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The Olympians – Gli dei dell’Olimpo

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COMPLOTTO: DISTRUGGERE L’ITALIA

Rivelazioni di un complotto per distruggere l’Italia. I grandi poteri finanziari mondiali hanno deciso di ridurci drasticamente il comparto industriale e trasformarci in un Paese arretrato di tipo feudale. The Committee of 300 di Cinzia Palmacci

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RIVELAZIONI DI UN COMPLOTTO PER DISTRUGGERE L’ITALIA

di Cinzia Palmacci

Forse non tutti sanno che l’Italia è da tempo nel mirino di un grande complotto internazionale per varie ragioni strategiche. L’Italia è sotto il tiro di grandi poteri finanziari mondiali, che hanno deciso di ridurne drasticamente il comparto industriale per trasformarla in un Paese arretrato di tipo feudale. A rivelare questa congiura, che casualmente coincide con l’attuale recessione e crisi politica, è il libro “The Conspirator’s Hierarchy: The Committee of 300” del dottor John Coleman (“La gerarchia del cospiratore: Il Comitato dei 300”), pubblicato in inglese dalla World Int. Review di Las Vegas, negli Stati Uniti. Questo libro, giunto ormai alla quarta edizione mondiale, non è mai stato tradotto in italiano.

E, se lo si legge, se ne capisce anche il perché. Infatti, in questo volume di 465 pagine viene spiegata la strategia che sarebbe stata adottata dal club dei potenti più forte al mondo, appunto il Comitato dei 300 fondato dall’aristocrazia inglese nel 1727, per ridurre drasticamente il numero di quelli che vengono definiti “useless eaters” (letteralmente “mangiatori inutili”), riportando le economie nazionali a un livello pre-industriale.

In altre parole, secondo loro, sarebbe necessario riportare la popolazione mondiale a livelli precedenti il Novecento. Il potere, sempre secondo questi signori, deve essere concentrato nelle mani di pochi, ricchissimi e potentissimi finanzieri (si fanno chiamare The Olympians, considerandosi simili ai mitici dei greci dell’Olimpo), i quali decideranno che cosa sia meglio per tutti, Paese per Paese. I primi tre a essere presi di mira, cioè quelli dove dovrebbe essere adottata questa strategia di impoverimento della popolazione, sarebbero Italia, Argentina e Pakistan.

Ma prima di entrare nel merito della questione, vediamo di conoscere un po’ meglio l’autore. John Coleman, Ph.D. (cioè titolare di quello che in Italia chiamiamo un dottorato di ricerca), classe 1935, è un ex agente del servizio di spionaggio britannico M16, successivamente trasferitosi negli Stati Uniti. Qui, dopo aver acquisito la residenza, ha scelto di diventare cittadino americano. Studioso di fama mondiale, considerato uno scienziato della politica ed un economista, autore di decine di libri pubblicati in otto diverse lingue, Coleman è arrivato alla conclusione che la finanza e la politica dell’intero globo siano realmente nelle mani di un Comitato di 300 notabili che decidono le sorti del pianeta.

Non si tratta di una scoperta del tutto nuova. Già nel 1909 era uscito un articolo in tedesco (“Geschàftlicher Nachwucs” di Walter Rathenau), nel quale veniva spiegato per la prima volta che ciò che accadeva nel mondo era opera di un gruppo ristretto di individui che agiva secondo una precisa e meditata strategia.

La Rivoluzione Russa, la Prima Guerra Mondiale, l’ascesa di Hitler e la Seconda Guerra Mondiale, non sarebbero affatto casuali. Tutto sarebbe stato ordito e organizzato da potenti finanzieri che agivano secondo uno schema preordinato. Coleman ci avrebbe messo 35 anni per verificare questo assunto. E dopo una miriade di interviste ad ammiragli, capi dei Servizi Segreti, ufficiali di alto rango, politici, banchieri ed economisti, è giunto alla conclusione che quel Comitato dei 300 esiste davvero. E in fondo al suo libro riporta i nomi dei passati e dei presenti membri di quel sodalizio.

Compresi quelli degli italiani che ne facevano, e ne fanno, parte. E’ curioso notare che tra gli antichi fondatori del Comitato dei 300, ispirato alla The East India Company britannica, si trovassero diversi rappresentanti della nobiltà nera veneziana e genovese. Aristocratici, questi ultimi, che avrebbero ancora oggi “scranni” tra le fila dei 300. Dalle rivelazioni di Coleman,  l’attuale Comitato dei 300 sarebbe presieduto da Etienne Davignon, diplomatico, politico e dirigente d’azienda belga, più volte Commissario europeo, proveniente da una delle più blasonate famiglie dell’aristocrazia del vecchio mondo.

Davignon, infatti, è anche visconte, nonché presidente del Gruppo Bilderberg, l’altro sodalizio esclusivo degli industriali e dei magnati della finanza internazionale. Il Bilderberg sarebbe una delle organizzazioni controllate direttamente dal Comitato dei 300. Per la cronaca, ne fa parte anche l’attuale Presidente del Consiglio, professor Mario Monti (“Il Club Bilderberg” di Daniel Estulin, Arianna Editrice, pag. 273).

Secondo Coleman, Davignon sarebbe uno strenuo difensore della teoria della deindustrializzazione, con crescita zero. Una prova sarebbe il Piano Davignon del 1981 che promosse la riduzione della produzione siderurgica, la fine dei sussidi pubblici al settore e un drastico ridimensionamento del numero degli addetti. Una strategia, questa, che venne poi sposata anche dal presidente Reagan, con disastrose conseguenze per l’industria americana, a tutti i livelli e fino ai giorni nostri. Ebbene, ad un certo punto il Comitato dei 300 avrebbe deciso di mettere in pratica la propria politica di contenimento industriale per ridurre la “surplus population” (cioè la “popolazione in eccesso”) in Italia, Argentina e Pakistan.  

“Attualmente l’Italia è di fatto sotto il controllo di segreti governanti designati dalla loggia P2 della Massoneria, scrive Coleman. Le corporazioni dirigono l’Italia. I partiti dell’opposizione italiana definiscono lo status quo corporativismo fascista”.

La cosa più singolare riguarda il metodo adottato dai 300. Coleman sostiene che la loro politica sia quella di sostenere in tutto il globo una diffusione della sinistra politica, sull’esempio dei Socialisti Fabiani. Una volta imposto il modello socialista, i 300 lo controllerebbero dall’alto, impedendo che vi siano contestazioni o rivolte. Dunque, una sinistra che verrebbe controllata da una dittatura occulta e potentissima a livello planetario. Ovviamente, nessuno dei sudditi dei regimi socialisti potrebbe mai immaginare che quei governi siano stati voluti da una ristrettissima cerchia di super miliardari che, di fatto, avrebbero costituito un Nuovo Ordine Mondiale. 

