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Le convinzioni che molte volte non rispettano la nostra naturale propensione.

Alimentazione: quello che ti hanno nascosto da sempre
può salvarti la vita!

Alimentazione e salute: un argomento molto spesso non contemplato. Pareri discordanti, di esperti e pseudo tali, non fanno altro che confonderci le idee e generare in noi delle convinzioni che molte volte non rispettano la nostra naturale propensione.

Quali sono i cibi che generano disturbi più o meno gravi e malattie che ci colpiscono? Quali sono invece quegli alimenti che ci fanno vivere una vita longeva nel totale benessere di corpo e mente?

Tutto questo lo scoprirai in questo eccezionale video – documentario, dove troverai risposte alle tue domande e ai tuoi dubbi.

Un video supportato da dati e test scientifici, effettuati su decine di migliaia di persone e in anni di studi, che hanno avuto una grande rilevanza anche per la risoluzione di problemi molto gravi, cui sta andando incontro il nostro eco-sistema.

“Insieme possiamo ancora salvare e il pianeta, ma per fare questo è essenziale prima, salvare noi stessi”. Guarda il video qui:

http://www.libertadiparola.com/

i vegan e Il “conformismo culturale”

Il pericolo della dieta vegan! Bambina finita all’ospedale.

E anche stavolta viene fuori che la “dieta vegana” che ha condotto all’ospedale la bambina di due anni di Genova, fatto sbandierato ai quattro venti da tutti i media, era in realtà inesistente perché la bambina non era affatto vegana. Esattamente come già successo in passato. (http://www.vegolosi.it/news/bambina-vegana-genova-la-notizia-non-veritiera-mangiava-formaggio/)

Io conosco almeno una decina di bambini cresciuti con dieta veg e stanno tutti benissimo. Mai sentito, neanche tramite amici di amici di amici di problemi nutrizionali con la dieta vegana per i bambini.

Sono sconvolto non tanto dalle notizie insulse, propagandistiche e allarmiste di tv e giornali (ma come, non c’era la lobby veg, la lobby della soya?!?!?), sono sconvolto di più dalle persone comuni che abboccano, soprattutto quelle che hanno già contatti con persone vegane e che dovrebbero essere informate, ma nonostante questo tirano ancora ancora fuori i soliti luoghi comuni, arrivando addirittura a sostenere cose come “ok se tu vuoi mangiare veg, ma imporlo al bambino è un estremismo pericoloso”. 

Anche la dieta onnivora, in quest’ottica è un’imposizione, anche indossare scarpe è un’imposizione, anche stare a tavola a mangiare è un’imposizione. Tutto è un’imposizione, si chiama educazione e porta determinati risultati. Tutto sta nel vedere quale imposizione sia più corretta e salutare. Di certo evitare cibi di origine animale anche per i bambini è una scelta più salutare della dieta onnivora, l’unica differenza è che la dieta veg è ancora vista come un’anomalia alla “normalità”, una normalità che è un concetto ovviamente astratto, semplice frutto di propaganda e conformismo culturale.

Se non bastassero esperienze dirette, rapporti che dimostrano la nocività dei cibi di origine animale, studi di anatomia che provano che l’uomo sia un animale frugivoro (e quindi non si vede perché un bambino umano debba aver bisogno di proteine animali più di un adulto), citerò la posizione ufficiale dell’Academy of Nutrition and Dietetics (ex American Dietetic Association): “le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete vegetariane totali o vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Le diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusa gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia, adolescenza, e per gli atleti.”

Tornando al discorso dell’imposizione, io credo che sia bene dare un’educazione libertaria ai propri figli, ma non penso che questo preveda, per esempio, anche l’evitare di insegnare alla propria prole che uccidere è sbagliato e nemmeno credo che preveda mettergli un pacchetto di sigarette di fianco alla culla perché “la scelta deve essere del bambino”, evidentemente ci sono cose che, a prescindere, è pacifico che vengano insegnate, quindi mi viene da fare un discorso meramente logico: voi conoscete qualche genitore che educa il proprio figlio andando contro quello che lui ritiene giusto? Soprattutto se si parla di valori etici? Voi conoscete un genitore che educa il proprio figlio in modo tale che la sua salute peggiori? Certo, qualcuno ci sarà, ma non credo sia la norma e non credo sia una versione di genitore che ci auspichiamo di incontrare. 

