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L’osservazione dei principali eventi meteorologici e ambientali a livello globale

 

 

Nonostante il forte vento continua imperterrita la fumigazione, oggi 24 settembre 2018 Lago di Como Lombardia.

 

Questa mattina una forte ventilazione ha ripulito il cielo dagli escrementi rilasciati dagli aerei sabato; un cielo terso come si poteva ammirare una trentina di anni fa, ma per i nativi degli anni 70 e 80 il cielo deturpato di tutti i giorni è diventata la normalità, non hanno mai visto con i loro occhi nuvole naturali e soffici e in special modo il blu terso del vero cielo.

 

 

Le foto qui esposte appena scattate con un semplice telefono, ci mostrano un sole decisamente sbiancato, quando in realtà il colore originale della nostra Stella è giallo, ma, tutto normale per i neofiti degli ultimi anni, il vero cielo non lo hanno mai veramente visto e contemplato se non sullo smart/phone di ultima generazione; e come potrebbero accorgersene con il capo sempre chinato sullo schermo?

 

 

Pertanto una visione si fatta (come questa sopra) per loro, la generazione baby boom tutto rientra nella normalità.

 

 

 

GLI AEROSOL ATMOSFERICI IN UN’INQUIETANTE MAPPA RILASCIATA DALLA NASA

 

Il sistema che realizza un’immagine del genere a partire dai dati dei satelliti della NASA Terra, Aqua, Aura, e Suomi NPP è chiamato GEOS FP (Goddard Earth Observing System Forward)  permette di osservare  i principali eventi meteorologici e ambientali a livello globale.

 

Di Alessio Marino

La NASA continua nella propria campagna di sensibilizzazione contro i cambiamenti climatici. L’ Agenzia Spaziale Americana, infatti, ha diffuso un’inquietante immagine che mostra un altro grave problema che affligge la nostra terra: gli aerosol atmosferici. La fotografia che vi proponiamo in calce è stata scattata lo scorso 23 Agosto.

 

Come sottolineato dalla stessa NASA, tali aerosol sono generati da polvere, cenere vulcania ed altre fonti, che quest’anno hanno aumentato la loro presenza a causa degli incidenti in California, nella British Columbia e nella parte meridionale dell’Africa.

 

E’ bene però precisare che gli scienziati osservano come tali aerosol non sono “una rappresentazione diretta dei dati satellitari“, ma sono frutto di alcuni dati elaborati attraverso il Goddard Earth Observing System Forward Processing (GEOS FP) ed incrociati con altri, oltre che con immagini satellitari diverse. Le particelle di carbone nero, ad esempio, sono mostrate in rosso, mentre gli aerosol di sale marino sono blu. La polvere, invece, è rappresentata utilizzando il colore viola.

 

I ricercatori hanno integrato i dati relativi al così detto “potere radiativo di fuoco” dal Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer presente a bordo dei satelliti Aqua e Terra, ed hanno anche sovrapposto i dati della luce notturna dal Visible Infrared Imaging Radiometer Suite (VIIRS) presente sul satellite Suomi NPP.

 

Proprio questi dati, insieme, si mixano e formano un’immagine che a prima vista potrebbe sembrare simile a quelle meteorologiche, ma che se vista ed interpretata più a fondo risulta essere allarmante.

 

La NASA, infatti, sottolinea come molti degli eventi che sono ritratti nella mappa “stanno causando problemi molto seri al pianeta“, come i cicloni tropicali Soulik e Cimaron che stanno attraversando la Corea del Sud ed il Giappone, mentre le Hawaii hanno lottato contro l’uragano Lane che fortunatamente si è trasformato in una tempesta tropicale, scongiurando il pericolo di inondazioni e piogge.

 

Il fumo della mappa, invece, proviene per la maggior parte dagli incendi della California e dalla British Columbia del Canada. Al culmine di questi incidenti, sottolinea la NASA, l’indice della qualità dell’aria nella città canadese di Prince George era letteralmente fuori scala, al punto che era praticamente impossibile vedere il sole sorgere, come vi mostriamo nel tweet in calce.

 

La NASA sottolinea ancora una volta come uragani, cicloni, caldo estremo ed incendi siano esacerbati dal riscaldamento globale.

FONTE

ARTICOLI DI APPROFONDIMENTO

RILASCIO AEROSOL IN ATMOSFERA

 

 

 

Fonte Articolo: http://www.nogeoingegneria.com 

 

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Le reali conseguenze dell’irrorazione aerea

50 ANNI DOPO “Come Distruggere L’AMBIENTE”: ESTINZIONE ANTROPOGENICA DELLA VITA SULLA TERRA

La guerra trionfa su tutte le attività organizzate dell’umanità. Implica non solo protocolli di segretezza sulla vita e sulla morte ma deforma la trasparenza della ricerca scientifica. La guerra segreta al cambiamento climatico non fa eccezione a questa regola

Traduzione Integrale NoGeoingegneria
.J. Marvin Herndon1 *,Mark Whiteside2e3Ian Baldwin
1Transdyne Corporation, 11044 Red Rock Drive, San Diego, CA 92131, USA.
2Dipartimento della Salute della Florida nella contea di Monroe, 1100 Simonton Street, Key West, FL 33040, USA.
3Chelsea Green Publishing Company, 85 North Main Street, White River Junction, VT 05001, USA.
I contributi degli autori: Questo lavoro è stato uno sforzo congiunto tra gli autori che fa parte di una collaborazione in corso volta a fornire implicazioni per la salute scientifica, medica, pubblica e ambientali e fornire le prove relative all’attività geoingegneria segreta di quasi quotiano e quasi globale. L’ Autore JMH ha progettato lo studio. Tutti gli autori hanno contribuito alla scrittura, e hanno letto e approvato il manoscritto finale
Obiettivi: Cinquant’anni fa, il geoscienziato Gordon J. F. MacDonald scrisse un capitolo del libro intitolato “Come distruggere l’ambiente”, in cui descriveva come una nazione potrebbe alterare l’ambiente in modo da infliggere in modo nascosto un danno a una nazione nemica. Il nostro obiettivo è quello di esaminare i suggerimenti strategici di guerra ambientale di MacDonald alla luce dei successivi progressi tecnologici e nel contesto dell’applicazione attuale dei metodi di guerra da lui descritti.
Metodi: Esaminiamo la letteratura interdisciplinare storica, scientifica e medica.
Risultati: MacDonald ha parlato di guerra meteorologica palese e segreta basata sullainseminazione delle nuvole per provocare precipitazioni. Successivamente è stato sviluppato un metodo per inibire le precipitazioni posizionando dei getti di particelle inquinanti dove si formano nuvole. Per almeno due decenni i cittadini hanno osservato con frequenza crescente queste scie di particolato. Indagini scientifiche forensi mostrano che le ceneri di carbone tossico sono il loro principale costituente. Intorno al 2010 l’irrorazione aerea del particolato è salita a un livello pressochè giornaliero, e pressochè globale. Presumibilmente, un accordo internazionale segreto ha imposto l’irrorazione aerea come un “parasole” per la Terra. Tuttavia, l’irrorazione aerea, piuttosto che raffreddare, riscalda l’atmosfera, ritarda la dispersione del calore della Terra e causa il riscaldamento globale. MacDonald trattava anche della distruzione dell’ozono atmosferico e dell’ innesco di terremoti ed eruzioni vulcaniche, attività ora possibili con riscaldatori ionosferici ad alta frequenza.
Conclusioni: la decisione attuale dei militari statunitensi di armare l’ambiente a fini di sicurezza nazionale è stata accuratamente prevista da MacDonald. Ma non riuscì a rendersi conto che le forze armate nazionali potevano e sarebbero state cooptate da un accordo internazionale segreto la cui conseguenza, per quanto involontaria, era di condurre una guerra al pianeta Terra, a tutto il suo biota e ai suoi processi naturali e bio-geo-chimici. A meno che e fino a quando i politici, giornalisti, scienziati e altri membri della nostra società non affrontino la verità su ciò che sta accadendo davanti ai loro occhi e chiedano collettivamente un’arresto di queste nascoste attività tecnologiche, continueremo a marciare verso la prima estinzione di massa provocata dall’uomo.
1 INTRODUZIONE
Il politicamente potente geoscienziato Gordon JF MacDonald (1929-2002) ha scritto un saggio autorevole intitolato “Come distruggere l’ambiente”, che è stato pubblicato nel 1968 nel volume intitolato A meno che non venga la pace [1].In un momento in cui l’attenzione dei militari era incentrata sulla guerra nucleare, MacDonald profeticamente suggerì: “Tra gli strumenti futuri per ottenere con la forza obiettivi nazionali, una possibilità dipende dalla capacità dell’uomo di controllare e manipolare l’ambiente del pianeta.” MacDonald, un top consigliere scientifico del presidentee partecipò a discussioni nazionali di scienza e di politica, era ben qualificato ad indirizzare il soggetto di future possibilità di guerra ambientale.
Molto di ciò che MacDonald ha predetto o speculato, è avvenuto, non con la tecnologia da lui descritta, ma con una tecnologia potenzialmente molto più efficace e devastante, sviluppata nel corso dei successivi cinquant’anni.
Come MacDonald osservò nel 1968: “La chiave per la guerra geofisica è l’identificazione delle instabilità ambientali, a cui l’aggiunta di una piccola quantità di energia libererebbe una notevolmente maggiore quantità di energia”. MacDonald ragionava sull’innescare l’instabilità su larga scala nei sistemi naturali come il meteo, il clima, gli oceani, e il cervello umano, compresi fenomeni come uragani, terremoti, tsunami e per l’uso in guerra. Era consapevole, considerando i limiti della comprensione geofisica, che si dovrebbero anche anticipare le conseguenze negative impreviste che potrebbero derivare dal disturbare deliberatamente i sistemi naturali complessi che hanno ‘punti critici’ sconosciuti.
Durante i cinquant’anni dalla pubblicazione indicativa di MacDonald [1], la tecnologia necessaria per la militarizzazione dell’ambiente ha visto importanti progressi, ben noti a coloro che hanno finanziato la ricerca. Parallelamente, la comprensione scientifica del comportamento della Terra ha pure registrato importanti progressi nel corso dell’ultimo mezzo secolo.
Tuttavia, i nuovi concetti principali di Geofisica – come quelli in fase di sviluppo da parte del ‘complesso militare industriale’ – sono stati in genere per decenni ignorati dalla comunità della geoscienza. Non è sorprendente quindi, che l’implementazione di tecnologie radicali di guerra ambientali che alterano fondamentalmente i processi naturali del nostro pianeta, sta procedendo senza avvertimenti scientifici o una piena comprensione dei rischi geodinamici sottostanti, che tali tecnologie comportano per la vita umana e in generale. Ad esempio, per essere abitabile la Terra deve mantenere un delicato equilibrio energetico, irradiando nello spazio sostanzialmente tutta l’energia che riceve dal sole e dalle sue fonti geofisiche ed energetiche antropiche intrinseche. Dalla fine degli anni ’90, v’è stato uno sforzo ben organizzato, orchestrato dal Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC) e altri, di promuovere l’idea che i gas serra di origine antropica, preminentemente l’anidride carbonica, pregiudicano negativamente la perdita di calore della Terra, provocando il riscaldamento globale [2]. Per compensare, l’IPCC promuove ripetutamente l’idea di impegnarsi nella futura geoingegneria, cioè, piazzando sostanze in atmosfera per bloccare una porzione di luce solare [3]. Tuttavia, l’IPCC non ha riconosciuto la possibilità che la geoingegneria militare venga condotta per decenni con portata e gamma sempre maggiori e che la conseguenza principale non è di raffreddare la Terra, ma provocare il riscaldamento globale e il caos climatico.
Qui, passiamo in rassegna alcune delle idee espresse da MacDonald in “Come distruggere l’ambiente” [1], alla luce degli sviluppi tecnologici successivi Esaminiamo anche la prova, che le tecnologie militari destabilizzanti per l’ambiente sono stati impiegati su scala globale. Laddove applicabile, discutiamo dei potenziali rischi per il nostro pianeta e il suo biota, che probabilmente sono sottovalutati dai responsabili.
2 METODI
Abbiamo esaminato la letteratura interdisciplinare, storica, scientifica e medica.
3 RISULTATI E DISCUSSIONI
Un vecchio sogno dei pianificatori militari di controllare il tempo metereologico cominciò a diventare realtà con la scoperta, nel 1946, che le nuvole, quando inseminate con ioduro d’argento o ghiaccio secco (anidride carbonica solida), in circostanze appropriate, possono provocare pioggia o neve [4 ]. MacDonald [1] ha discusso quella forma di inseminazione delle nuvole e del suo potenziale militare sia per causare piogge per ostacolare le operazioni nemiche di terra, sia per causare segretamente siccità di lunga durata, forzando le nubi a rilasciare la loro umidità prima di raggiungere il paese di destinazione. Queste sono state questioni di serio interesse per l’esercito degli Stati Uniti di allora e di oggi [5].
Il meteo è diventato un’arma di guerra durante la guerra del Vietnam, quando sono state condotte le operazioni di Cloud Seeding per prolungare la stagione dei monsoni sul sentiero di Ho Chi Minh, ostacolando i movimenti di forniture e truppe (Operazione Popeye) [5]. L’esercito americano inseminava anche nuvole a Cuba, nel tentativo di provocare siccità e rovinare il raccolto di canna da zucchero [6].
Inseminare nuvole per causare pioggia, come descritto da MacDonald [1], è stato solo il primo passo nella manipolazione meteorologica. La ricerca successiva ha prodotto la tecnologia per impedire la caduta della pioggia. Affinché le nubi producano pioggia, le minuscole goccioline devono essere nucleate e poi fondersi per formare gocce sufficientemente grosse da cadere sulla Terra.
La tecnologia per impedire la pioggia è nota dalle ricerche sull’inquinamento. Un numero sufficientemente grande di particelle inquinanti, disperse nella regione in cui si formano le nuvole, crea impedimenti alle minuscole goccioline, bloccando e impedendole la coalescenza e quindi di diventare grosse da poter cadere come pioggia. Alla fine il carico di umidità diventa insostenibile e le nuvole rilasciano la loro umidità in diluvi.
Alla fine degli anni novanta i cittadini diventarono preoccupati per i particolati nelle tracce aeree, che si estendevano nei cieli al di sopra di loro da un orizzonte all’altro.
Con il passare del tempo, queste tracce aeree divennero più frequenti, mentre allo stesso tempo, il pubblico veniva fuorviato, dicendo che si trattava di scie di condensa innocue, cristalli di ghiaccio formati dal vapore di scarico [7]. Intorno al 2010 l’irrorazione aerea si espandeva in un’attività quasi quotidiana su gran parte del globo [8]. (Fig. 1)
La modificazione del meteo è un fenomeno limitato nel tempo ed estensione geografica, mentre la modifica del clima è necessariamente globale. L’attuale irrorazione aerea, quasi giornaliera e quasi globale, sembra rappresentare un tentativo di modifica del clima, che MacDonald ha anche discusso [1], e probabilmente riguarda anche l’attività di modifica del meteo. Come ha osservato MacDonald: “il clima è determinato principalmente dall’equilibrio tra la radiazione a onde corte in arrivo dal sole (principalmente luce) e la perdita di radiazione ad onde lunghe uscenti (principalmente di calore).” Egli continua a elencare i tre fattori che dominano questo equilibrio: 1) l’energia solare; 2) la trasparenza atmosferica della Terra alle diverse forme di energia irradiata; e 3) caratteristiche della superficie dellaTerra. L’alterazione di uno dei tre può modificare il clima.
Alterare l’uscita dell’energia del sole non è tecnologicamente fattibile nemmeno oggi, ma ci sono vari modi di effettuare il trasporto di energia radiante attraverso l’atmosfera terrestre. Tra le possibilità menzionate da MacDonald [1], pur senza specificare, è l’idea di immettere nell’atmosfera superiore del materiale che “assorbe la luce in arrivo (perciò raffreddando la superficie) o di calore in uscita (perciò riscaldando la superficie).” Speculando a proposito di tale possibilità, MacDonald ha notato: “Allo stato attuale tuttavia sappiamo troppo poco circa gli effetti paradossali di riscaldamento e raffreddamento, da poter dire quali potrebbero essere i risultati.” Questa affermazione è vera oggi come quando è stata pubblicato 50 anni fa.
La spiegazione del comportamento del materiale posto nell’atmosfera superiore, come indicato da
MacDonald, è semplicistica e non corretta. Così pure, è la proposizione spesso ripetuta dai membri della comunità