Non a caso, in Italia, i leaders non eletti dal popolo come Monti fino a Gentiloni sono tutti appartenenti o al Bilderberg o alla sinistra italiana o a entrambi, passando per varie affiliazioni massoniche. Come anche i presidenti della Repubblica, vedi i più recenti quali Mattarella e Napolitano. L’aspetto più inquietante di questo interesse della finanza mondiale verso l’Italia, resta quello della copertura che sarebbe stata esercitata da non meglio precisati ricchi italiani, nei confronti dei brigatisti e della Massoneria deviata.

“Sin dal 1968, quando venne istituito il Club di Roma, scrive Coleman,numerosi gruppi si sono associati sotto l’ombrello del Socialismo allo scopo di far cadere diversi governi italiani, per destabilizzare il Paese. Tra questi, la nobiltà nera di Venezia e Genova, la Loggia P2 e le Brigate Rosse, tutti quanti operavano con lo stesso obiettivo”.

Investigatori della polizia che lavoravano al caso Brigate Rosse-Moro, sono venuti a conoscenza dei nomi di diverse importanti famiglie italiane che controllavano da vicino i leader di questi gruppi terroristici. La polizia scoprì inoltre le prove che, in almeno una dozzina di casi, queste potenti e importanti famiglie avevano messo a disposizione le loro case e proprietà per essere utilizzate come basi sicure per le cellule delle Brigate Rosse.

Ecco come l’analista John Coleman ha ricostruito e documentato l’eliminazione di Moro ed il coinvolgimento di Henry Kissinger, nel libro, mai tradotto in Italia per ovvi motivi, THE STORY OF THE COMMITTEE OF 300:

“Aldo Moro fu un leader che si oppose alla “crescita zero” e alla riduzione della popolazione pianificata dal NWO per l’Italia, per questo incorrendo nelle ire del Club di Roma, un’entità creata dagli Olympians della Commissione dei 300 per portare a compimento le sue politiche. In un tribunale di Roma, un amico intimo di Aldo Moro, il 10 di Novembre del 1982, testimoniò che l’ex Presidente del Consiglio fu minacciato da un agente della RIIA (Istituto Reale per gli Affari Internazionali), che era anche membro della Commissione dei 300, mentre era il Segretario di Stato USA in carica. Quest’uomo era Henry Kissinger.

Moro fu rapito dalle Brigate Rosse nel 1978 ed in seguito assassinato brutalmente. Fu al processo alle Brigate Rosse che diversi di loro testimoniarono che erano a conoscenza di un coinvolgimento degli USA ai massimi livelli nel complotto per uccidere Aldo Moro. Mentre minacciava Moro, Kissinger stava agendo non in qualità di rappresentante della politica estera degli Stati Uniti, ma piuttosto secondo le istruzioni ricevute dal Club di Roma, il braccio che si occupava della politica estera della Commissione dei 300″.

La morte di Moro, si legge nel libro, rimosse i posti di blocco al progetto di destabilizzare l’Italia, e, sulla base di quanto sappiamo adesso, ha permesso i piani della cospirazione per il Medio Oriente, portati a termine nella Guerra del Golfo, 14 anni più tardi.

L’Italia venne scelta come bersaglio tipo dal Comitato dei 300 a causa della sua importanza per i cospiratori. Un’importanza dovuta al fatto che fosse il Paese europeo più vicino al Medio Oriente e con più stretti rapporti alla politica e all’economia del Medio Oriente. Inoltre è anche sede della Chiesa cattolica, che Rothschilds aveva ordinato a Weishaupt di distruggere. Il riferimento sarebbe ad un antico progetto dei banchieri Rothschilds, potenti membri del Comitato, di affidare ad un loro addetto, Adam Weishaupt, il piano per distruggere la cristianità.

“La “nobiltà” americana (di cui Kissinger era membro), continua Coleman, ha fatto la sua parte per distruggere la Repubblica Italiana. Un notevole contributo in questo senso è venuto da Richard Gardner, allora Ambasciatore a Roma per conto del presidente Carter. A quel tempo, Gardner operava sotto il diretto controllo di Bettino Craxi, un membro importante del Club di Roma e uomo chiave della NATO”. 

Secondo Coleman, Craxi sarebbe stato il primo referente dei cospiratori per distruggere la Repubblica Italiana. E, a supporto di questa dichiarazione, gli addebita anche la responsabilità di aver introdotto nella legislazione italiana divorzio e aborto, creando una ferita non rimarginabile nella società italiana.

Alcuni nomi illustri tra i 300

La lista dei nomi appartenenti a questo sedicente comitato è lunga, e nel libro di Coleman parte da pag. 417. Ne cito alcuni, solo per ricordare i più noti, tra i quali alcuni non piu’ in vita, specificando però che Coleman non sempre spiega quali siano state le sue fonti. Si parte dal già nominato Giovanni Agnelli, di cui si conosceva da sempre anche l’appartenenza al Bildelberg Group (lasciata in eredità ai successori), per proseguire con Beatrice di Savoia, l’ex presidente USA George W. Bush, il conte Vittorio Cini, l’industriale-editore Carlo De Benedetti (il nome viene riportato come Carlo De Benneditti), la regina Elisabetta II, la regina Giuliana d’Olanda, la regina Sofia di Spagna, la regina Margrete di Danimarca, l’economista John Maynard Keynes, l’onnipresente Henry Kissinger, l’ex presidente francese Francois Mitterand, il faccendiere Umberto Ortolani (P2), l’ex leader svedese assassinato Olaf Palme, Aurelio Peccei, il cardinale Michele Pellegrino, il Principe Filippo di Edimburgo, il banchiere David Rockefeller, Sir Bertrand Russel, il diplomatico ed ex Segretario di Stato Cyrus Vance.

A buon diritto, dopo aver scritto e pubblicato questo libro (l’ultima ristampa risale al 2010), il dottor Coleman ha preso alcune precauzioni per la sicurezza della sua persona.

di Cinzia Palmacci http://www.ilcorrieredelleregioni.it/index.php?option=com_content&view=article&id=10408:complotto-per-distruggere-litalia&catid=131:mistero-a-trascendenza&Itemid=162 

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Mr. Leiba Bronstein è diventato un massone nel 1897 e più tardi attraverso il suo amico Alexander Parvus un Illuminato di alto rango. Inoltre ha mantenuto i contatti con il B’nai B’rith, un ordine massonico ebraico, che in precedenza aveva aiutato i “rivoluzionari” ebrei in Russia.