Allora veramente io non capisco come qualcuno, quando è a conoscenza che la scelta veg si basa su un ragionamento profondamente etico e salutista, possa anche solo immaginare che un genitore scelga di non educare il proprio figlio con gli stessi crismi, figuriamoci inalberarsi ed etichettarla come estrema e pericolosa imposizione.

Possibile che il mondo non si scandalizzi se un bambino, ad esempio, viene battezzato o portato a cena al Mc Donald’s, ma salti sulla sedia quando un bambino è cresciuto con una alimentazione vegana? Evidentemente quando si parla di veganismo e alcuni interruttori del cervello si mettono automaticamente su off.

Mi spiace ma credo dovrete farvene una ragione: dietro la scelta veg non c’è alcun estremismo né alcun pericolo. Le uniche cose che il veganismo mette in pericolo sono la sofferenza animale, la distruzione del pianeta, il consumo di proteine animali insalubri, i preconcetti che alcune persone hanno sull’argomento e gli interessi economici che stanno dietro al consumo di prodotti animali e cure per malattie cardiovascolari.

Fonte: http://www.masonmassyjames.it/blog/il-pericolo-della-dieta-vegan-bambina-finita-allospedale/

Ecco a voi vi presento ‘KRISS’ il cornetto felice

La frattura nella nostra catena alimentare
di Julian Rose

La catena alimentare opera all’interno in un dinamico ciclo di vita. Uno di questi ruoli è la connessione inscindibile tra il suolo, l’allevamento degli animali e l’uomo – finendo di nuovo nel terreno da dove è partito. Se uno di questi cicli e/o qualsiasi elemento viene avvelenato e indebolito, la conseguenza è che gli altri elementi saranno direttamente interessati.

La catena alimentare opera all’interno in un dinamico ciclo di vita. Uno di questi ruoli è la connessione inscindibile tra il suolo, la pianificazione degli animali e l’uomo – finendo di nuovo nel terreno dove è partito. Se uno di questi cicli e/o qualsiasi elemento viene avvelenato e indebolito, la conseguenza è che gli altri tre elementi saranno direttamente interessati.

Quando il ciclo della catena alimentare lavora in ottimale equilibrio, questo ciclo diventa dinamico nell’ambito della ruota della salute. Ogni anello è di sostegno e rinforzo all’altro, con una conseguente fertilità arricchita ed equilibrata, dal suolo fino all’altra estremità dell’uso umano, arrivando sulle nostre tavole un cibo veramente sano e nutriente. La Natura fa il suo lavoro e, l’agricoltore agisce a sostegno del flusso naturale.

I sistema di agricoltura biologica segue questo modello – questa ‘ruota della salute’. Lo fa riportando al terreno tutti gli elementi biodegradabili, compreso il letame che non è altro che il sottoprodotto di una fattoria che alleva il bestiame e a tutto quello che ruota intorno. Questi passaggi costituiscono le fondamenta, senza i quali il ciclo della salute non può essere raggiunto – e il cibo che si mangia non può correttamente nutrire il nostro corpo, mente e spirito.

Questo tuttavia non è il modo in cui gli alimenti vengono oggi coltivati, commercializzati nella post-industrializzazione, i cibi che si trovano nei supermercati e catene di negozi della grande distribuzione sono in gran parte dei cibi gravemente impoveriti dei valori nutrienti – di solito sono anche tossici.

Perché tutto questo?

Perché non riescono a rispettare la fondamentale legge della natura: restituire la materia dei rifiuti biodegradabili alla terra e al suolo facendo ruotare le colture evitando così che il suolo si ammali diventando sterile. Invece, un sistema di sviluppo che si è verificato subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, si è visto una condizione conosciuta come “monocoltura” di cereali, semi oleosi, frutta e verdura, questo metodo ha significato la non rotazione delle colture, impedendo di fatto il ritorno dei rifiuti animali al suolo.

Come hanno fatto a mantenere il terreno fertile?