 

Fig. 1. Tracce di particolato per la manipolazione del clima. (Fotografie con permesso) In senso orario da sinistra in alto: Parigi, Francia (Patrick Roddie); Karnak, Eqypt (autore JMH); London, England (autore IB); California del Nord, Stati Uniti d’America (Patrick Roddie); Ginevra, Svizzera (Beatrice Wright); Yosemite, California (Patrick Roddie); Jaipur, India (autore JMH)
La comunità geoscientifica ora discute la possibilità di collocare del materiale nell’atmosfera superiore per riflettere una parte della luce solare verso lo spazio, ‘ombrelloni per la Terra‘.
Come vedremo di seguito, le particelle posizionate nell’atmosfera mostrano in risposta alla radiazione incidente un comportamento che è molto più complesso di quanto descritto da MacDonald, così come le loro reazioni fisiche e chimiche nell’atmosfera e sulla superfice della Terra.
Come notato sopra, l’esercito statunitense è impegnato da decenni in irrorazioni di particolato in aeree delle regioni dove si formano le nuvole per modificare il tempo atmosferico e per altre ragioni, ad esempio per migliorare i sistemi di comunicazione associati ai programmi di radiazione elettromagnetica.
L’irrorazione aerea sembra essere diventata un’operazione internazionale intorno al 2010, ed è presumibilmente basata su un accordo internazionale segreto poiché l’attività di modifica del clima osservata deve coinvolgere, ipso facto,la collaborazione di più stati. Come le figg. 1 e 2 illustrano, diversi paesi indipendenti sono coinvolti. MacDonald suggeriva che la lezione chiave del programma di modifica del meteo altamente segreto durante la guerra del Vietnam, Project Popeye, non era l’incapacità di alterare il risultato della guerra, ma che “si può condurre in una democrazia operazioni coperte che utilizzano una nuova tecnologia, senza che il popolo ne sia conoscenza”[1].
Nel caso di un eventuale accordo internazionale segreto di modificare il clima, la presunzione sarebbe che fosse fatta per avvantaggiare l’umanità.
Tuttavia, come si mostra, la sua attuazione sta aggravando il problema del riscaldamento globale e provoca il caos climatico, ed effetti nocivi per la salute degli organismi, compresi gli esseri umani.
A guardare bene, sembrerebbe che le effettive conseguenze geofisiche e biologiche di tali operazioni militari segrete sarebbero non coerenti con un programma internazionale per il bene del genere umano, a meno che tale accordo/intesa segreta internazionale si basasse su una interpretazione sbagliata. Se è così, una strana dicotomia segna il tema della modifica di meteo e clima, caratterizzato da una palese contraddizione fra fini e mezzi, intenzione e conseguenze.
La scienza dovrebbe essere basata sulla verità, ma la amministrazione impropria e il finanziamento della scienza ha corrotto l’integrità della scienza [9]. Dal 1989, il Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC) è rimasto in silenzio sulle irrorazione aeree militari di particolato, e non ha tenuto conto delle sue conseguenze geofisiche nei suoi modelli climatici [10].
Attualmente, la collocazione aerea di particolato su larga scala può avvenire solo sotto l’egida di entità militari, ma c’è uno sforzo globale per incoraggiare la governance che consente alle entità non militari, come le università e le società a scopo di lucro, di impegnarsi anche loro in interventi climatici [11].
Quale motivo è stato dato ai governi nazionali per farli accettare di diventare parti collaborative in queste azioni di dispersione di particolato, quasi tutti i giorni e quasi globalmente, nell’atmosfera? Pochi capi di governo, politici e burocrati sono preparati nelle scienze. E’ stato loro detto che le irrorazioni aeree di particolato agiranno come un parasole per raffreddare la Terra per compensare il presunto riscaldamento globale antropogenico di gas serra?
Se è così, sono stati ingannati sulla più grande truffa “basata sulla scienza” mai perpetrata [12]: Causare il riscaldamento globale e il caos climatico con irrorazioni aeree quotidiane e poi accusare i gas serra antropogenici del surriscaldamento per indebolire l’autorità degli stati nazionali, ed erigere nuove strutture di governance mondiale transnazionale per regolamentare le emissioni di origine antropica di gas serra.
3.1 Le conseguenze reali dell’irrorazione aerea
Uno degli scopi militari originali della dispersione aerea di particolato nelle aree dove si formano nuvole era quello di impedire la precipitazione e di provocare la siccità in un paese ostile. In effetti, l’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha accusato i paesi occidentali di fare proprio questo [13]. Fig. 2 mostra scie di particolato che ricoprono la Repubblica di Cipro, i cui cittadini hanno chiesto al loro governo, finora senza successo, una spiegazione sull’oscuramento intenzionale del loro cielo [14]. Non ci sono informazioni a disposizione per il pubblico circa la portata della guerra climatica. È interessante notare che, la guerra ambientale sotto copertura è stata predetta da MacDonald [1]: “… rimuovere l’umidità dall’atmosfera in modo che una nazione dipendente dall’acqua … potrebbe essere soggetta ad anni di siccità. L’operazione può essere nascosta dalle irregolarità statistiche dell’atmosfera. Una nazione che possiede una tecnologia superiore di manipolazione ambientale potrebbe danneggiare un avversario senza rivelare il suo intento.”Non solo l’avversario, ma i cittadini del paese stesso dell’aggressore non si renderebbero conto. Come già detto, MacDonald ha osservato che, in una democrazia“si possono condurre operazioni segrete utilizzando una nuova tecnologia senza la presa di coscienza della gente.”
Presumibilmente un uso di particolato poco costoso già disponibile è stato considerato una necessità pratica ed è stato attuato senza riguardo per i suoi possibili effetti negativi sulla salute. Sappiamo che questo è stato fatto in Vietnam [5].
L’accordo internazionale non divulgato sulla irrorazione aerea, quasi tutti i giorni e globale, e il suo finanziamento concomitante, ha permesso alle entità militari di esporre indiscriminatamente milioni di cittadini non informati al particolato disperso giorno dopo giorno, anno dopo anno, all’interno dei loro paesi sovrani. Inoltre, l’irrorazione aerea è stata accompagnata da una campagna di disinformazione concertata per ingannare il pubblico, così come la comunità scientifica, sulle sue conseguenze negative sulla salute [7,15-17]. Nelle sezioni seguenti, passiamo in rassegna varie conseguenze di irrorazione aerea.
 
3.1.1 Composizione del particolato di aeresol
La composizione (i) del particolato aereo militare spruzzato nell’atmosfera è stata tenuta gelosamente a lungo un segreto. All’inizio del 21° secolo, i cittadini interessati hanno prelevato campioni di acqua piovana dopo le irrorazioni e li avevano analizzati presso laboratori commerciali.

Fig. 2. L’immagine satellitare NASA Worldview dal 4 febbraio del 2016 mostra scie di particolato rilasciate dai jet, che sbiancano l’aria sopra la Repubblica di Cipro, ma sono quasi assenti nelle regioni circostanti. Il Dipartimento dei servizi ambientali del governo di Cipro aveva promesso di indagare sulle irrorazioni aeree, in seguito alla presentazioni al Comitato Ambientale parlamentare nel febbraio del 2016, ma ad oggi non v’è alcun segno di un’indagine.