 Jacob Schiff, presidente della società bancaria Kuhn, Loeb & Co. è stato al servizio dei Rothschild, ha curato i contatti tra il “movimento rivoluzionario in Russia” e il B’nai B’rith. (Gerald B. Winrod, “Adam Weishaupt – Un Diavolo Umano”. P 47.)

 Leiba Bronstein ha iniziato a studiare seriamente la massoneria e la storia delle società segrete nel 1898, e continuò gli studi nel corso dei due anni trascorsi in carcere a Odessa. Ha preso appunti scrivendo più di 1000 pagine. “Internationaler Freimaurer-Lexikon” (Vienna / Monaco di Baviera, 1932, p. 204) ammette a malincuore che Leiba Bronstein-Trotsky è arrivato al bolscevismo attraverso questo studio della massoneria.

Trotsky, come Commissario del popolo per gli affari militari, ha introdotto il pentagramma – la stella a cinque punte – come simbolo dell’Armata Rossa. I cabalisti avevano assunto questo simbolo della magia nera dalle streghe nell’antica Caldea. Trotsky, con l’aiuto di Alessandro Parvus, è giunto alla conclusione che il vero scopo della massoneria è stato quello di eliminare gli Stati nazionali e le loro culture per introdurre uno stato mondiale Giudaico.

Questo è anche stato affermato nel “Il Segreto dell’iniziazione al 33° grado”: “La Massoneria non è più e ne meno di una rivoluzione messa in atto, una continua cospirazione.” Bronstein è diventato un internazionalista convinto che, attraverso Parvus, ha appreso che il popolo ebraico è solo un messia collettivo per raggiungere il dominio su tutti i popoli attraverso la miscelazione delle altre razze e l’eliminazione dei confini nazionali.

Lo scopo principale era quello di creare una repubblica internazionale, dove gli ebrei sarebbero stati l’elemento dominante, dal momento che nessun altro sarebbe stato in grado di comprendere e controllare le masse. Leiba Bronstein è diventato un membro della loggia massonica francese Art et Travail (Arte e Lavoro), a cui apparteneva anche Lenin, ma in aggiunta si è unito al B’nai B’rith, questo secondo il politologo Karl Steinhauser (“EG – Die Super-UdSSR von morgen” / “UE – la Super Unione Sovietica di domani”, Vienna, 1992, pag 162)..

Leon Trotsky è diventato un membro dell’ordine massonico ebraico B’nai B’rith a New York, nel mese di gennaio 1917. (Yuri Begunov, forze segrete nella storia della Russia, San Pietroburgo, 1995, pp. 138-139). Egli era già membro della Massoneria Misraim-Memphis.

 Winston Churchill, nel 1920 ha confermato che Trotsky è stato anche un Illuminato. (Illustrazione dell’Herald domenica 8 febbraio 1920) Trotsky, alla fine ha raggiunto una posizione molto alta all’interno della Massoneria, dal momento che apparteneva alla Shriner Lodge, dove solo i massoni del 32° grado e superiori erano ammessi a partecipare. Tra questi, ci sono altri politici importanti che sono stati ammessi tra i quali Franklin Delano Roosevelt, Alexander Kerensky, Béla Kun. (Professor Johan von Leers, Il potere dietro il Presidente, Stoccolma, 1941, p. 148.) 

In questo libro, a pagina 447 vengono presentati altri scioccanti nuovi fatti circa gli sconvolgimenti sanguinosi in Russia nel 1917. L’autore rivela (dietro le quinte) la presenza di forze massoniche scure (sia Lenin che Trotsky erano massoni Illuminati di alto rango e, obbedivano al Consiglio massonico internazionale).

L’autore persegue la storia dell’ideologia comunista degli Illuminati del 18° secolo, a Moses Hess e ai suoi discepoli Karl Marx e Friedrich Engels. Il movimento degli Illuminati è stato fondato il 1° maggio del 1776 a Ingolstadt, Baviera. Il libro descrive il ruolo degli Illuminati nella “Rivoluzione” francese. Passando poi ad esaminare le cosiddette rivoluzioni russe nel 1917. Jüri Lina mostra come gli eventi in Russia tra il 1917 e il 1991 interessassero ancora il destino del mondo.

 L’autore cerca di rispondere a domande come:

* Come è nata l’idea dell’origine comunista e come si è sviluppata?
* Perché potenti ambienti finanziari internazionali hanno finanziato i “rivoluzionari russi” nel marzo e novembre 1917?
* Qual era lo scopo della distruzione sociale che ne è seguita e in che modo sono nate queste servili forze che stanno dietro ai comunisti?

“Sotto il segno dello Scorpione” cambierà la percezione del lettore sulla realtà. Dopo la caduta del potere sovietico il 24 agosto 1991, gli archivi ufficiali hanno cominciato a rivelare i loro segreti agli stupiti storici russi. C’è un flusso di scioccanti e costanti nuove informazioni, ma solo un filo per il momento ha raggiunto l’Europa occidentale e l’America.

Soprattutto, ci manca un quadro complessivo. E’ questa l’immagine che Lina Jüri cerca di dare a noi nel suo libro, che si basa in gran parte sul rilasciato materiale russo.

L’autore spiega anche perché l’Unione Sovietica è stata soppressa ed è attualmente in fase di ricreazione sotto un altro nome – l’Unione europea. 

(Sotto il segno dello Scorpione, Stoccolma, 2002. Il libro è illustrato.) 

http://vaticproject.blogspot.it/2016/02/trotsky-as-freemason-under-sign-of.html
http://truedemocracy.net/td2_3/99_ads.html

Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da

Come tutto è collegato ma, tu non devi sapere!

Come il “movimento per la verità” è stato infettato dall’ideologia massonica

Helena-Blavatsky-c.1889Il cosiddetto “movimento per la verità” cresce a livello mondiale. E sempre, quando nella società civile cresce un movimento, sarà infiltrata subito dalle élite, dietro la quale si nasconde la moderna massoneria. Il “Movimento Flower Power”, da e, tra l’altro, dall’associazione ambientalista “Greenpeace” è emerso, ed è probabile sia un buon esempio di come le élite sono sempre riuscite a cambiare i movimenti che hanno cambiato il mondo in meglio, solidi nella loro fermezza. Purtroppo, però, il cosiddetto “movimento per la verità” è già stato massicciamente infettato da ideologie delle élite e la Massoneria. 