No! Non lo hanno fatto e il terreno non è fertile. Per produrre e far crescere, commercializzare le colture di massa è stato utilizzato l’azoto sintetico. Sono state utilizzate sostanze chimiche per debellare le cause di malattie che si sono accumulate nel terreno, questo a causa della non rotazione delle colture. Una miriade di sostanze chimiche, che si possono elencare come: pesticidi (per uccidere i parassiti); erbicidi (per debellare le erbacce); fungicidi (per uccidere il proliferare dei funghi). L’enfasi sull’uccidere non dovrebbe passare inosservato. Tutti questi agro-chimici hanno origini militari, che derivano dalle munizioni e industrie di gas nervino della Seconda Guerra Mondiale, e subito dopo messe a frutto nell’attuale agricoltura.

La gran parte delle colture di frutta, verdura e cereali coltivati in commercio vengono spruzzati con uno o più di questi elementi chimici, dalle tre alle otto volte l’anno. Molte colture sono state spruzzate con tutti e tre (pesticidi, erbicidi, fungicidi), Queste sostanze si sono verificate cancerogene (causando il cancro) e, pertanto, sono associati a molte altre gravi patologie sulla salute.

Praticamente tutti gli alimenti dei supermercati e della grande distribuzione, provengono dalle intensive operazioni fatte su larga scala su sistemi basati sulla chimica. la grande industria delle colture, come i governi, non sono interessati a operazioni agricole di piccole dimensioni. Essi sono interessati solo ai loro margini di profitto. La salute del suolo, o coloro che consumano il loro prodotti, non sono la loro priorità.

Solo la gestione del territorio in forma ecologica un tempo associato alle tradizioni agricole familiari, può garantire il nostro nutrimento in forma responsabile, colture coltivate a livello locale, trasformate e vendute: il vero cibo.

Gli animali allevati in grandi aziende commerciali, (allevamenti intensivi con strutture in cemento) la maggior parte pollame e suini, sono allevati con colture di alimenti costruiti chimicamente come sopra esposto. La maggior parte i mangimi sono composti con ingredienti a base di soia OGM con il mais in testa, quindi genericamente modificati. Praticamente, le sostanze chimiche sono presenti in loro, questo significa che tutte le carni, latte, uova, frutta, verdura e cereali.

Ebbene sì, i residui chimici sono presenti in tutti questi cibi, talvolta a bassi livelli, talvolta elevati. Ci sono delle linee guida (industria e governo) che hanno cercato di impostare quello che chiamano “livelli sicuri” sulla tesi dei residui chimici. Ma in verità, nessuno sa cosa sia sicuro e cosa non lo sia. Infatti come si può dire ‘sicuro’ (residui chimici o GM) il livello di tossicità all’interno degli alimenti.

Mangiare veleni non è raccomandabile. Mangiare alimenti chimicamente alterati e da DNA modificati (OGM) è solo raddoppiare il pericolo, pericolo che si estende attraverso l’ambiente e il sistema di vita. Come gli spray chimici che vengono spruzzati dall’alto sulla popolazione, che si combinano modificando geneticamente tutto quello che cresce normalmente in mezzo alle colture; Come possono resistere (erbacce a esponenti chimici agricoli) in un ambiente naturale: i fiori selvatici, erbe, erbe rare – così come gli insetti, api, uccelli e insetti che si nutrono di loro e della microfauna di vita nel sottosuolo.

Il vero significato di ‘monocoltura’ è questo: una coltura in cui una sola specie è destinata a sopravvivere.

Questo amici miei, è la posizione per quasi tutti gli alimenti che si trovano sullo scaffale della grande distribuzione e supermercati.

A causa della prevalenza della sintesi del sistema, il quarantacinque per cento dei terreni agricoli del mondo è dichiarato ufficialmente ‘degradato’ o ‘gravemente danneggiato’: il terreno è morto.

Questo dato è in crescita ogni anno, come l’enorme espansione degli allevamenti aziendali che forniscono le maggiori catene di supermercati e ipermercati, sono in aumento i loro imperi, portando fuori dal processo della terra e dal commercio le famiglie dei piccoli e tradizionali agricoltori. Una ‘pulizia’ che è supportata dall’Organizzazione Mondiale del Commercio, l’Unione Europea, The North American Free Trade Association – e ora il TTIP – e quasi tutti i governi e principali blocchi commerciali del mondo.

Ok, ora avete l’immagine di quello che succede – ecco quello che vi dirò nella fase successiva: La Trasformazione alimentare.