Di solito è stato richiesta solo l’analisi dell’alluminio; occasionalmente di alluminio e bario; raramente alluminio, bario e stronzio. La presenza di questi elementi nell’acqua piovana indicavano ad uno di noi (JMH) che il particolato spruzzato nell’atmosfera era in grado di essere rapidamente lisciviato dall’acqua atmosferica, elementi estratti parzialmente dal particolato nell’acqua (come il thè è fatto con le foglie di thè), giusto come il rifiuto tossico prodotto dalla combustione di carbone industriale, le ceneri volanti (CFA), viene facilmente dilavato dall’acqua.
Confrontando la CFA percolata in laboratorio [18,19] con campioni di acqua piovana dopo le irrorarizioni [8,20,21], abbiamo dimostrato che le particelle di aerosol corrispondono alle ceneri volanti di carbone. Abbiamo inoltre dimostrato che la proporzione (relazione) degli elementi misurati nella polvere sospesa in aria, e nella materia venuta giù con neve e pioggia raccolta dopo la spruzzatura, corrisponde a proporzioni simili misurati di CFA [18,19].
Le ceneri volanti di carbone si formano nei gas caldi sopra il combustore del carbone. La CFA si forma tipicamente come sfere, del diamaetro di 0,01 – 50 μm [22].
Già disponibile in tutto il mondo a basso costo, la granulometria fine di questo importante prodotto industriale di scarto significa, che poca ulteriore lavorazione è necessaria prima che venga distribuito in forma di aerosol nell’atmosfera.Gran parte del metallo pesante tossico e degli elementi radioattivi originariamente presenti nel carbone finiscono concentrati nelle CFA [23]. A causa della sua tossicità, le normative delle nazioni occidentali richiedono che le CFA vengano raccolte, in genere intrappolandole in precipitatori elettrostatici, piuttosto che all’uscita dalle ciminiere.
Le circostanze della formazione di CFA sono diverse dalle circostanze riscontrate nell’ambiente naturale (eccetto quando i depositi di carbone prendono fuoco).
Poichè le reazioni chimiche durante la formazione di CFA sono diverse dalle reazioni di solito trovate in natura, molti degli elementi presenti in CFA sono in grado di essere parzialmente estratte per esposizione all’umidità [18].
Per i militari questo è vantaggioso, poiché la diffusione di CFA aerea rende l’acqua atmosferica elettricamente più conduttiva, a causa dei numerosi elementi ionizzati disciolti, e quindi più sensibili alle radiazioni elettromagnetiche. Ma per gli esseri umani, le piante e gli animali esposti a queste tossine, le conseguenze sono devastanti.
3.1.2 Preoccupazioni per la salute pubblica e ambientale
Indagini epidemiologiche sull’inquinamento di particolato di aerosol nella stessa fascia dimensionale delle particelle CFA, forniscono alcune indicazioni per gli effetti negativi del particolato spruzzato nella troposfera e nella bassa stratosfera sulla salute. Le particelle di inquinamento nella gamma di dimensioni (PM 2,5) [24] sono associate a stati patologici e mortalità prematura [25-27], la malattia di Alzheimer [28,29], rischio di malattie cardiovascolari [30], il rischio di ictus [31], cancro al polmone [32], infiammazione polmonare e il diabete [33], diminuzione della fertilità maschile [34], ridotta funzione renale nei maschi più anziani [35], insorgenza di asma [36], un aumento dei ricoveri ospedalieri [37], e basso peso alla nascita [38].
Le conseguenze negative degli aerosol CFA per la salute sono gravi. L’inquinamento atmosferico contribuisce globalmente, e con un peso crescente, alle malattie respiratorie, cancro al polmone [39,40]. L’inalazione di aerosol CFA con il suo complemento di sostanze cancerogene, quali arsenico, cromo VI e radionuclidi, si deposita nella profondità delle vie aeree terminali e alveoli, dove rimane e può comportare rischi per il cancro ai polmoni [41].
Magnetite sferico esogena (Fe3O4), nanoparticelle scoperte recentemente nel tessuto cerebrale di persone con demenza [42], suggeriscono un’origine nel tipo di inquinamento atmosferico prodotto da CFA che è caratterizzata da particelle sferiche. Ossidi e allumino silicati di ferro, componenti primari di CFA, si trovano tutti nelle proteine anomale che caratterizzano la demenza di Alzheimer, che porta a stress ossidativo e infiammazione cronica del tessuto cerebrale [43].
Ceneri volanti, se esposte a fluidi corporei o umidità, rilasciano numerose tossine, tra cui alluminio in una forma chimicamente mobile, che è ecologicamente e biologicamente in uno stato innaturale [18]. L’alluminio chimicamente mobile è letale per le piante e alberi nonché anfibi [44]. L’alluminio è associato ai disturbi neurologici [8], ed è stato trovato in alti livelli nelle api [45].
3.1.3 Conseguenze termiche dell’irrorazione aerea di particolato
Oltre a inibire le precipitazioni interferendo con la coalescenza delle goccioline di umidità, le particelle spruzzate nella troposfera e nella bassa stratosfera riflettono una porzione di luce solare verso lo spazio. Ma una parte della luce solare incidente viene assorbita dalle particelle come calore. Questo calore può essere trasferito in atmosfera via collisioni molecolari o può essere irradiato in qualsiasi direzione, e non restituito nello spazio. Le particelle di aerosol agiscono limitando la perdita di radiazione infrarossa dalla superficie terrestre e quindi diventano fonte di riscaldamento atmosferico – riscaldamento globale[46].
Gli ossidi di ferro, una componente significativa di CFA, assorbono fortemente nella gamma degli ultravioletti ma riflettono nell’infrarosso [47]. La maggior parte delle particelle di ossido di ferro, disperse nell’aria osservate nei deflussi continentali di origine antropica dalla Cina, consistono in nanoparticelle di magnetite o particelle di ferro connesse di CFA [48]. Gli aerosol come quelli della CFA, che assorbono fortemente la luce, riscaldano direttamente l’atmosfera e indirettamente riducono l’albedo della neve con il loro effetto di riscaldamento [49]. Poiché le particelle di aerosol cadono a terra, soprattutto nelle lontane regioni del nord e del sud, cambiano l’albedo del ghiaccio/neve, il chè permette alla terra di assorbire più energia solare [50]. Questo comportamento, soprattutto se considerato nel contesto delle irrorazioni di aerosol di quasi tutti i giorni e quasi globalmente, chiaramente può contribuire al riscaldamento globale. Di conseguenza, lo stato termico della Terra è polarizzato verso il riscaldamento, l’esatto opposto delle rivendicazioni ufficiali della geoingegneria.
Ci sono altre conseguenze del particolato atmosferico CFA nella troposfera e bassa stratosfera che portano verso un ulteriore riscaldamento. Ad esempio, le particelle CFA possono causare nell’alta atmosfera goccioline di umidità sovraraffreddate in modo di formare cristalli di ghiaccio, che formano cirri il cui effetto è quello di ritardare la perdita di calore a infrarossi della Terra [51,52]. Si stima che i livelli attuali di emissioni di CFA contribuiscano con un 0,1-0,6 W / m2 ad un surriscaldamento extra attraverso il loro ruolo nella formazione di nubi di cirri [53]. Questa stima, tuttavia, non tiene conto delle massicce quantità di CFA utilizzate nell’irrorazione di particelle aeree.
Con tutte le preoccupazioni espresse sulla stampa e altrove per il riscaldamento globale, sembra per noi inconcepibile che i leader politici avrebbero consapevolmente firmato un accordo internazionale segreto che favorisce il riscaldamento globale. L’alternativa presunta è che i leader politici sono stati ingannati a credere che stavano accettando una operazione che avrebbe raffreddato la Terra, quando in realtà l’effetto netto delle attività scalda la terra e distruggerà la vita se consentito ancora.
3.1.4 Distruzione dell’ozono
Nel 1968 MacDonald [1] ha messo in guardia: “ Sono prevedibili gli effetti più improvvisi, forse più o meno brevi ma tuttavia disastrosi nel caso di sviluppare mezzi chimici e fisici per attaccare uno dei costituenti naturali dell’ozono atmosferico. Negli anni successivi, tali mezzi sono stati sviluppati e dispiegati. I mezzi chimici si sono principalmente manifestati sotto forma di aerosol CFA; i mezzi fisici via radiofrequenze dei riscaldatori ionosferici (ndt:non solo).
Molti ritengono che lo strato protettivo di ozono nella stratosfera si stia lentamente riprendendo, in primo luogo a causa del divieto internazionale nel protocollo di Montreal di clorofluorocarburi (CFC) [54], e che il buco dell’ozono sopra l’Antartide stia lentamente riparandosi [55]. Tuttavia, è venuta alla luce che queste ipotesi possono essere sbagliate. Ci sono prove nuove della continua perdita di ozono nella stratosfera inferiore [56]. Si ritiene che una riduzione di ozono nella stratosfera tropicale, dove si forma la maggior parte dell’ozono, conduce al trasporto di questa aria ricca di ozono alle latitudini medie tramite la circolazione Brewer-Dobson [56].
Nella colonna di ozono le perdite a latitudine alta sono dell’ordine del 6% [57]. L’assottigliamento dell’ozono stratosferico inferiore è stato attribuito precedentemente alla rapida crescita di sostanze antropiche (alcune naturali) di breve durata che contengono cloro o bromo [56]. Tuttavia, l’aerosol CFA utilizzato per l’ingegneria del clima, ora condotta quasi giornalmente e quasi globalmente, rilasciamassicce quantità di cloro, bromo, fluoro e iodio nell’atmosfera (Tabella 1), comprese nano-particelle altamente reattive.Questi sono potenziali distruttori di ozono [58].
C’è un parallelo inquietante per questo degrado dell’ecosistema: nonostante il rafforzamento delle normative sulle emissioni di mercurio èaumentato nelle misurazioni dell’acqua piovana [60]. Poiché si è scoperto ora che la troposfera superiore contiene mercurio ossidato e particolato [61], non è improbabile che l’aerosol CFA occultato, che contiene fino a 2 ug/g di mercurio, sia una delle principali fonti di inquinamento da mercurio quando spruzzato nella atmosfera [21].
Oltre alla distruzione chimica dell’ozono stratosferico, vi sono indicazioni che riscaldatori ionosferici ad alta frequenza, ora disperse globalmente [62,63], possono influenzare negativamente l’ozono stratosferico.
Gli scienziati russi hanno scoperto un nuovo fenomeno fisico della diminuzione dell’intensità dell’emissione a microonde dalla mesosfera nella linea dell’ozono con la modifica della ionosfera con onde radio di alta frequenza (HF) e ad alta potenza [64,65].
La struttura Sura per la generazione di onde radio ad alta potenza, che si trova vicino al villaggio di Vasilsursk in Russia, ha un trasmettitore di potenza effettiva irradiata da 190 MW ed opera nella modalità 30 min on/30 min off. La temperatura della radiazione nella linea spettrale dell’ozono, ad una frequenza di 110836.04 MHz, è diminuita di intensità durante la porzione di riscaldamento del ciclo di una media del 10 ± 2% in tutte le sessioni di misurazione nel marzo 2009, come mostrato nella Tabella 2.
3.1.5 Dirigere l’ambiente contro l’umanità
La scoperta russa potrebbe essere un precursore per gravi problemi a venire. Per 60 anni gli Stati Uniti e altre principali potenze militari hanno condotto ‘sperimentazioni’ di modifiche della ionosfera senza considerare l’integrità dello strato di ozono o la vita in generale, sfruttando la ionosfera per molteplici fini militari, incluso le comunicazioni con i sottomarini, la mappatura delle risorse e lo sfruttamento e militarizzazione del meteo e il clima [5,66]. Nel 1968, MacDonald [1] prevedeva la possibilità che in futuro l’esercito potrebbe su richiesta sviluppare mezzi segreti di modificazioni ambientali per innescare tempeste, inondazioni, siccità, terremoti e maremoti. Anche se non ci si aspetterebbe dai militari immersi nella segretezza un’ammissione, una e-mail all’allora Segretario di Stato Hillary Clinton [67], inviata il 21 febbraio 2011 alle 19:35 dichiara il “terremoto di magnitudo 6,3 a Christchurch, Nuova Zelanda e al momento giusto…”[enfasi aggiunta]. La frase “E al momento giusto”, sembra indicare che il momento di un terremoto di magnitudo 6.3 in Nuova Zelanda era noto in anticipo, probabilmente un’indicazione che il terremoto è stato deliberatamente innescato.
Tabella 1. Gamma di composizioni di elementi alogeni di CFA [59]

Cloro (ug / g)

Bromo (ug / g)

Fluoro (ug / g)

Iodio (ug / g)

13 – 25.000

,3-670

,4-624

,1-200

Tabella 2. Confronto della riduzione della densità di O3 x109 durante la fase di
 
riscaldamento di trenta minuti l’emissione di onde radio polarizzate ad alta potenza X a 4,3 MHz. Dati da [64].

DATA >>>

3/14/2009

3/15/2009

3/16/2009

3/17/2009

Notte

12.1 ± 0.7

13,6 ± 0,7

13.6 ± 0.5

Giorno

9.37 ± 0.48

9.60 ± 0.50

9.55 ± 0.40

9.82 ± 0.35

HF pompaggio

8.03 ± 0.38

8.31 ± 0.29

7.32 ± 0.47

8.97 ± 0.49

Giorno

9.09 ± 0.42

9.23 ± 0.21

9.01 ± 0.24

9.67 ± 0.30

Notte

12,8 ± 0,6

14,4 ± 0,7

11,9 ± 0,6

12.2± 0.5

Nel 1997 il Segretario della Difesa William Cohen ha dichiarato direttamente [68]: “Altri sono impegnati … in un tipo di eco-terrorismo, per cui essi possono alterare il clima, innescare terremoti, [e] vulcani a distanza attraverso l’uso di onde elettromagnetiche … .Questo è reale, e questo è il motivo per cui dobbiamo intensificare i nostri sforzi “.
 
Cinquant’anni fa MacDonald [1] ha osservato: “Le aumentate oscillazioni elettriche a bassa frequenza nella cavità ionosferica terrestre si riferiscono a possibili sistemi di armi attraverso l’aspetto poco compreso della fisiologia del cervello….Non importa quanto profondamente inquietante sia il pensiero di usare l’ambiente per manipolare il comportamento per un vantaggio nazionale, la tecnologia che consente tale utilizzo molto probabilmente si svilupperà entro i prossimi decenni “.
 
Con i trasmettitori di riscaldamento della ionosfera sparsi in tutto il mondo, quel tempo – mezzo secolo secondo le previsioni di MacDonald– potrebbe essere a portata di mano.
 
3.1.6 Estinzione della vita sulla terra
 
Storicamente, i militari delle maggiori potenze del mondo hanno mostrato poca o nessuna preoccupazione per la salute dei propri cittadini, quando sono in gioco quelli che percepiscono come obiettivi di “sicurezza nazionale” [69, 70]. Durante gli anni 1950 e 1960, più di un centinaio di ordigni nucleari sono stati fatti esplodere in superficie in Nevada (USA) [71]. Senza essere stati informati dei potenziali rischi per la salute, migliaia di militari sono stati deliberatamente esposti alle esplosioni nucleari, incluse manovre di “giochi di guerra” che hanno avuto luogo direttamente sotto le nuvole atomiche[71,72].
 
Neppure i residenti locali sono stati chiaramente informati sui rischi o provveduto in modo di minimizzare tali rischi [71]. La ricaduta radioattiva non si è verificata solo nella zona vicino alle esplosioni nucleari, ma i venti spingevano la nube radioattiva attraverso gli Stati Uniti, la ricaduta è avvenuta lungo le traiettorie, mostrate in fig. 3, che dipendevano dalle condizioni meteorologiche locali.
 