L’ideologia della Massoneria è Teosofia 

Per questo abbiamo bisogno di sapere, prima di tutto che cosa sia mai l’ideologia della Massoneria. A tal fine, si dovrebbe indagare sulle opere del fondatore della Teosofia, Helena P. Blavatsky (1831-1891), dal momento che la Massoneria non può essere separata dalla teosofia. Con le sue opere Helena Blavatsky nel 19° secolo tastò il polso della Massoneria occulta. La  “Società Mistica Teosofica” New Age Co-fondata da Blavatsky è considerata come il fondamento della massoneria. Quasi tutti gli insegnamenti esoterici popolari di oggi sono presenti nella New Age, quindi, di nuovo oggi le si può già trovare nelle opere di Helena Blavatsky. Le opere più note sono “Iside Svelata” e “La Dottrina Segreta”.

A destra si può vedere il logo della “Società Teosofica” con i suoi elementi centrali: il serpente che si morde la coda, l’Ankh egiziano, la svastica (qui a sinistra e , spesso anche a destra) e la Stella di Salomone (Credit: Jens Rusch). 

Il Dio della Teosofia è Lucifero (Satana) 

Dietro la teosofia suonano bene le frasi come, “amore”, “luce”, “totalità”, “coscienza superiore” e “armonia” dove si nascondono bene le rigorose convinzioni che Lucifero sia l’angelo caduto, chiamato dagli uomini, Satana o diavolo che si suppone sia il nostro vero Dio:
“Giusto per rendere le cose più trasparenti e chiarirle una volta per tutte. Quello che il sacerdozio di ogni religione dogmatica, specialmente come nel cristiano, Satana è chiamato il nemico di Dio, in realtà non è che il più alto Spirito divino”
(Blavatsky – La Dottrina Segreta II, pag 660)

“In questo caso, bisogna prendere in considerazione che il vero padre naturale dell’umana spiritualità è solo Satana, il serpente della Genesi.”
(Blavatsky – La Dottrina Segreta II, pag 417)

I leader nazisti erano massoni e teosofi

Di quanto sia pericolosa la teosofia o l’uomo esoterico lo possiamo riscontrare nell’esempio nazista, i cui leader e anche – come la maggior parte dei leader politici di oggi, come pure – lo erano occulti teosofi massonici. Qui a destra si vede Hitler, che è anche indicato come Portatore di Luce (Lucifero), idolatrato come essere umano e di conseguenza è stato osannato (le svastiche sopra l’immagine sono state annerite).

In ogni caso, il la fondazione della “Società Teosofica” lanciata da Helena Blavatsky come a suo tempo la Massoneria, sono state fatte per diffondere in grande stile l’insegnamento satanico  nell’Occidente cristiano e aiutare milioni di emergenti esoterici seguaci della New Age a vincere sul male, purtroppo, il buono, per mancanza di conoscenza non riconosce quale (satanica) dottrina sta seguendo.

Per la maggior parte delle masse, la moderna ed esoterica New Age, è la nuova religione del tezzo millennio, che poi non è altro che la semplificata conoscenza massonica occulta.

Questa occulta visione del mondo da parte della Massoneria, sta anche dietro le Nazioni Unite, puoi fare una ricerca su “Lucifero, o fare riferimento a Lucis Trust, l’occulto dietro le Nazioni Unite. 

L’infezione del cosiddetto. “Movimento per la verità” da parte dell’occulta massoneria 

Molti di voi di “Zeitgeist” dovreste sapere che il prodotto dei film di Peter Joseph, sulle “teorie della cospirazione”, soprattutto intorno agli attentati dell’11 settembre 2001 e l’alta finanza, sono stati fatti intenzionalmente per attirare tanti altri a condividere le pellicole e infettare altri ancora con l’occulta esoterica Massoneria. La principale conclusione di “Zeitgeist” è, infine, che Gesù, e i massoni odiano i nemici di Satana, anche perché cominciano a non reggere il confronto con lui. A proposito del film di “Zeitgeist” (quindi un sacco di persone del “movimento per la verità”), vengono realizzati per la satanica massoneria, ma senza che i ricercatori di verità se ne accorgano. Il fatto è che il creatore di “Zeitgeist”, Peter Joseph, si trova lontano, molto distante dall'”inside job” degli attacchi del 9/11. Molti sono andati a cercare per osservare la verità nel film di “Zeitgeist”, e quindi l’occulta e collosa massoneria. 

La cospirazione che si mescola intenzionalmente con dell’esoterismo e la New Age 

Si comprende e ne consegue il motivo per cui molti ben noti “teorici della cospirazione” fano ogni sforzo per collegare la cosiddetta “cospirazione” con “l’esoterismo” ​​e la “New Age”. Molti dei noti “teorici della cospirazione” purtroppo massoni, non sentono la necessità di ammettere questo fatto apertamente.

Se alcuni di voi dovessero pensare che la Massoneria, abbia delle origini nobili, allora dovrebbero essere a conoscenza del fatto dimostrabile che la Massoneria e più precisamente gli “Illuminati”, attravaerso il suo fondatore e gesuita d’alto grado massone Adam Weishaupt ne è stato il fondatore. I cosiddetti “Illuminati”, i più alti in grado della massoneria, sanno fatti e cose di quello che la gente normale non deve sapere. Oggi la massoneria è stata progettata e certificata dai Gesuiti, che si sono trasferiti nel mondo infettando con le loro dottrine tutti i settori della vita politica, economica, sociale e religiosa, per controllare davvero tutto, controllando tutto al fine di ottenere la cancellazione dalla storia di Dio e Gesù, in modo che il loro amato “Lucifero” (Satana) possa essere venerato come l’unico vero Dio per tutta l’umanità. La nuova (occulta) religione mondiale dei Papi e delle Nazioni Unite stanno già agendo e parlando, hanno esattamente questo obiettivo.

I gesuiti sono dietro a quasi tutte le rivoluzioni che incidentalmente sono successe e dietro a quasi tutti i principali movimenti come i “Cavalieri di Malta“, ad esempio, dietro l’FBI, la CIA e il “Bilderberg”, ma anche dietro il “Movimento Green-Pace e, dal “Greenpeace” sono emersi agli “Amici della Terra” (come BUND). Anche il logo delle Forze Armate federali tedesche deriva ​​dai “Cavalieri di Malta”, per conto del papato anticristiano quasi in tutto il mondo – soprattutto attraverso il dominio dello strumento della Massoneria. Inoltre quasi tutti i dittatori della nostra storia come Stalin o Hitler erano stati studenti dei gesuiti.

Se volete saperne di più su l’infiltrazione del “movimento per la verità” dalla Massoneria e ancor più sulla verità dietro l’esoterismo e la New Age, allora date un’occhiata al seguente filmato:

FONTE

Un Papa allarmante. Anche se non siete credenti.

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Ratzinger non poté “né vendere né comprare”

di

Le scie chimiche ovunque – in Russia, Cina, Iran e Corea del Nord 

Mentre si parla (proprio nella giornata di oggi) di annunci riguardo al pianeta Marte leggi QUI QUI e QUI. Continuano con la storielle del riscaldamento igroscopico globale dovuto alla CO2, e ancora gli ‘scienziati’ si domandano cosa stia succedendo; perfino gli uragani sono assenti nell’Atlantico Occidentale.

