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Farmaci accumulati in fonti d’acqua dolce in tutto il mondo

 

I prodotti farmaceutici stanno distruggendo gli ecosistemi di acqua dolce 

da: Tracey Watson
(Natural News

Le aziende farmaceutiche hanno certamente avuto un impatto enorme sul benessere degli esseri umani attraverso lo sviluppo di farmaci che in alcuni casi hanno letteralmente significato la differenza tra la vita e la morte.

Ciò nonostante, l’eredità di giganti farmaceutici come Pfizer, GlaxoSmithKline, Eli Lilly e altri è stata contaminata da accuse di collusione e sovraccarico e molti dei farmaci che hanno sviluppato causano gravi effetti collaterali. Anche la crisi degli oppioidi negli Stati Uniti è stata in gran parte alimentata da produttori di farmaci senza scrupoli che si preoccupano più dei profitti che della protezione dei pazienti vulnerabili.

Una nuova ricerca indica che i farmaci stanno causando ingenti danni anche in altre aree. Come riportato da Science Daily, gli studi hanno rivelato che i farmaci si sono accumulati in fonti d’acqua dolce in tutto il mondo, raggiungendo livelli che stanno provocando gravi danni ambientali e aumentando il problema dei superbatteri resistenti agli antibiotici.

L’ultimo studio per esaminare l’impatto dei prodotti farmaceutici sull’ambiente è stato condotto da ricercatori dell’Università di Radboud e pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters.

Concentrazioni di prodotti farmaceutici in acqua dolce in continuo aumento

Come spiegato da Harvard Health, noi consumatori siamo la causa principale delle droghe che finiscono nei laghi, fiumi e torrenti d’acqua dolce. Gran parte delle droghe è inutilizzata – alcune stime arrivano al 50% – e molte di queste vengono scaricate nel water. Le case di cura hanno un record particolarmente negativo di scartare i farmaci inutilizzati in questo modo.

Gli impianti di produzione di droga sono anche responsabili di enormi quantità di droghe che entrano in fonti di acqua dolce. Harvard ha riportato:

[A] Lo studio US Geological Survey ha rilevato livelli di contaminazione a valle di due impianti di produzione di stupefacenti nello Stato di New York che erano da 10 a 1.000 volte più alti rispetto a quelli di strutture comparabili in tutto il paese.

E l’agricoltura è un’altra enorme fonte di contaminazione:

I due miliardi di chili di rifiuti animali generati dalle operazioni su larga scala di pollame e bestiame in questo paese sono intrecciati con ormoni e antibiotici somministrati agli animali per farli crescere più velocemente e per evitare che si ammalino. Inevitabilmente, alcuni di quegli ormoni e antibiotici filtrano nelle falde acquifere o entrano nei corsi d’acqua.

Effetti ambientali della contaminazione da droghe di acqua dolce

Gli scienziati sono consapevoli da tempo che i prodotti farmaceutici si accumulano in fonti d’acqua dolce a un ritmo allarmante. Tuttavia, come osservato dall’autore principale dello studio della Radboud University , Rik Oldenkamp, ​​i dati sono molto più disponibili per aree come i fiumi in Europa che per altri paesi. I ricercatori hanno quindi sviluppato un modello che consentisse loro di raccogliere informazioni per i paesi di tutto il mondo.

L’abstract dello studio spiega come i ricercatori hanno sviluppato il loro modello e poi esaminato l’impatto di due farmaci molto comunemente prescritti: carbamazepina, un farmaco antiepilettico e ciprofloxacina, un antibiotico comunemente prescritto:

Innanzitutto, abbiamo previsto un consumo pro capite specifico per paese e per anno con un modello di regressione. In secondo luogo, abbiamo calcolato le concentrazioni di acqua dolce spazialmente esplicite tramite una combinazione di modelli di bilancio di massa, affrontando il destino del farmaceutico rispettivamente negli esseri umani, negli impianti di trattamento delle acque reflue e nell’ambiente. Infine, abbiamo suddiviso le concentrazioni di acqua dolce a livello di singole ecoregioni di acqua dolce con il valore limite normativo derivato dai test di tossicità per raggiungere un AR [rischio acquatico] specifico per l’ecoregione .

Il team ha scoperto che i rischi ambientali causati da questi farmaci erano tra 10 e 20 volte più alti nel 2015 rispetto al 1995. L’antibiotico ciprofloxacina è risultato particolarmente dannoso.

Queste più alte concentrazioni di farmaci danneggiano i batteri che sono essenziali per diversi cicli di nutrienti. Gli antibiotici nell’acqua interferiscono anche con l’efficacia delle colonie di batteri comunemente usate nel trattamento delle acque reflue.

Particolarmente preoccupante è il fatto che gli antibiotici in acqua dolce potrebbero accelerare l’aumento già catastrofico della resistenza antimicrobica che sta creando superbatteri intrattabili.

Naturalmente, mentre i prodotti farmaceutici continuano a essere un business da molti miliardi di dollari – la più grande azienda del pianeta, infatti – ci sono pochissime possibilità che i livelli di prodotti farmaceutici nelle nostre fonti di acqua dolce comincino a diminuire in qualunque momento.

Scopri di più su SuperBugs.news

Le fonti includono:  

ScienceDaily.com  

IOPScience.IOP.org  

BBC.com  

Health.Harvard.edu  

Fonte: https://www.naturalnews.com/

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Almanacco di giugno 2019

fpz_20170611_2829PERCHÉ I ROCKEFELLER CERCANO DI DISTRUGGERE GLI AGRICOLTORI ?

Chiedeva William Engdahl* qualche tempo fa.

Per gran parte del secolo scorso, la cultura pop occidentale ha sistematicamente denigrato e sminuito quella che dovrebbe essere la professione più onorevole di tutte. Chi lavora la terra giorno dopo giorno per produrre il cibo che mangiamo ha troppo spesso assunto lo stesso stato sociale della terra che dissoda. Nessuno si pone una semplice domanda: cosa faremo una volta che avremo fatto fuori tutti gli agricoltori? Alcuni ingenui cittadini diranno: “Ma abbiamo la produzione industrializzata; ormai non c’è più bisogno di lavoro agricolo manuale.”

E i numeri sono davvero notevoli. Prendiamo gli Stati Uniti. Nel 1950 la popolazione totale era di 151.132.000 persone, di cui 25.058.000 agricoltori: poco più del 12% della forza lavoro totale. C’erano 5.388.000 aziende agricole con una dimensione media di 87 ettari. Quarant’anni dopo, nel 1990, gli USA avevano una popolazione di 261.423.000, di cui meno di 3 milioni agricoltori: appena il 2,6% della forza lavoro. Il numero delle aziende si era ridotto a 2.143.150, ovvero una perdita del 60%, ma la dimensione media era diventata di 187 ettari. Continua a leggere QUI

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1518779388_severnoe-siyanie3I ROCKEFELLER E IL LORO PIANO NASCOSTO SUI “CAMBIAMENTI CLIMATICI” 

“A partire dagli anni ’80, il Rockefeller Brothers Fund è diventato uno dei principali sostenitori del programma di riscaldamento globale. … Nella loro recensione del Programma di sviluppo sostenibile, il Rockefeller Brothers Fund si vanta di essere uno dei primi principali attivisti del riscaldamento globale, citando il suo forte sostegno sia per la formazione nel 1988 dell’International Panel on Climate Change (IPCC), sia per l’istituzione nel 1992 della U.N. Framework Convention on Climate Change” (estratto dal rapporto) Continua a leggere QUI

ROCKEFELLER SI FACEVA L’ARCA DI NOÈ. COSA CI NASCONDE?

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trial-160x160Trash Action

di Massimo Lupicino

Che fosse solo questione di tempo era del tutto evidente. In fondo sono prevedibili come il caldo estivo nel Sahara. Fatto sta, anche l’Italia potrà finalmente vantare una bella class action in cui si accusa lo Stato di non fare abbastanza per salvare i propri cittadini dall’arrostimento climatico. Lo annuncia con malcelata soddisfazione e pomposa retorica La Stampa nel suo imperdibile inserto Tuttogreen.

La notizia in sè farà sorridere l’italiano medio alle prese con problemi ben più reali che meriterebbero, loro sì, una class action o per lo meno l’interesse di chi amministra la cosa pubblica. Ma certe agende non le dettano certo i cittadini italiani. E nemmeno i politici italiani. Perché sono agende di importazione. Continua a leggere QUI

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ghana_gold-400x200“La corruzione! il malgoverno!”… e intanto il 98,3 percento dell’oro del Ghana finisce in mano alle multinazionali

di Henry Tougha.

Un articolo su CommonDreams spiega il meccanismo neo-colonialista di saccheggio delle risorse. Le corporazioni multinazionali, sostenute dai creditori come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, si appropriano della totalità delle risorse dei paesi in via di sviluppo (ossia i paesi resi debitori e dipendenti dal capitale estero). Nel frattempo queste stesse istituzioni diffondono la narrazione ipocrita secondo cui la miseria è causata prevalentemente dalla corruzione e dal malgoverno dei funzionari locali — funzionari che di solito sono eterodiretti dalle multinazionali stesse e hanno comunque un limitato potere decisionale. Così si svuota la sovranità nazionale del suo significato mantenendone però le parvenze esteriori, mentre si diffonde surrettiziamente l’idea che i popoli non sappiano governarsi da soli. Continua a leggere QUI

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death-164761_640-640x381Deutsche Bank nella m….. E non sa neanche nuotare

di Massimo Bordin

Che i tedeschi siano falliti quattro volte negli ultimi 100 anni è il segreto di Pulcinella. Che abbiano voluto l’Unione Europea per evitare di fallire una quinta, invece, è cosa molto meno nota. Eppure è proprio ciò che potrebbe ancora succedere, perchè i loro due colossi bancari, Deutsche Bank e Commerzbank sono sull’orlo del precipizio, e solo un Weidmann al posto di Draghi le potrà salvare.

