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Il pifferaio magico

Cose da pazzi: adesso pure Beppe Grillo ha paura di Big Data e del 5G (elettromagnetico) – VIDEO

di Maurizio Martucci

Ma a che gioco gioca il comico? Il video messo oggi in rete da Beppe Grillo lascia di sasso. E pesa come un macigno sulla testa dei 5 Stelle: i suoi accoliti Di Maio, Patuanelli, Liuzzi, Romano, Di Bella (con l’avallo complice di Conte) da due anni spingono come matti sul 5G, modello Cina e programmi smaccatamente transumanisti per un cambio esistenziale e antropologico della società, svilendo in bufale un tanto al chilo gli accorati allarmi lanciati dalla comunità medico-scientifica preoccupata per gli effetti dell’overdose elettromagnetica. E il pifferaio magico, artefice dell’ascesa e tracollo pentastellato, adesso che fa? Tira fuori il coniglio dal cilindro per denunciare i pericoli del cyberspionaggio e delle radiofrequenze, possibili cancerogeni. Ne aveva già ospitato il problema sul suo blog, “5G: le criticità della nuova tecnologia, e poi, “5G e Internet delle cose: quali rischi per la salute?“. Ma adesso Grillo dice proprio quello di cui – sempre negli stessi da due anni targati Conte – l’Alleanza Italiana Stop 5G accusa i suoi grillini, artefici di scellerate politiche contrarie al principio di precauzione, al sistema naturale delle cose e alle priorità vere dei cittadini. Giudicate voi stessi. Guardatevi il video, ascoltate bene cosa dice.

Evidentemente pure Grillo sa bene che la sua nave (con tutta la sconquassata ciurma caricata a bordo dal 2018) sta per affondare. E pure col botto. E che è solo questione di giorni, tutt’al più di un giro di pagina (o al massimo due) di calendario, prima che pure la cima del suo baluardo nato coi Vaffa day si abissi inesorabilmente nella melma del più infimo fallimento politico. E lui, vecchia volpe dal ciuffo bianco, sapendolo bene pensa adesso di rimescolare le carte, scoprendo come l’acqua calda nel meno pericoloso Li-Fi l’altenativa green al wireless. Ma allora, a che gioca sta giocando il comico?

Siccome gli italiani non sono fessi, almeno non fino al punto di inabissarsi con te e tutto il tuo sgangherato equipaggio, caro Beppe fammi (e facci) un piacere: sabato 12 Settembre seguiti minuto per minuto tutta la manifestazione nazionale Stop 5G Per la moratoria, la Costituzione, le libertà e l’autodeterminazione digitale“. Da Roma Piazza del Popolo verrà trasmessa in diretta web streaming sul nuovo canale La Casa del Sole. Così capirai meglio il perché i tuoi accoliti Di Maio, Patuanelli, Liuzzi, Romano, Di Bella sono diventati, insieme al 5G, il vero problema dell’Italia. Conte (e con, te) in testa.

RIPRODUZIONE CONSENTITA, CITANDO AUTORE E FONTE

Fonte: https://oasisana.com/

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Oltre il 5G, verso il 6G e si parla già del 7G

OLTRE IL 5G – VERSO IL 6G E GIÀ SI PARLA DEL 7G

“Presto condiremo (we will salt) gli oceani, la terra e il cielo con un numero incalcolabile di sensori invisibili agli occhi, ma visibili l’uno all’altro e ad una varietà di dispositivi di raccolta dati. I vasti flussi di dati sempre più accurati si combinano e interagiscono per produrre cache sempre più significativi di conoscenza” (1).
Esther Dyson, figlia di Freeman Dyson

LA CINA GUARDA OLTRE IL 5G. VA VERSO IL 6G E GIÀ SI PARLA DEL 7G 

Alcuni ingegneri cinesi sostengono che la diffusione della rete 5G non sarà in grado di coprire le profondità di mari e oceani. Invece la rete 6G promette di fare proprio la copertura subacquea.