 “Secondo gli scienziati, due fattori che lavorano contro lo sviluppo degli uragani, ovvero, il wind shear (vento a cesoia) e aria secca, sono stati abbastanza prevalenti nella zona del Golfo del Messico, in gran parte nei Caraibi e per tutta l’estate. (LINK)”  

Nulla di quello che succede viene attribuito alla geo-ingegneria da parte di questi zelanti scienziati.

Il video sotto esposto, mostra che le scie chimiche che vengono spruzzate e non solo nei paesi della NATO. Le scie chimiche vengono spruzzate da molti anni in tutto il mondo, il che conferma in modo impressionante quello che fanno da molto tempo tutti i governi del mondo esponendo tutta la popolazione mondiale ad un lento ed inesorabile avvelenamento. Nessuno se ne accorge perché la lenta agonia che porta alla morte non verrà mai attribuita a quello che spargono sulle nostre teste, una fumigazione lenta ed inesorabile come si fa con gli scarafaggi e le formiche.

Non lasciatevi dunque accecare dai media quando parlano di rivalità che intercorrono tra Stati Uniti e Russia, le due nazioni sono dominate da molto tempo dagli alti gradi della massoneria. L’Oriente è stato irretito con la rivoluzione bolscevica molto tempo fa dall’Occidente. La presunta ostilità tra Stati Uniti e Russia è atta solo per dividere le persone tenendole sospese in un limbo che difficilmente potremmo uscirne, mentre i nostri transnazionali governanti se la ridono alle nostre spalle auspicando che ci rannicchiamo in un angolino andandocene possibilmente in silenzio, senza far troppo rumore.

Reiki: L’invisibile mano gesuitica sul mondo

Il Reiki Arma occulta dei Gesuiti 

Questo è un capitolo tradotto da “minigob” e corretto da “alonindark” che si trova nel libro in francese non ancora tradotto in spagnolo e disponibile in rete con il titolo “Jésuites a cura del “Centro di Studi dell’Ordine Mondiale – Le Centre de Recherches sur l’Ordre Mondial”.

Il suo contenuto è discutibile, ma nell’ottica di una società sempre più incline a tutto ciò che arriva da “Oriente”, senza metterlo in discussione soprattutto, quando si veste opportunamente di “amore, luce e guarigione”, vale la pena di prenderlo in considerazione e di valutare i rischi che ci assumiamo, quando ci immettiamo nell’apprendimento o quando i nostri corpi cedono all’applicazione di tecniche la cui vera origine ci è sconosciuta e diamo tutto per buono senza alcuna resistenza.

Come fu conquistato il Giappone

Il Reiki forma parte di una delle tecniche di cura della “Nuova Era” che sembra uscita dal nulla e di cui nessuno comprende il funzionamento. La maggior parte dei sistemi terapici cadono rapidamente in disuso o si concentrano nelle mani di un piccolo gruppo di curatori che, avendo messo fede e denaro, non vogliono “cedere” ad altri.


Questo però non è il caso del Reiki: 30 anni dopo la sua introduzione in occidente, 5 milioni di persone lo hanno praticato e solo in Francia si parla di 100.000 aderenti. Non discutiamo in questa sede il fatto che possa fare “miracoli”, vogliamo solo dimostrare che si tratta in realtà di una tecnica vicina alla magia nera praticata dagli iniziati gesuiti con una finalità ben precisa.

Per dimostrare quanto asserito dobbiamo andare alla storia del Giappone e seguire “la pista gesuita” ed alla conoscenza profonda delle loro tecniche di manipolazione. Allora con tutta probabilità trasparirà dal nucleo dei miti e leggende sul Reiki, il vero volto del suo fondatore, Mikao Usui.

La storia inizia il 15 agosto del 1549, quando il padre francescano Francisco Javier sbarca in Giappone. Egli sarebbe potuto arrivare prima, però volle attendere quel determinato giorno che segna non solo l’ascensione della Vergine Maria ma anche e soprattutto perché era l’anniversario della fondazione della Compagnia di Gesù da parte di Ignazio da Lodola e dei suoi sei compagni (vedremo anche che questa data “sacra” è importante per la storia del Giappone).

Senza indugi il buon padre inizia il suo lavoro da missionario che è anche un lavoro d’infiltrazione progressiva che quella nuova cultura offriva al suo sguardo attento. Con la sicurezza acquisita dopo l’esperienza in India, prende rapidamente potere fino ad ottenere la protezione del signore della provincia di Nagasaki dove stabilisce il suo feudo cristiano.

Le cose vanno abbastanza bene all’inizio fino al momento in cui, stanco degli inganni dei gesuiti, credendo poco nella loro facciata umanista – cristiana dietro la quale si nascondono, l’Imperatore del Giappone ordina la loro espulsione dall’isola e finalmente proibisce il culto cristiano. La storia ci dice che molti padri morirono da martiri.

Il Giappone si chiude definitivamente alle influenze straniere. Siamo nel 1628.

Durante il XIX secolo il cristianesimo continua ad essere proibito. Sono accettati solo i cristiani olandesi, ma che agiscono solo per motivi umanitari e non per fare proselitismo. Sotto questa copertura nel 1859 sbarca in Giappone un certo Guido Verbeck. Sbarca giusto a Nagasaki, luogo da cui Gesuiti dovettero ritirarsi.

Guido Verbeck non è ufficialmente un gesuita, ma ne possiede tutte le caratteristiche. Come ogni gesuita aveva seguito un lungo studio di ingegneria prima di entrare finalmente al seminario di Aubum nello Stato di New York, dove divenne pastore protestante. Se fosse stato gesuita i Giapponesi (che conoscono molto bene la storia del proprio paese) lo avrebbero cacciato e non gli avrebbero concesso di arrivare alle posizioni importanti cui ambiva.

 

Simboli invertiti del Reiki usati da diversi “maestri”.

 

Nel 1863, Verbeck inizia a dare lezioni nella Scuola di Studi Occidentali, sempre a Nagasaki. Non predica la Bibbia (in quanto proibita), studiava con i suoi alunni (alcuni di loro avranno incarichi importanti nel governo) i Diritti dell’Uomo e la Costituzione americana. Pubblicherà anche il primo dizionario anglo – giapponese che è una delle priorità dei gesuiti, quando si infiltrano in una cultura.

Il 15 agosto (!) dello stesso anno gli Inglesi attaccano il Giappone per via di un’offesa legata ai samurai. Bombardano Kagoshima, proprio il posto dove era sbarcato Francisco Javier tre secoli prima. Dopo questa guerra lampo, il Giappone è obbligato a pagare un grave indennizzo.