I test nucleari atmosferici di superficie sono terminati soltanto come risultato della protesta pubblica dopo che i notiziari avevano riportato che lo stronzio -90 radioattivo, prodotto dalla bomba, si trovava nel latte vaccino ponendo soprattutto pericoli di essere incorporato nei denti e nelle ossa di neonati e nei bambini [73].
 
Ora, più di mezzo secolo dopo, la comunità scientifica tace sui vasti esperimenti militari nei sistemi terrestri, come lo è il clima, e i media di tutto il mondo altrettanto tacciono. Tuttavia, i pericoli della irrorazione di particelle aeree e delle attività di riscaldamento ionosferico, considerate nel loro complesso, possono rivelarsi tanto gravi quanto quelli che una volta erano prodotti dai test nucleari atmosferici[41,43,74].
 
Se non fermati, questi esperimenti militari nella nostra atmosfera rappresentano un rischio di estinzione della vita sulla Terra.
 
Estinzione di massa, così definita quando la Terra perde più di tre quarti della sua specie in un periodo di tempo geologicamente breve, è successo solo cinque volte negli ultimi 540 milioni di anni [75]. Caratteristiche comuni dei “Big Five” suggeriscono che le sinergie importanti possono coinvolgere insolite dinamiche climatiche, composizione atmosferica, e fattori di stress ecologici globali che interessano le discendenze in vari modi.
Fig. 3. L’immagine dell’US Department of Energy indica zone degli Stati Uniti continentali attraversate da più di una nuvola nucleare da detonazioni di superficie, come indicato in nero, tra il 1950 del 1960 (per gentile concessione di US Department of Energy) [76]. Drizo et al. [77] hanno affermato che giusto negli ultimi 500 anni gli umani hanno innescato un’ondata di estinzione, minaccia e declino della popolazione, già comparabile in termini di velocità e magnitudo con le precedenti estinzioni. La Terra sta vivendo un’enorme ondata di declino della popolazione e di estirpazioni, con conseguenze a cascata nel funzionamento dell’ecosistema e delle risorse vitali per la civiltà moderna.
Per esempio, un recente studio documenta negli ultimi tre decenni in aree protette della Germania un preoccupante calo, una riduzione del 75%, nelle popolazioni di insetti (biomassa) [78]. Il termine “annientamento biologico” è stato utilizzato per evidenziare lo stato attuale della sesta grande estinzione della Terra in corso [79].
 
3.1.7 Ignoranza geofisica , arroganza e segretezza
Le grandi estinzioni della Terra sono in correlazione con i fenomeni vulcanici epici denominati Large Igneous Province [80]. L’estinzione di massa più estrema della Terra, alla fine del Permiano (o “Great Death – Grande Morte”), 250 milioni di anni fa, coincise con il LIP delle Siberian Traps, una massiccia effusione di lava e intrusione di magma sotterraneo. Il magma sotterraneo mescolato con spessi strati di carbone, una miscela calda di carbone-basalto, fuoriesce in superficie in numerosi luoghi, producendo pennacchi di ceneri piroclastiche, fuliggine, solfato e polvere basaltica che salgono fino nell’atmosfera superiore. [81]. Questo materiale è stato disperso a livello globale, e i conseguenti depositi di carbone nella roccia di età permiana sono stati rilevati come molto simili alle ceneri di carbone volanti odierni [82]. Il Permiano è stato caratterizzato da alti livelli di biossido di carbonio, gas metano e di rapido riscaldamento globale a livelli letali per la maggior parte degli organismi viventi [83]. Un periodo di stress mortale delle radiazioni ultraviolette durante il periodo Permiano può essere il risultato dell’esaurimento dell’ozono stratosferico mediante la massiccia produzione di organoalogeno idrotermico dal vasto vulcanismo delle Siberian Traps, [84].
Le fessurazioni che si sono verificate a est degli Urali 250 milioni di anni fa, hanno come risultato uno dei più grandi giacimenti di petrolio e gas del mondo, come illustrato in Fig. 4 [85]. Vi è una considerevole quantità di metano congelato intrappolato nel permafrost in quella vasta area del nord [86]. Il riscaldamento globale antropogenico, causato dalle quasi quotidiane eglobaliirrorazioni aeree di particolato, pongono un serio rischio di scongelamento e rilascio massiccio nell’atmosfera di quel metano.

Fig. 4. Il rapporto fra maggiore petrolio e pozzi di produzione di gas naturale e il confine delle Siberian Traps, indicato dalla linea nera. La fusione dei depositi di idrato di metano, attualmente bloccati all’interno del permafrost di questa estesa area, rappresentano una grave catastrofe. Da [85]

Le attività militari volte a manipolare l’ambiente terrestre inquinando l’atmosfera con CFA e utilizzando riscaldatori ionosferici per causare terremoti, eruzioni vulcaniche e altri scopi non rilevati stanno causando, sosteniamo, gravi danni alla vita sulla Terra. Uno dei tanti punti cruciali con cui le forze armate più importanti del mondo giocano coinvolge il sistema globale dei monsoni della Terra, che impatta direttamente due terzi dell’umanità, la maggior parte dei quali nel Sud del mondo. Nelle discussioni accademiche sui possibili impatti della deliberata gestione climatica dell’aerosol atmosferico, è ampiamente riconosciuto che il sistema globale dei monsoni è attualmente imperfettamente compreso; che impegnarsi nella deliberata alterazione del regime climatico globale potrebbe distorcere o disturbare il persistente ribaltamento dell’atmosfera sui tropici, con implicazioni potenzialmente gravi per inondazioni, siccità e agricoltura in Africa, Cina, India e Sud-Est asiatico [87,88].
E’ dubbio che l’assenso a un regime di ingegneria climatica segreta da parte delle élite nelle nazioni in via di sviluppo, fortemente dipendenti dal funzionamento naturale del sistema globale dei monsoni, sia un assenso pienamente informato. L’esercito classifica le informazioni che ritiene importanti per l’attuazione dei suoi obiettivi di sicurezza e di guerra, uno dei quali è la lotta contro il cambiamento climatico [90]. Il mondo civile non ha accesso a questi segreti, tranne i più alti e più specializzati livelli di governo [89]. I regimi militari coinvolti nell’esecuzione del massiccio programma sul cambiamento climatico discussi in questo documento sono come l’apprendista stregone: presuntuoso, agisce in segreto e inconsapevolmente arrogante.
4. CONCLUSIONI
La decisione di modificare il funzionamento naturale del nostro pianeta, di inquinare l’aria che respiriamo, di sconvolgere il clima naturale, di militarizzare processi geofisici naturali, di disturbare la ionosfera che ci protegge dalle radiazioni elettromagnetiche mortali del sole, e ad indurre in errore il pubblico sui rischi per la salute, è stato accuratamente previsto nel 1968 da Gordon JF MacDonald nel suo saggio opportunamente intitolato “Come distruggere l’ambiente”. Ma la visione di MacDonald non era al 20/20 (ndt 100/100). Immaginò che una nazione sarebbe stata in grado di sviluppare la tecnologia militare a beneficio dei propri interessi nazionali naturali, ma non è riuscito a prevedere l’evoluzione di un “nemico” planetario e le pressioni risultanti sui militari dei singoli stati ad agire in un concerto planetario contro questo cosiddetto nemico – il cambiamento climatico.
MacDonald non è riuscito a valutare appieno gli impatti negativi delle future tecnologie di guerra ambientale, compreso il loro impatto sulla salute umana e ambientale [20,21,58,41,43,74]. Il novanta per cento (90%) della popolazione mondiale vive oggi in aree con aria malsana. Prodotti di carbone-combustione sono il contributo singolo più importante a questo inquinamento atmosferico globale, con l’esposizione al PM 2,5 particelle che caratterizzano ceneri volanti di carbone il principale fattore di rischio ambientale per così tanti morti (4,5 milioni nel 2015) [91]. L’inquinamento atmosferico colpisce in modo sproporzionato il giovane e il vecchio e quelli con malattie croniche.
La guerra trionfa su tutte le altre attività organizzate dell’umanità. Implica non solo protocolli di segretezza sulla vita e sulla morte ma deforma la trasparenza della ricerca scientifica [92,93]. La guerra segreta al cambiamento climatico non fa eccezione a questa regola. MacDonald non si rese conto mezzo secolo fa, che gli eserciti di tutto il mondo potrebbero essere cooptati da un accordo internazionale segreto per condurre per la prima volta la guerra al sistema planetario della Terra, a tutto il biota della Terra e ai suoi processi biogeochimici fondamentali.
A meno che e fino a quando politici, giornalisti, scienziati e altri membri della nostra società non affrontino la verità su ciò che sta accadendo davanti ai loro occhi e chiedano collettivamente uno stop a queste attività tecnologiche segrete, continueremo a marciare verso la prima estinzione di massa della vita sulla Terra, provocata dall’uomo.
Dichiarazione etica AUTORI
Gli autori sostengono che le rappresentazioni tecniche, scientifiche, mediche e di sanità pubblica fatte nella letteratura scientifica in generale, compresa questa rivista in particolare, dovrebbero essere e sono veritiere e accurate nella massima misura possibile, e dovrebbero servire al massimo grado possibile per proteggere la salute e il benessere dell’umanità e dell’ambiente naturale della Terra.
Interessi in competizione
Gli autori hanno dichiarato che non esistono interessi in competizione.
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®wld

La Grande Morte

 

 

di Maurizio Martucci

Lorenzo Tomatis (fondatore IARC, Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) far finta di nulla oggi “equivale ad accettare che un effetto potenzialmente dannoso di un agente ambientale può essere determinato solo a posteriori, dopo che quell’agente ha avuto tempo per causare i suoi effetti deleteri”. Infatti (che lo si sappia!), ricerca e medicina forzatamente seguono a rimorchio la più veloce innovazione tecnologica, con l’inevitabile conseguenza che per attendere riscontri medici definitivi bisogna attendere (anche) 10, 15, 20 anni dal momento in cui è stato lanciato l’Hi-Tech sul mercato (in soldoni, con affanno si studiano gli effetti del 3G quando in commercio esce il 5G!). Quindi la misura del problema la conosce, eccome! L’intero articolo QUI

Representational Image; Image Source: Keyston

Di Claudia von Werlhof Traduzione Nogeoingegneria

Ciò significa che una parte dell’atmosfera, il famoso e unico Blu del pianeta Terra, che tutti gli astronauti adorano, è in fase di dissoluzione. L’atmosfera quindi non offre più la protezione per la quale è stata creata per la vita sulla terra. Questo vuol dire, lo strato di ozono, responsabile di questa protezione, sta scomparendo. Già 250 milioni di anni fa quasi tutta la vita sulla terra si estinse, perché non crebbe più nulla. Il cosiddetto “Great Dying” (“La grande morte”) ebbe allora probabilmente lo stesso motivo (Gabbattis 2018). L’articolo continua QUI

by Matheus
March 12, 2018
from ColdClimateChange Website

La geoingegneria si aggiunge al raffreddamento globale

Se le Chemtrails non fossero abbastanza, ora gli scienziati stanno proponendo la “Stratosferic Aerosol Geoengineering” (SAG) come una presunta soluzione per combattere il riscaldamento globale.

Questo è il processo di utilizzo di aerei di linea commerciali per iniettare milioni di tonnellate di sostanze nell’atmosfera nel tentativo di riflettere la luce solare in entrata nello spazio e quindi raffreddare il pianeta.

L’università di Harvard si riferisce a questo strato di nubi artificiali proposto come a uno “scudo solare”.

Sebbene lo Stratosferico Aerosol Geoingegnerizato sia ufficialmente negato dall’establishment da milioni di persone ogni giorno in tutto il mondo si stanno verificando e documentando aerei di linea commerciali che cancellano l’atmosfera con lunghe scie persistenti che trasformano bellissime giornate di cielo blu in cielo chimicho / EMF, che è esattamente ciò che i governi propongono facendolo.

Le sostanze tossiche che gli ingegneri del clima, come David Keith ‘propongono’ di spruzzare, vengono ora trovate in quantità allarmanti in esami di sangue, pioggia e suolo in tutto il mondo.

Questi materiali includono

  • Alluminio
  • Bario
  • Stronzio
  • Acido solforico,

…per citarne solo alcuni.

L’alluminio è direttamente collegato a

  • Alzheimer
  • Demenza
  • Autismo
  • Cancro

Nel 2015 la Keele University in Inghilterra ha annunciato che le api ora hanno demenza da accumulo di alluminio nel cervello.

Alzheimer e demenza sono diventati la principale causa di morte in Inghilterra e Galles nel 2016 e l’inquinamento atmosferico è oggi la principale causa di morte in tutto il mondo.

Recentemente, il direttore della CIA John Brennan ha ammesso che le Chemtrails, o come ha detto, “Stratosferic Aerosol Injection”, è stata fondata la scienza della geoingegneria utilizzata per combattere il riscaldamento globale.

Sebbene io abbia la fortuna di vivere nell’interno del Brasile dove c’è poca irrorazione, ho ascoltato per anni persone che si lamentano della massiccia spruzzatura di veleni nel cielo. Ora abbiamo un motivo ufficiale per cui.