Anche se ancora non è possibile trovare sul mercato telefoni 5G, in Cina già si parla di 6G.
Su Xin, capo del gruppo di lavoro sulla tecnologia 5G al Ministero dell’Industria e dell’Information Technology cinese, rivela che la Cina ha iniziato a fare ricerca sul 6G già dal 2018. Il Paese è uno dei primi al mondo a farlo. Questo attesta il fatto che la Cina voglia imporsi sempre di più come leader nel settore tecnologico e delle grandi trasformazioni digitali.

(L’articolo è tratto dall’eBook gratuito di Key4biz ‘Tech Trend 2019’.) 

LEGGI L’EBOOK TECH TREND 2019 

Lo sviluppo effettivo della rete 6G avverrà nel 2020, con applicazione nel 2030, ma intanto si iniziano a fare le prime ricerche proprio come sta avvenendo in Finlandia con il varo del programma 6genesis.

Cosa cambierà dal così tanto atteso 5G al 6G?

Per prima cosa la velocità, 1TB al secondo per scaricare dati. Inoltre, sarà una rete ancora più capillare che raggiungerà aree che il 5G ancora non è in grado di coprire. 

Alcuni ingegneri cinesi sostengono infatti che la diffusione della rete 5G non sarà in grado di coprire le profondità di mari e oceani. Cosa che la rete 6G invece si prospetta di fare è proprio la copertura subacquea. 

Ci sono esperti però che ritengono sia ancora troppo presto per parlare di sviluppo di rete 6G, non essendo ancora iniziata la diffusione della 5G. 

Quello che però vale la pena di sottolineare è che il Paese di mezzo sta investendo realmente e consistentemente nella tecnologia. Dal 2015, secondo Deloitte, la Cina ha speso più degli Stati Uniti nelle infrastrutture di comunicazione wireless per circa 24 miliardi di dollari. 

Tutto questo dove trova la sua applicazione all’interno del Paese?

Sicuramente renderà sempre più forti e competitive aziende cardini come ZTEHuawei e Tencent che attuano una continua ricerca e sviluppo. 

A livello statale invece queste moderne tecnologie porteranno lo Stato ad avere un controllo più forte e dettagliato sui cittadini con l’utilizzo delle telecamere di sorveglianza con riconoscimento facciale. Queste telecamere già ad oggi sono collegate con la polizia e nel 2019 verrà rafforzato il Social ranking system, dove i cittadini vengono premiati o puniti in base alle loro azioni, controllate attraverso questi vigili digitali. 

Nella metà di novembre di quest’anno il Chief Architect di rete Neil McRae della British Telecom (BT), in un forum di settore argomentava sulla prospettiva della rete 6G anche di quella di settima generazione, il 7G. 

Per McRae, se il 6G sarà un potenziamento del 5G con la rete satellitare, la rete 7G sarà suddivisa in “7G base” e 7.5G, in cui la versione base sarà sostanzialmente 6G + lo spazio di roaming della rete satellitare.

Inoltre, secondo l’analisi di Neil McRae, la rete 5G, e ancor più il 6G, sarà integrata con la rete satellitare, per esempio la rete di navigazione satellitare, che ad oggi conta tre diversi sistemi globali di rete di navigazione, GPS degli Stati Uniti, Beidou (Compass) della Cina, GLONASS russo, porterà al 6G questa grande sfida di come far interagire e come muoversi tra i diversi sistemi satellitari, che sarà una sfida da risolvere proprio nell’era del 7G.

Ma non solo la Cina guarda oltre il 5G. Ecco il video con cui l’Università di Oulu in Finlandia, che ha iniziato la ricerca sulle reti mobili 6G, mostra la società nel 2030. 

FONTE https://www.key4biz.it/la-cina-guarda-gia-oltre-il-5g-va-verso-il-6g-e-gia-si-parla-del-7g/239331/  

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UNO SPOT PER IL FUTURO

Fonte: http://www.nogeoingegneria.com/

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