Nonostante questo incidente Giappone ed Inghilterra si riavvicinano e l’Inghilterra sosterrà l’imperatore poiché quest’ultimo entrerà in guerra con i samurai, la nobiltà feudale del suo paese. (E’ la guerra Boshin, riportata dal film “L’ultimo imperatore”).  

Una marionetta dei Gesuiti

Siamo nel 1868; sale al trono l’imperatore Meiji che ha solo 15 anni.

Egli sarà il responsabile di tutte le riforme che apriranno il Giappone all’Occidente. Parallelamente a questa liberalizzazione, imporrà alla corte un sistema retrogrado di culto alla sua persona che si chiama “Shintoismo di Stato”. Possiamo vedere che questa contraddizione tra il moderno e l’arcaico ha un senso nel momento in cui si conosce la strategia dei Gesuiti.

Nel nuovo governo Guido Verbeck avrà un ruolo importante. Insegna nell’Università imperiale di Tokyo dove sarà trasferito l’imperatore per impedire i contatti con i suoi antichi consiglieri. Il futuro primo ministro del Giappone passerà tra le mani di Verbeck, continua così l’antica tradizione gesuita di “formazione della élite politica”.

Un anno più tardi, il 15 di agosto (!) si instaurano sei nuovi ministeri, tra cui il Ministero dell’Educazione dove Verbeck avrà un ruolo importante (ancora oggi è considera il padre del sistema educativo giapponese) e l’Ufficio per le Religioni che organizzerà il famoso “Shintoismo di Stato”.

E’ importante capire cosa sia lo Shintoismo di Stato.

Lo shintoismo originale è simile a ciò che l’induismo è per l’India. E’ un sistema di credenze molto aperto, ma orientato essenzialmente verso il culto degli antenati e dei luoghi santi. Alcuni hanno parlato di sciamanesimo, ma si tratta di uno sciamanesimo naturale totalmente integrato nella coscienza mistica dei Giapponesi.

Lo “Shintoismo di Stato” imposto in questo periodo è un sistema molto più rigido, amministrativo, chiuso. Farà in modo di aprire un’inquisizione contro tutte le pratiche culturali del Giappone con il pretesto di verificare quelle che incorporano bene il culto dell’imperatore.

Questo sarà uno strumento ideale che permetterà ai “cripto gesuiti” di identificare e di prendere il controllo di diversi movimenti religiosi come avevano fatto in Francia con la scusa della caccia agli eretici.

C’è un’altra cosa che già avevano sperimentato in Francia: instaurare un culto alla figura del “Re Sole” (al fine di allontanarlo e renderlo sensibile il più possibile ai suggerimenti dei suoi “consiglieri”).

Anche l’imperatore Meiji sarà isolato e in pochi anni l’antica nobiltà dei samurai sarà schiacciata fino a scomparire del tutto. Invece nel 1873 si instaura la proibizione al cristianesimo. Dopo 14 anni di lavoro di “geniere”, Verbeck otterrà infine la libertà di evangelizzare.

Però il suo ruolo finisce qui, poiché la sua origine occidentale non gli permettono di avere un ruolo più importante nella società giapponese ancora molto attaccata alle sue tradizioni.

La pista gesuita continua
Il ruolo sarà ripreso da un giapponese che poco dopo l’arrivo di Verbeck il Giappone, farà la sua formazione in Occidente, includendo gli Stati Uniti dove frequenta le migliori università. Convertito al cristianesimo prende il nome del ricco armatore che lo ha introdotto in occidente: Joseph Hardy Neesima.

Un anno dopo dell’apertura del Giappone al cristianesimo, le cose si mettono bene e Ne’esima, divenuto sacerdote, riesce a convincere un comitato americano a fondare una scuola cristiana in Giappone. Questa scuola si trasformerà nella famosa università Doshisha che ancora oggi gode di moto prestigio.

Qual è la relazione tra tutti questi intrighi e Mikao Usui, il fondatore del Reiki?

E’ molto semplice: le prime storie del mitico fondatore del Reiki narrano che fu professore (direttore?) dell’università cristiana Doshisha; ed egli fu anche membro dell’ordine dei Gesuiti (secondo le ricerche di Pascal Treffainguy).

Non è incredibile trovare un vero gesuita dopo tutti questi anni tra coloro che sembravano agire come una mano invisibile? Usui ha tutto del gesuita. Per tutto quello che è inerente alla scienza è eccezionalmente dotato.

Appassionato di meccanica fino al punto di scoppiare in lacrime quando vide per la prima volta un motore. Studioso di astrologia, si trasforma anche nella punta di diamante per l’introduzione della medicina occidentale (allopatia) in Giappone, un fatto che dovrebbe far riflettere gli adepti del Reiki che vedono nel dottore un fervente difensore delle medicine naturali.

La sua natura mistica lo spingerà a convertirsi al cristianesimo a soli 16 anni.

Si può immaginare che fino da quel momento sia preso per mano dai padri che lo educano. La favola vuole che un giorno giù di spirito per non aver potuto spiegare ai suoi alunni come Gesù curava con le mani partirà in giro per il mondo alla ricerca della risposta (tra tutti i luoghi anche il Tibet da cui ritornerà con uno scritto conosciuto come il “Tantra del Raggio”).

Usui fu un vero cosmopolita e molto versatile. Lo troviamo come consigliere del governo di Taiwan, giornalista, uomo d’affari, non proprio l’immagine di un monaco di clausura, ma sì quella del padre gesuita formato per infiltrarsi con qualsiasi mezzo.

Sarà finalmente tra il 1914 ed il 1920 che, secondo le diverse versioni che si raccontano nei seminari Reiki, riceve l’illuminazione dopo aver meditato 21 giorni sulla cima di una montagna sacra del Giappone.

Egli vede discendere su di lui una grande forma bianca, i simboli del Reiki appaiono davanti ai suoi occhi, e da quel momento avrà il dono di curare miracolosamente le persone e il dono di trasmettere questo potere.

Le energie dei fantasmi
Fermiamoci un attimo su questa favola.

Ci rendiamo conto che a partire da questo momento i cammini si biforcano: ci sono coloro che vogliono credere nella possibilità di un miracolo e coloro che pensano che tutto questo altro non è che una superstizione e ciarlataneria. Tra le due posizioni un immenso abisso.

E’ come se non ci avessero educati a reagire di fronte ai fenomeni occulti, senza una formazione atta a rifiutarli o a volerci credere disperatamente. Il mondo invisibile però obbedisce a leggi tanto reali quanto quella della gravità, e se i Gesuiti hanno potuto ottenere un tale potere sul mondo non fu solo per i loro stratagemmi, ma per la maestria sulle forze invisibili.