Il ricercatore della geoingegneria Dane Wigington dice che se il governo lo ammette, gli effetti negativi della spruzzatura sono troppo grandi per nascosti molto più a lungo.

Wigington spiega,

“Quando il direttore della CIA Brennan deve parlarne pubblicamente, chiaramente sta diventando molto difficile per loro nascondere questo elefante nella stanza e il danno che ha fatto, non solo per l’ambiente, ma per noi”.

Qualunque cosa stiano facendo è certo che l’alluminio è coinvolto e abbiamo rapporti sul fatto che con enormi quantità di questo metallo tossico è dispiegato nelle foreste che stanno diminuendo  L’articolo prosegue QUI (in lingua inglese)

®wld

La distruzione dell’ozono – Molto più grave di un danno collaterale

 
 
IL MOMENTO DELLA VERITÀ È ARRIVATO!
Lo strato di ozono indebolito lascia passare la radiazione cosmica La vita terrena muore. Prova fornita, ragioni chiarite. 
E adesso?


Claudia von Werlhof (1) 

La radiazione cosmica mortale raggiunge la superficie terrestre 

Non c’è possibilità di errori dal 04.04.2018. Al di là di tutte le affermazioni ufficiali e le speculazioni sull’aumento delle emissioni di CO2 come una minaccia per la vita della terra, ora c’è la prova del contrario. La vera minaccia alla vita è la mortale radiazione cosmica ultravioletta che nel frattempo raggiunge la superficie terrestre perché lo strato di ozono non può più fermarlo.  

Ciò significa che una parte dell’atmosfera, il famoso e unico Blu del pianeta Terra, che tutti gli astronauti adorano, è in fase di dissoluzione. L’atmosfera non offre più la protezione per la quale è stata creata nel corso della vita terrena. Nello specifico, lo strato di ozono sta scomparendo, responsabile di questa protezione. Già alla fine del Perm 250 milioni di anni fa quasi tutta la vita sulla terra si estinse, perché non crebbe più nulla. La cosiddetta “Grande Moria” aveva allora probabilmente la stessa ragione (Gabbattis 2018).  

Oggi il problema consiste non solo nell’esistenza dei famigerati buchi dell’ozono sopra l’Antartico e oltre l’Artico, ma anche nel fatto che esse, contrariamente alle aspettative, non accennano a chiudersi (Titze 2018), e che il livello dell’ozono  come tale nel frattempo diventa generalmente molto debole (Dönges 2017). Ciò significa che lascia passare la radiazione cosmica anche lontano dai buchi dell’ozono. Che questo sia possibile, è sempre stato negato.  

Il portatore dell’orrendo messaggio è la dott.ssa Marvin Herndon insieme a Raymond Hoisington e Mark Whiteside, i cui rispettivi risultati di ricerca sono appena stati pubblicati sul Journal of Geography, Environment and Earth Science International, 14 (2): 1-11, 2018, Articolo n°. JGEESI.40245 intitolato: 

“Incredibile penetrazione di UV-C e UV-B ultravioletti sulla superficie terrestre: implicazioni per la salute umana e ambientale” 

Nel loro articolo, gli autori spiegano che la radiazione UV-B è un “fattore di stress”, che ha un’influenza negativa sulla sopravvivenza e sulla crescita degli organismi in acqua dolce e marina, ad esempio il plancton, sia come vegetale che come animale. Pertanto, la base alimentare degli abitanti marini e in generale dell’acqua è in pericolo. Inoltre, l’UV-B può influenzare la fotosintesi, la crescita e il metabolismo del mondo sottomarino, può disturbare le comunità delle barriere coralline e distruggerle con lo sbiancamento dei coralli, oltre a provocare un’instabilità genomica delle piante. Tuttavia, la radiazione UV è anche dannosa sulla terra, ad esempio in genere per gli alberi perché altera il loro ambiente biologico e chimico. Le conifere possono produrre un polline carente sotto le radiazioni UV-B e essere disturbate nella loro riproduzione o addirittura diventare sterili. La tossicità di UV-B è nota. Si applica anche a tutti gli altri esseri viventi.  

L’UV-C, ancora una volta, ha ad esempio effetti letali su insetti e microrganismi. Porta persino a una morte cellulare programmata nelle piante. Nei ratti, causa danni alle cellule, nell’uomo, a seconda della durata dell’irradiazione, almeno danni alla pelle.

Nell’annuncio della pubblicazione, c’è un riassunto: (inizio della citazione):  

“RILASCIO IMMEDIATO”  

 La Transdyne Corporation Rivela

Le radiazioni ultraviolette mortali ora raggiungono la superficie terrestre 

SAN DIEGO, 2 aprile 2018 –  

È opinione diffusa che l’ozono atmosferico blocchi la porzione mortale della radiazione solare, UV-C e la maggior parte dei raggi UV-B, dal raggiungere la superficie terrestre. Un documento scientifico appena pubblicato contesta questa ipotesi. Pubblicato questa settimana sul Journal of Geography, Environment and Earth Science International, il lavoro di J. Marvin Herndon, PhD, di Trans dyne Corporation, Raymond D Hoisington di I Ray Spectra Metrics e Mark Whiteside, MD, MPH, un dipartimento della Florida del medico della salute, conferma le prove pubblicate dalla NASA e poi non è riuscito a dare seguito nel 2007.” 

La NASA è stata informata da anni  

” Undici anni fa, gli scienziati della NASA hanno pubblicato la prima prova che UV-C e UV-B stavano penetrando nello strato di ozono e raggiungevano la superficie terrestre, evidenza ora confermata da Herndon et al. Dopo che il documento di D’Antoni et al. Del 2007 ha mostrato che UV-C e UV-B raggiungono la superficie terrestre, contrariamente ai protocolli etici, la NASA non ha condotto indagini di follow-up, nonostante le gravi implicazioni delle proprie misurazioni. L’articolo afferma: Nella scienza, quando viene fatta una scoperta che contraddice la comprensione attuale, gli scienziati hanno la responsabilità di tentare di confutare la scoperta oltre ogni ragionevole dubbio. Se non fosse in grado di farlo, le implicazioni della nuova scoperta dovrebbero essere discusse nella letteratura scientifica. Il 2007 D’Antoni et al. la scoperta delle radiazioni UV-C che raggiungono la superficie terrestre avrebbe dovuto essere oggetto di un’intensa indagine da parte della NASA per due motivi, uno scientifico e uno etico. 

Nonostante le implicazioni delle scoperte della NASA per la scienza atmosferica del 2007 e nonostante le loro profonde implicazioni per la salute umana e ambientale, la NASA non ha condotto un’indagine di follow-up …. Questa inazione solleva la domanda: la NASA è complice di una attività segreta globale, come la proiezione aerea di “jet-difesa” aerea di polveri di carbone tossico che pone seri rischi per la vita sulla Terra? 

Per almeno 20 anni, con quantità e durata sempre maggiori, i militari si sono impegnati a irrorare particelle nella regione in cui le nuvole si formano per manipolare e armare l’atmosfera e le condizioni meteorologiche. I dati analitici su campioni di pioggia e neve sono coerenti con le ceneri volanti di carbone tossico come principale sostanza aerosolica utilizzata. Dal 2010 circa questa irrorazione aerea è diventata un’operazione quasi quotidiana, quasi globale. Come rivela l’articolo, l’irrorazione aerea “sparge grandi quantità di cloro, bromo, fluoro e iodio nell’atmosfera che possono esaurire l’ozono … Potenzialmente altre sostanze negli aerosol di cenere volante di carbone, tra cui nanoparticelle, potrebbero influire negativamente sull’ozono atmosferico” . L’esaurimento dell’ozono è ormai globale e sta permettendo che l’ultravioletto mortale raggiunga il livello del suolo. L’articolo rileva inoltre che la radiazione ultravioletta è la componente più dannosa e genotossica dello spettro della radiazione solare. La mutagenicità e l’azione letale della luce solare mostrano due massimi, entrambi nella regione UV dello spettro. Gli autori forniscono informazioni introduttive sugli effetti devastanti di UV-B e UV-C su esseri umani, fitoplancton, coralli, insetti e piante’. I militari potrebbero considerare tutto questo come un “danno collaterale”, ma è molto più grave, minacciando praticamente tutta la vita sulla Terra. 

Informazioni e pdf: http://www.nuclearplanet.com/uv.html Fonte: J. Marvin Herndon, Ph.D. Trans dyne Corporation Email: [email protected] Sito web: http://NuclearPlanet.com  

Figura 1 Didascalia: tracce di polveri tossiche di carbone tossico spruzzate a getto su Soddy-Daisy, TN (USA) con il permesso di David Tulis.  

Figura 2 Didascalia: misure spettrometriche solari. Nota la misurazione del 2002 che illustra l’errata concezione comune di nessuna radiazione UV-C sulla superficie della Terra. “(Fine della citazione)  

Altri motivi per cui si dissolve l’ozono: l’intera geoingegneria militare  

Per quanto riguarda Herndon et al. Se pensiamo anche allo studio di Rosalie Bertell “Pianeta Terra. The Latest Weapon of War “(in tedesco” Kriegswaffe Planet Erde “), poi diventa chiaro cosa, oltre alla continua irrorazione dell’atmosfera con le nanoparticelle, la cosiddetta “Solar Radiation Management”, SRM, che ora è anche ufficialmente praticata da geo ingegneri civili, contribuendo alla distruzione dello strato di ozono e continua a contribuire, anzi sempre più:

  1. Radioattività: 

Ci sono stati 2.200 test nucleari, compresi quelli con bombe all’idrogeno, in particolare nell’atmosfera tra il 1958 e il 1998, 2/3 dei quali sono stati effettuati dagli Stati Uniti, 1/3 dall’Unione Sovietica; a questo si aggiunge il danno causato dagli incidenti delle centrali nucleari da Harrisburg a Chernobyl a Fukushima, che dal 2011 deve essere considerato un LAA permanente (il presunto più grande incidente) che rimane inarrestabile ed è responsabile per la prima apparizione di un buco dell’ozono sopra Artico; inoltre c’è la nano polvere di innumerevoli tonnellate di munizioni di uranio (munizioni DU da “uranio impoverito”, per lo più rifiuti dell’industria nucleare) utilizzate in tutte le guerre dalla prima guerra del Golfo nei Balcani, nel Medio Oriente e in Afghanistan (recentemente Hänsel 2017); e ci sono certamente carichi radioattivi di cui non sappiamo nulla (segreto militare), o che non sono contati come il normale funzionamento delle centrali nucleari.  

Già negli anni ’50 Wilhelm Reich scoprì che la radioattività sta distruggendo l’energia vitale che chiamò “orgone”, specialmente dell’aria (vedi Senf 2003).

  1. I voli supersonici contribuiscono alla distruzione dello strato di ozono nell’atmosfera (motivo per cui il progetto civile Concorde sull’introduzione del volo supersonico nel traffico civile è stato abbandonato). 
  2. I voli missilistici contribuiscono alla distruzione dell’atmosfera a causa dei loro propellenti, che in parte funzionano con il plutonio (come il razzo Saturno Cassini del 1997 arrivato a Saturno nel 2017). 
  3. L’irradiazione della ionosfera con miliardi di onde elettromagnetiche artificiali forti di watt attraverso le installazioni mondiali di “riscaldatori ionosferici”, come HAARP in Alaska, riscalda la ionosfera e la carica estremamente, tagliandola e producendo buchi in essa (es. / Manning 2001). Ogni volta che le onde passano lo strato di ozono sottostante. 
  4. Le attività “Star Wars” dei militari dallo spazio, il lavoro sui satelliti e la formazione di griglie elettroniche per monitorare, controllare e influenzare energicamente l’intero spazio terrestre (di recente Freeland 2018) nella forma di un “blocco” planetario, come pure come la loro controparte terrena: 
  5. Le microonde, la trasmissione di energia senza fili, gli alberi dei telefoni cellulari e in generale la produzione terrestre di radiazioni cosmiche come i raggi X in medicina, nell’industria alimentare e nella vita quotidiana. 
  6. Anche il traffico aereo “normale” è diventato uno dei malfattori dell’esaurimento dell’ozono (Herndon, 2017, già Loppow 1993), per non parlare dell’irrorazione nella troposfera e nella stratosfera di metalli pesanti e altre sostanze tossiche, che menziona in particolare Herndon. 

L’intero programma è implementato con la “geoingegneria” militare in corso del MIC, il complesso militare-industriale (vedi Werlhof 2018).

Che cosa si deve fare?  

Quello che viviamo è un processo di distruzione in corso. A quanto pare ora ha raggiunto un punto in cui improvvisamente cambia, cioè, ha iniziato a diventare irreversibile. Ci sono voluti non più di 50 anni per farlo, supponendo la scoperta non riconosciuta delle radiazioni UV-B e – C sulla Terra dalla NASA 2007. Non è molto, considerando che questo processo ha innescato anche effetti planetari che, di fatto, minacciano niente di meno della nostra sopravvivenza sulla terra e finiremmo persino se noi – intendendoci come l’umanità in sé – non fare la cosa giusta ora.  

