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La natura è meravigliosa! Ma cosa ne abbiamo fatto?

Qual è la differenza tra l’immunità ai vaccini e l’immunità naturale

Che cosa fai quando le leggi della terra ti impongono di vaccinare i tuoi figli e in caso di mancata osservanza non si intende l’assistenza all’infanzia, l’asilo nido e nessun pagamento o rimborso alla famiglia da parte del governo?

Allona Lahn è il leader del gruppo della comunità di immunità naturale, che è un gruppo di sostegno per i genitori che non scelgono di vaccinare i loro figli e stanno trovando altri modi di allevare i figli e di uscire dalla scuola.

Lahn indossa con orgoglio una maglietta che spiega chiaramente il motivo per cui lei è una persona che rispetta i vaccini. Si legge:

  • Ho problemi di Auto Immune, anafilassi, eczema e gravi allergie e vuoi che vaccini il mio bambino senza QUALSIASI test genetico o allergologico?! …

Janel Shorthouse scrive in Anti-vaxxers stabiliscono i propri servizi sociali dopo No Jab, No Playback repressioni politiche:

  • Una rete di famiglie anti-vaccinazione sulla Sunshine Coast del Queensland sta creando i propri servizi sociali, tra cui l’assistenza all’infanzia e la scuola, nel tentativo di contrastare la storica politica No Jab No Play del governo federale, attuata a gennaio.

Se hai un bambino in età prescolare e ti capita di vivere negli stati australiani del New South Wales o di Victoria e a meno che tuo figlio non sia aggiornato con il programma nazionale di vaccinazione, non possono frequentare servizi di assistenza all’infanzia come la lunga assistenza, scuola materna / scuola prima infanzia, asili nido per la famiglia e assistenza occasionale. Mentre nel soleggiato stato del Queensland la politica No Jab No Play consente all’istruzione e ai servizi di cura della prima infanzia di annullare o rifiutare l’iscrizione di un bambino non vaccinato. Nell’Australia occidentale e meridionale, in Tasmania e nei territori, nessuna politica di vaccinazione del genere si applica ai servizi di assistenza all’infanzia.

Questo è lo stato delle nostre leggi sulla vaccinazione punitiva in Australia che includono anche la perdita di sussidi familiari / sconti e agevolazioni fiscali per la famiglia per il mancato rispetto del nostro rigido programma di vaccinazione. Non c’è da meravigliarsi se la rete di Allona Lahn è in crescita e attualmente conta 800 membri.

“Siamo stati costretti ad abbandonare il mainstream”, ha detto Lahn a Shorthouse per l’ABC. Ha spiegato di aver creato la rete della comunità per proteggersi e fornire supporto al crescente numero di persone che scelgono di non vaccinare i propri figli e si ritrovano spaventati e isolati.

“La politica e la repressione mirano a noi, alle nostre convinzioni e discriminano le nostre famiglie, i nostri figli”, ha affermato. E così, la rete ha organizzato la propria assistenza all’infanzia e sono in procinto di iniziare la scuola materna. Si sono anche allontanati dai servizi medici tradizionali scegliendo di usare i professionisti della salute dalle più vaste reti anti-vaccinazione.

È un grande nome per la rete: una Natural Immunity Community, un sistema di supporto in cui non è necessario rispettare la vaccinazione forzata perché esistono strutture alternative come la scolarizzazione e l’assistenza che non dipendono dal fatto di essere stati vaccinati e dove gli viene concessa l’opportunità ai bambini di acquisire l’immunità permanente rispetto all’immunità transitoria ottenuta attraverso la vaccinazione.

  • Poiché più vaccini vengono rapidamente aggiunti al programma di vaccinazione, è fondamentale comprendere cosa sta accadendo all’immunità naturale.

In Vaccinazione Illusion: Come la vaccinazione compromette la nostra immunità naturale e cosa possiamo fare per recuperare la nostra salute, Tetyana Obukhanych, Ph.D. discute come,

  • “La vaccinazione non porta all’immunità permanente”.

Spiega come prima della pratica della vaccinazione,

  • “I neonati erano protetti da queste malattie dall’immunità materna, mentre gli adulti erano protetti dalla loro immunità per tutta la vita, che avevano acquisito durante l’infanzia. L’uso di vaccini ha cambiato questo.” 