Una prima regola relativa a questi mondi (come nel mondo manifesto) è quella del “niente è gratuito”; in altre parole: ogni energia viene da un luogo. Allora è bene domandarsi da dove è venuta la nuvola bianca che si suppone Usui vide prima di ricevere i suoi doni.

Una prima risposta la troviamo nella etimologia stessa della parola “Reiki”.

E’ evidente che la parola “ki” significa “energia” (“Chi” in cinese), gli occidentali traducono di solito “rei” con “spirito”, allora “Reiki” significherebbe “energia spirituale”. In realtà la parola “rei” (“spirito”) non si riferisce ai nostri doni spirituali, ma a quelli che usualmente si chiamano fantasmi (“spiriti”).

Quindi è l’energia dei defunti che è utilizzata per ottenere miracoli col Reiki.

Questo fatto scioccherà alcuni di voi e lascerà di stucco altri, pensando che il fatto che “i morti possono aiutare i vivi” è qualcosa di nobile; ma come è possibile che le anime disincarnate, ancora errabonde sulla Terra, possano essere d’aiuto ai vivi?

Gli affezionati di spiritismo e della canalizzazione che sperano sempre di trovare risposte per i loro dubbi esistenziali comunicando con l’aldilà dovrebbero chiedersi come, visto che l’aldilà, il mondo dei morti, vive solo nel passato e noi non ci può orientare verso il futuro. Sottomettersi a lui è rischiare una grande confusione e una paralisi che altro non è che un sistema di vampirizzazione.

In realtà, il momento in cui iniziamo a toccare l’aldilà entriamo nel regno della negromanzia e della magia nera. Molti adepti del Reiki hanno avuto lutti poco prima dopo aver iniziato le proprie sessioni. A Hawayo Tarata, che portò il Reiki in occidente, morì la sorella pochi mesi prima di essere “ispirato” ad andare a vedere Mikao Usui.

Si può quindi dire che se il Reiki “funziona” per alcuni è dovuto al fatto che ci sono dei fantasmi vicino a lui che lo “aiutano”, però…a quale prezzo?

E quando si sa che qualcuno vicino a noi è morto dopo una sessione di Reiki, non ci possiamo chiedere se non sia stato il Reiki stesso che ha scatenato la morte con il fine di recuperare un’anima in più per il suo sistema occulto?

Quando eravamo piccoli tutti abbiamo letto delle storie in cui il diavolo, un genio malvagio, sente le voci di coloro che hanno stretto un patto con lui. Ma quando diventiamo adulti e un amico di “Nuova Era” ci propone una tecnica di cura miracolosa, siamo predisposti a credergli. Uno pensa che credere in questo ci trasforma in un qualcosa con una “spiritualità” superiore alla media.

La deviazione dallo Scintoismo
La visione chiara di quello che c’è nell’aldilà ci aiuta a comprendere meglio quello che c’è dietro le cure miracolose, ma non ci serve per capire il successo mondiale del Reiki.
Sempre sono esistiti “i magnetizzatori” che a partire dalla loro sensibilità hanno stabilito contatti con l’aldilà.

Cosa offre in più il Reiki?

Il sistema del Reiki è controllato dai Gesuiti e questi campioni dell’occulto non sono del tipo di persone che fantasticano con poteri immaginari e nemmeno di quelli che si lanciano in grandi campagne per un prodotto che non funziona.

Non sono qui a disperdere le loro energie, ma per guadagnare sempre di più.

Per far questo delimitano i depositi di energia (gli egregor,…etc.) e li mettono sotto controllo.

NOTA: Si definisce egregor un conglomerato specifico di energie (del piano astrale) condivise da un nucleo collettivo. Ogni Egregor è una Entità “vigilante” (watcher). Un egregor sorge sempre da una collettività. La portata di un egregor è direttamente proporzionale al gruppo di persone che li sostiene con le proprie emozioni e la propria attenzione. Per maggiori informazioni vedi qui.

Quando Francisco Javier sbarcò in Giappone, si rese conto subito che i secoli ed i millenni di devozione e di culto per gli antenati avevano sviluppato un’atmosfera naturalmente mistica all’interno del paese. 

Il Giappone non era solo un’isola di pescatori, era una straordinaria cattedrale all’interno dell’aldilà, costruita con un’energia estremamente raffinata. Questa cattedrale di energia era allo stesso tempo una protezione che ricacciava quelli che arrivavano con cattive intenzioni (come era il caso dei Gesuiti). 

Due secoli più tardi, quando essi ritornarono in Giappone, lo fecero con molta più prudenza.

Non si trattava di imporre un dogma straniero; al contrario divennero campioni del culto scintoista, fecero di tutto per circondare l’imperatore, allettandolo ed organizzando tutto un culto attorno alla sua persona. Così si assicurarono che una gran parte dell’energia devozionale fosse diretta verso il loro protetto. Non ebbero bisogno di un grande sforzo da parte del popolo nipponico visto che da sempre avevano reso culto ai loro antenati ed ai loro imperatori.

Questa volta però, invece di direzionare la devozione verso l’imperatore, lo fecero verso gli dei ed i mondi superiori (come si fa naturalmente in una società tradizionale) questa energia fu sottoposta al controllo dei Gesuiti.

Quale prova abbiamo al riguardo?

Quando muore, nel 1912, l’imperatore Meiji, non lo fece davanti ai suoi, bensì secondo la leggenda lo fece tra le braccia di Usui – sì Mikao Usui, il fondatore del Reiki!

Solo alcuni anni dopo Usui avrà la sua illuminazione sulla montagna, che il grande fantasma bianco scenderà su di lui e gli concederà poteri straordinari. E come non vedere l’anima dell’imperatore morto in questo fantasma, così carica che non può dare altro che un grande potere alla persona che lo riceve (in questo caso un agente gesuita che ritrovava “per caso” accanto a lui al momento della sua morte.

Quando si conosce l’avidità dei Gesuiti ed il loro intenso desiderio di prendere il controllo sui mondi invisibili (tanto o più forte di quello di altri gruppi di prendere il controllo sul mondo materiale), non dobbiamo sorprenderci che siano stati capaci di prendere il controllo dello shintoismo, attaccando direttamente la testa del sistema: l’Imperatore.

Possiamo invece sorprenderci del fatto che non si siano accontentati di mettere una mano occulta sul Giappone, ma che utilizzino questa vittoria per conquistare il mondo intero con il Reiki!