Non so se vi è mai capitato di avere un compagno di classe ben vestito, con la riga in parte, che annuiva sempre alle spiegazioni dei prof e che si sedeva in prima fila, ma che sotto sotto non studiava. Io di tipi così ne ho visti parecchi, oserei dire che in ogni classe ce n’è almeno uno. Bè, mi spiace per i cinquantenni frustrati che si sono fatti l’Audi, ma io la Germania la vedo proprio così, come uno studente monello che fa finta di essere un modello. Continua a leggere QUI

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FireShot-Capture-2284-Mediaset-sposta-la-sede-legale-in-Ola_-https___www.iltempo.it_economia_2Mediaset acquista il 9% di Pro-Sieben (tedesca) per giustificare il trasferimento della sede sociale in Olanda, come fece FCA? Chi resterà a pagare le tasse in Italia?

di mittdolcino

Berlusconi, di soppiatto, meno di un mese fa ha comprato circa il 9% della tedesca Pro-Sieben, una rete tedesca. A breve giro ha dunque deciso di fondere le sue attività spagnole ed italiane, con l’aggiunta della partecipazione tedesca, in una nuova entità. Tale aggregato italo-ispano-tedesco ha nei fatti giustificato la ridenominazione del gruppo in società europea di broadcasting, essendo autorizzato a spostare la sede in Olanda, dove i diritti di voti del blocco di controllo valgono doppio. Ovvero Berlusconi, l’unico che tra i miliardari continuava a pagare le tasse in Italia, sposterà anche lui la sede all’estero. Continua a leggere QUI

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tornado-damage-115801_1280-1024x681La pubblicazione Pro-Tech chiede se il 5G aiuterà o ostacolerà la preparazione di un disastro. La NASA, la US Navy, la NOAA e i meteorologi dicono che la 5G la ostacolerà notevolmente.

di BNFrank

L’opposizione 5G sta aumentando negli Stati Uniti e in tutto il mondo per una seriedi validi motivi, uno dei quali potrebbe ridurrenotevolmente l’accuratezza delle previsioni meteorologiche. L’articolo (in lingua inglese) continua QUI

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cellular-tower-2172041_1280UN’ALTRA POTENZIALE CASUALTA’ DEL 5G: PREVISIONI E AVVERTENZE SULLE TEMPESTE

Con tutto il cattivo tempo sopra gli stati delle pianure americane, la gente mi ha inviato molti articoli su guerra, modifiche, brevetti e così via, ma diverse persone mi hanno mandato questo articolo, ed è, come si suol dire, un “whopper doozie”, perché alcuni scienziati stanno dando l’allarme che il 5G potrebbe degradare la loro capacità di monitorare e avvertire la gente di tempeste gravi:

Il monitoraggio delle tempeste potrebbe essere una vittima del 5G

Il focus di queste preoccupazioni è stato il monitoraggio degli uragani:

“Ma ora gli scienziati avvertono che il loro monitoraggio preciso degli uragani potrebbe essere interrotto dai segnali della nuova generazione di reti wireless conosciute come 5G che presto si diffonderanno negli Stati Uniti. In un test che ha imitato le interferenze, Sandy non aveva previsto correttamente di dirigersi verso il mare .

Con i livelli di potenza 5G attualmente proposti, i satelliti potrebbero avere problemi a leggere i segnali naturali emessi dal vapore acqueo. Ciò potrebbe riportare l’accuratezza delle previsioni ai livelli osservati l’ultima volta intorno al 1980, ha affermato Neil Jacobs, capo della National Oceanic and Atmospheric Administration.

“Questo porterebbe alla riduzione del tempo di attesa previsto per la pista da uragano di circa due o tre giorni”, ha detto Jacobs al Congresso in un’udienza all’inizio di questo mese.

L’articolo (in lingua inglese) continua QUI

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healthClose Ties & Financial Entanglements: il mercato dei vaccini garantito da CDC

eBook sulla difesa della salute dei bambini: Conflitti di interesse che minano la salute dei bambini. Il primo eBook, The Sickest Generation: I fatti dietro la crisi della salute dei bambini e il perché deve finire, ha descritto come la salute dei bambini abbia cominciato a peggiorare drammaticamente alla fine degli anni ’80 in seguito a fatali cambiamenti nel programma dei vaccini infantili.]

Il Comitato consultivo per le immunizzazioni (ACIP) dei Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC) ha emesso raccomandazioni vaccinali annuali per la popolazione civile statunitense dal 1995. ACIP lavora in collaborazione con importanti organizzazioni del settore medico come l’American Academy of Pediatrics (AAP), l’American Academy of Family Physicians (AAFP), l’American College of Physicians (ACP) e l’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG). Larticolo (in lingua inglese) continua  QUI

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67667214_l-768x512Le persone mangiano e respirano fino a 121.000 particelle di plastica ogni anno

Di John Vibes / The Truth Theory

Secondo una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Environmental Science and Technology, la persona media può assorbire ovunque 74.000 e 121.000 particelle di microplastica ogni anno. Sorprendentemente, metà di questa toxificazione microplastica proviene dall’aria che respiriamo, e l’altra metà proviene dai cibi e dalle bevande che consumano. È stato anche notato nello studio che un sacco di acqua in bottiglia può aumentare la presenza di queste tossine fino a 90.000 particelle. Si dice che questo sia il primo studio per stimare la quantità di inquinamento plastico che viene ingerito dall’uomo. Gli scienziati non sono sicuri degli effetti a lungo termine del consumo accidentale di microplastiche, ma è chiaro che potrebbero rilasciare sostanze chimiche tossiche una volta all’interno del corpo.

Kieran Cox, presso l’Università di Victoria in Canada, e ricercatore capo dello studio, ha avvertito che i rischi esatti per la salute sono ancora sconosciuti, ma ha affermato che esiste ” un alto rischio di esposizione in termini di numeri. Potrebbe essere una potenziale chiamata di allarme di sicuro “.

Cox non sta prendendo rischi nella propria vita personale e raccomanda a tutti di diventare più consapevoli delle materie plastiche che usano. “Devo assolutamente allontanarmi dagli imballaggi di plastica e cercare di evitare il più possibile l’acqua in bottiglia. Rimuovere la plastica monouso dalla tua vita e le aziende di supporto che si stanno allontanando dagli imballaggi di plastica avranno un impatto non banale. I fatti sono semplici Stiamo producendo molta plastica e sta finendo negli ecosistemi, di cui facciamo parte”, ha detto Cox, secondo The Guardian. L’articolo (inlingua inglese) continua QUI

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La promozione di abitudini malsane di consumo alimentare

‘Food Inc’. L’industria Alimentare

Food, Inc. è un film documentario statunitense del 2008 diretto da Robert Kenner e candidato al premio Oscar nel 2010 come miglior documentario. 

Il film tratta il tema della produzione e del mercato alimentare, principalmente quella su grande scala, che esiste negli Stati Uniti.

Nel primo segmento del film si esamina la produzione industriale di carne (pollo, manzo e maiale), definita disumana, crudele con gli animali, economicamente ed ambientalmente insostenibile.

Il secondo segmento guarda alla produzione industriale di cereali e verdure (soprattutto mais e fagioli di soia).

Il terzo ed ultimo segmento del film parla del potere economico e giuridico, come ad esempio le leggi alimentari sulla diffamazione delle aziende alimentari più importanti (come Monsanto, Cargill, Coca-Cola, Walmart, ecc.), i profitti delle quali sono basati sulla fornitura di cibo a buon mercato, ma contaminato, l’uso massiccio di sostanze chimiche derivate dal petrolio e la promozione di abitudini malsane di consumo alimentare, da parte del pubblico USA.

Sarà il cibo che mangiamo a determinare se l’umanità sopravvivrà

La Monsanto cerca di nascondere alimenti geneticamente modificati (OGM) con il termine fortificato (biofortify)

di Heather Callaghan 11 gennaio 2018 dal sito Web di NaturalBlaze

Le colture geneticamente modificate ei loro pesticidi ti fanno pensare al termine “biofortifatto”? È probabile che il termine biofortito ti faccia pensare alle vitamine nei cereali per bambini.

Le grandi corporazioni non sono estranee alla propaganda e alle pubbliche relazioni.

Sapevi che gran parte delle nostre colture non biologiche sono coltivate con fango di liquami umani? No? Questo perché la pratica si chiama “biosolidi” per tenerti al buio.

Probabilmente siete a conoscenza dei travestimenti subdoli che si sono tentati di nascondere (tipo “zucchero di mais”, chiunque?) Come dolcificanti come l’aspartame e lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio?

Non ci sono prese di potere fuori dalla portata di Monsanto – stanno ora tentando lo schema di propaganda più ridicolo di tutti.

Stanno tentando di manipolare le definizioni del Codex Alimentarius che consentirebbe agli OGM di rientrare nella classificazione degli alimenti “biofortifatti”.