Eppure, la catastrofe è già iniziata: la “molla silenziosa”, predetta da Rachel Carson negli anni ’60 (Carson 1962), si sta già verificando. Il declino delle popolazioni di uccelli e insetti tra il 40 e il 70% è stato notato da tempo ovunque, così come lo sbiancamento dei coralli negli oceani, il vuoto dell’Oceano Pacifico dopo Fukushima e, in generale, l’estinzione quotidiana di animali e specie di piante (WWF 2008). 

È ovvio che il processo di distruzione dell’atmosfera attraverso la geoingegneria militare dovrebbe essere fermato quasi immediatamente, in modo che la terra abbia una possibilità di curare le ferite che sono state inflitte su di essa – in particolare l’esaurimento dell’ozono. Quanto tempo ci vorrà? E: ci sarebbe abbastanza tempo per salvare la vita della terra e rinnovarla? O questa possibilità è già passata? Questo sarebbe il caso se gli effetti avvertiti oggi fossero solo la prima parte di quelli che hanno bisogno di 40-60 anni per farsi notare, così che tutto il resto sarebbe ancora seguito, e avremmo solo sperimentato l’inizio di ciò che è già in atto … 

In generale, il recupero dello strato di ozono è stato calcolato per durare 50 anni (vedi Ozono). Ma non è successo perché le condizioni non erano affatto presenti. Ci sono persino stati tentativi di attaccare direttamente lo strato di ozono e sperimentarlo per una sorta di “ingegneria del clima”, ad esempio per produrre un buco di ozono sul territorio nemico. Tuttavia, il responsabile, Harry Wexler, più tardi prima della sua morte avvertì esplicitamente contro di essa (Wexler 1962, vedi Fleming 2018). Ora, tuttavia, ci si meraviglia che lo strato di ozono non sia mai stato così sottile come oggi e che appena sopra le nostre teste (Läubli 2018), lontano dai buchi dell’ozono!  

Ma non importa come le cose siano comprese, dobbiamo fare qualcosa per le cause del dissolvimento dell’ozono, che fino ad ora non ci erano state generalmente riconosciute e / o che erano state tenute da noi. Non c’è più alternativa. Non fare nulla non è un’opzione e significherebbe in realtà essere d’accordo con il suicidio dell’umanità e il suo assassinio di tutta la vita terrena.  

La tesi precedente, che era stata sostenuta dalla scienza, tuttavia, finge ancora che siano i CFC nei frigoriferi a causare i buchi dell’ozono. Poiché i CFC sono vietati, c’era speranza che i buchi dell’ozono venissero ridotti. Ma questo non è accaduto (Titze 2018, generalmente Ozone). La radioattività e altre sostanze e processi non sono mai stati parte del dibattito in ogni caso perché l’esercito è un tabù e ha permesso di fare ciò che vuole. Questo è ciò che alla fine abbiamo appreso attraverso la Commissione europea, quando noi, un gruppo di attivisti europei, organizzato attraverso “Guardie del cielo”, abbiamo presentato una petizione al Parlamento europeo per una revisione rinnovata della geoingegneria e delle sue conseguenze (Fraile 2018). Le attività militari non interessano il Parlamento, siamo stati istruiti dall’alto.

Se queste attività, tuttavia, anche senza guerra, minaccianotutta la vita sulla terra e stanno per distruggerla, allora che cosa?  

Finora, tale opinione non era affatto presente nella discussione pubblica e, in caso di dubbio, è stata considerata una meschina condanna o una teoria del complotto. Ora, tuttavia, c’è la prova che è vero e in che modo è così. Anche quelli che “già sapevano” hanno ora la prova nelle loro mani. Questo cambia tutto – 

Questa prova è il”messaggio del 21° secolo 

Per la prima volta e per tutte le persone sulla terra, non c’è nessun messaggio che sarebbe più importante. Ora tutti possono sapere e nessuno può fare appello per non averlo saputo. Non lo aiuterebbe comunque. Perché non si tratta più di alcuna giustificazione, ma della questione se noi, come presunto “homo sapiens”, riusciremo a preservare la vita sulla terra in effetti e in quanto tali o meno, dato che alla fine alcuni di noi hanno potuto rischiarlo di fronte a o alle nostre spalle. 

Eppure: chi comprende veramente queste notizie dopo tutte quelle terribili che costantemente ci stanno inondando? Chi li “sente” e il loro “Appello”? Chi lo fa penetrare nella sua armatura? Chi si spaventa? Chi si alza dalla sedia? Chi riconosce la verità brutale, persino inesprimibile che comunica?  

Tuttavia, indipendentemente dalle nostre reazioni o dal loro rifiuto: con questo messaggio, il mondo è già cambiato. C’è un prima e un dopo, indipendentemente da ciò che pensiamo. Oggettivamente, d’ora in poi, ogni cosa ha un significato diverso, qualsiasi cosa facciamo o non facciamo, e se ci pensiamo o no, ciò che è ora noto, e cioè che per la prima volta nella storia c’è la prova che noi umani abbiamo già messo in pericolo il pianeta stesso, se riusciremo a salvarlo, rispettivamente la vita sopra, dentro e sopra di essa, la nostra stessa inclusa o meno. 

Una cosa è chiara: il tabù che circonda i militari deve cadere. I “movimenti” sociali e politici, tuttavia, che si affidano alla “giustizia climatica” e alla fine delle emissioni civili di CO2, devono immediatamente fare i conti con il fatto di essere assorbiti in un mito, e il problema in gioco è molto diverso da quello che presumevano – consapevolmente o no. Sarà necessario un radicale ripensamento …

La necessaria rivolta mondiale

In altre parole: ora che le prove sul vero problema sono inevitabilmente sul tavolo, ci deve essere una rivolta mondiale seguita da un movimento altrettanto globale che non può più essere sconcertante e confuso. Perché l’esercito non smetterà da solo di fare quello che fa – ha saputo per almeno 11 anni quello che sta facendo! E questa non sarà l’unica cosa che sa senza che noi lo sappiamo. Al momento, l’esercito sta persino cercando di portare il suo intero programma nella vita civile attraverso la cosiddetta geoingegneria civile nelle università di tutto il mondo, una tattica che ha sempre usato e di nuovo, perché allora è ancora più difficile liberarsi del “risultati” militari. 

Ora dobbiamo assicurarci di cambiare questo. In realtà, non abbiamo scelta e soprattutto non c’è tempo. Questo è vero per tutti noi, vale a dire “umanità” stessa. Sembra incredibile, ma “noi” dobbiamo, obiettivamente, ottenere ciò:

  1.  nessuna nuova radioattività deve sorgere
  2.  l’esercito ferma i voli supersonici 
  3.  nessun altro missile sparato nello spazio 
  4.  tutti i sistemi di riscaldamento ionosferici chiusi 
  5.  i satelliti si spengono, non ne vengono installati di nuovi 
  6.  trasmissioni di potenza wireless e 
  7.  il traffico aereo deve essere in gran parte fermato.

Non sembra che ci sia anche la minima possibilità di superare almeno uno di questi punti. Eppure, questo è ciò che è all’ordine del giorno, se funzionerà o no, e se lo vogliamo o no.

Oppure noi umani vogliamo morire insieme agli animali e alle piante di questa terra e alle nostre condizioni di vita, senza nemmeno resistere, sì, senza aver nemmeno capito cosa stava succedendo, perché noi, per esempio, non abbiamo riconosciuto la nostra tecnologia e quindi non potevamo affrontarla, per non parlare delle macchinazioni dietro di essa …? (Vedi BUMERANG 3/2017)

Ecco com’è, improvvisamente. Tutto si rivela completamente diverso da quello che abbiamo sempre pensato. Non c’è più errore, senza dubbio. È un nuovo tempo. Il momento della verità è arrivato. Ora tocca a noi, che ci piaccia o no, che sia preparato o meno, che sia capace o meno. Dipende da noi se la vita terrena finirà o no – e molto rapidamente è così, perché tutte le cause persistono e vengono costantemente sviluppate ulteriormente

Già nel 2000 Rosalie Bertell ci ha avvertito che se il buco dell’ozono raddoppierà, non ci sarà più agricoltura sulla terra. Ora sta per peggiorare ancora.

Non possiamo certo aspettare fino a quando non cresce più niente prima di iniziare a fare qualcosa. È ovvio, vero? 

Che risveglio sarà!

  1. Ringrazio Maria Heibel per i suoi suggerimenti e riferimenti

Riferimenti:  

Begich, Nick und Manning, Jeane: Löcher im Himmel, Michaels Verlag, Peiting 2001  

(orig .: Begich, Nick und Manning, Jeane: Angels Don’t Gioca a questo HAARP ) 

Rosalie Bertell: Pianeta Terra. The Latest Weapon of War, London 2000, The Women’s Press 

___: Kriegswaffe Planet Erde, Gelnhausen 2013 e 2016, JK Fischer    

___: orig .: Pianeta Terra. The Latest Weapon of War, London 2000, The Women-Press

BUMERANG 3, www.fipaz.at/bumerang, 2017 

Carson, Rachel: Der Stumme Frühling, Beck, München 1962 

orig: Carson, Rachel: Silent Spring, Houghton Mifflin 1962  

Dönges, Jan: Ozonloch wirkt offenbar bis in die Tropen.  

Das Ozonloch zieht nicht nur Flora und Fauna in Mitleidenschaft, sondern ändert auch das Klimagefüge der Erde. Der Effekt erstreckt sich bis in den tropischen Pazifik, Notizie 14.6.2017 

(Jan Dönges: Il Buco dell’ozono sembra avere un effetto per raggiungere i tropici.  

Il buco dell’ozono non interessa solo la flora e la fauna, ma cambia anche il clima della terra. L’effetto si estende nel Pacifico tropicale, notizia 14.6.2017)

Fleming James Roger: http://www.nogeoingegneria.com/news-eng/was-harry-wexler-the-man-who-caused-the-ozone-hole/, 2018  

Fraile Josefina: Geoingegneria: la verità nascosta negli accordi sul clima di Parigi o l’incapacità morale delle Nazioni Unite di difendere il bene comune, a Werlhof, Cv (Ed.): The New Threat. Donne contro la Geoingegneria e per Madre Terra, Inanna, Toronto 2018 (imminente)  

Freeland, Elana: sotto un cielo ionizzato, Feral House, Port Townsend WA 2018

Josh Gabbattis: The Great Dying’: l’evento di estinzione peggiore del mondo’ causato dalle radiazioni UV ‘, News, 8.2.2018 

Hänsel, Rudolf: Der Krieg, der nicht zu Ende geht, in: Neue Rheinische Zeitung, NRhZ, Köln, v. 16.10.2017  

(Vedi Rudolf Hänsel: Aftermath della guerra USA-NATO sulla Jugoslavia. Gli impatti non espressi delle munizioni radioattive di uranio impoverito, in: Global Research, 24. dicembre 2017)  

Herndon, Marvin: http://www.NuclearPlanet.com/uv.html, 2018  

____: http://www.thehindu.com/sci-tech/energy-and-environment/aeroplanes 

may-be-affecting-ozone-monsoon/article19498497.ece, 2017  

Martin Läubli: http://www.sueddeutsche.de/wissen/atmosphaere-die-ozonschicht-ist-so-duenn-wie-noch-nie-1.3856013. SZ, 7.2.2018

Bernd Loppow: Himmelfahrtskommando Luftverkehr? Zeit-online, 5.3.1993, http://www.zeit.de/1993/10/himmelfahrtskommando-luftverkehr 

Ozon: http://www.ozonelayer.noaa.gov/science/basics.htm 

Senf, Bernd: Die Wiederentdeckung des Lebendigen, Omega, Aquisgrana 2003

(Senf, Bernd: La riscoperta dei vivi) 

Sven Titze: Die Ozonschicht erholt sich nicht wie erwartet, NZZ, 6.2.2018 

(Sven Titze: lo strato di ozono non si sta riprendendo come previsto) 

Claudia von Werlhof: Geoingegneria: da Geo-Weaponry a Geo-Warfare, in dies. (Ed.): La nuova minaccia. Donne contro la Geoingegneria e per Madre Terra, Inanna, Toronto 2018 (imminente) 

Harry Wexler: http://www.colby.edu/sts/wexlerozone.pdf, 1962 

WWF: Abschied der Arten, Francoforte 2008 

(WWF: addio della specie) 

Fonte:

http://www.nogeoingegneria.com/news-eng/the-moment-of-truth-has-come/

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Geostorm, trailer ma non troppo

POSSEDERE IL CLIMA E DISTRUGGERE IL MONDO – IL FILM GEOSTORM

La Warner Bros. ha diffuso online il secondo trailer ufficiale di ‘Geostorm’. Uscirà il 1 novembre nei cinema italiani il thriller apocalittico che segna il debutto alla regia di Dean Devlin, scrittore e produttore di Independence Day.

Geostorm fa parte di una lunga tradizione di disaster movie americani. Lo schema è frequentemente questo: il clima impazzisce, le città vengono distrutte, qualche eroe corre contro il tempo per salvare il pianeta.

Milioni di persone potranno ‘godersi’ i brividi delle scene catastrofiche in cui si divulga ad una massa di spettatori il (per loro) nuovo concetto del possesso e controllo delle forze della natura (meteo-clima), trasformato in arma e minaccia globale.