Il Reiki, il nuovo battesimo
Quando ci interessiamo alla storia del Reiki non è possibile non sorprenderci della rapidità con cui abbandona il Giappone. Quando Tarata, la terza persona della linea di Mikai Usui, va nella Hawai nel 1937, si suppone che portasse con sé almeno 2000 adepti, ma dopo la guerra non ne rimane nessuno.

Negli anni ’80, quando il Reiki esplode in America, molti cercano di ritornare alle sue fonti giapponesi, ma lì non trovano niente solo alcune porte chiuse. Alla fine il Reiki dovrà essere reimpostato in Giappone, con la sua versione occidentalizzata; questo è il colmo!

Questo significa che agli occhi dei Gesuiti, il Reiki non era destinato ai Giapponesi. Fin dal principio è il mondo intero che deve essere conquistato. La forza dei morti del Giappone fu adoperata solo come potere di conquista.

Quello che è anche utilizzata è tutta l’aura misteriosa del Giappone, con un passato così complicato, tanto che agli occidentali si può raccontare qualsiasi cosa. Allora le leggende si moltiplicano come le trasmissioni “canalizzate” di Usui. Si finirà col dire che Usui non era completamente cristiano, ma buddista perché questo è molto più alla moda nella “Nuova Era”.

Rimane comunque una base sicura per tutti gli adepti: il memoriale ad Usui, costruito dai suoi alunni dopo la sua morte nel 1927… si sa però che gli operai giapponesi hanno testimoniato che lo avevano costruito nel 1975!

Nonostante tutto i Gesuiti non sono soliti essere disturbati dai dettagli. Sanno che alla gente piace sognare, allora invece di rompersi la testa con una storia coerente, preferiscono creare più aneddoti possibili approfittando anche (per divertirsi) di scivolare su alcune verità della loro impresa.

E’ interessante constatare che, per esempio, nella leggenda ufficiale del Reiki, “il risveglio” di Mikao Usui inizia con una citazione del Vangelo di Marco:

“Andate per il mondo, proclamate la buona novella. Colui che crede e sarà battezzato si salverà; colui che non crede si condannerà.”

Il Reiki quindi diventa il nuovo battesimo della “Nuova Era”.

Un certificato come Maestro di Reiki apre le porte a mille altre iniziazioni, ma anche e soprattutto, a quelle dei “Maestri di Saggezza” che appaiono dai livelli superiori. Una volta che si crede nel Reiki, uno è disposto a credere in qualsiasi cosa.

Il cristianesimo era già troppo stabilito e dogmatico per poter essere veramente universale, cosa di cui si resero conto i Gesuiti in Giappone. Allora hanno rivolto la forza del Giappone contro di lui stesso e l’hanno utilizzata per conquistare il mondo.

L’onda Reiki forma parte dell’onda 666, l’onda che unirà l’umanità dal basso. E’ come un’onda che inghiotte sempre più persone credule, imprimendo loro dei segni che le mettono sotto il loro controllo, un po’ come il battesimo della Chiesa cattolica che, in altri tempi, serviva essenzialmente per tornare ad essere docili, spegnendo il fuoco delle domande interne.

Chi si azzarderà domani a mettere in discussione i miracolosi benefici del Reiki?

Epilogo:
Ai Gesuiti piace divertirsi con le leggende mitologiche (e nemmeno loro ci credono) però quando si oppongono ai loro piani non ridono affatto.

Quando così gli Illuminati (un ordine fondato dal gesuita Adam Weishaupt) sono perseguitati in Baviera, giurano la totale distruzione della Germania, che otterranno nel 1945, dopo due secoli di sforzi. Dieci milioni di tedeschi moriranno per questo affronto.

E quando i Gesuiti furono espulsi dal Giappone, non bastò loro tornare due secoli più tardi e mettere l’Imperatore sotto controllo. Avranno bisogno di una vendetta totale. Per questo motivo la seconda bomba atomica (una bomba con un’utilità strategica nulla a livello militare) cade su Nagasaki, il feudo gesuita da dove furono espulsi.

150.000 Giapponesi dovettero pagare con la loro vita. E’ anche un caso che il Giappone si arrenderà il 15 agosto 1945 e che quel giorno è celebrato in occidente sempre come il giorno della vittoria sul Giappone?

LISTA DEGLI AVVENIMENTI ACCADUTI IN GIAPPONE UN 15 AGOSTO

  • 15 agosto 1549 – San Francesco Javier sbarca sulla costa di Kagoshima, in Giappone.

  • 15 agosto 1863 – Bombardamento di Kagoshima. Gli Inglesi attaccano il Giappone in seguito ad un oltraggio dei samurai.

  • 15 agosto 1869 – L’Imperatore Meiji costituisce sei nuovi ministeri e tra loro decide di dedicarne uno allo “Shintoismo di Stato”.

  • 15 agosto 1945 – Il Giappone si arrende dopo le due bombe atomiche, una il 9 agosto su Nagasaki (la prima fu lanciata il 6 agosto 1945: 6 + 9 = 15),

…e una data meno conosciuta, ma senza dubbio fondamentale nella storia del Giappone: il 15 di agosto 1865, giorno in cui nasce Mikao Usui.


Caso o coincidenza? O il segno che, forse, il mitico Usui non è esistito mai e non è altro che una costruzione gesuita?

ALTRI AVVENIMENTI DALLE FORTI CONNOTAZIONI GESUITE

  • 15 agosto 1537 – E’ fondata la città di Asunción in Paraguay. I Gesuiti sperimentarono il loro sistema di riduzionismo.

  • 15 agosto 1947 – L’India ottiene l’indipendenza. (L’India è il primo paese in cui entrarono i Gesuiti).

  • 15 agosto 1954 – Alfredo Stroessner inizia la sua dittatura in Paraguay.

  • 15 agosto 1960 – Indipendenza del Congo (Il Congo è il primo paese africano in cui entrarono i Gesuiti).

  • 15 agosto 1963 – Il presidente del Congo, Fulbert Youlou, è defenestrato dopo 3 giorni di manifestazioni nella capitale.

  • 15 agosto 1965 – I Beatles suonano davanti a 60.000 fans nello Shea Stadium di New York, un avvenimento considerato come l’inizio del “rock da stadio”.

  • 15 agosto 1969 – Inizia il festival di Woodstock.

  • 15 agosto 1971 – Richard Nixon annulla la conversione del dollaro in oro, aprendo una nuova era per l’economia mondiale.

  • 15 agosto 1977 – Un radio-telescopio, negli Stati Uniti, che è parte del programma di ricerca SETI riceve un segnale radio proveniente dal profondo spazio.”

LINK 

di Sébastien Vaas
14 Gennaio 2011
dal Sito Web TrinityATierra Versión original en Frances

traduzione Nicoletta Marino Versione originale

http://ningizhzidda.blogspot.it/