

La Realtà dei Sovrani viene presentata come un trattato erudito in cui un insegnante si avvicina a un argomento suggerito dal dedicatario del lavoro. Il trattato inizia con un frammento di cosmogonia, che guida una “vera storia” revisionistica degli eventi nella storia della creazione della Genesi, rivelando una sfiducia gnostica del mondo materiale e il demiurgo che l’ha concepito. Un “dialogo di rivelazione angelica” emerge all’interno di questa narrazione in cui un angelo ripete ed elabora il frammento dell’autore del mito cosmogonico in un ambito molto più ampio, concludendo con una profezia storica della venuta del salvatore e della fine dei giorni.

Bentley Layton, professore di studi religiosi (antico cristianesimo) e professore di lingue e civiltà del Vicino Oriente (copto) all’Università di Yale, scrive: La realtà dei sovrani (‘Ipostasi degli arconti’) racconta la storia gnostica dalla creazione di Yaldabaoth giù fino a Noè e alla grande alluvione e si conclude con una predizione dell’avvento finale del salvatore, la distruzione dei poteri demoniaci e la vittoria degli gnostici. 

Come notato da Roger A. Bullard nel suo libro “L’ipostasi degli arconti: il testo copto con traduzione e commento“, l’inizio e la conclusione del testo sono cristiani gnostici, ma il resto del materiale è un racconto mitologico sull’origine e natura dei poteri arconali che popolano i cieli tra la Terra e l’Ogdoad, e come questi antichi eventi influenzano il destino dell’uomo.

Sebbene non sia collegato a questo punto, è possibile che i cosiddetti Arconti fossero in qualche modo collegati agli Anunnaki Antichi? Cibo per la mente. 

Secondo l’Ipostasi degli Arconti, questi sono i personaggi mitici:

Il genitore dell’intera società: l’invisibile spirito vergine

incorruttibilità 

Il bambino: presiede per intero 

I quattro luminari: Eleleth e altri tre  

Il vero essere umano 

La razza non domata 

Saggezza: Sophia o Pistis Sophia

Zoe (vita): figlia di Sophia

Yaldabaoth: Il capo sovrano chiamato anche Sakla e Samael

Sabaoth: uno dei primi sette discendenti di Yaldabaoth 

Adamo: il primo essere umano 

Eva: la moglie e la controparte di Adamo

Caino: il figlio di Eva generato dai governant

Abele: il figlio di Eva generato da Adamo 

Seth: un figlio per dio  

Norea: la figlia di Eva 

https://ancient-code.com/

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“ARCONTI”

ANU – l’antenato degli Anunnaki

Gli Anunnaki erano considerati esseri celesti venuti sulla Terra, migliaia di anni fa.

Anu, la fonte suprema di ogni autorità e l’antenato degli Anunnaki

Anu era una delle più antiche divinità del pantheon sumero, era considerato il padre e il primo re degli dei, ed è indicato come l’antenato degli antichi Anunnaki.

Nella mitologia sumera, An (in Sumerian An = “sky”) o Anu (in accadico) era il dio del cielo, signore delle costellazioni, re degli dei, che viveva con sua moglie, la dea Ki (in sumerico, “Terra” o Antu in accadico), nelle regioni più alte del cielo.

Si credeva che avesse il potere di giudicare coloro che avevano commesso crimini e che aveva creato le stelle come soldati per distruggere i malvagi.

Il suo attributo era la tiara reale.

Il suo servitore e ministro era il dio Ilabrat.

La cosa ancora più importante, è che era era il padre di Enlil, l’antico dio mesopotamico del vento, dell’aria, della terra e delle tempeste. E l’antenato degli Anunnaki, la fonte suprema di ogni autorità.

An, l’Antenato degli Anunnaki: quelli che scesero dal cielo

Allora, chi erano gli antichi Anunnaki?

Il termine ANUNNAKI, se frammentato, si traduce; ANU: “CIELO” – NNA: “Discendere” – KI: “Terra”: “Coloro che sono discesi dal cielo in terra …”

Oggi molti autori sono convinti che non sono né dèi né angeli, ma esseri di un altro pianeta venuti sulla Terra in possesso di uno sviluppo tecnologico e di una conoscenza avanzata della fisica, in grado di manipolare le menti di una razza “inferiore” e trasformarli in un specie schiavi.

Difronte a una civiltà tecnologica come quella degli Anunnaki, l’uomo si inginocchiava considerandoli Dei celesti con poteri per governare il cielo e la terra.

In altre parole, queste “divinità” sono state male interpretate come divinità supreme poiché possedevano una tecnologia che l’uomo primitivo non era in grado di comprendere e capire.