Curiosità: alcune scene ambientate alla NASA, sono state realmente girate presso il NASA Facility di New Orleans. Quindi la NASA è favorevole alla diffusione di questo film.

Un giornalista di ‘Motherboard’ ha contattato e intervistato alcuni esperti di geoingegneria, una tecno-scienza dichiarata in fase embrionale. Nell’articolo che segue possiamo leggere le loro risposte.

Quanto preoccupati si deve essere nella vita reale di ‘Geostorm?’

 di Carl Franzen 

Cosa sarebbe se ci fosse un network di satelliti a poter controllare il tempo intorno al globo? Cosa sarebbe se qualcuno (o qualcosa) potesse prendere il controllo di quei satelliti (o qualcosa del genere?) ed inizia ad utilizzarli per devastare, creando tornado giganti e congelando aerei in volo? Questa è la premessa emozionante di Geostorm , un nuovo thriller catastrofico di Hollywood del ragazzo che ha prodotto Independence Day, che vede protagonista Gerard Butler ed esce negli Stati Uniti il 20 ottobre, secondo il nuovo trailer. E si legge nelle descrizione del trailer: “I leader di tutto il mondo si sono riuniti per creare una fitta rete di satelliti per controllare il clima globale e mettere tutti al sicuro“.

Mettendo da parte la confusione tra meteo e clima (due cose correlate ma diverse), l’idea dell’uomo di alterare deliberatamente il clima per creare condizioni più favorevoli ha un suo fondamento nella realtà di una scienza fiorente, chiamata geoingegneria.

Gli scienziati hanno proposto una serie di schemi per rallentare il riscaldamento della Terra, tra cui spruzzare particelle riflettenti nell’atmosfera, illuminando nuvole con acqua salata, e concimando il plancton che consuma l’anidride carbonica

Ci sono alcune preoccupazioni su queste idee, che potrebbero ritorcersi contro in modo terribile. Ma se la geoingegneria procedesse nella vita reale (ndr: lo sta facendo) potrebbe avverarsi una cosa del genere come un ‘Geostorm’?

“La relazione di Geostorm con scienza e politica della geoingegneria sembra realistico quanto lo era ‘The day after tomorrow’ con scienza e politica del cambiamento climatico globale”, risponde in una e-mail David Keith, professore con doppi mandati accademici, in fisica applicata e politica pubblica presso la Harvard University. “Cioè, non v’è quasi alcuna relazione”.

Keith dovrebbe saperlo essendo lui stesso parte di un gruppo che sperimenta la geoingegneria lanciando aerosol riflettenti entro la fine dell’anno, aggiungendo che si tratta di un processo “che si muove intrinsecamente lento”. “Nulla cambia prima di un anno e poco cambia in 10 anni”, ha spiegato Keith. “Non c’è proprio nessuna manopola magica per regolare e poter far apparire improvvisamente un temporale (o non far apparire) in un luogo specifico.” (ndr che il luminare legga qui: aerosol tempeste

“I tornado multipli  e un enorme muro di acqua dal mare sono impossibili, data la mia comprensione della fisica del clima.”  (ndr invece sono stati avvistati)

Alan Robock, professore di scienze ambientali presso la Rutgers è d’accordo che non dobbiamo preoccuparci troppo di un reale Geostorm. La tecnologia ritratta nel film, per quanto posso vedere dal trailer, non esiste, e non conosco nessun modo attuale di controllare il tempo nella maniera indicata.“ dice Robock in una e-mail.

“E’ pura fantascienza. Tornado multipli e un enorme muro di acqua dal mare sono impossibili, data la mia comprensione della fisica del clima, e chiaramente sono stati inventati per rendere il film eccitante”.

Tuttavia, Robock, che di recente ha contribuito a creare simulazioni di geoingegneria al computer rendendo l’oceano più riflessivo spruzzandoci dentro schiuma, ha avvisato che la geoingegneria reale potrebbe essere utilizzata per il male. (link CIA-Robock)

“Se la tecnologia sarà mai sviluppata, potrebbe essere usata per scopi malvagi, e c’è una lunga storia di tentativi di controllare il tempo e il clima per scopi militari”, ha scritto Robock. “Se questo film su questo argomento dovesse spaventare la gente, non credo che sarebbe una brutta cosa”.

David Grinspoon, scienziato senior presso il Planetary Science Institute, un gruppo noprofit dedicato a promuovere l’esplorazione del sistema solare, condivide questa preoccupazione. Ma lui dice che non sarebbe andato fatto vedere nel trailer Geostorm. “Sarebbe difficile da usare come arma perché non sarebbe in grado di limitare gli effetti su una posizione molto specifica” ha detto Grinspoon in una e-mail (ndr: mi pare che queste preoccupazioni siano poco nella logica di certi poteri).

“Se un pazzo volesse prenderne il controllo e armeggiare per distruggere il mondo intero, sì questa è una preoccupazione realistica”.

Tutti gli esperti contattati da Motherboard hanno sostenuto che l’umanità deve esercitare cautela se si persegue un qualsiasi schema di geoingegneria.

FONTE https://motherboard.vice.com/en_us/article/9kw3we/geostorm-irl (Traduzione NoGeoingegneria)

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Arming the nature – La natura come arma

IL CONTROLLO DEL CLIMA

WEATHER WARFARE ORDIGNI METEOROLOGICI

GLI AEROSOL RAFFORZANO LE NUBI TEMPORALESCHE, FAVORENDO CONDIZIONI METEO ESTREME

Fonte attiva:  http://www.nogeoingegneria.com/ 

Tra Clima e Meteorologia

L’importante è che crediate che tutto quel che avviene, avviene a caso.

Non farti trovare impreparato, la siccità che investe ormai da mesi il territorio Italiano e che ha fatto dichiarare già ad alcune regioni lo “stato di calamità” è stato programmato e lo puoi da te visionare su una cartina datata 17 giugno 2012, ovvero 5 anni fa. Segui l’articolo QUI

L’ondata di caldo del Giugno 2017 

Livello di anomalia relativo al periodo 1951-2017 per la zona rurale prossima a Milano

Ieri l’altro, giovedì 22 giugno, molti notiziari radiofonici e televisivi mettevano il caldo e la siccità come prima notizia, complice anche lo stato di emergenza per siccità dichiarato nelle provincie di Piacenza e Parma. Non è mia intenzione commentare lo stile adottato dai media o il fatto che nessuno sappia più distinguere fra meteorologia e clima o ancora il significato politico dato all’ondata di caldo, che secondo alcuni commentatori (oggi ho sentito il dottor Mentana sul TG di La sette) sarebbe nientemeno che da ricollegare al voltafaccia americano rispetto agli accordi di Parigi.

Premetto che l’anomalia termica positiva è frutto di un promontorio anticiclonico subtropicale di blocco da sudovest che influenza in modo più diretto il centro-nord e la Sardegna. Il meridione peninsulare e la Sicilia invece sono stati invece fin qui esposti a un regime di correnti più fresche da nordest che scorrono sul fianco orientale del promontorio in questione, per cui le temperature di giugno sono state fin qui pienamente nella norma. Segui l’articolo QUI

Cosa accade se le emissioni antropiche non sono tutte influenti? 

Studi scientifici indicano che i processi naturali sono dominanti sui cambiamenti del buco dell’ozono, del metano e sulle emissioni di CO2

Pubblicato da Enzo Ragusa 

Siamo stati portati a credere che possiamo controllare le dimensioni del buco dell’ozono, del metano e la concentrazione di CO2 con le nostre emissioni. 

Siamo anche stati portati a credere che controlliamo i modelli atmosferici (tempeste, siccità, inondazioni, uragani, tornado); Controlliamo le temperature troposferiche, atmosferiche, superficiali e profonde dell’oceano; Controlliamo il ritiro e l’avanzamento dei ghiacciai; Controlliamo il livello dei mari; Controlliamo se oltre un milione di specie saranno estinte entro il 2050. . . il tutto emettendo sostanze più o meno gassose nel nostro perseguimento di energia e comfort. 

Ma cosa accade se oltrepassiamo il nostro impatto sul pianeta? Cosa accade se le nostre emissioni gassose non agiscono in nessun modo sull’impatto che pensiamo di apportare? Cosa accade se siamo troppo arroganti per considerare la possibilità che la Terra non possa essere “salvata” costruendo più turbine e pannelli solari e riciclando più plastica? 

“Siamo così importanti. Ognuno ha intenzione di salvare qualcosa adesso. «Salviamo gli alberi, salviamo le api, salviamo le balene, salviamo le lumache». E la più grande arroganza di tutte: salvare il pianeta. 

Salvare il pianeta – ma non sappiamo neppure come prenderci cura di noi stessi.” 

“Il pianeta ha attraversato periodi anche peggiori di quello che pensiamo noi. Ci sono stati terremoti, le eruzioni vulcaniche, la tettonica a placche, la deriva continentale, i brillamenti solari, le macchie del sole, le tempeste magnetiche, l’inversione magnetica dei poli … centinaia di migliaia di anni di bombardamento da parte di comete, asteroidi e meteore, alluvioni in tutto il mondo, onde di maree, l’erosione, i raggi cosmici, l’epoca ricorrente dei ghiacci … E pensiamo che alcune borse di plastica e alcuni contenitori in alluminio farebbero la differenza? Il pianeta non va da nessuna parte. 

Noi siamo!” – George Carlin – Segui l’intero articolo QUI 

1976 LA FORMA DI GUERRA’ CHE VERRÀ?

Articolo NoGeoingegneria 

Questo articolo intitolato ‘La Guerra che verrà?’ era pubblicato su New Scientist (Australia) del 1976, evidenziando un’ altra volta la lunga storia della modificazione meteorologica e climatica per scopi bellici. Riprendiamo alcuni passaggi (tradotti da noi) : 

Modificazione meteorologica-climatica e guerra geofisica 

Manomissione del clima 

La modificazione del clima potrebbe essere raggiunto attraverso il cambiamento del bilancio radioattivo e termico dell’atmosfera – per esempio con la introduzione di aerosol.

Il corposo articolo continua QUI

SLAP – la nuova etichetta del contendere

STOP ...
Il Cardinal Caldeira-Bellarmino, la verità scientifica e lo SLAP 
 
Granda battage sui media per un sondaggio fra scienziati molto scelti che negano esista un grande programma di geoingegneria. Un metodo assai poco scientifico 
 
di Paolo De Santis. 
 
Se qualcuno avesse avuto qualche dubbio sulle cause dell’estrema variabilità delle condizioni atmosferiche, sia su scala spaziale che temporale, sulla sparizione delle stagioni, sui periodi di secca esiziale seguiti da devastanti alluvioni. Se questo qualcuno si fosse fatto qualche idea bizzarra, collegando questi fatti inquietanti alle strane attività aeree chiaramente visibili in cielo. Se lo stesso qualcuno infine avesse deciso di fare una ricerca, trovando decine di documenti ufficiali che da oltre due decenni ipotizzano il controllo del tempo atmosferico mediante le irrorazioni stratosferiche, e avesse concluso che era in atto una manipolazione ambientale, sappiate che questo qualcuno sarebbe un visionario teorico dello SLAP. Cosa ciò significhi ce lo spiega un gruppo di “scienziati” in un lavoro fondamentale, che scioglie ogni dubbio e ci tranquillizza. Potremo d’ora in poi dormire sonni tranquilli.  
 
Un articolo del 15 agosto uscito sul New York Times si intitola “Scientists Just Say No to ‘Chemtrails’ Conspiracy Theory” [1] ovvero “Gli Scienziati Hanno Semplicemente detto No alle Teorie del Complotto sulle ‘Scie Chimiche'”. L’articolo è stato ripreso poi da decine di giornali di tutto il mondo, tra cui molti italiani, e riferisce con tono vittorioso che finalmente degli scienziati, pubblicando un lavoro scientifico su una rivista peer-review, hanno fatto luce e messo la parola fine sull’annosa questione delle irrorazioni aeree che imbrattano i nostri cieli e avvelenano la biosfera. 
 
Il lavoro “scientifico” in questione, pubblicato su Environment Research Letters, si intitola “Quantifying expert consensus against the existence of a secret, large-scale atmospheric spraying program” [2] ovvero “Valutazione del consenso da parte di esperti sull’esistenza di un programma segreto di irrorazione su vasta scala”. Gli autori sono tre ricercatori della Carnegie Institution for Science e un programmatore di videogame. 
 
Ora, la prima cosa che balza agli occhi è il fiume d’inchiostro versato e l’energia profusa, nel tentativo di coinvolgere la comunità scientifica, con l’obiettivo di smascherare quella che i debunker – cioè gli smantellatori di teorie cospirazioniste – definiscono “una bufala”. Ci si chiede: ma se si tratta di visioni paranoiche di una minoranza della popolazione, perché spendere tante energie? Di tesi cospiratorie ne esistono molte, a cominciare dai fatti dell’11 settembre 2001, sui quali sia le autorità che la comunità scientifica tacciono ormai da molti anni, non avendo più argomenti che possano difendere la versione ufficiale, sulla quale si è preferito stendere un imbarazzante silenzio.
 