Il Codex è una raccolta di linee guida, codici e altre raccomandazioni relative agli alimenti, alla produzione di alimenti e alla sicurezza alimentare, create nell’ambito dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO).

Se stai pensando che questo sia arbitrario e ti stai chiedendo perché il nostro Paese dovrebbe prestare attenzione a tali linee guida, stai andando nella giusta direzione …

Verso la fine degli anni ’90, i consumatori temevano che le loro vitamine e integratori passassero alla prescrizione solo sotto le linee guida del Codex.

Secondo la National Health Federation (L’NHF è l’unico difensore della salute naturale che ottiene un posto al Codex, a proposito!):

Tutto iniziò innocentemente diverse riunioni del comitato di Codex Nutrition quando un’organizzazione internazionale non governativa (INGO) nominò l’Istituto internazionale di ricerca sulle politiche alimentari (IFPRI – sponsorizzato da Harvest Plus) se uno dei suoi contatti nazionali presentasse un nuovo lavoro proposto al Codex (solo i paesi membri possono introdurre nuovi lavori al Codex, non agli INGO.)

Il metodo Harvest Plus ‘di aumentare il contenuto di vitamine e minerali delle colture alimentari di base consiste nel tradizionale metodo convenzionale di incrocio e non nell’ingegneria genetica.

Harvest Plus, ad esempio, aumenterà il contenuto di vitamine o ferro delle patate dolci in modo che le popolazioni malnutrite nei paesi in via di sviluppo riceveranno una nutrizione migliore.

Il nuovo lavoro del Codex Alimentarius Commission’s Codex Committee on Nutrition and Foods for Special Dietary Uses (CCNFSDU) è stato semplice:

Creare una definizione per la biofortificazione.

Tale definizione potrebbe quindi essere utilizzata in modo uniforme in tutto il mondo per applicarsi a quegli alimenti convenzionalmente fortificati con livelli più elevati di nutrienti e tutti sarebbero sulla stessa pagina ogni volta che veniva usato il termine “biofortifatto”.

Infatti, la National Health Federation (NHF) è stata una delle prime sostenitrici del Codex di questa definizione. 

Avvelenato nell’utero

L’incontro CCNFSDU di quest’anno – ospitato dal Ministero tedesco della Sanità a Berlino, Germania, la prima settimana completa nel dicembre 2017 – è stato oggetto di un vivace dibattito non solo su come definire la Biofortificazione, ma anche sul fatto che la stessa parola “Biofortificazione” debba essere usata o meno.

Tuttavia, questo non fu l’inizio del dibattito. Il NHF aveva due delegati lì.

Alla riunione del CCNFSD 2016, la presidente Pia Noble (sposata con un ex dirigente della Bayer) aveva avviato la discussione sulla definizione della biofortificazione dandole un’opinione personale errata secondo cui la definizione dovrebbe essere la più ampia possibile e che la tecnologia ricombinante dovrebbe essere inclusa.

La sua dichiarazione, tuttavia, contraddiceva direttamente l’ammissione dell’Australia alla riunione del 2015 secondo cui se il Comitato dovesse fare riferimento al documento originale del 2012 sulla portata della Biofortificazione, vedremmo che la biofortificazione si riferisce solo all’allevamento convenzionale e quindi dovremmo escludere chiaramente le tecniche GM.

Alla riunione CCNFSDU dello scorso anno, tuttavia, l’Australia ha taciuto sulla questione.

In altre parole, il mandato originario per la creazione della definizione di Biofortificazione era che doveva essere definito come un processo attraverso il quale la qualità nutrizionale delle colture alimentari è migliorata attraverso l’allevamento convenzionale con l’obiettivo di rendere i nutrienti biodisponibili dopo la digestione.

Non sorprendentemente, però, abbastanza presto, i seguaci della Monsanto hanno avuto le loro mani sporche sulla definizione attraverso l’influenza di delegati del Codex e la presidente, e la definizione ha cominciato a trasformarsi in una che avrebbe incluso alimenti geneticamente modificati “biofortifatti”.

Quindi, al Codex è in corso una battaglia per stabilire se gli alimenti GM saranno inclusi nella definizione di Biofortificazione.

Sono sicuro che la Monsanto sarebbe entusiasta di poter commercializzare i suoi prodotti sintetici con un nome che inizia con la parola “Bio”.

A partire dal 2017, la definizione di “biofortificazione” – compresi gli OGM – nell’ambito del Codex si è trasformata in:

 … il processo mediante il quale eventuali sostanze nutritive o sostanze correlate di tutti i potenziali organismi di origine (ad esempio animali, piante, funghi, lieviti, batteri) di / e alimenti sono aumentati di un livello misurabile [e / o] diventano più biodisponibili per gli scopi previsti.

Il processo si applica a qualsiasi metodo di produzione [ed esclude la fortificazione convenzionale]. “[Note a piè di pagina]

Non solo il termine “biofortifatto” per gli alimenti OGM confonde qui negli Stati Uniti, ma nei paesi europei il prefisso, bio, è usato per indicare “organico”.

NHF ha opposto il termine biofortito che rientra in queste parti vaghe della definizione:

  1. “tutti i potenziali organismi di origineorganica”
  2. ‘il processo si applica a qualsiasi metodo di produzione’
  3. Nota 4 (“Il metodo di produzione dovrebbe essere determinato dall’autorità nazionale / regionale”)

Il dottor Noble si è ritirato, quindi spero che le sue tattiche “astute e pesanti” di dettare l’incontro per ottenere il termine biofortificazione da applicare agli OGM le abbia lasciate.

Secondo NHF

Il tentativo di Monsanto è stato riconosciuto da molti delegati per quello che è stato e denunciato durante l’incontro.

La lotta, tuttavia, porterà alla riunione del prossimo anno che si terrà a Berlino nel novembre 2018. E quell’incontro sarà presieduto dalla nuova presidente della commissione, la signora Marie-Luise Trebes.

Come sempre, Big Biotech tornerà per riprovarci.

Per essere al corrente del retroscena e persino del dramma che è avvenuto in questi incontri, vai alla Federazione Nazionale della Salute!

Fonte:  http://www.bibliotecapleyades.net/

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Nuova Ecologia umanità al bivio

Sarà il cibo che mangiamo, come lo coltiviamo e lo distribuiamo a determinare la nostra sopravvivenza o la nostra estinzione.

Ragionando sullo stato attuale dell’agricoltura e dell’allevamento nel mondo, nei prossimi decenni si assisterà a due possibili scenari. Il primo porta a un vicolo cieco: in questo possibile finale c’è un pianeta morto, i pesticidi e le monocolture sono diffusi ovunque, gli agricoltori in grande difficoltà e i bambini muoiono di fame perché si è data priorità alle colture ogm che hanno soppiantato quelle locali. Le persone muoiono a causa di malattie croniche che si diffondono con i pesticidi e per le sostanze vuote dal punto di vista nutritivo ma tossiche che vengone spacciate per alimenti.

Il clima peggiora e le condizioni per la vita umana sulla Terra sono al limite della sopravvivenza. L’altro finale porta invece in una direzione opposta: il ringiovanimento del pianeta attraverso la cura della biodiversità, del suolo, dell’acqua; il rinnovamento delle aziende agricole e dei Parchi nazionali, il cibo è sano e fresco e le persone hanno consapevolezza di quello che mangiano, che salute e cibo sono strettamente connessi. Il primo scenario è quello industriale, che ha preso piede grazie a quello che chiamo il “Cartello dei veleni”, nato durante la seconda guerra mondiale per produrre sostanze chimiche in grado di uccidere le persone.

Quelle stesse sostanze sono state usate per l’agricoltura chimica ma ci è stato detto che non sarebbe stato possibile avere raccolti buoni senza veleni che li proteggessero. Negli anni ‘90 ci è stato detto che saremmo morti di fame se non fossero stati introdotti gli ogm, semi migliori che avrebbero eliminato qualsiasi limite ambientale e si sarebbe potuto coltivare anche nelle aree desertiche.

Oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti: i fertilizzanti hanno ridotto la produttività del suolo, riducendo la quantità di produzione alimentare, contribuendo alla desertificazione e al cambiamento climatico. Le colture Bt della Monsanto avrebbero dovuto essere immuni dai parassiti, ma la natura si adatta e così ha creato nuovi parassiti in grado di danneggiare anche le colture gm. E così si è creato un pesticida ancora più tossico. Si è iniziato a parlare di agricoltura “digitale”, basata sull’intelligenza artificiale, e di “agricoltura senza agricoltori”.

Con questa prospettiva, i nostri agricoltori non hanno più voce in capitolo: è per questo che la loro protesta in India non è stata minimamente presa in considerazione dal governo. La sopravvalutazione della biotecnologia combinata con l’intelligenza artificiale fa passare l’idea che il cibo gm sarà indispensabile perché più sicuro da coltivare e più resistente di quello biologico, ma il vero scopo è quello di arrivare ai brevetti sui semi.

Nel 2013 Monsanto ha acquisito la Climate corporation, la più grande società per i dati climatici del mondo, e nel 2014 la più grande società di dati sul suolo, la Solum inc. Ma i dati non sono vera conoscenza, perché la cultura agricola è strettamente legata all’intelligenza dei semi e alla risposta del suolo.