An era una delle divinità più potenti e importanti nel pantheon sumero e gli Dei Anunnaki erano considerati la progenie di An e della sua consorte Ki.

Secondo Black and Green nel loro libro Gods, Demons and Symbols of Ancient Mesopotamia: An Illustrated Dictionary, gli antichi Anunnaki erano proprio questo, la “progenie di An”.

I “sette dei che decretano” possono essere elencati nel gruppo Anunnaki: An, Enlil, Enki, Ninhursag, Nanna, Utu e Inanna.

Quando si menzionano gli Anunnaki, le antiche tavolette sumeriche non fanno riferimento a questi Dei come mere creature eteriche, ma li descrivono come esseri biologici di  arne e sangue, come gli umani.

Quando parliamo di Dei, immaginiamo immagini di nebulosi spiriti celesti che emergono dai confini di un piano di realtà indeterminato.

Tuttavia, questa non è la descrizione che i Sumeri hanno dato agli Anunnaki.

Queste divinità erano reali in ogni singolo modo per gli antichi Sumeri. Gli Dei coesistevano con l’uomo, questi esseri Celesti condividevano le loro vite e coesistevano con l’uomo nelle antiche città della Terra. Erano esseri fisici e palpabili, che mangiavano, dormivano e morivano.

Queste divinità erano visibili agli occhi di chiunque; sono descritti come viaggiatori dei cieli in possenti veicoli aerei, che emettevano un rumore che sembrava un tuono che faceva tremare le montagne, mentre emettevano fuoco.

Anu era una delle più antiche divinità secondo l’antica mitologia sumera. Creditoimmagine

Anu- una delle divinità più antiche del pantheon sumero

Anu era considerato una delle divinità più antiche del pantheon sumero e faceva parte di una triade di grandi dei, insieme a Enlil, dio dell’aria e dell’atmosfera e Enki (anche noto, in accadico, come Ea), dio della terra o delle sue fondamenta.

Era considerato il padre e il primo re degli dei.

Anu è associato al tempio E-anna della città di Uruk (la biblica Erech), nel sud di Babilonia e vi è una buona ragione per credere che questo posto sarebbe il sito originale del culto di Anu.

Il tempio di Anu a Uruk era chiamato E-an-na (‘casa del paradiso’). “In paradiso c’è Anu sul suo trono, rivestito di tutti gli attributi della sovranità: lo scettro, il diadema, il copricapo, il bastone …

Le stelle costituivano il suo esercito.

Simbolicamente, il re ha ricevuto il suo potere direttamente da Anu.

Ecco perché invocavano solo i sovrani e non il resto dei mortali.

Anu era il:

“Padre degli dei” (abû ilâni),

“Padre del cielo” (ab shamê),

“Re dei cieli” (il shamê).

L’equivalente semitico occidentale di Anu sarebbe il dio Ël.

E sembra anche avere equivalenza con il dio Dagon dei filistei e dei fenici.

Astronomicamente Anu era associato alla Via dell’An (o Sentiero di An), una regione del cielo che coincideva con l’equatore.

Più tardi questa regione verrebbe definita come lo spazio tra i due tropici.

Era associato al numero 60, un numero sacro per i Sumeri.

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 Allora, chi erano gli Anunnaki? 

L’albero genealogico degli Anunnaki antichi: 

quelli che scendevano dal cielo

Gli Antichi Anunnaki vengono spesso definiti come gli dei immortali che vivevano sulla Terra durante l’antico tempo Sumero in Mesopotamia

Secondo la mitologia mesopotamica, Anunna o Anunnaki erano, inizialmente, gli dei più potenti e vivevano con Anu in paradiso.

Più tardi, senza aver stabilito un chiaro motivo per questo cambiamento, gli Igigi erano considerati come dei celesti mentre il termine Anunna era usato per designare gli dei dell’Oltretomba, specialmente sette dei che servivano come giudici negli Inferi.

Nel mito di Atrahasis si afferma che, prima della creazione dell’uomo, gli dei dovevano lavorare per vivere.

Quindi, gli Anunna fecero una categoria di dei inferiori, gli Igigi lavorarono per loro, finché non si ribellarono e si rifiutarono di continuare a lavorare.

Quindi Enki creò l’umanità in modo che continuasse a svolgere i compiti che gli dei minori avevano abbandonato e attraverso il culto avrebbe fornito cibo agli dei.

Nell’Enûma Elish, fu Marduk che creò l’umanità e quindi divise l’Anunna tra il cielo e la terra e assegnò loro compiti.

Successivamente, l’Anunna, grata a Marduk, fondò Babilonia e costruì un tempio in suo onore, chiamato Esagila.

