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Marte e Saturno l’altare degli dei

Si avvicina la temuta congiunzione dei due malefici: Marte-Saturno, 2 aprile 2018

Per gli astrologi tradizionali questa congiunzione, che comincia a farsi sentire alla fine di marzo, è infame e fatale e terribile; richiede la massima cura e lavoro

Il 2 aprile, presenterà l’esatta congiunzione di Marte e Saturno nell’ottavo grado della costellazione del Capricorno. La più recente congiunzione tra Marte e Saturno si è verificata il 25 agosto 2016 e la prossima sarà presentata il 31 marzo 2020. Questo evento è, secondo l’astrologia tradizionale, un evento estremamente sfortunato e degno della massima attenzione.

Per gli astrologi tradizionali Marte (il pianeta della guerra e del conflitto) e Saturno (il pianeta della morte e delle pene) sono i due “mali”, i pianeti più avversi e sfortunati. Una congiunzione generalmente amplifica i suoi effetti.

Va detto che la congiunzione è attiva per diversi giorni prima e dopo il 2 aprile, poiché una congiunzione per alcuni astrologi ha influenza fino a dieci gradi di differenza. A peggiorare le cose, la congiunzione di Marte-Saturno viene presentata in quadrato con il Sole e Mercurio retrogrado in Ariete, due nature contrapposte e opposte in un angolo difficile. Ariete, il segno in cui Saturno ha il suo detrimento, è un segno impulsivo, ardente, appassionato, mentre il Capricorno è riflessivo, cauto, conservatore. Questa stessa opposizione è intrinseca a Marte e Saturno poiché Marte governa l’Ariete – l’energia veemente, un segno di fuoco – e Saturno in Capricorno – un’energia malinconica, un segno di terra, fredda e secca.

D’altra parte questo non è del tutto negativo, poiché in Capricorno Saturno ha il suo domicilio e Marte è esaltato, il che consente anche l’espressione delle migliori qualità di questi pianeti. In ogni caso ci si aspettano due settimane difficili e impegnative, in cui pazienza, attenzione, riflessione, non bisogna bruciare le aspettative, non disperare e non essere frustrati se le cose non scorrono come si pensa.

L’astrologo ellenico Vetio Valente descrive Saturno con parole del tipo: maligne, meschine, solitarie, ingannevoli, severe, miserabili, prive di energia, piene di ostacoli, tristi … Per Marte: violenza, guerra, esilio, bugie, vanità, furto, rabbia, lotte, cause legali, amori, forza, leadership, azione, fuoco, ferro.

L’astrologo William Lilly dice di Saturno che è afflitto: invidioso, ambizioso, geloso, diffidente, timoroso, sordido, stolto, misogino, bugiardo, maligno, mai felice e sempre lamentoso. Marte quando è afflitto è: disonesto, privo di modestia, ama il conflitto, il furto, l’omicidio, lo shock, la sedizione, il tradimento, è uno spirito turbolento, osceno, impulsivo, disumano, immorale, furioso. Marte è il pianeta dei tiranni, delle arterie, del colore rosso, delle febbri.

Come possiamo vedere, Saturno e Marte condividono astrologicamente alcuni degli elementi base e più bassi della natura, ciò che Jung chiamò l’ombra. Entrano anche in conflitto perché c’è bisogno di riposo, riflessione, lentezza, cura e l’altra è esplosività, vitalità, impulso. Questo ovviamente genera una difficoltà, una natura che tira su lati diversi.

Detto questo, sarebbe assurdo pensare che tutto sia sfortuna e che si debba semplicemente chiudersi e pregare che le cose non siano poi così male (anche se una piccola riserva contemplativa non è superflua). Se questi pianeti sono considerati archetipi o schemi collettivi che fanno parte della natura e della psiche, allora si comprende che essi presentano anche fasi di lavoro, apprendimento e persino una luce sui processi inconsci che dobbiamo risolvere.