Proseguendo su questa strada si va verso un futuro che ignora le piante, la nostra salute, gli organismi viventi, la nostra cultura. Ma noi possiamo seminare i semi di un altro futuro. In tutto il mondo i piccoli agricoltori stanno già implementando l’agricoltura biologica, conservando e sviluppando i loro suoli, i loro semi, praticando l’agroecologia.

Stanno alimentando le loro comunità con cibo sano e nutriente. Stanno seminando i semi della democrazia alimentare: un sistema alimentare nelle mani degli agricoltori e dei consumatori, privo di controllo aziendale, veleni, e plastica.

Non possiamo affrontare il cambiamento climatico senza riconoscere il ruolo centrale del sistema alimentare industriale e globalizzato, che contribuisce al 40% alle emissioni di gas serra attraverso la deforestazione, le materie plastiche, il trasporto a lunga distanza e i rifiuti alimentari. Non possiamo risolvere il global warming senza un’agricoltura ecologica di piccola scala, basata sulla biodiversità, sui semi e sui suoli viventi, sui sistemi alimentari locali, con poche miglia di cibo e senza imballaggi in plastica.

Sarà il cibo che mangiamo, come lo coltiviamo e lo distribuiamo a determinare se l’umanità sopravvivrà o se invece si spingerà verso l’estinzione.

Autore: Vandana Shiva

http://lanuovaecologia.it/umanita-al-bivio/}

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Le carestie non vengono col caldo…

Qualcuno può pensare che il caldo sia associato alla siccità, e che quindi un clima più caldo sia associato a problemi all’agricoltura (vedi deserto del Sahara).

In realtà, come possiamo vedere dalla fascia equatoriale, la zona più calda del pianeta, vediamo come sia costituita da vegetazione rigogliosa e fittissima. Piove più o meno quasi tutti i giorni, l’umidità è elevatissima e le temperature massime sono sempre intorno a 30 C°.

Ad esempio, nell’era dei dinosauri, si stima che la temperatura media del pianeta fosse di 6-8 C° più elevata di adesso, con la foresta pluviale che ricopriva gran parte del pianeta. Sia le zone ghiacciate che desertiche erano quasi del tutto assenti. Il deserto del Sahara era molto più ristretto di adesso, ed in molte aree dove adesso c’è solo sabbia, vi era una vegetazione lussureggiante. 

Più caldo significa più umidità nell’aria; mancando l’aria fredda diminuiscono i contrasti con l’aria calda e si assiste ad una netta diminuzione degli eventi meteo estremi. A temperature più alte segue un aumento di CO2 nell’atmosfera, molecola essenziale per lo svolgimento della fotosintesi clorofilliana nelle piante. Le flora gode. Ad un clima più freddo, corrispondono una diminuzione dell’umidità, abbondano gli eventi meteo estremi, i livelli di CO2 crollano.

I deserti si espandono, così come i ghiacci; le aree destinate all’agricoltura si riducono parecchio. Dopo questa parentesi introduttiva, vediamo come reagiscono le colture alle variazioni di temperatura, visto il severo raffreddamento climatico ormai imminente. Facciamo degli esempi pratici e reali, parlando dei terribili inverni del 1406/7 e 1708/1709.

Cominciò la notte dell’Epifania del 1709 con un forte vento di tramontana che causò un improvviso calo della temperatura. A Venezia i canali della laguna si ghiacciarono nel giro di poche ore, i fiumi (Po, Mincio, Ticino, Adige) divennero strade su cui si passava con i carri. Seguirono sessanta giorni di temperatura glaciale, costantemente sottozero in gran parte d’Europa, dalla Russia al Portogallo, con minime spesso intorno ai -30° e oltre.

Nelle campagne gli alberi si spaccavano letteralmente per il freddo e le coltivazioni di maggior pregio come viti, ulivi, peri, peschi, meli e noci furono gravemente danneggiate, risultando praticamente annientate in molte zone. Ad esempio in Francia meridionale, in Toscana e lungo le pendici dei laghi pedemontani le coltivazioni di ulivo, vite e agrumi furono totalmente distrutte. ­ A febbraio iniziò a farsi sentire la carestia, grazie anche ai trasporti, i quali rimanevano paralizzati per il gelo che non accennava a diminuire. I prezzi dei generi alimentari schizzarono alle stelle e cominciò un periodo di elevatissima mortalità.

A Reggio Emilia nella piazza comunale, si trovarono molti lupi morti congelati, mentre in Puglia a morire per il freddo e per gli stenti della fame furono migliaia di pecore, la cui perdita inferse un duro colpo alla pastorizia, motore trainante dell’economia locale in quel tempo. Piovevano dal cielo uccelli congelati, in uno scenario apocalittico, da film dell’orrore. Le fonti raccontano addirittura di uomini trovati morti congelati nei propri letti. Letteralmente si moriva di freddo. Le malattie bronco-polmonari dovute al gelo si trasformavano in epidemie e si avvertivano forti anche gli stenti della fame. Fu di quasi due milioni di morti il prezzp che dovette pagare l’Europa ai rigori del terribile inverno. 

Invece, nel 1407/08 dai documenti dell’epoca si sa che il gelo iniziò in Francia il 10 novembre (ad oggi sarebbe il 23 novembre, in quanto all’epoca era in uso il calendario giuliano), e un documento del parlamento francese riferisce che il giorno di San Martino vi era un “freddo insopportabile” e che lo scrivano, nonostante tenesse l’inchiostro vicino al fuoco per non farlo gelare, esso gelava “di tre parole in tre parole”. Durò fino a tutto gennaio; dopo una pausa mite, riprese a metà febbraio e finì definitivamente solo ad inizio aprile. Anche nel resto dell’Europa il gelo fu eccezionale: il Tamigi rimase completamente gelato per la durata record di 14 settimane da dicembre a marzo, i ghiacci polari raggiunsero addirittura la Scozia, isolando completamente l’Islanda; la neve a Firenze rimase al suolo per 45 giorni consecutivi, si seccarono gli ulivi, le viti e gli altri alberi da frutto. Anche in Francia la maggior parte delle vigne e degli alberi da frutto furono distrutti.

Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro?

Bisogna anzitutto tener conto che ogni grado di temperatura in meno sposta di circa 150 km verso sud la linea delle coltivazioni; di conseguenza rischia di diventare quasi impossibile la coltivazione del frumento e della vite su buona parte d’ Europa. Germania e Francia saranno le più colpite sotto quest’aspetto , in quanto al momento risultano le maggiori produttrici di vino e cereali nel Vecchio Continente (basti pensare al famoso Champagne). Entro dieci-quindici anni Russia e Canada diventeranno importatori netti di cereali (oggi sono rispettivamente al quarto e settimo posto nel mondo per la produzione cerealicola). In paesi come Spagna e Italia molte colture tipicamente mediterranee scompariranno. Saranno tempi grami per chi si guadagna da vivere con grano, pomodori, sorgo, carciofi, kiwi, arance, vino, olive e tutte le piante sensibili al freddo e all’eccesso di precipitazioni.

Bisogna ricordare che la nostra società, nonostante l’avanzamento tecnologico, è più vulnerabile che nei tempi passati. Infatti la moderna industria agricola si basa su sistemi di monocolture, incentrando la produzione su piante arboree fragili al clima estremo, come il frumento e la vite appunto. Durante la piccola era glaciale del settecento, la maggior parte della popolazione era autosufficiente e tutti avevano un “pezzo di terra”; nonostante ciò si registrarono grossi disagi e carestie. Pensate cosa accadrebbe oggi se la produzione agricola si arrestasse… le città rimarrebbero prive dei generi alimentari con conseguenti disordini sociali.

Il modo migliore per preservarci da questi problemi futuri è quello di tornare ad essere autosufficienti, ossia ritornando alla terra, e soprattutto incentivando fin da ora la produzione agricola in serre riscaldate. Bisogna aumentare la produzione di piante maggiormente resistenti al clima estremo, come le leguminose (sono famose le lenticchie, quelle di Castelluccio di Norcia, coltivate a 1500 metri d’altezza) e colture come il grano saraceno.

Per quanto riguarda l’allevamento, le difficoltà principali deriveranno dalla mancanza di pascoli, in quanto si prospetta che la neve ed il ghiaccio ricopriranno il terreno per molti mesi l’anno; verrà a mancare anche il foraggio; di conseguenza molto bestiame perirà. In futuro si ricorderà con nostalgia l’optimum climatico del 1880-2017. Il pensiero va poi ai black-out elettrici, alla difficoltà nell’approvvigionamento di gas naturale dall’Est europeo e dal mare del Nord se si ghiacciasse, per non parlare degli enormi danni economici conseguenti il blocco del trasporto merci per il gelo di strade, porti e aeroporti ecc. ecc.

In conclusione, chi su facebook si lamenta del clima mite di questi giorni, voglio dire che basterebbero 15 giorni (non servono tre mesi continuati) con temperature costantemente sottozero (giornate di ghiaccio) su buona parte d’Italia per creare notevoli danni al settore agroalimentare, nonché all’economia generale, già di per se a pezzi.

Finché abbiamo inverni miti godiamoceli, in quanto con il minimo solare in atto, che sarà molto lungo e continuerà ad approfondirsi, insieme ad un picco gravitazionale luni-solare a partire dal prossimo anno, la situazione rischia di precipitare rapidamente. Se iniziasse ad eruttare violentemente anche un solo vulcano islandese domani (si fa per dire) la prossima primavera-estate per gli stati che si affacciano sull’Atlantico (Canada, East Coast Usa, Gran Bretagna, Francia, Scandinavia, Germania), potrebbe diventare una continuazione dell’inverno… non voglio vedere arrivare il prezzo del pane a 10 euro al kg, o vedere triplicare il costo della carne e del formaggio. Quindi per favore, non attiriamo disgrazie, e ringraziamo il Cielo finché dura questo clima mite invece di lamentarci. 