La reinvenzione del termine Anunna attraverso la sua forma accadica, Anunnaki, sorse nel 1964, dopo la pubblicazione del libro Antica Mesopotamia: Ritratto di una civiltà morta, di AdolphLeo Oppenheim, che rese popolare questo concetto che fu preso da diversi blog e personaggi da il mondo esoterico e portali pseudoscientifici.

L’autore Zecharia Sitchin pubblicò una dozzina di libri conosciuti come Chronicles of the Earth degli anni 70 in cui descriveva dettagliatamente gli Anunnaki.

Nei suoi libri, Sitchin offriva tradotte antiche tavolette d’argilla sumere e testi scritti in una scrittura cuneiforme che descrive gli Anunnaki.

Nel libro il dodicesimo pianeta, Sitchin racconta l’arrivo degli Anunnaki sulla Terra da un presunto pianeta chiamato Nibiru circa 450.000 anni fa: esseri alti circa 3 metri di altezza con pelle bianca, capelli lunghi e barba, che si sarebbero stabiliti in Mesopotamia e questo, grazie all’ingegneria genetica, ha accelerato l’evoluzione del Neanderthal in Homo Sapiens contribuendo con la propria genetica, per il bisogno di schiavi lavoratori.

Secondo gli scritti di Sitchin, la tecnologia e il potere degli Anunnaki è qualcosa che la nostra civiltà non può replicare nemmeno oggi nel 21° secolo.

Sitchin affermò che gli antichi abitanti di Nibiru 450.000 anni fa avevano la capacità di viaggiare nello spazio e utilizzare l’ingegneria genetica e che avrebbero lasciato tracce della loro esistenza in tutta la Terra con piccoli indizi che indicavano una tecnologia ancora sconosciuta che è presente in varie forme come la costruzione di piramidi (egiziane, maya, azteco e cinese), nel sito megalitico di Stonehenge, nello “spazioporto di Baalbeck”, nelle linee di Nazca e in Machu Picchu.

Le teorie sono molte e ciò che alcuni studiosi definiscono mitologia, altre li indicano come viaggiatori interstellari, che vennero sulla Terra migliaia di anni fa.

Ma se gli Anunnaki fossero reali? Chi erano e chi fu tra di loro il primo? Qual è la loro linea di sangue e, possiamo rintracciarli nella storia come specifiche divinità?

Ci sono vari “alberi genealogici” disponibili su Internet che presentano una serie di differenze. Ad esempio, i seguenti tre (immagine sotto) sono alberi genealogici più inclini alla versione mesopotamica, in particolare quella babilonese della linea di sangue Anunnaki, e la prova di ciò è l’inclusione di Tiamat e Marduk.

La “Grande Assemblea degli Anunnaki”, essenzialmente l’Albero genealogico della classe dominante (o “Dèi e Dee” dei testi sumeri) è data da Laurence Gardner, Genesi dei Re GReail, Bantam Press, New York, 1999:

Nella foto qui è la grande assemblea degli Anunnaki antichi. Credito immagine

Una versione leggermente diversa:

Di John D. Croft, CC BY-SA3.0, tramite Wikimedia Commons

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 Secondo Zacharia Sitchin questo è l’Albero Genealogico degli Anunnaki

Gli antichi egizi ereditarono il loro sapere dai Sumeri. Ma se è così, una domanda sorge spontanea: questi ultimi da chi avevano appreso quelle scienze? La tesi di Zecharia Sitchin è semplice, ma sconvolgente: i testi sacri dei popoli antichi vanno letti come resoconti storici. La mitologia non è creazione fantastica, bensì confusa memoria di fatti realmente avvenuti!

Darwin aveva ragione – secondo Sitchin – solo a metà: la selezione naturale produsse, è vero, i primati superiori dai quali discendiamo, ma l’impiegabile salto evolutivo all’Homo Sapiens fu opera di viaggiatori extraterrestri a nostra immagine e somiglianza, che applicarono l’ingegneria genetica al bagaglio cromosomico dei nostri antenati africani.

C’è infatti un altro pianeta nel nostro sistema solare, un pianeta con un’orbita ellittica simile a quella delle comete, che transita tra Marte e Giove ogni 3600 anni. Esseri intelligenti di quel pianeta (i Sumeri li chiamavano Anunnaki, la Bibbia Nephilim) iniziarono a visitare la Terra mezzo milione di anni orsono, e le loro gesta attraverso i millenni sono quelle che leggiamo nell’Antico Testamento, o nel libro di Gilgamesh. Alla luce delle ipotesi dell’autore, tradizioni, leggende e ritrovamenti, da sempre circondati da un alone di mistero, divengono improvvisamente comprensibili.