Prima che il vaccino contro il morbillo venisse introdotto negli Stati Uniti nel 1963, la maggior parte dei bambini era naturalmente immune dall’infezione all’età di 15 anni. Da allora, la maggior parte dei bambini aveva subito un caso di morbillo e si era ripreso. Poi, quando le femmine sono cresciute e hanno avuto i loro bambini, sono state in grado di trasmettere questa immunità naturale attraverso la placenta e il latte materno. Questa protezione materna dura 6 mesi, ma viene prolungata con l’allattamento al seno riducendo così la mortalità associata ai bambini molto piccoli che ricevono l’infezione da morbillo.

La natura è meravigliosa! Ma cosa ne abbiamo fatto?  

Ora che le madri vengono vaccinate con il vaccino MMR (morbillo, parotite e rosolia), non trasmettono più questa preziosa immunità naturale e protezione ai loro bambini. Questo non si applica solo al morbillo, ma ad altre infezioni dell’infanzia come la parotite e la varicella. Prendi il caso della varicella, una lieve infezione. Prima che ai bambini venisse somministrato abitualmente il vaccino contro la varicella, l’immunità tra gli adulti veniva regolarmente rinforzata dai giovani intorno a loro che avevano la malattia naturale. In questo modo, le persone anziane, spesso suscettibili al fuoco di Sant’Antonio, erano protette dalla malattia dolorosa e debilitante. L’immunità acquisita naturalmente sta scomparendo ora che i bambini vengono vaccinati per queste lievi infezioni infantili e per tutto il resto, anche contro l’influenza.

Questo è tragico!

Come afferma Tetyana Obukhanych, Ph.D:

  • “La vaccinazione di massa mina l’immunità materna.” 

Come possiamo non vederlo come una tragedia? La situazione è davvero grave e non giova a nessuno, ma a coloro che traggono profitto dall’industria dei vaccini. La vaccinazione è in circolazione solo da oltre 200 anni. È tempo di ammettere l’errore che è.

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Fonte: http://www.collective-evolution.com/

®wld 

anticorpi anti-anticorpi

In figura un mio breve schema dell’evoluzione storica della medicina scientifica, con alcuni importanti personaggi e i concetti-chiave.

Pillole di storia della medicina

Pubblicato anche sul blog “Disinformazione
 
Ai miei tempi l’immunologia non esisteva. Dico ai miei tempi intendendo quando studiavo medicina, anni ‘70. Ora sono appena andato in pensione (come docente, mentre continuo a fare ricerca in università). Quando mi sono iscritto all’Università di Trieste, nessuno insegnava Immunologia, la disciplina proprio non esisteva.
 
L’anno in cui mi sono laureato (1976) in alcune università cominciavano a dare i corsi. Cosa è successo? I sistemi di difesa dalle malattie, fino ad allora, erano di competenza della Patologia Generale (la “MIA” materia), quella disciplina che per vocazione indaga le cause e i meccanismi delle malattie e delle reazioni ad esse.
 
Poi, alcuni patologi generali hanno capito che antigeni, anticorpi e linfociti erano un argomento “emergente” e vi ci sono buttati a tuffo, sviluppando una nuova branca, che presto si è resa autonoma. Come si sa, l’università genera cattedre ed è sempre in evoluzione. Nulla di male, anzi. Ma quello che qui interessa è il “successo” dell’Immunologia e il contemporaneo “declino” della Patologia generale.
 
Quest’ultimo presto si spiega: la Patologia Generale è una materia difficilissima perché ha a che fare con la complessità dell’organismo visto come un “sistema” ed è costretta, però, ad un approccio sperimentale riduzionista e per questo dedicato ai dettagli.
 
Altrimenti non si pubblica e non si fa carriera, visto che ai concorsi “pesano” più il numero dei lavori fatti che la qualità (tirando un velo pietoso sugli altri “requisiti” necessari per vincere un concorso universitario).
 
Mangiata la foglia, i patologi si sono buttati a gruppi in settori molto più applicativi e quindi remunerativi in termini di pubblicazioni e di cattedre: oncologia, patologia molecolare, tossicologia, patologia clinica o, appunto, immunologia.
 
L’Immunologia era nata in realtà alla fine del Settecento con gli esperimenti di Jenner (in Cina molto prima!), ma era rimasta come “prassi” piuttosto che come “scienza” finché la chimica del Novecento non consentì di scoprire gli “Anticorpi”.