Quindi la tesi è che gli ingredienti denaturati e tossici vengono preparati fuori e poi incanalate nelle fabbriche alimentari per produrre il prodotto finale che si trovano sugli scaffali dei punti vendita commerciali di oggi. Questo articolo va ben oltre lo scopo per descrivere le migliaia – se non milioni di prodotti trasformati per far cadere le linee della produzione di ogni giorno e di ogni anno in tutto il mondo. Invece voglio soffermarmi su un solo dettaglio un esempio che potrà fungere da modello per migliaia di oggetti simili e onnipresenti in Europa e in Nord America.

Quindi cerchiamo e focalizziamoci su una produzione di massa, un tipico prodotto da forno. 

Regolarmente io e mia moglie, viaggiamo sui treni tra la Polonia e il Regno Unito, in questi viaggi ho avuto la possibilità di portare delle testimonianze personali su degli alimenti trasformati. Anche se la differenza tra le due nazioni (Polonia e Regno Unito), in sostanza, si è ridotta nel corso degli anni, ci sono dei fattori incontrovertibili sui menù e vagamente distintivi tra Polonia, Germania, e articoli belgi e britannici. Quello che sto per descrivere è un croissant – cerco di identificare facilmente la sua visibile provenienza. Senza dubbio orgogliosa della sua composizione!

Le caratteristiche irriconoscibili del cornetto KRISS

Questo croissant, può reperirlo chiunque prende un treno con un vano notte per dormire, su molte linee ferroviarie continentali e nel Regno Unito. Non vi è dubbio che lo si può trovare praticamente ovunque, così ben confezionato, maneggevole con una lunga durata nel tempo.
Ecco a voi vi presento ‘KRISS’ il cornetto felice, con un ripieno di caramello. KRISS, una sorta di cubo cyborgian con una grande bocca sorridente e perfetti denti bianchi, il cornetto è avvolto in un involucro di plastica. Ebbene sì, c’è qualcosa di particolarmente affascinante in quella bocca in basso a destra sulla confezione che rende difficile resistergli. Questo però non appartiene a quel particolare genere.

Normalmente non si indugia in prodotti confezionati – soprattutto non prima di controllare gli ingredienti, ho deciso così di dare a KRISS uno sguardo sulla scrittura appena visibile della confezione, cosa inconsueta per i prodotti simili che adornano il mondo del consumo fast food.

Così il felice croissant KRISS ci invita ad affondare i denti in: “Farina di frumento (wow!), sapore di caramello ripieno al 25%, zucchero, oli vegetali parzialmente idrogenati, acqua, latte scremato in polvere, tuorlo d’uovo in polvere, emulsionante (E475), addensante (E461), conservanti (E202) aroma, margarina, oli vegetali, oli vegetali parzialmente idrogenati (olio di palma, olio di semi di cotone, olio di girasole, emulsionante (E307), aroma (sì – di nuovo), colore (beta carotene), zucchero, glutine di frumento, lievito, emulsionanti (E471,472) aromi, conservanti (E282,270, E200) agente di trattamento della farina (E300)” Buon appetito!

Da mucche nutrite con OGM, da polli nutriti con OGM, prodotti OGM. Per tutto il resto aggiungere residui di antiparassitari e il miasma sintetico, sostanze tossiche che compensano gli aromi, conservanti, addensanti oli vegetali idrogenati e altro ancora.

Wow KRISS – grazie! Ma come si può impacchettare così tanto dentro di te? Certamente vi danno un sacco di soldi!

Mentre questo è un prodotto di lunga durata (non oserei chiamarlo alimento) – non credo sia eccezionale. Niente da fare, ci sono migliaia di prodotti da forno e di panetteria in esame sul mercato. Molti contenenti soia GM – ma non affermano mai che – indipendentemente del fatto che nei processi europei sono legalmente obbligatori da dichiarare l’esistenza di ingredienti commerciali geneticamente modificati negli alimenti commerciali. Una importante attenzione va fatta per il pane – i mass media che producono pagnotte commerciali mettono al loro interno strani ingredienti che in nessun caso si dovrebbero trovare all’interno di una pagnotta di pane.