Gli argomenti del professor Sitchin spaziano dall’esegesi biblica all’astrofisica, dalla linguistica alla storia delle religioni. Il modello metastori-co che ci propone è logico e coerente, e potrebbe persino riconciliare credenti e non credenti sulle origini dell’umanità

Contributo: wlady 

L’enigma Anunnaki

L’enigma dietro gli Anunnaki, creatori della nostra civiltà 

Gli Anunnaki (anche trascritti come Anunaki, Anunna, Ananaki) sono un gruppo di divinità che appaiono nelle leggende mitologiche degli antichi Sumeri, Accadi, Assiri e dei Babilonesi.

Gli Anunnaki sono le divinità più influenti del pantheon, erano i discendenti di An, il dio dei cieli, e la loro funzione primaria è quella di giudicare le sorti dell’umanità.

Secondo la mito-patia mesopotamica, gli Anunna erano, inizialmente, gli dei più potenti del cielo che sono vissuti con Anu.

Nel poema Enûma Elish, è stato Marduk che ha creato l’umanità e poi ha diviso l’Anunna tra cielo e terra e ha assegnato loro i vari compiti. Allora gli Anunna, riconoscenti a Marduk, fondarono Babilonia e costruirono un tempio in loro onore chiamato Esagila.

La reinvenzione del termine Anunnaki attraverso la sua forma accadica, Anunnaki, è emersa nel 1964 dopo la pubblicazione sull’antica Mesopotamia: “ritratto di una civiltà morta” dell’assiriologo Adolph Leo Oppenheim, che ha popolarizzato questo concetto.

Successivamente, è stato Zecharia Sitchin che ha ulteriormente diffuso il termine degli Anunnaki.

Immagine: Abaddon- la caduta di Ur da berov 

I primi usi conosciuti del termine Anunnaki provengono da iscrizioni scritte durante il regno di Gudea e dalla terza dinastia di Ur.

Nei primi testi il ​​nome viene applicato alle più importanti e potenti divinità dell’antico pantheon sumero: i discendenti dal cielo-dio An.

Zecharia Sitchin, dagli anni ’70, pubblica una dozzina di libri conosciuti come Cronache della Terra  che si sono ulteriormente occupati nello studio degli antichi Anunnaki.

Nei libri pubblicati da Sitchin, le tavolette d’argilla sumeriche scritte in carattere cuneiforme e i testi biblici, sono stati tradotti nella loro scrittura originale, rivelando dettagli affascinanti che rapidamente hanno guadagnato popolarità tra i lettori.

Nel libro Il 12° pianeta, l’autore descrive l’arrivo degli Anunnaki sulla Terra circa 450.000 anni fa da un presunto pianeta chiamato Nibiru. Gli Anunnaki erano esseri molto alti, circa 3 metri di altezza, pelle pallida, capelli lunghi e barba, si sarebbero insediati in Mesopotamia e, mediante l’ingegneria genetica, accelerarono l’evoluzione del Neanderthal a Homo Sapiens contribuendo alla loro genetica e quindi creando l’umanità.

La storia di come gli Anunnaki hanno creato l’umanità è abbastanza simile alla creazione divina dell’uomo da parte di Dio scritto nella Bibbia. La storia dice che Enki ha preso dell’argilla e gli ha dato forma, nonostante il suo primo tentativo non sia riuscito.

I primi uomini consideravano gli antichi Anunnaki come dei, perché erano estremamente intelligenti per via delle loro tecnologie possedute che l’umanità non aveva mai visto prima.

Alcuni autori sostengono che la prova dell’esistenza degli Anunnaki può essere trovata nella Bibbia, dove vengono chiamati “Nefilim”, anche se alcune altre traduzioni li chiamano “giganti”.

Secondo gli scritti di Sitchin, la tecnologia e il potere degli Anunnaki sono ancora lontani dalla nostra portata, poiché gli Anunnaki 450.000 anni fa avevano la capacità di viaggiare nello spazio e la scienza dell’ingegneria genetica.

Si ritiene che gli antichi Anunnaki avessero notevolmente contribuito allo sviluppo della Terra con la loro tecnologia ancora sconosciuta e che fossero coinvolti nella costruzione di piramidi e in numerosi luoghi megalitici in tutto il mondo.

Le ipotesi di Sitchin sono state duramente criticate e licenziate da scienziati, storici e archeologi che non condividevano le sue “traduzioni” di testi antichi e la sua incomprensione della fisica.

Quindi chi erano gli Anunnaki? Erano solo parte di una grande mitologica leggenda antica? O, come molti autori affermano, è possibile che le antiche divinità mesopotamiche siano infatti quelle responsabili della creazione della nostra civiltà?

Immagine in primo piano di DElevit

Fonte: https://www.ancient-code.com/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da 

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