Entrambi i pianeti sottolineano l’importanza dell’azione e del lavoro. Marte da una parte è la forza e l’energia che spinge ad agire e Saturno dall’altra parte è la legge morale che forza l’azione e punisce o retribuisce gli atti. Saturno è l’archetipo del vecchio, duro e giudizioso padre (padre Cronos, Mr. del Karma), che richiede i suoi figli e se non ottiene una risposta può essere estremamente crudele (fino al punto di divorarli).

Se comprendiamo questi pianeti come dei, come i numeri che appaiono nella vita, dobbiamo quindi adorarli, sacrificandoli, per così dire, sull’altare di questi dei, dando loro il cibo che gli piace. E questi dèi chiedono disciplina, forza, coraggio, azione e allo stesso tempo pazienza, tenacia e impegno per una struttura morale. Quindi il modo migliore per aggirare questa congiunzione malvagia, è mantenere l’ordine e adempiere al dovere, con ciò che si sa fare, oltre il piacere o il dolore, seguendo uno zelo ed equanimità uno scopo trascendentale

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“ma tu che titoli hai?”

Astri e radon, prevenire il sisma? Al business non conviene 

Prevenire i terremoti? E’ possibile, probabilmente. Ma è inutile contarci: al business, semplicemente, non conviene. Molto meglio l’affare della ricostruzione: frutta tre volte tanto. Idem, in piccolo, la fornitura dei sismografi, appaltata «a precise “famiglie”, vicine alla protezione civile». La denuncia porta la firma dell’avvocato Gianfranco Carpeoro, giornalista e scrittore, ospite della trasmissione web-radio “Border Nights” del 1° novembre, insieme a Stefano Gagliardi e Stefano Calandra, due ricercatori “fai da te”, ormai popolarissimi dopo le previsioni – azzeccate – del sisma di Norcia, basate sulla lettura del cielo. 

Prevedere i terremoti è possibile, sostengono: il rischio si innalza se aumenta l’allineamento dei pianeti. Non è possibile capire dove il terremoto avverrà? Su questo è forse più preciso il fisico Giampaolo Giuliani, celebre per l’allerta (ignorata) sul terremoto dell’Aquila. Giuliani rileva una stretta relazione fra il terremoto in arrivo e l’aumento della presenza di gas radon nel sottosuolo. Emarginato in Italia, Giuliani oggi lavora in California, dove sta monitorando la Faglia di Sant’Andrea, nonché in Giappone e a Taiwan. L’Italia? Niente da fare: da noi si resta all’antico, usando il solo sismografo.

«E’ come se, decenni fa, avessimo preteso di debellare la malaria impiegando ottimi termometri», commentano amaramente Gagliardi e Calandra: il sismografo si limita infatti a valutare l’entità del sisma, così come il termometro misura solo la febbre del paziente. «La speranza in un mondo nuovo dove si possono prevedere i terremoti questa volta è da decifrare nelle cifre minime delle congiunzioni più silenziose, in una scienza più affine al popolo Maya che agli umani del terzo millennio», scrive Emanuela Fontana sul “Giornale”, presentando la ricerca di Gagliardi e Calandra.

Allineamenti planetari e terremoti: la teoria è allo studio anche in Grecia, e impazza sui social network in Italia dalla sera del 26 ottobre. Nel suo blog, Calandra segnala gli allineamenti dei pianeti e i possibili movimenti delle faglie terrestri. Il post più sconcertante lo ha scritto il 25 ottobre, preceduto da una segnalazione del 18: «26/10 sera-notte. L’affollamento di coincidenze di pianeti in linea a 0 gradi di scarto, ben 10 come numero di eventi, essendo una situazione mai vista, fa pensare ad un potenziale rischio sismico molto alto, quasi massimo, da quel 24/8 del terremoto di Amatrice in poi».

Veniva indicata un’area generica, quella «Mediterranea», e una fascia oraria più delicata per il 26, dalle 17.30 alla mezzanotte. Le scosse sono avvenute come scritto il 26 ottobre, a distanza di due ore, con potenza in incremento e nella fascia oraria segnalata. 