La stragrande maggioranza del settore alimentare fa proprio questo. Come i microchip messi sulle autovetture, loro sfornano e producono i loro ‘cibi’ come la produzione di una fabbrica, assemblando e mettendo essenzialmente al loro interno veleni. Ma solo in piccole dosi sufficienti a non ucciderci definitivamente, ma solo in un continuo e lento avvelenamento, in modo di non accorgersi che effettivamente si sta morendo. Ma credetemi il 90% dei prodotti per – la nostra dieta standard occidentalizzata – comporta il consumo dei “non alimenti” denaturati e tossici che sono in bella fila sigli scaffali dei supermercati.

Una volta che ci si trova su questo tapis-roulant, il passo successivo è breve per passare al resto dopo aver adottato il cibo, ci si rivolge ai prodotti farmaceutici per alleviare l’aggravamento degli organi interni. Ebbene sì, i migliori amici sono il Big Food e Big Pharma – mentre i governi se ne guardano bene nell’intervenire, perché il reddito che ne deriva da questi due ‘amici’ è troppo attraente per prendere iniziative e imporre delle restrizioni.

Oggi, il ‘non food’ è così ingannevolmente presentato che Edward Bernays, il fondatore della moderna pubblicità, sarebbe orgoglioso di loro. A meno che non si arrivi saggiamente alla realtà che si sta mangiando qualcosa di sano, il mio consiglio è quello se si vuole vivere nel vero senso del termine, impostate la vostra vita su ciò che veramente è una mente rivitalizzata, corpo e spirito. Non solo il vostro – ma anche quello di Gaia – e l’intero ciclo della vita, appoggiandolo e sostenendolo ora e per eoni in avvenire.

Tutti noi abbiamo due opzioni a nostra disposizione: andate alla ricerca del vero cibo, veri agricoltori e una vita vera e reale – e/o annegare in un mare di pseudo-realtà di alimenti falsi e di una vita falsa, tutto questo serve solo a dare credito alle parole di Henry Kissinger “Se controlli le condizioni di approvvigionamento, controlli la gente”.

Julian è un pioniere dell’agricoltura biologica del Regno Unito, attivista internazionale e autore. E’ presidente della Coalizione internazionale per la protezione della campagna polacca. Il famoso libro di Julian ‘In difesa della vita’  è disponibile nelle librerie indipendenti e siti web, così come tramite www.julianrose.info

In collaborazione con: FONTE

Traduzione curata da wlady per http://ningizhzidda.blogspot.it/

Chi mangi oggi?

vegan

Sentenza storica: asilo espelle bambino perché vegano, il TAR lo riammette
Marcello Pamio – 4 agosto 2015

Tutto è iniziato a febbraio. I protagonisti: un bambino vegano e una mamma consapevole!

Ma andiamo per ordine.
Gli anni passano velocemente per tutti, anche per una mamma di Merano che deve iniziare lo “svezzamento sociale” per suo figlio: il piccolo cioè deve iniziare ad andare all’asilo.

La premessa importante è che questa mamma segue per motivazioni personali un regime alimentare sano ed etico che non crea alcuna sofferenza, basato esclusivamente su vegetali.

Sempre più persone in Italia e nel mondo stanno abbracciando stili di vita similari.

Tenendo conto di questo, la donna fa legittimamente richiesta all’asilo di sostituire la sbobba innaturale che normalmente viene rifilata ai poveri cuccioli d’uomo (che non possono lamentarsi) magari preparata da qualche società di catering, con pasti sani di origine vegetale.

Il Comune di Merano a questa incredibile e inaccettabile richiesta, non solo nega tale sacrosanto diritto, ma addirittura allontana il figlio dall’asilo!

La mamma avrebbe dovuto produrre certificati medici (che detto tra noi si possono ottenere senza tanta difficoltà da qualche dottore amico e/o compiacente) ed eseguire analisi cliniche al bambino che ne comprovassero il buono stato di salute.

Della serie “O mi dai un buon motivo per cui il bambino è vegano e mi dimostri che sano come un pesce, oppure te lo tieni a casa tua e non ci rompi le scatole!”. Come mai non usano lo stesso metro di giudizio anche con gli altri bambini, magari tutti belli vaccinati e immunodepressi, facendo fare gli esami a tutti?