Alessio

Fonte: https://www.attivitasolare.com/

La “scelta” della Russia

La rivoluzione Agricola della Russia
che può cambiare il mondo 

La Russia sta dando un’enorme colpo di mano all’industria agricola statunitense che cerca il predominio del commercio mondiale degli alimenti.

In un recente discorso, il presidente Vladimir Putin ha annunciato che l’obiettivo nazionale della Russia è quello di diventare autosufficiente in materia di alimento per l’anno 2020.

E ciò che risalta di più:

Putin pretende di convertire la Russia nel maggior esportatore mondiale di alimenti organici non transgenici dell’industria dell’alimentazione.

In occidente si ha l’immagine superficiale di una Russia che è dipendente dalle esportazioni di petrolio e gas come l’Arabia Saudita o il Qatar.

Eppure passa inosservata la significativa trasformazione che oggi è in atto nell’agricoltura russa e l’enorme impatto che questo può avere in tutto il mondo.

 
Oggi, dopo meno di un anno e mezzo dopo la decisione di proibire le principali importazioni agricole dalla Unione Europea verso la Russia, come rappresaglia per le sanzioni imposte dalla UE contro la Russia, la produzione agricola interna della stessa sta sperimentando una rinascita notevole e in alcuni casi anche una nascita.

In termini di dollari, le esportazioni russe dei prodotti agricoli, sono superiori a quelle delle armi ed equivalgono a un terzo dei benefici derivanti dall’esportazione di gas. E’ da prendere molto in considerazione.

Il presidente Putin ha detto ai membri riuniti in Parlamento nel suo discorso sullo stato della nazione russa tenuto nel mese di dicembre, che:

“Il nostro settore dell’agricoltura è un esempio positivo.

Da un decennio importiamo quasi la metà dei nostri prodotti alimentari e dipendiamo in maniera critica dalle importazioni. Adesso però la Russia è entrato nel gruppo degli esportatori.

L’anno scorso le esportazioni della Russia sono salite a quasi 20.000 milioni di dollari.

Questo corrisponde a un quarto in più delle nostre entrate derivanti dalla vendita di armi e a circa un terzo delle entrate derivanti dalle esportazioni di gas. La nostra agricoltura ha fatto un balzo in un periodo breve ma produttivo.

Molti ringraziamenti ai nostri residenti delle zone rurali.

Credo si debba stabilire un obiettivo nazionale, fornire appieno il nostro mercato interno con alimenti prodotti nel paese per l’anno 2020.

Siamo capaci di alimentarci da soli e questo è importante, inoltre abbiamo tutte le risorse idriche.

La Russia può trasformarsi in uno dei maggiori produttori mondiali di alimenti di qualità, sani e puliti, ecologicamente parlando, alimenti che alcune industrie occidentali hanno smesso di produrre da molto tempo nonostante la domanda mondiale di questi prodotti continui a crescere“.

Come misura addizionale, il presidente Putin ha chiesto alla Duma di promulgare misure per iniziare a usare milioni di ettari di terra coltivabile che fino ad ora sono rimaste inattive:

“E’ necessario utilizzare milioni di ettari di terra coltivabile che aspettano.”

Appartengono ai grandi proprietari terrieri, molti dei quali non sono interessati all’agricoltura. Per quanti anni ne abbiamo parlato? Eppure le cose non sono cambiate.

Suggerisco di requisire le terre agricole di quei proprietari che le utilizzano male e di venderle all’asta a coloro che possono e vogliono coltivare la terra“.

LA GRANDE SVOLTA DELL’AGRICOLTURA RUSSA

Nella prima presidenza di Vladimir Putin, la Russia dell’anno 2000 iniziò a trasformare la sua produzione agricola.

Durante i disastrosi anni di Yeltsin nella decade 1990, la Russia importò gran parte degli alimenti di cui aveva bisogno, in parte dovuto al credere erroneamente che tutto era “Made in America” o che proveniva dall’Occidente era migliore.

La Russia importò prodotti insipidi che provenivano dagli allevamenti di pollame seriali degli Stati Uniti invece di promuovere i propri polli allevati a terra e con alimentazione naturale di qualità migliore.

Il paese importò anche insipidi pomodori colorati artificialmente che provenivano dalla Spagna e dall’Olanda, invece dei deliziosi e succulenti pomodori organici del proprio raccolto.

Chi ha provato tutti e due saprà che non c’è paragone.

Il cibo organico russo supera i prodotti agricoli industriali occidentali, adulterati in maniera disonesta e etichettati erroneamente come “alimento”.

Quello che i Russi non hanno compreso dell’era di Yeltsin è stato che la qualità degli alimenti occidentali è diminuita drasticamente con l’introduzione “dell’agricoltura di affari” nordamericani e delle sue fabbriche di alimenti condotta nella decade degli anni ’70.

La UE ha fatto lo stesso con la sua imitazione dei metodi industriali degli Stati Uniti anche se non arrivò agli estremi raggiunti dai Nordamericani.

Inoltre, l’uso intensivo dei fertilizzanti chimici, erbicidi, pesticidi, antibiotici che passano dagli animali al terreno coltivato hanno portato ad un esaurimento drammatico dei microorganismi essenziali in sempre più suoli agricoli dell’America e dell’Unione Europea.

E sfortunatamente lo stesso sta accadendo in Cina secondo quanto riportano gli agronomi ben informati.

Negli Stati Uniti, alla fine del 2015, il Congresso abrogò una legge per l’etichettatura della carne utilizzata da molti anni, la legge Country-of-Origin Labeling (COOL), che obbligava i rivenditori a indicare esplicitamente il paese di origine di tutte le carni rosse.

Ormai non è più richiesto che i pacchi di carne di vitello e di maiale abbiano l’etichetta su cui si indicano la provenienza dell’animale.

L’industria agraria americana ha fatto pressione affinché il cambiamento permettesse l’importazione di carne dalla dubbia qualità proveniente da paesi in via di sviluppo dove i controlli sulla salute e sicurezza e i costi sono minimi.

In molti stati degli Stati Uniti, dove l’industria agricola dispone di grandi allevamenti, le cosiddette “Leggi Bavaglio” proibiscono ai giornalisti anche di fotografare queste istallazioni agricole industriali, spesso grandi produttrici de latticini , di uccelli e maiali.

Se tutto ciò che succede in queste grandi istallazioni agricole fosse reso pubblico, il pubblico in generale si renderebbe conto di quello che fa nel mettere quella carne sulla sua tavola e grandi masse di gente diventerebbero vegetariani.

DA INDUBBIO IMPORTATORE A ESPORTATORE


Durante l’era sovietica, specialmente dopo il 1972, quando cattivi raccolti sovietici provocavano la scarsità di alimenti, l’URSS utilizzò i suoi petroldollari per divenire un grande importatore dagli Stati Uniti di frumento e grano.

Compagnie del cartello del grano degli Stati Uniti come Cargill e Continental Grain, lavorarono con il Segretario di Stato Henry Kissinger per negoziare con la Russia prezzi di vendita astronomici di questi prodotti agricoli e il fatto fu denominato “il gran furto del grano“.

I contribuenti statunitensi furono derubati anche dei sussidi per i produttori americani di grano.

Cargill ha ricevuto succulenti benefici da queste operazioni.

Dal 2000, la Russia insieme all’Ucraina, e in misura ridotta al Kazakistan, non dipendono dalle importazioni di cereali e sono divenuti nuovamente giganti mondiali per l’esportazione di grano e in particolar modo di frumento come lo erano stati prima della Rivoluzione Russa del 1917.

Anche prima della crisi delle sanzioni degli USA del 2011-2013, la Russia esportava una media di 23 milioni di tonnellate metriche (mmt) di grano all’anno.

Insieme, Russia, Ucraina e Kazakistan vendevano 57 milioni di tonnellate metriche all’estero.

In quel periodo, i tre paesi, come un’unica regione, fornivano il 19% del totale delle esportazioni mondiali di cereali e il 21% delle esportazioni di frumento spiazzando gli Stati Uniti dal posto di più grande esportatore di frumento del mondo.

Adesso, con l’Ucraina diventata di fatto uno Stato fallito dovuto all’intervento del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e dell’Amministrazione Obama nel febbraio 2014, che promossero il colpo di stato a Kiev, l’agricoltura russa ha un’importanza strategica mondiale in termini di alimenti e gran organico di alta qualità.

La proibizione russa del 2014 di importare prodotti alimentari della UE è stato un importante punto di svolta se si osserva a ritroso trasformando quella che era stata “una crisi in un’opportunità” come dice un antico proverbio cinese.

Dal totale di importazioni agricole e alimentari russe pari a 39 milioni di dollari che si producevano nel 2013, 23,5 milioni corrispondevano alla categoria di prodotti inerenti la proibizione, il 61% di tutte le importazioni di alimenti in Russia.

La decisione recente di proibire anche l’importazione di prodotti turchi, come sanzione per l’abbattimento da parte della Turchia di un aereo russo nello spazio aereo siriano, si somma anche al totale di importazioni agricole e alimentari proibite.