Ecco il primo grande successo mediatico: trovare un bel nome per un nuovo meccanismo. Un nome facile da capire e da diffondere. E un nemico da combattere: gli “Antigeni”.
 
Nel successo di una teoria medica, come in quello di un prodotto commerciale, pesa moltissimo l’immagine che ne viene fornita. Poco conta se la teoria sta in piedi o il prodotto vale, quel che conta è l’immagine. Gli “anticorpi” erano diventate le armi del nostro corpo che ci proteggono dal “nemico”, il batterio o il virus.
 
Poco conta che lo stesso Pasteur aveva messo in guardia: “il microbo è molto, ma il terreno è tutto”: tale concetto ovvio a dirsi era difficilissimo da mettere in pratica dai patologi. Costoro, come me, si sono dedicati a studiare i meccanismi di base con cui i leucociti uccidono i microbi, ma è veramente un settore poco… remunerativo! Meglio prendersela col microbo, anche con l’aiuto delle case farmaceutiche molto “prolifiche”.
 
Qualche successo pratico ovviamente ci voleva ed era facilmente dimostrabile con antibiotici e, in immunologia, con i sieri e i vaccini.
 
Poi sono venuti i “Linfociti killer”, le “Citochine”, le “Allergie” e via dicendo. Tutti campi in cui l’Immunologia ha guadagnato la sua grande popolarità e la sua fetta di “consumatori”. Tutte parole magiche che spiegavano e divulgavano il verbo della altrimenti arcana scienza moderna. Come non credere che se troviamo il mezzo di aumentare gli anticorpi saremo protetti da tutte le malattie? 
 
Certo, molti problemi clinici, se non tutti, coinvolgono il sistema immunitario e quindi la figura dell’immunologo o allergologo diventa preziosa (anche se “stretta” da altre figure specialistiche come il laboratorista, il dermatologo, il reumatologo ecc…).
 
Per restare sui vaccini, argomento della attualità, il campo si è dimostrato talmente appetibile da attrarre persino figure di scienziati diverse, che prima non se ne erano mai occupate, come i… virologi!
 
Questi avrebbero dovuto occuparsi dei fatti loro (capire i virus e le loro caratteristiche positive e negative nella evoluzione umana) ma a stare solo nei laboratori è faticoso e, a meno che non si faccia il bingo di una nuova grande scoperta da Nobel (esempio l’HIV), non si ricava molto.
 
Quindi i vaccini sono il nuovo business degli immunologi, dei virologi e della farmacologia (il servizio regionale di sorveglianza del Veneto è gestito da immunologi e farmacologi).
 
I poveri medici di base, che fanno un lavoro già di per se difficile, non sono degli scienziati (checché se ne dica) e devono attenersi a quel poco che ricordano dalle lezioni universitarie e “credere” alle società scientifiche che con periodici proclami passano loro il “verbo scientifico”, invero un poco annacquato e semplificato.
 
Purtroppo, o per fortuna, la Natura non si lascia facilmente incanalare negli slogan e nei giochi di parole o di potere. E la Scienza, quella vera, ha sviluppato l’immunologia scoprendo che gli anticorpi non sono così “buoni” come si pensava e che il nostro corpo, proprio per questo, produce SEMPRE degli anticorpi anti-anticorpi, per controllare il pericolo di ogni eccesso!

Poi ha scoperto che non ci sono solo i linfociti “killer” ma ci sono anche quelli “Helper”, “Soppressori” e mille altri tipi diversi che fanno cose diverse. 

 
Poi ha scoperto l’autoimmunità e che buona parte delle malattie del mondo moderno riconoscono come meccanismo patogenetico una eccessiva attivazione del sistema immunitario (e della infiammazione).
 
Poi ha scoperto che gli adiuvanti sono necessari per far funzionare i vaccino ma sono anche usati come benzina sul fuoco in precedenti focolai infiammatori dovuti a molte altre cause.
 
Ma i medici, poveretti, ormai non ci capiscono molto e sono costretti a rivolgersi alla “medicina basata sulle prove di efficacia”; il che significa (semplificando): “se un farmaco funziona statisticamente più di un placebo, inutile chiedersi perché funziona, quello si deve dare” a tutti, pena gravi sanzioni legali. E quindi: giù cortisone, giù antibiotici, giù antivirali, giù anti-TNF, farmaci di “nuova generazione”, che funzionano sempre meglio di quelli vecchi e meno costosi.
 