Siamo ancora nel campo delle supposizioni, ammette lo stesso Calandra: «Queste previsioni – scrive – costituiscono solo delle ipotesi pseudoscientifiche, derivanti da un modello teorico troppo giovane per essere comprovato al 100%». Un modello matematico ancora “acerbo”, che va integrato con le mappe sismiche e con gli studi sull’aumento di gas radon nel sottosuolo per circoscrivere le aree di rischio

Importanti conferme stanno comunque giungendo dalla Grecia, aggiunge il “Giornale”: «Su 109 grandi terremoti analizzati dal 2004, 102 sarebbero avvenuti in occasione di un allineamento di almeno tre pianeti». Il problema maggiore, a monte? «In Italia, nessuno prenderà seriamente in considerazioni queste indicazioni», sostiene Carpeoro, che nel 2009 – come direttore editoriale del magazine “Area di Confine”, diretto da Ennio Piccaluga – spedì inviati speciali all’Aquila per seguire il caso-Giuliani. Carpeoro denuncia la presenza di interessi così forti da mettere in pericolo chi cerca di lavorare sulla prevenzione dei terremoti: 

«E’ stato deciso, da chi “conta”, che l’intera ricerca sui terremoti deve essere fondata sui sismografi – e questo per interessi precisi, aziendali, familiari: ci sono parenti stretti di pezzi grossi della protezione civile che forniscono allo Stato i sismografi e, business ancora più redditizio, ne curano la manutenzione». 

In Italia gli unici apparecchi di rilevazione sono i sismografi, «perché queste aziende devo prosperare». A questi si aggiungono gli interessi edilizi: i costruttori «hanno bloccato l’investimento di messa in sicurezza delle case, perché la ricostruzione frutta quasi il triplo della ricostruzione». Un «magma, tipicamente italico», a cui si aggiunge «una sorta di arretratezza culturale», anche da parte di chi è in buona fede: «Abbiamo una diffidenza naturale nei confronti di chi si pone in maniera alternativa rispetto alla ricerca: non c’è niente da fare, questo paese è fatto così, non riusciamo a uscire da questo modo di ragionare. Appena uno apre la bocca gli si chiede “ma tu che titoli hai?”, e non si entra nel merito di quello che dice».

La ricerca di Gagliardi e Calandra sul rapporto tra astrofisica e terremoto? «Mi può fare solo piacere», conclude Carpeoro, «perché siamo talmente ottusi, nella ricerca ufficiale, che – se non si inserisce una ricerca non-ufficiale – non verrà fatto un passo». Ovvero: «Serve una ricerca non-ufficiale, che faccia fare un po’ di figure di palta a questi paludati tromboni». 

I giovani ricercatori? Sono «persone di buona volontà». Devono «tenersi in contatto tra loro e non contare molto su aiuti provenienti dall’esterno, perché – per motivi economici e culturali – non ne avranno». Carpeoro ricorda che, quando Giuliani andò da Giuseppe Zamberletti, allora capo della protezione civile, questi lo mise in contatto col geologo Enzo Boschi, il quale «lo prese a pernacchie, deridendolo e offendendolo», nonostante proponesse – attraverso il monitoraggio del radon per mezzo di sonde – la possibilità di prevedere i terremoti. 

«Questo è il loro modo di comportarsi, e io penso che questi non siano scienziati», aggiunge Carpeoro. «La prima qualità che deve avere uno scienziato è la capacità di dubitare anche di se stesso, se no non è uno scienziato: è il contrario di uno scienziato. Lo scienziato che consideri i suoi risultati quasi definitivi, anziché provvisori, non è uno scienziato».

http://www.libreidee.org/2016/11/astri-e-radon-prevenire-il-sisma-al-business-non-conviene/

Interessante, nella seconda parte si parla di terremoto: Border Nights