La proibizione dell’importazione di alimenti dalla Turchia è entrata in vigore il 1 gennaio 2016.

Mentre molti economisti occidentali avevano segnalato il grande impatto sull’inflazione iniziale che sarebbe scaturito con la proibizione dell’anno passato, un fattore che portò la Banca Centrale Russa a mantenere i tassi si interessi elevati in maniera estremamente pericolosa per un periodo di tempo troppo lungo, la realtà è che la proibizione ha obbligato la Russia a realizzare una svolta drammatica verso l’autosufficienza agricola.

Mano a mano che gli alimenti d’importazione scomparivano dagli scaffali dei supermercati in tutta la Russia, anche l’inflazione iniziale dei prezzi degli alimenti del 2015 scompariva.

La recente caduta del rublo, nel bel mezzo della caduta globale dei prezzi del petrolio ridurrà ancora di più il consumo russo di alimenti d’importazione provenienti dalla UE, questo favorirà il consumo degli alimenti “prodotti” in Russia.


Quindi, invece di essere un disastro come il New York Times e altri media occidentali proclamano allegramente, la caduta più recente del rublo si trasformerà in un beneficio per l’economia agricola russa e anche per l’economia globale.

Questo aumenterà in buona parte gli obiettivi dell’autosufficienza dell’industria agricola e dell’alimentazione russa. Le restrizioni per l’importazione di alimenti in Russia sono poco probabili in un prossimo futuro, anche se la UE abbandonerà le sanzioni contro la Russia.

C’è troppo in gioco adesso per l’economia nazionale russa, immersa nello sviluppo di un’agricoltura organica di alta qualità senza prodotti Geneticamente Modificati.

La decisione poi della Russia di un’autosufficienza alimentare per il 2020, la proibizione del settembre 2015 nei confronti di tutte le coltivazioni transgeniche è stata un’altra delle decisioni prese dal Presidente Putin che ha permesso di trasformare l’avversità in una virtù.  

LA BELLA TERRA NERA RUSSA

La Russia ha anche un vantaggio naturale straordinario per trasformarsi oggi nel produttore più importante del mondo e anche nel maggior esportatore di alimenti organici e non OGM di alta qualità.

Viste le restrizioni economiche della Guerra Fredda, a quel tempo si stabilì che i prodotti dell’industria chimica si dedicassero principalmente alle necessità della difesa nazionale, il che fece sì che gran parte del suolo fertile della Russia fosse sottoposto a decadi di distruzione provocata dai fertilizzanti chimici o dalle fumigazioni di erbicidi come è successo in gran parte dell’occidente.

Allora questo si trasforma in una benedizione mascherata giacché gli agricoltori della UE e dell’America del Nord lottano contro gli effetti distruttori che i prodotti chimici hanno causato ai terreni e che hanno distrutto in gran parte i microorganismi essenziali all’agricoltura.

Creare terreni agricoli ricchi richiede anni e quegli stessi terreni possono essere distrutti in un momento.

Laddove il clima è umido e caldo, ci vogliono migliaia di anni per formare pochi centimetri di terreno fertile. Nei climi freddi e secchi si ha bisogno di più tempo.

La Russia comprende una delle due zone di terreno al mondo conosciuta come “zone Chernozem”. Si estende dal sud della Russia alla Siberia attraverso gli Oblasts di Kursk, Lipetsk, Tambov e Voronezh.

Chernozem, che è la parola russa per dire terra nera, è composta da terreni neri con un’alta percentuale di humus, acido fosforico, fosforo e ammonio.

Chernozem è un suolo molto fertile con un alto rendimento agricolo.

La zona Chernozem di Russia si estende dal sud della siberia e della Russia fino al nord est dell’Ucraina fino ai Balcani lungo il Danubio.

RISULTATI INIZIALI MOLTO POSITIVI

I risultati iniziali di questa nuova politica di autosufficienza dell’agricoltura russa sono in generale abbastanza positivi.

Da quando entrò in vigore nell’agosto del 2014 la proibizione di importare alimenti dalla UE, la produzione di carne di manzo e di patate è aumentata

  • di un 25% di carne di maiale 
  • di un 18% di formaggio e di ricotta 
  • di un 15% di carne di pollo e di carne di animali da cortile 
  • di un 11% di burro di un 6%

La raccolta di verdure in Russia nel 2015 ha raggiunto anche un record con una crescita della produzione globale del 3%.

Le assurde sanzioni americane e la guerra economica contro la Russia stanno producendo il contrario di quello che i globalisti pretendevano ottenere.

Infatti sta obbligando la Russia a eludere gli accordi dell’agroindustria imposti dall’Organizzazione Mondiale del Commercio. Cargill redasse l’accordo con la OMC in materia di Agricoltura.

Le sanzioni stanno obbligando la Russia ad abbandonare il libero flusso di scambio di prodotti alimentari occidentali.

Ha obbligato la Russia a cercare di raggiungere un’autosufficienza nazionale per uno dei beni economici più strategici, se non il più strategico, il campo dell’alimentazione e inoltre di una produzione alimentare sana e di qualità.

La Russia ha deciso saggiamente che ha la priorità sui “diritti del libero commercio” di giganti come Cargill, ADM o Monsanto. La rivoluzione dell’agricoltura russa rappresenta un esempio per il resto del mondo. Si basa sulla ricerca della qualità sulla quantità.

Ed è di fatto che il nutrimento di qualità è molto più di quando rendano per ettaro dalle coltivazioni.

*****

Nota del Robot Pescador

Articoli come questo dovrebbero far pensare tutti i cittadini europei sull’indegno ruolo dei loro governanti, che direttamente stanno tradendo il proprio popolo.

Abbiamo un’Unione Europea disposta a gettarsi nelle braccia degli USA mediante mostruosi trattati come il TTIP (e il TPP), che comporteranno una serie di grandi danneggiamenti al continente europeo (e al resto del mondo) poiché saranno sottoposti a un’inondazione di prodotti alimentari tossici nord americani.

Rendiamoci conto che il TTIP eliminerà le restrizioni che ha la UE per gli organismi modificati geneticamente, i pesticidi e la carne di manzo trattata con ormoni.

Per tutti coloro che non hanno chiare le gravi conseguenze che questo può avere, cercate di dare un’occhiata allo stato di salute di un medio Nordamericano.

E’ chiaro che almeno per l’esperto agricolo e alimentare e quindi per il campo della salute, agli Europei converrebbe molto di più essere amici della Russia piuttosto che degli Americani… LINK

di F. William Engdahl
21 aprile 2016
dal Sito Web NEO
traduzione di Nicoletta Marino
Versione originale in inglese
Versione in spagnolo

Nin.Gish.Zid.Da

Problema-Reazione-Soluzione

FORMICHE GENETICAMENTE MODIFICATE POSSONO RIMPIAZZARE LE API: MONSANTO ANTICIPA LE PROSSIME API ROBOT

3 anni fa sembrava ancora fantascienza per alcuni… la Robotica Harvard stava sviluppando una soluzione alla crisi api: sciami di piccole api robot, costruite in titanio e plastica che possono impollinare le ciclopiche distese di colture OGM.

Il laboratorio di microrobotica di Harvard ha lavorato sul suo progetto di veicoli Micro Air dall’inizio del 2009. Attingendo alle conoscenze sviluppate in tema di biomeccanica e studiando l’organizzazione sociale delle api, il team di ricercatori sta costruendo piccoli robots alati adatti a volare di fiore in fiore, immuni ai pesticidi gocciolanti dai petali dei fiori, per diffonderne il polline.

                                              api robot

Gli scienziati credono anche che presto saranno in grado di programmare le api robotizzate per vivere in un alveare artificiale, coordinandone differenti  algoritmi per poter comunicare tra di loro sui diversi metodi di impollinazione e la posizione di particolari colture. Naturalmente, i rapporti pubblicati dal laboratorio descrivevano anche potenziali usi militari, come sorveglianza e mappatura, però le piccole api robot non sono ancora state dotate di pungiglioni retrattili provvisti di neurotossina.

Questi insetti robot, “agili  e coordinati” , possono essere utilizzati per una varietà di scopi, tra cui:

  1. impollinazione autonoma di un campo e di colture;
  2. ricerca e soccorso (ad esempio, a seguito di una catastrofe naturale);
  3. ambiente esplorazione pericolosi;
  4. sorveglianza militare;
  5. Meteo ad alta risoluzione e la mappatura del clima; e
  6. monitoraggio del traffico

Nel frattempo, prima di farci godere questi stupendi sciami robotici nelle distese OGM, ( e nelle nostre case..) la Monsanto ha visto bene, esperta nel settore, di “far sentire la sua voce a riguardo..
Quindi invece di porre rimedio ai danni da lei stessa causati con la moria delle api, dovuta ai suoi OGM e pesticidi usati per trattare direttamente le sementi (qui per farvi una infarinatura).. ha visto bene di cavalcare la sua stessa onda come ogni Grande Multinazionale fa.. creare il problema e poi risolverlo… come?

MODIFICANDO GENETICAMENTE DELLE FORMICHE…

Realtà.. Monsanto sa bene l’importanza delle api per l’intero ecosistema e nostra sopravvivenza.. per questo combatte per riuscire a rimpiazzarle..per questo è impegnata nelle potenti pratiche di Greenwashing come questa . Un team di ricercatori della multinazionale di biotecnologia agraria Monsanto  sta quindi provando a sviluppare delle api geneticamente modificate, resistenti non solo ai pesticidi, ma anche alle intemperie ambientali che stanno lentamente distruggendo una razza d’insetti talmente importante per l’uomo da esser capace di assicurarci ben un terzo della nostra alimentazione.