Stranamente in questo caso il Comune di Merano si è dimenticato di chiedere pure un test genetico al bambino “vegano” per verificarne anche la predisposizione a malattie future, magari all’autismo o a quelle comportamentali come l’ADHD…

Esattamente come una volta quando i bambini cattivi venivano segregati dietro la lavagna, gli esperti assessori del Comune di Merano buttano fuori un bimbo, la cui unica colpa è quella che i genitori si alimentano in maniera corretta.

La linea del Comune non ha dubbi: la dieta vegana sarebbe pericolosa per un minore, specie in età prescolare, per il quale non varrebbero le direttive ministeriali (Linee guida della ristorazione scolastica) in quanto rivolte alla scuola e non all’asilo nido. Lavarsi le mani e scaricare i barili è il comun denominatore della politica.

Linea però questa assai ridicola che dimostra la totale ignoranza degli addetti ai lavori comunali, ignoranza purtroppo condivisa anche in altri ambiti medici. Basta però citare la posizione ufficiale dell’associazione americana e canadese dei dietisti (A.D.A., American Dietetic Association (1) per fugare ogni dubbio: “Le diete vegetariane correttamente pianificate, compreso il regime vegano, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Tali diete se ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusa gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia, adolescenza, e per gli atleti”.

Secondo la massima autorità mondiale in ambito nutrizionale, un regime vegano se ben fatto (e qui viene il punto cruciale), si può applicare in tutti gli ambiti dello sviluppo umano, perfino in gravidanza!

Queste conoscenze sono lontane anni luce dalle sale comunali dell’Alto Adige.

A questo punto la donna impugna tale assurda quanto incivile decisione e va spedita al TAR.

La madre, oltre a dimostrare in sede di giudizio la superiorità dell’alimentazione vegetale rispetto a quella “onnivora” (cosa questa estremamente facile visto che gli studi e le informazioni scientifiche oggigiorno sono copiose), ha sottolineato che la decisione della dirigenza scolastica va contro norme costituzionali e direttive ministeriali, imponendo un onere iniquo (la produzione dei certificati medici) e mettendo in atto una discriminazione, l’espulsione del bambino, sproporzionata e illegittima.

Il TAR, Tribunale Amministrativo Regionale, dell’Alto Adige con una sentenza storica accoglie la richiesta della donna e obbliga la dirigenza scolastica a riammettere il bimbo, condannando il Comune di Merano al pagamento delle spese legali.

Secondo il Tribunale infatti “la dieta vegana è migliore di quella ‘onnivora’ e poterla rispettare è un diritto, anche all’asilo nido”.

Secondo Carlo Prisco, l’avvocato della giovane madre, si tratta di una “pietra miliare” nel riconoscimento del diritto all’alternativa alimentare etica, diritto questo di origine costituzionale.

Il legale prosegue dicendo che “non occorre nessuna certificazione per ottenere il pasto vegano a qualsiasi età, i genitori vegani non possono essere oggetto di discriminazioni, nemmeno mediante l’imposizione di condizioni o adempimenti ulteriori o differenti rispetto a quelli richiesti a tutti gli altri. Questa pronuncia sarà d’aiuto in tutti i casi futuri in cui gli istituti e le pubbliche amministrazioni cercheranno d’impedire ai cittadini di esercitare il proprio diritto a compiere scelte alimentari etiche”.

Finalmente nel Terzo Millennio si inizia a parlare di diritti anche in ambito nutrizionale.

Oggi purtroppo ci si riempie la bocca con i diritti sociali, religiosi, sessuali, ecc., e infatti se una persona decide di essere gay, di cambiare sesso, di affittare o noleggiare un utero, di essere una mamma surrogata, di farsi inseminare a destra o a manca, guai a giudicare, perché si scatenerebbero le potentissime lobbies di categoria e si verrebbe tacciati magari di omofobia, rischiando anche il carcere. Ma quando una mamma consapevole chiede il diritto e il rispetto sacrosanto delle proprie scelte etiche e morali, dimostrate valide dal punto di vista salutistico anche dalla scienza, bisogna chiamare un avvocato e interpellare un Tribunale…
Questa è l’Italia.

[1] http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19562864, NCBI, National Center for Biotechnology Information

Di Marcello Pamio

Fonte: http://www.disinformazione.it/

http://ningizhzidda.blogspot.it/