E allora, perché tanto accanimento verso questi diversi che pensano alla cospirazione? Sono forse pericolosi? Perché non ignorare la minoranza di squilibrati cittadini che vivono di paranoiche teorie del complotto? Perché scomodare la comunità accademica e le riviste peer-review? A queste domande non sappiamo rispondere, tuttavia possiamo analizzare alcuni fatti che possono aiutarci a capire, cercando di comprendere i risultati e le argomentazioni del lavoro “scientifico” pubblicato su Environment Research Letters. Cominciamo a vedere chi sono i suoi autori.
 
Ken Caldeira, che dal 2005 ricopre la carica di senior scientist presso il Dipartimento di Ecologia Globale della Carnegie Institution for Science, presso l’Università di Stanford, è certamente la figura scientifica più di spicco. Il suo istituto ci informa che Caldeira è anche professore (a titolo gratuito) presso il Dipartimento di Scienze della Terra della Stanford University. Nel suo curriculum si legge:
[…. La sua responsabilità presso la Carnegie Institution è “fare importanti scoperte scientifiche”. Per facilitare questo processo di ricerca, la Carnegie Institution assicura a Caldeira un finanziamento, per lui e per circa 1,5 assistenti di ricerca post-dottorato, senza richiedere alcuna specifica produzione finale. Oltre a poter contare su questo finanziamento base, Caldeira, avendo collaborato all’organizzazione di una serie di seminari per Bill Gates in materia di clima ed energia, ha potuto contare sulla generosità di Gates, il quale ha pensato bene di finanziare diversi altri ricercatori post-dottorato per il gruppo del Prof. Caldeira. Così, il gruppo di Caldeira è in una situazione scientifica molto rara, con fondi per il funzionamento scientifico, ma senza avere il vincolo di risultati specifici, quindi i ricercatori sono liberi di lavorare sulle questioni che ritengono più importanti. …] [3] 
Insomma, Caldeira è uno scienziato di tale credibilità, che l’istituzione può contare su di lui a occhi chiusi, garantendogli un finanziamento incondizionato. Privilegio questo, molto raro in seno alla comunità scientifica: Caldeira deve avere proprio dei meriti speciali. Altri due autori appartengono alla stessa Carnegie e sono suoi collaboratori. Interessante è invece Mick West, programmatore di videogame che a suo dire vive ormai di rendita e si dedica a fare il debunker, ovvero lo smantellatore di teorie cospiratorie, con grande seguito mediatico. 

L’articolo comincia con il definire un acronimo – SLAP – che è la nuova etichetta per la materia del contendere, ovvero la paranoica teoria del Programma Atmosferico Segreto su Larga scala (Secret Large-scale Atmospheric Program). E, diversamente da quanto ci si aspetterebbe da uno scienziato del calibro di Caldeira, gli autori non portano alcun contributo scientifico, non realizzano alcuna misura in quota o sul terreno per escludere la presenza di sostanze tossiche. Si limitano semplicemente a fare un sondaggio di opinione su un campione di ricercatori da loro individuato, ottenendo risultati a dir poco esilaranti. 

Una prima scelta – piuttosto arbitraria – è stata quella di prendere in esame due specializzazioni tra i ricercatori in fisica dell’atmosfera: esperti in scie di condensazione ed esperti in polveri e inquinamento atmosferico. Tra questi sono stati selezionati (in modo di certo arbitrario) 220 del primo tipo e 255 del secondo tipo, totalizzando il cospicuo numero di ben 475 esperti! Alla fine, per motivi non chiari, soltanto 77 dei 475 hanno sentito il dovere di dare il loro contributo a questa ‘fondamentale inchiesta’ e rispondere alla domanda se avessero trovato evidenze sullo SLAP. Il documento prosegue informandoci che l’esiguo gruppo di ricercatori superstiti è costituito di esperti di lunga esperienza, con una media di oltre 20 anni di lavoro nel loro settore. Conosceremo mai le motivazioni e le opinioni di chi non ha voluto collaborare? [4] 

Guarda caso, 76 ricercatori su 77 hanno risposto di non aver incontrato nessuna prova che fosse in corso uno SLAP, però non si forniscono dettagli e motivazioni esaurienti in merito a quell’unico dissidente, che invece deve aver risposto che sì, lui le evidenze le aveva trovate. Forse sarebbe stato necessario coinvolgere qualche esperto in sondaggi che avesse spiegato a Caldeira come deve essere scelto un campione statistico perché questo sia significativo. Ma, al di là della completa arbitrarietà nella scelta del campione e la sua scarsa significatività, resta il fatto eclatante che un lavoro, che viene etichettato come scientifico e peer reviewed, e che dovrebbe riguardare la fisica dell’atmosfera, è invece solo un sondaggio, che per giunta risulta anche fasullo. 

Se questi signori avessero veramente voluto fare chiarezza e dare risposte scientifiche, che cosa avrebbero dovuto fare? Affiancati da rappresentanti dei deliranti credenti dello SLAP, avrebbero dovuto prelevare campioni di aria in quota, di fall-out e di terreno per analizzarli. Avrebbero dovuto identificare gli aerei mentre producono le ragnatele di “scie di condensazione”, come loro le definiscono, e vedere a quali compagnie appartengono e, nel caso di voli militari, chiarire quale missione l’aereo stava compiendo. Avrebbero dovuto analizzare il bilancio delle compagnie aeree low cost e spiegare al cittadino comune come è possibile far pagare un volo aereo una cifra che va dal 20 al 50% del costo dello stesso viaggio in treno. Perché si deve aver chiaro che anche l’economia di mercato, per imbrogliata e truffaldina che sia, deve rispettare le leggi della termodinamica. 

Invece loro che fanno? Organizzano un processo per gli eretici, scegliendo i giudici in modo arbitrario e in gran quantità e, dopo che la maggior parte di essi si è chiamata fuori, chiedono il parere ai pochi sopravvissuti. Questa modalità “scientifica” ricorda molto da vicino una vicenda avvenuta esattamente quattro secoli fa. Quella di Galileo Galilei e del suo il suo inquisitore, il Cardinal Bellarmino, il quale non aveva nessun interesse nella conoscenza scientifica, ma doveva solo salvaguardare le verità ufficiali della Chiesa. L’approccio di Caldeira è molto simile: egli, scienziato di fama mondiale, non ha dubbi perché è depositario della verità scientifica e quindi, per il bene di tutti (o per dar conto a qualcuno), cerca di farla valere e prevalere a qualunque costo. E così allestisce un processo – in questo caso non contro una persona, ma contro tutti i teorici dello SLAP – e, insieme ai suoi assistenti, tra cui uno specialista in caccia alle streghe, sceglie i giudici e le modalità del giudizio. 

Vale la pena di fare una considerazione sui motivi che ragionevolmente devono aver indotto gli autori a coniare l’acronimo SLAP, dato che in realtà esistono da molto tempo diversi progetti deliranti sulla realizzazione dell’ambìto Controllo della Radiazione Solare (Solar Radiation Manegement – SRM) per il controllo del riscaldamento globale, ripresi dal Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) [5]

La più conosciuta di queste proposte fu presentata nel 1997 da Edward Teller [6], lo scienziato che, fin da giovane, ha dedicato il suo talento scientifico alla progettazione di armi di distruzione di massa, partecipando al gruppo di Los Alamos che mise a punto le due bombe nucleari usate poi su Hiroshima e Nagasaki. Successivamente ha realizzato la bomba a fusione d’idrogeno, prodezza che ha ispirato il personaggio del Dr. Stranamore nell’omonimo film di Stanley Kubrik, e per la quale Teller è universalmente conosciuto come padre della bomba H. 

Poiché ormai, seguendo le deliranti idee di Teller, si sta parlando con “rigore scientifico” da oltre un decennio di tecniche di irrorazione stratosferica di vari composti, al fine di ridurre la quota dell’energia radiante del sole che penetra nella troposfera, bisognava dare ai paranoici un’etichetta che li caratterizzasse, che distanziasse le loro teorie visionarie da queste tecniche “scientifiche”, e che li coprisse di ridicolo: nello SLAP, Programma Atmosferico Segreto su Larga scala, l’aggettivo stridente, e che indica la paranoia di chi lo denuncia, è Segreto. Come può una persona ragionevole pensare che i governi portino avanti un progetto su larga scala, con pericoli per l’ambiente e per le persone, mantenendolo segreto? Infatti segreto non è: il Re è nudo, ma nessuno lo vede, e se qualcuno lo vedesse e lo dicesse, lo bollerebbero come pazzo. Follia, come può un Re andare in giro nudo? 
 
Tra il 1990 e il 2005 Caldeira è stato ricercatore presso il Livermore National Laboratory, il laboratorio federale di ricerca di cui Teller era direttore, e si trovò a lavorare con lui, dichiarando più tardi di essere stato scandalizzato dalle sue idee. Ma doveva avere invece una sintonia molto forte con Teller, morto nel 2003, se nel 2004 il Lawrence Livermore National Laboratory lo ha insignito della Edward Teller Fellowship, il più alto riconoscimento attribuito da quella istituzione. Insomma, un personaggio apparentemente bonaccione, ma con molte zone d’ombra nella sua biografia. Un interessante documento, sotto forma di registrazione audio, è una dichiarazione, probabilmente registrata a sua insaputa, dove Caldeira parla apertamente del controllo delle nuvole e dell’uso di questa tecnica come potente sistema d’arma [7].
NOTE:
 

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Contrariamente alla agenzia governativa di propaganda il termine “scie chimiche” è una contrazione, la “scia chimica” spesso utilizzata in aviazione, e nel tempo la NASA l’ha usato nel gergo informale per definire una emissione di vapore (non d’acqua) che fuoriesce da un motore di aereo o da un razzo. Per questo motivo, il termine “scie chimiche” dovrebbe rimanere tecnica comune in uso  tra gli osservatori civili.

Gli sforzi da parte di alcuni di sostituire la parola “scie chimiche” con la parola “geoingegneria” è un tentativo irrazionale di censurare una descrizione utile e popolare, sostituendola con un nebuloso processo che può o non può contenere riferimenti alle emissioni degli aerei. Ad esempio, il dragaggio del canale di Panama può essere definito come un progetto di “geoingegneria”, anche se gli aerei a reazione non esistevano in quel periodo storico.

Versione tradotta del commento pubblicato da Straker su: http://www.tankerenemy.com/2016/10/controllore-di-volo-segnala.html#comment-form

Controllore di volo segnala malfunzionamento nella dispersione delle chemtrails. La porzione di audio estrapolata da Tanker enemy è raggiungibile qui 

QUI il video del primo documentario realizzato da Tanker enemy in italiano sulla “geo-ingegneria clandestina – scie chimiche”.

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Articolo di sauberer-himmel.de

E se con le scie chimiche (geo-ingegneria) si rivelassero spruzzate anche tracce volanti di cenere dalle centrali elettriche a carbone ?

All’inizio dell’iniziativa dei cittadini uno di noi ha detto che per le “lobby” non vi è probabilmente nulla di più economico che spruzzare in cielo le polveri sottili del carbone. Ciò deriva dalle tonnellate di scorie nella produzione di energia elettrica in centrali a carbone convenzionali. Polvere fine di carbone cotto e bruciato nelle caldaie. Una parte dei residui incombusti del carbone vengono ridotti in pure e fine particelle di cenere presenti nei fumi e depositati in precipitatori elettrostatici. La cenere volatile di carbone viene depositata nel filtro che poi viene recuperata. Il recupero di queste sottili polveri vengono usate in Germania principalmente come additivi del cemento e oggi ha un posto di rilievo come materia prima secondaria nella tecnologia del calcestruzzo.

Le belle ceneri volanti sono caratterizzate dalle dimensioni delle superfici, anche se le particelle di cenere sono minuscole si espandono facilmente. E questo rapporto di formato in superficie è generalmente un punto molto importante per l’uso di aerosol artificiali per la formazione di nubi. Più le particelle sono piccole meglio è, maggiore sarà la loro superficie in relazione.

Perché scriviamo tutto questo? Perché siamo in un documento intitolato “Evidenze di ceneri sottili Toxic Chemical geo-ingegneria incontrate nella troposfera”, che è quello di confermare l’uso di ceneri volanti come parte della geo-ingegneria solare. Questo documento è pubblicato, sebbene ancora su Internet. Tuttavia, sarà etichettato “trattato” (“ritrattato”). [Qui] l’introduzione di questo documento appare anche senza questo appoggio.

Che cosa dovremmo fare di questo? Non lo sappiamo. Sappiamo solo che stiamo chiedendo da molto tempo, quello che in un tale giorno grandi quantità potranno essere spruzzate. Le ceneri ultra-fini non sarebbero infatti sufficienti, a patto che ci siano centrali a carbone. E dal momento che vengono menzionate le eruzioni vulcaniche, che a volte è anche il mantra della scienza e dei media come modello per l’invenzione e lo sviluppo della geo-ingegneria solare (=scie chimiche), potrebbe anche darsi che in aggiunta ad altre sostanze anche le ceneri leggere vengano spruzzate per schermare il sole. Ceneri leggere in genere contengono anche: dai silicati di alluminio ai metalli pesanti, con enorme e conseguente carico sull’acqua piovana, come misurato da noi in  laboratorio.

www.sauberer-himmel.de

Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da