L’ EPA FINALMENTE AMMETTE COSA STA UCCIDENDO LE API DA UN DECENNIO

In un rapporto pubblicato questa settimana, il governo federale ha finalmente ammesso che i neonicotinoidi sono da imputare per le morie delle api  che si sono verificate nel corso degli ultimi anni.
Il rapporto conferma quello che gli ambientalisti e gli apicoltori hanno esplorato per anni: neonicotinoidi indeboliscono, disorientano e uccidono le api. L’analisi evidenzia con enfasi imidacloprid particolarmente nociva. (Monsanto  la incorpora in alcuni dei suoi trattamenti delle sementi).
Secondo il rapporto, imidacloprid-usato su più di 30 milioni di acri nationally- hanno mostrato danni chiaro a alveari e la produzione di miele. L’EPA conferma che quando le api incontrano imidacloprid a livelli superiori a 25 parti per miliardo, un livello comune nelle aziende agricole, cui subiscano un danno. Mais e agrumi raccolti hanno più probabilità di esporre le api a livelli nocivi di imidacloprid, mentre “mais e verdure a foglia o non produrre nettare o che hanno residui di sotto del livello individuato EPA”.

Studi che da anni sono già ampiamente dimostrati..
Bulletin of Insectology ISSN: 1721-8861
– 2014 Impact Factor: 1.494 / 5 Year Impact Factor: 0.862 –
Bulletin of Insectology 65 (1): 99-106, 2012 ISSN 1721-8861
In situ replication of honey bee colony collapse disorder Chensheng LU1, Kenneth M. WARCHOL2, Richard A. CALLAHAN31
Department of Environmental Health, Harvard School of
Public Health, Landmark Center West, Boston, MA, USA 2
Worcester County Beekeepers Association, Northbridge, MA, USA 3 Worcester County Beekeepers Association, Holden, MA, USA

1) Il seme è trattato con pesticida, quindi sarà presente in tutte le parti della pianta
2) L’ape assume il pestidica attraverso il polline
3) Il pesticida attacca il sistema nervoso centrale delle api portando paralisi muscolare e morte

CCD (colony collapse disorder) è solo un termine inventato dall’industria chimica per confondere le acque e creare un diversivo per puntare tutti lontano dal vero problema che è la decimazione delle api con l’uso di queste neurotossine neonicotinoidi.
La Varroa ed il virus sono i giochi di distrazione ben usati da Bayer e Syngenta …
Ma ricordiamo sempre chi è l’EPA che appare così neutrale a difesa del cittadino..

La sovvenzione di 3 milioni di dollari accordata dall’EPA ( Environmental Protection Agency) ha permesso ai ricercatori di Monsanto di sviluppare strategie alternative per “sopravvivere” alla sindrome del crollo delle colonie di api, un fenomeno che si è accentuato negli ultimi anni e che avviene quando scompare la maggior parte delle api operaie di una colonia, “una situazione suscettibile di influire considerevolmente sull’approvvigionamento alimentare nel mondo – ammettono gli esperti.

I più recenti studi hanno trovato un legame tra i pesticidi neonicotinoidi, largamente usati nelle colture di mais geneticamente modificato. L’ingegneria genetica agricola è un elemento essenziale nell’agricoltura moderna, abbiamo dovuto sviluppare i mezzi per promuovere sia la continuità dell’ingegneria genetica agricola, sia la sopravvivenza delle api, una sfida appassionante – ha dichiarato John Leere, capo biochimico del progetto. 

E meno male che loro si divertono…
Leere ritiene che una formica geneticamente modificata potrebbe sostituire le api, nel caso del peggioramento della scomparsa delle colonie di api. Il team di ricercatori ha sviluppato una formica geneticamente modificata che potrebbe “potenzialmente salvare l’approvvigionamento alimentare mondiale”.

“Inizialmente abbiamo cercato di modificare le api per rafforzare il loro sistema immunitario nei confronti dei pesticidi, ma non abbiamo avuto successo – ha spiegato Leere – In seguito abbiamo fatto dei test su api regine vergini e maschi di una determinata specie di formiche. La manipolazione ha prodotto una specie di formiche volanti, molto simili alle api e al 50% più resistenti ai pesticidi. Grazie alla manipolazione genetica, potremo eventualmente creare una specie ibrida che avrà sia le caratteristiche di impollinazione specifiche delle api, sia la capacità di resistenza ai pesticidi di certi tipi di formiche. Un’unione ideale, che in natura avrebbe impiegato migliaia di anni per formarsi.”


Una Monsanto quindi preoccupata, impegnata attivamente.. tanto attivamente che ricordiamo nel 2013  Monsanto fa eliminare le api che resistono al diserbante Roundup

Lo Stato americano dell’Illinois requisisce illegalmente le api resistenti al diserbante chimico Roundup di Monsanto e uccide le api regine superstiti. La recente legge passata al Senato ha dato diritti illimitati alla multinazionale di biotecnologie agrarie e in poco tempo si sono constatati i primi effetti. 

Nel marzo 2013 il dipartimento dell’agricoltura dell’Illinois aveva requisito le api del noto naturalista Terrence Ingram, senza mandato e prima che un tribunale fosse al corrente della faccenda, scrive il giornale locale “Prairie Advocate News”.

Dietro questa flagrante violazione dei diritti costituzionali di Ingram – che alleva api da 58 anni – si trova la multinazionale americana. Il naturalista stava eseguendo ricerche sugli effetti del suo diserbante Roundup sulle api.

Il dipartimento dell’agricoltura dell’Illinois aveva giustificato il sequestro con il rilevamento in gran parte degli alveari di Ingram di api affette da una malattia batterica. La presenza della malattia sarebbe stata confermata dai risultati di laboratorio.

Ingram dice che avrebbe potuto provare che le sue api non erano malate ma ora non ha più modo di dimostrarlo. Le api sequestrate non sono state restituite e nessuno al dipartimento di agricoltura sembrava sapere che fine avessero fatto. Potevano essere state distrutte oppure consegnate a Monsanto per determinare perché alcune resistevano al diserbante Roundup.

Inoltre, dopo l’ispezione degli agenti federali nei suoi alveari – senza mandato e senza che lui fosse presente – tutte le api regine erano morte. Quando le api tentano di impollinare una pianta OGM o un fiore, si avvelenano e muoiono. In realtà, il collasso delle colonie di api è stato riconosciuto ed è andata avanti dal momento in cui gli OGM sono stati introdotti. Per contrastare le accuse che hanno deliberatamente causato questo genocidio in corso delle api, Monsanto acquista la Beeologics, la più grande società di ricerca sulle api, dedicata allo studio del fenomeno dello spopolamento degli alveari e la cui ricerca estesa l’ aveva dichiarata come il principale colpevole!

 Ed ora nel sito Monsanto leggiamo:

Beeologics

Beeologics è una società di ricerca dedicato a proteggere il futuro di impollinazione degli insetti, concentrandosi su soluzioni di salute di miele delle api.

Monsanto ha acquisito la società con sede in Israele nel 2011 e attraverso continui investimenti in ricerca e innovazione, stiamo sviluppando una linea di prodotti per affrontare specificamente la salute a lungo termine di api mellifere. Questi prodotti, che sono ancora nelle prime fasi di scoperta, promettono di proteggere le api mellifere da virus e parassiti che indeboliscono la loro salute. Le soluzioni per la salute delle api il miele che stiamo esplorando rientrano nell’ambito della tecnologia BioDirect ™, una delle due tecnologie di base all’interno della nostra piattaforma tecnologica biologica agricola. BioDirect Bee Salute, uno dei prodotti nelle prime fasi di ricerca e sviluppo, mira a controllare gli acari della varroa e molteplici virus di migliorare la sopravvivenza e la salute delle colonie di api mellifere.

Brevi tratti somatici di Monsanto

Durante la metà degli anni ’90, decidono di reinventare la loro azienda focalizzandosi sul controllo alimentare artificiale mondiale attraverso le biotecnologie, il che significa preservare il Roundup, erbicida fortemente tossico,e-Duo…impedire ai coltivatori di conservare i semi e di esercitare la propria sovranità sulle semine è stato il suo principale obiettivo.

Il passo successivo è stato quello di spendere miliardi acquistando, a livello globale e dove possibile, aziende di semi, trasformandole in aziende di semi terminator in cui i semi prodotti da un raccolto non crescono; i raccolti non producono semi per pianticelle vitali
La Monsanto viene ripetutamente citata in giudizio per centinaia di milioni di dollari in cause per malattie, malformazioni infantili e la morte causate dall’inquinamento illegalmente prodotto da ogni sorta di PCB nelle acque sotterranee e per il motivo che continua a mentire sulla effettiva sicurezza dei prodotti. Ma le sentenze dei tribunali, anche per futili motivi, vengono regolarmente ribaltate dalla Corte Suprema degli stati uniti, che si schiera regolarmente a fianco della Monsanto.