Guai dubitare della “Scienza”, la quale però timidamente alza la manina e dice: la prova di efficacia su popolazioni omogenee di malati non trova applicazioni facili nella pratica dove le persone sono vere, diverse, e non cavie.
 
Se poi ci si mettono di mezzo gli Ordini dei Medici, che in realtà non hanno alcuna competenza scientifica, a dettar legge e minacciare espulsioni, allora si capisce come i poveri medici siano poco inclini a riprendere criticamente le nozioni di base di immunologia e di farmacologia, così difficili.
 
E poi, i dubbi sono sciolti (anche) dal fatto che medici di medicina generale e pediatri sono specificamente remunerati per l’attività vaccinale e sono controllati dal “sistema sanitario nazionale” che sa esattamente quanti vaccini somministrano. Se ne fanno pochi, rischiano di passare per famigerati anti-vax.
 
A questo punto la storia si complica quando entrano in gioco la politica, la finanza e l’“informazione”: la gente, che paga cospicue tasse, vuole protezione, vuole certezze, vuole sicurezze. Bisogna sfruttare i vaccini! I nostri eroi al potere, ex rottamatori, partono con la campagna per rassicurare che lo stato “c’è” e per salvare posti di lavoro.
 
L’”informazione” viene quindi mobilitata da una parte per instillare paure di epidemie disastrose, dall’altra per far credere che la “Scienza” non sia “democratica” (sic) e che quindi gli oppositori tra la gente, che sospettano istintivamente l’inganno e cominciano a capire cosa ha mosso tutta la manovra (qui mi fermo per non sembrare un complottista), siano dei poveri ignoranti, o… politicamente di destra. Si diffonde, persino negli autogrill, un famoso libro con l’opinione che il vaccino non è un’opinione, altrimenti presentato come l’illuminato parere di un futuro premio Nobel.
 
Si annunciano in TV duecento morti di morbillo in Inghilterra (mai esistiti), i tre poveri morticini italiani da morbillo (contagiati in ospedale, morti non di morbillo ma di altre malattie complicate naturalmente da un’infezione) sono esibiti come trofei ai politici in Senato, pronti a votare secondo ordini di scuderia (in giugno persino si riesuma la notizia di un morto di aprile). Si diffonde la voce che per la pertosse non c’è cura.
 
Si riportano sui mass-media 18.000 (diciottomila) morti di influenza, “nonni” che sarebbero morti perché non si sono vaccinali.
 
Si inventa una nuova parola: il fatidico “gregge”. Parola magica che dovrebbe far capire ancora meglio che chi si rifiuta di vaccinarsi fa il male del popolo. Senza la benché minima prova che la soglia di copertura proclamata (95%) sia valida e applicabile ai 14 vaccini lorenziniani (10 obbligatori e 4 “raccomandati”).
 
Persino Grillo per un po’ viene imbambolato. Ma tant’è: anche se la scienza non è democratica, il gregge deve essere riguardato dai nostri politici democratici.
Si inventano pericoli provenienti dall’immigrazione, quando basterebbe controllare meglio gli immigrati.
 
I medici dubbiosi sono effettivamente minacciati o radiati, i vaccini sono imposti per legge, e chi non si adegua è reietto dalla società di cui la scuola è l’emblema più progredito.
 
I bambini sani non vaccinati sono considerati degli untori, quelli vaccinati che dovrebbero starsene a casa per non infettare gli altri, invece col loro bravo certificato entrano trionfalmente in classe.
 
Il tutto senza uno straccio di prova scientifica che di questi vaccini ci sia veramente bisogno, oggi, in Italia. E che siano efficaci per lo scopo che si propaganda.
 
Questo è un frammento della storia della medicina italiana. Historia magistra vitae. Detto in altri termini: la storia insegna, se ben studiata, ad apprezzare i progressi e non ripetere gli errori.
 
Post scriptum. Ho sempre insegnato anche l’immunologia e che i vaccini sono utili e necessari. Per la cronaca, i dubbi mi sono venuti quando gli Ordini hanno inquisito dei colleghi che avevano perplessità sui vaccini indiscriminati. Allora ho cominciato a ri-studiare l’argomento…