Ma non c’è molto da stupirsi visto che facendo un piccolo excursus notiamo quanto la Monsanto si sia insinuata fra le cariche governative più importanti..
Dopo la vittoria nelle elezioni  del 2008, Barack Obama ha riempito i posti chiave con persone collegate alla Monsanto, nelle agenzie federali che esercitano una forza decisiva in questioni alimentari, l’USDA e la FDA:

Al USDA, come il direttore dell’Istituto Nazionale di Alimentazione e l’Agricoltura, Roger Beachy, ex direttore della Monsanto Danforth Center.

Come vice commissario della FDA, il nuovo-sicurezza-questioni alimentari zar, il famigerato Michael Taylor, ex vice-presidente per la politica pubblica per la Monsanto. Taylor era stato fondamentale per ottenere l’approvazione per  l’ormone della crescita bovina OGM della Monsanto.

Come commissario del governatore USDA, Iowa, Tom Vilsack. Vilsack aveva istituito un gruppo nazionale, Biotecnologie Partnership dei governatori, ed era stata dato il premio come  Governatore dell’ anno dalla Biotechnology Industry Organization, di cui fanno parte la Monsanto.

Come il nuovo Rappresentante per il commercio agricolo, che avrebbe spinto gli OGM per l’esportazione, l’Islam Siddiqui, un ex lobbista Monsanto.
Come il nuovo consiglio per l’USDA, Ramona Romero, che era stato consulente aziendale per un altro gigante del biotech, DuPont.
Come il nuovo capo della USAID, Rajiv Shah, che aveva già lavorato in posizioni chiave per la Bill e Melinda Gates Foundation, uno dei principali finanziatori di OGM di ricerca dell’agricoltura.

Dobbiamo anche ricordare che l’ex segretario di Obama probabile prossimo Presidente USA, Hillary Clinton, ha lavorato per lo studio legale Rose. Questo studio è stato consulente alla Monsanto.

Obama ha nominato Elena Kagan alla Corte Suprema degli Stati Uniti. Kagan, come procuratore generale federale, aveva in precedenza sostenuto per la Monsanto nel caso di semi Monsanto v. Geertson davanti alla Corte Suprema.

Monsanto, Bayer, Dow e DuPont, ora controllano quasi il 100% del mercato globale per pesticidi, piante e semi geneticamente modificati. Queste “brave persone” ora sono in grado di controllare la vita vegetale su questo pianeta e, di conseguenza, la nostra. Tutto questo fa parte del Power Green, “filosofia strategica” che gli USA avviarono subito dopo la seconda guerra mondiale, perché si era già compreso che il mondo si poteva e si può sottomettere soprattutto affamandolo.

L’articolo continua QUI con in seguenti addentellati:

La parola a Monsanto.. 

Honey Bee Health Coalition

PAM (Progetto Apis m.) Collaborazione

Honey Bee Advisory Council (HBAC)

Piccoli bambini crescono…

MONSANTO ACQUISTA IL CLIMA TRAMITE LA CLIMATE CORPORATION 

LA CLIMATE CORPORATION

LINK

Almanacco di marzo 2016

Uniamo i puntini [VIDEO]

Scritto da MMJ
Video originale: https://youtu.be/GfYIX_-TJRg?t=2m23s

Che cosa hanno in comune l’innalzamento del livello del mare in Bangladesh, l’interruzione dei servizi pubblici in Ghana e l’austerità nel Regno Unito?
Sono tutti parte della stessa storia globale. La storia di una economia globale che collega varie crisi economiche, politiche, ambientali e sociali affrontate dalle comunità di tutto il mondo.


Facendo domande su questa storia – come è collegato il tutto? Chi c’è dietro e quali sono i motivi? – Cominciamo a scoprire le verità evidenti di quello che rappresenta l’economia globale; l’unico insieme di regole che governano il mondo intero (regole come ‘la crescita a tutti i costi’); il piccolo gruppo di élite di persone che detengono il potere intenzionalmente a livello globale; e il fatto che le persone con più energia nel sistema globale sono quelli che lo proteggono e lo reiterano per promuovere i loro interessi. LINK

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cattura

TTIP e agricoltura. Come l’UE nega il disastro 

Istruttiva, la risposta della Commissione Europea alla nostra interrogazione sul disastro che il TTIP causerà all’agricoltura europea. Mostra come l’UE nega l’evidenza quando difende il trattato.

Abbiamo domandato alla Commissione Europea se non sarebbe meglio abbandonare il negoziato TTIP, quanto meno nel settore dell’agricoltura, alla luce di uno studio d’impatto pubblicato dal Dipartimento per l’Agricoltura USA. Tratteggia gli esiti del TTIP sul settore agricolo legati a due diversi gradi di deregulation del commercio. Dice che in tutti i due casi l’aumento delle esportazioni di prodotti agricoli USA verso l’UE sarà superiore all’aumento delle esportazioni di prodotti agricoli UE verso gli USA. Allo scenario legato alla deregulation più alta (eliminazione sia delle barriere tariffarie sia delle barriere non tariffarie che ora impediscono l’ingresso nell’UE di OGM e carne agli ormoni) corrispondono sia il rovesciamento della bilancia commerciale fra le due sponde dell’Atlantico, che ora pende decisamente a favore della UE, sia la diminuzione nell’UE (ma non negli USA) della produzione agricola e dei prezzi dei prodotti agricoli, dai quali dipende il reddito degli agricoltori.

La Commissione Europea, nella risposta all’interrogazione, riassume lo studio statunitense a suo modo. Secondo lei, gli USA otterrebbero “maggiori vantaggi” dal TTIP solo in quest’ultimo scenario, che però non si verificherà perché … Continua a leggere QUI 

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Preso il terrorista. A 300 metri da dove abitava.

 Preso il terrorista. A 300 metri da dove abitava. 

 Maurizio Blondet

Chissà perché nell’arresto di Salah Abdeslam qualcosa suona falso. Ricercatissimo, doveva essere in Siria nei ranghi di Daesh, invece era nel quartiere dov’è nato e vissuto, Molenbeek, Bruxelles. Ma non aveva amici nel Califfato? Del resto anche il 14 novembre 2015, dopo che lui e la banda jihadista avevano fatto le stragi del Bataclan e del Caffè Voltaire,  più quella mancata allo Stade De France, se n’era scappato con i complici a Molenbeek, da Parigi; tre ore di auto, la macchina viene fermata dalla polizia a Cambrai, e lasciata ripartire verso il Belgio, perché a quell’ora – dice la versione ufficiale – non erano ancora ricercati. E Salah dà all’agente persino il suo indirizzo di Molenbeek. Decisamente è affezionato al suo quartiere. E perché riparare in Siria, dove non conosci nessuno?

E la notte del 15-16 novembre 2015? La polizia belga localizza Abdeslam in un strada  – di Molenbeek, naturalmente –  e  ormai gli agenti sono pienamente allertati della strage avvenuta a Parigi, pronti dunque a catturarlo….ma no, cosa andate a pensare. A Bruxelles non si possono far irruzioni poliziesche tra le 23 e le 5 del mattino, si disturba il vicinato. Così il mattino dopo, fatta irruzione in vari appartamenti, il tremendo terrorista non si trova più.

Caccia spietata, comunque. Mesi e mesi. Due polizie, la belga e la francese, ventre a terra sulle sue tracce. Inutile, l’assassino ormai è in Siria, a combattere. Continua a leggere QUI 

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 Geoingegneria: ecco come hanno ridotto la Terra

Edoardo Capuano 

Geoingegneria

 

 

 

Il pianeta Terra è diventato una bolla gigantesca, composta da sostanze volatili molto pericolose, diciamola tutta…una sorta di camera a gas.

La Nasa ha recentemente diffuso le ultime immagini della Terra e sorpresa qualcosa è cambiato rispetto all’immagine della Terra registrata dalla ISS nell’anno 2000.

Oggi non abbiamo più quel cielo limpido e azzurro come una volta, tutto quello che c’era un tempo ora è soltanto un lontano ricordo di quando non eravamo contaminati da chi sa quale schifezza irrorata.

Infatti nel 2015, quel colore “blu” si è trasformato in un pallido e mortifero colore grigio-celestino, come del resto le nuvole, che vengono sistematicamente “divorate” dalle sostanze chimiche rilasciate da aerei cisterna 24 ore al giorno e tutto davanti ai nostri occhi. Continua a leggere QUI

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Geoingegneria ufficiale e geoingegneria clandestina:
una sinossi essenziale

Quali sono le principali differenze che intercorrono tra geoingegneria ufficiale (o accademica) e geoingegneria clandestina (o illegale o bellica)? Vediamole in modo essenziale. Le abbrevieremo rispettivamente con G.u. e G.c.

• G..u. Che cos’è. E’ il complesso dei progetti volti ad arginare il cosiddetto (inesistente) riscaldamento globale ed a governare i fenomeni meteo-climatici, attraverso il dispiegamento di varie metodologie e strumenti tecnologici: diffusione di composti dello zolfo in atmosfera, dispersione di ferro negli oceani per favorire la proliferazione di fitoplancton utile a catturare il biossido di carbonio, l’installazione di specchi nello spazio per riflettere una quota della radiazione solare, uso di mongolfiere etc.

• G.c. Che cos’è. E’ l’insieme delle operazioni chimiche e biologiche compiute nella biosfera con i seguenti obiettivi: ottimizzare le trasmissioni radar nonché controllare i processi economici e demografici, dal dominio del clima in settori strategici e produttivi allo sfoltimento della popolazione. Si veda la criminale Agenda 21.Continua a leggere QUI

Nin.Gish.Zid.Da